Categoria: Arte e Cultura

  • Intervista di Alessia Mocci a Donata Porcu ed al suo Dell’amore resta solo l’amore, Rupe Mutevole Edizioni

    Basta non pensare./ Non pensare a quell’ultimo sguardo,/ al suo sorriso, alle sue parole./ Non pensare al suo viso/ riflesso ogni giorno nel cielo,/ in ogni istante di luce./ Basta non guardare./ Non guardare quella strada deserta/ che attende un passo, un viso, una voce./ Non guardare la tua solitudine/ che rende buia la terra/ sotto i tuoi piedi leggeri./ E lasciare che ancora una volta/ tramonti il sole/ sul tuo capo stanco.” – “Dimenticare”

    Dell’amore resta solo l’amore”, edito nel febbraio del 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine” curata da Silvia Denti, è la prima raccolta poetica di Donata Porcu. Una raccolta poetica che si muove sul piano dei sentimenti, delle emozioni capaci ed austere nella loro esplicitazione. Immagini visibili con la lettura dei versi che morbidamente compongono le 35 liriche della silloge.

    Donata Porcu è stata disponibile nel rispondere ad alcune domande sul “Dell’amore resta solo l’amore”. Buona lettura!

    A.M.: Quando inizia la tua passione per la poesia?

    Donata Porcu: Sono stata un’accanita lettrice fin da piccina non avendo grandi possibilità, leggevo i pezzi di giornale che avvolgevano il cibo che mia madre acquistava al mercato tentare le rime è stata per me una passione spontanea che è cominciata a nove anni, rime semplici, certo. A tredici anni scrivere è diventata una necessità, l’unica possibilità che io conoscessi per esprimermi davvero scrivere è diventato terapeutico e liberante in alcuni periodi mi sembrava che dallo scrivere dipendesse la mia sopravvivenza.
    Il mio era un poetare cupo, doloroso, pieno di pessimismo e che spaventava i miei;
    solo con gli anni la frequenza dei versi si è diradata e gli spigoli si sono smussati
    ora scrivo molto meno, trascorrono lunghi periodi in cui non scrivo nulla, ma la passione è rimasta.


    A.M.: Hai mai scritto anche in prosa?

    Donata Porcu: Ho cominciato a scrivere in prosa intorno ai tredici anni: brevi riflessioni, racconti ed un romanzo breve. Al momento ho in preparazione un romanzo breve di genere fantasy. Sì, mi attira molto anche la prosa.

    A.M.: Come e perché nasce la tua raccolta “Dell’amore resta solo l’amore”?

    Donata Porcu: Avevo moltissimo materiale, in particolare due raccolte, una delle quali è appunto quella pubblicata. Si trattava di scegliere…
    Ho scelto di esordire con una raccolta monotematica, conoscendo il rischio di parlare d’amore, un argomento spesso dato per scontato.
    Ho scelto di parlare d’amore perché ritengo che al di la dell’aspetto romantico, l’amore sia davvero l’unico motore capace di muovere il mondo; so che dire questo sa parecchio di retorico, ma alla fin fine l’amore è l’unica verità che ci resta.

    A.M.: C’è una poesia della raccolta alla quale sei maggiormente legata?

    Donata Porcu: Ci sono diverse poesie della raccolta alle quali sono particolarmente legata, soprattutto due, ma ti dirò solo di una, ed è la poesia che dà il titolo alla raccolta.
    “Dell’Amore resta solo l’Amore”, in quanto poesia, segna il momento della mia vita in cui ho scoperto che difficilmente ci si può ribellare a se stessi, anzi, quasi mai
    quando senti un sentimento profondo, dunque amore in qualunque suo aspetto, agitarti e tentare di liberartene non ti aiuta…dunque la soluzione è arrendersi all’amore…anche se fa male, anche se scava paurosamente dentro…

    A.M.: Che cos’è per te l’eternità?

    Donata Porcu: L’eternità? esserci, ecco cos’è per me!

    A.M.: Oltre alla letteratura ci sono altre arti alle quali ti interessi?

    Donata Porcu: Mio padre era un pittore, misconosciuto ma molto apprezzato.
    Sono cresciuta in mezzo a pareti decorate di quadri, sognando di viverci dentro.
    Mi piace lavorare con le mani, il decoupage, l’argilla, il gesso. Ho lavorato come animatrice e tutte queste attività un po’ “infantili” hanno fatto parte del mio quotidiano.


    A.M.:
    Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo cd musicale che hai ascoltato?

    Donata Porcu: Negli ultimi due giorni ho letto due libri: uno per ragazzi (Danza sulla mia tomba) ed un trhiller.
    Alterno letture “serie” ad altre di svago, leggo tantissimo, nell’ultima settimana ho letto 5 libri, compresa la rilettura de “Il cavaliere inesistente ” di Calvino.
    Ma, l’ultimo libro che mi ha toccato davvero è stato “Non ti muovere” della Mazzantini…davvero superiore al film.
    Per quanto riguarda la musica non mi tengo al corrente, ho il mio mp3 dove ascolto le canzoni da me scelte ed assemblate.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Donata Porcu: La verità? Soffro il fatto di trovarmi lontana e dunque di non poter godere del supporto e delle occasioni di altri autori.

    A.M.: Hai novità per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

    Donata Porcu: Non per il 2011, il mio libro è uscito a febbraio e forse è troppo presto, ma ho in mente una raccolta di poesie (a dire il vero è già pronta) che avrà come titolo, ancora una volta, il titolo di una poesia contenuta all’interno.
    E poi c’è il romanzo breve fantasy, al quale tengo molto ma che va a rilento!

    Recensione “Dell’amore resta solo l’amore”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/08/23/dell%E2%80%99amore-resta-solo-l%E2%80%99amore-di-donata-porcu-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Premio Nazionale SaturARTE 2011

    La pittrice Katia Scotti, selezionata al Premio Nazionale SaturARTE dal 2009, anche nel 2011 parteciperà alla mostra collettiva che si terrà negli splendidi spazi di Palazzo Stella in concomitanza con la notte bianca genovese. Lo stile della pittrice è da lei definito onirico: dipinge ambienti surreali in cui, sullo sfondo di cieli suggestivi dalle più svariate sfumature e toni, appaiono oggetti, abiti, persone e corde tese verso l’infinito.

  • Premio Internazionale di Poesia Memorial Gennaro Sparagna

    PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA

    MEMORIAL GENNARO SPARAGNA

    6’ EDIZIONE 2011

    Il premio si articola in 4 sezioni

    1-SEZIONE POESIA

    • a tema libero
    • A TEMA “SUD PONTINO”
    • POESIA LATINOAMERICANA (1 copia)

    Si partecipa inviando una terna di poesie inedite.

    2 –SEZIONE POESIA SCUOLE (elementari, medie, superiori)

    • a tema libero
    • A TEMA “SUD PONTINO”
    • POESIA LATINOAMERICANA (1 copia)

    Si partecipa inviando una terna di poesie inedite.

    3-SEZIONE SILLOGE (1 copia)

    • a tema libero
    • A TEMA “SUD PONTINO”
    • POESIA LATINOAMERICANA (1 copia)

    Si partecipa inviando una raccolta di poesie
    (min 10 max 20 poesie)

    4- SEZIONE A : LIBRO EDITO DI POESIA (1 copia+ PDF)
    Si partecipa inviando un volume edito di poesie (può farlo l’autore stesso);
    a questa sezione possono partecipare anche le case editrici inviando direttamente i libri pubblicati .

    Regolamento
    1. Si può partecipare a tutte le sezioni anche con poesie in vernacolo o lingua straniera purché corredate di traduzione.
    2. La tassa di iscrizione, a titolo di rimborso, è di 10,00 (5,00 per le scuole) euro a sezione. Suddetta quota può essere direttamente allegata agli elaborati, o tramite versamento su postepay (numero 4023600449407149 intestata a Sparagna Irene; ove richiesto allegare codice fiscale SPRRNI71D44H501I); a richiesta dati per il bonifico bancario in tal caso allegare fotocopia dell’avvenuto pagamento.
    3. I testi, completi dei dati anagrafici , dell’indirizzo, del recapito telefonico e del curriculum dell’Autore, eventuale e-mail (più copia dell’opera in floppy,cdrom, e mail per facilitare l’inserimento in un file contente tutte le opere e per l’inserimento nell’antologia del premio), dovranno essere inviati entro il 15 ottobre 2011, in 1 copia al segretario del premio: Sparagna Irene – via Stazione snc – 04026 Tremensuoli (LT) recapito telefonico 393-6593511 indirizzo e mail [email protected] indirizzo webwww.memorialsparagna.com

    4. L’inosservanza del punto 3 comporterà l’esclusione dal premio;
    5. È richiesta dichiarazione che l’opera è frutto della propria fantasia creativa
    6. Il giudizio della Giuria è insindacabile;

    7. La premiazione avrà luogo durante cerimonia pubblica, il 10 dicembre 2011, nella Sala Consiliare Del Palazzo Municipale della Città di Minturno , (Lt);

    8. Ai vincitori del premio di poesia andranno 1200,00 (milleduecento) euro, equamente ripartiti, tra le 3 sezioni, il testo della motivazione, pergamena di merito.

    · Ai vincitori del premio poesia/sezione scuola andranno 300,00 (trecento) euro, equamente ripartiti tra i 3 gradi scolastici, il testo della motivazione, pergamena di merito.

    · i secondi e terzi classificati delle 4 sezioni andranno medaglia, attestato e pubblicazione di una poesia su cartolina (100 copie)

    Dal 4’ al 10 classificato per sezione: medaglia e attestato (confermando la presenza).

    · La giuria può anche decidere di non assegnare il primo premio qualora non ritenga meritevole il lavoro.
    · Le opere inviate non verranno restituite e ciascun concorrente ne autorizza la pubblicazione gratuita. Le poesie degli autori saranno pubblicate in un quadro antologico. Durante la manifestazione sarà disponibile il libro che raccoglie le poesie del premio.
    · I vincitori, ai quali sarà tempestivamente comunicata la data di premiazione, dovranno assicurare, con telegramma o con lettera prioritaria, la Loro presenza alla cerimonia conclusiva. L’inosservanza di questa norma comporterà, per i concorrenti, la perdita del diritto alla riscossione dei premi. Per il premio in denaro non è ammessa delega.

    E REALIZZAZIONE ANTOLOGIA LEGATA AL PREMIO CON RACCOLTA DI BENEFICIENZA.

    Gentile autore, gentile autrice, l’Associazione Culturale Gennaro Sparagna (www.memorialsparagna.com) sta realizzando la pubblicazione di un’antologia di poesia, legata alla 6’edizione del Premio Internazionale di Poesia “MEMORIAL GENNARO SPARAGNA” 2011 che conterrà svariati autori anche sconosciuti, che con l’occasione potranno farsi leggere anche da tantissimi altri scrittori. L’intento è quello di raccogliere anche fondi proprio tramite la vendita delle antologie stesse, PARTE DEI RICAVI sul prezzo copertina saranno devolute all’Associazione ONLUS da identificare.

    Inoltrare una terna di poesie, carattere times, formato.doc (allegare oltre al file copia dell’avvenuto pagamento e i dati per poter inoltrare le antologie).

    Il prezzo (15,00 € a copia spese di spedizione incluse) come si può costatare è molto contenuto (circa la metà di quanto viene chiesto per opere analoghe). L’acquisto di opere da parte di ciascun autore è indispensabile per coprire le spese, e per finalizzare lo scopo principale che è quello di sostenere Associazioni che saranno designate di volta in volta.
    La nostra infatti non è una iniziativa speculativa, bensì la concretizzazione dello scopo principale della nostra associazione: offrire la possibilità agli autori di farsi conoscere senza dover sostenere le ingenti spese che vengono spesso richieste da editori e associazioni che operano a scopo di lucro.
    La informiamo inoltre che le opere di tutti coloro che avranno ordinato almeno 10 copie dell’antologia verranno inserite su internet nel sito www.memorialsparagna.com e avranno una pagina personale.
    Poiché i tempi per la stampa dell’antologia sono brevi, La preghiamo di mandarci al più presto la sua adesione, entro e non oltre il 30 ottobre 2011 (allegato e-mail, carattere times, formato .doc).

    Per info 393.6593511
    Email [email protected]

    PAGAMENTO DA FARE SU POSTEPAY 4023600455299000 INTESTATA A IRENE SPARAGNA, OVE RICHIESTO AGGIUNGERE C.F SPRRNI71D44H501I

  • Willy Verginer – In hoc signo

    [italiano]comunicato stampa

    Mostra personale: Willy Verginer
    Titolo: In hoc signo
    A cura di: Luigi Meneghelli
    Catalogo in galleria con testo di: Luigi Meneghelli
    Sede: Galleria Arte Boccanera, Trento
    Inaugurazione: sabato 1 ottobre 2011 ore 18
    Periodo: dal 1 ottobre al 3 dicembre 2011
    Orario: dal martedì al sabato 10.00-13.00 / 16.00-19.00
    Indirizzo: via Milano 128/130 Trento
    Info: +39 0461 984206 +39 340 5747013 www.arteboccanera.com

    Willy Verginer: In hoc signo

    “Otto sculture lignee, lavorate a tutto tondo, a tutto rilievo, che si ergono con le loro masse e i loro volumi, con il peso della loro materia nello spazio in cui sono collocate. Otto forme che in molti casi sembrano concentrate su di sè e sul proprio sistema interno di relazioni formali e di significati, come nella tradizione della grande statuaria antica e moderna. Ma la manualità decisa, anzi la lotta serrata con cui Willy Verginer (Bressanone, 1957) provoca o accarezza il legno non consegue un che di arcaico o di ieratico: egli non fa statue, totem o menhir, ma immagini in azione, in cui affiorano ancora i segni della sgorbia, della pialla, della raspa: “tutti attrezzi dai nomi così duri e corti che chi ha buon occhio li sente ancora lavorare” (G. Bachelard).
    I suoi personaggi, sempre ad altezza naturale, non hanno riconoscibilità, connotazioni, ma vivono in una sorta di dimensione astratta. Eretti senza essere monumentali, sublimi senza essere eroici. Per attirare l’attenzione su di sè, essi non hanno a disposizione che le loro pose: gesti minimi, al limite del banale e dell’insignificante, ma anche gesti che fanno degli sforzi estremi per esprimersi, per comunicare oltre la loro fisicità.
    Essi trasportano la scultura su un altro piano di realtà: sono solidi che come la terra trovano il loro moto, la loro vita nell’atmosfera che gli gira attorno. Tanto che ogni figura è una e molteplice, singola e irradiata oltre i propri limiti, quasi a costituire una sorta di magica installazione. E ad accentuare questo senso di dilatazione, di protensione visiva intervengono anche gli sguardi dei personaggi che scrutano unicamente il vuoto: anzi quella che potrebbe essere una cecità, una visività negata, sviluppa le potenzialità implicite, il racconto che ogni immagine porta in sè. E poi c’è l’azzardo della pittura: anche il colore infatti non blocca la narrazione ma la sovverte, non caratterizza volti, corpi, vestiti, ma zone, aree, quasi a voler suggerire inattese analogie, impreviste simmetrie spaziali. In questa mostra Verginer riduce il proprio prontuario cromatico alla nudità del legno e alla velatura del grigio-viola, cioè al confronto tra la luce e l’ombra, tra l’occultamento e la rivelazione. Solo che le parti si scambiano continuamente di posto: la tenebra fa aggallare la luce e la luce si ammanta di oscurità.
    Quale il confine? Quale il segreto del legno (o meglio della “figura di legno”)? Qual è il vero spazio-tempo di questi corpi illusivi? Quale il loro Segno? (Luigi Meneghelli)

    Con preghiera di pubblicazione

    [english]press

    Solo Exhibition: Willy Verginer
    Title: In hoc signo
    Curated by: Luigi Meneghelli
    Catalogue text in the gallery by: Luigi Meneghelli
    Location: Arte Boccanera Gallery, Trento IT
    Opening: Saturday 1st October 2011 at 6 pm
    From 1st October – 3rd December 2011
    Opening hours: from Tuesday to Saturday, 10 am – 1 pm / 4 pm – 7 pm
    Address: via Milano 128/130 Trento IT
    Info: P 39 0461 984206 M +39 340 5747013 www.arteboccanera.com

    Willy Verginer: In hoc signo

    “Eight wooden sculptures in full relief and worked in the round; they rise up with all their mass and volume, with all the weight of their material in the space they are placed in. Eight forms that in many cases seem concerned only with themselves and their own internal system of formal relationships and meanings, fully in the ancient and modern statuary tradition. But the sharp and embattled handling with which Willy Verginer (Bressanone, 1957) provokes and caresses wood does not result in anything archaic or hieratic: he does not make statues, totems or menhirs but images in action; they clearly show the work of the gouge, the plane, and the rasp: “all tools with short, hard names that, to those with a good eye, still seem to be in action” (G. Bachelard).
    His human-scale persons have no connotations for recognition but live in a kind of abstract dimension. They stand erect without being monumental, they are sublime without being heroic. In order to draw attention to themselves they only have their pose to help them: minimal, almost banal and insignificant, gestures, but gestures that give their utmost to express themselves, to communicate more than their physical presence.
    They bring these sculptures to another level of reality: they are as solid as the earth and find their drive and their life in the atmosphere that surrounds them. So much so that each figure is both one and many, single yet spread beyond its boundaries, almost as though to create a magical installation. And what underlines this sense of dilatation and visual extension are the gazes of these personages which only scrutinize emptiness: what might seem blindness, the denial of vision, in fact develops implicit potentials, the tales that each image bears within itself. And then there is the hazard of paint: yet even the colour does not block the narration but subverts it; it does not characterize faces, bodies, and clothes but zones, areas, almost as though to suggest unexpected analogies, unforeseen spatial symmetries. In this show Verginer reduces his range of colours to the nudity of wood and to grey-violet veiling ; in other words, there is a confrontation between light and shade, hiding and revelation. Only the parts continually exchange places: darkness allows light to float and light cloaks the darkness.
    What is the boundary? What is the secret of wood (or rather, of the “wooden figure”)? What is the real time-space of these elusive bodies? What is their Sign? (Luigi Meneghelli)

    Submitted for publication

  • Memorie del cuore di Ugo Colla, Rupe Mutevole Edizioni

    Andò così./ Nelle gelide sere/ ci piacque il tepore di certi locali/ della vecchia Sestri che nell’arredo,/ nonostante il mare vicino,/ ricordano baite alpine./ Bastavano amabili frasi/ come foschie leggere/ nel buio di vicoli deserti/ e nell’auto sentirsi avvolgere,/ nel volo di mani ansiose/ ritrovare antico calore.// Ma poi venne un tempo migliore/ quando è inutile stare abbracciati,/ si ha voglia di correre, nuotare/ […]” – “Un inverno”

    Quel verso iniziale “Andò così.” che argina le sequenze del tempo in un passato voglioso di essere rimembrato dall’io, in un passato che a passi brevi si addentra nel mondo del ricordo. Una città ligure, Sestri, scissa nella cura alpina dell’arredamento e dal paesaggio visivo prettamente marittimo. Voglie amorose che si rispecchiano nelle stagioni ed un “Ma poi” iniziale della seconda strofa che riprende la conseguenza della successione dei momenti.

    Memorie del cuore”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine” curata da Silvia Denti, è una silloge poetica scritta tra il 1981 ed il 2009 da Ugo Colla(1953, Genova). La raccolta consta di 78 pagine con iniziale prefazione della curatrice della collana ed una quarantina di liriche di diverse estensione e struttura compositiva. Vincitori di numerosi premi poetici, Ugo Colla, non si occupa solo di poesia, infatti sin dagli esordi si è occupato anche di racconti e soggetti cinematografici.

    Liriche che celebrano l’amore per il viaggio e per lo spostamento, il vedere qualcosa di nuovo ed il sentire internamente delle emozioni che non possono spegnersi nell’attimo in cui vengono percepite, l’autore rende immortale tali pensieri tramutandoli in versi cercando di enfatizzare i suoi ricordi con parole che riprendono la sensazione di fresco ma antico nel medesimo momento.

    Lungo, armonioso tragitto/ fra ciottoli e antichi palazzi,/ nell’aria fredda d’un bianco cielo,/ tra i pochi volti che la nebbia/ fa sembrare riemersi dal tempo,/ verso un tempo di campagne e orti/ lentamente conduce i miei passi./ E tu immagini che a primavera/ tornino ancora felici dal tennis/ i ragazzi vestiti di bianco,/ in bicicletta, ancora ignari/ della folle tragedia che spense/ quel breve sogno ebreo di gioventù./ […]” – “Corso Ercole I, a Ferrara”

    Una Ferrara percepita nel 2009 (data indicata dall’autore), la descrizione della visione dell’occhio con la percezione di un passato ancora presente nelle strade della città e nel corso preso in considerazione. Un “tu” che potrebbe esser allegorico o presente, ma è un “tu” che richiama anche il lettore ferrarese all’attenzione dei versi.

    Incerto ma dolce quell’inizio estate del ’71./ Ragazze e ragazzi cantavano “Susan dei/ marinai”,/ scendevano allegri dalle alture/ di una Genova ancora verde, nonostante/ il cemento che insidioso aumentava,/ mentre la gente già cambiava volti e nomi/ nella Marassi ancora un po’ paese.// Inquiete nell’attesa, in fondo alla strada/ le mamme delle giovani parlavano tra loro/ dell’ora tarda e di quella canzone/ non proprio da educande./ […]” – “Il ragazzo con la chitarra”

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Vernissage alla galleria Vista della mostra “Il rumore del colore”

    Sabato 10 settembre 2011 s’inaugura alle ore 19.00 presso la Galleria Vista in via Ostilia 41 a Roma, la mostra collettiva “Il Rumore del Colore” degli artisti: Aurelio Biocchi, Maria Teresa Capelli, Giorgio Carnevali, Tommaso Liuzzi, Marco Pira, Lino Porrari, Reseda Orrù, Marco Sciarpa

    Centro d’Arte Vista

    Presenta

    IL RUMORE DEL COLORE

    Mostra collettiva

    DURATA: dal 10 settembre al 23 settembre 2011

    INAUGURAZIONE: sabato 10 settembre ore 19.00

    ORARI: dal lunedì al venerdì 15.00 – 20.00; sabato 16.00 – 20.00

    LUOGO: Galleria Vista, via Ostilia 41 (Colosseo), Roma

    CURATRICE: Michela Melis

    INFO: [email protected]; www.vistatv.it

    TEL: 0645449657

    “Vista” è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.

    In questo contesto Vista presenta la mostra collettiva “IL RUMORE DEL COLORE” curata da Michela Melis.

    Spesso la parola rumore è associata a qualcosa di negativo, ad una sensazione di fastidio. Perché dunque utilizzare tale termine associato all’arte, e in particolare, al colore?

    Il tema della mostra mi è balenato alla mente guardando le opere di Van Gogh: il colore ha una tale forza che trascende la forma. Ciò che colpisce i sensi dell’osservatore è il colore in tutta la sua forza, la sua energia.

    Con “Rumore del colore” intendevo proprio questo: il senso primordiale, carnale dell’opera si risolve nell’espressività estrema del colore, nell’energia che cattura lo spettatore, invitandolo ad andare oltre la forma e lo spazio, parlandogli direttamente con una comunicazione diretta e concreta.

    Il rumore del colore è come il rumore del mare e del vento: suoni armonici che hanno in sé la potenza cruda della natura.

  • Che cos’è e quando nasce l’astrologia

    Dopo aver parlato di temi importanti connessi al mondo della magia, come i legamenti d’amore o la cartomanzia, oggi affrontiamo un’altra importante materia le cui origini sono altrettanto antiche: l’astrologia. Tra le tante discipline connesse al mondo della magia e dell’esoterismo, l’astrologia è certamente la più antica e diffusa. Le sue origini possono infatti essere rintracciate nella prima metà della dinastia Hammurabi in Babbilonia, ovvero più di 3500 anni fa. Nella sua odierna forma l’astrologia asserisce che la posizione dei pianeti del sistema solare, all’epoca della nascita di un individuo, possano in qualche modo essere correlati alla sua personalità, ai suoi gusti, alle sue inclinazioni e preferenze, potendo in alcuni casi addirittura legarsi ai più importanti avvenimenti che accadranno nel corso della sua vita.

    Bisogna però precisare che non esiste alcun tipo di accordo tra gli astrologi sul modo in cui ciò possa verificarsi, non essendovi nemmeno un parere unanime su quale sia la precisa posizione dei pianeti che possa produrre specifici effetti o avvenimenti.

    Per quanto concerne le sue origini si è accertato che già i Babilonesi, che già possedevano una scienza abbastanza sviluppata in materia di astronomia, utilizzata soprattutto per la compilazione di un calendario necessario per la semina e il raccolto, svilupparono i primi fondamenti dell’astrologia. Fu proprio l’osservazione dei pianeti a dar vita ad una considerevole letteratura relativa ai cosiddetti “presagi planetari”, cosa che, nel 600 a.C., permise ai Babilonesi di inventare i dodici segni dello zodiaco, ovvero segnali nel cielo lungo il percorso del sole, della luna e dei pianeti che corrispondono ai mesi dell’anno. Durante l’età classica dominata dai Greci e poi dai Romani, gli astrologi babilonesi, detti Caldei, si diffusero ma subirono anche l’avversità dei Greci che consideravano la loro scienza assurda. Le cose peggiorarono con l’avvento del Cristianesimo, visto che i cristiani erano ostili alle religioni pagane. Furono le Crociate a riportare l’astrologia in Europa, dove questa disciplina riuscì a coesistere difficilmente con il Cristianesimo. La crescita esponenziale dell’astronomia scientifica andò di pari passo con il declino dell’astrologia che conobbe una nuova fortuna solo dopo la Prima Guerra Mondiale, quando l’astrologo inglese R.H. Naylor inventò la colonna quotidiana di astrologia sui giornali.

  • Resoconto della partecipazione di Rupe Mutevole alla Fiera del Libro di Trino – Intervista a Silvia Denti

    Sono stati 5 giorni intensi di lavoro e di divertimento per lo staff della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni presenti alla “Fiera del Libro di Trino” per la Festa di San Bartolomeo 2011.

    Dal 25 agosto al 30 agosto 2011 la manifestazione “CentoCinquantaLetterario” si è cimentata in un incontro constante con il pubblico curioso che non si aspettava una tale organizzazione. Molti sono stati gli autori di Rupe Mutevole (Marco De Mattia, Wanda Allievi, Anna Corsi, Giuliano Cimino, Ivano Ciminari, Roberto Ioannilli, Alba Saiu, Nicol Lauria, Maurizio Clicech, Carla Zancanaro, Fausto Cerulli e molti altri ancora) presenti per presentare i propri libri, presentare le loro creature al pubblico presente incontrando un target variegato ed interessato.

    Silvia Denti, scrittrice e curatrice della collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è stata una delle protagoniste delle giornate letterarie ed è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sull’esperienza della Fiera del Libro e su qualche novità!

    A.M.: Perché è utile per una casa editrice esser presente ad una Fiera del Libro?

    Silvia Denti: Credo che la visibilità, nell’ambito dell’editoria minore, sia molto importante per gli autori che ruotano attorno ad un sistema tanto indifferente che altrimenti li escluderebbe. Ciò perché devono sempre confrontarsi con i nomi grossi dell’editoria e relativi autori, i quali, potrebbero pure scrivere dei libri fallimentari e sarebbero comunque letti, mentre chi ancora non ha risonanza è costretto a lottare. Fare l’editore significa anche questo: impegnarsi assieme a chi produce scrittura. Non esiste nella nostra concezione l’abbandono dei nostri amanti della penna, anzi, è proprio dopo la stampa dei loro libri che inizia il percorso più importante.

    A.M.: 5 giorni di full immersion: potresti descriverli con 5 aggettivi?

    Silvia Denti: Emozione: il fatto di trovarsi in mezzo a tanta arte a me fa sempre un certo effetto, davvero, e non parlo solo dei libri, cito anche la pittura, la musica, la fotografia, tutte le forme espressive che vengono dall’animo di chi è dotato.

    Amicizia: Il fatto di sentirsi così uniti è come quello dei naufraghi su un’isola, si sopravvive a tutto, anche ai problemi che possono sorgere, in modo del tutto naturale ci si stringe e ci si dà forza, si combatte assieme, come in trincea, è una cosa meravigliosa, soprattutto perché questo tipo di amicizia rimane e resiste.

    Energia: spesso si arriva ad una kermesse del genere provati dai preparativi, come quando si dà un esame, ma poi tutto scompare, si attinge dai colleghi quello che ci manca, sale l’adrenalina, un miracolo al quale ho assistito spesso in varie esperienze.

    Creatività: tale parola viene rafforzata e portata all’ennesima potenza quando ci si confronta con gli altri, è come un dovere assoluto che nasce spontaneo, così si pensa già a cosa fare “dopo”, quel poi che è già pieno di nuove idee, di splendidi progetti.

    Sogno: questo è l’aspetto più strabiliante, credo, per il suo significato. Quando mai i sogni si realizzano? Ecco, qui si ha la sensazione di portarli davvero a compimento, e dai sogni nascono i figli dei sogni, piccoli frammenti che si saldano pian piano, dai quali scaturiscono altri pezzi minuscoli che daranno vita a nuovi sogni, nuove creazioni, ancora il pulsare della vita artistica.

    A.M.: Come si sono sviluppate le giornate a Trino? Ci sono state presentazioni degli scrittori di Rupe Mutevole?

    Silvia Denti: Certo, abbiamo cominciato subito con vari autori che hanno scritto nelle mie collane inerenti alla quiete e alla inquietudine, per dire la verità non sono mai mancate presenze, anzi. È stato meraviglioso stringere la mano a chi è arrivato, anche da lontano, e si è messo in discussione portando la sua esperienza. Mi fa piacere ricordare qualche nome: Marco De Mattia, Wanda Allievi, Anna Corsi, Giuliano Cimino, Ivano Ciminari, Roberto Ioannilli, Alba Saiu, Nicol Lauria, Maurizio Clicech, Carla Zancanaro, Fausto Cerulli e molti altri ancora.



    A.M.: Come ha reagito il pubblico dei lettori?

    Silvia Denti: Diciamo che i lettori ci hanno apprezzato molto e che sono stati stimolati a letture nuove, anche fuori dalla loro portata, esperimentando tematiche nuove, diverse, articolate. È bello vedere la gente che rimane catturata dai titoli, dalle copertine, dal fascino che ogni nostro libro emana.


    A.M.: C’è stato qualche aneddoto curioso che vuoi condividere con noi?

    Silvia Denti: Ma certo. Il grande Fausto Cerulli che scrive di erotismo con la naturalezza di un bambino si è visto un po’ “castigato” dalla interpretazione delle sue liriche lette dalla brava Enrica Magnani Bosio e quindi ha pensato bene poi di mettersi a leggere quelle sue più scabrose, suscitando una vera ovazione. Un personaggio davvero fantastico. Così come molti altri, anche non facenti parte del nostro staff, come il maestro Antonio Ferraris, esperto di pittura ed insegnante, nonché artista a tempo pieno che con le sue battute e massime personali teneva il sorriso costantemente sulla bocca di tutti, una sua frase ricorrente era riferita alla lettura: “I libri sono il pane dell’anima”.


    A.M.: Ma non era presente solo Rupe Mutevole alla Fiera del Libro di Trino. C’è qualcosa o qualcuno che ti ha interessato in modo particolare?

    Silvia Denti: Sì, mi hanno colpito molto le esposizioni di Mirna Rivalta, una brava artista ricercatrice dei dettagli fotografici coi quali ha creato delle vere opere d’arte. Ammirevole veramente.

    A.M.: La prossima presenza di Rupe Mutevole in giro per la Penisola? Puoi anticiparci qualcosa?

    Silvia Denti: Saremo presto a Parma al Caffè Letterario con una nuova presentazione di Vibrus, il romanzo rivelazione dell’anno che ho scritto con altri quattro autori. Ma avremo modo di proseguire anche, in varie località italiane, i seminari di scrittura guidati da Gavino Angius, veterano dell’editing il quale ha inaugurato proprio a Trino, con noi, una formula innovativa per dare aiuto a chi scrive, consigli ed esempi coinvolgenti e mirati, lezioni utilissime che sono state molto apprezzate dai presenti. Le idee sono svariate: reading poetici, serate con abbinamenti tra scrittura e cucina, musica ed altro ancora. Ma anticipare troppo guasterebbe la sorpresa, no?

    Comunicato “Festa del Libro a Trino”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/07/29/rupe-mutevole-edizioni-alla-festa-di-san-bartolomeo-2011-26-agosto-%E2%80%93-4-settembre-trino-vc/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Soqquadro in Fiera d’Arte a Scandiano

    Nei giorni 23, 24 e 25 settembre 2011
    Soqquadro partecipa con tredici dei suoi artisti alla fiera d’arte Arteinfiera di Scandiano (RE).

    Artisti partecipanti:
    FRANCO DALLA POZZA, ENZO FORLETTA, FRANCESCO GRANELLI, ANDREA LUCCHETTA, FABIO MARIGO, ANDREA MERCEDES MELOCCO, RAFFAELE MISCIONE, ROBERTA PEVERELLI, MAURIZIO PICCIRILLO, ANGELA SCAPPATICCI, JESSICA SIEFF, NORBERTO TEDESCO, MAURO ZUCCHI

    DURATA: 23-25 settembre 2011
    INAUGURAZIONE: venerdì 23 settembre ore 15.00
    ORARI: 23 settembre 15.00/19.00 – 24 e 25 settembre 10.00/19.00
    LUOGO: Parco Fiere Scandiano (RE)
    CURATRICE: Marina Zatta
    INFO: 333.7330045
    @mail: [email protected]
    Web: www.soqquadro.eu

    Soqquadro partecipa a questa edizione della fiera d’arte di Scandiano con 4 stand in cui espone tredici dei suoi artisti che rappresentano vari stili artistici, figurativo, informale, astratto, computer art, impressionismo. In tutte e tre le giornate di svolgimento della Fiera, all’ora di apertura, è prevista un’inaugurazione che si effettuerà alla presenza di Autorità Provinciali, Regionali e addetti del settore.

    Franco Dalla Pozza si esprime attraverso forme a spirale solo apparentemente identiche a loro stesse, ma che invece si sviluppano nelle varie e possibili direzioni della mente da cui sono generate e che, in parte, generano. Per costruirle Dalla Pozza ha utilizzato degli strumenti da lui ideati che servono a produrre, sotto guida attenta e controllata del pittore, un’evoluzione “naturale” del cerchio e un suo sviluppo spaziale che ne solidi l’esistenza rendendolo entità possibile.

    Enzo Forletta parla così del suo lavoro: “Dai graffiti preistorici sulla roccia ai graffiti sui muri e sulle saracinesche attraverso impressionismo, divisionismo, surrealismo, cubismo, futurismo, realismo, dalla Gioconda alle Ninfee ai Girasoli, tutto è stato dipinto infinite volte ma la spinta all’espressione continua e ogni pennellata è sempre la prima e ogni colore o impasto è sempre unico, originale mai uguale conta solo l’essenza quando la si riesce a cogliere.”

    Francesco Granelli affronta diversi stili, tutti rivolti alla rappresentazione formale dell’immagine e dell’immaginario, in cui prevalgono i colori caldi del rosso e del giallo disposti con pennellate brevi ma violente; l’incontro fra i colori deve rappresentare l’incrocio tra le diversità e le conoscenze; ogni opera si deve risolvere in brevissimo tempo (action painting) altrimenti perde il contatto con l’estro conduttore perché, come diceva Kris, “l’artista non rappresenta la natura, né la imita, ma la crea di nuovo”

    Andrea Lucchetta, parlando di sé, ci dice: La sofferenza mi ha portato alla pittura psicosomatica. Il mio cammino si rivolge alla persona in tutti i sensi. Ho ripassato quelli che erano i tratti somatici delle persone, i volti, e sono andato nello specifico con i particolari anatomici e, adesso che mi sento pronto, trasferisco le immagini che vedo nel foglio.

    Fabio Marigo ama indagare il macabro, l’occulto, la volgarità e il dolore con la forza della provocazione. Di se stesso dice: Non ho fatto scuole altolocate. Non ho titoli di studio importanti ne’ lauree pluricentenarie. Non conosco personaggi illustri. Non ho esposto in gallerie dai nomi cool. Non vengo pubblicato e non vinco concorsi. Non faccio parte dell’ultra-snob élite degli artisti contemporanei. Non cerco di essere innovativo e originale. Non cerco fama o gloria. Dipingo solo ciò che sento veramente.

    Andrea Mercedes Melocco espone in questa occasione i suoi Totem: assi di legno fortemente incise e destinate all’abbandono riprendono vita. Un minuzioso e lunghissimo lavoro, guidato da uno sguardo che va oltre l’immediatezza, vaga oltre i confini della mente, là dove ogni materia ritrova l’unità originaria rimarginando le ferite aperte. Le vene e le arterie riprendono vita e accolgono segni in metallo che formano pentagrammi simbolici su cui si modulano intense visioni interiori.

    La pittura di Raffaele Miscione trae spunto da molti motivi,trovi a esempio i colori gualciti dei vecchi muri di Napoli, degli intonachi dei vicoli, della lava del Vesuvio, le porosità dei tufi; quella di Miscione è pittura di memoria, materia toccata di una luce che la fa esplodere,ricordi ancestrali e immagini sepolte da cenere. Raffaele Miscione si diploma all’Istituto Statale D’Arte di NAPOLI sotto la guida di: Enrico Cajati Ginevra Rizzuto Elio Waschimps e frequenta in seguito l’Accademia delle Belle Arti di Napoli.

    Roberta Peverelli presenta in questa occasione opere della serie “Abstraction” di cui ci dice: è un viaggio a ritroso nel tempo, antica memoria di terre lontane e antichi mosaici. Le opere traggono ispirazione dai mosaici bizantini, di cui uno degli elementi preminenti fu la lirica della luce, attraverso la quale proiettare immagini fantasiose in una dimensione astratta ed ultrasensibile. Qui lo spazio tende a dilatarsi, e le figure si convertono in immagini immateriali e ricche di colori. La natura resta comunque sempre il fulcro della mia esplorazione.

    L’arte digitale, è l’ultimo sentiero intrapreso da Maurizio Piccirillo. Della sua scelta l’artista ci dice che: “Dopo la musica e la poesia, l’elaborazione di frattali mi ha incuriosito e catturato. Con la geometria frattale il mio scopo è riunire nel mio mondo artistico suono, parole e immagini. Per ora rimango affascinato dall’arte frattale. Questo si può notare dall’utilizzo dello sfondo nero, colore che caratterizza il mio stile e mi consente di rendere vive le immagini rendendo la musicalità, la poesia e la delicatezza.

    Angela Scappaticci presenta opere che orbitano intorno alla monocromia del bianco e ci spiega: “L’idea è sfatare il concetto per cui i quadri debbano essere realizzati con i colori; un quadro può essere costituito anche solo da forme e simbolismi. Il bianco è la risultanza derivante dalla somma dei colori nello spettro elettromagnetico, ed è denso di significati: dalla purezza e spiritualità occidentali al simbolo del lutto di molte religioni orientali. Il bianco è la tavolozza cromatica più completa in cui tutto si può immaginare.

    Jessica Sieff , partendo dalle cose più piccole e semplici, come una goccia d’acqua o un fiore, passando per la complessità del volto umano, fino all’immensità di un paesaggio, ricerca la perfezione e la bellezza del mondo in cui vive. Crea immagini che possano attirare l’osservatore per la loro semplicità, scontata e allo stesso tempo tanto prepotente che non può lasciare impassibile. Per evidenziare questo discorso la Sieff “calca la mano” con forti contrasti cromatici e violenti giochi di luci e ombre.

    Norberto Tedesco predilige il figurativo, con escursioni in altri generi. Per la pittura usa oli, acrilici e gessetti su legno o carta, per la scultura il legno o l’argilla. Lavora da foto che fa ad amici e parenti che usa come modelli, elaborandole anche in computer grafica per la realizzazione di collage – decollage. Ha fondato ed è presidente di una associazione artistica con la quale promuove l’arte nel suo territorio, a Giffoni Valle Piana.

    Mauro Zucchi dice: “Dipingere per me significa uscire da una società dominata dalle logiche meccaniche e tecnologiche. Questa realtà priva di umanità mi spinge a cercare nella pittura Forme espressive, portatrici di contenuto, nelle quali il colore è anima e sostanza. Non parto da correnti contemporanee, ma dall’analisi dei grandi classici otto e novecenteschi, con una nuova e intima consapevolezza semantica e linguistica del paesaggio, dell’oggettistica e dei sentimenti umani che rappresentano il mio “Essere”.

  • PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “UN LIBRO AMICO PER L’INVERNO” 2011-2012 Prima Edizione.

    PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “UN LIBRO AMICO PER L’INVERNO” 2011-2012
    Prima Edizione
    .

    con il Patrocinio di
    Regione Calabria e Provincia di Cosenza

    L’Associazione Culturale GueCi in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Altilia indice la Prima Edizione del Premio Letterario Nazionale “Un libro amico per l’inverno”.
    Il premio nasce non solo per sostenere e promuovere le opere edite dando loro maggiore visibilità , ma anche a far riscoprire il piacere della lettura come arricchimento della mente e dello spirito e come compagna contro la solitudine delle lunghe giornate invernali.

    REGOLAMENTO

    Art. 1 Il Premio Letterario è aperto a tutti; possono partecipare scrittori di tutte le Nazionalità e senza limiti di età.
    Art. 2 Il Premio ha una sola sezione a concorso:

    A) Narrativa in lingua italiana, edita dal gennaio 2004 e mai premiata ai primi tre posti in altri concorsi Nazionali ed Internazionali.
    I lavori devono intendersi come individuali.
    Art. 3 Si partecipa con una sola opera per autore, da inviare in 3 copie con allegata nota con indirizzo, numero telefonico, e-mail, l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e firma dell’autore e titolo dell’opera con cui si partecipa.

    Art. 4 La Partecipazione è gratuita.
    Art. 5 Le opere inviate non verranno restituite ma andranno ad arricchire la Biblioteca Comunale di Altilia

    Una Giuria di Critici composta da scrittori, critici letterari, giornalisti (i nominativi dei componenti saranno resi noti il giorno stesso della cerimonia di premiazione) sceglierà, con giudizio insindacabile e inappellabile, una rosa di 10 opere finaliste.

    Una Giuria di Lettori formata da studenti universitari, docenti e da semplici lettori/trici esaminerà le opere selezionate dalla giuria dei critici ed esprimerà le preferenze con voto segreto.
    La scadenza del Concorso è fissata improrogabilmente per il giorno 18 dicembre 2011 , per l’invio farà fede il timbro postale.
    L’Associazione declina ogni responsabilità per disguidi, smarrimenti, furti, danni di ogni genere che dovessero verificarsi durante l’inoltro delle opere. E’ bene inviare una e-mail per avere conferma di avvenuta recezione alla segreteria del Premio
    Le opere devono essere inviate per posta prioritaria (non si accettano assicurate o raccomandate) al seguente indirizzo:
    Premio Letterario Nazionale “ Un libro amico per l’inverno”
    Associazione Culturale Gueci c/o Cittadino Anna Laura, C/da Macchialonga, 26-87036 Rende (CS)
    La cerimonia avverrà nel mese di marzo presso il Centro Polifunzionale (ex Convento) di Altilia (CS)
    La data sarà tempestivamente comunicata ai vincitori e saranno avvisati tramite e-mail tutti i partecipanti al concorso.
    PREMI
    Al 1° Classificato Targa o Trofeo e 50 segnalibri riportante il titolo del libro e la dicitura:” Opera vincitrice del Premio Letterario Nazionale “ Un Libro amico per l’inverno”
    Al 2° Classificato Pergamena personalizzata e 30 segnalibri riportante titolo del libro e la dicitura:” 2° Classificato al Premio Letterario Nazionale “ Un libro amico per l’inverno”.
    Al 3° Classificato Pergamena personalizzata e 20 segnalibri titolo del libro e la dicitura:
    “ 3° Classificato al Premio Letterario Nazionale “ Un libro amico per l’inverno”.
    Dal 4° al 10° classificato Diploma d’onore e di merito.
    La Giuria potrà assegnare altri riconoscimenti ad opere ritenute di particolare rilievo e interesse.

    A tutte le opere pervenute al concorso anche se non finaliste verrà data visibilità nel giorno della cerimonia di premiazione in un apposito spazio.
    A Tutti i partecipanti presenti alla cerimonia di premiazione verrà rilasciato un attestato di partecipazione personalizzato.
    I premi dei primi tre classificati devono essere ritirati personalmente dagli autori o da un loro delegato tramite delega scritta.
    Solo per gli attestati è previsto l’invio per posta a carico dei destinatari
    La partecipazione al Concorso implica la completa accettazione del relativo regolamento.
    La mancata osservanza di una sola delle clausole del bando comporterà l’automatica esclusione.
    Il contenuto delle opere deve essere moralmente responsabile; senza offendere i valori etici, culturali e religiosi e privo di termini di dubbio gusto, pena immediata eliminazione.
    I risultati del concorso verranno diffusi dagli organi di stampa e pubblicati sul sito: www.gueciass.altervista.org

    Info: [email protected]