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  • La pultrusione della vetroresina, ecco il processo

    Il vetroresina è stato messo a punto a metà del secolo scorso per andare incontro alle esigenze che l’industria aveva manifestato la necessità di disporre di un materiale solido e robusto. Da decenni, quindi, il vetroresina viene impiegato in questo settore: questo materiale ha un’origine sintetica e altro non è che un composto realizzato partendo dalla plastica e inserendo fibre di vetro in una matrice di tessuto o TNT.

    Le resine termoindurenti di cui la matrice è impregnata si solidificano e danno vita a una forma definitiva e stabile, il vetroresina, appunto. Un materiale che viene apprezzato soprattutto per la sua leggerezza e per la grande resistenza agli agenti atmosferici, un materiale che nel corso del tempo si è diffuso tanto da venire impiegato, oggi, per la produzione di oggetti di ogni tipo: tra i tanti ne citiamo solo alcuni come gli alianti, le vasche da bagno, le fusoliere, le imbarcazioni, le piscine, gli oggetti d’arredo.

    Parlando di vetroresina parliamo di pultrusione, il processo che unisce la spinta (da qui il termine inglese pull) all’estrusione. Spiegata in maniera semplice la pultrusione della vetroresina è un processo che avviene impiegando stampi che hanno forme e dimensioni variabili in cui viene inserito il vetroresina non solidificato per realizzare oggetti.

  • Per la pultrusione del vetroresina occorrono gli stampi giusti

    Messo a punto intorno agli anni Cinquanta per rispondere alle crescenti esigenze da parte dell’industria di un materiale solido e robusto, il vetroresina accompagna ormai da diversi decenni la nostra storia.

    Questo materiale di origine sintetica non è altro che plastica rinforzata con fibre di vetro inserite in una matrice di tessuto o TNT e impregnata di resine termoindurenti, che da liquide si solidificano permettono così il raggiungimento di una forma stabile e definitiva.

    Il vetroresina è apprezzato per la sua leggerezza unitamente alla resistenza agli agenti atmosferici, ed oggi viene impiegato per la produzione di oggetti di ogni tipo: dalle vasche da bagno alle fusoliere degli alianti, dalle piscine alle imbarcazioni, ma anche complementi d’arredo e molto altro ancora.

    Una particolare lavorazione caratterizza questo materiale: la pultrusione, ovvero un processo che unisce l’azione di spinta (“pull”) all’estrusione. Per descriverlo nei modi più semplici possibili, attraverso l’impiego di stampi caratterizzati da forme e dimensioni variabili, il vetroresina ancora non solidificato viene spinto all’interno di tali profili in modo tale da formare in continuo oggetti di sezione standard.

    Questo processo venne messo a punto per la prima volta una sessantina d’anni fa, e con il passare del tempo si è evoluto sino a raggiungere un’efficienza sempre maggiore. A questo proposito si sottolinea l’importanza di utilizzare stampi per la pultrusione del vetroresina di elevata precisione e realizzati con materiali resistenti.