Una panoramica sulle future tendenze per il posizionamento sui motori di ricerca, secondo quanto emerso dal Search Marketing Expo di New York
Come ogni anno, tra novembre e dicembre, è consuetudine tirare un bilancio e valutare quanto le strategie utilizzate hanno influito sul posizionamento sui motori di ricerca. Se il 2016 ha visto applicare notevoli cambiamenti, come l’aggiornamento dell’algoritmo di Google Penguin 4.0 o la necessità di rendere ottimizzati i siti per i dispositivi mobili, nel 2017 verranno introdotte tendenze innovative, atte ad evolvere in maniera consistente il lavoro di ottimizzazione SEO. Vediamo le più influenti.
1. Google AMP: il futuro del mobile o solo una moda passeggera?
AMP sta per Accelerated Mobile Pages ed è un’iniziativa di Google, avviata allo scopo di realizzare siti web più veloci e semplici da utilizzare, grazie ad una serie di implementazioni che vanno a formare uno standard innovativo, una versione più leggera dell’HTML. Le pagine realizzate con il protocollo AMP risultano estremamente più veloci rispetto a quelle tradizionali. AMP rientra tra le più importanti novità in ambito SEO ormai da quasi un anno, ma gli sviluppatori non ne sembrano esaltati, visto il numero ridotto di siti web che adottano lo standard. Che sia forse solo una moda passeggera?
In realtà ci troviamo di fronte ad una evoluzione fondamentale in ottica di posizionamento sui motori di ricerca, perché la velocità oggi conta: il 40% degli utenti abbandona un sito se questo non ha iniziato il caricamento dopo 3 secondi. Stiamo parlando di tempi incredibilmente ristretti, dettati dalla necessità delle persone di accedere immediatamente ad ogni tipo di contenuto. La rapidità non può non rappresentare un fattore di vantaggio competitivo. La cache del contenuto dei siti realizzati in AMP è in cloud, cosa che rende possibile un caricamento 30 volte più veloce rispetto alle tradizionali pagine.
No. Non si tratta di una tendenza del momento, ma del futuro per la navigazione mobile.
2. Utilizzare i redirect 301 può impedire alle pagine di trasferire la rilevanza acquisita dai link
Chi si occupa da anni di posizionamento SEO è sicuramente cresciuto con una precisa regola da rispettare: “Non esagerare con i redirect”, pena un abbassamento del PageRank. Poi, qualche mese fa, Google ha rivoluzionato tutto, comunicando la libertà d’utilizzo per qualsiasi tipo di reindirizzamento 3xx, senza dover incorrere in penalizzazioni per il ranking delle pagine.
In realtà, secondo Cristoph Cemper, CEO di LinkResearchTools, il redirect 301 (un redirect permanente, che permette di conservare l’ottimizzazione SEO di sito e link), potrebbe essere controproducente per il posizionamento sui motori di ricerca, intervenendo nel processo con il quale le pagine trasferiscono la propria rilevanza attraverso gli anchor text.
3. Valutare con attenzione il passaggio al protocollo
Sono passati due anni da quando Google ha avviato la campagna per promuovere la sicurezza web, annunciando che il protocollo http rappresentava un fattore per il posizionamento. Di conseguenza, il web si è subito adattato, passando all’https per aumentare il ranking. La verità, però, sembra essere un’altra, e cioè che il passaggio da http ad https non solo non produce miglioramenti dal punto di vista del ranking, ma blocca anche i referral, come sottolinea Patrick Stox, SEO specialist per IBM, che aggiunge anche: “Se sei un sito che guadagna mandando utenti su altri siti, ricorda che il passaggio ad https ti impedirà ti inviare referral a siti http”.
4. Posizionamento sui motori di ricerca: limitare le citation locali per il proprio business
La citation building sembra essere, secondo le ultime analisi, una dei fattori più sopravvalutati per il SEO locale; un recente studio, condotto da Andrew Shotland e Dan Leisbon di Local SEO Guide ha dimostrato come il volume delle citazioni locali non sembri impattare in maniera significativa il ranking locale. La ricerca ha anche evidenziato come il fattore più influente resti l’utilizzo dei backlink.
5. Ottimizzare la ricerca vocale per ottenere snippet in primo piano
Uno snippet in primo piano, anche conosciuto con il nome di risposta diretta, è il risultato sintetizzato di una ricerca che viene effettuata da un utente e mostrata da Google in cima alla SERP. Di solito uno snippet in primo piano include anche il link alla pagina da cui il contenuto viene preso e rappresenta un potente mezzo per attirare traffico potenziale verso il sito. Un esempio è la ricerca di una ricetta: se cerchiamo “come fare un uovo in camicia”, Google estrapolerà il contenuto che ritiene più rilevante e lo mostrerà nello snippet, insieme al link del sito da cui è stato prelevato”. L’utente avrà così una risposta diretta, potendo visualizzare in primo piano le indicazioni per cucinare l’uovo in camicia, con l’opzione di cliccare sul link per accedere al sito e approfondire il contenuto.
Lo snippet presenta un potenziale addirittura maggiore per le ricerche vocali, perché ogni volta che un utente ne effettua una, se un sito è posizionato in uno snippet in primo piano, Google restituisce il risultato esordendo con la citazione del sito (Secondo [nome del sito] ) e referenziando quindi il brand in maniera incredibilmente vantaggiosa.