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  • Mercato delle materie prime, ecco perché le dinamiche di prezzo non sono uguali per tutti

    Negli ultimi mesi l’andamento dell’inflazione è stato complessivamente calante, segno che gli sforzi fatti dalle banche centrali di tutto il mondo stanno avendo effetto. Tuttavia, se ci spostiamo sul mercato delle materie prime possiamo osservare delle dinamiche contrastanti tra le varie commodities. A tutto questo c’è una spiegazione.

    C’è differenza tra mercato e mercato

    materie primeSoprattutto nell’ultimo periodo, si stanno intensificando le dinamiche differenti nella formazione dei prezzi sul mercato delle materie prime. Questo avviene sia per l’andamento della tendenza precedentemente in corso (al rialzo o al ribasso), sia per fattori strettamente attinenti ai fondamentali che contribuiscono alla formazione dei vari prezzi.

    L’energia cresce

    Il mercato delle materie prime energetiche è quello che più di tutti è sensibile alle fluttuazioni di breve periodo, diventando terreno fertile per tecniche di scalping 5 minuti. In particolar modo, questo settore sta risentendo soprattutto delle tensioni a livello geopolitico, che vanno ad influenzare in primo luogo il prezzo del petrolio. Questo avviene perché crescono i timori di una riduzione dell’offerta, e la conseguente formazione di un deficit sul mercato. Per questo motivo, da metà febbraio l’indice finanziario delle materie prime energetiche è andato verso l’alto.

    I metalli in ordine sparso

    Sul mercato dei metalli invece il driver principale dei prezzi sono i fattori fondamentali relativi alla domanda e all’offerta. Per questo motivo, le tendenze all’interno del settore possono essere molto differenti a seconda del tipo di metallo preso in considerazione.

    Nel mercato dei metalli ferrosi la tendenza è principalmente ribassista, perché risente della scarsa crescita economica della Cina che indebolisce la domanda di metallo.
    Sul versante opposto invece ci sono i metalli non ferrosi. Su questo mercato invece, dopo aver segnato un doppio minimo, i prezzi sembrano indirizzarsi verso il rialzo, principalmente grazie al traino del rame per il quale si prevede una deficit di offerta (cosa che rappresenta un fattore rialzista per il prezzo).

    L’oro fa un settore a sé stante

    Un discorso a parte merita invece l’oro, che viene considerato un bene rifugio. Questo significa che il suo prezzo è molto sensibile tanto all’andamento delle politiche monetarie quanto alle escalation delle tensioni sul fronte internazionale.

  • Snom chiude il 2021 con un pieno di successi e oltre 50 nuovi partner certificati

    logo snom

    Un anno magnifico il 2021 per la filiale italiana di Snom Technology, che a fronte dei risultati conseguiti da aprile 2021 guarda con ottimismo all’ultimo trimestre del proprio anno fiscale.

    Lasciatosi alle spalle lo shock delle prime ondate della pandemia nel 2020 con un risultato che ne ha confermato status quo e quote di mercato, Snom Technology, noto vendor di terminali IP premium per aziende e industria ha beneficiato dei segni di ripresa manifestatisi già nel dicembre 2020, colti dal team con un’oculata strategia di anticipazione delle esigenze del mercato a fronte di una potenziale impennata delle attività. Snom Italia ha quindi aperto il nuovo anno fiscale in aprile con i migliori presupposti perché il 2021 si rivelasse uno tra gli anni più positivi per la filiale.

    “Aver ampliato il team italiano ancora nel 2020 ci ha permesso di imprimere una forte accelerazione a tutte le nostre attività nel 2021 non appena la situazione sanitaria lo ha permesso” spiega Fabio Albanini, Head of Sales International EMEA di Snom e Amministratore Delegato di Snom Italia. L’azienda ha intensificato e notevolmente esteso le partnership con noti carrier nazionali e regionali ed ha registrato un forte incremento del fatturato in linea con la crescente pervasività di piattaforme per la telefonia di nuova generazione dovuta in parte all’effetto catalizzante della pandemia.

    Fabio Albanini
    Fabio Albanini, Head of International Sales, EMEA e Managing Director di Snom Italia

    “Il settore ICT è tra quelli che meno hanno sofferto delle conseguenze della pandemia, eccezion fatta per le aziende che lamentano rallentamenti dovuti alla carenza di componenti”, spiega Albanini. Grazie all’ottima pianificazione dell’approvvigionamento operata dalla casa madre di Snom (VTech ndr.) il produttore è stato in grado di rispondere più tempestivamente alla domanda di terminali IP cordless e cablati di alta qualità, come di headset in-ear o cuffie mono e biaurali rispetto alla concorrenza. Non solo la domanda delle soluzioni IP DECT di Snom ha superato ogni più rosea aspettativa, ma anche il preannuncio dei nuovi terminali IP della serie D 8xx a settembre ha dato un ulteriore slancio alla vendita di telefoni da scrivania, che comunque rappresentano la voce di fatturato principale del vendor in Italia. “Chiuderemo il nostro terzo trimestre 2021 con un backlog cospicuo e guardiamo con ottimismo ai risultati del Q4 che vedrà sia la disponibilità sul mercato di alcuni telefoni IP della nuova serie ma anche di numerosi altri terminali ed accessori a completamento del nostro già ricco portafoglio e in linea con le nuove esigenze del mercato”, confida Albanini.

    Albanini sottolinea in chiusura anche i benefici derivanti dal fatto che nell’Europa meridionale la situazione pandemica è leggermente migliore rispetto ad altre aree europee: “la quarta ondata, che cagiona altrove nuovamente forti rallentamenti delle attività, qui da noi non ha avuto fortunatamente lo stesso impatto”. Appena è stato possibile, Snom ha ripreso ad erogare i propri corsi di certificazione SCE (Snom Certified Engineer) in presenza: nei soli ultimi tre mesi sono state certificate oltre 50 nuove aziende.


    A proposito di Snom

    Fondata a Berlino nel 1997, Snom si è affermata quale pioniere per terminali e soluzioni VoIP (voice over IP) professionali trasformandosi rapidamente in marchio premium riconosciuto a livello mondiale per soluzioni di telefonia all’avanguardia e tecnologie innovative per il posto di lavoro intelligente in ambito aziendale e industriale.
    La strategia di sviluppo dei prodotti Snom è incentrata sulla soddisfazione delle esigenze del mercato e delle necessità individuali di clienti e partner Snom in tutto il mondo. Di conseguenza, Snom risponde alla nuova realtà caratterizzata da una crescente digitalizzazione e mobilità con tecnologie all’avanguardia: i terminali IP firmati Snom si adattano facilmente ad ogni scenario di impiego, che si tratti di uffici o sale conferenze, di studi di designer, di edifici della pubblica amministrazione o di ambienti impegnativi come stabilimenti dell’industria di processo o ospedali.
    Snom dispone di uffici in Benelux, Francia, Inghilterra, Italia, Russia, Spagna, e Sud Africa. Dal 2016, Snom fa parte del gruppo VTech, il più grande produttore mondiale di telefoni cordless. Qui Snom esercita il pieno controllo sull’intero ciclo produttivo dei prodotti e delle soluzioni sviluppate in Germania e distribuite in tutto il mondo attraverso una rete di oltre 3500 partner Snom certificati. Questi ultimi beneficiano di un programma partner dedicato, di servizi di supporto remoto e on-site e di una garanzia di tre anni. Ciò fa di Snom un partner convincente per qualsiasi tipo di organizzazione.
    Per ulteriori dettagli su Snom: www.snom.com
  • Mercato del lusso verso la crisi, neppure la SARS colpì tanto duramente

    Gli effetti della pandemia da Covid-19 si abbatteranno in modo forte su uno dei settori di eccellenza dell’economia italiana, quello il mercato del lusso. Quando il virus ha cominciato a diffondersi in Cina, i timori erano forti ma non si poteva immaginare quel che sarebbe successo in seguito. Ricordiamo che l’Oriente è il mercato di sbocco più florido per il lusso italiano, e il suo stop è pesantissimo.

    Dalla Cina all’Europa: porte chiuse al lusso

    mercato del lussoQuando è scattato il lockdown in Cina, la conta dei danni era già notevole. Quando poi il contagio si è diffuso in tutto il mondo, diventando pandemia, neppure l’ancora di salvezza rappresentata dal mercato europeo ha potuto dare sollievo al settore del lusso. In sostanza non si è ripetuto lo scenario che si verificò all’epoca della Sars del 2003, quando almeno il Vecchio Continente si mantenne immune. Stavolta invece il mercato del lusso non soffrirà solo dell’epidemia in Cina, ma anche della crisi economica della zona euro.

    Un semestre da incubo

    Le misure di isolamento delle popolazioni e la graduale chiusura delle occupazioni e dei consumi quotidiani in tutto il mondo, hanno provocato un pesantissimo contraccolpo per l’economia globale, a tutti i livelli. E siccome i beni di lusso non sono certo beni di prima necessità, hanno cominciata ad accumularsi lotti, minilotti e microlotti di ori e argenti nei magazzini di stoccaggio. Intanto le commesse si sono fermate. Tutto bloccato. La ripresa che sta già cominciando in Cina, non compenserà il calo delle vendite che nel frattempo c’è stato anche altrove, in particolare in Europa e negli Stati Uniti. Per questo fino ad almeno il terzo trimestre di quest’anno, si prevede un crollo ancora maggiore delle vendite di beni di lusso.

    Concentrazione settoriale

    Se i marchi più forti generano i margini più alti e la maggior liquidità (ma nonostante questo sui siti di trading online si vedono le loro quotazioni azionarie andare a precipizio), quelle che erano già fragili quando è scoppiata la crisi saranno ancora più fragili quando la crisi sarà alle spalle. Molte potrebbero anche non riuscire a sopravvivere senza un aiuto esterno. Per questo motivo, è probabile che la concentrazione del settore – già in atto da qualche tempo – continuerà anche quando la crisi si affievolirà.

  • Acciaio, mercato in crescita forte nonostante la guerra dei dazi

    Si temeva che la guerra dei dazi innescata dagli USA avrebbe fatto precipitare la domanda di acciaio. E invece a giudicare dagli ultimi dati di mercati, sembra proprio che dazi e controdazi finora non abbiano in alcun modo intaccato i consumi. Anzi, la verità è che questi sono addirittura andati in aumento.

    Il report sul mercato dell’acciaio

    mercato acciaioLo ha evidenziato l’ultimo report della World Steel Association (worldsteel), dal titolo “Short Range Outlook”. Le sue stime sulla produzione, che erano state divulgate ad aprile (dunque un mese dopo l’introduzione della tariffa del 25% sull’acciaio da parte degli Usa) ed erano già erano buone, sono addirittura raddoppiate per l’anno in corso. Nel 2018 l’incremento atteso è del 3,9%, a 1,66 miliardi di tonnellate, seguito da un +1,4% nel 2019. Le stime precedenti erano invece per un aumento della domanda dell’1,8% quest’anno e dell’1,4% il prossimo.

    Va precisato che l’organismo che riunisce oltre 160 società siderurgiche (che coprono l’85% della produzione mondiale), considera comunque che all’orizzonte si intravede una ripercussione legata al rallentamento dell’economia globale. Quest’ultima potrebbe venire accentuata proprio dalle guerre commerciali, ma anche dalla estrema volatilità delle valute dei Paesi emergenti che potrebbe continuare per le strette USA che spingono il dollaro (si veda in proposito l’andamento del dollaro con l’Ichimoku trading system).

    Domanda solida

    La cosa positiva è che la domanda di acciaio rimane molto forte, tanto nei Paesi industrializzati (soprattutto la Germania) quanto in molti Paesi in via di sviluppo. La spinta arriva soprattutto dal settore automobilistico e dalla ripresa del settore delle costruzioni. Questo tiene alta la quotazione dell’acciaio (come si evince dal relative volatility index RVI).

    Nel frattempo si profila all’orizzonte una nuova sfida. I produttori di acciaio sono infatti decisi a “soffiare” quote di mercato all’alluminio, che negli ultimi anni ha visto una crescita decisamente importante nell’industria automobilistica (per via soprattutto del peso/resistenza). Ebbene, attorno al 2021 sarà disponibile un nuovo acciaio, più resistente dell’alluminio, meno costoso e (quasi) altrettanto leggero.

  • Crisi Economica e Commercio dell’Usato

    Sarà una conseguenza della lunga crisi economica e sarà anche per la stagnazione dei consumi che in occidente non riesce a trovare sbocchi nei mercati delle economie occidentali, ormai sature di ogni bene e servizio, se negli ultimi anni accanto alle tradizionali attività di vendita si stanno affiancando settori crescenti che si occupano non più di vendere ma di comprare beni usati.

    All’apice di questa tendenza si possano trovare i negozi che acquistano beni di lusso come i compro oro, che sull’onda del rialzo eccezionale che ha avuto il prezzo dell’oro negli ultimi anni, sostenuto dalla necessità di monetizzare da parte di una fascia crescente della popolazione che soffre la crisi economica.

    I compro oro acquistano beni in oro di solito gioielli dai singoli cittadini per poi rivendere in blocco alle fonderie che si occuperanno delle varie fasi necessarie per rimettere il prezioso metallo giallo sui mercati come oro nuovo in lingotti, che saranno riacquistati e rimessi in circolo.

    Non solo l’oro comunque è protagonista, gli ultimi anni di crisi economica hanno visto una crescita del mercato delle auto usate che necessitano di un mercato di acquisto parallelo delle auto usate anche se spesso vengano ottenute per mezzo della restituzione in sconto per l’acquisto di un auto nuova, oltre ai settori più ricchi, esistano tutta una serie di attività che acquistano, anche se di solito a prezzi molto bassi rispetto al valore reale, mobili, vestiti, libri, beni tecnologici e quant’altro.

    Attività che permettano a chi li vende di racimolare qualche euro e a chi acquista di risparmiare parte del costo rispetto ad un oggetto nuovo, un aspetto positivo di queste attività, che spesso non viene considerato, è l’aspetto ambientale, che permette di prolungare la vita di oggetti che sarebbero da considerare come rifiuti più o meno inquinanti da dover smaltire e diminuire almeno in parte la produzione di nuovi beni.

  • UNIACTIVE Soc. Consortile a r.l.

    Nasce una nuova società di servizi in ambito informatico

    Concluso con successo un importante accordo fra tre società che porta alla costituzione del Consorzio Uniactive.

    Nasce Uniactive, Consorzio che opererà nell’offrire servizi informatici a pubbliche amministrazioni, enti pubblici e privati grazie alla sinergia di tre società già specializzate in particolare nei servizi nel mondo pubblico e universitario. Uniactive ha infatti come soci tre società, Tempo srl con sede a Bari,  3D Informatica srl con sede a San Lazzaro (Bologna)  e Roma e Be Smart srl  con sede a Roma.

    La sede legale della società è a Bari ma opererà in tutto il territorio nazionale.

    L’obiettivo di questa operazione – afferma il presidente Maria Laura Lodeserto – è di sviluppare sinergie attraverso le competenze informatiche delle società e ampliare l’offerta commerciale. Uniactive rappresenterà lo strumento che permetterà di soddisfare le esigenze di un mercato dell’informatica sempre in evoluzione e con l’obiettivo principale di mettere a disposizione le competenze specialistiche ai clienti in un percorso di trasferimento tecnologico continuo. Attraverso questo accordo di collaborazione migliorerà l’efficienza dell’offerta dei vari prodotti, attraverso la riduzione di costi di gestione e la completa integrazione dei software forniti.

    Una caratteristica di Uniactive – sottolinea il consigliere di amministrazione Filippo Quondam – sarà quella di promuovere immediatamente iniziative commerciali grazie al know-how e ai prodotti già messi a disposizione dai consorziati, a favore ad esempio del mondo universitario e pubblica amministrazione per poi in una seconda fase estendendo tali iniziative anche ad altri mercati.

    Lo scopo del Consorzio è quello di presentare in primis ad enti pubblici (ad esempio le Università) una soluzione software integrata (ERP) per tutte le principali procedure gestionali (gestione documentale integrata, contabilità, segreteria studenti). Gli enti pubblici avranno così la possibilità di valutare con indagini di mercato o gare la validità dell’offerta di Uniactive in applicazione di una normativa che impone da parte degli Enti anche una valutazione della congruità economica dei prodotti acquistati.

    La sfida di Uniactive è quella di proporsi alle pubbliche amministrazioni virtuose, come reale alternativa di mercato, tramite prodotti e soluzioni tecniche innovative e offerte economiche competitive.

    “Siamo soddisfatti – commenta l’altro Consigliere di Amministrazione Massimo Brugnetti– per la costituzione di questo Consorzio, che ha visto l’adesione di importanti realtà del settore. Siamo pronti per ingenti investimenti al fine di migliorare ulteriormente i prodotti che abbiamo e sono in programma numerose iniziative nei settori che riteniamo strategici, infine ci saranno ulteriori novità che annunceremo nei prossimi mesi”.

  • Mercato dell’usato in Crescita Costante per Mancanza di Liquidità

    Negozi in conto vendita, portali web dedicati ad oggetti di seconda mano, mercatini dell’usato, l’economia italiana dopo anni di recessione e ristrettezze ha subito una profonda trasformazione.
    Sono lontanissimi i tempi in cui il consumismo esasperato faceva da padrone, oggi a crescere è il mercato dell’usato, questa trasformazione economica è iniziata in sordina coinvolgendo prima i settori del lusso.
    Sul mercato dell’usato è iniziata a crescere l’offerta di gioielli, auto costose, ville e case di lusso determinando come nel caso dei compro oro la nascita di settori praticamente inesistenti prima della crisi economica.
    Inizialmente l’aumento dell’offerta di beni di lusso sul mercato dell’usato era colta da molti come un’opportunità nella speranza di poter fare investimenti che avrebbero permesso buoni margini di guadagno una volta che l’economia avesse ricominciato a crescere.
    Purtroppo quella che in molti avevano previsto essere una congiuntura economica temporanea si è rivelata essere un cambiamento strutturale della ripartizione della ricchezza nel mondo a favore soprattutto dei paesi asiatici.
    Il perpetrarsi delle ristrettezze economiche ha provocato il ridimensionamento di molti settori e la nascita di altri che meglio rispondevano alle nuove esigenze di un mercato contraddistinto dalla scarsa liquidità di denaro.
    A causa di tutto ciò sono diventate sempre di più le persone che hanno cercato di monetizzare il valore di oggetti che fino ad allora erano soliti buttare, parallelamente è aumentata anche la necessità delle stesse persone di abbattere i costi di acquisto rivolgendosi sempre più spesso al mercato dell’usato.
    Così hanno iniziato a comparire sempre di più le attività commerciali che fanno della compra vendita il proprio principale business, se all’inizio queste erano soprattutto i compro oro oggi il mercato dell’usato si è esteso un po a tutti i settori e non solo per gli oggetti di lusso ma anche per oggetti di valore medio basso.
    Se il settore delle auto di seconda mano è sempre esistito oggi parallelamente a questo si è affermato anche il settore dei pezzi di ricambio auto di seconda mano che vengano reperiti direttamente dagli sfasciacarrozze
    Prima questo genere di attività erano solite rottamare auto intere mentre oggi ad essere rottamati sono soprattutto telai spogliati di ogni pezzo utile per essere rivenduto, un’attività alimentata anche dalla crescita delle vendite di auto usate che hanno maggiore necessità di pezzi di ricambio rispetto alle auto nuove.
    In sostanza la diffusa diminuzione della ricchezza che si è protratta per anni ha portato l’economia ad adattarsi alle nuove esigenze favorendo attività commerciali e settori interi che si occupano di reperire, acquistare e vendere beni di seconda mano.
    Un fenomeno questo ben conosciuto e radicato in tutti quei paesi poveri dove in alcuni casi prima era indirizzata gran parte dei beni usati che prima della crisi anche nel nostro paese venivano buttati perchè non avevano richiesta.

     

  • Simple Group: opportunità per il mercato del vino tra Italia e Russia. Nasce la sinergia made in Italy e made with Italy

    In Russia le preferenze e i gusti in fatto di beverage stanno cambiando rapidamente. Negli ultimi 20 anni, il consumo di superalcolici è diminuito del 50%, a fronte di un aumento del 70% di quello di vino, che si riscontra in particolare nella fascia dei Millenials, giovani curiosi e alla ricerca di stili di vita positivi.

    Grazie a questa evoluzione (anche culturale), la produzione di vino in Russia è stata fortemente stimolata, crescendo di 13 volte dal 2010 e la raccolta lorda di uva è aumentata del 15,8% (valore del 2016), per un totale di 551.7 mila tonnellate (il territorio potenzialmente utilizzabile è pari a 200.000 ettari).

    Le opportunità di creare sinergie vincenti, aumentando l’export verso la Russia di vini italiani (made in Italy) e di sviluppare nuove aree di business in loco per i nostri produttori (made with Italy), stanno diventando sempre più concrete.

    Questo è quanto emerso dalla conferenza “Italia e Russia: un nuovo Rinascimento per il mercato vitivinicolo” organizzata a Vinitaly 2017 da Simple Group – uno dei principali distributori di vini e distillati di alta qualità nel mercato russo – in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura della Federazione Russa.

    L’intervento del Vice Ministro Sergey Levin – che ha aperto i lavori –  ha sostanziato la volontà e l’impegno del Governo, anche attraverso sgravi fiscali e altre agevolazioni come l’apertura della comunicazione pubblicitaria legata al vino, nello sviluppare una produzione autoctona avvalendosi degli investimenti, delle tecnologie e dell’expertise dei produttori europei di piccole e medie dimensioni. In questo contesto, l’Italia occupa un ruolo fondamentale e le aziende del Bel Paese possono rappresentare uno dei principali partner di questa nuova opportunità di business (sinergia Made with Italy).

    L’approccio Made with Italy – investimento e trasferimento di expertise e know how – andrebbe a costruire un mercato in un segmento interessante (mass market) e quindi non in competizione con l’importazione di etichette premium espressione del Made in Italy.

    Ed è qui che si inserisce Simple Group che, come sottolineato dal Presidente Maxim Kashrin e dal Vice Presidente Anatoly Korneev, gioca un ruolo fondamentale sia come facilitatore del dialogo tra piccole-medie imprese italiane e Governo, sia come importatore dell’eccellenza italiana intesa come prodotto di qualità ed espressione di un approccio culturale e storico conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.

    Simple Group è infatti uno dei principali importatori russi di vini italiani con una quota di mercato del 20%. L’azienda, presente capillarmente in tutto il territorio russo, possiede una catena di enoteche e centri di distribuzione in oltre cento città russe.

    Un’attività in continua crescita e guidata dalla mission aziendale – plasmata sull’approccio Made in Italy and Made with Italy –  che si propone, da un lato, di migliorare e rendere consapevole, attraverso la diffusione di una corretta cultura vitivinicola, il consumo di vino e, dall’altro, di promuovere la crescita della produzione locale.

  • Attività Commerciali Compro Oro un Settore in Evoluzione

    Il settore dei compro oro si è diffuso velocemente dai primi anni del 2000 a causa sia della crisi economica sia delle quotazioni record che l’oro aveva in quel periodo.
    Inizialmente la rapida diffusione delle attività commerciali dei compro oro è stata caratterizzata dalla presenza nel settore di operatori più o meno professionali che attratti da prospettive di buoni guadagni si sono precipitati ad aprire questo nuovo genere di attività commerciali.
    Il mercato dei compro oro in quel periodo dava opportunità a chi volesse vendere i propri oggetti preziosi di scegliere tra varie attività che spesso proponevano prezzi di acquisto molto diversi tra di loro.
    Approfittando anche dell’ignoranza iniziale delle persone in quel periodo alcune attività commerciali di questo genere hanno concluso acquisti di oro ad un prezzo nettamente inferiore al valore reale dell’oro acquistato.
    Con il tempo e grazie anche alle stesse campagne pubblicitarie degli stessi operatori del settore le persone hanno raggiunto una maggiore consapevolezza in merito al reale valore dell’oro, questo ha favorito quei compro oro che fin dal primo periodo hanno riconosciuto prezzi di acquisto oro più alti.
    Il settore è andato via trasformandosi anche dal punto di vista organizzativo delle attività commerciali presenti sul territorio, all’iniziale presenza di singoli operatori locali si sono aggiunti vere e proprie catene in franchising.
    I compro oro in franchising puntando su grandi campagne pubblicitarie di livello nazionale hanno progressivamente conquistato quote di mercato soprattutto ai danni di quei compro oro che proponevano i prezzi di acquisto più bassi.
    Negli ultimi anni sia per la diminuzione della quotazione oro sia per la minor disponibilità di oggetti in oro da parte delle persone, il volume di affari dei compro oro è diminuito drasticamente portando molti operatori del settore a chiudere l’attività.
    Questa fase negativa ha portato ad una ristrutturazione di tutto il settore che ha visto resistere solo i compro oro che hanno saputo conquistare maggiormente la fiducia dei consumatori fin dall’inizio, oltre alle catene di franchising maggiormente organizzate e diffuse.
    A contribuire ad una maggiore trasparenza di queste attività commerciali hanno contribuito anche leggi ad hoc che sono state promulgate per regolare un settore che in alcuni casi è balzato alla ribalte della cronaca per illeciti di vario genere.
    Oggi chi vende i propri oggetti preziosi ad un compro oro è sicuramente maggiormente tutelato, sia per la presenza su tutto il territorio nazionale di numerose attività in concorrenza tra loro sia per i molti controlli che le autorità eseguano sia sulle bilance di precisione sia per le norme antiriciclaggio finalizzate ad identificare in modo sicuro la provenienza degli oggetti acquistati.

  • Al Mercato della Terra sabato 25 febbraio Speciale Dolci di Carnevale

    Si avvicina il Carnevale e sabato 25 febbraio il tema del Mercato della Terra saranno i dolci caratteristici di queste festività: chiacchiere, frittelle, biscotti, cioccolato, dolci artigianali e anche uno showcooking dedicato: lo chef Ezio Gritti preparerà in diretta dalla Domus le “Crock-chiacchiere… arancio, cioccolato e spezie” con ricetta ad hoc e ingredienti del Mercato della Terra.

    Altra prelibatezza che potrete degustare al Mercato in orario aperitivo sarà la proposta curata da “La Via Lattea” che preparerà uno dei suoi caratteristici formaggi di capra, il Fondìs, scaldandolo a mò di raclette e abbinandolo con altri prodotti: insomma un ulteriore motivo per non mancare!

    Come sempre ci sarà tutto ciò che serve per la spesa settimanale buona pulita e giusta, secondo la filosofia Slow Food: formaggi, salumi, pane, frutta, ortaggi, olio, pollo, uova, vino, birra, marmellate e confetture e le arance e i limoni dalla Sicilia.

    Continua come sempre la collaborazione del Mercato della Terra con la vicina Domus in piazza Dante che all’interno della propria struttura nello spazio del ristorante didattico di iSchool “Taste” offre la possibilità di un pranzo con menù completo, curato dall’Istituto Alberghiero iSchool, con alcuni prodotti del Mercato e piatti del circuito East Lombardy.

    PAGINA FACEBOOK
    Tutte le notizie aggiornate e fresche su eventi e produttori del Mercato le trovate su sulla pagina Facebook dedicata al Mercato della Terra di Bergamo, con relative fotogallery di prodotti e produttori.
    Ecco il link: www.facebook.com/mercatodellaterradibergamo

  • Il Mercato dell’Oro Oggi

    Il mercato dell’oro oggi è composto da vari settori ognuno con le proprie caratteristiche e le proprie regole, tutti questi settori fanno riferimento al prezzo dell’oro stabilito dal mercato azionario che varia a seconda della domanda e dell’offerta e da altri fattori finanziari.
    I settori che fanno utilizzo del prezioso metallo giallo e che alimentano il commercio di oro sono vari tra questi quello più classico è quello della gioielleria, in quest’ambito l’oro viene utilizzato per dare valore e bellezza ai gioielli più preziosi, le attuali tecniche di lavorazione unite alla caratteristica duttilità dell’oro danno infinite possibilità di realizzazione agli stilisti orafi.
    Anche l’industria facendo utilizzo dell’oro in vari ambiti contribuisce ad alimentare il mercato dell’oro, tra i vari settori industriali c’è quello medico che tra i primi ha utilizzato questo prezioso metallo per la realizzazione di protesi dentarie, l’utilizzo dell’oro in campo medico si basa sulle proprietà anallergiche dell’oro che permettano di utilizzare questo metallo senza che questo provochi reazioni allergiche.
    Un altro dei settori industriali che negli ultimi anni ha fatto un notevole utilizzo dell’oro alimentandone il commercio c’è quello dei componenti elettronici per dispositivi tecnologici come computer, smartphone e circuiti vari. In questo settore l’oro viene utilizzato per le sue caratteristiche di elettro conduttività e per la sua duttilità che permette con quantità minime la realizzazione di circuiti complessi e affidabili.
    Le molte peculiarità dell’oro sono confermate anche dall’utilizzo di questo metallo nell’innovativa industria aero spaziale, in questo ambito questo metallo fornisce ampie garanzie sia di durevolezza sia di schermatura che in un ambiente come lo spazio sono molto importanti a causa delle numerose radiazioni alle quali vengano esposti gli astronauti durante le missioni spaziali.
    L’oro non è importante solo per la realizzazione di cose fisiche, questo metallo prezioso è da sempre stato considerato un bene di grande valore e molto ricercato in tutto il mondo, questo ha permesso a questo metallo di divenire un bene di investimento di fondamentale importanza anche nella finanza moderna.
    Nel mercato azionario è possibile l’acquisto di oro per mezzo di numerosi strumenti finanziari senza necessariamente doverlo possedere fisicamente, questo commercio dell’oro che si svolge senza lo scambio di oro fisico è possibile attraverso certificati o azioni che sono collegate all’andamento della quotazione aurea.
    L’oro è un bene di investimento che viene utilizzato per difendere il valore del capitale in quanto nei momenti di crisi finanziaria e non solo questo bene risulta essere un degli investimenti più sicuri.
    Se si vuole fare un investimento in oro è possibile anche acquistare lingotti o monete da investimento che si possano ritirare e custodire personalmente o lasciare in deposito presso appositi caveau.
    Questo metallo prezioso oggi viene sia estratto sia riciclato per mezzo di varie fonti come i compro oro che acquistano gioielli e oggetti preziosi da privati o per mezzo dell’industria specializzata nel riciclaggio da componenti elettronici usati.

  • Agevolazioni sull’acquisto di immobili all’asta

    Oriana, Presidente Aspesi: “Buon inizio che favorisce il trading. Chiediamo la stessa agevolazione sugli acquisti normali per creare un mercato di permute della casa, unica possibile base per la ripresa del mercato immobiliare”

    Milano, 02.03.2016 – “La nuova norma agevolativa degli acquisti di immobili all’asta – ha dichiarato Federico Filippo Oriana, Presidente dell’Aspesi, l’Associazione Nazionale delle Società Immobiliari – è un buon inizio sulla strada di favorire il trading immobiliare e le permute, come Aspesi sta richiedendo insistentemente da anni”.

    Il recentissimo Decreto Legge 18/2016 sulle banche di credito prevede, infatti, che per tutto il 2016 gli acquisti di immobili nell’ambito di esecuzioni e procedure concorsuali sconti le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa (complessivamente 200 euro per ogni acquisto) invece di quella ordinaria del 9% del prezzo, alla tassativa condizione che l’immobile sia rivenduto entro due anni. Questa agevolazione – che non costerà nulla allo Stato visto che attiverà acquisti che non sarebbero stati fatti senza di essa – sarà utile alle banche che vendono, ma anche e soprattutto alle società immobiliari che acquistano per rivendere. Quasi sempre, tra l’altro, previa esecuzione di lavori di ristrutturazione o, almeno, manutenzione straordinaria e quindi vantaggio anche per le imprese edili.

    “Sulla stessa strada di ridurre le aliquote di una tassa senza un gettito reale e controproducente per l’economia e l’occupazione come l’imposta di registro – ha concluso Oriana – chiediamo urgentemente la stessa agevolazione per chi – privato o società – acquista normalmente e non all’asta ma sempre per rivendere entro due anni. Ciò creerebbe un mercato di permute della casa, che solo in Italia non esiste e che costituisce l’unica possibile base per una ripresa duratura e utile del mercato immobiliare e, quindi, dell’edilizia”.

    About ASPESI:
    L’ASPESI, Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare, nata nel 1993 a Milano per riunire gli imprenditori del settore immobiliare e rappresentarne gli interessi, associa, in prevalenza, le società che investono in iniziative di valorizzazione, sviluppo e recupero di aree edificabili e fabbricati, con un valore della produzione complessivo che supera il miliardo di euro.

    per info e contatti:

    tel. 02/76011591 fax 02/76011583
    mail [email protected]

  • EGO International a GUERRILLA TACTICS EVENT: la prima fiera internazionale sull’architettura a Londra

    EGO International Group parteciperà attivamente con un proprio stand, all’evento internazionale Guerrilla Tactics Event, che si terrà a Londra presso il RIBA (Royal Institute of British Architects) dal 10 all’ 11 Novembre 2015.

    La partecipazione alla prima fiera sull’architettura a Londra è per EGO un onore e privilegio, data la forte recettività di oltre 400 tra i più importanti architetti/committenti provenienti da tutto il Regno Unito e membri della RIBA.

    L’obiettivo della partecipazione di EGO è la maggior visibilità del brand EGO (conoscenza del marchio e dei servizi), il coinvolgimento degli architetti e l’evidenziazione del Made in Italy e dei suoi punti di forza. Il poter portare oltre i confini italiani l’eccellenza delle forniture, della qualità, della raffinatezza e del design Made in Italy, è da sempre l’obiettivo di EGO, oltre alla capacità di mettere in contatto i migliori fornitori italiani con i più rinomati buyers internazionali.

    Durante l’evento internazionale Guerrilla Tactics Event, EGO promuoverà i propri servizi tramite materiale in esposizione e verrà menzionata nella brochure dei seminari CPD (Continuing Professional Development), distribuita ad oltre 40.000 architetti. I seminari CPD si terranno anche durante i due giorni della fiera e si rivolgono principalmente agli architetti membri della RIBA.

     

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