Sanità Lazio, Maruccio lancia l’idea di ospedali e 118 informatizzati

L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Occorre anche rafforzare i servizi domiciliari e territoriali alla persona, conferendo un ruolo chiave al medico di famiglia”

Roma – “Torno ad insistere sull’importanza dell’informatizzazione non solo per migliorare l’accesso ai servizi e la condivisione di informazioni, ma anche per risolvere problemi urgenti e vitali come quello legato all’arrivo del 118 e alla gestione delle emergenze sanitarie. Se ci fosse infatti un sistema capace di indicare agli operatori al lavoro sulle ambulanze in quale ospedale andare, sulla base della disponibilità dei posti letto e della capacità di accettazione, si ridurrebbero le attese e gli interventi risulterebbero più mirati e tempestivi. In una parola più razionali”. Così Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, ribadisce il bisogno di porre la tecnologia al servizio dei cittadini, dopo aver più volte espresso il proposito di utilizzare i moderni strumenti (internet, wireless, banda larga, telefonia) in settori chiave come la pubblica amministrazione, le imprese, il welfare, il turismo, la cultura, la sanità.

“Attualmente – chiarisce l’assessore dell’IdV – in caso di emergenza la richiesta di posti liberi viene inoltrata dall’ospedale tramite fax e le risposte a volte hanno tempi troppo lunghi per le emergenze in corso. La mia proposta è dunque quella di completare il sistema di informatizzazione degli ospedali e delle ambulanze già avviato durante la mia permanenza all’assessorato alla Tutela dei Consumatori, in modo tale che le ambulanze non trasporteranno più il malato nell’ospedale più vicino, ma in quello che immediatamente dichiara di avere posti liberi. Perché se è vero che eliminare ogni ingerenza politica nella gestione della salute dei cittadini equivale a qualificare la nostra sanità, e mi riferisco in particolare alla necessità di affidare ruoli dirigenziali soltanto a professionisti di provata esperienza e nominati da una commissione apposita, è altrettanto vero che, accanto al risanamento dei conti e alla buona gestione, serve ripensare in modo nuovo l’approccio alla cura della nostra salute”.

A margine del suo intervento Maruccio riflette anche sulla imprescindibile figura del medico di famiglia, il cui ruolo va riconsiderato in un’ottica di più ampio spessore. “Quello che ho in mente, per dirla con una formula, è ‘l’ospedale che va a casa del cittadino’ – annota il capolista al Consiglio Regionale del Lazio per il partito guidato da Antonio Di Pietro –. Una vera e propria rivoluzione culturale da impostare rafforzando non solo i primi soccorsi, ma anche i servizi domiciliari e territoriali alla persona, conferendo un ruolo chiave al medico di famiglia, da considerare come una vera e propria interfaccia col sistema sanitario regionale, e dando vigore all’infermiere di comunità e agli ambulatori infermieristici”.

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