Tag: singolo

  • Esce “Riaccendo la Tv”

    nuovo singolo del cantautore Ascanio

    Piccoli ma significativi passi hanno segnato l’esordio di Andrea Ascanio, in arte Ascanio,  giovanissimo cantautore Indie, il cui dono è quello di saper usare una quantità smisurata di parole, rendendole melodiche con lo scopo di portare il “suo” messaggio al pubblico. Il 14 maggio uscirà il suo singolo “Riaccendo la tv”, nei principali circuiti digitali e in radio.

    Il brano è stato scritto a quattro mani da Ascanio insieme a Rory Di Benedetto e pubblicato per l’etichetta DMB Management. La base musicale dal ritmo pop indie ci porta già in una situazione di buonumore e gioia di vivere, quella leggerezza tipica di un brano allegro ed orecchiabile. Un singolo che ci porta dentro la creatività di Ascanio, in quell’uso fantasioso delle parole legate alla ricerca di un perfezionamento nello stile che tende ad avvicinarsi ad una musicalità alternativa.

    Ascanio nasce nel 2003 in provincia di Lecce e come  tutti i bambini della sua età si appassiona subito al calcio insieme ad un forte istinto per la musica. Ben presto capisce che il calcio non sarà il suo futuro, mentre rivolge tutte le sue energie verso il canto. Dopo pochi mesi di studi riesce a superare le selezioni del programma televisivo di Rai Uno “Ti Lascio una Canzone” condotto da Antonella Clerici. Ascanio esordisce sul palco della nota trasmissione quando ha solo 7 anni, facendo parte di un trio e duettando con vari cantanti. La sua determinazione e bravura lo porta a vincere  il “Premio della Critica” e alla fine del programma viene selezionato per una tournée che lo condurrà in America a cantare su palchi molto importanti nelle città di Chicago, Atlantic City, Connecticut e New York. Un’esperienza forte ed il cui ricordo indelebile porta Ascanio a credere ancora di più nel suo sogno. Tra il 2012 ed il 2013 si esibisce in altri programmi televisivi come “Se stasera sono qui” su LA7 presentato dalla comica siciliana Teresa Mannino, ed in altre emittenti,  e partecipa al “XX Concerto di Natale” al Vaticano.

    Ascanio intanto prosegue gli studi e cresce rapportandosi in maniera più matura verso la musica, l’ascolto ed il suo pensiero artistico che indirizza verso la strada del cantautorato cominciando a scrivere i suoi primi pezzi. Nel 2019 avviene l’incontro con Rory Di Benedetto produttore, manager e editore che vanta  collaborazioni con numerosi artisti (Marco Mengoni, Zero Assoluto, Anna Tatangelo) e che lo guida verso una scrittura molto più contemporanea e “indie”.  Ascanio ha davvero raggiunto la maggiore età non solo anagraficamente, ma anche come artista: adesso nei suoi brani cerca di descrivere storie ed immagini della quotidianità che lo circonda con un linguaggio semplice ma ricco di metafore azzardate e giochi creativi di parole pronte a stupirci durante l’ascolto.

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  • Terza Rima, Lucia e Milano

    Si intitola Lucia e Milano il singolo del duo ligure

    In promozione il singolo del duo.
    Giuseppe Accame è nato a Genova, cresciuto nel Ponente ligure ed attualmente residente a Chiavari.
    E’ un cantautore dal genere melodico, dolce e romantico, malinconico ma deciso, ironico e speranzoso, mai banale nei testi e comunque indipendente nel suo stile. Nel recente passato è risultato spesso richiesto in situazioni private e/o cerimonie dove si rendeva necessario creare un’atmosfera coinvolgente quanto ricercata musicalmente.

    “Sono innamorato della chitarra acustica e della canzone d’autore da sempre”, racconta. “Ho cominciato a scrivere pezzi miei da subito perché suonare le cover non mi dava soddisfazione, non le sentivo mie. In questi anni ho scritto molte canzoni e quando ho deciso che era il momento di farle uscire fuori dal cassetto ho anche capito che non potevo fare tutto da solo”.
    E così quasi per caso ad inizio 2017, su un portale web destinato all’incontro fra artisti, Giuseppe ha conosciuto Marco De Martini in arte dj “Marco Delta”.

    Marco Delta è un dj e produttore originario di Sestri Levante (Genova) attualmente residente a Cogorno, entroterra di Chiavari, il quale dagli inizi carriera tra la fine degli anni 90 ed inizio 2000 ad oggi può vantare varie esibizioni in locali ed eventi della Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia e Toscana, proponendo sia dj set dal sound più commerciale e da classifica che selezioni dai suoni ampiamente più ricercati e settoriali, il tutto con brani editi ed inediti sia propri che di altri artisti.
    “Sono un produttore coinvolto in vari generi musicali partito in carriera da sonorità molto undergound da club, dopodichè con il passare del tempo mi sono aperto anche a contaminazioni musicali di genere dance/pop alternativo giudicando che potessero produrre un filone comunque interessante.

    In ogni caso ritengo che la musica elettronica in generale sia un qualcosa difficilmente restringibile e catalogabile, lo si fa spesso per un discorso di classifiche di vendita ma anche uno stesso brano singolo talvolta è un insieme di suoni, atmosfere e tempi che possono variare continuamente.”
    Dall’incontro artistico fra i due è nato un duo, i “Terza Rima”, che loro stessi definiscono “cantautorale/elettronico”.

    Si è successivamente passati presto dalle parole ai fatti con la pubblicazione a fine 2017 di un primo EP contenente 5 brani inediti dal titolo “Non Sarà Facile”, seguito successivamente dal secondo EP “Fino A Domani” (giugno 2018, sempre 5 brani) e dal terzo EP “Quello Che Conta” (4 brani), del luglio 2019.

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  • Replica, Voglio Andare sulla luna

    in promozione l’interessate singolo del cantautore pisano

    La luna come rifugio per la nostra specie? Plausibile, mentre il nostro mondo scende sempre più verso i piani della follia quale destino sarà riservato al genere umano? E se la fine dell’umanità venisse accompagnata da un catering? E se la nostra dipartita avvenisse proprio fra la terza portata e il dolce, impedendoci di fotografare quell’ ultimo piatto decisivo e lasciandoci in eredità un perenne amaro in bocca? Domande esistenziali alle quali probabilmente non sapremo mai rispondere, forse meglio cosi qualcuno potrebbe dire.
    In questo brano non ci sono risposte, ma come disse un noto commercialista: le domande sono le risposte di cui hai bisogno. L’intenzione dietro la scrittura di pezzi come “Voglio andare sulla luna” è quella di descrivere gli effetti del progresso sulla nostra società, i cosiddetti paradossi della vita moderna, dove a una sempre maggiore apertura verso il cambiamento corrispondono sempre più disuguaglianze sociali e economiche, facendo un pò il verso a tutta la propaganda che circola sui vari media che utilizziamo ogni giorno.

    Nato a Pisa, ha imparato a suonare la chitarra da bambino prendendo qualche lezione, ma in gran parte l’ha imparato da autodidatta.
    L’interesse a scrivere canzoni è nato dagli ascolti di musica di vario tipo ma prevalentemente indie rock, ovvero artisti capaci di creare e pensare in modo indipendente nonostante le pressioni del mercato discografico.
    Ha fatto qualche esperienza suonando a livello amatoriale fra amici e conoscenze varie, per lo più in sala prove.
    Cominciando a registrare le prime demo si è appassionato alla scrittura di brani cercando di trovare uno stile originale, ma comunque influenzato dalla musica ascoltata.
    Ha deciso di usare il nome Replica per i molteplici significati che può assumere, intesa ironicamente come ripetizione o imitazione di qualcosa che nella maggior parte dei casi è già stato fatto o come risposta, reazione ad esempio in una conversazione o in un dibattito.

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  • I Malati Immaginari, Non passa+


    interessante singolo del duo in promozione e su tutte le piattaforme digitali 

    Sezione ritmica ossessiva, pianoforte e synth sono il tappeto volante su cui vola NON PASSA +, singolo d’esordio de I Malati Immaginari. Una storia di ossessione confusa per amore, in cui i protagonisti escono sconfitti e logorati fra incomprensioni e autodistruzione, in cui il tempo stesso si ferma lasciando i due protagonisti in un limbo eterno e senza uscita. NON PASSA + è il perfetto biglietto da visita del duo abruzzese, che in poco più di tre minuti mette in luce il mondo immaginario di Laura e Dario, la luce e la notte. Un mondo fatto di contrasti, generato da un unico spirito incarnato da due opposti, un ragazzo e una ragazza che usano la propria musica come terapia per la propria ipocondria.

    “NON PASSA + è tra le prime canzoni che abbiamo scritto insieme, in sole 24 ore, da una semplice traccia di synth e due accordi”, afferma Dario, voce, tastiera e chitarra dei Malati. “Con questo brano dall’atmosfera glaciale mettiamo in luce tutti i contrasti del nostro universo Immaginario, il giorno e la notte, l’amore e l’odio, la dolcezza e la violenza, il sesso come arma ricatto“, prosegue Dario.
    Il singolo è stato registrato all’Arte dei Rumori Studio di Napoli, prodotto da Silvio Speranza e missato da Giovanni Roma e Silvio Speranza. È l’apripista dell’ep Schiena contro schiena, che vedrà la luce il prossimo autunno.
    Spicca il sound diverso e alieno della batteria, almeno in un contesto pop, seppure dark ed electro. “Ho usato i mallet e il rullante senza cordiera, per ottenere un sound profondo e cupo” – spiega la batterista Laura – “che poi ho sviluppato per l’intero Ep e che di fatto è un po’ il nostro marchio di fabbrica”.

    Il video, dal forte impatto visivo, è stato girato a Roma presso il Wallnut Studio dall’esordiente regista Antonella Violante, già affermata Art Director e fotografa della vita notturna della Capitale. Notevole il lavoro su Costumi e Make Up di Gaia Colonna (Lo Chiamavano Jeeg Robot). Fotografia e Color di Samir Iacovone (spot Fendi e Bulgari).

    In sala le luci sono quasi sempre spente. Lasciamo accesi soltanto i minuscoli led dei pedali. Ci piace vibrare, ascoltare senza guardare. Al buio i sensi funzionano meglio, i suoni sono più limpidi e vivi, il tocco più preciso. Al buio la fantasia lavora senza sosta. E in quei momenti abbiamo un’unica certezza. Che non moriremo mai. Dario e Laura. 

    La Storia . Questa è una storia di amicizia eterna, sincera e silenziosa, non come quelle che raccontano nei film e nelle biografie. È una storia romantica, poco avvincente, senza colpi di scena, tradimenti, disagio o vita difficile. È una storia di profonda umanità e rispetto. È una storia di musica. È la storia di due ragazzi abruzzesi da poco risvegliatisi che hanno trovato la cura per le loro anime impaurite. Una storia positiva, in cui il lieto fine non è stato ancora scritto, ma di certo con un piacevole e dolce inizio. I Malati Immaginari nascono a ottobre 2019 dall’incontro di Dario e Laura. Batteria, percussioni, chitarra acustica e synth danno vita a un sound elettroacustico raffinato ed elegante.

    Dario e Laura. Un’unico spirito incarnato in due corpi, un mostro a due teste dai modi gentili. Un’anima eterna che a questo giro terrestre ha scelto due veicoli biologici per compiere la propria missione. Laura come l’estensione femminile di Dario e viceversa. Un uomo e una donna nati lontani centinaia di km, con una vita confusa e senza senso. Lui immerso in un perenne trasloco tra Napoli, Bologna e Roma, sempre a inseguire i treni degli altri. Lei immobile e ferma in Abruzzo, in attesa del ricongiungimento con il suo alter ego, in attesa di un treno che non passa mai.

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    Biografia Completa

  • “Baila (è un sogno)” feat Zakyz è il nuovo singolo di Andrea Amarù

    “Baila (è un sogno)” feat Zakyz è titolo del nuovo singolo di Andrea Amarù, disponibile da venerdì 7 maggio in tutte le piattaforme digitali pubblicato da GADAI Music.

    Viviamo cambiandoci d’abito in continuazione. Vestiamo indumenti, indossiamo maschere con tale facilità da aver perso il conto dei ruoli che interpretiamo nelle molteplici relazioni quotidiane. Per gli artisti questa dinamica diventa spesso peculiare, al punto che il “personaggio” – l’alter ego artistico – è talmente costruito da essere agli antipodi della persona che si cela dietro il “trucco”. Andrea Amarù è l’eccezione bella, il caso in cui la distanza tra l’uomo e l’artista si annulla a tal punto da rendere quasi superfluo il passaggio in camerino prima di andare in scena.

    Il cantautore torinese di origini siciliane proviene da una lunga gavetta, e tutte le sue esperienze gli hanno permesso di capire come la purezza in musica ripaghi. Maggiore è la spontaneità con cui il cantante si pone al pubblico, più solido sarà il legame che si creerà tra i due estremi del palcoscenico.

    Le difficoltà che Andrea Amarù ha affrontato nel corso degli anni, non solo lo hanno fatto diventare uomo, ma al contempo artista più consapevole dei propri mezzi: l’uomo e l’artista coincidono. E se spesso le asperità del mondo conducono l’artista ad approfondire il lato amaro dell’esistenza, traducendo in musica la necessità di rivalsa, ciò che sorprende nella musica del cantautore è la levità e il gusto per il lato gioioso della vita.

    Il nuovo singolo Baila (è un sogno) realizzato insieme al rapper Zakyz è un inno alla leggerezza, un reggaeton sorprendente in quanto non germoglia dalla consueta strategia a tavolino per riempire le discoteche nel periodo estivo. Partendo dagli ostacoli superati nella realtà e nella carriera, Andrea Amarù lancia un messaggio di speranza e spensieratezza: perché anche i momenti più pesanti, se affrontati a tempo di danza perdono gran parte della loro massa gravitazionale. E ballare diventa sinonimo di sognare.

    Il singolo è accompagnato dal videoclip, dove quello che vediamo è un montaggio alternato tra lo sguardo fisso in camera dei due autori del brano mentre ci raccontano il richiamo inebriante della musica, della sensualità, e dell’estate che si approssima. La scena parallela è pura proiezione del ballo. Lui (Andrea), lei (la donna dei sogni?) ballano in non luoghi: dietro un separé di color rosso passione, in una misteriosa lap dance, in un pruriginoso scenario sadomaso.

     

  • Destino, il nuovo singolo dei CFCREW tra electropop e synthwave

    Destino” è il titolo del nuovo singolo e videoclip dei CFCREW, disponibile in tutte le piattaforme digitali da martedì 27 aprile pubblicato da Luna Records.

    Avvolgenti sonorità electro e un ritmo up sono gli ingredienti fondamentali del nuovo brano realizzato dai triestini CFCREW, che senza mezzi termini rivendicano un richiamo a quell’atmosfera ‘80s ricca di melodie pop e ritornelli catchy. Pacho Haze e Sander Lamanj cristallizzano una selezione di electropop e synthwave, che punta sull’alternanza di una linea melodica dove la strofa rappata si alterna con il ritornello cantato, entrambi in italiano. Synth e tastiere si elevano tra beat quasi disco e arpeggi di chitarra sostenuti da un basso incalzante, combinazione che rende la canzone tutta da cantare e da ballare.

    Il testo racconta delle avventure di un week end, quando esperienze lisergiche e amori maledetti sono i protagonisti di una serata fatta di emozioni. Tra un drink e l’amore di una notte, emerge la riflessione tra la realtà del presente e il sogno a cuore aperto, di un futuro che è ancora tutto da scrivere.

  • E’ “Chiamami per nome” il nuovo singolo di Comite

    Un richiamo alla fragilità dei nostri giorni

    Da più di un anno tutti noi ci stiamo confrontando con sentimenti quali paura, fragilità, incertezza. Un carico di stati d’animo non facili da gestire e sopportare. Ma ci sono artisti che per fortuna ci vengono in aiuto, raccogliendo idealmente in un unico messaggio tutto questo malessere per trasformarlo in un punto di forza. E’ il caso di Comite, giovane artista calabrese, che ha preferito esternare con la sua musica, questa atmosfera dei nostri giorni. Il progetto è “Chiamami per nome”, singolo in uscita sulle principali piattaforme digitali il 23 Aprile.

    Con molta naturalezza Comite mette giù un testo sincero, ponendo l’accento sulle paure che hanno trasformato la nostra quotidianità, quasi in un grido di aiuto: …..“chiamami per nome quando avrai paura, quando la tua vita sta per diventare scura…ora afferra le mie mani che ti porto via con me…” recita il testo.

    Arrangiato e mixato da Salvatore Longobucco e Roberto Cannizzaro presso gli studi di Roka Produzioni, il brano porta la firma dell’artista e di Giorgio Sprovieri, mentre la direzione artistica è stata affidata a Roberto Cannizzaro. Al testo fa da contrasto l’energia musicale del brano, espressa con un sound electro-rock, che rappresenta una nuova “frontiera” da esplorare per l’artista. Prodotto dalla Roka Produzioni e distribuito da Roka Music, il brano è dunque una dedica a chiunque si sente fragile e smarrito in questo particolare periodo storico.

    Comite, nasce in provincia di Cosenza, e come succede in molti casi, la musica entra a far parte della sua vita portando un bagaglio di vitalità, energia e smisurata passione. Essendo un ragazzo con una personalità mite ma allo stesso tempo caparbia e tosta, si accorge ben presto che occorre ben altro per realizzare il suo sogno, e farne un lavoro. Impegno, studio, dedizione, profonda conoscenza di sé e delle proprie emozioni : comincia così a lavorare su questi aspetti del suo “io” e dopo il primo percorso di studi in Calabria si trasferisce a Terni, per perfezionare la sua tecnica vocale e l’approccio alla scrittura dei testi. In quel periodo, durato tre anni, si aggiudica una borsa di studio che gli permette di approfondire le conoscenze del settore presso la nota scuola universitaria CET di Mogol.  Nell’ottobre 2016 esce il suo primo singolo, “Senza di te”, cui seguirà il secondo inedito “Lo grideremo al mondo”, nel luglio 2017, dopo il quale sceglie di dare una svolta al suo percorso artistico. Nella sua Calabria avviene l’incontro con la società Roka Produzioni, che lo prende nel suo portfolio artisti e con la quale, nell’estate 2018, pubblica il brano “Non si può”.

    Nell’agosto dello stesso anno il suo tragitto artistico lo porta alla partecipazione di “Area Sanremo Tour”, dove giunge tra i 70 finalisti nazionali con il brano “Oltre”, esibendosi al Teatro del Casinò di Sanremo. Il brano verrà pubblicato nel febbraio 2020 mentre nell’estate successiva pubblica un altro singolo intitolato “La mia tribù”. “Chiamami per nome” si aggiunge dunque al puzzle che Comete sta creando da artista dove c’è tutto il suo calore ed amore per la musica e le situazioni della vita.

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  • Mirco Salerni, Scivolerai leggera

    in radio e sulle piattaforme digitali il singolo tanto atteso di Mirco Salerni

    È una canzone dalle sonorità pop-rock scritta da Mirco Salerni in collaborazione con Andrea Di Giambattista. Il brano arriva di stomaco dopo una lunga riflessione che ha portato l’artista a cambiamenti drastici nel cammino della sua carriera, aiutato, se così si può dire, dal lungo periodo d’emergenza dovuto alla pandemia Covid 19.

    Ho avuto la mia prima forte sensazione di fragilità interiore, così grande che solo una donna potrebbe capire” dice l’artista. Il brano viene fuori con una potenza rilevante, palesemente dedicata a se stesso se pur al femminile, proprio per coerenza viscerale.

    Questa canzone è nata dalla mia parte femminile” dice ancora Mirco, “sarebbe soffocata con la mia virilità se non avessi avuto l’umiltà e la sensibilità di sentirmi donna”.
    Mirco descrive “Scivolerai leggera ” come una canzone “fragile ma potente, come una donna” e infatti leggendo il testo ci si rende subito conto che al maschile non avrebbe lo stesso effetto. Il brano punta di forza all’orecchio di tutti con melodia e arrangiamento fluidi e radiofonici, nulla di troppo complicato seppur costruito con molta cura.

    Gli strumenti principali sono rigorosamente reali: batteria, basso, chitarre e tastiere sono suonati e ai musicisti è stata data la possibilità di proporre personalizzazioni studiate e perfezionate a tavolino da tutta la produzione. Ne viene fuori un lavoro di grande coordinazione, un testo riflessivo ed un arrangiamento gradevole all’ascolto, ma con una energia da stadio… Pronta, si spera presto, per il ritorno ai live.

    Mirco Salerni, cantante e cantautore, nasce a Pescara nel 1974, inizia la sua carriera professionale a 19 anni. Forte di una timbrica sporca, si è trovato presto ad essere uno dei tribute-man di Vasco più stimato nel territorio nazionale, dal 1997, porta il suo show dedicato a Vasco in giro per l’Italia.
    Con i “Kom da Vasco a noi” compie un vero e proprio miracolo mediatico con un pubblico sempre molto numeroso, spesso da far invidia a nomi più blasonati. Articoli su testate nazionali, collaborazioni di rilievo e uno spettacolo che è un vero e proprio concerto, tanto che la Band viene scelta per presenziare e suonare nel contesto del mega evento del Modena Park  aprendo il concerto spalla al Rimini Beach Arena davanti a 30000 persone.

    Arriva il momento nella carriera di ogni artista dove, ad un certo punto, si ha il desiderio di comunicare qualcosa di proprio e così Mirco inizia a scrivere canzoni a pioggia e a dicembre 2018 esce il primo album “Grazie  Vasco“, contenente sei brani inediti di cui quattro  scritti da lui,  la cover di Vasco “Vivere una favola” con un delizioso tocco di personalizzazione rock di tutta la band e il brano “Grazie Vasco” proposto a lui da Emanuele Cellini  in collaborazione con il “Gallo” Claudio Golinelli. Con questa canzone e con tutto l’album, Mirco è seriamente intenzionato a lasciare la strada vecchia per quella nuova, infatti incontra il grande Vasco, gli consegna il cd e lo ringrazia per gli insegnamenti e le emozioni; il rocker accetta, si guardano negli occhi, si stringono la mano e chiudono così un cerchio lungo 25 anni.

    Nell’Aprile 2020 Mirco scrive “0/0/2020”, il singolo a tema “Covid19”, il brano esce in 2 versioni, versione “lockdown” registrata in home-studio da ogni singolo componente dei Kom, la canzone ha quasi 200.000 streaming su Spotify in due mesi e, quindi, la scelta di regalare ai Fan una versione più professionale che in meno di 3 mesi riceve altri 116.000 streaming e la vittoria della finale multiregionale del “Sanremorock” che porta i “KOM di diritto alla finalissima della kermesse al teatro Ariston.

    Successivamente Mirco scrive un altro singolo “Alla fine” ed è l’ultimo in collaborazione con i Kom; la band infatti viene sciolta dal Leader per via delle problematiche derivanti dal contrasto tra la fama che la band acquisisce negli anni come tributo ed il tentativo di farsi strada proponendo brani inediti..

    Mirco Salerni, con alle spalle più di seimila concerti, diventa solista e scrive “Scivolerai leggera“che racchiude in pochi minuti di ascolto tutto lo stato d’animo che, in questo passaggio, lo ha ricoperto di ricordi, emozioni e sguardi rivolti al futuro.

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  • Ivan Francesco Ballerini, Da mondi lontani

    in promozione il nuovo singolo estratto dall’album Ancora libero
    disponibile sui tradizionali canali fisici e digitali  

    È sotto tutti i punti di vista una canzone d’amore. Nel brano Ivan Francesco Ballerini parla d’amore più da un punto di vista “chimico” che sentimentale. Dunque l’attrazione tra due persone dettata in prima battuta dalla famigerata chimica. Poi sposta la sua attenzione sul cosmo, sulla materia e le sue leggi: “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. La donna amata ha preso forma dalla materia proveniente dalle stelle e nelle stelle tornerà un giorno. C’è qualcosa di infinito in questo concetto, espresso anche dal titolo… “Da mondi lontani”. Anche la morte, come noi la intendiamo, perde il suo significato, mentre l’amore vince sopra ogni cosa.

    Il Video girato da Nedo Baglioni sotto il murales di Nelson Mandela a Firenze… del resto chi meglio di Nelson Mandela, paladino e difensore dei diritti umani, poteva incarnare l’idea di libertà?

    Nedo Baglioni torna a firmare la regia dei video di Ivan Francesco Ballerini, collaborazione iniziata sin dal suo esordio con il disco “Cavallo Pazzo” in cui lo troviamo a firmare la regia per il suggestivo scenario che fa da contorno al singolo “Gufo Grazioso”.

    Il singolo è il nuovo estratto da “Ancora libero” il nuovo disco del cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini disponibile dal 26 Marzo 2021 sui tradizionali canali fisici e digitali.
    Si rinnova la squadra che lo ha affiancato al suo esordio nel 2019 con “Cavallo Pazzo”, lavoro interamente dedicato ai nativi Americani e alle loro gesta. Questa volta la narrazione si sposta nel quotidiano, disamina personale e sociale, tra quel che è il mondo che ci vive attorno, ci misura, ci condiziona e quelle che sono ancora le nostre libertà. L’amore diviene cardine e punto di riferimento per tanta parte dell’ispirazione lirica del disco.
    Numerose le mani e le voci narranti di questo suono pulito e di semplice umiltà, dagli arrangiamenti guidati da Alberto Checcacci alle visioni di Nedo Baglioni che torna anche a firmare la produzione video di questo disco.
    Si riconferma anche la squadra della RadiciMusic Records di Firenze che darà vita anche a diverse preziose release in vinile, edizioni limitate e arricchite anche da inserti a sorpresa che l’artista e la produzione sveleranno strada facendo.

    La canzone d’autore leggera, impegnata di parole quotidiane e al tempo stesso scanzonata di un romantico appeal con cui affrontare la vita quotidiana. Questo suono di grande pop è inevitabilmente figlio di ascolti classici, decisamente in contro tendenza rispetto alle trasgressioni digitali dei tanti scenari indie di oggi.

    https://www.facebook.com/ivanfrancesco.ballerini

    RadiciMusic Records
    http://www.radicimusicrecords.it/

  • Algieri,Come un guerriero

    il cantautore presenta il suo ultimo singolo

    Ci sono guerrieri nascosti, che non urlano ma hanno una forza “silenziosa” ed un carattere che poi si sprigiona nella voglia di riscatto da situazioni difficili. Ed è la storia del nuovo brano di Antonio Algieri, in arte “Algieri”, cantante, musicista, compositore e songwriter di origini calabresi.

    Come un guerriero”, dal 16 Aprile sulle principali piattaforme digitali è un progetto tenuto nel cassetto per tanti anni, un racconto intimo delle difficoltà vissute da un adolescente di periferia in un contesto sociale difficile. Con voce decisa e cristallina allo stesso tempo, in questo brano Antonio ci trascina all’interno di questa storia, che evoca la consapevolezza di uno stato d’animo che non ammette più paure. Fin dagli inizi della sua carriera, circa dieci anni fa,  Antonio è l’artefice delle sue canzoni, che compone e scrive di suo pugno.

    Con crescente impegno raggiunge passo dopo passo i primi traguardi ed entra ben presto a far parte della squadra di artisti di Roka Music, etichetta discografica calabrese indipendente nata dalla Roka Produzioni, noto studio di produzioni musicali, audiovisivi ed eventi nella provincia di Cosenza. A fine luglio 2017 esce il suo primo lavoro discografico dal titolo “Hope!”, un EP composto da 11 brani inediti di matrice rock con testi in italiano e in inglese. L’album riscuote numerosi consensi da parte di pubblico e critica, tanto che Algieri viene premiato a Milano nel mese di Ottobre in occasione del “Premio Donida” dalla Federazione Autori, guadagnando una borsa di studio all’Università CET di Mogol.  Successivamente partecipa a vari concorsi e noti talent show tra i quali Amici, X Factor, The Voice, Musicultura, Arezzo Wave, Area Sanremo. Nell’estate 2018 è l’artista chiamato ad aprire i concerti di artisti nazionali del calibro di  Eugenio Bennato, Matia Bazar, Danilo Sacco dei Nomadi e tanti altri.

    Nel 2020, a tre anni dal suo esordio discografico, decide di virare ed immergersi in una nuova dimensione sonora, sperimentando nuove forme di sound alternativo che si dirigono verso lo stile Urban-Pop. Il primo progetto scaturito da questo nuovo percorso è il singolo “La mia terapia”, pubblicato ad  Aprile 2020, che certifica di fatto questo passaggio. Nello stesso anno, a Settembre, esce un altro brano intitolato “Ricordati di te”, secondo progetto della sua svolta artistica.

    Questo tragitto di sperimentazione giunge fino ad oggi con “Come un guerriero”, un ulteriore step che conferma sia la direzione intrapresa come ricerca di novità sonore, che la crescente maturità autorale, capace di  affrontare argomenti scomodi senza per questo tralasciare la bellezza di un sound innovativo.

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    https://m.facebook.com/rokamusicitaly

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  • Ale Anguissola, il nuovo singolo “In punta di piedi” tra blues, world music e l’amore per Napoli

    disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 16 aprile pubblicato da Italydigitalmusic.

    Può sembrare stonata una dedica intitolata “In Punta di Piedi” se il soggetto è Napoli. Città eclatante dai toni forti, senza mezze misure, il cui vociare dei vicoli e la tempra sanguigna degli abitanti fa pensare tutto meno che a un andamento in punta di piedi. Eppure la scelta del titolo del nuovo singolo di Ale Anguissola – cremonese D.O.C. dall’animo partenopeo – tradisce un rispetto ossequioso e quasi devozionale per questa città. Un omaggio con riverenza sin dal titolo, laddove vivere in punta di piedi è anche una filosofia di vita sinonimo di libertà, leggerezza.

    L’omaggio alla città della musica per eccellenza, frutto anche della collaborazione con lo storico bassista/produttore Gigi De Rienzo – che qui gioca in casa – estende il suo abbraccio ad altri punti di riferimento imprescindibili per Ale Anguissola.

    Non solo, oltre a De Rienzo, molti dei musicisti coinvolti nel brano hanno collaborato con Pino Daniele e le eccellenze della scena musicale partenopea. Parliamo di Agostino Marangolo (batteria); Piero De Asmundis (piano); Franco Giacoia (chitarra elettrica); Jerry Popolo (sax tenore); Gianfranco Campagnoli (flicorno) e Alessandro Tedesco (trombone).

    I due Lucio (Battisti e Dalla), lo stesso Pino Daniele, ma anche Earth Wind & Fire, Stevie Wonder, Jobim, Caetano Veloso e tutto il tropicalismo sono tra i riferimenti fondamentali dell’artista. Del resto se è vero che Napoli è sinonimo di world music, la sensibilità musicale di Anguissola va nella stessa direzione.

    L’atmosfera blues, il sound jazzato che guarda alla fusion Steely Dan, quel mondo affine a Pino Daniele, ma senza lo slang napoletano: ecco i sapori di “In Punta di Piedi”. Una canzone omaggio alla world music e alla buona musica, oltre che una dedica alla magica città partenopea.

    Le parole di Ale Anguissola, versi di riflessione sulla vita sottesa tra ambizioni e sopravvivenza quotidiana, viaggiano in equilibrio su arrangiamenti di fiati d’alta scuola, e sulla sezione ritmica che fu tra l’altro colonna portante di un disco storico come “Nero a Metà” di Pino Daniele (il vero convitato di pietra del brano) grazie alla presenza di Gigi De Rienzo al basso e Agostino Marangolo alla batteria.

    La moderna scuola napoletana che si evolve dall’incontro con il blues di Gigi De Rienzo (Napoli Centrale, Pino Daniele, i fratelli Bennato, Enzo Avitabile, Teresa De Sio), e la naturale vocazione musicale di un cremonese come Ale Anguissola: l’effetto calamita ha fatto il resto.

    Il singolo è accompagnato dal videoclip in animazione grafica per la regia di Alessandro Freschi.

    Il nostro protagonista guida un taxi, e questa è l’immagine di sé stesso che vede riflessa nello specchietto retrovisore da dove guarda anche i tantissimi clienti che si susseguono, diversi ma simili nell’assenza di contatto umano che incarnano. Il nostro è un uomo assonnato che rammenta un personaggio tratto dai fumetti di Andrea Pazienza per il disegno, e il Robert De Niro di Taxi Driver per l’anima persa. Il mezzo di trasporto si muove con il suo color giallo vivo tra le vie grigie della città, come a cercar la rotta in una vita senza più destinazione. E solo nei momenti più lirici del brano il nostro protagonista si stacca dalla realtà fluttuando in un vortice alla Vertigo di Alfred Hitchcock. E poi, sono linee del fumo di sigaretta che si stagliano nel cielo notturno, come le occasioni perse della vita, che aleggiano sulle nostre teste, fatte della ‘stessa sostanza di cui sono fatti i sogni’… mai realizzati.

  • Ade, Anche se

    in promozione il singolo dell’artista. Il coraggio di amare 

    Il brano nasce un sera di Gennaio, musica e testo insieme. È molto facile, al giorno d’oggi, sentire di non avere un posto nel mondo e trovarlo all’improvviso negli occhi di qualcuno, desiderare di abitare tra quelle braccia lontano dai problemi di tutti i giorni.

    L’ambientazione è particolare: il mare. Non servono molte parole, quando si sta bene con qualcuno è sufficiente condividere un telo, una pizza e il silenzio di una notte in spiaggia. La canzone quindi è sia una dichiarazione di amore che una preghiera: “non andare via anche se lo diranno gli altri” sta a significare quanto, di questi tempi, si dia molta più importanza a quello che pensano gli altri piuttosto che a quello che pensiamo noi. Bisogna avere il coraggio di amare, il coraggio di restare, anche se è difficile, anche se abbiamo tutti contro, anche se….

    Biografia Ade 

    Adele Salvucci, in arte Ade, nasce a Celano nel Settembre del 1995 e si avvicina alla musica e al canto all’età di 10 anni. Intraprende lo studio del violino non per sua scelta ma se ne innamora a tal punto da farne una professione. Nel luglio del 2019 si laurea nella triennale di violino al conservatorio statale di musica a Casella di L’Aquila.

    Trova la sua strada nel canto grazie allo studio con Grazia Di Michele, quest’ultima è fondamentale nel suo percorso di crescita artistica: inizia infatti a scrivere suoi pezzi proprio grazie agli stimoli ricevuti da Grazia.
    Tra le molteplici esperienze musicali a cui ha partecipato ricorda l’A.Y.P.O. (Avezzano Young Pop Orchestra) e l’esibizione sul palco del Teatro Ariston di Sanremo in occasione del GEF (Festival mondiale di creatività nella scuola). Come violinista, la partecipazione al concerto per i cinquanta anni di carriera di Vittorio De Scalzi presso il teatro San Carlo di Napoli e il concerto presso l’Auditorium Parco della Musica, con Fabrizio Bosso e letture di Alessandro Preziosi. Nel 2019 ha ideato “I Festival delle Piccole voci” ad Avezzano con la partecipazione straordinaria di Roberto Nobile.

    Contatti social artista: 

    Facebook:
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    https://www.instagram.com/adele_salvucci/

    INCISI RECORDS
    Manuel Guaglianone

  • Sheffer, Pendant

    in promozione e su tutte le piattaforme musicali digitali.

    Pendant era uno dei “Fast Feed Music” di Sheffer (episodi musicali da un minuto, che pubblica regolarmente sul suo profilo Instagram). In origine la canzone, era stata pensata con una batteria molto semplice, tra cassa dritta, hihat in levare e un semplice schiocco di dita; il tutto farcito da coretti improvvisati, che, dopo il ritornello, erano stati campionati diventando un drop.

    Il brano aveva già un fare 80’s, ma con le chitarre, una linea di basso articolata, un tappeto d’organo e un pizzico di Vocoder, io e Gabriel, l’abbiamo reso esplicitamente Funk, poi arricchito con una strofa aggiuntiva e un’improvvisazione centrale, tra un ritornello e l’altro, dove si alterna la mia voce alla sua chitarra. 

    Il testo racconta del post di una mia folle notte focosa con una ragazza, per la quale ho perso la testa o, chissà, magari è stato l’alcool a farmelo credere. Fatto sta che il giorno dopo già facevamo finta di non conoscerci, ma fino ad all’ora “vieni qua, mentre giro un Blunt…” S.

    L’attitudine di Pendant è decisamente sensuale e se l’ascolti non puoi stare fermo!

    Sheffer, alias Daniele, classe ’99, cantautore della provincia di Milano, cresce con un obiettivo ben chiaro in testa: diventare un musicista, anzi, polistrumentista. Inizia a studiare chitarra elettrica all’età di 9 anni per poi passare alla batteria acustica. Collabora a formazioni di band, suonando, ovunque ne avesse spazio e possibilità, fino a giungere alla scelta di intraprendere un percorso da solista. Negli ultimi anni, ha imparato a produrre brani (da autodidatta) per costruire e lavorare al proprio progetto inedito con lo pseudonimo “Sheffer”, come cantante rapper/producer.

    «Collaboro con Gabriel Bagini, ottimo musicista, in particolare chitarrista, ma soprattutto grande amico d’infanzia. Con lui porto a terminare il lavoro, aggiungendo dettagli, arricchendo la produzione elettronica con strumenti acustici e non. 

    Dopo aver avviato il lavoro e trovato a parer nostro la giusta dimensione, entra in gioco Rosa,  la mia manager, che ascolta e valuta tutto, figura che organizza al meglio il mio lavoro, la mia testa e mi sprona a fare sempre di più. In lei ho trovato la mia stessa grinta e voglia di fare. Caso vuole che si chiami proprio ”Rosa”, nonché simbolo portante del progetto: la rosa è un fiore che mi ha sempre affascinato, dal colore alla fattezza e rappresenta in tutto e per tutto il mio dualismo lirico con i suoi petali e le sue spine; un lato romantico e uno pungente».

    Anche questo singolo “Pendant” rispecchia la sua esagerata voglia di sperimentare e spaziare tra generi.

    «Amo il funk anni ’80, il metal ma anche il pop, mi piace rappare e cantare. Quindi, non voglio avere limiti di alcun tipo e voglio sentirmi libero di potermi esprimere come più mi piace.

    MultiLink:
    https://linktr.ee/Shefflower

    Mirò BR Productions
    di Rosa Bulfaro 

  • Pietro Napolano, Relativo

    Riparte da Relativo il nuovo progetto di Pietro Napolano
    (Universal)

    Dopo il successo con i “P-Quadro” e dopo un periodo di riflessione e preparazione, torna da solista Pietro Napolano con un nuovo progetto.
    Tutto è relativo. Tutto.
    A seconda di come si guardano le cose tutto può cambiare.
    Einstein per esempio disse: “Si prenda un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie”. Questo è un esempio perfetto che ci mostra come ogni caso può assumere un significato e un valore diverso a seconda di diversi fattori che lo circondano, o a seconda di come noi lo vogliamo interpretare.

    “Relativo” è un brano di natura Pop, attuale e dalle sonorità moderne.
    Il testo, in cui tutti si possono rispecchiare, si rifà alla relatività della vita e della nostra contemporaneità.
    È un brano che in qualche modo ci invita a guardare al di là delle apparenze e a smettere di cercare in ogni cosa una verità assoluta che non esiste, ma piuttosto a trarre il meglio dal dono più bello che abbiamo ricevuto: la vita.

    Pietro Napolano nasce a Mugnano Di Napoli il 19 Maggio 1984.
    Sin da piccolo ha la passione per la musica e per il canto.
    Divide il suo tempo tra scuola, lezioni di canto, attività parrocchiali e lavori estivi sempre inerenti al campo musicale. Man mano apprende l’uso della chitarra da autodidatta, scoprendo così il mondo della scrittura.
    Nel 2004 entra a far parte della scuola di Amici di Maria De Filippi e vi resta fino alle fasi finali. Per tutto il 2005 fa parte del cast del musical Footloose.
    Nel 2006 fonda con Piero Romitelli il duo Pquadro e vincono il concorso Sanremolab che consente loro di partecipare al
    Festival di Sanremo 2007, nella categoria Giovani, con il brano Malinconiche Sere, classificandosi al terzo posto.
    Nell’estate dello stesso anno vengono scelti dalla Disney, per in- terpretare “Tu Sei La musica In me”, la versione italiana di “You Are The Music In Me”, tratto dal film High School Musical 2.
    Nel 2008,i Pquadro, pubblicano ” A24″ il loro primo album e
    girano per diversi anni tutta l’Italia con il loro tour.
    Nel 2012 però il duo si scioglie spinto da un’esigenza comune di sviluppare un percorso individuale.
    Pietro prova quindi a perseguire il suo obbiettivo di “dialogo” pre- parando i suoi nuovissimi brani, attraverso un viaggio musicale e introspettivo.
    Così produce, e scrive insieme ad altri autori e musicisti, i suoi due primi singoli, da solista, “Martello e Incudine” e “ Chi Sei ? “.
    Nel Marzo 2014 partecipa al programma di Rai 2 THE VOICE OF ITALY entrando a far parte del team di J- Ax.
    Subito dopo la breve esperienza di The Voice of Italy, Pietro, affron- ta un periodo buio dove decide di mettere la musica da parte.
    Dal 2014 al 2019 svolge vari lavori al di fuori del mondo artistico ma sente crescere sempre di più un senso di vuoto che solo la musica avrebbe potuto colmare.
    Per questo motivo nel 2019 decide di rimettersi in gioco dando vita al suo nuovo progetto che parte dal nuovo singolo “Relativo”.

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  • Alessio Giani , L’ Amore vero

    fuori il singolo del cantautore di Tortona 

    “L’amore vero” rappresenta’ una lettera aperta, scritta con il cuore che esalta  l’amore di un padre verso i propri figli.
    I tanti sacrifici che fa per la sua  famiglia soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà perchè  i figli  e la famiglia tutta si aspettano ed hanno bisogno  che sia forte per tutti.

    Alessio Giani nasce a Tortona (AL) il 20/08/1983.
    E’ appassionato di tutta la musica ma ha una predilezione esclusiva per i Nomadi e per Augusto Daolio, che con la sua voce e i testi particolari, lo invogliano  a voler trasformare la musica in una professione.
    Dopo aver studiato durante l’adolescenza chitarra presso la Scuola di Musica “Lorenzo Perosi” di Tortona  a partire dal 1998 fonda una cover band, i Mr White, con cui si esibisce in brani di vario genere.
    Nel 2002 dopo lo scioglimento del gruppo, partecipa ad una gara canora a Tortona con il brano The Sound of Silence
    Gli anni successivi sono di sperimentazione che lo portano, insieme al fratello, a tenere corsi di chitarra aperti a tutti i giovani.
    Nel 2016 scrive la sua prima canzone.
    Nel 2017 partecipa alla 10° edizione del Tour Music Fest.
    Pur senza abbandonare la sua attività di musicista e autore Alessio si guadagna da vivere lavorando.
    Nel 2020, grazie all’interessamento del Produttore David Marchetti, ha il suo primo contratto discografico con la Ghiro Records.

    https://www.facebook.com/gianialessioofficial/

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  • Brandon Dioguardi, A metà

    esce il nuovo singolo del cantautore 

    Il mese di aprile segna un grande ritorno, quello di Brandon Dioguardi , giovane cantautore romano con il suo ultimo lavoro.

    Lo avevamo lasciato con “Vertigini” singolo debutto accompagnato da un video  emozionante sull’Etna. Ora torna sulla scena musicale presentando il suo ultimo lavoro “A metà” in uscita venerdì 2 Aprile. Il suo mood è una ballad melodica, dove il suono lieve del pianoforte fa da contrasto con il finale più aperto e marcato della chitarra elettrica. Il testo del brano e’ molto intimo e personale, una storia dove un po’ tutti ci possiamo rivedere. Brandon racconta le dinamiche di un rapporto d’amore incompleto , lasciato quasi a metà, come le parole pensate e mai dette.

    Qui le sue per noi:

    “Tra dieci anni mi vedo su un palco o in studio a registrare” afferma Brandon. Spero di lavorare sempre con la musica mantenendo i piedi per terra, dando il massimo ogni giorno, senza troppi sogni in testa. Se mi chiedono cosa voglio comunicare rispondo con fermezza che voglio aiutare gli altri a sentirsi più sicuri di sé, a essere forti, a trovare attraverso la musica l’aiuto che ho trovato io. Mi reputo un artista che preferisce “emozionare” più che divertire. Il mio scopo principale è quello di far musica per “far riflettere”.”

    Nato in una famiglia di musicisti e attori, tra cui spiccano nomi noti come la madre Milly D’Abbraccio ,( icona del cinema a luci rosse) e la zia Mariangela D’Abbraccio, famosa attrice italiana.
    Nonostante un carattere timido, fin da piccolo trova nella musica una valvola di scarico e talvolta di salvezza. Crescendo capisce in modo definitivo che vuole fare della musica il fulcro della sua vita.
    Tutto ciò che è melodia diventa una costante, la musica come meta da raggiungere dice,“una ragione in questo questo percorso chiamato Vita”.

    https://www.instagram.com/brandondioguardi/?hl=it

  • “Island Of My Own”, il nuovo singolo dei The Lovepools punta dritto al pop Anni ‘80

    Island Of My Own” è il titolo del nuovo singolo della band californiana The Lovepools pubblicato da SwordMusic con distribuzione Sony Music Italia.

    Il duo di Los Angeles composto da Anthony Shea e Aria Cruz torna a quattro anni dal loro EP “See You In The Funny Papers”, il cui omonimo singolo è stato inserito nella colonna sonora della nona stagione della celebre Serie TV Shameless. Dopo l’ottima accoglienza ricevuta per il singolo “White Lies & Palm Trees” pubblicato lo scorso anno in Italia, “Island Of My Own” conferma ancora una volta il debole dei The Lovepools per la cultura di quattro decenni or sono. L’effetto capsula del tempo è spesso presente nei loro videoclip, in cui gli omaggi alle VHS, i videogiochi a 8 bit sono la regola.

    La mano del producer la conosciamo bene dalle nostre parti. Menzioniamo subito la fattura sonora Made in Italy di Roofio (J-Ax, Fabri Fibra, Dargen D’Amico, Vacca, One Mic, Mondo Marcio e molti altri) che contraddistingue “Island Of My Own”.

    Ritmo dance è la parola d’ordine. Una scelta stilistica definita per il duo rock losangelino dei The Lovepools. BPM calzante, sintetizzatori come colonne portanti, ma chitarre basso e batteria non sono stati riposti in una polverosa cantina californiana. Si sono adeguati al bagno stilistico nel 1980 di “Island Of My Own”: funk pop, dance e una vaga essenza di blue-eyed soul i punti di riferimento.

    I clap che risuonano dall’inizio alla fine sembrano prenderci per mano coinvolgendosi al medesimo gesto: la felicità della musica. Ci sono raggi di sole, sorrisi e spensieratezza in ogni verso della nuova canzone dei The Lovepools, ovvero tutti quegli ingredienti che noi tutti ad ogni latitudine speriamo di riprovare al più presto nella nostra quotidianità. Il viaggio nel tempo negli anni ’80, con tutto il gusto della citazione compiaciuta, è il rebus che si nasconde nei puntini numerati da unire col tratto di penna, la cui immagine finale è il segno di speranza rinchiuso in “Island Of My Own”.

  • Erika Giannusa . Errore Mondiale

    in promozione radiofonica  e sulle piattaforme digitali il singolo della cantautrice 

    “Errore mondiale” (testo e musica di Erika Giannusa, arrangiamento di Erika Giannusa e Simone del Freo) è una canzone d’amore che racconta con disincanto ed ironia una sua esperienza autobiografica: si tratta di una relazione d’amore con una differenza di età, fatta rivivere attraverso le parole ed i ricordi.

    Il testo della canzone nasce di getto, dopo aver sognato la canzone nella sua interezza ,  ed essersi recata immediatamente al pianoforte per scriverla. Questo testo è quasi una metabolizzazione di un suo vissuto, fatta a distanza di molti anni dall’evento.
    Proprio perché  ha un immaginario onirico, questa canzone si evolve come un flusso di coscienza; come un transfert di sensazioni incontrollate che nella musica assumono un ordine.

    Dice Erika: “Non ho cercato di raffinare l’idea di partenza del testo, perché ho trovato che contenesse un insieme  di emozioni diverse e contrastanti che forse a mente lucida non avrei saputo rendere altrettanto bene che come appena sveglia da un sogno: C’è la nostalgia, Il sarcasmo, la consapevolezza, la disillusione, la freschezza di un amore ingenuo ma al tempo stesso passionale, la delusione dopo la fine di un amore”.

    In questo testo ci sono veramente molte delle frasi che si è  sentita pronunciare, ma ci sono anche delle sue supposizioni su come queste stesse frasi che venivano rivolte a lei, potessero essere rivolte ad altre persone e venire “riciclate”, riutilizzate con poca originalità o poche variazioni sul tema .
    Per questo ha cercato di ironizzare, chiamando il Lui della canzone  “Poeta Montale” ma denominandolo al tempo stesso “Errore Mondiale”. Ha scelto Montale come poeta da nominare nella sua canzone, solamente per le alliterazioni e le assonanze che il suo nome aveva con la parola mondiale.
    Naturalmente l’espressione comunemente usata è  “Errore madornale”, ma ha voluto renderla più ridicola modificandola, esasperandola e dandole un carattere di universalità: Il suo modo di ridere di se stessa e degli altri,  a scopo catartico.

    Il Lui della canzone è una personificazione dell’Errore che diventa duplice perché sempre commesso da ambo le parti, quando una relazione d’amore termina.
    Come potrà rilevare qualche appassionato di poesia, questa canzone contiene diverse figure retoriche: ecco perché è stato per Erika naturale pensare di citare il nome di un poeta, ed ecco perché ritene che le canzoni possano essere un’altra forma di poesia, forse quella che oggi è più  apprezzata e conosciuta.

    https://www.facebook.com/Erika-Giannusa-106106794357365/

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  • Anton, La stanza dei sogni

    L’artista presenta il suo singolo. Il coraggio e la voglia di inseguire i sogni.

    La canzone è frutto di una esperienza personale di Anton ma è comunque rivolta a tutti coloro che vogliono realizzare un sogno, che tra impedimenti, frustrazioni ed esclusione sociale non riescono a farlo.
    In questo singolo è racchiuso un messaggio che è quello di rialzarsi nonostante qualcuno  ci disprezza e non crede nelle nostre capacità.
    Abbiamo tutti una stanza dei sogni e la stanza siamo noi, non importa se le persone non credono in ciò che siamo, l’entrare nella stanza dei sogni significa entrare nella propria vita e farne un miracolo, un qualcosa di cui essere  fieri.
    Seguire i sogni non è facile, per realizzarli bisogna avere il coraggio di inseguirli ed accettare le cadute per poi rialzarsi sempre più forti.
    L’obiettivo dobbiamo raggiungerlo credendo nelle nostre possibilità, ed è questo il messaggio del brano.
    Se  tutto è stato fatto per inseguire un sogno  non ci ritroveremo a dire “se tornassi indietro ci avrei provato” perché è questo il vero fallimento.

    Antonio De Luca in arte Anton , nasce 26 anni fa a Crotone .
    Inizia a cantare all’età di 21 anni presso i cori parrocchiali della sua città inizialmente approcciandosi  alla chitarra, ma ben presto  sente il bisogno  di cantare.
    Si iscrive alla Kroton Music academy di Frank Corigliano dove percepisce  la sua  anima pop/rock
    I provini per Amici,Tour Music Fest, ed X Factor rappresentano il suo primo percorso insieme a tanta gavetta necessaria per crescere.
    La stanza dei sogni è il suo nuovo singolo .

    https://www.facebook.com/antonmusicreal/
    https://www.instagram.com/antonmusic_real/

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  • Simone Tuccio, Goku

    in promozione radiofonica dal  26 marzo l’interessante singolo del giovane cantautore

    Quanti di voi sognano di personificare il protagonista del manga “Dragon Ball”?

    Uno tra tutti, Simone Tuccio, ce lo comunica con il suo ultimo singolo “Goku”. Giovane cantautore, siciliano di adozione milanese, dopo il primo “Giovane per sempre”, ritorna sulla scena musicale con un brano che mantiene la veste pop dance del progetto. Il sound ballabile però presenta sonorità cupe, in linea con le tematiche del testo, ovvero l’inadeguatezza che scaturisce irrequietezza, gli sbalzi d’umore e la paura di non essere abbastanza di fronte ad alcune prove della vita.

    Producer: D. Bellitto, S.Tuccio,
    Autore: Simone Tuccio.
    Mix & Master: Mark Twayne
    Foto e Lyric Video: Matteo Santoruvo
    Management: Rosa Bulfaro (Mirò BR Productions)

    Biografia:

    Nato e cresciuto in Sicilia, sin da piccolo, circondato dalla musica in casa, mi avvicino al mondo del canto, esibendomi per la prima volta su un palco a 4 anni e cominciando a studiare successivamente canto e pianoforte.

    Terminato il liceo mi trasferisco a Milano per frequentare l’università e approdo alla Mirò Music School, dove conosco Rosa Bulfaro che mi inserisce nel corso di song writing, aiutandomi a sviluppare la passione che da sempre ho avuto per la scrittura. Alla Mirò sono riuscito a trovare quello che oggi è il mio team di lavoro e a creare il mio progetto musicale, che definirei urban pop, influenzato dal rap. Con la mia musica racconto il mio mondo. Racconto cosa vuol dire avere vent’anni per me. Racconto la mia esperienza nell’avvicinarmi all’industria della musica, cosa vuol dire essere grandi ma non esserlo, le mie speranze, i miei progetti ma anche le mie ansie e le mie delusioni.

    Multi Link
    https://linktr.ee/simonetuccio

    Rosa Bulfaro
    Mirò BR Productions

  • Francesca Battiato, Mr. Las Vegas

    in promozione il nuovo singolo dell’artista 

    E’ il nuovo singolo che mette in evidenza la  crescita dell’artista . Il  linguaggio  è più diretto e disincantato rispetto ai lavori precedenti che avevano un sapore più romantico e  sonorità etniche .
    Il testo  mette in correlazione valori, soldi, amore, una tematica particolare e insolita,  dove spicca la storia di un giovane uomo nella scalata verso il successo  che  nel corso del tempo perde per strada amicizie vere e affetti importanti, dando di se un immagine estremamente brillante ma in contrapposizione con il buio che ha dentro,  un contrasto di luci e ombre..

    La cantautrice affronta di petto un tema inusuale: “E’  la metamorfosi di un uomo… un personaggio simile a Jack Dawson nel film “Titanic” che diventa una sorta di Jordan Belfort protagonista di “The Wolf of Wall street” ( Per altro film interpretati entrambi dallo stesso Di Caprio)”dice Francesca, una storia d’amore bellissima e pulita che si trasforma.
    Supporter ai concerti di differenti artisti tra cui Omar Pedrini (Timoria) , Neri per caso; Alberto Fortis e apertura delle selezioni Liguri di “Miss Italia”.
    Il primo progetto “Mi raggiungi” era corredato da video clip musicale diretto dal regista Naù Germoglio, già video maker, tra gli altri, per Nina Zilli .
    Nell’anno 2015 è finalista del prestigioso premio “Varigotti Festival” dove torna nell’anno 2015 come ospite.
    Tra le sue esperienze anche quella televisiva per Antenna blu dove ha condotto una rubrica musicale “Drops of music” e la collaborazione con emittenti radio , prima in giovanissima età con Radio Savona International e attualmente come speaker  con Radio104.

    Discografia
    Mi raggiungi” ( Singolo 2016)
    Fuori strada (Singolo 2017)
    Mi raggiungi ( Album 2017 – 10 tracce)
    Buona fortuna” (singolo 2020)
    E ti vengo a cercare” (singolo, cover Franco Battiato, 2020)
    Mr. Las Vegas (singolo previsto per 19/03/21)

    https://www.instagram.com/battiato.francesca/?hl=it
    https://www.facebook.com/francescabattiatocantautrice
    https://www.youtube.com/channel/UCQ0ca5ZuHkXRBCUqg8tJ82w

  • È online il videoclip di Taulant Hoxha

    fuori il video del singolo “Il tempo passa”

    https://youtu.be/NsjlW7Y6MaI

    Online il videoclip del singolo d’esordio di Taulant Hoxha “Il tempo passa” in rotazione radiofonica e disponibile sulle principali piattaforme digitali dal 5 marzo.

    Diretto dal regista Giacomo Lanari e prodotto dalla  IVI Factory, il video ci presenta delle immagini che evocano il vissuto personale di Taulant, uno spaccato della sua vita dove ricorda alcuni avvenimenti che lo hanno segnato negli anni.

    Taulant si trova in una stanza/magazzino circondato da oggetti del passato, e guarda in una vecchia tv un filmato di famiglia, dove emergono momenti della sua infanzia, immagini della nonna e di una serie di ricordi. Le sequenze esterne invece ci mostrano uno sfondo di periferia dove si muovono i due ragazzi protagonisti del video, che legano simbolicamente il periodo di adolescenza dell’artista arrivato con grosse difficoltà dall’Albania in Italia con la famiglia.
    Le parole del brano sono cantate con forza e rabbia mista a rimpianto, per un tempo ormai fuggito, che non tornerà più. Un testo di riflessione su certi errori fatti in gioventù e che avrebbe potuto evitare. La voce a tratti roca, fa emergere lo stato d’animo di Taulant che rimpiange la fretta avuta per diventare adulto. La sua ansia di crescere lo ha allontanato da cose (e persone) importanti.

    C’è quindi la tristezza per amori ed amicizie finite e per persone che non ci sono più. “Il tempo passa, rimangono i ricordi…” come rimane il  desiderio di poter tornare indietro, come fosse un bambino per ricominciare a sognare. Taulant  scandisce spesso: “stan passando gli anni come fossero minuti”, e vorrebbe avere “più tempo” per imparare, per poter sbagliare, per dimenticare tutti quei ricordi che lo fanno star male.  Il singolo ed il video ci portano dunque dentro la sua vita, rimandando a noi una persona vera ed autentica.

    Taulant ha studiato pianoforte, esibendosi in alcuni teatri importanti della Toscana ed anche fuori regione. Vivace e pieno di interessi crescendo dimostra le sue capacità anche come dj e cantante dal vivo, e si occupa inoltre di organizzazione eventi. Ma il tempo più prezioso è quello dedicato interamente alla composizione della musica, dove cerca di mettere tutta la sua passione ed il suo vissuto, per farci arrivare con sincera emozione la sua visione della vita.

    https://m.facebook.com/taulanthoxhaofficial
    https://www.instagram.com/taulant_hoxha_/

    Isabel Zolli Promotion Agency
    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • Cristiana Dell’Anna Carpe D.M.

    L’attrice, conosciuta nei panni di “Patrizia” di Gomorra,  debutta in  musica mettendo in note una sua poesia.

    Cristiana Dell’Anna, una delle attrici protagoniste della fortunata serie televisiva “Gomorra”, approda al mondo musicale, e scrive  “Carpe D.M.” un intenso brano d’amore composto dal musicista napoletano Carlo Lomanto. La cattivissima Patrizia della fiction televisiva lascia il posto alla più  dolce e umana Cristiana che musica una sua poesia dedicata agli amori fugaci che muoiono ancora prima di nascere ma che rimangono  con piacere racchiusi per sempre negli angoli più intimi della nostra memoria.

    La transizione in testo musicale è stata del tutto naturale, come naturali sono venute le note, verso quei suoni antichi e tradizionali dei vicoli di Napoli dove da sempre si canta l’amore incondizionato. L’arrangiamento  del brano è stato curato dal polistrumentista Andrea Pistilli e registrato allo studio T RECS di Roma sotto la direzione del producer Tony Puja. La produzione esecutiva di Marco de Antoniis per la Flender Produzioni.

    Cristiana Dell’Anna, affermatasi da giovane nel panorama delle attrici italiane è originaria di napoli, ma cittadina del mondo. Lavora tra l’Italia e gli Stati Uniti, si è diplomata in Arte Drammatica a Londra, dove ha vissuto per anni. ha lavorato con attori come  Toni Servillo, Mario Martone, Paolo Sorrentino. Amante della scrittura, compone testi per poesie e canzoni.

    Come attrice è conosciuta grazie ad Un posto al solesoap opera in cui interpreta le sorelle gemelle Micaela e Manuela Cirillo. Entrata nel cast nel 2012, ne è uscita nel 2016. Dal 2015 fino al 2019 recita nella serie televisiva Gomorra – La serie, in cui interpreta il ruolo di Patrizia Santoro una spietata e determinata boss della camorra.

    Ha recitato in alcuni cortometraggi, nella pellicola cinematografica Third Contact (2011) e nella serie web Soma (2012).

    https://www.instagram.com/cristianadellanna_official/?hl=it

  • Joseda, Poison

    Fuori il secondo singolo del giovanissimo Producer siciliano 

    https://youtu.be/UsBGPYIAH4Q

    Secondo singolo per il producer siciliano Joseda uscito dopo il debutto con “Crazy wise” pubblicato  il 26 Giugno 2020.
    Il nuovo singolo, intitolato “Poison”  accompagnato da un  lyric video realizzato con l’obiettivo di esaltare le atmosfere sonore del brano e di rendere protagonista il testo della canzone racchiudendolo in uno stile tra le mille luci dei Neon e le immagini che rendono ancor più esaltante questo nuovo singolo del producer siciliano.

    Un vero e proprio inno dedicato a tutti coloro che stanno vivendo un periodo tra luci ed ombre nella propria vita.
    Una canzone nata pensando a chi cade nel baratro e non riesce a risalire, una delle paure più grandi che possono tormentarci.

    Joseda, all’anagrafe Giuseppe Giglia, è un artista italiano nato tra i monti sicani in Sicilia.
    Giovanissimo producer classe 1999, scopre la passione per la musica, incuriosito dal padre musicista
    Inizia a suonare con le sue prime band nei vari Pub e locali della Sicilia dall’età di 16 anni.
    Continua da autodidatta fino a quando decide di voler approfondire lo studio del suo strumento: Il basso elettrico: inizia così, nel 2018, gli studi presso l’Accademia Musica Moderna di Corleone.
    Nello stesso anno con la sua band “La Quinta Giusta” superano le selezioni del talent Mediaset “iBand” andata in onda su La5 nell’inverno dello stesso anno.
    Nel 2019, la sua voglia di esplorare nuovi stili lo porta alla pubblicazione di tre brani Rap autoprodotti.
    Appassionandosi sempre di più all’arte della produzione musicale nell’estate del 2020 pubblica il suo primo brano Deep House “Crazy Wise” e pochi mesi dopo esce “Poison” brano dalle sonorità Future House.

    https://www.facebook.com/Joseda
    https://www.instagram.com/joseda.g

  • Taulant Hoxha, Il tempo passa


    in promozione ed in radio il primo singolo dell’artista 

    Dietro ogni artista si nasconde un vissuto che spesso il pubblico ignora. Siamo abituati a vedere la parte esterna, quella che si presenta sul palco, la performance, il look e la musica. Talvolta però dietro c’è altro, come nel caso del giovane e talentuoso artista di origine albanese Taulant Hoxha, che venerdì 5 Marzo presenta il suo primo brano “Il tempo passa”, in uscita sulle principali piattaforme digitali.

    Il singolo è una canzone dedicata alla propria vita, dove Taulant ricorda alcuni avvenimenti che lo hanno segnato negli anni, una sorta di riflessione su certi errori fatti in gioventù che avrebbe potuto evitare. Grazie ad un testo molto schietto, con parole che si incastrano l’una con l’altra, Taulant ci offre un brano dal forte ritmo, quasi rock, dove esprime il suo punto di vista sul tempo che passa e che lascia dietro di sè inevitabilmente qualche rimpianto.

    La voce a tratti roca, fa emergere uno stato d’animo misto tra rabbia e rammarico quando per la fretta di crescere ha corso così tanto da perdersi, allontanandosi da cose (e persone) importanti. C’è la tristezza per amori ed amicizie finite e per persone a cui era legato e che non ci sono più. Il tempo passa, rimangono i ricordi, come rimane il  desiderio di poter tornare indietro, come fosse un bambino per ricominciare a sognare.
    Taulant  scandisce spesso: “stan  passando gli anni come fossero minuti”, e vorrebbe avere “più tempo” per imparare, per poter sbagliare, per dimenticare tutti quei ricordi che lo fanno star male.
    Il singolo ci porta dunque dentro la sua vita, rimandandoci indietro una persona vera ed autentica.

    La musica resta il filo conduttore di un percorso senza dubbio difficile; l’arrivo in Italia dall’Albania, con tutta la famiglia all’età di 5 anni, tra mille difficoltà e vicissitudini. Un treno che lo porta da uno zio a Montepulciano, in Toscana, dove una conoscente si prende cura di lui e della famiglia, ed aiuta economicamente Taulant  nei suoi primi passi verso l’istruzione. La musica lo aiuta molto nella crescita e per questo motivo viene iscritto alla scuola di pianoforte. Durante le scuole medie entra nella sezione musicale che lo aiuterà nel proseguimento della sua formazione. Con la scuola Taulant si esibisce  in molti concerti presso il Teatro Poliziano di Montepulciano,ed anche in varie sedi fuori paese e regione, come ad esempio il noto Teatro Signorelli di Cortona (location tra l’altro di una scena del film “La vita è bella”). Vivace e pieno di interessi Taulant, dimostra le sue capacità anche come dj e cantante dal vivo, e nel settore dell’organizzazione eventi.  Lavora ed aiuta la famiglia a portare avanti l’attività di ristorazione, ma il suo tempo libero è dedicato interamente alla composizione della musica, dove cerca di mettere tutta la sua passione ed il suo vissuto,per farci arrivare con sincera emozione la sua visione della vita. Di sicuro la pubblicazione del singolo è un primo ed importante passo di crescita, sia come uomo che come artista e le premesse per arrivare al successo ci sono tutte. Dopotutto con una voce così forte e riconoscibile e una musica così trascinante non potrebbe essere diversamente.

    https://m.facebook.com/taulanthoxhaofficial
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  • Evanicole, Almeno come 


    il singolo d’esordio della cantautrice . Videoclip in anteprima su Sky Tg 24

    Una realtà velata da incantesimi di emozioni e esperienze questa nuova canzone di Evanicole.
    Un tuffo tra anima e corpo in cui nulla sembra lasciato al caso. Scegliere di lasciarsi andare a una passione dettata dal pathos stesso, un passione a cui arrendersi ma volontariamente.
    Come fosse un antico rituale in cui due corpi si intrecciano legati da un filo talmente sottile da risultare invisibile al mondo.
    La dolcezza del testo ne è la prova: “devo allenare l’anima” è la sintesi perfetta di una donna in cui la sua identità viene valorizzata tra la consapevolezza sia della sua fragilità che della sua forza. Non un contrasto quindi, ma un vero e proprio sposalizio. Una presa di coscienza tramite i sensi che nasconde una personalissimo invito a esprimere se stessi senza maschera alcuna.

    Inizia tutto a 12 anni, quando in piena notte Nicole si svegliava e scriveva i suoi primi testi, inconsapevole, data la giovane età, che sarebbero diventati canzoni.
    Da lì a qualche anno prende in braccio la sua prima chitarra e tutto si colora di musica. Non contenta poggia anche le sue dita sul pianoforte continuando ovviamente a comporre testi e canzoni.
    La sua prima esibizione all’età di sedici anni in un concorso, vincendo contro la sua grande timidezza e riscontrando subito complimenti.
    La sua camera diventa il suo palco in cui riesce a scrivere davvero e a cantare senza vergogna.
    A vent’anni le sue prime esperienze in alcuni studi di registrazione la convincono a tentare di uscire dall’anonimato. Esibizioni sparse in locali ed eventi. Le sue canzoni piacciono, ma Nicole vorrebbe ampliare le sue sonorità. Proprio in questo periodo della sua vita decide di utilizzare “Evanicole” come nome d’arte.

    Due i singoli pronti nel cassetto per un lancio nazionale in attesa di un futuro EP.

    https://m.facebook.com/evanicolemusic
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  • Stabile, Mi difendo 


    il nuovo singolo del cantautore.
    Di fronte ai grandi sentimenti occorre difendersi per difenderli.

    Quella che all’apparenza sembrerebbe una ballata tradizionale nasconde invece tra le pieghe un’invettiva dedicata a chiunque non abbia smesso di credere che di fronte ai grandi sentimenti occorra difendersi per “difenderli, in un momento storico che sta fagocitando l’umanità e livellando il pensiero riducendo la vita a mera vegetazione.

    Dice Stabile:
    La prima stesura di questa canzone risale alla metà degli anni novanta, quando frequentavo il liceo. La parte iniziale era completamente diversa ma il ritornello era identico. In poche strofe cercai di riversare la percezione totalizzante che avevo a quei tempi dell’amore ma soprattutto il distacco tra questa concezione (farcita di ingenue letture esistenzialiste) e la spregiudicatezza (oggi direi leggerezza) della risposta di chi mi era accanto. A una mia ricerca di senso più profondo dei sentimenti (a quei tempi somatizzavo ogni accadimento) che fosse in grado di confermare il “per sempre” precocemente agognato, faceva da contraltare una durezza di lei, che invece esortava con freddezza a vivere ogni istante nell’unica ineluttabile certezza: la fine della storia, perché “non c’è storia che non finisca.”
    Ho tenuto il brano nel cassetto per tanti anni. Circa sei anni fa, durante un trasloco, ho ritrovato un contenitore con varie audio cassette dove erano incise questa ed altri brani dell’epoca. Le ho riversate in digitale e ascoltate. Quando ho riscoperto questa canzone, per alcuni giorni la mia mente ha isolato il ritornello dal resto delle vecchie strofe iniziali. Una notte, svegliatomi di colpo, ho iniziato a sussurrare la melodia iniziale. Sono salito sul terrazzo e ho scritto di getto tutto il resto del brano, lasciandomi trasportare dai ricordi di quel periodo, al fine di lasciare intatti sensazione e linguaggio originali.
    Il ritornello, sia per quanto concerne le musiche che il testo, é rimasto identico.
    La serietà di allora, sicuramente precoce, ha tuttavia segnato, forgiandola, l’intera formazione della mia personalità. Ancora oggi, infatti, quarantenne, non ho smesso di credere che di fronte ai grandi sentimenti occorra difendersi per “difenderli.”

    Stabile, all’anagrafe Marco Murgo, nasce a San Giovanni Rotondo (FG) 40 anni fa.  Scrive la prima poesia a nove anni e la prima canzone a tredici.
    Dopo aver avuto una varietà inaudita di maestri di chitarra con i quali non è mai riuscito a superare la seconda lezione (di solito con la scusa di un bisogno fisiologico se la dava a gambe di soppiatto per la paura!), a tredici anni impara a suonare la chitarra e la batteria da autodidatta.
    Ha la fortuna di crescere accanto ad uno zio cultore musicale e collezionista di vinili che gli impartisce un’educazione musicale vasta ed eterogenea, che diventa il pavimento della sua identità umana e artistica.
    Inizia suonando la chitarra e cantando in lingua inglese in piccole band.
    Dopo aver ascoltato Bob Dylan un pomeriggio d’estate, capisce che la canzone d’autore é la forma di espressione artistica ed esistenziale più consona alla sua indole.
    Nel corso degli anni scrive centinaia di canzoni ma ne condivide solo poche decine, sempre in bilico tra la costante ricerca di uno stile personale e una insopprimibile vocazione alla riservatezza.
    Che bella giornata é stato il suo singolo di debutto ufficiale. Il brano, scritto durante l’isolamento che ha costretto a casa milioni di italiani, ha un titolo chiaramente ironico e allusivo e rappresenta una pagina di diario della vita quotidiana durante la quarantena, uno spaccato nudo, senza filtri, del terremoto esistenziale che l’emergenza ha prodotto nelle abitudini di ognuno di noi. A novembre del 2020 pubblica Nessuna certezza, il suo secondo singolo, un brano che con elegante disinvoltura scivola sulla polarità che separa una musica di sicuro impatto da un testo che invece racconta le criticità del presente senza indugiare in metafore convenzionali.

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  • Claudio Carlucci, “Il tuo estraneo”

    il nuovo singolo del giovane cantautore 

    Forte grinta ed una voce che esprime passione a tutto campo, sono le prime due qualità che emergono dalla voce del giovanissimo cantautore romano Claudio Carlucci, classe ’94, nel suo nuovo singolo “Il tuo estraneo” in uscita il 19 Febbraio sulle principali piattaforme digitali ed i circuiti radio nazionali. Lievi note di pianoforte ed il ritmo di un metronomo segnano l’intro (e poi la chiusura) del brano, composto da sonorità melodiche e ritmiche al tempo stesso, dove esplode prepotente la voce di Claudio, autore del testo.

    Le parole descrivono una profonda intimità su alcuni momenti di una storia d’amore, con un testo non banale. Troviamo una chiave di lettura “diversa”, delle metafore di un percorso dove a prevalere è comunque un affetto vero, un abbraccio, un bacio anche se lui si dipinge come un “estraneo”: “Io sono il tuo estraneo ma lasciami entrare, troviamo un modo per farci del bene…..”

    Il singolo composto dal musicista e produttore Corrado Lambona e dal vocal coach Adriano Scappini, è estratto dall’album d’esordio intitolato “Distante”, in uscita a fine febbraio, prodotto per l’etichetta indipendente Accademia2008 dello stesso Lambona.
    Il progetto si caratterizza per la scelta di fondo di un tema importante: la libertà vista in ogni sua forma. Gli otto brani sono legati dallo stesso tipo di arrangiamenti e dal metodo espressivo di scrittura, ma le tracce mantengono una loro differenza ed unicità: con ogni singola canzone, Claudio vuole trasportare il suo pubblico in un “pianeta” o “stato emotivo” di volta in volta diverso, nuovo. “

    Distante” definisce perfettamente il periodo storico attuale, dove la distanza sia fisica che emotiva è entrata nelle nostre vite. Non sempre però questa “distanza” risulta negativa: può aiutarci a capire l’importanza di una persona o a riscoprire a fondo noi stessi. E ci aiuta a capire che l’amore, quello reale, è libertà. Attraverso questo viaggio musicale  riceviamo messaggi positivi: “non è mai troppo tardi per ritrovarsi” o “inseguire i propri sogni”; che siamo tutti “liberi come il vento che porta via le paure” e che “l’amore, anche se altrove, non muore mai”.

    Con il nuovo brano e il lavoro dell’album d’esordio Claudio conquista un altro passo verso la maturità artistica; il suo percorso inizia a 15 anni con lo studio del canto, ed avanza attraverso concorsi canori e alcune apparizioni in emittenti locali come Lazio TV e Gold TV come interprete di brani inediti. Nel 2017 viene selezionato per far parte della compilation Sanremo Doc, con il brano “Angeli Nudi”, che lo porta ad esibirsi sul palco del Palafiori. Tra il 2016 ed il 2018 fa parte del gruppo Friends4, formato con altre due voci femminili, e si esibisce interpretando cover di artisti nazionali ed internazionali, ed intraprendendo nel 2019 un tour esterno in piazze, teatri e nuovamente in alcuni programmi tv. Nel 2018 scrive il suo primo singolo in inglese, “Follow your dreams” ed è co-autore del brano “Estranei in questa stanza”, presentato in occasione del Disability Pride a piazza del Popolo a Roma nel mese di Luglio. Nell’Agosto 2020 rilascia i singoli “Follow your dreams”(rielaborato) e “L’Amore non muore” arrivando dunque al progetto dell’album d’esordio.

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    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • Riccardo Trovato, Offline

    il cantautore ancora sulla scena con  un nuovo singolo 

    Dopo appena tre mesi di silenzio arriva il nuovo lavoro solista di Riccardo Trovato, dal titolo “Offline”, disponibile su tutti gli store digitali a partire dal 18 gennaio 2021.
    Il tema è di certo in voga, a chi non sarà mai capitato di chiudere una relazione sentimentale con una persona, ma grazie o a causa dei social network, poi ritrovarsi a “stalkerarla” sul web?
    Vedere quando era online, le nuove foto pubblicate, le sue nuove amicizie, chiedersi se anche questa persona sta facendo lo stesso nei nostri confronti. Ci si potrebbe chiedere, se non si vivesse davvero meglio, prima che inventassero i social network.
    Tutto per fortuna però dura per un pò, finchè il tempo finalmente rimette tutto al suo posto, ed a quel punto come recita la stessa canzone è momento di andare “offline”.
    Il sound è decisamente solare, ma soprattutto è rock e vede alla batteria, come già negli scorsi lavori del cantautore siciliano, l’amico ed ex componente dei Karbonica, Herry Found.
    Questa volta, con lo scopo di arricchire di sfumature vintage,rock blues, il sound di un brano che non poteva non averle, le chitarre sono state affidate interamente a Giuseppe Pecci, chitarrista della band maltese The Crowns.

    Riccardo Trovato è un cantautore siciliano, nato a Catania nel 1985 e attivo musicalmente dal 2004. Gran parte del suo percorso è legato alla sua storica band i Karbonica, con cui ha prodotto due album e partecipato a diversi eventi musicali nazionali. Il suo obiettivo è fare musica, senza perdere mai  di vista il vero motivo per cui ha iniziato questo viaggio, cioè il piacere ed il divertimento, mettendo da parte tutte le logiche pubblicitarie e di marketing che spesso uccidono la musica stessa.

    Facebook
    https://www.facebook.com/RiccardoTrovatoOfficialPage/
    You Tube
    https://www.youtube.com/channel/UCu-yfbZTqKowQ8M7w_6kekA
    Spotify
    https://open.spotify.com/artist/0tu30jxIks97N5xE4qez6s?si=T3jVv-UTRWK5rFQ6Rqx_KQ

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  • Guglielmo, Mi sono rotto il caos

    il singolo del cantautore che affronta le varie sfaccettature delle depressione

    Mi sono rotto il caos” parla delle varie sfaccettature della depressione, un mostro solo, ma con tante facce. Ho voluto vestire il brano con un arrangiamento leggero rispetto al testo, sia per smorzare un tema così pesante, sia per trasfigurare la mia realtà nella musica…Spesso le persone che soffrono  davvero, sono le stesse che in pubblico ridono di più. È raro che agli altri importi quanto tu stia male, quindi il sorriso viene in soccorso perché lascia poco spazio alle domande a cui non vuoi rispondere.

    Per l’arrangiamento che ho curato insieme a Vincenzo Cristi abbiamo preso ispirazione dal mondo del punk rock rivisto in chiave moderna, in collaborazione con Giovanni Cilio che ha invece registrato la batteria.

    Guglielmo è un cantautore di 25 anni.
    Prende ispirazione da tutte le varie sfumature del rock (nello specifico grunge, punk-rock, noise) e dal mondo del cantautorato e della scena urban.
    Esibitosi all’interno di vari gruppi rock e da solista in esibizioni live dal 2015 al 2019.
    Dal 2019 si è concentrato solo sull’incisione dei propri brani.
    Nel 2020 pubblica due brani tramite l’etichetta “Brano inedito”:
    Rivoluzione Naturale
    Iniezioni di solitudine.
    A fine ottobre del 2020 firma con l’etichetta “Ghiro  Records” con la quale il 15 Gennaio pubblica “Mi sono rotto il caos”.

    https://www.facebook.com/sonoguglielmo

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