Categoria: Arte e Cultura

  • Nasce Italian Comics, quotidiano multimediale interattivo di satira politica e umorismo.

    Un progetto editoriale ideato per raccontare e commentare la politica italiana, gli avvenimenti di politica e costume nazionali ed internazionali e le abitudini degli italiani attraverso la formula della satira e della riflessione.

    Chi è Romano Garofalo: autore e direttore responsabile del quotidiano on line giornalista, scrittore di satira politica e di racconti per bambini, autore di fumetti e cartoni animati.

    Com’è strutturato Italian Comics:

    Il quotidiano online è costituito da 23 blog, ognuno dei quali affronta e ripropone ai lettori un tema tra i più vari: dalla politica all’economia, dalla salvaguardia dell’ambiente, compresi l’occupazione giovanile, i problemi della scuola, del lavoro, della famiglia ecc.

    Ad ogni blog è associato un personaggio delle storiche vignette di Romano Garofalo, divenute famose tra gli anni ‘70/’80, in Italia e all’estero, come il simpatico MostrAlfonso, lo yeti alle prese con le stranezze degli umani.

    L’accostamento testo–disegno: Ogni articolo pubblicato su Italian Comics consta di un testo umoristico o comunque critico, accompagnato da una vignetta di satira politica o una tavola disegnate dai migliori disegnatori umoristici nazionali.

    Chi collabora con Italian Comics? A collaborare con il quotidiano multimediale famosi vignettisti di satira politica, disegnatori italiani, giornalisti, scrittori e noti personaggi della cultura italiana.

    L’interattività con i lettori: Il blog permette di interagire con i lettori che possono commentare ogni singolo post avviando, in questo modo, un dialogo che, partendo da una base “umoristico–satirica” permette di trattare con un’analisi, spesso approfondita, temi di grande attualità ed impatto sociale.

    La Community di Italian Comics: a breve il quotidiano di satira politica attiverà anche una Community di lettori che interagiranno con la redazione e tra di loro, commentando le notizie di volta in volta pubblicate online.

    La Multimedialità: Italian Comics intende proporsi come quotidiano “multimediale” perché non si basa solo sull’immagine grafica (le vignette) o sulla parola scritta, ma è il “presupposto” su cui si costruisce una proposta di Editoria elettronica (eBook); Cartacea (libri, diari, pocket ecc.); Televisiva (cartoni animati) e Cinematografica (situation comedy, film live-action).

    Una chicca: All’interno del progetto complessivo è presente un blog a nome “Jonny Logan Story” che ripropone, con un’analisi critica di Maria Della Miranda, le parti più significative e divertenti di questo personaggio creato negli anni settanta da Romano Garofalo.

    Seguite Italian Comics- quotidiano multimediale di satira politica e umorismo su: http://blog.mostralfonso.com/

    Per contattare la redazione di Italian Comics: http://blog.mostralfonso.com/contatti


  • SIR Partner Ufficiale Nazionale Cantanti Per La Partita Del Cuore

    Lunedì 19 maggio si è giocata allo Stadio Artemio Franchi di Firenze l’annuale Partita del Cuore, un evento, trasmesso in diretta su Rai1, che oramai è entrato a far parte delle abitudini mediatiche degli italiani, un po’ come il Festival di San Remo o i Mondiali di calcio. Solo che a differenza di questi appassionanti appuntamenti mediatici, la Partita del Cuore “non è solo un momento di gioia ma anche un evento a sostegno di fondazioni ed organizzazioni benefiche” come ha spiegato il Prof. Matucci Cerinic e per questo la Società Italiana di Reumatologia (SIR), di cui Matucci è Presidente, ha scelto di sostenere.

    Non solo. La Partita del Cuore che si è appena giocata e che ha raccolto un vastissimo riscontro di pubblico con oltre 39.000 biglietti venduti, ha celebrato i 20 anni di Emergency, l’ONG di Gino Strada, impegnata da sempre contro la guerra e contro la povertà, che ha curato e salvato circa 6 milioni di persone, una ogni due minuti, spesso in contesti di guerra e che sta investendo grandi sforzi anche in Italia, dove i poveri aumentano di giorno in giorno.

    Per la Società Italiana di Reumatologia è stato dunque un successo non solo dal punto di vista numerico ma anche di immagine, poiché proprio in concomitanza con questo evento di grande impatto è partita la campagna di sensibilizzazione sull’importanza della diagnosi precoce delle Malattie Reumatiche, che in Italia colpiscono circa 5 milioni di persone e rappresentano la seconda causa di invalidità, dopo le malattie cardiovascolari.

    NONèVERO_SIR Reumatologia

    Una campagna di comunicazione, fortemente voluta dalla SIR, per dire di no ai luoghi comuni sbagliati e ai pregiudizi che circondano le Malattie Reumatiche, attraverso tre semplici parole “NON E’ VERO” e un testimonial giovane e conosciuto, l’attore televisivo e cinematografico Giorgio Pasotti, che ha scelto tra l’altro di giocare la Partita del Cuore proprio nella squadra di Gino Strada, rimarcando così sia il forte legame tra le due Associazioni sia il desiderio di “arrivare” ai più giovani. Tra i giocatori scesi in campo con il testimonial di SIR citiamo: Riccardo Scamarcio, Raul Bova, Paolo Bonolis, Niccolò Fabi, Luca Barbarossa, Claudio Baglioni, Alex Britti, Cristiana Capotondi, e i miti del pallone, con il numero 10 per eccellenza Giancarlo Antognoni, e poi Batistuta, Francesco Toldo, Luca Toni, il capitan Pasqual, B.Valero e mister Montella, il grande capitano dell’Inter J. Zanetti, Di Natale e Roberto Baggio, che ha segnato il gol del definitivo 4 a 4.

    Durante l’intervallo, la diretta in prima serata di Rai1 ha colto un emozionato Prof. Matucci che insieme a Giorgio Pasotti raccontano a Carlo Conti, presentatore della serata, il significato della campagna “NON E’ VERO!”.

    La SIR, grazie anche al contributo di FIRA (Fondazione Italiana per la Ricerca sull’Artrite) sarà partner ufficiale della Nazionale Cantanti per tutto il 2014 e sta già mettendo in campo un nuovo appuntamento calcistico, che si terrà nel mese di novembre.

    Ricordiamo che riconoscere una Malattia Reumatica è oggi fondamentale in quanto la diagnosi precoce permette di intervenire quanto prima ed evitare i danni provocati dalla malattia. Questo a tutela soprattutto dei giovani e delle fasce più deboli della società, come gli anziani e le donne, che troppo spesso tardano a consultare un medico, per reticenza o perché indaffarate a seguire casa, lavoro, figli o nipotini. Le malattie reumatiche sono molto eterogenee sia per la sintomatologia sia per i segni con cui si presentano che possono mettere in allerta il paziente. Certamente sono molto spesso accomunate dal dolore articolare che tende a peggiorare nel tempo. Se, viceversa, tempestivamente diagnosticato e affrontato da un medico esperto e competente della materia quale è il Reumatologo, il dolore o le manifestazioni delle malattie reumatiche possono essere tenute sotto controllo, consentendo in tal modo al malato di tornare a vivere serenamente, mantenendo la sua qualità di vita senza perdere la capacità lavorativa.

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    Fonte: nonevero.it

    Ufficio Stampa
    Campagna NON è VERO S.I.R.
    Società Italiana di Reumatologia
    www.nonevero.it

  • Francesca Dellera oggi racconta la sua esperienza all’interno del Festival di Cannes

    Oggi Francesca Dellera, in occasione della 67° edizione del Festival di Cannes, ripercorre gli aspetti salienti della propria esperienza all’interno dell’evento. Per l’occasione l’attrice fu accompagnata dall’attore e sex symbol Alain Delon.

    Francesca Dellera - Festival di Cannes

    Gli incontri di Francesca Dellera durante il prestigioso Festival di Cannes

    Mentre si svolgeva la famosa manifestazione cinematografica, Francesca Dellera entra in contatto con alcune figure di assoluto prestigio nel panorama della moda e della fotografia. Il festival di Cannes è stato, di fatto, l’occasione che ha permesso l’incontro dell’attrice con il geniale stilista francese Jean Paul Gaultier. L’incontro, avvenuto durante lo svolgimento di un raffinato ricevimento, ha permesso allo stilista di apprezzare la diafana bellezza dell’attrice a tal punto da volerla, poco dopo, come modella di eccezione per la sua nuova collezione. Altro elemento che lega oggi Francesca Dellera al Festival di Cannes è la sua presenza all’interno del libro che celebra il 50° anniversario del Festival. Una preziosa pubblicazione voluta dalla città di Cannes come omaggio al Festival, che al suo interno contiene una selezione degli attori più rappresentativi del proprio Paese e per l’Italia, insieme a Francesca Dellera, troviamo Claudia Cardinale e Sofia Loren.

    Francesca Dellera e Federico Fellini, un incontro descritto anche dalla giornalista Natalia Aspesi

    Guardando il bel ritratto di Marcello Mastroianni nel film “Otto e ½” capeggiare nei manifesti della 67° edizione del Festiva di Cannes Francesca Dellera oggi non può non ricordare il suo incontro con Federico Fellini, come lo ha ben raccontato la giornalista Natalia Aspesi nel suo articolo dove descrive un Federico Fellini ammaliato da Francesca Dellera, una creatura diafana e carnale, la femminilità che la sua fantasia aveva sempre inseguito e che aveva tentato di catturare nei suoi film.
    Dell’incanto avuto da Fellini per l’attrice rimane traccia all’interno della biografia felliniana scritta da John Baxter, in cui il regista, menzionando gli attori particolarmente amati cita lei, Francesca Dellera.


    I momenti salienti di Francesca Dellera al festival di Cannes.

  • Pop e concettuale in dialogo: Imagine 2014

    Due universi dell’arte a confronto:

    IMAGINE 2014 fra Warhol e Saporetti

    Imagine 2014: il titolo di un progetto che riporta alla mente la celebre canzone di John Lennon dal testo poetico e dai riflessi sociali. L’idea e la cura del progetto Imagine 2014 è del professor Giammarco Puntelli, attuale direttore artistico di Spoleto International Art Fair e delle mostre del Premio Diana Musolino Città di Pizzo, esperto internazionale di PNL e personal coach Ekis. Vuole far dialogare due aspetti dell’arte contemporanea: quello pop e concettuale con quello tradizionale attraverso quei protagonisti che ne hanno determinato le recenti evoluzioni.

    Ecco che da una parte troviamo lavori di artisti come Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Marco Lodola, Mark Kostabi, Mario Schifano, contemporanei come Vittorio Varré, Alexander Kanevsky, Davide Foschi, scultori come Alba Gonzales, Filippo Tincolini, Giacomo Massari, Met Devoti, progettisti come Alessandro Giorgi.

    Dall’altra troviamo artisti di spessore internazionale storicizzati come Adolfo Saporetti, Anne Jenness Saporetti, Aligi Sassu, Walter Lazzaro, Sergio Scatizzi, con contemporanei che studiano il paesaggio come Athos Faccincani, Domenico Monteforte, Carmine Ciccarini, ricerche astratte come quelle di Alfonso Borghi, Osvaldo Trombini, Fiamma Morelli, concettuali come Armando Xhomo, figurativi con temi vari come Giampaolo Talani, Mauro Capitani, Stefano Solimani, Pier Toffoletti, Silvia Caimi, Elisa Donetti, informali come Giuseppe Menozzi, Roberto Tigelli, scultori come Amerigo Dorel e Giuliano Ottaviani.

    In primo piano ci sarà proprio il recupero della ricerca dei Maestri Saporetti in un contesto dal chiaro sapore internazionale. Le opere di tutti gli artisti, opportunamente divise in sale saranno dal 31 maggio al 5 luglio nei grandi spazi dell’Archivio Pria di via Tollegno 2 a Biella. La mostra resterà aperta dal mercoledì al venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 13 alle 20. Inaugurazione sabato 31 maggio ore 18.

    All’interno di tale mostra ci sarà una personale dedicata ai maestri Saporetti, un’intera stanza dove gli artisti contemporanei più importanti e i visitatori potranno ammirare gli straordinari lavori concettuali di Adolfo e i paesaggi fra metafisica e ricerca degli spazi di Anne. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’Associazione Culturale Saporetti che promuoverà l’inaugurazione dell’importante collettiva.

    Partecipano con loro opere i seguenti artisti: Andy Warhol, Marco Lodola, Roy Lichtenstein, Mark Kostabi, Mario Schifano, Alexander Kanevsky, Tano Festa, Alessandro Giorgi, Alba Gonzales, Filippo Tincolini, Giacomo Massari, Vittorio Varré, Davide Foschi, Met Devoti, Francesco Cinelli, Giancarlo Rampazzo PAT, Giuseppe Colucci, Fabio Cicuto, Pier Francesco Restelli, per il gruppo che parte dalla tradizione abbiamo appunto Adolfo Saporetti, Anne Jenness Saporetti, Aligi Sassu, Walter Lazzaro, Sergio Scatizzi, Alfonso Borghi, Athos Faccincani, Giampaolo Talani, Mauro Capitani, Stefano Solimani, Domenico Monteforte, Giuseppe Menozzi, Carmine Ciccarini, Armando Xhomo, Osvaldo Trombini, Pier Toffoletti, Roberto Tigelli, Silvia Caimi, Maria Conserva, Amerigo Dorel, Giuliano Ottaviani, Alessandro Trani, Fiamma Morelli, Pietra Barrasso, Elisa Donetti.

    Per informazioni:

    [email protected]

    www.giammarcopuntelli.it

    www.artedellacomunicazione.it

    www.saporetti.org

    Location e orari:

    Imagine 2014

    Spazio Pria – Ex Lanificio Pria

    Via Tollegno 2/A

    13100 Biella Bi

    31 maggio

    Inaugurazione dalle ore 18.00

    01 giugno – 05 luglio 2014

    mercoledì-venerdì

    dalle ore 16.00 alle ore 19.00

    sabato – domenica

    dalle ore 13.00 alle ore 20.00

    Ingresso gratuito

  • TEATRO ALL’APERTO GIUGNO 2014 A BELFIORE VERONA

    Giugno 2014 all’insegna del divertimento e delle risate nel Cortile Noi Gaudete a Belfiore (VR).
    Nel grande cortile dell’Oratorio Parrocchiale, sul retro della Chiesa in via Roma 8, i vostri sabati di Giugno 2014 prenderanno colore grazie alle 3 commedie proposte dallo Staff del Circolo NOI di Belfiore.

    Ecco il programma:

    • Sabato 7 giugno 2014, ore 21.00
      Compagnia Teatrale “La Nogara” presenta “DIGHE DE YES“, commedia brillante in 3 atti di Loredana Cont, regia di Mario Busti e Paolo Cracco
    • Sabato 14 giugno 2014, ore 21.00
      Compagnia Teatro “La Rumarola” presenta “MEIO TARDI CHE MAI“, commedia brillante in 2 atti di Loredana Cont, regia di Vincenzo Rose
    • Sabato 21 giugno 2014, ore 21.00
      Compagnia Teatrale “Scariolanti” presenta “SIOR PARON DALLE BELE BRAGHE BIANCHE“, commedia brillante, regia di Chiara Bruni

    Prezzo del biglietto pari a soli €. 5,00 per gli Adulti e gratuito per i bambini fino a 10 anni.

    Per maggiori informazioni, visitate il sito della parrocchia www.parrocchiadibelfiore.it.

  • “Realtà diversificate”: dal 7 al 14 giugno, sei artisti si incontrano a Palazzo Margutta

    Roma, 27 maggio 2014 – Un confronto fra autori che utilizzano linguaggi diversi e pubblico per riflettere insieme su alcuni aspetti significativi delle varie tendenze artistiche, mettendo in luce le modalità con le quali ciascuno di essi esprime sé stesso e il proprio talento, esorcizza le proprie paure e racconta la propria visione del mondo, comunicando allo spettatore le emozioni che lo invadono.

    Questo il fil-rouge attraverso il quale si sviluppa la collettiva “Realtà diversificate”, organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’Arte” e in programma nella storica sede di Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) da sabato 7 a sabato 14 giugno prossimi (ingresso gratuito).

    Sei i pittori che, con i propri lavori, prenderanno parte a questo piacevole scambio artistico: Giuseppe D’Alessandro, Herbert D’Ambrosio, Daniele Frenguellotti, Enzo Lauretti, Carla Romani, Silvia Scandariato. A selezionare ciascuno di loro, ognuno caratterizzato da un proprio stile, una tecnica differente e una diversa estrazione socio-culturale, il Maestro Elvino Echeoni e Remo Panacchia, soci fondatori de “Il Mondo dell’Arte”, che, da anni, propone nella sede espositiva di Via Margutta artisti professionisti, Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo.

    La mostra, che è uno degli incontri fissi nel calendario della nota galleria romana, punta – oltre che a sviluppare come sempre la capacità critica dello spettatore, indispensabile per consentirgli di riconoscere le peculiarità di ciascun pittore e apprezzarne le differenze – anche ad azzerare qualsiasi “distanza” tra il pubblico e i Maestri in esposizione fino a creare un legame tra loro.

    Così – raccolte in questa preziosa collettiva – trovano il proprio spazio tele caratterizzate da un linguaggio forte e da una vitalità espressiva unica che sono testimonianza della realtà circostante ma anche il segno incisivo e fiero del mondo interiore che anima e ispira l’artista. Una a fianco all’altra, differenti eppure perfettamente amalgamate tra di loro, esse generano nello spettatore emozioni intense che si collocano talvolta a metà strada tra suggestioni oniriche e colorati tuffi nella memoria sempre capaci di dar vita a composizioni armoniche e di testimoniare come l’arte non rimanga statica ma conosca evoluzioni continue e sia capace di rappresentare realtà differenti e diversi modi di approcciare ad essa.

    “Tutti gli autori coinvolti nell’esposizione – ha detto il Maestro Elvino Echeoni, Presidente dell’Associazione Margutta Arte e direttore artistico della società Il Mondo dell’Arte – affrontano temi diversi e presentano tecniche originali e generi differenti: si va dall’arte astratta e polimaterica a quella figurativa e minimalista passando per un surrealismo fiabesco immerso in un mondo poetico incantevole, nutrito di una magia sospesa dove è possibile volare sulle ali della fantasia”.

    “In quest’esposizione – ha tenuto a precisare il gallerista Remo Panacchia – abbiamo cercato di mettere in evidenza le differenze stilistiche e tematiche di artisti, di provenienza, non soltanto formativa e culturale, assolutamente diversa. Così facendo siamo riusciti, a mio avviso, a presentare visioni differenti della realtà da cui prendono forma lavori che, seppur eterogenei, sono ugualmente coinvolgenti”.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 7 giugno 2014 dalle 18.30 alle 22.00.

    Giuseppe D’Alessandro: leccese di nascita, si diploma all’Istituto Statale d’Arte Giuseppe Pellegrino e si abilita a Cagliari in Disegno e Storia dell’Arte. Autorevole testimone e interprete del mondo che lo circonda e della gente del Salento, partecipa attivamente alla vita artistica della sua regione ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il primo premio al concorso internazionale di pittura presso il palazzo del turismo a Milano nel 1975. Nel 1980 realizza un grande pannello decorativo, in rame sbalzato, che campeggia all’ingresso della scuola media 4° nucleo di Lecce e un’opera di pittura presente presso la scuola media 3° nucleo della stessa città. La sua attività d’artista si snoda attraverso mezzo secolo, i suoi temi, ispirati alla gente e al paesaggio del Salento, sono realizzati attraverso l’inusuale e difficile tecnica della “pirografia”.

    Herbert D’Ambrosio: romano di nascita e umbro di adozione, classe 1955, da giovanissimo manifesta una predisposizione per l’arte e frequenta la fonderia dello zio, maestro nella lavorazione del bronzo. Lì impara a modellare e a creare dal nulla, incontra artisti provenienti da tutto il mondo e affina quella sensibilità che è patrimonio necessario a ogni artista e di cui peraltro è già particolarmente dotato. Sarà questa la scelta che condizionerà il suo futuro. Frequenta il liceo artistico, la scuola di figura e di scultura. Da quel momento il suo percorso è in continuo crescendo e le sue opere vengono attualmente apprezzate, oltre che in Italia, anche in Europa, Giappone e negli Stati Uniti.

    Dicono di lui: “Nelle sue tele il trionfo dei colori regna sovrano, in un universo nel quale la finezza miniaturistica dona un vero e profondo vigore all’immaginazione. La produzione artistica di D’Ambrosio riesce a trasmettere emozioni e sentimenti perduti nel tempo, creando un ponte ideale tra il mondo reale ed il mondo magico della fantasia. Un collegamento, quindi, spontaneo, fortemente concentrato sulla forza del sogno, dell’immaginazione, del tutto affrancato da orpelli o sovrastrutture che avrebbero disturbato l’autenticità della poesia”. (Anna Maria Tarantino)

    Daniele Frenguellotti: perugino, classe 1974, dopo aver frequentato un corso sulla decorazione di interni e aver lavorato per anni privatamente come decoratore con la tecnica del “trompe l’oeil”, si specializza nella rappresentazione della pittura su tela con colori a olio e acrilici. Successivamente si concentra sulla riproduzione della realtà che lo circonda, riportando su tela ambienti lacustri, distese di girasoli, algidi paesaggi, tramonti su laghi e altre immagini della sua terra. In seguito denuda la realtà quotidiana, dedicandosi a un mondo fatto di simboli, uno tra tutti la maschera, rappresentata come una forza che prende il sopravvento sull’essere umano e che, in una società dove è sempre più difficile mostrarsi per ciò che si è rispetto a ciò che ci viene richiesto di essere, diventa un elemento necessario. Ha effettuato diverse mostre pittoriche personali e collettive a Todi, Gubbio, Assisi, Castiglione del lago, Perugia e Roma, città nella quale vive e dove continua a lavorare.

    Enzo Lauretti: romano, classe 1942, ancora giovanissimo, dopo interessi e studi sulla pittura metafisica e informale polimaterica, comincia negli anni ’70 una produzione in opere in ferro per collettive romane. In contemporanea inizia a operare nel campo dell’antiquariato, ambito che lo porta a esporre in tutta Italia. Con l’occasione comincia a presentare alcune opere che, in questi ultimi anni, hanno ottenuto un ampio riscontro. Nella piena maturità il suo impeto creativo si indirizza verso le istallazioni polimateriche, a lui istintivamente più congeniali sia per lo slancio verso l’arte contemporanea che per il suo naturale desiderio di mettersi in discussione e sperimentare.

    Carla Romani: nasce a Perugia, dove vive e lavora. Dopo la laurea in materie letterarie con indirizzo storico artistico all’Università degli Studi di Perugia, ha conseguito il Master in Conservazione dei Beni Culturali e dell’Ambiente presso la Lumsa di Roma. Attualmente lavora presso la Fondazione Perugiassisi 2019, istituita per la candidatura di Perugia con i luoghi di Francesco d’Assisi e l’Umbria a Capitale Europea della Cultura 2019. Dal 1982 ha allestito numerose mostre personali e partecipato a varie esposizioni collettive sia in Italia che all’estero, ottenendo ampi consensi da pubblico e critica. Dal 2010 ha allestito uno spazio espositivo permanente presso lo studio di Civitella d’Arna. Raffinata, elegante, capace di regalare con le proprie immagini sensazioni fortissime, l’artista gioca con la tavolozza trasfigurando i propri sogni, espressi e impressi sulla tela in un trionfo di caldi colori che rappresentano la sua anima e la sua voglia di vivere.

    Silvia Scandariato: romana, una laurea in Farmacia, è nipote d’arte grazie al legame con la soprano Angela Rositani. Autodidatta, entra nel mondo artistico nel 2002, esponendo circa trenta quadri che, realizzati a china nera o colorata su carta con l’ausilio di un pennino, suscitano particolare interesse nel pubblico. Negli anni, attraverso diverse sperimentazioni, cambia tecnica e dimensione dei quadri. Oggi lavora su tela e con il colore acrilico. Ama i colori accesi e decisi, volti a un’astrazione che dilatandosi riempie lo spazio: dal rosso al giallo, dal bianco al nero, dal verde al blu. Le sue tele, ricche di sentimento ed emozioni, ritraggono, oltre a soggetti differenti, la natura, continuamente rielaborata e trasformata così da ottenere immagini delicate e decise che lasciano il segno nell’osservatore. In alcuni casi, utilizza anche materiali particolari: bottoni, cerniere lampo, cannucce. Capace di centellinare le tinte con un gusto tutto femminile, è un’artista raffinata che non accetta sbavature e dipinge grazie alla solarità dei colori un mondo di gentilezza. Le sue superfici raccontano poeticamente favole di sogno lontane dalle tragiche vicende che ne scandiscono la quotidianità, filtrandole in un’anima che sa trarne il nettare della gioia di vivere illuminata da quella catarsi che ne deve costituire il succo. Ha al suo attivo diverse esposizioni sia in Italia che all’estero (Bulgaria,Germania e Stati Uniti).

    Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

    Mostra collettiva degli artisti: Giuseppe D’Alessandro, Herbert D’Ambrosio, Daniele Frenguellotti, Enzo Lauretti, Carla Romani, Silvia Scandariato.

    Vernissage cocktail sabato 7 giugno 2014, ore 18.30 – 22.00.

    La mostra si protrarrà fino al 14 giugno 2014: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (domenica pomeriggio aperto – lunedì mattina chiuso).

  • Intervista di Alessia Mocci a Giovanna Fracassi per la sua nuova silloge La cenere del tempo

    Che t’inquieta/ anima mia,/ che vai/ febbricitante/ di astro in astro.// Che ti affanna/ anima mia,/ che incauta/ t’aggiri/ di selva in selva/ e penetri/ di ombra in ombra.// Che ti flagella/ anima mia,/ che ti esponi/ ai venti/ di tormenta/ e t’avventuri/ fra i flutti/ tumultuosi.// […]” – “Anima mia”

    La prima poesia che incontriamo nella silloge “La cenere del tempo” è “Anima mia”, un’invocazione dell’Io poetico alla propria anima per esortarla a seguire la sua narrazione durante il lungo percorso che si è in procinto di compiere.

    La cenere del tempo” è l’ultima pubblicazione di Giovanna Fracassi, edita nell’aprile 2014 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana Trasfigurazioni. Una silloge che continua le tematiche care all’autrice come la solitudine, la malinconia, il dolore, la separazione, la nostalgia.

    Tematiche che ritroviamo per l’appunto anche nelle due precedenti pubblicazioni di Giovanna: “Arabesques” ed “Opalescenze”. Un Io in eterna ricerca del proprio animo e della comprensione dei propri stadi umorali.

    Giovanna Fracassi è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica e sulla sua nuova silloge. Buona lettura!

    A.M.: “Arabesques”, “Opalescenze” ed ora “La cenere del tempo”. Senti un cambiamento nella tua poetica?

    Giovanna Fracassi: Da quando, dopo un lungo periodo, ho ricominciato, scrivere, per me, è diventata un’esigenza quasi quotidiana. A volte i pensieri che urgono per aver voce sono come un fiume in piena. È pertanto naturale che la mia poetica sia in continua evoluzione. I temi di fondo a me cari sono sostanzialmente i medesimi ma vi è una continua ricerca di approfondimento e di nuove forme espressive. I temi ricorrenti nelle mie poesie sono l’assenza, la nostalgia, la malinconia, il ricordo e lo smarrimento, talvolta la rabbia, Essi sono tutti correlati e costituiscono i riflessi tangibili di quella che è la mia filosofia. La cifra ultima rimane comunque il dolore: il dolore visto non sempre e non solo in modo negativo ma come possibilità dell’esistenza stessa. Nulla può crearsi se non utilizzando ciò che è già distrutto o comunque con un atto di dolore, di separazione (come avviene per esempio nella nascita). Dal dolore e con il dolore si creano nuova vita, nuove esperienze, nuove emozioni, nuove realtà. Al dolore sono connessi la nostalgia per ciò che è passato, per i volti che il tempo si è portato via , la malinconia con tutto il suo struggimento per ciò che più non è né più potrà essere e del quale si sente la mancanza. Ed è l’assenza che permea di sé il dolore; assenza intesa non solo di qualcuno o di qualcosa ma soprattutto di quell’io che è in continua trasformazione, è cangiante e mutevole al punto tale da creare sgomento, inquietudine, ricerca di quel nucleo profondo non solo di se stessi ma della nostra vicenda sulla terra. Infine lo smarrimento, la vertigine di sgomento che si provano di fronte alla consapevolezza dell’ ineludibilità del proprio trascolorare in un tempo delimitato e il senso di rabbia impotente per tutte le esperienze, le emozioni, le occasioni che non si potranno vivere, cogliere. Ecco allora che una vita non basta, ecco allora il grido disperato e la strenua difesa di una speranza: che tempo e spazio siano dimensioni inconsistenti che si possa e si debba giocarsi ancora e ancora. In tempi e spazi che non si rammentano e non si conoscono ma che esistono e che consentono anche di ritrovare, di intercettare quelle anime, quegli spiriti che tanto si amano. Da questo scaturisce il sentimento della solitudine, la solitudine esistenziale, connaturata alla stessa vita, solitudine che si apre all’empatia verso l’altro vissuto come temporaneo compagno di viaggio, per un breve o lungo tratto della propria storia e al quale si può donare la propria partecipazione e dal quale si può ricevere altrettanto ben sapendo però l’estrema provvisorietà di ogni incontro, di ogni rapporto. Per concludere, dolore nella sua accezione più ampia per me coincide, in massima parte , con l’idea del nulla. Quel nulla dal quale proveniamo e al quale torniamo (e qui naturalmente esulo da qualsiasi discorso religioso), un nulla però che ha in sé le infinite possibilità dell’esistenza, delle esperienze di vita, degli incontri, delle emozioni e dei sentimenti. Un nulla che ci circonda e ci rende portatori di significato e di fronte al quale proviamo un forte senso di smarrimento: perché sapere di potersi giocare la propria vita è una consapevolezza che sa, essa pure, di vertigine. Il nostro viaggio è un camminare sul precipizio del nulla, ma finché ci siamo noi, non c’è il nulla ma il significato. Ancora v’è dolore nel ricordare non solo persone a noi care che si sono allontanate o che non ci sono più ma anche nel pensare a quel nostro tempo vissuto nei luoghi dell’infanzia: malinconia, struggimento, nostalgia per un giardino, per una casa, o una stanza, ma anche per le voci, i volti, le attività, i giochi. Ovvero per quella parte di noi che non c’è più, s’è allontanata in quel nulla, in quel tempo che non può più ritornare; per quel noi stessi che non siamo più. Il cerchio così si chiude: è con il dolore che emergo dal nulla, è il dolore che accompagna ogni fase della vita, è con il dolore che al nulla ritorno. Nelle mie poesie vi sono parole che tornano spesso: tempo, spazio, assenza, anima. Anima perché tutto: pensieri, riflessioni, emozioni, sentimenti; si genera e vive in questo concetto di cui mi servo per indicare la mia interiorità, quel “luogo” appunto dove il tempo non ha più significato e l’ieri, l’oggi e il domani sono categorie superate nella speranza che tutto possa ritornare che niente sia davvero perso per sempre e che di ciascuno di noi rimanga sempre qualcosa.

    A.M.: La copertina della tua nuova silloge è una tua fotografia, ci racconti qualcosa su quella casa innevata che domina il paesaggio?

    Giovanna Fracassi: Ho scattato la foto della copertina parecchi anni fa: si tratta della mia casa natale. Non vi abito più da molto tempo ma vi ho trascorso gran parte della mia vita e tutti gli avvenimenti importanti della mia esistenza sono stati vissuti in quelle stanze. Molte delle mie poesie hanno come sfondo e riferimento proprio questa casa e il grande giardino dove sono cresciuta. Il breve componimento, posto in apertura della silloge, “Dimora” è riferito ad essa.

    A.M.: Il concetto di tempo ha da sempre affascinato il versificare dei poeti, qual è il tuo rapporto con il tempo?

    Giovanna Fracassi: Il tempo è, per me, il respiro della vita. Senza questo concetto non potremmo collocare i ricordi, agire nel presente, proiettarci nel futuro. Esso ha una duplice valenza: quella soggettiva, il mio tempo, la mia storia; e quello oggettiva, la storia universale, il tempo condiviso, quello degli altri. Io scrivo del tempo soggettivo interpretato secondo la mia poetica e declinato alla luce delle mie esperienze.

    A.M.: Qual è il tuo rapporto con la notte?

    Giovanna Fracassi: Molti sono i momenti della giornata che mi affascinano: l’alba, il tramonto e la notte. Questa è cesura di un dì dall’altro, il momento sospeso in cui tutto è stato e tutto deve ancora essere. In questo senso è un mistero nel quale mi piace sprofondare per entrare in contatto con la mia parte più autentica, e ascoltare il sedimentarsi delle riflessioni e delle emozioni che durante il giorno, nelle attività frenetiche, faticano ad emergere. Nella notte i sensi si aprono e suoni, profumi, immagini portano l’infinito dentro di me ed il contatto con l’universo e l’eternità si fa più intimo e più intenso

    A.M.: Ci sono degli autori contemporanei che leggi e stimi? Ci consigli qualche nome?

    Giovanna Fracassi: Premetto: preferisco leggere autori classici. Tra i moderni apprezzo Salinas, Neruda, Quasimodo, Saba.

    A.M.: Tre raccolte poetiche pubblicate con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni. Che rapporto hai con l’editrice ed i suoi collaboratori?

    Giovanna Fracassi: Con la casa Editrice Rupe Mutevole e con i suoi collaboratori i rapporti sono ottimi, come dimostra il fatto che sono giunta ben alla terza pubblicazione singola più una partecipazione ad una antologia. In particolare apprezzo, oltre all’ indiscussa professionalità, la volontà di conoscere i propri autori e di mantenere una buona comunicazione improntata alla trasparenza, alla sincerità ed ad una collaborazione proficua. Si stabiliscono in questo modo rapporti di stima e di fiducia reciproci.

    A.M.: Nella lirica “Il vecchio” scrivi: “Gli occhi cerulei/ del vecchio/ si spalancano sorpresi/ increduli:/ che mai porterà il futuro?//[…]”, ed a fine intervista ti chiedo: che cosa ti aspetti da questa nuova pubblicazione?

    Giovanna Fracassi: Ho scritto questa lirica dopo aver ammirato, all’interno di una mostra d’arte, il ritratto di un uomo anziano. Gli occhi vivaci e lo sguardo intenso mi hanno fatto pensare alla curiosità ed al desiderio di conoscenza che possono essere presenti anche in chi sa che il tempo non gli basterà per soddisfarli. Ritorno al concetto del tempo. Infatti ho deciso di pubblicare, ogni qualvolta ho una silloge pronta, al più presto, proprio perché mi sento in gara con il trascorrere veloce della mia vita. Desidero, pertanto, che rimanga traccia del mio pensiero e che a qualcuno possa giungere la mia voce.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Giovanna Fracassi: Sono due le citazioni con le quali mi piace salutarvi. Entrambe sono per me significative perché in ciascuna riverbera qualche elemento del mio poetare.

    A cosa servono i versi se non a quella notte/ in cui un pugnale amaro ci esplora, a quel giorno,/ a quel crepuscolo, a quel cantuccio offeso/ dove il cuore stremato dell’uomo si prepara a morire?” – Pablo Neruda

    Se poetando io potessi penetrare nel mio petto, afferrare il mio pensiero e con le mani deporlo nel tuo, senz’altre aggiunte: allora, per confessare la verità, sarebbe esaudita tutta l’esigenza della mia anima.” – Heinrich von Kleist

    A.M.: Giovanna, spero vivamente che il tuo poetare abbia aperto le porte del pensiero, come suggerisce la citazione che hai scelto. Grazie per il tempo che mi hai dedicato.

    Written by Alessia Mocci

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  • Places of Italy: due collezioni moda ispirate ai luoghi simbolo dell’italianità

    Una collezione moda che trae ispirazione dalle belle piazze italiane, luoghi simbolo nel mondo del gusto e del dolce vivere di casa nostra. E’ la proposta abbigliamento donna primavera/estate 2014 del noto marchio made in Italy Givì Lulù, che ha scelto le piazze di Roma come scenario unico, in quanto ad ambientazione e significato, per presentare al pubblico la serie di abiti pensati per una donna dinamica e impegnata che non vuole rinunciare all’eleganza nei contesti più vari: in casa, al lavoro, nel tempo libero oppure al mare. Un bouquet di capi che punta sulla leggerezza e la vestibilità. La collezione si tinge dei colori della terra come il beige e il marrone, accostati al cotto e al tufo della Città Eterna. Ed esalta l’essenzialità e la purezza del bianco per sottolineare la naturale luminosità della donna Givì Lulù, ritratta sotto il cielo azzurro di Roma. L’azienda inoltre propone meravigliosi abiti in pizzo,e la classica linea basic di T-shirt, top e cardigan.

  • Evento imperdibile a “Cultura Milano” in onore del Premio Nobel Salvatore Quasimodo organizzata dal manager Salvo Nugnes

    Il corposo calendario di appuntamenti di “Cultura Milano” si arricchisce di un’iniziativa a grande risonanza, ospitando la conferenza in onore dell’esimio Salvatore Quasimodo, con la partecipazione straordinaria del figlio Alessandro, che si cimenterà nella lettura dei sublimi versi lirici e racconterà le fasi salienti della vita del padre, svelando anche curiosità e aneddoti. L’evento, organizzato dal noto manager produttore Salvo Nugnes, è previsto in data Giovedì 5 Giugno alle ore 18.30 all’interno della prestigiosa “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, nel cuore di Milano. “Cultura Milano” è il festival artistico letterario finalizzato a rendere la cultura accessibile a tutti e annovera tra gli ospiti personalità e nomi di spicco del calibro di Francesco Alberoni, Margaret Mazzantini, Corrado Augias, Vittorio Sgarbi, Mogol, Bruno Vespa, Patty Pravo, Paolo Crepet, Claudio Brachino, l’indimenticabile Margherita Hack.

    Quasimodo è considerato tra i principali interpreti della condizione dell’uomo moderno. Ha svolto un’importante funzione nella letteratura del novecento acquisendo fama a livello mondiale e ricevendo il Nobel per la letteratura nel 1959 e altri altisonanti tributi e riconoscimenti, nazionali e internazionali. Nella sua produzione rivela la spiccata sensibilità, l’indole meditativa e riflessiva, profondamente umana. Attraverso un’evoluzione caratterizzata da svolte e articolati approfondimenti, approda a soluzioni geniali di intensa valenza intellettuale e artistica. Aderisce all’ermetismo per la naturale e spontanea esigenza di concretezza, individuando in esso un supporto contro il romanticismo e il sentimentalismo tradizionali, nell’intento di raggiungere una più acuta e pragmatica visione delle cose. Aderisce ad un linguaggio essenziale e minimale, ma non privo di sonorità e sfumature musicali.

    Salvo Nugnes sottolinea “Da non dimenticare il rinomato parco letterario di Roccalumera, gestito stabilmente da Alessandro Quasimodo e dal club amici di Salvatore Quasimodo. E’ un ambiente speciale di suggestivo e coinvolgente impatto, che offre un forte contributo nel mantenere vivo il ricordo e nel dare il massimo risalto all’immagine di questo sommo mentore delle humanae litterae“.