Catas, primo in Italia e in Europa per la certificazione del legno-arredo

San Giovanni al Natisone, 17 gen – Il Catas, il primo Istituto in Italia e in Europa per la certificazione del legno arredo nei giorni scorsi ha incontrato l’assessore regionale alle Attività produttive Federica Seganti e l’assessore alle Politiche agricole Claudio Violino. Accolti dal presidente dell’azienda, Roberto Snaidero, dall’ad Angelo Speranza e dal sindaco di San Giovanni al Natisone Franco Costantini, i due assessori hanno visitato i laboratori di collaudo dell’Istituto assieme al consigliere regionale Ugo De Mattia, verificando così di persona l’efficacia di un’attività di controllo nell’ambito del legno-arredo, che tocca anche l’ambito ambientale ed agroalimentare.
“Le imprese dei settori del legno e dell’arredo del Friuli Venezia Giulia sono tecnologicamente avanzate, con prodotti competitivi, in termini di qualità e design, a livello mondiale” ha affermato Federica Seganti, e sottolineando che “il prodotto c’è, gli imprenditori bravi anche, ora si tratta di aggredire il mercato”, l’assessore ha indicato nel Catas “una realtà che attesta la qualità della produzione regionale nel comparto del legno-arredo. Ora però – ha continuato – occorre aiutare questo sistema a migliorare la promocommercializzazione dei suoi manufatti all’estero con l’obiettivo di recuperare così mercati già noti o conquistarne altri, in modo da agganciarsi alla ripresa derivante dall’incremento della domanda estera”.
Un quadro condiviso dal collega Violino, il quale ha esteso il concetto dicendo che con il suo lavoro di certificazione nel legno arredo, l’azienda si propone anche come strumento di innovazione tecnologica, un processo utile in tutti i settori ma ancor di più in un comparto in crisi come quello di Manzano. “Il Catas è oggi uno dei gioielli che abbiamo in questo settore – ha aggiunto Violino – ed assieme alla sua scuola di specializzazione costituisce un unicum che può rappresentare un esempio, un indicatore operativo per il Triangolo della Sedia, un’area che, dopo aver dato da vivere a tanti, è oggi alla ricerca di una nuova mission, una nuova identità industriale”.
All’attività di controllo sui mobili, che tra l’altro il Catas svolge da vent’anni per IKEA e, per quanto riguarda le emissioni di formaldeide e piombo, per la California ed in generale per gli USA, si associa quella nel settore agroalimentare, “dove le prospettive sono buone – ha proseguito Violino – e dove stiamo investendo e cercando di arrivare ad un marchio unico di qualità regionale attraverso il coordinamento di tutti i laboratori coinvolti, dall’Università, all’Ersa, al Catas stesso”.
Con l’obiettivo di razionalizzare i diversi interventi (l’azienda, che ha 42 dipendenti, ha sottoposto a controllo nel 2010 quasi 21 mila campioni, di cui oltre 8 mila nei settori dell’ambiente e dell’agroalimentare) si è deciso di provvedere alla costruzione di un nuovo edificio di quasi 3 mila metri quadrati che ospiterà i laboratori e gli operatori che oggi si trovano a Pradamano (un altro laboratorio ha sede a Lissone in Lombardia, ma il Catas ha contribuito a dar vita ad analoghe esperienze anche in Cile ed in Egitto).
“La crisi si percepisce ma, per quanto ci riguarda, stiamo continuando a crescere – ha detto Roberto Snaidero – anche perchè cresce la richiesta di certificazione nel legno-arredo per una maggior qualità per le esportazioni e per questo sono in costante aumento le aziende italiane ed estere che si rivolgono a noi”.

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