Tag: Ambiente

  • 15 Giugno: Giornata Mondiale del Vento

    Utilizzo del vento come fonte di energia rinnovabile a sostegno di un pianeta più sano.

     

    La Giornata Mondiale del Vento (Global Wind Day) si festeggia in tutto il mondo il 15 giugno, al fine di promuovere l’energia del vento come fonte pulita e inesauribile. Il Global Wind Day è organizzato dall’EWEA (European Wind Energy Association) e dal GWEC (Global Wind Energy Council), in collaborazione con associazioni nazionali e società coinvolte nella produzione di energia eolica, che organizzano eventi in molti paesi del mondo. Un appuntamento ricco di iniziative volto a fornire ai cittadini maggiori informazioni sull’eolico, un settore in costante crescita.

     

    Secondo i dati Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento), sul territorio nazionale sono installati 6.909 aerogeneratori di varia taglia per un totale di potenza installata pari a 9.944 MW. La quota di energia prodotta nel 2018 è stata di circa 17,3 TWh, pari al fabbisogno di 17 milioni circa di persone. Un buon dato, ma ancora molto lontano dalla potenza installata in paesi come Spagna (23.494 MW nel 2018) e Germania (59.300 MW). Grazie al vento, sono stati risparmiati circa 21 milioni di barili di petrolio, corrispondenti a circa 10 milioni di tonnellate di emissioni risparmiate di CO2. Secondo Anev, ad oggi l’Italia ha già raggiunto gli obiettivi rinnovabili 2020, con una penetrazione di 17,5% sui consumi complessivi al 2015 rispetto ad un target al 2020 di 17%. L’obiettivo da raggiungere entro il 2030, ambizioso ma perseguibile, è del 28% di rinnovabili sui consumi complessivi.

     

    Per questo i volontari de La Via della Felicità vogliono lanciare un messaggio a supporto delle fonti rinnovabili e della cura del pianeta. “Ci sono molte cose che le persone possono fare per aiutare a prendersi cura del pianeta. Si inizia con l’impegno personale. Si prosegue suggerendo agli altri di fare altrettanto. L’Uomo ha raggiunto la capacità potenziale di distruggere il pianeta. Ora deve essere portato al punto di essere in grado di salvarlo e di agire per farlo. Dopotutto è il posto in cui viviamo.” (tratto da La Via della Felicità, guida al buon senso scritta da L. Ron Hubbard).

     

    A sostegno di ciò i volontari da anni in molte parti d’Italia organizzano attività di raccolta rifiuti, pulizie delle spiagge e progetti di promozione per la cura del pianeta.

     

    Ufficio Stampa

    La Via della Felicità

     

     

  • Raccolta rifiuti alla spiaggia di Zadina – Cesenatico

    I volontari de La Via della Felicità ripuliscono la litoranea.

    I volontari dell’associazione no-profit “La Via della Felicità”, da anni attivi in campo sociale per migliorare le condizioni ambientali per quanto riguarda il degrado, ieri pomeriggio si sono dedicati alla pulizia della spiaggia libera di Zadina.

    I volontari dopo i numerosi complimenti ricevuti dai cittadini e dai passanti hanno totalizzano una raccolta rifiuti di 12 sacchi neri dell’immondizia tra cui hanno rinvenuto plastica, vetro, mozziconi, cartacce, bottiglie e lattine.

    Il filosofo L. Ron Hubbard scrisse diverse cose riguardanti l’uomo tra cui dare il buon esempio: ”…noi influenziamo molte persone. Questa influenza può essere buona o cattiva. Se vivi seguendo delle buone regole, darai un buon esempio. Non sottovalutare gli effetti che puoi avere sugli altri semplicemente parlando di queste cose e dando tu stesso un buon esempio.”

     

    Infatti oltre a rendere più piacevole e pulita la zona frequentata dai turisti ed abitanti della zona, l’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare le persone ed essere  più partecipi  nel mantenere la città pulita, utilizzando gli appositi contenitori per rifiuti e più educazione nel vivere in società. Questo grazie anche alla distribuzione dell’opuscolo gratuito La Via della Felicità: una guida al buon senso per una vita migliore.

    Il valore che queste aree ricoprono per il gradevole aspetto, e l’ambiente che creano, sono tutti ingredienti  molto apprezzati dalle migliaia di persone, che vivono la città e la spiaggia in occasione dell’arrivo della stagione estiva. Gli interventi di pulizia dei volontari si ripeteranno, a zone alterne, fino alla fine della stagione estiva.

    Per partecipare all’iniziativa scrivi a [email protected] .

     

     

  • Volontari per l’ambiente ripuliscono l’area del porto di Senigallia

    In un paio d’ore raccolti 3 sacchi di spazzatura

    I volontari de La via della felicità di Senigallia, organizzano diverse attività nell’area, come pulizia parchi, spiagge libere ed altre attività che hanno lo scopo di ripristinare, con i fatti, quei valori sociali molto importanti per vivere una vita migliore e più felice per tutti.

    Nel pomeriggio di ieri, giovedì 20 febbraio, approfittando della bellissima giornata, il gruppo di volontari, armati di guanti e pinze, si sono dedicati ad un intervento di pulizia nella zona porto di Senigallia con il risultato di 3 sacchi di spazzatura, tra plastica e cartacce; incastrate tra i roccioni, ma pur sempre degradanti per l’ambiente.

    Il rispetto dell’ambiente è uno dei punti trattati nella guida al buon senso La via della felicità, l’opuscolo che ispira i volontari ad impegnarsi costantemente nelle diverse attività nella comunità.

    Molta la soddisfazione dei volontari per il lavoro fatto, e anche per l’apprezzamento dai cittadini che passando hanno dispensato tantissimi “Bravi”, “Grazie per quello che fate”; ecc… che fa capire quanta sia  l’attenzione all’ambiente; considerando che anche queste piccole azioni contribuiscono a mantenere il litorale di Senigallia “un gioiello”, apprezzato e ammirato ogni anno da migliaia di persone che si godono la meravigliosa spiaggia di Velluto.

    Dato che il nostro benessere è legato alle azioni degli altri, diventa vitale promuovere i benefici di una buona condotta. “Rispettare e proteggere il proprio ambiente” questo è uno dei messaggi che i volontari vogliono diffondere nella società.

    Il filosofo L. Ron Hubbard scrive: “Un ambiente deturpato da persone in disordine può avere un effetto leggermente depressivo sul morale. Comunque, ricchi o poveri, o per qualunque altra ragione, quelli che non hanno cura delle loro proprietà e luoghi possono provocare disordine alle persone che vivono accanto a loro.”

    Vai sul sito: www.laviadellafelicita.org e decidi come puoi entrare in azione per migliorare il tuo ambiente.

     

     

     

  • E-Bike Travel: per una mobilità sostenibile

    Il fermento delle manifestazioni per il clima degli ultimi mesi ha risvegliato il dibattito sul problema dell’inquinamento delle nostre città, rendendoci forse più consapevoli del fatto che l’ambiente abbia bisogno della nostra azione per essere protetto.

    Sono sempre più numerosi i progetti di mobilità sostenibile, che prevedono piste ciclabili, spazi verdi pubblici e trasporto urbano. Ma cosa può fare ognuno di noi nella sua quotidianità? E-bike è la risposta data dal team dell’azienda modenese E-Bike Travel, che si propone di diffondere sul territorio nazionale la presenza di punti vendita specializzati nel noleggio e nella vendita di biciclette elettriche, organizzando anche itinerari e tour guidati.

    La mobilità elettrica a due ruote è l’opportunità migliore per vivere la quotidianità e il viaggio in maniera responsabile, senza dimenticare il benessere. Le e-bike consentono di risparmiare denaro, tempo e stress, e danno la possibilità di vivere meglio. Sono la scelta ideale per chi è sportivo, ma anche per chi non lo è, ma vuole comunque godersi la città, visitando luoghi accessibili solo in bicicletta, o per chi semplicemente vuole andare al lavoro o a fare la spesa senza affaticarsi, ma facendo comunque movimento.

    La proposta di E-Bike Travel è legata anche al fenomeno sempre più diffuso del cicloturismo. È un modo di viaggiare insolito ed economico, che permette di godere a pieno del territorio, con maggiore attenzione al tema della sostenibilità. È un turismo di qualità che si sta lentamente affermando: una nuova sfida anche per l’Italia, che ha potenzialmente un’attrattiva enorme per i milioni di cicloturisti nordeuropei (e non solo), affascinati dalla possibilità di pedalare fra le bellezze del nostro Paese. Non è neppure necessario acquistare una bicicletta elettrica. Ci si può avvicinare a questo mondo semplicemente noleggiandola, sperimentando così tutte le potenzialità dello spostarsi in e-bike.

     

    ebiketravel.it

  • 42,5 milioni di italiani hanno già adottato comportamenti ecosostenibili

    idealisti e impegnati in prima linea fuori casa nel diffondere i valori della sostenibilità, gli adulti più concreti e focalizzati nel ridurre, soprattutto in ambito domestico, gli sprechi. È questa la fotografia emersa dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat che, interrogando un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, hanno scoperto come, lo scorso anno, siano stati circa 42,5 milioni gli italiani che hanno adottato comportamenti ecosostenibili per ridurre il proprio impatto ambientale. Ma quali sono gli ambiti dove gli italiani sono stati più attenti e quali le differenze generazionali?

    Meno sprechi e più efficienza in ambito domestico….

    La casa è l’ambiente all’interno del quale più italiani hanno adottato comportamenti ecosostenibili nell’ultimo anno. Massima attenzione, anche per ragioni economiche, agli sprechi; nel 2019 il 73,5% dei rispondenti ha dichiarato di aver ridotto l’uso di acqua, il 68,6% ha consumato meno energia elettrica e il 61,7% ha sprecato meno carta. Quasi 1 italiano su 2 ha inoltre ridotto la produzione di rifiuti domestici riutilizzando, quando possibile, alimenti o, più in generale, materiali di scarto.

    Centrale il tema dell’efficienza energetica nelle abitazioni; sono 16 milioni gli italiani che nel 2019, anche grazie agli incentivi, hanno sostituito un vecchio elettrodomestico con uno nuovo di classe energetica superiore, mentre poco meno, circa 14 milioni, hanno dichiarato di aver effettuato interventi di efficientamento sulla propria abitazione. E poco importa che si tratti di lavori più strutturali, come un cappotto termico o il cambio degli infissi oppure, più semplicemente, dell’installazione di termo valvole, a guadagnarci sono stati non solo l’ambiente… ma anche le tasche degli italiani; solo il sostituire un elettrodomestico di classe B con uno di classe A+ consente di ridurne il costo in bolletta sino al 20%.

    Gli adulti mettono più prodotti biologici nei carrelli e sulla tavola

    Cambia anche il carrello della spesa di molti italiani; secondo l’indagine, nel 2019, 6 rispondenti su 10 hanno ridotto l’acquisto di prodotti con plastica, il 20% ha invece comprato, quando possibile, prodotti di seconda mano.

    La sostenibilità è stata protagonista anche sulle tavole di molti italiani, che sempre più spesso adottano una dieta ecosostenibile: spopolano i prodotti alimentari naturali, bio o a chilometro zero tanto che, come emerso dall’indagine, il 43,5% dei rispondenti ha dichiarato di averli acquistati nell’ultimo anno. Al supermercato si inizia ad affermare anche l’abitudine di comprare prodotti sfusi; nel 2019 hanno sperimentato questa modalità oltre 11,7 milioni di consumatori.

    Si diffondono sempre più, inoltre, gli orti urbani e domestici; nel 2019 circa 11,3 milioni di italiani (il 25% dei rispondenti) hanno dichiarato di aver coltivato direttamente in casa frutti o ortaggi.

    I giovani si impegnano fuori dalle mura di casa

    Ogni età ha la sua sfera d’azione; se gli adulti si impegnano per l’ambiente tra le pareti di casa, i giovani lo fanno fuori dalle mura domestiche e nelle relazioni con gli altri. Guardando ai rispondenti con età compresa tra i 18 ed i 24 anni emerge che, nel 2019, più di uno su 2 (54,5%) si è informato attivamente sulle tematiche della sostenibilità (39,1% la media nazionale) e quasi uno su 4 (22,5%) ha partecipato in prima persona ad un evento o a manifestazioni per il clima (11,9% la media nazionale).

    Giovani non solo partecipi alla vita comune, ma anche e impegnati concretamente nel sensibilizzare gli altri: il 59,5% dei ragazzi nella fascia di età 18-24 anni si è speso in prima persona per convincere familiari o amici ad adottare uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente.

    Molti, infine, i ragazzi che hanno dichiarato di aver fatto attenzione a non sporcare l’ambiente quando si trovavano fuori casa (73,6%); su questo però gli adulti hanno ancora qualcosa da insegnare se si considera che, tra gli over 55, la percentuale sale all’85%.

    Dal risparmio… a Greta Thunberg: ecco le leve del cambiamento

    Cosa ha spinto così tanti italiani a modificare, almeno in parte, le proprie abitudini e a fare qualcosa di concreto per il pianeta? Diverse le ragioni; l’83% ha dichiarato di aver adottato comportamenti ecosostenibili perché ritiene sia importante contribuire in prima persona alla salvaguardia dell’ambiente, mentre il 56% lo ha fatto per le generazioni future.

    Molti, circa 19 milioni di italiani, hanno adottato comportamenti ecosostenibili per ragioni economiche e per risparmiare; motivazione indicata, in particolare, tra i rispondenti con età superiore ai 45 anni.

    Determinante per le giovani generazioni, invece, è stato l’esempio di Greta Thunberg; tra i rispondenti con età 18-24 anni, quasi 1 su 4 ha dichiarato di essersi interessato alle tematiche della sostenibilità proprio perché ispirato dalla giovane paladina dell’ambiente.

    In netta minoranza, ma ancora molti, circa 1,2 milioni, gli italiani che hanno dichiarato di essere totalmente disinteressati alle tematiche della sostenibilità e che, per questo motivo, nel 2019 non hanno adottato nessun comportamento virtuoso verso il pianeta. Tra le ragioni di questo scetticismo vi è molto spesso una motivazione di natura economica; per il 29,9% costa troppo adottare comportamenti ecosostenibili.

     

     

    * Metodologia: n. 1.015 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 15 e il 18 novembre 2019.

  • La mobilità sostenibile viaggia su due ruote. Verso un futuro green con E-Bike Travel

    Parte dalla regione italiana più attenta alla smart mobility l’interessante iniziativa finalizzata a diffondere sul territorio nazionale la cultura della bicicletta elettrica.

    Imbottigliati nel traffico, ogni giorno, spesso per percorrere i pochi, ripetitivi chilometri che ci separano dai nostri luoghi di lavoro, dalle case dei nostri cari, dai centri commerciali. Trascorriamo così gran parte della nostra vita quotidiana, convinti, o meglio dando per scontato, che l’automobile sia un mezzo indispensabile, l’unico in grado di condurci verso la soddisfazione dei nostri bisogni risparmiando tempo e senza fare fatica. Spostarsi grazie a un motore è, sicuramente, la scelta più facile, ma all’alba del 2020 occorre interrogarsi su quale sia il prezzo da pagare: non soltanto per il costo del carburante ma, soprattutto, per lo stato di salute, quello della Terra che ci ospita e il nostro.

    Una valida alternativa esiste e, fortunatamente, rappresenta una realtà in crescita e sempre più apprezzata: la mobilità elettrica, in particolare quella sulle due ruote. Tra auto ibride e car sharing come palliativi alle sofferenze di un pianeta avvelenato dalle comodità dei suoi stessi abitanti, l’e-bike si pone come una soluzione intelligente ed ecostenibile per una mobilità amica dell’ambiente. Evoluzione della tradizionale bicicletta, consente a chiunque – sportivi e non, giovani e meno giovani – di ottimizzare i propri tragitti abituali eliminando lo stress di code e l’emissione di CO2, e regalandosi, al tempo stesso, preziosi attimi all’aria aperta, nonché il miglioramento della propria forma fisica.

    Proprio per favorire la diffusione di un mezzo di trasporto che implica un radicale cambio di mentalità, nel cuore delle terre italiane più attente alla smart mobility, è nata l’iniziativa, promossa da un’azienda di Modena, volta a diffondere sul territorio nazionale la cultura della bicicletta elettrica attraverso la presenza di negozi a marchio E-Bike Travel. L’intento, ben lontano dal fomentare utopistiche posizioni “eco-fanatiche”, è quello di invitare le persone comuni a dare una svolta green alla propria quotidianità, provando un’esperienza di mobilità che permetta di vivere gli spostamenti in maniera totalmente diversa, come dimensione psicologica, naturale e sociale con un sorprendente effetto riconciliante, con se stessi e con il mondo circostante.

    In quest’ottica il progetto di E-Bike Travel si concretizza  in un ventaglio di servizi che vanno oltre la semplice vendita di biciclette elettriche: noleggio e organizzazione di tour cicloturistici guidati mirano ad avvicinare un target ampio e non specializzato all’utilizzo di un mezzo capace di accompagnarci verso un futuro green. Dalle campagne alle città, dallo svago in vacanza alle incombenze della routine urbana, con l’e-bike è possibile muoversi in maniera agile e rilassante praticamente dappertutto.

    Se innegabili sono i problemi infrastrutturali e la scarsa sicurezza che caratterizzano le strade del nostro Paese, è altrettanto evidente che le rivoluzioni nascono da movimenti volti a sovvertire lo status quo. Come il movimento, silenzioso e a impatto zero, supportato da E-Bike Travel, che guarda all’esempio virtuoso delle città del Nord Europa, con la prospettiva – oggi sempre più realistica – di promuovere l’investimento nella realizzazione di piste ciclabili anche sul nostro territorio.

     

    ebiketravel.it

     

  • Revamping “Ca’ del Bue”: richiesta la valutazione di impatto ambientale

    Si è svolta sabato 11 gennaio, presso il passaggio ciclopedonale del Parco di Pontoncello, una conferenza stampa congiunta promossa dai comuni di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio avente ad oggetto il nuovo progetto di impianto per il trattamento dei rifiuti e produzione di bio metano a Ca’ del Bue. Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti Franco De Santi, Attilio Gastaldello e Diego Ruzza, Primi Cittadini dei comuni interessati.

    Il sito di Cà del Bue è, da tempo, al centro di numerose polemiche per problematiche ambientali sollevate proprio dai tre Comuni e dalla stessa Provincia di Verona.

    «Siamo soddisfatti dell’abbandono definitivo del progetto di realizzazione di un inceneritore di rifiuti. Tuttavia, anche la nuova progettualità, che prevede il trattamento dei rifiuti e la produzione di bio metano, comporta una modifica sostanziale all’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale), e può determinare ricadute sensibili sui territori circostanti, a partire dall’aumento sostanziale del traffico veicolare pesante nei nostri Comuni e nei territori limitrofi» spiega il primo cittadino di San Martino Buon AlbergoFranco De Santi.

    «Non è tutto; – continua Attilio Gastaldello, Sindaco di San Giovanni Lupatoto – dagli studi prodotti da professionisti incaricati abbiamo verificato che le analisi di progetto depositate in Regione non sono sufficienti ad escludere un aumento dell’inquinamento dovuto all’impianto produttivo di bio metano con conseguenti rischi per la salute della popolazione. E’ necessaria una maggiore chiarezza che può essere garantita soltanto dagli strumenti di valutazione ambientale che la Legge mette a disposizione»

    Mercoledì 8 gennaio dunque, ciascuno dei tre Comuni ha approvato una delibera dai contenuti condivisi, mediante cui si chiede l’assoggettamento dell’intervento alla ”V.I.A” (valutazione di impatto ambientale), per far emergere le effettive condizioni di rischio per la popolazione e per il territorio.

    «Oggi più che mai, le tematiche relative alla tutela ambientale sono all’ordine del giorno. Per questo motivo, abbiamo incontrato i tecnici Agsm e, dopo esserci confrontati con tutti i consiglieri presenti e le amministrazioni di San Giovanni Lupatoto e San Martino Buon Albergo, chiediamo con forza e determinazione che si avviino le indagini e gli approfondimenti necessari e obbligatori al fine di chiarire in maniera definitiva se il progetto possa avere conseguenze, anche minime, per sull’ambiente e sulla salute dei nostri concittadini» conclude Diego Ruzza, Sindaco di Zevio.

    Il nuovo progetto comporta una modifica all’A.I.A. approvata con deliberazione della Regione Veneto, DGRV1143/20016. È infatti prevista la sostituzione di tutti i macchinari esistenti nonché la modifica dell’attuale ciclo di lavorazione mediante l’approntamento di un nuovo sistema di trattamento di specifiche frazioni di RSU e RSAU (con recupero di energia e vendita) in funzione dell’attuale e futura modificazione della loro composizione qualitativa e quantitativa, che porterà necessariamente ricadute sensibili nei territori circostanti. Si prevede infatti un aumento delle emissioni nelle matrici ambientali (dovute al potenziamento dei cicli di lavorazione dell’impianto) e lo stravolgimento dell’attuale impianto (produzione di FORSU fino a 40.000 tonn./anno con recupero energetico).

     

  • MINI FULL ELECTRIS PER SICES Corp SA

    La SICES Corp SA contribuisce all’abbattimento delle emissioni di CO2 acquistando le Mini Full Electric  

    In Italia, riguardo al tema di economia circolare, dove si punta al reuse e si cerca di ridurre al minimo gli sprechi e i rifiuti, trovano posto i settori agroalimentare, moda, packaging e, finanche, i materiali da costruzione. A questi si aggiunge la chimica verde, nella carta riciclata e nella componentistica auto per ridurre le emissioni.

    Sistema di mobilità

    Oggi, sono molte le aziende che hanno come obiettivo principe lo sviluppo di un sistema di mobilità, privato e pubblico, che permetta di muoversi in modo più sostenibile. Nel rispetto dell’ambiente, si ottimizzano gli spostamenti e si abbattono le emissioni di CO2 (biossido di carbonio) per rendere le nostre città più vivibili.

    Tra le aziende attente all’ecosostenibilità troviamo la SICES Corp SA, un’importante società di servizi che opera nel settore Oli e Gas, energia, chimica e petrolchimica, dove hanno fatto ingresso le nuove Mini Full Electric, a Zero Emissioni.

    Mobilità sostenibile

    Considerato le agevolazioni fornite, sia dagli Stati che dai produttori automobilistici, per coloro che decidono di aderire alla mobilità sostenibile, la SICES Corp SA è una delle società che, per dare il proprio personale contributo all’ambiente, ha optato per l’elettrico. La SICES Corp SA fa, quindi, un salto di qualità a vantaggio dell’ambiente con la Mini Full Electric, autovettura elettrica all’avanguardia che sta riscuotendo un notevole successo, da Milano a Messina, da Napoli a Roma, fino alla lontana Chiasso (Svizzera).

    Il Dott. Vincenzo Pompeo Bava, amministratore della nota società di capitali, fiero della scelta del gruppo, afferma: “E’ necessario anche per le aziende muoversi in modo più consapevole per abbattere le emissioni di CO2, a vantaggio dell’ambiente. La SICES, leader nel settore delle costruzioni e manutenzione di impianti industriali, ha voluto dare un segno tangibile di interesse verso l’ecosistema del Pianeta e verso il Mondo che lasceremo ai nostri figli, cambiando radicalmente e profondamente la filosofia aziendale”.

    La sede centrale si trova a Chiasso ed opera in tutto il mondo. E’ una società che, grazie alle esperienze consolidate dei propri manager e ingegneri, lavora con responsabilità e con una forte attenzione alla qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente. Il loro modello integrato offre costruzioni industriali, fabbricazioni, oltre a costruzione e manutenzione di moduli in loco e fuori sede.

    Rapporto sulla mobilità elettrica

    Il 25 settembre, al convegno That’s Mobilit, l’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano ha presentato il rapporto sulla mobilità elettrica. Secondo le ultime stime, in Italia finora si sono installate circa 8.200 colonnine: circa 3.500 in aree pubbliche, tra strade, piazze e parcheggi, e le rimanenti in zone private con accesso pubblico, come alberghi e supermercati. La distribuzione dei punti di ricarica però è disomogenea, perché una buona metà si concentra nelle regioni del nord; la Lombardia, in particolare, è l’unica regione con oltre mille colonnine sul suo territorio. Da notare, poi, che il 70-75% delle colonnine si trova nelle città e nelle aree urbane; ancora poche (meno del 5% del totale), invece, sono quelle disponibili sulle strade extraurbane e sulle autostrade italiane, mentre un 20-30% dei punti di ricarica complessivi si trova nei “punti d’interesse”, soprattutto centri commerciali e concessionari auto.

    Tanto è stato fatto e moltissimo c’è ancora da fare per salvaguardare il NOSTRO PIANETA dal riscaldamento globale. L’attenzione è alta verso l’ambiente e le grandi aziende danno l’esempio muovendo i primi passi. Anche noi, nei piccoli gesti quotidiani, possiamo dare un importante contributo per ridurre la nostra impronta di carbonio sulla Terra.

     

     

     

  • “Mammiferi in movimento”

    Mercoledì 30 ottobre 2019, presso la Sala Curò 18.00-19.30, in Piazza Cittadella, nell’ambito della IX edizione di “M’ammalia”, la manifestazione nazionale dedicata ai mammiferi e alle loro problematiche, il Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo e il Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione dell’Università degli Studi di Bergamo propongono un incontro sul tema “Mammiferi in movimento”, intrecciando storie sull’arrivo di specie native a seguito dell’espansione del loro areale naturale, e l’introduzione volontaria o accidentale di specie aliene da parte dell’uomo.

    Marco Valle, direttore del Museo di Scienze Naturali, e Riccardo Rao, docente di storia dell’ambiente e degli animali e di storia medievale dell’Università degli Studi di Bergamo, dialogheranno con Daniele Zovi, già Comandante del Corpo forestale di Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Trentino-Alto Adige.

    Esperto forestale e raffinato narratore, Zovi, che ha appena dedicato al tema un libro per il grande pubblico (Italia Selvatica. Storie di orsi, lupi, gatti selvatici, cinghiali, lontre, sciacalli dorati, linci e un castoro, Utet), in cui attraverso la storia di otto animali disegna la cartina di un’Italia selvatica, misteriosa e incantevole, che resiste alla corsa allo sviluppo e allo sfruttamento delle risorse.

    È questa la storia di un’Italia selvatica guadagna terreno, ricordandoci che il mondo della natura selvaggia è anche il nostro mondo e parlando di nuovo ai nostri cuori di libertà e bellezza, emozione e rispetto.

    Per informazioni: www.unibg.it.

  • “Analisi della Covarianza per dati ambientali”: continua il percorso di Webinar live di SPS dedicati all’ambiente

    Per partecipare al webinar gratuito del 5 novembre alle 11 compila il modulo d’iscrizione e assisterai alla panoramica su alcune tecniche statistiche di sintesi, con esperti del settore ambiente

    L’appuntamento
    Bologna, 18 ottobre 2019 –
    SPS, storico player del mondo delle Analytics, continua a proporre appuntamenti – live e online – per rafforzare le competenze nell’uso della soluzione SPSS Statistics for Data Analysis, nei diversi ambiti di applicazione.
    Martedì 5 novembre alle 11, SPS sarà live con il secondo appuntamento dedicato alle scienze ambientali, dal titolo:
    “Analisi della Covarianza per dati ambientali con Statistics for Data Analysis”.

    L’obiettivo
    Obiettivo della presentazione sarà di mostrare un’introduzione all’Analisi della Covarianza, costituita da un insieme di tecniche statistiche che consentono di verificare ipotesi relative alle differenze tra le medie di due o più popolazioni, a valle dell’effetto di una o più covariate.

    La relatrice
    Durante il webinar illustreremo non solo il metodo, ma anche esempi d’uso pratici con Statistics for Data Analysis, software di analisi statistica che permette di apprendere velocemente come si utilizzano queste tecniche” ha dichiarato la relatrice del webinar Arianna Azzellino, professoressa del Politecnico di Milano che da tempo collabora con SPS relativamente alle attività di training.

    Arianna Azzellino è esperta di analisi dati, ambientali e biologici ed ha seguito diverse consulenze proprio nel settore ambientale. Vanta una pluriennale esperienza nel settore della gestione dei dati territoriali relativi a modellazione e monitoraggio dei fenomeni ambientali e di inquinamento. Ha così affiancato alle competenze statistiche anche esperienze di analisi mediante sistemi informativi geografici (GIS) e di impiego di geostatistica per l’analisi di dati ambientali.

    Il tema
    SPS ha dedicato un mini ciclo di appuntamenti alla statistica ambientale perché in questo settore l’analisi dei dati risulta ormai imprescindibile.

    L’Analisi della Varianza ANOVA è largamente utilizzata nelle scienze ambientali, i cui dati di ricerca derivano da rilevazioni su: inquinamento, sistemi energetici, rifiuti, territorio agricolo, forestale e urbano.
    A volte però per meglio comprendere l’effetto di particolari fattori di influenza è necessario implementare il modello ANOVA con una covariata: l’ANOVA diventa così ANCOVA, Analisi della Covarianza.
    I temi trattati riceveranno un bagno di concretezza grazie agli esempi d’uso pratici con
    Statistics for Data Analysis.

    I webinar di SPS sono un importante tassello di una completa offerta formativa, che unisce a queste panoramiche momenti di approfondimento in aula con training a calendario della durata di alcuni giorni, corsi onsite e on the job, formazione online.
    La partecipazione è gratuita, previa registrazione.
    Per informazioni: [email protected] o 051 252573.

    SPS Srl
    SPS da oltre vent’anni supporta i Clienti nella definizione delle soluzioni utili per soddisfare le esigenze di analisi dati. Con questo principio cardine, SPS ha sempre teso all’evoluzione: Statistics for Data Analysis è una soluzione di sua proprietà, che integra al core IBM SPSS Statistics funzionalità aggiuntive che ne esaltano le potenzialità; lato servizi ha ampliato l’offerta in termini di supporto, formazione e consulenza, con una professionalità riconosciuta.
    SPS ha maturato rapporti con clienti come: Università, Ospedali, Enti Territoriali e Pubbliche Amministrazioni in generale, ma anche con Enti di Ricerca e Aziende, arrivando a gestire oggi oltre 500 contratti.
    SPS è nata nel 1994 come SPSS Italia, distributore autorizzato da SPSS Inc . per la vendita in esclusiva sul territorio italiano della suite di prodotti SPSS. Nel 2009 SPSS Inc . viene acquisita da IBM e SPSS Italia cambia nome in SPS, divenendo Gold Business Partner IBM, Support Provider e Expert Level in Data Science & Business Analytics.
    Per un contatto quotidiano, segui SPS sulla pagina LinkedIn!
    Per informazioni istituzionali visita www.spss.it

  • “Puliamo il mondo” | a San Martino Buon Albergo doppio appuntamento con Legambiente

    Educare ad aver cura del nostro Pianeta, partendo dal rispetto per l’ambiente in cui viviamo e che tutti i giorni frequentiamo. L’umanità fa grandi passi quando i singoli fanno piccoli passi. Anche i più piccoli. E così, l’Assessorato all’ecologia del Comune di San Martino Buon Albergo invita i giovani e i giovanissimi del territorio a scendere in campo a fianco di Legambiente aderendo all’iniziativa “Puliamo il mondo”, nelle giornate di venerdì 20 e domenica 22 settembre.

    La prima giornata è dedicata agli alunni di 4 classi della scuola primaria di secondo grado di San Martino Buon Albergo, che, armati di kit per la raccolta dei rifiuti, insieme agli insegnanti capiranno il valore di poter frequentare aree verdi sane, pulite e rispettate.

    Ai giovani del territorio, della Consulta e del gruppo scout di San Martino Buon Albergo è dedicato invece l’appuntamento della domenica al Parco Pontocello, organizzato in collaborazione con San Giovanni Lupatoto e Zevio, grazie al protocollo d’intesa per le Politiche Giovanili sottoscritto dai tre Comuni. Il ritrovo per i giovani di San Martino Buon Albergo è previsto in località Giaron, dove verrà rilasciato il kit per la pulizia del parco. Iniziativa gratuita previa iscrizione tramite e-mail all’indirizzo [email protected].

    «Si parla sempre di più di emergenza e della necessità di urgenti di azioni per salvare il nostro Pianeta. Ecco perché abbiamo deciso di aderire all’iniziativa di Legambiente, che ringrazio per aver ideato giornate utili a ricordare che vivere in un ambiente pulito dipende in primis dal nostro senso civico. In particolare, mi rivolgo ai più giovani che frequentano i numerosi parchi del nostro comune invitandoli ad essere più attenti e rispettosi della cosa pubblica, evitando di gettare rifiuti per terra e imbrattare giochi o segnaletica con scritte. Per incrementare la sensibilizzazione del cittadino, è nostra intenzione posizionare nelle aree verdi dei cartelli che ricordano il tempo di degradazione dei rifiuti, nella speranza di non trovare più mozziconi di sigarette o lattine» – sottolinea Mauro Gaspari, Assessore all’ecologia del Comune di San Martino Buon Albergo.

  • IDEMA sensibilizza i professionisti della climatizzazione al RAEE

    IDEMA Clima, azienda italiana leader nelle soluzioni per la climatizzazione, sta promuovendo, in collaborazione con il consorzio Ecoped/Ridomus, un’attività di sensibilizzazione nei confronti degli obblighi imposti dalla normativa RAEE rivolta a professionisti del settore quali installatori, centri assistenza tecnica, distributori e manutentori di impianti di climatizzazione.

    In particolar modo, IDEMA offre alla propria clientela un accesso prioritario, esclusivo e conveniente a tutti i vantaggi offerti da EasyRAEE, il servizio che permette di adempiere in maniera conveniente e semplificata a tutti gli obblighi imposti dalla normativa “UNO CONTRO UNO” (D.M. 65/2010).

    Grazie a questa attività, IDEMA si schiera ancor di più dalla parte della tutela ambientale, offrendo ai propri clienti l’opportunità di accedere ad una gestione facilitata degli adempimenti RAEE, grazie a tre esclusivi servizi: “EasyRAEE Albo”, che permette di ottenere (o modificare/aggiornare) in modo veloce, sicuro e facilitato, l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (A.N.G.A), “EasyRAEE Registri”, che consente una gestione corretta e automatizzata di tutti gli obblighi di tracciabilità imposti dalla normativa RAEE, e “EasyRAEE Ritiri”, dedicato al prelievo e allo smaltimento dei RAEE, realizzato tramite mezzi idonei per il trasporto di questi ultimi verso gli impianti di trattamento autorizzati.

    Per ricevere maggiori informazioni e godere di esclusivi vantaggi sull’acquisto di EasyRAEE, è sufficiente visitare il sito www.easyraee.it/servizi/distributori-cat-installatori/#offertaeasyraee, telefonare al numero 800.151.188, o scrivere un’e-mail a [email protected].

    Idema Clima S.r.l. – Strada Statale dei Giovi 31, 22070 Vertemate con Minoprio (CO) – Tel: +39 031 887197 – Fax: +39 031 887012 – E-mail: [email protected] – www.idemaclima.com

  • Poggi solca l’Atlantico con il progetto Océanides

    L’azienda diventa partner di un programma per la preservazione dell’ambiente contribuendo alla costruzione di un mezzo marino che percorrerà 6000 chilometri sotto il livello del mare. 

    Poggi affronta, insieme all’avventuriero franco-svizzero Didier Bovard, una sfida che avrà luogo quest’inverno 2019: attraversare 6000 chilometri di oceano in completa autonomia senza alcun tipo di assistenza esterna a bordo di My Way, un battello racchiuso in una bolla di poli-carbonio progettata da Bovard in collaborazione con Raymond Moréod, la scuola di Ginevra e Sainte-Croix in Svizzera e con l’apporto di Poggi Trasmissioni Meccaniche.

    Bovard trasforma l’hydrocycling in uno sport estremo grazie anche al supporto di Poggi Trasmissioni Meccaniche, che contribuisce all’iniziativa con il proprio know-how e la sua gamma di rinvii angolari INOX 5000. La serie, in acciaio inossidabile, vanta un’altissima resistenza alla corrosione, perfetta per l’impresa che l’esploratore dovrà affrontare a bordo di My Way. Tra i componenti della serie si distinguono gli alberi speciali realizzati in acciaio inossidabile AISI 316 e sottoposti ad un particolare trattamento che garantisce assenza di usura in corrispondenza degli anelli di tenuta.

    Con questo viaggio Didier Bovard lega il suo progetto ad un doppio filo: la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle problematiche causate dal surriscaldamento globale e la produzione di uno studio approfondito sulla condizione attuale degli oceani. Dalla sua bolla infatti partirà un’osservazione a trecentosessanta gradi sull’ecosistema atlantico.

    La corsa inizierà a Mindelo, Capo Verde, e finirà a Miami, in Florida, mentre nel mezzo verranno toccate diverse tappe nel Mar dei Caraibi.

    Una sfida ispirata dal romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari, un’impresa senza tempo che ci ricorda la bellezza e la fragilità del nostro pianeta.

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.a. nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai 3 figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio ai giunti, ai pignoni e alle slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

    www.poggispa.com

  • Nuova gamma Diamant® Phono. Il rumore non abita più qui

    Si può migliorare l’ottimo? Sì, se a darsi questo obiettivo è Knauf, multinazionale leader in soluzioni e sistemi per l’edilizia moderna presente in Italia e in oltre 60 nazioni nel mondo, che oggi lancia la nuova gamma Diamant® Phono, una serie di lastre eccezionali che definiscono nuovi standard per l’isolamento acustico e per la semplicità di installazione e lavorazione.

    Le lastre della nuova gamma Diamant® Phono sono costituite dall’accoppiamento di lastre Diamant, ad altissima resistenza meccanica e all’umidità, con un nuovo speciale pannello isolante amico dell’ambiente essendo costituito da materiale riciclato, in fibra di poliestere tessile incrociato a spessore variabile e densità differenziata che migliora ulteriormente le eccellenti prestazioni di isolamento acustico e la lavorabilità (taglio, fresatura, fissaggio ecc.).

    Vantaggiose per gli utenti – Le nuove Diamant® Phono permettono di creare ambienti acusticamente perfetti e migliorare le prestazioni acustiche di murature e/o solai esistenti; quando applicate a superfici (soffitti o pareti) esistenti le trasformano facilmente e velocemente in barriere contro il rumore: grazie alle loro eccezionali prestazioni di isolamento acustico migliorano il comfort abitativo di chi vive o lavora in tali ambienti offrendo certificate in laboratorio per contropareti fino a 57dB e controsoffitti fino a 65dB. Gli spessori differenziati inoltre permettono di scegliere la lastra più idonea in funzione del tipo di isolamento richiesto e degli spazi a disposizione. Infine, la facilità e velocità di posa unite alla totale assenza di polveri e alla possibilità di applicazione anche per incollaggio permettono di eseguire i lavori in modo rapidissimo e quasi impercettibile anche per chi si trovi a pochi metri di distanza nello stesso appartamento.

    Vantaggiose per gli applicatori – La nuova gamma di lastre Diamant® Phono si caratterizza per le prestazioni certificate, per l’assoluta semplicità, facilità e velocità di montaggio e fissaggio sia per avvitamento che per incollaggio, per l’estrema pulizia data dalla totale assenza di polveri e per il pannello a dimensioni ridotte, assai più maneggevole (Diamant® Phono 10). Il nuovo pannello isolante ne migliora la lavorabilità nel taglio e nell’avvitamento rendendolo facile e veloce come quello di una qualsiasi lastra in cartongesso. Estremamente versatili, le nuove lastre sono la soluzione ideale sia nelle ristrutturazioni che nella costruzione di nuove unità immobiliari a destinazione residenziale, commerciale o direzionale.

    Secondo Damiano Spagnuolo, Marketing & Product Manager di Knauf Italia “…la nuova gamma Diamant® Phono rappresenta perfettamente lo spirito innovativo di Knauf, sempre teso a migliorare anche ciò che è già al top. In questo caso abbiamo creato un’eccezionale opportunità per utenti e applicatori rendendo una lastra dalle prestazioni eccezionali ancora più facile e veloce da lavorare e da montare. Così, in ogni casa o ufficio, diventa agevole creare in poche ore ambienti confortevoli e solidi, quasi senza accorgersi dei lavori”.

    La nuova gamma Diamant® Phono è composta da tre modelli: Diamant® Phono 10, 20 e 40, accomunate da una lastra Diamant® da 12,5 mm con nucleo di gesso armato con fibre minerali e diverse per lo spessore dello speciale pannello isolante (da 10, 20 o 40 mm in base al modello) in fibra di poliestere tessile tecnico a densità differenziata. In particolare, Diamant® Phono 10, oltre a essere incollabile come gli altri modelli, è anche avvitabile e ideale per applicazioni a soffitto.

  • Resistente, performante, sostenibile: ecco il trekking amico della natura firmato Fjällräven e Hanwag

    Per tutti gli appassionati delle attività outdoor, affidarsi al giusto abbigliamento non è scelta facile. Specialmente per chi, oltre ad estetica e funzionalità, ricerca capi realizzati secondo principi consapevoli e responsabili. Capi rispettosi della natura, realizzati con materiali eco-sostenibili e progettati per essere indossati per anni, generazione dopo generazione.

     

    Le aziende: Fjällräven e Hanwag

     

    Da sempre impegnate nel proporre soluzioni innovative capaci non solo di ispirare sempre più persone a trascorrere del tempo a contatto con la natura, ma anche di educarle al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente, Fjällräven e Hanwag sono due realtà che hanno saputo fare di questa passione una vera e propria mission aziendale.

     

    Entrambe fanno parte del Gruppo Fenix Outdoor. La prima è l’iconica azienda svedese di abbigliamento e attrezzatura outdoor, conosciuta in tutto il mondo non solo per aver dato i natali all’ormai famosissimo zainetto Kånken e per aver completamente bandito ogni traccia di PFC dalla sua produzione già dal 2015, ma anche per aver firmato, nel corso della sua storia, importanti innovazioni di settore. Tra queste ricordiamo: i primi zaini con telaio, le prime tende leggere anti condensa, la prima giacca in tessuto G-1000® e i rivoluzionari sacchi a pelo da campeggio.

     

    Hanwag è lo storico brand di calzature da trekking e alpinismo made in Baviera, celebre tra gli appassionati della montagna per merito della sua “calzata perfetta”, che risponde alle necessità di ogni tipo di piede. Grazie alle sue elaborate tecniche di costruzione (montaggio a strati e doppia cucitura del guardolo), tutte le scarpe Hanwag sono progettate per durare a lungo nel tempo e, una volta usurate, possono essere completamente risuolate.

     

    Le proposte trekking SS19

    Tra i must-have di stagione firmati Fjällräven e Hanwag, una selezione trekking per lui e per lei: si parte dalla Keb Wool T-Shirt di Fjällräven in 100% lana merino, materiale resistente e biodegradabile dalle preziose proprietà termoisolanti. Subito sopra, Abisko Trail Fleece, eccellente mid-layer in microfibra sintetica, leggero e traspirante.

     

    Sulle gambe, comodi pantaloni zip-off per lui, corti per lei. O, in alternativa, i rivoluzionari Abisko Trekking Tights, realizzati in tessuto stretch altamente performante e resistente. L’outer-layer è all’insegna della libertà di movimento con la rinnovata Keb Jacket: funzionalità intelligenti e materiali eco-sostenibili, la rendono una delle giacche più amate dal pubblico outdoor.

     

    Completano l’outfit il nuovo Keb Hike, zaino realizzato con materiali riciclati e biologici e, ovviamente, le scarpe, grandi protagoniste di ogni camminata. Per le passeggiate della bella stagione, Hanwag propone il modello da hiking Makra Low, robusto e flessibile. Dedicata alle uscite di uno o due giorni, invece, Tatra Light: scarpa da escursionismo particolarmente leggera, disponibile anche nella forma BUNION sviluppata per chi soffre di alluce valgo. Entrambi i modelli sono disponibili sia in versione uomo che donna.

  • One Express al fianco del FAI nelle Giornate di Primavera

    La 27° edizione della manifestazione nazionale, indetta dal Fondo Ambiente Italiano e resa possibile dal supporto dei volontari e di aziende sostenitrici come la Rete One Express, chiude con migliaia di visite il primo weekend di primavera del 2019. 

    Prosegue la strada del network One Express di sostegno alle iniziative culturali legate alla promozione del territorio.

    Come già avvenuto per le passate edizioni della kermesse – dedicata alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale d’Italia – il pallet network che riunisce oltre 120 aziende nazionali, attive sulle direttrici di tutta Europa, ha deciso di rinnovare il sostegno all’azione di tutela e valorizzazione dei Beni come Corporate Golden Donor: se da un lato si tratta di una precisa scelta di responsabilità sociale, doverosa per una realtà in forte e costante sviluppo fortemente connessa al territorio e rivolta alle imprese made in Italy, dall’altro rappresenta un impegno concreto per promuovere e accrescere il valore dell’Italia nel mondo, portandone alla luce anche le bellezze più nascoste.

    Come ogni anno, dal 1993 ad oggi, il primo weekend della stagione primaverile ha coinvolto la grande squadra di volontari del FAI nell’organizzazione e nella gestione diretta della festa dei Beni Culturali, aperta a tutti i visitatori interessati in più di 5.000 città su tutto il suolo nazionale.

    Un’occasione unica di incontro tra persone con differenti provenienze e interessi, accomunate dal desiderio di riscoperta e di contatto con siti eccezionali – spesso inaccessibili – del Paese che da solo concentra un’enorme porzione del patrimonio artistico e culturale mondiale. Non solo: al contempo una preziosa risorsa per la conservazione, la manutenzione e la tutela dei luoghi di interesse e dei complessi monumentali e architettonici più trascurati, capace di portarli a nuova vita e di attirare su di essi un’attenzione sopita.

    Infine un’iniziativa dal forte valore didattico e formativo, grazie al coinvolgimento ogni anno di oltre 40.000 Apprendisti Ciceroni©, studenti delle scuole secondarie di I e II grado, per due giorni calati nelle vesti di accompagnatori. Le Giornate FAI di Primavera sono diventate così, nel tempo, uno strumento imprescindibile di educazione e di sensibilizzazione alla bellezza artistica e paesaggistica cui One Express garantisce il proprio sostegno, consapevole dell’importanza del made in Italy e dell’immenso potenziale di una nazione con una storia così significativa, in tutti i campi del sapere, delle arti e dei mestieri.

    Bellezza artistica, quindi, ma anche responsabilità ambientale: l’esperienza e la solidità del network, l’hanno portato a impegnarsi sempre più nella riduzione delle emissioni nocive e nelle strategie eco-friendly, dimostrando una notevole attenzione all’ambiente e alla sua tutela. La rete è testimonianza della possibilità di trasformare il settore dei trasporti, spesso additato come inquinante, in un motore positivo e concreto di contributo diretto per la tutela del pianeta, grazie all’impegno degli addetti ai lavori e al ricorso a soluzioni sempre più innovative e a risparmio energetico.

    La responsabilità sociale resta alla base della cultura e della vision di One Express, come valore fondante che si concretizza attraverso precisi interventi, con l’obiettivo della diffusione di principi etici e di politiche aziendali sostenibili.

    www.oneexpress.it

  • Premiazione Rete Città Sane

    La premiazione di oggi è il segno di una grande sensibilità degli amministratori locali che hanno capito che costruire città e mandare messaggi che promuovono stili di vita sani, il mangiare in maniera appropriata e iniziative che servono a mantenerci attivi per tutto il nostro percorso di vita è un’azione fondamentale e importante per la salute della comunità e dei singoli cittadini. Complimenti a tutti i cittadini che hanno seguito con entusiasmo le iniziative messe in campo dagli amministratori locali con Ats Bergamo”. Con queste parole l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera si è congratulato per i risultati raggiunti dal programma Rete Città Sane promosso da Ats Bergamo con il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci e con i Comuni che, nella sala Lombardia di Ats di Bergamo sono stati premiati per essersi distinti nel corso del 2018 nella promozione della salute e del benessere dei propri cittadini.

    Un’iniziativa di forte impatto – ha sottolineato il direttore sanitario di Ats Carlo Albero Tersalvicome dimostrano i numeri dei partecipanti saliti in 5 anni a 23 comuni per un totale di 330 mila cittadini, il 30% della popolazione della provincia di Bergamo, coinvolti in ben 600 azioni di prevenzione e miglioramento del benessere e della qualità della vita grazie all’impegno della propria amministrazione comunale a favore della salute. Azioni trasversali, che toccano tutta la popolazione, dall’infanzia agli anziani, attraverso pratiche di miglioramento della qualità della vita a 360°: dall’attività fisica all’alimentazione, dal consumo di alcol e tabacco alla salute mentale. Una partecipazione cresciuta in modo significativo nel corso degli anni a conferma di quanto la salute sia un patrimonio condiviso, a cui ogni ente e cittadino può contribuire prendendosi la responsabilità del proprio agire”.

    L’iniziativa, a cura dell’UOS Promozione della Salute del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats di Bergamo, coinvolge i residenti dei Comuni iscritti alla Rete (Albino, Alzano Lombardo, Brignano Gera d’Adda, Bergamo, Caravaggio, Ciserano, Clusone, Cologno al Serio, Costa Volpino, Curno, Dalmine, Lallio, Levate, Mozzo, Nembro, Paladina, Ranica, Romano di Lombardia, San Paolo d’Argon, San Pellegrino Terme, Trescore Balneario, Val Brembilla e Zogno) impegnati ad attuare azioni concrete e di riconosciuta efficacia per migliorare la salute e il benessere dei cittadini, seguendo un percorso pluriennale e mettendo in atto politiche ed iniziative che coinvolgano attivamente i cittadini e le associazioni presenti sul territorio.

     

    Maria Carolina Marchesi, Presidente della Conferenza dei Sindaci, sottolinea il ruolo attivo dei Comuni nel progetto Città Sane, dichiarando “coinvolgere gli Enti e le Istituzioni Locali che promuovono buone pratiche, ma anche gli stessi cittadini che si rendono protagonisti dell’attività di promozione della propria salute, risponde all’esigenza di “fare rete” nel perseguire l’obiettivo di migliorare la salute delle comunità locali”.

    Il programma Rete Città Sane, nato nel 2013 ispirandosi all’iniziativa “Healthy Cities” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha l’obiettivo di migliorare la salute delle città, della popolazione e dell’ambiente, costruendo un network provinciale tra le comunità locali e l’Agenzia di Tutela della Salute per promuovere e implementare azioni eque e sostenibili per la salute, il benessere e la qualità di vita dei cittadini. Le amministrazioni comunali giocano un ruolo fondamentale in favore della salute e del benessere di tutti i cittadini nel corso di tutta la vita.

     

    Sono i comportamenti corretti a fare la differenza e le ‘città sane’ sono infatti il risultato dei comportamenti adottati da amministratori, cittadini, imprenditori, operatori commerciali e dai turisti che visitano i nostri territori –  ha detto in video conferenza il Presidente di Anci Lombardia Virginio Brivio aggiungendo – È per questa ragione che Anci Lombardia è molto interessata alla diffusione delle buone pratiche già sperimentate grazie al progetto Rete Città Sane. Guardare con interesse a queste iniziative, per Anci Lombardia significa prendersi l’impegno, attraverso i propri dipartimenti e canali di comunicazione, di diffondere queste pratiche. Come Associazione dei Comuni lombardi stiamo per ricostituire il coordinamento tra gli amministratori, i direttori generali delle Asst e delle Ats lombarde, che diventerà un ulteriore luogo in cui riprendere e affrontare i temi che riguardano la salute dei nostri cittadini e delle nostre città”.

    Uno degli elementi fondamentali della Rete è lo scambio di progettualità, idee ed esperienze fra i Comuni durante i periodici incontri di coordinamento ai quali partecipano gli amministratori, gli operatori delle amministrazioni locali e dell’Ats. Una pianificazione efficace e una più facile realizzazione delle buone pratiche è determinata anche dalla condivisione di capacità progettuali, di strumenti operativi, di conoscenze e competenze specifiche tra Comuni e Ats.

    Ogni anno Ats premia con la targa “Comune che promuove salute” quei Comuni che abbiano realizzato almeno 5 buone pratiche concordate con Ats. Dal 2013 al 2018, i Comuni aderenti alla Rete hanno messo in atto circa 600 buone pratiche riconducibili a 14 diversi settori: infanzia e giovani, anziani, vulnerabilità, attività fisica, alimentazione e obesità, alcol, tabagismo, salute mentale e benessere, formazione e promozione della salute, alleanze tra istituzioni e cittadini, pianificazione urbana, trasporti, ecologia e cambiamenti climatici, abitazioni e riqualificazione urbana.

    Nel corso dell’evento è stato presentato “Take 5 – 5 passi per star bene”, un programma nato sul modello realizzato nell’Irlanda del Nord dalla Belfast Strategic Partnership e dalla Public Health Agency, che coniuga la promozione del benessere mentale con quello con quello fisico.

    “Ciò che facciamo quotidianamente e il nostro modo di pensare influenzano il nostro benessere – dichiara Roberto Moretti, responsabile dell’Unità di Promozione della Salute di Ats di Bergamo – Take 5 propone cinque semplici passi che, messi in pratica tutti i giorni, possono aiutare le persone a migliorare l’umore, reagire meglio alle difficoltà e stringere relazioni con gli altri. Rimani connesso, muoviti, sii consapevole, impara e dona. Un’azione al giorno per ognuno di questi 5 passi per stare bene con sé stessi, con conseguenti vantaggi sulla salute fisica.”

  • I fiori impossibili di Gabriella Ventavoli alla Milano Art Gallery, in mostra contro la violenza

    Torna alla Milano Art Gallery, in via Ampère 102 (MI), Gabriella Ventavoli, portando in esposizione tutto il suo slancio ambientalista e sociale. La donna e l’arte contro ogni forma di violenza, questo è il titolo della personale che avrà qui luogo dal 7 al 28 marzo. L’inaugurazione è prevista per giovedì 7 marzo alle 18, in cui l’artista e le sue opere verranno presentate dall’organizzatore dell’evento e direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes.

    Gabriella Ventavoli declina dunque uno dei suoi cavalli di battaglia, la salvaguardia dell’ambiente, esplorando il tema della violenza, a sua volta rappresentata nelle sue diverse forme.

    Da sempre attenta osservatrice dei problemi che affliggono il pianeta e l’umanità, l’artista dà voce a chi non ha abbastanza forza per emergere. E lo fa in occasione dell’8 marzo, rappresentando la speranza che una mentalità femminile possa aiutare a risolvere i problemi. Ecco dunque che ne La donna e l’arte contro ogni forma di violenza Gabriella Ventavoli raffigura i “fiori impossibili”: gioia, conforto, coraggio e speranza.

    Il suo però è anche un viaggio che parte dagli albori della civiltà, con Calliope, la musa greca ispiratrice dei poeti, e arriva ai giorni nostri con il Nobel per la Pace Malala, giovane pakistana che lotta per il diritto all’istruzione e i diritti civili. Il tour è a 360°, tanto che l’artista riprende e sfida Picasso e le sue Les demoiselles d’Avignon proponendone una versione con donne forti, fiere di sé.

    Spiega così Gabriella Ventavoli le ragioni che l’hanno portata a questa nuova personale: «Viviamo in un mondo dove la violenza è divenuta come nebbia oscura che offusca la bellezza della vita sul nostro pianeta. Ci stiamo abituando a convivere col ripetersi dell’aggressione al corpo e alla mente della donna, e alla nostra Madre Terra. I grandi del mondo sembrano più preoccupati di sancire il proprio dominio piuttosto che di arginare ciò che sta distruggendo il mare, le foreste e l’atmosfera. […]Forse serve lo sguardo femminile per delineare un mondo diverso, dove la fratellanza possa aspirare a uno spazio più ampio».

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 3887338297 oppure scrivere a [email protected].

  • DuPont Sustainable Solutions riconosciuta come migliore società di consulenza EHS (Ambiente, Salute & Sicurezza) per il secondo anno di seguito

    Un sondaggio di una società di ricerche indipendente rileva che DuPont Sustainable Solutions è al primo posto per Preferenza e Consapevolezza del marchio.

     

    Milano, 20 novembre 2018 – DuPont Sustainable Solutions (DSS) è risultata per il secondo anno seguito la migliore società di consulenza per Ambiente, Salute & Sicurezza (EHS), secondo un sondaggio pubblicato a novembre dalla società di ricerche indipendente Verdantix. Il sondaggio che ha coinvolto più di 410 dirigenti e decision maker del settore EHS da 35 nazioni, ha indicato DSS al primo posto sia per preferenza che per consapevolezza tra tutti i brand del settore.

    Davide Vassallo, Global Managing Director of DuPont Sustainable Solutions, ha dichiarato: “DuPont Sustainable Solutions è immensamente grata di ricevere questo premio per il secondo anno di seguito. Il nostro impegno è sempre stato aiutare i nostri clienti a migliorare le loro prestazioni operative e di sicurezza delle loro organizzazioni, e il sondaggio di Verdantix conferma che il nostro lavoro sta portando valore ai clienti con cui collaboriamo quotidianamente. Ringraziamo i nostri clienti per la fiducia che ci hanno riservato e la ricerca di Verdantix per questo eccezionale riconoscimento del nostro lavoro. Ringraziamo inoltre tutti i dipendenti di DSS per il loro impegno e dedizione a contribuire al successo dei nostri clienti.”

    Secondo quanto riportato dal Verdantix Global EHS Leaders Survey 2018: società di Consulenza EHS, metà degli intervistati (52 percento) ha votato DSS come miglior consulente nel mercato per preferenza del brand, con il 32 percento di intervistati in più rispetto al sondaggio dello scorso anno. Il trentotto percento considera le capacità di DSS “forti”, più elevate rispetto ad altri consulenti EHS nel mercato, per il secondo anno di seguito. Inoltre, tre su quattro intervistati (76 percento) hanno dichiarato di essere consapevoli delle capacità di DSS come consulente EHS, per la seconda volta con il punteggio superiore rispetto agli altri brand EHS sul mercato.

    Il sondaggio Verdantix è stato è stato somministrato a 411 dirigenti decision maker con responsabilità dirette per le strategie ed iniziative di gestione aziendale EHS in 35 nazioni. Tutti gli intervistati appartengono a organizzazioni con fatturato di almeno 250 milioni di USD in 25 diversi settori industriali. Metà degli intervistati (51 percento) rappresenta industrie con profili di rischio EHS da elevati a molto elevati, il 28 percento rappresentato da chimica, mineraria e metalli, industria petrolifera e del gas. Il sondaggio Verdantix può essere consultato interamente a questo link: http://www.dupont.com/products-and-services/consulting-services-process-technologies/articles/global-ehs-leaders-survey.html.

     

  • «Equilibrio Sottile» la terra oggi, per un futuro domani

    È l’«Equilibrio Sottile» di un ambiente incontaminato ed affascinante ma sempre più degradato e molestato dall’azione incurante dell’uomo il tema scelto per la seconda edizione di «Fotografica. Festival di Fotografia Bergamo», la rassegna biennale promossa a Bergamo dall’ Associazione FOTOGRAFICA e con la consulenza artistica di Denis Curti, in programma dal 27 ottobre all’11 novembre 2018.

    Diciassette giorni di mostre fotografiche, incontri e dibattiti nella splendida cornice di Città Alta, presso il Monastero del Carmine, con la partecipazione di maestri entrati nel gotha internazionale della fotografia e di giovani emergenti dalle straordinarie capacità. Vissuti e sguardi diversi accomunati da un unico filone narrativo: la denuncia dei danni irreparabili provocati dal cambiamento climatico, testimoniati da scatti rigorosi, sinceri, a volte persino brutali nella loro efficacia comunicativa. Immagini che, riprendendo gli avvenimenti drammatici dei giorni nostri, dimostrano al tempo stesso la bellezza del pianeta Terra, stimolando una nuova e più risoluta presa di coscienza rispetto al futuro sviluppo.

    A essere esposti saranno i lavori di: Gianni Berengo Gardin, fotografo di fama internazionale, con scatti in bianco e nero che ritraggono il quotidiano passaggio delle navi da crociera nella laguna di Venezia, mostra curata da Alessandra Mauro; Alessandro Grassani, autore di documentari su temi sociali in oltre 30 Paesi e per l’Organizzazione Internazionale per la migrazione, le cui foto accenderanno i riflettori sulle migrazioni climatiche.

    Ancora: Andrea Frazzetta, reporter con incarichi in oltre 50 Paesi al mondo, esporrà scatti dedicati a laghi dai colori psichedelici, vulcani attivi, distese di sale, ritraendo la terra in continua evoluzione come fosse Paradiso e Inferno al tempo stesso, un luogo ancestrale dov’è ancora possibile osservare fenomeni che hanno dato origine al mondo; Fabio Cuttica, fotografo dell’Agenzia Contrasto che, in collaborazione con CESVI, si soffermerà sull’Amazzonia con il reportage realizzato tra miniere d’oro illegali, distruzione ambientale e lavoro appassionato di chi cerca di difendere il territorio; Luca Locatelli, multimedia visual story-teller, vincitore del prestigioso premio World Press Photo 2018 per la categoria Environment, affronterà invece il volto oscuro del progresso tecnologico che tuttavia appare inevitabile; per questa ragione diventano fondamentali pianificazione ed impegno nel suo utilizzo; Fausto Podavini, fotografo di reportage per varie Onlus, presenterà fotografie che ritraggono i devastanti sconvolgimenti causati dalla costruzione di una diga in Etiopia, un’indagine iniziata nel 2011 per raccontare gli effetti di come investimenti imponenti mettano a rischio un equilibrio tra uomo e Natura consolidato in centinaia di anni, modificando irreparabilmente aspetti socio-antropologici e socio economici; e poi Jessica Bizzoni, designer, ricercatrice e fotografa che indaga su problemi ambientali causati dal comportamento contemporaneo analizzando la connessione con l’arte e il design come mezzo di espressione e critica.

    Infine, l’overview fotografica dedicata all’Artico, con la straordinaria rassegna di ARTICO. ULTIMA FRONTIERA, firmata da tre maestri della fotografia di reportage, Ragnar Axelsson, Carsten Egevang e Paolo Solari Bozzi e curata da Denis Curti e Marina Aliverti: 65 immagini in bianco e nero, per indagare come gli abitanti in Groenlandia, Siberia e Islanda gestiscono quotidianamente un ambiente ostile, ricordando l’importanza della difesa di uno degli ultimi ambienti naturali non (ancora) sfruttati dall’uomo. Con COLD IS HOT, la serie che viene presentata all’interno di ARTICO. ULTIMA FRONTIERA, Marina Aliverti ci presenta uno scorcio molto personale e sereno dei luoghi estremi della Groenlandia, dove ha vissuto per due mesi nell’inverno del 2016 con i pescatori-cacciatori Inuit e i fotografi della mostra, riportando in maniera disincantata e giocosa la quotidianità di questo popolo che vive tra i ghiacci, purtroppo non più eterni.  La rassegna include infine un potente documentario arricchisce la narrazione delle regioni del Nord: SILA and the Gatekeepers of the Arctic, realizzato dalla regista e fotografa svizzera Corina Gamma.

    Inoltre, la rassegna ospiterà la proiezione del film “My Life in a Click” dedicata a uno dei più grandi fotografi contemporanei, Gianni Berengo Gardin, raccontato dalla sua fedele compagna con la regia di Max Losito, che ha seguito il maestro per otto anni.

    Uno sguardo a 360 gradi, dunque, sulla fragile e potente bellezza della Natura per aprire una riflessione sul rapporto sempre più spesso squilibrato tra uomo e ambiente, in cerca di una nuova pacificazione fatta di rispetto, tutela e sostenibilità.

     

  • Il piano ecosostenibile della rete One Express

    Il Network riconferma l’attenzione in materia di welfare aziendale e di rispetto ambientale perfezionando il progetto di salvaguardia ecologica con la dislocazione di colonnine per il rifornimento elettrico.

    La Rete di trasportatori One Express – leader nel panorama nazionale e internazionale – punta sull’innovazione tecnologica e dimostra, ancora una volta, di tenere al concetto di responsabilità, nei confronti delle risorse umane operanti con e per il Gruppo ma anche verso i confini entro cui gli specialisti del Pallet Espresso si trovano ad operare.

    Se da un lato il network ha convogliato molte energie nella riduzione delle emissioni nocive e dell’inquinamento – ricorrendo a trasporti a pieno carico per ottenere al contempo una contrazione dei consumi e una netta ottimizzazione degli spostamenti – dall’altro ha attuato un piano strategico di sviluppo eco-friendly pensato per un equo scambio con l’ambiente.

    Negli anni la rete ha previsto un recupero delle Risorse su più fronti: con 137 mq complessivi di pannelli solari per la produzione di energia elettrica per uso domestico, oltre a 4 pannelli per la produzione di acqua calda per una superficie di 8 mq e innovative strutture fondamentali per la razionalizzazione dei consumi, One Express dimostra che il settore dei trasporti su gomma, frequentemente additato come inquinante, può invece contribuire al rispetto dell’ambiente.

    Il cammino verso l’innovazione ingegneristica ed ecologica non si è però limitato a questo: nel magazzino 9.7 la pavimentazione post-tesa è il frutto della nuova tecnologia “zero giunti”, una soluzione all’avanguardia con la prerogativa di non deformarsi col trascorrere del tempo.

    Entrambi gli Hub bolognesi sono dotati di copertura lignea con travi in legno lamellare, oltre che di una copertura coibentata e di un sistema di illuminazione a led per il risparmio energetico.

    Di recentissima installazione è invece la novità voluta dalla rete e dal Network & Operation Manager Roberto Taliani: “nel mese di luglio siamo riusciti nell’intento di mettere a disposizione di dipendenti, affiliati e fornitori una colonnina di ricarica per le vetture elettriche. Siamo certi che quest’iniziativa, inserita in un progetto complessivo ampio e strutturato, contribuirà non solo alla preservazione dell’ambiente che ci ospita, ma anche all’incentivazione dei singoli verso l’utilizzo di mezzi elettrici a ridotto tasso di inquinamento”.

    www.oneexpress.it

  • Festival Internazionale dei Beni Comuni

    Seconda edizione del festival dedicato ai temi della rigenerazione urbana e alla riflessione sui beni comuni. Da venerdì 29 giugno a domenica 1 luglio 2018

    Come dare nuova vita agli spazi dismessi delle città? Come riempire i vuoti urbani non solo attraverso una riqualificazione fisica ma anche culturale, sociale e ambientale? Quale futuro collettivo immaginare per le aree abbandonate? Come creare rete tra istituzioni e associazioni cittadine per intervenire in modo partecipato nei processi di riattivazione degli immobili inutilizzati, come fabbriche, scuole, mercati o impianti sportivi in disuso? Perché è necessario partire dalla condivisione con i cittadini per immaginare le trasformazioni di una città?

    Ad affrontare i tanti aspetti che coinvolgono il tema della rigenerazione urbana e della partecipazione condivisa sul riutilizzo delle aree abbandonate, questioni sempre più urgenti per le amministrazioni cittadine di tutta Europa, sarà la seconda dizione del Festival Internazionale dei Beni Comuni – Area, in programma a Chieri (To) da venerdì 29 giugno a domenica 1 luglio 2018.

    Tre giornate di incontri, dibattiti, workshop, convegni, ma anche di eventi dal vivo e performance musicali e artistiche, aperti a tutti e diffusi in diversi spazi cittadini. Attesi espertida tutta Italia e dall’Europa per confrontarsi e riflettere sulle città e le loro trasformazioni, per portare esperienze, pensare insieme a innovativi processi e azioni di recupero del patrimonio edilizio preesistente, al fine di favorire il miglioramento della qualità della vita, nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale e di partecipazione. Un festival dalla doppia anima quindi, quella tecnica e seminariale (che si concentra al mattino e al pomeriggio) e quella divulgativa e di spettacolo con appuntamenti di richiamo in serata, che fa di Chieri una città laboratorio internazionale, punto di raccolta di progetti e di elaborazione di nuove idee in tema di trasformazione urbana sostenibile.

    Area – Festival Internazionale dei Beni Comuni è promosso dal Comune di Chieri e organizzata da Avanzi – Sostenibilità per Azioni e Iur, con la direzione scientifica di Ilda Curti eClaudio Calvaresi e la direzione artistica di Fabrizio Vespa.

    Il Festival è la tappa intermedia di un percorso condiviso che ha già visto e vedrà la comunità chierese partecipare a tavoli di lavoro dedicati agli studi per immaginare le destinazioni di utilizzo dell’area ex-Tabasso (il cotonificio attivo fino agli anni Ottanta, fonte di lavoro ed eccellenza del territorio) e i ruoli e gli ambiti di operatività delle Case di Città (le sedi delle associazioni cittadine).

     Infowww.festivalbenicomuni.it – www.comune.chieri.to.it – [email protected]

    I contenuti e gli ospiti del festival

    Attraverso seminaridibattiti e incontri aperti alla cittadinanza, si riuniranno operatori, tecnici ed esperti in vari settori, per affrontare il tema della rigenerazione urbana sotto tutti i suoi aspetti. Saranno presenti imprese, cooperative sociali, fondazioni, associazioni, operatori culturali, community organizer, che sono gli attori che oggi, promuovendo iniziative di sviluppo e rigenerazione urbana, producono innovazione nella città.

    Tra gli ospiti: Mario Calderini, direttore di Tiresia, il Centro di ricerca per la finanza di impatto e l’innovazione del Politecnico di Milano, per spiegare come l’innovazione sociale possa produrre cambiamento non solo in termini di welfare, ma anche di valorizzazione economica e sistemica dei territori; Joan Subirats, professore all’Università Autonoma di Barcellona, sssessore alla Cultura del Comune di Barcellona, specializzato in politiche pubbliche e nel potenziale innovativo della società civile, ideologo del neo-municipalismoGabriele Littera, Ad di Sardex, start up sarda che ha ideato una moneta virtuale, sardex, per scambiare servizi tra le imprese che aderiscono, nell’ottica della cooperazione; Matteo Bartolomeo, Ad di Make a Cube, primo incubatore italiano dedicato a start up ad alto valore ambientale e sociale; Linda Di Pietro presidente di Rena, associazione che mette in rete e realizza progetti dedicati allo sviluppo delle comunità locali; Alessandro Balducci, architetto e docente al Politecnico di Milano, responsabile di progetti di pianificazione urbana in Europa; sul filo della tradizione tessile chierese, la giovane stilista Hind Lafram, originaria del Marocco e di casa a Torino, che realizza vestiti per giovani musulmane che vogliono seguire le tendenze senza rinunciare ai precetti della loro religione; Federico Zanfi, architetto urbanista, che ragionerà sui New urban bodies, gli spazi ibridi della città, luoghi multifunzionali che rispondono in modo flessibile all’esigenza di ognuno; Alessandro Coppola, docente di Sociologia Urbana, che ha coordinato l’iniziativa Roma Resiliente, facente parte del progetto 100 Resilient Cities che la Fondazione Rockefeller ha lanciato nel 2013 per aiutare le città di tutto il mondo ad affrontare le sfide della trasformazione urbana; Emilio Casalini, giornalista di inchieste legate soprattutto a problematiche ambientali, che terrà una lectio magistralis dedicata alla bellezza da fare emergere negli spazi e nell’ambiente urbano; Emmanuele Curti, archeologo, che ha portato avanti progetti di ricerca anche a Pompei e in Giordania; Giovanni Laino, professore di Tecnica e pianificazione urbanistica all’Università di Napoli, che ha ideato progetti per la lotta alla povertà e la riqualificazione dei Quartieri Spagnoli di Napoli; Giacomo Pettenati dell’Università di Torino.

    Il mondo della finanza innovativa e di impatto (da Banca Etica, a Oltre Venture, a Sardex), e gli operatori della rigenerazione urbana (come Cassa Depositi e Prestiti) indagheranno gli strumenti di finanziamento in ambito urbano e sociale.

    Le università (con docenti da otto atenei italiani, da Milano, Torino, Venezia, Roma, Napoli, Trieste) e i centri di consulenza e ricerca (da Nomisma a Nesta Italia a GSSI-Gran Sasso Science Institute) ragioneranno sulle competenze necessarie per lavorare sui progetti di riqualificazione, perché non sono necessari solamente ingegneri, architetti e urbanisti, ma anche antropologi, psicologi, sociologi, operatori culturali.

    Le amministrazioni cittadine dialogheranno per confrontare idee e progetti, come quelli messi in atto da Torino, Milano e Barcellona.

    centri associativi e culturali cittadini, poli di aggregazione fondamentali, racconteranno le proprie esperienze di utilizzo delle aree dismesse. Partendo dai settori di maggior rilievo del Chierese, ovvero il tessile e l’agroalimentare, il Festival ha chiamato preziose realtà che operano con successo in fabbriche abbandonate. Da Prato, ad esempio, arriverà il gruppo di donne che, acquisendo una ex fabbrica di tessuti pratese, ha dato vita a LottoZero, spazio polifunzionale di ricerca e di networking sul tessile; da Bologna giungerà l’esperienza diArvaia, azienda agricola cooperativa nata da agronomi, agricoltori, volontari, tecnologi, gastronomi decisi a produrre il proprio cibo.

    Si ragionerà inoltre su tanti altri aspetti correlati ai beni comuni: come riconoscere e valorizzare i beni comuni i servizi pubblici nei centri e nelle periferie; cosa si intende per spazi ibridi cittadini; quali sono le tendenze del mercato immobiliare; il territorio e la produzione agroalimentare come beni comuni.

    Le serate del festival sono all’insegna della musica e dello spettacolo tra arte e letteratura, per riflettere sui beni comuni da un’angolazione meno tecnica e più popolare. Sede principale degli spettacoli è la zona manifatturiera dell’ex area Tabasso.

    Venerdì 29 giugno la marching band 88 folli coinvolge il pubblico in una marcia musicale alla scoperta del centro storico, per terminare con il concerto alla Cittadella del Volontariato insieme con la Filarmonica Chierese.

    Sabato 30 giugno la scrittrice e poetessa Alessandra Racca propone nella performance Inpoetica sulla scia della memoria. In un’azione poetica che intende recuperare i tanti materiali ancora accatastati in alcuni spazi interni dell’ex fabbrica tessile Tabasso, porterà alla luce storie, racconti, vite e umanità che hanno animato le mura della manifattura. Seguirà un originale dj set site specific: sulla passerella verso l’ingresso dell’edificio ex Tabasso, il dj Enrico Piva ricreerà sui binari dell’armonia, i suoni della fabbrica che scandivano le giornate e i ritmi di lavoro.

    Domenica 1 luglio la serata punta i riflettori sull’altro comparto che continua a sostenere l’economia chierese, ovvero l’agroalimentare. In un concerto davvero agrirock, il gruppoConciorto, (formato da Gianluigi Carlone, voce, flauto e sax soprano della Banda Osiris, e dal chitarrista e autore radiofonico Biagio Bagini)farà magicamente suonare frutta e ortaggi, in omaggio alla vocazione agroalimentare del hierese. Mentre lo scrittore Mario Ferraguti, insieme ad Antonio De Rossi del Politecnico di Torino, ci condurranno alla scoperta delle voci delle case abbandonate e di come potrebbero essere recuperate.

    L’artista urbano Labadanzky, street artist genovese diventato famoso a livello nazionale per le sue installazioni urbane, nei giorni che precedono il Festival realizzerà una installazione monumentale pop up, recuperando e assemblando il materiale di scarto presente nell’area ex Tabasso, costruendo così “giganti meccanici dalla natura effimera, che dialogano ironicamente sui controsensi della condizione umana contemporanea”.

    Domenica 1 luglio, Michelangelo Pistoletto inaugura l’istallazione Il Terzo Paradiso, un’opera realizzata a più mani da utenti di Servizinrete (servizi pubblici e privati sulla disabilità adulta nel Chierese) e da studenti (scuole medie Levi e Istituto Vittone, sezione agraria, di Chieri), a partire da un disegno dell’artista, in cui cinquanta piastrelle, che riportano immagini della memoria dei luoghi, formano a terra il simbolo della fusione tra natura e cultura, composto da tre cerchi consecutivi.

    Tra le iniziative collaterali, proposte da associazioni cittadine e non: Porte Aperte nelle Case di Città; la sfilata di moda nel Chiostro di Sant’Antonio a cura della Scuola San Carlo; l’incontro New Urban Body: gli spazi ibridi della città; le passeggiate a cura delle associazioni locali (Associazione Area Bene Comune, Muovitichieri, Associazione Camminare lentamente); lo spazio dedicato al sistema del cibo del Chierese e alle proposte strategiche per una politica locale del cibo

    I luoghi del festival

    Numerosi i luoghi del Festival, che intende essere il più diffuso possibile per spazi e partecipazione.

    La sede principale sarà l’area ex Tabasso, in prossimità del centro storico, che nel corso del Novecento ha ospitato uno dei maggiori stabilimenti tessili del territorio. Dopo la dismissione, l’area è stata acquisita dal Comune di Chieri ed è divenuta uno spazio culturale di riferimento per la città, con l’apertura delle Biblioteca Nicolò e Paolo Francone. Accanto agli edifici già trasformati, rimangono vasti spazi ancora da rigenerare. Immaginare i futuri riutilizzi è la sfida raccolta dal Festival.

    Altro spazio sarà la Cittadella del Volontariato, struttura dell’ex mattatoio chierese di inizio Novecento, appena fuori dalle mura della città, rinata nel 2012 dopo un lavoro di recupero e ristrutturazione, diventando uno spazio dedicato all’incontro, alla solidarietà e alla costruzione condivisa di welfare urbano, un laboratorio di proposte e confronto per il benessere collettivo. Vi trovano posto venti realtà associative, una cooperativa e due servizi comunali (offrono alla attività ricreative, sportelli e percorsi di ascolto e sostegno, corsi e laboratori), il centro servizi per il volontariato e la neonata ciclofficina. Ha sede anche il ristorante sociale ex Mattatoio, progetto che unisce valorizzazione dei prodotti locali, solidarietà e cultura.

    Tra gli altri luoghi del festival: le vie del centro storico, il Chiostro S. Antonio, la Chiesa di San Giorgio, l’ex conceria della città.

  • A MCE 2018 ICIM FESTEGGIA I SUOI 30 ANNI DI ATTIVITÀ

    ICIM festeggia i suoi 30 anni di attività alla 41^ edizione di MCE-Mostra Convegno Expocomfort, in FieraMilano a Rho dal 13 al 16 marzo 2018, con uno spazio all’interno della Lounge ANIMA e numerose iniziative dedicate ai partecipanti e ai visitatori del principale appuntamento dedicato alla Global Comfort Technology.

    La più importante è prevista per mercoledì 14 marzo, quando ICIM darà vita a un grande convegno dal titolo: Imprese e Mercati. Evoluzione o Rivoluzione? Ambiente, acqua, energia e Industria 4.0: le nuove regole del gioco. Rappresentanti istituzionali, dirigenti aziendali e importanti relatori si confronteranno sulla definizione delle nuove regole imposte dalle tematiche ambientali, dal mercato e dalla tecnologia e di come il rispetto, ma anche l’interpretazione, delle stesse siano fondamentali per garantire il successo impenditoriale in un contesto di mercato in continua evoluzione.

     ICIM 1988 – 2018: 30 anni di attività tra innovazione e tradizione.

    ICIM nasce a Milano nel 1988 come Istituto di Certificazione Italiano per la Meccanica, voluto e fondato da ANIMA, la Federazione della Meccanica Varia di Confindustria, socio di maggioranza, che in ICIM trova il riferimento tecnico e di supporto specialistico per tutte le aziende associate che intendono la certificazione come strumento di sviluppo e differenziazione nei mercati di riferimento. ICIM, accreditato per oltre 110 schemi di certificazione, si distingue per dinamismo in Italia e all’estero, anche attraverso lo sviluppo di nuovi schemi certificativi, e vanta numerosi primati nel nostro Paese.

    Negli ultimi due anni, in particolare, ICIM ha fornito supporto alle aziende che, in ogni comparto, hanno capito l’importanza di applicare i principi dell’industria 4.0, accelerando l’innovazione e beneficiando degli incentivi fiscali previsti dal piano.

     

    A MCE, ICIM si pone quale interlocutore privilegiato per tutte le esigenze di sostenibilità ed efficienza energetica nelle macro-aree del caldo, freddo, acqua ed energia, con un’ampia gamma di servizi per tutti gli attori della filiera. In evidenza, in fiera, è il nuovo schema di certificazione per prodotti e componenti a contatto con l’acqua destinata al consumo umano.

    I 30 anni di ICIM: uno “stargate” in Lounge Anima

    ICIM celebra i suoi 30 anni con una coinvolgente installazione interattiva in Lounge ANIMA, dove la realtà aumentata consentirà di inserire i fatti salienti dell’esperienza di ICIM sulla linea temporale della storia dal 1988 a oggi. Grazie a un IPad e a un’applicazione di realtà virtuale, i visitatori potranno letteralmente fare un salto nel tempo, avendo la sensazione di trovarsi in spazi diversi, uno per ogni decennio di storia ICIM: varcando uno dei tre portali spazio temporali gli oggetti si animeranno a descrivere i primati e i servizi ICIM, mentre un video suggestivo proporrà gli avvenimenti più significativi di quegli anni. Non ci sarà bisogno di indossare visori e anche il pubblico potrà vedere quanto viene visualizzato sull’IPad attraverso 2 grandi monitor posizionati nello spazio apparentemente “vuoto” dello stand.

      

    I seminari nella Lounge ANIMA

    Anche quest’anno il programma dei seminari di approfondimento ICIM presso la Lounge ANIMA è ampio: si va dall’interesse scaturito nei riguardi dell’Industria 4.0 alla certificazione HP Keymark per le pompe di calore, alla certificazione dei materiali a contatto con l’acqua potabile, fino alle nuove certificazioni professionali per l’installatore che utilizza gas fluorurati (Info dettagliate e orari: http://www.icim.it/mce-2018-icim-organizza-4-seminari-di-approfondimento-presso-la-lounge-anima/).

     

    A Saldamente: per la prima volta il rilascio della certificazione di saldobrasatore direttamente in fiera

    Grazie all’accordo tra ICIM e CASTOLIN-Gruppo Salteco, all’interno dell’area “Saldamente”, sempre al Padiglione 18, gli operatori del comparto possono eseguire la prova pratica di brasatura (prova richiesta anche per la certificazione di operatore F-Gas) alla presenza di un esaminatore ICIM, che verifica le competenze nell’eseguire l’attività e la qualità nel rispetto della norma dei saggi saldati durante l’esame. A conclusione positiva dell’esame, il professionista potrà ritirare la certificazione di figura professionale di saldobrasatore per la prima volta direttamente in Fiera.

     ICIM a MCE 2018 – FieraMilano Rho, 13 – 16 marzo

    Lounge ANIMA, Pad. 14-18

    www.icim.it www.anima.it

     

  • Axpo Italia scommette sulle rinnovabili e sui sistemi di accumulo con il progetto Sunny Home

    Quale sarà il futuro dei Sistemi di Accumulo di Energia? Axpo Italia, azienda innovativa nel mercato dell’energia, insieme ad Axpo Energy Solutions Italia si propongono di rispondere a questa domanda con soluzioni innovative applicate a progetti di efficienza energetica.

     

    La tecnologia

    Sistemi di Accumulo di Energia (SdA) saranno protagonisti di una rivoluzione del mercato rappresentando un vero punto di svolta all’interno del settore energetico. Questa tecnologia permette di contribuire all’efficientamento del sistema elettrico immagazzinando l’energia prodotta da fonti rinnovabili non programmabili e fornendo ulteriore flessibilità alla rete elettrica.

     

    Le principali metodologie di accumulo dell’energia sono le seguenti:

    – Laccumulo elettrochimico, mediante sistemi in grado di accumulare energia elettrica convertendola in energia chimica. Le caratteristiche peculiari dei sistemi di accumulo elettrochimico sono la modularità e la flessibilità di realizzazione e di uso. Tra questi segnaliamo:

    • Gli accumulatori con batterie al piombo, molto diffusi e costituiti da materiali a basso costo quali il piombo e l’acido solforico il che ha reso tale tecnologia molto competitiva sul mercato.
    • Le batterie agli ioni di litio (Li-Ion) con un ottimo rapporto peso/potenza, bassissima autoscarica e privi del cosiddetto “effetto memoria” per le ricariche frequenti. Attualmente è uno dei tipi più diffusi di batteria per laptop e telefono cellulare, nonché per le auto elettriche.
    • Le batterie a flusso organico, basate sull’uso di una molecola organica, a basso costo, biocompatibile e prodotta dalle piante al momento della fotosintesi, con un minore impatto sull’ambiente.

     

    L’accumulo di energia elettrica in forma di energia meccanica può avvenire tramite la conversione in energia potenziale o cinetica. Tra le tipologie di accumulo meccanico più diffuse ritroviamo gli accumuli sotto forma di energia cinetica, gli accumuli legati alla compressione elastica di una massa solida o gassosa e gli accumuli potenziali costituiti da sistemi di pompaggio.

    • Accumuli che sfruttano l’energia cinetica e si basano su una massa rotante lineare o rotante come nel caso dei volani. In particolare, questi ultimi funzionano azionando un volano, a mezzo di un generatore/motore, che con la sua rapida rotazione diventa una batteria inerziale in grado di sopportare cicli di carica/scarica brevissimi e senza controindicazioni in caso di scarica completa.
    • Accumuli ad aria compressa, che utilizzano compressori alimentati da energia elettrica a basso costoabbinati a serbatoi a pressione di grande capacità.
    • Gli accumuli ad energia potenziale che sfruttano il pompaggio (utilizzando energia a basso costo) di acqua da un bacino in basso a uno in alto, per poi recuperare l’energia immagazzinata, facendo ripassare l’acqua attraverso una turbina idraulica. Tale tipologia di storage ormai ha bassi margini di ulteriore diffusione sul territorio italiano ed ha raggiunto una capacità complessiva di 8 TWh.

     

    L’integrazione dei sistemi di accumulo nella rete elettrica

    I SdA possono migliorare il funzionamento del sistema elettrico, in quanto in grado di soddisfare parte delle richieste di energia elettrica durante le ore di picco della domanda, agevolando il gestore della rete di trasmissione (TSO) nella gestione dei flussi fisici di energia sulla Rete di Trasmissione Nazionale (RTN). Tale funzione si sposa perfettamente anche con la capacità di immagazzinamento dei SdA della produzione rinnovabile da fonte non programmabile in momenti di bassa richiesta di energia da parte della rete (situazione di eccesso di offerta di energia).

    La natura di questi stoccaggi, modulabili e di facile installazione, inoltre, si combina perfettamente con il nuovo modello “distribuito” della rete elettrica. Per gli stessi motivi i SdA possono svolgere un ruolo fondamentale nella riduzione delle congestioni della rete elettrica a cui il TSO, ma anche i distributori, devono far fronte.

     

    Altri ambiti di applicazione

    Sistemi di Accumulo Energia (SdA) possono essere impiegati per la fornitura di servizi molto diversi, dalle applicazioni residenziali ai clienti industriali.

    Per i clienti industriali le batterie possono essere usate con successo in sistemi di Peak Shaving, ovvero di riduzione dei picchi dei prelievi di potenza. Anche in questo caso Axpo, tramite la sua controllata Axpo Energy Solutions Italia, è in grado di fornire soluzioni innovative.

     

    Axpo Sunny Home

    Nei contesti domestici le batterie trovano impiego nell’ immagazzinamento dell’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici eventualmente presenti presso le utenze private.

    Axpo propone Axpo Sunny Home, soluzione dedicata alle famiglie che desiderano rendersi quasi completamente autonome avvalendosi di pannelli fotovoltaici con SdA abbinati a batterie al litio.

     

    Axpo Sunny Home è disponibile con un servizio “chiavi in mano” in diverse taglie, dai 3 ai 6 kW (Per informazioni visita il sito Axpo).

  • DuPont Sustainable Solutions riconosciuta come migliore società di consulenza per Ambiente, Salute & Sicurezza

    Un nuovo sondaggio realizzato da una società di ricerca indipendente proclama DuPont Sustainable Solutions “Il brand di spicco nel settore delle consulenze EHS”.

    Wilmington, Del., 6 dicembre 2017 – DuPont Sustainable Solutions (DSS) si è classificata come migliore brand di consulenze EHS (Ambiente, Salute & Sicurezza) nella categoria brand preferito, come rilevato da un’indagine pubblicata a novembre dalla società di ricerca indipendente Verdantix. Il sondaggio su oltre 380 alti dirigenti nel settore EHS, ha assegnato a DSS il punteggio più alto sia per preferenza che per riconoscibilità del brand, tra tutti i brand di consulenza EHS.

    “DuPont Sustainable Solutions è onorata per aver ricevuto questo riconoscimento inatteso, che evidenzia lo spirito di fiducia e collaborazione mostrato da tutti nostri clienti, mentre li aiutiamo a migliorare la sicurezza, la produttività e i profitti delle loro organizzazioni, “ha dichiarato Davide Vassallo, global managing director di DuPont Sustainable Solutions. “La nostra ambizione è che DuPont Sustainable Solutions sia un’azienda di consulenza per la gestione operativa a livello mondiale, e ringraziamo i nostri clienti e i nostri dipendenti per questo traguardo importante del nostro percorso.”

    Secondo quanto rilevato dal Verdantix Global EHS Leaders Survey 2017: EHS Consulting Brands, pubblicato a novembre, il 77 percento degli intervistati ha votato DSS al primo posto per riconoscibilità del brand. Gli intervistati hanno inoltre assegnato il punteggio più alto a DSS per brand preference (32 percento), riferendosi alle capacità di DSS come “leader del mercato” o “forte”, un punteggio superiore agli altri consulenti EHS presenti sul mercato.

    Il sondaggio Verdantix è stato completato da 382 illustri decision-makers EHS, con mandato diretto per strategie ed iniziative di gestione aziendale EHS in 31 paesi. Tutti gli intervistati appartengono a corporations con fatturati di almeno 250 milioni di dollari in 25 settori industriali. Il trenta percento degli intervistati rappresenta industrie con profilo di rischio EHS da elevato a molto elevato, incluse industrie chimiche, minerarie e metalliche, di combustibili e gas. Il sondaggio Verdantix può essere consultato interamente a questo link: http://www.dupont.com/products-and-services/consulting-services-process- technologies/articles/ehs-leaders-survey-verdantix.html

    DuPont Sustainable Solutions

    DuPont Sustainable Solutions (DSS), un business della Divisione Specialty Products di DowDuPont, è un fornitore leader di servizi di consulenza a livello mondiale, che aiuta le organizzazioni a trasformare e ottimizzare i loro processi, tecnologie e capacità. DSS è impegnata a migliorare la sicurezza, la produttività e la sostenibilità delle organizzazioni in tutto il mondo. Per maggiori informazioni, visitare il sito: http://www.sustainablesolutions.dupont.com/

    DowDuPont Specialty Products Division

    DowDuPont Specialty Products, una divisione di DowDuPont (NYSE: DWDP), è un leader globale dell’innovazione con materiali, ingredienti e soluzioni basati sulla tecnologia che aiutano a trasformare le industrie e la vita di tutti i giorni. I nostri dipendenti applicano scienza e competenze diversificate per aiutare i clienti a sviluppare le loro migliori idee e fornire innovazioni essenziali in mercati chiave quali elettronica, trasporti, edilizia e costruzione, salute e benessere, sicurezza alimentare e dei lavoratori. DowDuPont intende separare la Specialty Products Division in una società indipendente quotata in borsa. Maggiori informazioni possono essere trovate su www.dow-dupont.com

    #  #   #

    Il logo ovale DuPont, DuPont™, e tutti i nomi di prodotti contrassegnati con ™, SM o ® sono marchi commerciali o marchi commerciali registrati di E. I. du Pont de Nemours and Company o di sue società affiliate.

     

     

  • Pina Inferrera per la prima volta al Pan di Napoli con la mostra NATURA ALTERA

    Il progetto espositivo NATURA ALTERA dell’artista Pina Inferrera, promosso dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, è una mostra di arte contemporanea che verrà ospitata presso il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, dal 26 novembre al 18 dicembre 2017 attraverso circa 30 fotografie dedicate al tema di alberi e foliage.

    Tale progetto ha portato alla collaborazione tra Phoresta Onlus, associazione che si occupa di piani di riforestazione, e l’artista Pina Inferrera che con il suo lavoro indaga da sempre la relazione uomo-ambiente e il significato più profondo della natura, invitando a riflettere sull’importanza del rispetto dell’ecosistema.

    Per la prima volta sulla scena artistica di una Napoli sempre più in fermento dal punto di vista culturale, Pina Inferrera – messinese di origini sebbene oggi concentri la gran parte del suo lavoro a Mozzo in provincia di Bergamo – espone una 30ina di lavori fotografici di intensa liricità, realizzati negli ultimi cinque anni di viaggi tra Austria, Stiria, Francia, Normandia e Borgogna.

    Si tratta di immagini in cui la vegetazione è colta in rapporto all’acqua e al suo potenziale di rispecchiamento, di opere insomma in cui si manifesta – secondo Roberto Borghi, curatore della mostra – una visione «totalmente altra» dal canone romantico della rappresentazione della natura che la vorrebbe «riflesso dell’interiorità dell’artista»: qui invece assistiamo a «una natura che si specchia in se stessa e che non si ritrova, una natura che specchiandosi si tramuta, si dissolve, si perde», ma grazie a tale perdita acquisisce ieraticità e vitalità inconsuete e preziose.

    Pina Inferrera da sempre si occupa nella propria ricerca di ambiente, anche passando attraverso macro-installazioni open air e utilizzando materiali di riciclo industriale.

    “La mostra che presento al PAN è rivolta al rapporto uomo-ambiente con uno sguardo poetico alla natura che da sempre è stata fonte di ispirazione e di nutrimento per l’essere umano in senso sia metaforico che oggettivo”, spiega Pina Inferrera concludendo: ”Da tempo si sta realizzando una sorta di scollamento da parte dell’uomo che guarda all’artificiale, al virtuale, perdendo così il contatto con la realtà del proprio territorio. A tutt’oggi la scienza tecnologica è stata spesso utilizzata in modo iniquo, provocando una iperproduzione che supera le effettive necessità e che ha “sporcato” il pianeta, senza per altro tener conto dell’importanza del riciclo, dello smaltimento fatto con coscienza, con conseguente inquinamento che provoca danni all’ambiente, alla fauna e all’uomo. Il mio progetto artistico è rivolto ad un impegno per la diffusione di un comportamento etico e dunque si rivolge con maggiore forza ai giovani.

    PAN | Palazzo delle Arti di Napoli

    Vernissage: Sabato 25 novembre 2017
    Ore 17.00 Conferenza stampa / Ore 17.30 Dibattito con Phoresta Onlus
    26 novembre / 18 dicembre – tutti i giorni ore 9.30/19.30 – chiuso il martedì

    Ingresso gratuito

     

  • “Agricoltori Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità”

    ASeS – Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo

    Tavola Rotonda

    Agricoltori Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità

    Martedì 27 giugno h. 16.30 -18.30 presso Auditorium “Giuseppe Avolio”

    Via Mariano Fortuny n. 16 – Roma (Metro Flaminio)

    Al convegno, introdotto dal Presidente di ASeS Cinzia Pagni e moderata dal giornalista Alex Corlazzoli, prenderanno parte Secondo Scanavino Presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, Andrea Olivero Viceministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF), Davide Pati Presidenza Nazionale Associazione Libera, Enzo Cursio Nobel Alliance Coordinator della FAO, Leonard Mizzi Responsabile sviluppo rurale e sicurezza alimentare DEVCO dell’Unione europea. Interverranno al dibattito, oltre a Don Franco Monterubbianesi Fondatore Comunità di Capodarco, Francesco Petrelli Portavoce di CONCORD Italia, Silvia Stilli Portavoce AOI Ass.ne delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, Ilaria Signoriello del Forum Nazionale Agricoltura Sociale e Marina Galati Vicepresidente CNCA Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza.

    COMUNICATO STAMPA

    Agricoltori Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità

    Potenzialità e prospettive offerte dall’agricoltura sociale, dalla cooperazione internazionale e dal ‘welfare di comunità’, nella costruzione di percorsi di integrazione per i migranti e persone con diversi tipi di disagio. Pratiche dove la terra diventa uno spazio di inclusione, riabilitazione e formazione e dove il lavoro diviene non solo fonte di reddito individuale, ma anche l’elemento fondante di una società più inclusiva, giusta, coesa e sostenibile.

    Queste alcune delle tematiche al centro del convegno “Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità”, che si terrà Martedì 27 Giugno, presso l’auditorium “Giuseppe Avolio” a Roma (Metro Flaminio). A promuoverlo l’ASeS, organizzazione non governativa di CIA – Agricoltori italiani, da oltre trent’anni impegnata in programmi di cooperazione internazionale a sostegno delle popolazioni svantaggiate in ambito rurale.

    Una tavola rotonda che coinvolgerà rappresentanti delle istituzioni nazionali ed internazionali, del mondo agricolo e del Terzo settore, durante la quale ASeS – Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo presenterà anche le possibilità che si aprono in seguito alla recente introduzione del tema dell’Agricoltura sociale tra le finalità statutarie dell’organizzazione, dopo l’approvazione della Legge n.141 del 18 agosto 2015, che ha riconosciuto la pratica giuridicamente.

    Un’importante transizione, che consentirà di affrontare con maggiore efficacia questioni di cui l’ASeS si è da sempre fatta promotrice. E che coinvolgerà in percorsi di multifunzionalità le aziende agricole della CIA – Agricoltori Italiani, con l’obiettivo di creare un unico grande polo, che interpreti l’agricoltura come forma di riscatto economico e sociale”, commenta Cinzia Pagni Presidente ASeS. “Tantissime le aziende associate alla confederazione che già hanno avviato e sperimentato questo nuovo modo di fare agricoltura – ribadisce Cinzia Pagni – promuovendo l’offerta di servizi assistenziali e occupazionali a vantaggio di disabili, tossicodipendenti, detenuti, migranti, anziani, bambini e di aree fragili (montagne e centri isolati), in collaborazione con le istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del Terzo settore”.

    Il ‘welfare comunitario’, sempre più sentito come un’esigenza primaria nel mondo rurale, è alla base della multifunzionalità di tante imprese CIA che, attraverso forme di agricoltura e zootecnica integrata, promuovono un modello di sviluppo territoriale e relazionale sostenibile, in grado di dare una possibile risposta anche ai crescenti bisogni della popolazione sia in termini di alimentazione biologica, legata alle eccellenze del territorio, che di offerta di servizi educativi, socio-sanitari e lavorativi.

    Un fil rouge, che lega le esperienze passate e le scelte attuali agli impegni futuri, rilanciati lo scorso giugno dal Presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, Secondo Scanavino, fra i firmatari della dichiarazione comune per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile sull’Agenda 2030, per favorire la crescita inclusiva e sostenibile del sistema economico globale.

    ASeS e CIA: 40 anni di cooperazione da “agricoltore ad agricoltore”

    Fondata da Cia-Agricoltori Italiani che, con oltre 900.000 iscritti fra coltivatori diretti e imprenditori agricoli, rappresenta una delle più grandi organizzazioni professionali agricole europee, dal 1975 l’ASeS è impegnata in progetti di cooperazione, che hanno portato sostegno sia operativo che formativo a cooperative di piccoli produttori nel Sud del mondo. In oltre quattro decadi, ha operato sul duplice binario “Agire nel loro paese; agire nel nostro paese”, con interventi “da agricoltore ad agricoltore”, basati sulla condivisione di saperi e know how dei propri affiliati con le comunità rurali di Paesi in via di sviluppo. Dalla costruzione di pozzi artesiani in Paraguay all’individuazione di nuove colture per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici in Mozambico. Fino al supporto fornito a cooperative di giovani agricoltori di caffè e cacao e fattorie sociali create per combattere marginalità, criminalità e tossicodipendenza in Costa D’avorio, Senegal e Libano. Mentre in Italia, ha valorizzato le competenze di migranti in regioni come Veneto, Lombardia, Lazio e Basilicata.

    Ufficio Stampa
    a cura di Etiket Comunicazione
    Umberto De Santis | Cell.328.3733279 – [email protected]
    Loredana Menghi | Cell.331.5913136 – 

  • L’inquinamento luminoso secondo l’Al Gore italiano su TheCOSMOBSERVER

    Il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso pubblica un articolo dedicato alle ricadute dell’inquinamento luminoso su essere umano e ambiente sul TheCOSMOBSERVER

    È frutto di mesi di ricerche l’articolo scritto da Emmanuele Macaluso e pubblicato sul blog di divulgazione scientifica TheCOSMOBSERVER. Un articolo dedicato all’inquinamento luminoso, con un focus particolare relativo alle ricadute sulla salute dell’essere umano e sull’ambiente.

    I dati divulgati attraverso l’articolo rappresentano una “fotografia” aggiornata circa la situazione globale dell’inquinamento luminoso. In questo contesto, l’Italia si pone in prima posizione tra i paesi del G7 con il più alto tasso di inquinamento. Un triste primato.

    Oltre alla divulgazione dei dati e delle conseguenze di questo problema ambientale, Macaluso – che ricordiamo essere anche un esperto di marketing e comunicazione – analizza le strategie comunicative e strategiche che dovrebbero essere messe in atto per provare a gestire al meglio questa emergenza globale.

    E’ possibile leggere l’articolo completo a questo link http://thecosmobserver.blogspot.it/2017/06/inquinamento-luminoso-analisi-di-un.html

    Di seguito i contatti

    Mail: [email protected]

    Blog: http://thecosmobserver.blogspot.it
    Pagina Facebook Ufficiale: https://www.facebook.com/cosmobserver
    Twitter: https://twitter.com/thecosmobserver

  • Nasce ECR Technologies, una nuova realtà nelle energie rinnovabili

    Fondato a Torino un collettivo professionale che sviluppa tecnologie green per l’utilizzo responsabile delle energie rinnovabili.

    È stato fondato a Torino, da un gruppo di professionisti, ECR Technologies (nota anche come ECR Tech), un collettivo professionale che si pone come obiettivo la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie a favore dell’ambiente e dell’utilizzo delle energie e risorse rinnovabili.

    Oltre allo sviluppo ingegneristico di “tecnologie verdi”, ECR Tech si occupa dello sviluppo del contesto sociale, attraverso attività di CSR (Corporate Social Responsability) e di sensibilizzazione ai comportamenti  sostenibili  e ambientali.

    Per perseguire gli scopi associativi, ECR Tech si avvarrà della collaborazione con alcune realtà in ambito tecnico e di comunicazione e responsabilità sociale d’impresa.

    Un gruppo di professionisti che opera a favore della sostenibilità ambientale e sociale quindi, che sta attualmente lavorando allo sviluppo di una tecnologia in grado ottimizzare i risultati finora ottenuti dai prodotti per la creazione di energia dall’eolico e dal solare attualmente sul mercato.

    I partner e i progetti saranno presentati nei prossimi mesi.

    Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare i canali ufficiali ECR Tech ai seguenti link:

    Official website        http://www.ecrtechnologies.com

    Facebook page         https://www.facebook.com/ECRTechnologies

    Twitter account       https://twitter.com/ECRTech

  • Acque: approvato primo aggiornamento del piano di gestione del Distretto idrografico delle Alpi Orientali

    Il Presidente del Consiglio dei Ministri approva con decreto il primo aggiornamento del Piano di Gestione delle Acque del Distretto idrografico delle Alpi Orientali.

    In Gazzetta Ufficiale (n. 25 del 31.1.2017) il DPCM 27 ottobre 2016 recante l’approvazione del primo aggiornamento del Piano di gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali previsto dalla Direttiva 2000/60/CE. Il Piano di Gestione costituisce stralcio funzionale del Piano di Bacino distrettuale, di cui all’art. 65 del D. Lgs. 152/2006, e ha valore di piano territoriale di settore.

    Tra gli elementi che contraddistinguono questo primo aggiornamento del piano, va segnalata la sua maggiore aderenza, sia nell’architettura e nella base conoscitiva, ai dettati della Direttiva Acque 2000/60/CE. Il monitoraggio e la classificazione sono stati impostati sulla base delle metriche e dei criteri coerenti con le indicazioni delle Amministrazioni competenti. Il Primo aggiornamento del Piano di Gestione delle Acque quantifica gli impatti conseguenti alle pressioni significative esercitate sui corpi idrici del distretto e ne valuta quindi lo stato ecologico e chimico. Il piano stabilisce un programma di 1280 misure “puntuali” e “generali”, coerenti con gli obiettivi ambientali fissati dalla Direttiva, e cioè il raggiungimento dello “stato buono” di tutte le acque nei termini prefissati, salvo casi particolari espressamente previsti. Il costo stimato per realizzare il programma è di circa 5.500.000.000 € di cui con finanziamento assicurato 1.388.000.000 €.

    SITO WEB www.alpiorientali.it