Avrete sicuramente sentito parlare, almeno una volta, di conti deposito, ma sapete veramente cosa sia un conto deposito? Fortunatamente, per tutti quelli che non sanno cosa sia un conto deposito, è disponibile il portale contideposito.org, un sito sul quale potrete scoprire cosa sono i conti deposito, come gestirne uno e quali sono i migliori fra i tanti disponibili sul mercato, in base ai tassi offerti. Ad ogni modo, i conti deposito rappresentano una grande alternativa al classico conto corrente che, a volte, non offre la miglior soluzione alle proprie necessità di risparmio. Con un vero e proprio conto deposito, difatti, oggigiorno si può arrivare ad ottenere vantaggi che, solitamente, con un conto tradizionale si possono solo desiderare. Ma perché non iniziare a sfruttare questo nuovo servizio rivoluzionario che mette a propria disposizione prodotti di qualità e con un elevato tasso di rendimento? Le proposte disponibili oggigiorno sono veramente molte ed, alcune volte, diventa anche difficoltoso scegliere un tipo di conto deposito tra i tanti. In questi casi, comunque, si può sempre far affidamento sul sito contideposito.org, che vi indica qual è il conto deposito migliore del momento e quali vantaggi comporta la scelta di uno di questi.
Ma quali sono i veri motivi per aprire un conto deposito? Sicuramente, bisogna tener conto che l’apertura di conti depositi è molto semplice e veloce: generalmente, è la stessa banca in cui si possiede un conto corrente tradizionale, a consigliare di avviare le pratiche per l’apertura di uno o più conti deposito. Ad ogni modo, un conto deposito è davvero un grande alleato, soprattutto, per quelle persone che desiderano possedere un conto senza alcun costo di attivazione o di mantenimento: difatti, tutti i tipi di conti deposito – da CheBanca a quello di InMediolanum – non prevedono spese per l’apertura e né costi di gestione, bensì si parla di costi sostenuti dal proprio conto corrente tradizionale. Da come si evince dal portale contideposito.org, altro vantaggio di cui si può beneficiare con un conto deposito è quello di avere tassi di rendimento alto che possono arrivare anche a 3,4% lordo. Sempre sul sito di contideposito.org è indicato che non ci sono rischi per i capitali investiti sui propri conti deposito. Tutti coloro i quali, poi, volessero ottenere maggiori informazioni e maggiori dettagli sui conti deposito di cui abbiamo appena parlato, potranno far affidamento sugli articoli-guide messe a disposizione sul sito contideposito.org.
Il portale di contideposito.org offre peraltro notizie sempre fresche in merito ai conti depositi, ed una vera e propria classifica grazie alla quale si può scoprire qual’è il conto deposito migliore nel mese attuale. Insomma, si tratta certamente di un portale davvero prezioso, da tenere sempre a portata di mano e, perché no, da aggiungere alla lista dei preferiti sul proprio browser con il quale si naviga solitamente su internet. Oggigiorno scegliere e gestire il proprio conto deposito non è più così difficile e, ciò, è merito anche di conti deposito.org!
Categoria: Economia e Finanza
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Scegliere il miglior conto deposito
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Fuori casa in Italia: a Natale vincono i ristoranti, ma il vero fenomeno 2011 sono gli aperitivi
Il 2011 si chiude in maniera positiva per il mercato della ristorazione commerciale, come rilevato dai dati del panel CREST di NPD Group di dicembre 2011.
La rilevazione di NPD Group, società che monitora il mercato mediante un’indagine continuativa su panel di consumatori, registra un incremento dello 0,7% nelle visite e dell’1,0% nella spesa rispetto al 2010 per quanto riguarda il mercato del fuori casa. A spingere il dato in maniera positiva è soprattutto il comparto del servizio veloce e del leisure. Nonostante la crisi economica, il mercato della ristorazione commerciale risulta positivo. Gli indici relativi alla fiducia dei consumatori hanno toccato i minimi storici durante il 2011, con un’inversione di tendenza solo nel mese di novembre, caratterizzato dal cambio di governo.
La vera sorpresa arriva con i dati di dicembre
L’ultima rilevazione mostra come gli italiani, nel mese delle feste, non abbiano rinunciato al cibo fuori casa. Seppure dicembre registri un -0,5% nelle visite per il totale mercato, i ristoranti a servizio completo registrano un +3,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. “I dati di Dicembre sono confortanti” – dichiara Matteo Figura a capo della business unit Foodservice di NPD Group- “Il dato positivo del servizio completo arriva dopo due mesi caratterizzati del segno negativo. Ancora una volta, gli italiani mostrano di non voler rinunciare alle occasioni caratterizzate da una forte componente esperienziale”. Sono dunque gli elementi che arricchisco l’esperienza di consumo che trainano il mercato del fuori casa. “Tuttavia il 2011 è stato caratterizzato da alcuni segnali allarmanti” – continua Figura – “Se da una parte è vero che l’atteggiamento degli italiani nei confronti del fuori casa ha sostanzialmente mantenuto il mercato stabile, nel 2011 abbiamo assistito ad una notevole retrocessione. A fronte di un trend in visite piuttosto stabile, si registra una diminuzione della spesa media pro capite, ma anche una crescita dei servizi veloci e della ristorazione collettiva a scapito del servizio completo.”Gli italiani scelgono dunque soluzioni più convenienti rinunciando ad una parte del pasto o scegliendo canali più economici.
Gli Italiani e l’aperitivo
Il 2011 è stato anche l’anno in cui si è registrato un picco nel fenomeno dell’Happy Hour. “L’aperitivo serale – conclude il Figura – è un indicatore interessante dei mutamenti che riguardano le occasioni di consumo. Non si tratta più di un fenomeno relegato solamente nelle regioni del nord ma si sta rapidamente diffondendo in tutta Italia. L’aperitivo, caratterizzato da buffet di cibo sempre più ricchi e variegati è insieme esperienza e razionalizzazione. Nell’ultimo periodo abbiamo registrato un incremento notevole del consumo di primi piatti e piatti pronti durante l’aperitivo a scapito delle occasioni di consumo principali”.
A proposito di CREST
Il panel CREST di NPD permette di analizzare il comportamento dei consumatori nei consumi alimentari fuori casa per 365 giorni l’anno: tipo di locale e insegna visitata, momento e modalità di consumo, spesa media e prodotti consumati. Crest offre anche una visione delle dinamiche dei cibi e delle bevande consumate fuori casa.CREST è disponibile in Europa, America del Nord, Asia e Australia. Il panel è rappresentativo della popolazione del paese.
A proposito di NPD Group
NPD Group è leader mondiale nella fornitura di informazioni sui consumatori e sui retailers in una vasta gamma di settori. Ad oggi il gruppo conta più di 1800 industrie e distributori tra i suoi clienti. I partner e i clienti utilizzano le informazioni di NPD Group per definire piani strategici a livello internazionale, nazionale o locale. NPD Group aiuta i clienti ad identificare le nuove opportunità per indirizzare le strategie di marketing, vendita, merchandising e sviluppo dei propri prodotti. NPD Group fornisce informazioni sui seguenti settori: abbigliamento, automobile, beauty prestige, telefonia, elettronica di consumo, alimentari e bevande, ristorazione fuori casa, sport, musica, bricolage, articoli per la pulizia, foto-video, tecnologia informatica, giocattoli, viaggi, videogames, wireless. Per maggiori informazioni, il nostro sito è www.npd.com
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Mutui: nel 2011 oltre 16.000 richieste di finanziamento presentate da coppie omosessuali
Le coppie omosessuali in Spagna possono sposarsi, nel Regno Unito possono adottare un figlio, nel nostro Paese, in attesa di essere riconosciute legalmente, almeno provano a comprare casa. Secondo le analisi del broker Mutui.it (www.mutui.it) nel 2011 sono state oltre 16.000 le domande di mutuo inviate alle banche da coppie dello stesso sesso.
Il dato è stato ricavato analizzando le richieste di fattibilità di mutuo inviate al sito nel corso dello scorso anno; fatte le ovvie esclusioni dei cittadini che richiedono un mutuo cointestato con soggetti dello stesso sesso, ma con legami di parentela, il quadro che emerge è quello di un segmento di mercato ancora piccolo, ma comunque significativo, anche per la sua portata simbolica.
Con l’indagine condotta tra le domande compilate attraverso il sito, Mutui.it ha rilevato che il 65% delle richieste di mutuo presentate da coppie omosessuali riguarda i finanziamenti per l’acquisto della prima casa, seguiti a distanza da quelli per surroga (12%) e ristrutturazione (7%).
Focalizzandoci sui mutui prima casa, la domanda media per questo tipo di finanziamento è piuttosto elevata: si richiedono più di 190.000 euro, pari al 75% del valore dell’immobile che si intende acquistare.
Il valore così elevato (+18% rispetto a un mutuo prima casa medio) si spiega col fatto che un mutuo cointestato è, per la Banca che lo eroga, più sicuro, e quindi consente ai mutuatari di richiedere una somma più alta.Il tasso variabile appare quello più ambito dalle coppie considerate: è scelto nel 51% dei casi, contro il 37% delle richieste di tasso fisso. L’età media della coppia al momento della richiesta è di 40 anni, mentre la durata media del finanziamento è di oltre 25 anni. Le coppie formate da due uomini rappresentano la maggioranza del campione analizzato: sono il 58%, contro un 42% delle coppie di donne.
«Benché quello che abbiamo evidenziato possa definirsi un fenomeno “di nicchia”– afferma Alberto Genovese, Amministratore Delegato di Mutui.it – è interessante notare come stia diminuendo il timore delle coppie ad esporsi. In questo senso, l’anonimato garantito da un comparatore online come Mutui.it abbatte l’insicurezza legata all’affrontare di persona un consulente in banca.»
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Corsi chef
Non c’è dubbio che arrivare a diventare chef non è necessario avere delle doti innate, ma una grande passione per l’arte culinaria. Ovviamente la passione da sola non basta. Un corso professionale offre l’opportunità di portare ad un livello superiore le conoscenze in cucina.
Esistono numerosi corsi per chef rinvenibili in rete, i corsi di cucina di maisazi.it si distinguono per varietà e completezza dell’offerta. La sede si trova a Lonigo, ma vi afferiscono allievi provenienti da tutta Italia. La scuola di cucina Maisazi offre due corsi: corsi professionali per chef nelle ore diurne e corsi per amatori nelle ore serali.
Nel corso di cucina della scuola Maisazi, si presta molta attenzione agli aspetti pratici delle cucina in modo da rendere l’aspirante cuoco capace di pensare e curare la preparazione di un menù dall’antipasto al dolce.
La scuola Maisazi fornisce tutti gli strumenti necessari presso la sede dei corsi che è dotata di una bella cucina in cui il cuoco può utilizzare gli strumenti e le attrezzature a sua disposizione: dalle casseruole rigorosamente in rame al forno , dalle padelle in alluminio al lavabicchieri, per arrivare ai fornelli , ai coltelli giapponesi .
Proprio per poter seguire ogni allievo con l’attenzione necessaria, i corsi professionali accettano un numero molto ristretto di iscritti, solo 4 per ogni corso. La pratica inizia dalle basi. Ovviamente, accanto alla pratica il cuoco deve apprendere delle nozioni teoriche racchiuse in dispense che vengono rilasciate agli allievi in versione digitale alla fine del corso. La teoria però è solo di supporto alla pratica, e non viceversa, i corsi professionali di maisazi.it insegnano tecniche di cucina, per mettere lo chef nelle condizioni di fare i giusti accostamenti di sapori per poter creare piatti propri.
L’offerta di corsi per cuochi è ampia, basta consultare il catalogo presente sul sito della scuola per rendersene conto. Il corso mensile prevede un impegno di 4 giorni a settimana per un mese. È un corso completo che rende davvero il cuoco in grado di operare in totale autonomia in cucina. Alla fine di ogni settimana l’allievo sostiene una prova in modo tale da avere l’opportunità di colmare eventuali carenze. Il corso prevede un esame finale e rilascio di un’attestazione di partecipazione.
Per quei aspiranti cuochi che non possono permettersi il corso completo la scuola offre un corso settimanale che garantisce una formazione tale da consentire allo chef di preparare un pranzo dall’antipasto al dolce curando anche il giusto abbinamento con il vino.
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Osservatorio Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Lombardia nel 2011
Sono questi i principali risultati della diciottesima edizione dell’Osservatorio Findomestic Banca, società leader nei prestiti e finanziamenti, sul consumo di beni durevoli in Lombardia, presentato oggi a Milano, allo Spazio Chiossetto.
Nel 2011 la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli è stata pari a 11.535 milioni di € (-6,0% rispetto ai 12.133 milioni del 2010). La contrazione risulta superiore a quella media nazionale, che si è arrestata al -6,1% nonostante la possibilità di ricorrere al credito al consumo.
I settori di spesa
– Auto e moto: il comparto ha fatto segnare risultati migliori rispetto alla media nazionale. La spesa per l’acquisto di vetture nuove è stata di 3.698 milioni di €, in calo di 11,1 punti percentuali sull’anno precedente (mentre a livello nazionale la flessione è stata di 13,7 punti). I volumi delle vendite di auto usate sono cresciuti di 4,2 punti (dai 2.659 milioni di € del 2010 si è passati a 2.772 milioni nel 2011), mentre le moto hanno subito un calo del 4,1%, per una spesa complessiva di 358 milioni.
– Mobili: il settore ha chiuso l’anno con vendite totali per 3.059 milioni di €, in flessione dello 0,8% sull’anno precedente. Anche in questo caso, la flessione riscontrata a livello nazionale è maggiore: -1,3%.
– Elettrodomestici: per ciò che concerne gli elettrodomestici bianchi, le vendite registrate nel 2011 sono state pari a 668 milioni (-5,1% rispetto al 2011). Sul fronte degli elettrodomestici bruni, invece, la spesa regionale totale è stata di 708 milioni (-28,4%). In quest’ultimo caso, quella riscontrata è stata una flessione ben più marcata di quella media nazionale, che si è arrestata a -15,1 punti percentuali.
– Prodotti informatici: nel 2011 la spesa delle famiglie lombarde per questo settore è stata di 272 milioni, in calo dell’8,4% sul 2010. Si tratta di un arretramento del volume di vendita in linea con quello riportato dalla media nazionale (-8,2%).
Le province
Il reddito pro capite lombardo si è attestato ad un valore medio di 20.463 €, in crescita del 2% sull’anno precedente. Un dato, quest’ultimo, identico all’incremento registrato a livello nazionale. Tra le diverse province si riscontra una differenza anche molto marcata dei diversi redditi pro capite. Infatti, si va dai 26.202 € di Milano ai 14.614 di Lodi, passando per i 16.788 € di Varese, che si colloca in posizione mediana. Al secondo posto, tra le province, c’è Sondrio (con 19.062 €), mentre al terzo si trova Cremona (17.700 €), esattamente come avveniva nel 2011.Le vendite di autoveicoli nuovi hanno fatto segnare una flessione di 11,1 punti percentuali sull’anno precedente, attestandosi ad un valore totale di 3.698 milioni di €. Milano, dove sono stati conclusi acquisiti per complessivi 1.438 milioni, ha fatto segnare la seconda maggiore flessione di vendite fra tutte le province lombarde (-13,0%), mentre Como, dove sono stati spesi 246 milioni di € per l’acquisto di auto nuove, ha riportato la contrazione più contenuta: -6,9%. Seguono Varese, con -8,0% (a 355 milioni), Lecco, con -8,2% (a 131 milioni), e Lodi, con -8,4% (a 94 milioni). Sul fronte delle auto usate, i volumi totali tra 2010 e 2011 sono aumentati dello 4,2%, salendo a 2.772 milioni €. Più di un terzo degli acquisti totali sono stati espressi da Milano (con 1138 milioni di €). Seguono Brescia (con 368 milioni), Bergamo (270 milioni), Varese (260 milioni) e Pavia (161 milioni). Per ciò che riguarda il mercato delle moto, la flessione delle vendite è risultata essere di fatto la metà di quella media nazionale (-7,8% contro -15,8%), per un totale di 358 milioni. Da segnalare che nelle province di Varese e Cremona i volumi di acquisti sono aumentati, rispettivamente del 2,2 e dello 0,7%.
Per il segmento dei mobili, le vendite totali nel 2011 sono state pari a 3.059 milioni di €. Milano ha guidato gli acquisti con 1.242 milioni di €. Brescia e Bergamo seguono, ben distanziate, rispettivamente con 379 (-0,7%) e 325 milioni (-1,0%). Como e Lecco, rispettivamente con 193 e 108 milioni di €, sono le uniche due province che fanno segnare un incremento dei volumi (la prima di 0,6 punti, la seconda di 0,1).
Per ciò che concerne gli elettrodomestici bianchi e piccoli, Milano ha espresso 271 dei 668 milioni di acquisti totali della regione. Nel capoluogo regionale la flessione delle vendite è stata del 5,1%, in linea con quella media regionale. La contrazione minore si è registrata a Como: -3,8% (a 41 milioni). Flessioni inferiori a quella media regionale sono anche quelle registrate a Lodi (-4,0%, a 15 milioni), Lecco (-4,6%, a 23 milioni), Bergamo (-4,7%, a 73 milioni), Varese (-5,0%, a 60 milioni). Quanto agli elettrodomestici bruni, tutte le province della Lombardia hanno riportato flessioni ben superiori a quella media nazionale, che è stata del 15,1%. Lodi, la provincia dove il calo del volume di vendite è stato minore, ha fatto segnare -26,4% (a 16 milioni), mentre Milano ha perso 28,8 punti, con le vendite che sono scese a 286 milioni, contro i 402 del 2010. Brescia è passata da 125 a 92 milioni, Bergamo da 107 a 76, e Varese da 89 a 64.
Il comparto informatica vede Milano riportare più del 40% del totale dei consumi della regione, con 110 milioni di € (-8,5% sull’anno precedente), pur esprimendo una spesa media per famiglia tra le più basse, pari a 60 €, superiore solo a quella di Pavia (58 €). Seguono, nell’ordine dei volumi di acquisti, Brescia, Bergamo e Varese, rispettivamente con 34, 30 e 24 milioni. All’estremo opposto della classifica, invece, si situano Sondrio, Lodi e Lecco, con 5, 6 e 9 milioni.
Tendenze nazionali che si riscontrano anche nell’Italia Nord – occidentale
Gli intervistati vivono uno stato d’animo di sfiducia e incertezza, dominato dalla sensazione di impossibilità alla programmazione. Molti si sentono infatti impotenti e “paralizzati” e, sollecitati a immaginare il futuro, mostrano di avere più “speranza” che “voglia di lottare”.
Nel Nord ovest, l’80% degli intervistati dall’indagine Findomestic – Ipsos ha la percezione che la situazione economica generale si sia aggravata rispetto al 2010. Il dato è migliore di 3 punti rispetto a quello medio nazionale.
Per quanto riguarda la propria situazione economica personale, nell’Italia Nord-occidentale la percezione di un peggioramento è meno elevata rispetto alla media – Paese: 60%, contro il 64% della media italiana. In materia di risparmio, il Nord ovest si mantiene sopra la media italiana, con il 46% della popolazione che negli ultimi 12 mesi ha dichiarato di essere riuscita a preservare una parte del proprio reddito (il dato italiano è inferiore di oltre 10 punti, e si ferma al 35%), mentre il 29% (contro il 26% del dato – Paese) si dice in grado di accantonare ulteriori risorse nel 2012. Di fronte alla crescente disoccupazione, alla riduzione del potere d’acquisto e ad un clima sociale d’incertezza, la maggioranza ha modificato il proprio stile di vita rispetto al passato.
Un consumatore su quattro delle regioni nord occidentali ha dichiarato di non aver ridotto le proprie spese nel corso del 2011, a fronte di un 64% che invece ha affermato di averlo fatto (a livello nazionale, il dato è rispettivamente del 21 e del 67%). Per quanto concerne il 2012, sostanzialmente in linea con quanto emerge dalla media nazionale (47%), il 46% afferma che ridurrà le proprie spese. Sollecitati circa un’eventuale uscita dalla crisi, ben il 46% di quanti hanno risposto ritiene che la situazione comunque non tornerà quella di prima: gli intervistati modificheranno il proprio modus vivendi, evitando gli sprechi e ponderando maggiormente le spese. Il 40% degli intervistati, invece, dichiara di mantenere la speranza di superare la crisi ed afferma che in futuro si tornerà a fare acquisti come prima. La ricerca evidenzia come i più abbienti continuino ad acquistare prodotti di fascia alta, riducendo eventualmente la frequenza e la quantità degli acquisti, mentre i meno abbienti, oltre ad acquistare meno e meno spesso, sono costretti a ripiegare su prodotti di fascia più bassa.Il presente comunicato, i precedenti e la versione integrale dell’Osservatorio sono disponibili sul sito
www.findomestic.it oppure sul sito www.ahca.it -
Servizi di BPO – Business Process Outosourcing
E’ cresciuto negli ultimi anni l’interesse delle aziende attorno al Business Process Outsourcing o BPO, una strategia basata sull’outsourcing, ovvero sull’esternalizzazione di alcune funzioni e attività aziendale – customer care e gestione della clientela, document management e archiviazione elettronica documentale etc. – a terzi, ovvero fornitori di servizi di BPO, Business process Outsourcing.
Le attività oggetto della strategia del BPO, Business Process Outsourcing possono essere raggruppate principalmente in attività di front office e attività di backoffice. Le attività di front office sono tutte quelle che implicano un contatto diretto con la clientela come il Customer Care e la gestione di un Numero Verde, attività genericamente svolte da Call Center specializzati o Contact Center Multicanale.
Le attività di backoffice, invece, sono quelle che non prevedono un diretto contatto con la clientela, come la gestione documentale o document management e l’archiviazione elettronica documentale.
Adottare una strategia di BPO, affidando ad un fornitore esterno la gestione della clientela e/o il document management ad esempio, comporta una serie di vantaggi.
Innanzitutto esternalizzare le attività di Customer Service, Customer care e Customer Satisfaction ad un Call Center specializzato, significa garantirsi livelli di qualità finali per queste attività di gran lunga superiori rispetto a quelli che é possibile ottenere con l’utilizzo di risorse interne e senza dover sostenere un costo fisso.
Esternalizzare attività come quelle del backoffice, invece, significa incrementare la flessibilità operativa dell’organizzazione aziendale. Le attività di backoffice, infatti, sono caratterizzate da fasi in cui le moli di lavoro a carico delle risorse sono più elevate e intense. Affidare ad un fornitore la gestione del backoffice significa liberare le risorse da un sovraccarico di attività e consentire loro di concentrarsi su quelle attività che rappresentano il core business aziendale. Questo significa ottimizzare le risorse e snellire i processi.
I servizi in outsourcing, inoltre, sono solitamente erogati secondo un sistema di pagamento per fee: il cliente paga solo quello che consuma e il costo che sostiene per le attività di backoffice può variare di mese in mese, ad esempio. L’outsourcing dei servizi di backoffice (e di front office), consente così di passare dai costi fissi – sostenuti dall’azienda cghe non esternalizza – a costi variabili, tipici di un’azienda che ha fatto del Business Process Outsourcing una vera e propria leva per il cambiamento. I costi variabili, infine, conferiscono all’azienda una struttura più snella e dinamica, pronta a rispondere ad eventuali trasformazioni del mercato.
Scegliere un fornitore di servizi di di BPO, Business Process Outsourcing, significa scegliere un vero e proprio partner della strategia aziendale. Il fornitore deve essere affidabile e soprattutto deve poter vantare un’esperienza pregressa nell’erogazione di servizi di Business Process Outsourcing, come i servizi di Call Center e Backoffice, Document Management e Archiviazione elettronica documentale. Meglio, poi, se si tratta di un solo fornitore per entrambe le aree di attività – front office e backoffice.
Tra i fornitori di servizi di BPO, ricordiamo Cesaweb, società ICT specializzata nell’erogazione di servizi di Call Center e Backoffice. Da oltre dieci anni, Cesaweb si occupa di Customer Care con il Contact Center Multicanale – call center inbound e call center outbound – e di Backoffice, con una particolare specializzazione nel backoffice finanziario, ovvero nell’erogazione di servizi di backoffice dedicati alle aziende del settore finance o finanziario come istituti di credito, banche e società finanziarie.
Ed è una società che eroga anche servizi IT come lo Sviluppo software gestionale, Hosting e Facility Management, Forniture hardware e software, Assistenza sistemistica. Ultimi arrivati i servizi di Web marketing e i servizi di E-commerce, ovvero i servizi offerti alle aziende che intendono aumentare la propria visibilità online e sfruttare le nuove opportunità del commercio elettronico.Per contattare Cesaweb e chiedere informazioni o scoprire i servizi erogati, CLICCA QUI.
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Rolex, orologi usati per risparmiare
Chi non ha mai sognato di possedere un orologio Rolex al polso?
Conosciuti per la loro qualità ed affidabilità, questi orologi continuano ad esser degni della fama che li precede ormai da cento anni. Era infatti il 1905 quando Hans Wilsdorf creò la società Rolex SA, in svizzera, per l’assemblamento di lussuose casse da esportare verso l’Inghilterra.
Che i Rolex oltre ad essere orologi tecnicamente perfetti, tanto da avere il record di orologi con la certificazione di cronometro, siano uno status symbol è sotto gli occhi di tutti.
Anche grazie alle strategie pubblicitarie dei primi anni del ‘900 che legarono questo orologio ad imprese di eccezionale rarità quali la scalata dell’Everest, il Rolex è mondialmente riconosciuto come l’orologio per eccellenza. Fama incrementata anche da uomini di potere e conosciuti internazionalmente, quali Che Guevara, Winston Churchill, Robert Redford e tanti altri.
Proprio per il grande successo di questi orologi, e per tutto il carico di fama che questi segnatempo portano con loro, il desiderio di possederne uno è sogno comune. E a causa dei prezzi sicuramente non alla portata di tutti, è nato un mercato affiancato a quello principale, ossia quello dei Rolex orologi usati. Vi sono siti internet specializzati, ma anche annunci su giornali locali o siti d’aste quali ebay.
Quando ci si appresta ad acquistare un Rolex è però importante prendere tutte le precauzioni del caso. Innanzitutto è bene avere un contatto diretto con il venditore e l’orologio che ci si appresta ad acquistare: appuntarsi modello e tipo e verificarne il vero valore di mercato.
Inoltre quando si acquistano Rolex orologi usati è buona norma quella di pretendere sempre un certificato che ne attesti l’originalità.
Occhio poi al prezzo! È difficile trovare una vendita Rolex (un modello usato) al di sotto dei 2000€, per cui fate attenzione che quelli proposti a prezzi irrisori possono esser falsi o rubati!
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Investire in Slovacchia
Se vi chiedessero di esprimere un parere sulla Slovacchia cosa sapreste dire?
In molti si ricorderanno che questo stato, situato nel cuore dell’Europa, è nato nel 1993 dalla divisione della Cecoslovacchia, che ha dato origine anche alla Repubblica Ceca. Un numero più ridotto saprà che la capitale è Bratislava, mentre in pochi sapranno che il territorio nazionale è diviso in 8 regioni, a loro volta suddivise in 79 distretti territoriali più piccoli. Non temete, questa non è un’interrogazione di geografia; conoscere qualche informazione in più su questo stato però può avere risvolti vantaggiosi!
I più esperti nel campo dell’economia e della finanza sanno bene che in un momento di crisi come questo la cosa migliore da fare è investire; e allora perché non farlo in Slovacchia? Da oggi infatti, chi volesse approfittare di questa occasione, potrà avvalersi di un utile supporto: il 17 gennaio a Bratislava, per volontà della Camera di Commercio Italo-Slovacca ed in particolare del presidente Ignacio Jaquotot, è stata presentata la guida “Investire in Slovacchia”. Se vi state chiedendo perché proprio la Slovacchia, troverete la risposta all’interno di questo manuale, ricco di preziosi consigli: è presente una descrizione dei rischi e degli investimenti e diverse pratiche utili per vivere e lavorare in questo stato.
Questa guida è molto importante perché pensata appositamente per gli italiani, che sono i terzi investitori nell’economia del piccolo paese europeo; è vero che non è impossibile trovare strumenti simili a questo, ma, dato che non sono in italiano, per poterne usufruire è prima necessario rivolgersi ad un’agenzia di traduzioni! Bisogna quindi digitare parole come “traduzione manuali tecnici” e scegliere professionisti dotati di esperienza anche in fatto di traduzioni giurate ed economiche.
Grazie al manuale della CCIS, potrete unire la conoscenza di un nuovo stato alla possibilità di realizzare importanti investimenti!
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Nuovi provvedimenti per sostenere l’edilizia del paese
Qualcosa di positivo sembra acquistare corpo per quel che concerne il settore dell’edilizia. Malgrado la sua funzione di ingranaggio fondamentale per l’economia del paese, il comparto delle costruzioni è per troppo tempo rimasto inascoltato e tutti gli allarmi lanciati si sono trasformati in poco più che provvedimenti arrivati in ritardo, ormai non più adeguati alle nuove necessità. La situazione non è certo al momento delle migliori, la conta dei danni continua e pare non avere fine. Fortunatamente nel pacchetto inerente la crescita torna a fare la sua presenza il decreto relativo alle infrastrutture e con esso si attende l’arrivo degli incentivi per le imprese dedicate alla costruzione e all’edilizia residenziale. Le novità poste in essere dal decreto tendono ad agevolare quello che è riconosciuto come il “magazzino” dell’edilizia, un insieme di norme ed esenzioni che potrebbero far prendere un po’ di ossigeno ad un settore che da tempo riversa impantanato tra incredibili ritardi nei pagamenti e politiche di mobilità del tutto inadeguate. Certo i tempi non sono maturi per poter valutare l’efficienza dei provvedimenti posti in essere, ma di certo si tratta di un impegno e di una voce di supporto, dopo mesi e mesi di oscurità e silenzio, un trattamento di certo non meritato da uno dei settori che meglio hanno rappresentato e ancora rappresentano la qualità e l’impegno del mercato e dell’economia italiana. Per maggiori informazioni: vendita immobili Bologna
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Parquet ecologico ed economico
Il parquet è considerato da sempre uno dei pavimenti più cool eppure bisogna evidenziare uno dei suoi maggiori difetti, ovvero, la sua pulizia. Essa risulta molto complicata anche per le casalinghe più esperte; basta poco è il pavimento sembra sporco. Il metodo classico ma anche quello più stancante per avere un parquet sempre brillante è raccogliere la polvere, lavare con prodotti specifici e passare la cera. Tuttavia, oltre ad essere un processo noioso e soprattutto dispendioso. Ecco un utilissimo consiglio “fai da te” riguardante la pulizia di una superficie in parquet. Per il detergente ci serviranno: mezza tazza di acqua; mezza tazza di aceto; 30 gocce di olio essenziale alla menta. Il procedimento è molto veloce e intuitivo, in altre parole, basta nebulizzare il composto direttamente sul pavimento, passare lo straccio e poi asciugare. Per quanto riguarda invece la cera bisogna avere a disposizione: 1 tazza di olio di lino; succo di 1/4 di limone; 2 cucchiai di cera d’api in scaglie; 6 gocce di olio essenziale al limone; 2 gocce di olio essenziale all’arancio dolce. Prepariamo facendo sciogliere a bagnomaria la cera con l’olio di lino e il succo di limone, una volta realizzato un composto amalgamato, uniamo gli oli essenziali e lasciamo raffreddare. Una volta solidificato, potremo utilizzarlo direttamente sul pavimento e passando alla fine uno straccio imbevuto di succo di limone. Una volta terminato il processo passiamo un panno asciutto per lucidare. Parquet pulito, soldi risparmiati e ambiente salvo. Buona pulizia da costruzioni Sala bolognese.