Categoria: Informatica

  • NAOS sceglie la data driven digital transformation. Con Connexia.

    Da 40 anni NAOS è garanzia di protezione e cura dermatologica in tutto il mondo. Grazie a un approccio scientifico alternativo, che si basa sulla conoscenza della pelle e dei suoi meccanismi biologici, NAOS lavora sullo sviluppo dell’Ecobiologia, per lo sviluppo di prodotti che imitano i meccanismi fisiologici di una pelle sana.

    Conservando e valorizzando l’eccezionale focus sullo skincare, NAOS negli anni ha esteso i propri obiettivi di cura e tutela della persona interessandosi a tutto tondo di salute, bellezza e benessere. Lavorando con un network unico e straordinario di veri e propri «pionieri della ricerca e dell’innovazione», l’azienda ha saputo mettere a punto prodotti efficaci, che guardano alla sicurezza dermatologica e al benessere del consumatore finale.

    NAOS impronta da sempre operato e obiettivi ai più moderni metodi di Ricerca & Sviluppo, investendo una parte considerevole delle proprie energie per restare al passo con il progresso scientifico, lavorando accanto ai più grandi esperti di medicina internazionale. Fedele alla propria vocazione innovatrice, l’azienda ha scelto Connexia, data driven creativity agency del Gruppo Doxa, come partner esclusivo nel proprio percorso di digital transformation dell’area South & Western Europe.

    Tra gli obiettivi primari del progetto, permettere a NAOS di predisporre processi e strumenti efficaci per ascoltare e ingaggiare collaboratori e consumatori attraverso una data strategy mirata e puntuale.

    “NAOS lavora per realizzare un cambiamento di prospettiva fondante, che le permetta di evolversi in una customer-centred organization – commenta Christophe Billet, Regional Managing Director NAOSAttraverso l’implementazione di una strategia cross-channel in grado di integrare la distribuzione fisica con gli strumenti messi a disposizione dalle tecnologie digitali, la nostra società, sorretta da una data strategy mirata, da un partner innovativo come Connexia e da una visione intimamente orientata alla tutela della salute e del benessere del consumatore finale, punta a realizzare compiutamente una digital transformation efficace e consapevole. A questo proposito abbiamo inserito nel nostro team internazionale Denis Balbo, Regional Head of Digtial Trasformation, che seguirà la definizione e lo sviluppo della strategia”. 

    “Il progetto, guidato dal nostro Chief Innovation Officer Italo Marconi, si articolerà su aspetti di data strategy, envisioning e trasformazione della cultura organizzativa, sia in termini di comunicazione sia in termini di processi di business. – dichiara Paolo D’Ammassa, CEO ConnexiaLe nostre azioni plasmano il futuro. Chi ha la volontà di innovare, investe per rinnovarsi, migliorarsi, proiettarsi verso un modo nuovo, diverso, di guardare il mondo.

    NAOS è un’azienda con una sensibilità e un DNA valoriale estremamente moderni: ha in sé il desiderio costante di mettere in discussione e sfidare lo status quo per costruire un futuro che non dimentichi mai il suo fine ultimo: l’umanità. Connexia, per il suo approccio data driven e la sua capacità di sperimentare modalità di lavoro collaborative e innovative, è la realtà giusta per affiancare NAOS nel cambiamento e aiutarla a sovvertire gli attuali paradigmi”.

    Una squadra di lavoro composta da Chief Innovation Officer, Data Scientist, Creative Technologist, User Experience Designer e Customer Experience Researcher, accompagnerà il management internazionale di NAOS lungo un percorso di Digital Adaptation, che comprenderà anche un Digital Safari in Silicon Valley per approfondire tematiche legate a tutte le disruption che hanno già un impatto sul settore di riferimento.

     

    NAOS

    L’ecobiologia è il cuore dell’approccio NAOS, per preservare al meglio l’ecosistema della pelle e rafforzarne i suoi meccanismi naturali di funzionamento. Da questa idea sono nati i marchi Bioderma, Institut Esthederm ed Etat Pur, la cui mission contribuisce all’ambizione più ampia di NAOS. Società che prende inspirazione da una dichiarata utopia umanistica – il modo di guardare il mondo, il costante desiderio di mettere in discussione e sfidare lo status quo per costruire un futuro che non dimenticherà mai il suo fine ultimo: l’umanità -, operativa in 100 paesi e ancora fieramente indipendente, NAOS ha l’ambizione di diventare globalmente noto per il valore universale e l’originalità del suo approccio. Per raggiungere questo obiettivo, NAOS lavora per estendere il proprio campo d’azione da Skincare a Human Care (Salute, Bellezza, Benessere). www.naos.com

     

    Connexia

    Connexia è la prima data driven agency con una mission precisa: pensare e sviluppare progetti di marketing e comunicazione che uniscano dati, strategia, creatività e tecnologia. Con un team di 100 consulenti, appassionati esperti di comunicazione, Connexia racconta idee e valori di brand costruendo esperienze uniche e coinvolgenti, che vivono su ogni canale e coprono l’intera filiera del processo di comunicazione. Grazie all’appartenenza al Gruppo Doxa, tutti i progetti di Connexia seguono l’approccio data-driven, per ideare percorsi di comunicazione creativi che sappiano catturare l’attenzione sempre e dovunque. E diventare memorabili. www.connexia.com

     

     

     

     

     

  • L’arredamento che vorrei con SHOWin3D di Shin Software

    Come spesso accade, riuscire ad immaginare l’arredamento della propria casa sfogliando i cataloghi e valutando l’inserimento dei diversi componenti direttamente dai disegni e dalle schede tecniche, non è un processo alla portata di chiunque.

    Per agevolare il percorso creativo e la user experience dei potenziali clienti, i produttori di mobili e complementi d’arredo possono oggi fare affidamento su SHOWin3D, la piattaforma progettata e realizzata da Shin Software in grado di acquisire direttamente i file CAD, processarli con rendering 4K in tempo reale e trasformarli in un’esperienza immersiva che permette all’utente di sperimentare ed acquisire un gran numero di informazioni relative ai prodotti in forma quasi ludica, omnichannel e multilingua.

    Grazie al software progettato da Stefano Provenzano AD di Shin Software, con pochi click è possibile effettuare tutte le variazioni cromatiche o strutturali relative ai modelli precedentemente impostati, visualizzando istantaneamente il risultato in termini di stile e funzionalità.

     

    Da oggi, quindi, il mondo dell’arredamento e delle cucine si arricchisce di un nuovo player: il configuratore SHOWin3D – declinabile anche nella versione APP per dispositivi mobili – un alleato che aumenta considerevolmente il tasso di visite presso gli showroom facendo affluire un consumatore evoluto, informato e decisamente più orientato a finalizzare il processo di acquisto.

     

    Sul canale ufficiale YouTube di Shin Software, al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=p24ADe-KEKg è possibile visionare un video dimostrativo in grado di illustrare tutte le potenzialità della piattaforma SHOWin3D.

    Shin Software srl

    Tel. 0322 77081

    https://www.showin3d.com[email protected]

  • La gestione dei piani di produzione con LogisKer

    La soluzione di Pro-Vision per controllare e ottimizzare le risorse

     

     

    Per rendere le attività logistiche sempre più efficaci ed efficienti e rispondere alle esigenze di clienti e fornitori, ad oggi le aziende cercano di gestire al meglio la catena di distribuzione – chiamata più comunemente suppy chain – ponendosi come obiettivo quello di controllare e ottimizzare le varie prestazioni.

     

    La combinazione di qualità e costi e l’integrazione delle fabbriche all’interno della supply chain costringono esperti e professionisti a ristudiare costantemente i processi produttivi.

     

    Per il successo di un’azienda la gestione dei piani di produzione è fondamentale ed assume una dimensione estremamente critica.

     

    Per calcolare in modo semplice ed automatico il piano generale di produzione dell’intera azienda, Pro-Vision propone il LogisKer – Production Planning System, strumento che permette di effettuare tutte le operazioni che generalmente vengono svolte tramite moduli cartacei o attraverso l’utilizzo di strumenti software non adeguatamente flessibili, integrati o affidabili.

     

    Gli aspetti cardine dei processi di pianificazione della produzione sono:

    • Previsione della domanda
    • Gestione delle scorte
    • Monitoraggio della produzione
    • Coordinazione della distribuzione e del trasporto.

     

    Inoltre il LogisKer consente di calcolare, in modo semplice ed automatico, il piano generale di produzione dell’intera azienda.

    Partendo dall’analisi delle informazioni commerciali, logistiche e di magazzino, il sistema propone un piano di produzione generale che consente di rendere affidabili le date di consegna, di ottimizzare lo sfruttamento delle linee e delle risorse, nonché di garantire la disponibilità e l’approvvigionamento delle materie prime.

  • Lectra Fashion PLM 4.0 si aggiudica il primato nell’analisi degli esperti del settore

    Secondo WhichPLM, Lectra supera la concorrenza in termini di funzionalità tecnica ed esperienza utente

    Parigi, 16 luglio 2018 – Lectra, partner tecnologico delle aziende che utilizzano pelli e tessuti, ha ottenuto il punteggio massimo nell’analisi comparativa realizzata da WhichPLM, relativa all’ultima soluzione messa a punto dall’azienda: Lectra Fashion PLM 4.0. Questa soluzione compatibile con l’Industria 4.0 è stata accolta con favore dalla fonte indipendente di consulenza per i settori RFA e CPG per la “straordinaria esperienza utente”, offerta a un prezzo competitivo, con una struttura completa e modulare, adattabile ad aziende di piccole e grandi dimensioni.

    Disponibile in tre configurazioni standard sviluppate per processi specifici del settore fashion (Design to Source, Develop to Source e Develop to Manufacture), Lectra Fashion PLM 4.0 esprime la mission di Lectra: permettere alle aziende del fashion di farsi strada tra le sfide e le opportunità dell’Industria 4.0. Lectra Fashion PLM 4.0 si è aggiudicata un punteggio superiore alla media del settore in 32 delle 44 aree funzionali analizzate e valutate da WhichPLM. La piattaforma è stata definita come una soluzione rivoluzionaria nel settore, in grado di mettere in comunicazione processi, sistemi e supply chain. Basandosi sui principi del machine learning, la soluzione fornisce agli utenti gli strumenti necessari per lavorare in maniera più efficiente e accelerare il processo di sviluppo prodotto.

    WhichPLM ritiene che Lectra Fashion PLM 4.0 sia il risultato finale di un percorso decennale finalizzato a connettere i brand e i retailer con le relative supply chain e a realizzare una suite completa ed esauriente di soluzioni integrate, adattabili e configurabili su quasi tutti i modelli di business“, afferma Mark Harrop, CEO e fondatore di WhichPLM.

    La valutazione dei fornitori WhichPLM è un’analisi globale delle soluzioni PLM disponibili sul mercato. Gli esperti valutano le soluzioni basandosi su criteri come le competenze dei fornitori e la conoscenza del settore, la roadmap e lo sviluppo, la visione esecutiva e il feedback dei clienti. Secondo WhichPLM, Lectra Fashion PLM 4.0, che ha ottenuto un punteggio di 3,75 stelle su cinque, il più elevato nel settore, “offre un prezzo ragionevole, funzionalità complete e una straordinaria esperienza cliente, coerente in tutti i moduli. La soluzione è inoltre venduta e supportata da un’azienda che conosce a fondo il futuro del fashion”.

    Lectra è stata molto apprezzata per il suo continuo lavoro di ricerca e sviluppo per migliorare anno dopo anno l’esperienza cliente. “Sinceramente pensiamo che questo sia il modo migliore in assoluto per interagire con i moderni UX e UI design”, aggiunge Mark Harrop. Lectra Fashion PLM 4.0 ha ottenuto punteggi più alti rispetto alla concorrenza anche in altri dieci ambiti, tra i quali l’integrazione di Adobe Illustrator, l’uso degli strumenti di design 3D, la gestione DiBa, le librerie, la stima dei costi di produzione sulla base del consumo di materiali e l’interfaccia utente. In termini di configurazione, è stato particolarmente apprezzato lo sviluppo dei Lectra Easy Tools. Si tratta di strumenti che consentono agli amministratori e agli utenti finali di gestire blocchi di dati standard, di aggiungerne di nuovi, di esportare le configurazioni e molto altro, accelerando e semplificando il processo di avviamento.

     

    Grazie ai feedback costanti dei clienti, Lectra ha inoltre reso l’interfaccia utente della soluzione più accessibile e intuitiva. Le modifiche riguardano l’homepage che si adatta automaticamente al comportamento degli utenti, una funzione di ricerca avanzata, delle integrazioni chiare tra moduli e soluzioni e delle novità riguardanti le descrizioni dettagliate dei prodotti e la presentazione generale delle pagine. Inoltre, la nuova funzione “aggiungi al carrello” permette agli utenti di organizzare il proprio carico di lavoro.

     

    Siamo molto fieri di questo risultato poiché questo studio è stato realizzato da esperti riconosciuti con oltre 30 anni di conoscenza delle soluzioni PDM e PLM nel settore fashion. Concentrandoci sull’esperienza utente, abbiamo coinvolto i nostri clienti, che sono stati la forza trainante di tutti questi miglioramenti. Di conseguenza, siamo riusciti a sviluppare un prodotto che soddisfa pienamente le esigenze delle aziende in maniera personalizzata. Questo risultato riflette il nostro lavoro e continueremo in questa direzione”, conclude Céline Choussy Bedouet, Chief Marketing and Communications Officer, Lectra.

     

    Informazioni su WhichPLM

    WhichPLM è un consulente e magazine digitale indipendente dedicato al design e allo sviluppo prodotto nel settore fashion. Dalla sua creazione nel settembre 2008, WhichPLM è diventato un punto di riferimento del settore, ricco di notizie esclusive, interviste, analisi e opinioni. Attrae un pubblico di lettori da tutto il mondo, composto dalle maggiori aziende retail, di calzature e di abbigliamento. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.whichplm.com

      

    Informazioni su Lectra

    Per le aziende che danno vita ai nostri divani, automobili, vestiti e altro ancora, Lectra realizza su misura le tecnologie premium che facilitano la trasformazione digitale del settore. Lectra supporta brand e produttori dal design alla produzione, assicurando loro la fiducia del mercato e il riconoscimento che meritano. Fondata nel 1973, Lectra conta oggi 32 filiali in tutto il mondo e serve clienti in oltre 100 paesi. Con circa 1.700 dipendenti, nel 2017 Lectra ha registrato 277 milioni di euro di fatturato ed è quotata alla borsa valori Euronext.

    Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.lectra.com

  • …E la mostra te la porti a casa.

    La mostra fotografica di Paolo Grassi, inaugurata ieri al Castello di San Terenzo di Lerici consente a tutti i visitatori di continuare l’esperienza multisensoriale anche a casa propria grazie alla realtà aumentata.

    Esempio fotografia in realtà aumentata

    Come ogni fotografo che esprima con l’immagine la sua personale e poetica visione dell’esistenza, Paolo Grassi utilizza lo scatto fotografico per fermare l’istante e tradurlo in memoria, una memoria che diviene materica nel processo di stampa della resino-pigmentipia, procedimento di stampa manuale risalente agli anni ‘20 del Novecento e rielaborato in versione eco-friendly dallo stesso artista.

    Il tempo è il denominatore comune di tutte le sue fotografie; lo scatto fissa il momento sottraendolo all’incessante divenire, la stampa lo cristallizza per sempre nel pigmento nero fumo che aderisce alla gelatina rappresa sulla carta da acquerello. Come già scriveva Pirandello è forma che “uccide” la vita bloccando il suo perenne fluire ma le garantisce l’eternità dell’arte.

    La curatrice della mostra in Realtà Aumentata ha operato nell’ottica di un intervento sulle fotografie di Paolo Grassi non per potenziarle o “aggiungere” qualcosa, ma per creare opere nuove, in cui i diversi linguaggi interagissero in un gioco di rimandi e allusioni.

    In accordo con l’artista si è lavorato su tre principi chiave: interazione, dinamicità e apertura dell’opera. Ne è nato un progetto in cui le resinotipie di Paolo Grassi dialogano con la location spettacolare del Castello di San Terenzo di Lerici, in una continua ibridazione di elementi naturali ed architettonici, realtà e fantasia, con effetti inaspettati e talora sorprendenti.
    La dinamicità è stata realizzata attraverso la dilatazione temporale dell’opera “aumentata” che riconsegna l’istante “congelato” dallo scatto fotografico e dalla stampa manuale al fluire del tempo, dando vita ad un evento la cui durata è fluida, diversa da una fruizione all’altra, decisa non da chi crea l’opera ma da chi la guarda.

    L’apertura dell’opera infine è garantita sia dalla sua non “definitività”, dal momento che un “aumento” può sempre essere ampliato, sostituito o a sua volta dar vita ad un altro “aumento” generando di volta in volta esperienze mai identiche, sia dalla sua interazione con lo spettatore che ne decide tempi e modi di fruizione.

    L’intervento si colloca su un piano di continuità con la ricerca estetica di Paolo Grassi che nel progetto “Generation of the City” tende al superamento dei limiti spazio temporali della fotografia sovrapponendo scatti realizzati in tempi diversi, fondendo persone ed elementi architettonici alla ricerca di nuove modalità espressive.

    L’elaborazione con la Realtà Aumentata, che coinvolge circa la metà delle opere in esposizione, è stata materialmente realizzata con l’applicazione gratuita HP Reveal, compatibile con tutti gli smarthphone e Iphone e facilmente scaricabile, così da poter godere una visita all’esposizione fotografica insieme reale e virtuale. Infatti ogni volta che si inquadra una foto “aumentata” sia essa reale o riprodotta su catalogo, l’applicazione HP Reveal mostra l’espansione della stessa. Lo spettatore non conclude la visita nel momento in cui si esce dall’esposizione, ma può riprodurre l’esperienza quando e dove vuole.

    Per ogni ulteriore informazione visitare i siti www.lephotoart.com e www.arteamare.it

    Rita Manzoni

    Varese 16 luglio 2018

    L’autore:

    Rita Manzoni, docente di Realtà Virtuale e Aumentata, Polo per la formazione Digitale della provincia di Varese.

    Didascalia immagine: Esempio di foto originale e in realtà aumentata visibile con HP Reveal.

    Contatti

    [email protected]

    siti web: www.lephotoart.com e www.arteamare.it.

    Telefono: +39 0585 027081

    Richiedere via mail foto ad alta risoluzione e catalogo PDF

    DOVE E QUANDO:

    Castello di San Terenzo

    Via Castello 8 – Lerici (La Spezia)

    Dal 15 luglio al 19 agosto

    Orari: 10:30/13:00 – 18:30/22:30 Chiuso il Lunedì

    Biglietto di accesso al castello € 2,00

    Parcheggi consigliati: – Via Milano- Via Bagnara – La Vallata, Via Biaggini II traversa

    Informazioni: [email protected] – Telefono: 0585 027081

    FRUIZIONE REALTA’ AUMENTATA

    Scaricare e installare sul proprio smartphone la APP HP Reveal, dopo la registrazione inserire in “Discover Auras” “paolograssi e selezionare “follow”, premere il pulsante blu in basso e inquadrare col la camera le opere distinte da simbolo AR.

  • Difendersi dalle truffe online con l’aiuto del detective privato

    Fare shopping online è comodo, pratico e veloce; i vantaggi della tecnologia, e della rete in particolare, sono ormai noti ma, se non utilizzato con criterio, il web può diventare una trappola, un luogo insidioso a causa di fenomeni criminali quali truffe online, phishing e furti d’identità. “Secondo l’Eurostat – si legge in un articolo del Corriere della Sera – il 69% degli utenti europei si sente a suo agio con lo shopping online ma la sicurezza negli acquisti è ancora un tema sensibile. La rete può risolvere molti problemi, ma rappresenta anche un rischio anche per i più esperti di shopping con un click. Secondo le stime del Network europeo dei centri di consumo, nel 2014 il 12% degli utenti internet è stato vittima di frodi e l’8% ha subito un furto di identità, una delle frodi più pericolose”.

    Cosa fare se si è vittime del cybercrimine?

    Denunciare l’accaduto alla polizia postale; comunicare quanto successo alla propria banca e controllare il conto corrente; bloccare conti e cambiare password se si ha anche solo il sospetto di essere vittime di un furto d’identità.

    E l’investigatore privato Roma cosa può fare in questi casi?

    Per chi è stato vittima di furti d’identità o truffe online, l’agenzia investigativa Roma Argo mette a disposizione un team di esperti, sia tecnici che legali, capaci di individuare i responsabili dell’illecito e raccogliere prove utili in sede giudiziaria. Il team per la cyber-security Argo è in grado di analizzare e bonificare il sistema oggetto dell’attacco e supportare la vittima in tutte le fasi dell’indagine.L’investigatore privato Roma Argo2001New è competente in materia di truffe informatiche e può aiutarti a recuperare il denaro perduto.

    <<Per saperne di più>>

    10 consigli per difendersi dalle truffe online

    Ed ecco, infine, 10 consigli per evitare di incappare nella rete dei cybercriminali:

    1. preferire siti ufficiali, certificati o notoriamente affidabili; diffidare di siti che non riportano l’indicazione della partita iva, i dati di contatto del venditore, termini e condizioni per l’acquisto;
    2. verificare che il portale sia dotato del protocollo a tutela dell’utente https e che l’indirizzo non sia scorretto o abbreviato;
    3. verificare l’esistenza di una pagina social network attiva e popolata di recensioni e/o richieste degli utenti;
    4. verificare le foto a corredo del prodotto: diffidare se sono di scarsa qualità ma anche se il testo dell’annuncio è troppo breve, mal scritto e fornisce informazioni poco chiare;
    5. prima dell’acquisto, effettuare una ricerca su un motore di ricerca per individuare eventuali commenti e feedback di utenti insoddisfatti o, peggio, truffati;
    6. diffidare di prezzi del tutto fuori mercato e di offerte eccessivamente convenienti;
    7. per il pagamento, utilizzare carte di credito ricaricabili, prepagate o pagamento al contrassegno;
    8. non fidarsi degli sms o della email che invitano a cliccare su un link e ad inserire password, dati di accesso ad un conto corrente, numero di carta di credito con scopi illegali (cosiddetto phishing);
    9. utilizzare le App ufficiali dei negozi online per completare l’acquisto;
    10. utilizzare software e browser aggiornati e un sistema antivirus a protezione del pc.

    Fonti:

    “Difenditi dalle truffe online”

    “Guida sicura agli acquisti online della Polizia postale”

     

     

  • Pagina Facebook o Sito Internet ?

    PRO e CONTRO sia di un sito web sia di una pagina Facebook …

    Differenze tra un Sito Web e Facebook
    Molte aziende che vogliono avere una presenza sul Web si chiedono sempre più spesso se aprirsi una pagina Facebook o un Sito Internet.
    Ormai quasi tutte le aziende in Italia hanno capito che devono essere presenti su Facebook dato che è importante “essere nel luogo dove i loro clienti trascorrono molto del loro tempo libero.”
    In alcuni casi alcune aziende hanno addirittura preferito scegliere una pagina Fan ad un sito Internet, forse per ottimizzare i costi, ma non solo; diciamo che la pagina Facebook è molto più flessibile di un sito Internet.
    Grazie alle Tab, inoltre, le pagine Facebook sono sempre più simili a dei mini siti, e da qualche tempo a questa parte addirittura vengono indicizzate da Google come dei veri e propri siti Web con dei Sitelink.
    Quest’ultima scelta non è la strategia migliore da seguire per qualsiasi tipo di azienda per un semplice motivo: La pagina Facebook come del resto tutto su Facebook non è di tua proprietà è di Mark Zuckerberg , a differenza del sito.
    Cosa accadrebbe se Facebook ed il resto dei Social Network dovessero perdere il proprio fascino e la gente stancarsi del loro utilizzo?
    La vostra attività e i “vostri” contatti che fine farebbero?

    SITO INTERNET AZIENDALE

    PRO :
    • Permettere l’acquisizione di nuovi clienti mirati che stanno cercando quel determinato prodotto o quel servizio.
    • Un sito web di proprietà può essere realizzato come si preferisce scegliendo grafica, colori e impostazioni.
    • E’ lo spazio su Internet di proprietà dell’azienda ritagliato sui punti di forza dell’azienda.
    • Trasmette affidabilita’ verso i clienti e aumenta la reputazione aziendale.
    • Parla al cliente anche attraverso le immagini, la grafica e il web design.
    • Si può “veicolare” il visitatore a compiere determinate azioni che ci interessano, compilare un form,ecc.
    • Il sito web può e deve essere ottimizzato SEO nei suoi contenuti e struttura.
    Grazie ai dovuti accorgimenti è possibile fare in modo di avere un sito internet ben posizionato nelle prime pagine di Google con diverse keywords di interesse.
    • Con un sito web professionale e dinamico si può ottenere quello che si vuole: un sito web e-commerce, photo gallery, prenotare online, un blog, funzioni personalizzate, ecc …. non si ha alcun limite!
    • Il visitatore riesce a trovare più semplicemente quanto cerca.
    • Con un siti dinamico è possibile commentare, recensire e consigliare prodotti acquistati aumentando quindi la notorietà e credibilità dell’azienda.

    CONTRO :
    • La realizzazione del sito internet ha un costo (anche se le soluzioni disponibili attualmente sono molte)
    • Senza un buon CMS, aggiornare il sito non è semplice
    • Farsi conoscere da nuovi potenziali clienti non è semplice con il solo sito internet se non costruito da professionisti del settore

    PAGINA FACEBOOK AZIENDALE

    PRO :
    • L’apertura della pagina è gratuita ma bisogna conoscere un minimo lo strumento.
    • Permette di gestire in modo più informale il rapporto con i clienti e potenziali clienti.
    • E’ più semplice da gestire anche per chi conosce anche solo a livello base Internet e il Web
    • E’ un ottimo strumento per farsi conoscere e mostrarsi al pubblico

    CONTRO :
    • La maggior parte dei contatti o già vi conosce o ha già acquistato prodotti e servizi da voi.
    • Tutti i contenuti e i contatti di Facebook sono limitati ,se ci dovessero essere problemi o cambiamenti molto del lavoro fatto andrebbe perso.
    • Per riuscire davvero ad ottenere visibilita’ è necessario investire in pubblicità a pagamento.
    • E’ un ambiente informale, quindi per alcune attività non risulta l’approccio migliore per ottenere risultati.
    • Le informazioni sono fornite in modo molto veloce ma poco approfondito.
    • La grafica di una pagina realizzata su Facebook è “fissa” ,poco personalizzabile ed a basso impatto visivo.
    • Le Tecniche SEO da poter usare sono minime.
    • Su Facebook le statistiche sono “ridotte” e tutte riconducibili ai Social e non in ambito SEO.
    • Non tutti usano o vogliono usare Facebook …. molte persone hanno una avversione verso i Social Network, quindi usando solo Facebook si rinuncia ad una possibile fetta di mercato.
    • Per alcune pagine o gruppi Facebook NON permette di visualizzare tutti i contenuti se non si è iscritti o loggati.
    • Una pagina su Facebook NON è “vostra” è di Facebook,se per qualche strano motivo decidessero di chiuderla oppure di farla divenire a pagamento….. non potete opporvi!

     

    CONCLUSIONI :

    La soluzione migliore sta nel mezzo …

    Sicuramente la soluzione migliore è quello di Realizzare un Sito Internet, anche base, accompagnato da una buona strategia sui Social in modo particolare Facebook,naturalmente con una pagina aziendale e non con un profilo personale.

    Quindi la risposta è semplice: Entrambi possono e devono convivere !!! “
    La soluzione migliore è unire i punti di forza di entrambi questi strumenti ” in modo da restituire un’immagine credibile e professionale con informazioni approfondite sui punti distintivi dell’azienda e distribuirli in modo informale e social a clienti fidelizzati e nuovi clienti.

    Inoltre con la pagina Facebook è possibile ampliare i temi trattati e parlare di argomenti correlati in modo da ampliare il bacino di utenza.

    Il sito internet è molto più flessibile, adattabile , funzionale e graficalmente più ad alto impatto visivo.
    La pagina Facebook è utile ma da abbinare / collegare ad un sito web con la quale la si potrà far “lavorare in sinergia” aumentando così la propria “brand identity”.

  • Ragazzi su Social e Chat in età troppo prematura, videogiochi e contenuti violenti fruiti già in età preadolescenziale.

    L’edizione 2018 dell’iniziativa G DATA “Cyberbullismo 0 in condotta” ha coinvolto circa 2000 ragazzi e 400 genitori di 9 provincie e 4 regioni italiane (Liguria, Piemonte, Lombardia, Marche). Risulta ancora preoccupante il livello di disinformazione dei ragazzi a fronte dei rischi a cui sono esposti in età fin troppo prematura.

    Bologna – Essenziale per G DATA l’attività di formazione degli allievi delle scuole elementari e medie inferiori condotta insieme allo specialista della sicurezza in Rete Mauro Ozenda tra febbraio e maggio 2018. “La consapevolezza di aver portato, laddove mancava, un’educazione e cultura digitale di base per consentire ai nativi digitali di navigare, condividere e sfruttare le enormi potenzialità che la Rete presenta, riducendone al massimo i pericoli è per noi un’enorme fonte di motivazione: l’80% delle informazioni trasmesse ai 2000 ragazzi e 400 genitori coinvolti nell’attività di sensibilizzazione erano sconosciute ai destinatari dell’intervento fino al giorno prima”, commenta Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia, che non manca di menzionare un dato particolarmente preoccupante: rispetto al 2017 si sono anticipati i tempi nell’utilizzo di console e tablet connessi a Internet, impiegati già a partire dai 6 anni senza alcuna restrizione né filtro sui contenuti.

    Dati allarmanti

    Il feedback raccolto sull’utilizzo di Internet e Social da parte dei ragazzi in età compresa fra i 9 e 13 anni è il seguente:

    • Nota positiva: rispetto all’anno precedente si riscontra una maggior consapevolezza dell’importanza di avere un antivirus su dispositivi Android. Solo il 20% dei ragazzi coinvolti non ne è dotato a fronte di una quota di impiego di device con questo sistema operativo del 95%
    • Il 90% afferma di non avere mai avuto un parental control sul dispositivo
    • Il 40% non protegge il proprio smartphone con doppio PIN e blocco schermo
    • L’80% tiene sempre attivi wifi e geolocalizzazione
    • L’80% naviga su internet prima dei 10 anni, tablet e console connessi a Internet sono impiegati già a partire dai 6 anni
    • I ragazzi di 11-13 anni sono iperconnessi e interconnessi: circa il 60% di loro è costantemente online. L’utilizzo medio di Internet, messaggistica istantanea e Social è di 5h al giorno. Prosegue sino a tarda sera e anche nelle ore notturne
    • In generale l’80% è attivo sui social (soprattutto Instagram e Musical.ly) prima del 13 anni, non si curano dell’innalzamento della soglia ai 16 anni a partire dall’entrata in vigore del GDPR, certi che i genitori daranno comunque l’autorizzazione all’utilizzo di queste piattaforme
    • Il 95% risulta “multitasking” a grave detrimento dell’attenzione
    • Il 95% usa Whatsapp (già a partire dalla quinta elementare), piattaforma preferita dai ragazzi delle medie la cui presenza su Snapchat è considerevolmente calata rispetto al 2017, poiché la piattaforma è considerata un doppione di Whatsapp
    • La maggior parte dei ragazzi crea nuovi profili social qualora si dimentichi la password di accesso, lasciando i profili “abbandonati” alla mercè dei cybercriminali
    • Videogiochi violenti già in quinta elementare (il 20% dei bambini) nonostante l’indicatore PEGI imponga un’età minima di 18 anni per l’esposizione a contenuti violenti
    • Una piccola percentuale ha già effettuato in quinta elementare acquisti in-app per un valore medio tra i 10 e i 50 Euro. Fenomeno da ariginare assolutamente poiché col tempo può portare a fenomeni di ludopatia
    • Sempre più spesso sono i figli ad indicare ai genitori come configurare nel giusto modo la privacy e la sicurezza sui profili social, imponendo loro a volte persino la modifica delle password della casella primaria di posta elettronica

    Social, Intrattenimento e videogiochi

    Il primo dato che emerge è il fatto che, eccezioni a parte, sui dispositivi dei ragazzi manca qualsiasi funzionalità di Parental Control o Protezione Minori, restrizioni e opportune configurazioni che dovrebbero consentire da un lato al genitore di controllare il figlio dall’altro di evitare che i bambini finiscano su contenuti inadatti, utilizzino giochi non adatti alla loro età, o ne abusino in termini di tempo dimenticandosi di tutto il resto. I nativi digitali utilizzano i dispositivi connessi alla Rete in modalità “multitasking”. Un modus operandi foriero di distrazioni che, quando si utilizzano strumenti quali Whatsapp o Instagram possono tramutarsi in un serio problema. Basti pensare all’inoltro di un contenuto strettamente personale a un gruppo anziché all’amico del cuore piuttosto che condividere l’immagine sbagliata sul proprio profilo Instagram.

    In termini di messaggistica istantanea Whatsapp risulta essere lo strumento preferito dai ragazzi delle medie per comunicare con amici e parenti preferito. Hanno un gruppo per ciascun hobby o attività sportiva che condividono con i amici e non (i ragazzi risultano collegati mediamente ad almeno 5 gruppi: quello della classe, dei parenti più stretti, dei gamer, delle muser e dell’attività sportiva che svolgono). Sono inconsapevoli del fatto che un messaggio inviato e poi cancellato si possa comunque recuperare.

    Fra i Social il più usato fra le ragazzine nella fascia 9-12 anni resta Musical.ly. Sebbene rispetto al 2017 si sia riscontrata una maggior attenzione circa l’attivazione di un profilo privato su questa piattaforma una parte dei fruitori accetta comunque richieste di amicizia di sconosciuti facendo dunque decadere i benefici derivanti dal profilo privato. Altra differenza rispetto all’anno precedente è il calo drastico di iscritti nella fascia tra i 13 e i 14 anni, che l’abbandonano per un improvviso pudore. Purtroppo però, quando decidono di farlo, cancellano l’app pensando di aver disattivato l’account, che invece rimane in standby a disposizione del primo “cacciatore di profili abbandonati” intento al furto d’identità. Quello dei profili abbandonati è un problema è abbastanza comune fra i giovani: una volta iscrittisi a un servizio, qualora ne dimentichino la password non tentano di recuperarla, generano semplicemente un nuovo profilo. Scarsa quindi l’attenzione nella gestione delle password e dei dati personali inseriti sui profili e condivisi con perfetti sconosciuti. Sino ai 16 anni i bambini che utilizzano i social dovrebbero sempre avere un nickname di fantasia, una foto profilo di fantasia, dati personali oscurati, cosa che avviene nel minor numero di casi.

    Musica, immagini e video sono il tipo di contenuti che maggiormente attrae i ragazzi. Immagini e foto in particolare vengono condivise per lo più su Instagram. Anche questo caso, rispetto all’anno precedente, i ragazzi sono maggiormente consapevoli dell’importanza di gestire un profilo privato ma il desiderio di sapere chi ha sbirciato o si ha salvato le immagini o video postati prende il sopravvento e spinge molti di loro (soprattutto le ragazze) a creare profili aziendali per poter vedere chi e quanti hanno consultato il loro profilo, hanno guardato le immagini e i video postati, fruendo delle statistiche aggiornate appannaggio delle aziende, rinunciando ai vantaggi del profilo privato.

    Entrando poi nel mondo dell’intrattenimento, i ragazzi in particolare prediligono videogiochi quali Minecraft , Clash Royale, Fortnite e GTA. Quest’ultimo impiegato per un buon 20% già in quinta elementare, nonostante l’indicatore PEGI ne consigli la fruizione a partire dai 18 anni per la continua esposizione a contenuti di tipo violento.

    Fra le principali piattaforme di intrattenimento musicale ricordiamo Spotify (scaricato su alcuni device e craccato per usufruire delle funzioni altrimenti a pagamento) e per le Serie TV da evidenziare Netflix con abbonamento PREMIUM che consente la visione contemporanea su 4 schermi (uno paga l’abbonamento e poi si dividono i costi in 4).

    Rispetto all’installazione delle app permane la superficialità e la carente verifica delle recensioni delle app. Una buona percentuale di ragazzi utilizza aptoide, negozio online di applicazioni che, se utilizzato impropriamente per scaricare applicazioni craccate, aumenta notevolmente il rischio di essere infettati da malware.


    L’infografica intera è reperibile qui


    GDATA

    Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso. G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer. Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati. L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media. Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

  • IL POSTO BARCA SI PRENOTA ONLINE!

    STA PER INIZIARE LA NUOVA STAGIONE DI DOCKBOOKING, L’UNICA APP CHE PERMETTE DI PRENOTARE DIRETTAMENTE I POSTI BARCA NEI MIGLIORI PORTI DEL MEDITERRANEO

    DockBooking è l’app, gratuita, in grado di aiutare gli amanti del mare nella ricerca del porto migliore dove sostare. E’ sufficiente inserire le caratteristiche della barca ed

    in soli 5 click è possibile prenotare e ricevere conferma della disponibilità del Marina scelto, il tutto in tempo reale.

    Per venire incontro alle numerose richieste del pubblico internazionale l’applicazione è disponibile in Italiano, Francese, Inglese e, a breve, verrà implementato anche il Tedesco.

    Un modo innovativo di pensare alla navigazione che offre un’esperienza sempre più rapida e pratica, infatti, inserendo tutti i dettagli dell’imbarcazione, dalla lunghezza al pescaggio, l’applicazione è in grado di confrontare le disponibilità dei Marina in due modalità:

    • Nelle vicinanze: propone una selezione geolocalizzata dei porti più vicini e fornisce informazioni di  distanza, tipo di attracco, venti nei vari periodi dell’anno e tipo di fondale.
    • Pianifica gli attracchi: da casa o dal lavoro è possibile pianificare gli attracchi in modo semplice e intuitivo.

    I vantaggi non si limitano ai servizi offerti agli amanti del mare, anche i porti hanno a disposizione uno strumento utile:

    infatti i Marina hanno l’opportunità di utilizzare un sistema gestionale avanzato per la prenotazione, limitando le riservazioni a vuoto ed i mancati pagamenti. Possono inoltre godere di tutti i benefici della promozione globale che Dockbooking propone sui loro servizi.

    “Grazie al lavoro completato nell’anno passato, la copertura sul Mediterraneo è estremamente soddisfacente e sta crescendo sempre di più. Nuovi affiliati come il Marina Yachting di Siracusa, il Porto di Alghero e Venezia Certosa Marina, sono porti strategici sul territorio.” – commenta Federico Antonini, responsabile affiliazioni porti del gruppo.

  • Per raggiungere il nostro obiettivo non ci servono file: ecco Rozena, il malware “fileless”

    Un nuovo approccio per una vecchia tecnica

    Bochum (Germania), 3 luglio 2018

    I malware privi di file fanno leva su vulnerabilità per avviare comandi malevoli o lanciare script direttamente dalla memoria utilizzando strumenti di sistema legittimi come Windows PowerShell. Code Red e SQL Slammer sono stati pionieri dei malware “fileless”, il cui utilizzo risale all’inizio del 2000. Un approccio che sta nuovamente prendendo piede.

    Nella prima metà dell’anno il termine attacco “fileless” è stato sulla bocca di tutti all’interno della comunità di Cyber Security. È una tecnica di attacco nota da quasi vent’anni, che non prevede lo scaricamento o il deposito di file malevoli sul disco fisso per eseguire comandi o script illeciti, bensì li lancia direttamente dalla memoria sfruttando strumenti legittimi.

    Tuttavia, oggi è necessario differenziare: il termine “fileless” può essere una denominazione impropria se pensiamo che ci sono attacchi che possono coinvolgere la presenza di file nel computer, come un allegato di una mail di spam. Una volta eseguito, il malware potrebbe comunque salvare un file nel disco e successivamente usare la tecnica “fileless” per raccogliere informazioni sul sistema e diffondere l’infezione attraverso la rete tramite exploit o iniezioni di codice che lanciano comandi illeciti  direttamente dalla memoria tramite strumenti di sistema legittimi. Nel solo 2017, il 13% dei malware che abbiamo registrato si avvaleva di PowerShell per compromettere i sistemi.

    Da quando PowerShell e Windows Management Instrumentation sono stati integrati come strumenti del sistema operativo Windows, se ne abusa largamente per attività fraudolente. Un noto malware che utilizza PowerShell per scaricare ed eseguire codici malevoli è il downloader Emotet.

    Rozena

    Ci sono anche vecchi malware mutati in attacchi “fileless”. Questi malware hanno l’obiettivo di essere più efficienti nell’infettare le macchine e di evitare di essere localizzati: un esempio è Rozena.

    Rozena è un malware che crea una backdoor in grado di stabilire una connessione shell remota con l’autore. Una connessione andata a buon fine è preoccupante in termini di sicurezza, sia per la macchina infetta, sia per gli altri comuputer collegati alla stessa rete.

    Visto per la prima volta nel 2015 Rozena ha fatto il suo ritorno nel marzo 2018. Il nuovo Rozena, come la sua versione precedente, mira ancora al sistema operativo Microsoft Windows, ma ciò che fa la differenza è il suo adattamento alla tecnica “fileless” e allo sfruttamento di script PowerShell per raggiungere il proprio obiettivo.

    Nello specifico, dato che una delle funzioni standard di Windows è quella di non mostrare l’estensione dei file, è semplice per l’autore del malware camuffarlo in modo da farlo apparire innocuo. Rozena ad esempio usa l’icona di Microsoft Word ma è in realtà un eseguibile di Windows.  Essere infettati con un malware che può letteralmente fare quello che vuole con macchina compromessa, i documenti archiviativi e la rete a cui è collegata è terrificante, per il congruo numero di minacce che trovano accesso al sistema e per l’alto potenziale dannoso (l’analisi tecnica completa è reperibile sul Blog di G DATA). Ora che Rozena segue la via del “fileless” per insediarsi ed eseguire i propri codici, la sua attività malevola si intensifica.

    Secondo un recente studio condotto da Barkly in collaborazione con l’Istituto Ponemon, che ha visto coinvolti 665 responsabili IT, è emerso che gli attacchi “fileless” sono 10 volte più efficaci rispetto ai “file-based”.

    Prevenzione

    Il malware si adatta con il cambiare del mondo, non stupisce quindi l’uso di strumenti legittimi integrati per sferrare attacchi lasciando gli utenti indifesi. Fortunatamente però c’è ancora un modo per proteggersi da questi tipi di attacchi:

    1. Mantenere i sistemi operativi e i programmi sempre aggiornati, inclusa l’installazione delle patch di sicurezza. Questo perché è noto come i sistemi più datati abbiano molte vulnerabilità che possono essere sfruttate per attacchi informatici.
    2. È fortemente sconsigliato scaricare, salvare ed eseguire file di provenienza ignota. Gli autori di malware usano ancora i canali tradizionali per spingere gli utenti ad eseguire file malevoli. Se disabilitare gli strumenti di sistema, soprattutto PowerShell non è un’opzione, si può configurare PowerShell in modo da prevenire l’esecuzione di script sospetti.
    3. Impostare la modalità Constrained Language di PowerShell – questo limiterà le capacità di PowerShell, rimuovendo funzionalità avanzate come chiamate .Net e Windows Api, la maggior parte degli script PowerShell infatti si avvalgono di questi parametri e metodi.
    4. Abbinare PowerShell con AppLocker – questo impedirà l’esecuzione di binari non autorizzati.
  • Innovazioni tecnologiche: sempre più avanzati i sistemi MES per la gestione del piano di produzione

    Più controllo ed ottimizzazione della produzione aziendale con software specifici

     

    Finalizzati alla gestione e al controllo della funzione produttiva di un’azienda, i sistemi MES (Manufacturing Execution System) sono stati creati per controllare ed ottimizzare i processi e i flussi produttivi, assicurando la corretta gestione dei carichi macchina e dell’avanzamento della produzione.

     

    In termini pratici si tratta di un insieme integrato di funzioni che collegano pianificazioni e sistemi di controllo, progettazione e produzione, forza vendita e spedizioni, clienti e logistica.

    Questo sistema informativo coinvolge gli ordini, gli avanzamenti in quantità e tempo, il magazzino, nonché i dispositivi installati a bordo macchina, per dedurre informazioni utili ad integrare l’esecuzione della produzione ed al suo controllo.

     

    Ad oggi sono tante le aziende che adottano questi sistemi.

    Al fine di agevolare gli addetti delle aziende, Pro-Vision – azienda che sviluppa soluzioni software per la logistica – ha implementato un proprio MES capace di generare e gestire, in modo razionale e automatico, il Piano Generale di Produzione.

    La piattaforma Dynamic Plant – MES permette infatti di gestire e personalizzare, in modo semplice ed immediato, i processi di gestione e controllo della produzione dell’azienda.

     

    Gli aspetti cardine dei processi di pianificazione della produzione sono quindi quelli della previsione della domanda, della gestione delle scorte, del monitoraggio della produzione, della coordinazione della distribuzione e del trasporto.

     

  • Trasmissioni, scommesse, partite: cosa succederebbe se gli hacker prendessero il controllo dei Mondiali di calcio?

    Anche in occasione del 21° mondiale di calcio di cui si sono già disputate le prime partite la maggior parte delle sfide avranno luogo nel mondo “reale”, in Russia, tuttavia non sono le uniche! Alcune “partite” si giocheranno anche nel mondo virtuale: che siano essi adibiti alla gestione delle trasmissioni, di piattaforme di scommesse o alla vendita di biglietti, anche i sistemi IT necessitano di una difesa ben schierata.

    Come avviene con tutti gli eventi sportivi di portata globale, anche la Coppa del Mondo di calcio rappresenta un’ottima occasione per riunire i fan di questo sport ma non solo, è anche palcoscenico di tensioni tra i governi, come dimostrato dalle recenti questioni tra Russia e Ucraina. La principale differenza tra le partite sull’erba e gli attacchi virtuali è che gli hacker di solito fanno attenzione a non mostrare i loro colori: l’obiettivo è di lasciare il minor numero possibile di tracce. Le attribuzioni sono un gioco politico piuttosto che una questione di IT; ci vuole “naso” per distinguere le impronte digitali reali da quelle fasulle lasciate di proposito dagli attaccanti.

    I fornitori di connettività, gli operatori televisivi e persino i router xDSL sono potenziali bersagli per raggiungere un obiettivo, che non è tanto quello di creare scompiglio tra gli spettatori interrompendo le trasmissioni quanto piuttosto quello di screditare il Paese organizzatore cagionando interruzioni del servizio di infrastrutture critiche come ospedali o reti stradali. La Russia farebbe così (ancora) notizia in ambito cyber …

    Trasmissioni televisive: l’annosa questione dei diritti sulle informazioni

    Qualsiasi trasmissione di una partita di calcio è esposta al rischio di pirataggio o manomissione: i cybercriminali possono limitarsi ad un semplice blocco “improvviso” del segnale (un po’ come quando Amélie Poulain staccava l’antenna del vicino per vendicarsi) fino ad attacchi molto più estesi, quasi di scala industriale. La questione è complessa: è necessario poter trasmettere informazioni, ma non troppo, fornire un servizio ai clienti (in caso di caso di canali “premium”) ma assicurarsi che gli stessi non possano abusare del segnale televisivo che ricevono per condividerlo con terzi.

    Come ci si può difendere da tale pratica? Come si codificano i dati da trasmettere? Un qualsiasi utente con cattive intenzioni (o troppo buone, a seconda del punto di vista) può mettere le mani su un flusso televisivo in chiaro e inoltrarlo altrove. Un rischio che rimanda alla gestione dei diritti televisivi digitali: come garantite che qualcuno che sta guardando una trasmissione “premium” non cifrata non possa ritrasmetterla? Diversi operatori televisivi premium per quest’anno hanno optato per la fruibilità gratuita dei propri programmi sportivi, per vanificare sul nascere eventuali tentativi di pirataggio. Questa scelta però implica la necessità di identificare altre fonti di guadagno (attraverso contenuti aggiuntivi o pubblicità).

    Piattaforme di scommesse e mercato nero: l’integrità dei dati è fondamentale

    La sfida principale nella commercializzazione dei biglietti per via elettronica non è tanto la riservatezza dei dati, quanto la disponibilità del servizio e l’autenticità di quanto venduto. Come la precedente Coppa del Mondo in Brasile, anche il torneo di quest’anno è stato oggetto di massicce campagne di phishing atte alla vendita di biglietti fasulli. In combinazione con attacchi denial of service (DoS), la situazione potrebbe diventare esplosiva: se un sistema di accesso allo stadio non fosse in grado di distinguere i biglietti veri da quelli falsi si potrebbero generare gigantesche code all’ingresso dando luogo a problemi di sicurezza molto reali. Per assurdo, provate ad immaginare lo spettacolo che offrirebbe al mondo lo svolgimento delle semifinali o delle finali in uno stadio quasi vuoto, con la maggior parte degli spettatori bloccati ai cancelli … O giornalisti sportivi relegati alle loro sale stampa senza connessione a Internet. Ecco perché i dati devono essere protetti da firewall, essere ospitati su infrastrutture ridondate e ripristinabili tramite backup operativi, anche senza accesso a Internet.

    La questione dell’integrità dei dati non dovrebbe ovviamente essere trascurata: è importante sapere se la persona giusta è in possesso del giusto biglietto. Ma dal momento che questo tipo di frode elettronica ha conseguenze meno disastrose, il problema dell’integrità ha una priorità inferiore rispetto a quello della disponibilità del servizio. L’aspetto della Coppa del Mondo in cui l’integrità dei dati è più critica, sono le piattaforme di scommesse: come assicurarsi che le vincite vadano alla persona giusta, a colui che ad esempio ha avuto l’intuizione di pronosticare l’improbabile gol con cui l’Islanda è riuscita a pareggiare con l’Argentina? Ovviamente è possibile cifrare le informazioni e in questo caso, in particolare, utilizzare la tecnologia delle firme crittografiche per assicurarsi che il pronostico sia stato inserito dalla persona giusta (il sito di scommesse, non l’hacker), al momento giusto (preferibilmente prima del gol!), e che il denaro venga poi versato nel modo giusto attraverso una transazione bancaria.
    A differenza dei sistemi che privilegiano la disponibilità dei dati / servizi, ad esempio con i biglietti, in questo caso l’integrità dei dati prevale sulla disponibilità – non ha senso continuare ad utilizzare una cassaforte una volta depredata. Su un sito di scommesse online è quindi necessario assicurarsi che le scommesse siano archiviate in luoghi protetti dagli attacchi, non necessariamente con sistemi ridondati o tramite back-up ma con misure per la protezione completa della rete che combinino crittografia, parole chiave, firewall e un sistema di analisi automatizzato per identificare comportamenti fraudolenti all’interno del flusso di dati.

    E le partite?

    All’interno dello stadio, mentre i telecronisti sportivi hanno bisogno di un collegamento per farci vivere l’azione dal vivo, i furgoni preposti alla trasmissione della partita, con le loro enormi antenne montate sul tetto, sono per lo più autonomi e collegati direttamente ai satelliti. A meno che qualcuno non sia fisicamente lì a dirottare il segnale del furgone – e riesca a non farsi prendere – è improbabile che si possa hackerare il satellite nel pieno della trasmissione del match.

    Almeno sul campo, tutti possono stare tranquilli. Per il momento, la probabilità che gli hacker manipolino in tempo reale il VAR (video assistant referee) del tiro di Gignac finito contro il palo in un gol contro il Portogallo è ancora fantascienza. E anche un VAR integralmente manomesso non potrà certo far credere che Sergio Ramos possa deviare con il pensiero il gol della squadra avversaria – ci sono (teoricamente) ancora persone reali con il compito di verificare ogni dettaglio.

    E facendo attenzione a semplici regole di comportamento nel mondo digitale, anche i giocatori dovrebbero essere al riparo dai tentativi di destabilizzazione: il governo britannico si è persino spinto al punto di informare il team inglese sui rischi di attacchi informatici ai danni dei loro smartphone o delle console di gioco! Finché i giocatori non saranno androidi hackerabili da remoto, si può ancora sperare di vedere una partita condotta lealmente.

    L’anello debole della catena, al momento, è e rimane la ritrasmissione della partita, non quella dal furgone, ma dalla casa del telespettatore. Una volta diffuso il match i contenuti audio o video restano indisponibili per poco tempo al di fuori del mercato tradizionale. Assicurarsi che una o anche dieci persone di fiducia si attengano ai vincoli di confidenzialità è una cosa, aspettarselo da parte di centinaia di milioni di spettatori è un’utopia.
    Ma è davvero questo il problema più serio? Il 20 maggio scorso, Michel Platini ha dichiarato che la Coppa del Mondo del 1998 è stata manipolata dai suoi organizzatori per evitare una partita tra Francia e Brasile prima della finale. E se, per il prossimo Mondiale tra quattro anni lasciassimo organizzare l’evento all’Intelligenza Artificiale e agli umani giusto il gioco sul campo?

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  • Cosa non devi fare su un unità SSD

    Ci sono alcune operazioni che non bisogna mai fare su un computer con unità SSD, anche se erano abituali on i normali dischi rigidi:

    Non deframmentare

    I dischi SSD non devono essere mai deframmentati. Di solito questa operazione viene effettuata sui dischi rigidi per aumentarne le prestazioni liberando spazio, ma sulle unità SSD è totalmente inutile.

    Inoltre i settori di archiviazione su un’unità SSD hanno un numero limitato di scritture quindi la deframmentazione, che sposta i dati da una parte all’altra del disco, avrà come conseguenza di rovinare la memoria SSD.

    Non memorizzare file di dimensioni troppo elevate

    Le unità SSD sono più piccole, più leggere e più veloci rispetto ai normali dischi rigidi, ma di solito hanno capacità piuttosto ridotte. L’unità SSD è quindi l’ideale per fare girare il sistema operativo del computer e i vari programma, ma è assolutamente inadatta per registrarci  sopra videogiochi o film.

    Riempire l’unità può rallentare di molto le prestazioni, quindi per i file di grandi dimensioni è consigliato acquistare un hard disk esterno.

    Non riempire l’unità SSD

    Come già accennato al punto precedente, è importante, per tenere il computer veloce, lasciare sempre un po’ di spazio libero sul disco a stato solido. Il problema è che quando un disco SSD ha molto spazio libero, ci sono molti blocchi vuoti quindi quando si va a scrivere un file, trova subito dove metterli.

    Quando un SSD ha poco spazio libero, i blocchi sono tutti parzialmente riempiti. Quando si va a scrivere un file, il computer dovrà leggere un blocco non vuoto nella sua cache, modificarlo con i nuovi dati e poi scriverlo sul disco.

    I file eliminati non sono recuperabili tramite i normali programmi di recupero dati

    Le unità SSD utilizzano il comando TRIM, che permette ad un sistema operativo di indicare i blocchi che non sono più in uso in un’unità a stato solido (o “SSD”), come ad esempio i blocchi liberati dopo l’eliminazione di uno o più file.

    Solitamente, nei normali sistemi operativi, i file eliminati vengono semplicemente contrassegnati come file da sovrascrivere, rimanendo quindi in attesa all’interno del PC per essere sovrascritti quando verranno immessi nuovi dati.

    Nei sistemi operativi che supportano TRIM invece i file vengono eliminati immediatamente. Quando si elimina un file, il sistema operativo informa il disco a stato solido che il file è stato eliminato con il comando TRIM, ed i suoi settori vengono immediatamente cancellati e non possono più essere recuperati.

    Articolo offerto da Recovery Italia, centro di recupero dati hard disk professionale a Roma: http://www.recuperodatiroma.com/

  • Come recuperare dati dal cellulare in informatica forense

    Come può essere utile un telefono cellulare durante un investigazione? In molto modi diversi. Infatti viene spesso utilizzato, oltre che per risolvere crimini violenti, anche dagli investigatori provati per risolvere casi di tradimento coniugale o di spionaggio aziendale.

    Normalmente si pensa che una volta eliminate le prove fisiche di un crimine la si possa fare franca, senza tenere in conto il fatto che un cellulare contiene una enorme quantità di dati. E’ facile da capire, basta pensare a un accessorio che ormai è disponibile e spesso attivo automaticamente in tutti i telefoni: il GPS. Un investigatore esperto è in gradi di sapere dove è stato quel telefono piuttosto facilmente.

    Tua moglie ieri sera era nel locale insieme alle sue amiche oppure era a casa del suo amante? Il telefono sa perfettamente dove si trovava in ogni preciso momento, quindi è possibile scoprirlo.

    Alcune persone utilizzano i social networks per tradire il proprio partner. E’ diventato ormai una moda seguita da molti. Il telefono contiene la cronologia di tutte le attività svolte sui social networks, che si sia utilizzatoi l’accesso diretto ainternet oppure un app. Anche se la cronologia è stata eliminata, così come delle fotografie compromettenti, può essere tutto recuperato se non è passato un periodo troppo lungo dalla cancellazione.

    I furti in azienda da parte dei dipendenti sono un tipo di reato molto comune. Se i dipendenti utilizzano cellulari aziendali è possibile visualizzare tutti i loro dati e sapere dove si trovavano e fino a che momento.

    Il recupero dei dati a scopo investigativo può essere fatto rapidamente e con discrezione. Ecco quali sono i casi più frequenti:

    • Quando si sospetta che il coniuge sta avendo una storia con un altra persona;
    • Quando si ha un problema legale di qualunque tipo con parenti, amici o altro;
    • Viene spesso utilizzato per tenere sotto controllo gli adolescenti da parte dei genitori;
    • Viene anche spesso utilizzato dalle aziende per tenere sotto controllo i dipendenti (quando vengono utilizzati telefoni aziendali).

    I dati possono essere recuperati da qualunque tipo di dispositivo elettronico: PC, notebook, tablet, cellulari ecc.

    Gli elelmenti acquisiti in questo modo possono essere utilizzati in tribunale per risolvere problemi di qualunque tipo: omicidi, furti, divorzi, problemi con la custodia dei figli, licenziamenti, ecc.

    Un esperto di recupero dati hard disk è in grado di recuperare:

    • SMS e MMS,
    • contatti,
    • conversazioni sui social networks,
    • registro delle chiamate,
    • cronologia di navigazione internet,
    • informazioni di geolocalizzazione,
    • applicazioni smartphone,
    • e-mail, immagini, video e registrazioni audio.

    Articolo offerto da Recovery Italia, centro di recupero dati hard disk professionale a Roma: http://www.recuperodatiroma.com/

  • Ulteriori limitazioni della privacy digitale dei cittadini russi: un commento

    Agli utenti di Telegram potrebbe essere impedito l’accesso a questo strumento di comunicazione anonima

    Il governo russo sta tentando di vietare l’uso del servizio di messaggistica istantanea “Telegram”. Il commento di Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA.

    L’uso di soluzioni VPN e servizi proxy non regolamentati è già stato sufficientemente criminalizzato in Russia: per ottenere una autorizzazione ufficiale, gli operatori VPN devono essere conformi alle normative sulla censura vigente in Russia ossia bloccare siti specifici anche all’interno di un traffico VPN cifrato. Le autorità gestiscono una lista nera di siti inclusi in questa categoria. L’elenco contiene qualunque sito che presenti contenuti ritenuti illegali o dannosi. Ogni operatore VPN deve quindi applicare tale filtro sulla navigazione di qualsiasi utente. Devono anche essere in grado di condividere i dati riguardo agli utenti del rispettivo servizio VPN su richiesta delle autorità, una cosa che molti operatori non possono fornire perché non raccolgono / archiviano questi dati. Da diverse settimane il governo russo sta cercando modi di vietare l’uso di applicazioni IM cifrate. L’obiettivo principale è il servizio di messaggistica Telegram – ironia della sorte, Telegram ha radici russe. Dopo aver incassato un rifiuto di consegnare le chiavi di cifratura del servizio alle autorità per la sicurezza russa (e quindi aprire una back-door per le autorità) da parte del fornitore, determinati indirizzi IP sono stati bloccati in modo mirato per limitare l’uso di Telegram. Con scarso successo, come hanno ammesso le stesse autorità. In secondo acchito le autorità russe hanno cercato di mettere sotto pressione Apple e Google al fine di far loro rimuovere dai rispettivi store locali la app corrispondente, secondo una procedura simile a quanto già in vigore per le VPN: la tecnologia viola la normativa russa sulla censura.


    L’argomentazione è identica: si ritiene che la app sia utilizzata per pianificare e coordinare attività terroristiche. Per questo motivo deve essere monitorabile da parte delle autorità. Adeguarsi alle normative russe non implica un divieto di usare una VPN o la cifratura ma priva queste ultime del proprio scopo: le autorità vogliono essere in grado di identificare chiaramente gli utenti nonostante la cifratura e l’anonimizzazione, un controsenso rispetto allo scopo primario di queste soluzioni. Il legislatore russo desidera che tutti i servizi di messaggistica siano associati al numero di telefono dell’utente, quindi chiaramente riconducibili alla persona che se ne avvale.

    Un esempio

    In passato abbiamo già espresso la nostra grande preoccupazione verso approcci di questo tipo. Preoccupazioni ora confermate – questi eventi creano un nuovo precedente per un divieto della protezione della privacy personale. Anche la Germania sta cercando modi per consentire alle autorità giudiziarie di monitorare i canali per la comunicazione cifrata in situazioni che giustifichino questa misura e quindi di accedere alle comunicazioni dei singoli individui, ne è un esempio la bozza di legge formulata dagli organismi incaricati dell’applicazione della legge nella Renania del Nord / Vestfalia. In Italia le normative riguardano primariamente la conservazione e consegna dei dati di navigazione degli utenti in caso sia ritenuto necessario ma non ancora di accesso delle autorità alle comunicazioni cifrate.

    Lo voglio dire ancora una volta molto chiaramente: non solo io personalmente ma anche numerosi altri esperti di sicurezza IT considerano questa procedura estremamente pericolosa e non foriera di alcun tipo di successo a lungo termine – la legislatura precedentemente citata sull’uso delle VPN è già stata fortemente criticata su molti fronti per la stessa ragione.

    Fare compromessi sulla sicurezza in nome della sicurezza

    Non c’è prova alcuna che le attività criminali diminuiscano a fronte di una maggior sorveglianza. Inoltre, misure come il divieto di utilizzare servizi di comunicazione cifrata hanno un impatto negativo di lunga durata sulla fiducia dei cittadini nei rispettivi governi in generale e nelle autorità preposte a garantire la loro sicurezza in particolare. Ecco perché è fondamentale discutere apertamente soprattutto pubblicamente di questo approccio – ma ciò non sta accadendo, nonostante sia di vitale importanza in questo momento. Il fatto che la reazione pubblica a questi tentativi risulti così limitata (se paragonata a precedenti discussioni su argomenti simili) è allarmante e sembra suggerire che molti si siano stancati di parlarne – si potrebbe quasi ipotizzare che sia preferibile rinunciare parzialmente a proteggersi se da queste misure scaturisce un beneficio per il senso di sicurezza soggettivo. Il fatto che misure che implicano un’infiltrazione sistematica nella privacy dei singoli cittadini siano invariabilmente giustificate con preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale dovrebbe far sorgere qualche dubbio e domande su chi realmente beneficia di queste regolamentazioni. Fino ad ora le normative su questa tematica non sono mai state abrogate nonostante si siano dimostrate del tutto inefficaci e non in grado di produrre i risultati auspicati.

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  • TopNetwork lancia Youmble, un’innovativa soluzione di Connected Mobility

    Nei primi anni 2000, Kevin Ashton stava ponendo le basi per quello che sarebbe diventato l’Internet of Things (IoT, o Internet delle cose) presso il laboratorio Auto-ID del MIT (Massachusetts Institute of Technologies). Il concetto era semplice ma potente: se tutti gli oggetti della vita quotidiana fossero dotati di identificatori e connettività wireless, questi oggetti potrebbero comunicare tra di loro e essere gestiti da computer.

    La maggior parte di noi pensa di essere connessa in termini di computer, tablet e smartphone. Lo IoT descrive un mondo in cui qualsiasi cosa può essere collegata e comunicare in modo intelligente. In altre parole, con l’Internet delle cose, il mondo fisico sta diventando un unico grande sistema informativo. L’Internet of Things tratta quindi di oggetti intelligenti dotati di identità, che possono essere localizzati e che hanno capacità di interazione con l’ambiente circostante e di elaborazione dati.

    In questo contesto si va a inserire Youmble, una azienda del Gruppo TopNetwork, che ha sviluppato una piattaforma innovativa di advanced IoT che si inserisce nel settore della Connected Mobility, ideale per la connettività e la gestione dei dati dei veicoli in tempo reale. Youmble è un’unica soluzione che offre differenti servizi, quali: una Black Box, un antifurto satellitare, un sistema di eCall e la diagnostica da remoto.

    La black box Di Youmble, inserita nella presa OBD del veicolo, trasmette i dati alla centrale operativa, che fornisce assistenza immediata in caso di incidente. Inoltre il dispositivo è anche un elemento probatorio in caso di incidente stradale, ad eccezione che il dispositivo venga manomesso o non dovesse funzionare correttamente (Art. 132-ter del Codice delle Assicurazioni).

    Con l’antifurto satellitare di Youmble, invece, il conducente può localizzare il veicolo e proteggerlo da possibili furti attraverso il blocco motore da remoto. La soluzione comprende un’applicazione mobile grazie alla quale il guidatore vede i dati relativi al proprio veicolo, come lo stato di salute, le manutenzioni, la posizione, in tempo reale sul proprio smartphone.

    Youmble include, tra le altre cose, l’installazione del sistema eCall sugli autoveicoli, anche quelli immatricolati prima del 31 marzo 2018. Premendo il tasto eCall è possibile avvisare la centrale operativa, la quale individua il mezzo e in caso di necessità, contatta l’autofficina, le forze dell’ordine oppure invia sul luogo in cui si trova l’autovettura, un carro attrezzi gratuitamente.

     

    Per maggiori informazioni: www.topnetwork.it

  • Recupero dati forense da hard disk

    servizi di recupero dati consistono nel recupero dei dati dal disco rigido del computer.

    Il disco rigido potrebbe essere stato formattato oppure danneggiato fisicamente; il recupero forense dei dati è un ramo speciale dell’informatica che si occupa del recupero di dati importanti per garantire che vengano ripristinati il più possibile come erano nel loro stato originale. Inoltre un analista informatico deve essere in grado di tracciare il percorso di tali dati per determinare il motivo per cui sono stati persi (potrebbero essere stati eliminati per coprire le prove di un crimine).

    Per riuscire nel recupero dei dati, lo specialista utilizzerà degli strumenti e delle attrezzature speciali per l’identificazione dei dati: dati attivi, dati d’archivio e dati latenti.

    dati attivi sono i normali file che possono essere visti da chiunque utilizzi il sistema operativo del computer.

    dati d’archivio sono i file crittografati memorizzati tramite il backup.

    Questi due tipi di file sono facili da recuperare e possono essere trasferiti  e memorizzati su un qualunque tipo di supporto.

    dati latenti sono un pò più complicati, in quanto si riferiscono ai file che sono stati eliminati dal computer, oppure dati che erano memorizzati su un disco che successivamente è stato formattato.

    Questi file sono ancora recuperabili tramite l’ausilio di software specializzati, in grado di visualizzare il contenuto del disco senza fare affidamento sul partizionamento delle tabelle del drive. Questi software in genere offrono la possibilità di ripristinare i file al loro stato attivo per poi trasferirli su un supporto diverso per la masterizzazione. Una volta trasferiti, questi file possono ancora essere inseriti in un file system attivo per ridurre al minimo le eventuali perdite subite a causa della mancanza dei dati in questione.

    L’analisi forense comporterà una analisi dettagliata delle informazioni contenute nel disco. L’obiettivo non è quindi solamente quello di fornire un servizio di recupero dei dati, ma la determinazione di come tali dati sono stati persi e, cosa più importante, chi ne è stato coinvolto. In questi casi speciali vengono utilizzate tecniche e metodologie forensi specifiche, specializzate nell’esaminare frammenti di file ancora memorizzati che non sono stati sovrascritti.

    Gli specialisti di recupero dei dati forense procedono quindi a catalogare tutti i dati attivi, quelli di archivio e i dati latenti. Questo include i file che sono stati eliminati, i file protetti da password, i file crittografati e tutti quei file che l’utente ha cercato di nascondere. Un esame dei registri relativi al server, al log del firewall, i log del proxy e simili, sarà effettuato per ricreare le condizioni esatte del momento in cui i dati sono stati persi.

    Articolo offerto da Recovery Italia, centro di recupero dati hard disk professionale a Roma: http://www.recuperodatiroma.com/

  • Le imprese e i dati per prendere decisioni consapevoli

    Tutti parlano di “big data”, ma quanti sanno di cosa si tratta realmente? E soprattutto, quante aziende italiane hanno compreso quanto siano importanti per la loro crescita? Per far chiarezza, Sme.UP, gruppo specializzato nella risoluzione delle complessità del business moderno, partecipa in qualità di partner al Qlik Sense Tour 2018 nella sua tappa torinese, il 13 giugno.

    Il Qlik Sense Tour 2018 è un popolarissimo evento itinerante sulle analytics promosso da Qlik®, leader nella Data Analytics. L’evento sarà ospitato all’hotel NH del Lingotto alle 9.30 e consentirà ai partecipanti di capire in che modo dai dati si possono trarre informazioni utili alle attività, ascoltando le best practice di alcune aziende presenti, in particolare di Comoli Ferrari, e creando connessioni grazie al motore associativo di Qlik.

    Per crescere in efficienza e produttività, infatti, l’analisi dei dati è sempre più importante. Basti pensare che il mercato dei Big Data Analytics nel 2017 è cresciuto del 22%, raggiungendo un valore complessivo di 1,1 miliardi di euro. Per la maggior parte resta appannaggio delle grandi imprese, che si dividono l’87% della spesa complessiva, mentre le Pmi si fermano a una quota del 13%, anche se i loro investimenti aumentano del 18% rispetto allo scorso anno. Ma nessuna impresa può restarne sprovvista.

    Senza le giuste data analytics, infatti, Big Data e Internet of Things restano un potenziale inutilizzato. Una perdita che oggi nessuna azienda può permettersi. Non stupisce, infatti, che il 43% dei Cio italiani ritenga gli Analytics la principale priorità di investimento nel 2018 che quasi un’impresa su due abbia già inserito nel proprio organico uno o più data scientist. Ma la transizione completa è ancora lunga ed è fondamentale supportarla affinché le imprese italiane non perdano di competitività. Interpretare la grandissima mole di dati che ogni azienda possiede, infatti, consente di prendere le decisioni più giuste all’interno delle organizzazioni, prevedendo gli andamenti futuri del business e creando opportunità a maggior valore aggiunto.

    «Con i dati possiamo fare tutto: danno informazioni che consentono di aumentare la soddisfazione dei clienti, migliorano le performance aziendali attraverso la predizione di tendenze future, evidenziano eventuali aree di miglioramento indicando come procedere a correzioni in tempi rapidi e riducono i rischi operativi per le società. Ma per poter ottenere tutti questi benefici è fondamentale capire come usarli, nel pieno rispetto degli utenti e assicurando la massima efficacia alla propria attività. E sappiamo bene che il loro utilizzo, potenzialmente rivoluzionario, da molte aziende è ancora visto come una grande sfida. Per questo abbiamo deciso di partecipare in qualità di partner al Qlik Sense Tour, evento che riunendo tutti gli stakeholder coinvolti nell’analisi dei dati – partner, clienti e utenti interessati -, consente di condividere sfide e successi della trasformazione delle aziende attraverso i dati, aiutando le imprese a compiere questo decisivo passo verso il business moderno» – dichiara Paolo Gobbi, Product Manager Business Intelligence Gruppo Sme.UP

  • Consulente web: la risposta ai tuoi problemi di marketing!

     

     

    Sei una start-up che ha appena ricevuto un importante finanziamento e hai paura di non saper investire le tue risorse nel modo più corretto? Hai intenzione di pubblicare un libro, ma non hai ancora un nome nel settore?  O più semplicemente pensi che il sito collegato alla tua attività abbia bisogno di maggiore visibilità, ma non sai come fare e quali carettteristiche cambiare? Quello che stai cercando è un consulente web! Il Consulente web si può occupare di tutte quelle attività necessare al miglioramento della tua posizione sul web: migliorare il posizionamento nei motori di ricerca del tuo sito internet, realizzare siti web professionali, coprire tutte le attività di SEO per il tuo web marketing in quanto specialisti ed esperti SEO. Come agenzie di web marketing possono offrire anche servizi pubblicitari, essere consulenti ecommerce, svolgere la funzione di agenzia di web design, creare siti web ed indicizzare il sito. Tutte queste azioni ti permetteranno con il minimo sforzo di raggiungere una copertura maggiore e di dare alle tue pagine web l’audience che si meritano ed un maggiore afflusso di click.

     

    Consulenza web marketing per migliorare il posizionamenti del tuo sito su internet

     

    La principale funzione che può svolgere un consulente web per te è svolgere tutte le ricerche necessarie per trovare e catalogare tutte quelllle informazioni necessarie a migliorare il tuo impatto e la tua rilevanza sul web. Se pensi che il tuo sito web non sia ancora perfezionato al massimo un consulente può indirizzarti su quelle che sarebbero le modifiche più efficaci per aumentare le tue visualizzazione, rendere il sito più fluido e garantire una user experience più piacevole. In quanto esperto SEO potrà garantire che i motori di ricerca come google indicizzino il tuo sito in modo tache che risulti tra le prime posizioni, in quanto verrà riconosciuto come sito autorevole e rilevante, questo ti permetterà di raggiungere molti più utenti e dioffrire il tuo prodotto a tutti coloro che lo cercano più rapidamente. I servizi di web marketing offerti dal tuo SEO specialist saranno sempre efficaci ed affidabili e i risultati sul posizionamento del tuo sito saranno visibili in tempi brevissimi!

     

    Agenzia Seo e di web marketing, la risposta ai tuoi problemi!

     

    Ad un prezzo equilibrato ai i risultati e l’aumento delle entrate e dei click che potrai sperimentare rapidamente dopo aver usufruito dei servizi del tuo consulente web di fiducia, la gamma di servizi che ti verranno offerti spazia davvero in tantissimi campi, dalla creazione al perfezionamento del tuo sito web, dall’implementazione di migliori strategie per aumentare il tuoi posizionamento sui siti al consolidamento del tuo ecommerce. Contatta il consulente web per ricevere un preventivo per il tuo servizio di SEO o marketing. L’agenzia, spezalizzata i questi campi ed eserta nel settore marketing, agirà rapidamente ed in modo efficace per garantirti i migliri risultati nel minor tempo possibile: già dopo un breve periodo potrai già notare un netto miglioramento nelle vendite, o nelle partecipazioni o ancora nella distribuzione delle informazioni e della conoscenza del tuo prodotto o servizio.

     

     

  • G DATA e Allnet.Italia: nuova partnership nel segno della cybersicurezza

    In virtù dell’accordo commerciale siglato tra il noto vendor di sicurezza teutonico e il distributore a valore aggiunto, Allnet.Italia S.p.a commercializza da subito le soluzioni firmate G DATA sul territorio nazionale.

    Bologna / Casalecchio di Reno – In un contesto in cui “innovazione” è un buzz-word e le aziende di ogni ordine e grado cominciano a comprendere che la partita del futuro si gioca sul campo della digitalizzazione dei sistemi produttivi e amministrativi, urge incrementare la consapevolezza dei rischi informatici e la capacità delle organizzazioni di puntare su una cybersecurity efficace, anche ma non esclusivamente, a fronte delle nuove normative. Questa la mission di G DATA che ha trovato in Allnet.Italia un partner egregio con cui condividere intenti, strategie e servizi. Da subito i clienti del distributore a valore beneficiano delle pluripremiate soluzioni G DATA e fruiscono dei vantaggi di un programma partner caratterizzato da formule commerciali innovative e strumenti di business personalizzati.

    L’accordo tra Allnet.Italia S.p.a e G DATA prevede la commercializzazione dell’intero portafoglio di soluzioni business firmate dal vendor teutonico, tra cui G DATA Managed Endpoint Security, la nuova piattaforma GDPR-ready che consente a VAR, System Integrator e rivenditori specializzati di erogare servizi di sicurezza gestita e proattiva a consumo gode attualmente di un’eccellente risonanza sul mercato. Da tempo il vendor mette a disposizione del canale strumenti sviluppati per favorire la generazione di nuove opportunità e modalità di business che aggiungano valore alla mera rivendita di un prodotto. Un impegno pienamente condiviso da Allnet.Italia, che ritiene la cybersecurity uno degli abilitatori più rilevanti per un sano sviluppo degli operatori di canale e ha costituito una Business Unit ad hoc attraverso cui fornisce ai propri clienti tutti i servizi a valore per cui è nota.

    Giulio Vada, Country Manager, G DATA Italia

    “L’accordo siglato con Allnet.Italia Spa è misura concreta del valore delle nostre soluzioni da un un lato e conferma della bontà del lavoro che abbiamo svolto sinora sul territorio dall’altro”, commenta Giulio Vada, Country Manager di G DATA per l’Italia, “I prodotti e i vendor che Allnet.Italia integra nel proprio portafoglio sono sottoposti a severe valutazioni tecniche e di scenario. Superare con successo questa selezione ci ha consentito di acquisire un partner apprezzato per l’attenzione che dedica sia ai rapporti con i brand che rappresenta sia alla propria clientela. La stessa che anche noi dedichiamo ai nostri partner”.

    Emiliano Papadopoulos, CEO di Allnet.Italia S.p.a.

    Emiliano Papadopoulos, CEO di Allnet.Italia S.p.a., commenta: “L’accordo commerciale siglato con G DATA rappresenta un importante tassello nell’ambito di una strategia di più ampio respiro di Allnet.Italia, volta a potenziare la nostra vicinanza al mercato attraverso lo sviluppo di partnership mirate a creare una total solution che integra più tecnologie anche nella Sicurezza. Grazie, infatti, a G DATA, saremo in grado di assicurare ai nostri clienti una vasta gamma di soluzioni innovative, in grado di superare i tradizionali paradigmi per realizzare progetti ad alto valore aggiunto e cogliere appieno le grandi opportunità derivanti da un segmento in continua crescita. “

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  • Alias punta sulla sicurezza collaborativa firmata Stormshield

    Siglato l’accordo di distribuzione tra il produttore europeo di soluzioni all’avanguardia per la tutela di reti, terminali e dati e il noto distributore a valore di Udine.

    Milano / Udine – Non c’è elemento che accomuni le aziende di ogni ordine e grado, indipendentemente dal settore di mercato di appartenenza, come il livello di esposizione dei rispettivi sistemi IT alle minacce informatiche. Che si tratti di attacchi sferrati in modo mirato, di malware diffusi su ampia scala, di vulnerabilità dei sistemi o di un errore umano dettato dalla curiosità o dall’inconsapevolezza, tutte le organizzazioni sono potenzialmente a rischio. Un dato di fatto empirico che oggi richiede misure non solo conformi alle nuove direttive GDPR / NIS, ma in grado di contrastare efficacemente la crescente creatività dei cybercriminali. Una convizione che Stormshield, player europeo di riferimento del mercato della cybersecurity, condivide pienamente con Alias Srl, il noto distributore a valore aggiunto fortemente attivo sul mercato della sicurezza IT, che – in virtù dell’accordo commerciale siglato – proporrà da subito alla propria clientela l’intera gamma di soluzioni Stormshield fisiche e virtuali per la sicurezza perimetrale e industriale (Stormshield Network Security), la cifratura punto-punto dei dati (Stormshield Data Security) e l’hardening di endpoint che difficilmente possono essere dotati di un antivirus (Stormshield Endpoint Security) poiché montano sistemi operativi obsoleti non aggiornabili (p.es. bancomat, macchine impiegate per applicazioni diagnostiche certificate o sistemi di controllo industriale).

    In Italia le pluricertificate soluzioni Stormshield (EU RESTRICTED, NATO, ANSSI Qualified, EAL3+/EAL4+) sono particolarmente apprezzate da organizzazioni che erogano servizi essenziali per il Paese (sanità, industria, energia, telecomunicazioni, PA) o tenute a regolare il traffico dati generato da migliaia di client come le università o aziende di grandi dimensioni geograficamente distribuite. Organizzazioni che hanno la necessità di tutelare al meglio la proprietà intellettuale, la continuità del servizio e i dati riservati di migliaia di clienti privati o aziendali, senza aggiungere complessità ad infrastrutture già di per sé molto articolate.

    Roberto Riccò – Direzione Sales & Marketing, Alias

    “La scelta di Alias Srl di integrare nel proprio portafoglio Sicurezza le soluzioni del produttore europeo, parte del Gruppo Airbus, ha avuto luogo a posteriori di un rigoroso processo di valutazione, che ne ha evidenziato il primato tecnologico in termini di protezione, qualità, adattabilità a qualsiasi ambito operativo e intuitività. Caratteristiche in grado di soddisfare la clientela Alias più esigente” afferma Roberto Riccò, Direzione Sales & Marketing di Alias Srl, che non omette di annoverare tra i plus della partnership con Stormshield la chiarezza e coerenza della politica di canale adottata dal vendor, che consente a VAR, System Integrator e fornitori di servizi di sicurezza gestita di fruire di un ampio ventaglio di nuove opportunità di business, differenziandosi dalla concorrenza proponendo soluzioni dall’intrinseco valore aggiunto.

    Alberto Brera, Country Manager Italia, Stormshield

    “Alias Srl offre una vasta gamma di prodotti e servizi ad un’ampia base di rivenditori, System integrator e Service Provider in tutta Italia e eroga alla propria clientela servizi di formazione come di consulenza pre- e post-vendita di alto profilo, un valore aggiunto concreto e molto apprezzato dagli operatori di canale. Siamo estremamente lieti dell’intesa immediata instauratasi con Alias Srl, un partner competente e saldamente ancorato al mercato della sicurezza IT, con cui condividiamo non solo l’obiettivo di fornire alle aziende soluzioni di cybersecurity altamente integrate, esclusive e avanzate, ma di dar vita ad una partnership altamente qualificata che può fare la differenza sul mercato”, afferma l’Ing. Alberto Brera, Country Manager di Stormshield per l’Italia.

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  • Imaginae Communication di Pierpaolo Mangano

    Siamo un’agenzia creativa, ci prendiamo cura della vostra comunicazione. Alcuni dei nostri servizi sono:
    Prodotti: Siti internet & Applicazioni Web, Sviluppo Siti e Identità Web, Mobile e Web.
    Design: Ogni specifica soluzione web risolve specifiche esigenze. Avere un Sito Web è la carta vincente per espandere business e vendite.
    Grafica & Stampa:Cataloghi, Depliants, Immagine Coordinata, Corporate Identity, Packaging Design, Flyers, Brochures, Graphic Design & more.
    Pubblicità & Marketing: Advertising & Campagne Pubblicitarie, Comunicazione “Below the Line” e “In–Store”, Naming & Copywriting, Brand Identity: Loghi, Marchi e Identità Grafiche, Servizi per ogni Esigenza di Marketing e Promozione.
    Allestimenti Fieristici Stand: Servizi e Stand per Fiere in Italia e in Europa, Organizzazione Eventi Aziendali.
    Per maggiori informazioni: https://www.imaginae.it oppure chiamando il +39 0372 800343.
  • VoloVideo: parte la Campagna Volocom sul Monitoraggio radiotelevisivo di Volocom

    Non il tradizionale monitoraggio radiotelevisivo, ma un sistema integrato di servizi  per conoscere, indagare, confrontare e analizzare l’informazione radiotelevisiva  su qualunque tema e/o personaggio del contesto socio-economico.

    Il servizio VoloVideo, sviluppato in house da Volocom con tecnologie innovative di analisi linguistica e trascrizione del parlato, prevede l’acquisizione quotidiana del flusso audio-video di centinaia di canali Radio e TV e numerose funzionalità a valore aggiunto.

    E’ una piattaforma ideale per le società di comunicazione per fornire servizi di altissima qualità ai propri clienti.

    Il  prodotto lanciato con successo nel 2018 e già usato da molteplici clienti, è proposto oggi con una campagna promozionale che offre un significativo risparmio: chi sottoscrive un contratto entro il 15 giugno può ottenere il prodotto con uno sconto eccezionale del 50%. L’offerta prevede inoltre la possibilità di avere un monitoraggio gratuito (alert video automatico) per 1 evento a scelta.

    Più in dettaglio, VoloVideo è una grande base di dati  multimediali che acquisisce real-time oltre 114 Radio e TV, in continuo aumento, permette di accedere ad un contenuto vastissimo di informazione e di effettuare numerose operazioni:

    • RICERCARE file audio e video per parole chiave,
    • RITAGLIARE e UNIRE diversi spezzoni di interesse
    • SCARICARE le clip video o inviarle agli interessati via mail
    • FARE ANALISI quali-quantitative su una serie di categorie estratte automaticamente relative sia al contesto che alla localizzazione
    • CONFIGURARE ALERT automatici che arrivano via mail in tempo reale
    • DISPORRE DELLA TRASCRIZIONE di tutti i programmi
    • DISPORRE DI UN ARCHIVIO con ricerca di 1 anno sulle fonti

    Volocom offre in aggiunta la possibilità di integrare le clip radiotelevisive all’interno della rassegna stampa (firmata Volocom) rendendo il servizio completamente multimediale.
    Per ricevere informazioni compilare il modulo della Campagna Promozionale VoloVideo.

  • Le applicazioni cloud Lectra rivoluzionano il settore fashion

    Ondata di entusiasmo per Quick Estimate e Quick Nest, le nuove applicazioni Lectra dedicate a sviluppo e produzione

    Parigi, 17 aprile 2018 – Lectra, partner tecnologico delle aziende che utilizzano pelli e tessuti, lancia le prime due di una serie di nuove applicazioni cloud dedicate ai team di sviluppo prodotto e produzione. Quick Estimate e Quick Nest saranno inizialmente disponibili per il mercato francese e italiano, per poi raggiungere progressivamente gli altri paesi.

    In linea con la propria strategia orientata all’Industria 4.0, Lectra ha collaborato con importanti clienti in piena trasformazione digitale per sviluppare applicazioni in grado di accelerare la presa di decisioni.

    Quick Estimate è l’alleato ideale per gestire i costi e potenziare l’efficienza della fase di sviluppo prodotto. Quick Nest facilita invece l’accesso al piazzamento automatico e sfrutta il cloud per effettuare numerosi e complessi calcoli in contemporanea, intensificando la produttività e la precisione del lavoro.

    Sfruttando l’Internet of Things, i principi dello sviluppo lean e il cloud, Lectra punta a offrire sempre e ovunque un accesso alle applicazioni professionali. Appare chiaro insomma quanto i limiti allo spazio di archiviazione e la velocità di calcolo siano ostacoli ormai superati. Di fatto, queste applicazioni leggere e complete hanno tutto il potenziale per rivoluzionare i processi di archiviazione ed elaborazione dati delle aziende del fashion.

    Il 60-70% del costo di un capo è rappresentato il più delle volte dal tessuto. Quick Estimate permette ai team di sviluppo prodotto di calcolare all’istante la quantità di tessuto necessaria direttamente da Modaris®, la soluzione Lectra 2D/3D per la creazione di modelli e lo sviluppo taglie, grazie all’accesso diretto alle applicazioni cloud. Con questo strumento i modellisti beneficiano ora della flessibilità necessaria per effettuare rapidi adattamenti ai modelli, ottimizzando i costi e garantendo una veloce immissione sul mercato nel rispetto della qualità.

    Quick Nest è accessibile tramite Diamino®, la soluzione Lectra per il piazzamento dei modelli. Nelle diverse fasi di sviluppo prodotto, gli utenti di Quick Nest potranno elaborare piazzamenti più dettagliati con maggior rapidità. Quick Nest aiuterà anche i team di produzione a elaborare le liste dei piazzamenti in automatico e in tempi record tramite il cloud.

    All’interno dell’azienda, le nuove applicazioni favoriranno la trasparenza, offrendo ai manager una panoramica completa dei bisogni in termini di materiali per tutti i prodotti in corso di sviluppo e produzione e permettendo loro di consultare e approvare i dati consolidati e di generare i rapporti corrispondenti.

    “L’obiettivo finale della nostra strategia è evidente e consiste nel mettere al centro della nostra attività i clienti. Vogliamo vederli prosperare in questa nuova era digitale. Le nuove applicazioni per l’Industria 4.0 potenzieranno la crescita dei nostri clienti, aiutandoli a prendere le giuste decisioni grazie all’accesso istantaneo ai dati”, spiega Daniel Harari, Presidente e CEO, Lectra. “Questo è solo l’inizio. Altre applicazioni innovative sono in arrivo.”

     

    Informazioni su Lectra

    Per le aziende che danno vita ai nostri divani, automobili, vestiti e altro ancora, Lectra realizza su misura le tecnologie premium che facilitano la trasformazione digitale del settore. Lectra supporta brand e produttori dal design alla produzione, assicurando loro la fiducia del mercato e il riconoscimento che meritano. Fondata nel 1973, Lectra conta oggi 32 filiali in tutto il mondo e serve clienti in oltre 100 paesi. Con oltre 1.650 dipendenti, nel 2017 Lectra ha registrato 277 milioni di euro di fatturato ed è quotata alla borsa valori Euronext.

     

    Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.lectra.com

     

    ® Diamino e Modaris sono marchi registrati di Lectra.

  • Produzione made-to-order: Lectra inaugura una nuova era per le aziende dell’arredamento

    Non plus ultra dell’innovazione, la nuova soluzione Lectra per sala taglio 4.0 aiuta le aziende produttrici a reinventarsi per affrontare con successo l’era digitale

     

    Parigi, 23 aprile 2018 – Lectra, partner tecnologico delle aziende che utilizzano pelli e tessuti, presenta la sua prima soluzione 4.0 per la sala taglio dedicata alla produzione made-to-order di mobili imbottiti. Vera e propria incarnazione della nuova strategia dell’azienda, questo strumento innovativo sfrutta i principi dell’Industria 4.0 per offrire ai produttori di arredamento più agilità, capacità di produzione, redditività e soprattutto scalabilità, caratteristiche indispensabili per soddisfare le crescenti richieste di personalizzazione dei consumatori, i tempi di consegna sempre più brevi e le esigenze in termini di qualità e prezzi contenuti.

    Per affiancare e incoraggiare le aziende produttrici nella loro trasformazione digitale grazie all’intelligenza industriale, la sala taglio 4.0 Lectra si avvale di metodologie, tecnologie e modi di pensare totalmente nuovi. In un ambiente produttivo con ordini sempre diversi, caratterizzato da una complessa – se non impossibile – pianificazione e ottimizzazione delle risorse, viene in aiuto la nuova soluzione Lectra, in grado di automatizzare al massimo ogni singolo passaggio, dall’ordine allo scarico, garantendo l’efficienza e il rendimento previsti.

    Il nucleo centrale di questa soluzione per la produzione made-to-order è la piattaforma Lectra di taglio digitale. Questo centro dati basato sul cloud permette la collaborazione tra i team di design e sviluppo prodotto, la sala taglio e gli altri reparti. Garantisce inoltre la fluidità degli scambi di dati tra i sistemi ERP e la sala taglio. Un flusso di dati affidabile e digitalizzato tra persone, processi e tecnologie diverse offre infatti agli utenti la visibilità e le informazioni necessarie per una rapida presa di decisioni e un’ottimizzazione in tempo reale.

    “Per il settore dell’arredamento, adottare i principi dell’Industria 4.0 è l’unico modo per approfittare dei megatrend attuali come l’affermarsi dei Millennial, la digitalizzazione dei processi e un mercato cinese sempre più votato al consumo e ossessionato dalla produttività. Siamo talmente convinti dell’importanza di questo nuovo approccio alla produzione che abbiamo deciso di aumentare del 50% gli investimenti in R&S nei prossimi tre anni”, dichiara Daniel Harari, Presidente e CEO, Lectra. “L’introduzione della sala taglio 4.0 per la produzione made-to-order inaugura l’entrata nell’Industria 4.0 da parte dei nostri clienti del settore dell’arredamento.”

    La piattaforma è lanciata in concomitanza con Virga®, la nuova soluzione di taglio foglio singolo. Quest’ultima è in grado di ottimizzare i tempi di ciclo grazie a una completa linea di taglio per tessuti a tinta unita e a motivi che rende possibile il carico, la digitalizzazione, il taglio e lo scarico in simultanea. L’esperienza utente è stata rivisitata a vantaggio del comfort dell’operatore e dell’efficienza della linea taglio Virga, producendo notevoli miglioramenti in termini di produttività e qualità. Nell’ambito del taglio foglio singolo, la principale difficoltà consiste nel mantenere basso il costo per pezzo. La tecnologia di taglio Virga permette di ottimizzare gli scarti privilegiando l’uso di materiali durevoli invece di carta o plastica.

    Testata a metà del 2017 in condizioni di produzione reali e progettata congiuntamente a un gruppo di clienti selezionati, la nuova offerta sarà disponibile da fine aprile 2018 in Europa e Nord America.

     

    Informazioni su Lectra

    Per le aziende che danno vita ai nostri divani, automobili, vestiti e altro ancora, Lectra realizza su misura le tecnologie premium che facilitano la trasformazione digitale del settore. Lectra supporta brand e produttori dal design alla produzione, assicurando loro la fiducia del mercato e il riconoscimento che meritano. Fondata nel 1973, Lectra conta oggi 32 filiali in tutto il mondo e serve clienti in oltre 100 paesi. Con oltre 1.650 dipendenti, nel 2017 Lectra ha registrato 277 milioni di euro di fatturato ed è quotata alla borsa valori Euronext.

    Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.lectra.com

     

    ® Virga è un marchio registrato di Lectra.

  • “Fashion Goes Digital”, l’evento dedicato alle tecnologie del fashion

    I clienti in processo di conversione all’Industria 4.0 hanno scoperto gli ultimi prodotti Lectra e le novità del settore in un esclusivo evento annuale consacrato al fashion

    Parigi, 10 maggio 2018 – Lectra, partner tecnologico delle aziende che utilizzano pelli e tessuti, ha svelato a oltre 100 fortunati professionisti accorsi al suo recente evento la nuova sala taglio 4.0, esempio pratico per eccellenza di tecnologia applicata al fashion. In occasione del “Fashion Goes Digital”, operatori ed esperti del settore di 20 paesi si sono dati appuntamento all’International Advanced Technology Center (IATC) di
    Bordeaux-Cestas, in Francia, per studiare gli effetti pratici della digitalizzazione nel fashion.

    Quest’ultima si è contesa il ruolo di protagonista con un altro grande leitmotiv dell’evento. Si è infatti molto discusso di come, per rispondere efficacemente alle esigenze in evoluzione dei clienti più esperti nel digitale, le aziende del fashion debbano necessariamente avvalersi delle tecnologie e dei servizi dell’Industria 4.0. Tra i relatori Nick Chiarelli, client partner presso Foresight Factory, che ha passato in rassegna le nuove opportunità commerciali per il settore fashion. Nora Kühner, fondatrice di Nora Kühner Fashion Design Consulting, ha invece delineato il futuro dello sviluppo prodotto nell’era digitale. Fabrizio Fantini, fondatore di Evo Pricing, ha mostrato ai presenti il potenziale contributo del machine learning per le aziende del fashion, in particolare nel prevedere le richieste dei clienti ed evitare gli sprechi. “Guardando alle sfide e ai trend futuri nel settore fashion e lusso, vediamo già una tendenza a basare l’intero processo produttivo sull’analisi dei dati”, osserva Stephen Taylor, direttore di Kurt Salmon.

    Dal canto loro, Waruna Tennakoon, General Manager of Group Cutting presso Brandix, e Ajith Perera, direttore dello stabilimento di Mathliya presso MAS Kreeda, hanno tenuto a raccontare la propria esperienza come clienti Lectra. Entrambe le aziende basate in Sri Lanka si sono affermate come principali esportatrici di abbigliamento del Paese, Brandix nel settore della biancheria intima e dell’activewear, e MAS Kreeda in quello dello sportswear. “Con la rivoluzione digitale, le richieste manifestate dai clienti sono diventate più specifiche e determineranno una rivoluzione della produzione di massa, con ordinativi più ridotti ma più frequenti. Di conseguenza i modelli di produzione del futuro dovranno diventare più agili”, spiega Ajith Perera. E continua: “Noto con piacere che Lectra sta già guidando questo cambiamento, offrendoci la tecnologia necessaria per rispondere alle attese del mercato.

    “Fashion Goes Digital” ha offerto la cornice ideale per illustrare le implicazioni concrete della digitalizzazione. Gli ospiti hanno potuto scoprire in anteprima la nuova soluzione interamente automatizzata per sala taglio dedicata al settore fashion e abbigliamento. La sala taglio 4.0 Lectra è frutto dell’impegno dell’azienda nel dotare i clienti delle migliori soluzioni, affinché possano prosperare nell’era digitale. Questa innovativa tecnologia sfrutta i principi dell’Industria 4.0 per offrire più agilità, capacità di produzione, redditività e soprattutto scalabilità, per far fronte efficacemente agli ordinativi di piccole quantità e ai brevi tempi di consegna.

    Treize Roches Couture, casa produttrice francese di moda femminile di fascia alta, è stata una delle prime aziende ad adottare la nuova soluzione. Il CEO della società, Jean-Yves Collet, si dice convinto che la tecnologia Lectra aiuterà Treize Roches ad accelerare il processo di produzione artigianale e a mettere in commercio i prodotti in tempi più brevi. “Quando abbiamo valutato la possibilità di un progetto di produzione su ordinazione, ne abbiamo immediatamente colto i vantaggi, sia in termini di qualità che di produttività. Le soluzioni Industry 4.0 non sono ancora all’ordine del giorno nel settore dell’abbigliamento. È la ragione che ci ha spinti a sviluppare una sala taglio Industry 4.0, che ci permetterà di automatizzare quanto più possibile le fasi preparatorie, migliorando qualità e produttività, e accorciando i tempi di formazione.”

     

    I due grandi principi che guidano la nostra strategia, come rivelato un anno fa, sono l’Industria 4.0 e la digitalizzazione. L’obiettivo di questo evento era mostrare fino a che punto l’Industria 4.0 è presente nella nostra quotidianità e quanto ci sforziamo di sfruttarne tutte le possibilità a vantaggio dei nostri clienti. Il futuro del settore fashion non è più un lontano miraggio: è qui tra noi, nelle vesti della nostra nuova sala taglio 4.0”, conclude Céline Choussy Bedouet, Chief Marketing and Communications Officer, Lectra.

     

    Informazioni su Lectra

    Per le aziende che danno vita ai nostri divani, automobili, vestiti e altro ancora, Lectra realizza su misura le tecnologie premium che facilitano la trasformazione digitale del settore. Lectra supporta brand e produttori dal design alla produzione, assicurando loro la fiducia del mercato e il riconoscimento che meritano. Fondata nel 1973, Lectra conta oggi 32 filiali in tutto il mondo e serve clienti in oltre 100 paesi. Con circa 1.700 dipendenti, nel 2017 Lectra ha registrato 277 milioni di euro di fatturato ed è quotata alla borsa valori Euronext.

    Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.lectra.com

  • Shin Software. Soluzioni avanzate per il 3D interattivo

    Shin Software, è stata fondata nel 2011 da Stefano Provenzano con l’obiettivo di portare la potenza espressiva, comunicativa ed emozionale della grafica 3D interattiva di ultima generazione, nel mondo del business.


    CEO e CTO della Società, Stefano Provenzano, laureato in informatica e specializzato in grafica 3D interattiva, supportato da un’esperienza ventennale nella progettazione e nello sviluppo di software nei più diversi campi applicativi, guida una squadra di giovani professionisti specializzati, per le singole divisioni, nello studio, nella realizzazione e nello sviluppo di varie tipologie di progetti.

    Prodotti e competenze

    I campi di applicazione della tecnologia 3D sono molti e trasversali. Shin Software mette a disposizione del mercato la piattaforma web SHOWin3D. Si tratta di un dispositivo tecnologico totalmente automatizzato, che permette a qualsiasi azienda o professionista con semplicità, a basso costo ed in completa autonomia, di convertire i file CAD, incompatibili con il web, in contenuti 3D interattivi adatti a internet e ai dispositivi mobile.

    Attraverso tale piattaforma è possibile infatti per l’utente provvedere alla creazione di cataloghi e configuratori 3D interattivi offline, web e mobile, applicativi 3D interattivi per visori VR, soluzioni per fiere ed eventi offline, web e mobile, manuali utente, uso e manutenzione 3D interattivi offline, web e mobile, APP 3D personalizzate, APP tecnologiche personalizzate.


    Shin Software vanta una prestigiosa clientela nei settori più diversi quali:

    componentistica per impianti di riscaldamento, condizionamento e idrosanitari, sistemi di contabilizzazione del calore, componentistica specifica per impianti a energia rinnovabile, produzione di stufe e caminetti con prodotti dall’alto valore tecnologico e di design, l’industria meccanica nelle più diverse declinazioni (macchine agricole e movimento terra, impianti di risalita), arredamento di design, cucine…

    Le realizzazioni di Shin Software sono visibili sul sito https://www.showin3d.com

     

    Shin Software srl

    Lesa (No) – Via De Filippi, 5

    Tel. 0322 77081

    https://www.showin3d.com[email protected]

  • Grande successo per RAPID 2018 e le sue innovazioni di produzione additiva

    Rapid è stata una meravigliosa vetrina in cui condividere idee e apprendere nuovi concetti. Molte delle sessioni di formazione hanno offerto approfondimenti unici per tutte le industrie che continuano a intraprendere i loro progetti di produzione additiva. Quest’anno a RAPID si è infatti a lungo discusso su come l’additivo svolga un ruolo chiave nel rendere i leader del settore più competitivi, fornendo gli strumenti necessari per ottimizzare e migliorare i processi di creazione del prodotto.

    Anche Stratasys non poteva farsi sfuggire questa occasione e ha così preso posto allo stand 1104 per mostrare la flessibilità di progettazione illimitata e il valore della versatilità del materiale con le tecnologie di stampa 3D. Gli ospiti hanno per primi visto le soluzioni di produzione appena svelate e sperimentate all’interno di un flusso di lavoro di produzione, che va dall’idea alla produzione. E che dà l’idea su come la produzione additiva influisca sull’intero processo.

    I visitatori hanno anche avuto l’opportunità di apprendere ulteriori informazioni sui nuovi vivaci colori della macchina Stratasys J750, una svolta nella tecnologia di stampa 3D professionale. Da tempo infatti era possibile stampare in 3D con diversi colori, ma l’innovazione di Stratasys sta nell’innovativa possibilità di stampa senza essere costretti, come in passato, a sacrificare la gamma di colori o la qualità delle parti.

  • LA CONOSCENZA QUALE FATTORE DI SUCCESSO PER IL RETAIL IN STORE ED ONLINE

    faster-retail.com

    Oggi per tenere su le serrande di un negozio non basta più avere una buona capacità manageriale, un buon prodotto e una buona piazza, magari affollata. Oggi, per inseguire il sogno di avere gli scaffali pieni la mattina e ritrovarli vuoti la sera, il retailer deve avere una marcia in più: il potere della conoscenza. E se la serranda è anche virtuale, allora il il retail deve avere il super potere della conoscenza: deve saper analizzare i dati che provengano sia dai canali online che in-store per tradurli in preziose informazioni dove la variabile tempo gioca un ruolo rilevante. Ma i dati da soli non bastano per competere ed avere successo, occorre anche saper interpretare le esigenze e le mutevoli abitudini dei clienti, magari anticiparle, ma come?

    LA CONOSCENZA E’ MOBILE

    Il comportamento dei clienti è il vero ago della bussola che orienta il business di oggi.

    Per essere competitivi le informazioni devono viaggiare veloci ed essere disponibili sempre, in ogni luogo ed in ogni dove: il mare è il mercato ed il retailer il comandante che affronta la procella della concorrenza.

    Sempre di più, per fare un esempio, la “tavoletta di vetro” luminosa sulla quale ci concentriamo quotidianamente, gioca un ruolo determinate nell’orientare le nostre scelte. Non solo c’informa, ci guida, ma riesce a sedurci ed infine ci persuade nelle scelte.

    Questo processo si è rapidamente diffuso e sicuramente diventerà sempre più pervasivo.

    Risulta quindi fondamentale, per ogni operatore del settore retail, saper governare la “mobile seduction” ed individuare i canali online più idonei per comunicare con i propri clienti.

     

    APPRENDERE E PERSONALIZZARE

     Il punto vendita di oggi è anche un punto di servizio che deve saper gestire tutte le fasi che hanno accompagnato il cliente ad entrare in negozio e rendere ripetibile l’esperienza d’acquisto. Sempre più spesso questa esperienza può iniziare con un dispositivo mobile, proseguire in negozio e terminare a casa con la consegna al proprio domicilio per poi riprendere con i servizi di customer care. Durante queste fasi è fondamentale saper apprendere per poi ripetere il processo, correggendo gli errori e trasformando un cliente occasionale in un cliente fidelizzato.

     

    UNA RELAZIONE STABILE

    Occorre quindi saper tessere relazioni efficienti evitando di affidarsi ad una comunicazione fredda, fatta solo di numerose promozioni che vengono percepite come fastidiose ed invadenti. Ogni cliente è una persona, con le sue percezioni e le sue emozioni. Le aziende oggi, consapevolmente, tengono in debita nota questi aspetti per condurre le attività di vendita e di marketing, rifasando opportunamente la comunicazione.

     

    FASTER, LE INFORMAZIONI CHIAVE IN UN’UNICA SOLUZIONE

    Recenti ed autorevoli ricerche, confermano che per i retailer ottimizzare la customer experience è una delle principali priorità. I dati che occorrono per migliorare la conoscenza dei propri clienti, spesso risiedono su sistemi obsoleti e in modo frammentario per cui risulta difficile prendere decisioni veloci e coerenti.

     

    In questo scenario, Faster, la soluzione cloud appositamente realizzata per consentire ai retailer di gestire le attività operative, è sempre più apprezzata da importanti Brand perchè consente di intraprende rapide e strategiche iniziative che migliorano l’esperienza dei clienti a beneficio di fidelizzazioni e vendite.

     

    Grazie alle sue funzionalità la Soluzione Faster è stata premiata da Epson quale miglior progetto innovativo di proximity marketing e Customer Loyalty nell’ambito dell’iniziativa “NextPOSition 2017”.

  • 5 errori da evitare per posizionare il tuo sito su Google

    A causa soprattutto degli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di posizionamento di Google, le pratiche da evitare per comparire nelle ricerche sono diventate sempre più delicate e spesso difficili da ricordare.

    Vediamone allora insieme 5 delle più importanti:

    Creare un sito troppo difficile da navigare.

    Come abbiamo già visto la regola da non dimenticare è: più semplice è meglio è. E’ più utile avere molto testo e uno stile semplice e chiaro, piuttosto che pochi contenuti e un’estetica super elaborata. Questo non solo agli occhi degli utenti, come abbiamo già visto, ma anche dei motori.

    Inserire troppe keyword e ripeterle troppo spesso.

    Quando selezioni le parole chiave per cui vuoi posizionare il tuo sito, attenzione a non esagerare. Il rischio è infatti non solo è quello di diluire la rilevanza di una pagina per troppi termini diversi con il risultato di non riuscire a posizionarsi per nessuno, ma anche di apparire per gli ottimizzati agli occhi dei motori di ricerca. Se hai un blog che aggiorni periodicamente, cerca di non inserire la stessa parola chiave nel titolo, nell’url e nel contenuto di ogni singolo approfondimento. Fallo solo dove puoi e senza forzare.

    Usare tecnologia Flash.

    Le animazioni Flash sono difficili da ottimizzare e poco amate da Google. Perché quindi complicarsi la vita con una tecnologia ormai obsoleta?

    Senza contare che le immagini flash aumentano il tempo di caricamento della pagina, fattore che i motori di ricerca tengono in notevole considerazione (proprio come gli utenti del resto).

    Ricorrere allo scambio o acquisto di link.

    Evita di intraprendere simili pratiche a meno che tu non sia sicuro al 100% della qualità e validità delle fonti. Google può penalizzarti ferocemente.

    Utilizzare troppi link con un testo di ancoraggio che corrisponde esattamente alla parola chiave per cui stai cercando di posizionarti.

    Prediligi utilizzare link con testo articolato che abbia all’interno la parola chiave che vuoi posizionare e alternali con il brand dell’azienda e l’URL puro del sito. Pur non essendoci una ricetta standard, possiamo dire che il 40% dei link può basarsi sull’ottimizzazione delle parole chiavi del tuo business, il 40% delle variazione può contenere il nome del tuo marchio/prodotto, e il 20% può contenere link generici come “clicca qui” o l’url del sito. In questo modo il profilo dei link sarà del tutto naturale.

    Avere troppi backlink provenienti dalla stessa fonte.

    E’ sufficiente avere un link proveniente da un sito per ottenerne tutti i vantaggi. Averne di più è inutile.

    Rivolgiti sempre a un consulene SEO esperto sia per la realizzazione del tuo sito web che per la sua ottimizzazione e posizionamento su Google.

    Articolo offerto da eGolem, SEO Brescia. Consulente SEO specializzato nel posizionamento di siti web su Google tramite servizio “una tantum”.