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  • Il Centro Veterinario Aleandri di Roma per i problemi dentali del cane e del gatto

    Il Centro Veterinario Aleandri di Roma per i problemi dentali del cane e del gatto è il tuo punto di riferimento d’eccellenza. Forte di uno staff veterinario altamente qualificato e motivato da un grande amore per gli animali, l’ambulatorio dispone di spazi dedicati e di tecnologie all’avanguardia per la diagnosi e la terapia delle patologie dentali e gengivali di cani e gatti.

    Ancora oggi si tende a sottovalutare la salute dentale dei nostri amici a quattro zampe.

    Alcuni proprietari non fanno mai controllare i denti del proprio cane o gatto, certi che basti l’azione abrasiva delle crocchette a mantenerli puliti e sani; altri, semplicemente, non fanno caso agli indizi che di solito segnalano la presenza di una patologia dentale.

    Tra questi, i più comuni sono l’infiammazione gengivale, gli ascessi, la salivazione eccessiva, la forte alitosi. Il dolore intenso, che spesso si accompagna allo stato patologico, può causare inappetenza: così, l’animale smette di mangiare e deperisce rapidamente.

    Osservando i denti del cane o gatto, inoltre, si può notare la presenza di una patina di colore scuro: si tratta del tartaro.

    Questa problematica, attualmente molto diffusa, insorge quando la placca e i residui del cibo si accumulano sulla superficie del dente, formando un deposito calcificato. Se non viene rimosso, questo deposito si accresce provocando una grave infezione batterica che può causare dolorosi ascessi, retrazione gengivale e, da ultimo, la perdita del dente.

    Non solo: col tempo, i batteri responsabili delle infezioni possono passare nel flusso sanguigno, dando origine a malattie cardiache, renali ed epatiche.

    Evitare al tuo cane o gatto tutte queste sofferenze si può: ai primi sintomi, basta prenotare una visita in ambulatorio. Oggi, le patologie dentali del cane e del gatto possono essere curate più facilmente che in passato e in modo spesso risolutivo, soprattutto se vengono diagnosticate negli stadi iniziali.

    Presso il Centro Veterinario Aleandri, il tuo cane o gatto sarà ben assistito in tutte le sue esigenze di salute dentale. Per curare e proteggere i denti del tuo cane o gatto, la struttura esegue ogni tipo di trattamento, dalla rimozione del tartaro (detartrasi) alla lucidatura, dalle terapie antisettiche a quelle antibiotiche.

    Tutti gli interventi di odontoiatria veterinaria per cani e gatti vengono eseguiti in piena sicurezza, anche quando è necessario operare in anestesia totale.

    Una regolare visita odontoiatrica di controllo, associata alla detartrasi periodica, aiuterà il tuo cane o gatto a mantenere la salute ottimale dei denti a qualsiasi età. Lo staff veterinario della struttura ti fornirà anche tante utili informazioni sulle metodiche di pulizia e prevenzione.

    Contatta lo staff del Centro Veterinario Aleandri oggi stesso e scopri come migliorare la vita del tuo cane o gatto!

    Per saperne di più >>

  • Auto: in Umbria l’età media è pari a 12 anni e 4 mesi (+2% in un anno)

    Il parco circolante in Umbria è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni e 4 mesi, addirittura l’1,7% in più rispetto ad un anno prima. Le automobili in circolazione in Umbria sono risultate essere più vecchie rispetto alla media nazionale, dove l’età delle auto è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Umbria la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 34%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Umbria le auto più vecchie circolano a Terni, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni e 5 mesi; subito dopo si posiziona Perugia, provincia dove, invece, circolano i veicoli più giovani; qui le auto hanno in media, 12 anni e 4 mesi.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 10.166 preventivi effettuati in Umbria dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

     

  • Auto: in Valle d’Aosta l’età media è pari a 12 anni e 9 mesi (+9%)

    Il parco circolante in Valle d’Aosta è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni e 9 mesi, addirittura il 9% in più rispetto ad un anno prima. Le automobili in circolazione in Valle d’Aosta sono risultate essere molto più vecchie rispetto alla media nazionale, dove l’età dei veicoli è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media delle auto, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Valle d’Aosta la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 34%.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.081 preventivi effettuati in Valle d’Aosta dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Molise l’età media è pari a 13 anni e 7 mesi (+7% in un anno)

    Il parco circolante in Molise è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 13 anni e 7 mesi, addirittura il 7,4% in più rispetto ad un anno prima. Il Molise è risultata essere la seconda regione in Italia per anzianità dei veicoli; a livello nazionale l’età media è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Molise la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 35%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Molise le auto più vecchie circolano ad Isernia, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 14 anni; subito dopo si posiziona Campobasso, provincia dove, invece, circolano i veicoli più giovani; qui le auto hanno, in media, 13 anni e 5 mesi.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 27.592 preventivi effettuati in Molise dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Basilicata l’età media è pari a 13 anni e 9 mesi (+4% in un anno)

    Il parco circolante in Basilicata è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 13 anni e 9 mesi, addirittura il 3,6% in più rispetto ad un anno prima. La Basilicata è risultata essere la prima regione in Italia per anzianità dei veicoli; a livello nazionale l’età media è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Basilicata la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 35%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Basilicata le auto più vecchie circolano a Potenza, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 10 mesi; subito dopo si posiziona Matera, provincia dove, invece, circolano i veicoli più giovani; qui le auto hanno, in media, 13 anni e 7 mesi.

    Guardando a come è variata l’età media dei veicoli lucani nell’ultimo anno emerge che c’è stato un incremento in entrambe le province, compreso tra il 2,8% di Potenza e il 5,3% di Matera.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 4.554 preventivi effettuati in Basilicata dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • MAWDY sostiene la guida sicura: al via a Biella un ciclo di eventi per sensibilizzare sui rischi dell’alcool al volante

    MAWDY's Lounge: 4 eventi a Biella contro la guida in stato di ebbrezzaMAWDY, la filiale italiana del gruppo assicurativo spagnolo MAPFRE, annuncia il ciclo di eventi “MAWDY’s Lounge” per sensibilizzare il pubblico sulla pericolosità della guida in stato di ebbrezza. Ogni venerdì di novembre, a partire dall’8, il Glamour di Biella – noto locale del centro città – ospiterà incontri aperti a tutti, dove esperienze interattive e mocktail analcolici aiuteranno a comprendere i rischi legati all’alcool quando si è alla guida.

    Durante le serate, i partecipanti potranno indossare occhiali speciali che simulano la distorsione visiva provocata dall’ebbrezza, sperimentando così quanto la percezione alterata incida sui riflessi e sulla capacità di compiere gesti anche semplici. Gli ospiti verranno invitati a percorrere un tragitto, superando piccoli ostacoli o svolgendo azioni quotidiane, scoprendo in prima persona come l’alcool influisca sulla capacità di reazione e sulla percezione dello spazio. Al termine del percorso, ciascun partecipante riceverà materiale informativo sul tema della guida sicura e un buono per uno dei quattro mocktail della serata: Madrid, Alicante, Leon e Jerez, omaggio alle origini spagnole di MAWDY e ai suoi prodotti più apprezzati.

    “La sicurezza stradale è un valore fondamentale, e MAWDY è impegnata a diffondere una cultura della prevenzione che parte proprio dalla consapevolezza dei rischi,” afferma Gian Paolo Aliani Soderi, Direttore Generale della Business Unit Italiana di MAWDY. “Questi eventi si propongono di avvicinare il pubblico alla tematica in modo diretto e coinvolgente, con l’obiettivo di informare, responsabilizzare e trasmettere l’importanza di non sottovalutare mai l’impatto dell’alcool sulla guida.”

    Gli incontri “MAWDY’s Lounge” rientrano nelle iniziative CSR di MAWDY, già attiva con vari programmi a sostegno della sicurezza e della salute sociale. Con questo progetto, MAWDY rinnova il proprio impegno a favore di una comunità più attenta e responsabile, per cui la sicurezza di tutti rappresenta una priorità.

  • Aeratori Perlator® DL di NEOPERL. Lunga durata, comfort ed elevate prestazioni

    Integrati nei rubinetti dei bagni, delle cucine e delle cabine doccia, gli aeratori modellano il flusso dell’acqua. Sono componenti importanti che utilizziamo quotidianamente e che, se provvisti di soluzione tecnologica apposita, consentono la regolazione del flusso con conseguente risparmio di acqua. Il ridotto consumo di acqua calda consente anche un notevole risparmio energetico e permette di abbattere le emissioni di CO2.

    NEOPERL, azienda leader nel settore e da sempre impegnata nella lotta agli sprechi d’acqua, propone dei dispositivi studiati per beneficiare di elevate prestazioni senza rinunciare a comfort e funzionalità.

    In particolare gli aeratori Perlator® DL, oltre ad essere caratterizzati da una lunga aspettativa di vita, generano un getto morbido e ventilato. Inoltre, qualora dovessero essere smontati e sostituiti, possono essere considerati “rifiuti indifferenziati” e disposti nelle apposite aree. Non sono richiesti particolari trattamenti per lo smaltimento.

    Non adatti a dispositivi non in pressione (min a 3 bar) gli aeratori Perlator® DL sono disponibili nelle versioni con consumo normale con classe di portata di 13-15 Lt/min o nella versione a risparmio idrico 7-9 Lt/min.

    www.neoperl.com

  • Valute, le profezie hanno ancora fallito: non esiste un rivale del dollaro

    Periodicamente vengono alla ribalta previsioni che immaginano un futuro in cui il dollaro non è più la regina delle valute. In realtà, ogni volta che questo accade, il tempo finisce per dare sempre ragione al biglietto verde americano.

    Perché il dollaro resta il re delle valute

    valute dollaroNumeri alla mano, si può ad esempio smentire l’ultima fosca previsione riguardo al biglietto verde americano, risalente a circa un paio di anni fa. C’era chi pronosticava una forte discesa della moneta a stelle e strisce, anche del 30 o 40 per cento.

    Lo scenario attuale dice invece che il dollar index, che misura l’andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di valute principale, viaggia oltre quota 104 con un market facilitation index che conferma quanto sia robusto. Se consideriamo l’andamento del dollaro rispetto a una delle grandi valute del panorama, lo Yen giapponese, nell’ultimo biennio c’è stata una crescita del 30%.

    Nessuna concorrente credibile all’orizzonte

    Nel mondo esistono circa 180 valute, e nessuna di esse sembra un concorrente – attuale o futuro – davvero credibile per il dollaro americano. Peraltro tra tutte quelle valute esistenti soltanto un numero ristretto ha un ruolo importante nel panorama commerciale internazionale, nelle riserve valutarie delle banche centrali e in ambito finanziario (basta aprire un broker Consob autorizzato per rendersi conto che vengono negoziati a malapena una ventina di valute, incrociandole soprattutto con dollaro ed euro) .

    Non c’è bisogno di dirlo, il dollaro è quello che regna in ognuno di questi ambiti. Bisogna peraltro aggiungere che nel mondo, i paesi che hanno valute ancorate al dollaro rappresentano il 50% del PIL mondiale.

    Le altre valute più importanti

    (Molto) Dietro al re dollaro c’è l’euro. La valuta dell’Eurozona è assai utilizzata, sia come riserva sia in ambito commerciale. Molto più distanziate ci sono Yen giapponese, sterlina britannica e Yuan cinese.

    Proprio la moneta di Pechino era in passato indicata come quella che, nel giro di un paio di decenni, avrebbe spodestato il dollaro dal suo trono. Previsioni che si sono scontrate con la crisi del mercato azionario cinese, con la mancanza di un quadro normativo e la i liquidità dei mercati finanziari. Dai numeri sembra che la de-dollarizzazione sia ancora una pura utopia.

  • Auto: in Emilia-Romagna l’età media è pari a 11 anni e 5 mesi

    Il parco circolante in Emilia-Romagna è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 5 mesi, addirittura il 3,2% in più rispetto ad un anno prima. L’Emilia-Romagna è risultata essere la quarta regione in Italia con le auto più “giovani”; a livello nazionale l’età media è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Emilia-Romagna la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 40,4%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Emilia-Romagna le auto più “vecchie” circolano a Rimini, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni. Al secondo posto si trova Forlì-Cesena (11 anni e 11 mesi), e al terzo posto si trovano Ferrara e Reggio Emilia, aree dove i veicoli hanno, in media, 11 anni e 10 mesi.

    Continuando nella graduatoria si posizionano, pari merito, le province di Ravenna e Piacenza (11 anni e 9 mesi), seguite da Modena (11 anni e 4 mesi) e Parma (11 anni e 2 mesi). In fondo alla classifica si trova Bologna, risultata essere la provincia emiliano-romagnola dove circolano le auto più “giovani”.

    Guardando a come è aumentata l’età media dei veicoli emiliano-romagnoli nell’ultimo anno, emerge che l’incremento varia tra il +1,7% di Parma e il +6% di Rimini.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.018.598 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • ORION DAY e ORION WEEK di IMIT in versione radio

    Semplicità di programmazione, estetica molto curata e risparmio energetico sono i punti di forza della nuova gamma di cronotermostati di IMIT Control System, disponibile ora anche nella versione Radio (RF).

    ORION è la nuova gamma di cronotermostati digitali di IMIT Control System pensata per rendere ancora più semplice e intuitiva la regolazione della temperatura ambiente in funzione delle esigenze dell’utente. Inoltre, ORION si caratterizza per il design accurato e perfettamente integrabile con le più diverse soluzioni di arredamento.

    Il nuovo dispositivo, un cronotermostato giornaliero (Orion Day) o settimanale (Orion Week), è disponibile ora anche nelle versione radio (RF).

    Tramite l’ampio display LCD retroilluminato, ORION consente di visualizzare comodamente e, contemporaneamente: la temperatura rilevata, l’ora o la temperatura impostata, le icone di stato, la fascia oraria di programmazione, le modalità di funzionamento Auto (Comfort-Eco) – Manuale – Antigelo (Off), lo stato delle connessioni ed i giorni della settimana (questi ultimi solo nei modelli Orion Week).

    L’elegante cover ribaltabile protegge e rende facilmente accessibili i 24 micro pulsanti per la programmazione oraria a passi di 30 minuti con click progressivi e gli altri tasti funzione, tra cui l’impostazione della temperatura su due livelli (comfort-ridotta), l’incremento o decremento del valore, il menù e la modalità di funzionamento.

    ORION è quindi ideale per chi vuole regolare la temperatura ambiente in funzione delle proprie esigenze con un dispositivo pratico, efficiente ed estremamente curato sotto il profilo estetico.

    www.imit.it

  • Termostatici dal design quadrato OMBG. Comfort e precisione

    I miscelatori termostatici per doccia e vasca arredano con classe.

     OMBG, azienda esperta nella progettazione e realizzazione di miscelatori termostatici, coniuga la sua specializzazione tecnica con la versatilità estetica, mettendo a disposizione soluzioni confortevoli e precise per funzionalità, impeccabili e attuali nello stile.

    Versatili e contemporanee, le numerose proposte per doccia e per vasca si adattano a diverse tipologie di ambiente bagno grazie a tratti formali puliti ma di carattere. I modelli con le maniglie quadrate, ad esempio, sono la risposta intelligente alle richieste di tendenza, che prediligono geometrie decise. Per creare uno spazio del benessere corredato a regola d’arte è possibile coordinare la rubinetteria termostatica alla linea d’arredo scelta per il proprio bagno proprio attraverso un dettaglio di design.

    La qualità costruttiva sancita dal marchio OMBG è, come sempre, riscontrabile nell’affidabilità dei prodotti, garantita dalle componenti interamente made in Italy, dalle cartucce termostatiche ai sistemi di deviazione con chiusura integrata.

    www.ombg.net

  • Mostra Collettiva Internazionale “Simulacri dell’uomo. Figure, volti, sembianze”

    Dal 9 al 21 Novembre

    INAUGURAZIONE SABATO 9 NOVEMBRE ALLE ORE 17:30

    Cura, organizzazione e presentazione

    del Critico d’Arte e Curatrice Maria Palladino

    Fin dalle epoche più remote, la rappresentazione della figura ha significato per l’uomo un’autoriflessione relativa al proprio posto nel mondo, alla ricerca del senso della propria esistenza.

    A partire da 32.000 anni or sono, con i graffiti rupestri, l’individuo ha narrato di sé per costruire la propria storia, come rito propiziatorio per la caccia, per segnalare che un dato luogo era occupato, o testimoniare il proprio passaggio. Il corpo era raffigurato in maniera estremamente stilizzata, con il tronco frontale e gli arti laterali, a lasciare immaginare una rudimentale idea di profondità.

    Altre volte semplici impronte di mani stavano ad indicare un’affermazione di identità, la traccia della propria esistenza.

    Nel Paleolitico Superiore, le Veneri Steatopigie, datate da 35.000 a 11.000 anni fa, documenterebbero la femminilità del tempo, con attributi fisici molto pronunciati, statuette votive del culto coevo della Dea Madre.

    Innegabile la rilevanza della resa artistica della grazia e della proporzione nella Grecia classica, allorché il Canone di Policleto, redatto dallo scultore intorno al 450 a. C., stabiliva la ricerca di un modulo che descrivesse armonia e bellezza, nelle forme del corpo come nell’architettura.

    Compiendo un salto temporale fino al periodo rinascimentale (1492 – 1600), la ripresa dei canoni classici e la visione antropocentrica e neoplatonica, l’essere umano è posto al centro del mondo, con la capacità di determinare il proprio destino, e penetrare con il proprio intelletto la creazione divina. Esempi sono le opere di grandi maestri quali Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Botticelli, Donatello, Tiziano, Giorgione, i cui capolavori ancora oggi incantano il mondo.

    Uno scarto notevole possiamo osservarlo invece successivamente, in epoca postimpressionista e preespressionista: Edvard Munch (1863 – 1944), con il dipinto “L’urlo” (1893), di cui l’autore produsse diverse versioni, è una visione della natura i cui colori stravolti echeggiano la disperazione dell’uomo, travolto dalle vicissitudini della vita, e i cui tratti somatici risultano anch’essi snaturati.

    Con opere quali “La danza” (1909), “La gioia di vivere” (1906), “La musica” (1910), di Henri Matisse (1869 – 1954), le forme appaiono schematiche, il segno si fa continuo, corposo e avvolgente, il ritmo è serrato e i colori divengono espressione delle passioni.

    Il quasi contemporaneo Cubismo (1907 – 1914) vede il sovvertimento di tutti i parametri, a partire dalle “Demoiselles d’Avignon” (1906 – 1907) di Pablo Picasso, in cui ogni elemento, dalla prospettiva, alle proporzioni, al colore, è messo in discussione e scomposto, al fine di includere e prospettare nella visione ogni punto di vista possibile, una crisi degli strumenti conoscitivi, considerato anche il periodo pre-bellico.

    In età secessionista (1898 – 1918), il lavoro di uno dei capofila, Egon Schiele (1890 – 1918), aaprofondiva il contesto di questa crisi, divenuta ancor più drammatica nel periodo della Prima Guerra, espandendosi nel campo dei valori umani e della psiche. L’estrema disarticolazione delle membra, presente nei suoi soggetti, e la loro erotizzazione, è rivelatrice, oltre che di una grande maestria anatomica, di una sofferenza interiore che esplicita il demone di ogni grande artista, dato dalla sua stessa capacità di rompere gli schemi.

    Il Surrealismo di Joan Mirò (1893 – 1983), scultore, pittore e ceramista catalano, osserva un superamento della forma in vista della creazione di un vero e proprio linguaggio che si avvicina all’astrazione: i cosiddetti “miroglifici”, coem definiti dal poeta e scrittore francese Raymond Queneau (1903 – 1976), i quali producono un codice ricorrente, con i propri particolari grafemi, che ripercorre i motivi dell’automatismo psichico e di un intenso spiritualismo, rivelando creature polimorfe.

    L’arte informale di Willem de Kooning (1904 – 1997), nutrendosi di luce, colore e segno, scompone queste istanze per dare origine a suggestioni che non ravvisano, ma evocano le entità citate, come nella serie di sei, a partire dall’opera antesignana “Donna I” (1950 – 1952).

    Di segno differente, la serie delle “Têtes d’otages” di Jean Fautrier (1898 – 1964), esponente del “Tachisme”, pittura informale a macchie degli anni ’50 in Francia. Protagonista della resistenza nel periodo della Seconda Guerra, ne ritrarrà la tragica essenza in queste fisionomie appena accennate, che immortalano le cicatrici dell’anima dei partigiani francesi (1942 – 1943).

    Per amore di sintesi, giungiamo all’esperienza espressionista del secondo Novecento del pittore irlandese Francis Bacon (1909 – 1992): l’esperienza personale e individuale diviene protagonista, traducendosi in immagini che turbano e inquietano, rivelando il vissuto celato nelle ombre della coscienza, come nella celeberrima sequenza dei “Papi” (1949 -1956), derivati dal “Ritratto di Papa Innocenzo X” (1650) di Diego Velàzquez, in cui i colori cupi echeggiano la desolazione degli ambienti.

    Questa breve carrellata descrive a grandi linee il rapporto fra la parvenza umana e l’arte, che gli artisti selezionati ad esporre in questa mostra saranno chiamati ad interpretare e proseguire, seguendo la loro tecnica, stile e poetica personale.

    20.09.2024 Maria Palladino

    In esposizione opere degli artisti: Abo Alberto Nori, Aldo Diana, Andrea Pisano, Annalise Ambrogio, Blasco Maria Patricolo, Corrado Campisi, Davide Clementi, Domenico Zullo, Edy Tiravanti, Egle Piaser, Elisabetta Mion, Gianni Mattera, Gianluca Grosso, Manuel Silvestrin, Mariella Stirpe, Marina Comerio, Marino Salvador, Michela Marinai, Monica Antiga, Oronzo Mattiace, Piero La Rosa, Romina Lorusso, Stefano Zaniboni, Ylenia Pilato.

    Presso: Barchessa Villa Quaglia, Viale XXIV Maggio 11, 31100 Treviso (TV)

    Orari di apertura: Martedì – Sabato, 15:00 – 19:30. Chiuso Domenica e Lunedì.

    Ingresso libero. https://www.barchessavillaquaglia.it

    Per Informazioni e contatti: Maria Palladino: 3341695479 [email protected]

  • Auto: in Veneto l’età media è pari a 11 anni e 8 mesi (+2% in un anno)

    Il parco circolante in Veneto è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 8 mesi, il 2,1% in più rispetto ad un anno prima. Il Veneto, insieme alla Liguria, è risultata avere l’età media delle auto in linea con il valore nazionale.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Veneto la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 40%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Veneto le auto più “vecchie” circolano a Belluno, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni e 3 mesi. A brevissima distanza, al secondo posto si trovano, a pari merito, Rovigo e Vicenza, aree dove i veicoli hanno, in media, 12 anni e 2 mesi.

    Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano le province di Treviso (12 anni), Verona (11 anni e 7 mesi) e Padova (11 anni e 5 mesi). Per ultima nella classifica troviamo Venezia (11 anni e 2 mesi), che è risultata essere la provincia del Veneto dove circolano le auto più “giovani”.

    Guardando a come è aumentata l’età media dei veicoli veneti nell’ultimo anno, emerge che l’incremento varia tra il +1,6% di Padova e il +4,1% di Belluno e Rovigo.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 82.511 preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Shanghai Gold Exchange, le nuove dinamiche del mercato dell’oro mondiale

    Negli ultimi anni, il mercato dell’oro ha vissuto un’importante evoluzione con l’emergere della Shanghai Gold Exchange (SGE), la borsa cinese dell’oro, che ha introdotto un nuovo meccanismo di prezzo indipendente dal tradizionale “fixing” di Londra. Questa novità, oltre a riflettere una volontà di affermare la Cina come potenza economica e finanziaria globale, ha avuto un impatto significativo sulle dinamiche del commercio dell’oro a livello mondiale, alterando il tradizionale equilibrio di potere tra i mercati finanziari occidentali e quelli orientali.
    Breve accenno sul Fixing di Londra
    Il London Gold Fixing, comunemente noto come Fixing di Londra, è un processo utilizzato dal 1919 per stabilire il prezzo ufficiale dell’oro sui mercati globali. Organizzato dalla London Bullion Market Association (LBMA), il fixing coinvolge alcune delle principali banche internazionali, che si riuniscono due volte al giorno (alle 10:30 e alle 15:00 ora di Londra) per determinare il prezzo dell’oro in dollari statunitensi. Questo prezzo serve come riferimento per il commercio mondiale dell’oro, influenzando mercati finanziari, settori come quello dei compro oro e della gioielleria e riserve bancarie. Il processo di fixing è stato a lungo considerato un punto di riferimento centrale, anche se negli ultimi anni è stato affiancato da nuove piattaforme, come la Shanghai Gold Exchange, che introducono alternative al sistema tradizionale londinese.

    La Creazione della Shanghai Gold Exchange e il Prezzo dell’Oro in Cina
    La Shanghai Gold Exchange è stata istituita nel 2002 come una delle principali piattaforme per il commercio dell’oro in Cina. Il suo scopo principale era quello di centralizzare e regolare il mercato interno dell’oro, consentendo alla Cina di esercitare un maggiore controllo sulle transazioni in metalli preziosi. Nel 2016, la SGE ha introdotto il primo prezzo di riferimento dell’oro denominato in yuan, il “Shanghai Gold Benchmark”, che si discosta dal classico prezzo fissato a Londra, calcolato in dollari statunitensi.

    L’introduzione di questo meccanismo ha rappresentato un passo fondamentale per la Cina, che è il principale consumatore e produttore di oro al mondo. Con la capacità di stabilire il prezzo dell’oro in yuan, la Cina ha creato una struttura di prezzo indipendente dalle influenze del mercato londinese, aumentando l’autonomia del suo mercato interno e favorendo la stabilizzazione dei prezzi per gli investitori locali.

    Impatto del Prezzo dello Yuan sul Mercato Globale dell’Oro
    La definizione di un prezzo dell’oro in yuan ha apportato numerose implicazioni economiche e geopolitiche. Prima dell’avvento della borsa di Shanghai, il mercato globale dell’oro si basava esclusivamente sul prezzo stabilito a Londra, che rifletteva una predominanza della valuta statunitense. L’indipendenza del prezzo dell’oro in Cina ha permesso agli investitori e alle istituzioni finanziarie di avere un’alternativa al prezzo di Londra, riducendo in parte la dipendenza dal dollaro e promuovendo una maggiore internazionalizzazione dello yuan.

    Questa alternativa ha portato benefici anche a quei paesi e investitori che desiderano diversificare le proprie riserve in valuta estera per ridurre l’esposizione al dollaro, che può essere soggetto a volatilità e politiche monetarie statunitensi non sempre allineate con gli interessi di altre economie.

    Nuove Dinamiche di Offerta e Domanda
    L’introduzione del prezzo dell’oro in yuan ha stimolato cambiamenti significativi nelle dinamiche di offerta e domanda dell’oro. La domanda cinese, che già era elevata, ha ricevuto un’ulteriore spinta grazie a una maggiore accessibilità dei prezzi locali e al potenziale di risparmio sui costi di cambio valutario. Inoltre, la borsa di Shanghai si è affermata come punto di riferimento per i produttori di oro asiatici, incentivati a vendere il proprio metallo prezioso a prezzi fissati localmente piuttosto che confrontarsi con i mercati europei.

    L’Impatto sulla Competitività Internazionale
    Con l’introduzione della SGE e del benchmark in yuan, la Cina ha aumentato la sua competitività sul mercato internazionale, attirando investitori di diverse parti del mondo, interessati a commerciare in yuan per minimizzare i costi valutari e sfruttare un tasso di cambio più favorevole rispetto al dollaro. Questa nuova struttura di mercato ha inoltre spinto altre borse mondiali a valutare l’implementazione di meccanismi di prezzo più indipendenti, contribuendo a una diversificazione delle opzioni di trading per gli investitori globali.

    Conclusioni
    La Shanghai Gold Exchange ha introdotto cambiamenti rilevanti nelle dinamiche del commercio dell’oro, offrendo al mercato mondiale una piattaforma autonoma di prezzo. Questa innovazione non solo rafforza la posizione della Cina nel mercato dei metalli preziosi, ma rappresenta un tassello nel processo di dedollarizzazione dei mercati e di crescita della rilevanza internazionale dello yuan. Con il consolidamento della SGE, l’equilibrio del mercato dell’oro si sta spostando sempre di più verso l’Asia, indicando che il futuro del commercio dell’oro sarà sempre più multipolare e globalmente interconnesso.

  • Emmanuele Macaluso – l’Atleta più green d’Italia – parteciperà agli Open Masters Series IMGA 2027

    L’atleta più green e sostenibile d’Italia, parteciperà ai campionati europei per atleti masters che si terranno in Italia – sul Lago di Como – nel 2027.

     

    Dopo la sua avventura nella MTB e negli sport estremi con il nickname EM314, Emmanuele Macaluso – atleta torinese, noto alle cronache come “l’Atleta più green e sostenibile d’Italia” – torna alle competizioni agonistiche, questa volta nel golf.

    Macaluso ha annunciato la sua partecipazione agli “Open Masters Series” (i campionati europei per atleti sopra i 35 anni) che si terranno sul Lago di Como nel 2027 in rappresentanza dell’Italia.

     

    L’annuncio arriva a seguito dei rumor che si sono susseguiti per settimane sui social. Macaluso ha scelto di annunciare il suo ritorno allo sport di alto livello attraverso un video dal titolo evocativo: The Last Challenge, che è stato pubblicato sui suoi profili social ufficiali.

     

    Il video è diretto e montato dal regista Costantino Meloni, che aveva già affiancato l’atleta più green d’Italia nel 2021 per la produzione di un altro video-annuncio, ed è prodotto dall’associazione torinese ERRE18. All’interno del video si possono riconoscere delle voci giornalistiche che parlano dell’atleta e che sono state tratte dalla sua rassegna stampa e da interventi pubblici.

    Tra queste – in ordine di montaggio – si riconoscono le voci di: Sandro Fioravanti (giornalista di RaiSport), Federica Vecchiarino (speaker di Radio Veronica One), Marco Bucarelli (direttore di Golf Television), Gianluca Gobbi (giornalista di ERRE18). È stata coinvolta nel progetto anche l’attrice torinese Silvia Fantoni per prestare la sua voce nella lettura del titolo di un articolo del giornalista Ronny Mengo di E-Planet (testata giornalistica di Mediaset).

     

    Chi è Emmanuele Macaluso e perché è stato soprannominato “l’Atleta più green e sostenibile d’Italia”:

    Emmanuele Macaluso oltre ad essere un atleta con importanti successi prima nell’atletica leggera – nel lancio del giavellotto sotto le insegne Sisport Fiat e la guida di Carlo Lievore (record del mondo) – è poi passato dal 2019 al 2023 agli sport estremi (MTB) con il nickname EM314 (le sue iniziali e il suo numero di gara).

    Durante questo periodo, ogni anno, ha pubblicato il bilancio di sostenibilità: unico atleta individuale ad averlo fatto a livello mondiale, come cita il giornalista Sandro Fioravanti nell’audio utilizzato per la produzione del video e che si riferisce ad una dichiarazione durante un evento pubblico del 2022.

    Oltre alla pubblicazione del bilancio di sostenibilità, che ha richiamato l’attenzione della stampa nazionale generalista e di settore, Macaluso ha redatto e inserito un rigido protocollo di sostenibilità che segue insieme al suo staff. I bilanci di sostenibilità e il protocollo sono disponibili gratuitamente sul sito dell’atleta (accessibile all’indirizzo emacaluso.com) e sul profilo di Emmanuele Macaluso del portale Academia.edu.

    La sua attenzione per la sostenibilità e la CSR (acronimo di Corporate Social Responsibility – Responsabilità Sociale d’Impresa nda) non sono state una sorpresa per i tecnici del settore del green e della comunicazione. Emmanuele Macaluso infatti, oltre ad essere un atleta è un eminente esponente e docente di marketing e comunicazione.

    Nel 2011, “quando la sostenibilità non era ancora una moda” – come Macaluso ha dichiarato in diversi eventi pubblici – quest’ultimo ha pubblicato il Manifesto del Marketing Etico, un documento formale pubblicato in diverse lingue e che è oggetto di studio in molte università in Italia e all’estero e diventato un riferimento per alcune aziende nell’attuazione delle prassi di CSR e nella pubblicazione dei bilanci di sostenibilità.

    Lo stesso modello di business e di sostenibilità del progetto EM314 è stato oggetto di studio e presentazioni (come case history) in università e business school.

     

    La dichiarazione dell’atleta: “Sono davvero sorpreso dell’attenzione che sta ricevendo la notizia del mio ritorno”,  dichiara Emmanuele Macaluso, che continua “Ho deciso di tornare all’attività sportiva perché nel 2027 compirò 50 anni e credo che sia un bel modo per festeggiare una tappa così importante della mia vita. In più, il mio progetto sportivo mi permetterà di dare visibilità ai partner che mi sostengono e di dimostrare come i modelli di sport “green” possano essere un modello di marketing operativo vincente al di là dell’attuale trend. In tutto questo, troverò il modo di divertirmi praticando uno sport meraviglioso come il golf”.

     

    Macaluso coordinerà tutte le attività comunicative e di CSR sotto la supervisione del Comitato Etico Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

     

    L’appuntamento è quindi per il mese di settembre 2027, sulle rive del Lago di Como, con Emmanuele Macaluso – l’atleta più green e sostenibile d’Italia – che sarà uno degli italian challengers a caccia del titolo europeo masters (IMGA).

     

    Di seguito i link per poter vedere il video:

    – Canale Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=ViA4XilNKds

    – Sito Web: https://www.emacaluso.com/EM_golf.htm

    – Pagina Facebook:  https://www.facebook.com/EmmanueleMacalusoOfficial

    – Instagram: https://www.instagram.com/emmanuelemacaluso/

  • Al Sial di Parigi, Saòr del Mar presenta il nuovo restyling

    L’azienda veneta ha scelto come palcoscenico internazionale il Sial di Parigi, per il rilancio della propria gamma, con un concept e un visual che incontra i nuovi consumatori.

    Saòr del Mar ha scelto la Fiera parigina appena conclusasi per presentare il restyling della propria gamma.“Abbiamo studiato un profondo restyling per il brand Saòr del Mar, una versione moderna ed attuale in linea con un consumatore sempre più alla ricerca di prodotti dalla forte personalità. Colore, linee pulite e carattere distintivo sono gli elementi principali di questo percorso di restyling che darà una nuova veste alla nuova linea di piatti pronti, pensata per portare l’autentico gusto del pesce fresco direttamente sulle tavole italiane”, racconta Ruggero Molinari – Marketing Manager del gruppo.L’azienda veneta, specializzata nella produzione di piatti pronti a base di pesce di alta qualità, destinati alla gastronomia, alla grande distribuzione e al settore Ho.Re.Ca., rilancia così la propria gamma con una nuovissima veste. Figlia di un’antica tradizione di famiglia, Saòr del Mar offre un’ampia gamma di prodotti e si distingue per l’uso di ingredienti freschi, processi di produzione innovativi e un impegno concreto verso la sostenibilità, garantendo ai consumatori autenticità e gusto in ogni piatto.Una vera e propria “collezione” che unisce tradizione e modernità, con ricette autentiche che esaltano i sapori del Mediterraneo grazie ad ingredienti di altissima qualità. La nuova gamma include piatti classici come i sughi pronti ispirati alle grandi ricette della tradizione italiana come anche zuppe e piatti pronti bilanciati, ideali per il settore Ho.Re.Ca. e la Grande Distribuzione. La linea si completa con piatti studiati anche per i più piccoli come i divertenti “Fish Rock di Merluzzo”, con un vassoio riciclabile ecosostenibile al 100% e l’80% di plastica in meno.“Saòr del Mar vive di una grande tradizione di famiglia e allo stesso tempo guarda alle tendenze del momento. Abbiamo così ideato la nuova linea di piatti pronti e bilanciati, alleati di chi sceglie una dieta sana ed equilibrata. Una scelta che va incontro ad un’esigenza di mercato in forte crescita, ideata non solo per sportivi, ma anche per chi ogni giorno sceglie di non rinunciare al gusto con un occhio attento alla linea. Grande interesse per la nuova linea di sughi Clean Label, dedicata a un consumatore attento alla ricerca di prodotti naturali senza rinunciare al sapore.” racconta Fabio Sinigaglia – Direttore Generale Saòr del Mar. www.saordelmar.it

    SAORDELMAR Srl è specializzata nell’elaborazione di ricette a base di pesce di alta qualità destinate alla gastronomia, alla GDO e all’Horeca. L’azienda propone un’ampia gamma di piatti e sughi pronti esclusivi, ispirati al gusto tradizionale italiano, strizzando l’occhio all’internazionalità.  Grazie all’uso delle tecnologie più innovative del settore e i migliori processi di produzione, Saordelmar garantisce la massima sicurezza e la massima qualità dei propri prodotti. Saordelmar offre una gamma completa di piatti pronti a base di pesce, preparati artigianalmente con passione e professionalità da cuochi di tradizione veneta, che utilizzano ingredienti selezionati per ottenere l’eccellenza di sapore e di freschezza: dal baccalà della tradizione vicentina al sushi, dal guazzetto di mare alla paella di crostacei e verdure, dal gustoso fritto misto ai piatti più light come l’insalata di pesce. Ogni ricetta viene preparata esclusivamente nelle nostre cucine con un controllo accurato delle fasi di cottura e di confezionamento, per assicurare la massima bontà sulle vostre tavole, creando piatti pronti da servire in pochissimi minuti.

  • Lake Garda Hospitality Summit 2024: successo e innovazione per il Turismo

    Pieno successo lo scorso 24 ottobre 2024, presso la suggestiva Dogana Veneta a Lazise (VR), per la quarta edizione di Lake Garda Hospitality Summit 2024. L’evento, per temi e presenze, si è confermato come uno degli appuntamenti più rilevanti per i professionisti del turismo sul Lago di Garda e in Italia.

     

    Con oltre 300 partecipanti tra manager e imprenditori del settore, l’edizione 2024 di Lake Garda Hospitality Summit, ha superato ogni aspettativa in termini di affluenza e interesse, dimostrando quanto l’evento stia crescendo come punto di riferimento per il settore. Tra i presenti anche cinque Presidenti di Federalberghi e la Fondazione Destination Verona Garda. In un settore che richiede sempre maggiore professionalità e visione strategica, la partecipazione di numerosi albergatori e campeggiatori ha evidenziato un bisogno crescente di formazione continua e aggiornamento.

    Operare nel turismo oggi non è più solo una questione di ospitalità: richiede competenze specifiche” ha affermato l’organizzatore Maurizio Galli che con Formazione Alberghiera, si impegna a trasferire competenze gestionali e strategiche agli operatori del settore. Il focus della formazione spazia dal revenue management, essenziale per massimizzare i profitti e gestire la stagionalità, fino all’autonomia nella gestione economica delle strutture. Con oltre 3.500 ore di formazione annualmente erogate in centinaia di strutture ricettive, Formazione Alberghiera offre il proprio supporto con un approccio basato sull’esperienza pratica,

    In Dogana Veneta si è svolta una grande giornata formativa ed ispirazionale e per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione insieme alla nostra Banca – commenta il Presidente di Valpolicella Benaco Banca Daniele MaroldiDalla quale è emersa ancora una volta la necessità di fare rete e di lavorare fianco a fianco per migliorare il nostro territorio che a sua volta restituisce valore alle imprese che vi operano, alle persone che lo vivono ed ai turisti che numerosi accogliamo ogni anno”.

    Visti i risultati dell’edizione 2024, Maurizio Galli guarda alla prossima puntando a estendere l’evento su scala nazionale. “La sfida del 2025 per il turismo italiano non sarà semplice per cui è fondamentale prepararsi già da ora”. Il Lake Garda Hospitality Summit, grazie alla sua capacità di anticipare le esigenze di formazione e confronto, è destinato a rimanere un appuntamento irrinunciabile per chi desidera crescere e innovare in questo campo.

     

    www.formazionealberghiera.it

    Formazione Alberghiera è una scuola di alta formazione del settore turistico ricettivo nata a Verona nel 2018 e divenuta uno dei principali punti di riferimento in Italia per tutti coloro che desiderano una formazione più pratica ed approfondita. Grazie ad importanti collaborazioni con Enti bilaterali, Università, Fondi interprofessionali, Associazioni
    di categoria e Federalberghi, Formazione Alberghiera concretizza la vision di eccellenza e di elevato standard qualitativo del suo fondatore Maurizio Galli, creando una squadra di docenti, tutti professionisti ed imprenditori del settore, in grado di andare oltre la teoria, per trasmettere i veri segreti pratici del settore. Formazione Alberghiera è l’unica scuola in Italia del settore a svolgere oltre 3.000 ore di formazione in azienda ogni anno.

  • Doppio appuntamento con l’ozono

    A Ecomondo ed Eima International MET Srl Ozone Experts presenta le ultime innovazioni nell’ambito della tecnologia green, spaziando dall’abbattimento delle esalazioni odorigene alle applicazioni in campo e in vigneto.

     

    Un novembre decisamente intenso per MET Srl Ozone Experts, leader nel settore della tecnologia ozono-applicata che presenta le ultime novità nell’ambito delle tecnologie green, portando in stand gli ultimi risultati ottenuti in diversi settori. A Ecomondo, l’evento di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare, a Rimini dal 5 all’8 novembre, al Padiglione 8 stand 117 l’azienda bolognese operante a livello internazionale presenterà il sistema dedicato all’eliminazione delle emissioni odorigene, esponendo un prototipo già utilizzato per le prove dimostrative. Grazie all’impiego dell’ozono è possibile abbattere notevolmente l’impatto delle esalazioni odorigegne nelle discariche, ma anche negli allevamenti. Una riduzione dell’impatto ambientale e della vivibilità dei luoghi con la neutralizzazione dei fattori alla base dei miasmi che spesso sono fonte di disagio per intere aree. La soluzione, applicata tramite nebulizzazione ad alta pressione, è stata testata con successo in un capannone di 30.000 m³ contenente fanghi industriali, creando una barriera che ha ridotto significativamente la fuoriuscita di odori.

    Altrettanto significativa è la presenza di MET Srl Ozono Experts a Eima International, l’Esposizione Internazionale di Macchine per l’Agricoltura e il Giardinaggio, la fiera della meccanizzazione agricola, a Bologna dal 6 al 10 novembre, dove in collaborazione con G.R. Gamberini, al Padiglione 37 stand B116 sarà esposta l’attrezzatura da diserbo biologico. La formula per un diserbo al 100% bio rappresenta l’innovativa soluzione per la filiera ortofrutticola e vitivinicola. Grazie al potere dell’ozono è stato infatti brevettato un nuovo sistema per portare l’agricoltura a un nuovo livello di sostenibilità e sicurezza. Il nuovo macchinario utilizza acqua ozonizzata, spruzzata tramite ugelli ad alta pressione (80-1000 bar), per eliminare erbe infestanti, funghi, insetti e spore dai vigneti e frutteti senza l’uso di chimici. Questo approccio non lascia residui nel terreno, nei filari o nelle falde acquifere, garantendo maggiore sostenibilità, sicurezza e conformità alle normative europee, offrendo così una soluzione innovativa ed ecologica all’agricoltura.

    Una presenza fieristica significativa, quella dell’azienda bolognese che conferma come la richiesta di soluzioni innovative green sia sempre più avvertita non solo dal mondo agricolo, vitivinicolo ma anche zootecnico e come ci siano attualmente tecnologie in grado di rispondere in maniera efficace, dal punto ambientale, ma anche sotto il profilo della sostenibilità economica e del rientro degli investimenti.

     

    www.o3met.com

    MET Ozone Experts è un’azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all’individuazione di soluzioni su misura l’azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall’ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell’ozono nell’ottica di un’economia e di una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.

  • Chirurgia estetica: gli uomini spendono il 28% in più delle donne

    Chirurgia estetica, chi l’ha detto che è solo per donne? Secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Bilendi, negli ultimi due anni gli uomini hanno speso in interventi di chirurgia o medicina estetica mediamente il 28% in più rispetto al campione femminile e, tra questi, il 12,5% ha fatto ricorso ad un prestito per sostenere la spesa.

    Gli interventi più diffusi

    L’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – ha messo in luce che sono circa 7,3 milioni gli italiani che, negli ultimi due anni, hanno dichiarato essersi sottoposti ad almeno un intervento di medicina o chirurgia estetica (17,6% degli intervistati). Sono soprattutto i giovani a ricorrere a questo tipo di intervento; dopo gli under 25, la fascia che fa maggior ricorso alla medicina o chirurgia estetica è quella dei 25 – 34enni (25%). Negli ultimi due anni, quindi, sono circa 670.000 i giovani che, prima dei 25 anni, sono passati da un chirurgo estetico; addirittura 1,5 milioni se allarghiamo agli under 30.

    Quali sono i trattamenti più diffusi? Guardando alle risposte sorprende vedere che tanto nel campione maschile quanto in quello femminile le prime posizioni non siano poi così diverse; fra gli uomini primeggiano l’odontoiatria estetica (6,1%), la depilazione laser definitiva (3,6%), il filler con acido ialuronico (2,1%) e la rinoplastica (2%); fra le donne, invece, troviamo al primo posto la depilazione laser definitiva (7,2%), seguita dal filler con acido ialuronico (4,1%), odontoiatria estetica (4%) e iniezioni di botulino (1,8%).

    Non mancano però alcune specificità: tra gli uomini, ad esempio, circa 275.000 hanno fatto il trapianto di capelli, mentre tra le donne 202.000 si sono sottoposte ad un intervento di mastoplastica.

    Gli uomini spendono più delle donne

    Come detto, l’indagine ha messo in evidenza anche un’altra tendenza: le donne fanno ricorso alla medicina o chirurgia estetica in misura solo di poco superiore rispetto agli uomini (18% vs 17% del campione maschile), eppure questi ultimi, quando ricorrono a trattamenti o interventi estetici, spendono mediamente di più.

    Secondo l’indagine, negli ultimi due anni la spesa media sostenuta dagli uomini che si sono sottoposti ad un intervento di natura estetica è pari a 3.282 euro, vale a dire circa il 28% in più rispetto al campione femminile, che invece ha messo a budget, sempre in media, 2.564 euro per ciascun intervento.

    Sebbene la maggior parte dei rispondenti abbia dichiarato di aver coperto questa spesa ricorrendo ai propri risparmi, non manca chi, invece, per finanziare l’intervento ha fatto ricorso ad una società di credito: il 10% del campione intervistato, anche se la propensione a chiedere un prestito aumenta tra gli uomini, dove la percentuale arriva al 12,5% (a fronte di un 7,7% rilevato nel campione femminile). L’11,7% dei rispondenti, invece, ha chiesto aiuto economico ai propri familiari.

    All’estero per risparmiare e per privacy

    Sono circa 376.000 gli italiani che hanno scelto di andare all’estero per sottoporsi ad un intervento di chirurgia o medicina estetica.

    La ragione principale dietro questa decisione è di natura economica, tanto è vero che il 62% dei rispondenti ha detto di aver varcato i confini nazionali proprio perché costava meno eseguire l’intervento in un Paese straniero; il 22%, invece, ha detto di averlo fatto perché ha trovato altrove migliori competenze. Sono circa 45.000, in ultimo, le persone che hanno preferito affrontare il percorso fuori dall’Italia per ragioni di riservatezza. Tra i Paesi di “emigrazione estetica” preferiti ci sono la Turchia (30%), l’Albania (20%) e la Croazia (16%).

     

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra l’11 ed il 16 Ottobre 2024 attraverso la somministrazione di n.8.388 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • ‘NU SUONNO E LE CITTÀ INVISIBILI di Italo Calvino: un sogno di parole e suoni che diventa teatro-canzone

    Musica, letteratura e teatro si incontrano su un palcoscenico, nel nome di Italo Calvino, cominciando un viaggio nel linguaggio universale della musica mediterranea, che nel testo delle Città Invisibili di Calvino e nell’interpretazione di Gabriele Via, trova una sintesi espressiva in grado di emozionare lo spettatore, accompagnandolo in un viaggio onirico nel proprio immaginario.

    Con la “prima nazionale” di ‘Nu Suonno e Le Città Invisibili (2 dicembre – Teatro Dehon), parte da Bologna questa avventura: una mise en scéne originale che intreccia letteratura, musica mediterranea e teatro, in una narrazione suggestiva delle Città Invisibili di Italo Calvino, con rimandi allusivi alla dimensione urbana e agli elementi storici, architettonici e identitari che caratterizzano universalmente i centri storici.

    La città, in questo caso Bologna, diventa quindi protagonista dell’allestimento scenico, confermandosi luogo d’incontro privilegiato tra arte, cultura e memoria collettiva, offrendo una nuova e qualificata occasione per assaporare – dallo stesso palco – azione teatrale, musica e letteratura, creando un contesto vitale, urbano e accogliente per la musica, le parole e l’interpretazione scenica.

    L’evento, promosso dall’associazione bolognese Le Nuvole di Danilo Malferrari, è stato ideato e adattato da Gabriele Via, poeta e attore, con la musica originale di Peppe Aiello e la sua band, e con la voce sensuale della cantante Zaira Magurano.

    L’atmosfera ideale per questo viaggio nella memoria è affidata alle sonorità mediterranee create e armonizzate da Peppe Aiello, maestro di chitarra e bouzuki, insieme ad una band d’eccezione, composta da Antonio Stragapede (chitarra e mandolino), Danilo Mineo (percussioni), Enrico Pelliconi (fisarmonica) e la cantante Zaira Magurano che, con la sua voce intensa e toccante, accompagnerà gli spettatori in un sogno fatto di architetture immaginarie e universali, in cui ogni spettatore potrà riconoscere la propria quotidianità.

    ‘Nu Suonno e Le Città Invisibili di Gabriele Via e Peppe Aiello, debutta a Bologna con una sola rappresentazione, lunedì 2 dicembre, alle ore 21.  Prenotazioni Teatro Dehon, tel. 051 342934

  • Auto: in Lombardia l’età media è pari a 11 anni e 1 mese (+3%)

    Il parco circolante in Lombardia è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 1 mese, addirittura il 3,2% in più rispetto ad un anno prima. Nonostante questo, la Lombardia è risultata essere la seconda regione in Italia con i veicoli più giovani con un valore al di sotto della media nazionale (11 anni e 8 mesi).

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Lombardia la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 42%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Lombardia, le auto più “vecchie” circolano a Sondrio, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 3 mesi. Al secondo posto troviamo, a pari merito, Cremona e Mantova, aree dove i veicoli hanno, in media, 12 anni e 2 mesi. La provincia di Brescia, invece, si posiziona terza sul podio con un’età media delle auto pari a 11 anni e 11 mesi.

    Continuando a scorrere la graduatoria troviamo le province di Bergamo e Pavia con un’anzianità di 11 anni e 7 mesi, non discostandosi troppo da Lecco e Varese; qui le vetture hanno “appena” 11 anni e 3 mesi, seguite da Como (11 anni e 2 mesi) e Lodi (10 anni e 11 mesi).

    La provincia di Monza Brianza, invece, è risultata essere tra le aree della Lombardia dove circolano le auto più giovani con “appena” 10 anni e 10 mesi; seconda soltanto a Milano che, con un’età media dei veicoli pari a 10 anni e 5 mesi, è la provincia lombarda con il tasso di anzianità più basso.

    Guardando a come è variata l’età media dei veicoli lombardi nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province della regione, con variazioni che vanno dal +1% di Lecco al +5% di Como e Brescia.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 2.293.790 preventivi effettuati in Lombardia dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Consigli essenziali per trasferirsi a Perugia

    Cambiare casa è un’avventura, ma può trasformarsi in un impegno stressante.

    Affrontare un trasloco con una buona pianificazione riduce difficoltà e incertezze, rendendo l’esperienza più positiva per tutti.

    Gestione delle procedure amministrative

    Uno dei primi passaggi è comunicare il cambio di indirizzo ai fornitori di servizi essenziali, come acqua, luce, gas, telefono e internet, oltre che a banche e altre aziende presso le quali sei registrato. È importante anche ottenere permessi di parcheggio se il trasloco prevede l’uso di veicoli ingombranti.

    Per questa documentazione, una ditta di traslochi qualificata può essere un valido supporto, evitando ritardi e semplificando le operazioni di carico e scarico.

    Affidarsi a professionisti per il trasloco

    Assumere una ditta di traslochi è una scelta vantaggiosa per traslochi completi. Con il supporto di esperti del settore, come la ditta di traslochi Real Clean Group a Perugia, che gestiranno tutto dall’imballaggio al montaggio, potrai risparmiare tempo ed evitare errori.

    Prenota i servizi con anticipo, soprattutto se hai una data specifica in mente, in modo da garantirti una disponibilità puntuale e un trasloco più fluido.

    Servizi offerti dalle ditte di traslochi

    Affidarsi a una ditta di traslochi professionale significa poter contare su una serie di servizi aggiuntivi che facilitano l’intero processo. Oltre al trasporto, molte aziende offrono:

    • Deposito Mobili: utile in caso di ritardi nella disponibilità della nuova casa o per custodire temporaneamente beni ingombranti. Con il servizio di deposito mobili personalizzato, i mobili possono essere collocati in strutture sicure e sorvegliate per tutto il tempo necessario, evitando rischi e danni durante la fase di transizione.
    • Sgombero Appartamenti e Locali: se si ha bisogno di liberare l’appartamento o di sgomberare cantine e garage, molte ditte di traslochi dispongono di personale addestrato per questa mansione. Lo sgombero facilita lo smaltimento o la vendita di oggetti che non si desidera trasferire, ottimizzando così il trasloco e garantendo più spazio per l’essenziale.
    • Montaggio e Smontaggio dei Mobili: questo servizio permette di trasferire anche mobili complessi, come armadi e librerie, senza doversi preoccupare di eventuali danni. I professionisti del settore assicurano il montaggio corretto dei mobili nella nuova abitazione, risparmiandoti tempo e garantendo risultati di qualità.

    Imballaggio degli oggetti personali

    Imballare i propri oggetti in modo ordinato e sicuro richiede tempo e attenzione. Per ottimizzare l’imballaggio e prevenire danni, ecco alcune strategie:

    • Fai una selezione preliminare degli oggetti, portando con te solo ciò che è necessario.
    • Imballa con cura gli oggetti fragili utilizzando materiali protettivi, come il pluriball o le coperte imbottite.
    • Etichetta ogni scatola indicando il contenuto e la stanza di destinazione, per agevolare la sistemazione nella nuova casa.
    • Mantieni a portata di mano un kit di emergenza con gli oggetti essenziali da utilizzare subito, come prodotti per l’igiene personale, utensili da cucina e vestiti.

    In sintesi, per garantire un imballaggio corretto e ordinato:

    • Decidi cosa portare e cosa lasciare, facilitando il trasloco.
    • Organizza le scatole per categoria e luogo della casa.
    • Riserva le cose essenziali per il trasporto diretto.

    Cosa considerare

    Informati su eventuali festività locali, traffico e previsioni meteo per evitare ritardi. Collaborare con i traslocatori per definire il percorso ottimale renderà il trasporto fluido e privo di sorprese.

    Organizzare un trasloco con metodo ti permetterà di evitare ansie inutili e di affrontare la tua nuova vita a Perugia in serenità.

  • Auto: in Friuli-Venezia Giulia l’età media è pari a 12 anni e 8 mesi (+4%)

    Il parco circolante in Friuli-Venezia Giulia è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni e 8 mesi, addirittura il 4,1% in più rispetto ad un anno prima.

    Le automobili in circolazione in Friuli-Venezia Giulia sono risultate essere più vecchie rispetto alla media nazionale, dove l’età delle auto è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Friuli-Venezia Giulia la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 38%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Friuli-Venezia Giulia le auto più vecchie circolano a Gorizia, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni e 10 mesi; subito dopo si posiziona Pordenone, provincia dove i veicoli hanno, in media, 12 anni e 9 mesi.

    Continuando a scorrere la graduatoria si trova Udine (12 anni e 7 mesi); Trieste, invece, con 12 anni e 6 mesi, è risultata essere la provincia dove circolano le auto più giovani.

    Guardando a come è cambiata l’età media dei veicoli della regione nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province, con variazioni che vanno dal +3,1% di Trieste al +4,8% di Pordenone.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 209.366 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: nel Lazio l’età media è pari a 11 anni e 2 mesi

    Il parco circolante nel Lazio è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 2 mesi, appena lo 0,5% in più rispetto ad un anno prima. Il Lazio è risultata essere la terza regione in Italia con i veicoli più giovani, con un valore al di sotto della media nazionale (11 anni e 8 mesi).

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; nel Lazio la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 41%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, nel Lazio, le auto più “vecchie” circolano a Rieti, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 10 mesi; segue, al secondo posto, Frosinone, area dove i veicoli hanno, in media, 13 anni e 2 mesi.

    Continuando a scorrere la classifica regionale troviamo la provincia di Viterbo, con un’età media di 12 anni e 9 mesi, seguita, a poca distanza, da quella di Latina; qui le vetture hanno, in media, 12 anni e 5 mesi.

    La provincia di Roma, invece, è risultata essere l’area del Lazio dove circolano le auto più “giovani”, con un’età media pari ad “appena” 10 anni e 11 mesi.

    Guardando a come è cambiata l’anzianità dei veicoli laziali nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province della regione, con variazioni che vanno dal +2,7% di Frosinone al +5,3% di Rieti. Unica eccezione Roma, dove l’età è rimasta stabile rispetto a dodici mesi fa.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 2.196.387 preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Abruzzo l’età media è pari a 12 anni e 6 mesi (+3% in un anno)

    Il parco circolante in Abruzzo è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni e 6 mesi, addirittura il 2,6% in più rispetto ad un anno prima.

    Le automobili in circolazione in Abruzzo sono risultate essere più vecchie rispetto alla media nazionale, dove l’età delle auto è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Abruzzo la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 32%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Abruzzo le auto più “vecchie” circolano a Chieti, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 1 mese; subito dopo si posiziona L’Aquila, provincia dove i veicoli hanno, in media, 13 anni.

    Continuando a scorrere la graduatoria si trova la provincia di Pescara (12 anni e 2 mesi); Teramo, invece, con 11 anni e 9 mesi, è risultata essere la provincia abruzzese dove circolano le auto più giovani.

    Guardando a come è cambiata l’età media dei veicoli della regione nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province, con variazioni che vanno dal +1,6% di Teramo al +6,2% di Chieti.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 235.849 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Mostra Personale di Pittura “Una calda febbre di colori” del Maestro Giancarlo Cuccù

    Organizzazione, cura e presentazione del Critico d’Arte Maria Palladino

    Per Giancarlo Cuccù, il rapporto continuativo con il colore diventa strumento di indagine introspettiva e di analisi sulla percezione e la risonanza interiore dei fenomeni, siano essi paesaggi, nature morte, ritratti o figure. La materia cromatica diviene materia vivente, e nel sovrapporsi e accorparsi, accostarsi delle pennellate frenetiche, nervose, nell’urgenza di arrivare all’essenza, alla ragione ultima di ogni esistenza, nell’entusiasmo della constatazione della sua effettiva, inevitabile fuggevolezza.

    Da questo origina la luce, una luminosità talora diffusa, talora convergente sull’oggetto dell’analisi, rivelatrice come uno studio anatomico, una diagnosi medica, apparentemente oggettiva e distaccata, ma fondamentalmente intrisa di profonda umanità. Di un sentimento di fraterna compassione che nasce dalla considerazione interiorizzata del dolore del vivere, e soltanto attraversando questo dolore, la vita tutta trova il senso del suo essere.

    I paesaggi fermani, le montagne, i calanchi e le dolci, modulate colline, il suo luogo d’origine, divengono specchio dell’evolversi, soggettivo e oggettivo, trasformazione mutua della natura e dell’autore che la percepisce e restituisce come altro da sé, che diviene al contempo geografia delle emozioni, metamorfosi perpetua attraverso le stagioni, gli anni, l’esperienza.

    Intreccio fitto, quasi tessuto, di toni dominanti con poche variazioni, in cui trama e ordito si rivelano altresì schema del sentire, come in “Grande paesaggio con i Monti Sibillini”, che nella magniloquenza della rappresentazione disvela echi affettivi; “Paesaggio con alberi inclinati”, il quale nel variare in diagonale del ductus pittorico suggerisce prospettive inconsuete, epifanie possibili anche nel già noto; “Paesaggio con mandorli in fiore”, nella fascia rosea che definisce la fioritura, e pone l’accento sull’oggetto del discorso, sorprende per la mutazione improvvisa nella consuetudine modulata dei cromatismi noti.

    Nei dipinti di figura, la dolcezza attonita dei bambini, quali “Bambina scalza”, “I primi denti” che preannunciano, negli atteggiamenti e negli sguardi malinconici, la prefigurazione e l’accettazione della gravosità del percorso umano. Trascorre quindi nella drammaticità, altresì luministica, di opere quali “Nascita”, “La morte del clochard” dichiaranti, nell’ossimorica opposizione, il punto cardine della ricerca dell’artista.

    Il suo interesse si concentra allo stesso modo su temi scomodi, sull’attualità più tragica del nostro presente: “L’urlo dell’Africa”, “I dannati”, trattano le tragiche vicende dell’immigrazione, per restituirci un’immagine degli individui, e delle collettività, quali materia in dissoluzione, merce di scambio, vittima unica e indistinguibile allegoria dell’avidità contemporanea.

    Si potrebbe ravvisare una summa ideale di tutto questo nella natura morta “Melograno aperto”, che circoscrive in uno spazio ridotto l’immensa ferita, corporale e psichica, dell’esistere, in una concentrazione di forma-colore la quale identifica l’eterno originarsi e dissolversi di tutti gli enti, organici e inorganici.

    E’ riduttivo descrivere la pittura di Giancarlo Cuccù come “espressionista”, in quanto vi si ravvisano molteplici e disparate istanze, fuse in uno stile unico, la cui originalità è cifra distintiva dell’artista autentico: dalla scarnificazione formale di Cèzanne alla sintesi di Matisse, ai toni stemperati e luminosi di Bonnard e la visionarietà pre-espressionista di Van Gogh e Gauguin, lo sguardo impietoso, dissezionante, dell’amato Chaïm Soutine, le accensioni deformanti di Georges Rouault, fino alla durezza essenziale dei nordici Appel, Kokoschka, Nolde, e i riferimenti più vicini e familiari di Osvaldo Licini, Attilio Forgioli, Tullio Pericoli, Ruggero Savinio.

    La specificità dell’operare artistico di Giancarlo Cuccùnella sua pittura, sta proprio nel tessere una rete perpetua e inestinguibile fra il suo punto di osservazione, se stesso e il riguardante. Un dialogo silente e che si rinnova ogni volta, nell’intuizione della mutevolezza e inafferrabilità di un’immagine unica del reale.

    Così come in quella gioiosa e inesauribile investigazione del carattere ultimo che identifichi, in una singola concrezione materica, qualsiasi entità animata o inanimata intorno a noi.

    Cenni biografici

    Giancarlo Cuccù nasce a Torino da genitori marchigiani e vive nelle Marche fino all età di sei anni nella grande casa dei nonni materni, nella frazione di Collina Nuova, nel comune di Monte Vidon Combatte. Apprezza la bellezza della campagna e del vivere all’aria aperta. Ritorna a Torino, ma per le vacanze estive e natalizie è di nuovo nelle Marche. L’incontro con la pittura avviene nella tarda estate del 1938 quando dipinge su legno un piccolo paesaggio andato perduto dai colori rossi e blu. Dei primi anni Sessanta si ricordano un Vicolo di notte, ritratti di attori. figure di toreri e alcuni paesaggi andati distrutti. E del 1960 1’acquisto del primo cavalletto da studio. Della fine degli anni Sessanta rimangono un paesaggio di chiaro influsso morandiano, un ritratto di donna monocromo e un nudo eseguito a spatola, un ritratto della madre malata (databile al 1970). tre ritratti del padre, un piccolo Arlecchino, qualche paesaggio, oltre a numerosi disegni e lavori a china. Alla fine del 1967 lascia definitivamente Torino e si trasferisce a Fermo nelle Marche, dove abita tuttora.

    Nel 1976 in occasione del primo dei molti viaggi a Parigi incontra la pittura francese del post-impressionismo e vede dal vivo le opere degli artisti che saranno le avanguardie della pittura moderna: L’ultimo Cezanne con i lavori sulla Saincte Victoire, Rouault, Gauguin, Van Gogh, Soutine, Bonnard, il primo Matisse, il Monet delle ninfee e, per finire Munch e gli espressionisti tedeschi (Nolde sopra tutti ma anche L’austriaco Kokoschka).

    Mostre collettive a Fermo nel 1982 (Palazzo Comunale) nel 1996 (Cappella di Villa Vitali), e nel 2003 (Cisterne Falconi). Va a Monte Vidon Corrado a ritrovare i paesaggi del primo Licini e le atmosfere delle Amalasunte. Nel 1990 è in Olanda per la mostra del centenario della morte di Van Gogh e a Parigi conosce Madame Castaing, della quale eseguirà tre ritratti. Negli anni 2000 è a Ceret e cerca in quei luoghi la violenza cromatica del “folle di Smilovitchi”. È di nuovo a Parigi negli anni seguenti per le retrospettive di Gauguin, Cezanne e Modigliani. Studia le opere di Scipione e Gino Rossi. Nel 2005 tiene una personale di oli e disegni alla Galleria di Arte Moderna a Montecatini.

    Nel 2008 espone a Firenze presso Art in Progress in via dell’Oriolo. È fra i 106 artisti che inviano una formella dipinta alla Libreria Bocca di Milano per partecipare all’iniziativa “L’arte aiuta la cultura“. Viene in contatto con la pittura dissacrante dello svizzero Varlin e nel frattempo continua gli studi e le ricerche sul paesaggio marchioiano proprio in quel lembo di terra (le struggenti colline e i calanchi) che da Fermo s’interna fino a Montottone, Petritoli, San Procolo Monte Vidon Combatte e Collina Nuova. Nei primi anni Duemila conosce Oscar Piattella e va spesso a Cantiano a trovarlo e lo ritrae con un cagnolino in braccio. Si lega in amicizia con il pittore milanese Attilio Foroioli che viene in vacanza a Cupra Marittima e del quale eseguirà tre ritratti. Conosce i pittori siciliani Guccione e Sarnari.

    Sulla sua attività pittorica è stato pubblicato nel 2008 il librocatalogo I colori dell’anima con testo critico di Marisa Calisti e nel 2010 con scritti di Piero Feliciotti e Lucio Del Gobbo in occasione della mostra di Jesi nel 2011 Orizzonti con testo di Gloriano Paoletti e a seguire Ritorni, con le osservazioni critiche di Stefano Papetti. Nel 2014 espone a Palazzo Ducale di Urbino presentato da Silvia Cuppini, e a Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno e ancora all’Alexander Museum Hotel di Pesaro. Nella primavera del 2013 espone sedici opere alla Galleria Wikiarte di Bologna e nel frattempo viene accettata la sua iscrizione a socio della Società Belle Arti e Museo Permanente a Milano.

    Nel 2004 è andato ad abitare in una grande casa con uno studio all’ultimo piano dove «Si coglie una veduta della campagna fermana che si spinge a sud fino al Gran Sasso e a nord al di là di Monte San Vicino con una vista sui Monti Sibillini da togliere il fiato». Nel 2017 a Roma – Galleria la tartaruga; nel 2019 A Firenze – Semiottagono delle murate e nel 2022 e 2023 in una mostra collettiva e in personale a Mantova – Galleria Sartori.

    Presso: Palazzo Pisani Revedin, San Marco 4013A, 30124 Venezia (VE)

    La mostra resterà visitabile fino al 15 Novembre

    Orari di apertura: da Martedì Domenica 10:30 – 13:30, 14:30 – 18:30. Chiuso il Lunedì. Ingresso libero.

    Per informazioni e contatti: Maria Palladino: 3341695479 [email protected]

  • Il vino olandese di Apostelhoeve: dall’Antica Roma a Vino&Design per un ritorno alle origini italiane

    Una combinazione ideale di tradizione e innovazione per un risultato che incarna il ritorno della grande viticoltura nei Paesi Bassi. Grazie a Vino&Design anche l’Italia può apprezzare questa eccellenza vinicola che affonda le sue radici nelle antiche colline del Limburgo

     

    Nel panorama enologico europeo, i Paesi Bassi rappresentano una sorpresa affascinante e oggi, grazie a Vino&Design, azienda di Reggio Emilia punto di riferimento per la distribuzione di etichette di pregio, anche l’Italia può scoprire e apprezzare i vini straordinari della cantina Apostelhoeve, una delle più antiche e prestigiose del Limburgo, sui declivi del Louwberg, nel pittoresco Jekerdal, dove la storia vitivinicola ha trovato nuova vita negli ultimi decenni.

    Le radici della produzione vitivinicola nei Paesi Bassi risalgono all’epoca romana. Abbandonata nel Medioevo, fu solo nel 1970 che grazie alla visione del frutticoltore Hugo Hulst, le prime viti tornarono a ricoprire le fertili colline del sud del Limburgo. Apostelhoeve, che significa “Fattoria dell’Apostolo”, divenne così la culla della rinascita del vino olandese e oggi un centro di eccellenza enologica. Oggi produce 110.000 bottiglie all’anno, grazie a 20 ettari di vigneti piantati su un terreno composto da ghiaia e marna coperto da uno strato di loess. Questo suolo conferisce ai vini dell’Apostelhoeve la loro particolare mineralità che li rende unici, ritornando in Italia e “alle origini” proprio grazie alla distribuzione di Vino&Design. Gli appassionati di etichette di pregio possono così scoprire la qualità e la raffinatezza di un’offerta sorprendente, caratterizzata da nuovi sapori, vini autentici e territoriali che combinano freschezza, aromaticità e una spiccata personalità. La cantina Apostelhoeve vanta quattro vitigni distinti: Müller-Thurgau, Auxerrois, Riesling, Pinot Grigio. Ogni vino racchiude il carattere del suolo e del clima del Limburgo, offrendo al consumatore un’esperienza unica.

    L’Auxerrois si distingue per il suo bouquet fruttato e fresco, dominato da note di albicocca e pesca. Questo vino leggero e aromatico si caratterizza per la sua freschezza che lo rende ideale per chi cerca un vino elegante ma versatile.

    Il Müller-Thurgau dell’Apostelhoeve testimonia la capacità di creare vini freschi e delicati. Le sue note di agrumi, fiori primaverili e erbe aromatiche lo rendono un vino dalla spiccata eleganza minerale e un retrogusto fresco, omaggio al terroir unico del Limburgo.

    Il Pinot Grigio trova nell’area un ambiente ideale per esprimere le sue caratteristiche fruttate. Con note tropicali di ananas, mango e litchi, questo vino di grande versatilità e vivace acidità è molto apprezzato tra gli amanti dei bianchi aromatici.

    Il Riesling dell’Apostelhoeve si distingue per la sua eleganza e la sua capacità di evolversi nel tempo. Con aromi freschi di agrumi e mela Granny Smith, questo vino può invecchiare fino a 10 anni, sviluppando nel tempo un caratteristico “goût de pétrole”, un aroma che richiama note minerali e complesse.

     

    www.vinoedesign.it

    Vino & Design è un’azienda con sede a Reggio Emilia tra i principali leader del settore della distribuzione vitivinicola. Fondata nel 1999 dall’imprenditore e sommelier olandese Dick Ten Voorde rappresenta un punto di riferimento per il settore Ho.Re.Ca e per le enoteche più rinomate d’Italia grazie a un catalogo eccellente che comprende un vasto e variegato assortimento di vini pregiati provenienti da tutto il mondo. Nel 2016 l’azienda si è sviluppata creando la divisione Spirits & Colori che si dedica con molto successo alla mixology rifornendo cocktailbar e trendy loungebar.

  • Grandi diametri ed eccezionale flessibilità con FLEXCORE® GREEN BIG di NEOPERL

    FLEXCORE®  GREEN BIG è un flessibile di grande diametro antivibrante e anti-attorcigliamento.

    Grazie alla particolare conformazione del tubo interno FLEXCORE®  GREEN BIG è in grado di raggiungere un alto raggio di curvatura, risultando così il tubo ideale per il collegamento di qualsiasi rubinetto alla rete idrica, anche in spazi altamente ridotti.

    Realizzato secondo i requisiti stabiliti dalla Normativa Europea EN13618, grazie al caratteristico in-liner in termoplastico corrugato resistente ad alte temperature e avendo ottenuto certificazioni da tutti i più importanti Enti Certificatori internazionali, nonché dall’Istituto per la tutela dei Produttori Italiani, FLEXCORE® GREEN BIG è impiegabile con garanzia di igiene nel contatto con acqua potabile e nel comparto alimentare.

    Disponibile con un diametro che può variare da DN13 a DN50 è prodotto con una treccia in acciaio inossidabile in grado di sopportare una pressione di esercizio variabile tra i 4 e i 10 bar e risulta così ideale non solo per l’impiego con acqua potabile fino a 70° e nelle linee di alimentazione idrica in grandi edifici, ma pure con pompe e addolcitori d’acqua.

    Le bande verdi sulla trecciatura del flessibile identificano la sostenibilità e il ridotto impatto ambientale del prodotto.

    www.neoperl.com

  • Monete d’Oro, Quali Sono le Più Adatte per Investire ?

    Se ti stai chiedendo quali siano le monete d’oro più adatte per investire e stai pensando di rivolgerti a un servizio professionale come questo compro oro a Firenze, sei nel posto giusto. Questo articolo ti guiderà alla scoperta delle monete d’oro che non solo hanno un valore intrinseco per il loro contenuto di metallo prezioso, ma che sono anche ricercate per il loro valore numismatico e storico.

    Monete d’Oro: Un Patrimonio dal Doppio Valore
    Le monete d’oro rappresentano un solido investimento, poiché il loro valore dipende sia dal prezzo dell’oro sul mercato internazionale sia dal loro valore collezionistico. Ci sono monete che, per la loro rarità, condizione e storia, possono valere molto di più del semplice prezzo del metallo.

    Ecco alcune delle monete d’oro più preziose e ricercate al mondo.

    1. Sovereign Inglese
    Il Sovereign britannico è una delle monete d’oro più famose e antiche, con una storia che risale al 1489, sotto il regno di Enrico VII. È composta da 7,98 grammi di oro puro e rappresenta un’icona sia per i collezionisti che per gli investitori. Il valore di mercato varia a seconda dell’anno di conio e dello stato di conservazione, ma in generale, è sempre molto richiesto.

    2. Doppia Aquila Americana (Double Eagle)
    La Double Eagle è una delle monete più famose e ricercate al mondo, in particolare quella coniata nel 1933. Questa moneta ha un peso di 33,43 grammi d’oro puro, e quella del 1933 è considerata una delle monete più rare, con alcuni esemplari venduti all’asta per oltre 7 milioni di dollari.

    3. Marengo d’Oro Italiano
    La moneta da 20 lire in oro, conosciuta anche come Marengo, è stata coniata in Italia a partire dal 1861. Composta da 5,81 grammi di oro, il Marengo è molto apprezzato non solo per il suo contenuto di metallo prezioso, ma anche per il suo valore storico. Questa moneta è un classico investimento per chi cerca di acquistare oro in Italia.

    4. Krugerrand Sudafricano
    Il Krugerrand è una delle monete d’oro più conosciute e diffuse nel mondo, coniata dal 1967 in Sudafrica. Il suo peso di un’oncia (circa 31,1 grammi) la rende particolarmente apprezzata dagli investitori. Nonostante non abbia un grande valore numismatico, è considerata una delle migliori monete d’investimento per la purezza dell’oro.

    5. Panda Cinese
    Il Panda d’oro cinese è una delle monete più recenti, introdotta nel 1982. Viene coniata in diverse misure, fino a 1 oncia, ed è famosa per il suo design che cambia ogni anno. Anche se il suo valore dipende principalmente dal peso dell’oro, alcuni anni con coniazioni particolarmente limitate possono far schizzare il prezzo.

    Perché Rivolgersi a un Compro Oro a Firenze?
    Se possiedi una di queste monete, o altre monete d’oro di valore, potresti volerle vendere per ottenere un guadagno rapido. Rivolgersi a un compro oro a Firenze ti offre la possibilità di ottenere una valutazione trasparente e immediata del valore delle tue monete. Firenze, grazie alla sua tradizione artistica e storica, è una città dove il mercato dell’oro ha sempre avuto una grande importanza, e i professionisti locali sono esperti nel valutare il vero valore delle monete preziose.

    Quando decidi di vendere, assicurati di scegliere un compro oro che offra prezzi aggiornati secondo la quotazione dell’oro e che abbia una buona reputazione. Molti compro oro a Firenze offrono consulenze gratuite e possono valutare sia il valore del metallo prezioso che quello storico e collezionistico delle tue monete.

    Conclusione
    Le monete d’oro sono un investimento prezioso e duraturo. Se sei un collezionista o semplicemente desideri vendere le tue monete, conoscere il loro valore è fondamentale per ottenere il massimo profitto. Rivolgerti a un affidabile servizio di compro oro a Firenze ti garantirà una valutazione accurata, permettendoti di sfruttare al meglio il potenziale delle tue monete.

  • Serie INDY by ARTIS. Personalità moderna

    La collezione di miscelatori unisce funzionalità e stile.

    Ottima resa estetica e affidabilità funzionale rendono la serie INDY di ARTIS emblema della mission della rubinetteria bresciana: coniugare qualità costruttiva e stile contemporaneo.

    Con le sue linee morbide e proporzionate, ogni articolo della gamma – completa di diverse configurazioni di miscelatori per lavabo, bidet, doccia e vasca – garantisce un moderno effetto di leggerezza visiva. Grazie a una personalità sobria ma ben definita, INDY arreda l’intero ambiente bagno assicurando praticità di utilizzo e versatilità stilistica, per una scelta di design minimal alla portata di tutti.

    Disponibile nell’intramontabile finitura cromo e nelle affascinanti varianti nero opaco e nickel spazzolato, INDY si conferma uno dei punti fermi del catalogo di ARTIS.

    artisitaly.com