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  • Bollette: 142 euro per il frigo, 232 per il condizionatore. Quanto consumano gli elettrodomestici… e a quali non rinunceremmo mai

    Gli elettrodomestici ci hanno semplificato la vita eppure, con il prezzo dell’energia alle stelle, la tentazione di staccare la spina per abbattere il costo delle bollette è forte; basti pensare che, in questi primi 8 mesi dell’anno, una famiglia tipo ha speso per la sola bolletta elettrica circa 776 euro. Ma quali sono gli elettrodomestici a cui gli italiani non rinuncerebbero maiFacile.it, con l’aiuto di mUp Research e Norstat, lo ha chiesto ad un campione rappresentativo della popolazione nazionale, e ha anche calcolato quanto questi apparecchi pesano sulla bolletta, tenendo in considerazione i consumi indicati nelle etichette energetiche dei dispositivi e il prezzo dell’energia applicato nel 2022 nel mercato tutelato per una famiglia tipo*. Ecco cosa è emerso.

    La classifica

    L’elettrodomestico più amato dagli italiani è risultato essere la lavatrice; sarà che l’idea di tornare a lavare a mano i panni spaventa molte persone, fatto sta che il 62,7% dei rispondenti ha dichiarato di non poterne fare a meno. Dal punto di vista dei consumi, considerando una lavatrice in classe A acquistata nel 2020, il costo annuo in bolletta è pari a 91 euro.

    Al secondo posto, battuto di un soffio, si posiziona il frigorifero, che conquista il 61,7% delle preferenze. Dal punto di vista dei consumi, questo elettrodomestico rappresenta uno dei dispositivi più energivori, considerando che rimane in funzione 24h al giorno; un frigorifero da 350 litri con congelatore integrato, in classe A, comprato più di due anni fa, costa in bolletta 142 euro l’anno.

    Sul gradino più basso del podio si trova il televisore, oggetto ritenuto irrinunciabile dal 40% dei rispondenti; non sorprende vedere come la percentuale sia nettamente più altra tra gli over 65, dove raggiunge il 55%, mentre crolli al 23% tra i rispondenti con età compresa tra i 18 e i 24 anni. Dal punto di vista dei consumi, ipotizzando un uso giornaliero di 4 ore, un televisore LCD da 40 pollici ci costa 35 euro l’anno.

    Quarto e quinto posto sono occupati da due elettrodomestici che spesso troviamo vicini nelle nostre cucine; il forno e la lavastoviglie. Il primo è stato indicato come irrinunciabile dal 19% dei rispondenti, mentre il secondo dal 14,6%. Considerando di usare ciascuno di essi 1 volta ogni due giorni, il costo in bolletta per un forno elettrico da 70 litri è pari a 62 euro, mentre per una lavastoviglie è di 88 euro.

    Continuando a scorrere la graduatoria degli elettrodomestici più amati dagli italiani troviamo l’aspirapolvere (11,5%). Staccati di un soffio, nelle posizioni basse della classifica, troviamo la macchinetta del caffè (9,7%), l’aria condizionata (9,4%) e il forno a microonde (7,4%); ultima posizione per il ferro da stiro (7%). Tra questi elettrodomestici, il sorvegliato speciale dal punto di vista dei consumi è il condizionatore che, secondo le stime di Facile.it può rappresentare in bolletta fino a 232 euro.

    * La stima sul costo in bolletta degli elettrodomestici è stata realizzata considerando la tariffa dell’energia in vigore nei primi tre trimestri del 2022 nel mercato tutelato per una famiglia tipo (2.700 kwh, potenza 3 kW, fascia monoraria) e i seguenti consumi: lavatrice 220 lavaggi (212 kWh), frigorifero (330 kWh), televisore (82 kWh), forno elettrico (145 kWh), lavastoviglie (205 kWh), aria condizionata 500 ore (521 kWh). Ad eccezione del condizionatore, per il quale è stato preso a parametro un apparecchio in classe B, tutti gli altri elettrodomestici sono considerati classe A nella scala precedente alla modifica del 2021.

    Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 19 ed il 22 novembre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.018 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Mutui casa: in Calabria cresce la richiesta media (+1%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai calabresi per un mutuo; secondo l’analisi* di Facile.it e Mutui.it, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Calabria hanno puntato ad ottenere, in media, 108.782 euro, vale a dire l’1,1% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 27% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Calabria e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 30% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 41%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Calabria nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 40 anni rilevati nel 2021.  Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 calabresi che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 45% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 24 anni (era quasi 22 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 154.000 euro (-6%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Catanzaro dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 115.233 euro.

    Seguono nella graduatoria la provincia di Reggio Calabria, dove la richiesta media è stata pari a 107.106 euro e, staccata di poco, quella di Cosenza (106.051 euro).

    Ultimo posto per Crotone, provincia nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 96.901 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 6mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Calabria nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

     

  • Mutui casa: in Liguria cresce la richiesta media (+3,3%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai liguri per un mutuo; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di quasi 11mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Liguria hanno puntato ad ottenere, in media, 131.803 euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 34% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Liguria e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 24% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 41%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Liguria nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni, valore in netto calo rispetto ai 41 anni e mezzo rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 liguri che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 51% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 25 anni (era 22 e mezzo lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa  182.025 euro (-5%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato.

    La provincia che, nei primi sette mesi del 2022, ha registrato l’aumento più importante è quella di Genova, dove l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari è cresciuto del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2021, stabilizzandosi a 126.913 euro.

    Seguono nella graduatoria ligure Savona, che ha registrato un aumento del 3,1% (145.663 euro) e, a brevissima distanza, La Spezia (+3,0%, 132.820 euro).

    In valori assoluti, la provincia di Savona è quella dove, in media, si sono chiesti mutui di importo più elevato; Genova quella dove la richiesta media è stata più contenuta.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 11mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Liguria nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui casa: in Sicilia cresce la richiesta media (+1,5%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai siciliani per un mutuo; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di oltre 24mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Sicilia hanno puntato ad ottenere, in media, 115.208 euro, vale a dire l’1,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 29% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Sicilia e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 28% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 41%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Sicilia nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 41 anni rilevati nel 2021.  Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 siciliani che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 47% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 24 anni (era 22 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 157.000 euro (-5%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. La provincia che, nei primi sette mesi del 2022, ha registrato l’aumento più importante è quella di Ragusa, dove l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari è cresciuto del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2021, stabilizzandosi a 107.427 euro; seguono nella graduatoria Trapani, che ha registrato un aumento del 5,2% (112.334 euro), Siracusa (+5,0%, 111.094 euro) e Messina (+2,2%, 109.061 euro).

    Aumenti sotto la media regionale per Agrigento (+1%, 98.165 euro) e Catania (+0,5%, 118.194 euro) mentre a Palermo l’importo medio richiesto (123.394 euro) è rimasto sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno.

    In valori assoluti, la provincia di Palermo è quella dove, in media, si sono chiesti mutui di importo più elevato; Caltanissetta quella dove la richiesta media è stata più contenuta.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 24mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Sicilia nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui: boom per i variabili con cap

    È boom per i mutui variabili con cap; secondo l’analisi* di Facile.it Mutui.it l’aumento dei tassi di interesse sta cambiando sensibilmente il mercato tanto è vero che, a luglio 2022, circa 1 domanda di mutuo su 3 era per un variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 aspiranti mutuatari su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.».

    mutui a tasso fisso, si legge nell’analisi realizzata dai due comparatori, nel mese di luglio sono calati al 24% del totale richieste, mentre la quota di quelli a tasso variabile si è attestata intorno al 42%.

    Tassi in aumento

    Sul fronte dell’andamento dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa. Secondo le simulazioni* di Facile.it per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV pari a 70%), i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 2,60% (era 1,10% dodici mesi fa), con una rata mensile di 557 euro, circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 1,29% (era 0,80% dodici mesi fa), con una rata iniziale da 480 euro, circa 30 euro in più rispetto allo scorso anno.

    Sul fronte dei mutui variabili con cap, invece, gli indici (Taeg) partono da 1,80%, con una rata iniziale da 503 euro.

    Under 36 a rischio stop

    Nel 2022 i giovani hanno rappresentato una fetta fondamentale del mercato; il Fondo garanzia prima casa e i mutui al 100% hanno spinto molti Under 36 a chiedere un finanziamento tanto è vero che, da gennaio a luglio, 1 domanda su 2 è stata presentata da questa fascia di aspiranti mutuatari (erano il 35% del totale lo scorso anno).

    Attenzione, però, perché l’aumento dei tassi, che ha già obbligato le banche a fermare l’erogazione di mutui giovani 100% a tasso fisso, potrebbe nei prossimi mesi mettere a rischio anche quelli variabili e ibridi, che oggi rimangono l’unica soluzione a disposizione degli Under 36 che vogliono accedere ad un finanziamento agevolato.

    «Il Fondo garanzia prima casa è stato fondamentale nell’aiutare i giovani ad ottenere un finanziamento al 100% tanto è vero che nei primi sette mesi del 2022 quasi il 53% delle domande presentate da richiedenti con meno di 36 anni era legata alla garanzia statale», spiega Cresto. «Lo stop all’erogazione di questi mutui agevolati sarebbe un danno importante per l’intero settore».

    Identikit dell’aspirante mutuatario

    Cambia l’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo: nei primi sette mesi del 2022 l’età media dei richiedenti è scesa a poco meno di 38 anni, valore in netto calo rispetto ai 43 anni rilevati nel 2021. L’importo medio richiesto è aumentato del 2,1% su base annua, stabilizzandosi a 140.634 euro, mentre la durata media dei piani di ammortamento è salita a 25 anni (era 23 nel 2021). In calo, infine, il valore medio degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 195.000 euro (-6% su base annua).

    Da gennaio a luglio è stato registrato un aumento dei mutui per l’acquisto della prima casa, che rappresentano circa il 78% delle domande di finanziamento raccolte online; causa aumento tassi, invece, sono crollate le domande di surroga, scese a meno del 10% del totale.

     

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 400.000 domande di finanziamento raccolte online da Facile.it e Mutui.it nei primi 7 mesi del 2021 e del 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Veneto +6,3%

     

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    Brutte notizie per gli automobilisti veneti; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto occorrevano, in media, 364,08 euro, vale a dire il 6,3% in più rispetto a inizio anno.

    La regione è la quarta area della Penisola dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc auto costava di meno, posizionandosi dopo il Friuli- Venezia Giulia (312,13 euro), il Trentino-Alto Adige (349,26 euro) e la Lombardia (354,52 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 700.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutto il Veneto.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Belluno, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10,7% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 330,45 euro, seguita da Verona (+10,1%, 371,27 euro) e Venezia (+7,3%, 384,07 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si trovano Treviso, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 5,8%, salito a 363,26 euro, Padova (+4,6%, 358,25 euro) e, staccata di un soffio, Vicenza (+4,3%, 347,87 euro).

    Chiude la classifica Rovigo, area che ha segnato un incremento del 3,1% (360,07 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Venezia si è confermata la provincia più costosa della regione, Belluno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti veneti in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 34,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti del Veneto la garanzia infortuni conducente (20,4%) e la tutela legale (19%).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 699.146 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

    Immagine © Pixavril

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: nelle Marche +8,9%

     

    Brutte notizie per gli automobilisti marchigiani; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote nelle Marche occorrevano, in media, 413,67 euro, vale a dire l’8,9% in più rispetto a inizio anno.

    Non solo l’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio nella regione è più alto di quello rilevato a livello nazionale (+8,6%), ma è anche il terzo più alto d’Italia, dopo Puglia (+9,4%) e Liguria (+9,1%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nelle Marche e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutte le Marche.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Pesaro e Urbino, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10,7% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 415,21 euro, seguita, a brevissima distanza, da Fermo (+10,6%, 419,94 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria marchigiana si posiziona Macerata, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio dell’8,5%, salito a 414,66 euro. Chiude la classifica Ancona, area che ha segnato un incremento del 6,4% (417,76 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Fermo è risultata essere la provincia più costosa della regione, Ascoli Piceno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti marchigiani in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 42% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti delle Marche la garanzia infortuni conducente (23,1%) e la tutela legale (16%).

     

     

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 221.034 preventivi effettuati nelle Marche su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Abruzzo +6%

    Brutte notizie per gli automobilisti abruzzesi; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 372,35 euro, vale a dire il 6% in più rispetto a inizio anno.

    Non solo l’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio nella regione è più basso di quello rilevato a livello nazionale (+8,6%), ma è la regione è anche la quinta area della Penisola dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc auto costava di meno, posizionandosi dopo il Friuli- Venezia Giulia (312,13 euro), il Trentino-Alto Adige (349,26 euro), la Lombardia (354,52 euro) e il Veneto (364,08 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 150.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Abruzzo e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree dell’Abruzzo.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Pescara, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 395,95 euro, seguita, a brevissima distanza, da Teramo (+9,9%, 381,60 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria abruzzese si posiziona Chieti, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 3,6%, salito a 352,88 euro. Chiude la classifica L’Aquila, area che conserva valori pressocché identici a quelli rilevati a inizio anno (+1,1%, 360,59 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Pescara è risultata essere la provincia più costosa della regione, Chieti la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti abruzzesi in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 38,1% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti dell’Abruzzo la garanzia infortuni conducente (24,2%) e la tutela legale (13,7%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 166.066 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Sardegna +3%

    Brutte notizie per gli automobilisti sardi; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sardegna occorrevano, in media, 376,22 euro, vale a dire il 3% in più rispetto a inizio anno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sardegna e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media Rc auto di luglio 2022 con quella di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree della Sardegna.

    A registrare l’incremento più consistente sono le province di Nuoro e Cagliari, aree dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 3,5% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo, rispettivamente, i 368,77 euro e 399,45 euro.

    Segue Sassari, zona che ha segnato un incremento dell’1,9% (356,30 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Cagliari è risultata essere la provincia più costosa della regione, Oristano la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti sardi in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 41,2% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Sardegna la garanzia infortuni conducente (24,8%) e la tutela legale (15,3%).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 234.099 preventivi effettuati in Sardegna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Toscana +7,5%

     

    Brutte notizie per gli automobilisti toscani; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Toscana occorrevano, in media, 476,88 euro, vale a dire il 7,5% in più rispetto a inizio anno.

    Nonostante l’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio sia leggermente più basso di quello rilevato a livello nazionale (+8,6%), la regione risulta essere la quarta area di Italia dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc auto costava di più, posizionandosi dopo Campania, Calabria e Puglia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 500.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Toscana e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Toscana.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Firenze, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10,5% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 479,58 euro, seguita da Pistoia (+7,8%, 534,81 euro), Livorno (+7,2%, 421,21 euro) e Pisa (+6,8%, 463,97 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria toscana si posizionano Prato, area che ha registrato una crescita del premio medio del 5,8% (642,66 euro), Arezzo (+5,4%, 402,93 euro) e Massa-Carrara (+4,3%, 533,19 euro).

    Chiudono la classifica le province di Siena, zona che ha segnato un incremento del 2,4% (368,64 euro), e Lucca (+2,1%, 451,65 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Prato si conferma essere la provincia più costosa della regione, Siena la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti toscani in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 38,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Toscana, a pari merito, la garanzia infortuni conducente e la tutela legale (21,5%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 573.352 preventivi effettuati in Toscana su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: nel Lazio +8,6%

    Brutte notizie per gli automobilisti laziali; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote nel Lazio occorrevano, in media, 458,91 euro, vale a dire l’8,6% in più rispetto a inizio anno.

    L’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio nella regione è il quarto più alto d’Italia, dopo Puglia (+9,4%), Liguria (+9,1%) e Marche (8,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.600.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nel Lazio e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutto il Lazio.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Roma, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 9,2% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 463,09 euro, seguita da Rieti (+8,1%, 450,92 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria laziale si posizionano Latina, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 5,3%, salito a 491,30 euro, e Viterbo (+5%, 373,56 euro). Chiude la classifica Frosinone, area che ha segnato un incremento del 3,6% (387,94 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Latina è risultata essere la provincia più costosa della regione, Viterbo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti laziali in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 39,6% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti del Lazio la garanzia infortuni conducente (22,3%) e la tutela legale (16,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.688.013 preventivi effettuati nel Lazio su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Campania +8,3%

    Brutte notizie per gli automobilisti campani; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Campania occorrevano, in media, 834,26 euro, vale a dire l’8,3% in più rispetto a inizio anno.

    Nonostante l’incremento sia leggermente più basso rispetto al valore nazionale (+8,6%), la regione si conferma essere, ancora una volta, l’area di Italia dove sottoscrivere la polizza Rc auto costa di più; numeri alla mano, lo scorso mese per assicurare un veicolo a quattro ruote in Campania occorreva il 79,9% in più rispetto alla media italiana.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 900.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Campania e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree della Campania.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Napoli, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti dell’8,6% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 887,97 euro, il valore più alto registrato in tutta Italia.

    Continuando a scorrere la graduatoria campana si trovano Salerno, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 5,8%, salito a 646,77 euro, e, staccata di un soffio, Caserta (+5,7%, 817,38 euro).

    Chiudono la classifica Benevento (+1,0%, 515,41 euro) ed Avellino, unica provincia in leggera controtendenza e che conserva valori pressocché identici a quelli rilevati a inizio anno (-1,7%, 645,93 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Napoli si è confermata la provincia più costosa della regione, Benevento la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti campani in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 64,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Campania la tutela legale (25,3%) e la garanzia infortuni conducente (7%).

     

     

     

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 920.870 preventivi effettuati in Campania su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Puglia +9,4%

     Brutte notizie per gli automobilisti pugliesi; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Puglia occorrevano, in media, 511,14 euro, vale a dire il 9,4% in più rispetto a inizio anno.

    Non solo l’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio in Puglia è il più alto d’Italia, ma la regione è anche la terza area della Penisola dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc auto costava di più, posizionandosi dopo la Campania e la Calabria.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 300.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Puglia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Puglia.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Taranto, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 9,7% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 518,16 euro.

    Continuando a scorrere la graduatoria pugliese si posizionano Lecce, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 7,9%, salito a 411,44 euro, e Bari (+7,6%, 509,14 euro). Chiudono la classifica Brindisi, area che ha segnato un incremento del 5,1% (476,65 euro), e Barletta-Andria-Trani (+2,7%, 537,09 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Foggia è risultata essere la provincia più costosa della regione (premio medio 740,64 euro), Lecce la più economica (411,44 euro).

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti pugliesi in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 58,6% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Puglia la garanzia infortuni conducente (20,1%) e la tutela legale (13,7%).

     

     

     

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 328.890 preventivi effettuati in Puglia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Sicilia +5,5%

    Brutte notizie per gli automobilisti siciliani; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 450,92 euro, vale a dire il 5,5% in più rispetto a inizio anno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 800.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Sicilia.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Agrigento, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti dell’8,1% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 388,50 euro, seguita da Palermo (+6,7%, 484,53 euro), Catania (+5,9%, 463,66 euro) ed Enna (+5,6%, 327,78 euro).

    Incrementi inferiori alla media regionale per Siracusa, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 4,9%, salito a 395,50 euro, e Messina (+4,1%, 499,10 euro).

    Premi medi pressoché stabili rispetto a quelli rilevati a inizio anno per le province di Ragusa (+1,5%, 411,17 euro) e Trapani (+1,0%, 406,24 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Messina è risultata essere la provincia più costosa della regione, Enna la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti siciliani in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 55,2% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Sicilia la garanzia infortuni conducente (18,2%) e la tutela legale (15,5%).

    A seguire la tabella con il premio medio registrato in Sicilia a luglio 2022 e la variazione percentuale rispetto a gennaio 2022.

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 839.287 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Lombardia +8,2%

     Brutte notizie per gli automobilisti lombardi; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 354,52 euro, vale a dire l’8,2% in più rispetto a inizio anno.

    L’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio nella regione risulta leggermente più basso di quello rilevato a livello nazionale (+8,6%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.500.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Lombardia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Lombardia.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Como, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti dell’11,3% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 361,40 euro, seguita da Brescia (+9,8%, 353,36 euro), Bergamo (+9,3%, 343,54 euro), Monza e Brianza (+8,5%, 352,19 euro) e, a brevissima distanza, Lecco, che a luglio ha segnato un incremento dell’8,4% (320,29 euro).

    Aumenti inferiori alla media regionale per Cremona, area che ha registrato una crescita del premio medio dell’8% (359,93 euro), Milano (+7,6%, 363,18 euro) e Lodi (+6,6%, 342,05 euro).

    Chiudono la graduatoria lombarda le province di Varese, zona che ha segnato un incremento del 4,2% (339,42 euro), Mantova (+4,0%, 341,49 euro) e Sondrio (+1,7%, 310,09 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Pavia è risultata essere la provincia più costosa della regione, Sondrio la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti lombardi in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 31,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Lombardia la garanzia infortuni conducente (19,1%) e la tutela legale (17,7%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.543.833 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

    © Pixavril

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Umbria +4,6%

    Brutte notizie per gli automobilisti umbri; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Umbria occorrevano, in media, 418,13 euro, vale a dire il 4,6% in più rispetto a inizio anno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 80.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Umbria e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in entrambe le province umbre.

    A registrare l’incremento più consistente è Terni, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 6,5% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 425,50 euro.

    Segue Perugia, provincia che ha segnato un incremento del 3,7% (414,56 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Terni è risultata essere la provincia più costosa della regione, Perugia la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti umbri in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 42% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti dell’Umbria la garanzia infortuni conducente (22,8%) e la tutela legale (17,7%).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 79.988 preventivi effettuati in Umbria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Liguria +9,1%

    Brutte notizie per gli automobilisti liguri; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Liguria occorrevano, in media, 448,99 euro, vale a dire il 9,1% in più rispetto a inizio anno.

    La regione risulta essere la seconda area italiana che ha registrato l’incremento più consistente da gennaio a luglio 2022, posizionandosi dopo la Puglia (+9,4%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 180.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Liguria e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Liguria.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Imperia, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10,7% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 381,88 euro, seguita da Genova (+10,2%, 476,32 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria ligure si trova La Spezia, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 5,1%, salito a 442,84 euro. Chiude la classifica Savona, area che ha segnato un incremento del 3,1% (362,42 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Genova è risultata essere la provincia più costosa della regione (premio medio 476,32 euro), Savona la più economica (362,42 euro).

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti liguri in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 40,6% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Liguria la tutela legale (20,7%) e la garanzia infortuni conducente (16,9%).


     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 187.472 preventivi effettuati in Liguria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

    Immagine ©Pixavril

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Calabria +5,9%

    Brutte notizie per gli automobilisti calabresi; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Calabria occorrevano, in media, 526,62 euro, vale a dire il 5,9% in più rispetto a inizio anno.

    Nonostante l’incremento sia più basso rispetto alla media nazionale (+8,6%), la regione si conferma essere la seconda area di Italia, dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc auto costava di più, posizionandosi dopo la Campania.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 180.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Calabria e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree della Calabria.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Vibo Valentia, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 9,2% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 588,70 euro, seguita da Cosenza (+7,6%, 464,71 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria calabrese si trovano Crotone, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 7,2%, salito a 664,42 euro, e, staccata di un soffio, Reggio Calabria (+6,9%, 549,71 euro).

    Chiude la classifica Catanzaro, unica provincia in leggera controtendenza e che conserva valori pressocché identici a quelli rilevati a inizio anno (-1,6%, 453,74 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Crotone si è confermata la provincia più costosa della regione, Catanzaro la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti calabresi in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 59,8% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Calabria la garanzia infortuni conducente (20,4%) e la tutela legale (10,6%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 179.487 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

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  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: +8,6%

    Brutte notizie per gli automobilisti italiani; dopo il prezzo dei carburanti, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 463,63 euro, vale a dire l’8,6% in più rispetto a inizio anno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 9.100.000 preventivi e relative quotazioni raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento regionale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato in tutta Italia, seppur con misure differenti.

    A guidare la classifica dei rincari più consistenti è la Puglia, area dove a luglio i premi sono saliti mediamente del 9,4% rispetto a gennaio 2022. Seguono nella graduatoria la Liguria, che lo scorso mese ha segnato un incremento della tariffa media pari al 9,1% e, staccata di un soffio, le Marche (+8,9%).

    Campania sempre la più cara, FVG la più economica

    Guardando ai valori assoluti, ancora una volta la Campania si conferma essere la maglia nera d’Italia; a luglio 2022, per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 834,26 euro, vale a dire il 79,9% in più rispetto alla media nazionale. Seguono sul podio delle aree più care della Penisola, la Calabria, che continua ad occupare il secondo posto con un premio medio di 526,62 euro, e la Puglia, sul terzo gradino con un valore medio pari a 511,14 euro.

    Se si considerano, invece, le regioni dove sottoscrivere una polizza Rc auto costa di meno, a guadagnarsi il titolo di area meno cara di Italia è ancora una volta il Friuli-Venezia Giulia; qui, a luglio 2022, occorrevano, in media, 312,13 euro per assicurare il proprio veicolo a quattro ruote.

    Seguono il Trentino-Alto Adige, con una tariffa pari a 349,26 euro, e la Lombardia, dove il premio medio rilevato lo scorso mese era pari a 354,52 euro.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 40,5% dei guidatori.

    Il dato può essere letto anche in relazione ad un parco auto che continua ad invecchiare; a luglio 2022 l’età media dei veicoli circolanti nel nostro Paese era pari a poco più di 11 anni e mezzo, valore in aumento rispetto a quanto rilevato 12 mesi fa (11 anni).

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti italiani la garanzia infortuni conducente (19,3%), la tutela legale (18 %) e la copertura furto e incendio (10,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 9.173.698 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Case vacanza fantasma: ecco le polizze

    Affittare una casa per l’estate, arrivare a destinazione e scoprire che… non esiste. Un pensiero che, almeno una volta, sarà passato per la testa degli oltre 4,5 milioni di italiani che quest’anno, secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a Emg Different, hanno scelto di trascorrere le ferie in una casa vacanza. Le notizie di cronaca su truffe in questo settore non mancano e le compagnie assicurative sembrano aver colto il bisogno dei cittadini di tutelarsi tanto è vero che, come emerso dall’analisi di Facile.it, sul mercato sono arrivate le polizze che proteggono i viaggiatori da questo pericolo.

    Si tratta, per l’appunto, di speciali assicurazioni viaggio pensate per coloro che affittano una casa vacanza; oltre alle normali coperture quali Rc danni a terzi e annullamento viaggio, questi prodotti tutelano l’assicurato – rimborsando la caparra versata – qualora finisse vittima di una truffa. Nello specifico, l’assicurazione interviene non sono nel caso in cui l’abitazione affittata non esistesse affatto, ma anche qualora questa non fosse conforme alla descrizione fornita nell’annuncio. La difformità deve essere documentata e significativa come, ad esempio, difetti che rendono impossibile il soggiorno in condizioni normali o, anche, la mancanza di apparecchi indicati nell’annuncio e che erano stati determinanti nella scelta dell’immobile da parte del viaggiatore. Insomma, se prendiamo una casa per la sua cucina e scopriamo che non è presente, allora possiamo contare sull’intervento dell’assicurazione.

    Come sempre, consigliano gli esperti di Facile.it, quando si tratta di polizze assicurative è bene fare attenzione a franchigie, massimali ed esclusioni: le polizze per le case vacanze, ad esempio, sono valide solo se vi è un regolare contratto di locazione firmato, se la caparra è stata versata con una forma di pagamento tracciato e se l’affitto riguarda un immobile destinato al soggiorno turistico di durata inferiore ai 100 giorni; non sono coperti gli affitti tra persone legate da parentela e, in caso di frode, è necessario presentare la denuncia sporta alle autorità.

    Quella delle casa vacanze fantasma, però, non è l’unico rischio frode che si corre durante il periodo estivo. L’indagine commissionata da Facile.it mUp Research ha messo in luce, ad esempio, che tra le principali voci di spesa familiare prese di mira dai malviventi con più frequenza ci sono le carte di credito, di debito e le prepagate tanto è vero che nell’ultimo anno il 6,5% dei rispondenti, pari a  2,8 milioni di individui, ha dichiarato di essere caduto in trappola in questo ambito.

    «Durante il periodo estivo, in particolare se ci si reca all’estero, l’uso delle carte elettroniche aumenta e questo, naturalmente, espone i consumatori ad un numero maggiore di rischi», spiegano gli esperti di Facile.it. «Per aiutare i cittadini ad evitare di cadere in trappola, abbiamo creato un’apposita sezione del sito Facile.it – chiamata Spazio Sicurezza –  da oggi arricchita anche con i podcast, che contiene consigli utili su come riconoscere i pericoli e difendersi dai malfattori.».

     

    *Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI. Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: maggio 2022.

  • Trasloco casa: 9,5 milioni lo hanno fatto in autonomia, ma oltre 700mila se ne sono pentiti

    Degli oltre 15 milioni di italiani che negli ultimi 5 anni hanno affrontato un trasloco, il 61% lo ha fatto senza ricorrere all’aiuto di una ditta e, fra loro, il 68% ha preso questa decisione per ragioni economiche, ma fra i traslocatori “fai da te” oltre 700mila (8%) hanno dichiarato di essersi pentiti. I dati emergono dall’indagine realizzata per Facile.it in occasione del lancio della sezione Trasloco che segna l’ingresso del comparatore in un nuovo settore.

    Per quali motivi si è scelto di farlo in autonomia? E perché ci si è pentiti? Ecco i risultati emersi dallo studio.

    Trasloco fai da te

    Secondo l’indagine, condotta per Facile.it dall’istituto EMG Different* su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, il tempo impiegato mediamente per traslocare è di 7 giorni, mentre i mesi preferiti per mettere mano a pluriball e scatoloni sono maggio, (14%), aprile e giugno (12%), e settembre (11%).

    Guardando all’ultimo trasloco fatto, per il 28% dei rispondenti lo ha fatto per spostarsi da una casa in affitto a una di proprietà.

    Tra chi ha deciso di non rivolgersi ad una ditta specializzata, l’attività più problematica è stata fare gli scatoloni (36%) e trasportarli dalla vecchia alla nuova abitazione (32%). Ma tanti, 2,9 milioni (31%), anche coloro che hanno trovato difficoltà nell’attivare o cambiare le utenze domestiche.

    Circa 1 rispondente su 3 (33%) ha avuto almeno un inconveniente, percentuale che raggiunge il 44% fra coloro che hanno svolto un trasloco completo, con anche, quindi, lo spostamento dei mobili. Tra i contrattempi più diffusi c’è la perdita di alcuni oggetti durante il trasporto (15%) e l’aver danneggiato quanto spostato (12%); l’8%, invece, ha ammesso di aver addirittura…litigato con i nuovi vicini prima ancora di essere entrato in casa!

    «Quando si cambia casa,» spiega Stefano Arossa, responsabile della sezione Trasloco di Facile.it «le cose a cui pensare sono tantissime, lo stress arriva alle stelle e per risparmiare qualche euro si rischia di fare scelte delle quali, poi, ci si pente. Proprio per questo abbiamo creato un servizio gratuito che guidi gli utenti, non solo nella gestione e nell’organizzazione del trasloco, ma anche nell’attivazione delle utenze di luce, gas ed internet, aiutandoli a risparmiare, senza dover però rinunciare all’aiuto di professionisti».

     

    *Nota metodologica: Fonte: indagine realizzata per Facile.it da EMG Different. L’indagine è stata realizzata, dal 4 all’8 luglio 2022, tramite 1.000 interviste online con il supporto del sistema CAWI (Computer Aided Web Interview) ad un campione rappresentativo di chi ha fatto un trasloco negli ultimi 5 anni.

  • Ferie: oltre 6 milioni partiranno con il proprio animale domestico

    Gli Italiani hanno voglia di tornare a viaggiare e lo fanno insieme al loro animale domestico; è questa una delle evidenze emerse dall’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different* secondo la quale sono più di 6 milioni i nostri connazionali che quest’anno si concederanno almeno una vacanza in compagnia del proprio amico a quattro zampe; vale a dire che, tra i proprietari che partiranno per una pausa estiva, più di 1 su 3 (34,5%) lo farà insieme a Fido o Micio. La percentuale sale al 42,4% fra chi possiede un cane e raggiunge addirittura il 58,7% tra i 45-54enni.

    Sebbene quasi 1 proprietario su 2 (45,9%) sia disposto a spendere di più pur di avere maggiori servizi per l’amico a quattro zampe, sono ancora tanti i padroni che non pensano a tutelare i loro animali con un’assicurazione che li metta al riparo da eventuali imprevisti durante le ferie e, addirittura 8,4 milioni (34,5%), tra chi possiede un animale, non sanno neanche che esistano polizze specifiche per Fido e Micio.

    Vacanza a misura di pet

    Dall’indagine è emerso come quasi il 50% dei proprietari abbia ammesso di tenere in considerazione le esigenze del proprio animale nella pianificazione delle vacanze: in particolare 6 padroni su 10 prima di scegliere la meta del soggiorno si informano se siano ammessi animali domestici, il 24,4% ha dichiarato di scegliere mete raggiungibili in auto, mentre 5,4 milioni, semplicemente, scelgono posti vicini al loro luogo di residenza.

    Non solo; 11,2 milioni di proprietari sono disposti a pagare di più affinché l’animale goda di maggiori servizi e, nonostante l’inflazione e il rincaro generale dei beni che sta mettendo a dura prova gli italiani, la percentuale di chi è disposto a pagare di più per far star bene il proprio animale in vacanza risulta più alta del 13,6% rispetto al 2020.

    Per queste vacanze, l’alloggio preferito risulta essere in strutture ricettive come alberghi, agriturismi, hotel e B&B, scelti da 2,3 milioni di possessori di animali (38,5%).

    Le assicurazioni a tutela degli animali

    Sebbene molti viaggeranno con i propri animali al seguito, sono ancora pochi coloro che hanno l’abitudine di assicurarli da eventuali imprevisti durante le vacanze e addirittura 8,4 milioni di proprietari hanno ammesso di non conoscere l’esistenza di questa tipologia di polizze.

    Sono, invece, circa 5 milioni i possessori di animali che hanno dichiarato di aver sottoscritto in passato un’assicurazione specifica dedicata ai pet, in aumento di circa 5 punti percentuali rispetto a quanto rilevato nel 2020, mentre quasi 2 su 10 (18%) hanno detto di essere intenzionati a stipularne una in futuro.

    «Quando si viaggia e ci si allontana da casa anche i nostri amici a quattro zampe sono esposti a potenziali pericoli; per questo, scegliere una polizza specifica potrebbe essere di fondamentale importanza per tutelare non solo l’animale, ma anche il padrone», spiega Irene Giani, BU Manager Non-Motor Insurance di Facile.it. «Sul mercato esistono diversi prodotti che variano a seconda delle garanzie incluse, ma per una copertura Responsabilità civile e salute i premi partono da poco più di 11 euro al mese».

    Oltre alla tradizionale copertura RC contro eventuali danni arrecati a terzi e al rimborso delle spese in caso di malattia o infortunio, alcuni prodotti mettono a disposizione una centrale operativa specializzata nell’organizzazione di vacanze pet friendly, con un supporto che va dalla ricerca della struttura ricettiva più adatta, fino alla spiaggia o ai ristoranti a misura di “cane e gatto”.

    Dato che, si legge nell’indagine, 5,7 milioni di proprietari utilizzeranno l’auto per raggiungere il luogo di villeggiatura, è bene ricordare che nel caso in cui l’animale si faccia male durante un incidente con colpa non è tutelato dall’RC auto del proprietario. Per superare il problema, alcune compagnie assicurative offrono una garanzia opzionale che tutela il passeggero a quattro zampe; ma attenzione, queste coperture sono valide solo se l’animale è trasportato secondo le norme del Codice della Strada.

    E se, invece, l’animale sta male mentre siamo via e, soprattutto, accade quando siamo in un luogo che non conosciamo? In questo caso le assicurazioni offrono assistenza e consulenza veterinaria telefonica o, anche, sono in grado di segnalarci i centri e le cliniche specializzate più vicine al luogo di villeggiatura.

    Oltre al rimborso delle eventuali spese sostenute per esami, cure ed interventi chirurgici, alcune compagnie arrivano persino a consegnare a domicilio i medicinali necessari e a rimborsare i costi extra di alloggio nel caso in cui si dovesse prolungare il soggiorno a causa dello stato di salute dell’animale.

    Un’altra casistica coperta dai prodotti assicurativi è quella dello smarrimento dell’amico a quattro zampe; in questo caso determinate compagnie sostengono i costi necessari a cercare l’animale disperso, altre mettono a disposizione una linea telefonica dedicata per la raccolta delle segnalazioni di avvistamento.

    «Attenzione» conclude Irene Giani. «non bisogna dimenticare che per godere delle coperture, l’amico a quattro zampe deve essere dotato di microchip o tatuaggio, altrimenti l’assicurazione non rimborsa».

    *Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: maggio 2022.

  • Condizionatore: ci costerà l’81% in più in bolletta

    Quest’anno il condizionatore sarà un vero e proprio salasso in bolletta; secondo l’analisi* di Facile.it, anticipata a Sportello Italia di Radio Rai, chi sceglierà di accendere l’aria per combattere il caldo estivo dovrà mettere a budget, per la stagione, fino a 216 euro, vale a dire l’81% in più rispetto allo scorso anno.

    Una cattiva notizia che tocca moltissimi consumatori se si considera che, secondo l’indagine commissionata agli istituti mUp Research e Norstat**, ad aprile erano già oltre 29 milioni i nostri connazionali che possedevano un climatizzatore. Platea che potrebbe ulteriormente ampliarsi considerando le temperature raggiunte nelle ultime settimane e la conferma da parte del Governo del Bonus Condizionatore.

    Il costo in bolletta di questi apparecchi, però, potrebbe diventare ancora più alto se ai rincari del prezzo dell’energia aggiungiamo un uso scorretto dell’apparecchio. Proprio per questo Facile.it ha realizzato un breve vademecum con 6 consigli pratici per ridurre le spese e risparmiare sul conto finale.

    1. Occhio all’etichetta. La scelta della classe energetica del condizionatore è fondamentale per cercare di contenere il più possibile i consumi; chi è alle prese con l’acquisto di questo apparecchio, farebbe bene ad optare per un modello di classe A o superiore. Attenzione però alle etichette energetiche; se è vero che a partire dal 2022 è entrata in vigore la nuova classificazione, è altrettanto vero che sul mercato sono ancora disponibili prodotti con la vecchia classificazione.  Per fare una scelta consapevole è bene verificare quale etichettatura riporta il condizionatore che stiamo acquistando. In ogni caso, scegliere un dispositivo a basso consumo consente di ridurre notevolmente la bolletta; ad esempio, guardando alla vecchia etichettatura, passare da un condizionatore di classe B ad uno di classe A++ significa ridurre il costo in bolletta di circa il 30-40% annuo. Non dimenticate, inoltre, che cambiando un vecchio impianto potrete godere anche di rilevanti detrazioni fiscali che possono arrivare fino al 65%.
    2. Condizionatore inverter. Un altro consiglio è quello di valutare l’istallazione di un condizionatore inverter al posto di uno tradizionale. Questa tipologia di climatizzatore, una volta che ha raggiunto la temperatura impostata, anziché spegnersi, rallenta la velocità del motore e funziona al minimo, evitando il consumo di energia necessario per fermarsi e poi ripartire. Scegliere questo tipo di apparecchio permette un risparmio energetico del 30% rispetto ad un climatizzatore tradizionale.
    3. No alle temperature polari. Una volta scelto il condizionatore più adatto alle nostre esigenze, è importante usarlo con criterio ed attenzione: impostare temperature polari, ad esempio, fa male alla nostra salute, al portafogli e all’ambiente. Meglio impostare la temperatura a circa 6-8 gradi in meno rispetto all’esterno e, se l’apparecchio ne è dotato, possiamo usare la funzione di deumidificazione anziché quella di raffrescamento; questo renderà l’aria più salubre e alleggerirà la bolletta fino al 13%.
    4. Attenzione alla pulizia dell’impianto. La manutenzione dell’impianto, soprattutto se ha sulle spalle qualche anno, è fondamentale; sottovalutare la pulizia dei filtri potrebbe costare caro, alla nostra salute e alla bolletta. Un impianto pulito correttamente può funzionare al 100% della sua capacità; di contro, se mantenuto in modo sbagliato, può arrivare a consumare fino all’8% in più.
    5. Il buon senso non deve mai mancare. Le cattive abitudini sono spesso quelle più difficili da eliminare, ma anche quelle che, potenzialmente, costano di più. Per evitare sprechi di corrente (e di denaro!), quindi, quando accendiamo il condizionatore è bene verificare che il fresco non venga disperso; il consiglio numero uno, spesso disatteso, è di tenere chiuse le finestre quando l’apparecchio è in funzione. Per non fare entrare il calore nelle ore più calde della giornata può essere utile, ad esempio, abbassare le tapparelle. Fate attenzione anche alle porte delle altre stanze: lasciarle aperte quando non necessario, disperdendo così il fresco, può incidere sino al 6% sui consumi.
    6. Funzione sleep per la notte. In alternativa alla deumidificazione, durante le ore notturne è bene preferire la funzione apposita per la notte oppure programmare in maniera corretta e sensata la temperatura; in questo modo la riduzione dei consumi arriva al 10%.

    * I valori sono stati calcolati ipotizzando un condizionatore in classe energetica B con un utilizzo di 500 ore e un consumo annuo di 521 kWh. I prezzi sono stati calcolati considerando la tariffa del servizio di tutelato aggiornata al III Trimestre 2021 e 2022  per un cliente tipo (2.700 kwh annui in fascia monoraria e potenza 3 kW).

    ** Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 9 e il 10 aprile 2022 attraverso la somministrazione di n.1.008 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Vacanze: erogati 160 milioni di euro in prestiti

    160 milioni di euro; è questo, secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, il valore dei prestiti personali erogati agli italiani nel primo semestre 2022 per far fronte a spese legate alle vacanze. La voglia di tornare a spostarsi era già stata rilevata dall’indagine, commissionata da Facile.it ad EMG Different, secondo cui il 27,5% di chi partirà farà un viaggio programmato prima del Covid ma rimandato a causa della pandemia, e questa tendenza trova conferma anche nell’aumento delle richieste di finanziamento tanto è vero che, come evidenziato dallo studio reso noto oggi, nei primi 6 mesi dell’anno il peso percentuale dei prestiti per le vacanze è aumentato del 96% rispetto allo stesso periodo del 2021.

    «Dopo due anni di forti limitazioni alla mobilità, finalmente molti italiani potranno tornare a viaggiare e, in alcuni casi, lo faranno sfruttando le opportunità offerte dal mondo del credito al consumo», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it«L’aumento delle richieste di prestiti per viaggiare è però anche strettamente legato ai numerosi matrimoni e viaggi di nozze che, causa pandemia, sono stati rimandati a quest’anno.».

    Identikit del richiedente

    Dall’analisi, realizzata su un campione di oltre 70.000  domande di finanziamento raccolte nel primo semestre 2022*, è emerso che chi ha presentato domanda di credito per pagare spese legate ad un viaggio ha cercato di ottenere, in media, 5.597 euro da restituire in 52 rate (poco più di 4 anni).

    Se si guarda al profilo del richiedente emerge che questa tipologia di prestito è particolarmente diffusa tra i giovani – altro dato legato alla ripresa dei matrimoni e relativi viaggi di nozze. Se, in media, chi si rivolge ad una società di credito in Italia ha 41 anni, quando si parla di prestiti per le vacanze, chi presenta domanda di finanziamento ha, sempre in media, 36 anni; un valore su cui pesano gli under 30, che oggi rappresentano circa il 35% della domanda.

    Nel 75% dei casi a presentare domanda di finanziamento per viaggi e vacanze è stato un uomo, mentre se si analizza la posizione lavorativa del richiedente emerge che il 72% delle richieste arriva da un lavoratore dipendente a tempo indeterminato.
    *Analisi Facile.it realizza su un campione di oltre 70.000 richieste di prestito personale raccolte online nel primo semestre 2022.

    L’indagine EMG Different è stata condotta su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI. Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: maggio 2022.

  • Bollette: nel 2022 potrebbero costare il 65% in più

    L’intervento del Governo ha evitato un nuovo aumento delle tariffe energetiche, ma il conto rimane comunque salato; secondo le stime* di Facile.it, realizzate tenendo in considerazioni i prezzi del terzo trimestre 2022 per il mercato tutelato, se le tariffe rimarranno su questi livelli fino a fine anno, le famiglie con un contratto di fornitura nel servizio di tutela spenderanno per le bollette luce e gas, a parità di consumi, circa 2.930 euro, il 65% in più rispetto al 2021, con un aggravio di circa 1.160 euro.

    Nello specifico, a pesare maggiormente sarà la bolletta del gas, che potrebbe arrivare a circa 1.780 euro (+56% rispetto al 2021); per la luce, invece, il totale potrebbe raggiungere i 1.150 euro, vale a dire l’82% in più rispetto allo scorso anno.

    «Nonostante l’intervento del Governo, le tariffe luce e gas rimangono comunque elevate e chi ha un contratto di fornitura nel mercato tutelato, a parità di consumi, pagherà per i prossimi 3 mesi circa il 58% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno», spiegano gli esperti di Facile.it. «Oltre a prestare maggiore attenzione ai consumi e a limitare gli sprechi, una strategia per risparmiare sulle bollette finali è quella di scegliere attentamente il fornitore e l’offerta che meglio rispondono alle nostre esigenze e abitudini».

    * Stime realizzate tenendo in considerazione una famiglia con consumo annuo di gas naturale pari a 1.400 smc e, per l’energia elettrica, consumo annuo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW; tariffe mercato tutelato. 

     

  • Truffe: oltre 3 miliardi di euro persi dagli italiani nell’ultimo anno

    Sono 8,3 milioni gli italiani che, negli ultimi 12 mesi, hanno subito una truffa nell’ambito di una delle principali voci di spesa familiare, con un danno economico stimato di oltre 3 miliardi di euro; questi i primi dati emersi dall’indagine realizzata per Facile.it dagli istituti mUp Research e Norstat e presentata in occasione del lancio della nuova sezione di podcast sulla sicurezza (https://www.facile.it/podcast.html) a cura del comparatore.

    Secondo l’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, il 7,1% dei rispondenti ha dichiarato di aver subito una truffa legata alle utenze luce e gas, il 6,5% nell’ambito delle carte elettroniche e il 5,2% nella telefonia mobile, mentre l’assicurazione auto/moto, da alcuni ritenuta una delle aree più a rischio, in realtà è tra i campi analizzati quello dove in percentuale gli italiani sono caduti in trappola con meno frequenza (1,4%).

    I danni economici

    Complessivamente, come evidenziato dall’indagine, a seguito delle truffe gli italiani hanno perso oltre 3 miliardi di euro. E se, in media, il valore economico è di 365 euro, il danno è ben più elevato tra i prestiti personali, dove chi è caduto in trappola ha perso, sempre in media, 1.490 euro; 279 euro persi per truffe ai conti correnti e 268 euro per l’RC auto/moto.

    «La troppa sicurezza o la distrazione che ciascuno di noi può avere sono spesso i motivi principali per cui si cade in trappola», spiega Tobias Stuber, CEO di Facile.it. «In realtà prendere poche e semplici precauzioni ci può mettere al riparo dalle frodi consentendoci di godere a pieno dei vantaggi offerti dai numerosi canali attraverso i quali si può risparmiare sulle principali voci di spesa familiare. Proprio per insegnare ai consumatori come riconoscere una truffa e difendersi da essa, abbiamo arricchito il nostro spazio sicurezza con un nuovo strumento, quello dei podcast, dove con 5 semplici consigli diamo a ciascuno i mezzi adatti per tutelarsi dai principali rischi.».

    I canali più usati dai malfattori

    I consigli di Facile.it nascono anche dall’analisi degli strumenti attraverso cui vengono portate a termine le frodi. Nel 45% dei casi le truffe sono passate attraverso un’email, nel 26% tramite SMS (31% nel caso dei conti correnti) e nel 21,5% da siti web fasulli (29% per le carte elettroniche). Va detto, però, che ogni settore ha le sue specificità. Quando si parla di frodi nell’ambito delle utenze luce e gas, ad esempio, tra i canali più usati dai malfattori ci sono i finti call center (44%) e le visite porta a porta (31,3%).

    La nuova frontiera delle truffe passa anche dai social network, particolarmente usati nell’ambito dei prestiti personali (15,9%), e dalle App di messaggistica istantanea, attraverso cui sono stati truffati, secondo le loro dichiarazioni, circa il 9% dei rispondenti.

    Più di 4 su 10 non denunciano

    Cosa accade dopo la truffa? Purtroppo, il 41,5% di chi cade in trappola non denuncia la frode; il dato arriva addirittura al 55,1% nella telefonia mobile e al 54,5% nei prestiti personali.

    Per quali motivi non si fa? Tra i 3,4 milioni che non hanno denunciato la truffa subita, il 33% ha detto di non averlo fatto perché il danno economico era basso, mentre il 27% perché era certo che non avrebbe recuperato quanto perso.

    Per circa 800.000 individui, invece, vi è una ragione di natura psicologica; il 15,1% ha detto che si sentiva ingenuo per esserci cascato, mentre il 9% ha dichiarato di non aver denunciato la frode perché non voleva che i familiari/conoscenti lo sapessero.

    «Abbiamo una spiccata tendenza a preservare la nostra reputazione», spiega il prof. Gianluca Castelnuovo, ordinario di psicologia clinica alla Cattolica di Milano e all’IRCCS Istituto Auxologico Italiano «per cui denunciare una truffa di questo tipo può significare per alcuni ammettere, a sé stessi e agli altri, che non siamo stati “furbi” a sufficienza per difenderci da un malfattore che ha agito comunque anche grazie alla nostra involontaria “complicità”. Spesso una eccessiva paura di fare brutta figura, tema dominante oggi nella nostra società, agisce in favore dell’impunità.».

    La scelta di non denunciare risulta ancora meno comprensibile se si considera che il 4% dei truffati, a seguito della frode subita, si è addirittura trovato nel mezzo di problemi di natura legale.

    «La buona notizia è che, secondo quanto emerso dall’analisi, oggi gli italiani cominciano a capire meglio come difendersi – continua Stuber – il 43,2% dei rispondenti ha dichiarato di aver adottato anche semplici strategie, come ad esempio non rispondere a contatti sconosciuti o non dare informazioni sensibili a soggetti non verificati, solo dopo aver subito la truffa.».

    Identikit dei truffati

    Vittime predilette dei truffatori sono soprattutto gli uomini (22,5% rispetto al 15,7% del campione femminile) e, a dispetto di quanto si possa pensare, i rispondenti con un titolo di studio universitario (23,3% rispetto al 17% rilevato tra i non laureati).

    «Non è strano che le vittime di tali reati siano spesso persone con un titolo di studio elevato – continua Castelnuovo – in quanto le truffe utilizzano raffinate tecniche di persuasione che agiscono su più piani (cognitivo, emotivo, ecc.). Se sulla parte cognitiva possiamo difenderci, quando entrano in gioco le emozioni siamo più vulnerabili e rischiamo di sopravvalutare la nostra capacità di cogliere i segnali di truffa, ben camuffati dagli specialisti mal intenzionati.».

    Dal punto di vista anagrafico emerge che, a cadere in trappola, sono più sovente i giovani nella fascia di età 18-24 anni (31,6% vs 15% fascia 65-74 anni) mentre, a livello territoriale, sono i residenti nel Nord Italia (Nord Est 22,3% – Nord Ovest 21%).

     

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale + n.405 interviste di sovra-campionamento con individui oggetto di truffa nel corso degli ultimi 12 mesi.

  • Bollette elettriche: senza oneri beneficio di 18 euro a famiglia

    Circa 18 euro in 3 mesi; questo, secondo le stime* di Facile.it, il beneficio economico che le famiglie italiane potranno ottenere grazie all’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette elettriche del terzo trimestre 2022 previsto nella bozza di decreto approvata dal Consiglio dei ministri.

    Facile.it ha stimato l’importo tenendo in considerazione l’attuale prezzo dell’energia e le indicazioni fornite della stessa Arera che, lo scorso marzo, in occasione dell’aggiornamento delle tariffe per il secondo trimestre 2022, aveva precisato che proprio grazie all’azzeramento degli oneri di sistema delle bollette elettriche (componenti ASOS e ARIM), il Governo aveva evitato un aumento che, per un cliente domestico tipo, sarebbe stato di almeno il 6%.  

    La scelta di prorogare l’azzeramento degli oneri anche per i mesi di luglio, agosto e settembre potrebbe quindi tradursi, secondo le stime, in un beneficio che, per la sola bolletta elettrica, sarebbe di almeno 6 euro al mese.

    * Le stime sono calcolate su un cliente domestico tipo (consumo annuo 2.700 kwh, 3kw di potenza).

  • Mutui casa: 2 milioni di italiani bloccati dagli aumenti

    A causa dell’aumento dei tassi dei mutui quasi 2 milioni di italiani hanno fermato la ricerca di un nuovo immobile; questo uno dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it mUp Research e Norstat* che, già a fine maggio, aveva evidenziato come l’incremento del costo dei finanziamenti casa avesse bloccato molti italiani intenti nel trovare una nuova abitazione.

    Una platea che potrebbe ulteriormente allargarsi alla luce della conferma da parte della BCE dell’aumento del costo del denaro; la decisione dell’Eurotower potrebbe quindi incidere negativamente non solo su chi ha già un mutuo a tasso variabile – e che secondo le simulazioni di Facile.it dovrà far fronte a rincari sulla rata mensile fino a 120 euro nel giro di un anno – ma anche su coloro stanno cercando, o hanno intenzione di farlo in futuro, un nuovo immobile.

    Sul fronte dei tassi, dopo valori ormai ai minimi da anni, la situazione oggi è cambiata; i tassi fissi sono già aumentati ed oggi per un mutuo medio* è difficile trovare opzioni sotto il 2,4% (TAN), mentre chi sceglie un variabile può accedere a finanziamenti con indici contenuti, che partono da 0,65%, ma destinati presto a salire.

    «In un periodo di aumento dei tassi come quello attuale, scegliere un mutuo diventa un’operazione più delicata», spiegano gli esperti di Facile.it. «Non esiste, in assoluto, una scelta giusta o sbagliata tra tasso fisso, variabile o soluzioni ibride, la decisione va presa in base alle specificità dell’aspirante mutuatario: la propensione al rischio, la posizione reddituale, la durata del finanziamento, l’età e così via. L’aiuto di un consulente esperto diventa quindi più importante che mai.».

     

    * Nota metodologica: Indagine mUp research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, patentati, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale.

    Simulazione realizzata da Facile.it in data 10 giugno 2022; tassi per un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

  • Mutui variabili: rata in aumento fino a 120 euro

    Domani si terrà la riunione di politica monetaria della BCE e, tra gli osservati speciali, c’è l’annuncio sui tassi. L’aumento – previsto per luglio e settembre – avrà un impatto sull’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, e questo comporterà un aumento delle rate dei mutui italiani, ma di quanto? Facile.it ha fatto alcune simulazioni scoprendo che, da qui al prossimo anno, la rata mensile di un mutuo variabile medio potrebbero salire di circa 120 euro rispetto ad oggi.

    Per l’analisi Facile.it ha preso come riferimento un finanziamento da 120.000 euro da restituire in 20 anni e simulato i possibili cambiamenti tenendo in considerazione i cosiddetti futures sull’Euribor, che rappresentano l’aspettativa che gli operatori hanno sull’andamento dell’indice nei prossimi 5 anni.

    Oggi un tasso variabile medio (T.A.N) disponibile online* per l’operazione simulata è pari a 0,85%, con una rata mensile di 544 euro. Secondo i futures sull’Euribor, entro fine anno l’indice Euribor a 3 mesi sfiorerà l’1% (oggi si trova a -0,30%) e questo farà salire il tasso variabile a circa 2,20%, con una rata mensile più pesante di circa 75 euro. Tra dodici mesi (a giugno 2023), l’indice potrebbe arrivare a circa 1,75%; questo farebbe salire il tasso variabile a 2,95% e la rata del muto a 663 euro, vale a dire quasi 120 euro in più rispetto a oggi. A dicembre 2027, le previsioni danno l’Euribor intorno al 2,10%; in questo caso il tasso salirebbe a 3,30% e la rata mensile a 684 euro, vale  a dire 140 euro in più rispetto ad oggi.

    «Sebbene in periodi di grande incertezza come quello attuale sia difficile fare previsioni, è importante non sottovalutare i messaggi che arrivano dal mercato»; spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it «Oggi più che mai, quindi, la scelta del mutuo va affrontata con grande attenzione; il consiglio è di affidarsi ad un consulente esperto in grado di identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

    * Simulazione Facile.it in data 8 giugno 2022

  • Cani: oltre 117 mila quelli restituiti dopo la pandemia

    Con l’arrivo della pandemia c’è stato un vero e proprio boom di adozioni di cani; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different*, sono circa 3,4 milioni gli italiani che, fra il 2020 ed il 2021, hanno fatto questa scelta (21,6% dei proprietari). Amore a prima vista, ma non per tutti se si considera che oltre 117 mila proprietari hanno cambiato idea restituendo l’animale al canile o affidandolo ad un’altra famiglia.

    Il 28,3% di chi ha preso un cane negli ultimi 2 anni ha detto di averlo fatto appositamente per alleggerire il lockdown e circa 196 mila individui hanno ammesso di averlo preso solo per aggirare i limiti alla mobilità imposti dal Governo in quel periodo (5,7%).

    La ragione principale per cui i proprietari hanno rinunciato alla compagnia del cane adottato durante la pandemia è che, una volta finito il lockdown, si sono resi conto che l’animale diventava troppo complesso da gestire e quindi non lo volevano più (63%); in altri casi, invece, la decisione è stata presa a seguito di danni materiali causati da Fido (37%).

    «È un peccato che tanti italiani rinuncino alla gioia della compagnia di un cane o di un gatto per la paura dei danni che l’animale potrebbe causare» – sostiene Irene Giani, responsabile assicurazioni animali di Facile.it – «Oggi esistono tante assicurazioni per cani e gatti che, con poche decine di euro all’anno, non solo mettono al riparo il padrone dai rischi economici legati all’esuberanza dell’animale ma, anche, possono assistere in caso di viaggio con i nostri amici a quattro zampe. In un momento in cui stanno per cominciare le vacanze estive, è importante saperlo per cercare di contrastare sempre di più il terribile fenomeno degli abbandoni.».

    Sommando cani e gatti, il numero complessivo di italiani che hanno preso un animale negli ultimi 2 anni sale a poco più di 5 milioni, vale a dire il 23,2% di coloro che hanno un compagno a 4 zampe (percentuale che arriva al 31,7% tra i rispondenti residenti al Sud). Va detto, però, che la pandemia è stata una leva soprattutto per i residenti nel Nord ovest, dove la percentuale di chi ha dichiarato di aver preso un animale domestico proprio per alleggerire il lockdown è pari al 38,4% (a fronte del 24,5% rilevato a livello nazionale).

    * Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: maggio 2022.