Categoria: Arte e Cultura

  • Libri su animalismo e vegetarianesimo: una biblioteca che è anche un progetto “comunitario” online

    È nata la biblioteca del blog “Animalismo e Vegetarianesimo”.

    La biblioteca vorrebbe essere una raccolta di rapida consultazione di libri a tema, ma anche un progetto, un progetto “comunitario” online.

    Oltre a informazioni basilari e altre aggiuntive, riporta infatti, in fondo a ogni scheda, dei link ad altri blog e siti a tematica animalista, vegetariana, vegan o similiari, in modo che il lettore possa avere a portata di clic le diverse opinioni degli appassionati.

    Il progetto nasce con l’idea che chi vuole comprare un libro può leggere le opinioni di altri blog o webmaster prima dell’acquisto, e chi invece lo ha già letto può trovare facilmente un interessante carrellata di opinioni con cui confrontarsi.

    La biblioteca del blog Animalismo e Vegetarianesimo è un progetto aperto, chiunque può partecipare. Basta una semplice segnalazione all’indirizzo [email protected], oppure un commento nel relativo post sul blog. Si possono segnalare articoli, recensioni, riflessioni su volumi in lista ma anche non in lista – verranno inseriti di volta in volta -, purché le tematiche siano rispettate e i post appartengano a spazi web che trattano argomenti simili.

    Il link verrà aggiunto presto e in cambio, come è ovvio, non è chiesto assolutamente nulla!

    La pagina nasce con l’idea di poter essere uno strumento, anzi, uno “snodo” utile a chi vuole addentrarsi o confrontarsi su un certo tipo di letture.

    Come è ovvio, nel tempo il gestore del blog cercherà di arricchire costantemente la pagina con nuovi titoli e nuovi link a discussioni correlate, ma non potrebbe riuscire a creare un tutto esauriente ricercando da solo i tanti pezzi sparsi nel “web animalista”.

    Per questo se sei un bloggher o un webmaster e vuoi aggiungere il link a una tua recensione o a un tuo articolo, scrivi una email, o lascia un commento nel post: basta il titolo del libro in questione e il link al post, o anche solo il link!

    Se sei un lettore o una lettrice, e hai letto un pezzo su un altro blog o sito che ti ha colpito, segnalalo, il blog provvederà a contattare il gestore e poi aggiungerlo.

    Per finire, se il progetto ti piace, l’idea ti sembra carina, utile, parlane ad amici bloggher e ad amici in generale: di certo a loro non dispiacerà avere un collegamento a un pezzo magari datato, e quindi di difficile reperibilità.

  • Nicoletta Nuzzo alla IV edizione del Festival Internazionale della Letteratura al femminile, dal 22 al 25 settembre, Narni – Intervista

    Dal 22 al 25 settembre 2011, Narni (TR), presso il Museo Eroli, ospiterà la “IV Edizione del Festival Internazionale della Letteratura Saggistica Filosofia Arte al femminile” ideato e diretto da Esther Basile. Un Festival tout court artistico che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione come sottolinea la tematica di questa edizione: “Alchimie e linguaggi di donne, e pensare che le donne pensano, agiscono, si raccontano, scrivono”.

    Tra le case editrici presenti ci sarà anche Rupe Mutevole Edizioni con la scrittrice Nicoletta Nuzzo che per l’occasione presenterà il suo ultimo libro: “Portami negli occhi”, una silloge poetica edita nella collana “Poesia”. La silloge è divisa in sette percorsi tematici: Madre, Mare, D’amore, Tempo, Recherche, Cambio, Preghiera; con prefazione della filosofa Patrizia Caporossi.

    parlavo con voi/ ma non ero lì / stavo su una crepa / come dentro un pensiero / mi tenevo aggrappata / c’era da lottare/ per la salvezza.” – “Ombra”

    L’autrice si è resa disponibile per illustrarci qualcosa della storia del Festival, della cittadina di Narni (con un succulento aneddoto letterario), dell’utilizzo del termine di “Poete” e della sua raccolta “Portami negli occhi”. Buona lettura!

    A.M.: Dal 22 al 25 settembre sarai occupata, a Narni, in un Festival davvero interessante, voi raccontarci qualcosa?

    Nicoletta Nuzzo: Narni è un antichissimo (Nequinum 600 a.C.) centro umbro, i suoi paesaggi hanno ispirato artisti e racconti di epiche gesta. Qui tra i resti delle mura medievali, il castello e la natura che avvolge come in una fiaba le vestigia romane, fu Clive Staples Lewis a trovarvi il luogo adatto per ambientare i sette libri del suo fortunato ciclo fantasy “Le Cronache di Narnia”. Tra mito e realtà non vi poteva essere luogo più adatto per il IV Festival Internazionale della Letteratura-Saggistica-Filosofia-Arte al Femminile e per le Alchimie ed i linguaggi delle donne che vi partecipano in un viaggio ricco d’anima. Il Festival è ideato e diretto dalla filosofa Esther Basile, presidente dell’Associazione Eleonora Pimentel Lopez de Leon di Napoli, in collaborazione con l’Istituto italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, il Comune di Narni e con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. È sempre più ricco di novità e di appuntamenti vari con interessanti tavole rotonde, dibattiti, performance teatrali e tè e caffè letterari. È davvero un evento unico nel panorama nazionale perché così possono essere finalmente visibili le donne che “pensano, agiscono, si raccontano, scrivono…” Saranno presenti scrittrici, filosofe, poete, donne delle Istituzioni…( Marisa Rodano, Clara Sereni, Dacia Maraini, Adele Cambria, sen. Vittoria Franco, Luciana Castellina, Barbara Alberti…)

    A.M.: In questa IV edizione di un festival artistico tutto al femminile presenterai la tua nuova pubblicazione: una silloge poetica. Puoi dirci qualcosa?


    Nicoletta Nuzzo: Qui al Festival (domenica 25 alle ore 10.30) sarà presentato il mio libro di poesie “Portami negli occhi”(Rupe Mutevole 2011). La prefazione del libro è della filosofa Patrizia Caporossi che mi ha sostenuto in questo cammino poetico forte/fragile. Le poesie sono ripartite secondo alcuni temi/archetipi/stanze: Madre, Mare, D’amore, Tempo, Recherche, Cambio, Preghiera.

    Il movimento delle poesie nell’ambito di ogni “tema” è quello dell’alternanza tra vuoto e pieno, di fusione e separazione, di lotta di opposti, di danza per ricordare e per dimenticare come nella poesia “Rinascere” (gli opposti mi sfiorano/e per non perdermi/ogni giorno ha il suo rito:/una danza per dimenticare/e per ricordare)…è il movimento dell’onda come nella poesia del titolo del libro (Portami negli occhi/e tienimi vicina/e tienimi lontana/come/dentro un’onda).

    A.M.: Da “Un gatto senza vanità” a “Portami negli occhi”. Perché il passaggio alla poesia?

    Nicoletta Nuzzo: Con la poesia per me ritorna il corpo …nei precedenti due libri in prosa (“Cronache di un gatto perfezionista”, Manni 2007 e “Un gatto senza vanità”, Rupe Mutevole 2010), il mio corpo aveva parlato tramite il corpo libero e senza colpa di un gatto di nome Ugo, un gatto come forza spirituale, simbolica e vivente connessa con l’universale, la libertà mentale e l’interiorità femminile. Poi quando nel mio percorso di identità e di scrittura è riemerso il materno, non solo con la storia di mia madre ma anche con la genealogia di madri simboliche, con la relazione con altre donne amiche, quando si è delineato un immaginario simbolico femminile allora è ritornata la fiducia ed è riaffiorata l’emozione nella poesia. La poesia diventa spesso per me l’unico corpo possibile a causa di un disagio che nasce da un immaginario simbolico maschile che spesso ho vissuto come “intrusivo”

    La poesia è qualcosa di talmente vivo che il corpo non vi si può sottrarre: basta pensare al respiro che è proprio il nostro, che rimane impresso con le pause e la punteggiatura nei versi e che si libera di nuovo ogni volta che li si legge. Quindi per me molte sono le tracce corporee presenti rispetto alla prosa. Posso dire che nella poesia “capisco con il corpo”.

    Dal punto di vista stilistico devo dire che, come nel mio libro precedente “Un gatto senza vanità” avevo nominato le donne da cui avevo tratto forza e conoscenza (Maria Zambrano, Etty Hillesum , Simone Weil, Luisa Muraro…) così nei titoli di alcune mie poesie ho nominato le donne sorelle, amiche, poete che hanno reso possibile la mia presa di parola.

    A.M.: Se potessi portare a Narni il fantasma di una scrittrice del passato chi sceglieresti?


    Nicoletta Nuzzo: A Narni porterei la filosofa spagnola Maria Zambrano perché è la filosofa dell’interezza che, a differenza di una tradizione filosofica che separava logos e corpo, unisce il sapere al cuore, il logos al corpo e considera il corpo (con cui le donne “erano” state identificate in segno di schiavitù) come fonte di creatività e trascendenza che le collega ad un sentire originario….e considera la poesia la dimensione che può ridarci unità…ma anche a questo ha pensato l’instancabile Esther Basile organizzando al Festival una Tavola rotonda proprio su Maria Zambrano (venerdì 23 ore 18.00)…e allora io cosa posso volere di più?

    A.M.: “Poete” e non “poetesse”. Sai il perché di questa scelta?

    Nicoletta Nuzzo: Secondo Alma Sabatini studiosa del linguaggio, (“Il sessismo nella lingua italiana”, 1987), ad esempio, “…l’uso di un termine anziché di un altro comporta una modificazione nel pensiero e nell’atteggiamento di chi lo pronuncia e quindi di chi lo ascolta. La parola è una materializzazione, un’azione vera e propria….” Ultimamente, si sta diffondendo l’uso di “poeta” come invariabile perché si tende a considerare dispregiativi tutti i femminili in -essa. ..“ poeta (da grammatica italiana) è un termine epiceno (neutro) quindi è l’articolo che va accordato, non ha bisogno di suffisso derivativo (Bianca Madeccia)”.

    Per il programma completo del IV Festival della Letteratura al femminile:

    http://oubliettemagazine.com/2011/09/08/iv-festival-internazionale-della-letteratura-saggistica-filosofia-arte-al-femminile-dal-22-al-25-settembre-narnitr/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • CAMERE XVI La Terza Tigre

    CAMERE XVI

    La Terza Tigre

    ROSSELLA BISCOTTI – MARK MANDERS – OLAF NICOLAI

    a cura di

    Lorenzo Benedetti

    L’identità, lo spazio, lo straniamento e la memoria. Si scivola e nella caduta si trova l’equilibrio nella 16a edizione di Camere. Anche questa volta gli ambienti di RAM si fanno testimoni di una dimensione del tutto speciale in cui si innestano le opere degli artisti invitati.

    Mark Manders presenta Clay Figure with Iron Chair. Una scultura, solo apparentemente d’argilla, si sdraia su una sedia. Il linguaggio di Manders, volto alla creazione di elementi disturbanti e destabilizzanti, suggerisce l’impressione di essere testimoni di un qualcosa di congelato in quel preciso momento. I giornali che coprono la finestra sono una creazione dell’artista (Window with Fake Newspapers, fogli di quotidiani composti da una combinazione non-sense di parole inglesi) non fanno altro che accentuare la volontà di non voler dare nessun riferimento temporale.

    Olaf Nicolai in questa mostra propone Camera (After Poussin). Il suo lavoro è da sempre incentrato sui meccanismi del processo artistico ed estetico, coniugando l’arte, la memoria e la ricerca con l’analisi e la rivisitazione di scene di vita quotidiana e la trasformazione dei beni di consumo. Sviluppando una vasta serie di progetti interdisciplinari, difficilmente si riesce a inquadrare la sua produzione in una categoria precisa, ma l’interesse per ciò che l’arte vuole esprimere e il media con cui si vuole farlo è alla base della sua ricerca.

    La terza camera dello spazio romano si diffonde di una forte luce gialla proveniente dalla proiezione del video Yellow Film di Rossella Biscotti. Con il lavoro sul recupero della memoria storica, cerca nelle parole di pazienti della fine degli anni ‘80, sotto l’effetto del Pentotal, potente barbiturico, frammenti di un vissuto in via di sparizione. L’artista insegue ciò che è caduto nell’oblio, infiltrandosi nelle crepe. Lo recupera e lo trasforma. Per non dimenticare.

    Durante l’inaugurazione la poetessa Marije Langelaar leggerà una selezione di poesie in un dialogo ben chiaro con le opere di Manders: un filo diretto tra un’identità nascosta nella scultura di quest’ultimo e un’identità rivelata nelle parole di Langelaar.

    La lettura verrà trasmessa su RAM LIVE, http://live.radioartemobile.it/, la radio web di RAM.

    Il testo critico della mostra La Terza Tigre è di Lorenzo Benedetti, Direttore della Stichting Beeldende Kunst Middelburg De Vleeshal di Middelburg (NL).

    Si ringraziano :

    Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma

    Accademia Tedesca Roma-Villa Massimo

    Galleria EIGEN+ART di Berlino

    ZENO X GALLERY di Anversa (B)

  • Intervista di Alessia Mocci ad Ugo Colla ed al suo Memorie del cuore, Rupe Mutevole Edizioni

    Spesso il poeta è solo/ chitarra nella sera,/ quando si canta in compagnia/ e le più belle canzoni sono sempre/ quelle taciute, riposte nell’antico/ cassetto della memoria,/ mai sono quelle che tutti sanno/ e vengono ritmate con le mani.// Spesso il poeta è solo/ viandante sconosciuto anche a se stesso,/ anche fra tante risate e grida/ che scivolano su calici di vino,/ sempre in alto, sempre pieni.// […]” – “Spesso il poeta è solo”

    Memorie del cuore”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine” curata da Silvia Denti, è l’ultima silloge dell’autore Ugo Colla, un autore che non pubblicava da vent’anni e che, nel 2011, ha deciso di racchiudere in un’unica opera alcune liriche che affrontano un arco temporale notevole. Infatti le poesie presenti vedono la più recente scritta nel 2009 e la più remota nel 1981. Un percorso che decreta soggetto indiscusso della raccolta: il viaggio. Viaggiare e poesia dunque vanno di pari passo nella vita dell’autore. Ogni lirica presenta la data così da intrappolare il lettore nel seguire i passi di Ugo senza alcuna fatica.

    Ugo Colla è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua raccolta poetica e si se stesso. Buona lettura!

    A.M.: Come nasce l’Ugo scrittore?

    Ugo Colla: Nasce già da giovanissimo, a 15 anni, quando Catullo, Prèvert o Neruda lo ispirano e danno voce ai palpiti di un adolescente romantico alle prese con i primi amori. Il liceo classico Colombo di Genova, quello frequentato a suo tempo anche da Fabrizio De Andrè, sarà fondamentale per conoscere e amare Gozzano, Pavese, Montale, Ungaretti, Quasimodo, Cardarelli e si sa che l’elenco potrebbe continuare.

    A.M.: Perché nasce “Memorie del cuore”?

    Ugo Colla: “Memorie del cuore” nasce dall’inconscia necessità di realizzare con i propri mezzi a disposizione, ossia quelli poetici, un film di memoria, come quelli, da me tanto amati, di Fellini o di Pupi Avati, un “caro viaggio a ritroso” come dico nella poesia “Scalinata”, compresa nella raccolta, dove il passato non è relegato nel tempo passato ma interagisce continuamente col presente, in una sorta di intermittenza del cuore proustiana: in altre parole ciò che tanto mi affascinò nel cinema, ho voluto realizzarlo in poesia, costruendo non una raccolta di liriche separate tra di loro ma un lungo racconto ricco di flash back (non a caso le poesie sono tutte datate e volutamente non seguono un ordine cronologico ma sono sparse nel tempo: la storia di una vita dal 1981 al 2009 centrata sui temi dell’amore, del viaggio, della musica,del cinema, dello sguardo sul mondo).

    A.M.: Viaggiare e scrivere. È il modo migliore per essere ispirati?

    Ugo Colla: James Joyce ci insegna quanto (e per quante pagine!) si può viaggiare restando nella stessa città, la Dublino che Leopold Bloom/Ulysses percorre in ogni angolo più significativo nello spazio di una giornata e diventa un universo. Viaggiare, conoscere altre realtà e quindi conoscere una propria personale evoluzione, è sicuramente uno dei modi più efficaci per essere ispirati, non necessariamente il migliore.

    A.M.: Cosa pensi dell’uso delle figure retoriche in poesia?

    Ugo Colla: Confesso, non le ricordo più tanto bene e tendo a dimenticarmele, ogni tanto chiedo a mia figlia. Il suo diploma di maturità classica è datato 2008, il mio 1972. Ci giro intorno, a volte, chiamandole ora similitudini, ora accostamenti, ogni tanto oso parlare di metafore ed allegorie ma non sono quasi mai sicuro di come si classifichino le cose che io stesso ho scritto. In ogni caso, al di là dell’esigenza di base di una forma dignitosa e fluida e di un lavoro di attenta elaborazione stilistica del prodotto poetico, io credo molto nella spontaneità della poesia e nella possibilità di raccontare il reale attraverso la poesia (gli americani insegnano) senza che il verso debba per forza spingersi sempre a raffigurare l’irreale per alludere al reale.

    A.M.: Hai qualche consiglio per gli esordienti?

    Ugo Colla: Direi all’esordiente ciò che raccomanda quello straordinario professore interpretato dal grande Sean Connery nel film “Scoprendo Forrester”: prima buttare giù sulla carta tutto quello che viene in mente, senza fermarsi, poi rivedere, limare, affinare, essere esigenti, cercare il suono migliore, la migliore scorrevolezza dei versi, quella che in definitiva è la vera bellezza della poesia. E soprattutto comunicare attraverso la poesia, non tenerla timidamente nel cassetto, ciò che è scritto solo per se stessi va sprecato. Una volta, con i soli mezzi cartacei, era molto più difficile divulgare gli scritti ed avere dei lettori. Oggi sappiamo bene che col web ed in particolare con i social network culturali le possibilità di arrivare in ogni parte del mondo sono illimitate.

    A.M.: Qual è l’utilità del booktrailer?

    Ugo Colla: Il videolibro fa parte di ciò che ho detto prima, della possibilità di facilitare la conoscenza e la lettura di qualsiasi testo grazie alla tecnologia. Mi concedo, da lettore quasi vicino ai 60 anni, qualche rimpianto per il dolce rumore ed il buon odore delle pagine che girano, quando si leggono le classiche due paginette prima di dormire. Ma l’antico ed il moderno possono ovviamente convivere, non devono certamente essere ritenuti antitetici ed incompatibili.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Ugo Colla: Mi ci trovo come a casa e meglio che a casa propria dove si sta? Merito soprattutto di due perfette padrone di casa come Maria Cristina Del Torchio e Silvia Denti.

    A.M.: Novità per i restanti mesi del 2011?

    Ugo Colla: Da un libro all’altro ho fatto passare 20 anni, non dico che ne farò passare altri 20 ma sicuramente la restante parte del 2011 sarà ancora dedicata a curare la diffusione di “Memorie del Cuore”. Intanto la semina per il futuro può continuare tranquillamente.

    Recensione de “Memorie del cuore”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/09/06/memorie-del-cuore-di-ugo-colla-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • I sensitivi: caratteristiche e studi

    Dopo aver affrontato temi specifici inerenti ad alcune forme di magia e ad alcune pratiche magiche, come quelle afferenti l’esoterismo o i legamenti d’amore, oggi parliamo dei sensitivi e delle modalità con le quali i loro poteri si manifestano.

    Ancora oggi il termine sensitività viene utilizzato per indicare l’insieme di quelle facoltà che consentono ad un individuo di produrre fenomeni di percezione extrasensoriale e di psicocinesi in senso ampio. Gli spiritisti sostengono che questi fenomeni dipendano dal manifestarsi di spiriti tramite persona viva e parlano quindi di medianità, visto che il soggetto si presenta solo come un soggetto attraverso il quale si manifesta una personalità a lui estranea. Tuttavia la sensitività si può manifestare anche nello stato di veglia che può essere il tranche, il sonno naturale o lo stato di ipnosi, sebbene si ignorino ancora i meccanismi di questi processi.

    Tramite lo studio psicologico e fisico dei sensitivi si è cercato per lungo tempo di capire le caratteristiche della sensitività, credendo addirittura, verso l’inizio del secolo scorso, di poter classificare i sensitivi in tipologie. Nel tempo però queste classificazioni si sono dimostrate inefficaci, visto che alcune delle variabili utilizzate, come il sesso, l’età o l’intelligenza si sono mostrate inefficaci. Tuttavia alcune osservazioni condotte hanno dimostrato che può sussistere una certa ereditarietà di queste facoltà le quali, allo stesso tempo, possono svilupparsi anche attraverso l’esercizio, come avvenuto ad esempio nel caso di Pascal Fortuny.

    Ogni sensitivo sembra possedere una sua specializzazione, visto che difficilmente un sensitivo copre tutta la gamma della paranormalità; esistono così sensitivi psichici o parapsichici e sensitivi a effetti fisici o parafisici.

    Per quanto concerne la sensitività anche questa può avere modalità di espressione diverse. Una delle classificazioni effettuate divide i sensitivi in:

    · Soggetti intuitivi

    · Soggetti allucinati

    · Soggetti a sogni non realistici

    · Soggetti a sogni realistici

  • L’ora d’aria

    Gaia 360°

    presenta

    L’ora d’aria”

    l’ossigeno della settimana

    Inaugurazione

    Domenica 18 Settembre 2011

    c/o Sanvittore, viale Papiniano 16, Milano

    Gli affascinanti contrasti cromatici del Sanvittore, eclettico loungebar dal mood internazionale, si preparano ad accogliere il pubblico domenicale per regalare una pausa dalla frenetica vita milanese.

    Un momento per rigenerarsi dopo le notti piccole del weekend, oppure per stimolare i neuroni addormentati da un sabato di relax, in attesa del tremendo Lunedì: l’appuntamento perfetto per distendere i nervi e prepararsi per la settimana alle porte.

    Non un normale happy hour, ma una vera e propria oasi nella metropoli, ricca di ottima musica, selezionata dai Dj dell’associazione, e degli intrattenimenti più vari, da performance teatrali e artistiche a reading letterari e molto altro.

    Questo è lo spirito del nuovo aperitivo settimanale di Gaia360°, permeato del consueto stile informale, alternativo e conviviale dell’associazione, ma con un’energia sempre nuova e rinnovata.

    L’appuntamento è ogni domenica, in via Papiniano 16, dalle 18.30 alle 23.00, per un cocktail fresco e colorato a 7€ o una birra gelida a 5€ in ottima compagnia, circondati da un’atmosfera elettrizzante, dove sembra che tutto sia possibile.

    E considerato che le preoccupazioni del moderno vivere sono fin troppe, l’entrata è gratuita, ovviamente.

    Gaia360°: serate, apertivi, concerti e manifestazioni culturali ormai un punto di riferimento costante per un vasto pubblico internazionale gay-friendly, grazie al successo conseguito presso alcuni dei più noti locali milanesi, italiani e francesi, come il Sottomarino Giallo, il Tunnel, il Gasoline e il Supergrass, i Magazzini Generali, il Rocket, il Codice a Barre e la Soufflerie du Moulin Rouge. Gli eventi dell’associazione comprendono anche iniziative a supporto di cause specifiche, quali la lotta contro l’Aids o l’omofobia, il Gay Pride, il Condom Day.

    http://facebook.com/gaia360

    Sanvittore

    Viale Papiniano, 16, Milano

    02/43319682

    www.sanvittoremilano.it

    Ufficio Stampa

    Rosaspinto

    www.rosaspinto.it

    e-mail: [email protected]

    tel. 333.8864490

  • VALERIO TEDESCHI L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA MATERIA a cura di MARISA VESCOVO

    VALERIO TEDESCHI

    L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA MATERIA

    CLAUDIO BOTTELLO CONTEMPORARY

    Torino

    Dal 23 settembre al 27 ottobre 2011

    A cura di Marisa Vescovo

    Testo critici di Marisa Vescovo e Leonida Kovac

    “L’insostenibile leggerezza della materia” è il titolo della personale dello scultore Valerio Tedeschi che inaugura da Claudio Bottello Contemporary venerdì 23 Settembre fino al 27 ottobre 2011. Il titolo è un esplicito richiamo a “L’irresistibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, ma anche un rimando alle più belle definizioni di “leggerezza” che sono presenti nell’opera di Italo Calvino: “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio” in cui lo scrittore esprime un messaggio fortissimo di libertà umana, un messaggio non privo di ribellione contro il peso di una costrizione che non è mai solo estetica, ma è sempre anche sociale. La “leggerezza” è il fil rouge tra il lavoro di Tedeschi, la leggerezza di Calvino, come sinonimo di libertà e quella di Kundera per cui “Il peso del vivere sta in ogni forma di costrizione: la fitta rete di costrizioni pubbliche e private che finisce per avvolgere ogni esistenza con nodi sempre più stretti.” Il lavoro di Tedeschi però non si ferma soltanto al paradosso più evidente, cioè quello tra il peso del marmo (il materiale che lui lavora) e l’effetto leggerezza che trapela da ogni sua opera, ma propende a far scaturire nuovi ed ulteriori paradossi. “L’autore si pone nei confronti del materiale come un demiurgo che proietta il suo mondo interiore, usando le idee come modello e la materia come strumento, dando così vita ad un nuovo ordine”, come sottolinea la curatrice Marisa Vescovo. Il marmo che Tedeschi utilizza è bianco e il bianco indica l’assenza di colore, il suo grado zero e quindi i fantasmi, le apparizioni, la morte, l’inquietudine a cui Tedeschi accosta materiali effimeri come cotone, filo chirurgico da sutura, resine, piume, paraffina, caucciù, vetri, oggetti di cristallo come bicchieri, tazze e barattoli, palline da ping- pong, mettendo ricerca sui concetti di materiale/ immateriale, sull’idea di leggerezza, sull’erotismo della superficie in mutazione. Non a caso, una delle opere più affascinanti e presenti in mostra è “Things that happen, 2010”, che consiste in un parallelepipedo il cui angolo si alza verso l’alto a cercare l’idea del volo sorretto “insostenibilmente” da una piuma — un’idea che ci riporta ad un mondo come costituito d’atomi senza peso che aleggiano nello spazio.

    Un altro tema e un altro paradosso contenuto nel lavoro di Tedeschi è il concetto di “pelle” e infatti, come osserva ancora la Vescovo: “Guardando con attenzione tutte le opere di questo scultore non possiamo non constatare che in fondo tutto il lavoro di Tedeschi è legato al concetto di “pelle”: è un lungo racconto su questo organo, nello stesso tempo permeabile e impermeabile, superficiale e profondo, veritiero e ingannatore, generatore e dispensatore di virus e di malattie”. Ed infine il concetto di “oggetti” e di “cose” sono gli altri due elementi che appartengono alla poetica dell’autore, in particolare in opere quali: “Things that happen”, 2009 (con pallina da pin -pong ), oppure “Clienti”, 2009 (paraffina, vetro, alluminio), in cui l’artista cerca di dare una risposta al desiderio di offrire alle cose una responsabilità culturale, creando con esse un rapporto sensuale piuttosto che razionale, corporeo piuttosto che spirituale, emotivo piuttosto che logico.

    Valerio Tedeschi è nato nel 1958 a Verbania, risiede e lavora a Mergozzo sul Lago Maggiore. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Novara, si trasferisce nel 1979 a Londra, dove approfondisce diversi aspetti della sua personalità creativa, svolgendo attività di musicista di area jazz. Vive dal 1982 al 1988 in Sicilia, a Palermo e Siracusa, dove collabora tra l’altro alla rivista “ Tema Celeste” di Demetrio Paparoni. Dal 1988 frequenta i laboratori di scultura di Carrara, svolta decisiva nelle sue determinazioni poetiche. Da allora a oggi ha partecipato a numerose mostre e iniziative, è presente in collezioni private e museali, e realizzato diverse opere pubbliche sia in Italia che all’estero. www.valeriotedecschi.com

    Inaugurazione: venerdì 23 settembre 2011, ore 18

    Esposizione: dal 26 settembre al 27 ottobre 2011

    Claudio Bottello Contemporary, via Bogino 17H, Torino, +39 011 7631050

    Orario: lun. – ven. 10,30 – 12,30 / 15,00 – 19,00

    www.claudiobottello.com

    PAOLA VARALLO PRESS AGENCY [email protected] 3470883394

  • FONDAMENTA: Strumenti e Tecniche dello Storytelling

    FONDAMENTA

    II Edizione

    Strumenti e Tecniche dello Storytelling

    Torino, da ottobre 2011 a luglio 2012

    Le iscrizioni sono già aperte e chiudono il 16 settembre!

    Immagina una storia. Immaginala adesso.

    La Scuola Holden, dopo il successo della prima edizione, riapre le porte di Fondamenta: un’esperienza unica in Italia, incentrata sullo Storytelling, alias la narrazione.

    Fondamenta è un percorso che condurrà, da ottobre 2011 a luglio 2012, 30 persone, over 32 (ma l’età non è condizione determinante), a percepire il mondo e la propria professione con occhi nuovi, mediante la guida e il coinvolgimento di un gruppo di professionisti della narrazione, come gli scrittori Alessandro Baricco, Bruno Fornara, Domenico Starnone, Michele Mari e tanti altri.

    Fondamenta è dedicato alle persone che già lavorano, per far loro comprendere che la capacità di raccontar storie è una componente essenziale e di grande efficacia nella professione.

    Le imprese stesse sono luoghi d’ideazione di grandi storie corali o personali e lo Storytelling permette di leggere tra le righe della comunicazione d’impresa.

    A chi è rivolto

    Fondamenta è pensato per gli over 32, ma in realtà è aperto a tutti, o meglio, è consigliato a coloro che possiedono un background di studi e professionale consolidato; il percorso didattico e i laboratori seguiranno un iter di alta formazione.

    La struttura

    Da Ottobre 2011 a Luglio 2012: 10 week end scanditi principalmente da “Racconto & Romanzo” e “Narrazione Cinematografica”. Ogni modulo sarà costituito da 15 ore di lezione.

    Il week end introduttivo (7, 8, 9 ottobre) inaugura venerdì 7 ottobre con un aperitivo d’autore e una lezione della scrittrice scozzese Ali Smith. A seguire, sabato 8, Bruno Fornara, Domenico Starnone e Alessandro Baricco in Storytelling: Lezioni fondanti. E poi, uno dopo l’altro, TV con Michele Abatantuono, WEB con Luca Morena, Narrare l’impresa con Alessandra Cosso, Reportage Narrativo con Antonio Pascale, Pitch, ovvero come vendere la propria idea, con Stefano Tealdi e molti altri.


    A giugno sarà la volta del Workshop con l’autore, durante il quale 5 “Maestri”: Fabio Geda, Michele Mari, Emiliano Poddi, Antonio Scurati e Hamid Ziarati si confronteranno direttamente con i partecipanti, tra lezioni teoriche e interventi pratici sui testi da loro prodotti.

    Fondamenta si conclude con un intenso weekend in cui i partecipanti potranno condividere un’esperienza insolita da cui attingere spunti per nuove storie.

    Guarda il video dell’edizione 2010/11 di Fondamenta

    http://fondamenta.scuolaholden.it/video/scoprendo-fondamenta

    Fondamenta, scoprilo qui: http://www.scuolaholden.it/Fondamenta.htm

    Alla Holden insegniamo a narrare. Siamo convinti che un romanziere, uno sceneggiatore cinematografico, un giornalista o un ideatore di videogiochi vengano tutti dalla stessa terra: la terra della narrazione. Alessandro Baricco, Preside della Scuola Holden

    INFORMAZIONI PRATICHE

    Le iscrizioni sono aperte e chiudono il 16 settembre 2011.

    Per iscriversi: spedire a [email protected] oppure all’indirizzo Scuola Holden, Corso Dante 118, 10126 Torino

    il modulo di iscrizione scaricabile online

    un curriculum vitae

    una lettera motivazionale (max 1800 battute, spazi inclusi).

    Per ulteriori informazioni [email protected] – tel. 011 6632812 – www.scuolaholden.it

    BORSE DI STUDIO

    La Scuola Holden mette a disposizione 3 borse di studio:

    1° borsa: 2.000 Euro per una mamma tra i 32 e i 40 anni;

    2° borsa: 2.000 Euro per un cittadino straniero/a residente in Italia

    3° borsa: 1.000 Euro per il/la candidato/a che risiede più lontano da Torino

    UFFICIO STAMPA

    Paola Varallo

    tel. 3470883394

    email: [email protected], [email protected]

  • Home Festival Irpinia d’Oriente 2011: L’arte è di scena a casa tua

    Home Festival Irpinia d’Oriente 2011

    L’arte è di scena a casa tua

    L’Home Festival* è un evento culturale e popolare a cura della Scuola Holden e di 5 Comuni dell’alta Irpinia: Bisaccia (come capofila), Aquilonia, Monteverde, Morra De Sanctis e Rocca San Felice che accoglieranno spettacoli di musica, teatro, danza e letteratura, realizzati da giovani e artisti del territorio, in location low cost: spazi piccoli, ma significativi per il territorio irpino.

    Home Festival prenderà vita nelle case della gente, sui terrazzi, nei giardini privati, in chiesette sconsacrate che diventeranno palcoscenici d’eccezione, per accogliere pubblico ed artisti, nel week end dal 1° al 2 ottobre, in una 2 giorni non stop attraverso i 5 comuni coinvolti.

    Home Festival è diretto da un comitato artistico composto da Franco Arminio, Linda Di Pietro e Canio Loguercio che ha seguito e supportato i giovani artisti coinvolti durante tutto il percorso creativo delle loro opere. Gli artisti, veri protagonisti dell’evento, sono i giovani di talento del territorio scelti tramite la partecipazione ad un bando di concorso per individuare le idee progettuali migliori. Home festival è un progetto realizzato nell’ambito di Giovani Energie in Comune, promosso dal Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani.

    I giovani coinvolti sono:

    Ramona Barbieri, Gaetano Battista, Giuseppe Ivan Candela, Luigi Capone, Angelo Castucci, Filomena D’Andrea, Antonio Frascione e Federico Preziosi (I vincitori hanno anche avuto la possibilità di partecipare a 3 giorni di formazione sul management che si è tenuta a Bisaccia dall’1 al 3 Luglio 2011 a cura di Lucio Argano).

    “Il progetto è una vetrina sul territorio che si fa spazio per maturare giovani talenti e offre ai ragazzi la possibilità di esprimersi creativamente, di mettersi in gioco, di confrontarsi con il pubblico ed anche con i professionisti del settore. Mette in atto un processo creativo,che permette loro di sviluppare le loro idee, per una crescita individuale e collettiva”.

    Questo nuovo format culturale parte da alcuni elementi tradizionali, punti chiave del territorio irpino: letteratura, natura e tradizione orale, che sono riproposti attraverso lo sguardo e le capacità creative dei giovani. L’altra condizione imprescindibile è che i progetti culturali proposti siano tutti esportabili e a basso costo. E inoltre, all’interno di Home Festival non mancherà l’escursione enogastronomica del territorio, con percorsi realizzati ad hoc e percorsi alla scoperta delle meraviglie dell’Irpinia.

    Ufficio Stampa Home Festival: Paola Varallo, [email protected],[email protected] 3470883394

  • Edizioni XII: il 23 settembre pubblica La mezzanotte del secolo



    In data 23 settembre Edizioni XII, con l’arrivo dell’equinozio di autunno, pubblica La mezzanotte del secolo: la nuova e attesissima raccolta di racconti horror di Samuel Marolla, pubblicata dalla casa editrice lecchese dopo il successo di Malarazza (Mondadori 2009), e illustrata anche stavolta dagli artisti di Diramazioni.

    Nuove storie del terrore, ambientate in una Milano dal fascino moderno, corrotto, eppure antico; racconti neri, a volte malinconici, ricchi di dolore e di ricordi. Racconti ricchissimi di mostri, di creature piccole ed eccessivamente conscie, di entità gelide e virali, di individui provvisti di un numero di denti sbagliato, eccessivo, e molto altro ancora.

    Milano è una città antica, più dell’impero romano e dei celti che l’hanno fondata, ma è anche moderna, multietnica. Possono giungervi da lontano storie calde come un pugno di sabbia, possono farvi ritorno individui costretti a guantarsi le mani – con il cuoio, in punta di dita, spinto da unghie nere e affilate. Uomini armati di oscuri desideri, e di pistole. Nella Milano odierna, metallica e luminosa, possono risvegliarsi creature sopite da secoli nei loro nidi di tenebra al neon. Riapriranno gli occhi e si solleveranno, su piedi, su zampe o su ali, allo scoccare della Mezzanotte del Secolo.

    Samuel Marolla è nato e vive a Milano. Diplomato in sceneggiatura presso la Scuola del Fumetto di Milano, si occupa di narrativa di genere e di fumetto avventuroso. Collabora dal 2007 con le Edizioni XII, ed è presente con propri racconti ne L’Altalena (2008), Archetipi (2009), e Carnevale (2010). Nel 2009 ha pubblicato con Mondadori la raccolta personale di racconti horror Malarazza. In ambito fumettistico, invece, è sceneggiatore per la Sergio Bonelli Editore.

    Per maggiori dettagli si veda la notizia ufficiale sul sito di Edizioni XII.