L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “La prima cosa che farò, se sarò eletto, è concludere la nuova legge sugli appalti pubblici che garantisce massima sicurezza nei cantieri e totale trasparenza nell’affidamento delle gare”
Roma – “Come può un amministratore pubblico dimostrare la sua efficienza in questo clima elettorale esasperato dai tentativi di riammissione ex lege di liste mai presentate o presentate male? Il mio sforzo è quello costruire in questo spazio un dialogo su questioni di merito, quelle insomma che più interessano ai cittadini, perché la credibilità di un percorso politico si fonda sulla concretezza del fare”. A parlare è l’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, esponendo alcuni punti cardine del suo programma elettorale per le elezioni regionali del 28-29 marzo.
“La prima cosa che farò, se sarò eletto, è concludere la nuova legge sugli appalti pubblici della Regione Lazio a cui ho lavorato fino allo scioglimento del Consiglio”, dichiara l’assessore Maruccio che poi precisa: “Si tratta di una legge contro i fenomeni di infiltrazioni mafiose e corruzione legati agli appalti pubblici che attende solo di essere portata in aula e approvata. Me ne sono occupato e voglio riprenderla lì dove l’ho lasciata, per evitare che si allenti la presa su un tema fondamentale come quello del rispetto delle regole in materia di appalti pubblici. Anche Emma Bonino, candidata alla presidenza della Regione, è d’accordo e ha già scandito il suo sì su questo punto. Tale legge, infatti, combatte con forza anche il lavoro nero e gli incidenti sul lavoro, garantisce la massima sicurezza possibile nei cantieri e la totale trasparenza nell’affidamento delle gare. Le politiche della legalità devono quindi tradursi in leggi ad hoc”.
Nelle sue considerazioni, il candidato dell’IdV al Consiglio regionale del Lazio affronta poi un altro tema complesso che merita di essere sanato con soluzioni adeguate: “Mi propongo anche di intervenire nella lotta contro le organizzazioni criminali. In questo campo la Regione si è già mossa bene, stanziando nel bilancio 2009, 7 milioni di euro in 3 anni per il riutilizzo di beni confiscati alla malavita organizzata, che, com’è noto, si trova in difficoltà soprattutto quando le vengono sottratti i beni mobili e immobili utilizzati per finanziarie attività illecite. Da qui la mia nuova proposta di programma: istituire per legge che tutti i beni confiscati alla criminalità siano consegnati allo sviluppo di attività sociali e culturali promosse da associazioni di giovani presenti sul territorio e riconosciute da appositi Albi regionali”.
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