Categoria: Aziendali

  • Le docce di Artis. Soluzioni per tutte le esigenze.

    La rubinetteria bresciana propone un’ampia offerta di docce, sia contemporanee che tradizionali

    Curate nel design e realizzate con un elevato standard qualitativo, le docce Artis rappresentano la soluzione ideale per tutte esigenze di installazione. Disponibili nelle versioni tonda e quadra dotate di miscelatore termostatico o monocomando, sono perfette per un bagno dal gusto contemporaneo, mentre la versione retrò, dotata di miscelatore a 2 comandi con vitoni ceramici è particolarmente indicata per un’installazione di intonazione classica.

     

     

     

     

     

     

     

     

    www.artisitaly.com

  • Alessandro Benetton: recessione inevitabile, ma gli italiani sono un popolo capace

    Alessandro Benetton ha ormai da tempo abbracciato i social network per portare avanti una interessante discussione sui temi legati all’imprenditoria e all’attualità. Dopo l’esperienza del canale Youtube, ha di recente avviato anche una diretta Instagram per discutere della delicata situazione in cui ci troviamo, scambiando opinioni e pensieri coi followers.

    Alessandro Benetton

    La diretta Instagram di Alessandro Benetton

    “Ora dobbiamo salvare prima di tutto delle vite ma dobbiamo pensare anche a salvare il lavoro di domani e chiunque abbia a disposizione degli strumenti deve fare il suo come meglio può”. Lo ha dichiarato Alessandro Benetton, imprenditore alla guida di 21 Invest, durante una recente Instagram Live dedicata allo scambio di riflessioni e impressioni sulla difficile situazione che stiamo vivendo. Il suo account ha oltre 18 mila followers. La diretta Instagram diventa, insieme al canale Youtube ufficiale, un ulteriore mezzo per rimanere in contatto e scambiarsi pensieri e opinioni. “Prima viene la salute, poi il resto, e noi italiani siamo capaci di reagire a tutto” ha commentato Alessandro Benetton. “Mi aspetto, come tutti, una conclamata recessione”. L’opinione dell’imprenditore però non è solo basata su uno scenario economico nefasto, si punta anche alla resilienza degli italiani e alle potenzialità delle nostre imprese. “Attualmente vedo piccoli passi, primi spunti da parte di tanti”. Per vincere però, serve davvero la collaborazione di tutti.

    Alessandro Benetton: il percorso professionale

    21 Invest (in passato 21 Investimenti) è oggi tra le prime società di private equity in Italia. Annovera oltre 90 investimenti completati e 1,6 miliardi di euro di capitali raccolti presso investitori istituzionali. Tra le operazioni di successo, anche quella relativa all’acquisizione di Forno d’Asolo, società che ha duplicato il fatturato nel corso di tre anni. Alessandro Benetton è fondatore e Managing Partner di 21 Invest. Originario di Treviso, dopo gli studi presso l’Università di Boston e la Harvard Business School, avvia il suo percorso professionale in Goldman Sachs International (Londra). La svolta imprenditoriale arriva a 28 anni, con la fondazione di 21 Investimenti S.p.A. Dal 2017 è alla guida di Fondazione Cortina 2021 con l’incarico di Presidente. L’ente si occupa dell’organizzazione dei Campionati Mondiali di Sci 2021. Alessandro Benetton è Cavaliere del Lavoro. Ha ottenuto diversi riconoscimenti durante la sua carriera, tra cui il Premio EY Imprenditore dell’Anno (2011), il Premio Vittorio De Sica (2014) e il Premio America della Fondazione Italia USA (2016).

  • “CURA ITALIA”: FOCUS SULL’IGIENIZZAZIONE, MISSIONE DI GRANDE RESPONSABILITÀ

    Da quando è scoppiata l’emergenza gli operatori di settore operano in tutta Italia, affiancando medici ed infermieri, in campo migliaia di persone. L’amministratore delegato di Euro&Promos F.M. S.p.A. Alberto Tavano Colussi: “I nostri collaboratori sono degli eroi, che in queste drammatiche ore lottano, dando il proprio contributo, per mitigare la diffusione del Coronavirus, garantendo la prosecuzione delle attività essenziali”

    Sono al lavoro a tutte le ore negli ospedali, negli uffici pubblici e nelle aziende, dove il Coronavirus sta colpendo di più. Luoghi a rischio, in cui migliaia di operatori non si tirano indietro, si occupano, con coraggio e dedizione, di pulire ed igienizzare gli ambienti, in modo da garantire la sanificazione necessaria per limitare la diffusione del virus. Il personale di sanificazione opera affiancando medici ed infermieri, condividendone ansie e paure e dando sostegno alle persone in difficoltà.

    Il settore delle imprese di pulizie e dei servizi integrati rappresenta un mercato che, in Italia, conta oltre mezzo milione di addetti ed un fatturato di oltre 20 miliardi di euro.

    Sul punto, Alberto Tavano Colussi, amministratore delegato di Euro&Promos F.M. S.p.A., una delle maggiori aziende di facility management in Italia: “I nostri collaboratori sono degli eroi, che in queste drammatiche ore lottano, dando il proprio contributo, per mitigare la diffusione del Coronavirus, garantendo la prosecuzione delle attività essenziali. Se, da una parte, ciò fa ricadere su di noi una notevole responsabilità, dall’altra, contribuire in questa lotta, ci riempie di orgoglio”.

    Una battaglia, quella contro il Covid-19, che Euro&Promos Facility Management S.p.A., società multiservizi di Udine specializzata nel cleaning, si è trovata a combattere fin da subito, da quando cioè in Italia si è iniziato a diffondere il virus. Sono circa seimila i dipendenti che l’azienda friulana impiega da un capo all’altro della Penisola, vero e proprio fronte di guerra, dove si combatte contro un avversario che miete vittime tutti i giorni.

    Mai come oggi il settore del facility management, in generale, e del cleaning, in particolare, riveste un ruolo fondamentale che, laddove svolto con professionalità, porta a ridurre il rischio di contagio.

    Ambiente salubre con connessa stabilità nel tempo del livello basso di micro-organismi potenzialmente patogeni sono da considerarsi i punti di arrivo di questi consistenti interventi di sanificazione che caratterizzeranno i tempi avvenire.

    Perciò è probabile che via via cambierà la concezione di questo importante servizio di cleaning-igienizzazione. A partire dagli interlocutori: non sono più soltanto i committenti o i buyer, ora sono soprattutto gli utilizzatori finali, i frequentatori degli spazi, il cittadino o il collaboratore di quell’azienda, che vorranno avere garanzie nuove.

    Il Covid-19, peraltro, è destinato a cambiare anche molti paradigmi comportamentali. E i servizi come quelli di sanificazione avranno un ruolo determinante, trasversale a tutte le attività, rivalutandone così la funzione e il peso sociale. Nuove abitudini e buone prassi saranno necessarie, d’ora in avanti, per la salute della collettività. Gli interventi di sanificazione frequenti e professionali rappresentano un’azione essenziale per evitare nuove emergenze. La sanificazione sarà perciò da intendere non più come ‘cura’ ma come attività preventiva. In questa nuova concezione assume un ruolo determinante la funzione di Ricerca e Sviluppo che avrà la missione di trovare soluzioni innovative per abbattere la carica batteriologica i tutti gli ambienti e su tutte le superfici. In questa direzione da alcuni mese anche va Euro&Promos, come spiega Tavano Colussi. “Il Dipartimento Innovazione, Ricerca&Sviluppo sta testando nuove procedure di sanificazione al fine di ottimizzarle, assieme ai nostri partner fornitori e importanti Istituti di ricerca italiani, così da renderle parte integrate delle misure di prevenzione, diminuendo il rischio di infezione. Questa emergenza sarà un motivo in più per stimolare l’intero comparto in tale direzione.”
    Un’innovazione che non dovrà e non potrà comprendere soltanto i macchinari. “Vediamo con interesse l’economia circolare, sostenibile, green e tecnicamente avanzata”, dichiara l’A.d. di Euro&Promos: “La valorizzazione delle risorse umane e la qualità del servizio rispetto al costo sono assets strategici imprescindibili per aziende che guardano al futuro. Tornati alla normalità, ci auguriamo che il contesto normativo possa permettere un’adeguata valorizzazione della qualità del servizio, attribuendo dignità e conseguente rilevanza al know how, alla formazione del personale, alle attrezzature e ai prodotti utilizzati”.

    Le Istituzioni paiono condividere tale pensiero. Il Governo, infatti, con il decreto Cura Italia ha introdotto il “bonus sanificazione”, che riconosce un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, fino a 20 mila euro, per il periodo d’imposta 2020.

    Una corretta igiene degli ambiente rappresenta un tassello fondamentale per un’efficacie azione preventiva al fine di minimizzare il numero delle infezioni e di conseguenza preservare la salute degli utenti dell’intera collettività. In Italia sono più di 10 mila le persone che ogni anno muoiono per infezioni resistenti agli antibiotici, secondo quanto riportato dal Centro Europeo Malattie Infettive. L’unico modo per far fronte ad una situazione di gravità inaudita come quella che si è presentata oggi è affidarsi a professionisti certificati, che diano garanzie assolute sul risultato.

    Chiude Tavano Colussi: “Ringrazio pubblicamente i nostri eroi sul campo ogni giorno e lo faccio anche a nome di tutto il C.d.A. e dei colleghi dell’headquarter, operativi anche in smart working. Perché, in una squadra che funziona, tutti fanno la propria parte”.

  • Stampanti 3D anti-coronavirus, asse Italia-Usa per tamponi e protezioni

    È in corso la più grande chiamata alle armi della storia per gli “artigiani del digitale”. L’azienda 3DZ è leader in Italia nella vendita e consulenza di stampanti 3D. “Salveremo gli ospedali con la prototipazione e accelereremo le innovazioni dei processi produttivi”. Il nodo dei brevetti e delle certificazioni medicali sull’asse Italia-Usa

     

    Per la prima volta nella storia le stampanti 3D sono diventate eroine salvavita. Un ospedale ha finito le valvole per i respiratori? L’artigiano digitale riesce a riprodurne cento in poche ore violando i brevetti e consegnandoli prima della casa madre. C’è urgenza di fare tamponi? Con la stampante 3D se ne producono a centinaia a prezzi irrisori. Servono mascherine e caschi protettivi? Partono open call e progetti innovativi per velocizzare le forniture. Qualcuno vuole modificare un prodotto? Il caso della riconversione delle maschere da snorkling della Decathlon ha fatto il giro del mondo.

    Un fenomeno, questo, che nasce da una emergenza: la produzione di massa non è in grado di rispondere alle esigenze mediche collegate alla pandemia. È in corso un cambio di paradigma nella produzione e gli artigiani della stampante digitale stanno giocando un ruolo fondamentale. Mettono a disposizione il proprio know how e le proprie stampanti, producono pezzi e salvano vite ogni giorno innovandosi ogni giorno.

    A Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, ha sede la 3DZ, azienda leader in Italia nel settore nella vendita di stampanti e scanner 3D. Una realtà che lavora in 16 filiali tra Italia ed Europa installando agli oltre 1.600 clienti migliaia di stampanti, scanner e software 3D. Il gruppo, che oggi si basa su un centinaio di dipendenti e fattura più di venti milioni di euro, ha come fiore all’occhiello 28 tecnici specializzati. “Sono loro a istruire le aziende che comprano le nostre stampanti”, spiega il country manager Italia di 3DZ, Ivan Zannol. “Grazie ai nostri consigli creano pezzi unici, irripetibili, usando materiali dei quali neppure conoscevano l’esistenza. Se possiamo salvare vite con le innovazioni tecnologiche, vogliamo essere in prima linea”.

    Ebbene, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ad esempio, uno dei fornitori di 3DZ, Formlabs, sta lavorando per fornire agli ospedali tamponi di prova in 3D per testare il Covid-19. Durante i test i tamponi sono stati stampati in lotti da 300 pezzi su una singola piastra di costruzione Form 3. Il tutto con materiali certificati: Formlabs collabora da anni con la FDA, la Food and drug administration, l’ente statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. I vantaggi sono anche economici. 3DZ stima che con una semplice stampante, in poche ore, e ad un costo ridicolo (25 centesimi), si possano creare fino a 500 tamponi; con 20 stampanti si arriverebbe a produrre dai 10 ai 14 mila tamponi in ventiquattro ore.

    La sfida, delle prossime ore, sono le certificazioni medicali. Marco Tormena, channel manager di Markforged, multinazionale americana: “Sono in corso test negli ospedali di Boston sia per le visiere che per i tamponi”, conclude lui. “Con 3DZ siamo in contatto per dare il massimo supporto agli ospedali d’Italia. In questo momento storico l’America e l’Italia, anche tramite la stampa 3D, sono in contatto quotidiano”. Non solo. Si sta lavorando anche alla realizzazione di protezioni per il viso. “Forniamo il design ai nostri clienti e partner in modo che possano usarlo nelle loro comunità locali”, spiega Marco Tormena, sales channel manager di Markforged. “L’asticella in plastica deve essere flessibile, resistente ma allo stesso tempo non troppo rigida per non danneggiare il naso del paziente. La flessibilità dei materiali di stampa 3D, con la possibilità di rinforzare il pezzo solo in alcuni punti, rendono questa soluzione particolarmente utile. La stampa 3D può trasformare una linea di produzione dalla creazione di profumi a disinfettante per le mani o fornire una parte mancante”.

     

  • Flexcore® di Neoperl® La soluzione ideale per il collegamento dei rubinetti alla rete idrica.

    Flexcore® di Neoperl® rappresenta una delle migliori soluzioni per il collegamento di qualsiasi rubinetto alla rete idrica, ma si rivela pressoché indispensabile in tutti casi in cui gli spazi di installazione sono ridotti, grazie ad un raggio di curvatura che può arrivare a 25 mm.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il dispositivo è dotato di un tubo interno in materiale termoplastico corrugato ed è quindi certificato per il contatto con l’acqua potabile e per il comparto alimentare.

    Flexcore® soddisfa tutti i requisiti stabiliti dalla Normativa Europea EN13618, avendo ottenuto le certificazioni da tutti i più importanti Enti Certificatori a livello internazionale.

    Flexcore® è distribuito da Neoperl Italia srl (Cressa).

     

    www.neoperl.net

     

  • Tavolo Buffalo di Moia – Your Home Outdoor. Uno stile unico per pranzi e cene in giardino.

    L’outdoor si trasforma in uno spazio moderno ed elegante grazie al Tavolo Buffalo, protagonista del dining set proposto nel catalogo 2020.

     

     

     

     

     

     

    Studiata per assicurare il comfort e dare stile all’ambiente, la composizione di Moia – Your Home Outdoor, ideale per pranzi, cene e spuntini all’aria aperta, si distingue sotto il profilo funzionale, grazie all’utilizzo di materiali che garantiscono la durata nel tempo: l’alluminio grigio antracite con cui è realizzata la sua struttura, infatti, oltre a garantirne la solidità, è altamente resistente agli agenti atmosferici.

    Il piano in vetroceramica effetto legno grigio dona un tocco raffinato ed esclusivo alla zona giardino. Il catalogo offre, inoltre, molteplici proposte di sedie in alluminio grigio antracite da coordinare al Tavolo Buffalo, per soddisfare le esigenze di arredo più diverse: ad esempio, la Sedia Nashville con schienale in textilene nero, oppure la Sedia Santa Fe con textilene imbottito grigio scuro.

    Con l’ampio assortimento di dining set proposti, Moia – Your Home Outdoor si conferma la scelta migliore per un arredamento da esterni affidabile dal punto di vista costruttivo e accattivante sotto il profilo estetico, con un occhio di riguardo per le ultime tendenze di design.

    www.moiaspa.com

  • Sperimentazione 5G tra Linkem e Open Fiber, Elisabetta Ripa: “Nostra fibra fondamentale”

    Nelle ultime settimane è ancora più evidente l’importanza di una rete internet veloce, stabile e soprattutto diffusa capillarmente: Open Fiber e Linkem, società guidate rispettivamente da Elisabetta Ripa e Davide Rota, lavoreranno insieme per l’espansione dello standard 5G applicato alle tecnologie Fixed Wireless Access.

    Elisabetta Ripa

    Elisabetta Ripa: “Con fibra e 5G anche le zone più isolate potranno ottenere enormi vantaggi”

    “Siamo sicuri che la collaborazione con Linkem, operatore che si è distinto da sempre per la sua capacità di innovazione, sarà di reciproca soddisfazione e aprirà la strada a nuove opportunità per il nostro mercato”: con queste parole Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, ha commentato il recente accordo con Linkem, società di telecomunicazioni specializzata nella tecnologia Fixed Wireless Access. Le due aziende italiane collaboreranno per un progetto innovativo sulla FWA nella banda di frequenze 3,5 Ghz, riconosciuta come pioniera per lo standard 5G. Open Fiber metterà a disposizione tutti i servizi di rilegamento in fibra ottica in modo tale da rendere possibile una connessione compatibile tra antenne e core network di Linkem, assegnataria della banda dal 2008: in questo modo, l’utente finale potrà sfruttare senza problemi tutti i vantaggi del 5G, in primis la velocità, che può arrivare a 1,056 Gbit/s. L’accordo prevede inoltre la sperimentazione nelle zone che più soffrono il digital divide, ossia paesi e comuni isolati e a bassa densità di popolazione, permettendo quindi la diffusione di servizi dedicati per cittadini, imprese e PA: “La nostra rete in fibra è fondamentale per supportare lo sviluppo dei servizi Fwa e 5G – ha dichiarato Elisabetta Ripa – ed è un asset fondamentale per l’abilitazione di tutte le applicazioni innovative, come la telemedicina, il telelavoro o la guida assistita, che possano aver bisogno di integrare anche la mobilità e la pervasività oltre alla larghezza di banda e alla bassa latenza”.

    Elisabetta Ripa, manager nel settore TLC

    Torinese, classe 1965, Elisabetta Ripa, oltre ad essere Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber, è Consigliere di Amministrazione di Autogrill S.p.A., per la quale è anche Membro del Comitato Strategie; fa parte inoltre del Consiglio di Presidenza di Asstel, l’associazione che rappresenta il comparto TLC per Confindustria. Dopo essersi laureata in Economia e Commercio alla Sapienza, completa la sua formazione in Francia, dove ottiene il Master in Gestione Operativa presso l’Institut Européen d’Administration des Affaires (INSEAD). La sua prima esperienza la vede presso l’agenzia pubblicitaria PromoMedia Italia. Nel 1990 entra in SIP come Responsabile della pianificazione strategica per i servizi mobili, mentre dal 1998 si occupa della gestione e dello sviluppo internazionale della neonata TIM: responsabile del marketing strategico nel 2005, dopo circa sei anni è alla guida della Divisione Servizi Mobili per il segmento Consumer. Dal 2013 al 2015 è Amministratore Delegato per la controllata Sparkle, mentre fino al 2016 è in Sudamerica come AD per il Gruppo Telecom Argentina. Nominata Consigliere di Amministrazione di Open Fiber, Elisabetta Ripa torna in Italia per occuparsi della realizzazione della rete in fibra ottica: nel 2018 diventa Amministratore Delegato.

  • Riva Acciaio, oltre 60 anni di eccellenza nel settore siderurgico

    Innovazione, attenzione verso i dipendenti, tecnologie avanzate per una produzione di qualità: sono le caratteristiche che hanno portato Riva Acciaio a guadagnarsi la leadership in Italia nel settore siderurgico, spingendo l’azienda fino alla conquista dell’Europa.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: più di 60 anni di innovazione e produzioni di qualità

    Con oltre 60 anni di esperienza, Riva Acciaio è leader italiano nel settore della produzione siderurgica. Fondata nel 1954 all’interno di Gruppo Riva, nasce dall’iniziativa dei fratelli Emilio e Adriano Riva. Gestita dalla capogruppo Riva Forni Elettrici, oggi Riva Acciaio dà lavoro a circa mille dipendenti e possiede 5 stabilimenti: quello di Caronno Pertusella (VA), quello di Lesegno (CN), quello di Sellero, quello di Malegno e quello di Cerveno in Valle Camonica (BS). La produzione è destinata sia al mercato italiano che a quello europeo. L’azienda è specializzata nella realizzazione di prodotti lunghi e negli acciai di alta qualità. Tra i primi in Italia ad utilizzare nei suoi impianti la colata continua curva, ha da sempre investito in particolare nella ricerca e nello sviluppo. Possiede, infatti, un laboratorio all’avanguardia che ha permesso lo sviluppo di collaborazioni importanti con l’Università di Pisa, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano.

    Riva Acciaio: le certificazioni

    Tutte le attività di Riva Acciaio sono certificate secondo le norme UNI EN ISO 9001. Lo stabilimento di Malegno in particolare, con il reparto di lavorazioni a freddo annesso allo stabilimento di Cerveno, ha ottenuto certificazione IATF16949, che abilita il rifornimento del mercato automobilistico. Per Riva Acciaio è fondamentale mantenere un contatto diretto con gli stakeholder, che rimangono sempre al centro delle politiche aziendali grazie ai sistemi di gestione, ad un accurato monitoraggio e allo sviluppo dei processi. Gli stabilimenti aziendali sono certificati secondo UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e BS OHSAS 18001 (futura UNI ISO 45001) per ottenere un costante miglioramento delle performance. Sono inoltre periodicamente sottoposti a verifiche da parte di enti terzi ed indipendenti, che si accertano della conformità della gestione degli impianti industriali. Gli stabilimenti di Lesegno, Caronno e Cerveno applicano le BAT (Best Available Techniques) e operano secondo l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Lo stabilimento di Malegno segue invece l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA).

  • CORONAVIRUS, I-TECH MEDICAL DIVISION DONA MIGLIAIA DI SATURIMETRI A REGIONI E OSPEDALI

    Il “pulsossimetro” è lo strumento che definisce la presenza di ossigeno nel sangue, sono spariti dal commercio: i medici di base li stanno chiedendo per evitare che i pazienti arrivino in ospedale in dispnea. È boom nelle vendite online, ma i prezzi sono gonfiati. La veneziana I-Tech Medical Division: “Ne abbiamo a disposizione, ma preferiamo regalarli alle istituzioni che venderli”. Le donazioni in tutta Italia

     

    Fino a pochi giorni fa era uno strumento che si vedeva solo in ospedale, quella “molletta” messa al dito dei ricoverati. Oggi è uno dei modi fondamentali per capire in tempo se il Coronavirus sta distruggendo i polmoni. È il pulsossimetro: dispositivo medico che permette di misurare il battito cardiaco e la saturazione di ossigeno nel sangue. Da perfetto sconosciuto a strumento introvabile: dopo esser diventato di moda nei talk show, ora in farmacia non si trova più e online ci sono gli sciacalli che lo vendono a prezzi gonfiati.

    Ebbene, a Martellago, nel Veneziano, ha sede la I-Tech Medical Division, azienda leader nella creazione e diffusione di dispositivi elettromedicali. Ad oggi, è tra le due o tre aziende in Italia ad avere ancora pulsossimetri in vendita. Ma è l’unica ad averli pronti oggi: sono programmate consegne per oltre centomila pezzi in queste ore. “In alcuni casi piuttosto di venderli preferiamo donarli”, dicono il presidente Massimo Marcon e l’amministratore delegato Matteo Zennaro. “Per questo abbiamo già contattato le Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto, zone molto colpite dal Covid-19, e siamo pronti alla donazione agli ospedali di tutta Italia: abbiamo già consegnato mille saturimetri e duecento termometri digitali a infrarossi. Saranno distribuiti alle Usl o ai medici di base, che stanno implorando di averne il più possibile per permettere ai loro pazienti la misurazione autonoma dei valori di ossigeno nel sangue ed evitare che arrivino in ospedale coi sintomi della dispnea o polipnea. In alcuni casi li regaliamo anche alle associazioni di volontariato che ce ne fanno richiesta”.

    E quando qualcosa è necessario, c’è sempre chi ne approfitta. A lanciare l’allarme la I-Tech Medical Division, leader nazionale nella distribuzione di apparati medici (i modelli Fox-200 e Fox-300 sono molto noti tra i professionisti). “Alcuni giorni dopo le nostre prime donazioni, lo strumento è diventato di moda, forse troppo, e abbiamo visto prezzi gonfiati online”, spiega ancora Marcon, alla guida di una azienda con mezzo secolo di storia e una settantina di dipendenti, agenti e informatori medici. Per evitare truffe ai danni dei cittadini, l’azienda ribadisce perciò i prezzi ufficiali dei propri strumenti: “I nostri pulsossimetri, che sono dispositivi medici certificati, hanno un prezzo al pubblico che può avere una forbice da 49 a 69 euro massimi, a seconda del modello”.

    I-Tech Medical Division in queste ore peraltro si sta concentrando anche sul fronte dell’informazione: è stata attivata una specifica campagna informativa sui social network per spiegare agli utenti come utilizzare questi dispositivi medici che di solito sono usati solo da professionisti. “Il saturimetro viene posizionato su zone anatomiche ricche di capillari, come il dito indice della mano”, spiegano dall’azienda veneta. “Monitorare i livelli di saturazione dell’ossigeno in tempo reale permette di valutare rapidamente, sia in ambito domestico che durante emergenze sanitarie, la necessità di ricorrere alla ventilazione assistita. Ma anche di valutare l’efficacia delle terapie farmacologiche e dei trattamenti fatti per riportare l’ossigeno a valori normali. È uno strumento salvavita, il nostro obiettivo è che chiunque lo possa utilizzare”.

  • 20 anni di AIA, Claudio Bertini relatore al convegno sull’Autorizzazione Integrata Ambientale

    Nella cornice del SeeBay Hotel di Ancona si è tenuta la conferenza sui 20 anni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale organizzata da Ecocae: con la sua relazione Claudio Bertini, responsabile del settore IPPC della società, è stato uno dei protagonisti della giornata.

    Claudio Bertini: “AIA strumento prezioso per lo sviluppo sostenibile”

    Lo scorso dicembre Ecocae ha organizzato un convegno dal titolo “20 anni di AIA – L’innovazione normativa a tutela dell’ambiente” con l’obiettivo di stimolare un dibattito sugli effetti dell’introduzione in Italia dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tra i relatori principali della tavola rotonda Claudio Bertini, responsabile AIA proprio per il Centro Assistenza Ecologica. Durante la sua relazione l’esperto ha sottolineato gli effetti più positivi dall’entrata in vigore del decreto legislativo, che nel 1999 ha dato vita alla procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale, contribuendo sensibilmente alla diminuzione dell’inquinamento e alla diffusione dello sviluppo sostenibile. Nel suo intervento Claudio Bertini ha inoltre evidenziato le molte opportunità ancora da sfruttare, soprattutto nell’ambito della prevenzione dei rischi. L’Autorizzazione, che interessa la maggior parte delle categorie industriali (es. attività energetiche, produzione e trasformazione di metalli; gestione dei rifiuti), prevede infatti l’adozione delle cosiddette Migliori Tecnologie Disponibili (MTD o BAT) e la valutazione sistematica e conseguente riduzione, dei potenziali rischi ambientali associati ai diversi cicli di produzione.

    Claudio Bertini, l’esperienza del verificatore ambientale

    Nato ad Ancona, classe 1973, Claudio Bertini è un biologo e consulente ambientale attualmente Responsabile Autorizzazione Integrata Ambientale di CAE S.r.l. Dopo la maturità scientifica, si laurea in Scienze Biologiche all’Università Politecnica delle Marche, con indirizzo in Biologia Marina e Oceanografia. Nel 2000, presso lo stesso Istituto, consegue un Master per Esperti di recupero ambientale con utilizzo di biotecnologie innovative; in quegli anni collabora con l’Università come Consulente Ambientale. Abilitato alla professione di Biologo, diventa Auditor di Sistemi di Gestione Ambientale ISO 14001 ed in seguito di Gestione dell’Energia ISO 50001. Tra il 2001 e il 2004 è docente formatore per Verificatori Ambientali della scuola Emas di Ancona. Contemporaneamente è anche consulente per il Centro Assistenza Ecologica di Ancona, incarico che ricopre tuttora, occupandosi anche di Valutazione di Impatto Ambientale, End of Waste, Environmental Risk Analysis e Money Saving Ambientale. Infine, da circa 20 anni Claudio Bertini è Responsabile Ambientale per Somipress S.r.l., azienda di pressofusione di leghe di alluminio.

  • L’APPELLO DELL’AZIENDA VICENTINA: ABBIAMO POLIESTERE PER TRE MILIONI DI MASCHERINE, CERCHIAMO CHI SAPPIA CUCIRLE

    La Chioccarello converte la propria produzione “Made in Veneto”: in magazzino pronti centomila metri di tessuto certificato e riciclabile. Già in consegna 20 mila mascherine alla Protezione Civile della Regione Friuli-Venezia Giulia. I titolari, Matteo e Michele Chioccarello: “Vogliamo aiutare chi opera nell’emergenza, non possiamo dipendere dalla Cina per le mascherine”

     

    A Torrebelvicino, vicino a Schio, nel Vicentino, ha sede la Chioccarello Srl, azienda tessile, nata nel 1962, che nel corso di oltre mezzo secolo di attività si è specializzata nella produzione e commercializzazione di tessuti di fibre naturali, artificiali e sintetiche per il settore dell’arredamento. Da sempre tutta la produzione è locale. “Siamo 100% made in Veneto”, rivendicano i titolari, i fratelli Matteo e Michele Chioccarello che, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, hanno deciso di cambiare completamente le priorità della produzione, coinvolgendo i 15 dipendenti e attivando degli innovativi processi per creare materiali adatti alle mascherine nei due stabilimenti aziendali, quattromila metri quadri in tutto di superficie.

    I primi a beneficiarne sono stati i volontari della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia: hanno consegnato nei passati giorni il loro tessuto all’azienda confezionatrice Prelinea Srl di Treppo Grande, in provincia di Udine, che dopo la lavorazione sta facendo avere in queste ore le prime 20 mila mascherine ai volontari.

    Ma si potrebbe far molto di più. A Schio oggi sono accatastati 300 mila metri quadrati di tessuto da destinare al settore per l’arredamento home-office, sedie, poltrone e pannelli per ufficio, forniture contract, sale da cinema e comunità. Negli ultimi giorni 100 mila metri di poliestere sono stati sottoposti ad un trattamento ad hoc, tramite una immersione in un apposito liquido. L’azienda già cinque anni fa aveva ottenuto le certificazioni necessarie per questo processo produttivo, aveva infatti venduto del materiale per mascherine realizzate in Svezia, dove la normativa è molto severa.

    “Il tessuto che abbiamo realizzato è riciclabile al 100% e può essere lavato fino a cinque volte a 60 gradi in lavatrice”, spiegano i Chioccarello. “Non è quindi un prodotto usa e getta. Ma il nostro problema è che non siamo produttori di mascherine, servono dei macchinari professionali per tagliare e cucire che noi non abbiamo. Ci stanno contattando molte aziende, anche dall’estero, per comperare il materiale. Ma preferiamo che rimanga in Italia. È ora di finirla con questa dipendenza dalla Cina per gli strumenti di protezione individuali”.

    Considerato che in media, da ogni metro si possono ricavare dalle 25 alle 30 mascherine, significa che nei magazzini di Schio sono ferme circa tre milioni di possibili mascherine. “In Italia servono 90 milioni di mascherine al mese”, conclude Michele Chioccarello. “E non le abbiamo. Il fatto di aver delocalizzato la produzione in Cina (non è il nostro caso) adesso è uno svantaggio. Noi stiamo giocando la nostra parte. Chi ha la possibilità di convertire questo tessuto è il benvenuto. Noi esportiamo in 27 paesi del mondo, abbiamo una quota del nostro fatturato di circa il 70% in export grazie a 500 colori di tessuti tecnici sempre disponibili a magazzino e a 300 mila metri di tessuto a stock. In questo caso però vorremmo che il tessuto per le mascherine rimanga in Italia. Aiutateci a trovare chi lo possa cucire”.

  • LA HOLDING DELL’IMPRENDITORE LORENZO SCARSELLA EMETTE UN BOND DA 100 MILIONI DI EURO DA INVESTIRE IN ITALIA

    L’imprenditore romano lancia il nuovo business dopo un periodo di studio a Montecarlo. “Ho aperto una holding in Irlanda, questa la mia ricetta per rialzarsi dopo il Coronavirus”. Al via i corsi digitali per i giovani investitori.

     

     

    Dalla laurea in Economia e gestione delle imprese fino alla holding che emette un bond da cento milioni di euro. Sta dentro questa parabola la vita imprenditoriale di uno degli enfant prodige della finanza italiana. Lorenzo Scarsella, originario di Tivoli, oggi ha 29 anni ed è finito al centro della cronaca finanziaria per una operazione che sta realizzando in questi giorni sull’asse Italia-Irlanda. Dopo la laurea, Scarsella ha iniziato a comprare aziende, ristrutturarle, renderle redditizie e a rivenderle. La carriera imprenditoriale è iniziata in un’azienda di costruzioni: aveva capito che era il momento di utilizzare lo strumento normativo del project financing. Nel corso degli anni ha partecipato a circa una trentina di bandi, molti li ha vinti. I soldi guadagnati sono finiti in nuovi investimenti, collegati al turismo e alla somministrazione di lavoro interinale.




    Ma il nuovo obiettivo di Scarsella è ancora più ambizioso: diventare il primo imprenditore italiano ad entrare nella borsa digitale, opzione garantitagli da una nuova normativa entrata in vigore il primo gennaio 2020. La sua ultima iniziativa imprenditoriale, datata metà febbraio, è stata la fondazione in Irlanda, a Dublino, di una società, la Gbgh Capitals Holding Limited, che si è data come obiettivo detenere altre imprese e controllarle finanziariamente, industrialmente e commercialmente. “La mia holding immetterà sul mercato un bond da cento milioni di euro, un prodotto finanziario istituzionale regolato dalle leggi europee sui mercati di capitali, un bond che sarà aperto a tutte le classi di investitori, dai privati ai retail”, spiega. “Con la digitalizzazione dei titoli, sfruttando la tecnologia blockchain e la digital exchange, si ridurranno i costi amministrativi e le obbligazioni emesse saranno comperabili solo con un click. Sarà un prodotto finanziario eccellente, garantiremo il 5% di rendimento con scadenza ventennale. Gli investimenti saranno fatti in Italia”.

     

    Le certezze sui rendimenti gli derivano da uno studio che porta avanti da mesi. Infatti, pochi mesi prima dell’emergenza Coronavirus, Scarsella aveva deciso di prendersi un periodo di studio e riflessione a Montecarlo per elaborare le proprie strategie future di business. In particolare, ha analizzato la situazione economica in Cina, e ciò accadeva durante le prime fasi del Codiv-19. Per questo, è riuscito ad elaborare in anticipo una strategia finalizzata ad ottenere un ottimo tasso di rendimento in questo periodo economico di alti e bassi in Borsa, dove alcune aziende eccellono e dove altre invece stanno crollando a picco.




    Non basta. Scarsella ha infatti affiancato alla sua normale attività imprenditoriale anche dei corsi professionali e formativi sul web per diffondere la cultura finanziaria nel mondo dei giovani. “Questo è il momento ideale per dedicarsi alla formazione online e per analizzare i mercati che si svilupperanno dopo la crisi”, dice. “In molti mi hanno scritto su Instagram, in particolare giovani alle prime armi che non sanno come muoversi in questo momento. Il mio obiettivo è quello di trasmettere loro le conoscenze necessarie per guadagnare, li aiuto ad emergere nel mondo del business in un contesto sempre più complicato. Spero di poterli aiutare e di dar loro un’opportunità in questo periodo così nero”.

     

    Per informazioni e dettagli: www.gbghcapitalsholdinglimited.com

  • SPARISCONO LE EPIGRAFI, GIGI TREVISIN PROPONE IL NECROLOGIO ON LINE

    Pompe funebri in prima linea nella lotta al Coronavirus tra rischi di infezione e cambiamenti nel rito del commiato. Roberta Trevisin, psicologa e titolare dell’azienda: “Il rapporto è ormai solo virtuale, temiamo che possa pesare sull’elaborazione del lutto. Ecco come aiutiamo i famigliari delle vittime”

     

    Medici, infermieri, protezione civile, volontari. Sono in molti in prima linea per cercare di tamponare il Coronavirus. Nell’emergenza c’è però anche un’altra categoria di lavoratori troppo spesso dimenticata, quella degli addetti alle pompe funebri. “Stiamo vivendo un momento drammatico”, riferisce Gigi Trevisin, fondatore delle storiche onoranze funebri in centro a Treviso. “Anche se una situazione simile l’ho dovuta affrontare facendo fronte ad un altro tipo di epidemia diffusasi fra la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90, quando peraltro scarseggiavano le informazioni e le modalità di protezione. Anche adesso siamo in prima linea e temiamo ogni giorno l’infezione”.

    L’impresa, fondata nel 1973, oggi è gestita dalla figlia di Gigi, Roberta. Un’azienda che rappresenta la memoria storica dei lutti cittadini, opera da più di 40 anni e per questo è iscritta anche all’Elenco Regionale dei luoghi storici del commercio. E per la prima volta si trova ad affrontare una rivoluzione nel rito funebre: tenuto conto delle disposizioni di sicurezza, fra le quali l’invito a restare a casa, sempre più spesso le epigrafi non si stampano più. La Gigi Trevisin ha pertanto messo on line negli ultimi giorni il sito www.necrologitreviso.it per annunciare i decessi e per permettere a tutti un ultimo saluto, sebbene sia solo digitale. “La possibilità di salutare il caro estinto è importante nell’elaborazione del lutto e allo stesso tempo un messaggio di condoglianze, anche se solo on-line, può essere di conforto in quanto è venuta a mancare la dimensione pubblica del lutto”, spiega la dottoressa Trevisin, laureata in Psicologia clinica e specializzata in Psicoterapia familiare e relazionale.

    Oggi, infatti, i famigliari riescono a vedere il loro caro per l’ultima volta al momento del ricovero. Data l’emergenza, il defunto per Covid-19 viene avvolto in una sorta di sudario e depositato nel feretro subito sigillato e può essere visto solamente dagli operatori. I famigliari, se non posti in quarantena, così potranno salutare solo una bara chiusa o l’urna cineraria. Non si possono celebrare infatti le funzioni in Chiesa, né nelle sale commiato, ora è addirittura proibito anche dare una benedizione all’interno della camera ardente dell’ospedale. Il rito funebre è ridotto alla presenza di massimo dieci persone con mascherina e guanti, poste ad una distanza minima di almeno un metro tra loro: non possono nemmeno darsi la mano o abbracciarsi. Visti i cambiamenti in atto, in questo particolare momento la presenza in ufficio della dottoressa Roberta Trevisin viene riconosciuta dai clienti come molto preziosa perché riesce ad offrire loro con delicatezza un forte sostegno emotivo.

    “Questa assenza di presenze fisiche ai rituali funebri – concludono dalla Gigi Trevisin – ci ha fatto ritenere opportuno creare anche la pagina Facebook del sito www.necrologitreviso.it proprio per dare la possibilità di essere “vicini a distanza” tramite la realtà virtuale e social. Per il resto, cerchiamo di fornire sempre gli stessi servizi a persone che si trovano in un momento di dolore a dover affrontare da soli la perdita di una persona amata ed al contempo ad organizzarne le esequie. Con efficienza, affidabilità, professionalità ed umanità collaboriamo con le famiglie per onorare i loro cari, instaurando un legame di fiducia, in particolare con chi è in quarantena, usando e-mail, whatsapp e videochiamate che sono l’ultimo modo che abbiamo per guardarci negli occhi”.

  • CORONAVIRUS … CARISSIMO GOVERNO …IL LAVORO È SACRO PER TUTTI… L’INTERVISTA E DICHIARAZIONE DI UN Hair Stylist ERNO ROSSI

     

    WhatsApp Image 2020-04-03 at 11.06.40Erno rossi :

    “Non è nel mio modo di essere fare polemiche, figuriamoci poi in questo momento storico, dove ognuno di noi vive con la paura di un virus e l’ansia di come sarà il futuro…rispetto le regole come tutti, dicono state in casa e “andrà tutto bene” voglio crederci, ci credo, nonostante la paura come a tutti noi mi attanaglia…cerco di non perdere la speranza, si inizia a parlare di riaperture, dai piano piano si ricomincia, si prova a pensare ad un futuro, ad una parvenza di normalità, ma lo sappiamo nulla sarà più come prima, ma va bene così, posso organizzare il mio lavoro in maniera di tutelare le mie clienti, lo staff e me stesso, ma poi all’improvviso tutto ti crolla intorno, sono un Parrucchiere, e la mia categoria sarà una delle ultime ad aprire…ok non siamo un bene primario e l’economia del paese sicuramente non ricomincia a muoversi attraverso noi, però poi pensi? ma io i miei colleghi cosa abbiamo di diverso dai Parrucchieri “eroi” che lavorano dietro le quinte dei programmi TELEVISIVI? e allora li inizi a farti mille domande, ma “state in casa e andrà tutto bene” per chi vale?89341062_1364191633784653_2153226165303640064_n

     

    La legge signori è uguale per tutti, le distanze di sicurezza come le mantengono loro per fare in modo che le signore che vediamo in uno schermo appaiono ai nostri occhi sempre al top, le posso mantenere anche io nel mio negozio, anche le mie clienti, le donne di tutto mondo hanno il diritto di sentirsi curate come loro…ma stiamo scherzando? il diritto al lavoro è sacro, siamo in un momento difficile, c’è una pandemia il mondo intero è in ginocchio, tutti dobbiamo fare la nostra parte, nonostante è difficile perché se non lavori non puoi far fronte a bollette, affitto, tasse, scadenze varie, ma non puoi fare diversamente e allora ti scopri fornaio, pasticciere…e ci provi a pensare al futuro ad organizzarti mentalmente, ma poi quando vedi che non è per tutti uguale allora no, signori non l’accetto…i Parrucchieri che lavorano per le “signore della tv” sono al mio stesso pari al pari di tutti i miei colleghi…manteniamo le distanze di sicurezza, organizziamo il lavoro diversamente, hai un negozio di 50 mq? un tot di persone? 70 mq una in più…ecc…ecc…mascherina, guanti, negozi sanificati ecc…ecc…ma lavoriamo tutti…non deve esserci discriminazione nel modo più assoluto…non è polemica è realtà…

    PS: “gli Eroi” sono altri, sono in Corsia, sono sulla strada a distribuire cibo, sono i Medici di famiglia, sono i Volontari, le forze dell’ordine…loro si che sono Eroi…43612929_995906120613208_130070726622314496_o

  • Intervento contro la solitudine: 100 nuovi telefoni IP Snom presso Silbernetz e. V.

    logo snomAnche senza il coronavirus, la solitudine e il silenzio caratterizzano la quotidianità di milioni di anziani. Cento nuovi telefoni Snom per i volontari e i collaboratori della „rete d’argento“ Silbernetz e.V. contribuiscono a cambiare le cose.

    Quando i figli hanno lasciato il nido da tempo, il coniuge è deceduto e la TV o la radio sono l’unico collegamento con il mondo esterno, una telefonata amichevole può offrire un sostegno a molti anziani, anche a posteriori dalle attuali restrizioni sui contatti de visu dovute alla pandemia. L’associazione berlinese senza scopo di lucro Silbernetz e. V. ne è pienamente consapevole e da un anno e mezzo ha attivato il telefono d’argento, una rete di volontari e simpatizzanti impegnati nel tentativo di far gradualmente uscire queste persone dall‘isolamento in cui versano.

    A fronte della grande risonanza riscossa da questo servizio, il numero verde facente capo alla hotline di Silbernetz, inizialmente disponibile per Berlino e circondario, è stato esteso di recente a tutto il territorio tedesco. Ma per le misure contenitive attualmente in vigore, anche gli operatori del telefono d‘argento di Silbernetz sono stati costretti a lavorare da casa. Per garantire la continuità del servizio occorreva quindi un aiuto immediato, giunto altrettanto immediatamente: contattato da un suo partner locale, Snom, produttore di telefoni IP premium per professionisti e aziende, ha consegnato in tempo record 100 terminali D715 bianchi a Silbernetz e.V.

    Silbernetz
    Elke Schilling di Silbernetz e i 100 telefoni IP D715 donati da Snom

    „Ci sentiamo miracolati“, esordisce Elke Schilling, iniziatrice di Silbernetz. „Con questi nuovi cento telefoni possiamo assicurare ai nostri volontari e dipendenti una dotazione perfetta per dare continuità al servizio anche da casa. Questa donazione è estremamente significativa per noi come per chiunque ci chiami da tutta la Germania“.

    „Sono numerose le organizzazioni e le aziende che attualmente partecipano a progetti di solidarietà. Siamo molto lieti di aver potuto contribuire all‘iniziativa di Silbernetz, il cui servizio può essere di sostegno alle persone in balìa della solitudine anche a posteriori della situazione contingente“ commenta Gernot Sagl, CEO di Snom Technology GmbH.

    Snom D715
    Il terminale IP Snom D715

    Oltre ad assicurare una qualità audio eccellente, lo Snom D715 supporta connessioni a banda larga grazie ad uno switch gigabit integrato. La porta USB dello Snom D715 consente non solo di impiegare cuffiette USB o di utilizzare il modulo di espansione della tastiera Snom D7, ma anche di ospitare un adattatore per la rete wireless, per una maggiore flessibilità in termini di utilizzo. Lo Snom D715 è quindi il terminale IP ideale per far fronte ad un numero di conversazioni in rapido aumento come quelle che i volontari specializzati e i dipendenti dell’associazione devono ora condurre da casa propria.

    Terminale da tavolo intuitivo, lo Snom D715 è dotato di numerose funzioni utili che rappresenteranno anche in futuro un grande aiuto per i collaboratori di Silbernetz e.V.


    Silbernetz e.V.

    Confidenziale. Gratuito. 14 ore al giorno, tutta la settimana. La hotline del telefono d‘argento aiuta anziani che vivono in condizioni di solitudine e isolamento. Silbernetz e.V. e l’associazione umanistica Berlin-Brandenburg KdöR cogestiscono il progetto Silbernetz, un servizio di conversazione unico in Germania, volto a fornire alle persone anziane una via d’uscita dall’isolamento attraverso l’anonimato, la graduale ricostruzione di contatti personali e il coinvolgimento in proposte per anziani nel loro ambiente e nelle loro immediate vicinanze.
    Dal suo lancio, il telefono d’argento ha condotto oltre 15.000 conversazioni e registrato circa il triplo dei tentativi di contatto. Il “telefonodargento – parliamo” è disponibile 14 ore al giorno e per tutta la settimana dalle 8.00 alle 22.00.
    Oltre alla hotline, Silbernetz offre ulteriori servizi tra cui „l’amicizia d’argento“ e „Informazioni d’argento“. Con l’amicizia d’argento Silbernetz fa in modo che un interlocutore della rete d’argento chiami un anziano regolarmente una volta alla settimana per circa un’ora. Sono 34 al momento gli „amici d’argento“. Con „Informazioni d’argento“ invece Silbernetz fornisce informazioni sulle offerte del quartiere, assistenza professionale e, ove necessario, nuovi contatti.

    Snom

    Produttore di telefoni IP per le imprese e l’industria riconosciuto a livello internazionale, Snom fu fondata nel 1997 come pioniere del VoIP (Voice-over-IP) e della telefonia e si afferma rapidamente in uno dei marchi premium a livello mondiale per soluzioni innovative per le telecomunicazioni.
    Un approccio a tutto tondo: il successo dell’azienda trova fondamento in una strategia che mette al primo posto la soddisfazione delle esigenze della clientela a 360°.
    I prodotti e servizi di Snom sono caratterizzati da
    • tecnologie di prima classe
    • massima sicurezza
    • design ergonomico
    • sviluppo in house di firmware e aggiornamenti, messi regolarmente e celermente a disposizione
    • laboratorio audio proprio
    • formazione continua
    • eccellente servizio di assistenza tecnica
    • sistema di supporto remoto
    • tre anni di garanzia
    • soluzioni personalizzate e
    • gestione locale nei mercati chiave
    Il processo di sviluppo di nuove soluzioni Snom è di tipo inclusivo: il produttore fa proprie le esigenze e aspettative della clientela e dei partner commerciali, facendole confluire regolarmente nelle attività dell‘R&D.
    I telefoni IP da tavolo o cordless DECT come le soluzioni per teleconferenze di Snom sono dotati di una qualità audio di altissimo livello. Fanno parte del portafoglio prodotti anche modelli concepiti appositamente per ambienti particolarmente impegnativi, come nel settore della sanità, della produzione industriale o in aziende o  in cui è prevista la condivisione delle scrivanie.
    Dal 2016 Snom è parte del Gruppo VTech, il più grande produttore mondiale di telefoni cordless.
    Per ulteriori informazioni: www.snom.com
  • Sicurezza privata, i servizi del Polo nato grazie a Umberto Benezzoli

    A seguito dell’autorizzazione da parte dell’AGCM, è stato possibile ufficializzare la fusione tra Sicuritalia e il Gruppo IVRI: l’iniziativa, condotta anche dal manager Umberto Benezzoli, ha portato alla creazione di un vero e proprio maxi polo nel settore della sicurezza privata.

    Umberto Benezzoli

    Umberto Benezzoli: la nascita del nuovo Polo italiano della sicurezza

    Negli ultimi anni Sicuritalia e IVRI (Istituti di Vigilanza Riuniti d’Italia) hanno dominato il mercato italiano della sicurezza privata. Le due società erano ovviamente concorrenti, almeno fino a giugno 2019. In quel mese infatti fu portata a termine una maxi-operazione finanziaria che ha visto l’acquisizione di IVRI da parte di Sicuritalia: Umberto Benezzoli, manager dalla comprovata esperienza, è stato tra gli artefici dell’operazione, che in seguito ha ottenuto il beneplacito da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. È stato così istituito il primo Polo italiano del settore, che ad oggi conta 15mila dipendenti e un fatturato di circa 650 milioni. Il Gruppo, oltre a consolidare la sua posizione sul mercato interno, ad oggi possiede tutti i requisiti per competere in maniera ancora più efficace in ambito internazionale. Grazie all’integrazione del Gruppo IVRI, gestita da Umberto Benezzoli attraverso la nomina a Chief Integration Officer, l’offerta spazia dai servizi alla persona, come la possibilità di essere “protetti” h24 grazie ad una sofisticata app che segue il cliente in ogni suo spostamento, fino a quelli dedicati alle aziende di ogni tipologia e settore con un sistema integrato ad alta tecnologia. Inoltre, anche la Pubblica Amministrazione lombarda può giovare di vigilanza e portierato grazie alla convenzione ARCA.

    La carriera professionale di Umberto Benezzoli

    Oltre a ricoprire gli incarichi per Sicuritalia e IVRI, Umberto Benezzoli è Advisor in materia di trasporti e mobilità. Manager poliedrico, possiede competenze in diversi ambiti, come Human Resource, Finanza e Infrastrutture, oltre a padroneggiare varie lingue come l’inglese, il francese e lo spagnolo. Originario di La Spezia, è laureato in Economia e Commercio, titolo conseguito presso l’Università degli Studi di Genova. Nella sua carriera ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità nel settore pubblico. È stato in ordine Segretario Generale dell’Ente Autonomo Fiera di Verona, Direttore delle Risorse Umane e Finanziarie di AGCOM, Direttore Generale della Giunta della Regione Lombardia, Direttore Generale e Legale rappresentante per ARPA e infine Direttore Generale di FNM S.p.A. Diverse le esperienze nel privato: Segretario Generale del Comitato Fiere Industria, Amministratore Delegato e Direttore Generale presso Promotor International e infine Senior Advisor per Roland Berger. Grazie alla sua riconosciuta professionalità, Umberto Benezzoli ha messo a disposizione la sua esperienza al servizio di Università e Centri di Ricerca ed è stato nominato membro di Board a livello nazionale ed internazionale in materia di Ambiente ed Energia.

  • Terna, Luigi Ferraris: emergenza Coronavirus, il Piano 2020-2024 per accelerare la ripresa

    Luigi Ferraris: l’emergenza Coronavirus non ferma Terna. Le misure adottate dal Gruppo per garantire la continuità dei flussi di energia e l’operatività in condizioni di sicurezza per i propri dipendenti.

    Luigi Ferraris, AD Terna

    Luigi Ferraris: emergenza Covid-19, Terna al lavoro per garantire la sicurezza del servizio elettrico

    La trasmissione dell’energia elettrica su tutto il territorio nazionale è un servizio pubblico essenziale. Nell’operare in questi giorni di emergenza, Terna ha dovuto adattarsi ai cambiamenti che ne sono derivati. Come si legge in una nota diffusa dal Gruppo guidato da Luigi Ferraris, ora che milioni di italiani sono chiamati a restare a casa per evitare un’ulteriore diffusione del contagio, i consumi domestici crescono mentre diminuiscono quelli industriali. Di conseguenza anche le ore di picco cambiano. Variazioni che chi lavora per garantire il trasporto dell’energia è costretto a fronteggiare per fare in modo che tutto funzioni. Terna dunque fin dai primi giorni di emergenza si è organizzata per assicurare la continuità dei flussi di energia. Ogni giorno, per 24 ore. In sicurezza. Il Gruppo, di cui Luigi Ferraris è Amministratore Delegato e Direttore Generale dal 2017, è il primo TSO (transmission system operator) in Europa ad aver adottato questo modello e ora lo condivide con gli altri gestori europei delle reti di trasporto dell’elettricità.

    Luigi Ferraris: Terna farà tutto il possibile per sostenere il Paese nell’accelerare la ripresa

    Nell’ottica di garantire la sicurezza dei propri dipendenti, Terna ha adottato diverse misure a partire da quelle igienico-sanitarie. È stato attivato lo smart working per il 100% della popolazione aziendale non direttamente operativa. Il personale che opera negli impianti, secondo quanto riporta una nota del Gruppo di Luigi Ferraris circa il 30% del totale, segue un sistema a rotazione settimanale e viene distribuito su più sedi, così da garantire la distanza di sicurezza di almeno un metro fra le persone. Sono stati sospesi eventi aziendali e corsi di formazione: le riunioni si tengono invece in videoconferenza. È stata poi istituita una polizza assicurativa COVID-19 per tutti i dipendenti, che si attiva in caso di ricovero in ospedale. Terna sottolinea inoltre che in questa situazione storica di emergenza è pronta a fare tutto il possibile per la sicurezza del Paese, in linea con le direttive del nuovo Piano Strategico 2020-2024 illustrato dall’AD e DG Luigi Ferraris.

  • In cucina con Gattoni Rubinetteria. I miscelatori per lavello al passo coi tempi

    Gattoni Rubinetteria dedica grande attenzione alle proposte per cucina, coniugando cura estetica e praticità funzionale.

    La serie di miscelatori per lavello più avanzata tecnologicamente si chiama Unleaded e, già dal nome, esprime l’obiettivo di tutelare la salute dell’utente. “Senza piombo”, infatti, è l’innovativa lega “Bluewave®”, l’esclusiva materia prima che evita il rilascio nocivo di metalli pesanti, in conformità con le disposizioni normative nazionali ed europee, e si avvale delle proprietà antibatteriche del rame, garantendo la massima purezza dell’acqua erogata.La gamma, disponibile in molteplici modelli, declinabili in raffinate finiture, soddisfa, inoltre, le più diverse esigenze estetiche e funzionali, nel rispetto della filosofia del brand.

    Un’altra collezione di forte tendenza in grado di coniugare stile e praticità è Linea 34, che offre la più completa libertà di movimento e di utilizzo sul piano del lavello. I miscelatori di questa linea sono caratterizzati dalla doccetta ruotabile a 360 gradi, dotata di due differenti getti – aeratore e spray – tra i quali optare con facilità e rapidità, a seconda delle esigenze. Il suo design, oltre ad essere ergonomico, si distingue per il profilo contemporaneo, con volumi leggeri e linee essenziali. Inoltre, per un ambiente dallo stile impeccabile, Gattoni Rubinetteria propone un’elegante guaina di rivestimento per il flessibile, nelle due diverse tonalità nero o bianco opaco e due finiture per la superficie del monocomando, cromo oppure acciaio inox.

    La soluzione smart per consentire il corretto funzionamento dei miscelatori da lavello, anche quando sono posizionati in prossimità di finestre o infissi, è, infine, Under Window, la serie di monocomandi, con bocca girevole e corpo estraibile o reclinabile, che garantisce il massimo comfort in cucina, a prescindere dalla disponibilità di spazio.

    Ad accomunare quest’ampia offerta è lo spazio dedicato alla personalizzazione, per una cucina che rispecchi necessità funzionali e gusti stilistici di chi la arreda.

    www.gattonirubinetteria.com

  • U-Power, la sicurezza prima di tutto. In onda la campagna di sensibilizzazione “Insieme a voi”

    Dal 29 marzo al 7 aprile l’azienda di Paruzzaro protagonista in tv per confermare, oggi più che mai, la mission che da sempre identifica il brand.

    U-Power si unisce al coro di #andràtuttobene che sta accompagnando questo lungo periodo di emergenza sanitaria, esprimendo la sua forte responsabilità sociale attraverso uno spot straordinario in onda sulle principali emittenti nazionali.

    L’azienda, leader nel settore delle calzature antiinfortunistiche e dell’abbigliamento da lavoro, si conferma, dunque, in prima linea per promuovere la sicurezza a 360° e manifesta la propria vicinanza e disponibilità nei confronti della clientela garantendo la massima operatività nel rispetto delle Disposizioni Ministeriali. Tutti gli uffici lavorano, infatti, in smart working, mentre la logistica assicura la regolare evasione di ordini e consegne.

    “È giunto il momento di fermarsi, perché la vostra sicurezza viene prima di tutto”: con questo messaggio U-Power invita a restare a casa, mostrando la propria partecipazione e il proprio affetto nei confronti del Paese, nella speranza di poter ripartire presto più forti di prima.

    Guarda lo spot: https://www.youtube.com/watch?v=cyrR5Vuh2fo

     

    www.u-power.it

  • PROCTER & GAMBLE DONA OLTRE 10 MILIONI DI EURO IN EUROPA TRA PRODOTTI PER L’IGIENE E AIUTI ECONOMICI PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA CORONAVIRUS

    IN ITALIA AIUTI A PROTEZIONE CIVILE, CROCE ROSSA ITALIANA E COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO E ORE DI LAVORO VOLONTARIO DEI DIPENDENTI PER PRODURRE PRODOTTI IGIENIZZANTI PER GLI OSPEDALI ITALIANI

    Da P&G in arrivo aiuti in prodotti per l’igiene e economici per la Federazione Internazionale della Croce Rossa (IFRC) destinati alle famiglie in Europa colpite dall’emergenza Covid-19 e per servizi sanitari e di assistenza che in aggiunta agli aiuti in Italia a Protezione Civile, Croce Rossa Italiana e Comunità di Sant’Egidio sono di oltre 10 milioni di euro.

    In Italia i dipendenti dello stabilimento P&G di Gattatico (RE) donano ore di lavoro volontario per confezionare prodotti igienizzanti per gli ospedali italiani intensificando le azioni di solidarietà avviate da P&G con i propri marchi in favore della Protezione Civile, della Croce Rossa Italiana e della Comunità di Sant’Egidio, per aiutare medici e personale sanitario, pazienti, anziani, famiglie indigenti e persone senza fissa dimora.

    Roma, 27 marzo 2020 “Agire come una forza per il bene”. La missione di Procter & Gamble guida la multinazionale anche in questo momento di emergenza globale. In arrivo donazioni economiche alla Federazione Internazionale della Croce Rossa (IFRC) per finanziare servizi sanitari e di assistenza per le persone più vulnerabili in Europa, e prodotti dei marchi P&G per la salute e l’igiene, che saranno distribuiti dalle divisioni nazionali della Croce Rossa,  a chi lavora in prima linea in questa emergenza e alle famiglie più bisognose. Questi aiuti, in aggiunta al lavoro in Italia con la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana e la Comunità di Sant’Egidio, superano i 10 milioni di euro. Intensificata inoltre la produzione di disinfettante per le mani in diversi siti produttivi P&G in Europa, da destinare ad ospedali, organizzazioni sanitarie e umanitarie.

    «L’attuale emergenza tocca i nostri cari, le nostre comunità e ogni aspetto della nostra vita – ha dichiarato Loic Tassel, Presidente Procter & Gamble Europe. Per questo stiamo facendo tutto il possibile per garantire la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti affinchè possano continuare a offrire prodotti e servizi essenziali per le famiglie e soprattutto intraprendere azioni significative per aiutare le comunità in difficoltà e quelle in prima linea. Siamo tutti uniti per combattere insieme questa emergenza. La nostra mission è fare del bene ogni giorno».

    Proprio come hanno fatto i dipendenti P&G dello stabilimento di Gattatico (RE)  donando volontariamente ore di lavoro per produrre più di 45.000 confezioni di Mastro Lindo con candeggina da destinare agli ospedali italiani per l’igienizzazione delle superfici dure. Le confezioni prodotte a Gattatico, sito produttivo nel cuore dell’Emilia Romagna tra le regioni più colpite dall’emergenza, saranno distribuite in 70 ospedali italiani, a cominciare da quelli di Parma e Reggio Emilia, grazie all’aiuto della Croce Rossa Italiana. Su ogni scatola la scritta «Andrà tutto bene» per infondere coraggio ed esprimere vicinanza e gratitudine a quanti in questo momento sono in prima linea per combattere il virus. Una prima consegna a cui, successivamente, se ne potranno aggiungere altre.

    «Le persone sono il cuore pulsante della Procter & Gamble. Sono loro il motore che spinge ogni giorno l’azienda verso la missione di migliorare la qualità della vita delle persone oggi e per le generazioni future, dichiara Michele Tomasicchio, Direttore dell’impianto P&G di Gattatico. In questo momento di grande emergenza, i dipendenti di Gattatico hanno voluto dare il loro contributo mettendo a disposizione quello di cui sono orgogliosi e che sanno fare in modo eccellente: il loro lavoro. Hanno dunque donato ore di lavoro volontario in stabilimento per produrre prodotti detergenti a base di candeggina che P&G donerà agli ospedali italiani. Un’iniziativa piena di amore per il nostro Paese e di riconoscenza verso tutti coloro che stanno lavorando senza sosta nelle strutture ospedaliere italiane».

    Un gesto di solidarietà quello dei dipendenti P&G di Gattatico che si aggiunge agli altri messi in campo dall’azienda con marchi come Dash, Gillette, Head & Shoulders e Kukident, ai quali ne seguiranno altri per sostenere milioni di persone in Italia in questo momento di grande difficoltà.

    A dare il via a quella che è diventata una staffetta di solidarietà è stato Gillette che ha donato fondi alla Protezione Civile per l’acquisto di apparecchiature medicali per il contrasto al COVID-19 regalando con il contributo dell’ambassador Bobo Vieri, qualche ora di intrattenimento con la diretta Instagram “Casa Vieri Show” e lanciando l’hashtag #restoacasalikeabomber.

    In campo anche Dash che insieme a Francesco Totti ha donato all’Ospedale Spallanzani di Roma 15 apparecchi per il monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti invitando gli italiani a partecipare alla raccolta fondi “Io resto a casa e dono. E tu?”, attiva sul portale Go Fund Me, per l’acquisto di ulteriori macchinari per le nuove camere di terapia intensiva dell’ospedale.

    E poi Head & Shoulders che con Federica Pellegrini promuoverà a breve un’attività con cui il marchio donerà fondi alla Croce Rossa Italiana per l’acquisto di mascherine protettive per medici, infermieri, operatori sociosanitari e volontari impegnati nell’emergenza ed invierà al personale sanitario italiano 125.000 bottiglie di shampoo. Un piccolo aiuto per la protezione al lavoro e l’igiene a fine giornata, per chi lotta ogni giorno in prima linea contro il coronavirus.

    Con #iorestoinfarmacia, Kukident, marchio di P&G leader nella cura della salute della bocca, donerà dei fondi a favore della Croce Rossa Italiana per sostenere il progetto “Il Tempo della Gentilezza”, il servizio di consegna gratuita dei farmaci a domicilio a supporto delle persone più anziane e vulnerabili attraverso il numero verde CRI per le persone 800 065510.

    Una corsa in tandem con altri marchi di P&G che sempre alla Croce Rossa Italiana, doneranno un contributo per supportare il servizio “Cri per te” attivo in 700 Comitati in tutta Italia, per consegnare gratuitamente a casa la spesa alle persone anziane o che hanno bisogno di aiuto.

    Nel momento in cui l’invito per tutti è quello di restare a casa, un sostegno sarà dato anche a coloro che una casa non ce l’hanno. Coerentemente con il supporto che P&G offre da anni alle persone senzatetto con le “Lavanderie, i locali docce e barberie di Papa Francesco” per il tramite dell’Elemosineria Apostolica e della Comunità di Sant’Egidio, P&G sosterrà la Comunità di Sant’Egidio con una donazione di prodotti per l’igiene della persona. Gli aiuti di P&G serviranno inoltre per aumentate la capacità dei centri di aiuto e di accoglienza della Comunità di Sant’Egidio e delle mense. Non da ultimo saranno consegnati pacchi con alimenti, detergenti per la cura della persona e della casa, a più di 1.500 famiglie che vivono in stato di indigenza.

    «In questo momento difficile, vogliamo essere più che mai vicini alle persone e specialmente a coloro che in questo momento hanno più bisogno, al personale medico e sanitario e a tutte le organizzazioni che lavorano quotidianamente in questa emergenza. Sono convinto che con l’aiuto di tutti riusciremo a superare questo periodo e tornare più forti di prima» – conclude Franco Giannicchi Presidente e Amministratore Delegato di Procter & Gamble Sud Europa.

    Informazioni su P&G

    I prodotti P&G sono utilizzati da quasi 5 miliardi di persone al mondo. La Procter & Gamble possiede uno dei piu’ importanti portafogli di marchi di qualità tra i quali: Dash®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, AZ®, Kukident®, Oral B®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders®, Gillette®, Venus®, Braun®. P&G opera in 70 paesi nel mondo ed in Italia è presente dal 1956. Per maggiori informazioni www.pg.com.

  • Fabrizio Palermo: riunione Cdp, Sace e Simest per piano straordinario 2020 per il Made in Italy

    Un focus importante da parte di Cdp è stato già messo in atto per supportare le imprese, soprattutto per quanto riguarda export e internazionalizzazione: l’ha confermato l’AD Fabrizio Palermo durante la riunione con i vertici Sace e Simest in occasione della presentazione del piano straordinario 2020 per il Made in Italy.

    Fabrizio Palermo

    Fabrizio Palermo: il piano straordinario 2020 per il Made in Italy

    Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Cdp, ha partecipato alla riunione con i vertici di Sace, Simest e Cdp Venture Capital per la presentazione del piano straordinario 2020 per il Made in Italy. L’AD ha sottolineato le misure già in parte messe in atto dal Gruppo per far fronte all’emergenza coronavirus, che prevedono un miliardo di euro a favore delle imprese, il differimento delle rate dei mutui delle pubbliche amministrazioni, oltre a interventi di moratoria presto introdotti da Sace e Simest. Cdp è “fortemente focalizzata” sul supporto alle imprese, soprattutto sui temi dell’export e dell’internazionalizzazione, ha dichiarato Fabrizio Palermo. Cdp è pronta ad erogare risorse per un miliardo a favore delle aziende, oltre al differimento delle rate dei mutui delle PA nelle zone maggiormente interessate dall’emergenza. Si prevede l’attuazione di ulteriori garanzie a favore di acquirenti esteri per favorire l’export.

    Fabrizio Palermo: tutte le iniziative a sostegno delle imprese

    Fabrizio Palermo è impegnato in prima persona su tutte le linee di intervento che possono rivelarsi utili o necessarie per sostenere le imprese. Tra queste, rientra il sostegno all’innovazione attraverso il lancio del Fondo nazionale innovazione. Si prevede, inoltre, di supportare la crescita con il lancio dell’Export Basket Bond da 500 milioni, le iniziative di formazione all’export per le aziende, l’avvio di un portale unico che spieghi alle imprese i vari strumenti a loro disposizione. Per le aziende con accordi di filiera nei settori aerospazio, agroalimentare, difesa e ingegneria, l’acceso al credito sarà facilitato. Fabrizio Palermo ha ricordato che il Gruppo Cdp è già di per sé fortemente focalizzato sul supporto all’export e all’internazionalizzazione delle aziende: questi infatti rappresentano “una leva di sviluppo importante per il Paese”. Alle Pmi e alle Mid-Cap è dunque fondamentale fornire tutto il supporto possibile. L’AD ha concluso ringraziando il Governo per il rifinanziamento del fondo 394, gestito dalla controllata Simest e dedicato all’internazionalizzazione delle Pmi.

  • Hardware per l’home office: porta le teleconferenze a casa con Snom!

    Il collegamento da casa al server aziendale tramite notebook c’è. E poi? Per portare avanti il progetto occorre una conferenza telefonica urgente e il tavolo da pranzo, sul quale viene collocata la postazione di lavoro è assediato dai bambini che, come te, sono a casa? Con i suoi adattatori USB DECT, altoparlanti cordless vivavoce e cuffie ad alta portata, Snom, produttore internazionale di telefoni IP premium per professionisti e aziende, offre soluzioni economiche per lavorare ergonomicamente e in maniera efficiente da casa.

    Berlino | Scuole e asili chiusi, le aziende che possono, chiedono ai propri dipendenti di lavorare da casa. Le conferenze telefoniche e via web hanno sostituito nel frattempo gli incontri di persona con clienti e colleghi. Ora più che mai occorre la massima flessibilità per trarre il meglio dalla situazione contingente, ma non tutto il lavoro si può gestire con una semplice mail o una singola telefonata. Nel caso di progetti complessi a cui lavorano più colleghi è necessario scambiarsi informazioni in tempo reale. Snom, produttore tedesco di telefoni IP premium mostra come ciò sia possibile senza grandi investimenti, tecnologie complesse, o l’aggiunta di nuovi interni aziendali. Con l’altoparlante vivavoce C52-SP e l’adattatore USB A230 DECT un normale telefono IP o anche il notebook si trasformano in pochi secondi in una soluzione professionale per teleconferenze.

    Unico prerequisito: un telefono da tavolo IP Snom o il notebook e l‘altoparlante vivavoce portatile C52-SP.

    teleconferenza
    Snom D785 e l’altoparlante cordless DECT portatile Snom C52-SP

    In combinazione con il telefono Snom, avviare una conferenza è molto semplice: basta inserire l’adattatore A230 DECT nella porta USB del telefono – fatto! Una volta stabilita la connessione tra l’adattatore e l’altoparlante portatile C52-SP, dotato di potenti microfoni integrati nell’ampia cassa vivavoce, è possibile condurre conferenze telefoniche usando il proprio recapito telefonico aziendale in un batter d’occhio. Se impiegato con il notebook domestico invece, l’adattatore USB A230 DECT viene riconosciuto come periferica audio. Una volta collegato, basterà avviare o rispondere ad una teleconferenza con il Web-Phone installato sul notebook e il gioco è fatto.

    Un importante vantaggio dell’uso di queste tecnologie: grazie alla doppia cifratura VPN e DECT del traffico voce, le conversazioni sono al sicuro da eventuali intercettazioni. E se inaspettatamente la famiglia dovesse invadere lo studio domestico, l’altoparlante cordless DECT può essere spostato in un attimo in un’altra stanza senza dover portare l’intera postazione di lavoro con sé – nessun problema grazie alla portata del segnale di fino a 50 metri e alla batteria a lunga durata.

    Rilassati e concentrati in ogni situazione

    Un ulteriore problema dell’home office, specie se usato in precedenza solo sporadicamente: la collocazione della postazione di lavoro – spesso al tavolo da pranzo – non è quasi mai ottimale, diverse le fonti di rumore nell’appartamento che fanno la differenza rispetto al livello di rumorosità tipico degli uffici, e che rendono ancora più difficoltoso lavorare da casa.

    Chi d’abitudine telefona a mani libere per concentrarsi interamente sul proprio interlocutore dovrebbe prendere in considerazione gli headset DECT di Snom, perché il problema di moderni apparecchi Bluetooth è spesso la portata ridotta di circa 5 massino 10 metri, ma la qualità della trasmissione audio può già deperire ben prima. E cosa c’è di peggio di un’importante telefonata con forti rumorosità di fondo o addirittura interrotta all’improvviso? Le cuffie DECT di Snom convincono con una portata del segnale molto ampia e funzionalità performanti per comunicazioni ergonomiche ed efficienti per la quotidianità lavorativa domestica.

    Lo Snom A150 per telefoni Snom ad esempio è l’headset DECT più piccolo e leggero della sua categoria. Ma già questo modello offre un audio a banda larga di prima classe e una portata del segnale DECT di fino a 15 metri senza perdite di qualità.

    Snom A150
    Snom A150 DECT Headset

     

    Un raggio d’azione ancora più elevato è offerto dallo Snom A170, con il quale è possibile allontanarsi di fino a 25 metri dalla stazione base. L‘headset, indossabile comodamente direttamente sull’orecchio o con archetto per la testa o la nuca, dispone inoltre di un altoparlante a banda larga e di un microfono con funzione di azzeramento passivo dei rumori in grado di filtrare egregiamente la rumorosità di fondo degli ambienti domestici

    Tutti i dispositivi sono attualmente disponibili in commercio e installabili in pochi minuti anche senza competenze tecniche. Non c’è modo migliore per prepararsi all’uso prolungato del proprio home office.

    Per ulteriori informazioni: www.snom.com/homeoffice


    Snom
    Produttore di telefoni IP per le imprese e l’industria riconosciuto a livello internazionale, Snom fu fondata nel 1997 come pioniere del VoIP (Voice-over-IP) e della telefonia e si afferma rapidamente in uno dei marchi premium a livello mondiale per soluzioni innovative per le telecomunicazioni.
    Un approccio a tutto tondo: il successo dell’azienda trova fondamento in una strategia che mette al primo posto la soddisfazione delle esigenze della clientela a 360°.
    I prodotti e servizi di Snom sono caratterizzati da
    • tecnologie di prima classe
    • massima sicurezza
    • design ergonomico
    • sviluppo in house di firmware e aggiornamenti, messi regolarmente e celermente a disposizione
    • laboratorio audio proprio
    • formazione continua
    • eccellente servizio di assistenza tecnica
    • sistema di supporto remoto
    • tre anni di garanzia
    • soluzioni personalizzate e
    • gestione locale nei mercati chiave
    Il processo di sviluppo di nuove soluzioni Snom è di tipo inclusivo: il produttore fa proprie le esigenze e aspettative della clientela e dei partner commerciali, facendole confluire regolarmente nelle attività dell‘R&D.
    I telefoni IP da tavolo o cordless DECT come le soluzioni per teleconferenze di Snom sono dotati di una qualità audio di altissimo livello. Fanno parte del portafoglio prodotti anche modelli concepiti appositamente per ambienti particolarmente impegnativi, come nel settore della sanità, della produzione industriale o in aziende o  in cui è prevista la condivisione delle scrivanie.
    Dal 2016 Snom è parte del Gruppo VTech, il più grande produttore mondiale di telefoni cordless.
    Per ulteriori informazioni: www.snom.com
  • Le tappe della carriera di Luigino Lusuriello, manager di Eni

    Luigino Lusuriello è attualmente alla guida della trasformazione digitale di Eni. Il manager ha iniziato la sua carriera in Agip S.p.A., per poi aprirsi sul fronte internazionale con incarichi di maggior rilievo.

    Luigino Lusuriello

    Luigino Lusuriello: gli anni in Eni e l’incarico attuale

    Luigino Lusuriello è Chief Digital Officer di Eni, incarico assunto a partire dal 18 settembre 2018. Tale ruolo lo vede in prima linea sul fronte della trasformazione digitale all’interno dell’azienda: le nuove tecnologie devono essere necessariamente supportate dalle competenze umane. Solo così, lasciando le persone al centro, si può liberare il vero potenziale del digitale. Prima di ottenere questo incarico, il manager si è occupato del coordinamento e della gestione delle attività in Kazakhstan – Karachaganak in qualità di Vice President. Nel 2011 Luigino Lusuriello viene nominato Senior Vice Presidente Programma Iraq. Successivamente, dal 2013 al 2018, è Executive Vice President Operations di Eni, incarico che lo mette alla guida della funzione centrale tecnica del Gruppo, a presidio delle operazioni a livello mondiale.

    Luigino Lusuriello: la formazione e i primi incarichi professionali

    Laureatosi in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova, Luigino Lusuriello ha deciso di consolidare ulteriormente la sua formazione nel 2009 partecipando al corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme” presso la Said Business School University of Oxford. Dopo aver prestato per quasi 2 anni servizio come ufficiale del Genio Navale nella Marina Militare Italiana, inizia il suo percorso professionale in Agip S.p.A. con l’incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. In seguito, diventa Construction Yard Manager, Platform Manager in Congo e Manager – Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. In seguito, Luigino Lusuriello lavora come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest’ultima carica ricoperta anche in Val D’Agri. Dal 2004 la sua carriera si internazionalizza con il ruolo di Managing Director presso Eni Congo e, in seguito, per Eni UK.

  • Nasce Raven Studio, Web Marketing a Schio

    Fondata nel 2020 da un gruppo di professionisti con anni di esperienza nel settore, Raven Studio è la nuova Web Agency di Schio (Vicenza).

    Specializzati in strategie SEO per i motori di ricerca e Social Media Marketing, i professionisti di Raven Studio realizzano progetti in grado di fornire visibilità a 360°, per le aziende e le attività commerciali, nel mondo online.

    Mai come oggi è importante affidarsi a delle figure qualificate per curare la propria immagine online. Per venire incontro a queste esigenze, lo staff di Raven Studio propone progetti tailor-made, mirati ed efficaci per ottenere il massimo ritorno sull’investimento dalle attività Web.

    Attività a tutto tondo che vanno dalla realizzazione/restyling di siti web e e-commerce, supportati da online Advertising e posizionamento sui motori di ricerca, affiancati da Social Media Marketing e Social Advertising.

    La Web Agency scledense si rivolge a chi desidera far conoscere il proprio prodotto/servizio/brand, farsi trovare dai clienti e promuovere la propria attività attraverso la pubblicità sul web.

  • Renord a sostegno del San Raffaele per l’emergenza Coronavirus

    La Concessionaria organizza una raccolta fondi per l’attivazione del terzo reparto di terapia intensiva dell’ospedale milanese. In questo momento di emergenza sanitaria e sociale che sta mettendo alla prova tutto il Paese, anche Renord, concessionaria dei brand Renault, Dacia e Nissan, ha deciso di fare la sua parte per supportare concretamente il lavoro di medici e personale ospedaliero.

    Milano, marzo  2020 – In questo momento di emergenza sanitaria e sociale che sta mettendo alla prova tutto il Paese, anche Renord, concessionaria dei brand Renault, Dacia e Nissan, ha deciso di fare la sua parte per supportare concretamente il lavoro di medici e personale ospedaliero.

    Con questo obiettivo ha quindi scelto di contribuire alla creazione del terzo reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano effettuando una donazione e organizzando una campagna di raccolta fondi. Quanto raccolto sarà direttamente devoluto all’ospedale per il rafforzamento della terapia intensiva e l’acquisto delle attrezzature necessarie come ventilatori, dispositivi di ventilazione non invasiva, monitoraggio emodinamico, monitor.

    Da sempre Renord vive in uno stretto rapporto con il territorio, le istituzioni e le realtà locali, sostenendo e finanziando attività di carattere sociale e impegno civile. In un momento delicato come questo, ha quindi da subito adottato tutte le norme necessarie per garantire la sicurezza e la salute di clienti e dipendenti, sentendo inoltre l’esigenza di agire in modo concreto, in linea con i suoi valori, per aiutare e supportare chi è in prima linea nella lotta a questa emergenza.

    “Una realtà come la nostra con più di 150 dipendenti e 50 anni di storia sul territorio non può non sentire un forte senso di appartenenza alla sua comunità, fare per gli altri in questo momento è fare per tutti, perché solo uniti e insieme potremo riuscire a superare questo momento di crisi. Speriamo che la campagna abbia successo e ispiri altri a effettuare donazioni e ad organizzare iniziative di solidarietà, certi che tutto andrà bene se ciascuno di noi darà una mano. ”  Così ha commentato l’iniziativa Renato Bolciaghi Presidente di Renord Spa.

    Per contribuire alla campagna è possibile effettuare un bonifico direttamente sul
    conto dell’Ospedale San Raffaele.

    IBAN: IT55V0200805364000101974276, causale: emergenza Coronavirus.

     

    Renord S.p.A.

    Sede Legale: Via Veglia, 2 – 20159 Milano – Capitale Sociale € 3.000.000,00 i.v. – REA Milano 810796 – Reg. Imprese, Cod. Fisc. e P.IVA: 00858180151  –   Tel. 02.24.880.1 –   www.renord.com

  • “Matematica da vedere”: FME Education al Salone del Libro di Torino

    Dal 14 al 18 maggio FME Education sarà protagonista al Salone del Libro di Torino: il matematico Piergiorgio Odifreddi presenterà infatti "Matematica da vedere", incentrato sulle nuove modalità sviluppate dall’Editore digitale per insegnare la materia ai più piccoli.

    FME Education

    Una matematica più concreta: l’obiettivo di FME Education per il Salone di Torino

    In occasione del Salone del Libro, la kermesse torinese che quest’anno si svolgerà dal 14 al 18 maggio al centro congressi Lingotto Fiere, FME Education ha organizzato un incontro dal titolo "Matematica da vedere" con Piergiorgio Odifreddi, noto matematico e accademico italiano. Allo stand sarà presente il team MyEdu con i suoi formatori esperti per presentare a famiglie e scuole il sistema innovativo per la didattica online dell’Editore digitale. La giornata di sabato sarà invece dedicata alla grande novità di MyEdu che insieme a Piergiorgio Odifreddi presenterà il nuovo corso digitale dedicato alla matematica. Pensato in sinergia con la Casa Editrice, l’obiettivo dell’appuntamento è quello di dimostrare che esistono metodi alternativi e soprattutto innovativi per l’insegnamento di uno degli argomenti più ostici del percorso scolastico. Insegnanti, alunni e genitori avranno l’occasione di conoscere una matematica non più basata unicamente su operazioni e formule: Odifreddi, grazie a moduli visivi ed esercizi multimediali, dimostrerà che i pregiudizi sulla scienza dei numeri possono essere facilmente superati se la didattica messa in campo è capace di sfruttare le potenzialità degli strumenti digitali. Strumenti che oggi sono fondamentali per connettersi con le nuove generazioni: secondo la mission di FME Education la didattica, per risultare coinvolgente e appassionante, ha infatti l’esigenza di rimanere al passo con le nuove tecnologie e soprattutto di adattarsi ai cambiamenti sociali continui che da esse derivano.

    Insegnanti 2.0: l’offerta formativa di FME Education

    "Imparare divertendosi a casa e a scuola" è il concetto su cui si basa il lavoro di FME Education, Editore specializzato nella didattica digitale e nella formazione professionale dedicata ai docenti. La Casa Editrice, da sempre sensibile alle esigenze nate in concomitanza con le moderne tecnologie, mette a disposizione per gli insegnanti della scuola primaria e della secondaria di primo grado tutta una serie di corsi ideati per permettere agli educatori di affrontare le nuove sfide della didattica in aula. Attraverso la piattaforma proprietaria del progetto "MyEdu", gli istituti potranno avvalersi di corsi di formazione personalizzabili. L’offerta si articola in diversi moduli, che possono essere definiti sia a seconda degli argomenti da affrontare che della durata. Lezioni di 4, 8 o 10 ore per affrontare tematiche come la corretta comunicazione con i nativi digitali, l’utilizzo di tablet e lavagne multimediali o l’approccio agli strumenti offerti dalla piattaforma. I partecipanti saranno guidati da tutor specializzati e, una volta terminato il corso, riceveranno il relativo attestato. FME Education, partner del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale, mette in campo tutta la sua esperienza, venendo incontro a istituti e docenti che hanno il desiderio di offrire ai propri studenti una didattica moderna ed efficace.

  • In trent’anni la rivoluzione green dell’Eni: l’AD Claudio Descalzi parla a “Repubblica”

    Entro la metà del XXI secolo Eni diventerà “un fornitore di energia che non estrae petrolio”: “Repubblica” intervista l’AD Claudio Descalzi all’indomani della presentazione del piano 2020-2023 e della Road Map al 2050.

    Claudio Descalzi

    L’AD Claudio Descalzi a “Repubblica”: il futuro di Eni all’insegna della sostenibilità

    Intervistato da “Repubblica”, Claudio Descalzi disegna la nuova Eni. “La nostra strategia coraggiosa ci renderà ancora più competitivi proiettandoci nel futuro” afferma l’AD. “Il cambiamento climatico avrà forti ricadute sui nostri mestieri e costruire un’azienda sostenibile nel lungo termine è imperativo sia per le comunità dove operiamo sia per gli investitori”: lasciandosi guidare da questa consapevolezza, cinque anni fa “abbiamo iniziato a pensare a queste strategie e dall’anno scorso mettiamo a punto una metodologia severa che include le emissioni in tutte le tre fasi: la nostra produzione di idrocarburi, l’elettricità che Eni consuma per usi interni e i clienti finali che usano prodotti nostri o di altri che noi vendiamo e che pesano l’80% del totale”. Tagli alle emissioni sono stati annunciati di recente da diverse major del settore ma, come precisa Claudio Descalzi, senza includere tutte le filiere produttive: “Noi abbiamo messo a punto un metodo che contempla i tre tipi di emissioni e ci porterà a produrre carburanti e affini senza più carbonio, perché arrivano da materie naturali o perché cattureremo la Co2 rilasciata nel processo”. Eni prevede quindi al 2050 di tagliare dell’80% le emissioni totali: “Delle sue lavorazioni e degli oltre 20 milioni di clienti che stimiamo di avere allora. Obiettivi che superano le raccomandazioni lea sull’accordo di Parigi”. Trent’anni, definire strategie considerando un orizzonte temporale così ampio è particolarmente complesso, come spiega l’AD a “Repubblica”: “Un modello prova a prevedere ciò che accadrà, contiene il concetto di speranza. E questa progettualità è un fantastico collante di persone, come visto in azienda negli ultimi anni. Anche dieci anni fa nessuno credeva alla dual exploration, che poi abbiamo realizzato e ci ha messo in una posizione finanziaria eccezionale rispetto ai rivali”.

    Claudio Descalzi: la nostra strategia coraggiosa ci renderà ancora più competitivi

    Nell’intervista a “Repubblica”, pubblicata lo scorso 29 febbraio, l’AD Claudio Descalzi sottolinea inoltre come tra i quattro pilastri su cui poggia la nuova strategia di Eni ci sia anche “il mantenimento della disciplina finanziaria che ci ha permesso di ridurre il debito e aumentare il flusso di cassa oltre i 12 miliardi di euro; cassa che ci consente la nuova remunerazione progressiva delle cedole”. Sugli aspetti industriali del piano: “Alcune tecnologie, come le bioraffinerie o le lavorazioni per cui elimineremo l’olio di palma dal 2023, le stiamo sviluppando da anni. Proprio le mosse nella raffinazione – trasformeremo tutti i siti Eni che trattano idrocarburi in impianti di biogas, biocarburanti, metanolo, idrogeno, e i prodotti di scarto come le plastiche complesse – ci permetterà di utilizzare le infrastrutture già esistenti, nostre e dei destinatari finali, penso alle automobili. Con risparmi immensi di costo”. Nel confermare quindi che al 2050 almeno l’85% della produzione Eni sarà a gas, Claudio Descalzi specifica inoltre che quel gas sarà tutto dell’Eni e non di fornitori terzi: “Ma il calo sarà graduale e avverrà nel rispetto dei contratti in essere. Gli effetti saranno anzi positivi per l’Italia, perché questa trasformazione ridurrà notevolmente non solo il rischio “minerario”, ma anche quello geopolitico: oggi Eni opera in diversi Paesi instabili, ma a tendere, per esempio, la nostra produzione da rinnovabili verrà per il 70% da Paesi Ocse. Con notevoli benefici finanziari, se pensiamo che il nostro costo del capitale in Italia è al 6-7%, in Nigeria il doppio, in Iraq più ancora”.

  • Gruppo Bracca e Pineta, bonus del 15% per i dipendenti al lavoro

    In questo momento di emergenza sanitaria Covid-19, il gruppo bergamasco leader nella produzione di acque minerali, con gli stabilimenti Bracca a Zogno e Pineta a Clusone, ha deciso di riconoscere un bonus del 15% della retribuzione lorda giornaliera relativo a tutte le giornate lavorate nel mese di marzo. Un riconoscimento che si aggiunge al bonus di 100 euro stabilito dal DPCM del 22 marzo 2020 per tutti gli addetti che stanno garantendo la continuità dell’operatività aziendale e che si affianca al rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione già messe in atto dall’azienda per fronteggiare l’emergenza.

    Il Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta, che  rientra nella categoria di industrie alimentari ritenute di natura “essenziale” dal Decreto ministeriale dello scorso 22 marzo, ha applicato sin dal 9 marzo 2020 tutte le procedure necessarie a prevenire il contagio da Coronavirus attraverso protocolli aziendali, informative a dipendenti trasportatori e clienti, modifica degli orari di turnazione così da evitare assembramenti di personale,  fornitura dei dispositivi di protezione individuale necessari ad evitare il contagio e disinfezione della totalità degli stabilimenti a cura di un’impresa esterna specializzata. A integrazione del rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione il Gruppo ha potenziato anche la disinfezione settimanale con atomizzatore elettrostatico e prodotto a base alcolica.

    Questa battaglia si vince insieme, in fabbrica e nei comportamenti individuali. Con le attenzioni che abbiamo messo in atto negli stabilimenti vogliamo contribuire a difendere noi, le nostre famiglie, le nostre valle e non ultimo il nostro lavoro. – afferma Luca Bordogna, Amministratore delegato di Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta – Un investimento economico importante perché abbiamo un enorme senso di responsabilità nei confronti della sicurezza e salvaguardia dei nostri collaboratori e perché vogliamo essere di sostegno alle famiglie dei nostri dipendenti al fine di proseguire con la produzione dei beni di prima necessità basilari per affrontare questa emergenza sanitaria”.

    Già lo scorso 10 marzo, su decisione del Gruppo, Luca Bordogna, aveva annunciato una donazione a favore dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in prima linea per fronteggiare l’epidemia di Coronavirus e la collaborazione con Alpini e Protezione Civile per la fornitura gratuita di acqua all’ospedale da campo allestito alla Fiera di Bergamo. Un altro piccolo gesto per ringraziare medici, personale sanitario e volontari impegnati nel servizio alla Comunità.

  • Dipendenti-datori di lavoro: il nuovo video di Alessandro Benetton

    È online il nuovo video di Alessandro Benetton sul mondo imprenditoriale: nell’ultimo episodio di #UnCaffèConAlessandro, il fondatore di 21 Invest spiega in che modo è possibile creare una cultura aziendale e soprattutto come condividerla con i propri dipendenti.

    Alessandro Benetton

    Lavoro di squadra e molta pratica: i consigli di Alessandro Benetton per progetti aziendali di successo

    Per Alessandro Benetton è il termine “dipendente” a causare spesso confusione nel rapporto che viene a crearsi tra quest’ultimo e il datore di lavoro: secondo il Presidente di 21 Invest il sostantivo infatti giustifica la visione, errata, di una relazione a senso unico. Disponibile sia sul suo canale Youtube che sul portale del “Corriere della Sera”, l’ultimo video pubblicato dall’imprenditore riguarda l’importanza che le risorse umane assumono nella crescita di una società: “Un’azienda non cresce solo in funzione del fatturato, dei flussi di cassa e delle immobilizzazioni: un’azienda cresce soprattutto quando crescono le persone che la compongono. Se non si parte da questo presupposto, ogni altra azione sarà inutile”. Per questo risulta fondamentale il concetto di cultura aziendale, ossia tutti quei comportamenti, valori e relazioni che definiscono l’identità di un insieme di persone che lavorano per un obiettivo comune. Se questa identità non è condivisa o comunque risulta difficilmente riconoscibile, secondo Alessandro Benetton l’unico modo per ovviare al problema è investire.

    Cultura aziendale, Alessandro Benetton e il workshop con Mark Kramer

    Un esempio di come creare o rafforzare la propria cultura aziendale è fornito dallo stesso Alessandro Benetton con il racconto di un workshop organizzato da 21 Invest dedicato ai dipendenti e incentrato sul concetto di “Shared Value”. “L’anno scorso ho voluto che tutti i dipendenti tra Italia, Francia e Polonia partecipassero ad un workshop con Mark Kramer, un professore di Harvard, su un tema per me fondamentale che volevo condividere con tutti i miei collaboratori per inserirlo nella nostra cultura aziendale”: in poche parole lo shared value è quando un’azienda tiene conto, nelle sue attività di business, dell’impatto ambientale e sociale di cui è responsabile, cercando le modalità più efficienti per produrre benefici e dunque valore per tutti gli stakeholders. La due giorni voluta da 21 Invest è stata l’occasione dunque per capire come condividere al meglio questo concetto con i propri dipendenti. Secondo l’esperienza di Alessandro Benetton, per creare una cultura aziendale c’è stato bisogno da un lato del classico team working, mentre dall’altro è stato fondamentale mettere in pratica quei valori che, se relegati nell’ambito teorico, non daranno mai un effettivo contributo alle politiche aziendali. Dunque, per essere “già a metà dell’opera”, Benetton ricorda l’insegnamento di Andrew Carnegie: “Uno degli imprenditori e filantropi più importanti della storia americana diceva: portatemi via la mia gente, lasciatemi le aziende vuote e presto crescerà l’erba sui pavimenti dei reparti; portatemi via le mie aziende, lasciatemi le persone con cui lavoro e presto avrò delle aziende migliori di quelle di prima”.

  • Ferrara, pasti di Serenissima Ristorazione donati all’Associazione Viale K

    Una donazione quotidiana dei pasti non consumati dai dipendenti: grazie al progetto #menosprecopiusolidarieta, nato da un’idea dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e sostenuta da Serenissima Ristorazione, l’Associazione Viale K riceve ogni giorno un sostegno per gli ospiti della sua struttura.

    Serenissima Ristorazione

    Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare: a Ferrara il contributo di Serenissima Ristorazione

    L’Associazione Viale K è una ONLUS che dal 1992 opera nel quartiere periferico Krasnodar di Ferrara sostenendo i giovani e le persone emarginate. Grazie alla "Casa Ginestra", gestita da don Domenico Bedin, l’Associazione può ospitare 20 persone con condizioni di disagio economico e sociale: dal 2016 la struttura è al centro del progetto #menosprecopiusolidarieta dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria della città che, con l’appoggio di Serenissima Ristorazione, consegna quotidianamente alla ONLUS i pasti non consumati dai propri dipendenti. Ogni giorno infatti il cuoco di "Casa Ginestra" si reca nella struttura ospedaliera per prendere in consegna i contenitori alimentari, messi in precedenza negli abbattitori dagli operatori della mensa aziendale: l’anno scorso sono stati donati in totale 3.173 primi, 1.781 secondi, 1.857 contorni e 447 pizze. L’idea del progetto, frutto di un’intuizione della dott.ssa Melissa Teodorini e della Direzione delle Professioni Sanitarie, si inserisce nella cornice della Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare del 5 febbraio scorso: Stefano Veronesi, Capo Centro del Servizio Ristorazione di Serenissima Ristorazione, ha collaborato con le Dietiste Simona Colombari, Cristina Sgarbi e Annachiara Piva per offrire alla ONLUS un aiuto concreto nel proseguimento della loro mission.

    Serenissima Ristorazione e la ristorazione solidale: l’iniziativa per il Comune di Brindisi

    Fin dalla sua nascita Serenissima Ristorazione, società leader nel settore della ristorazione collettiva fondata da Mario Putin, rivolge una particolare attenzione ai territori dove svolge le sue attività, sia affidandosi a produttori locali che promuovendo una cultura dell’alimentazione sana ed equosolidale. Per questo, a inizio anno, ha avviato un’iniziativa con il Comune di Brindisi che permetterà di risparmiare migliaia di chili di plastica. Grazie alla donazione di 800 lunch box agli studenti di sei scuole della città sarà infatti possibile eliminare quasi del tutto le posate e i bicchieri di plastica monouso: ragazzi e adulti verranno sensibilizzati nell’utilizzo e nella cura del portapranzo, un piccolo passo verso un’abitudine alla responsabilizzazione contro lo spreco e i conseguenti danni ambientali. Il progetto, che sarà esteso anche ad altri istituti del Comune, rientra nella visione del piano strategico di Serenissima Ristorazione, che nei prossimi anni investirà circa 100 milioni di euro per la sostenibilità ambientale.