Tag: risparmio

  • Nasce l’Osservatorio Nazionale su consumi, prezzi e tariffe

    Facile.it, azienda leader nell’intermediazione e comparazione online, e Consumerismo No Profit, associazione a difesa dei consumatori guidata da Luigi Gabriele, hanno firmato un protocollo di intesa dando vita all’Osservatorio Nazionale sui consumi, prezzi e tariffe (ONAC).

    L’Osservatorio sarà un appuntamento periodico, con cadenza trimestrale, pensato per raccontare ai consumatori e ai media come si evolvono nel tempo i costi delle principali voci di spesa familiare, quali siano le cause dietro la variazione dei prezzi e per fornire, al contempo, suggerimenti e consigli per far fronte agli aumenti e, più in generale, risparmiare sulle spese domestiche.

    L’obiettivo è quello di spiegare in modo semplice ed efficace, attraverso numeri e analisi, come cambiano le spese di casa e dare ai consumatori strumenti di conoscenza per fare scelte consapevoli in materia di finanza personale e per riempire il carrello della spesa in modo saggio.

    Al contempo, l’Osservatorio mira ad offrire all’opinione pubblica, alla politica e ai media una lente di ingrandimento capace di rilevare ed esaminare eventuali trend e fenomeni legati al mondo delle spese domestiche.

    «Siamo contenti di questo nuovo progetto al fianco di Consumerismo No profit», commenta Maurizio Pescarini, CEO di Facile.it «L’Osservatorio Nazionale sui consumi, prezzi e tariffe rappresenta l’evoluzione naturale di un’alleanza nata lo scorso anno con l’iniziativa Stop alle truffe e che ci vede ancora una volta al fianco dell’associazione per aiutare i cittadini. Come Facile.it siamo, da sempre, impegnati in prima linea non solo nell’offrire ai consumatori strumenti concreti per risparmiare sulle principali spese domestiche, ma anche nel fornire loro conoscenze e competenze che aiutino a fare scelte consapevoli e informate. Consumerismo No Profit sposa la nostra stessa filosofia e per questo abbiamo pensato di unire le forze al servizio dei consumatori italiani.».

    «Unire competenze per migliorare la consapevolezza e l’informazione dei cittadini sui temi di consumo», continua Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit «Non dare numeri a caso e saper orientare i consumatori con facilità, ma al contempo autorevolezza, è il nostro principale obiettivo. Nella modernità che viviamo tutto è comunicazione e tutto è consumi. Quindi l’idea è di dare origine ad un osservatorio che sappia tradurre numeri e dati in informazioni utili ai cittadini e allo stesso tempo contribuire con serietà a generare una informazione, semplice, chiara e attendibile. Per nulla scontata l’attendibilità dei dati, che oggi giorno sono facili da essere manomessi, condizionati ed anche interpretati. Con questo sodalizio mettiamo a disposizione dei lettori e dei tele/radio spettatori, dossier, ricerche e interpreti che con assoluta terzietà sapranno garantire una informazione consumeristica affidabile e indipendente.».

  • Risparmio: nel Emilia-Romagna 285.000 individui comprano alimenti prossimi alla scadenza

    Le famiglie emiliano-romagnole, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura il 9% dei rispondenti dell’Emilia-Romagna, pari a più di 285.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto nella regione emerge che il 42% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale più bassa rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 19% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

    E se il 16% degli intervistati emiliano-romagnoli ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, più di 1 su 10, pari a oltre 380.000 persone, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

    Non solo cibo

    Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie dell’Emilia-Romagna, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (78%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (83%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 58%, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 26% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 13% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare gli emiliano-romagnoli? Circa 325 euro a famiglia, valore superiore alle media nazionale (300 euro).

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie dell’Emilia-Romagna? Non sorprende vedere che la bolletta del gas ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata nella regione (75%), seguita dalla bolletta elettrica (72%) e dall’assicurazione auto (53%).

    E nonostante già molti emiliano-romagnoli siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi di Rc auto (35%), luce (28%), gas (27%) e Pay TV (24%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Per fortuna sempre più abitanti dell’Emilia-Romagna hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che poco meno della metà del campione intervistato (44%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet e i comparatori online (32%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (25%) e alle informazioni ascoltate in radio/tv (29%) o lette su quotidiani/periodici (29%).

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Risparmio: nel Lazio 560.000 individui comprano alimenti prossimi alla scadenza

    Le famiglie laziali, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura il 13,5% dei rispondenti laziali, pari a più di 560.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto nel Lazio emerge che il 38,9% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale più bassa rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 23,8% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

    E se il 19,8% degli intervistati laziali ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, quasi uno su cinque, pari a oltre 758.000 persone, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

    Non solo cibo

    Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie laziali, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (70%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (78%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 51% dei laziali, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 25% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 19% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare i laziali? Quasi 295 euro a famiglia, valore leggermente inferiore alle media nazionale (300 euro).

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie laziali? Non sorprende vedere che la bolletta elettrica ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata nel Lazio (70,6%), seguita dalla bolletta del gas (58,7%) e dall’assicurazione auto (50%).

    E nonostante già molti laziali siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi di luce (32,5%), gas (27,8%), Pay TV (27,8%) ed Rc auto (25,4%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Per fortuna sempre più laziali hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che poco meno della metà del campione intervistato (43%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet e i comparatori online (28,6%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (25,4%) e alle informazioni ascoltate in radio/tv (23%) o lette su quotidiani/periodici (19%).

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

     

  • Risparmio: in Toscana 536.000 acquistano solo nei discount

    Le famiglie toscane, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura il 7,4% dei rispondenti toscani, pari a circa 193.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto in Toscana emerge che il 46,7% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale leggermente più bassa rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 16,4% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

    E se il 20,5% degli intervistati toscani ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, più di uno su cinque, pari a oltre 536.000 persone, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

    Non solo cibo

    Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie toscane, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (79%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (74%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 54% dei toscani, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 26% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 12% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare i toscani? Circa 295 euro a famiglia, valore leggermente inferiore alle media nazionale (300 euro).

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie toscane? Non sorprende vedere che la bolletta del gas ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata in Toscana (72,1%), seguita dalla bolletta elettrica (68%) e dall’assicurazione auto (45,9%).

    E nonostante già molti toscani siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi dell’Rc auto (32,8%), di luce (30,3%), Pay TV (28,7%) e gas (23,8%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Per fortuna sempre più toscani hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che più della metà del campione intervistato (56,6%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet e i comparatori online (45,1%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (23%) e alle informazioni lette su quotidiani/periodici (20,5%) o ascoltate in radio/tv (15,6%).

     

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

    Immagine © Minerva Studio

  • Risparmio: in Campania 500.000 individui comprano alimenti prossimi alla scadenza

    Le famiglie campane, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura il 12,1% dei rispondenti campani, pari a quasi 500.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto in Campania emerge che il 45,5% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale leggermente inferiore rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 30,3% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

    E se il 17% degli intervistati campani ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, più di uno su cinque, pari a oltre 949.000 persone, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

    Non solo cibo

    Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie campane, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (72%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (74%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 49% dei campani, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 21% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 24% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare i campani? Poco più di 300 euro a famiglia, valore in linea con quello nazionale.

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie campane? Non sorprende vedere che la bolletta elettrica ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata in Campania (75,8%), seguita dall’assicurazione auto (59,4%) e dalla bolletta del gas (55,8%).

    E nonostante già molti campani siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi dell’Rc auto (29,7%), di luce (31,5%), gas (20,6%) e Pay TV (25,5%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Per fortuna sempre più campani hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che più della metà del campione intervistato (52,1%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet e i comparatori online (37,6%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (23%) e alle informazioni ascoltate in radio/tv (20%) o lette su quotidiani/periodici (15,8%).

     

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Risparmio: in Sicilia 290.000 individui comprano alimenti prossimi alla scadenza

    Le famiglie siciliane, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura l’8,4% dei rispondenti siciliani, pari a circa 290.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto in Sicilia emerge che il 58% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale più altra rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 29,8% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

    E se il 18,3% degli intervistati siciliani ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, più di uno su cinque, pari a 738.000, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

    Non solo cibo

    Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie siciliane, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (73%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (67%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 49% dei siciliani, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 25% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 17% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare i siciliani? Circa 330 euro a famiglia, valore superiore alle media nazionale (300 euro).

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie siciliane? Non sorprende vedere che la bolletta elettrica ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata in Sicilia (75,6%), seguita dall’assicurazione auto (59,5%) e dalla bolletta del gas (51,1%).

    E nonostante già molti siciliani siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi dell’Rc auto (32,8%), di luce (26,7%), gas (22,9%) e Pay TV (22,9%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Per fortuna sempre più siciliani hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che più della metà del campione intervistato (53,4%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet e i comparatori online (35,9%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (27,5%) e alle informazioni lette su quotidiani/periodici (22,1%) o ascoltate in radio/tv (19,8%).

     

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Risparmio: 5,3 milioni comprano alimenti prossimi alla scadenza

    Chi in famiglia è più attento al risparmio? Come risparmiano o cercano di far quadrare i conti gli italiani? Per rispondere alla domanda Facile.it ha commissionato un’indagine agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat; ecco cosa è emerso.

    Comportamenti e manie da risparmio

    L’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, ha fotografato i comportamenti messi in atto dalle famiglie per risparmiare; se ormai la maggior parte degli italiani ha acquisito abitudini virtuose come, ad esempio, usare la lavatrice solo a pieno carico (75%) o chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (73,9%), non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 51% dei rispondenti, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 23,1% usa i fondi del caffè per concimare fiori, uno su cinque imposta la temperatura di casa al di sotto dei limiti di legge e il 19,2% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    In materia di risparmio non mancano differenze tra uomini e donne; se mettere l’auto in folle quando si è in discesa è una pericolosa mania prettamente maschile per risparmiare sul carburante (17,9%), le donne hanno l’abitudine di tagliare in due il tubetto di dentifricio (23,4%) o di aprire a metà i dischetti struccanti per usarli più volte (9,4%).

    Il risparmio spesso lo si cerca anche tra gli scaffali del supermercato: secondo l’indagine, ormai quasi un italiano su due (46,9%) compra solo prodotti in offerta, il 25,8% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire le promozioni e 9,3 milioni hanno iniziato a fare la spesa solo nei discount.

    Fa riflettere vedere che ci sono 5,3 milioni di persone (12,1% del campione) che, per risparmiare, acquistano solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto; il dato diventa ancor più preoccupante se si considera che la percentuale di chi adotta questo comportamento è quasi raddoppiata rispetto al 2018 (quando era pari “solo” al 6,9% del campione intervistato).

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare gli italiani nell’ultimo anno? Circa 300 euro a famiglia, valore che sale fino 347 euro se nel nucleo ci sono figli minorenni.

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget familiari? Non sorprende vedere che le bollette energetiche hanno conquistato la classifica delle spese meno amate dagli italiani (il 68,6% dei rispondenti ha indicato quella elettrica, il 60,4% quella del gas), seguite dall’assicurazione auto (50,7%).

    E nonostante già molti italiani siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi di luce (32,9%), Rc auto (30,9%) e gas (26,2%), queste spese rimangono ancora quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Curioso notare come sia cresciuta, rispetto al passato, l’attenzione verso i costi della Pay TV: forse a causa del numero crescente dei servizi in abbonamento, e dei relativi costi di sottoscrizione, il 24,3% dei rispondenti ha detto di aver già razionalizzato questa spesa nell’ultimo anno e il 15,7% vorrebbe farlo in futuro.

    Per fortuna sempre più italiani hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che la metà del campione intervistato (49,8%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet (44,7%) e i comparatori online (36,3%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (24,1%) e alle informazioni lette su quotidiani/periodici (21%) o ascoltate in radio/tv (19,2%).

    Chi è più attento e chi meno

    Chi in famiglia è più attento al risparmio? La donna; secondo l’indagine, il 52,7% del campione femminile ha dichiarato di essere sensibile a questa tematica, mentre tra gli uomini ben 2 su 3 hanno ammesso di non fare attenzione a questo aspetto.

    Curioso notare, però, che il comportamento maschile cambia significativamente se in famiglia arriva un figlio; in questo caso, la percentuale di uomini attenti al risparmio passa dal 36% a quasi il 42%.

    Se si guarda alle fasce anagrafiche, invece, forse per via del reddito non sempre elevato, emerge che le persone che si adoperano più frequentemente per risparmiare sono i rispondenti con età superiore ai 65 anni.

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

     

  • Risparmio, secondo la Consob l’italiano deve essere accompagnato nelle sue scelte

    Periodicamente la Consob, ossia l’autorità che vigila sul corretto funzionamento dei mercati della Borsa Italiana, pubblica dei report riguardanti le famiglie italiane e le loro scelte in tema di denaro.
    Oltre a confermare che il cittadino del Bel Paese è tradizionalmente votato al risparmio, la Consob sottolinea anche che nelle sue scelte di investimento necessita ancora di un importante accompagnamento.

    Cosa fare del risparmio?

    risparmioL’identikit tracciato dalla Consob si può sintetizzare così: l’italiano è un soggetto avverso al rischio, finanziariamente non è molto alfabetizzato (ma sicuramente lo è più di quanto creda), ma soprattutto è molto confuso riguardo all’apporto che i professionisti del settore gli possono fornire nella gestione delle sue finanze personali.

    Da questo quadro emerge come il risparmiatore italiano sia più intraprendente rispetto a qualche decennio fa, ma non lo è ancora abbastanza da trasformarsi in un investitore davvero consapevole. Si trova quindi in una fase di transizione.

    I fattori frenanti

    La prima remora da combattere riguarda il rischio. Concettualmente chi investe ne deve correre per forza di cose, mentre l’italiano conferma di esserne avverso. Quasi il 70% di un campione rappresentativo selezionato per l’indagine Consob dice di essere molto sensibile al rischio.
    Il secondo aspetto cruciale viene definito come “miopia” finanziaria. In sostanza si tratta della scarsa capacità di guardare ad obiettivi che sono lontani nel tempo, mentre ci si concentra sul breve o medio periodo.

    Scarsa fiducia e analfabetizzazione

    Infine, un altro aspetto importante riguarda la percezione degli intermediari finanziari. Chi ha accumulato un risparmio e adesso vuole impiegarlo, nutre ancora poca fiducia nei confronti dei professionisti del settore, al punto tale che raramente ritiene che il suo broker è affidabile, se non addirittura ritenerlo per nulla affidabile.

    Un’altra nota dolente riguarda l’alfabetizzazione finanziaria. L’italiano possiede dei concetti di base, ed anzi è anche se è più colto di quanto lui stesso pensi. Ma se conosce i concetti come tasso di interesse reale e nominale, conosce gli strumenti come i bond e gli ETF, quando si va più nello specifico ha maggiori lacune (ad esempio non conosce il pip forex oppure la differenza tra rezzo “denaro” e “lettera”). Per questo non riesce ad essere ad un livello tale da consentirgli di fare delle scelte davvero consapevoli.

  • Investing Napoli 2023: torna in presenza

    6 marzo 2023. Torna Investing Napoli, il forum dedicato al risparmio, all’investimento e trading on line organizzato da SoS Trader, società guidata da Pietro Di Lorenzo. L’appuntamento è fissato per venerdì 31 Marzo alle ore 8,30 presso il Centro Congressi Stazione Marittima di Napoli

     

    Investing Napoli si rivolge ai risparmiatori ai trader e agli investitori privati e professionali che vogliono incrementare il loro bagaglio di conoscenze finanziarie al fine di aumentare la loro familiarità con i mercati e i diversi strumenti di investimento.

     

    L’obiettivo di questa manifestazione gratuita è quello di incrementare la cultura finanziaria dei partecipanti in un momento economico così delicato con tassi in crescita, borse in salita, e inflazione che continua a mordere.

     

    La lunga giornata dedicata alla formazione avrà un taglio teorico, pratico e operativo con l’obiettivo di consentire ai partecipanti di applicare le nozioni acquisite in forma analitica ai mercati finanziari. Oltre 45 relatori e 40 workshop saranno i protagonisti dell’agenda dei lavori nel corso della quale i partecipanti avranno l’opportunità di confrontarsi con trader professionisti e leader del settore su Azioni, Obbligazioni, Commodities, Criptovalute, Valute, Etf, Certificates e su argomenti di attualità finanziaria.

     

    cchi puntati sulla nuova Sala Alternative Investment, all’interno della quale i migliori esperti del settore mostreranno rischi e opportunità dei settori in grande crescita.

     

    Accanto ci saranno le sale:

    • Trading, all’interno della quale i più famosi trader nazionali opereranno in real time a mercati aperti mostrando le tecniche che ogni giorno utilizzano sui mercati;
    • Investing, dedicata agli approfondimenti su strumenti finanziari, scenari macro economici, trading system, tecniche di trading discrezionali, costruzioni di portafoglio, finanza comportamentale e metodologie di asset allocation e stock picking;
    • Educational, dove si terranno focus di 60 minuti che avranno l’obiettivo di spiegare e approfondire le principali asset class.
    • Focus dedicata a chi è interessato ad approfondimenti su temi specifici

    Altra grande novità è la sala streaming i cui contenuti possono essere consultati gratuitamente da remoto direttamente sul proprio Pc.

    “Negli ultimi anni è stato molto difficile organizzare eventi in presenza a causa delle restrizioni per il Covid. Quest’anno c’è l’opportunità di erogare formazione guardandosi negli occhi con le stesse modalità del passato.” commenta Pietro Di Lorenzo, organizzatore di InvestingRoma, InvestingNapoli e Amministratore Unico di SoS Trader, società che organizza gli eventi, che continua “Siamo molto fiduciosi su un grande interesse del pubblico che dopo mesi di E-learning apprezzerà senz’altro il ritorno in presenza.
    Inoltre crediamo che mai come in questo momento particolarmente volatile di mercato in un contesto economico profondamente cambiato rispetto al recente passato, sia opportuno incontrare i migliori esperti finanziari che potranno fornire preziose informazioni e strategia per cogliere le migliori opportunità.

     

    Espositori dell’edizione saranno Unicredit, Intesa SanPaolo, BNP Paribas, Banca Akros, Webank, TopFx, Spectrum, Societe Generale, Directa Sim, Tickmill , Tradeview , Banca Sistema, Darwinex, easyMarkets

    A questi si aggiungono oltre 20 prestigiosi partner.

     

    Tutti i partecipanti al convegno riceveranno l’opportunità di aderire a una serie di promozioni e bonus, oltre che partecipare gratuitamente a Webinar e a sessioni didattiche on line che si terranno dopo l’evento.

     

    Per iscriversi gratuitamente all’evento fisco e online e visionare il programma basta collegarsi al sito web dedicato: https://investingnapoli.it/ o scaricare la App di SosTrader dalla quale sarà possibile scaricare un ticket digitale (Qr Code) per il Fast Track.

    Ufficio stampa Investing:

    [email protected]

    Tel 081.7803598

  • Acqua irrigua più sana con l’ozono

    Il trattamento dell’acqua da irrigazione offre numerosi vantaggi per l’agricoltura, tra cui maggiore sicurezza per le piante, migliore aspetto dei prodotti e protezione contro i composti chimici indesiderati. La tecnologia di ozonizzazione di OXIR è semplice e affidabile, rendendola una scelta valida per molti agricoltori.

     

    L’ozono è una forma di ossigeno altamente reattiva che può essere utilizzato per trattare l’acqua da irrigazione in agricoltura. Il trattamento con ozono ha numerosi vantaggi rispetto ad altri metodi di trattamento dell’acqua, come la clorazione.

    L’ozono è un disinfettante molto efficace che può uccidere batteri, virus e funghi presenti nell’acqua. Ciò significa che l’acqua trattata con ozono è più sicura da utilizzare per l’irrigazione, poiché riduce il rischio di malattie delle piante causate da questi organismi.

    Inoltre l’ozono è un ottimo deodorante e sbiancante. Ciò significa che l’acqua trattata con ozono può avere un odore e un colore migliori rispetto all’acqua non trattata. Ciò è particolarmente utile per l’irrigazione di prodotti come frutta e verdura che devono avere un aspetto attraente per essere venduti.

    I riscontri ottenuti a livello internazionale hanno spinto due aziende bolognesi a dar vita a MOW, la sintesi dell’esperienza costruttiva di G.R. Gamberini specializzato in atomizzatori e impolveratrici e della conoscenza e della competenza di MET ozone experts nel settore dei generatori a ozono, una macchina progettata per effettuare trattamenti in vigneto e frutteto con residuo zero sul terreno, nei frutti e nelle falde.

    MOW risulta estremamente performante contro oidio, peronospora, malattie fungine in generale e spore. Anticipando i tempi rispetto alle recenti richieste dell’Europa che hanno destato non poche preoccupazioni nel settore agricolo, la tecnologia OXIR porta a una sensibile riduzione degli agenti inquinanti e alla presenza di residui che spesso compromettono la vendibilità del prodotto, oltre a rappresentare un forte rischio per la salute degli addetti ai lavori. L’innovazione si traduce quindi non solo in ritrovati tecnologici di ultima generazione, ma anche in nuovi approcci a un’agricoltura sostenibile, volti a ridurre la deriva e l’impatto ambientale, generando un risparmio economico sui trattamenti fitosanitari, tra l’altro sempre più nel mirino della UE.

    L’ozono è anche un ottimo ossidante. Ciò significa che può rimuovere i composti chimici indesiderati presenti nell’acqua, come i metalli pesanti e i composti organici. Ciò può aiutare a proteggere le piante dai danni causati da questi composti e migliorare il loro sviluppo e la loro produttività.

    Infine, l’ozono è una tecnologia di trattamento dell’acqua OXIR è semplice e affidabile, disponibile in diverse dimensioni e può essere adattata alle esigenze specifiche dell’azienda agricola. Inoltre, l’ozono si decompone rapidamente in ossigeno una volta utilizzato, il che significa che non lascia residui nell’acqua trattata, ma anzi è funzionale anche in caso di lavaggi delle attrezzature e delle aree interne, sanando anche gli scarichi delle acque reflue.

    Non è dunque casuale l’importante riconoscimento europeo, la vittoria del Bando Horizon 2020 per le innovazioni tecnologiche, ottenuto da G.R. Gamberini in collaborazione con MET ozone experts relativamente a OXIR, la macchina per trattamenti con acqua ozonizzata.

    Del resto, la macchina, destinata al mercato nazionale e internazionale e omologata dall’ENAMA per la circolazione stradale, si afferma per importanti caratteristiche tecniche e per prestazioni che al momento non conoscono concorrenza. Ha dimensioni estremamente compatte che non ostacolano con l’agilità di manovra tra i filari del vigneto e del frutteto grazie a due super ruote che garantiscono un buon livello di galleggiamento sia su terreni pianeggianti che in dolce collina, mentre per i terreni più impervi e scoscesi occorrerà attendere gli upgrade successivi già in fase di studio. È dotata di un serbatoio in acciaio inox, con capacità di 1800 litri, al suo interno invece un rivestimento in materiale tecnico di ultima generazione mantiene la temperatura dell’acqua bassa e l’ottimale concentrazione di ozono. La componentistica si avvale di elementi di altissima gamma come il potentissimo generatore di corrente e la pompa elettrica ad alta capacità.

    Ulteriori plus, che fanno della macchina un prodotto top di gamma, si individuano nel generatore a ozono brevettato dalla MET, al momento il più performante disponibile sul mercato, nella possibilità di personalizzazione, nell’eventuale applicazione di un computer per l’agricoltura 4.0 e in un servizio di manutenzione premium che, oltre al collaudo e alla messa in campo, prevede l’intervento tempestivo dei tecnici in caso di problematiche, forti della cinquantennale esperienza di G.R. Gamberini, abbattendo i tempi di fermo macchina. Infine, la macchina non conosce tempi morti e si presta ad essere utilizzata lungo tutto l’arco dell’anno, coprendo oltre alla sanificazione dell’acqua per l’irrigazione anche la fase vegetativa, il post-raccolta, la potatura (come confermano recenti sperimentazioni effettuate in Abruzzo, l’acqua ozonizzata risulta efficace nel cauterizzare le ferite della potatura, inibendo così l’infezione da parte di microbi e batteri) e financo la sanificazione delle cantine e dei magazzini.

    https://www.oxir.eu/it/

    MET SRL è un’azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all’individuazione di soluzioni su misura l’azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall’ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met Srl propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell’ozono nell’ottica di un’economia e di una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.

    G.R. Gamberini SRL nasce a Bologna alla fine degli anni 60′ specializzandosi nella progettazione di tecnologie al servizio dell’agricoltura come impolveratrici, atomizzatori, nebulizzatori a basso volume e gruppi di diserbo. Oggi, con 55 anni di esperienza, l’azienda è conosciuta in tutto il mondo grazie alla produzione di macchine agricole affidabili, performanti e personalizzate, espressione di un autentico made in Italy artigianale. Fiore all’occhiello dell’azienda sono le impolveratrici pneumatiche che presentano la gamma più completa sul mercato, utilizzabili anche con zeoliti e prodotti di nuova generazione.

  • Inflazione, il migliore antidoto contro la paura è l’educazione finanziaria

    Siamo in una fase storica di grande difficoltà, perché caratterizzata da un’inflazione che marcia a ritmo record mentre l’economia rallenta dopo la vigorosa ripresa post pandemia. Questo scenario alimenta le incertezze e le paure dei cittadini, che si traduce in un aumento – dove possibile – della tendenza a risparmiare.

    La dinamica tra risparmio e inflazione

    inflazioneLo scenario inflattivo attuale è chiaramente visibile, perché i prezzi dell’energia hanno spinto al rialzo i prezzi dei beni di consumo ed in special modo dei prodotti alimentari. L’inflazione è chiaramente percepibile da tutti.

    Nella maggior parte dei casi, l’accumulo di risparmio è visto che unica soluzione. Gli indicatori di trend dimostrano chiaramente che la tendenza ad aumentare la propensione al risparmio è una costante quando cresce l’inflazione e il carovita si riflette sul carrello della spesa.

    Conta più saper allocare che risparmiare

    Tuttavia sottolinea l’ABI – associazione bancaria italiana – più che aumentare la propensione al risparmio, diventa fondamentale come antidoto alla inflazione la capacità di saper allocare efficacemente il proprio risparmio.

    Per riuscirci è necessario che ci sia una educazione finanziaria sufficientemente strutturata. L’unica che può favorire una corretta allocazione dei risparmi, per combattere l’erosione della ricchezza causata dall’alta inflazione. In pochi vanno al di là di una semplice strategia giornaliera. Bisogna fa capire che risparmiare non significa accantonare il denaro, bensì pianificare in modo attento le finanze specialmente quelle relative all’ambito familiare.

    La ricerca IPSOS

    Secondo una ricerca IPSOS condotta su un migliaio di individui di diverse fasce d’età, la percezione del contesto economico è peggiorata nell’ultimo anno.
    Oltre il 60% del campione è preoccupato dell’impatto dell’inflazione sulle sue risorse. È interessante notare come soltanto il 21% ha identificato le scelte finanziarie come un atto di responsabilità. La necessità di un’educazione finanziaria è avvertita soprattutto per individui nelle fasce di età più giovani.

    È chiaro che l’importanza di una corretta educazione in ambito finanziario pur rappresentare non solo un antidoto contro l’inflazione, ma al tempo stesso anche un vantaggio competitivo per le giovani generazioni e per la protezione degli anziani. Tuttavia bisogna adottare un linguaggio chiaro e semplice, improntato alla trasparenza e una comunicazione chiara sui meccanismi che governano gli investimenti e la finanza.

  • Un milione per mia figlia Educazione finanziaria per genitori (e non solo!)

    Comunicato stampa

    Un milione per mia figlia

    Educazione finanziaria per genitori (e non solo!)

     

    In libreria il prossimo 23 Aprile il nuovo libro di Pietro Di Lorenzo, un manuale che descrive, in modo semplice e pratico, quali sono gli strumenti, i metodi e le azioni che consentono di pianificare il futuro finanziario della propria famiglia

     

    15 aprile 2021. In libreria (il prossimo 23 aprile2021) “Un milione per mia figlia” il nuovo libro di Pietro Di Lorenzo. Il testo nasce dal desiderio dell’autore di aiutare i genitori a pianificare il futuro finanziario della propria famiglia e dei propri figli: è adatto anche a chi ha poca esperienza finanziaria, ma è comunque consapevole di quanto sia importante il tema della finanza personale.

     

    Nella prima parte sono spiegati nel dettaglio i motivi e le strategie che conducono verso il milione attraverso un piano di accumulo alimentato da un risparmio “intelligente” periodico.

    Nella seconda sono analizzati gli asset e gli strumenti finanziari da usare per raggiungere l’obiettivo.

    Nell’ultima parte l’autore mostra concretamente come, con le sue finanze personali, sta agendo per lastricare la strada verso un milione di euro per la figlia, cavalcando l’onda dei mega trend.

    Un milione per mia figlia parte dal racconto personale di Pietro di Lorenzo e delle strategie che ha messo in atto dopo la recente nascita di Anna Sofia. Non è però solo il racconto-testimonianza di una singola vicenda: Un milione per mia figlia è un vero e proprio manuale di educazione finanziaria per genitori (e non solo!) perché approccia in maniera davvero semplice e pratica le modalità da mettere in atto per dare un’educazione finanziaria ai figli, ma anche per compiere degli step utili nel pianificare il futuro finanziario famigliare. Un milione per mia figlia parla di finanza personale, di consapevolezza e di scelte volte a pianificare il futuro finanziario del proprio nucleo familiare, in periodo ricco di incertezze de difficoltà come quelli che stiamo vivendo.

     

    NOTA SULL’AUTORE:

    Pietro Di Lorenzo è socio ordinario SIAT, è fondatore e amministratore di un network di siti di carattere finanziario, oltre che organizzatore di eventi didattici dedicati al mondo del trading e degli investimenti. Per Hoepli ha già pubblicato Il tempo è denaro se sai come investirlo! (2018).,E’ autore di “L’odore dei soldi. Piccola filosofia del denaro da Platone a Wall Street” edito da Castelvecchi Editore; del best seller “Trading part time” edito da Tradinglibrary in 3 edizioni diverse. E’ stato docente all’Università di Cassino per il Master Universitario di I Livello “Analisi Quantitativa e Tecnica dei Mercati Finanziari”.

     

    SCHEDA LIBRO:

    Titolo:               Un milione per mia figlia

    Sottotitolo:       Educazione finanziaria per genitori (e non solo!)

    Autore:             Pietro Di Lorenzo

    Dimensioni:    14 x 21,5

    Pagine:            272
    Prezzo:           17.90€

    Casa Editrice: Hoepli Editore S.p.A. 2021

    ISBN                9788836005376

    Sito Hoepli      https://www.hoepli.it/libro/un-milione-per-mia-figlia/9788836005376.html

     

    CONTATTI E SOCIAL NETWORK:

    Web site:       https://pietro-dilorenzo.it/

    Skype:           helpdesk.sostrader

    Linkedin:       https://www.linkedin.com/in/pietro-di-lorenzo-017a3762/?originalSubdomain=it

    Twitter:          www.twitter.com/pdilor

     

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  • Lockdown: una famiglia su due ha risparmiato, in media, 480 euro

    I mesi di lockdown sono stati l’occasione per mettere mano alle spese domestiche e fare ordine tra i conti di casa; questo quanto emerge dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat* che, interrogando un campione rappresentativo della popolazione nazionale, hanno evidenziato come quasi 1 famiglia su 2 (48,2%), pari a 21 milioni di nuclei, abbia dichiarato di essere riuscita a risparmiare tra marzo e giugno, in media, 480 euro su alcune delle principali voci di spesa familiare (utenze, assicurazioni e prodotti finanziari).

    Dove gli italiani sono riusciti a risparmiare

    Su quali voci di spesa sono riusciti a risparmiare maggiormente gli italiani da marzo a giugno 2020? Ad essere stati ridotti con maggior frequenza (14,4% del campione intervistato) sono i costi sostenuti per l’RC auto e la bolletta della telefonia mobile; il 10,2%, pari a 4.500.000 famiglie, ha dichiarato di aver ridotto la bolletta elettrica, mentre il 9,2% dei rispondenti quella del gas.

    A determinare questi risparmi sono state diverse cause, sostengono gli esperti di Facile.it; in alcuni casi, come per l’RC auto e moto, ha influito notevolmente la riduzione delle tariffe applicate dalle compagnie, in altri, come per le utenze elettriche, ha inciso la diminuzione del costo delle materie prime, mentre in altri ancora, invece, il risparmio è stato determinato da un atteggiamento più attivo dell’utente che, con maggior tempo a disposizione, ha potuto confrontare le varie offerte presenti sul mercato trovando quella più adatta alle sue necessità.

    Sorprende, invece, vedere che molti, il 9,1% dei rispondenti, hanno dichiarato di aver risparmiato sulla carta di credito.

    Chi ha risparmiato e chi no

    Se, a livello nazionale, il 48,2% degli intervistati ha dichiarato di essere riuscito a risparmiare riducendo le spese di casa, la percentuale varia su base territoriale raggiungendo il valore più alto tra le famiglie residenti nelle regioni del Centro Italia (52,8%).

    Guardano a coloro che hanno ridotto le spese, come detto, il risparmio medio conseguito è stato pari a 480 euro; va detto, però, che il 64% dei rispondenti è riuscito a risparmiare meno di 300 euro, mentre il 18% tra 300 e 500 euro.

    Sono invece 22.700.000 le famiglie che hanno dichiarato di non essere riuscite a risparmiare; a livello territoriale, la percentuale di chi non ha risparmiato è più alta tra i rispondenti residenti nelle regioni del Nord Ovest (55,7%), al Sud e nelle Isole (51,7%).

    Le spese domestiche più pesanti

    Ma quali sono le spese domestiche che pesano maggiormente, almeno psicologicamente, sul budget delle famiglie italiane? Il 61,1% dei rispondenti ha indicato l’RC auto; nonostante molti siano riusciti negli scorsi mesi a ridurre questa spesa, l’assicurazione rimane ancora una delle voci di costo meno amate dagli italiani e, non a caso, una di quelle sulle quali la maggior parte dei rispondenti vorrebbe risparmiare.

    Tra i costi domestici meno amate ci sono anche la bolletta della luce (59,6%) e quella del gas (52%), la telefonia fissa (30,5%) e quella mobile (24,7%). Il mutuo è ritenuto come la spesa più pesante dal 28,9% dei rispondenti; va detto che sulla percentuale, a ben guardare non altissima, incide il fatto che non tutte le famiglie debbano far fronte a questo costo.

     

    Le spese che vorremmo ridurre

    Durante i mesi di lockdown è evidente come le famiglie abbiano acquisito una maggiore consapevolezza delle spese di casa e come, sovente, abbiano in qualche modo “compreso” meglio i relativi costi. Se si confrontano i dati della rilevazione di luglio con quelli della medesima rilevazione condotta a gennaio 2020, in epoca precedente alla pandemia, la classifica delle spese sulle quali gli italiani vorrebbero maggiormente risparmiare è sostanzialmente invariata, ma le percentuali sono tutte in calo. La volontà di risparmio, ad esempio, è passata dal 64% al 61% per le bollette della luce, dal 60% al 57% per l’RC auto e dal 59% al 51% per la bolletta del gas.

    Unico valore in lieve aumento è quello relativo alle tariffe internet casa, voce di spesa sulla quale vogliono risparmiare il 35% dei rispondenti; erano il 34% a gennaio 2020. Costretti da smart working e didattica a distanza ad usare di più questo servizio abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza del suo costo e, con ogni probabilità, della possibilità di trovare un’offerta migliore rispetto a quella che avevamo.

     

     

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.

  • Tari: a San Martino Buon Albergo i cittadini risparmiano

    Con la fine dell’anno, è tempo di bilanci anche per l’amministrazione comunale di San Martino Buon Albergo.

    «Siamo molto soddisfatti – spiega Franco De Santi, Sindaco di San Martino Buon Albergo -. Quando siamo stati eletti nel 2007, la raccolta differenziata a San Martino Buon Albergo raggiungeva circa il 57%, ora invece abbiamo raggiunto l’80%. Ben 23 punti in più, che erano l’obiettivo che ci eravamo preposti una volta insediati. In questi anni ci siamo impegnati per fornire ai cittadini – che ringrazio per l’impegno – tutti gli strumenti necessari per svolgere al meglio la raccolta differenziata, abbiamo organizzato momenti d’incontro e riunioni informative, anche nelle scuole. Sul territorio, è stato fondamentale anche il controllo capillare dei Vigili».

    Fondamentale infatti è stata l’introduzione dell’accesso all’Ecocentro solo tramite la tessera sanitaria, che ha permesso non solo la diminuzione degli ingombranti ma anche un maggior controllo degli accessi e della quantità di materiale da smaltire. Anche il servizio a pagamento di raccolta porta a porta di erbe e ramaglie, che ha visto un incremento della richiesta nell’ultimo anno, ha ottenuto un buon riscontro dai cittadini che scelgono il servizio invece di recarsi autonomamente e gratuitamente presso l’Ecocentro aperto 7 giorni su 7.  Nel 2020, nei parchi comunali di San Martino Buon Albergo, verranno inoltre installati i cartelli con le informazioni riguardanti la degradazione dei rifiuti, per sensibilizzare i cittadini sul loro corretto smaltimento. Oltre ai cartelli nei parchi, l’Amministrazione comunale conferma anche per il prossimo anno le iniziative nelle scuole e l’attenzione da parte della Polizia Locale perché, come dichiara Mauro Gaspari, Vicesindaco e Assessore all’ecologia «Siamo consapevoli che l’80% è un ottimo risultato ma bisogna lavorare costantemente per mantenerlo e, si spera, migliorarlo»

    L’anno nuovo porta anche una diminuzione delle tasse per i cittadini di San Martino. Grazie infatti ad un grande lavoro di risparmio e ad una perfezionata programmazione da parte dell’Amministrazione comunale, la Tari diminuirà del 3% per le famiglie. Per i negozianti è confermato lo sconto del 30% della tariffa per i locali commerciali di dimensioni inferiori ai 150 mq.

    «Quest’anno abbiamo raggiunto due importanti obiettivi del nostro programma: diminuire le tasse e aumentare la raccolta differenziata. I costi a carico del Comune per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti saranno superiori dello 0,7%, ma non abbiamo voluto gravare sulle tasche dei cittadini. La Giunta, insieme agli uffici competenti, ha lavorato per trovare le risorse necessarie per diminuire la Tari per i privati. Un segnale importante per famiglie del nostro comune» conclude il Vicesindaco.

  • Damast: il benessere della #doccetteria in soli 2 mm di spessore. A ISH 2019 con i soffioni Relax

    La total experience della #doccetteria Damast presenta a ISH 2019 la filosofia green dell’azienda, promotrice del risparmio idrico con la linea di soffioni RELAX dotati di valvola riduttrice di flusso.

    Damast soffione doccia Relax

    Ultrasottile, promotore di benessere, attento al risparmio idrico. L’elenco dei vantaggi potrebbe continuare ma è sufficiente citare il soffione Relax di Damast per rappresentare la filosofia “green” che nel mese di marzo porterà l’azienda all’ISH di Francoforte, la manifestazione di riferimento per il settore del bagno e dell’ecosostenibilità.

    I Soffioni RELAX, in soli 2 mm di spessore coniugano linee minimaliste all’utilizzo di valvole riduttrici di flusso, per contenere il dispendio d’acqua. Prodotti green che seguono anche le tendenze del design: Relax è proposto in acciaio inossidabile lucidato a specchio, materiale ecologico, sempre attuale e poliedrico per incontrare ogni esigenza e stile all’interno della sala da bagno.  La versatilità dei Soffioni RELAX consente di scegliere tra ben 11 varianti, disponibili nei formati tondo, quadrato e rettangolare. A seconda delle dimensioni i soffioni dispongono da un minimo di 64 ad un massimo di 216 fori, con ugelli flessibili in silicone e tecnologia Easy Clean per la rimozione del calcare con un semplice strofinio del dito.

    Dimensioni differenti ma prodotti accomunati dalla medesima filosofia: utilizzare in maniera consapevole la risorsa idrica – tanto preziosa quanto sempre più limitata – senza mai perdere di vista il benessere garantito dalla doccia. Una cultura che Damast è impegnata a promuovere quotidianamente e della quale la #doccetteria si fa portavoce.

  • Damast Set Colonna Rugiada: getti leggeri ma intensi con tecnologia Air System

    Tra la vasta gamma di prodotti del mondo della #doccetteria di Damast, azienda specializzata in docce, soffioni, saliscendi, si distingue il Set Colonna RUGIADA, una pratica soluzione per la doccia dotata di tecnologia “Air System”.  “Air System” è un sistema che permette di mescolare l’aria all’acqua, fornendo getti “spumeggianti” e permettendo di abbattere i consumi garantendo ugualmente flussi leggeri, morbidi ed un getto frizzante.

    Il Set Colonna RUGIADA, ha un’estetica accattivante, ed è composto da asta telescopica e girevole per una grande praticità; soffione S-AIRY tondo in ABS del diametro di 225×10 mm con ben 144 uscite dell’acqua; doccia a mano AIRY anticalcare a due getti (a cascata e a pioggia); completa di flessibile molto resistente con doppia aggraffatura.

    Il Set Colonna RUGIADA è disponibile nella versione cromata ed è perfetto nelle moderne docce walk-in, come nell’immagine.

    Damast Set Colonna doccia Rugiada con tecnologia Air System

    Damast da quasi vent’anni punta su ricerca e innovazione per offrire un perfetto connubio tra comfort ed attenzione all’ambiente, scopri il mondo della #doccetteria su www.damast.it; www.doccetteria.it e www.showerland.it

  • “Water Saving”: il risparmio idrico di Damast con SATURNO e NADAL Q

    La #doccetteria Damast coniuga comfort e rispetto per l’ambiente anche con i set colonna dotati di tecnologia “Water Saving”, una speciale valvola riduttrice di flusso posta all’interno dei soffioni e delle docce a mano in grado di garantire un risparmio idrico fino al 40%. Si tratta di soluzioni integrate che rendono sempre più ecosostenibile oltre che piacevole il proprio rituale di benessere.

    Damast, soffione Saturno e doccia a mano Nadal Q

    Il Set Colonna Minimal 2TQ sceglie la forma quadrata con il soffione Saturno in ottone cromato (dotato di 121 ugelli anticalcare) e la doccia a mano monogetto Nadal Q in ABS (dotata di 64 ugelli anticalcare). Sono entrambi dotati di tecnologie “Water Saving”.

    Bene irrinunciabile ma limitato, l’acqua è sempre più scarsa sul pianeta: Damast ha raccolto la sfida impegnandosi a promuovere l’uso responsabile dell’acqua e la cultura della doccia, abitudine “green” per eccellenza, proponendo sul mercato soffioni e docce a mano che riducono i consumi. Se infatti per una doccia di cinque minuti in media occorrono 60 litri di acqua, il bagno ne richiede il triplo. Solo scegliendo la doccia si ottiene un risparmio di circa 1.200 litri di acqua all’anno a persona: con i dispositivi “Water Saving” il risparmio è ancora superiore.

     

  • Millennials: risparmiano il 14% in più rispetto alla media nazionale

    Un tempo li chiamavano semplicemente ventenni o trentenni, oggi li chiamano Millennials, o Generazione Y e sono i nati fra il 1981 ed il 1995. Una fetta sempre più importante dei consumatori italiani che Facile.it ha cercato di conoscere meglio con un’indagine specifica da cui è emerso, ad esempio, che contro ogni stereotipo sono più bravi e più attenti nel ridurre le spese e rispetto alla media nazionale risparmiano il 14% in più su bollette, assicurazione auto, telefonia e le principali voci di spesa domestiche.

    I Millennials risparmiano di più, ma sentono il peso delle bollette

    Attenti al risparmio, al prezzo ma anche alla qualità dei servizi, esigenti e pronti a cambiare se non soddisfatti; è questa la fotografia dei Millennials italiani che emerge dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana**.

    Il primo dato evidenziato dall’analisi è che, nel 2018, tra i Millennials ben il 65% è riuscito a risparmiare sulle principali voci di spesa domestica (utenze, assicurazioni e prodotti finanziari), mentre a livello nazionale la percentuale si ferma al 59%. Anche guardando all’entità del risparmio, il quadro non cambia: i Millennials lo scorso anno sono riusciti a risparmiare, in media 709 euro, il 14% in più rispetto alle media nazionale (620 euro).

    Ma quali sono i costi che pesano di più – almeno psicologicamente – per i Millennials? Se come avviene anche per il campione complessivo, le bollette luce e gas e la polizza RC auto occupano il podio delle spese meno amate, per i nati fra il 1981 ed il 1995, le utenze domestiche, insieme ai costi dell’ADSL-fibra e quelli del conto corrente, risultano più pesanti rispetto alla media nazionale e per questo sono le aree dove concentreranno gli sforzi per risparmiare nel corso del 2019.

    RC auto e utenze domestiche: attenzione al prezzo… e alla qualità                                  

    Il tratto che caratterizza i Millennials e li distingue fortemente dalla media nazionale, è l’essere molto esigenti verso i fornitori di servizi, non solo per ciò che riguarda il prezzo, ma la qualità e pertanto si dimostrano pronti a cambiare facilmente operatore quando non soddisfatti.

    Analizzando le principali voci di spesa familiare sono molte quelle in cui, rispetto alla media nazionale, i Millennials hanno con più frequenza abbandonato il proprio fornitore in favore di uno nuovo. Guardando all’RC auto, ad esempio, emerge che nell’ultimo anno il 22% degli assicurati appartenenti alla Generazione Y ha cambiato compagnia (+3% rispetto alla media nazionale); nella telefonia mobile a cambiare operatore è stato il 38% dei clienti Millennials (+2%), mentre nella telefonia Adsl-fibra lo ha fatto il 25% (+4%). Anche rispetto ai conti correnti, la tendenza si conferma; la percentuale di Millennials che ha detto addio al proprio istituto di credito in favore di uno nuovo è superiore a quella della media nazionale (11% contro l’8%).

    Forse perché spinti da una generale incertezza lavorativa di fondo, fatto sta che i Millennials scelgono di tutelarsi quanto più possibile da eventi che potrebbero danneggiare la loro salute o capacità di produrre reddito e, a dispetto della giovane età, nel corso del 2018, fra chi si è assicurato, quasi uno su cinque ha sottoscritto o rinnovato una polizza vita, il 13% una contro i rischi da infortunio o malattia.

    Perché i Millennials cambiano fornitore così frequentemente?

    Se è vero che, indipendentemente dall’età anagrafica il prezzo è sempre la prima ragione che spinge a scegliere un nuovo fornitore, tratto distintivo della Generazione Y è porre grande attenzione alla qualità del servizio. Ecco quindi che tra i Millennials che hanno cambiato RC auto nell’ultimo anno, il 21% lo ha fatto perché non soddisfatto del servizio offerto dalla compagnia assicurativa; il 50% di coloro che hanno scelto una nuova banca per il proprio conto corrente ha preso questa decisione perché non contento della qualità offerta dal vecchio istituto di credito e, tra chi ha cambiato Adsl-fibra ottica, quasi 1 su due (49%) lo ha fatto perché la velocità di navigazione era troppo bassa.

    Il conto corrente, meglio se online

    L’attenzione ai costi e un approccio più conscio al risparmio emerge anche analizzando il rapporto della Generazione Y con i conti correnti. Secondo l’indagine realizzata per Facile.it, il 55% dei Millennials titolari di conto dichiara di averne uno online, mentre a livello nazionale la percentuale è pari al 46%.

    A conferma di questa tendenza, anche un altro dato; tra i Millennials che hanno più di un conto corrente (26% dei titolari), quasi uno su tre dichiara di aver fatto questa scelta appositamente per poter risparmiare utilizzando l’uno o l’altro conto in base alle tariffe delle singole operazioni, ma il 15% degli intervistati, di contro, dichiara di non conoscere con esattezza i costi del proprio conto corrente.

    La volontà di ridurre i costi spinge i Millennials ad essere molto attivi nella ricerca della offerte; se a livello nazionale quasi il 40% dei titolari di conto corrente dichiara di aver scelto la banca in base alla vicinanza della filiale, la percentuale scende al 28% tra gli appartenenti alla Generazione Y che, di contro, utilizzano in misura maggiore gli strumenti a disposizione per poter risparmiare; il 21% ha scelto dove aprire il conto utilizzando i comparatori online dato che a livello nazionale scende al 18%.

    Lo sforzo dei Millennials nel cercare le migliori soluzioni si traduce, alla fine, in vantaggio economico che emerge anche analizzando la giacenza dei conti corrente; secondo quanto rilevato dall’indagine, in media, i Millennials tengono sul conto 6.834 euro; 500 euro in più (8%) rispetto alla media nazionale (6.331 euro).

     

     

    * Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Bollette: ogni famiglia italiana paga in media 1.200 euro l’anno

    Quanto hanno speso nel 2018 le famiglie* italiane per pagare le bollette di luce e gas? Molto: in media circa 1.200 euro. A fare qualche calcolo ha pensato l’Osservatorio sull’energia di Facile.it che, analizzando un campione di oltre 63mila contratti raccolti nel corso del 2018, ha potuto stimare con buona precisione il peso che hanno le bollette sui budget dei consumatori italiani.

    Nello specifico, per l’energia elettrica una famiglia media italiana lo scorso anno ha pagato 417 euro, mentre per il gas ha speso 762 euro.

    «Nonostante il passaggio obbligatorio dal mercato tutelato a quello libero sia stato rimandato al 2020, è importante valutare sin da subito e con attenzione la propria bolletta di luce e gas», spiega Silvia Rossi, Responsabile Energia di Facile.it. «Cambiare regime può consentire di ridurre sensibilmente il costo delle utenze domestiche, con un risparmio che può arrivare al 25% per l’energia elettrica e al 15% per quanto riguarda il gas.».

    Le bollette dell’energia elettrica e del gas sono considerate dagli italiani una delle spese che incidono maggiormente sul budget familiare e, secondo una recente indagine** realizzata da mUp Reasearch per Facile.it, sono più di 17 milioni i consumatori che nel 2019 cercheranno di cambiare fornitore per ridurre i costi.

    Tornando all’analisi, per verificare il risparmio Facile.it ha simulato il costo di una bolletta luce e gas utilizzando la migliore tariffa mercato libero 2018, in fascia monoraria, disponibile sul comparatore. A parità di consumi, la stessa famiglia avrebbe speso per la bolletta elettrica 305 euro l’anno – con un risparmio di 112 euro rispetto al mercato tutelato – mentre per il gas avrebbe pagato 639 euro, con una riduzione della bolletta pari a 123 euro.

    Energia elettrica; in Sardegna i consumi maggiori

    Essendo la tariffa dell’energia elettrica nel mercato tutelato uguale in tutta la Penisola, la differenza dell’importo totale della bolletta tra una regione e l’altra è legata in modo diretto al consumo di KWh annuo per nucleo. Analizzando i contratti raccolti nel 2018 da Facile.it emerge che la regione con i valori più alti di consumo (e quindi i costi maggiori in bolletta) risulta essere la Sardegna; nell’Isola una famiglia media consuma 2.334 KWh e paga, sotto regime tutelato, 502 euro l’anno. Seguono in classifica le famiglie del Veneto, con un consumo di 2.134 KWh e una bolletta annua di 460 euro e quelle della Sicilia, dove il consumo medio è di 2.079 KWh e il costo della bolletta elettrica pari a 448 euro l’anno.

    Sul fronte opposto, invece, le regioni dove sono stati stimati i consumi di energia mediamente più bassi per famiglia sono la Toscana (1.727 KWh e una bolletta di 378 euro), la Liguria (1.736 KWh e un costo annuo di 380 euro) e l’Abruzzo (1.824 KWh, spesa annua 394 euro).

    Bolletta del gas, Emilia-Romagna in testa

    La tariffa del gas nel mercato tutelato, a differenza di quanto avviene per l’energia elettrica, varia a seconda delle aree del Paese. È proprio la tariffa base che, insieme al consumo di gas per nucleo, contribuisce a determinare le differenze territoriali del costo della bolletta.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2018 hanno pagato il conto più alto sono quelli dell’Emilia-Romagna; qui una famiglia media spende 863 euro l’anno. Seguono le famiglie del Veneto (841 euro l’anno) e quelle del Friuli-Venezia Giulia (830 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Liguria, regione dove una famiglia media paga solo 617 euro l’anno e la Calabria, dove il costo della bolletta è pari a 653 euro l’anno per nucleo familiare.

     

    * Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media italiana composta da 2,7 individui, con un consumo annuo di 1.924 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, stessa famiglia media italiana con un consumo annuo di 865 Scm in regime tutelato.

    ** Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

     

     

     

  • RC Auto: nel 2019 aumenti per 100.000 residenti in Emilia Romagna

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 100.000 residenti in Emilia Romagna; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 38.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Emilia Romagna, ha evidenziato come il 4,12% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile, nel corso del 2018, di un incidente che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta persino superiore alla media nazionale (3,83%) ma, ed almeno questa è una buona notizia, leggermente in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti emiliano romagnoli che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 4,38%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Emilia Romagna, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 570,63 euro, valore in aumento del 6,69% rispetto alle stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Bologna (4,78%), seguono in classifica gli automobilisti di Parma (4,51%) e Modena (4,28%). L’area con i valori più bassi è invece Piacenza, dove solo il 3,16% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa, seguono Reggio Emilia (3,29%) e Ferrara (3,43%).

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione dell’Emilia Romagna, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 4,13% del campione, mentre tra le donne la percentuale è appena più bassa, pari al 4,11%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 5,24% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, impiegati (4,84%) e i dirigenti (4,76%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono gli agenti di commercio e gli studenti ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente lo 0,73% e l’1,09%.

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, la ricerca è basata su 563.923 preventivi effettuati in Emilia-Romagna su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

     

     

  • RC Auto: 28.000 abruzzesi pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per quasi 28.000 abruzzesi; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 10.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Abruzzo, ha evidenziato come il 3,99% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta leggermente superiore alla media nazionale (3,83%); la buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti abruzzesi che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 4,30%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Abruzzo, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 507,49 euro, valore in aumento del 3,61% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Chieti (4,50%); oltre a questo primato, la provincia risulta essere quella della regione dove la percentuale è cresciuta maggiormente rispetto all’anno precedente (quando era pari a 3,25%). Seguono in classifica gli automobilisti di Teramo (4,44%) e Pescara (3,65%). L’area con i valori più bassi è invece L’Aquila, dove solo il 3,35% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa.

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione abruzzese, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 3,93% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 4,15%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i dirigenti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 7,43% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, gli impiegati (4,82%) e i pensionati (4,38%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono le forze armate e i disoccupati ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente l’1,80% e il 2,55%.

    Di seguito le classifiche regionali e provinciali degli automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa nel periodo di tempo considerato.

     

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda l’Abruzzo, la ricerca è basata su 142.536 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • RC Auto: 42.000 marchigiani pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per quasi 42.000 marchigiani; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno aumentare la propria classe di merito e, insieme ad essa, il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 11.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti nelle Marche, ha evidenziato come il 4,87% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta addirittura superiore alla media nazionale (3,83%); la buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti marchigiani che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 5,06%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto nelle Marche, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 539,96 euro, valore in aumento dell’1,49% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Fermo (6,77%). Seguono in classifica gli automobilisti di Ascoli Piceno (5,64%) e Ancona (5,37%). L’area con i valori più bassi è invece quella di Pesaro e Urbino, dove solo il 2,64% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa, seconda fra le province virtuose, sebbene distanziata, Macerata (4,88%).

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione marchigiano, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 4,41% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 5,55%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i pensionati sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 7,09% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, i liberi professionisti (6,39%) e gli impiegati (5,22%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono le casalinghe e i medici ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente il 2,99% e il 3,07%.

    Di seguito le classifiche regionali e provinciali degli automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa nel periodo di tempo considerato.

     

     

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra l’1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda le Marche, la ricerca è basata su 178.604 preventivi effettuati nelle Marche su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • RC Auto: 22.800 automobilisti residenti in Friuli-Venezia Giulia pagheranno di più nel 2019

     

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 22.800 residenti in Friuli-Venezia Giulia; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

     

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 8.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Friuli-Venezia Giulia, ha evidenziato come il 3,32% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta leggermente inferiore alla media nazionale (3,83%) e, seconda buona notizia, in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti della regione che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 4,39%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Friuli Venezia Giulia, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 417,02 euro, valore in aumento dello +0,36% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Trieste (4,78%). Seguono in classifica gli automobilisti di Gorizia (3,53%) e Udine (3,13%)

    L’area con i valori più bassi è invece Pordenone, dove solo il 2,36% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa.

     

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione del Friuli-Venezia Giulia, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 2,98% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 3,95%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i commercianti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 6,62% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica gli imprenditori (5,41%) e gli artigiani (4,57%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono il personale medico e gli agenti di commercio ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa.

     

     

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra l’1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda il Friuli-Venezia Giulia la ricerca è basata su 114.181 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • RC Auto: oltre 35.000 liguri pagheranno di più nel 2019

     

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 35.000 liguri; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno aumentare la propria classe di merito e, insieme ad essa, il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 10.250 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Liguria, ha evidenziato come il 5,09% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato non solo risulta notevolmente superiore alla media nazionale (3,83%), ma è addirittura il più alto di tutta Italia.

    La buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti liguri che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 5,67%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Liguria, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 601,50 euro, valore in aumento dell’1,78% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Genova (5,66%); seguono in classifica gli automobilisti di La Spezia (5,64%) e Savona (4,42%). L’area con i valori più bassi è invece Imperia, dove solo il 2,05% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa; oltre a questo primato, la provincia risulta essere quella della regione dove la percentuale è diminuita maggiormente rispetto all’anno precedente (quando era pari al 4,37%).

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione ligure, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 4,47% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 6,17%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, l’8,49% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, i commercianti (7,16%) e i liberi professionisti (6,19%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono le forze armate e gli agenti di commercio ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente l’1,39% e il 2,82%.

    Di seguito le classifiche regionali e provinciali degli automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa nel periodo di tempo considerato.

     

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra l’1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda la Liguria, la ricerca è basata su 147.349 preventivi effettuati in Liguria su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RC Auto: 23.600 umbri pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 23.600 umbri; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando circa 5.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Umbria, ha evidenziato come il 4,53% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta superiore alla media nazionale (3,83%); la buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti umbri che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 6,22%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Umbria, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 542,13 euro, valore in calo dello 0,85% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Perugia (4,74%), mentre a Terni la percentuale di automobilisti che si sono dichiarati responsabili di un incidente è stata pari al 4,06%.

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione umbro, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 4,46% del campione; pochi distanti le donne, la cui percentuale è pari al 4,57%. A livello nazionale, invece, la differenza tra i due sessi è più marcata.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 7,50% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica i pensionati (6,33%) e gli operai (5,12%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono i disoccupati e i dirigenti ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente l’1,49% e il 2,22%.

    Di seguito le classifiche regionali e provinciali degli automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa nel periodo di tempo considerato.

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra l’1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda l’Umbria, la ricerca è basata su 65.117 preventivi effettuati in Umbria su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Italiani; ecco quanto risparmiano veramente…e se risparmiano

     

    Gli italiani riescono veramente a risparmiare? E se sì, quanto e su quali spese? In occasione dell’apertura del suo Store di Milano, Facile.it ha risposto a queste e altre domande grazie a un’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione adulta*. Il primo dato emerso è che nel 2018 il 40,9% degli italiani non è riuscito a risparmiare; se si guarda invece a coloro che sono riusciti a mettere da parte qualcosa riducendo le principali voci di spesa familiare (utenze, assicurazioni e prodotti finanziari), il risparmio medio è stato pari a 620 euro.

    Tra spese e desideri, quanto e dove si risparmia?

    Fra le spese familiari prese in esame, quelle che nell’ultimo anno, almeno psicologicamente, hanno inciso maggiormente sugli italiani – secondo l’indagine condotta per Facile.it da mUp Research con l’ausilio di Norstat – sono state l’RC auto (66,3%), la bolletta dell’energia elettrica (65,6%) e quella del gas (58,7%).

    E se l’RC auto è una delle voci su cui gli italiani hanno imparato a risparmiare maggiormente (11.2 milioni quelli che l’hanno fatto nel 2018), solo il 15,7% e il 13,1% dei rispondenti ha invece dichiarato di essere riuscito a ridurre il peso della bolletta elettrica e quella del gas; percentuali basse se si considera che le due voci di spesa occupano rispettivamente il primo e terzo posto nella lista dei costi che le famiglie desiderano tagliare con il 70,4% ed il 60,9%.

    Gli italiani sono poi sempre più attenti anche a voci di spesa fino a qualche tempo fa poco considerate; 8.3 milioni i consumatori che sentono il bisogno di diminuire i costi della Pay TV, mentre 7.9 milioni vorrebbero ridurre quelli legati al conto corrente.

    Assicurazioni. Non solo più RC auto

    Analizzando le abitudini degli italiani in tema di assicurazioni emerge che sono 34.4 milioni quelli che hanno sottoscritto almeno una polizza nell’ultimo anno. E se l’RC auto risulta essere la più diffusa (96,8%), sono molte le persone che hanno scelto di tutelarsi con altre coperture.

    5.9 milioni di italiani hanno optato per una polizza vita; 5.1 milioni per un’assicurazione infortuni o sanitaria, 3.9 milioni hanno sottoscritto l’RC capofamiglia e 3.7 milioni hanno scelto di proteggere la propria abitazione con una polizza casa.

    Altri prodotti assicurativi, pur risultando ancora marginali rispetto al totale delle assicurazioni, raggiungono ormai bacini piuttosto ampi: quasi 1.8 milioni di italiani hanno sottoscritto una polizza viaggio e 1.7 milioni quella per gli animali.

    RC auto: perché si cambia e quanti lo fanno

    L’indagine ha poi approfondito il comportamento degli italiani rispetto all’RC auto, cercando di analizzare quanti siano rimasti fedeli alla propria assicurazione e quanti, invece, abbiano scelto di cambiare nell’ultimo anno. Quasi un automobilista su cinque (19%) a fine contratto ha detto addio alla propria compagnia assicurativa, un dato in forte crescita se si considera che 10 anni fa solo 1 su 10 prendeva questa decisione.

    Perché si cambia? Nell’86% dei casi è il prezzo troppo elevato la ragione per cui si sceglie di passare ad un’altra compagnia, mentre nel 13% è il servizio ad essere giudicato non all’altezza delle aspettative.

    Conti correnti

    Il conto corrente risulta essere un servizio ormai imprescindibile, eppure sono ancora 4.2 milioni gli italiani che hanno dichiarato di non averne uno; di contro, se si guarda a chi il conto lo l’ha, oltre un rispondente su quattro dichiara di essere titolare di più conti e addirittura il 46.3% è titolare di un conto corrente online.

    E se comodità e vicinanza alla filiale rappresentano ancora il primo elemento nella scelta del proprio conto corrente, sono 7.3 milioni gli italiani che utilizzano gli strumenti di comparazione online per scegliere il prodotto più conveniente.

    Che gli italiani stiano pian piano diventando sempre più attenti e consapevoli nella gestione del budget familiare lo si evince anche da un altro dato; il 26,1% di coloro che hanno più di un conto corrente dichiara di aver fatto questa scelta appositamente per poter utilizzare l’uno o l’altro in base alle tariffe delle singole operazioni e poter così risparmiare.

    Attenzione però; sono circa 6.6 milioni gli italiani che ammettono di non avere chiari i costi del proprio conto.

    In media, secondo quanto emerso dall’indagine, gli italiani lasciano sul conto corrente 6.331 euro anche se il 43,1% dichiara di avere una giacenza media compresa tra i 1.000 e i 3.000 euro.

    Gli italiani risultano essere tutto sommato contenti del proprio conto, tanto che solo l’8% dei correntisti ha cambiato istituto di credito nell’ultimo anno e chi lo ha fatto, nel 61% dei casi, è stato spinto dal prezzo troppo altro, il 40%, invece, ha scelto un’altra banca perché vittima di un servizio non soddisfacente.

    Telefonia mobile

    Passando al mondo della telefonia mobile sono due i dati principali che emergono dall’indagine; il primo è la penetrazione di questo servizio, che ormai copre il 90% della popolazione adulta, con addirittura il 31,7% dei rispondenti che, al netto di eventuali utenze aziendali, dichiara di utilizzare più di una sim.

    L’altro dato è relativo alla percentuale di clienti che nell’ultimo anno hanno cambiato operatore: il 36%. Valore molto alto se confrontato con gli altri servizi presi in esame dall’indagine. Addirittura, oltre il 14% dei rispondenti ha dichiarato di aver cambiato compagnia più di una volta nel corso dello stesso anno.

    Perché si cambia? Prezzi troppo alti (88%), traffico disponibile non sufficiente (23%) o, più in generale, perché le politiche adottate dalla compagnia non sono apprezzate (18%). Da notare che se è vero che il 64% dei rispondenti ha mantenuto il proprio operatore, tra questi quasi uno su tre (30%) lo ha fatto solo perché non ha trovato un’offerta più conveniente, ma è disposto a cambiare non appena la troverà.

    Fornitura luce e gas

    Il quadro che emerge analizzando i servizi di fornitura luce e gas è di una soddisfazione solo parziale; sebbene la percentuale di coloro che hanno dichiarato di voler risparmiare sia molto elevata (rispettivamente il 70,4% e il 60,9%), quella di chi ha effettivamente cambiato fornitore è molto bassa (13% e 12%).

    Fra chi ha cambiato, la ragione principale è stata il prezzo troppo elevato (66% sia per la luce sia per il gas), mentre più di uno su cinque (rispettivamente il 24% e il 20%) lo ha fatto per passare dal mercato tutelato a quello libero. Interessante notare, inoltre, come la poca trasparenza nelle tariffe sia motivo di cambiamento più sul fronte della fornitura gas (10%) rispetto all’energia (5%).

    Se si guarda invece a coloro che hanno mantenuto lo stesso fornitore, solo il 59% (luce) e 54% (gas) lo ha fatto perché soddisfatto dell’attuale compagnia, mentre il 39% e il 43% sono alla ricerca di offerte migliori e cambieranno non appena riusciranno a trovarle.

    Pay TV

    La Pay TV si sta sempre più affermando nel Paese e oggi, secondo i risultati dell’indagine, quasi un italiano su due dichiara di essere abbonato ad almeno un servizio di Pay TV e, tra questi, il 44,6% è addirittura abbonato a più di uno. Ma quanto sono fedeli gli italiani al proprio fornitore? Non molto; secondo i dati un cliente su cinque (20%) ha cambiato nell’ultimo anno.

    Le ragioni? In questo caso la prima motivazione è l’insoddisfazione rispetto ai contenuti offerti (51%), seguito dal prezzo troppo alto (45%). Tra chi invece non ha cambiato, il 40% ammette che lo farà non appena troverà un altro servizio soddisfacente, il 19% dichiara di aver rimodulato l’offerta del proprio operatore mentre solo il 18% si considera soddisfatto. Il 5% ha disdetto il servizio.

     

    * Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

     

  • Bollette, assicurazioni, conti correnti e telefonia; quanto riescono a risparmiare i milanesi e perché cambiano

    Quanto si risparmia a Milano? I residenti nel capoluogo lombardo riescono a contenere i costi più o meno di quanto non si faccia nel resto dello Stivale? Quali sono le spese che percepiscono come più gravose per i budget familiari? In occasione dell’apertura del suo Store di Milano (Corso di Porta Romana 90), Facile.it ha risposto a queste e altre domande grazie ad un’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione della città metropolitana di Milano*. Il primo dato emerso è che il 36,7% dei milanesi, quest’anno, non è riuscito a risparmiare. Chi invece nel corso dell’anno ha ridotto alcune delle principali voci di spesa familiare (utenze, assicurazioni e prodotti finanziari) è riuscito a mettere da parte 757 euro, il 19% in più rispetto alla media nazionale (620 euro).

    Tra spese e desideri, quanto e dove si risparmia?

    Fra le spese familiari prese in esame, secondo l’indagine condotta per Facile.it da mUp Research con l’ausilio di Norstat quelle che nell’ultimo anno hanno inciso maggiormente sui milanesi, almeno psicologicamente, sono state la bolletta dell’energia (59,1%), l’RC auto (56,8%) e la bolletta del gas (51,7%).

    E se a livello nazionale l’RC auto è la spesa su cui gli italiani hanno imparato a risparmiare maggiormente, guardando al comportamento dei milanesi emerge che, insieme all’assicurazione dell’automobile (21,2%) gli abitanti del capoluogo lombardo hanno imparato a risparmiare anche sulle tariffe Adsl e fibra ottica (21,2%, contro una media nazionale ferma al 15,7%). In cima alla lista delle spese che i milanesi desiderano tagliare, invece, si posizionano le bollette luce (58,7%) e gas (55%).

    I milanesi sono risultati essere molto attenti a voci di spesa fino a qualche tempo fa poco considerate; il 21,2% sente il bisogno di diminuire i costi della carta di credito, il 22% quelli legati al conto corrente.

    Assicurazioni. Non solo più RC auto

    Analizzando le abitudini dei cittadini di Milano in tema di assicurazioni emerge che il 72% di loro (pari ad 1.650.000 individui) ha sottoscritto almeno un’assicurazione negli ultimi 12 mesi, ma non si tratta solo di RC auto, anzi. Se a livello nazionale i sottoscrittori di questo genere di copertura sono il 96,8% dei rispondenti, a Milano, forse per la grande diffusione del car sharing o per l’abitudine a servirsi dei mezzi pubblici, il dato scende fino al 91,1%.

    Notevolmente maggiori, invece, i numeri meneghini per altri generi di copertura; la polizza infortuni è stata sottoscritta dal 17,7% del campione milanese (14,8% il dato nazionale), ancora la stessa percentuale, 17,7% ma maggiore differenza, per la polizza a tutela della casa (10,8% totale Italia). Sono il 14,2% i milanesi che hanno tutelato sé stessi e il proprio nucleo familiare con una polizza RC capofamiglia (11,3% per il dato nazionale); il 7,1% ha scelto un’assicurazione viaggi (5,1% totale Italia), il 7% una copertura animali (5% totale Italia) e il 5,7% una RC professionale, sottoscritta solo dal 4% del campione nazionale.

    RC auto: perché si cambia e quanti lo fanno

    L’indagine ha poi indagato il comportamento dei milanesi rispetto all’RC auto, cercando di capire quanti abbiano scelto di cambiare nell’ultimo anno. Quasi un automobilista su cinque (17,7%) a fine contratto ha detto addio alla propria compagnia assicurativa e lo ha fatto per ragioni di prezzo (94%) o di insoddisfazione sul servizio (5%).

    Conti correnti

    Uno dei settori in cui i milanesi si differenziano maggiormente dal campione nazionale, secondo l’indagine condotta da mUp Research per Facile.it è quello dei conti correnti bancari. La prima evidenza si ha nel fatto che se a livello nazionale dichiarano di non essere titolari di conto il 9,7% degli intervistati, all’ombra della Madonnina il dato scende al 5,7%.

    È curioso notare, però, come a Milano si sia ancora molto affezionati ai conti correnti tradizionali, di cui sono intestatari il 72,8% dei rispondenti e ci si serva meno dei conti online per i quali solo il 45,4% dei soggetti che hanno partecipato all’indagine dichiarano la titolarità.

    Se comodità e vicinanza della filiale rappresentano ancora il primo elemento nella scelta del proprio conto corrente, il 21,2% dei milanesi utilizza strumenti di comparazione online per scegliere il prodotto più conveniente. Altissimo, rispetto alla media nazionale, il dato sui milanesi che sono titolari di due o più conti; 34,3% rispetto al 26,9% del totale Italia.

    In media gli italiani lasciano sul conto corrente 6.331 euro, ma secondo quanto emerso dall’indagine a Milano la giacenza media è notevolmente maggiore ed arriva a 7.375 euro (+16,5%); circa 56.000 individui, poi, dichiarano di tenere sul conto oltre 40.000 euro.

    I milanesi sembrano essere contenti del proprio istituto tanto che, negli scorsi 12 mesi, appena il 7% ha cambiato banca. Tra chi ha scelto di rivolgersi altrove, la prima motivazione risulta essere il costo elevato delle singole operazioni o, in second’ordine, il costo base del conto. Proprio riguardo ai costi del proprio conto, peraltro, non a tutti sono chiari e il 19% degli intervistati milanesi ammette di non conoscerli.

    Telefonia mobile

    Per quanto riguarda la telefonia mobile, Facile.it e mUp research hanno raccontato come siano 9 su 10 i milanesi intestatari di un contratto e ben il 31,4% possegga, senza contare le eventuali utenze aziendali, due o più Sim.

    Se a livello nazionale, però, i clienti che nell’ultimo anno hanno cambiato operatore sono il 36% del campione, a Milano il dato sale al 39% e i principali motivi che spingono i milanesi a trovare un nuovo operatore sono il prezzo (86%) e la disponibilità di poco traffico Internet (20%).

    Fornitura luce e gas

    Anche per quanto concerne le principali utenze domestiche, luce e gas, l’indagine ha delineato un quadro con toni in chiaro scuro; se quelli che hanno effettivamente cambiato fornitore rappresentano una percentuale bassa, sia pur superiore alla media nazionale (rispettivamente, per luce e gas a Milano il 15% ed il 14% contro dati nazionali del 13% e 12%), nella scala dei desideri dei consumatori meneghini, le bollette occupano i primi posti fra le voci su cui si vorrebbe risparmiare nel prossimo anno (58,7% luce; 55% gas).

    Fra chi ha cambiato, la ragione principale è stata il prezzo troppo elevato (63% per la luce e 69% per il gas), seguita dal passaggio dal mercato tutelato a quello libero (26% luce e 17% gas).

    Pay TV

    A Milano la Pay TV è una realtà sempre più consolidata e oggi, secondo quanto emerso dall’indagine, più di   un milanese su due dichiara di essere abbonato e, tra questi, il 43,2% è abbonato ad almeno due servizi di Pay TV.

    Ma quanto sono fedeli i milanesi al proprio fornitore? Anche in questo caso, meno della media nazionale. Se in Italia un cliente su cinque (20%) ha cambiato nell’ultimo anno, a Milano si arriva al 23%.

    Perché? Sostanzialmente per ragioni di prezzo (49%) e insoddisfazione sui contenuti proposti (45%).

    * Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

  • Facile.it va torna on air con lo spot “SONO GIA’ SU DI GIRI!”

    Facile.it, il più importante portale italiano di confronto tariffe assicurative e non solo torna in televisione con un nuovo spot dedicato, questa volta, al mondo dei motori. La nuova creatività, in onda da domenica 28 ottobre, si intitola Sono già su di giri! e, ancora una volta, porta la firma dell’agenzia Nadler Larimer & Martinelli ed è prodotto da The Bigmama.

    Se gli ultimi due spot avevano portato il risparmio in Liguria ed in Toscana, questa volta la scena si svolge in Emilia Romagna, nei box di una gara automobilistica.

    A parlare sono due meccanici che, deliziati dal rombo dei motori, si confrontano anche sul risparmio ottenibile sui costi RC auto attraverso Facile.it. L’evidenza dei fatti, dimostrata dal più esperto, convince anche l’altro e, in poco tempo, tutto il team dei box si stringe attorno allo schermo sul quale scorrono le offerte del portale.

    «La campagna», ha dichiarato Marco Giorgi, Direttore Marketing di Facile.it, «si inserisce in un percorso di continuità con le precedenti e mette al centro i nostri punti di forza; la convenienza per gli utenti e la semplicità d’uso.».

    Anche questa volta il portale non rinuncia alla frase che accompagna le sue creatività fin all’inizio e che ormai è diventata un cult “Facile.it!, Facile.it!, Facile.it!” . Uguale, altro segno di continuità, anche la colonna sonora You Sexy Thing degli Hot Chocolate. A dirigere lo spot è questa volta Carlo Sigon.

    Lo spot, in onda dal 28 ottobre, sarà in programmazione con due flight, da 30’’e da 15’’, sulle reti Mediaset, RAI, Cielo, TV8, Sky e Discovery e sui principali canali web a cominciare da YouTube.

    Lo spot è disponibile anche sulla homepage di Facile.it al link: http://www.facile.it/spot-tv.html

  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Reggio Emilia

    Quanto costa vivere a Reggio Emilia e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del primo Facile.it Store nella città di Reggio Emilia (https://www.facile.it/store/reggio-emilia.html) la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto, luce, gas, ADSL e RC moto. Ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    I primi costi finiti sotto la lente sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, ad agosto 2018 il premio medio dell’RC auto nella città di Reggio Emilia era pari a 588,61 euro, valore in calo del 2,65% rispetto a 12 mesi fa. Le tariffe si abbassano ma il trend si inverte se si prende in considerazione l’intera provincia di Reggio Emilia; il premio medio, in questo caso, è pari a 542,00 euro, valore in aumento dell’1,40% rispetto ad agosto 2017. Nonostante ciò assicurare un’automobile in provincia di Reggio Emilia costa ancora il 6,99% in meno rispetto alla media italiana.

    Sul fronte dell’RC moto*, negli ultimi dodici mesi si è registrato un trend di crescita delle tariffe tanto che, ad agosto 2018, per assicurare una due ruote a Reggio Emilia e provincia servivano, in media, 430,74 euro, il 6,23% in più rispetto ad agosto 2017.

    Energia e gas

    Tra le voci di spesa che incidono maggiormente sulle tasche dei cittadini ci sono quelle legate alla luce e al gas. Per quanto riguarda i consumi energetici, prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia residente in provincia di Reggio Emilia (2.473 kWh), la spesa mensile rilevata nei primi 8 mesi del 2018 è stata pari a circa 41,50 euro; se le tariffe rimarranno stabili fino alla fine dell’anno, il peso totale delle bollette energetiche del 2018 risulterà pari a circa 499 euro, vale a dire il 2,36% in più rispetto al 2017. Guardando il consumo di gas, invece, la bolletta media mensile è stata pari a 80 euro; in questo caso, in assenza di variazioni del prezzo del metano, il costo complessivo annuale risulterà pari a 962 euro, ovvero il 9,70% in più rispetto allo scorso anno.

    Telefonia

    Buone notizie arrivano dall’analisi dei costi legati alla telefonia fissa (voce e ADSL). Nei primi 8 mesi del 2018 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie reggiane è stata pari a circa 26,5 euro, per un costo complessivo annuale stimato pari a circa 317 euro. Il valore, grazie ad un abbassamento generale delle tariffe offerte dagli operatori telefonici, risulta in calo dell’11,8% rispetto allo scorso anno. 

    Mutui casa

    Altra voce di spesa finita sotto la lente di Facile.it è quella relativa al mutuo. Analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nei primi 8 mesi del 2018, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Reggio Emilia hanno chiesto, mediamente, 123.443 euro, importo in linea con la richiesta registrata dodici mesi fa. Ancora in media, chi ha presentato domanda aveva 39 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 66,7% del valore dell’immobile e aveva intenzione di restituire la cifra in 22 anni. Guardando alla tipologia di tasso scelto, emerge che l’81,44% dei richiedenti ha optato per quello fisso mentre solo il 14,85% ha cercato di ottenere il variabile. Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, l’importo medio richiesto sale a 131.053 euro da restituire in 25 anni; l’età media dei richiedenti, invece, scende a 37 anni.

    Prestiti personali

    Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel corso dei primi 8 mesi del 2018, l’importo medio richiesto in provincia è stato pari a 11.421 euro, in aumento dell’11,8% rispetto allo stesso periodo del 2017. Nonostante l’incremento, però, è rimasto sostanzialmente stabile il numero di rate in cui i richiedenti desiderano restituire il prestito, passate da 60 a 63 (pari a poco più di 5 anni). Interessante notare come quasi il 13% delle domande totali presentate in Emilia Romagna provenga da utenti della provincia di Reggio Emilia.

    Lo Store di Reggio Emilia

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Monza, Parma e Genova, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo secondo store in Emilia Romagna, questa volta nel cuore della città di Reggio Emilia (via Emilia Santo Stefano, 9/E). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Continua il nostro percorso di espansione territoriale in Emilia Romagna e, dopo il successo di Parma, abbiamo scelto di aprire uno Store anche a Reggio Emilia; i cittadini emiliano romagnoli sono molto attenti al risparmio e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui le famiglie devono fare i conti ogni mese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «Obiettivo dei Facile.it Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

    (*)

    Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 53.083 preventivi auto e 8.120 preventivi moto effettuati a Reggio Emilia e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018 i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina:

    https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

     

    Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 700 richieste di mutuo presentate da gennaio ad agosto 2017 e da gennaio ad agosto 2018 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Reggio Emilia.

     

    Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 900 richieste di prestito personale presentate da gennaio ad agosto 2017 e da gennaio ed agosto 2018 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Reggio Emilia.

  • 175.000 genovesi ogni settimana discutono in famiglia per ragioni legate al risparmio

    Ogni settimana, a Genova e provincia, 175.000 persone discutono in famiglia per ragioni legate al risparmio domestico; addirittura 58.000 individui lo fanno quasi tutti i giorni. Questa è una delle evidenze emerse dall’indagine presentata da Facile.it in occasione dell’inaugurazione del Facile.it Store di Genova in via Cesarea 72. Il comparatore ha commissionato lo studio* a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione di Genova e provincia, cercando di capire come venga gestito il tema del risparmio all’interno delle famiglie genovesi, quali siano le voci di spesa più onerose e come si cerchi di affrontarle, ma anche quali siano quelle su cui si vorrebbe risparmiare e quelle sulle quali si sia effettivamente riusciti a farlo.

    Il risparmio è donna, l’uomo è sprecone

    Se non sorprende vedere che, all’interno delle famiglie genovesi, l’attenzione al risparmio nelle attività domestiche sia materia principalmente appannaggio delle donne (60%, dato superiore alla media nazionale, dove invece la percentuale femminile è pari al 58%) e dei 35-54enni (46%), fa riflettere, invece, il fatto che siano ben 4,6 le discussioni medie che, ogni mese, una famiglia genovese intesse attorno alle spese di casa.

    Alla domanda “Per quali motivi vi capita di discutere sul risparmio nella conduzione della casa?192.800 genovesi rispondono “perché uno di noi è veramente sprecone” e 181.600, di contro, affermano che la causa sia l’eccessiva parsimonia di qualcuno dei componenti. Quando poi si chiede di indicare se lo sprecone e il taccagno siano un uomo o una donna, l’uomo è indicato come sprecone dal 51% dei rispondenti (valore questa volta inferiore alla media nazionale che è pari al 58%), mentre la palma del “taccagno” è assegnata senza dubbio agli uomini (60% vs 40%).

    Il risparmio nelle famiglie genovesi

    L’indagine ha voluto fotografare i comportamenti più comuni messi in atto dai nuclei familiari residenti a Genova e provincia per tagliare i costi domestici; oltre ad azioni consapevoli e virtuose ormai entrate nelle abitudini di molti, come chiudere sempre i rubinetti quando ci si lava i denti (71%) o usare lavatrice e lavastoviglie solo se a pieno carico (64% dei rispondenti), sono emersi comportamenti meno scontanti e, in alcuni casi, forse eccessivi.

    423.800 genovesi dichiarano che almeno uno dei propri familiari è affetto da mania da risparmio. Tra gli atteggiamenti più sorprendenti emersi dall’indagine c’è quello dei 56.000 che dichiarano di non usare mai l’aria condizionata, nonostante il caldo, per risparmiare corrente, dei 69.500 che, ancora una volta per ridurre i consumi e, conseguentemente, l’importo della bolletta, abbassano di qualche grado la temperatura dello scaldabagno.

     

    O ancora, 74.000 genovesi ammettono di riutilizzare più volte alluminio o pellicola trasparente per alimenti; oltre 49.000 dicono che, quando si trovano a percorrere strade in discesa, mettono l’auto in folle per risparmiare carburante, mentre sono 76.000 coloro che dividono in due i tovagliolini di carta per usarli più volte.

    Fa riflettere un altro dato rilevato da mUp per Facile.it; a Genova e provincia 56.000 persone dichiarano che, per risparmiare, comprano solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto, mentre addirittura 145.700 sono quelli che cambiano supermercato ad ogni acquisto per inseguire le offerte e gli sconti.

    Eppure, nonostante gli sforzi messi in campo, sembra che il risparmio conseguito in questo modo sia basso; secondo quanto dichiarato dai rispondenti, in media il vantaggio economico ottenuto dalla famiglia in un intero anno, grazie a questi espedienti, è di soli 246 euro, poco più di 20 euro al mese.

     

    I genovesi hanno risparmiato sull’ RC auto, ora vorrebbero farlo su luce e gas

    La ricerca ha poi indagato sulle spese domestiche che incidono maggiormente sul budget delle famiglie genovesi. Assicurazione auto, luce e gas sono le voci che pesano di più, ma se per l’RC auto sono 249.000 i residenti a Genova e provincia che nel 2017 sono già riusciti ad abbattere i costi, le tariffe luce e gas sono quelle su cui a all’ombra della Lanterna si vorrebbe risparmiare di più nel 2018; così hanno dichiarato ben 183.00 residenti per la bolletta elettrica e 152.000 per quella del gas.

    La crescente consapevolezza dei consumatori emerge anche dal fatto che, sempre più spesso, si cerca di risparmiare anche su altri prodotti o servizi; sono 71.700 i genovesi che vorrebbero ridurre i costi di gestione della carta di credito e 78.400 quelli che sperano di abbassare quelli del conto corrente.

    Da questo punto di vista diventa centrale il ruolo svolto dagli strumenti che consentono ai genovesi di informarsi. Ma quali sono? Dall’indagine è emerso che Internet è ormai la prima fonte di informazione; è sul web che oltre il 62% dei genovesi cerca consigli per risparmiare e tra le diverse opzioni offerte dalla Rete sono i comparatori, usati da 206.000 utenti residenti a Genova e provincia, il canale più utilizzato per questo scopo. Basandosi sulle risposte del campione, quotidiani e periodici sono usati come fonte di aiuto da 143.000 lettori genovesi, mentre in 112.000 si affidano a radio e TV.

    Lo Store di Genova

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Monza, Parma e Reggio Emilia, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche sbarca a Genova con un punto vendita situato nel cuore della città (Via Cesarea, 72). All’interno del nuovo Store, i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Abbiamo scelto la città di Genova per l’apertura del primo Facile.it Store in Liguria perché sappiamo che i cittadini sono molto attenti al risparmio e, analizzando i costi sostenuti dalle famiglie, ci siamo resi conto che ci sono ampi margini per ridurre ulteriormente le spese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it.

    * Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Per Genova e Provincia è stato realizzato un sovra campionamento pari a n.266 interviste complessive. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta dal 1 al 20 dicembre 2017 (totale Italia) e dall’ 11 al 13 settembre 2018 (oversample Genova e provincia).