Il tema della transizione energetica continua ad essere uno dei più discussi in ambito internazionale, conservando un certo appeal anche sui mercati finanziari. Tuttavia i veri vincitori del 2023 sono altri: intelligenza artificiale ed automazione.
I temi più cari ai mercati finanziari
Per capire quali tendenze hanno dominato nel corso dell’ultimo anno, bisogna guardare soprattutto agli afflussi e deflussi di denaro che sui mercati finanziari hanno riguardato gli ETF tematici europei.
Ebbene la scena è stata dominata dagli ETF tecnologici riguardanti i temi di robotica, automazione e intelligenza artificiale. Su un totale di 2,2 miliardi di dollari di afflussi in entrata complessivi, oltre 1,4 miliardi di dollari sono stati indirizzati verso questi temi. Parliamo quindi del 65% degli afflussi totali.
Gli altri temi sul podio
Al secondo posto per afflussi netti si sono piazzati gli ETF sui temi beni di lusso. I mercati finanziari hanno registrato denari in entrata per circa 200 milioni di dollari. Bisogna tuttavia evidenziare che una gran parte di questi afflussi si è verificata nel primo trimestre del 2023, quando la riapertura della Cina dopo il lockdown sembrava essere il preludio alla cavalcata economica del gigante di Pechino (che è il mercato principale del settore luxury). Gli indicatori leading erano tutti apparecchiati per una forte rirpesa, ma questo scenario invece non si è verificato.
Ecco la sostenibilità ambientale
Per vedere il tema della sostenibilità bisogna arrivare al gradino più basso del podio. In questo caso bisogna sottolineare come gli investitori dei mercati finanziari abbiano riposizionato i loro portafogli. Anziché puntare su aree specifiche della transizione verde, è stata data preferenza alla sostenibilità nel suo complesso.
Altra cosa da sottolineare è il forte deflusso ha avuto dalla componente Clean Energy, chiaramente condizionato dal fatto che molte società del settore eolico hanno attraversato un periodo difficilissimo (la Gravestone Doji degli indici di settore è un dato eclatante), a causa degli altissimi costi di investimento dovuti all’impennata dei tassi di interesse.
Si deve partire da quello di cui si ha certezza. Anzitutto i fondamentali delle economie emergenti, che sono molto solidi sia rispetto alla loro storia che ai mercati sviluppati. Gli
Secondo un rapporto di Assorimap (l’Associazione Nazionale Riciclatori e Rigeneratori di materie plastiche) realizzato da Plastic Consult, il fatturato delle aziende che sono attive nel riciclo meccanico della plastica è del 18% aumentato nel 2022. Lo scorso anno la crescita era stata del 67%.
Alla base di questo boom c’è la politica monetaria condotta dalla BCE. Per combattere la corsa dell’inflazione, la Eurotower ha alzato il costo del denaro progressivamente, spingendolo su livelli record.
In generale la guerra ha provocato una fiammata di volatilità per tutte le commodities. Va precisato però che nell’ultimo anno ci sono stati anche altri fattori che hanno reso il mercato delle materie prime molto instabile.
Fino a qualche settimana fa, la marcia dell’economia americana era veloce e convincente. La crisi economica, che pure ha lasciato forti cicatrici nel mondo a stelle e strisce, è stata combattuta con massicce dosi di stimoli monetari e fiscali. Stimoli che hanno dato i loro frutti, vista la robusta ripresa.