Categoria: Aziendali

  • Andrea Girolami lancia AG Group

    AG Group, dal nome del suo fondatore e Presidente Andrea Girolami, è il primo gruppo turistico italiano ad unire alberghi, tour operator, agenzia di consulenza alberghiera, ristorazione e senior housing: il rebranding è avvenuto nel 2019 insieme all’avvio di AG Domus Nova.

    Andrea Girolami

    Andrea Girolami: il rebranding e la nascita di AG Group

    AG Group, acronimo del fondatore Andrea Girolami, è un nuovo Gruppo turistico che si appresta ad arricchire il panorama italiano: conseguenza di un recente rebranding di tutte le linee di prodotto, si pone come primo Gruppo del Paese a sfruttare la sinergia vincente di alberghi, tour operator, agenzia di consulenza alberghiera, ristorazione e senior housing. Al suo interno infatti convergono le società "sorelle" RSI – Italy Boutique Journey, Italy Hotels Collection, Mag Hotels e Diana’s Place, oltre a una rete di case di riposo per anziani che rappresentano la novità legata al rebranding. Il Gruppo guidato da Andrea Girolami si identifica nel claim "Your gateway to Italy" e offre una chiara sintesi di tutti i suoi servizi sul nuovo portale www.aggroupitaly.it. AG Hotels, tra le linee di prodotto rebrandizzate, offre cinque alberghi a 4 stelle nel centro di Roma e un sesto in apertura a settembre, oltre a un cinque stelle a Firenze in arrivo a fine anno. Altre aperture sono previste a Venezia e Milano. AG Boutique Journey comprende il tour operator, dmc, event agency e wedding planner con una particolare attenzione per il settore del lusso. AG Hotel Consulting punta ad arrivare alla commercializzazione di cento hotel in centro Italia entro due anni, mentre AG Foodies è sotto la direzione artistica dello chef stellato Andrea Fusco. AG Domus Nova, infine, è stata pensata per rispondere alla domanda d’ospitalità per la terza età.

    Andrea Girolami: la carriera

    Imprenditore con oltre vent’anni di esperienza nel settore del turismo e dell’ospitalità, Andrea Girolami è laureato in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma. Dopo aver lavorato presso diverse società di consulenza e aver insegnato a livello accademico, avvia RSI nel 2000. La società in breve tempo si afferma tra le realtà più dinamiche in Italia e in dieci anni si quintuplica, diventando RSI Group. Tale successo spinge Andrea Girolami a decidere per la diversificazione del business: entra prima nel settore alberghiero, nel 2011, mentre nel 2015 si dedica all’apertura di Italy Hotels Collection, società specializzata nella consulenza alberghiera e nel revenue management che oggi conta oltre 30 strutture. La passione dell’imprenditore per l’enogastronomia lo porta ad avviare il marchio Diana’s Place nel 2017, per cucina gourmet in ambienti raffinati e informali. Nel 2019 le diverse iniziative del Gruppo RSI sono confluite nel nuovo brand AG Group, che attualmente dà lavoro a 250 persone.

  • Andrea Mascetti: lo Studio Legale si occupa di sicurezza sul lavoro

    In caso di infortunio, la condotta irresponsabile del lavoratore può comportare l’esonero totale di responsabilità dell’imprenditore: lo ha deciso la Cassazione. Stefania Massarenti, dello Studio Legale di Andrea Mascetti, ha trattato l’argomento in un recente articolo.

    Andrea Mascetti

    Studio Legale di Andrea Mascetti: la questione sicurezza sul lavoro

    L’avvocato Stefania Massarenti, dello Studio Legale fondato e guidato da Andrea Mascetti, si è di recente occupata di spiegare come la condotta del lavoratore possa influenzare le decisioni giudiziarie in merito alla sicurezza sul posto di lavoro. La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione si è pronunciata con la sentenza n. 4225/2019: il datore di lavoro può essere totalmente esonerato da ogni responsabilità per gli infortuni avvenuti durante il servizio qualora la condotta del lavoratore infortunato presenti le caratteristiche dell’abnormità, inopinabilità ed esorbitanza. L’articolo scritto dall’avvocato dello Studio Legale di Andrea Mascetti esamina nella fattispecie un caso della Corte d’Appello di Bologna: il lavoratore si è calato in una buca adibita alla raccolta dei materiali di risulta per recuperare una penna ed è stato colpito da un masso. Prendendo in esame la condotta imprudente del lavoratore, che non si era premunito di avvertire il gruista, si è definita l’abnormità del suo comportamento. In linea con la giurisprudenza di merito e di legittimità, la Cassazione ha confermato che la condotta può effettivamente comportare l’esonero totale di responsabilità dell’imprenditore.

    Andrea Mascetti: la carriera dell’avvocato

    Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, Andrea Mascetti è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Varese. Inizia la sua carriera nel settore giuridico presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young di Milano. Tale esperienza gli permette di avviare due anni più tardi, nel 2004, lo Studio Legale Mascetti, di cui è tuttora titolare. Lo Studio si fonda sulla competenza e sulla professionalità di un team di avvocati esperti nell’affrontare le questioni giuridiche di aziende ed enti pubblici e privati. L’attività opera principalmente nel ramo del diritto commerciale, amministrativo e penale. Andrea Mascetti lavora come consulente presso società ed enti locali, oltre a presenziare in qualità di arbitro presso i collegi arbitrali. In seguito all’implementazione dell’area di diritto penale presso lo Studio, l’avvocato ha iniziato a presiedere diversi Organismi di vigilanza. Nel tempo libero è cultore di libri e autori del ‘900, nonché appassionato di Geopolitica.

  • Scopri come un’agenzia di comunicazione ti aiuterà a prevalere a Milano!

     

    Tra produzione e vendita c’è di mezzo la comunicazione, che costituisce il ponte di collegamento tra l’azienda ed il consumatore. Riuscire a raggiungere il consumatore, informandolo della vostra esistenza e trasmettendo i valori della vostra azienda è perciò fondamentale ai fini di vendita, soprattutto nei tempi moderni in cui le leggi di mercato sono sempre più severe. Più l’ambiente in cui il tuo business ha vita e opera è affollato e competitivo, più la tua azienda avrà difficoltà a spiccare e distinguersi dalla massa e sarà più facilmente ingurgitata dagli avversari. Milano è senza dubbio la capitale economica di Italia, dove c’è la maggiore concentrazione di aziende e dove riuscire ad emergere per un’azienda è una vera sfida. Emergere non significa solo offrire ai propri clienti il miglior servizi possibile, ma anche e soprattutto sapersi vendere al proprio cliente mostrandosi accattivanti ed audaci.

    Oggigiorno, con la tecnologia in continua evoluzione, riuscire a stare sempre al passo con i tempi non è facile e richiede ricerca continua, uno sguardo sempre rivolto verso il futuro e spirito di innovazione. Spesso però offrire un prodotto valido non è sufficiente in un mercato che si muove molto rapidamente: primo perché l’offerta di prodotto altrettanto validi è così vasta che il tuo prodotto sarebbe un pesciolino in un oceano rosso di squali, secondo, nel caso in cui si trattasse di un’innovazione non presente ancora sul mercato, perché questa verrebbe subito copiata e replicata. Ecco perché spesso la validità del prodotto e/o l’efficienza del servizi non sono sufficienti per potersi distinguersi e primeggiare ed ecco perché affidarsi ad un’agenzia di comunicazione integrata potrebbe essere spianarvi la strada verso il successo!

    Milano, città imprenditoriale, perché affidarsi ad un’agenzia di comunicazione integrata?

    Per capire il ruolo e l’efficacia di un’agenzia di comunicazione basti pensare a quanto efficaci sono certi slogan ancora oggi e come continuiamo a ricordare alcuni spot pubblicitari passati. Pensate a uno dei più celebri slogan di tutti i tempi della multinazionale americana Nike “Just do it”, che innescò un processo di crescita esponenziale da record. L’azienda, per sopraffare la, allora leader del mercato di calzature sportive, Reebok, decise di affidarsi ad un’agenzia di comunicazione che grazie allo slogan lanciato nel 1988 innescò una crescita esplosiva e vertiginosa del fatturato annuale dell’azienda, da meno di un miliardo a ben oltre i 9 miliardi. Capite? Comunicare con il consumatore nel modo giusto è un vantaggio competitivo che farà aumentare i vostri margini di profitto.

    In una città imprenditoriale, veloce e dinamica come Milano in cui chi non è capace di correre alla stessa velocità viene divorato, ridotto in poltiglia e gettato nel dimenticatoio, ricevere un supporto esterno da una agenzia specializzata nell’ottimizzare e integrare la comunicazione della tua azienda è ancora più importante!

    Cosa fa un’agenzia che si occupa di comunicazione integrata?

    Ma cosa fa realmente un ‘azienda di comunicazione integrata? Un’agenzia di comunicazione integrata si occupa della gestione delle attività comunicative di un’azienda e dell’integrazione di diversi mezzi di comunicazione al fine di raggiungere i propri stakeholder comunicando un messaggio mirato. Non è sufficiente l’impiego autonomo dei social, accessibili a tutti, facili da utilizzare ed economici perché oggi è importante riuscire a comunicare un messaggio ad un target specifico tramite il mezzo di comunicazione ideale. Per fare ciò il metodo migliore è senza dubbio un’agenzia di comunicazione integrata.

  • Frabemar Srl: le attività in Africa e la mission aziendale

    L’Agenzia Marittima di spedizioni Frabemar Srl opera principalmente in West Africa, prestando una costante attenzione all’innovazione e alle mutevoli esigenze del mercato. Per soddisfare le richieste dei clienti, ha inserito il Dipartimento di Formazione dedicato agli operatori della catena logistica africana.

    Frabemar

    Frabemar Srl: il ruolo dell’Africa nel panorama geopolitico attuale

    Frabemar Srl, società di trasporti via mare da sempre attenta ai mutamenti del mercato e all’innovazione, opera principalmente nelle aree del West Africa. Questa zona rappresenta una tratta centrale nel panorama geopolitico attuale, caratterizzato dall’avanzare delle Nuove Vie della Seta, denominate anche BRI (Belt and Road Initiative). L’Africa è al centro degli interessi dei cinesi, che stanno influenzando inevitabilmente l’equilibrio dei rapporti tra Occidente ed Oriente: anche l’Italia dovrà occuparsi del proprio ruolo nel futuro del sistema logistico, confrontandosi con il rapido mutare dei traffici. Gli effetti del nuovo Canale di Suez, ad esempio, intaccano i traffici del Mediterraneo aumentando la quantità e la natura delle merci trasportate, il numero e la grandezza delle navi, oltre all’aumento delle rotte dall’Asia verso la costa orientale degli Stati Uniti. I Cinesi hanno investito in Africa oltre 400 miliardi. Così come Frabemar si impegna a sostenere l’economia locale e la popolazione africana attraverso il suo business, risulta sempre più centrale lo sviluppo di attività di cooperazione tra aziende per sopperire alle necessità infrastrutturali dell’area.

    Frabemar Srl: i dipartimenti e l’impegno in Africa

    Frabemar Srl nasce nel 1995 su iniziativa di Franco Bernardini. Negli anni ha implementato il Dipartimento di Formazione per soddisfare le esigenze della clientela africana: il Dipartimento fornisce moduli di preparazione ideati appositamente per gli operatori della catena logistica con sede in Africa. Le iniziative della società per sostenere l’economia e la popolazione del continente comprendono anche il contributo per la costruzione di nuovi complessi scolastici e a sostegno degli studenti africani. Frabemar Srl possiede un Dipartimento di Nuove Tecnologie, fondamentale per quanto riguarda l’ottimizzazione degli approvvigionamenti, soprattutto verso il West Africa. La società è attiva anche sul fronte dei servizi di tracciabilità delle merci per i caricatori aderenti ai Consigli dei Caricatori (African Shippers’ Councils – Conseil des Chargeurs). La società si è dotata dei Dipartimenti di Trading/Transit Internazionale e Chartering di M/N. È in grado di garantire sempre il miglior rapporto qualità/prezzo grazie all’indipendenza dalle compagnie di navigazione.

  • Creare un sito web che porti traffico e clienti

    Parlando di realizzazione siti web Roma vincenti, una delle scelte principali da fare è decidere se creare un sito web statico o dinamico. Infatti, un sito web efficace è oggi il biglietto da visita principale attirare potenziali clienti.

    Considerazioni per la realizzazione siti web

    Il primo è più importante motivo per cui si crea un sito web è convertire l’utente in cliente, ma anche migliorare la brand awareness dell’azienda e la percezione del prodotto e servizio. Sia che si debba realizzare un sito vetrina o che si stia creando un sitio e-commerce ci sono due tipologie distinte di siti web tra cui scegliere: il sito web statico e il sito web dinamico.

    Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di ciascuna delle due tipologie di siti per comprendere davvero quale sia la più adatta alla tua azienda.

    1. Sito statico

    Si tratta del sito vetrina classico e non modificabile, quello che l’agenzia web Roma realizza con i CMS, appositi software per la gestione dei contenuti oppure editando il codice della pagina web. In questo secondo caso ti ricordiamo che la nostra agenzia web Roma è esperta di codice HTML, CSS e Javascript, dato che creare un sito vincente personalizzato richiede la capacità di andare oltre il template WordPress.

    2. Sito dinamico

    Si tratta di un progetto web che prevede l’interazione della pagina con una base dati e per raggiungere tale obiettivo è necessario utilizzare un linguaggio come PHP, ASP.NET o un CMS, che richiama le informazioni in tempo reale in base alla richiesta dell’utente. Naturalmente se, da un lato, il sito dinamico è più lento da caricare dall’altro porta vantaggi considerevoli in termini di aggiornamenti e manutenzione del sito, ma anche di user experience e interazione dell’utente con la pagina web.

    Realizzazione siti web: come scegliere tra sito statico e dinamico

    La maggior parte delle aziende si basa oggi sulla realizzazione di siti web dinamici, ma un sito statico rappresenta ancora una valida alternativa, soprattutto se si tratta di creare un sito vetrina con poche pagine. Uno dei criteri di scelta è l’obiettivo del sito, ma anche il prezzo dato che una soluzione statica è decisamente meno costosa di un sito web dinamico.

    Il sito web dinamico, infatti, è perfetto quando si tratta di inserire contenuti più complessi come un’area news da aggiornare costantemente o un catalogo e tante sono le varianti, che possono essere sviluppate con CMS a pagamento o soluzioni open source. In particolare si potranno realizzare come siti web dinamici sia e-commerce, sia siti di blog e magazine ma anche piccoli social o portali di settore.

    Perché realizzare un sito web dinamico con WordPress

    Realizzare un sito web con WordPress offre estrema visibilità, tempi di sviluppo più rapidi e capacità di personalizzazione illimitata grazie ai tanti plugin e moduli. Inoltre, se non si è esperti grafici o sviluppatori si possono usare template preimpostati. Si tratta, in questo caso, di una buona alternativa al sito interamente personalizzato e certamente più costoso.

    Eppure, se il budget lo consente, è possibile creare un sito web su misura che assicurerà velocità di caricamento e prestazioni tecniche migliori, ma soprattutto la possibilità di adattarsi alle caratteristiche dell’azienda senza alcun limite. È, quindi, la soluzione migliore per le grandi aziende per le quali l’open source è limitante.

    I vantaggi di un sito web dinamico

    Dinamico, come dice la parola stessa, è sinonimo di attivo ovvero si crea il sito web che contiene elementi che interagiscono con la navigazione dell’utente come i mouse over, con cui ci si riferisce alla grafica che si attiva al passaggio del mouse, che sono molto più di decorazioni grafiche e permettono di attirare l’attenzione dell’utente.

    Un sito web dinamico, in particolare, aumenta il coinvolgimento di chi visita il portale, dato che la curiosità genera un livello di interazione maggiore. Migliorano, di conseguenza, metriche come il numero di pagine visualizzate, il tempo trascorso sul sito, il tasso di conversione che sono decisamente più alti rispetto ai siti web statici.

    Si tratta di caratteristiche che non riguardano, invece, il sito web statico, basato con elementi fissi e statici che non generano un’interazione con l’utente. Possiamo, quindi, affermare che il sito web dinamico offre prestazioni di gran lunga superiori rispetto al sito web dinamico.

    Realizzazione siti web: l’e-commerce

    Si tratta di una tipologia di sito per la vendita su web di prodotti e servizi, la cui struttura e grafica cambiano a seconda che si tratti di un venditore di piccole o grandi dimensioni. In particolare la piccola azienda creerà un sito web unico che integra e-commerce e sito corporate, ovvero le pagine che raccontano la storia e la missione aziendale.

    La grande azienda e la multinazionale, invece, punteranno su un catalogo articolato e un sito e-commerce complesso, che comprende il pannello di amministrazione per permettere ai rivenditori di gestire il processo di vendita e le fatture elettroniche, grazie ad appositi plugin.

    Conclusioni

    Oggi, nella realizzazione siti web, l’utente può scegliere se progettare un sito web statico o dinamico, a seconda delle sue esigenze e del budget a disposizione. In particolare la piccola azienda e il libero professionista preferiranno un sito web statico e il tradizionale sito vetrina, mentre la grande azienda creerà un portale corporate dinamico.

    In questo secondo caso il CMS si integrerà con funzionalità e plugin per personalizzare l’esperienza dell’utente e agevolare le conversioni, in termini di vendite e lead generation.

    Possiamo, quindi, concludere affermando che non esiste una soluzione migliore tra siti web statici o dinamici, ma è importante realizzare il sito web più adatto ai propri obiettivi di business.

  • EFCI Conference 2019: Salvatore Navarra, CEO di PFE S.p.A., commenta l’evento

    PFE S.p.A. è tra le realtà più di rilievo nel settore del Cleaning e del Facility Management: il CEO Salvatore Navarra, già Vice Presidente di EFCI, ha rappresentato la società durante la EFCI Conference 2019, aggiudicandosi il titolo di “President elect EFCI”.

    PFE S.p.A.

    Salvatore Navarra: la nuova nomina

    Salvatore Navarra è alla guida di PFE S.p.A., una delle più importanti aziende nell’ambito del Facility Management, nonché Vice Presidente di ANIP – Confindustria ed EFCI. Durante la EFCI Conference 2019 è stato nominato “President elect EFCI”: il manager assumerà la nuova carica nel 2022, al termine del mandato dell’attuale Presidente spagnolo Juan Diez de los Rìos. “Ci aspetta un lavoro impegnativo ma molto stimolante per la crescita dell’innovazione e della digitalizzazione delle industrie del nostro settore”, ha spiegato Salvatore Navarra, dicendosi “davvero orgoglioso” di poter rappresentare PFE S.p.A., “azienda che guido e che oggi, dopo trent’anni di attività, è presente in Europa con un ruolo attivo e propositivo in termini di sviluppo dell’intero settore del Cleaning e del Facility Management”. Il CEO ha accolto con entusiasmo la nomina: “Rappresenterò l’Italia con il massimo impegno e la determinazione necessarie per le sfide che ci aspettano nel prossimo futuro”. La Conference 2019 di EFCI si è svolta il 28 giugno a Bruxelles: i lavori sono stati organizzati per tavole rotonde tematiche.

    Salvatore Navarra illustra la EFCI Conference 2019

    L’EFCI (European Cleaning and Facility Services Industry) è una realtà di primaria importanza all’interno del panorama europeo dei servizi. Come ha sottolineato Salvatore Navarra, i servizi industriali legati al facility management sono un vero e proprio motore per l’economia italiana e non solo. Creano ricchezza, occupazione, contribuiscono a migliorare la vita di tutti. “Oggi più che mai per una moderna industria dei servizi occorre un interscambio di esperienze tra l’Italia e il resto d’Europa”, conferma Salvatore Navarra. “Il nostro Paese ha bisogno di mutuare buone pratiche e leggi che sappiano liberare tutto il potenziale dei servizi e della sua filiera”. È impossibile pensare a una attività imprenditoriale del tutto slegata dal sistema e relegata ai confini nazionali, per questo PFE S.p.A. è “un’azienda presente in diversi paesi europei, che sfrutta la condivisione delle esperienze per arricchire ed evolvere la propria storia”. In questo contesto la EFCI Conference 2019 è un momento fondamentale per discutere riguardo lo sviluppo dell’industria dei servizi, coinvolgendo associazioni nazionali come ANIP – Confindustria. “Si tratta di uno dei più grandi eventi europei di approfondimento nel settore del facility management e facility services”, ha spiegato il CEO di PFE S.p.A.

  • Pavimenti antitrauma e pannelli decorativi

    Tutti i rivestimenti e le protezioni antitrauma hanno una funzione di sicurezza estremamente importante perché garantiscono una protezione dagli urti in ambienti particolari quali palestre, parchi giochi, asili, case per anziani e in tutti i luoghi in cui sono richieste condizioni particolari per proteggere determinate categorie di persone. Nel nostro paese, che ha recepito una normativa europea in materia, tali protezioni sono diventate obbligatorie per legge nelle aree gioco per i bambini, e quindi anche nelle palestre per l’infanzia, negli asili e nelle strutture sportive delle scuole, siano esse esterne o interne. Una specifica normativa, la UNI EN 1177 stabilisce questo obbligo e regola i criteri e le caratteristiche che i materiali devono avere per rispondere alle norme di sicurezza. Lo spessore del materiale, che può essere costituito da rotoli o mattonelle, deve essere compreso in un range che va dai 3 ai 10 centimetri. Solo così, infatti, il pavimento sarà in grado di assorbire l’energia sprigionata da un eventuale urto della testa con il pavimento stesso. In tal caso, se il materiale svolge la sua funzione antitrauma correttamente, le lesioni causate non saranno fatali per la vittima. È infatti questo il parametro che regola l’applicazione dei pavimenti e delle pareti antitrauma, un parametro creato ad hoc che si chiama Criterio delle Lesioni alla Testa (HIC – Head Injury Criterion) e misura la gravità delle lesioni derivanti da urti e da cadute. Questo criterio valuta l’energia cinetica del capo della eventuale vittima nel momento dell’impatto con una superficie e stabilisce nella cifra di 1000 il limite sotto il quale devono stare le lesioni subite per non essere letali. Laddove ci sono giochi o attrezzi con un’altezza di caduta superiore a 60 centimetri, diventa obbligatorio posare questo tipo di materiale sul pavimento. Un rivestimento di elevata qualità che rispetti gli standard richiesti dalla norma sopra citata può costituire un vero salvavita. Per questo le aziende che si occupano della produzione devono seguire severissimi test di controllo qualità sui materiali prima della loro posa in opera. Inoltre, per unire alla funzione pratica quella estetica vengono anche prodotte e posti in opera dei pannelli decorativi per pareti che uniscono le caratteristiche di sicurezza ad una gradevole estetica. È dunque importante rivolgersi ad aziende specializzate e capaci di garantire un lavoro perfettamente aderente alle norme di legge.

  • Rinaldo Ceccano: la biografia

    Rinaldo Ceccano è specializzato nel settore della formazione. Originario di Latina, attualmente dirige Accademia Life S.r.l. Nel corso della sua carriera ha svolto mansioni di carattere editoriale e ha consolidato le proprie conoscenze negli ambiti a lui afferenti, partecipando a master o corsi post laurea. È Presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Academy World Sailing e Direttore dell’area marketing dell’azienda agricola Pienza.

    Rinaldo Ceccano

    Rinaldo Ceccano: la fondazione di Accademia Life

    Rinaldo Ceccano è un professionista attivo principalmente nel settore della formazione. Nato a Latina nel 1970, è il Direttore Generale di Accademia Life. Dopo aver conseguito la laurea in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, si è specializzato nella Gestione delle Risorse Umane. Muove i primi passi professionali nel settore della Riscossione dei Tributi, prima presso Monte dei Paschi di Siena e poi in CRS S.p.A., dove è impegnato nella Gestione delle Risorse Umane fino al 2001. Successivamente, Rinaldo Ceccano imprime una svolta alla propria carriera, abbracciando il settore della formazione. Matura significative esperienze presso Azzurra Multiservizi S.r.l., prima in qualità di Responsabile Gestione e Sviluppo Risorse Umane e successivamente nel ruolo di Direttore Generale, che manterrà sino al 2009. Ha svolto la stessa mansione in diverse realtà attive nello stesso ambito come Consorzio Life. Tale società, dopo aver acquisito World Future Service e Accademia Italia, è diventata l’attuale Accademia Life S.r.l.

    Rinaldo Ceccano: pubblicazioni e altre attività

    Oltre ad essere un punto di riferimento nel settore della formazione per la Regione Lazio, Rinaldo Ceccano ha alle spalle svariate esperienze in altri comparti. Nei primi anni del 2000, al termine del proprio percorso di studi, ha operato nel ramo della Commercializzazione Agroalimentare, essendo stato eletto Vice Presidente dell’Imof S.p.A. (Mercato Ortofrutticolo di Fondi). Oggi è anche Direttore Editoriale di Poster, una realtà editoriale a Latina, in virtù delle mansioni ed esperienze redazionali svolte in precedenza. Con l’obiettivo di approfondire e consolidare le proprie conoscenze negli ambiti a lui afferenti, Rinaldo Ceccano ha anche preso parte a diversi master e corsi post laurea quali il Master in Management Integrato delle Risorse Umane, il corso volto alla valorizzazione delle Risorse Umane presso l’Università Roma Tre, Facoltà di Scienze dell’Educazione e quello di Tecnico di Internazionalizzazione delle Imprese Agricole. Accanto alla direzione di Accademia Life, è Presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Academy World Sailing e Direttore dell’area marketing dell’azienda agricola Pienza, specializzata nella coltivazione, produzione e commercializzazione di vino e olio.

  • Come aprire una porta blindata bloccata o di cui abbiamo perso la chiave?

    Come aprire una porta blindata quando la serratura è bloccata, abbiamo dimenticato la chiave in casa e ce la siamo richiusa alle spalle, o peggio, abbiamo perso la chiave? Sono cose che succedono, purtroppo. A chi di noi non è capitato? Magari ci è successo da piccoli, anche di spezzare la chiave all’interno di una serratura, ma poi hanno risolto i nostri genitori. Ok, ma adesso che siamo grandi, come dobbiamo reagire ad un disastro del genere? Avremmo potuto fare un doppione delle chiavi da lasciare ad un vicino fidato, ma non lo abbiamo fatto. Potevamo lasciare una copia delle chiavi in garage, ma niente, non ci abbiamo proprio pensato, perché non avremmo mai immaginato che potesse succedere. Di certo non possiamo restare chiusi fuori, con il nostro mondo dentro casa! Come reagire allora?

    Come aprire una porta blindata : attrezzi e fai da te

    Purtroppo, c’è poco da fare. Nel senso che non è affatto facile aprire una porta senza chiavi. Qualcuno consiglierebbe di farsi prestare degli arnesi e di provare a fare tutto da soli. E’ una soluzione percorribile, ma ricordiamo che la porta blindata non è una porta qualsiasi. Teoricamente è progettata per non avere elementi della serratura facilmente smontabili dall’esterno, e comunque per scassinarla ci vorrebbero attrezzi particolari e una certa manualità. Dimenticate quelle scene da film in cui si apre una porta con la carta di credito, o con una qualsiasi altra tessera magnetica. Dimenticate anche di aprire la serrature inserendo la classica forcina per capelli, o la graffetta per fogli nella serratura, andando a smanettare un po’ per forzare la serratura. Non sono cose che si possono improvvisare.

    Come aprire una porta blindata affidandosi ai Vigili del fuoco

    Chiamare i pompieri può essere una valida soluzione, ma anche molto costosa. Forse anche un po’ imbarazzante e allarmante. Immaginate i vicini di casa nel vederli arrivare. Penseranno che fuoco e fiamme stiano per divorare il palazzo, spaventandosi inutilmente. I vigili del fuoco potrebbero applicare un metodo più indolore e due meno teneri. Il primo è il metodo della lastra, utile quando la porta è chiusa senza mandate. Con un foglio sottile ma rigido simile a quello di una lastra da raggi x, i pompieri potrebbero forzare l’apertura, aiutandosi tra loro: un vigile del fuoco muove la porta con forza, mentre un altro infila la lastra cercando di intercettare il taglio del dente mobile della serratura e di smuoverlo utilizzando la lastra. Con i giusti movimenti, la lastra dovrebbe infilarsi tra il dente e il buco che o ospita, favorendo l’apertura della porta. Tra i metodi che potrebbero procurare dei danni ce ne sono due. Il primo prevede di forzare la porta in tutti i modi, anche sfondandola, per aprirla. Ovviamente ci saranno danni da riparare, oltre al costo, molto esoso, della chiamata. Il secondo metodo è quello che prevede di entrare in casa da un balcone, o da una finestra per recuperare le chiavi dentro casa. Ovviamente se la finestra non è aperta di può procedere alla sua rottura, e anche in questo caso ci saranno dei danni da riparare, oltre al già citato costo di chiamata.

    Come aprire una porta blindata ? La soluzione migliore

    Abbiamo visto alcune delle prime soluzioni che vengono in mente quando non riusciamo ad entrare in casa a causa di chiavi dimenticate all’interno, spezzate, o perse. Manca un’ultima alternativa, sicuramente la più valida. Come aprire una porta blindata se noi o le persone che noi conosciamo non hanno esperienza a riguardo, e non vogliamo spendere un capitale chiamando i Vigili del Fuoco? La soluzione, ovviamente, è quella di affidarsi ad esperti dell’apertura porte blindate, tecnici che fanno questo, e tanto altro, per professione, di cui trovate il sito all’indirizzo www.aperturaporteroma.com. Certo, anche questa è una soluzione che prevede un costo, ma sarà sicuramente inferiore al costo, e alle spese collegate all’intervento dei vigili. I tenici esamineranno la porta, la tipologia di serratura, e saranno in grado di intervenire limitando il più possibile i danni collaterali.

  • Luigi Ferraris: gli obiettivi del 2019 di Terna

    La società che gestisce la rete elettrica nazionale, Terna, ha chiuso il primo trimestre in crescita. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris ha commentato i risultati esprimendo la propria soddisfazione e ribadendo quanto sia fondamentale il ruolo dell’operatore nel processo di decarbonizzazione.

    Luigi Ferraris, AD Terna

    Luigi Ferraris: Terna in continua crescita

    Terna è in crescita. I risultati lo confermano: nel primo trimestre del 2019 i ricavi sono cresciuti del 2,7% e gli investimenti del 16,1%. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris ha espresso la propria soddisfazione in merito: “Sono molto soddisfatto dei positivi risultati del primo trimestre dell’anno che confermano il virtuoso percorso di crescita già delineato nel piano strategico 2019-2023”. Terna avrà un ruolo fondamentale nel processo di decarbonizzazione, infatti gran parte degli investimenti previsti dal piano saranno destinati ad operazioni di rinnovamento della rete sfruttando al massimo le fonti di energia rinnovabili, per una logica di sostenibilità. “La forte accelerazione impressa agli investimenti pone ancora una volta Terna al centro del processo di transizione energetica verso la completa decarbonizzazione e la piena integrazione in rete dell’energia prodotta da fonti rinnovabili”, ha aggiunto Ferraris.

    Terna: Il ritratto professionale del CEO e DG Luigi Ferraris

    Nato a Legnano, in provincia di Milano, Luigi Ferraris consegue la laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Genova. La sua carriera professionale inizia nel 1988 presso Price Waterhouse e continua negli anni successivi all’interno di importanti aziende internazionali quali Agusta, Piaggio VE, Sasib Beverage, Elsag Bailey Process Automation, il Gruppo Enel e il Gruppo Poste Italiane, dove è impegnato nel monitoraggio della quotazione in Borsa della società. Nell’aprile del 2017 viene nominato Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna S.p.A. e si impegna da subito nel favorire il processo di innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Grazie al Piano di Sviluppo decennale approvato nel 2017, Terna porterà avanti, sotto la guida di Luigi Ferraris, il processo di integrazione delle fonti energetiche rinnovabili, creando un cambio di marcia a livello ambientale ed economico. Nel marzo 2019, ha presentato il nuovo piano strategico quinquennale del Gruppo che prevede 6,2 miliardi di investimenti sulla rete elettrica italiana, favorendo le fonti di energia rinnovabili. La cifra rappresenta l’impegno economico più alto di sempre.

  • Le soluzioni wireless di monitoraggio e controllo di Kerberos per Data Center e Centrali telefoniche

    Le soluzioni di Kerberospermettono di avere sempre sotto controllo i parametri energetici e ambientali grazie ad una gamma di prodotti di massima affidabilità (100% made in Italy) e a una piattaforma di monitoraggio capace, tra le altre cose, di attivare allarmi, avvisi e azioni.

    I nuovi sistemi di supervisione dei rack della serie KET-RKM e KET-RKS sono pensati per tenere sotto controllo tutti i parametri fondamentali del Rack: il monitoraggio delle temperature interne e del consumo degli apparati.

    Gli ingressi dedicati a sensori di fumo, allagamento e intrusione garantiscono la sicurezza.

    Grazie alla tecnologia X-Monitor, ciascun rack può essere monitorato da una unità slave connessa a una singola unità master via radio e/o RS485.

    Le prestazioni e i relativi vantaggi della tecnologia x-Monitor per data center si possono così sintetizzare:

    – Soglie di temperatura programmabili

    – Allarme di apertura porte

    – Rilevamento presenza di fumo, calore, acqua

    – Rilevamento mancanza di alimentazione su linee A e B

    – Soglie di consumo elevato su singola linea o su consumo totale

    – Soglie minime di consumo per rilevare i malfunzionamenti degli apparati.

    Gli energy manager e gli EGE delle aziende con data center, con le proposte Kerberos dispongono quindi di soluzioni ottimali sia per il monitoraggio dei consumi che per il controllo, in accordo con le disposizioni del D.lgs 102 e con la norma UNI 50001 che già impongono alle aziende energivore la dotazione di tali strumenti.

    Con queste soluzioni il percorso di efficientamento e di messa in sicurezza risulta inoltre assai agevole ed attuabile in tempi rapidi grazie all’efficace supporto consulenziale ed operativo che Kerberos è in grado di offrire.

    www.kerberos.energy

  • A cosa servono le linee vita?

    Lo scopo di un sistema anticaduta é quello di consentire che il lavoro da svolgere ad alta quota sia eseguito in sicurezza.

    Nei lavori in quota, dove i lavoratori sono esposti a rischi particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza, in particolare a rischi di caduta dall’alto, e quando il dislivello è maggiore di quello imposto dalla legislazione vigente (2 mt), devono essere adottate misure di protezione collettive (parapetti, ponteggi, impalcature, reti, ecc), in mancanza di queste e/o per eliminare rischi residui occorre utilizzare Dispositivi di Protezione Individuale combinati con ancoraggi singoli o linee vita rigide o flessibili che siano. Come previsto dal D.L. 81 del 9 aprile 2008 art. 115.

    Nei lavori in quota si è esposti a rischi, sia di caduta dall’alto o strettamente legati ad essa, sia di natura diversa in relazione alla attività specifica da svolgere e che procurano morte o lesioni corporali o danni alla salute.

    Si individuano le seguenti tipologie:

    1.Rischio prevalente di caduta a seguito di cadute dall’alto.

    2.Rischio conseguente alla caduta derivante da:
    a)Oscillazione del corpo con urto contro ostacoli (effetto pendolo)
    b)Sollecitazioni trasmesse dall’imbragatura sul corpo al momento dell’arresto della
    caduta
    c)Tempo di permanenza in sospensione inerte al dispositivo di arresto caduta.

    3. Rischio connesso al DPI anticaduta:
    a)Non perfetta adattabilità del DPI
    b)Intralcio ai movimenti provocato dal DPI
    c)Rischio di inciampo su parti del DPI.

    4. Rischi innescanti la caduta:
    a)Poca aderenza delle calzature
    b)Vertigini
    c)Abbagliamento
    d)Scarsa visibilità
    e)Colpo di calore
    f)Repentino abbassamento della temperatura

    5. Rischi specifici dell’attività lavorativa:
    a)Natura meccanica (urti, tagli, caduta di oggetti, ecc)
    b)Natura termica (scintille, fiamme libere, ecc)
    c)Natura chimica
    d)Natura elettrica

    6. Rischi di natura atmosferica:
    a)Vento
    b)Pioggia
    c)Ghiaccio o neve sul piano di calpestio

    Le tipologie di caduta considerate sono:

    1. Caduta libera. Distanza di caduta, prima che il sistema di arresto inizi a prendere carico, è superiore ai 0,6 mt, sia in caduta verticale che in caduta inclinata dove non sia possibile camminare senza l’aiuto di un corrimano. La caduta libera massima consentita è comunque comunque contenuta in mt 1,5 mt contenuta in mt 1,5 mt. Naturalmente lo spazio di arresto potrà essere superiore determinato dalla tipologia degli assorbitori, dall’allungamento fisico/meccanico del sistema sollecitato.

    2. Caduta libera limitata. Come sopra ma da 0 a 0,6 mt.

    3. Caduta contenuta. Spazio percorso non in caduta libera ma in fase di rallentamento/arresto per intervento dei sistemi di assorbimento di energia. Non oltre i 0,6 mt.

    4. Caduta totalmente prevenuta. Situazione in cui non si può cadere per un sistema di trattenuta che impedisce all’operatore di raggiungere la zona a rischio.

    La “linea vita” è normalmente costituita da un insieme di ancoraggi e funi orizzontali in acciaio che consente a più operatori di agganciarsi con mezzi di protezione individuale e di lavorare su coperture edili con un’ampia libertà di movimenti in completa sicurezza.

    È necessario realizzare uno studio preliminare in funzione delle tipologie di coperture affidando l’installazione di quanto serve solo a personale qualificato.

    Alla Misa Srl siamo specializzati in manutenzione e ispezione di Sistemi Anticaduta. Progettazione, collaudo e manutenzione di Linee Vita. Revisione di Imbracature e DPI Anticaduta.

  • Paolo Campiglio alla Rolex Giraglia 2019

    Accanto alla carriera manageriale, Paolo Campiglio è critico televisivo e corrispondente di Radio 1 New York. Il suo mese di giugno è stato piuttosto entusiasmante, caratterizzato da sole, mare, sale e vento. In particolare, ha partecipato all’Oyster party in occasione della Rolex Giraglia 2019. Una serata illuminata dallo splendido scenario tra Sanremo, Montecarlo e Saint Tropez.

    Paolo Campiglio

    Paolo Campiglio alla Rolex Giraglia 2019

    Paolo Campiglio è un manager, ma oltre al suo ruolo come Presidente di Daclè SA è anche appassionato di regate, critico televisivo e corrispondente di Radio 1 New York. Il suo mese di giugno è stato piuttosto entusiasmante, caratterizzato da sole, mare, sale e vento. Ha assistito agli eleganti eventi a margine della sessantasettesima edizione della Rolex Giraglia 2019: la cena di gala sulla terrazza d’onore dello Yacht Club, nello splendido scenario di tutta la costiera illuminata dai fuochi d’artificio tra Sanremo, Monte-Carlo e Saint-Tropez, e all’Oyster party sponsorizzato dalla direzione generale di Rolex. Paolo Campiglio ha ammirato la partenza notturna di quasi 300 barche in gara, impreziosita dal contesto senza pari. Il manager comunica che alla partenza vi erano anche delle vecchie guardie pronte a competere come Nini Sanna, 84 anni, esempio del fatto che l’età non è un fattore discriminante, ma ciò che conta davvero è la passione.

    Paolo Campiglio: formazione e carriera professionale

    Nato nel 1975 a Milano, Paolo Campiglio è l’attuale Presidente di Daclé SA e un manager specializzato in mercati esteri, con focus primario sui Paesi dell’Europa Centrale e Orientale. Il suo percorso di formazione inizia con il liceo commerciale e in seguito alla maturità di matrice giudico-amministrativa intraprende gli studi accademici presso la facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Pavia, spinto dal desiderio di proseguire la tradizione familiare. Nel 1997, ancora molto giovane, diventa socio di uno studio di consulenza amministrativa per aziende italiane che vogliono investire all’estero. Contemporaneamente entra nel Consiglio Comunale di Legnano, svolgendo gli incarichi di Presidente della Commissione lavori pubblici, Capogruppo di maggioranza e Presidente del consiglio comunale fino al 2012. Per 6 anni Paolo Campiglio ha ricoperto l’incarico di Vicepresidente del più grande sistema culturale italiano tra enti pubblici locali, il Consorzio Bibliotecario Nord Ovest. In virtù della sua conoscenza delle consuetudini dei ministeri degli affari esteri e delle cancellerie internazionali, nel 2008 riceve la carica di Vice presidente della Camera di Commercio Italo-Polacca.

  • Box di Rubinetterie Stella. Minimalismo e High-Tech dagli anni ’70

    Massima espressione della corrispondenza tra forma e funzione, la serie Box è un classico che ha saputo anticipare i requisiti della rubinetteria contemporanea.

    Progettati da Carlo Santi nel 1976, i miscelatori monocomando della serie Box occupano tuttora un importante posto nel catalogo Rubinetterie Stella. Rivoluzionari per l’epoca in cui sono stati concepiti, sono stati i precursori del minimalismo estetico e della funzionalità high-tech, risultando, così, in piena sintonia con le richieste del mercato contemporaneo del settore.

    Elegante nelle sue linee ed intuitivo nelle modalità di utilizzo, Box ha trovato il suo punto di forza nel suo design essenziale ed ergonomico, in cui ad ogni elemento corrisponde chiaramente una funzione. Ciascun particolare, infatti, è stato realizzato per favorire la semplicità del movimento di manovra: la bocca in tubo, la scatola dei meccanismi, la leva di comando con lo smusso d’appoggio sono perfettamente integrati per garantire l’immediatezza dell’utilizzo.

    La serie Box, articolata in molteplici modelli per lavabo, bidet, vasca e doccia, ha mantenuto inalterato il suo design e la sua eccellente meccanica con cartuccia a “joystick”.

    Nata moderna, si conferma oggi una soluzione al passo con i nostri tempi, coerente sia con le attuali esigenze dell’interior design che con i requisiti di efficienza delle prestazioni necessari per distinguersi nel mercato contemporaneo del settore.

  • Le nuove finiture di Circle Two di Gattoni Rubinetteria. Raffinati abbinamenti per il miscelatore di classe

    La collezione firmata da Marco Pisati, rivisitazione della storica serie Easy, è ora disponibile in quattro eleganti versioni “total look”.

    La serie Circle Two, con le sue forme lineari e sobrie, come vuole l’interior design contemporaneo, si è ben presto affermata tra le creazioni più riuscite dell’architetto Marco Pisati per Gattoni Rubinetteria.

    Le proporzioni equilibrate dei volumi cilindrici che la contraddistinguono, ereditate dalla “sorella” Circle One, si evolvono verso una maggior dinamismo grazie alla caratteristica bocca “all’ingiù”. Il rigore delle geometrie, cifra stilistica irrinunciabile di questa serie, risulta, così, ammorbidito e si presta ad essere vivacizzato dalla possibilità di scegliere tra le otto nuance di tendenza disponibili per la leva, oltre al classico cromo.

     

    Da oggi, inoltre, lo spazio alla personalizzazione si amplia ulteriormente, per trasformare il bagno in un ambiente sempre più elegante. Gattoni Rubinetteria presenta, infatti, quattro nuove finiture “total look”: corpo e leva vengono proposti con inedite vesti coordinate, dall’urban-style del nickel spazzolato alla sobria eleganza di nero e bianco opaco, fino alla ricercatezza esclusiva del prezioso oro rosa, previste anche per i complementi doccia.

    Oltre ad optare tra le differenti finiture è possibile scegliere tra cinque diverse altezze del miscelatore e tra i vari modelli che completano la gamma, per un ambiente bagno personalizzato ed eclettico. Anche la colonna doccia, infine, interamente in finitura nickel spazzolato, contribuiscea rendere la serie Circle la soluzione ideale per combinare funzionalità e design, nello stile moderno e raffinato che caratterizza le proposte di Gattoni Rubinetteria.

     

    www.gattonirubinetteria.com

  • Curriculum: la crescita di Roberto Casula, manager di Eni

    Roberto Casula è un manager con alle spalle 30 anni di esperienza nel settore petrolifero. Dal 2014 è Chief Development Operation & Technology Officer di Eni S.p.A.

    Originario di Cagliari, classe 1962, Roberto Casula è un manager. Dopo numerose esperienze in Italia e all’estero nel settore petrolifero, ha occupato diverse posizioni di rilievo all’interno del Gruppo Eni. Attualmente è Chief Development Operation &Technology di Eni. È laureato in Ingegneria Mineraria.

    Roberto Casula

    Roberto Casula: studi e prime esperienze professionali

    Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962 e consegue la laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università degli Studi del capoluogo sardo. In seguito, ottiene l’abilitazione per esercitare la professione e avvia la propria carriera in Agip S.p.A. All’interno della società, è impegnato in qualità di Reservoir Engineer, sviluppando importanti competenze nelle prove di produzione e acquisizione dati sui pozzi e studiando il comportamento dinamico dei giacimenti petroliferi, fino al 1991. L’anno seguente è Reservoir Engineer, Petroleum Engineer e Chief Development Engineer presso la consociata Agip Angola Lt in Luanda. Rientra in Italia nel 1997, nominato Development and Production Cooordinator di Eni S.p.A., e si occupa delle attività operative e di business nei Paesi dell’Africa Occidentale e dell’Asia Centrale. Successivamente, Roberto Casula si sposta all’estero: divenuto Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto per le attività dell’Iran e chiamato alla guida del progetto Giant South Pars fasi 4-5, si trasferisce a Teheran nel 2001.

    Roberto Casula: il ruolo di Chief Development Operation &Technology Officer in Eni

    Roberto Casula torna in Italia nel 2004 e assume la posizione di Managing Director in Eni Mediterranea S.p.A., la consociata del Gruppo con sede a Gela ed è Responsabile delle attività di esplorazione e produzione del territorio siciliano. In ragione della nomina di Managing Director di Eni Nord Africa BV, si sposta in Libia, a Tripoli, per coordinare tutte le attività che avvengono nel Paese. Nel 2007 rientra nella penisola italiana in qualità di Presidente delle tre consociate Eni Abuja (Nigeria) e Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Avendo sviluppato ottime competenze e una profonda conoscenza del territorio estero, le sue responsabilità si estendono a tutti i Paesi dell’Africa e del Medioriente. Nel 2011 conclude con successo importanti negoziazioni, interfacciandosi con le più alte autorità di Libia, Angola, Congo, Gabon, Ghana, Sud Africa, Kenya e Mozambico. Attualmente, Roberto Casula è Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., a diretto riporto dell’Amministratore Delegato.

  • Slancio e sviluppo in casa Varvel: pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2018

    L’ultima edizione del documento ufficiale reso disponibile dal Gruppo bolognese mostra il segno positivo della ricrescita. Tra gli ingredienti di successo della ricetta Varvel, innovative strategie di mercato, riduzione dei costi di produzione e incremento del fatturato estero.

    Valsamoggia (BO), 21 giugno 2019 – Come ogni anno, anche nel 2019 il Gruppo Varvel presenta la nuova edizione del Bilancio di Sostenibilità relativo all’andamento dell’anno precedente: il documento ufficiale – disponibile anche online sui siti istituzionali dell’azienda www.varvel.com, www.varvelusa.com e www.varvel.in – che analizza la struttura organizzativa e l’identità dell’azienda e ne evidenzia i principali driver di successo.

    Accanto alla disamina dei valori fondanti, della produzione e del mercato di riferimento, la recente edizione del Bilancio di Sostenibilità restituisce l’immagine di una società dinamica e responsabile, sottoposta alle curve di flessione del mercato ma capace di contrastarle e di ripartire con rinnovata forza e approccio innovativo.

    Prima testimonianza della rinascita dell’azienda è innanzitutto la percentuale del debito, calata dell’11% rispetto agli anni precedenti. “Un risultato estremamente incoraggiante, che dimostra una netta ripresa dello sviluppo e una scelta strategica vincente, fatta di innovazione, customizzazione, impegno sociale e valorizzazione delle risorse, umane ed energetiche” dichiara Mauro Cominoli, Managing Director dell’azienda.

    A incidere positivamente sul rendimento dell’azienda vi è però anche il margine operativo lordo EBITDA (Earnings Before Interest, Tax, Deprecation and Amortization), che ha raggiunto i 3 milioni di euro (9%) in linea con la media del settore.

    A dimostrazione dell’impegno di Varvel nella valorizzazione e nella creazione di un rapporto di lavoro consolidato con le proprie risorse umane, si osserva che quasi tutti i dipendenti (77 persone su 84, pari all’91,7%) risultano assunti con contratto a tempo indeterminato. Le quote rosa si assestano su percentuali significative, in un settore come quello meccanico, tradizionalmente appannaggio della forza lavoro maschile: rappresentano il 45% dell’organico complessivo e corrispondono a 38 unità. Con un’età media di 44 anni, i dipendenti del Gruppo Varvel beneficiano regolarmente di sessioni di formazione e aggiornamento: nel 2018 ne sono stati svolti 25, coinvolgendo quasi la metà della compagine lavorativa.

    La responsabilità sociale dell’azienda assume anche la forma del sostegno diretto ad associazioni benefiche, grazie a un programma di supporto continuativo rivolto nello specifico a tre ONLUS. Dal 2004 infatti il Gruppo Varvel destina un contributo fisso di 2 centesimi di euro per ogni prodotto venduto ad ANT (Associazione Nazionale Tumori), MSF (Medici Senza Frontiere) e UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia), intrecciando direttamente i propri risultati economici alla tutela di persone meno fortunate. In questi quindici anni sono stati erogati complessivamente 282.000 euro.

    Tra i principali driver di crescita, emergono alcune scelte strategiche in grado di imprimere una forte spinta alla produzione, ma anche all’ottimizzazione e all’efficientamento dei flussi produttivi. Una delle soluzioni messe in campo con quest’obiettivo è Dadistel, il sistema digitale di controllo della produzione nei reparti tornitura, fresatura, filettatura e rettifica diametrale. Non solo: in piena ottica Industry 4.0. il Gruppo sta per presentare il modello di ’”accelerazione di cambiamento” Varvel Mechnology System, che trasformerà l’azienda da “fabbrica di prodotti” a “fabbrica di competenze”, ponendo l’accento sul tempo e collocandolo al centro dei piani di sviluppo.

    Infine, il Bilancio di Sostenibilità 2018 evidenzia uno spostamento del fatturato verso l’estero. Se nel 2014 il rapporto era di 40-60 tra Italia e Paesi esteri, l’anno scorso il delta si è spostato ulteriormente, attribuendo il 34% del fatturato al mercato Italia e il 66% al corrispondente estero.

    L’incremento della commercializzazione estera ha contribuito significativamente al raggiungimento dei risultati aziendali.

    Il bilancio ufficiale del 2018, in relazione ai riduttori, è di 33,416 milioni di euro.

    Grazie alle filiali MGM-Varvel – Power Transmission Pvt Ltd (India) e Varvel USA LLC (Stati Uniti), alla potenza del network di distributori attivi sul territorio – dentro e oltre confine – e agli investimenti in materia di ricerca e innovazione tecnologica, il 2019 di Varvel è destinato a continuare il trend di crescita e successo.

     

    GRUPPO VARVEL

    Dal 1955 il Gruppo Varvel progetta e realizza sistemi di trasmissione di potenza impiegati in numerose applicazioni industriali, (packaging, sistemi di alimentazione per animali, soluzioni per l’automazione e il controllo degli accessi) e nei sistemi innovativi come i generatori eolici e gli impianti fotovoltaici. Grazie alla grande esperienza maturata in oltre sessant’anni di attività, una produzione di oltre 500.000 riduttori l’anno e un fatturato complessivo di circa 50 milioni di Euro, Varvel offre alla clientela un’ampia gamma di soluzioni standard e prodotti personalizzati per esigenze specifiche. L’intera gamma di prodotti è progettata e realizzata in Italia, a Crespellano (Bologna) dove Varvel ha la propria sede centrale. La quota export ha raggiunto il 66% grazie a due filiali (una in USA e l’altra in India) e una rete globale di oltre 100 partner commerciali.

    Ulteriori approfondimenti sono disponibili al sito www.varvel.com

     

  • Nuovo packaging per Artis Rubinetterie. La giusta dimensione della qualità

    Nell’ottica di un processo gestionale volto ad assicurare la massima qualità del prodotto in ogni fase della sua vita, Artis Rubinetterie ha rinnovato il packaging dei suoi articoli, dimostrando grande attenzione sia alla cura estetica che alla funzionalità dello stesso.

    Le nuove confezioni sono accomunate dalla veste grafica che riprende i colori istituzionali del brand, il blu e il grigio, che si alternano in armonia e si incontrano nel logo aziendale riportato su ogni faccia dell’imballo: un’immagine coordinata sinonimo di qualità riconoscibile e di affidabilità per il cliente, ribadite dal sigillo che attesta i 5 anni di garanzia dei prodotti e dalla dicitura “made in Italy”. Un QR code, inoltre, aumenta la funzione informativa del packaging, permettendo all’utente di approfondire la conoscenza del contenuto.

     

    Il vero punto di forza dei nuovi imballi risiede, però, nelle loro caratteristiche di funzionalità e maneggevolezza. Ciascuna scatola è stata, infatti, studiata e progettata, nella forma e nelle dimensioni, per agevolare le procedure logistiche, in sinergia con le esigenze della catena distributiva, anello fondamentale nel quale preservare l’integrità del prodotto fino all’arrivo a destinazione. I contenitori si articolano, dunque, in 4 formati a seconda del tipo di rubinetto contenuto, per lavabo piano o per incasso, per vasca o per lavello cucina, più uno per i set saliscendi, e risultano leggeri e comodi da trasportare, ottimizzando l’ingombro di spazio.

    Artis Rubinetterie conferma, così, il suo impegno nell’offrire una gamma di articoli per il bagno curata sotto ogni aspetto, dal processo produttivo alla distribuzione, tutelandone la qualità dall’uscita dalla fabbrica fino al consumatore.

    www.artisitaly.com

     

  • Terna: il focus dell’AD e DG Luigi Ferraris sul Piano Strategico 2019-2023

    Terna, nel Piano 2019-2023 investimenti per 6,2 miliardi di euro nell’ottica di rafforzare la rete elettrica: l’AD e DG Luigi Ferraris parla della transizione energetica e delle grandi sfide che le realtà devono fronteggiare.

    Luigi Ferraris

    L’AD e DG Luigi Ferraris lancia il Piano Strategico 2019-2023 di Terna

    Gli investimenti “più alti di sempre” nel Piano 2019-2023 di Terna. È stato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris a illustrare lo scorso 21 marzo, nel corso di un evento organizzato a Palazzo Clerici a Milano, le linee-guida. “Grids and Values”, questo il nome, si focalizza su sviluppo del territorio e sostenibilità, con oltre 6 miliardi di euro di investimenti per la rete elettrica italiana. Un incremento di quasi il 20% rispetto a quanto previsto nel precedente piano per rendere la rete “sempre più resiliente e sostenibile”. Se il mondo energetico si trova oggi a dover fronteggiare nuove sfide e ad arginare gli effetti negativi del climate change, Terna non intende farsi trovare impreparato: per rispondere efficacemente il gruppo guidato da Luigi Ferraris ha definito una Strategy che si basa su “sostenibilità e dialogo con il territorio, innovazione e digitalizzazione, persone e know-how industriale” quali leve di crescita.

    Terna: le nuove sfide del settore energetico nell’analisi dell’AD e DG Luigi Ferraris

    Come sottolineato dall’AD e DG Luigi Ferraris, il Piano Terna 2019-2023 si focalizza innanzitutto sul rafforzamento della rete di trasmissione nazionale ma guarda anche al potenziamento delle interconnessioni con l’estero con “attività di rinnovo degli asset e miglioramento della qualità del servizio ed efficienza”. L’obiettivo del gruppo è quello di ricoprire “un ruolo attivo nella fase di transizione energetica in atto” portando valore al sistema-Paese. Per farlo, come ha spiegato Luigi Ferraris, è necessario fronteggiare le sfide del settore elettrico “in modo sicuro, efficiente e sostenibile, verso un sistema sempre più interconnesso, decarbonizzato e rinnovabile”. Sostenere la transizione energetica “con importanti investimenti in sviluppo sostenibile” è un impegno che Terna porta avanti ben consapevole che “la profonda trasformazione” oggi in atto nel mondo debba essere “una responsabilità condivisa”.

  • #DamastExperience: l’azienda ha aperto le porte ai giornalisti in un percorso tra territorio, industria ed arte

    Ottimo riscontro per il Press Day Damast, una giornata “porte aperte” dedicata alla stampa, durante la quale è stata presentata la realtà produttiva di Invorio e l’ultima collaborazione artistica con l’instant artist Maurizio Galimberti.

    Damast, azienda novarese nata nel 2000 e specializzata in progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi funzionali per la doccia, ha aperto per la prima volta le sue porte alla stampa con un “Press Day” nella sede di Via Barro 159.

    Una nutrita delegazione di giornalisti è stata guidata dall’AD Concetta Mastrolia e dal Responsabile Marketing Giuseppe Reale in una coinvolgente #DamastExperience, un percorso tra industria, arte contemporanea e territorio. Un modo per conoscere da vicino un’impresa intraprendente e dinamica, da sempre attenta all’innovazione ed alla sostenibilità, con un occhio di riguardo al territorio dove è nata e cresciuta – quello del Cusio, già patria del Distretto della Rubinetteria e del Valvolame.

    La giornata si è aperta con la visita al polo produttivo, che ha saputo conquistare l’attenzione e l’interesse dei giornalisti, riservando anche piacevoli “sorprese”: sui 25.000 mq di superficie trovano spazio gli stabilimenti dediti a produzione, assemblaggio, controllo qualità, uno show-room espositivo; e ancora la palazzina degli uffici, centro nevralgico dell’azienda e del suo Centro Stile interno e due grandi magazzini logistici. A collegare i singoli stabilimenti, un “cordone ombelicale” coperto che unisce e simboleggia anche la sinergia tra produzione e know-how, tradizione ed innovazione.
    Gli ospiti hanno anche potuto ammirare il rigoglioso polmone green di 2.500 mq, composto da un frutteto e da un parco piantumato con alberi, siepi e verde ornamentale. Altra piacevole scoperta la biblioteca e sala polivalente che ospita mostre, eventi, installazioni, perfetto luogo di incontro tra il mondo della #doccetteria Damast, del design e la grande passione per l’arte che pervade l’azienda.

    E proprio quest’ultimo spazio ha fatto da cornice a un momento molto atteso intitolato “La passione per l’arte qui è di casa”, ossia la presentazione dell’esclusiva esposizione “Maurizio Galimberti per Damast: l’intuizione, l’emozione, la fotografia d’autore”. Nove preziose opere in bianco e nero realizzate con la tecnica del mosaico fotografico di istantanee, inconfondibile marchio di fabbrica dell’artista, Ambassador di Fuji Italia, riconosciuto come uno dei fotografi più affermati sulla scena nazionale ed internazionale.

    A rendere ancor più importante il momento è stata la presenza dell’autore stesso, che ha introdotto la collaborazione con l’azienda ed ha raccontato ai presenti come le linee, le forme e l’inconfondibile design di docce a mano e soffioni Damast siano diventate delle “muse ispiratrici” per i suoi scatti fotografici. “Ho interpretato i prodotti Damast con il mosaico fotografico di istantanee – ha dichiarato Maurizio Galimberti – e con una tecnologia che permette di avvicinarmi molto al soggetto ed entrare nel dettaglio, rendendo la fotografia pura e diretta, frutto della luce naturale. Il risultato sono immagini dinamiche, una visione particolare e fuori dagli standard canonici della fotografia industriale, contaminata dalla mia ispirazione al futurismo e dalle tecniche della scuola di architettura tedesca Bauhaus. Queste nove opere racchiudono la mia visione del prodotto Damast e desiderano comunicare quello che per l’azienda è l’elemento cardine: l’acqua, espressa nella sua leggerezza e nella sua piacevolezza attraverso immagini anch’esse snelle, leggere, agili”.

    Un ringraziamento particolare ai giornalisti è stato espresso da Concetta Mastrolia, AD Damast, che ha sottolineato l’importanza della condivisione di idee e della visita in azienda in una giornata operativa di produzione, arte e prodotto. “Per noi di Damast è molto importante condividere momenti come questi – ha dichiarato Mastrolia – dove l’azienda non presenta solo il suo prodotto, anche il suo pensiero, il mood, la filosofia e la mission, nonché la struttura aziendale stessa con il suo staff. Il confrontarsi aiuta a crescere e a capire meglio le tendenze del momento”. Ed ancora a proposito della visione aziendale: “Damast è da sempre molto vicina al fattore H (human), sia nella ricerca dei prodotti, dove pone particolare attenzione all’ergonomia, al materiale ed al tema del ‘Design for All’ che li rende adatti a tutti, sia nei confronti della sensibilità verso ogni forma di espressione di arte contemporanea, che pervade i nostri stessi spazi aziendali per lasciarsi ammirare e contemplare dai propri spettatori”.

  • Tavolo Falconara e poltroncina Voltri di Greenwood. Appuntamento in giardino tra design e comodità

    Praticità ed eleganza con il nuovo dining–set, presente nel catalogo 2019, pronto ad imporsi come la scelta ideale per pranzi e cene nel proprio spazio outdoor.

    Per vivere al meglio i momenti all’aria aperta, Greenwood propone un elegante dining-set in alluminio color bianco, capace di offrire una soluzione di design senza rinunciare alla comodità.

    L’ampio tavolo Falconara è ideale per pranzi, cene e per tutte le occasioni di incontro in compagnia in giardino o in cortile. La sua struttura dalle linee pulite e geometriche è sinonimo di solidità e praticità, mentre il piano in vetro opaco grigio è l’elemento distintivo che lo caratterizza donandogli un aspetto signorile e contemporaneo.

    Due i modelli di sedute che Greenwood prevede in abbinamento al tavolo: la poltroncina Voltri, realizzata con anima sempre in alluminio bianco, che presenta gambe arrotondate e asimmetriche, in contrasto con quelle spigolose e rigorose del tavolo, ed è dotata di cuscino e schienale in textilene bicolore, bianco e grigio cenere, nonché la più pratica e minimalista sedia Segesta, agevolmente impilabile, con braccioli e gambe in alluminio, di forma squadrata, come quelle di Falconara, e seduta e schienale in textilene imbottito, color grigio cenere.

    La modernità e l’eleganza dei prodotti Greenwood si confermano, come sempre, i requisiti ideali per favorirne l’adattabilità ad ogni tipo di outdoor, all’insegna del comfort e del design: arredi insensibili agli agenti atmosferici ed anche alle mode, per accogliere nel modo migliore gli attimi di relax durante tutta la giornata.

    Greenwood

    Numero verde 800.985006

    www.moiaspa.com/greenwood

  • Arriva una nuova linea pesti de Le Conserve della Nonna

    L’azienda modenese presenta nuove sfiziose varianti di pesto, ideali per qualsiasi tipo di preparazione e uniche per genuinità, gusto e corposità.

    Le Conserve della Nonna, storico marchio nato nel 1973 a Ravarino (MO), sceglie la prestigiosa vetrina di Tutto Food (Milano, 6-9 maggio, Pad. 5, Stand M 26-28) per presentare alla platea di consumatori le ultime novità della sua linea di pesti. Per ampliare le possibilità di condimento della pasta e soddisfare palati più curiosi, il brand ha elaborato alcune nuove ricette, da affiancarsi a quelle più tradizionali.

    La novità più originale e di stagione che il marchio modenese propone è il Pesto Peperoni e Anacardi: una variante dal sapore deciso, impreziosita da una gradevole nota croccante. L’abbinamento più consigliato di questo pesto è con la pasta integrale, sempre più richiesta dal consumatore moderno per le sue proprietà nutritive, ma anche la guarnizione di bruschette di pane nero.

    Mentre, il Pesto Broccoli e Cime di Rapa, realizzato con verdure 100% italiane e un pizzico di peperoncino, rappresenta la soluzione ideale e veloce per condire le orecchiette.

    Tra le versioni più classiche troviamo poi il Pesto alla Genovese, che racchiude tutto il profumo e il sapore del basilico e si sposa perfettamente con le trofie e molti altri primi piatti italiani. Inoltre, la gamma di prodotti Le Conserve della Nonna propone un Pesto Rosso, preparato con gustosi pomodori essiccati, pinoli, basilico e ricotta e pensato non solo per la pasta, ma anche per accompagnare secondi di carne o di pesce. Sapore tradizionale, ma intenso e sfizioso, anche per la proposta a base di aglio, olio e peperoncino, un vero classico della cultura gastronomica italiana, da sempre apprezzato lungo tutta la Penisola.

    Spaziando dalle versioni più semplici a quelle più ricercate, i pesti de Le Conserve della Nonna sanno rispondere a tutte le esigenze di consumo di chi è interessato a trovare prodotti gustosi ma fatti con cura, capaci di rievocare i profumi, i sapori e le abitudini della cucina delle nonne, senza glutine e senza conservanti.

    Con oltre 150 prodotti, la gamma de Le Conserve della Nonna spazia dalle passate, alle salse e ai sughi, fino ad arrivare a una vasta scelta di legumi, semplici o ricettati, oltre che a deliziose creme vegetali spalmabili, alle confetture e ai vegetali sottolio.

    www.nonsolobuono.it

  • Andrea Girolami (Ag Group): Andrea Fusco è il nuovo Executive Chef della divisione Foodies

    Da poco reduce da un impiego presso il Bernini Bristol, Andrea Fusco è il nuovo Executive Chef del bistrot Diana’s Place, nato da un progetto di Andrea Girolami di Ag Group che coniuga il buon cibo italiano al bere di qualità.

    Ag Group: Andrea Girolami nomina Andrea Fusco Executive Chef del Diana’s Place

    Ag Group, giovane brand turistico con sede a Roma, racchiude l’essenza di una persona, Andrea Girolami. Il suo nome e cognome costituiscono infatti l’acronimo di AG, realtà che raggruppa in sé cinque differenti unità, una per ogni core business: tour operator, alberghi, case di riposo, società di consulenza alberghiera e ristorazione, quest’ultima sotto il brand Ag Foodies. Girolami, da sempre conoscitore e amante delle bollicine d’eccellenza, ha deciso di unire il buon bere alla cucina d’autore, optando per uno chef di sicura esperienza. La scelta si è indirizzata verso Andrea Fusco, che dirigerà i bistrot Diana’s Place, due eleganti location nel centro storico di Roma che propongono esperienze enogastronomiche di livello. Il progetto non si fermerà a questi aspetti: l’abilità creativa e l’esperienza di Fusco andranno a beneficio anche di altre iniziative work in progress: "Stiamo valutando una proposta di ristorazione interna per tutti gli hotel. Per ora cominciamo con i bistrot, poi passiamo alle terrazze del The Tribune e del The Independent, che saranno aperte anche agli esterni. Una volta partiti bene, penseremo anche alle colazioni e al servizio in camera. Tutto deve avere un tocco, qualcosa di riconoscibile, sono posti diversi riuniti da uno stesso filone", ha spiegato Andrea Girolami in merito alle prossime novità.

    Andrea Girolami e il piano per il Diana’s Place

    Andrea Girolami può vantare due decenni di attività nel settore turistico. La sua specialità è l’incoming a tutto tondo ed è inoltre il proprietario da circa due lustri di alcuni alberghi. Il suo carnet enumera già numerose strutture ricettive di grande eccellenza e prestigio, tuttavia l’imprenditore ha idee e iniziative precise, anche se ancora in divenire: il suo potenziale di crescita è ampio e soprattutto, con la recente nomina di Andrea Fusco a Executive Chef dei Diana’s Place, sta puntando sempre più sulla ristorazione di alta qualità. Nel dettaglio, i Diana’s Place vedono la luce dalla passione di Andrea Girolami per il bere d’eccellenza. Infatti all’interno delle due location romane è possibile scegliere tra oltre mille marchi italiani e francesi, primo tra tutti lo Champagne. Con la nomina di Fusco si aggiunge un servizio di easy dining, che comporta la divisione del menu à la carte in differenti aree: dalle crudités di carne e pesce ai prelibati formaggi nostrani, dai diversi tipi di pasta home made ai secondi di terra e di mare. Per finire, i tradizionali dolci senza tempo come babà con crema, cannolo e gelato. Il costo resterà decisamente interessante e in ottimo rapporto con la qualità delle materie prime: mai sopra i 16 euro per i primi piatti, i secondi fino a 22 euro e il dolce fisso a 7 euro

  • Transizione energetica e prospettive future: l’AD di Eni Claudio Descalzi in Vaticano

    L’AD di Eni Claudio Descalzi attribuisce una grande rilevanza all’incontro annuale in Vaticano, un momento di riflessione e di confronto sulle attività da svolgere insieme alle altre compagnie per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e affrontare con successo la transizione energetica.

    Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni

    Claudio Descalzi: l’importanza di lavorare in sinergia

    L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha incontrato il Papa in Vaticano per parlare di transizione climatica e ambiente. Il Pontefice ha ricevuto le compagnie petrolifere per dialogare sulle grandi tematiche ambientali che caratterizzano il nostro tempo e interpellare i maggiori rappresentanti del settore in Italia. L’AD di Eni ha parlato con grande schiettezza: “È evidente che a 4 anni dall’accordo di Parigi dobbiamo cambiare passo. I progressi sono insufficienti e le emissioni continuano a crescere”. Lavorare in sinergia diventa sempre più importante per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità: Claudio Descalzi ha evidenziato l’importanza che tutti gli attori facciano la loro parte. “Il carico di responsabilità non è limitato alle società energetiche. Investitori, politici e consumatori sono attori chiave del cambiamento e devono riconoscere il loro ruolo nella transizione modificando i propri modelli di consumo, le strategie di investimento e le decisioni politiche”. L’obiettivo di Eni è già ben delineato, come ricorda l’AD: la società punta a “raggiungere la neutralità carbonica dal 2030 per le attività upstream come primo passo materiale e concreto di riduzione delle emissioni”. Il coinvolgimento di tutte le parti in causa è essenziale, in quanto trasformerà l’azione di Eni “in un pieno successo per la società umana e per l’ambiente”.

    Claudio Descalzi: i contenuti della discussione in Vaticano

    È la seconda volta che Eni partecipa al dialogo in Vaticano su energia e clima. Secondo l’AD Claudio Descalzi si tratta di un’occasione da non sottovalutare: “È uno dei momenti più alti e importanti di incontro dell’anno perché ci consente di discutere delle sfide e della complessità della transizione energetica con le altre società del settore e con i più grandi fondi di investimento mondiali, oltre ad esponenti chiave della comunità scientifica”. Le attività dell’incontro si sono svolte in un clima di grande franchezza e collaborazione, per parlare di transizione giusta e adatta a minimizzare gli impatti sociali. È fondamentale riconoscere “il diritto di gran parte della popolazione mondiale di progredire nello sviluppo e nell’accesso all’energia mentre procediamo il più rapidamente possibile verso un modello energetico a minori emissioni”, ha spiegato Claudio Descalzi. “Abbiamo discusso dell’applicazione di un carbon pricing per promuovere un uso più efficiente delle risorse e favorire l’utilizzo delle fonti più pulite. E infine di come comunicare la strategia e le azioni di decarbonizzazione nel nostro reporting”. L’AD ha concluso sottolineando che per queste nuove attività saranno destinati 3 miliardi di euro di capex nel periodo piano e 500 milioni di euro per la ricerca e sviluppo.

  • Windcity vince la terza edizione di Terna Next Energy

    Terna sostiene i progetti innovativi in campo energetico attraverso il programma Next Energy, promosso insieme a Fondazione Cariplo e Cariplo Factory. Giunti alla terza edizione, quest’anno è Windcity ad aggiudicarsi la vittoria, ricevendo dalla Presidente Catia Bastioli un voucher di 50mila euro da spendere in ulteriori servizi di accelerazione.

    Terna

    Terna Next Energy: vince Windcity

    Terna, l’azienda italiana che gestisce le reti per la trasmissione dell’energia elettrica, in collaborazione con Fondazione Cariplo e Cariplo Factory sostiene le startup e i progetti innovativi in campo energetico attraverso il concorso Next Energy. Giunti alla terza edizione, è Windcity ad aggiudicarsi la vittoria. Tutte le idee, focalizzate sul concetto di sostenibilità ambientale, sono state presentate a gennaio nel contesto della “Call for Ideas” e le migliori 10 si sono contese i 50.000 euro in palio. Windcity, il progetto vincitore, come spiega Terna, rappresenta la nuova frontiera delle rinnovabili, trattandosi di una turbina a geometria variabile, composta da mini-turbine auto-adattive capaci di generare energia da vento e acqua, dal nome “V-Stream”. Importante sottolineare come la turbina consenta di utilizzare tali fonti in contesti urbani.

    Terna Next Energy: le parole della Presidente Catia Bastioli

    Terna rende noto che il team vincitore, insieme agli altri nove, selezionati nel corso della “Call for Ideas” ha avuto l’opportunità di accedere ad un percorso di due mesi adottato per ottimizzarne la fruizione. In occasione della cerimonia di premiazione la Presidente di Terna, Catia Bastioli ha parlato così: “Anche questa terza edizione di Next Energy conferma che l’iniziativa, cresciuta nel tempo, si è conquistata uno spazio riconoscibile nell’ambito dell’open innovation, della sostenibilità e del supporto alle realtà territoriali. In uno scenario in cui innovazione e digitalizzazione si confermano come fattori abilitanti per una gestione del sistema elettrico più smart e flessibile, Next Energy è oggi per Terna una vera e propria opportunità strategica, per accedere a progetti innovativi in grado di supportare questa fase di transizione energetica, attraverso soluzioni frutto della sinergia tra aziende, startup e mondo accademico”.

  • atSistemas arriva in Italia

    Milano, 26 giugno 2019 – atSistemas, società spagnola di consulenza per i servizi digitali, presente sul mercato dal 1994, approda in Italia (Milano) con l’obiettivo di posizionarsi come uno dei principali interlocutori del settore IT nel paese.

    Con oltre 1300 dipendenti e circa 58 milioni di euro di fatturato annuo, atSistemas propone un’offerta di servizi integrati volti ad aiutare le aziende e le organizzazioni a realizzare con successo un processo di digital trasformation, attraverso una combinazione vincente di persone, tecnologia e business. La sua visione, sia per il mecato italiano che a livello globale, è dunque quella di porsi come partner strategico dei clienti, per accompagnarli in tutte le fasi dei loro progetti attraverso l’eccellenza tecnologica. Ad oggi, atSistemas ha accompagnato più di 300 clienti nel processo di digital trasformation, e ha la capacità di offrire soluzioni basate su metodologie e tecnologie come Agile, DevOps, Solution Architecture, Mobile, QA, Data Analytics, Cloud, Artificial Intelligence o Blockchain.

    L’arrivo della società spagnola in Italia si inquadra nella strategia di internazionalizzazione di atSistemas, il cui focus principale è il continente europeo: la scelta di Milano è dunque strategica sia in termini geografici che di business, per gli obiettivi di espansione della società di consulenza in ambito IT.

    “Il nostro obiettivo è quello di diventare uno dei punti di riferimento del settore IT nel mercato italiano e di facilitare il business di aziende e organizzazioni, contribuendo allo sviluppo della società. Per fare questo ci affidiamo all’entusiasmo, all’esperienza e alle best practice delle persone che fanno parte del team di atSistemas”, ha dichiarato Michelangelo Castagnone, manager di atSistemas Italia.

    Solution Partner Enterprise di Atlassian

    atSistemas affronta questa nuova sfida nel mercato italiano come Platinum Solution Partner  Enterprise di Atlassian, il più grande produttore di software di collaboration e produttività. La comprovata esperienza nell’implementazione di questi strumenti con più di 200 clienti permette alla società di consulenza spagnola di offrire un’ampia gamma di soluzioni digitali sul mercato italiano.

    “Siamo onorati di avere tra i nostri partner atSistemas, in qualità di azienda di consulenza specializzata in metodologie Agile in grado di accompagnare le aziende nel processo di trasformazione digitale. Siamo convinti che il suo ingresso nel mercato italiano darà un forte impulso al nostro business, considerando la rilevanza strategica del Paese”, commenta Vladimir Cavalcanti Channel Manager EMEA di Atlassian.

    Il valore aggiunto di atSistemas in Italia

    atSistemas si articola in un ecosistema di business unit orientate all’eccellenza tecnologica, che permette alla società di agire con la flessibilità di una start-up ma con la solidità di una grande azienda. L’insieme di queste business unit specializzate permette di realizzare ogni tipo di progetto ad alta complessità in qualsiasi azienda, indipendentemente dalle dimensioni e dal settore di attività.

    A questo scopo, la societá di consulenza si configura come “Agile First”, portando la metodologia Agile oltre lo sviluppo del software stesso e applicandola a tutte le aree aziendali.

  • Campagnola porta l’innovazione ad Enovitis 2019

    A Montepulciano l’azienda leader in soluzioni meccanizzate per la potatura e la raccolta ottiene un ottimo risultato di pubblico in occasione della manifestazione dinamica dedicata alla viticoltura.

    Si chiude Enovitis in campo, evento itinerante dedicato alle tecnologie per la viticoltura.

    Il 20 e il 21 giugno, presso la Tenuta Trerose a Montepulciano in provincia di Siena, i numerosi visitatori hanno potuto partecipare e assistere a test e dimostrazioni per verificare la funzionalità e l’efficacia delle soluzioni suggerite da Campagnola e dagli altri espositori.

    Particolarità di Enovitis è l’articolazione delle prove intorno a dimostrazioni pratiche direttamente in campo che replicano condizioni realistiche in grado di consentire la misurazione dell’utilità e dell’applicabilità delle macchine proposte dagli espositori.

    A rappresentare Campagnola la seguente strumentazione:

    COBRA PRO: forbice elettrica nata con una precisa destinazione d’uso – ovvero la potatura della vite e delle piante da frutto – e progettata per un impiego professionale garantito 4 anni. Seppur maneggevole, Cobra Pro vanta un’elevata potenzialità di taglio unita a robustezza e solidità favorite dal tecnopolimero a forte tenuta e alla lama in acciaio forgiato ad alta resistenza universale. Semplice da utilizzare, comoda e leggera, questa soluzione elettrica è favorita dal peso contenuto di 840 grammi e dall’impugnatura di 31 x 38 mm.

    LINE 44, la risposta di Campagnola ad ogni tipo di potatura, è una gamma integrata costituita da 4 forbici elettriche e una legatrice ricaricate da un’unica batteria, adatte a vigneti, frutteti, agrumeti, piante ornamentali e sempreverdi. La proposta multipla di Campagnola prevede diversi attrezzi concepiti per soddisfare le richieste di un’utenza di potatori esigenti interessati ad interventi su piccolo e grande diametro, ma anche su media ed elevata altezza.

    EXPO DOPPIO FULL ARRIZZA arriva direttamente dal partner commerciale Arrizza – società abruzzese specializzata nella progettazione e costruzione di macchine per la lavorazione dell’interfilare. Posta sul trattore anteriormente o posteriormente, permette l’applicazione di numerosi utensili, tra cui dischiere, vomeri, lame, fresini, dischi rincalzanti, spollonatrici e trincia erba a fili. Disponibile in 9 versioni, si addice a filari con larghezza compresa tra 1,50 e 5 metri.

    La serie vanta l’allargamento laterale idraulico degli utensili, uno scambiatore di calore doppio con doppio termostato, una centralina elettronica a 18 canali, un distributore elettronico per 6 cilindri doppio effetto e un richiamo di emergenza per lame. Le ruote posteriori permettono la regolazione della profondità di lavoro a registrazione idraulica, ancora più precisa grazie ad un joystick multi funzione. Ad accomunare i prodotti Campagnola e Arrizza c’è la ricerca e l’esperienza pluriennale.

    www.campagnola.it

  • Il Gruppo Varvel premia la passione, motore ideale per chi corre incontro al futuro

    Una borsa di studio al corsista più meritevole del Master in Ingegneria della Moto da Corsa dell’ente di Alta Formazione per il business Professional Datagest. Nei giovani di oggi i talenti di domani.

    Valsamoggia (BO), 14 giugno 2019 – Impegno, competenza e ottime prestazioni sono alcuni dei fattori che caratterizzano il Gruppo Varvel, realtà bolognese che dal 1955 progetta, produce e commercializza riduttori meccanici di velocità. L’azienda socialmente responsabile da sempre presta molta attenzione alle giovani generazioni e da diversi anni sostiene progetti volti a favorire la collaborazione tra poli scientifici e tessuto produttivo. Anche quest’anno, in quest’ottica ha premiato lo studente che più si è distinto nel Master in Ingegneria della Moto da Corsa organizzato dall’ente di formazione bolognese Professional Datagest.

    Una partnership che è nata nel 2012, quando Varvel sostenne due allievi provenienti dai comuni emiliani colpiti dal terremoto di quell’anno. Non è mancato dunque anche nella settima edizione un contributo tangibile, premiando Marco Radaelli, il corsista che ha dimostrato maggior talento e passione, impegno e determinazione, distinguendosi nei mesi intensi in cui, tra lezioni teoriche e pratiche, esami e verifiche, ha saputo ottenere la pole position tra i suoi colleghi del master.

    “La vita è una sfida, per cui la vera gara deve ancora iniziare – ha commentato Mauro Cominoli, Direttore Generale del Gruppo Varvel ma di sicuro Marco ha dimostrato di voler tagliare per primo il traguardo e noi siamo ben felici di aiutarlo nella sua corsa. È fondamentale offrire opportunità ai professionisti di domani e contribuire alla realizzazione di un sogno. Perché la passione è una grande forza per sviluppare il proprio domani. Lo studio e la formazione sono determinanti per far emergere nuovi talenti e mettere in luce nuove risorse volenterose, qualificate e con un grande potenziale da esprimere. Un bene comune da cui attingere per costruire il futuro, da preservare e incentivare per attingere a risorse umane motivate che permetteranno la crescita delle aziende e dell’intero sistema.”

    Il master, con la partecipazione di docenti provenienti dalla celebre “Motor Valley”, così denominata per la concentrazione di eccellenze nel settore della meccanica, si rivolge a giovani laureati e laureandi in ingegneria meccanica, elettronica e aerospaziale interessati ad acquisire le competenze tecniche specialistiche per la progettazione e la costruzione di moto da corsa, spaziando dalla dinamica all’elettronica, passando per l’analisi dati su pista e la gestione di un racing team, con oltre 300 ore di formazione, tra lezioni in aula tenute dai docenti provenienti da scuderie e case costruttrici e momenti formativi nelle aziende e nei luoghi del motorsport.

     

    GRUPPO VARVEL

    Dal 1955 il Gruppo Varvel progetta e realizza sistemi di trasmissione di potenza impiegati in numerose applicazioni industriali, (packaging, sistemi di alimentazione per animali, soluzioni per l’automazione e il controllo degli accessi) e nei sistemi innovativi come i generatori eolici e gli impianti fotovoltaici. Grazie alla grande esperienza maturata in oltre sessant’anni di attività, una produzione di oltre 500.000 riduttori l’anno e un fatturato di circa 50 milioni di Euro, Varvel offre alla clientela un’ampia gamma di soluzioni standard e prodotti personalizzati per esigenze specifiche. L’intera gamma di prodotti è progettata e realizzata in Italia, a Crespellano (Bologna) dove Varvel ha la propria sede centrale. La quota export ha raggiunto il 70% grazie a due filiali (una in USA e l’altra in India) e una rete globale di oltre 100 partner commerciali.

    Ulteriori approfondimenti sono disponibili al sito www.varvel.com

  • Le finiture dei miscelatori Gattoni Rubinetteria. L’emozione del colore per il bagno moderno

    Nello stabilimento produttivo di Alzo di Pella prendono vita molteplici finiture galvaniche per una personalizzazione entusiasmante del miscelatore.

     Punto di forza dell’offerta aziendale, la vasta gamma di finiture proposte da Gattoni Rubinetteria per i miscelatori permette la massima personalizzazione dell’ambiente bagno attraverso il colore.

    Nascono, così, le differenti nuance disponibili per valorizzare la resa estetica delle serie di design (Color, Color Cube, Ely, Soffio, Circle One e Circle Two): oltre all’intramontabile versione total cromo, è, infatti, possibile ottenere il miscelatore dei propri desideri scegliendo tra le molteplici tonalità, lucide e opache, previste per le leve. Sarà sufficiente una semplice chiave a brugola per sostituire la leva originale cromata con quella colorata,su richiesta, scelta a seconda delle proprie esigenze di arredo, nel rispetto della più completa versatilità. Inoltre, anche il corpo del miscelatore è declinabile in diverse finiture: bianco o nero, oro oppure oro rosa, nichel spazzolato o dark nichel, nelle raffinate versioni in tinta unita.

    Lo spazio alla personalizzazione, infine, è riservato anche alle serie classiche con la possibilità di scegliere tra varianti dal fascino vintage.

    Gattoni Rubinetteria si conferma, dunque, in prima linea nella customizzazione del prodotto per soddisfare i gusti estetici più eterogenei e, a riprova della centralità di questo aspetto, ha racchiuso l’ampia offerta di finiture galvaniche in una nuova cartella ad esse dedicata, costituita da 12 borchie – campionature delle nuance disponibili – in distribuzione presso agenti e clienti. Pensata per le sale mostra, la cartella è stata tradotta in 5 lingue, per portare nel mondo l’emozione del colore.

    Per approfondire guarda il video e iscriviti al canale You Tube Gattoni Academy

    www.gattonirubinetteria.com

  • ERGO Assicurazione Viaggi rinnova la partnership con Cartafreccia Trenitalia

    Scegliere le polizze ERGO Assicurazione Viaggi è sempre più conveniente: da pochi giorni, infatti, la Compagnia ha rinnovato la storica partnership con Trenitalia per l’inserimento nel programma CartaFRECCIA: in base all’accordo, i titolari della tessera fedeltà che acquistano una polizza ERGO Assicurazione Viaggi ricevono in omaggio sulla propria carta l’accredito di un punto ogni euro di spesa sostenuta per la polizza.

    I vantaggi

    I vantaggi sono disponibili sia per i titolari di CartaFRECCIA che stipulano l’assicurazione online sul sito www.ergoassicurazioneviaggi.it, sia per gli utenti che si rivolgono alle agenzie di assicurazioni o, nel caso di una polizza abbinata ad un pacchetto turistico, alle agenzie di viaggi.

    Il commento di Daniela Panetta, direttore commerciale ERGO Assicurazione Viaggi

    Daniela Panetta, direttore commerciale ERGO Assicurazione Viaggi dichiara: “siamo orgogliosi di essere stati selezionati da Trenitalia come partner assicurativo nel suo Programma CartaFRECCIA e siamo lieti di contribuire al successo dell’iniziativa. Mi preme sottolineare che l’operazione guarda anche al trade, supportando le vendite delle agenzie di viaggi e degli intermediari assicurativi che collaborano con la nostra Compagnia”.

    CartaFRECCIA è il programma fedeltà gratuito dedicato ai clienti Trenitalia che consente di accumulare punti viaggiando sui treni o acquistando prodotti e servizi dai partner.