Categoria: Arte e Cultura

  • Il matrimonio progettista veste Lanyu per scoprire Tahiti e le sue isole

    Tahiti Tourisme coinvolto nell\’organizzazione del viaggio stampa una squadra dalla Cina accompagnato dal celebre abito da sposa di design Lanyu LIU . Questo progetto è stato avviato da Polinesia Viaggi in collaborazione con InterContinental Hotels Polinesia francese per la promozione della destinazione nel mercato cinese sul tema del romanticismo e matrimonio . Lanyu LIU principali riviste e siti web e cinese Weibo ,abiti da favola

  • Come scegliere un diritto Abito da sera e accessori

    se siete alla ricerca del perfetto abito da sera, è necessario considerare la vostra dimensione, tipo di corpo e stile. Il trucco è quello di trovare un vestito che si complimenta così che può guardare grande non importa quanto piccolo o grande sei. È necessario determinare la forma del corpo: Pera, clessidra, atletico, apple, o sottile e quindi basare la tua ricerca per un abito da sera di conseguenza.

    Se si dispone di una corpo a forma di pera , la soluzione migliore è un abito, quanto accentuare la tua top e coprire il fondo. Assicurarsi che le aree di destra saranno rafforzate, però, o il vestito non sembra affatto lusinghiero. Indossare un abito a forma di v, se avete una forma del corpo di apple. Questo tipo di abito da sera è progettato per attirare l’attenzione della zona di busto, basta che si evita di maniche lunghe.

    Ci sono parecchi stili che sembrano grandi su figure clessidra. Un abito con una scollatura scavato, per esempio, adulare il vostro busto e ti fanno apparire più alto. Si può anche andare con un abito full-length con un girovita accentuato. Basta non esagerare con lacci o ruches, come essi si nascondono le vostre curve. Si desidera migliorare tutte le tue attività, non nasconderle!

    Se avete una figura atletica o fanciullesca, la scelta dell’abito da sera dovrebbe avere dettagli che ammorbidiscono le spalle e aggiungere alla vostra linea di bustomiadress.com. La parte superiore dell’abito dovrebbe avere volant o pizzo, e il fondo dovrebbe avere una forma di tulipano. Si potrebbe anche uscire con indossando un abito, se siete più ampio. Scegliere qualcosa con un sacco di dettagli come fiori, pois o altri disegni femminili.

    Una volta che avete un’idea di che tipo di abito da sera è necessario arrivare a lusingare la vostra forma del corpo, è necessario scegliere un colore e design. Sono disponibili in tutti i colori e sfumature, e devi scegliere qualcosa che sembra grande con il tono della pelle. Non si vuole indossare qualcosa di troppo audace, ma non volete che il vostro look per essere sottomesso, neanche. Se l’abito da sera non si adatta bene, esso sarà solo peggiorare se si indossa il colore sbagliato.

    Si possono anche indossare alcuni accessori per un look più lusinghiero. Abiti look impressionante e bello quando ornata con gli accessori giusti. Il giusto paio di scarpe, per esempio, migliorerà l’aspetto generale con l’abito da sera. Tuttavia, è necessario scegliere il giusto colore e tessuto per abbinare il vestito. Anche indossare un’abbinamento collana, bracciale e orecchini. Finchè tutto corrisponde il vostro abito da sera, sarà grande!

    Cheryl Coleman è un esperto di moda nato e cresciuto a New York, NY. Lei sarà offerta di articoli su molti concetti diversi di moda e dichiarazioni e si dovrebbe essere certi che lei fornirà consigli utili e importante sapere. Questa volta lei sta studiando il meraviglioso mondo di abiti da sera lunghi e lei sta dando consigli su come una donna dovrebbe capire che tipo di abito da sera è adatto per ogni tipo di corpo.

  • Massimo Ferrero, da Livingston a Cannes: le interviste per rilanciare il cinema a Roma

    S’è conclusa pochi giorni fa una iniziativa nei cinema romani che ha visto coinvolte le sale del Gruppo Ferrero Cinemas, gruppo che gestisce uno dei principali circuiti cinematografici in Italia, comprensivo di circa 70 sale. Per tutta la giornata di ieri, i bambini hanno potuto entrare nei cinema al costo di 4€; l’iniziativa è rientrata in un quadro di attività promosse, sempre a Roma, a favore delle famiglie con i bambini, e che ha visto la partecipazione anche di teatri, musei e parchi giochi per i più piccoli.

    Questa del circuito di Massimo Ferrero è soltanto una delle tante iniziative volte a rilanciare il cinema nella città di Roma. Dopo aver acquisito il circuito cinematografico di Cecchi Gori, l’imprenditore romano sta ora portando a completamento il processo di ammodernamento delle sale (prossima l’apertura del primo cinema Imax a Roma, ndr), e lavorando su una lunga serie di rassegne speciali per l’estate ventura.

    “Da quando ho preso queste sale ci ho messo cuore e sudore – aveva dichiarato Massimo Ferrero in una intervista rilasciata al Corriere Della Sera. Ho garantito i posti di lavoro, con la mia famiglia ho investito più di 20 milioni di euro per ristrutturare l’intero circuito cinematografico. Sono stati tre anni di immane fatica e in cambio ho subito solo attacchi”. Le sale rilevate dal circuito Ferrero hanno fatto registrare +1.000.000 di presenze annue rispetto alla precedente gestione.

    Le novità non finiscono qui: l’estate romana accoglierà una serie di iniziative “notturne” grazie ai Cinema Ferrero, le proiezioni speciali (“quelle da 3-4€ a biglietto”) aumenteranno, specie presso il Cinema Adriano, leggendaria multisala che ha oggi ritrovato la sua vitalità d’un tempo grazie a Massimo Ferrero. Per il produttore e distributore cinematografico, la sfida è quella di far crescere ancora di più i numeri dei biglietti venduti al cinema. E non solo: promuovere il cinema presso le scuole è un altro dei suoi chiodi fissi, che potrebbe presto “sbloccarsi”. Non male per un imprenditore che ha sempre vissuto per il cinema (comprese anche alcune “avventure” outdoor di Massimo Ferrero, come le esperienze nella compagnia aerea Livingston, o la costruzione di una città del cinema a Cuba), e per il cinema vorrebbe continuare a donare “sangue e sudore”.

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  • Enrico Dal Covolo Chiesa e comunità politica A cinquant anni dal Concilio

    Simposio “Chiesa e comunità politica. A cinquant’anni dal Concilio”. In apertura il saluto di Mons.Enrico Dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense: “Vogliamo onorare, con questo Simposio, il duplice giubileo – sacerdotale ed episcopale – del Card. Agostino Vallini, ex-allievo, docente, e ora Gran Cancelliere di questo Ateneo.”

    Riportiamo di seguito il saluto di monsignor Enrico Dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense al Simposio Chiesa e comunità politica. A cinquant’anni dal Concilio.

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    Vogliamo onorare, con questo Simposio, il duplice giubileo – sacerdotale ed episcopale – del Card. Agostino Vallini, ex-allievo, docente, e ora Gran Cancelliere di questo Ateneo.

    L’insigne opera di giurista svolta dal Cardinale è riassunta dai Curatori dalla raccolta di studi che ieri gli è stata offerta, cioè dai proff. Dalla Torre e Mirabelli, in Verità e metodo in giurisprudenza, LEV, Città del Vaticano 2014, pp. 9-10.

    Svolgo soltanto un’osservazione preliminare riguardo ai contenuti del nostro Simposio, intitolatoChiesa e comunità politica. A cinquant’anni dal Concilio.

    Sembrerà scontato ma, quando trattiamo della Chiesa, specie riferendoci al suo profilo istituzionale, facilmente si incorre nell’errore di intenderla solo come gerarchia ecclesiastica e non anche come comunità di fedeli chiamati, ciascuno secondo la propria condizione, a compiere nel mondo la missione ricevuta con il battesimo, ossia quella di annunciare sempre e dovunque i principi morali anche circa l’ordine sociale, e così pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realtà umana, in quanto lo esigono i diritti fondamentali della persona o la salvezza delle anime (can. 747 § 2 Codice di Diritto canonico). Tutti conosciamo quanto il Concilio Vaticano II, in particolare attraverso la Costituzione Gaudium et spes al n. 76, ha proclamato sul rapporto tra Chiesa e comunità politica, entrambe a servizio della vocazione personale e sociale delle persone.

    In relazione a questo rapporto – sempre antico e sempre nuovo – vorrei focalizzare la nostra attenzione sull’aspetto profetico del pontificato di Papa Francesco, che è sotto gli occhi di tutti.

    Come non ricordare, anzitutto, che una delle prime cose che ha voluto fare Francesco, dopo essere diventato Pontefice, è stata la visita a Lampedusa, segno della presenza della Chiesa laddove, tutt’ora, si fugge da guerre, povertà e carestie… E ancora l’altro giorno, l’occasione dell’ennesimo barcone affondato e delle nuove vittime del mare, ha portato Papa Francesco a compiere un richiamo alla politica nazionale ed europea, proprio quando si discute sulle responsabilità che l’Unione Europea dovrebbe assumere nelle tragiche vicende del mediterraneo. Perciò, al termine dell’udienza generale di mercoledì scorso, Papa Francesco ammoniva: Si mettano al primo posto i diritti umani e si uniscano le forze per prevenire queste stragi vergognose; mentre giovedì, dinanzi ai nuovi ambasciatori intervenuti in Vaticano, ha ribadito con fermezza che è giunto il momento di affrontare questo problema con uno sguardo politico serio e responsabile, che coinvolga tutti i livelli: globale, continentale, di macro-regioni, di rapporti tra Nazioni, fino al livello nazionale e locale.

    Alquanto emblematica, inoltra, risulta quella scossa alla politica – sebbene celata e indiretta – che Papa Francesco ha rivolto ai parlamentari italiani, lo scorso 27 marzo 2014, riferendosi agli interessi di partito, alle lotte interne e alla corruzione che avevano colpito una certa classe dirigente al tempo di Gesù, con il rischio che quest’ultima possa continuare ad investire anche i nostri tempi.

    Sia nella lettura dell’esistente, sia nella proposta da realizzare, si avverte la centralità dell’aspetto profetico nel rapporto di Francesco con la politica: non l’anticipazione del futuro, ma la capacità di portare nel presente, con autorità, un messaggio eterno di cui la Chiesa si fa custode da oltre duemila anni. È la buona novella del Vangelo, che Papa Francesco è capace di trasmettere in modo credibile, rendendola attuale e non una mera utopia, attraverso una cultura dell’incontro declinata nella quotidianità. Il suo richiamo all’autenticità della fede, in piena continuità con il Concilio e con il magistero sociale, apre orizzonti nuovi anche all’impegno politico e sociale del cristiano, proponendo un’ideale di politica che, pur essendo laica, e che tale deve rimanere, non può fare a meno della dimensione trascendente. Il dovere cogente di giustizia sociale impone ad entrambi, Chiesa e comunità politica, di operare per ricomporre le relazioni impari e difettose, e di promuovere, attraverso una sana cooperatio, un mondo più umano, che abbia a cuore il bene comune inteso, come fine dell’azione politica ed ecclesiale.

    FONTE: Zenit

  • Abiti da sposa: Come scegliere quello migliore per il vostro tipo di corpo

    La maggior parte delle donne hanno mai posseduto o indossato anche un abito abbastanza come un abito da sposa, che può rendere difficile il processo commerciale. Le domande possono essere infinite: “Qual è il taglio migliore e la forma per il mio tipo di corpo? Devo andare senza spalline o scegliere qualcosa con le maniche? Cosa diavolo è un viavai, comunque?”

    Matrimonio vestito designer Melissa Sweet fermato da HuffPost Live questa settimana e condiviso alcune delle sue migliori consigli per la scelta di un abito che soddisfa il vostro tipo di corpo.

    “Il mio primo pezzo di consulenza per ogni sposa quando inizia ad andare a negozio per un abito è guardare prima nel suo armadio e tirare fuori il suo vestito preferito,” Sweet ha detto. “Metterlo su e pensare perche ‘ il suo vestito preferito.”
    Raso Anello Autunno A-Line Corpo A Triangolo Invertito Abito cerimonia bambini

    Sweet raccomanda inoltre che-si può trovare che un abito di sfera sembra sbalorditivo su di voi, anche se si prevede di indossare una sirena – spose mantenere una mente aperta.

    Guarda il video qui sopra per saperne di più e clicca qui per vedere il http://www.miadress.com completo di segmento, quindi fare clic su attraverso lo slideshow qui sotto per vedere le tendenze abito di matrimonio top dalle passerelle sposa primavera.

  • A Padova il Teatro Off si fà impresa

    A Padova il Teatro Off si fà impresa
    Primi in Veneto, le cinque principali realtà teatrali off padovane danno il via ufficiale alla Società Cooperativa di Impresa Sociale “TOP Teatri Off Padova”. Una realtà che conta all’anno su oltre 130 spettacoli sia per adulti che per bambini, 10 mila spettatori e oltre 1.000 persone che frequentano corsi di teatro.

    Unire le forze per rafforzare la capacità di comunicazione promozione e coinvolgimento del pubblico e contemporaneamente strutturare un’offerta culturale teatrale cittadina, oggi spesso frammentata, ripetitiva, che non distingue il teatro professionale dall’amatoriale e che non dialoga con la programmazione del Teatro Stabile del Veneto. Queste le premesse dalle quali nasce la decisione di cinque “Teatri off” di Padova, –Teatro de LiNUTILE, Carichi Sospesi, TPR – Teatro Popolare di Ricerca, Teatrocontinuo e Amistad Teatro – di costituire la Cooperativa di Impresa Sociale “TOP Teatri Off Padova”.
    Un passo estremamente importante per le cinque principali realtà teatrali off padovane che da lungo tempo operano nell’ambito delle attività performative e della formazione in ambito teatrale a Padova con oltre 130 spettacoli sia per adulti che per bambini nelle rispettive sedi e sul territorio, con cui attirano 10 mila spettatori e oltre 1.000 persone che frequentano corsi di teatro.

    La costituzione in cooperativa – spiega Marta Bettuolo, già presidente dell’Associazione Culturale LiNUTILE, capofila del progetto, ed ora Presidente della neo costituita cooperativa- è l’atto finale di un percorso iniziato quasi un anno fa dal Teatro de LiNUTILE insieme ai Carichi Sospesi, TPR – Teatro Popolare di Ricerca, Teatrocontinuo e Amistad Teatro. Un anno di crescita e maturazione che ci ha portato ha lavorare insieme cercando soluzioni e modalità nuove per rafforzare la nostra capacità di comunicazione, promozione ma soprattutto coinvolgimento del pubblico“.

    La scelta di costituirsi come Cooperativa di impresa Sociale nasce da una riflessione sul valore aggiunto che le organizzazioni culturali e le imprese creative in generale possono avere in questa difficile fase che vede, secondo i dati rilevati a livello nazionale 2013 dell’Annuario Istat, i consumi culturali in calo a causa della crisi economica. L’Annuario ISTAT evidenzia, infatti, come nel 2013 il 61,1% della popolazione di sei anni e oltre ha fruito di almeno uno spettacolo o intrattenimento fuori casa, una quota inferiore a quella del 2012 (63,8%). Aumentano, di conseguenza, le persone che non hanno partecipato a spettacoli o eventi culturali fuori dalle mura domestiche, cui corrisponde una quota del 37,5%, il valore più elevato degli ultimi sette anni.

    Parallelamente al diminuire del pubblico, la riduzione sia del FUS Fondo Unico dello Spettacolo, sia del sostegno che prima potevano garantire gli Enti Locali, rende estremamente difficile la sopravvivenza per molte realtà piccole e medie operanti nella Cultura, che soffrono anche degli elevati costi di comunicazione e promozione, diventati insostenibili. Tutto questo in una Regione, quella del Veneto, che risulta essere tra le prime cinque regioni italiane per valore aggiunto (8,41 miliardi di euro pari al 6,3% dell’economia regionale) e occupazione (161,2 mila persone occupate, pari al 7,1 % a livello regionale) generati da imprese culturali creative.

    Condizione indispensabile perché la cultura possa esprimere il potenziale risulta, quindi, essere un passaggio da una concezione elitaria della cultura considerata solo in una riduttiva dimensione di “tempo libero”, per arrivare invece ad una azione strategica di sviluppo d’impresa che si avvalga di competenze e risorse adeguate.

    La caratteristica innovativa del progetto “TOP Teatri Off Padova” – modello di coordinamento assolutamente scalabile e riproducibile risiede dunque nel consorziare cinque teatri di piccole dimensioni da un punto di vista amministrativo oltre che di promozione e comunicazione, investendo sullo sviluppo e aggiornamento delle competenze degli operatori teatrali, sull’inserimento di competenze gestionali, oltre che di nuove figure professionali, nonchè sullo sviluppo di nuovi modelli e strumenti per progettare e orientare le proprie attività. La costituzione in Società Cooperativa di Impresa Sociale vuole, in piccolo, anche ovviare ad una pecca riguardante i lavoratori che operano nel settore culturale. Come illustrato dal Rapporto 2013 Unioncamere/Fondazione Symbola sul lavoro creativo in Italia, pur generando più di 80 miliardi di euro nel 2013 (pari al 5,8 % del Pil nazionale), il settore presenta quasi due milioni di lavoratori – under ma anche over 40 – privi di una posizione contrattuale certa.

    Primo obiettivo della neonata Cooperativa sarà quello di rafforzare la propria capacità di audience development, oggi fortemente presente nell’agenda dell’Europa, in riferimento in particolare al programma quadro Europa Creativa per il 2014-2020 che ha tra le sue finalità quello di rafforzare la competitività del settore culturale e creativo per promuovere una crescita economica intelligente e rafforzare la capacità finanziaria dei settori culturali. Sviluppare un maggiore coinvolgimento dei pubblici si rifletterebbe, infatti, non solo sugli incassi, ma anche sulla possibilità che altri soggetti economici (dalle imprese alle fondazioni di erogazione) siano indotti a guardare al teatro come ad un’opportunità di marketing.

    Potenziali sostenitori quali imprese e enti di erogazione potrebbero essere inoltre maggiormente coinvolti dando maggiore rilievo alla valutazione dell’impatto sociale, ancorché culturale, che una realtà come TOP sarà in grado di generare sul territorio attraverso i progetti dedicati a categorie svantaggiate, giovani, nuovi cittadini.

    Per garantire la sostenibilità, nonché la crescita, della cooperativa stessa “TOP Teatri Off Padova” intende potenziare un team di fundraising che risponda all’esigenza odierna di differenziare le fonti di sostegno per le attività culturali proposte, che sia anche in grado di far partecipare TOP ai più importanti bandi culturali a livello locale, nazionale e internazionale proposti da enti e fondazioni di erogazione.

    La nascita della Cooperativa Top è stata salutata con grande favore sia dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, sia dalle principali fondazioni bancarie cittadine, la Fondazione Antonveneta e la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che hanno deciso di contribuire attivamente alla costituzione della Cooperativa di Impresa Sociale “TOP Teatri Off Padova”, riconoscendo il carattere di assoluta originalità dell’iniziativa a livello regionale.

    Ufficio Stampa
    Giuseppe Bettiol
    349.1734262
    [email protected]

  • Santorso come Hollywood: il vincitore Mark Gill, candidato al Premio Oscar, ospite del Festival Alto Vicentino

    FESTIVAL ALTO VICENTINO: SANTORSO COME HOLLYWOOD, IL CANDIDATO AL PREMIO OSCAR MARK GILL, VINCITORE DELL’OTTAVA EDIZIONE, SARA’ OSPITE DELLA SERATA DI PREMIAZIONE

    Scelto tra oltre 1500 cortometraggi provenienti da 96 Paesi, “The Voorman problem” dell’inglese Mark Gill vince il premio per il miglior cortometraggio in concorso nell’edizione 2014 della rassegna internazionale di Santorso.

    Grazie all’ottava edizione Festival Alto Vicentino Santorso si trasformerà dal 19 al 22 giugno in una piccola Hollywood. La rassegna internazionale di cortometraggi ha saputo nuovamente attirare l’attenzione delle più importanti produzioni a livello internazionale superando i 1500 registi in concorso provenienti da 96 Paesi. L’introduzione di una innovativa procedura di registrazione, che poteva essere completata online, ha permesso di raggiungere registi di Paesi emergenti e fino a questa edizione mai rappresentati.

    Alla giuria composta da Mirco Melanco (presidente), Sergio Dal Maso (Cineclub “Verdi”), Carla Urban (conduttrice televisiva), Paolo Agostini (compositore) e Antonio Seganfreddo (autore), riunitasi nella seconda metà di maggio, è stato affidato l’arduo compito di decretare i vincitori tra tutti i cortometraggi finalisti scelti dallo staff della rassegna.

    Il premio per il miglior cortometraggio in concorso è stato vinto da Mark Gill per il suo cortometraggio “The Voorman problem” con il quale nel 2014 ha ricevuto la nomination per il Premio Oscar, il riconoscimento più prestigioso in ambito cinematografico, oltre alla nomination per il Premio BAFTA (gli Oscar inglesi) e altri numerosi riconoscimenti internazionali.

    L’apertura dell’ottava edizione del festival sarà affidata alla proiezione del film del giovane regista italiano Michele Senesi intitolato “Bumba Atomika”. Il film sarà introdotto dal regista stesso ed al termine della proiezione ci sarà l’opportunità di fargli delle domande sul film e sulla sua realizzazione.

    Lo stesso regista terrà il worskshop “Sopravvivenza in un set indipendente” in programma sabato pomeriggio e pensato per tutti quei giovani che vogliono avvicinarsi all’arte cinematografica.

    Venerdì sera si inizierà alle ore 20:00 con la musica di Salvinorin mentre alle 21:15 inizieranno le proiezioni dei cortometraggi selezionati, divise nei cinque diversi punti di proiezione all’interno di Villa Rossi e nel Parco del Laghetto. Le proiezioni saranno suddivise in diverse tematiche e permetteranno agli spettatori di scegliere tra i documentari, i cortometraggi western, gli horror arrivando fino ai cortometraggi sperimentali e di animazione.

    Il sabato sarà il grande giorno delle premiazioni. Si inizia alle 18:30 con l’inaugurazione dell’esposizione d’arte EXTRART con la presenza degli artisti ed il successivo aperitivo musicale con i DJ DRY&WET. La mostra artistica sarà allestita all’interno del parco storico e accompagnerà gli spettatori alla scoperta di uno dei luoghi più suggestivi dell’alto vicentino in una particolare veste notturna. Alle 21:15, nel punto di proiezione principale allestito nel cortile di Villa Rossi, inizierà la cerimonia di premiazione dei cortometraggi vincitori.

    Come anticipato il vincitore dell’ottava edizione del Festival Alto Vicentino è l’inglese Mark Gill che con il suo cortometraggio “The Voorman problem” ha già ricevuto numerosi riscontri in tutti i festival più importanti a partire dalla nomination ai Premi Oscar.

    Mark Gill racconta come è nato il cast del suo cortometraggio in cui recitano famosi attori hollywoodiani: “All’inizio abbiamo spedito la sceneggiatura a Kevin Spacey – nessunagente, nessun permesso, solo la totale fiducia in quello che stavamo facendo. Spacey ci ha risposto abbastanza in fretta e positivamente. E nonostante fosse troppo impegnato per farlo lui stesso ci ha raccomandato Tom Hollander che a sua volta ci ha aiutati a contattare Martin Freeman.”

    Mark Gill, ed il produttore Baldwin Li, saranno presenti alla cerimonia di premiazione, ci sarà quindi l’occasione di interagire con uno dei cinque registi finalisti per l’assegnazione della statuetta più prestigiosa del cinema.
    La prima parte della serata si concluderà con la proiezione del film/documentario “La Montagna infranta” di Mirco Melanco, realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario della tragedia del Vajont. Tina Merlin è la protagonista di questo documentario insieme al regista Luigi Di Gianni che, alla fine del 1963, girò le immagini di repertorio di cui questo video si nutre.

    Il regista e docente del DAMS di Padova Mirco Melanco, che sarà presente durante la proiezione, commenta così il suo documentario: “La Montagna infranta è un video dedicato ai giovani di ogni Paese, perché simili catastrofi non debbano mai più ripetersi.”

    In seconda serata avrà inizio la prima edizione della “Notte bianca del cinema” con le proiezioni dei cortometraggi che proseguiranno fino a notte fonda e la possibilità per tutti gli spettatori di rivedere le opere proiettate nei punti di proiezione secondari.
    Alessandro Zaffonato, presidente dell’AGAS, associazione che organizza l’evento fin dalla sua nascita commenta così questa nuova edizione: “Possiamo dire di aver realizzato un sogno, quando siamo partiti con l’organizzazione di questa ottava edizione, a settembre dello scorso anno, avevamo paura di non riuscire a replicare il successo del 2013 invece siamo riusciti a raddoppiare le iscrizioni, superando le olimpiadi invernali di Sochi come nazioni partecipanti. Nessuno di noi pensava che questa avventura, nata quasi per caso 8 anni fa, potesse portarci ad ospitare registi del calibro di Mark Gill, per questo voglio ringraziare quanti ci hanno sostenuto, in primis il Comune di Santorso, che ci ha dato fiducia scommettendo su un gruppo di giovani sognatori con una folle idea come quella di proporre un festival cinematografico di respiro internazionale in un paese con poco meno di sei mila abitanti.

    Per tutta la durata della manifestazione sarà attivo uno stand enogastronomico.

    Tutte le informazioni sulla manifestazione, il programma delle proiezioni e la lista completa dei cortometraggi premiati sono disponibili all’indirizzo: www.festivalaltovicentino.it

  • Le opere pittoriche di Anna Sticco raffiguranti il soprano Maria Callas in un progetto internazionale sostenuto da Salvo Nugnes di Promoter Arte

    Il giorno 7 giugno 2014 alle ore 17 la pittrice Anna Sticco inaugurerà la sua mostra “Maria & Callas” presso la Sala Gasparri nell’antico borgo di Populonia (LI), in via S. Giovanni 23. La mostra itinerante, già presentata in varie sedi (Roma, Spoleto, Milano), comprende circa 40 opere di vari formati e prezzi raffiguranti momenti della vita artistica e privata del famoso soprano. La produzione è frutto di una ricerca di alcuni anni che l’artista, appassionata di lirica, ha effettuato consultando gli archivi di famosi collezionisti di Maria Callas. I lavori di Anna Sticco sulla Callas sono stati presentati in sedi prestigiose come l’accademia d’Egitto a Roma, il Grand Palais a Parigi, gallerie e manifestazioni a Milano, Berlino e Parigi. Il notevole progetto artistico è sostenuto dal manager dell’arte Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte, che qualche mese fa, ha organizzato una sua personale presso la storica Milano Art Gallery, in via G. Alessi 11.

  • Segni di Memoria e Pace alla Fondazione La Verde La Malfa

    Domenica 22 giugno alle 18.00 la Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte (S.G. La Punta – Catania) inaugura “Segni di Memoria e Pace”. L’evento è articolato in due mostre d’arte contemporanea – una permanente e l’altra temporanea.

    La mostra permanente si compone di due stanze d’arte – Stanza della Memoria e Stanza della Pace. Nella Stanza della Memoria, come spiega il Prof. Giorgio Agnisola, autore del testo critico, troviamo le ultime acquisizioni della Fondazione, ovvero, i lavori di Lawrence Carroll, Cristina Treppo, Lolita Timofeeva e Emily Joe, artisti che in anni diversi hanno partecipato a varie edizioni della Biennale di Venezia, Documenta, ecc. Le loro opere fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, italiane e straniere.

    Attraverso un varco tra i due vani, si giunge al secondo ambiente, la Stanza della Pace, “disegnato” da Angelo Casciello, artista partenopeo che ha lavorato a tutto campo dipingendo sulle pareti, sul pavimento e sul soffitto realizzando così un’opera site specific.

    La collettiva temporanea – “Le immagini della memoria” a cura dello storico dell’arte Giuliana Albano – visitabile fino al 27 settembre, indaga soprattutto il tema della memoria mediante i lavori di Silvano Tessarollo, Cristina Treppo, Lolita Timofeeva e Emily Joe. Entrambe le mostre si muovono su equilibri tematici sottili che vengono intenzionalmente esposti ma non sovraesposti in un percorso visivo, fisico e metafisico sulla memoria e sulla pace.

    L’evento è organizzato con il patrocinio del Comune di San Giovanni La Punta e in collaborazione con la Fondazione Casa della Divina Bellezza e la Galleria Michela Rizzo di Venezia; lo spettacolo artistico musicale è a cura dell’Associazione Caserta Musica e Arte.

    Coerentemente con la mission di promozione e valorizzazione culturale fortemente voluta dall’artista fondatrice Elena La Verde, La Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte continua a consolidare il proprio ruolo di officina culturale offrendo una programmazione interdisciplinare e trasversale in grado di valorizzare tutti gli ambienti della sede che si affaccia sul golfo di Catania: quelli interni con le mostre e quelli esterni con lo spettacolo all’aperto artistico musicale.

    Catalogo in sede.

    Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte

    via Sottotenente Pietro Nicolosi, 29 – 95037 – S. G.La Punta – Catania

    tel. 095-7178155 | 3385078352

    [email protected] | www.fondazionelaverdelamalfa.com

  • Enrico Dal Covolo: “Tutta la nostra vita assomiglia a una scalata in montagna”

    Meditazione di Mons. Enrico Dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, per la puntata del 25 maggio 2014 di “Ascolta si fa sera”, il programma di informazione religiosa di Rai Radio 1. Mons Dal Covolo: “Tutta la nostra vita assomiglia a una scalata in montagna, una scalata piena di rocce pericolose e di crepacci”.

    Pubblichiamo la meditazione di monsignor Enrico dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, per la puntata di domenica 25 maggio del programma di informazione religiosa ”Ascolta si fa sera” di Rai Radio 1.

    Dal Covolo_Messa

    Molti di voi, che mi ascoltate, lo sapete già.
    Io sono nato a Feltre, alle porte delle Dolomiti. Parecchie volte mi è capitato di fare delle belle gite in montagna, insieme con i miei cari.

    Naturalmente, per arrivare alla nostra mèta – di solito la mèta era la cima di una montagna, oppure un laghetto alpino o un verde pianoro – prendevamo i sentieri più sicuri. Di norma essi sono lunghi e tortuosi, perché così si evitano vallate pericolose o pareti rocciose troppo ripide. Lungo quei sentieri, sugli alberi e sui sassi, ci sono dei segni colorati, delle frecce che indicano la strada.

    A volte noi ragazzi chiedevamo al papà, che guidava il cammino: “Ma perché non prendiamo una scorciatoia? Perché dobbiamo fare una strada così lunga e tortuosa? Arriveremmo prima arrampicandoci attraverso i boschi e le rocce… A che servono i sentieri e i segni? Abbiamo la vista buona e le gambe forti, e questo ci basta!”.

    Ma il papà ce lo proibiva sempre. In effetti, quanti turisti imprudenti sono andati incontro a brutte avventure, abbandonando i sentieri segnati…

    Tutta la nostra vita assomiglia a una scalata in montagna, una scalata piena di rocce pericolose e di crepacci.

    I sentieri da percorrere sono segnati dai comandamenti di Dio, incisi nel nostro cuore. Ma quante persone sono tentate di farne a meno, di prendere scorciatoie pericolose…

    Molte persone ragionano così: “Vogliamo essere liberi di scegliere nella vita le strade che ci piacciono di più! A che cosa servono queste indicazioni, sotto forma di comandamenti?”.

    A questa domanda risponde Gesù Cristo stesso, nel Vangelo che abbiamo ascoltato oggi nelle nostre chiese: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. E chi ama sarà amato…”.

    Ecco la chiave della vita: è l’amore!

    I comandamenti sono il sentiero ben segnato per raggiungere questa mèta esigente, che è l’amore.
    Perché, alla fine, solo l’amore vero (che è il dono di sé) realizza fino in fondo la nostra vita.

    FONTE: Zenit