Categoria: Arte e Cultura

  • HUMAN BRAND – SALVO SCIBILIA – Logo Fausto Lupetti Editore

    Un libro che ambisce col calore della passione e della conoscenza diretta a misurarsi con un mondo altrimenti arido.

    Forse le marche vanno viste come dei piccoli vulcani che eruttano valori, apparentemente in modo indipendente l’uno dall’altro ma che, nel sottosuolo, intessono delle linee fitte di comunicazione e di scambio.

    Se immaginiamo di ricomporre la nostra vita attraverso dei frammenti riuniti in un grande album fotografico, anche per certe marche che ci sono care dovremmo trovare un posto.
    Alcune ci aspettano ancora sugli scaffali del supermercato o di qualche negozio, altre non esistono più, sono state spazzate via dall’avanzare della tecnologia, dal capriccio di consumatori onnivori o dalla prepotenza dei concorrenti. Per la marca esiste la prospettiva di una vita ben più intensa di quella che gli esperti le organizzano all’interno di schemi e modelli.
    Lei ama l’aria rarefatta della relazione: con se stessa, con la concorrenza, con i valori di riferimento, con la sua storia passata e con il futuro; con i consumatori che ha incontrato, sfiorato, perduto e con quelli che la sceglieranno ancora.
    Una marca ricorda, immagina, rimpiange, si illude; ruba qualcosa alla concorrenza e, a sua volta, viene citata, presa a modello. Una marca può creare nuovo lavoro o costringere a salire sui tetti chi il lavoro lo ha perso.
    Nessuno pensa a tutte queste cose mentre va in giro a guardare le vetrine, ed è giusto che sia così.

    In questo libro, approcci strategici e corrispondenze creative rivivono nella quotidianità di tante case history: un dialogo fitto e costante si snoda tra ragione ed emozione.
    L’insegna del distributore diventa marca nell’esperienza concreta di Conad.
    Tre interviste ad altrettanti protagonisti responsabili del destino di marchi primari chiudono Human Brand.

    Per info e prezzo:

    www.faustolupettieditore.it

  • Mostra Fotografica EX FABBRICA – archeologia industriale –

    Inaugurazione sabato 3 settembre ore 18,00 seguirà aperitivo con i fotografi.

    La mostra verrà allestita nei seminterrati di Villa Principe Pio (Ecomuseo “Le Terre del Brenta”), un luogo dai soffitti bassi e molto suggestivo, si terrà dal 3 al 25 settembre 2011

    La villa sede dell’Ecomuseo ospita tutto il progetto SCHEGGE DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE.

    La nostra è, inutile negarlo, l’era della “civiltà delle macchine”.
    Utile e necessario appare per tanto preservare quei valori tecnici, culturali e sociali che hanno contribuito, per oltre un secolo, allo sviluppo della civiltà umana.

    I fini dell’archeologia industriale sono essenzialmente la conoscenza dei monumenti e delle strutture industriali e cioè la loro localizzazione e l’individuazione delle loro peculiarità da punti di vista diversi: della storia, dell’architettura, della tecnologia, dell’urbanistica, dell’arte, ma anche del costume e della vita sociale. Oltre al fine della conoscenza, vi è anche la formulazione di ipotesi e proposte per la tutela e per l’eventuale rivitalizzazione degli stessi edifici industriali.

    Oltre a studiare i complessi architettonici, sono ovviamente anche studiati gli oggetti ed i manufatti in cui sono stati compiuti processi produttivi e di trasformazione. La maggior parte degli studiosi considera oggetti di archeologia industriale tutte le tesimonianze dell’attività produttiva umana, indipendentemente dalla loro collocazione storica.

    Centro Studi Riviera del Brenta

    tratto da: “Archeologia Industriale, conoscere, capire e valorizzare il XX secolo” (Michele Broccoletti)

  • EYEWEAR, A NEVER ENDING ITALIAN STORY L’OCCHIALERIA ITALIANA ALLA CONQUISTA DI BERLINO

    l’Associazione Italiana Fabbricanti Articoli Ottici, in collaborazione con Il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Istituto italiano per il Commercio Estero, È orgogliosa di presentare l’esposizione che ospita oltre cento occhiali – storici e moderni – e ripercorre l’evoluzione dell’occhialeria dalle origini fino alle ultime tendenze moda.

    Un vero e proprio omaggio all’eccellenza e al design dell’eyewear “made in Italy”

    Dopo Istanbul, la mostra “Eyewear, a never ending Italian story” sbarca a Berlino, presso la Me Collectors Room, all’interno di un più ampio progetto di promozione del Made in Italy che vede protagonisti i settori di punta dell’Italian Style, dagli abiti alle scarpe, passando per borse, gioielli, pelletteria e occhiali!

    Berlino, 1 Settembre 2011Viene inaugurata oggi presso la ME Collectors Rooms, galleria di rilievo nel panorama espositivo di Berlino, la mostra dal titolo “Ein Ausflug in die Italienische Mode”, un vero e proprio “viaggio” nella moda italiana che si dipana attraverso 6 mostre tematiche, ciascuna con protagonista uno dei settori chiave dell’Italian style. Tra questi anche l’occhialeria che racconta – attraverso la mostra Eyewear, a never ending Italian Story”, promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzata dall’ Istituto Italiano per il Commercio Estero (ICE) in collaborazione con l’Associazione Italiana Fabbricanti Articoli Ottici (ANFAO) – la sua storia dalle origini fino ai giorni nostri, epoca di successi produttivi che l’hanno eletta tra i comparti di eccellenza più apprezzati sui mercati internazionali. Una retrospettiva che, oltre a raccontarne l’affascinante storia, ne sottolinea la qualità produttiva e il design innovativo che, da sempre, sono i punti di forza di questo settore.

    «Questa mostra vuole ripercorrere la storia degli occhiali che va dal medioevo fino al XXI secolo, periodo in cui sono diventati veri e propri oggetti del desiderio», spiega Vittorio Tabacchi, vicepresidente Anfao, presidente Eurom (Federazione europea produttori occhiali e lenti) e presidente del Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore. «Da protesi si sono trasformati in accessorio di stile, complemento di eleganza, espressione di una expertise e di una tradizione che proprio in Italia hanno conquistato primati indiscussi in forte continuità tra le origini e le forme dei modelli più all’avanguardia del momento».

    L’occhiale è il vero protagonista: in mostra un centinaio di esemplari, una ventina di pezzi storici, provenienti dalla Collezione privata Vascellari, e un’ottantina di modelli moderni, rappresentativi dell’eccellenza dell’occhialeria Made in Italy. È un racconto suggestivo, un viaggio nel tempo creato per affascinare il pubblico tedesco, molto attento alle produzioni dell’I-Style, cui poter far toccare con mano l’eyewear italiano, la sua creatività, la sua propensione alla sperimentazione nelle forme e nei materiali, un mix vincente che ci ha permesso di sedurre il mondo intero. «Il mercato tedesco rappresenta uno dei bacini di riferimento delle nostre esportazioni», commenta Tabacchi. «Nei 12 mesi 2010 l’export dell’occhialeria Made in Italy ha infatti segnato un complessivo +6,2% verso la Germania, declinato in un +5,3% per il sole e un +7,4% per le montature». La Germania rappresenta il 5% in termini di peso percentuale sulle nostre esportazioni che traducendolo in numeri significa che il valore totale dell’export è pari a oltre 106 milioni di euro. «Ha quindi un valore particolare essere oggi qui, in un contesto esclusivo che vede la partecipazione dei maggiori comparti di eccellenza del Made in Italy – abbigliamento, scarpe, borse, pellicce, gioielli e appunto occhiali -», conclude Tabacchi.

    L’allestimento è stato studiato per esaltare l’unicità di ciascun pezzo, dal più antico al più moderno: i veri protagonisti saranno proprio gli occhiali, patrimonio italiano e scrigno di una tradizione, di un’attenzione al dettaglio e di un know-how creativo unico nel suo genere. È stato creato un percorso cronologico-tematico volto ad accompagnare il visitatore in un viaggio attraverso le epoche: gli occhiali esposti racconteranno le loro origini, la loro storia, la modernità di alcuni dei pezzi storici e la forte tradizione di alcuni dei pezzi più moderni. L’esposizione documenterà l’evoluzione di questo oggetto che nei secoli è diventato un accessorio irrinunciabile, legato a doppio filo al sistema moda e alle sue dinamiche.

    L’allestimento della mostra, tutto giocato sul bianco e sull’uso sapiente della luce, è stato elaborato dall’Arch. Marco Cavallè e dallo Studio di Architettura e Design – Studio14 (Milano, Italia): diversi espositori “modulari” per dare un’ottima visibilità al prodotto esposto e per poter “costruire” un percorso che “racconti” la storia dell’occhiale dalle sue origini fino ai giorni nostri, proiettandosi poi verso il futuro. La scelta del bianco e la forte presenza delle luci sono state scelte strategiche per fare risaltare le silhouette e i colori degli occhiali e renderli i veri protagonisti della manifestazione.

    L’esposizione viene inaugurata oggi, 1 settembre 2011 alle ore 18, con una cerimonia ufficiale e sarà aperta al pubblico dal 2 al 16 settembre. In programma i saluti del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, di un rappresentante della città di Berlino e dei Rappresentanti delle Associazioni partner del progetto .

    Associazione Italiana Fabbricanti Articoli Ottici (ANFAO)

    L’associazione è attiva su più fronti, a livello nazionale e internazionale: sostegno a ogni azione rivolta all’aumento e al miglioramento della competitività, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. Misure che mirino a individuare i mercati potenziali e a rafforzare quelli consolidati. In questa direzione forte è la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e con l’ICE. L’associazione è attiva nella difesa e nella promozione del Made in Italy, la lotta alla contraffazione, la promozione di un dialogo vero e costruttivo tra tutti gli attori del mercato, www.anfao.it.

  • Love Box

    Love Box”

    @Blam

    Il giovedì sera si tinge di colori e musica, il “Love Box”, contenitore delle meraviglie, approda al BLAm con il suo carico di musica, arte, design. Uno stimolante cross-over tra le migliori creazioni partorite in questa Milano a volte troppo presa dai ritmi frenetici del lavoro per poterle scoprire appieno.

    Love Box è un enorme contenitore tutto nuovo, un nuovo modo di raccontarsi e raccontare, creare e stupirsi, in un ambiente confortevole e accogliente, e per questo sempre alla ricerca di nuove prospettive, nuovi punti di vista.

    Il viaggio inizia Giovedì 15 settembre, con il vernissage della mostra personale di Beppe Volpini, artista milanese classe 1972, dal tratto audace e dal gusto cromatico pop e surreale.

    Ad amalgamare il tutto, le vibrazioni di tre dj che animeranno le serate con una sempre ricercata selezione, ricreando l’ambiente dei club d’oltremanica, dei sottoscala underground, degli elettrici ed eclettici locali immersi in un’atmosfera che trasuda cambiamento, arte e un pizzico di mistero.

    Dj S/He: con un moniker che la rappresenta più del suo nome all’anagrafe, S/HE rifiuta categorizzazioni e definizioni di generi, musicali o sessuali ma il suo background prettamente anglosassone si può senz’altro definire di matrice postpunk e wave. Da parecchi anni il suo orientamento trova espressione in una ricerca all’interno della musica elettronica, pur mantenendo uno sguardo attento alle migliori proposte indierock.

    Dj Thinny: inizia a suonare nei locali circa tre anni fa, propone una selezione indie-electropop, frugando tra le proposte delle soirées fuori Italia. Preferisce l’intimità dei piccoli club alle piste bramose del “commerciale”.

    Dj WestBanhof: eclettica nuova leva del panorama milanese, propone un percorso creativo che dal rock vibrante dei Led Zeppelin piuttosto che dei Rolling Stones, cresce in un’evoluzione virtuosa tra l’indie rock degli Arctic Monkeys e dei Wombats fino ad arrivare all’elettronica dei Justice e dei Soulwax, ogni tanto regalando piccoli cameo a capolavori ricercatissimi tra le piste internazionali e non.

    L’ultmo giovedì del mese, il palcoscenico è tutto per l’Alì, piccola ape furibonda, virtuosa stilista, utilizza il disegno come un “palcoscenico” attraverso cui poter esprimere il proprio modo di sentire e di vivere la realtà.
    Le sue creazioni sono il mezzo attraverso il quale ama divulgarla, creando sempre pezzi unici, ad hoc, in collaborazione con Artisti principalmente italiani. Moda come forma di comunicazione e di condivisione di realtà differenti.

    A sonorizzare le esposizioni della designer , la scelta musicale di Dj Hattori Hanzo aka Luis Ramarro, il quale si definisce “selecter, not dj” e predilige i suoni vintage.

    BLAm

    Per questo nuovo entusiasmante progetto il locale si veste a festa con un restyling che non ha nulla da invidiare ai club più all’avanguardia, rimanendo sempre in una dimensione umana, intima, che accoglie il pubblico come una seconda casa.
    Una parentesi dal gusto underground tra un cocktail raro e un buffet raffinato.
    Il
    Blam è la location ideale per questo esperimento di verità.
    L’arte trasuda dalle pareti in un balletto vizioso tra glamour e poesia.

    Love Box è un progetto ideato e curato da Indira Fassioni, fondatrice del progetto Rosaspinto, brand nato nel 2002, operante nel mondo della comunicazione, attraverso ufficio stampa, direzione artistica e organizzazione di eventi, con una particolare attenzione al design, moda, beauty, ristorazione e night life.

    BLAm

    Via Gaetano Ronzoni 2 – Milano (mi)

    Tel. 338 5290035

    http://www.blamood.com
    [email protected]

    Ufficio Stampa e Direzione Artistica Rosaspinto

    Indira Fassioni

    [email protected] www.rosaspinto.it

    fb: fanpage rosaspinto

    +39/3338864490

  • Consigli per l’organizzazione di eventi e feste

    Pianificare una festa, sia di tipo familiare, tra amici o in un contesto lavorativo, può essere molto piacevole e divertente ma purtroppo può anche convertirsi molto velocemente in un incubo se non ci si organizza nel modo corretto.

    La soluzione per un’organizzazione serena ed efficiente, se non ci si può affidare a un’agenzia organizzazione feste per limitazioni di budget è anticipare gli aspetti più importanti da tenere in considerazione mesi prima della festa ed essere in grado di mantenere l’ordine e la disciplina nelle mansioni ed obiettivi da raggiungere prima del giorno. Uno strumento utile e che vi aiuterà a determinare priorità e a non dimenticare niente sono le check list. Elaboratene una con tutte le cose da fare, stabilite delle scadenze almeno approssimative e aggiornatela periodicamente.

    La prima cosa da fare è determinare una data. Se l’evento a festeggiare è un compleanno la scelta sarà semplice, altrimenti pensate a ché tipo di festa vorreste organizzare poiché la stagione sarà molto importante nel determinare la location e il tema della vostra festa. Difficilmente potrete celebrare delle feste a tema sotto le stelle in inverno,o vorrete avere i vostri invitati in vestiti d’epoca sotto il sole di agosto. Fate inoltre attenzione alle festività e considerate che molte persone scelgono di passare i weekend lunghi fuori città.

    Una volta che avrete scelto la data, elencate gli invitati tenendo sempre ben presente il budget che avete a disposizione e inviate le partecipazioni con qualche mesi di anticipo in modo che le persone non prendano altri impegni per quel giorno. Indicate negli inviti il tema della festa e la mise più adeguata all’occasione. Considerate, ad esempio, la differenza di tono e formalità che dovrebbe esserci in un rinfresco di battesimo se paragonato ad una festa di addio al nubilato.

    La location della festa dovrà essere adeguata al numero di persone e al tema della festa che avete scelto. In termini di dimensioni, considerate il numero di tavoli necessari e assicuratevi che al momento della preparazione non siano né troppo attaccati né troppo distanti. Se state preparando eventi per la vostra azienda, come colazioni di lavoro o cene aziendali programmatele al di fuori degli uffici e prediligete gli alberghi e ristoranti di ambiente tranquillo e che fomentino la comunicazione. Allontanare le persone del contesto lavorativo farà che i dialoghi nascano più agevolmente.

    Un aspetto fondamentale di tutta celebrazione è il servizio di catering. Prendete in considerazione i gusti dei vostri ospiti e cercate di collegare il menù alla tematica della festa. Un servizio di buffet variato è l’alternativa meno rischiosa già che permette alle persone scegliere tra i cibi a disposizione quello che preferiscono. In più, con un buffet potete introdurre dei cibi esotici o particolari a cui tenete ma che non sempre sono apprezzati da tutti.

    Recatevi alla location scelta un paio di ore prima dell’inizio dei festeggiamenti per assicurarvi che tutto è in ordine: le decorazioni, i tavoli, il catering e la musica. Ci saranno sempre dei dettagli di ultimo minuto che bisognerà improvvisare però che risolverete senza problemi se vi siete organizzati bene e avete tutto il resto sotto controllo.

    Articolo a cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – pagina facebook professionale

  • Mostra di pittura contemporanea

    La rappresentazione dell’assenza domina lo scenario della pittura contemporanea italiana.

    L’11 settembre 2011 Maria Cecchella sarà ospite alla Quarta Edizione della Grande Festa del Vino, che si terrà nella prestigiosa Villa Belvedere di Mirano (VE).

    L’artista attualmente residente proprio a Mirano, esporrà per l’occasione un ciclo di dipinti.

    Tema preferito della sua ricerca è stata per un lungo periodo la rappresentazione della sedia.

    Riproduzioni di fragili e barcollanti sedioline in fil di ferro paiono animarsi e dialogare tra loro in un sordo ed inquietante linguaggio.

  • 6-11 settembre ORPHEUS di Daniela Giordano a Teatro Palazzo Santa Chiara

    Orpheus di Daniela GiordanoDaniela Giordano, direttore artistico di Festad’Africa Festival, quest’anno alla sua decima edizione, in Orpheus assume le parti di interprete, regista e autrice. Soprattutto nella sua veste di autrice si è impegnata in una riflessione sul contemporaneo e sulla realtà multietnica che ha trasformato la nostra società. Lo spettacolo unisce e utilizza differenti codici culturali dall’ Europa all’Africa, dalla poesia al teatro, dalla musica alla danza, sottolineando le convergenze che mettono in evidenza l’interdipendenza tra diverse culture, è così che il mito di Orfeo ed Euridice si trasforma in qualcosa di nuovo lasciandosi contaminare e contaminando a sua volta i miti e le storie tradizionali dell’Africa che si interrogano sulle ataviche domande umane vita-morte-vita nel legame trascendente dell’amore.

    Orpheus propone un nuovo linguaggio teatrale che coniuga e armonizza suggestioni e saperi della cultura europea e della cultura africana, attraverso la danza, il teatro e la musica.

    Insieme a Daniela Giordano in scena: il danzatore senegalese Lamine Dabo con le musiche dal vivo eseguite da Ismaila Mbaye, djembè e tama, e Djibril Gningue, canto e kora.

    Nota dell’autrice:
    Torno a visitare il mito di Orfeo, nell’unica realtà contemporanea a me nota e vicina, l’Africa, nella quale mi sembra possibile accedere al segreto motore dell’universo, l’Amore. L’Amore l’unico stimolo che spinge la conoscenza oltre ai limiti materici, oltre il visibile e misurabile, unica realtà che unisce e non divide, l’unica esperienza che permette di percepire la vera entità di tutti i fenomeni, perché corpo e mente si fondono in un unico suono con l’Universo. Orpheus : nomen omen, un destino cucito addosso dall’imposizione di un nome alla nascita, un nome lontano, un destino che prende forma e sostanza, lo spettro della morte che incalza, la straordinaria capacità degli esseri umani di trasformare l’ostacolo nel quale si inciampa nel gradino sul quale si sale e ci si eleva, il viaggio di iniziazione al dolore della conoscenza che sublima nella pienezza del sé/altro da sé, shiki-shin-funi, non dualità di anima e corpo, spirito e materia armonizzati nell’UNO che si fa verbo, suono, vibrazione e movimento/corpo. Il viaggio di Orpheus dall’oscurità alla consapevolezza utilizza forme tradizionali di rappresentazione in una rilettura contemporanea che sintetizza e propone efficacemente un presente multiculturale e multilinguistico. Poesia, teatro, danza, musica, canto: la scrittura poetica prende voce e si scioglie dando vita alla danza, l’emozione del suono che duetta con il djembè, e il griot incalza con il canto in wolof, questo è Orpheus! Al Teatro il compito di creare valore e avvicinare le genti, poiché è un potente mezzo che, attraverso l’emozione e la riflessione, educa al rispetto e alla tolleranza”
    Daniela Giordano

  • 2 -11 settembre Mostra Fotografica STORIE VAGANTI

    “Siamo storie vaganti. Ce ne andiamo in giro per il mondo con le nostre storie passate e future cucite addosso. Storie di gioia e di dolore, di orgoglio e di umiltà, di ribellione e di omertà.

    Raramente le rendiamo visibili agli altri. In effetti, passiamo gran parte del nostro tempo a costruire maschere che le rendano un po’ più sopportabili, che gettino un pizzico di luce qui, un po’ più ombra lì.

    L’Africa è diversa. L’Africa le sue storie le urla. Che tu abbia voglia di ascoltarle oppure no. Tutta una vita passata ed una vita futura custodite in uno sguardo, in un gesto, nel modo di camminare o di sorridere. Storie crudelmente e felicemente esposte alla luce del sole, per gli occhi che sanno guardare e per quelli che impareranno a farlo. Non c’è scelta.

    E’ fin troppo facile allora catturarle in uno scatto; una frazione di secondo, uno stralcio di vita rubato.

    Questi scatti sono furti, la mia fotocamera una trappola per storie vaganti” ( LHH)

    Laila Hasssan Hassanein, venticinquenne biologa marina e fotografa. Italo-egiziana, laureata in Inghilterra, è alla sua prima mostra.

    Gli scatti che propone sono il frutto di una missione come biologa marina svolta in Kenia e della sua sensibilità nata soprattutto dalla capacità di prendere contatto con le diverse culture da cui proviene e con cui è venuta in contatto.

  • Ripreso il restauro della chiesa di San Martino di Tarquinia.

    Sono ripresi i lavori per restaurare la chiesa di San Martino. Gli interventi sono finanziati dal Comune di Tarquinia che ha erogato un contributo di 63mila euro. Queste risorse rientrano nell’ambito dei fondi messi a disposizione dall’Enel, per la servitù energetica. Le opere di riqualificazione permetteranno di recuperare la pavimentazione originaria, di rifare l’impianto termico, di realizzare un nuovo sistema elettrico e di garantire l’agibilità e la fruibilità dell’edificio. «La chiesa di San Martino è una delle più antiche della città. – afferma il sindaco Mauro Mazzola – Un luogo di grande interesse storico e artistico che sarà riconsegnato ai tarquiniesi». Il restauro dell’immobile era iniziato nel 2005 per poi essere sospeso alla fine del 2006. Merito dello sblocco dello stallo, che durava da cinque anni, va anche ai cittadini del Comitato di San Martino. «Il quartiere riavrà finalmente la sua chiesa – afferma il presidente Fabrizio Ercolani – Ringrazio il sindaco Mazzola, l’assessore ai Lavori Pubblici Anselmo Ranucci e il consigliere comunale Mauro Bonifazi, che fin da subito hanno capito l’importanza del progetto. Mi dispiace invece per le critiche dell’opposizione, perché fatte senza conoscere la realtà delle cose. Esprimo un sentito ringraziamento infine a don Rinaldo Copponi, a Franco Guidozzi, a Giuseppe Camarda e a tutti i componenti del comitato che hanno contribuito a raggiungere questo obiettivo».

  • Für Elise

    Rosaspinto e Le Biciclette Art Bar

    presentano

    Für Elise

    La luce di Elise, l’esclusivo effetto decorativo MaxMeyer MADE WITH SWAROVSKI ELEMENTS

    nella Vogue Fashion’s Night milanese

    Giovedì, 8 Settembre 2011

    c/o Le Biciclette Art Bar

    Per la Vogue Fashion’s Night Out 2011, che si terrà a Milano l’8 Settembre, LeBiciclette Art Bar di via Torti 1 si impreziosisce grazie allo speciale restyling curato da MaxMeyer che presenta, in anteprima nazionale,

    Elise: l’esclusiva finitura MADE WITH SWAROVSKI ELEMENTS.

    Elise è il nuovo decorativo che coniuga il mondo del colore di alta qualità di MaxMeyer e il mondo della luce e della magia dei cristalli di SWAROVSKI ELEMENTS. Unione perfetta tra armonie di colore, design, eleganza e ricercatezza di stile.

    Con l’occasione verrà inoltre esposto un modello unico di bicicletta Bobofix, personalizzata grazie allo scintillio

    dell’esclusiva pittura Elise di MaxMeyer.

    ROSASPINTO farà da cornice all’evento, grazie a un’installazione tutta “Made in Italy” con le creazioni dei designer non convenzionali del salotto creativo MEET2BIZ (MOKU “Favole Urbane”, ABER GAZZI, GARBAGELAB) e la presentazione della nuova collezione autunno-inverno 2011/2012 della Fashion designer L’Alì.

    Presente anche la nuova collezione di borse by Tookata People

    L’evento verrà ripreso dalle telecamere dello staff creativo di Commonuncommon, e il materiale andrà a comporre il pilota di un nuovo ed esclusivo progetto

    Durante la serata presentazione nuovo disco e performance jazz by Bellavista.

    Il progetto BellaVista nasce nel 2004 con l’intenzione di proporre un repertorio di grandi classici eseguiti nello stile “Jazz Manouche” di Django Reinhardt e del suo Quintette du Hot Club de France.

    La ricerca, oltre che stilistica, è anche sonora, mediante l’utilizzo di strumenti rigorosamente acustici ed in particolare per le chitarre, l’utilizzo di copie della famosissima Selmer Maccaferri, resa celebre da Django, dal suono inconfondibile, tipico di questo stile.

    Speciale shooting a cura di Sara D’Ambra e Dario Ponzo.

    INGRESSO LIBERO

    Gradita la prenotazione

    L’evento è realizzato in collaborazione con MaxMeyer,

    leader nel settore delle vernici e delle pitture da oltre 100 anni, da sempre impegnata nella ricerca di prodotti di alta qualità,

    facile applicazione e grande effetto.

    www.maxmeyer.it

    Bobofix, biciclette a scatto fisso interamente customizzabili con uno stile personale, sono il miglior modo per osservare da una posizione privilegiata il paesaggio urbano in continuo mutamento.

    Lo scatto fisso permette di muoversi in totale autonomia, rendendo trasparente per la prima volta il concetto di “auto-trasporto”. Nulla potrà ostacolare la voglia di viaggiare.

    www.bobofix.com

    Alessia Rubagotti, in arte L’Alì, piccola ape furibonda che utilizza la moda come palcoscenico attraverso cui poter esprimere il proprio modo di sentire e vivere la realtà. Creatrice di pezzi unici, L’alì mette in scena ritagli di vita che si incarnano in forme e colori variopinti. Le sue creazioni moda hanno una forte spinta comunicativa e si pongono come tramite per la condivisione di realtà differenti.

    www.lali.it

    Tookata è uno stile gioioso, coinvolgente, uno stile che ha un suo vissuto, ha fatto esperienza, uno stile che sa fare il serio per scherzo, il cui motto è “Take It Easy And Enjoy Yourself” oppure il più familiare “Carpe Diem”. Le borse ed accessori Tookata sono inconfondibili per la loro texture californiana contaminata da colori e motivi di altri luoghi reali e fantastici. I personaggi di questo universo sono Tookata, ovvero bambole in lingua Thai, bambole con grandi occhioni che scrutano le meraviglie del mondo, dei popoli, degli uomini. Si può portare una borsa Tookata colorata e originale, come un talismano di allegria attraversando immuni le concitate jungle urbane di tutto il mondo. Oppure si può indossare un accessorio Tookata e regalarsi un istante di felicità, genuina, come il risveglio da bambini abbracciati nel loro gioco preferito.

    Meet2biz, salotto creativo che promuove lo stile made in Italy, presenta le creazioni di designer emergenti in un melting pot di stili ad alto tasso di creatività:

    ” La porta è aperta… solo un passo..un po’ di coraggio.. tra piume e velette sboccia la bellezza”. Questi sono i cappellini di MOKU – Favole Urbane “; stile neo romantico vivace ed esuberante per i pezzi unici di Giulia Montagna impreziositi dalla cura per i dettagli come bottoni vintage e tessuti pregiati

    ABER GAZZI: designer inglese di capi in maglia e artista, vive e lavora a Milano. Psicologa e antropologa del fashion system, si ispira al linguaggio del corpo, agli stili di vita e alle generiche dinamiche dell’universo; secondo Aber il corpo controlla l’abito (non viceversa) e secondo questo principio crea la silhouette dei suoi capi, spingendo chi li indossa …a dominarli!

    GARBAGELAB: brand di eco-borse ed eco-design crea prodotti unici, realizzati a mano (con amore) utilizzando materiali di recupero come pvc di banner pubblicitari, cinture di sicurezza delle auto e tessuti con fibre riciclate. Per l’occasione GarbageLab presenta le nuove linee della collezione primavera-estate 2012. La notte della moda si tinge di eco!

    www.meet2biz.com

    www.moku.it

    www.abergazzi.com

    www.garbagelab.it

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