Per la pultrusione del vetroresina occorrono gli stampi giusti

Messo a punto intorno agli anni Cinquanta per rispondere alle crescenti esigenze da parte dell’industria di un materiale solido e robusto, il vetroresina accompagna ormai da diversi decenni la nostra storia.

Questo materiale di origine sintetica non è altro che plastica rinforzata con fibre di vetro inserite in una matrice di tessuto o TNT e impregnata di resine termoindurenti, che da liquide si solidificano permettono così il raggiungimento di una forma stabile e definitiva.

Il vetroresina è apprezzato per la sua leggerezza unitamente alla resistenza agli agenti atmosferici, ed oggi viene impiegato per la produzione di oggetti di ogni tipo: dalle vasche da bagno alle fusoliere degli alianti, dalle piscine alle imbarcazioni, ma anche complementi d’arredo e molto altro ancora.

Una particolare lavorazione caratterizza questo materiale: la pultrusione, ovvero un processo che unisce l’azione di spinta (“pull”) all’estrusione. Per descriverlo nei modi più semplici possibili, attraverso l’impiego di stampi caratterizzati da forme e dimensioni variabili, il vetroresina ancora non solidificato viene spinto all’interno di tali profili in modo tale da formare in continuo oggetti di sezione standard.

Questo processo venne messo a punto per la prima volta una sessantina d’anni fa, e con il passare del tempo si è evoluto sino a raggiungere un’efficienza sempre maggiore. A questo proposito si sottolinea l’importanza di utilizzare stampi per la pultrusione del vetroresina di elevata precisione e realizzati con materiali resistenti.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.