Categoria: Arte e Cultura

  • Le opere di Anne ed Alfredo Saporetti al Pria

    Associazione Saporetti & Archivio Pria Biella


    Biella

    31 maggio – 05 luglio 2014

    I Maestri Anne ed Adolfo Saporetti in mostra presso l’Archivio Pria di Biella, una delle più belle sedi di archeologia industriale in Italia.

    Ci sono anche Anne e Adolfo Saporetti tra i protagonisti di IMAGINE 2014, importante mostra a cura di Giammarco Puntelli che si inaugura sabato 31 maggio alle ore 18 presso l’Archivio Pria di Biella.

    Le pennellate decise dell’eclettico Adolfo Saporetti e il mondo figurativo e sensibile di sua

    moglie Anne affiancheranno le opere di Andy Wharol, Roy Lichtenstein, Alexander Kanevsky, Aligi Sassu, Walter Lazzaro, Sergio Scatizzi, Alfonso Borghi, Athos Faccincani, Giampaolo Talani, Mauro Capitani, Stefano Solimani, Domenico Monteforte, Giuseppe Menozzi, Carmine Ciccarini e molti altri maestri dell’arte internazionale.

    Un evento eccezionale voluto fortemente dall’Associazione Culturale Saporetti, che presenzierà all’inaugurazione dell’importante collettiva che rimarrà aperta fino a sabato 05 luglio 2014.

    Un’occasione unica per conoscere i Saporetti ed artisti del Novecento insieme in una location di prestigio, un viaggio nell’arte alla scoperta del contemporaneo che saprà sorprendervi e che attraversa lo spazio ed il tempo oltrepassando confini fisici e schemi mentali classici.

    La mostra rimarrà aperta dal mercoledì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00, il sabato e la domenica anche la mattina dalle 11.00 alle 13.00.

    Imagine 2014

    Spazio Pria – Ex Lanificio Pria

    Via Tollegno 2A

    13100 Biella Bi

    31 maggio

    Inaugurazione dalle ore 17.30

    01 giugno – 05 luglio 2014

    mercoledì-venerdì

    dalle ore 16.00 alle ore 19.00

    sabato – domenica

    dalle ore 13.00 alle ore 20.00

    Ingresso gratuito

    Info e Contatti

    [email protected]

    [email protected]

    http://www.archiviopria.it/index2.html

  • Milano Art Gallery: Anche Andrea Pinketts, oltre che Sgarbi, Bob Krieger e Antonio Ricci apprezza le opere di Max Laudadio

    Dopo il successo della mostra di Max Laudadio alla Milano Art Gallery curata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager Salvo Nugnes, numerosi personaggi illustri hanno rilasciato le loro dichiarazioni e commenti ad elogio in merito all’originale e innovativa tecnica fotografica del noto inviato di Striscia la Notizia. Oltre a Vittorio Sgarbi, Antonio Ricci, Mauro Corona e Bob Krieger, anche l’inviato della trasmissione televisiva Mistero (Mediaset) e scrittore di generi noir Andrea Pinketts ha parlato di Laudadio affermando che “La fotografia ferma il momento ma quella di Laudadio diventa epica, quando, attraverso lenti di occhiali da sole, riflette ciò che sta per avvenire, anche se immobile. L’immobilità è la forma maggiore di inquietudine per un artista, perché non ha l’agio di raccontare una storia in movimento, deve riuscire a fermarla. Un vero artista deve catturare un solo frangente di ciò che sta raccontando, per far sì che resti impressa come immagine rappresentativa. Laudadio regala vertigini perché tutte le sue opere sono vertiginose”.

  • Nuovo marchio editoriale pubblica tesi di laurea in formato cartaceo

    ScriptaValent Edizioni è un nuovo marchio editoriale collegato ad AlboVersorio, casa editrice fondata nel 2003 e specializzata nella pubblicazione di volumi di saggistica.

    ScriptaValent Edizioni nasce con l’intento di dare spazio a tutti coloro che, laureatisi, coltivano il sogno di vedere pubblicato il frutto di tanto impegno e lavoro, ovvero la propria tesi di laurea. Pubblicare il proprio elaborato in formato cartaceo, oltre a rappresentare un’ulteriore soddisfazione personale, è anche un investimento per il proprio futuro lavorativo: il tuo Curriculum Vitae, infatti, ne guadagnerà in termini di visibilità e di prestigio.

    Verranno prese in considerazione tesi di laurea, di dottorato e di specializzazione legate a ogni ambito disciplinare.

    Ogni anno vengono presentate e discusse in Italia circa 300.000 tesi di laurea, molte delle quali sono innovative, originali e di ottimo livello. Solitamente esse vertono su argomenti molto specifici, attirando potenzialmente, quindi, una vasta fascia di lettori specializzati. Nonostante ciò la quasi totalità di esse rimane a impolverarsi sugli scaffali, perché la maggioranza degli editori italiani non investe su autori emergenti. ScriptaValent Edizioni, al contrario, crede che le idee dei giovani talenti meritino di essere divulgate.

    La redazione si occuperà di tutte le fasi legate alla produzione libraria, come l’impaginazione, la correzione bozze, la stampa e la distribuzione. I volumi pubblicati da ScriptaValent saranno reperibili nei maggiori bookstore online nazionali e internazionali, come Amazon e IBS, e saranno ordinabili in tutte le librerie nazionali. Ogni volume verrà siglato con un codice ISBN, requisito fondamentale per un’immediata, duratura e inequivocabile identificazione di un titolo. Grazie al codice ISBN, infatti, il tuo elaborato diverrà un vero e proprio libro, inserito nel catalogo ufficiale dei volumi pubblicati in Italia.

    Inviaci la tua tesi di laurea, di dottorato o di specializzazione: il nostro staff di esperti la valuterà gratuitamente e, nel caso ci fossero i presupposti per una pubblicazione, ti contatterà per discutere delle condizioni contrattuali.

    Per la valutazione del lavoro, ti chiediamo di inviare, insieme al manoscritto, le seguenti specifiche:

    • titolo tesi;

    • relatore ed eventuale correlatore;

    • data in cui la tesi è stata discussa;

    • Facoltà e Ateneo;

    • ambito disciplinare;

    • abstract (di massimo una pagina);

    • votazione finale.

    Invia tutto alla redazione all’indirizzo mail:

    [email protected]

  • MoMArt Giovani:‭ ‬DOPPIA‭ ‬PERSONALE DEI FOTOGRAFI ANDREA TROIAN E MARTA VIOLA Presentazione di Maria Palladino e Sara Cifarelli

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    COMUNICATO STAMPA

    MOMART GIOVANI Il progetto delle Associazioni Mosaico e MoMArt, sostenuto con 25.000 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nellambito del bando “Culturalmente 2013

    Avvicinare i giovani al mondo delle arti visive è la finalità del progetto “MoMArt Giovani realizzato dalle associazioni “Mosaico e “MoMArt, operanti nellambito delle arti visive e sostenuto con 25.000 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nellambito del bando “Culturalmente 2013.

    Il progetto si avvale del sostegno del Comune di Padova con lAssessorato al Commercio, lAssessorato alla Cultura e Progetto Giovani e prevede la creazione di opportunità professionali per dodici artisti e quattro curatori under 35. I giovani artisti avranno la possibilità di partecipare per un anno al “MoMArt, la galleria en plein air che si svolge la prima domenica del mese in piazzetta Capitaniato, di vedere realizzata una mostra personale alla “Galleria MoMArt, in Riviera Mussato 4, accompagnata da un catalogo e dalla presentazione critica fatta dai giovani curatori. Avranno inoltre lopportunità di partecipare ad “Arte Padova, il più importante appuntamento del mercato dellarte in città, dove i giovani curatori organizzeranno un convegno dedicato al futuro e alle opportunità lavorative dei giovani artisti e curatori, che vogliono impegnarsi nel campo dellarte. Sabato 5 luglio sarà realizzato anche un grande happening, “La Notte dellArte in cui saranno presenti tutte le arti, musica, danza, conversazioni sullarte, e in cui gli artisti non solo potranno esporre le loro opere sulla passeggiata più bella di Padova, il “Liston, ma le vedranno proiettate sulla facciata di Palazzo Moroni. Tutto il materiale prodotto verrà inserito nei siti del MoMArt e del MoMArt Giovani nonché condiviso sui social network.

    Sabato 24 maggio 2014 alle ore 17,00 presso la galleria del MoMArt, in Riviera Mussato 4, Padova, sarà presentata la doppia personale dei giovani fotografi Andrea Troian e Marta Viola.

    La mostra resterà visitabile fino all1 giugno 2014 in orario: lunedì domenica 16,00 19,30. Martedì chiuso.

    La mostra rappresenta la terza doppia personale di giovani artisti, inclusa fra gli eventi che fanno parte del progetto “MoMArt Giovani, nuova sezione dellassociazione artistico-culturale “MoMArt.

    Lelemento che si può più evidentemente riconoscere come comune nelle fotografie di entrambi gli artisti è l’attenzione al particolare: sono frammenti catturati nell’istante in cui l’obiettivo riesce ad immortalarli e farli unici, componenti più o meno infinitesimali di un tutto che la volontà dell’autore sceglie di riprodurre quali diversamente identificabili, in misura maggiore o minore, lasciando libera interpretazione all’intelligenza, alla fantasia e alla sensibilità di chi osserva. Non trascurando la tecnica, che è il punto di partenza essenziale attraverso il quale il mezzo fotografico diviene filtro del proprio vissuto introspettivo e dell’esistente, e strumento di comunicazione, veicolo della propria ricerca.

    Andrea Troian, fotografo per istinto e vocazione fin da giovanissima età, comincia ben presto ad interrogarsi sul contesto in cui vive, e sull’ambiente che lo circonda, rendendolo cassa di risonanza delle sue riflessioni, del suo mondo interiore, della sua esperienza personale. Matura così soluzioni tecniche che sfiorano il confine fra fotografia e pittura: manipolando meccanicamente e chimicamente, e in misura minore digitalmente, uno strumento analogico qual’è la pellicola Polaroid, e approdando ad esiti che trasfigurano l’oggetto ritratto, il brano di realtà scelto e selezionato fra tutto ciò che si offre al suo sguardo. Per trasformarlo in qualcosa che va oltre i due linguaggi, seguendo un filo conduttore comune che gioca sapientemente con i concetti di spazio e tempo e si propone quale campo aperto all’attenzione dello spettatore.

    L’opera fotografica di Marta Viola è frutto di una sperimentazione attuata con spirito distaccato e obiettivo, che non prescinde dall’ispirazione generata dalle emozioni personali, ma accentua il rilievo attribuito alla componente tecnica del lavoro prodotto, nell’ottica di un percorso che prende le mosse e persegue spunti mediati dagli studi e dalle competenze acquisite, e dalle particolari circostanze concrete e condizioni in cui si trova ad operare. Per questo i suoi «dettagli» sono solo minimamente ritoccati, per preservarne la spontanea immediatezza e freschezza dello scatto, conservarne i colori originari, classificando e identificando soggetti e contenuti che pur attraverso un sentimento costante di velata malinconia, cinismo e sottile speranza si prestano ad essere conosciuti e ri-conosciuti nella maniera più creativa e soggettiva possibile.

    Ingresso libero.

    Per informazioni: Associazione MoMArt MoMArt Giovani, Riviera Mussato 4, 35137 Padova.

    www.momart.padova.it

    [email protected]

    www.momartgiovani.it

    [email protected]

    www.facebook.com/MomartPadova

    www.facebook.com/momart.giovani

    www.twitter.com/@MoMartGiovani

  • Mons Dal Covolo: La vita e la ricerca debbono rimanere intimamente legate

    Pontificia Università Lateranense, nell’Aula Pio XI si è svolto il convegno “Nascita e rinascita. Elogio della vita”. Ad aprire l’incontro il saluto del Rettore Magnifico, Mons Enrico Dal Covolo: “Vi auguro che questo Convegno, come ogni altra iniziativa, sia il luogo nel quale ognuno “restituisca” quello che ha visto, proprio come fa il ricercatore che è motivato da una sana passione per la verità, e che ognuno di noi prenda consapevolezza sempre più piena che senza eticità anche le ricerche più diligenti divengono “sterili”, e quindi “infruttuose”, per sé e per gli altri”.

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    Riprendiamo di seguito il testo del saluto rivolto dal Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, monsignor Enrico Dal Covolo, al convegno “Nascita e rinascita. Elogio della vita”, nell’Aula Pio XI

    Sono lieto di portare il mio saluto, all’inizio di questo incontro di studio promosso dalla Facoltà di Filosofia della nostra Università e dal Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche. Devo dire anzi che la tematica di questo Convegno mi interessa molto, dal momento che gli illustri Relatori andranno a sviluppare argomenti intimamente legati alla sensibilità di chi, come me, intende farsi “carico” dei processi educativi, al fine di aiutare ogni singola persona ad acquisire una serena reale conoscenza di sé.

    Nel dibattito attuale, molti sono gli stimoli che ci vengono offerti, anche se – e me ne vado convincendo sempre di più – occorre assumere su di sé la “fatica” di elaborare nuovi modelli educativi, che tengano conto della complessità nella quale oggi la persona è collocata. In questo modo quello che andiamo ad indagare nelle nostre ricerche ha bisogno di essere messo in campo, perché il banco di prova delle nostre indagini è proprio il mondo nel quale siamo inseriti. È a questo punto che inizia la “fatica”, proprio quando dobbiamo verificare se l’abito che abbiamo cucito con le nostre ricerche sia aderente alla realtà concreta della persona che ci è innanzi. Vi dico questo perché molte volte ognuno di noi fa esperienza dell’inflazione di alcuni termini, che spesso sono utilizzati senza conoscerne appieno il loro significato.

    Ad esempio, alla base di ogni percorso formativo c’è una relazione empatica: ma che cosa significa esattamente empatia? Sappiamo bene come si parli spesso di empatia, ma io vorrei capire meglio che cosa essa può provocare, e quale guadagno ne possiamo ricavare.

    Fin dalla nascita, e ancor prima di essa, il bambino fa esperienza di questo processo empatico, e scopre che questo “legame” è di vitale importanza per la sopravvivenza. Già questo deve farci riflettere: l’empatia non è una sterile ricerca fatta a tavolino, ma deve partire dal vissuto quotidiano. La vita e la ricerca debbono rimanere intimamente legate, altrimenti corriamo il rischio di “convincerci” di vivere empaticamente, ma alla fine altro non facciamo che sopravvivere alle relazioni: Di fatto, invece, che molte di esse risultano interrotte. Vivere fino in fondo il processo empatico significa essere inseriti nel mondo e vivere in modo etico, quindi veritativo. Tutta questa ricchezza, derivante da una vita etica, può essere canalizzata nel processo empatico, dove l’altro diviene non solo un “fenomeno” da analizzare, ma un elemento indispensabile alla sopravvivenza della fondamentale relazione dialogica io-tu. Quando avremo assunto questa consapevolezza, le relazioni saranno veritative, o come spesso amo definire, saranno libere e liberanti.

    Tutto questo, che ora qui sinteticamente vi “restituisco”, è stato oggetto di riflessione nel Convegno che abbiamo tenuto lo scorso 18-19 aprile presso l’Università degli Studi di Bari, al quale hanno preso parti alcuni docenti del Laterano, che pure sono qui presenti, e attivi protagonisti del Simposio odierno.

    Vi auguro che questo Convegno, come ogni altra iniziativa, sia il luogo nel quale ognuno “restituisca” quello che ha visto, proprio come fa il ricercatore che è motivato da una sana passione per la verità, e che ognuno di noi prenda consapevolezza sempre più piena che senza eticità anche le ricerche più diligenti divengono “sterili”, e quindi “infruttuose”, per sé e per gli altri.

    FONTE: Zenit

  • “Milano Art Gallery”: Prolungata la mostra di José Dalì inaugurata da Vittorio Sgarbi e diretta da Salvo Nugnes

    A grande richiesta la rinomata galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 ha prorogato fino al 5 giugno la prestigiosa mostra di José Dalì, figlio del famoso Salvador Dalì, organizzata dal manager Salvo Nugnes, agente di nomi di spicco della cultura. L’esposizione pittorica, intitolata “La verità surreale” è visitabile con ingresso libero al pubblico e raccoglie un’eterogenea serie di creazioni in stile antologico, per ripercorrere il camaleontico percorso di ricerca dell’eclettico artista. Il professor Vittorio Sgarbi ha visitato la mostra, complimentandosi con entusiasmo e commentando positivamente l’allestimento delle opere, nella loro suggestiva dimensione di surrealismo onirico, che trova significativi punti di contatto con la matrice paterna.

    José Dalì è un moderno e intraprendente trasformista a 360°, che si cimenta con svariati generi espressivi: pittura, scultura, incisione, arte orafa, poesia, scrittura narrativa. Nel suo vivace estro si reinventa di continuo con intensa forza vitale, riuscendo a coniugare in perfetto equilibrio vita professionale e familiare. Di lui racconta “Sono sposato con la stessa donna da tanti anni, mai un tradimento neppure con il pensiero“. Ricordando l’esimio padre rivela “Non voleva che facessi l’artista e aveva ragione. Gli artisti hanno cessato di esistere dopo di lui. Io sono un viaggiatore del tempo. Oggi in troppi credono che l’arte sia un mix di bravura e stravaganze, ma non basta…”.

  • Enrico Dal Covolo: presentazione “Il volto umano del marketing” di G. Manzone

    Pontificia Università Lateranense, alla presentazione del volume di G. Manzone “Il volto umano del marketing. Un approccio etico-antropologico”, il saluto del Rettore Magnifico dell’ateneo,Mons Enrico Dal Covolo. “Il lavoro del prof. Manzone rappresenta un utile contributo alla comune riflessione tra esperti di etica sociale, scienziati sociali, economisti e operatori economici. Comprendere il processo tortuoso e complesso che fa di un “prodotto” un “bene economico” non è mai un’operazione banale, non è mai un sapere scontato, appunto perché si ha a che fare con la persona, con il suo “volto”, con la sua storia” ha affermato il Rettore Dal Covolo.

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    Riportiamo di seguito il saluto del Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, monsignor Enrico dal Covolo, alla presentazione del volume di G. Manzone, “Il volto umano del marketing. Un approccio etico-antropologico”, avvenuta venerdì 15 novembre 2013 presso l’ateneo romano.

    1. Il volto umano del marketing è il titolo del nuovo libro pubblicato dal prof. Giovanni Manzone, ordinario di Teologia sociale nel nostro Istituto Pastorale Redemptor hominis.
    Si tratta di un titolo provocatorio, perché verrebbe immediatamente da chiedersi se possa esistere un marketing dal volto umano e, se sì, in che senso e in che cosa esso si distinguerebbe da un marketing dal volto disumano.
    Non entrerò nel merito del volume, né tanto meno credo sia il mio compito quello di offrire elementi di natura tecnica circa il significato di una dimensione peculiare della produzione-distribuzione industriale.
    E’ un tema che richiederebbe competenze specifiche, conoscenze dettagliate e provata professionalità, tutti requisiti che io non possiedo.
    2. Mi limiterò invece a inquadrare il tema circa l’esistenza del prodotto di mercato, la sua qualità, e l’identità di colui o di coloro in forza della cui creatività, capacità organizzativa e lavorativa, il bene stesso vede la luce.
    È opinione condivisa presso gli economisti che un prodotto, in termini economici, diventa un “bene” solo quando è apprezzato sul mercato, quando cioè il potenziale cliente mostra di essere disposto a scambiare una quota del proprio reddito con una quantità definita del bene in questione. Ciò significa che, sotto il profilo squisitamente economico, nessun prodotto assurgerà mai al ruolo di “bene” se non incontra un atto volontario e libero, in virtù del quale il potenziale cliente decide di trasformare una parte del proprio reddito in ricchezza altrui.
    È questa una rappresentazione dei processi economici che mette al centro la “persona umana”, la sua cultura, la sua fede, i suoi valori: in breve, il suo “volto”. Cultura, fedi e valori che vengono assunti dagli operatori economici, sin dal primo e più remoto processo produttivo, come elementi che andranno a formare le aspettative ultime, quelle che il mercato registrerà a trasmetterà come dati. Tali dati sono le informazioni che consentono al potenziale offerente di fare del suo meglio per incontrare la potenziale domanda, e viceversa. In pratica, conoscere le aspettative reciproche, tanto sul fronte della domanda quanto su quello dell’offerta, significa avviare un processo produttivo e di mercato che utilizza nel migliore dei modi le risorse sempre scarse a disposizione dei fruitori, e può indirizzare in maniera efficiente i processi produttivi.
    A questo punto, il primo e fondamentale problema dell’economia e delle istituzioni, come le imprese che in forza di quella logica operano, non dovrebbe essere tanto la “massimizzazione del profitto” – espressione quanto mai equivoca e di dubbia concretezza –, quanto l’ottimizzazione delle conoscenze e delle competenze specifiche, senza le quali nessun processo produttivo di successo potrebbe mai vedere la luce.
    Da questo punto di vista, non si comprende come l’economia nel suo complesso, e le singole dimensioni che ad essa fanno riferimento – e il marketing è indubbiamente una di queste –, non abbiano ex definitione un volto umano. Oggetto e soggetto di qualsiasi processo economico sono la persona in carne e ossa; produttore e cliente sono le persone che accedono al mercato con il carico delle loro aspettative, delle loro culture, della fede e dei valori che esse esprimono.
    3. La riflessione su fenomeni dell’economia, quali l’impresa, il mercato e il profitto imprenditoriale, si rende allora necessaria in vista di un dialogo sempre più urgente tra coloro che tradizionalmente si sono occupati di etica – senza però dedicarsi allo studio della creazione e della diffusione della prosperità – e coloro che hanno sempre ritenuto non di loro competenza la considerazione del come si produce la ricchezza.
    Dal nostro punto di vista, la scienza economica, in quanto parte della prasseologia, ossia la scienza che studia l’azione umana, non può prescindere dalla dimensione antropologica di un uomo unico e irrepetibile, che partecipa con gli altri uomini alla vocazione imprenditoriale, oltre che a quella politica e culturale. In tal modo, le nozioni di valore e di profitto imprenditoriale non sono altro che gli strumenti mediante i quali gli esseri umani misurano il loro contributo, potenziale e effettivo, all’infinito processo di approssimazione alle aspettative, attraverso lo strumento umile e imperfetto dell’impresa economica.
    D’altro canto, alla base di questa impostazione c’è il presupposto che – a causa delle condizioni incerte di un futuro ignoto, ossia del carattere temporale e, in quanto umano, essenzialmente fallibile dell’agire economico – non è affatto vero che la dimensione etica non imponga un prezzo da pagare.
    4. La prospettiva della Dottrina sociale della Chiesa offre una nozione di impresa, di mercato e di agire economico di matrice personalista. Da essa emerge un’impresa la cui funzione sociale risiede nella propria capacità di creare valori, e il cui apprezzamento etico dipende, come in qualsiasi altra dimensione dell’agire umano, dal comportamento, dalle motivazioni e, in generale, dall’orizzonte etico degli operatori. In definitiva, questo vuol dire che l’economia senza etica (dal volto “disumano”) non sarebbe neppure configurabile come economia: piuttosto, per usare un’espressione sturziana, ci troveremmo nel campo della “diseconomia”.
    Con ciò non si intende affermare che in caso di “diseconomia” non si possa ottenere un utile – dal nostro punto di vista, la “diseconomia” è del tutto compatibile con l’opulenza –; ma, semplicemente, che quell’utile sarebbe frutto della frode, della malversazione, dell’inganno e non dell’autentico agire economico.
    Il lavoro del prof. Manzone rappresenta un utile contributo alla comune riflessione tra esperti di etica sociale, scienziati sociali, economisti e operatori economici. Comprendere il processo tortuoso e complesso che fa di un “prodotto” un “bene economico” non è mai un’operazione banale, non è mai un sapere scontato, appunto perché si ha a che fare con la persona, con il suo “volto”, con la sua storia.
    Siamo dunque grati al prof. Manzone per averci fornito un valido strumento di studio e di ricerca scientifica.
    FONTE: Zenit

  • Anche Hospitadella sostiene Vintagemania

    Da Venerdì 23 maggio Villa Giusti del Giardino (Bassano del Grappa) punto d’incontro per letterati e naturalisti sin dal 1700 e capace ancora oggi di richiamare migliaia di persone provenienti da tutta Italia, ospiterà nei suoi spazi ricchi di storia la settima edizione di VINTAGEMANIA. Hospitadella, da sempre rivolta all’eccellenza, sostiene questo rinomato evento ospitato nell’antica dimora bassanese, che permetterà di dare visibilità a selezionati espositori, provenienti da ogni parte d’Italia e alle loro creazioni, con un occhio di riguardo per la moda e i suoi accessori. Non mancheranno libri, dischi in vinile e molti altri oggetti tornati prepotentemente di “moda”.

    L’evento sarà ricco di momenti culturali quali la mostra allestita da Angelo Caroli, guru europeo del vintage, con una splendida esposizione di Hermès “un Foulard per sempre”. Non mancheranno, inoltre, dj set e concerti live tutti i pomeriggi e per i più piccoli, la riscoperta del vecchio teatrino, con spettacoli di burattini.

    Vintagemania è stato scelto da Hospitadella quale momento di incontro e socializzazione di particolare rilevanza per il territorio. Ma non solo: l’evento, sostenuto da Hospitadella, si presenta come un’occasione unica per riscoprire questi luoghi suggestivi e trascorrere una piacevole giornata, percorrendo le antiche stanze della Villa e ammirando la bellezza e l’unicità di questo parco storico.

    All’evento sarà presente un incaricato di Hospitadella che omaggerà i presenti con un buono per una consulenza gratuita presso uno dei suoi centri a Cittadella (PD), Bassano del Grappa (VI) e Milano. Per tutta la durata della manifestazione sarà operativo un servizio di ristorazione e bar con una gustosa offerta gastronomica a cura della Santi Group. La manifestazione aprirà i cancelli il 23 maggio ed osserverà il seguente orario: venerdì e domenica dalla 10.00 alle 20.00 mentre sabato dalle 10.00 alle 21.00. Info: mail: [email protected]

  • La curatrice Elena Gollini commenta il successo della mostra di José inaugurata da Sgarbi e De André alla Milano Art Gallery

    Prosegue con grande successo di pubblico e di critica la mostra pittorica “La Verità Surreale” del carismatico José Dalì, figlio del celeberrimo Salvador Dalì, allestita fino al 26 maggio nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del noto manager produttore Salvo Nugnes.

    La curatrice Elena Gollini commenta compiaciuta “L’esposizione sta riscuotendo ottimi consensi. E’ stata visitata anche dal professor Vittorio Sgarbi, che ha espresso riflessioni molto positive, elogiando il poliedrico talento di José e creando interessanti spunti di confronto in parallelo con lo stile paterno, in riferimento ad alcune tematiche particolari, recuperate e rivisitate con originale estro“. E spiega “La mostra è stata volutamente inaugurata l’11 maggio, una data non casuale davvero significativa, che coincide con l’anniversario dei 110 anni dalla nascita dell’esimio maestro surrealista. Dunque, assume una duplice valenza simbolica e si annovera con altri eventi di prestigio ospitati alla Milano Art Gallery, tra cui la mostra di Gillo Dorfles, di Amanda Lear, di Pier Paolo Pasolini, di Max Laudadio“.

    Presenza d’eccezione al vernissage inaugurale il cantautore Cristiano De André, a sua volta celebre figlio d’arte, che si è intrattenuto in piacevole compagnia con José, congratulandosi ed esprimendo sinceri apprezzamenti per i suggestivi dipinti.

  • Sgarbi, Daverio, Bonito Oliva, i grandi critici alle mostre di Elena Gollini

    Nata a Modena e laureata in Giurisprudenza, la Dott.ssa Elena Gollini, dedica la sua vita al mondo artistico, collaborando, in qualità di curatrice e critica d’arte, con noti artisti contemporanei, coordinando e curando prestigiose mostre personali e collettive.

    Partecipa all’organizzazione delle mostre del Festival di Spoleto e della Biennale, collaborando con artisti di fama internazionale, tra i quali: Gillo Dorfles, decano ultracentenario della critica italiana, Gino De Dominicis e Fedor Kuz’mic Suskov, dei quali sono state realizzate anche personali e mostre itineranti. E ancora Fausto Pirandello, figlio del noto scrittore Luigi, Gaetano Pompa, Riccardo Mannelli, Daniela Severi, Giuliano Vangi e un ricco carnet di pittori, scultori, ceramisti, fotografi, ecc.

    Da anni collabora con Promoter Arte, azienda leader nel settore mostre, eventi e comunicazione e le molteplici gallerie di sua gestione, come la “Milano Art Gallery” nel cuore del capoluogo lombardo e la “Galleria Piaggia” nel centro storico di Siena.