Brusca interruzione per la timida ripresa in atto

Già di principio non si era particolarmente certi della reale esistenza di questo alito di ripresa. Seppur alcuni gruppi edili continuano a considerare come eccessive l’insieme di preoccupazioni espresse non solo dai potenziali investitori ma dall’intero paese, certamente nulla fino ad ora è parso di sufficiente concretezza da smuovere disponibilità finanziarie di chi si trova nelle condizioni di poter investire nel mattone. Già frenati da uno scudo psicologico che induce alla conservazione piuttosto che alla incrementazione della ricchezza, gli italiani che dispongono di sufficiente liquidità per qualche operazione immobiliare, mantengono una glaciale fermezza. Ciò che al momento più spaventa è il cambiamento che pare volersi operare su tutto il settore in argomento che tende a rivelarsi di giorno in giorno sempre maggiormente gradito per l’applicazione di nuove e fantasiose tassazioni. Dando un rapido sguardo alle stime che il Centro Studi Casa Ambiente e Territorio ci ha fornito si desume in modo alquanto esplicito come le compravendite sul territorio italiano raggiungeranno quest’anno le 570/590.000 unità immobiliari, ben distanti quindi dai risultati del 2010 e 2009, rispettivamente 614 e 617.000; tali dati lasciano intendere che la crisi non conoscerà fine per ulteriori 12 o 18 mesi. Per maggiori info: costruzioni sala bolognese

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