Categoria: Musica

  • Andrea Tarquini – L’Amore in Frigo

    Una canzone d’amore senza amore
    Il brano è uno dei nove che compongono “In fondo al 900”, terzo album in studio del cantautore
    romano, milanese d’adozione


    Questa canzone funky-reggae è – in parte – il seguito di “Monete”, un brano presente in “Disco rotto”, il secondo album di Andrea Tarquini. Racconta la storia di una coppia. Una coppia di pazzi, un rapporto malato in cui lei va a casa di lui e gli fa le pulizie perché altrimenti lui affoga nella sporcizia. Ovviamente non può farne a meno, ma entrambi si accorgono, piano piano, che questa unione è basata più sul bisogno (e poi sul rancore) che sull’amore e la stima.

    «Lo speciale sound americano de L’Amore in Frigo, nel quale si mischiano strumenti della tradizione folk bluegrass con quelli del funky, è in gran parte dovuto alla partecipazione di un personale tecnico e artistico americano con base a Nashville (TN) U.S.A., dove sono state fatte registrazioni aggiuntive. Tutti nomi di livello stellare.
    Il mandolinista John E. Frazier III (per anni mandolinista di John Cowan ex leader dei New Grass Revival) e tutti questi interventi, come altri sul disco, sono stati ripresi e realizzati da Robertson Stokes, ingegnere del suono che ha più volte lavorato con James Taylor, Jerry Douglas, Sam Bush, Alison Krauss, Mary Chapin Carpenter, solo per citarne alcuni». Andrea Tarquini

    Il brano è una delle nove canzoni contenute in In fondo al ‘900, terzo album del cantautore romano, milanese di adozione, nato come chitarrista del celebre Stefano Rosso. Il disco, prodotto da Fabrizio “Cit” Chiapello contiene la traccia omonima “In fondo al ‘900”, canzone che è entrata nella cinquina Tenco 2022 come Miglior Canzone. In copertina l’opera di Alfred Drago Rens “La petite Gau”. Drago Rens ha curato anche l’immagine grafica del disco.

    Dicono di “In fondo al ‘900”

    «Terzo lavoro solista per l’ex chitarrista di Stefano Rosso che, in nove tracce orbitanti tra cantautorato americano e folk, racconta storie quotidiane di artisti, poeti, cantautori indipendenti, coppie al bivio, e altre sfumature grigiazzurre di una modernità alienante a cui le generazioni “di ieri” non riescono a rassegnarsi, continuando a cercare la bellezza nelle piccole cose.» Rumore

    «Tanti sono gli spunti che caratterizzano questo disco che ha il complesso compito di illuminare quegli angoli della vita che solitamente restano in penombra. Si parla di scontri generazionali, di gap incolmabili e ricerca della bellezza. Godere dei racconti della vita reale è il plus che rende questo lavoro discografico un viaggio in un porto sicuro: un approdo tranquillizzante» Low Music

    «Un titolo che può apparire di primo acchito pretenzioso, se non altro per l’immensità di quello che porta dentro di sé quel decennio; in concreto però Tarquini utilizza un titolo altisonante solo per cercare un rifugio nell’anima (che è quello che molti di noi fanno) andando indietro con la mente a periodi della vita in cui eravamo felici o quantomeno ingenuamente vicini alla felicità.» Clap Bands

    «Lui è Andrea Tarquini, storico chitarrista della scena romana, di Stefano Rosso tanto per dirne una non di poco conto… lui è un eterno sognatore ma anche un concreto uomo di cultura e di arte e lo dimostra con la delicatezza di un disco alto come “In fondo al ‘900” giunto ad un passo nell’aggiudicarsi la tanto agognata Targa Tenco.» Cherry Press

    Etichetta: MoovOn
    Release album: giugno 2022

    Andrea Tarquini, romano trapiantato a Milano, esordisce negli anni ’90 del secolo scorso come chitarrista e corista del mitico Stefano Rosso. Dopo molti anni di formazione passati a suonare musiche tradizionali nordamericane, Andrea Tarquini si sposta a Milano dove inizia un percorso didattico nel quale insegna le tecniche della chitarra acustica americana. Grazie all’amicizia con Luigi “Grechi” De Gregori, fratello maggiore del più celebre Francesco, nel 2013 con la produzione di Paolo Giovenchi, pubblica il suo primo disco, “REDS! Canzoni di Stefano Rosso” (Self) disco finalista alle Targhe Tenco 2013 nella categoria interpreti. Nel 2014 i buoni risultati del primo disco realizzato lo portano a diventare endorser di Bourgeois Guitars, uno dei più prestigiosi marchi di alta liuteria chitarristica degli Stati Uniti. Nel 2016, con la produzione di Anchise Bolchi pubblica “DISCO ROTTO” (Self-Ice Records) disco finalista alle Targhe Tenco 2016 come Miglior Opera Prima.
    Sempre nel 2016 istituisce il premio per cantautori chitarristi Corde & Voci d’Autore presso l’Acoustic Guitar Village di Cremona che si tiene ogni anno all’interno di Cremona Musica Exhibition & Festival. Nel 2017 partecipa al Premio Bindi dove vince la Targa Beppe Quirici per il “Miglior Arrangiamento”.
    Tra il 2018 e il 2021 collabora con il rapper Jesto per il quale compone le musiche di molti suoi brani.
    Nel 2019 amplia ulteriormente il suo rapporto di reciproca sponsorizzazione con alcuni marchi di strumenti di alta qualità tra i quali i microfoni Ear Trumpet Labs e l’italiana Acus, fabbrica specializzata nella produzione di amplificatori per chitarra acustica. Queste collaborazioni porteranno poi i marchi ad avviare attività di sostegno ai produttori di contenuti e live.
    Nel giugno 2022 pubblica il suo terzo disco che si intitola “In fondo al ‘900” (MoovOn-Altafonte-Self). Il brano “In fondo al ‘900” in esso contenuto entra nella cinquina Tenco 2022 come Miglior Canzone.

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  • Grande attesa per la IV edizione di COVER ME, il Contest made in Bergamo dedicato a Bruce Springsteen

    Dal 31 marzo artisti, musicisti, band e cantanti potranno candidarsi per partecipare al contest inviando la loro personale reinterpretazione di uno dei brani di The Boss.
    La finale è prevista per domenica 3 settembre 2023 a Bergamo.

    Tutto pronto per la IV edizione del contest Cover Me ideato dal gruppo “NOI & Springsteen” di Bergamo, che ormai dal 2020 dà la possibilità agli amanti di The Boss di sognare e farsi trasportare dalla magia della sua musica. Anche quest’anno sono chiamati a raccolta tutti gli artisti che vogliono mettersi in gioco scegliendo di dare nuova vita ad uno dei tanti capolavori senza tempo del cantautore americano. Dal 31 marzo fino al 31 maggio, infatti, sono aperte le iscrizioni al contest e per candidarsi sarà possibile inviare la reinterpretazione di un brano a scelta di Bruce Springsteen. Perciò spazio alla fantasia! Unica regola? Non snaturare l’essenza o la melodia della canzone.

    Di anno in anno il contest Cover Me sta acquistando sempre più credibilità. Lo testimoniano i numeri e il livello qualitativo dei musicisti che, nel tempo, hanno deciso e decidono di provarci. Sta per iniziare la IV edizione e già si contano notevoli traguardi: oltre 165 band partecipanti, il doppio vinile “Cover Me: A Special Selection from 2020/2022 Contests”, 10 concerti live e più di 10 mila persone che hanno partecipato con il loro voto. “Era un gioco ed è diventato qualcosa di importante” – afferma Alberto Lanfranchi, fondatore del gruppo Noi & Springsteen. “Non è il solito Contest, è qualcosa di più. E lo si evince dall’entusiasmo di chi si è fatto coinvolgere dall’idea pazza di provare a sperimentarsi con le canzoni di Bruce Springsteen, e di chi continuerà a farlo anche in questa IV edizione”.

    Per la corretta iscrizione al contest occorre inviare una mail a [email protected] con oggetto “partecipazione contest musicale” entro e non oltre il 31 maggio, includendo una biografia, una foto, i propri contatti e un link Youtube/Vimeo in cui l’artista/gruppo esegue la canzone per il contest. Entro il 15 giugno verranno selezionati 20/30 brani (a seconda del numero di partecipanti), tra quelli ricevuti, dalla Giuria di Qualità presieduta dall’ormai noto Claudio Trotta e che quest’anno vede il grande ritorno di Eleonora Bagarotti, giornalista del quotidiano Libertà, ospite della seconda edizione del festival.
    Le canzoni scelte saranno successivamente pubblicate sul sito www.noiespringsteen.com e il pubblico, registrandosi, potrà votare fino al 15 luglio la sua preferita. I 10 brani che otterranno il maggior punteggio, sommato anche ai voti della Giuria di Qualità, saranno quelli dei 10 finalisti che si esibiranno a Bergamo domenica 3 settembre 2023 nell’attesissima giornata di chiusura del Contest. Oltre al premio principale verrà poi consegnato anche il Premio della Critica da una giuria di altissimo livello presieduta da Gino Castaldo, critico musicale tra i più noti in Italia.

    Per l’edizione 2023 il verdetto sarà a cura di:

    GIURIA DI QUALITA’
    Claudio Trotta (Presidente)
    Eleonora Bagarotti
    Gianni Poglio
    Giorgio Berta
    David Drusin

    GIURIA della CRITICA
    Gino Castaldo (Presidente)
    Marco Biondi
    Ugo Bacci
    Patrizia De Rossi
    Stefano Rusconi

    Per informazioni e per partecipare: https://www.noiespringsteen.com/contest/

  • Luca Amoroso – Il suo album si intitola Mondo Perdona 


    il cantautore  mette a nudo il suo mondo interiore

    Il titolo dell’album è parte di una poesia che ho scritto, di cui la prima frase è “Luca , il Mondo, Perdona!”. Quindi Mondo Perdona in questa ottica è un’esortazione comune ovvero “Tu, Il Mondo, Perdona”. Un mondo che si cerca di perdonare nonostante le sue angherie , la sua natura spietata, i suoi abitanti a sangue freddo, un mondo che alla fine a pensarci bene andrebbe solo compatito. Ma si fa difficoltà.” Luca Amoroso.

    Nella copertina l’artista si presenta  senza maschere, Si ritira in una cornice rurale disabitata da esseri umani, ma solo da animali. Fuori da questa cornice c’è un mondo provato e malvagio, che gli ha causato quella ferita presente  sulla fronte.
    Per questo decide di ritirarsi in questo Locus Amoenus, nel quale si sente in armonia con se stesso conducendo  una vita serena all’insegna della pace e della tranquillità (simboleggiata dall’ Agnello che abbraccia), curando le sue ferite, fisiche e non.

    Enfant Prodige, Luca Amoroso, dopo essere nasce a Roma nel 1997, inizia a tre anni ad improvvisare suonando i tasti di una piccola tastiera a Pavia, luogo dove si trasferì con la sua famiglia.
    A sei anni compone scherzosamente le sue prime melodie a voce accompagnate da testi parodistici e simpatici che cantava alla mamma.
    A otto anni il primo vero approccio con uno strumento, impara infatti a suonare la chitarra, grazie a suo padre, che gli insegna i primi accordi principali.
    Inizia a scrivere le sue prime canzoni intorno a quell’età.
    Dotato di orecchio assoluto, con un piccolo quadernino dove erano scritti tutti gli accordi esistenti, impara presto tutti gli accordi fondamentali.
    A nove anni la prima esibizione live, suonando la chitarra e cantando.
    Nel frattempo Luca registra le sue composizioni su un registratore a cassetta, regalatogli dalla mamma.
    A dieci anni, deducendo gli accordi dalle note della chitarra, impara a suonare la tastiera, affascinato soprattutto dall’Arpsicorde, predecessore del Pianoforte.
    A 11 impara la batteria assieme al grande batterista italiano Ezio Zaccagnini.
    Nel frattempo continua i live assieme a suo padre e successivamente con diverse band nel fervido ambiente musicale dei Castelli Romani dell’epoca sia come batterista e cantante, sia come chitarrista e cantante.
    Continuano i live e a quindici anni impara a suonare il basso.
    Nel frattempo si dedica alla composizione di poesie, sia in italiano che in greco antico.
    A ventidue anni inizia la composizione del suo primo album da professionista, molto atteso, intenso e altrettanto complesso, che scorre con un filo conduttore alle spalle, il cui processo di creazione e registrazione lo impegnerà per due anni: il titolo dell’opera è “Mondo Perdona”.


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  • Andrea Mirò – Camere con vista

    Il greatest hits che raccoglie vent’anni di carriera della cantante, autrice e polistrumentista
    Due cd, 38 brani estratti da otto album, un featuring con Neri Marcoré e uno con Dargen D’Amico, l’idea di un divenire nel tempo attraverso il racconto delle vite che si incrociano

    «Era arrivato il tempo di fare il punto su tutta la mia produzione personale, i 20 anni (2020) sarebbero stati perfetti da celebrare, ma si è messa di mezzo la pandemia che ha reso gli intenti decisamente più precari, quindi alla fine, questo “riassunto delle stagioni passate” esce ad inizio 2023Andrea Mirò

    Le “camere con vista” di questo doppio disco sono come contenitori di storie minime o universali.

    Ma anche tutte le camere da cui Mirò ha guardato, immaginando che fossero quelle d’albergo durante i tour, o quelle di casa nel passare di questi anni, sempre diverse perché c’è sempre qualche elemento che cambia sullo sfondo, e perché cambia lo stato d’animo.

    Il titolo rende l’idea del divenire rimanendo se stessi.

    «Dal primo disco pubblicato si sono alternate molte esperienze nel mio percorso, alcune particolarmente formative e incisive, e credo che ascoltando la raccolta (che ha una sequenza per lo più temporale) in generale si possano percepire i cambiamenti, soprattutto lo sganciarmi più frequentemente dalla forma canzone nella sua accezione comune. Mantenendo però una cifra coerente nel tempo, per la scelta delle tematiche che mi interessa mettere in scena, e per lo stile testuale che è maturato rimanendo il più possibile asciutto.

    Ho scelto i brani che secondo me avevano caratteristiche tali da rendere più chiaro possibile l’ambito in cui mi muovo, così eterogeneo, ma è stata anche una scelta per introdurre al mio mondo chi mi segue per gli altri progetti paralleli – che in questi ultimi anni sono stati i più vari, spesso e volentieri legati al teatro – e soprattutto per chi ancora non ha ascoltato nulla della mia produzione, per spiegare quali sono gli argomenti cardine che amo trattare e qual è il mio modo di esprimerliAndrea Mirò

    Il doppio cofanetto edito da Anyway e distribuito da Halidon è realizzato con Treedom, realtà internazionale che sostiene e finanzia direttamente progetti agroforestali.

    ALBUM  TRACK BY TRACK

    Etichetta: Anyway Music

    Andrea Mirò è polistrumentista, autrice, produttrice, cantante e direttore d’orchestra. Otto dischi all’attivo, pubblicati tra il 2000 e il 2016; negli anni precedenti, il lavoro in studio e le esibizioni live si sono alternate a collaborazioni con molti tra i più grandi nomi del cantautorato italiano. 

    Ha scritto e diretto l’orchestra sia in studio che live, al Festival di Sanremo per Enrico Ruggeri, Nina Zilli, Andrea Nardinocchi, Zibba, Perturbazione. A Sanremo come artista ha partecipato 4 volte, vincendo nel 2003 il premio come miglior testo con “Nessuno tocchi Caino”, ed è stata Presidente di giuria alle selezioni di SanremoLab nonché Giurato di Qualità.

    BIOGRAFIA COMPLETA

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  • Le rose e il deserto – Due note soltanto

    Il nuovo singolo estratto da “Cocci sparsi”, l’album del cantautore Luca Cassano
    Una canzone che parla della bellezza e della poesia nascosta nei profumi

    La memoria olfattiva è una delle più profonde del nostro inconscio eppure profumi e odori sono sfuggenti e incontrollati e non possiamo richiamarli alla mente quando ne sentiamo il bisogno.

    «Siamo vittime, schiavi, dell’udito e della vista. Possiamo ricordare il colore rosso pensando al sangue o a un semaforo. Possiamo ricordare e riprodurre lo stridio delle ruote sull’asfalto oppure la voce del nostro compagno di banco delle elementari. Ma non possiamo in alcun modo ricordare i profumi: non possiamo rievocare il profumo dei capelli della mamma o l’odore del mare in un giorno di maggio.» Le rose e il deserto

    “Due note soltanto” è una delle dieci canzoni che compongono “Cocci sparsi”, viaggio dal piccolo, personale e domestico al grande e universale. Si guarda alla vita partendo, per forza di cose, da quella che si conosce meglio, la propria, per allargare gradualmente l’inquadratura canzone dopo canzone.

    Al contempo il disco è un viaggio fra i generi e le sonorità, nato dall’incontro/scontro fra i mondi musicali di Luca Cassano (voce, penna e anima de Le rose e il deserto) e Martino Cuman (Non voglio che Clara) che ha prodotto il disco, oltre a suonare il basso e cantare i cori su tutti i brani. Il disco è profondamente ispirato dalle sonorità acustiche e dall’elettronica rarefatta delle ultime produzioni di Niccolò Fabi e Piercortese, mantenendo al tempo stesso la profondissima impronta cantautorale di dieci canzoni nate sul taccuino e sulla chitarra.

    Dicono di Cocci Sparsi

    «Lo spirito è semplice, lo stile è diretto, le emozioni sincere e universali» Rumore

    «…E il risultato è delicato, ricco di aria espansa dentro lunghi tratti strumentali e questa voce di periferia, cruda ai bordi, lontana, narrante da un tempo che sembra non questo.» Raro più

    «Sono davvero cocci sparsi queste dieci belle e intense canzoni. Dieci storie, dieci film mentali, raccontati con semplicità e gusto da cantautore classico con riferimenti internazionali Il blog dell’alligatore

    «Tante le influenze sonore, gli stili e le suggestioni musicali che Le Rose e Il Deserto ha inserito all’interno di questo lavoro, eleganti componenti elettronici, arrangiamenti in cui i synth sono la matrice sonora più definita e marcata ma anche una parte più folk e indie, oltre che la lezione cantautorale della scuola romana RockOn

    Etichetta: PFMusic
    Release album: 18 novembre 2022

    Le rose e il deserto è il progetto artistico di Luca Cassano, un po’ calabrese, un po’ pisano, attualmente milanese.

    Come un Tuareg, Luca osserva le dune metropolitane alla ricerca delle poesie che spontaneamente affiorano dalle sabbie della sua immaginazione. Il testo è al centro della sua ricerca: il suo interesse è nei suoni e nelle immagini che le parole da sole, anche senza musica, sono in grado di evocare. Le rose e il deserto è un progetto con due anime. Da un lato l’esigenza di esternare le proprie inquietudini, le paure e le passioni, la malinconia. Dall’altro la voglia di gridare contro le ingiustizie che quotidianamente osserviamo.

    Nato a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza nel 1985, Luca Cassano studia sin da ragazzino chitarra e pianoforte. I lunghi e noiosi pomeriggi di solfeggio insieme alla vecchia maestra di musica ben presto lo allontaneranno però dagli strumenti. Per i successivi vent’anni Luca si dedicherà esclusivamente alla lettura di qualsiasi forma di testo scritto passasse per casa iniziando contemporaneamente ad avvicinarsi alla scrittura di poesie. Alla soglia dei trent’anni, da poco arrivato a Milano, decide di riprendere la via abbandonata e di affiancare la chitarra ai testi e poesie che nel frattempo aveva prodotto. Inizia così l’attività di busking che viene affiancata dalle serate nei locali di Milano dove suona cover con il duo che nel frattempo aveva fondato con l’allora coinquilino: i Citofonare Colombo. Allo scioglimento del duo, Luca decide che è arrivato il momento di lanciare un progetto con cui portare sui palchi le canzoni che nel frattempo prendevano vita: è la primavera del 2018 e nascono Le rose e il deserto. Dopo il primo anno e mezzo, in cui si muove sui palchi di Milano e della Lombardia, nell’autunno 2019 il progetto entra in studio, presso le Manifatture Morselli Recording di Modena per registrare l’EP d’esordio, intitolato “Io non sono sabbia” pubblicato per PFMusic nel giugno del 2020. Nel Marzo 2021 Le rose e il deserto ha anche pubblicato la sua prima raccolta di poesie, intitolata “Poesie a gettoni vol.1”.

    Le rose e il deserto ha avuto il piacere di aprire i concerti di Gnut, Bianco, Nicolò Carnesi, The Niro, kuTso, Sandro Joyeux, Gianluca De Rubertis, Federico Sirianni, Livia Ferri, Andrea Labanca e Rufus Coates & Jess Smith.

    Fra gli altri, Le rose del deserto ha avuto l’opportunità di suonare a Milano nei circoli Ohibó e Bellezza e allo storico Legend Club, al circolo Tambourine di Seregno, al salotto di Mao a Torino, a Ferrara per la rassegna Il silenzio del cantautore, a Roma per la rassegna Piccoli concerti, al Joe Koala ad Osio Sopra, al teatro San Teodoro di Cantù, al circolo Scuotivento di Monza, al Catomes tot di Reggio Emilia. Il 18 novembre 2022 pubblica “Cocci sparsi”.

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  • “FINE DELLA CRUSH” è il nuovo singolo di Fabio Cosimo.

    Missato da Icaro Tealdi e masterizzato da Chris Gehringer presso lo Sterling Sound di New York, FINE DELLA CRUSH è il nuovo singolo di Fabio Cosimo con l’etichetta discografica italiana TRB rec di Andrea Tognassi – Music Publishing.

    Il brano racconta un amore contemporaneo; in particolare l’ultima travagliata storia sentimentale dell’artista, finita a causa delle ripetute ed inutili liti.

    Una graduale perdita di stimoli, sentimenti ed interessi, che lo porta a stroncare il rapporto, seppur portandosi dietro gli strascichi di una lunga relazione.

    Ci sono però alcuni ricordi indelebili, come il profumo di lei, che continua a inebriare la sua mente e che un tempo lo “rendeva ostaggio della sua pelle”, alternato a momenti di frustrazione ed ansia, causati da un rapporto tossico.

    Lei che è “come morfina”, è infatti difficile da lasciare andare; così Fabio inizia a guardare i suoi video su Tik Tok per non perderla di vista, ma evitando di guardare le sue storie su Instagram, per non darle la soddisfazione di sapere che lui ancora la cerca.

    Nonostante ciò, resta una labile speranza di rincontrarsi un giorno magari cambiati e guariti, oppure di riuscire almeno a chiudere per sempre questo buio capitolo.

    Un dolore così lacerante come “un Demogorgone che piano avanza” (dedica a Stranger Things), perché in fondo si.. “Fine della crush, ma fa ancora male”.

    Fabio Cosimo, classe ’92, si avvicina alla musica in tenera età, grazie alle influenze paterne. Nel tempo sviluppa un interesse per la musica elettronica, iniziando a sperimentare nelle prime produzioni Techno/Minimal e House.
    Durante il periodo universitario inizia a produrre strumentali Hip Hop e Trap, che lo portano gradualmente alla scrittura dei suoi primi testi rap, sotto il nome d’arte Jastemma.

    Nel 2021 si lega all’etichetta italiana TRB rec di Andrea Tognassi – Music Publishing con cui pubblica il suo primo singolo Droghe come Fabio Cosimo, (iniziando così il suo nuovo percorso nel panorama indie ed electro pop), seguito da Restare Svegli ed il suo nuovo emozionante singolo FINE DELLA CRUSH.

  • LA TELEFONATA, il nuovo singolo di Daniele Ciavarro.

    LA TELEFONATA è il nuovo singolo del cantautore Daniele Ciavarro con l’etichetta discografica Digital Distribution Bundle.

    Il brano dal sapore retrò, ma con una scrittura indie dei giorni nostri, racconta una storia interrotta, lasciata andare nella ricerca spasmodica di una felicità forse idealizzata.

    Solo dopo la perdita, ci si rende però conto che la felicità risiede sempre nelle piccole cose del quotidiano, soprattutto in quelle imperfezioni dell’altra persona, che un tempo ci facevano arrabbiare, ma che la rendevano unica.

    Il telefono diventa così il simbolo della speranza del ritorno e si aspetta quella telefonata con il cuore in gola, pronti ad alzare la cornetta e riaccendere la storia da dove l’avevamo interrotta.

     

    LA TELEFONATA è disponibile in tutti i migliori Digital Store & Piattaforme Streaming.

  • Jimmy & Scots Folk Band: esce oggi “Seven Irish Nights”, secondo album della band, per l’etichetta Maxy Sound.

    Verona, 24 febbraio 2023. A poche settimane dalla festa di San Patrizio, la Jimmy & Scots Folk Band pubblica l’album “Seven Irish Nights”, in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali: 9 tracce prodotte da Max Titi per la label Maxy Sound.

    La registrazione dell’album presso gli studi Maxy Sound ha richiesto sette notti, e da questo è nato il titolo dell’album stesso, “Seven Irish Nights”. L’album contiene molti brani della tradizione irlandese e si apre con una versione folk della “All for me Grog”. Questa è una classica drinking song già interpretata da band storiche come i The Dubliners e gli Irish Rovers.

    Questo brano racconta di come il protagonista perde tutto ciò che è davvero importante nella sua vita a causa del Grog, una bevanda alcolica composta di acqua e rum. Questa bevanda fu introdotta nella Royal Navy dal Vice Ammiraglio Edward Vernon nel lontano 1740. L’album prosegue con canzoni di guerra storiche come “Johnny I Hardly Knew Ya”, risalente ai primi del XIX secolo, quando le truppe irlandesi combattevano per la Compagnia Britannica delle Indie Orientali. “Erin Go Bragh”, che esalta le gesta e il coraggio dei combattenti irlandesi durante La Rivolta di Pasqua del 1916.

    Seguono canzoni più “festaiole”, come la “Seven Drunken Nights” o lo scioglilingua della “Rattlin’ Bog”, alternate a brani più lenti e romantici, come l’immortale “I’m a Man You Don’t Meet Every Day”, già interpretata dai The Pogues in una memorabile versione del 1985. Seguono l’inedito “A Stout for Breakfast” e, in chiusura, un medley di tre brani: Wellerman/Drunken Sailor/Dead Man’s Chest. La Sea Shanty “Wellerman” è stata recentemente riportata alla ribalta dal cantante scozzese Nathan Evans che ne ha fatto una versione divenuta celeberrima sulla piattaforma TikTok. Il titolo è probabilmente riferito ai fratelli britannici Weller, famosi costruttori di baleniere, vissuti nella prima metà dell’800.

    La Jimmy & Scots folk Band nasce nel 2013 dalla passione di due amici che decidono di fare un viaggio a Dublino nella settimana di San Patrizio. Partita come duo, nel corso degli anni diventa una band di quattro componenti che si esibisce in giro per l’Italia e l’Europa. Durante i loro concerti il palco si trasforma in un pub accogliente, o un veliero dove il pubblico può interagire attivamente tra una ballata e un reel.

    Gli strumenti utilizzati sono: voce, tin whistle e chitarra di Thomas Randazzo (Jimmy); voce, bouzouki, banjo, armonica e chitarra di Adrian Justyn (Scots); voce, violoncello e basso di Luca Fiorito; voce, percussioni, batteria e bodhran di Jack Viesti.

    Così ci raccontano l’album i ragazzi della band: «Ciò che ci affascina della musica tradizionale è come per secoli sia stata tramandata prima oralmente, attraverso le generazioni, e poi per iscritto fino ad arrivare a noi. È incredibile che un brano tradizionale irlandese come lo conosciamo ora sia frutto di un’evoluzione nel tempo, sia in termini di melodia che di testo, e di come possa essere arricchito ogni volta che viene interpretato da qualcuno. Per questo ci piace reinterpretare e mantenere viva la musica tradizionale e dare il nostro contributo a queste ballate immortali. Seguendo questa secolare impronta abbiamo deciso di presentare in questo album la nostra prima “drinkin’ song” originale, portando quelle tradizioni nel mondo di oggi e compiendo un viaggio musicale in cui speriamo di coinvolgere chi ascolterà Seven Irish Nights.»

    Attraverso la rivisitazione in chiave moderna di questo patrimonio culturale, anche le giovani generazioni possono godere delle emozioni, dei momenti ludici o rivivere importanti fatti storici, attraverso il meraviglioso linguaggio universale della musica e, perché no, la convivialità di una chiacchierata con una pinta di birra bevuta al pub in buona compagnia.

    “Seven Irish Nights” è da oggi disponibile su tutte le piattaforme digitali accessibili da questo link

    È possibile richiedere la versione su CD alla band tramite i canali social.

    Track List:

    1. All For Me Grog
    2. Johnny I Hardly Knew Ya
    3. Seven Drunken Nights
    4. Blackwater Side
    5. Erin Go Bragh
    6. A Stout For Breakfast
    7. I’m A Man You Don’t Meet Everyday
    8. The Rattlin’ Bog
    9. Wellerman/Drunken Sailor/Dead Man’s Chest

    Puoi rimanere in contatto con la band tramite i loro Social Media:

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  • GUÈ a Milano il 10 luglio, i biglietti in vendita su TicketSms

    Prevendite online da giovedì 26 gennaio alle ore 14.00

    Info & Biglietti su: www.ticketsms.it

     

    Con il suo ultimo album Madreperla ha già raggiunto la certificazione come DISCO D’ORO, ha debuttato al primo posto della classifica FIMI-GfK in tutte e 3 le categorie Album/Vinili/Singoli con tutti i brani nella top 40 della classifica, il  singolo in radio Mollami pt. 2, è stato la più alta nuova entrata nella classifica airplay di settimana scorsa. TOP ALBUMS DEBUT GLOBAL nelle prime 72 ore dalla sua uscita nella classifica di Spotify ed oggi finalmente arriva l’annuncio del concerto prodotto da Vivo Concerti nella sua città: MILANO, 10 luglio IPPODROMO SNAI SAN SIRO.

     

    Prevendite online disponibili da Giovedì 26 gennaio, ore 14:00 sul sito www.ticketsms.it

     

    Guè, vero nome Cosimo Fini, è nato a Milano nel 1980. Fin dagli anni ’90 si impone nella nascente scena hip hop underground come uno dei talenti più cristallini del rap, prima con il collettivo delle Sacre Scuole (formato da lui, Dargen D’Amico e Jake La Furia) e dal 2003 con i Club Dogo (gruppo che lo vede al fianco di Jake La Furia e Don Joe). Nel 2011 esce il suo primo album solista, Il ragazzo d’oro, acclamato da pubblico e critica e immediatamente seguito dal successo di Bravo ragazzo, del 2013; nel 2014 diventa il primo artista italiano della storia a pubblicare un album (Vero) sotto l’egida della leggendaria etichetta Def Jam Recordings. Ad oggi ha realizzato un totale di nove lavori solisti in dodici anni (più il joint album con l’amico di sempre Marracash, Santeria, del 2016), tutti entrati di diritto nell’Olimpo della musica italiana sia in termini di certificazioni che di importanza cardine per lo sviluppo dell’hip hop nostrano. A gennaio 2023 Gué è decretato l’artista italiano con più album nella Top 200 Italy di Spotify, con ben sei progetti in classifica (GVESUS, Mr. Fini, Santeria, Bravo Ragazzo, Sinatra e il mixtape Fastlife 4). Con un totale di 64 certificazioni Platino e 52 Dischi d’Oro in carriera, è considerato il vero padre nobile del rap italiano.

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – TicketSms

     

    TicketSms è una piattaforma di ticketing digitale nata a Bologna nel 2018. 

    In soli cinque anni è diventata il punto di riferimento per organizzatori e clienti nel mondo degli eventi musicali.

    Più di 1.000 locali e discoteche convenzionate, 30.000 operatori del mondo delle pubbliche relazioni e i promoter registrati. Più di 10.000 eventi a cui hanno partecipato milioni di persone, che si affidano a TicketSms, per acquistare i propri eventi preferiti, per la sua facilità e velocità di utilizzo.

    TicketSms ha reinventato il modo di organizzare eventi innovando con prodotti di alta tecnologia, diventando la porta di ingresso per un mondo di esperienze dei nativi digitali.

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    Il biglietto è smart, digital e paperless. Un semplice QR Code inviato sul cellulare attraverso sms certificati, utilizzabili anche in assenza di rete.

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  • Matilde G – Hypocrite

    Il video del nuovo singolo della giovane artista
    Matilde G con il nuovo brano Hypocrite manda ai GenZ un messaggio di rivincita sull’ipocrisia del tradimento

    Dopo il successo di Digging for Diamonds accolto dai fan con milioni di streams e views, distribuito dalla Universal Music Group, che tratta  il tema attuale del tradimento in chiave reattiva.

    “Io vittima di un ragazzo ipocrita? Il traditore è vittima di se stesso, delle sue bugie e meschinità. Meglio alzare i tacchi e andare oltre con forza e consapevolezza del proprio valore, che non viene determinato dai comportamenti degli altri” – afferma Matilde G – “Ho scritto Hypocrite per mandare un messaggio forte a chi è stato tradito: non vergognatevi perché il vero loser è il traditore! Prima di arrivare a questa consapevolezza sono passata attraverso esperienze dolorose che mi hanno segnata ma anche resa più forte e determinata a non permettere a nessuno di manipolarmi e farmi del male.”

    Già dal primo ascolto si capisce che Hypocrite rappresenta un’ulteriore evoluzione e crescita nello stile della giovane artista, che affronta contenuti più intimi con sonorità pop più mature e articolate che ammiccano al rock. La produzione musicale della società svedese The Kennel AB valorizza sia  il brano che la voce da vera popstar di Matilde G.

    Il music video, accattivante e dinamico, rappresenta visivamente l’ipocrisia con un manichino ma anche con ballerini mascherati, che non mostrano il loro volto reale. La giovane artista svela la sua sensualità con la danza ma ci porta  anche nel suo mondo interiore con  emozionanti scene  al pianoforte.

    Prodotto dalla Black Bird Production, è stato girato a Singapore in diverse location tra cui la Rock Star Suite dell’Hard Rock Hotel Sentosa e lo studio della Pianoland, che hanno abbracciato il progetto mettendo a disposizione le loro location. Per i costumi Matilde G si è invece affidata a talentuosi studenti della Raffles School of Design, mentre ha voluto curare personalmente il suo make up e hair style.

    Matilde G ha diciassette anni ed è una cantante Italiana che vive a Singapore. Cresciuta a Roma ha studiato canto fin da piccola ed è stata sul podio dei più importanti festival nazionali, tra cui il Tour Music Fest e  il VideoFestivalLive.

    Nel 2019 si è trasferita a Singapore per esigenze familiari, dove si è fatta subito conoscere cantando nei locali della città e posando come modella per fotografi asiatici. Inoltre, ha partecipato e vinto diversi talent locali tra cui il  Singapore’s Got Talent e ha performato in diversi teatri asiatici tra cui il famoso Teatro di Nagoya in Giappone e lo Scape di Singapore.

    Le sue canzoni pop ci raccontano la sua vita di teenager: la sua voglia di diventare una pop star in Cup Of Tea, il desiderio di lasciarsi andare ai piaceri della vita in Doorbell, un rapporto in cui non si sente valorizzata in Digging For Diamonds che ha riscosso gradimento sia su Spotify che su YouTube, con milioni di streams e views.

    Ispirata da icone del pop femminile come Ariana Grande e Lady Gaga, questa artista emergente non si vergogna di mostrare il suo talento e la sua creatività quando si tratta di scalare le classifiche musicali, dove l’abbiamo vista arrivare in TOP10 portando energia giovane e aggiungendo il suo “stile Matilde G” unico e fresco  alla scena del pop internazionale.  Non a caso a soli 17 anni ha avuto l’attenzione di stampa come Billboard.

    I brani della giovanissima artista hanno complessivamente ottenuto 5 milioni di streams su Spotify e fino a 100.000 ascoltatori mensili. Ottima anche la sua presenza su Facebook, TikTok ed Instagram, dove ha accumulato un totale di oltre 250K followers.

    Nel 2021 Matilde G ha pubblicato anche due brani in Italiano, Più Ti Vivo e Lasciamo qui. Con quest’ultimo è stata ammessa alle audizioni live di fronte alla commissione artistica di Sanremo Giovani 2021, presieduta da Amadeus, dove a soli 16 anni, unica minorenne tra i 46 prescelti, ha avuto l’opportunità di farsi conoscere ed apprezzare anche in Italia.

    Durante l’estate Matilde G, dagli studi della “The Kennel” in Stoccolma, ha lavorato alla produzione di cinque nuovi brani che ascolteremo nel 2023. Siamo certi saranno altrettanti successi e che li sentiremo in radio a ripetizione.

    Website social e store: 

    https://linktr.ee/MatildeG

  • Giantheo – Quattro stagioni

    Il nuovo singolo del duo di produttori bresciani
    Un omaggio al cantautorato italiano, ad un ritorno alle origini che passa dalle parole

    Il testo di “Quattro stagioni” è una poesia tradotta in musica che si rifà alle origini del cantautorato italiano. Tema centrale del brano è la comunicazione, quella vera, fatta di parole e sguardi, arricchita di segnali di affetto e riconoscenza, incapace di passare di moda nonostante sia spesso messa a dura prova.

    «Al giorno d’oggi tutto è così fruibile e veloce e non fanno eccezione nemmeno le relazioni. Perciò, in un percorso di vita insieme, segnato da esperienze sia di gioia che di difficoltà e talvolta di dolore, se i sentimenti sono veri e puri tutto si supera» Giantheo.

    Etichetta: Gne Records
    Edizioni musicali: Musica Viva

    Nel 2003 Giancarlo Prandelli incontra Matteo Sainaghi, in arte Theo e da subito si crea un magico feeling che li porta a formare i Giantheo.

    Praticamente esordienti partecipano alla trasmissione «le Iene» su Italia1 ed entrano con il brano Tortuga nella compilations Cantatù vol.6 e Superestate latina. Vincono il Festivalshow e partecipano in tutta Italia a trasmissioni televisive e festival.

    Sono protagonisti del tour di Rtl 102.5 e ospiti del tour di Sanremo giovani.

    Terminato questo periodo entrambi si dedicano a una serie di progetti paralleli. In particolare Giancarlo Prandelli, cantante, compositore, autore, artista, polistrumentista, arrangiatore, audio engineer, programmatore e produttore discografico italiano, realizza innumerevoli produzioni e collaborazioni per artisti, tra i quali Laura Pausini, Mina, Omar Pedrini, Fausto Leali, Laura Abela, Michela Coppa, Nina Morić, Blanco, e tanti altri.

    È figlio di Sergio Prandelli (già figlio del musicista Andrea Prandelli) e rappresenta tre generazioni di musicisti e produttori.

    Theo compone brani rap sin dalla fine degli anni ‘80, ma coltiva contemporaneamente la sua passione sportiva diventando personal trainer e laureandosi in Fisioterapia e scienze motorie. Diventa presidente e fondatore della GDM, acronimo di Ginnastica Dinamica Militare Italiana ed è autore del libro «Intelligenza Motoria».

    Negli anni ‘90 crea, insieme a Michel Altieri il Gruppo Trendist Attitude, che li porta a lavorare come performer nei migliori club Italiani ed esteri del periodo.

    Dopo questa pausa i due decidono di riformare i Giantheo pubblicando un primo singolo dal titolo Conchiglie a cui segue Catene. Questo secondo brano in particolare nasce da un idea di Theo ed è ispirato al progetto della GDM Italiana. A maggio è uscito il primo singolo del nuovo progetto Uni Verso che raggiunge le vette delle classifiche italiani indipendenti, seguito a settembre dall’intensa ballad Mar Profondo, anch’essa al top delle rotazioni radiofoniche

    Contatti e social

    Sito Web
    https://giantheo.com
    Facebook
    https://www.facebook.com/Giantheofficial
    Instagram
    https://www.instagram.com/giantheo_official/

    l’altoparlante – comunicazione musicale
    www.laltoparlante.it
    [email protected]

  • Le Opere di Alberto Borgogno

    Sul suo canale YouTube i video delle sue canzoni e composizioni.
    Il docente universitario, saggista e scrittore Mantovano raccoglie le sue opere musicali

    I suoi lavori possono essere suddivisi in 4 categorie:
    – brani puramente strumentali, senza parole, di cui ha composto per intero la musica («Sonatina per fisarmonica e trio di fiati», «Gavotta paesana», «Mattinata senese», «Sera fiorentina», «Incanto ligure», «Frammento di pura melodia», «Scherzo», «Barcarola Mantovana», «Divertimento», «Cantabile», «Piccola Sonata», «Notturno»);
    – brani di cui ha composto sia la musica sia le parole: parole da lui create che non si riallacciano ad alcun testo poetico preesistente («Sei tu opera d’arte», «L’abbigliamento di una ragazza», «A Perinaldo»);
    – brani di cui ha composto sia la musica sia le parole, ma queste parole sono una dichiarata rielaborazione, o una libera traduzione, o uno sviluppo di celebri testi letterari di grandi autori (es.: «Lezione d’aritmetica secondo Prévert», «Federico García Lorca di fronte al vecchio ramarro», «La bella Dorotea di Charles Baudelaire», «Pablo Neruda al cospetto della Croce del Sud», «Canto di Saffo», «Favola di Esopo», «Il canto delle Sirene di Ulisse»);
    – brani che ha composto per musicare poesie di vari autori senza intervenire sul testo, anzi seguendo fedelmente il dettato originale, con scrupolo filologico («La leggenda di Teodorico» del Carducci, «Il privilegio di Dante», «Il prode Anselmo», «La Signorina Felicita» di Gozzano, alcune poesie di Trilussa, «Il brindisi di Girella» di Giuseppe Giusti, «I Martir ad Belfior» di Ferruccio Ferretti, i versi dialettali di Anfibio Rana).

    Alberto Borgogno nasce a Mantova, nel febbraio del 1945, dove trascorre i primi 19 anni tra le corse in bicicletta fino alla riva del Po, a Borgoforte, le esplorazioni delle rovine dell’antico Forte di Pietole, borgo in cui nacque Virgilio, e i giochi coi coetanei che si spingevano fin dentro al Palazzo Te, nella Sala dei cavalli di Giulio Romano.
    Ama fin da subito la musica, suona la fisarmonica e gli viene riconosciuto l’ orecchio assoluto; studia con passione la teoria musicale, sotto la guida di alcuni professori del Conservatorio di Mantova.
    Ma ama molto anche la lingua e le opere degli antichi Greci, e legge a più non posso Omero, i Lirici, i Tragici, Platone, per poi laurearsi in lettere classiche nell’Università di Pavia.
    Insegna prima al liceo Dante di Firenze e poi Letteratura Greca nell’Università di Siena, per più di quarant’anni.
    In epoca pandemica smette l’insegnamento e si dedica a pieno tempo alla composizione musicale. Risiede a Firenze, ma si reca spesso a Mantova e a Perinaldo, il paese dell’estremo ponente ligure da cui ha origine la sua famiglia.
    Ha scritto numerosi articoli sulle riviste specializzate nel campo della filologia classica e ha pubblicato studi e commenti su Menandro, Callimaco, Teocrito, Erodoto, Polibio; ha tradotto le «Argonautiche» di Apollonio Rodio, i «Romanzi Greci» del periodo ellenistico e greco-romano, l’«Edipo Re» di Sofocle, la «Medea» di Euripide, la «Storia Vera» di Luciano. Nel 2019 ha anche pubblicato un suo romanzo, «Amanti beati», tuttora disponibile presso le librerie.

    Proprio i mesi di forzata clausura e la pausa dagli impegni accademici lo hanno riportato alla musica e a capire che poteva facilmente coniugare la sua disposizione creativa musicale con le conoscenze letterarie acquisite in una vita da professore di lettere.
    Ha ripescato i suoi vecchi manoscritti, ha passato molte ore al pianoforte, ha scritto sul pentagramma nuovi pezzi destinati a una esecuzione puramente strumentale.
    Partendo da poesie celeberrime (di Omero, Saffo, Dante, Neruda, García Lorca, Carducci, ecc.) e abbinando lo sforzo creativo musicale allo sforzo interpretativo, ha ottenuto come risultato musiche fra loro diverse, nello stile e nel tono, perché ciascuna di esse voleva mettersi in sintonia con le immortali parole di poeti diversi, in modo da far comprendere pienamente le intenzioni espressive e le significazioni di questi grandi artisti: cosa che di solito è preclusa al blateramento dei critici di professione. Tutto questo con la collaborazione, per gli arrangiamenti e le esecuzioni, di musicisti eccellenti, capaci di accontentarlo con grande intelligenza e straordinaria precisione.

    Infine, ha pubblicato i suoi brani in Youtube: il suo canale contiene soltanto sue creazioni, mai pubblicate in precedenza.

    YouTube
    https://www.youtube.com/@albertoborgogno

  • Il Cartello Feat. Enéri – Sto bene

    Il nuovo brano nato dalla collaborazione tra i due cantautori
    Una riflessione sulla fatica di essere sinceri e le domande da evitare

    «Sto bene» è un’espressione che troppe volte si usa in modo incoerente e soprattutto, non veritiero. È un modo per evitare di spiegare, di raccontare, di dire veramente ciò che si sta affrontando.

    «In realtà non sto bene, spesso e volentieri mi ritrovavo a far festa in mezzo  a gente felice ed io lì a fissare un punto. Non è che non mi piacciono le feste anzi, ma arriva sempre un momento delle serata dove mi escludo dal resto, le voci diventano suoni e le persone immagini.» Il Cartello

    Il messaggio del brano andava condiviso e così sono nate le collaborazioni che lo hanno arricchito e completato. Enéri ha dato voce e parole con il suo speciale timbro, mentre Max al Majorizm Lab ha donato il giusto sound al tutto.

    Il video è stato ideato e realizzato da Samuele Apperti ed è caratterizzato dalla scelta stilistica di utilizzare vibes indie e riprese a mano libera per avvicinare il brano e gli artisti al pubblico, collegando il sentimento vero della canzone a delle riprese reali, quasi documentaristiche. La scelta di posizionare Enéri e il Cartello in ambienti allegri e spensierati dà il contrasto che accentua il loro stato d’animo di infelicità. Il ballo creato e realizzato dalla ballerina Carmen Diop è ispirato alla shuffle dance.

    Il Cartello, pseudonimo di Salvatore Diego Di Gioia, è un cantautore italiano. Nato a Foggia nel 1993 si trasferisce a Rimini nel 2007 e comincia a muovere i primi passi nel mondo della musica.

    Nel 2015 canta all’interno di una band alternative rock “ Breathing The Night ”. Nel 2019 inizia a scrivere brani per altri artisti e per se stesso dando vita ad un progetto pop con influenze indie. Nel 2020 avvia il suo progetto come solista con il nome d’arte “Il Cartello”, usando questo nome vuole dare un punto di riferimento a chi nella musica si appiglia.

    Dopo alcune demo e preparazione in studio, l’8 gennaio 2021 esce il suo primo singolo che lancia il suo progetto con la canzone dal titolo “Ricordare”, brano che parla di ricordi di una storia finita e di quanto essi siano perfetti così, senza il bisogno di tornare indietro e cambiare qualcosa, esattamente come una canzone scritta male. Il 1 aprile 2021 esce “Siamo Rotti Dentro” che racconta di come un cuore possa sopravvivere pur essendo a pezzi, incollato con della colla da due soldi e di come un’amore sia perfetto così, tra due esseri senza identità sessuale e senza la paura di essere giudicati. Il 1 giugno è il turno di “Un Mondo Senza Filtri” che raggiunge più di 30 mila streaming su Spotify, racontando racconta una ricerca continua di un mondo senza finzioni. Il 25 marzo 2022 lancia il nuovo progetto con Enéri, brano dal titolo “Cosa importa a noi”. Il videoclip girato in Spagna ha raccolto quasi 200 mila views su YouTube e tanti altri streams sulle varie piattaforme digitali. Ora in lavorazione il suo primo album presso il Majorizm Lab.

    Enéri, pseudonimo di Musarra Pizzo Maria Irene, è una cantautrice italiana. Nata a Paternò, in provincia di Catania, muove i primi passi nella musica partecipando ad alcuni concorsi canori già all’età di 4 anni. A 19 si trasferisce a Rimini dove approfondisce le sue conoscenze musicali registrando cover soul. Inizia il suo percorso da cantautrice Incidendo il primo singolo ‘’Cosa Importa A noi’’ in collaborazione con Diego Di Gioia (Il Cartello) è attualmente impegnata nella creazioni di nuovi brani con diversi featuring.

    Il Cartello

    FACEBOOK:
    https://www.facebook.com/il.cartello.della.musica/

    YOUTUBE:
    https://www.youtube.com/@ilcartello2581

    SPOTIFY:
    https://open.spotify.com/artist/37zRHg3iIB7xWtsuWsiXrv

    Enéri

    INSTAGRAM: 
    https://www.instagram.com/eneri_vibes/

  • Gabriele Masala – Avevamo ragione

    Il nuovo album del cantautore sardo
    Otto tracce con i testi inediti di Enrico Ruggeri

    «In ogni album ho voluto affrontare le tematiche più svariate, cercando sempre di scavare nell’animo umano e nelle sue complessità ed ogni lavoro ha quasi sempre avuto un leit motiv tra le canzoni. Quest’ultimo album ha avuto invece una “gestazione” completamente diversa: Enrico Ruggeri ha voluto donarmi 8 testi inediti da musicare» Gabriele Masala.

    Una delle caratteristiche compositive di Masala, infatti, è partire dal testo prima che dalla musica per dare vita ai propri brani e l’amico Enrico Ruggeri, conoscendo questa sua caratteristica, ha deciso di affidargli alcuni dei suoi testi. È nato così “Avevamo ragione”, 8 brani in cui si raccontano storie di vita, di persone, dal borghese al trasformista, dal giovane attirato dai Talent allo scettico, e così via; tanto è vero che il primo titolo scelto per l’album era proprio “Personae”, inteso nella sua accezione di «maschera». Solo successivamente la scelta è ricaduta su “Avevamo ragione”, titolo di uno dei brani dell’album.

    Track by track

    Etichetta: MegachipMusica
    Edizioni: Anyway Music
    Release album: 1 dicembre

    Gabriele Masala, cantautore, autore e scrittore sassarese di 48 anni.
    Ha all’attivo 9 album da solista, due romanzi gialli (un terzo uscirà a gennaio 2023) e oltre 200 canzoni pubblicate in 30 anni di attività. Nei suoi album ha avuto parecchie collaborazioni importati: Enrico Ruggeri, Luigi Schiavone, Piero Marras, Gino Marielli e tanti altri. Ha scritto decine di canzoni per altrettanti interpreti Sardi, tra cui spiccano brani vincitori di importanti concorsi nazionali, come Castrocaro, il Festival di Piombino, RockAmicizia ed altri. Da sempre molto attivo anche in attività concertistiche nell’Isola, ad oggi sono più di 600 le esibizioni tra concerti in piazza, teatri, auditorium e quant’altro.

    Nasce come chitarrista autodidatta, ma è la voglia di mettersi in gioco come autore che da subito si manifesta e lo porta ad una prolifica produzione artistica.

    SOCIAL

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    Facebook
    https://www.facebook.com/gabrielemasalaofficial/
    Youtube
    https://www.youtube.com/@gabrymasala74
    Instagram @gabriele.masala.official

  • Freddo – Francamente 


    il primo singolo estratto dall’album Sinestetica

    “Ho vissuto anni stupendi dentro una stanza”

    Si apre cosi questa canzone geniale, una conversazione immaginaria tra Freddo ed uno dei più alti punti di riferimento della musica italiana, Franco Battiato.
    Freddo (alias Fred Portelli) cantautore, produttore e creativo che da Londra continua il suo progetto musicale in italiano totalmente autoprodotto, pesca da una vecchia intervista televisiva le parole del “Maestro” (che Maestro non voleva essere chiamato) e le mimetizza dentro una canzone fresca, upbeat, che strizza l’occhio alla produzione di Battiato dei primi anni 80, dandogli un twist personale, un meltinpot di stili, una inflessione electro-dissonante dall’ironia alta ma sottile : “Ma tu, tu Franco, tu lo sai, ti sei mangiato tutto, e a me le briciole semmai, per quando è tempo brutto”.

    Francamente è una canzone profondissima ed ironica al tempo stesso, una dedica di eterna stima ad un cantautore fondamentale, che ha già detto tutto e ha lasciato agli artisti contemporanei poche cose da aggiungere. Ma è anche una maniera per proseguire e tenere la luce accesa sulle parole, sulla profondità dei contenuti e sulla ricerca interiore, andando oltre qualsiasi corrente musicale che possa essere chiamata moda.

    Attorno a questi principi gravita tutto l’album “Sinestetica” (di cui Francamente è il primissimo singolo, e che vedrà l’uscita durante il 2023) in cui Freddo mescola musicalmente il suo mondo elettronico dopo anni di produzioni in UK, la sua presenza sui palchi europei con gruppi rock, e l’attenzione alle parole che servono a scendere dentro la ricerca più profonda di argomenti mistici, filosofici, esistenziali. Ma stranamente rispettando un’inflessione Pop in canzoni dirette, piene di energia, altamente radiofoniche senza essere scontate.

    Sinestetica, lo si intuisce già dalla parola, è un modo di fare arte mescolando mondi sensoriali diversi che creano una emozione ed una visione permanente in chi ascolta.
Un viaggio in un mondo nuovo che si porta dietro la saggezza del percorso.

    https://linktr.ee/freddo
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    [email protected]

  • Lisa P – Maledettisimo Natale

    Il nuovo singolo della cantautrice
    Una ballad che racconta l’assenza in un periodo dell’anno fatto per tutti di amici e famiglia.

    Il Natale ci fa sentire ancora più intensamente l’assenza delle persone che amiamo. Ci fa pensare ai ti voglio bene che avremmo voluto dire e non abbiamo detto. A volte tornare indietro è impossibile e resta solo il calore dei ricordi. A volte, invece, si può. E questa è un’opportunità che non va sprecata.

    Il singolo farà parte di un nuovo lavoro discografico che uscirà nel corso del 2023. La produzione artistica porta la firma di Marco Rinalduzzi, tra i più importanti chitarristi italiani, per anni al fianco di artisti del calibro di Lucio Dalla, Zucchero, Sting e Mina.

    Lisa P. è Lisa Praticò, interprete e cantautrice. Originaria di Praia a Mare, in Calabria, vive tutta la vita tra Roma e Milano. Studia canto jazz presso il Saint Louis College of Music e canto moderno presso la Melody Music School di Roma con i vocal coach Fabrizio Palma, Silvia Aprile e Francesco Di Nicola. Parallelamente studia recitazione presso il corso STAP del Brancaccio con Daniele Monterosi.
    A 14 anni inizia ad esibirsi e, autodidatta nello studio della chitarra classica, comincia a comporre i primi brani. A 18 anni si trasferisce a Roma dove si laurea in economia a “La Sapienza”. Dopo diverse collaborazioni musicali, dal 2009 inizia quella con Giovanni Risitano, nella Capitale per lavorare all’ultimo disco di Antonello Venditti (è compositore del brano “Unica”). Con lui tiene concerti in diversi club delle principali città italiane.
    Nel 2012 fonda la band Lisa P. Live Band e lavora con musicisti noti della Capitale come Daniele Leucci, batterista (Mannarino, Alex Britti, Tozzi), Jacopo Carlini, pianista (Giorgia, Ultimo, Festival di Sanremo) e tanti altri.
    Con il brano “Per un pugno d’amore”, che racconta la violenza sulle donne attraverso gli occhi delle vittime, riceve condivisione e apprezzamento da parte di artisti del mondo della tv e dell’intrattenimento (Jenny De Nucci, Maria Chiara Giannetta, Aurora Ruffino…)
    È semifinalista al Festival di Castrocaro con il brano “Dove sei”, di cui è autrice, e semifinalista ad Area Sanremo con il brano “Roma di Notte”, di cui è autrice insieme a Piji Siciliani.

    Contatti e social
    https://www.lisapofficial.com/
    Facebook: @LisaP.cantante
    Instagram: lisapvoice
    Twitter: @lisapratico
    YouTube Channel: Lisa P.

  • Marco Elba – Hit Invernale

    il nuovo brano del giovane talento savonese
    Un’intelligente rilettura delle canzoni pop d’amore, sfacciatamente contro i cliché

    Una classica canzone d’amore ballabile dalle sonorità pop, con una vena elettronica e un sound contemporaneo, ma invernale. Con acuta ironia il brano ribalta completamente il luogo comune delle “hit estive” che saturano il mercato imponendosi, di fatto, su tutte le altre produzioni.

    Ma perché all’estate dedicano migliaia di canzoni mentre l’inverno non lo considera mai nessuno? Chi ha detto che si può ballare solo in estate? Sono le domande a cui risponde “Hit invernale” riproponendo, peraltro, proprio lo stile tipico delle canzoni estive. Un viaggio attraverso il meglio della stagione invernale, scandito da una ritmica serrata e coinvolgente, un flow moderno e un sound fresco e minimale.

    «Quando sento di aver qualcosa da dire mi metto al pianoforte e il resto viene da sé. È così che nascono i miei brani. Le mie canzoni sono parti di me, il mio riflesso più vero. Dico sempre che riesco a esprimermi meglio attraverso una canzone piuttosto che con mille parole. Ma per me la musica è anche (e soprattutto) divertimento.» Marco Elba.

    Oltre a testo e musica Marco Elba ha curato l’arrangiamento e la produzione, affiancandosi in questo caso al producer Bruno Bogliolo.

    Etichetta: Volume!

    Marco Elba nasce a Savona nell’agosto 2000. Sin da subito è attratto dal mondo della musica e all’età di otto anni inizia a studiare pianoforte, proseguendo poi con gli studi accademici sotto la guida dell’insegnante Elena Buttiero, a cui affianca lo studio del canto con la vocal coach Debora Tamagnini.
    Una volta terminati gli studi decide di esplorare il pop contemporaneo iniziando a scrivere propri pezzi con uno stile moderno, internazionale e personale.
    Durante l’estate del 2018 arriva in finale al “Premio Nazionale per la Canzone d’Autore Emergente” e in finalissima al “Liguria West Music Contest”.
    Il 19 maggio 2019 si classifica al 1° posto nel concorso interregionale “Coppa Italia”.
    Il 31 maggio dello stesso anno si aggiudica la vittoria del “Contest Musicale CPS 2019” di Savona.
    Il 19 luglio, dopo aver superato tutte le varie fasi del concorso ed essersi guadagnato la finalissima al Priamar di Savona, vince la nona edizione di “VB Factor” nella categoria “Canto Big” con un suo inedito.
    Il 1 settembre viene invitato come ospite al “Festival Mare 2019” di Sanremo per l’assegnazione del premio omonimo, a seguito della propria attività artistica e dei successi riscontrati durante l’anno.
    Affina parallelamente le proprie capacità di producer e polistrumentista, e lavora in prima persona alle produzioni dei suoi pezzi, ricercando un sound sempre nuovo, originale ed incisivo.
    Nel 2021 pubblica i due singoli di esordio, “Ossidiana” e “Fahrenheit”, seguiti da “Squid Game”, che in breve tempo entrano in rotazione radiofonica sui circuiti nazionali e riscuotono grande successo sulle piattaforme digitali, totalizzando più di 1 milione di streams su Spotify.
    Nell’estate 2022 ottiene numerosi successi. È tra i vincitori dei concorsi “Contesto Indie” e “Un mare di stelle”.
    Il 22 luglio vince il prestigioso “Premio Nazionale per la Canzone d’Autore Emergente”. Il 1° premio gli viene consegnato da big della musica italiana tra cui Massimo Cotto, Mauro Ermanno Giovanardi dei “La Crus”, Cristiano Godano dei “Marlene Kunz” e Paolo Enrico Archetti Maestri degli “Yo Yo Mundi”.
    Il 21 agosto vince il rinomato “Premio Ausonia”, guadagnandosi così l’invito al gran galà televisivo del 23 agosto in qualità di ospite d’onore, accanto a celebri artisti e personalità del mondo dello spettacolo italiano.

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  • San Martino Valle Caudina: l’Associazione Pan anima il Natale

    La cena spettacolo con Peppe Iodice, l’animazione per i più piccoli, le musiche e i canti popolari in chiesa, la degustazione delle delizie locali a difesa della biodiversità: dal 10 al 18 dicembre 2022 il borgo di San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino, sarà tra i protagonisti del panorama natalizio campano con una serie di eventi messi in campo dall’Associazione Pan nell’ambito del progetto “Il Presepe nel Presepe”.

    “Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente dell’Associazione Pan, Mauro Caldarelli – è animare il Natale e portare gioia, spensieratezza, divertimento e cultura dopo la pandemia. La stessa emergenza ci ha portato a rimandare gli eventi in programma da tempo, ma finalmente ci siamo. Abbiamo arricchito il cartellone e puntiamo a coinvolgere persone non solo del comprensorio avellinese, ma da tutta la regione”.

    San Martino Valle Caudina: l’Associazione Pan anima il Natale

    Il progetto “Il Presepe nel Presepe” è cofinanziato dallo Stato e dalla Regione Campania, nell’ambito del Poc Campania 2014-2020. Rientra nelle iniziative di promozione del territorio a fini turistici e di valorizzazione delle tradizioni artigianali presepiali.

    Gli eventi partiranno sabato 10 dicembre con la cena spettacolo che si terrà presso la Sala Unicef. A partire dalle ore 20 e 30 gli ospiti degusteranno le delizie tipiche del territorio, come le orecchiette fatte a mano, nel corso della manifestazione in compagnia dell’attore, comico e cabarettista Peppe Iodice. Il programma proseguirà il giorno dopo nella stessa Sala Unicef. Domenica 11 dicembre, con la partecipazione dell’Associazione Arcobaleno, alle ore 16, si terrà l’animazione per i bambini con giochi, canti, balli e tante sorprese.

    Musiche e canti popolari di Natale

    Venerdì 16 dicembre poi l’invito è presso la splendida Chiesa di San Giovanni Battista, dove sono custodite le reliquie dei Santi Palerio ed Equizio, e dove si può ammirare una fonte battesimale e un confessionale del ‘700. Qui, alle ore 18 si terrà lo spettacolo di musiche e canti popolari di Natale a cura di Valerio Ricciardelli e Tammurriarè intitolato “Mo vene Natale nu’ ttengo renare!”.

    Gran finale poi a Palazzo Ducale sabato 17 ed domenica 18 dicembre. In entrambi i giorni, a partire dalle ore 19, l’Associazione Pan e Slow Food – Condotta Valle Caudina hanno organizzato l’evento “Buono, pulito e giusto, difendendo la biodiversità”. Presso i giardini del Palazzo Ducale di San Martino Valle Caudina si potranno degustare i prodotti tipici locali. Tra cui la cipolla di Airola e la salsiccia rossa di Castelpoto, presidi Slow Food. Protagonisti dei laboratori del gusto saranno la zuppa di cipolle e l’angolo del casaro con primo sale e ricotta di pecora artigianali. Il tutto sarà “condito” da musica della cultura popolare.

    L’Associazione Pan

    L’associazione Pan (Percorsi Accessibili Necessari), ente accreditato Invitalia, esercita in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale volte a favorire gli associati e terzi. Negli ultimi tempi ha promosso progetti ed iniziative di informazione, consulenza gratuita ed assistenza per le iniziative “Resto al Sud” e “Educare insieme” per il contrasto della povertà educativa, delle disuguaglianze e i divari socio-economici sulle persone di minore età, nonché per “Creative Living Lab”, iniziativa nata per finanziare progetti di rigenerazione urbana attraverso attività culturali e creative.

    San Martino Valle Caudina

    Il territorio offre scorci meravigliosi tra terreni fertilissimi a valle e foltissima vegetazione a nord con castagneti e faggeti. Dal centro storico è possibile seguire il sentiero d’Italia per raggiungere la località montana Mafariello, meta di molti escursionisti grazie alla fonte di acqua oligominerale e alle cascatelle del torrente Caudino. Alle pendici dei monti del Partenio, invece, si trova il castello Pignatelli della Leonessa.

    Ai suoi piedi sorse il primo nucleo del paese con la Chiesa di San Giovanni Battista. San Martino Valle Caudina fa parte della zona di produzione della mela annurca campana Igt e dei vitigni di Aglianico Irpinia, di Taurasi Docg e del Coda di Volpe. Nel corso dell’anno numerosi eventi animano il paese. Particolarmente attesi nel periodo natalizio il Palio dei Catuozzi, falò accesi durante la notte del 24 dicembre, e l’allestimento del famoso presepe.

  • COSA FARE NELLE FESTIVITÀ NATALIZIE 2022

    Cosa fare nelle festività natalizie 2022

    Natale si avvicina e dopo aver fatto l’albero e pensato ai regali per le persone a noi care, è ora di pensare a cosa fare per trascorrere al meglio il periodo più magico dell’anno, ma cosa fare nelle festività natalizie 2022 a Roma?

    Se si pensa al Natale, subito nella mente prendono posti i Christmas Carols o i cori Gospel, ed il cibo che scalda palati e cuori.

    Tutto questo diventa realtà in un unico luogo, che senza confini, non smette mai di stupire.

    La musica è protagonista insieme alla cucina dello Chef Marco Roselli all’ Elegance Cafè jazz club, che per il menù delle festività Natalizie, dall’8 dicembre all’8 gennaio porta in tavola un percorso che attraversa i luoghi delle terre native del jazz, ed i piatti della cultura culinaria dei luoghi dove questo genere è nato

    IL PERCORSO DEGUSTAZIONE DELLE FESTIVITÀ NATALIZIE 2022

    Dopo l’ Entrèe dello chef l’antipasto sarà un  Torcione di foiegras alla creola gel ananas pan brioche  che sarà seguito dal Carpaccio di manzo, chimichurri e gel di zucca

    Come primo una Lasagnetta di pulled pork, perfetto incontro tra la nostra tradizione e la NY dello street food, come secondo non poteva mancare il Petto di faraona ripieno con salsa ai mirtilli rossi e purea di castagne e per finire bisquit alla nocciola mascarpone e frutti rossi

    La proposta di degustazione vini ideata dal titolare e sommelier Fis Remo Proietto affida agli antipasti un Pinot Grigio Az. Crastin ed accompagna il primo con una Passerina del Frusinate Az. Elcini, e per esaltare il secondo troviamo un Barbera Oltre Po’ Pavese Az. La Travaglina, con il dessert la proposta è Recioto della Valpolicella.

    NATALE A ROMA COSA FARE NELLE FESTIVITÀ NATALIZIE 2022

    I concerti sono veramente per tutti i gusti a partire dai Christams Show per arrivare ai cori gospel

    INIZIAMO PERÒ DA COSA FARE IL WEEKEND DELL’ 8 DICEMBRE A ROMA , IL PONTE DELL’IMMACOLATA

    10 DICEMBRE 21:30 – sabato GREG & The Five Freshmen “Swinging Christmas”

     Torna sul placo dell’ Elegance Cafè Greg e& the five Freshmen in versione  “Swinging Christmas”

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    13 DICEMBRE 21:30 – martedì NOT A LONELY CHRISTMAS 

    Progetto a tema natalizio: le più belle e celebri song della tradizione jazz e swing affiancate da brani inediti, con arrangiamenti smaglianti e moderni.

    La giovane vocalist Sofia Meola, talento emergente nel panorama musicale itraliano, è accompagnata dal pianoforte di Alessandro Bonanno e dai colori delle tastiere di Flavio Bonanno, per una suggestiva serata dal grande potere evocativo e di sicuro effetto. 

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    21 DICEMBRE 21:30 – mercoledì Christmas in bones

     nato dalla passione di tutti i componenti per i Christmas carols ; Pensate al Natale, ad una canzone da ascoltare abbracciati davanti ad un camino, insieme ad una persona cara, un Natale che “entra nelle ossa”

    Questo vi aspetterà con il quartetto del Maestro Massimo Pirone ed Alessandro Bonanno,  che hanno tradotto in uno spettacolo dal vivo, la magia del Natale. Un concerto che vi scalderà il cuore…

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    23 DICEMBRE 21:30 – venerdì BACKING VOCAL SERVICE GOSPEL CHOIR

    Un gruppo di 9 cantanti, amanti delle sonorità gospel e con l’amore per la condivisione del palco insieme. Creano, con le loro voci calde, un’atmosfera commovente e d’impatto, per tutti gli amanti dei classici del gospel e non solo!

    Nel repertorio, infatti, hanno voluto sperimentare anche brani della nuova generazione di compositori americani contemporanei, rendendo omaggio a loro ed alla loro cultura. Vi regaleranno tanta energia e voglia di festeggiare al meglio con le persone che amate!

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    NATALE A ROMA COSA FARE NELLE FESTIVITA’ NATALIZIE 2022 ED IL 24 DICEMBRE VIGILIA DI NATALE

    24 DICEMBRE 21:30 – sabato SUDDENLY IT’S CHRISTMAS TIME! SILVIA MANCO XMAS SPECIAL TRIO

    Per scaldare la sera della vigilia del Natale, l’ Elegance Cafè jazz club propone l’irresistibile e suggestivo repertorio internazionale legato al Natale, declinato in chiave jazz dal trio in edizione “Xmas Special” guidato della pianista e vocalist Silvia Manco.

    La scelta dei brani è il risultato di un’accurata e ampia ricerca all’interno di diverse tradizioni musicali

    Non solo quella degli standard song americani ma anche quella più esotica del nord-est del Brasile, quella britannica dei Christmas Carols, quella Irish di origine folk e quella soulful del soul jazz afro-americano.

    Sul palco la sera del 24 dicembre a Roma, la rilettura in chiave jazz conferirà unità di intento e coerenza sonora all’intero progetto restituendo un’atmosfera evocativa ma anche pervasa di ritmo ed energia.

    Il disco uscito nel 2011 “Suddenly it’s Christmas time”, è disponibile su tutte le piattaforme digitali, da non perdere l’occasione per ascoltarlo dal vivo

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    27 – 29 – 30 – DICEMBRE 21:30 – martedì – giovedì – venerdì Tibur community gospel choir

    Il tcgc (per esteso) si costituisce nel 2018 sotto la direzione di Gianluigi zucchi. Con una esperienza pluriennale raccoglie quaranta coristi dal background variegato. Il coro porta in tour il Gospel e lo Spiritual più tradizionali uniti alle produzioni più innovative. 

    Grazie ai continui scambi con artisti stranieri durante gli annuali workshop di studio che il coro organizza, resta l’unica realtà consolidata sul territorio Tiburtino.

    Direttore : Gian Luigi Zucchi Cantante r’n’b, vocalist ed insegnante di canto. Selezionatore e docente del Tour Music Fest. Ideatore della manifestazione “Spring Gospel Experience”.

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    28 DICEMBRE 21:30  – mercoledì ALL OVER GOSPEL CHOIR

    È un progetto che nasce nel 2006 dal desiderio del Maestro Giovanna Ludovici di proporre a Roma un repertorio gospel contemporaneo.

    Nel tempo gli All Over hanno arricchito il loro repertorio affiancando al gospel contemporaneo , già di per se ricco di sonorità black, r&b e fusion, brani di matrice pop e dance.

    Tantissime le collaborazioni con artisti affermati: Fiorello, Neri per caso, Baraonna, Gigi D’Alessio, Harold Bradley, Charlie Cannon, Paolo Recchia, Massimo Carrano e tanti altri.

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    31 DICEMBRE 21:30 –  sabato CAPODANNO ROMA 2023 ALL’ ELEGANCE CAFE’ JAZZ CLUB S(W)INGING THE NEW YEAR!

    Per festeggiare l’arrivo del nuovo anno Elegance Cafè accoglierà i propri ospiti in un susseguirsi di sfumature,  sinfonie e usanze legate alla cultura della Golden Era del jazz e dello swing

    Una serata indimenticabile all’insegna dell’intrattenimento, della migliore musica dal vivo e dell’ottimo cibo, in cui le tradizioni delle terre del jazz si fonderanno con i sapori unici della cucina mediterranea. 

    “S(W)INGING THE NEW YEAR”

    è il titolo della serata che il 31 dicembre vedrà sul palco la formazione di Giulia Lorenzoni 4et, impegnata a coinvolgere gli ospiti con le sonorità tipiche della Golden Era del jazz.

    Giulia Lorenzoni, artista poliedrica: cantante jazz, autrice e scrittrice sarà protagonista con il suo 4et per la notte più lunga dell’anno.

    ATMOSFERE CHE RICHIAMANO GLI ANNI RUGGENTI

    Una raffinata eleganza in pieno stile Grande Gatsby e un ambiente unico nel suo genere in città per proposta di intrattenimento e cibo

    Permetteranno ai partecipanti di dare il benvenuto al 2023 attraverso un autentico viaggio dei sensi, che si snoderà tra i ritmi dello swing e la ricercata offerta della cucina, regno di Marco Roselli

    cosa fare nelle festività natalizie 2022 A GENNAIO PER L’EPIFANIA 6 e 7 gennaio 2023

    Per le serate dell’ Epifania a Roma 2023, la band che celebra le festività meglio di chiunque altro, capace di animare con la loro musica gli eventi più eleganti e divertenti, accompgnerà le serate del venerdì e del sabato che vanno a chiudere le festività natalizie.

    La grande versatilità della band, che ha come leader Ilaria Monteleone, una gran voce ed un energia da vendere, permette di spaziare dal jazz più tradizionale per accompagnare la prima parte della serata.

    PER POI ATTRAVERSA LO SWING PIÙ SFRENATO E CONOSCIUTO ARRIVANDO ALL’ ELETTROSWING , CHE CON LA SUA MODERNITÀ E RITMO VI TRASCINERÀ IN UN TURBINIO DI ALLEGRIA ED ENERGIA.

    Dopo aver trascorso pomeriggi tra bancarelle a piazza Navona per la festa della Befana , ed aver respirato quella che è la festa più amata dai romani, la serata sarà il culmine delle festività

    A Roma per il 6 gennaio ci sono tantissimi modi per trascorrere la giornata all’insegna del divertimento o anche del relax e ovviamente non mancano le classiche celebrazioni tipiche di questa giornata.

    Le cose in questo giorno si fanno in grande: per concludere i festeggiamenti in grande infatti il 6 gennaio la città festeggia con una parata in pompa magna proprio il giorno della Befana.

    Il Trio Borghese si esibisce in quintetto, con batteria e sax conferendo al proprio sound un carattere electroswing.

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    E tantissimi altri concerti 7 giorni su 7 per regalarvi sempre serate di CUCINA ITALIANA E MUSICA SENZA CONFINI, PER VIVERE IN CITTÀ UN’ESPERIENZA INTERNAZIONALE 

  • Magazzino San Salvario, l’esordio della nuova band rock cantautorale

    Fuori l’omonimo Album di 10 brani con ospiti e featuring dalla scena musicale torinese, tra ricordi indelebili, pezzi di vita e nuove influenze

    I Magazzino San Salvario si proclamano esponenti del cosiddetto “Rock Cantautorale”, un mix di rock graffiante e testi che si inseriscono nel solco della migliore tradizione della musica d’autore italiana. L’idea di fondo è quella di riportare al centro l’idea di canzone nella sua essenzialità, togliendo tutto ciò che è superfluo con il preciso intento di emozionare nella maniera più diretta possibile. Un ritorno alle origini della musica dal vivo, tecnicamente ineccepibile, senza fronzoli, ma dritta al cuore degli ascoltatori.

    L’album si compone di dieci tracce per 40 minuti intensi, firmati da Stefano Caire, cantante e bassista del gruppo, e sono stati arrangiati dai Magazzino San Salvario insieme al produttore Pietro Giay. Il disco è impreziosito dai featuring di alcuni artisti di spicco della scena musicale cittadina e nazionale, quali Federico Sirianni e Renato Tammi, e dai cori di Roberta Bacciolo, Elena Bacciolo e Robertina Magnetti.

    ALBUM TRACK BY TRACK

    I Magazzino San Salvario sono composti da Stefano Caire (basso e voce), Giovanni Caire (chitarre), Dario Scotti (tastiere e voce) e Massimo Tiso (batteria). In particolare Stefano Caire nel corso degli anni ‘90 e primi Duemila è stato un protagonista attivo della scena musicale torinese, militando in formazioni come Mau Mau, Loschi Dezi e Karamamma, collaborando e dividendo il palco con molti dei principali artisti della scena cittadina e nazionale (dai Subsonica agli Elio e le Storie Tese, tanto per citarne alcuni). Inoltre è autore di saggi musicali e voci di storia della musica per alcune delle più prestigiose enciclopedie italiane.
    Prima ancora che il nome del gruppo, Magazzino San Salvario è soprattutto un luogo fisico e reale, situato nel cuore dell’omonimo quartiere torinese, dove quattro amici di vecchia data, a partire dal gennaio 2020, hanno ridato forma e sostanza alla loro voglia di suonare e fare musica. Il progetto è cresciuto poi in clandestinità, durante il periodo del lock down, con la produzione di un ampio repertorio di musica inedita ed originale.

    SOCIAL
    https://bfan.link/europa-chiama-italia

  • FRANH “Non mi ricordo” è il nuovo progetto solista del giovane cantautore trevigiano

    L’energia del pop punk per raccontare la quotidianità con la voglia di ballare, nonostante tutto.

    In radio dal 7 ottobre

    Casinista, felice, sempre super attivo nel fare diecimila cose. Questo è l’animo di Franh, che comunica attraverso le sue canzoni. 

    L’energia del pop punk gli permette di raccontare ciò che gli succede ogni giorno in musica, sfogando ansia e frustrazioni ma anche accendendo la voglia di ballare.

     

    «Stavo aspettando la metro a Milano, c’era un ragazzo che cantava e due passi più in là un signore che urlava al telefono “Devi pagarmi l’affitto!”. Questa scena mi è rimasta talmente in testa che ho detto “devo scriverla in un brano”» Franh

    “Non mi ricordo” è nato di getto per essere un brano immediato, dalla ritmica martellante ispirato ai suoni di Machine Gun Kelly o di Gazzelle. 

    il singolo è stato arrangiato, mixato e masterizzato da Ivan Zora.

    Etichetta: Autoproduzione

    Radio date: 7 ottobre 2022

     

    Contatti e social

    Instagram https://www.instagram.com/iamfranh/

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    Tik tok https://www.tiktok.com/@iamfranh

    Spotify https://open.spotify.com/artist/1hXvWenTcoWJkzWAitKCHC?si=Za5c0m7DQJuGbynFtGuFPw 

    YouTube https://www.youtube.com/channel/UC6B9PuFpp2U_4vVeBOECtpQ

     

    BIO

    Franh all’anagrafe Francesco Contarato, nasce nel 1998, a Treviso.

    Fin da bambino ama la musica, tanto da farsi regalare una chitarra giocattolo con le corde in metallo all’età di 5 anni e iniziare a “suonare” le prime note mentre la radio passa i dischi di Nek, Eros Ramazzotti, Green Day, Blink182, facendo finta di essere sopra al palco con loro.

    Da un certo momento in poi le cose cambiano. Da autodidatta impara a suonare la chitarra classica di suo fratello, leggendo sul libro le posizioni delle note e degli accordi, e iniziare a suonare realmente le prime canzoni.

    Passa alla chitarra elettrica grazie al mito di Slash ed impara le canzoni più famose dei Guns N’Roses, per poi decidere che era giunto il momento di andare da un vero e proprio maestro. A 14 anni fonda una band con un gruppo di amici con la quale suona live in tante occasioni, dalle discoteche di Treviso alle feste studentesche, fino ad arrivare sul palco del Festival Suoni di Marca. 

    Nel 2018 la band si scioglie ma Francesco continua e dà inizio al nuovo progetto Franh.

     

    fonte: http://www.laltoparlante.it

     

  • PAOLANTONIO “I pupazzi del calcetto” è il brano con cui il cantautore di origini catanesi ha vinto il Premio InediTO 2022 Testo Canzone

    Il cantautore racconta il suo Sud “trafitto al petto” e la violenza della provincia

    In radio dal 21 ottobre

     

    I pupazzi del calcetto puntano alla porta avversaria, inconsapevoli di non essere i veri giocatori della partita. “Sognano lo scudetto” senza sapere di essere in trappola, ostaggio di un gettone, costretti a guardare avanti. Così come i giovani di tanti comuni di provincia, “trafitti da una stecca all’altezza del petto”, che giocano partite – e vite – sempre uguali, tracciando percorsi già segnati che quasi sempre portano all’annichilimento

     

    «Era un torrido pomeriggio di agosto; mi trovavo di fronte a una sala giochi, nella periferia della mia Catania, e vidi questi ragazzi che giocavano furiosamente a biliardino – da noi si chiama calcetto – e un viavai di motorini che arrivavano e partivano da quel posto. Non ci misi molto a realizzare che la sala giochi, cristallizzata agli anni ’90, era solo la copertura di una piazza di spaccio e quei giovani, cresciuti nella violenza e nel degrado, difficilmente sarebbero emersi in un contesto diverso.

    Certo, magari potrei raccontare anche le cose belle della mia terra, ma io sono un cantautore, non un’agenzia viaggi. Io racconto il mio Sud, tradito dai governanti, venduto dai suoi abitanti. Racconto “gli aranci abbandonati e le case senza la facciata” in mezzo ai quali sono cresciuto e tanti miei coetanei si sono persi: chi in prigione, chi mangiato dalla droga, chi non c’è più. Dedico questo brano a loro e alla fortuna che ho avuto, io, di potermi salvare grazie alla musica». Paolantonio

    Il brano è la prima traccia di “Io non sono il mio tipo”, l’album d’esordio del cantautore di origini siciliane.

    Il videoclip del brano è un’opera di visual art realizzata dal collettivo siciliano Calisea per la regia di Claudia Bonomo. Usando materiali di riciclo, gli artisti hanno creato un set surrealista in cui si muove un puppet animato in stop motion. Il suo moto perpetuo verso un’unica direzione è l’interpretazione di un percorso di vita già segnato, a cui non sembrano esserci alternative; lo stesso destino che è riservato ai

    protagonisti del brano, quei “pupazzi del calcetto” che puntano alla porta avversaria senza accorgersi di non essere i veri giocatori della loro partita.

    Etichetta: Candischi

    Radio date: 21 ottobre 2022

     

    SOCIAL

    FACEBOOK: https://www.facebook.com/PaolantonioCanzoni 

    INSTAGRAM: https://www.instagram.com/_paolantonio/?igshid=61gg55s1qt3p

    SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/0eDOYPR1lC3lpuvlTb5IFD?si=uP6ry95CTPSINLP5NMiuYg&nd=1 

    YOUTUBE: https://www.youtube.com/PAOLOANTONIOMUSIC 

     

    BIO

    Paolantonio, classe 1983, è un cantautore catanese, da qualche anno a Milano. 

    Nel 2018 è finalista al Premio Bindi. Nel 2019 è tra i vincitori di Musicultura, con il brano “Questa Assurda Storia”.

    Dopo una gavetta tra festival, live e opening act (ha aperto i concerti di Simone Cristicchi, Fabrizio Moro, Ornella Vanoni), nel 2020 produce il suo primo album dal titolo “Io non sono il mio tipo” grazie a una fortunata campagna di crowdfunding. 

    L’album, realizzato con la collaborazione di Taketo Gohara e Giuliano Dottori, è pubblicato a febbraio 2021 per Candischi.

    Nel 2022 Paolantonio vince il premio InediTO – Colline di Torino per il testo del brano “I pupazzi del Calcetto”, prima traccia dell’album.

    All’attività cantautorale Paolantonio affianca diversi impegni nel sociale: insegna italiano a minori migranti, tiene laboratori musicali nelle periferie milanesi, suona negli ospedali e collabora con Fondazione Giorgio Gaber per diffondere la conoscenza del cantautorato italiano presso le giovani generazioni. 

    Queste esperienze inevitabilmente influenzano la sua scrittura: uno storytelling di eroi inconsapevoli e mondi decadenti ma autentici, interessanti, profondamente umani.

     

    fonte: https://www.laltoparlante.it/

  • CIZCO feat Leo Martera “TELENOVELA” è il nuovo singolo de “La Iena”

    La cover è stata firmata dall’artista Enrico Franzosa 

    In radio dal 30 settembre

     

    “Tutto ciò che è paura vende”. È questa l’idea alla base del brano che si pone come una riflessione sulle scelte delle redazioni. Telegiornali da una parte e trasmissioni di intrattenimento informativo dall’altro danno più risalto ai contenuti quando sono  violenti e a sfondo drammatico. 

    Tra i colpevoli i protagonisti messi in vetrina nella copertina di Enrico Franzosa (dj, produttore e artista genovese) e tutti noi che, con il nostro tacito consenso, osserviamo partecipi dando una mano alla crescita dello share di trasmissioni che trasmettono questo tipo di contenuti.

    Un’installazione contro la violenza. 

    Il brano è stato presentato in anteprima a Genova attraverso un’installazione artistica. A enfatizzare le parole del singolo una ventina di televisori sintonizzati su immagini di violenza mentre l’ambiente è invaso da una cortina fumogena rossa e nera. Il progetto artistico avvolge lo spettatore che vedrà​ se stesso​ ​inquadrato dall’​ultimo​ ​schermo, ripreso come fosse in collegamento tv, vero protagonista dello share che tutto comanda. 

    Dopo aver co-fondato i Meganoidi, Cizco ha sempre continuato a fare musica prima con Lacizco poi come Cizco sempre cercando di mescolare i generi da cui proviene e affidandosi a un rock con varie influenze.

    Prossimamente i singoli usciti in questi anni saranno raccolti in un album. 

    Inoltre, Cizco ha scritto un libro che raccoglie alcune singolari esperienze del suo lavoro in qualità di inviato de Le Iene e che porterà a teatro. 

    Etichetta: Scuravi

    Distributore: ADA Music 

    Radio date: 30 settembre 2022

     

    LINK SOCIAL 

    Facebook: https://www.facebook.com/cizcotv

    Instagram: http://instagram.com/Cizcotv 

    Twitter: http://www.twitter.com/Cizcotv 

     

    BIO 

    Nel 1974 nasce a Genova, poi cresce in Brasile. A 14 anni torna in Liguria a finire gli studi, una laurea in architettura, un diploma in batteria e uno da attore alla scuola d’Arte Cinematografica di Genova. 

    Francesco Di Roberto, ovvero Cizco, è dunque architetto, autore, attore, conduttore, inviato.

    Nel 1998 Comincia con Tele + a fare l’inviato in “Com’è” con Fabio Caressa, poi dal 1999 al 2001 è Vj conduttore in Tmc2 Videomusica

    Dal 2001 entra a far parte de Le Iene come inviato. Uomo Nudo, Narcos, Bosnia spazia dai servizi più leggeri a quelli di cronaca più impegnativa, viaggiando nel mondo e parlando 5 lingue.

    Nel 2003 esce dai Meganoidi per divergenze musicali e fonda Lacizco, una band Indie rock. Nel 2007 torna in sudamerica, in Argentina, dove è inviato per MTV Set (Salud, Ecologia, Trabajo) una trasmissione per tutti i paesi di lingua spagnola sui problemi degli adolescenti nel continente sudamericano. 

    Dal 2016 ad oggi torna a fare l’inviato al Le Iene, mentre negli ultimi due anni è presente tra i giudici di All Toghether Now

     

    fonte: http://www.laltoparlante.it

  • THE ROCKER “Keep rock‘n roll alive” è il terzo album di inediti della formazione guidata da Edo Arlenghi

    In 10 tracce il racconto del rock, delle sue emozioni, dei suoi miti e del suo bisogno di coerenza 

    Release album 9 ottobre 

     

    Un inno al rock, nel suo essere musica, ma anche ispirazione. Il rock’n roll, infatti, è uno stile di vita che in queste dieci tracce prende forma attraverso le emozioni che animano il popolo del rock e le storie. Leggende e narrazioni ormai diventate mitiche, che affascinano per i loro misteri irrisolti, dove la vita e la morte la fanno da padrone. 

     

    C’è tanto anche di autobiografico nel nuovo disco di The Rocker. La scelta delle emozioni e delle vite da raccontare sono quelle che più toccano il leader della formazione, Edo Arlenghi e gli altri componenti della sua band. L’ascolto invita alla presa di coscienza che il rock’n roll, in fondo, è una scelta di vita e di ideali. È così che un’esistenza può diventare dannata, nel nome di una coerenza che la porta fuori dagli schemi precostituiti.

     

    Racconti di miti, fatalità, lotta, esperienza, coerenza, amore e sogni animano questo disco, il terzo di inediti della formazione. 

    Track by track 

     

    Keep rock’n roll alive

    È un inno al Rock’n Roll. Una dedica al club dei 27: Jimi Hendrix, Janis Joplin, Brian Johns, Robert Johnson, Amy Whinehouse e Curt Cobain.

    Una maledizione? Una casualità, forse una coincidenza? È tutto avvolto in un grande mistero che unisce fama e morte.

     

    Let the music take control 

    La descrizione di come un genere musicale, il Rock’n Roll, arrivi a tatuarsi nell’anima per passione. Questo brano parla delle vibrazioni positive che scaturiscono dall’appartenenza ad una band che sceglie la coerenza, sia sul palco che giù dal palco, il romanticismo e l’attaccamento a dei valori immutabili. 

     

    One minute

    La storia di due ragazzi, un lui ed una lei, attratti dal sogno di rapinare una banca e diventare ricchi in poco tempo. Hanno un piano, lo mettono in atto, ma tutto finisce in un terribile scontro a fuoco con la polizia. Lui muore con i soldi in mano, colpito da un proiettile.

     

    Police on my back 

    Il brano è scritto da Eddy Grant contro il regime dell’apartheid in Sudafrica, poi ripreso da The Clash nel 1980.

    Proprio da questa seconda versione, arricchita da tutta l’energia e la rabbia della band londinese, nasce la cover di The Rocker. Il testo parla di un uomo che ha appena commesso un omicidio, ha sparato ed ha ucciso presumibilmente un poliziotto. Da quel momento scappa, corre e si rifugia ovunque, sentendosi braccato. Cosa ha fatto? Improvvisamente si rende conto che da quel momento in poi avrà un conto da pagare con la giustizia, una sensazione di panico che fa a schiaffi con il motivo musicale allegro della canzone.

     

    They can’t kill your idols 

    Seguire i propri sogni in questa vita è l’unica cosa che conta e che dà veramente soddisfazione. Sentirsi realizzati è ‘fonte di una vita serena, ma per questo traguardo bisogna soffrire e faticare, perseverando.

    Il viaggio è importante forse più della destinazione, ma provarci con tutto sé stessi è una prova di forza e volontà.

     

    Restless soul 

    Un brano autobiografico che, senza fronzoli, racconta una vita, descrive un’anima, le esperienze negative e gli insegnamenti che illuminano la strada. Ricordando il passato, ma vivendo sempre in positivo, presente e futuro.

     

    Under the low lights 

    Un brano contemporaneo riferito al periodo nefasto che stiamo vivendo. La pandemia, la guerra, i valori della vita che cambiano in un momento e sembrano invertire il naturale moto delle cose. 

     

    Never back down

    Mai voltare le spalle ad un problema. Anzi, appena si presenta va affrontato subito, chiudendo eventualmente i conti con il passato. Un consiglio valido sempre, ma soprattutto quando c’è un malintenzionato pronto ad aggredirti.

     

    Take it to the limit 

    Gli attimi che vive un atleta di MMA prima di entrare nella gabbia.La massima concentrazione, la visione delle combinazioni possibili per uscirne vittorioso, sentire il proprio corpo ed ascoltare i consigli del proprio coach .ll suo viso esprime solo grande sicurezza. A breve inizierà a combattere. 

     

    Glorious day 

    Un giorno perfetto, un giorno glorioso come capita, a volte, nella vita. Una giornata passata a fare sport, ridendo, godendosi la vita con gli amici in totale armonia.

    Un giorno speciale, un brano speciale, nato per diventare la sigla dell’Y-40 la piscina più profonda del mondo. 

     

    Autoproduzione

    Release album: 9 ottobre 2022

     

    SOCIAL

    FACEBOOK https://www.facebook.com/riffrafftherocker

    YOUTUBE https://youtube.com/user/EDOROCK

    SPOTIFY https://spoti.fi/3HEHUOp 

    SOUND CLOUD https://soundcloud.app.goo.gl/T5ein

    ITUNES https://music.apple.com/it/album/blood-strength-soul-feat-simon-wright/1203681585

     

    BIO

    Edo Arlenghi già cantante dei RiffRaff tribute to AC/DC è il fondatore e compositore di questo progetto di Pure Rock’n Roll. Nel 2009 i The Rocker aprono il God’s of Metal allo stadio Brianteo di Monza, suonando prima di Motley Crue e Heaven & Hell. Nel 2010 esce il primo album, Italian Bastards, per la 3 Accordi Records. Nel 2010 suonano al Palalido di Milano in apertura agli svedesi Europe e aprono al primo tour italiano dei Californiani Y&T.

    Nel 2013 esce il secondo album – Blood Strenghth and Soul – registrato a Los Angeles al Command Studio, che vede alla batteria Mr.Simon Wright ex drummer degli ACDC e della Ronnie James Dio Band. Nel 2015 la band viene invitata a suonare all’Expo di Milano mentre nel 2016 esce il singolo e il video di Glorious Day, un brano di grande impatto diventato la sigla della piscina più profonda al mondo. la Y-40 di Montegrotto Terme.

    Il video è stato filmato nelle profondità della piscina stessa, che raggiunge i -40 metri. Il primo giugno 2021 i The Rocker lanciano il loro nuovo singolo – Keep rock’n roll alive –  title track del nuovo cd che esce ad ottobre 2022 e che contiene anche Police on my back. 

     

    fonte: http://www.laltoparlante.it

  • BAMBOLE DI PEZZA “Rumore” è il nuovo singolo della rock band che omaggia Raffaella Carrà e rivendica attenzione per le tematiche di genere.

    La rock band torna a parlare di indipendenza femminile e a rivendicare attenzione per le tematiche di genere

     

    In radio dal 14 ottobre

     

    Chitarre, distorsioni e un’attitudine punk rock mai messa in discussione. C’è tutto questo nel nuovo singolo delle Bambole di pezza che omaggiano un’icona incontrastata della musica italiana e non solo, simbolo di una femminilità giocosa, divertente, sensuale e forte. 

    «Raffaella Carrà è stata un esempio per milioni di donne, portando sul palco la libertà sessuale e l’autodeterminazione, in tempi in cui non era semplice proporre queste tematiche. ”Rumore” racconta del conflitto interiore di fronte alla paura della solitudine e dell’indipendenza femminile e mostra un testo di una straordinaria modernità: “E ritornare al tempo che c’eri tu / Per abbracciarti e non pensarci più su / Ma ritornare ritornare perché / Quando ho deciso che facevo da me”». Bambole di pezza

    Con questo tributo prosegue il cammino new punk iniziato dalla band con “Favole (mi hai rotto il caxxo)”, il singolo uscito a luglio, che ha presentato la nuova formazione delle Bambole di pezza. Resta invece l’attenzione alle tematiche che accomuna tutte e cinque le componenti: gender equlity, pari opportunità e fine della violenza sulle donne. 

    Le Bambole di pezza sono: 

    Cleo (Martina Ungarelli) – Voce

    Morgana Blue – chitarra solista

    Dani Piccirillo – chitarra ritmica e cori

    Xina (Federica Rossi) – batteria e cori

    Caj (Caterina Dolci) – basso e cori

     

    Etichetta: AAR Music / Universal

    Radio date: 14 ottobre 2022

     

    Contatti e social

    Facebook: https://www.facebook.com/bamboledipezza.music/

    Instagram: https://www.instagram.com/bamboledipezza_band/

     

    BIO

    Le Bambole di pezza sono una nota rock punk band milanese con una formazione totalmente femminile. Hanno pubblicato i dischi ”Crash Me” per Tube Record e “Strike” per Alternative Produzioni, oltre ai singoli “Favole (mi hai rotto il caxxo)” e “Rumore”. I videoclip dei loro singoli sono stati mandati in rotazione dai maggiori canali televisivi musicali italiani. Sono state ospiti di MTV, Rock TV, All Music, LA7. Hanno partecipato alla serie televisiva L’ispettore Coliandro, interpretando la parte della band in cui suona Nikita, la protagonista dell’episodio, e suonando il brano “Le Streghe”. Hanno all’attivo centinaia di concerti su tutto il territorio italiano, coinvolgendo il pubblico con la loro attitudine energica.

    Nel 2022 la formazione si rinnova riprendendo il progetto dopo alcuni anni di silenzio.   

    La band è sempre stata impegnata su tematiche legate al tema gender equality, contro il sessismo e la violenza, e per le pari opportunità

     

    fonte: https://www.laltoparlante.it/

     

  • TIBERIO FERRACANE “Sciavuru di mari” è il nuovo singolo estratto dall’album “Magaria”

    Il Mediterraneo, le storie, il viaggio di una vita e i suoi linguaggi, così caratteristici benchè legati da radici comuni, contaminano il nuovo progetto del cantautore, diviso tra Torino, la Sicilia e la Tunisia

    In radio dal 16 settembre 2022 

     

    «Se è vero che gli odori portano alla mente antichi ricordi, io grazie ad una spiaggia con la brezza forte della mia terra sul viso, posso lasciare andare la mente fino a non sapere se quello che ho pensato sia vero o immaginario» Tiberio Ferracane.

    Ricordi che si fondono con l’immaginazione e viaggi che potrebbero tranquillamente essere leggende. È questa l’atmosfera che Tiberio Ferracane ha messo in questo brano e in “Magaria” l’album da cui è estratto. Un “doppio” disco: metà di canzoni inedite e metà di brani di autori conosciuti, fondamentali per la formazione musicale, e non solo, del musicista torinese che non ha mai abbandonato le proprie radici. Tunisia, Sicilia e, più in generale il Mediterraneo, con il suo miscuglio di lingue e dialetti e di storie che – nel ricordo di una vita – si diluiscono ai sogni. 

     

    Etichetta MoovOn

    Radio date: 16 settembre 2022

    Dicono di “Magaria”

     

    «Un lavoro di verità trasparenti quello di Tiberio Ferracane, canzoni che cercano l’eleganza classica dentro suoni circensi, rocamboleschi, intimi e delicati allo stesso tempo. Il suono che al mare guarda e dal mare sembra arrivare». Raro Più

     

    «Brani dal gusto classico, che sanno di pomeriggi assolati in riva al Medidterraneo, che alternati a pezzi altrui creano un raffinato affresco della migliore canzone d’autore». Rumore

     

    «Un ensamble di elegante narrazione in francese, in siciliano, in italiano… canzone d’autore fumosa e arida, solare e contaminata di Turchia, di Genova, di Francia…» Exitwell

     

    «Quella voce un po’ roca, quell’illanguidimento struggente da poeta maledetto, quell’allure ibrida frutto di un felice puzzle tra Bruno Lauzi, Vinicio Capossela, Sergio Endrigo, Charles Aznavour e Paolo Conte, gli conferiscono un’eleganza trasandata, ossimoro che ben si presta a descrivere quel paradossale connubio di opposti, quell’armonia che nasce dai contrasti». Rewriters

     

    Contatti social

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    Youtube: https://www.youtube.com/user/MrTiberioferracane  

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    fonte: www.laltoparlante.it

  • Bracci per giradischi, come cambiarli

    bracci-per-giradischi-1
    Molte persone che ascoltano e amano la musica dovrebbero sapere che i bracci per giradischi hanno proprio importanza nella riproduzione dei dischi in vinile. Infatti rappresentano un ponte tra il lettore del solco, la meccanica del piatto e la testina fonografica: quindi si parla di un punto strategico.

    Così come dicono gli esperti un braccio per giradischi buono dovrebbe essere ingegnerizzato nel migliore dei modi ma soprattutto dovrebbe essere costruito con materiali rigidi per smorzare le vibrazioni

    Oltre al fatto che dovrebbe possedere delle parti che hanno meno attrito possibile.

    Il lavoro che dovranno svolgere è quello di permettere alla testina di leggere i micro solchi dei dischi rispettando il più possibile la traiettoria della testina di incisione.  Sempre per quanto riguarda i bracci per giradischi dobbiamo sapere che si possono suddividere in due categorie e cioè quelli tangenziali e quelli imperniati.

    Per capirci meglio diciamo che dovremmo immaginare un disco come se fosse un insieme di cerchi concentrici. E questo vuol dire che una testina dovrebbe compiere una traiettoria ideale che coincida con uno dei raggi.

    Inoltre questa traiettoria dovrebbe essere percorsa assicurandosi che non ci siano cambiamenti nel posizionamento della testina con lo scopo che l’asse longitudinale della testina, e cioè il suo stilo, sia perennemente perpendicolare ai solchi.

    In questo caso diciamo che i bracci tangenziali soddisfano queste esigenze, mentre quelli imperniati no.

     I bracci tangenziali si caratterizzano per non essere fissati a un punto Ma si muovono parallelamente al raggio del disco, essendo trascinati su una guida rettilinea e per questo motivo sono considerati come i bracci di lettura ideale.

    Abbiamo descritto i bracci dal punto di vista tecnico però per quanto riguarda il cambio è rivolgersi a un tecnico mentre nella maggior parte dei casi le persone riescono a cambiare la testina in poche mosse

     Come cambiare la testina di un giradischi in poche mosse

    Spesso può infatti capitare che la testina di un giradischi si usuri per il tempo che passa per via del continuo utilizzo ma per cambiarla intanto bisogna capire di quale sia bisogno per poi acquistarla

    La prima cosa da fare sarà scollegare il giradischi della presa di corrente per evitare problemi durante il lavoro e poi bisognerà inserire la puntina che possiede una protezione proprio per non pungersi.

    Inoltre guardando da vicino la testina ci accorgeremo che alcuni cavi con i connettori andranno rimossi utilizzando delle pinze: questo è un passaggio cruciale e quindi va fatto con molta attenzione e delicatezza per evitare di spezzare i cavi che potrebbero essere spesso molto sottili.

    Poi bisognerebbe controllare se ci sono altre viti che bloccano la testina per poi rimuoverle: a questo punto si può estrarre quella che è la testina usurata prendendo quella nuova e riposizionandola esattamente nella stessa posizione di quella vecchia.

    A questo punto ci si deve munire ancora una volta di pinzette per inserire connettori che hanno l’obiettivo di collegare i cavi la testina e anche in questo caso bisogna fare tutto in maniera molto attenta e delicata

  • LUCIO MATRICARDI “La manna dal cielo” è il singolo del cantautore marchigiano che porta in musica la storia della bracciante Paola Clemente

    UNA CANZONE DI DENUNCIA CHE RACCONTA LA SCHIAVITÙ DEL CAPOLARATO E DELLE SUE VITTIME

    Il singolo è estratto dal nuovo album del cantautore e compositore marchigiano, fortemente impegnato sul tema dei diritti umani

    In radio dal 28 ottobre

     

    La storia di Paola Clemente, bracciante che muore nel 2015 durante l’acinellatura dell’uva, mentre era sui campi a lavorare. Morta di fatica, praticamente infarto. Poteva salvarsi, ma stava lavorando sotto caporale e nessun medico poteva intervenire, a patto di far scoprire l’illegalità di tutta l’organizzazione.

    Nel brano è lei a parlare in prima persona. Il ritornello è una sorte di koinè pugliese con prevalenza di dialetto tarantino (morì a San Giorgio Ionico). La protagonista pronuncia le parole di un canto di ribellione di fine ‘800. “Il sole sta calando, sta calando, chiama il padrone che me ne vado”. Nella versione originale l’affermazione era ironica e sottolineava l’assenza del padrone al calar del sole, perché in quel momento era tenuto a pagare. Qui prende, invece, il significato di «chiama il padrone che me ne vado per sempre e voglio che veda che cosa ha creato». Il limbo di questo personaggio è proprio nel ritornello, in quei pochi secondi che sono il pensiero della protagonista prima di morire. Il limbo in cui pensa ai suoi figli e all’ingiustizia che tanti come lei patiranno.

    Il brano è estratto dal nuovo album di inediti “Non torno a casa da tre giorni” la cui uscita è prevista per il prossimo 18 novembre. Nel frattempo, però, un altro brano del disco in uscita – “Mozambico” – è stato selezionato come sigla del “Festival dei diritti umani di Napoli” 2022, rimarcando l’attenzione di Lucio Matricardi per le tematiche sociali e l’attenzione ai diritti umani. La canzone, infatti, è stata selezionata proprio perché tratta temi legati al festival, il cui focus per questa edizione  è la Pace “Im-possibile”. 

     

    Autoproduzione

    Radio Date: 28 ottobre 2022

    Release album: 18 novembre 2022

     

    Contatti e social

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    INSTAGRAM lucio_matricardi

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    Lucio Matricardi Official

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    BIO

    Artista poliedrico che unisce nella sua arte la composizione, il teatro e la letteratura.

    Lucio Matricardi è originario di Porto San Giorgio, in provincia di Fermo e inizia a studiare pianoforte all’età di 4 anni. Dopo un lungo periodo di immersione nella musica classica si perfeziona tra gli altri con i maestri: Daniele Di Bonaventura (Bandoneonista di Paolo Fresu), Ramberto Ciammarughi, Greg Burk, Paolo Di Sabatino (collaboratore di Fabio Concato e Mario Biondi). Frequenta i corsi del Saint Louise College di Roma con il maestro Pierpaolo Principato (Direttore della sezione pianoforte) e musica d’insieme con il maestro Giovanni Mazzarino. Frequenta i corsi di perfezionamento in jazz ed improvvisazione con Jeff Ballard e Larry Grenadier (Brad Meldhau Trio). Frequenta i corsi di pianoforte di Phil Markovitz  a Roma. (veterano della scena jazzistica internazionale).

    Partecipa ad un corso sul cantautorato con Riccardo Sinigallia (Tiro Mancino, Niccolò Fabi, Motta, Coez).

    Dal 2005 lavora come compositore per numerose produzioni teatrali e di cortometraggi. Nel 2013 realizza uno spettacolo, “Rimusicanze” in cui riscrive le musiche dei film muti “La Palla n.13” di Buster Keaton e “Charlot Boxer” di Charlie Chaplin. Nel 2008 è co-autore insieme all’attore e regista  Mauro Macario di un Recital su Lèo Ferrè e Fabrizio De Andrè realizzato in numerosi teatri italiani.

    Nel 2014 partecipa come co-arrangiatore al disco di Antonio Felicioli “Flute Book 1” con lo storico sassofonista italiano Antonio Marangolo (Paolo Conte, Vinicio Capossela, Francesco Guccini).

    Nel 2016 esce il suo primo disco “Sogno Protetto”, un’opera cantautorale-musicale che ottiene un ottimo riscontro di critica e di vendita. Promuove il suo lavoro con più di cento concerti in tutte le maggiori piazze del centro Italia.

    Ha aperto i concerti di: George Moustaki, Jane Birkin, Juliette Greco, Susan Vega,  Paolo Belli Big Band, Alex Britti, Dente, Di Martino, Giovanni Truppi e Mattew Lee. Nel 2019 inizia la collaborazione col regista Alessandro Negrini (Vincitore Golden Movie Award 2019, Malta International film festival 2019, Milano film Festival 2019, miglior regia al Palermo Sole Luna film festival 2019) che scrive e dirige il video della canzone “La Manna Dal Cielo”.  

    Nel 2022 si esibisce in tour in varie piazze marchigiane (Fermo, Grottammare, Ortezzano, Belmonte) e al “Mugellini Festival” di Potenza Picena, prestigiosa rassegna dei più grandi musicisti classici attuali, con apertura ai compositori moderni. Il 18 novembre è prevista la pubblicazione dell’album “Non torno a casa da tre giorni”. 

     

    fonte: https://www.laltoparlante.it/

  • MICHELE FENATI “Dall’altra parte del mare”

    Un lavoro introspettivo, che unisce esperienze personali ed emozioni grazie all’incontro misurato tra musica e parole

     

    Release album 28 ottobre 

     

    Dopo tanti anni dedicati soprattutto ai concerti, in Italia e non solo, Michele Fenati torna con un nuovo album di inediti. “Dall’altra parte del mare” vuole raccontare la parte “inedita” del cantautore romagnolo diventando, nei fatti, un album intimo e intimista che si apre alle più diverse sonorità.

     

    «Ho raccolto brani nuovissimi e brani ritrovati, scritti tanti anni fa e rinfrescati da suoni moderni e da una inesauribile passione. Quello che ne è nato è un mix di musica e parole che in parte caratterizza il mio stile, in parte è influenzato dal mio modo di osservare la vita». Michele Fenati 

     

    L’album si pone in bilico tra musica classica e musica moderna con arrangiamenti curati da Fabrizio Tarroni.

     

    Track by track 

     

    Il mio nome è Aurelio 

    Una toccante ballata in cui italiano e dialetto romagnolo si fondono per raccontare la vita e il successo mondiale dell’autore di «Romagna Mia». Fenati, dopo tanti anni di concerti in Italia e in centro Europa, ha pensato più volte al senso profondo di questo brano e con «Il mio nome è Aurelio» vuole rendere omaggio al suo autore. 

    Musica e parole: Michele Fenati. 

     

    Mille volte buonanotte 

    Una ballata pop che racconta, con serenità e realismo, una storia sentimentale. Origine di tutto è un’attrazione “fatale” che, oltre alla passione, scatena dubbi, speranze, paure e illusioni. Uno sguardo, a tratti disincantato, pensa al futuro di questo amore e già ne presagisce gli sviluppi, ponendosi una serie di interrogativi: «Domani il fuoco sarà ancora acceso oppure no?» e ancora, «Chi vincerà nel gioco d’amore e sesso che scatena i sentimenti?». 

    Musica e parole: Michele Fenati. 

     

    Beatrice

    Beatrice non è una donna. O meglio, non è solo una donna. Beatrice è un sogno e una passione che può essere reale così come ideale, incarna la musica e le sue sfaccettature ma, ancor più, è riferimento per ogni passione vissuta nel profondo. 

    Musica e parole: Michele Fenati. 

     

    Nella fantasia 

    Brano scritto insieme a Mario Balducci. Pochi strumenti per una canzone d’amore d’autore di forte intensità. Violoncello e sax che si interfacciano insieme alle parole. Una storia d’amore finita, che lascia aperta l’illusione della speranza, «ma rimani ancora mia, nella Fantasia». 

    Musica: Michele Fenati / Parole: Mario Balducci

     

    Qualcosa che non c’è

    «E se non c’è più il sole su nel cielo, c’è però un fuoco che rimane acceso dentro me», capire che una strada non è quella giusta, tagliare, rompere e gettare i cocci, ricominciare una nuova vita, un nuovo amore, un nuovo progetto, un nuovo sogno…

    Musica e parole: Michele Fenati

     

    Domani

    L’eterna rincorsa del tempo, delle lancette, delle stagioni «un mese, un anno, la nebbia e il vento», che si intrecciano con una relazione alla fine della sua corsa.

    Musica: Michele Fenati / Parole: Erika Berti

     

    Sensazioni Piccolissime

    Unico brano dove Michele Fenati non è né autore, né compositore. 

    Una dolcissima canzone d’amore che esplode in un sentimento di passione, voglia di intimità, dolcezza «e di colori non visibili, che si inventano per Lei».

    Musica e parole: Paolo Neri

     

    Apri le braccia 

    Brano sofisticato, intimo e intimista e anche psichedelico, che rompe con il resto dell’album. Rappresenta un particolare periodo musicale di Michele Fenati. Le parole raccontano di un dramma dei nostri tempi, ma con la voglia e la forza di risalire la corrente.

    Musica: Michele Fenati / Parole: Mario Balducci

     

    Pezzo imbavagliato 

    Che cos’è l’amore? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Quanto valgono le parole di due persone innamorate? Una ballata pop-rock che rilancia l’eterna domanda a cui, probabilmente, nessuno riuscirà mai a dare risposta.

    Musica e parole: Michele Fenati

     

    Lettera

    Da quanto tempo non scriviamo una lettera. Eppure quanti ricordi riaffiorano nell’aprire un cassetto con vecchie lettere impolverate e scritte, o ricevute tanto tempo fa e a volte aspettate, con il cuore in gola.

    Musica: Michele Fenati / Parole: Franco Mengozzi

     

    Dall’altra parte del mare

    «Spegni la televisione e accendi la fantasia, quando non c’era niente c’erano le idee». Un brano autobiografico di quasi 6 minuti. C’è sempre una persona da ringraziare più delle altre, per averci insegnato a vivere. «E un giorno sarò io a insegnarti a camminare, quando ci rincontreremo dall’altra parte del mare».

    Musica e parole: Michele Fenati

     

    Special Track:Ringraziamenti

    Michele Fenati e Fabrizio Tarroni

     

    Etichetta: I dischi di Beatrice

    Distribuzione: Believe

    Release album: 28 ottobre 2022

     

    Contatti e social

     

    SITO – michelefenati.it

    FB – https://www.facebook.com/michele.fenati

    FAN CLUB https://www.facebook.com/groups/140436459042

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    BIO

    Michele Fenati è un artista italiano, conosciuto al grande pubblico per aver tradotto in chiave classica, brani popolari di grande successo, creando una veste originale, attuale e sempre in bilico tra musica colta e musica popolare.

    La sua alta professionalità e la capacità di gestire il palco tra canzone, poesia e teatro, lo ha portato in questi anni a solcare tantissimi palchi di grandi, medie e piccole città di tutta Europa. Vienna, Linz, Augsburg, Praga, Klagenfurt, Breslavia… sono solo alcune delle città europee che hanno visto sempre il tutto esaurito. Centinaia di città e piccoli e medi comuni italiani, in piazze e teatri, hanno accolto il concerto di Michele Fenati in questi anni, sempre con formazione voce e chitarra, pianoforte e clavietta, violino e violoncello.

    Una carriera descritta in numerosi articoli su quotidiani locali e nazionali e partecipazioni importanti come la diretta su Radio24 – Il sole 24 ore, con quattro brani in diretta nazionale, prima del tour europeo,  la partecipazione a “L’Italia in diretta” su Rai 2 oppure a “Buongiorno Regione” su Rai 3.

    Nel  2014 riceve la lettera del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, prima del tour europeo.

    Il suo percorso inizia a 9 anni sul palco del Cantagiro Romagnolo presentato da Maria Giovanna Elmi, la reginetta della TV, proseguito al Conservatorio, dove ha studiato violoncello con il Maestro Lauro Malusi e chitarra e canto con l’insegnante Lina Montanari. In questi anni Fenati ha prodotto cinque album (Girotondo, Sicuro son sicuro, Acustico Live, Battisti in Classics e Live in Europe), una importante collaborazione con l’Associazione Bubulina per la raccolta fondi per i bambini malati di leucemia, fino al concerto “Michele Fenati & Friends” nel 2018, al Teatro Rossini di Lugo di Romagna (Ra).

    Ha collaborato con Andrea Mingardi nella conduzione della trasmissione “Cuore Rossoblu”, tutte le domeniche in diretta su Radio Bruno dallo stadio Dallara, fino allo spettacolo/concerto, nel 2020, a Villa Cacciaguerra Ortolani di Voltana (Ra) per la presentazione del libro di Andrea “Professione Cantante”.

    Nel 2020 Il concerto di Michele Fenati a Ladispoli (Roma) vede l’autorevole presenza di S.E l’ambasciatrice della Repubblica di Armenia Tsovinar Hambardzumyan, che ne introduce la performance, con una suggestiva presentazione. Nello stesso anno scrive il brano “E la gente si chiuse in casa” con promozione sui social per raccogliere fondi per l’ospedale Covid di Lugo di Romagna (Ra).

    Nel 2021 prende il via il tour estivo in Italia con oltre 40 concerti, mentre due brani, di vecchie produzioni discografiche entrano nelle classifiche di vendita di Itunes in Olanda e negli Stati Uniti. Contemporaneamente iniziano le registrazioni per il nuovo album in uscita nel 2022. Il 19 novembre 2021 esce il primo singolo con video del nuovo album, “Il mio nome è Aurelio”, dedicato al Maestro Secondo Casadei e al suo capolavoro “Romagna mia”.

    Il brano raggiunge la 34° posizione nella classifica di gradimento delle radio private italiane. Il 20 maggio 2022 esce il secondo singolo che anticipa l’album, “Mille Volte Buona Notte”, trasmesso da tantissime radio private e che in brevissimo tempo supera i 50.000 streaming su Spotify, seguito dopo un mese dal video.

    Anche il 2022 è un anno pieno di concerti live per Michele Fenati sempre in formazione acustica (voce, chitarra, pianoforte, violino e violoncello). A ottobre è prevista l’uscita del nuovo album, con tutti brani scritti dal cantautore. 

     

    fonte: https://www.laltoparlante.it/

  • Simone “Emotivo” è il nuovo singolo dell’artista milanese

    Un brano sulle debolezze che diventano punti di forza

    in radio dal 28 Ottobre

     

    “Emotivo” è un pezzo fondamentale per l’artista perché descrive la sua persona nella totalità, il suo essere sensibile e il tenersi dentro tutte le emozioni anche se in realtà vorrebbe farle uscire tutte fuori.  Un mix di sentimenti felici e tristi, combattuti, che tutti noi affrontiamo nella nostra vita. 

    La sensibilità in questo brano viene vista con una luce nuova, spesso identificata come segno di debolezza, qui diventa una virtù da coltivare, capace di farci vedere il mondo con occhi diversi. 

     

    Radio date: 28 Ottobre 2022

    Etichetta: Orangle Srl 

    https://www.oranglerecords.com/

    https://www.laltoparlante.it/

     

    CONTATTI SOCIAL

    INSTAGRAM: https://www.instagram.com/simoplate/

    SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/48jaam6i1OZnvnYM5c1bb5

     

    BIO 

    Simone Platé, in arte Simone, ha 21 anni e vive a Milano. Con la sua musica vuole lanciare messaggi positivi a tutte le persone che hanno poca autostima, che non credono nei loro sogni o nelle loro passioni.  Arriva dritto al cuore delle persone facendole  rispecchiare nelle sue parole.