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Blog
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Sexy shop online, pratico e riservato
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Roma concerto alla Basilica Sant’Alessio direttore Erika Zoi dedicato a Patricia Adkins Chiti Fondazione Donne in Musica recentemente scomparsa
Dedica del concerto il 21 giugno, giorno della Festa della Musica europea, nella Basilica di S.S. Bonifacio e Alessio al Presidente Patricia Adkins Chiti recentemente scomparsa, direttore Erika Zoi.
Il Presidente Patricia Adkins Chiti, commenta il Maestro Zoi: “E’ stata, con il suo impegno nel promuovere la figura femminile nella musica, un importante punto di riferimento ed ha rafforzato la presenza delle donne nel panorama musicale.
Cantante e musicologa, dal carattere unico che la contraddistingueva per la sua forza d’animo, ha creato la Fondazione Adkins Chiti Donne in Musica, quest’anno al suo quarantesimo anniversario. A lei dobbiamo i tanti incontri e le tante presenze per sostenere la figura delle donne musiciste nei tavoli internazionali, nei rapporti con le Istituzioni e con le compositrici. Ricordo le sue telefonate dove si adoperava con tutta se stessa e con gran forza affinchè le nostre musiche venissero inserite nei programmi delle orchestre e dei festival. Il concerto al Sant’Alessio lo voglio personalmente dedicare al ricordo di Patricia Adkins Chiti, riallacciandomi all’appello internazionale dell’on. Silvia Costa”.In questi giorni l’On Costa, dal Parlamento Europeo di Bruxelles, lancia l’appello: “Sarei felice se le donne e in particolare le musiciste dedicassero a Lei la Giornata internazionale europea della Musica il 21 giugno. Io lo farò a Bruxelles in Parlamento Europeo. Una donna straordinaria, per me soprattutto, da 35 anni, un’amica speciale, era stata nel Consiglio Musica dell’Unesco e nel 1978 aveva creato la Fondazione internazionale Donne in Musica/Women in Music, riconosciuta dal Governo Italiano, dall’UNESCO, dall’EUC, dall’EUP, dall’Arab Academy e dal Consiglio Internazionale della Musica dell’UNESCO.
Nella Basilica di Sant’Alessio nella splendida cornice romana dell’Aventino il concerto si apre con il brano Cammini di Erika Zoi al pianoforte per proseguire con brani corali interpretati dai cori P.A.C.A.O. della Primaria Associazione Cattolica Artistica Operaia e dal coro Laurentum San Romualdo, al pianoforte Ilaria Sciullo, Direttore Erika Zoi.
In programma anche il “Pater Noster” di E. Zoi, “Halleluja” di G. F. Haendel, “Gloria” di A. Vivaldi, “Ave Maria” di P. Mascagni, brani tratti dal Requiem di W. A. Mozart.
La musica per la musica delle donne, per l’impegno sociale del nostro tempo e per ricordare Patricia Adkins Chiti. -
Francesco Starace: i numeri della prima trimestrale 2018 di Enel
L’AD di Enel Francesco Starace sulla performance di Enel nei primi tre mesi dell’anno: “Il Gruppo Enel ha ottenuto risultati eccellenti, con un incremento a due cifre nel risultato netto, per effetto soprattutto di rinnovabili e reti, aree chiave per la crescita industriale”
Francesco Starace: Enel in crescita nel primo trimestre 2018
Enel chiude il primo trimestre 2018 con numeri che l’AD Francesco Starace ha definito “eccellenti”: un risultato netto a 1.169 milioni di euro (+18,9% rispetto allo stesso periodo nel 2017), utile netto ordinario a 1.041 milioni di euro (+10,4%) ed Ebitda a 4,037 miliardi, in crescita del +3,1% anche per effetto della crescita nelle rinnovabili e nella distribuzione. Pressoché stabile l’Ebit (2.538 milioni di euro, +0,5%) mentre l’indebitamento finanziario netto cresce di 1,2% rispetto alla fine dello scorso anno, a causa del pagamento dell’acconto sul dividendo relativo all’esercizio 2017 e degli investimenti del periodo che, come spiega il gruppo guidato da Francesco Starace in una nota, hanno ampiamente compensato i flussi di cassa della gestione operativa. Si rileva infine una lieve flessione nei ricavi: in calo del 2,2% sul primo trimestre 2017, al 31 marzo 2018 si attestano intorno ai 18.946 milioni di euro.
Enel: Francesco Starace sui risultati della trimestrale
Non nasconde entusiasmo Francesco Starace nel commentare la performance di Enel nel primo trimestre del 2018: in particolare l’AD fa notare “l’incremento a due cifre nel risultato netto”, ottenuto “per effetto soprattutto di rinnovabili e reti, due aree chiave per la crescita industriale, in linea con il Piano Strategico”. Non solo: “Nel trimestre ci siamo impegnati per migliorare ulteriormente l’efficienza operativa, riuscendo a mantenere invariati i costi per la generazione di cassa in termini nominali e a ridurre del 2,6% le spese operative”. Francesco Starace parla anche di un altro importante traguardo raggiunto durante i primi tre mesi dell’anno: nell’ambito dell’operazione di semplificazione di gruppo è stata completata con successo la riorganizzazione delle attività in Cile. “Ora possiamo contare su di una struttura societaria più lineare lungo l’intera catena del valore: dalla generazione rinnovabile e convenzionale alla distribuzione, fino al retail” ha spiegato l’AD, aggiungendo che “i risultati raggiunti permettono di confermare i target finanziari per il 2018”.
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Armando Fanelli – BIG DATA

La Galleria Marconi di Cupra Marittima domenica 24 giugno 2018 alle 18.00 propone BIG DATA mostra personale di Armando Fanelli, che conclude la rassegna Ti aspetto ANCHE domani. La mostra si avvale della curatela e del testo critico di Maicol & Mirco ed è organizzata da Galleria Marconi e Marche Centro d’Arte.
BIG DATA è il sesto ed ultimo appuntamento di Ti aspetto ANCHE domani, rassegna che ha accompagnato la Galleria Marconi durante la stagione espositiva 2017/2018. La Galleria Marconi si trova in c.so Vittorio Emanuele II n°70 a Cupra Marittima. La personale di Armando Fanelli potrà essere visitata fino al 4 luglio 2018 con i seguenti orari: lunedì – sabato 16.30 – 19.30.“Armando lo conosco da più di vent’anni. Ma non lo conosco.
Armando non è solo, è tanta gente.
Ogni volta che lo vedo è una persona diversa.
Questa è una cosa meravigliosa.Big data.
In questa personale Armando è impersonale. Esce da sé per raccontarsi.
Ghiaccia un messaggio. Sfonda la faccia a delle ragazze con una presa usb. Fa mangiare fiori.Chi è Armando?
C’è un video. Una persona si auto-solleva. Poi ci sono due specchi. Il codice binario ci spiega come amarci e odiarci. Come un paziente robot.”
(Maicol & Mirco)“Ti aspetto ANCHE domani perché? In tanti anni di attività ho avuto la fortuna di conoscere tantissimi artisti, di farli esporre, di aiutarli a valorizzare il proprio lavoro. Ogni volta che vedo una mostra installata, vedo un percorso che si compie e si apre a nuove prospettive. Mi sono reso conto in questo modo, però, che il momento migliore per vedere una mostra, per apprezzarla, per farla propria, è nei giorni successivi all’inaugurazione. Capita troppo spesso di vedere il momento dell’inaugurazione con tantissime persone che parlano, si confrontano, chiedono, ed è giusto che sia così perché l’inaugurazione ha questo scopo, permettere di potersi confrontare con artisti, curatori, critici, galleristi e far sì che le idee si incontrino e circolino. Eppure c’è sempre un po’ di confusione in queste occasioni, confusione che non permette di poter godere a pieno delle opere esposte. Ecco per questo ti dico, vieni all’inaugurazione, parleremo, rideremo, ci faremo una foto insieme, ma Ti aspetto ANCHE domani per gioire insieme dell’Arte e delle sue mille declinazioni”. (Franco Marconi)
Armando Fanelli – BIG DATA
scheda tecnica/technical card
curatore/curator by Maicol & Mirco
testo critico/art critic by Maicol & Mircoufficio stampa/press agent by Dario Ciferri
fotografia/photography by Catia Panciera
allestimenti/preparation by Pasquale Fanellidal 24 giugno al 4 luglio 2018
from 24th June to 4th july 2018
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 19.30
opening time: Mon-Sat 4 to 7.30 p.m.Con il supporto di Ostello degli Artisti: http://www.appartamenti-cupramarittima.com
Info
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63064 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703web http://galleriamarconi.it/
e-mail [email protected]
Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi
twitter https://twitter.com/GalleriaMarconi -
Il profilo professionale del manager Claudio Machetti
Grazie alle esperienze in Banco di Roma e in Ferrovie dello Stato, il manager Claudio Machetti matura numerose competenze in ambito economico e finanziario che lo portano a ricoprire ruoli di rilievo per il Gruppo Enel.
Claudio Machetti: formazione e inizio della carriera professionale
Classe 1958, Claudio Machetti si laurea in Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi in Teoria dei Giochi e delle Decisioni. Dal 1983, anno in cui ha inizio la sua carriera professionale, il manager ha accumulato un’esperienza di più di 30 anni nel settore economico e finanziario. Assunto come impiegato nella filiale milanese di Banco di Roma, Claudio Machetti si trasferisce ben presto alla Direzione Centrale della capitale come analista finanziario, occupandosi di valutare la situazione creditizia dei grandi gruppi industriali del Paese. Nel 1990 gli viene assegnato il ruolo di Vicedirettore Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari, ma dal 1992 passa a una nuova esperienza professionale in Ferrovie dello Stato. Per 8 anni Claudio Machetti è prima Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari, poi Direttore della Finanza Operativa. Negli stessi anni, il manager contribuisce alla fondazione di Fercredit, società operativa nell’ambito del factoring, del leasing e del credito al consumo, diventandone anche Amministratore Delegato.
Gli incarichi di Claudio Machetti in Enel
Claudio Machetti entra in Enel come Responsabile Finanza nel 2000. Da allora, ricopre diversi ruoli di rilievo per il Gruppo: viene nominato Direttore Finanziario nel 2005 e si occupa di gestire l’aumento di capitale di Enel per 8,0 miliardi di Euro (2009). Il manager ha un ruolo fondamentale nell’acquisizione di Endesa, curando gli aspetti finanziari dell’operazione. Nel 2003 diventa Presidente di Fondenel, il primo fondo pensione integrativo multicomparto per i dirigenti. In seguito diventa Presidente anche di Fopen, fondo pensione di operai, impiegati e quadri del Gruppo. Nel 2009 è a capo della nuova Divisione Risk Management, della quale si occuperà fino al 2014: da allora è Direttore della Global Trading Business Line di Enel Group, dedicata alla gestione del sourcing di carbone, gas e olio combustibile, oltre che ai mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica all’interno di tutti i Paesi in cui opera il Gruppo. Dal 2014 è anche Presidente di Enel Trade. Oltre a questi incarichi, Claudio Machetti è stato anche Consigliere di Amministrazione di Endesa, Terna e Wind Telecomunicazioni.
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DALLA CASATA DEL GRAPPA AI FAGIOLI DI LAMON, ECCO IL MENU SEGRETO DEL PREMIO “LOCANDA DA GERRY”
Grande attesa per la cena del 22 giugno a Monfumo, evento benefico dedicato alla premiazione dei tre giovani under 35 che si sono distinti per il loro talento: uno chef, uno sportivo e un inventore. Gerry Menegon, storico ristoratore segnalato sulla guida Michelin e sulla Ristoranti d’Italia: “Vi stupiremo con le delizie dal Brenta al Piave”. Madrina della serata la finalista di Miss Italia
+++ per i colleghi giornalisti che avessero piacere di partecipare alla serata di gala: le richieste vanno avanzate entro mercoledì 20 giugno a [email protected] +++
Ci sono voluti mesi per studiare ogni singolo abbinamento. L’attesa era alta: dopo 35 anni di storia della ristorazione a Monfumo, dopo cene di gala, dopo l’inserimento nelle guide Michelin e Ristoranti d’Italia, per Gerry Menegon la nuova sfida era pensare il menù perfetto per la serata nella quale saranno assegnati i riconoscimenti del rinnovato premio “Locanda da Gerry” che avrà una madrina d’eccezione: Laura Coden, finalista alla scorsa edizione di miss Italia.
“Abbiamo deciso di unire i sapori e i gusti tra il Brenta e il Piave, concentrandoci sui piatti della zona”, spiega il titolare della Locanda per la quale, nel corso degli anni, sono passati vip e persone dello spettacolo, dall’attore Renato Pozzetto al pilota di Formula Uno Jean Alesi, passando per il maestro d’orchestra Riccardo Muti e la conduttrice televisiva Paola Saluzzi. “Tutti hanno apprezzato la semplicità e la purezza degli ingredienti, è questo il mio segreto”, rivela Gerry, che nel corso degli anni è stato chiamato a insegnare la cucina italiana in Giappone, Svezia e Stati Uniti. Va detto, inoltre, che il ristorante fa parte del circuito dei Ristoranti del Radicchio.
Ebbene, questo il menù che ottanta selezionatissimi ospiti potranno degustare venerdì sera. Gran buffet con antipasti e aperitivi in sala bar. Crema tiepida di fagioli di Lamon e patate del Piave con piccola tartare di trota del Brenta. Risotto con piselli di Borso e casata del Grappa, profumo di basilico, mantecato con olio extra vergine di oliva delle colline di Monfumo. Capocollo di maiale Pedemontano farcito di ciliegie di Maser e salsa al vino rosso (Recantina); schiacciata di patate aromatizzata alle erbette di montagna e fagiolini al burro. Sorbetto al Prosecco Docg Asolo Superiore e coulis di fragoline di bosco. Dolci montagne.
Tra i commensali ci saranno ospiti istituzionali, giornalisti, vip ed esperti di enogastronomia, in una serata di gala finalizzata alla raccolta di fondi per la Lilt, la Lega italiana lotta tumori. I riflettori saranno accesi sui tre giovani under 35 premiati dalla giuria: lo chef Francesco Brutto, la campionessa mondiale di scherma Eleonora De Marchi e l’inventore Andrea Mocellin.
Ufficio Stampa: [email protected]
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Agenzia delle Entrate: “Real Estate ancora in crescita nel I trimestre 2018”
Il volume delle compravendite immobiliari in Italia continua la sua crescita inarrestabile: nei 3 mesi del 2018, infatti, il mercato residenziale è cresciuto del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, segnando il dodicesimo aumento trimestrale consecutivo. A darne notizia è direttamente l’Agenzia delle Entrate con i dati delle ultime statistiche trimestrali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, che Cambio Casa, leader tra le agenzie immobiliari a Taranto, sembra confermare anche per la città pugliese. Bene anche il mercato non residenziale.
Un trend assolutamente positivo ma accompagnato comunque da una lieve flessione in alcune grandi città. Il + 4,3% si traduce in 127.277 compravendite di abitazioni nel periodo gennaio-marzo di quest’anno, caratterizzate da una metratura media di circa 105 mq, che annovera anche le pertinenze, con cantine e soffitte in aumento del 9,9% e box/posti auto in crescita dell’1,9%.
Se la compravendita di case cresce in maniera più accentuata nei comuni non capoluogo (+5,5%), nei capoluoghi invece il trend rimane positivo (+ 2,3%), ma frenano le grandi città: Roma, Bologna, Genova e Firenze continuano a perdere terreno, ad eccezione di Torino, Milano, Palermo e soprattutto Napoli, città regina assoluta in termini di compravendite con un +11,8% record.
Dicevamo anche della crescita del mercato non residenziale, ovvero del settore che riguarda la compravendita di negozi, capannoni, autorimesse, uffici e depositi commerciali. Ebbene, il settore del terziario-commerciale ha registrato un balzo in avanti davvero impressionante, e cioè +5,9% rispetto al periodo gennaio-marzo 2017, con negozi e depositi commerciali che crescono del 9,2% insieme al settore produttivo (+8,2%). Unica nota stonata gli uffici (-9,5%).
Investire negli immobili è sempre una scelta redditizia per gli italiani, e se pensi di farlo a Taranto e provincia allora ti conviene valutare con attenzione le tante proposte dell’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa.
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Quando la sicurezza delle Unified Communications passa per il telefono IP
Quando si valuta l’implementazione di una nuova piattaforma per le Unified Communications è necessario soppesare il livello di sicurezza garantito sia dalla soluzione sia dai terminali IP: mettere tutto sotto chiave non rende l’infrastruttura più sicura, soprattutto se la chiave è alla portata di chiunque.Nelle aziende l’adozione di una piattaforma di Unified Communications altamente integrata con l’infrastruttura IP e le applicazioni di rete deve necessariamente prendere in carico una grande sfida: tutelare le conversazioni interne e esterne contro eventuali intercettazioni e proteggere lo scambio di dati tra la soluzione UC, i terminali e le applicazioni condivise, come i CRM. A differenza del passato, oggi i criminali possono sedere comodamente al proprio PC e con appositi strumenti accedere via internet ai sistemi VoIP, intercettare le chiamate e procacciarsi dati e/o informazioni che andrebbero protette. A differenza del passato, dove bastava inserire un microfono nella cornetta o agganciarsi alla centrale in strada, oggi infiltrarsi in una rete IP avanzata o intercettare le telefonate non è più semplicissimo, ma è comunque un rischio noto agli operatori e ai vendor di soluzioni e terminali IP, che si adoperano quotidianamente per garantire ai propri clienti un maggior livello di sicurezza con l’introduzione di tecnologie di cifratura punto-punto per i telefoni IP senza fili e cablati, per il traffico voce e la trasmissione di dati e altre misure di protezione. Per essere certi di beneficiare di soluzioni all’avanguardia senza scendere a compromessi con la sicurezza delle conversazioni, è quindi necesario soppesare il livello e la metodologia di protezione offerti dalla piattaforma UC e supportati dai terminali anche in base al costo e al concreto beneficio in termini di utilizzo.
Snom, il noto produttore berlinese di telefoni IP da tavolo, cordless e da conferenza, ha identificato tre criteri discriminanti che qualunque azienda dovrebbe esaminare prima di procedere all’adozione di una nuova soluzione completa per la telefonia via IP.

Snom D785 Sicurezza della configurazione automatica dei terminali
Il cosiddetto “provisioning automatico” ossia il processo che consente alla soluzione UC di distribuire con un click la configurazione e i parametri utente impostati ai più diversi terminali deve essere tutelato.
Durante il processo, questi dati particolarmente sensibili vanno trasmetti attraverso un protocollo di trasporto sicuro (TLS/SSL). Per mettere ancora più in difficoltà potenziali hacker che tentano di intercettare le chiamate con attacchi “man in the middle”, la soluzione UC e il terminale dovrebbero scambiarsi un certificato necessario per garantire una corretta autenticazione del dispositivo al server per la telefonia, assimilabile al controllo passaporti all’ingresso o all’uscita degli aeroporti. Va da sé che se la soluzione UC offre questo tipo di tecnologie per la configurazione e l’autenticazione ma il terminale IP non le supporta, la comunicazione non sarà protetta.
Allo stesso tempo è imperativo che la trasmissione dei dati utente dal centralino IP al terminale non sia intercettabile e/o che i dati non siano leggibili. Se la soluzione VoIP/UC non assicura questa tutela, persone non autorizzate possono eventualmente accedervi e utilizzare i dati per l’autenticazione dell’utente per effettuare chiamate ovunque a carico, ovviamente, dell’azienda hackerata. Una possibile soluzione, qualora questa forma di tutela manchi, è autorizzare esclusivamente l’accesso di terminali IP specifici alla rete previa autenticazione quale client. Se tuttavia né il centralino, né il telefono IP supportano l’autenticazione “client” indipendentemente dall’autenticazione dell’utente, non sarà possibile porre rimedio al rischio di abuso delle linee telefoniche utilizzando credenziali legittime.
La password
Tutto questo però non è molto di aiuto se l’accesso al terminale non è protetto tramite una password robusta, che non necessariamente deve essere nota all’intero staff. E’ quindi necessario valutare quali addetti possono avere accesso a quale telefono IP e se l’accesso debba essere granulare (utente/admin).
Inoltre, molte applicazioni richiedono codici di accesso individuali. Una regolamentazione complessa delle password abbinata alla necessità di modificarle dopo un certo lasso di tempo non fa altro che favorire il buon vecchio post-it attaccato al monitor o alla testiera. Una pratica i cui rischi si possono prevenire se la piattaforma UC, il terminale IP e ovviamente l’utente supportano l’autenticazione a due fattori (p.es. password e codice inviato tramite SMS) o un accesso unico valido per tutti i servizi.
La cifratura
La cifratura va applicata anche all’invio di segnali tra le diverse connessioni e al trasferimento di dati vocali. Un elemento è imperativo affichè l’altro funzioni: chiudere una porta non previene l’accesso indesiderato se la chiave è sotto lo zerbino.
Un avviso: una cifratura totale che copra tutte le connessioni, i terminali e le applicazioni è più o meno inesistente nella telefonia business. La cifratura dei dati termina nel punto in cui raggiunge i sistemi dell’operatore telefonico. La ragione di ciò è da un lato l’obbligo di consentire eventuali intercettazioni su richiesta del giudice, dall’altro l’elevata complessità tecnica legata all’impiego di un sistema di cifratura “end-to-end”.
Se è richiesto un alto livello di sicurezza, l’unico modo è implementare una VPN (virtual private network), come i telefoni IP Snom o una rete MPLS (multiprotocol network switching).
Conclusioni
Tutto era più semplice qualche tempo fa! C’era un firewall che proteggeva l’accesso a internet e tutti i dati erano archiviati localmente. Oggi numerose soluzioni e servizi sono dislocati “fisicamente” in luoghi diversi e i dati si trovano spesso nel cloud. Varrebbe quindi la pena chiedere dove siano archiviati effettivamente i dati sensibili (log del centralino, contatti della rubrica / CRM, impostazioni utente) e come essi vengano trattati. Di interesse ancora maggiore è sapere se i dati sono ospitati su server nel proprio Paese o distribuiti in tutto il mondo. Un problema di sicurezza che riguarda meno il rischio di hackeraggio quanto più l’uso dei dati a scopo statistico o per spionaggio industriale ad opera di terzi.
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Trasmissioni, scommesse, partite: cosa succederebbe se gli hacker prendessero il controllo dei Mondiali di calcio?
Anche in occasione del 21° mondiale di calcio di cui si sono già disputate le prime partite la maggior parte delle sfide avranno luogo nel mondo “reale”, in Russia, tuttavia non sono le uniche! Alcune “partite” si giocheranno anche nel mondo virtuale: che siano essi adibiti alla gestione delle trasmissioni, di piattaforme di scommesse o alla vendita di biglietti, anche i sistemi IT necessitano di una difesa ben schierata.Come avviene con tutti gli eventi sportivi di portata globale, anche la Coppa del Mondo di calcio rappresenta un’ottima occasione per riunire i fan di questo sport ma non solo, è anche palcoscenico di tensioni tra i governi, come dimostrato dalle recenti questioni tra Russia e Ucraina. La principale differenza tra le partite sull’erba e gli attacchi virtuali è che gli hacker di solito fanno attenzione a non mostrare i loro colori: l’obiettivo è di lasciare il minor numero possibile di tracce. Le attribuzioni sono un gioco politico piuttosto che una questione di IT; ci vuole “naso” per distinguere le impronte digitali reali da quelle fasulle lasciate di proposito dagli attaccanti.
I fornitori di connettività, gli operatori televisivi e persino i router xDSL sono potenziali bersagli per raggiungere un obiettivo, che non è tanto quello di creare scompiglio tra gli spettatori interrompendo le trasmissioni quanto piuttosto quello di screditare il Paese organizzatore cagionando interruzioni del servizio di infrastrutture critiche come ospedali o reti stradali. La Russia farebbe così (ancora) notizia in ambito cyber …
Trasmissioni televisive: l’annosa questione dei diritti sulle informazioni
Qualsiasi trasmissione di una partita di calcio è esposta al rischio di pirataggio o manomissione: i cybercriminali possono limitarsi ad un semplice blocco “improvviso” del segnale (un po’ come quando Amélie Poulain staccava l’antenna del vicino per vendicarsi) fino ad attacchi molto più estesi, quasi di scala industriale. La questione è complessa: è necessario poter trasmettere informazioni, ma non troppo, fornire un servizio ai clienti (in caso di caso di canali “premium”) ma assicurarsi che gli stessi non possano abusare del segnale televisivo che ricevono per condividerlo con terzi.
Come ci si può difendere da tale pratica? Come si codificano i dati da trasmettere? Un qualsiasi utente con cattive intenzioni (o troppo buone, a seconda del punto di vista) può mettere le mani su un flusso televisivo in chiaro e inoltrarlo altrove. Un rischio che rimanda alla gestione dei diritti televisivi digitali: come garantite che qualcuno che sta guardando una trasmissione “premium” non cifrata non possa ritrasmetterla? Diversi operatori televisivi premium per quest’anno hanno optato per la fruibilità gratuita dei propri programmi sportivi, per vanificare sul nascere eventuali tentativi di pirataggio. Questa scelta però implica la necessità di identificare altre fonti di guadagno (attraverso contenuti aggiuntivi o pubblicità).
Piattaforme di scommesse e mercato nero: l’integrità dei dati è fondamentale
La sfida principale nella commercializzazione dei biglietti per via elettronica non è tanto la riservatezza dei dati, quanto la disponibilità del servizio e l’autenticità di quanto venduto. Come la precedente Coppa del Mondo in Brasile, anche il torneo di quest’anno è stato oggetto di massicce campagne di phishing atte alla vendita di biglietti fasulli. In combinazione con attacchi denial of service (DoS), la situazione potrebbe diventare esplosiva: se un sistema di accesso allo stadio non fosse in grado di distinguere i biglietti veri da quelli falsi si potrebbero generare gigantesche code all’ingresso dando luogo a problemi di sicurezza molto reali. Per assurdo, provate ad immaginare lo spettacolo che offrirebbe al mondo lo svolgimento delle semifinali o delle finali in uno stadio quasi vuoto, con la maggior parte degli spettatori bloccati ai cancelli … O giornalisti sportivi relegati alle loro sale stampa senza connessione a Internet. Ecco perché i dati devono essere protetti da firewall, essere ospitati su infrastrutture ridondate e ripristinabili tramite backup operativi, anche senza accesso a Internet.
La questione dell’integrità dei dati non dovrebbe ovviamente essere trascurata: è importante sapere se la persona giusta è in possesso del giusto biglietto. Ma dal momento che questo tipo di frode elettronica ha conseguenze meno disastrose, il problema dell’integrità ha una priorità inferiore rispetto a quello della disponibilità del servizio. L’aspetto della Coppa del Mondo in cui l’integrità dei dati è più critica, sono le piattaforme di scommesse: come assicurarsi che le vincite vadano alla persona giusta, a colui che ad esempio ha avuto l’intuizione di pronosticare l’improbabile gol con cui l’Islanda è riuscita a pareggiare con l’Argentina? Ovviamente è possibile cifrare le informazioni e in questo caso, in particolare, utilizzare la tecnologia delle firme crittografiche per assicurarsi che il pronostico sia stato inserito dalla persona giusta (il sito di scommesse, non l’hacker), al momento giusto (preferibilmente prima del gol!), e che il denaro venga poi versato nel modo giusto attraverso una transazione bancaria.
A differenza dei sistemi che privilegiano la disponibilità dei dati / servizi, ad esempio con i biglietti, in questo caso l’integrità dei dati prevale sulla disponibilità – non ha senso continuare ad utilizzare una cassaforte una volta depredata. Su un sito di scommesse online è quindi necessario assicurarsi che le scommesse siano archiviate in luoghi protetti dagli attacchi, non necessariamente con sistemi ridondati o tramite back-up ma con misure per la protezione completa della rete che combinino crittografia, parole chiave, firewall e un sistema di analisi automatizzato per identificare comportamenti fraudolenti all’interno del flusso di dati.E le partite?
All’interno dello stadio, mentre i telecronisti sportivi hanno bisogno di un collegamento per farci vivere l’azione dal vivo, i furgoni preposti alla trasmissione della partita, con le loro enormi antenne montate sul tetto, sono per lo più autonomi e collegati direttamente ai satelliti. A meno che qualcuno non sia fisicamente lì a dirottare il segnale del furgone – e riesca a non farsi prendere – è improbabile che si possa hackerare il satellite nel pieno della trasmissione del match.
Almeno sul campo, tutti possono stare tranquilli. Per il momento, la probabilità che gli hacker manipolino in tempo reale il VAR (video assistant referee) del tiro di Gignac finito contro il palo in un gol contro il Portogallo è ancora fantascienza. E anche un VAR integralmente manomesso non potrà certo far credere che Sergio Ramos possa deviare con il pensiero il gol della squadra avversaria – ci sono (teoricamente) ancora persone reali con il compito di verificare ogni dettaglio.
E facendo attenzione a semplici regole di comportamento nel mondo digitale, anche i giocatori dovrebbero essere al riparo dai tentativi di destabilizzazione: il governo britannico si è persino spinto al punto di informare il team inglese sui rischi di attacchi informatici ai danni dei loro smartphone o delle console di gioco! Finché i giocatori non saranno androidi hackerabili da remoto, si può ancora sperare di vedere una partita condotta lealmente.
L’anello debole della catena, al momento, è e rimane la ritrasmissione della partita, non quella dal furgone, ma dalla casa del telespettatore. Una volta diffuso il match i contenuti audio o video restano indisponibili per poco tempo al di fuori del mercato tradizionale. Assicurarsi che una o anche dieci persone di fiducia si attengano ai vincoli di confidenzialità è una cosa, aspettarselo da parte di centinaia di milioni di spettatori è un’utopia.
Ma è davvero questo il problema più serio? Il 20 maggio scorso, Michel Platini ha dichiarato che la Coppa del Mondo del 1998 è stata manipolata dai suoi organizzatori per evitare una partita tra Francia e Brasile prima della finale. E se, per il prossimo Mondiale tra quattro anni lasciassimo organizzare l’evento all’Intelligenza Artificiale e agli umani giusto il gioco sul campo? -
Ombrellone quadrato di Greenwood. Il design classico sposa la funzionalità
Lo stile tradizionale, la praticità dei materiali e la semplicità d’utilizzo caratterizzano in modo unico ed inconfondibile l’Ombrellone Quadrato della linea Contract di Greenwood, rendendolo la soluzione ideale per arredare l’’outdoor all’insegna dell’eleganza e del comfort.
L’ombrellone ha il “fascino d’un tempo”, con il suo design classico, valorizzato dai colori caldi e naturali. Contemporaneamente la proposta di Greenwood si segnala per la realizzazione con materiali moderni che garantiscono durata nel tempo, solidità della struttura e resistenza agli agenti atmosferici. Infatti, il palo è prodotto in alluminio ed il basamento, composto da due pratiche piastrelle, è realizzato in ceramica, entrambi declinati nell’accattivante effetto legno. Inoltre, l’ombrellone assicura il più completo comfort, grazie alle grandi dimensioni di 3,5 metri per lato della sua copertura, sotto la cui ombra è ancora più semplice concedersi una pausa di completo relax.
Greenwood
Numero verde 800.985006

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DuPont partner di EU-OSHA per promuovere una gestione più sicura delle sostanze pericolose
Milano, 20 giugno 2018 – Ogni anno in Europa circa 80.000 morti per cancro sono imputabili al lavoro con sostanze cancerogene, secondo la Roadmap dell’ UE sugli agenti cancerogeni. Per prevenire queste e altre malattie negli ambienti di lavoro che possano insorgere dall’esposizione a sostanze pericolose, DuPont Sustainable Solutions è partner di EU-OSHA nella campagna 2018-2019 Ambienti di Lavoro Sani e Sicuri, “Gestire le sostanze pericolose”.
L’obiettivo della campagna è aumentare la consapevolezza dell’importanza di porre fine ai rischi legati alle sostanze pericolose e dissipare ogni fraintendimento. Ad esempio, non sono solamente le sostanze etichettate come pericolose a costituire una minaccia per la salute umana, ma anche sostanze più comuni come la farina nei panifici o la polvere di silice nei cantieri edili, se non sono gestite correttamente. La campagna intende inoltre promuovere una valutazione e prevenzione del rischio più efficace, fornire maggiore comprensione dei rischi associati all’esposizione a sostanze cancerogene negli ambienti di lavoro, e informare le aziende ed i lavoratori della legislazione vigente per proteggerli.
Cédric Parentelli, Managing Director for Europe and North Africa di DuPont Sustainable Solutions, dichiara: “DuPont può vantare oltre 200 anni di storia nella gestione di sostanze pericolose. Questo è il motivo per cui siamo stati coinvolti nello sviluppo del regolamento 1991 US OSHA 1910.119, che disciplina la gestione del processo di sicurezza di sostanze chimiche altamente pericolose. Come società di consulenza che opera da 50 anni negli interventi e gestione della sicurezza, noi sappiamo bene che tutti gli incidenti e malattie occupazionali sono prevedibili, se affrontati nella maniera giusta.”
Insieme ad altri partner tra cui la European Safety Federation, la European Work Hazards Network, il Council of European Employers of the Metal, Engineering and Technology-based Industries e ISHCCO, DuPont Sustainable Solutions lavorerà con EU-OSHA per sviluppare materiali informativi, condividere le best practices, organizzare workshop e conferenze che permetteranno alle aziende di adottare migliori misure per la prevenzione dei rischi, per proteggere i lavoratori che vengono in contatto con sostanze pericolose.
Christa Sedlatschek, Direttore EU-OSHA, spiega: “Molti lavoratori non sono consapevoli della minaccia per la loro salute costituita dal contatto con sostanze non etichettate come pericolose. La nostra campagna vuole informarli di tutti i rischi rappresentati da sostanze pericolose, non solo quelle più ovvie, e di evidenziare l’importanza cruciale della valutazione del rischio come primo passo nella prevenzione di incidenti e malattie. Per noi è molto importante avere un partner come DuPont Sustainable Solutions per il successo di questa campagna.”
Per ulteriori informazioni su EU-OSHA 2018-2019 Health Workplaces Campaign “Manage Dangerous Substances”, visita https://healthy-workplaces.eu/
Per ulteriori informazioni su DuPont Sustainable Solutions, visita www.sustainablesolutions.dupont.com.
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DuPont Sustainable Solutions
DuPont Sustainable Solutions, (DSS), un business di DowDuPont Specialty Products, fornitore leader di servizi di consulenza a livello mondiale, aiuta le organizzazioni a trasformare e ottimizzare i loro processi, tecnologie e capacità, per migliorare la sicurezza, la produttività e la sostenibilità ambientale dei luoghi di lavoro e della cultura del lavoro. Per maggiori informazioni, visitare il sito: www.sustainablesolutions.dupont.com.
DowDuPont Specialty Products
DowDuPont Specialty Products, una divisione di DowDuPont (NYSE: DWDP), è un leader globale innovativo con materiali, ingredienti e capacità altamente differenziati, che contribuiscono a trasformare le industrie e la vita quotidiana. DowDuPont Specialty Products comprende cinque business altamente tecnologici: Electronic Technologies, Industrial Biosciences, Nutrition & Health, Protective Solutions e Sustainable Solutions. I nostri dipendenti applicano la scienza e le conoscenze per aiutare i clienti a sviluppare le loro migliori idee e realizzare prodotti per il mondo reale e soluzioni smart in molteplici mercati ad alto valore aggiunto. DowDuPont intende separare la divisione Specialty Products in una società indipendente quotata in borsa. Per maggiori informazioni: www.dow-dupont.com.
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COME TROVARE IL PROGRAMMA PER DIMAGRIRE PIÙ ADATTO A NOI CON QUESTO SITO WEB – FORMA MIGLIORE PER DIMAGRIRE
Ammettiamolo, signore e signori lettori e lettrici, anche quest’anno ci stiamo avvicinando alla stagione più temuta, nonostante sia, nella maggior parte dei casi, la più amata dalle persone, ovvero l’estate: quel mostro auto-imposto, ma anche un po’ frutto della società di oggi, che è la prova costume, imperversa e ogni anno miete decine e decine di vittime che soccombono allo stress da dimagrimento rapido, stress che porta loro, alla fine, a non ottenere i risultati che si erano prefissati, siano essi di rientrare in quei bermuda di quando si era giovani o di non arrivare in spiaggia come delle bianche mozzarelle.
Quando si parla di dimagrimento, in particolare, è proprio in questo periodo che spuntano ovunque come dei piccoli funghi diete su diete, tutte diverse ma con una caratteristica in comune, ovvero delle mirabolanti promesse di far dimagrire in maniera veloce come il vento qualunque sciagurato decida di farne uso. Ebbene si, miei cari, se stavate gia pensando di comprare quel programma per dimagrire, che probabilmente vi sarebbe anche costato un occhio della testa, che vi consiglia una delle ultime email che vi sono arrivate arrivate, che potrebbe a dire il vero esservi anche arrivata nella casella di spam per quanto veritiero sarà il contenuto, è meglio che vi fermiate un attimo a ragionare senza farvi prendere dal panico da programmi per dimagrire.
Quando si tratta di questo tipo di cose, ovvero di diete e di esercizio fisico, insomma di modifiche sostanziali che vogliamo apportare al nostro corpo ed alla nostra salute, non dobbiamo mai dimenticare che stiamo andando ad agire sul nostro corpo per intero, non solo sull’aspetto esteriore di esso: se il nostro obbiettivo è il dimagrimento, e così vale anche per coloro che hanno come obbiettivo magari quello di aumentare la massa muscolare, o di tonificare magari solo la pelle, fra gli altri, mai va ignorato il fatto che questi cambiamenti passano attraverso il nostro organismo nella sua totalità, andando quindi a coinvolgere anche i metabolismi, la digestione, la circolazione, la respirazione, insomma tutti quei processi biologici fondamentali che regolano tutte le funzionalità del nostro corpo.
Questo coinvolgimento totale va anche a toccare il nostro stile di vita, il che è un fattore fondamentale per la riuscita di un programma per dimagrire, poiché coinvolge anche la componente psicologica del soggetto: se non siamo convinti al cento per cento di ciò che stiamo facendo, o dell’efficacia del programma per dimagrire che abbiamo scelto di seguire, risulterà molto più difficile per nostro corpo adottare le abitudini che gli possono permettere di perdere peso. Tutta questa premessa ci porta ad una conclusione, che magari è ovvia ma di cui non sempre ci si rende conto: è cosa buona e giusta informarsi sempre e comparare, quando possibile, più di un programma per dimagrire prima di compiere la nostra scelta.
Proprio qui ci viene incontro uno strumento estremamente utile ed aggiornato: si tratta del sito web Formamigliore.it, una risorsa online che permette di trovare il programma per dimagrire più adatto a noi. Se ci capita di aprire il loro articolo Programma per Dimagrire, infatti, vedremo come il sito ha in maniera molto intelligente, messo a confronto più di un programma fra i più diffusi e celebri del momento, segnalando pro e contro ed analizzando nel dettaglio le componenti del singolo programma, così come le opinioni di chi ha scelto uno o l’altro programma per dimagrire. Esortiamo chiunque fosse seriamente interessato ad iniziare un programma di questo tipo a dare un’occhiata a questo sito, e di farne buon uso per farsi una cultura, per così dire, riguardo a tutto ciò che è fondamentale sapere in casi come questo.
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RITA ZINGARIELLO: “BALLO FERMA” È IL NUOVO SINGOLO DELLA CANTAUTRICE PUGLIESE

Un’ironica autobiografia assume le sembianze di una canzone che mette a nudo, tra rock e dance, l’animo più intimo dell’artista.
«La fretta, la curiosità, l’inutilità delle parole… Non può esserci tempo per la noia! Ballare, mangiare, parlare nel proprio unico modo, decidendo di essere solo come si è, sognando e senza arrabbiarsi mai». Rita Zingariello
In un’atmosfera danzante e fluttuante, manifesta il suo desiderio di trovare leggerezza in quelli che si ostinano a prendersi troppo sul serio. Durante le prove, l’abbaio ritmico e intonato di Babi, il bassotto di Vincenzo (chitarrista e arrangiatore del disco), diventa ispirazione per il ritornello e si unisce al Duni Jazz Choir di Mario Rosini. Il risultato è un mix frizzante di sonorità acustiche e ritmiche che strizzano l’occhio da un lato al rock, dall’altro alla dance.
“Il canto dell’ape” è un disco di ampio respiro che si colora di un sound contaminato che va a supporto di una vocalità limpida e diretta.
Le atmosfere e le influenze che hanno ispirato il disco sono tante e diverse tra loro, dal pop d’autore all’indie-rock, dalla musica dub al bluegrass, con sonorità vintage e moderne insieme, dove la costante è l’uso di strumenti acustici, uniti a un utilizzo minimale dell’elettronica, intesa come strumento aggiunto. La voce “pulita” e la semplicità dei testi conducono attraverso un viaggio fatto di verità e rinascite, dove parole e melodie si contaminano con l’aria più internazionale degli arrangiamenti.
DICONO DI LEI
“Rita Zingariello è brava (…), in quest’album la sua voce, limpida e straordinariamente pulita, ha un risalto del tutto speciale.” Francesca Incudine – Blow Up
“Il Canto dell’Ape è un disco pregiato con un suono sicuro, un arrangiamento assai padrone della letteratura e della cantautrice che vuole diventare”. Exit Well Rivista
“(…) Una bella scrittura artigianale italiana, quella d’autore, (…) un lavoro di grandissimo spessore lirico e con una produzione assai interessante, che danza con naturalezza tra le pagine classiche ma anche tra le contaminazioni francesi, argentine, spagnole, da un bluegrass di slide guitar alle fisarmoniche da tango. Il pop made in Italy è anche e soprattutto questo, con scritture dalla forma canzone non sfacciatamente didattica e con un piglio assai personale e ricco di tantissima libertà espressiva”. LoudVision
“Il progetto musicale della cantautrice pugliese ti cattura fin dalle prime note, e non si può che restare affascinati dalla dolcezza, dalla grazia, dalla semplicità e dalla gentilezza, con cui la voce di Rita Zingariello, cristallina e sincera, cattura sogni (…) facendoli rivivere nei testi delle sue canzoni”. Peppe Saverino – MusicMap
Etichetta: Volume!
Radio-date: 15 giugno 2018
Pubblicazione: 6 aprile 2018
BIO
Rita Zingariello, nata a Gravina in Puglia, a cavallo tra il segno della Vergine e della Bilancia.
Sin da bambina studia pianoforte, per poi avvicinarsi al canto, materia nella quale si diploma nel 2005. L’attrazione esercitata dalla musica e la necessità di “materializzare” pensieri ed emozioni, hanno reso piuttosto immediata la personale scelta di iniziare a comporre. Nel 2008 il suo primo EP da cantautrice, “E’ alba”, segnerà l’inizio di un’intensa attività di live. Nel 2012 vince il Contest “Musica è” e nello stesso anno è tra i vincitori di Sanremo rock e finalista di Castrocaro.
Negli anni seguenti sente la necessità di ampliare i suoi ascolti e avvicinare le sue produzioni a mondi diversi dal pop. Si avvicina così alla musica jazz con un progetto inedito, “Incondizionatamente”, con Daniele e Tommaso Scannapieco, Ettore Carucci e Giovanni Scasciamacchia, che ottiene numerosi consensi da parte di un pubblico più critico.
Nel 2014 arriva il suo secondo lavoro discografico, “Possibili percorsi”, con la produzione artistica di Phil Mer, pubblicato da “Digressione music”. Dal 2015 ad oggi è tra i finalisti e vincitori di vari Festival in Italia: Frequenze Mediterranee, Biella Festival, Festival della Canzone Friulana, Voci per la libertà per Amnesty International, UP, Festival dell’Alta Murgia, Red Bull Tour.
Apre, tra gli altri, i concerti di: Gino Paoli e Danilo Rea (2013), Paola Turci (2015), Mario Venuti e PFM (2016). Nel 2017 diventa protagonista di un tour dedicato ai maggiori successi di Mogol, dove è lo stesso autore a volerla al suo fianco sul palco, come interprete e cantautrice.
Da aprile 2017 comincia a lavorare al suo nuovo disco “Il canto dell’ape” e con l’amico chitarrista Vincenzo Cristallo comincia una stretta collaborazione sugli arrangiamenti dell’album.
Sceglie di produrre personalmente il disco attraverso quella che si rivelerà essere una delle campagne di crowdfunding di maggior successo registrate sulla piattaforma di Musicraiser, con oltre 200 sostenitori e un obiettivo più che raddoppiato.
L’uscita del disco ha poi subìto un’interruzione improvvisa e la forzata attesa è trascorsa attraverso un gioco, “Cover a richiesta”, che da agosto 2017 ad oggi, ha riscontrato, sui profili social dell’artista, un’importante partecipazione e numerose condivisioni.
Contatti social
Facebook www.facebook.com/rzrita/
Instagram www.instagram.com/ritazingariello/
Twitter twitter.com/rzingariello
Canale Youtube YouTube.com/c/RZingariello
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Enfante terrible dalla Casa Editrice Hogwords
Si può essere nati cattivi? Sì.
Marina era vivace, bella, intelligente, benestante. Viveva in una cittadina di provincia dove i rapporti umani sono tutto. Lei aveva un solo difetto. Si eccitava con la sofferenza ed aveva trovato il posto migliore del mondo per divertirsi: una fabbrica della RTF…
Enfante terrible è l’ottavo libro più venduto dalla Casa Editrice Hogwords. Paradossalmente è acquistato più dalle donne che dagli uomini anche se narra le vicende di una di loro e dei suoi sadici divertimenti. Il sadismo, è ovvio, non è femminile così come non è maschile. E’ purtroppo una patologia umana e chi ne soffre va curato. La storia forse è vera e forse no. Ciò che è certo è che mi è stata raccontata. Io l’ho solo romanzata…
In vendita su piattaforma Amazon.
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Cosa non devi fare su un unità SSD
Ci sono alcune operazioni che non bisogna mai fare su un computer con unità SSD, anche se erano abituali on i normali dischi rigidi:
Non deframmentare
I dischi SSD non devono essere mai deframmentati. Di solito questa operazione viene effettuata sui dischi rigidi per aumentarne le prestazioni liberando spazio, ma sulle unità SSD è totalmente inutile.
Inoltre i settori di archiviazione su un’unità SSD hanno un numero limitato di scritture quindi la deframmentazione, che sposta i dati da una parte all’altra del disco, avrà come conseguenza di rovinare la memoria SSD.
Non memorizzare file di dimensioni troppo elevate
Le unità SSD sono più piccole, più leggere e più veloci rispetto ai normali dischi rigidi, ma di solito hanno capacità piuttosto ridotte. L’unità SSD è quindi l’ideale per fare girare il sistema operativo del computer e i vari programma, ma è assolutamente inadatta per registrarci sopra videogiochi o film.
Riempire l’unità può rallentare di molto le prestazioni, quindi per i file di grandi dimensioni è consigliato acquistare un hard disk esterno.
Non riempire l’unità SSD
Come già accennato al punto precedente, è importante, per tenere il computer veloce, lasciare sempre un po’ di spazio libero sul disco a stato solido. Il problema è che quando un disco SSD ha molto spazio libero, ci sono molti blocchi vuoti quindi quando si va a scrivere un file, trova subito dove metterli.
Quando un SSD ha poco spazio libero, i blocchi sono tutti parzialmente riempiti. Quando si va a scrivere un file, il computer dovrà leggere un blocco non vuoto nella sua cache, modificarlo con i nuovi dati e poi scriverlo sul disco.
I file eliminati non sono recuperabili tramite i normali programmi di recupero dati
Le unità SSD utilizzano il comando TRIM, che permette ad un sistema operativo di indicare i blocchi che non sono più in uso in un’unità a stato solido (o “SSD”), come ad esempio i blocchi liberati dopo l’eliminazione di uno o più file.
Solitamente, nei normali sistemi operativi, i file eliminati vengono semplicemente contrassegnati come file da sovrascrivere, rimanendo quindi in attesa all’interno del PC per essere sovrascritti quando verranno immessi nuovi dati.
Nei sistemi operativi che supportano TRIM invece i file vengono eliminati immediatamente. Quando si elimina un file, il sistema operativo informa il disco a stato solido che il file è stato eliminato con il comando TRIM, ed i suoi settori vengono immediatamente cancellati e non possono più essere recuperati.
Articolo offerto da Recovery Italia, centro di recupero dati hard disk professionale a Roma: http://www.recuperodatiroma.com/
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Alcuni consigli contro le zanzare
Il contatto con la zanzara è sempre fastidioso: anche se non arriva a pungerci, il suo ronzio notturno disturba il nostro sonno. Se ci punge, e siamo particolarmente sensibili, ci provoca vistose reazioni cutanee.
Il ciclo vitale della zanzara passa attraverso quattro fasi: uova, larva, ninfa e adulto. I primi tre stadi sono legati all’ambiente acquatico mentre quello adulto all’ambiente aereo. Le uova, singole o in gruppo, possono essere deposte sull’acqua oppure vicino alla superficie, ma pur sempre in ambiente umido. Quelle deposte direttamente sulla superficie dei corpi idrici presentano diversi sistemi che sfruttando l’aria ne permettono il galleggiamento.
Nel periodo favorevole possiamo trovare le larve nelle più svariate raccolte d’acqua, dai tombini ai fossi, dai contenitori vuoti riempiti di acqua piovana alle vasche ornamentali, dai cavi degli alberi ai piatti di raccolta d’acqua dei condizionatori.
Gli adulti, nei periodi caldi, si riposano in ambienti bui e freschi e su siepi, mentre in inverno prediligono i nostri scantinati, soprattutto la zona caldaia, dove riescono a sopravvivere alla stagione fredda.
Per difendersi dal fastidio delle zanzare la prima azione da effettuare è quella di impedire la deposizione delle uova e lo sviluppo delle larve.
Per fare questo occorre agire sugli habitat acquatici che noi stessi il più delle volte creiamo direttamente o indirettamente senza rendercene conto:
- Rimuovere qualsiasi recipiente che, lasciato alle intemperie, possa riempirsi di acqua: bidoni di metallo privi di coperchio, secchi per vernici, bottiglie rotte, lavandini e vasche da bagno inutilizzati, copertoni abbandonati, ecc.
- Se non è possibile rimuovere il recipiente, si può agire in due modi: svuotarlo nel periodo primaverile-estivo almeno una volta alla settimana; coprire l’apertura con una rete molto fine, come quella per zanzariere, in modo da impedire alla femmina di zanzara di arrivare alla superficie dell’acqua e deporre le uova.
- Se si possiedono vasche o fontane ornamentali, introdurre nell’acqua dei predatori come il pesciolino rosso (che resiste bene alle temperature invernali) o la gambusia. Utili anche le rane, sia i girini che gli adulti.
Per proteggere l’ambiente in cui viviamo risulta invece utile mettere in atto dei pratici accorgimenti:
- Prima di irrorare l’ambiente (e noi) con prodotti chimici disinfestanti appuriamo che si tratti veramente di zanzare. Spesso sono le “Tipule” a pagarne le spese: si tratta di insetti dalle lunghe zampe che assomigliano alle zanzare ma non pungono!
- Contro l’ingresso degli adulti dall’esterno sono efficaci le zanzariere da applicare a tutte le finestre dell’appartamento.
- Chi possiede un terrazzo può disporre piante che emanino essenze molto forti come il geranio. Non dimentichiamoci però di togliere l’acqua dal sottovaso altrimenti ci troveremo con un personale e fastidioso allevamento di zanzare.
- E d’inverno? Il pericolo sembrerebbe passato ma possiamo ancora fare qualcosa: teniamo pulita la zona caldaia, mettendoci delle zanzariere nelle prese d’aria comunicanti con l’esterno: eviteremo di dare alloggio gratuito per tutto l’inverno ai fastidiosi ospiti.
Easypower, costantemente impegnata nella ricerca e commercializzazione di prodotti innovativi, ha realizzato la prima zanzariera magnetica su misura, adatta a tutte le porte e finestre e con sistema di montaggio tutelato da brevetto. La zanzariera magnetica pratica, economica e indistruttibile.
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Nuove norme UE autotrasporto: si punta a maggiore flessibilità e sicurezza
La Commissione Trasporti del Parlamento Ue ha approvato nei giorni scorsi il pacchetto di proposte contenente nuove norme riguardanti aspetti strategici per l’intero autotrasporto europeo. L’obiettivo è chiaro: garantire una maggiore flessibilità nell’applicazione delle regole senza pregiudicare il principio fondamentale della sicurezza stradale, con particolare riferimento ai tempi di guida e di riposo dei conducenti.
E in effetti la nuova riforma prevede la possibilità di alternare riposi regolari e riposi ridotti e quella di rientro a casa per gli autisti al termine delle ore di guida. Per quel che concerne il riposo lungo in cabina, la nuova proposta ne conferma il divieto ma apre alla possibilità di riposare a bordo del mezzo in aree attrezzate sia dal punto di vista della sicurezza che da quello igienico.
Ma di particolare interesse è anche la norma che vieta nuove operazioni di cabotaggio prima che siano trascorse 72 ore, ovvero un periodo di “raffreddamento”. Le norme sul distacco del personale, che prevedono la stessa retribuzione degli autisti residenti, si estendono non solo al cabotaggio ma anche alle tratte stradali dei trasporti combinati.
In materia di cabotaggio, introdotte precise limitazioni in riferimento al tempo trascorso nel Paese ospitante, nonché il limite di 2 giorni di permanenza in altro Stato a seguito dello scarico di merci in un trasporto internazionale, punto quest’ultimo molto interessante per il comparto trasporto bisarca.
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Bespoke luxury by Elite Stone: quando l’interior si veste di marmo
Verona, Giugno 2018 – Non solo home, lighting e bathroom, il marmo seduce con la sua bellezza naturale e viene impiegato in molti elementi di interior. Elite Stone fa proprio questo: seleziona marmi nobili e sofisticati che sottolineano la capacità dell’azienda di distinguersi con un mood ben definito, rivolto alla perfezione. Tutta la casa diventa così un total look Elite Stone per uno spazio dal fascino contemporaneo ed ambientazioni esclusive e non convenzionali.
Le nuove proposte Elite Stone per la zona dining presentano composizioni d’effetto e superfici extra lusso: qui il marmo si sposa con altri materiali naturali. Protagonisti indiscussi tavoli e tavolini, impreziositi dal top in marmo e dalle gambe in legno massello laccato lucido o rivestite in pelle con inserti cromati. Uno stile che dona eleganza e personalità a luoghi dove l’ospitalità e la convivialità sono al centro, senza dimenticare un tocco chic e armonioso. Per perfezionare l’home styling, Elite Stone propone sedie ed imbottiti customizzabili e disponibili in morbido velluto o pelle pregiata, con accurati dettagli in marmo.
Un’altra icona di stile firmata Elite Stone è sicuramente la petineuse, un piccolo lusso al femminile che accompagna la beauty routine. Ideali per la camera da letto, le petineuse Elite Stone sono veri e propri gioielli, personalizzabili nei materiali e nelle finiture, dotate di specchio, vani contenitori ed illuminazione LED interna. Che sia un sogno rosa come il Pink Onyx, l’effetto grintoso del Portoro, la delicatezza grigio perla del Fior di Bosco o l’intensità opalescente del Lemurian Blue, le petineuse sono belle e funzionali. La struttura, disponibile in finitura cromata, laccata lucida, foglia oro e rivestita in pelle con cuciture fatte a mano, è abbinata cromaticamente con il top in marmo o onice. Dotato di chiusura elettronica con tecnologia Bluetooth, questo elemento d’arredo è sinonimo di sicurezza, innovazione e riservatezza. A completare la petineuse, il pouf coordinato in pelle e finiture personalizzabili.
“Il nostro vantaggio è essere produttori” ha affermato Tetyana Kovalenko, CEO di Elite Stone “conosciamo in modo approfondito i materiali e li esaltiamo nelle nostre proposte di design total home. I progetti Elite Stone nascono proprio dalle cave più prestigiose, dove personalmente scelgo marmi e onici con caratteristiche differenti, ma che hanno in comune l’eccellenza assoluta. Da qui costruiamo insieme al cliente progetti personalizzati e quindi unici ed esclusivi. Il nostro obiettivo è raccontare storie straordinarie attraverso l’uso sapiente del marmo”.
Elite Stone srl
Viale dell’Industria, 169
37020 Volargne di Dolcè (VR) – Italy
[email protected]
T. +39 045 6862898
www.elitestone.it
www.esatelier.itPress office Terzomillennium
[email protected]
T. +39 045 6050601
www.terzomillennium.net -
Le matrici per presse piegatrici e le loro caratteristiche
Come fare a ottenere oggetti in lamiera metallica di forma, piegatura e dimensioni precise, partendo da fogli piani di materiale? La risposta è semplice: utilizzando delle presse piegatrici, che per mezzo di stampi (o matrici) e punzoni permettono di creare pressioni sul materiale iniziale tali da deformarlo in maniera controllata e definitiva.
A seconda della tipologia di macchina utensile è possibile incontrare diversi meccanismi di azionamento, ad esempio pneumatico o elettrico, così come differenti movimenti degli elementi della pressa piegatrice (es. rotatorio, rettilineo o circolare), ma un aspetto comune a tutti i macchinari è quello dell’intercambiabilità degli utensili.
Essi esistono infatti in una gamma davvero ampia di varianti e permettono così, a seconda dell’attrezzaggio che viene di volta in volta predisposto per la pressa piegatrice, di creare una varietà pressoché infinita di prodotti a partire da un’unica macchina utensile.Affinché le lavorazioni siano sempre precise e i lotti prodotti siano caratterizzati da un’elevata omogeneità è necessario che punzoni e matrici delle presse piegatrici siano realizzati con materiali particolarmente resistenti all’usura e in grado di durare a lungo nel tempo.
Tali utensili, inoltre, devono essere provvisti di meccanismi di bloccaggio che permettano di tenere ben saldo l’utensile durante tutta la lavorazione, e siano al tempo stesso facilmente sganciabili e agganciabili così da ridurre i tempi morti.
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Eni lavora per la sostenibilità: l’AD Claudio Descalzi a Corriere Orizzonti
Abbandonare la cultura dello spreco per abbracciare l’economia circolare e colmare la “fame di energia” che c’è nel mondo: il pensiero dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi nello speciale Orizzonti del Corriere della Sera.
Claudio Descalzi: l’intervista a Corriere Orizzonti
Dalle pagine del Corriere della Sera l’AD di Eni Claudio Descalzi invita a “cambiare il nostro modo di pensare e di comportarci” abbandonando la cultura dello spreco, perché “le risorse non sono infinite”. Nello speciale Orizzonti, in un approfondimento sul futuro dell’energia e sui nuovi modelli di sviluppo sostenibile, il manager ha spiegato che in Eni la trasformazione ha riguardato la raffinazione e la chimica: “Siamo andati verso un’efficienza maggiore soprattutto nella riduzione delle emissioni attraverso una rifocalizzazione dei prodotti che vengono da un’economia circolare, dal riutilizzo di biomasse vegetali o di residui di grassi animali e vegetali per la produzione di green diesel”. Sempre in questa prospettiva Claudio Descalzi ha voluto sottolineare come il gruppo sia uno dei primi ad aver avviato progetti di riconversione green trasformando raffinerie tradizionali in bioraffinerie: “Per le riconversioni in ottica green, per le attività di ricerca e bonifiche abbiamo speso circa 5 miliardi negli ultimi 6 anni e nel prossimo quadriennio contiamo di spendere oltre 4 miliardi”.
Claudio Descalzi: “Risorse non infinite: il futuro è l’economia circolare”
E in futuro? Claudio Descalzi non ha dubbi: la strada da percorrere porta “verso un sistema meno impattante”. Nel mondo c’è “fame di energia”, come ha detto l’AD di Eni: “Le rinnovabili sono ancora intermittenti, hanno bisogno di spazi enormi e poi ci deve essere continuità”. Gli idrocarburi potranno garantire ancora per un certo periodo di tempo la sicurezza energetica, ma è comunque necessario un cambio di approccio culturale. Per Claudio Descalzi il futuro deve essere l’economia circolare, il sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo: “Le componenti più inquinanti devono essere tolte, le centrali più inquinanti devono essere modificate, ci vogliono investimenti in tecnologia per fare queste trasformazioni”. Eni non si farà trovare impreparata: “Per le riconversioni in ottica green, per le attività di ricerca e bonifiche abbiamo speso circa 5 miliardi negli ultimi 6 anni e nel prossimo quadriennio contiamo di spendere oltre 4 miliardi”.
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Auro Palomba: professionista nell’ambito della comunicazione aziendale
Con i suoi 30 anni di esperienza nel mondo della comunicazione, Auro Palomba è Fondatore e Presidente di Community Group, ed è considerato uno dei principali esponenti italiani in materia di advisoring.
Auro Palomba: l’esperienza nel settore della comunicazione
Classe 1964, Auro Palomba, subito dopo la laurea in Scienze Politiche, inizia un percorso che lo porta a diventare uno dei principali esponenti italiani in ambito di reputation management e comunicazione. Oggi è tra gli advisor più autorevoli e competenti: ha analizzato i meccanismi della comunicazione dai più disparati punti di vista, iniziando come giornalista economico e scrivendo per importanti testate come Il Giornale, sotto la guida di Indro Montanelli, e Il Messaggero. Dopo quindici anni di esperienza in redazione, Auro Palomba diventa Vice Presidente e Direttore Generale della “Maurizio Costanzo Comunicazione”; successivamente, Direttore della Comunicazione per aziende e istituzioni finanziarie, per poi entrare nel mondo dell’advisory. Ha condotto trasmissioni e talk show televisivi su temi economici e finanziari, per Class CNBC, TeleLombardia e Canale Italia. Membro del CdA di Save the Children Italia, insegna comunicazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova e Marketing sportivo allo Iulm di Milano, ed è parte della Consulta degli Esperti della Presidenza della Commissione Finanze della Camera. Nel 2017 è stato insignito del premio Professionista dell’anno nella categoria “Financial PR” dai Financecommunity Awards. L’anno precedente era stato l’intero team di Community Group, fondata dal manager nel 2001, a vincere nella categoria.
Auro Palomba: l’attività di Community Group
Auro Palomba è Fondatore e Presidente di Community Group, gruppo leader nel reputation management di grandi aziende familiari italiane ed estere. “Con Community analizziamo le necessità delle aziende, cerchiamo di capire quali dati e informazioni possono avere appeal per i media e l’opinione pubblica” sottolinea il manager in una intervista del 2012 a 7 Gold. L’obiettivo di Community è quello di supportare e affiancare i grandi gruppi finanziari e industriali nella tutela e nella gestione della loro reputazione, comunicandone chiaramente la storia, le tradizioni e i valori. “Il talento del bravo advisor”, spiega Auro Palomba, “sta proprio nell’individuare il vestito più adatto per la comunicazione dell’azienda che dobbiamo assistere”. Dal 2001 Community Group è cresciuta espandendo le proprie attività in diversi ambiti della comunicazione. Divenuta un Gruppo multidisciplinare con sedi a Milano, Treviso e Roma, attualmente include diverse aree specializzate: Auro Palomba è Presidente di Community Strategic Communications Advisers e di Community Pubblic Affairs, oltra a occuparsi della direzione della divisione Community Media Research
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Abbigliamento Personalizzato, l’ultima moda dell’estate.
Scopri l’ultimo trend che sta spopolando questa estate, l’abbigliamento personalizzato da creare come vuoi.
L’estate 2018 è all’insegna della personalità, sei pronto per mostrare a tutti il tuo stile unico?
Scopri con noi perché dovresti scegliere l’abbigliamento personalizzato.Distinguiti dalla massa, indossa uno stile unico e originale e fatti notare ovunque tu vada, attraverso l’abbigliamento personalizzato difatti, puoi esprimere al meglio la tua personalità e le tue idee.
Le illimitate possibilità di scelta rendono l’abbigliamento personalizzato un’occasione unica per stampare i tuoi pensieri e le tue idee creative. Il procedimento è molto semplice, basta scegliere il capo di abbigliamento e inserire la propria grafica, fotografia o frase e riceverla comodamente a casa, pronta per essere indossata.
Creare e stampare le proprie idee inoltre rende l’abbigliamento personalizzato perfetto anche per realizzare un regalo unico per le tue persone più care, per stupirle e donare loro un pensiero veramente originale.
Se anche tu sei stanco delle solite t-shirt prova subito l’abbigliamento personalizzato, l’unica alternativa fatta veramente su misura per te.
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Riabilitazione della mano nel bambino
Nel momento in cui nasce un bambino i genitori vivono una parentesi di assoluta felicità, ma una eventuale diagnosi legata ad una malformazione che interessa le mani può gettare nello sconforto ed essere comprensibilmente causa di ansia e preoccupazione. Oggi ad ogni modo la medicina ha fatto passi da gigante, ed è bene per questo affidarsi ad una equipe di professionisti che possa accompagnare il piccolo paziente nel suo percorso riabilitativo. Il reparto di chirurgia della mano del Dott. Giorgio Pajardi effettua interventi volti al recupero della mano e dell’arto superiore tenendo conto delle necessità del bambino.
L’equipe vanta anche una neuropsicomotricista, che accompagna i piccoli pazienti nel loro percorso riabilitativo già a partire dalla fase post-operatoria, e grazie alla quale è possibile promuovere lo sviluppo delle potenzialità del bimbo mediante specifiche strategie ludiche di approccio. Nel corso della prima visita il terapista prenderà in carico il bambino stabilendo il programma riabilitativo più idoneo, sia nel caso di terapia conservativa che chirurgica, tenendo conto dell’età e delle necessità del piccolo paziente, il quale verrà accolto assieme alla sua famiglia in un ambiente colorato e pensato appositamente per i più piccoli, all’interno del quale la terapia si effettua anche attraverso il gioco.
Il gioco è infatti lo strumento più importante che il terapista ha a disposizione per conquistare la fiducia del bambino, e grazie alla sua creatività sarà possibile raggiungere l’obiettivo desiderato. Questa sarà per i genitori anche l’occasione per condividere con il terapista le proprie sensazioni e ricevere le istruzioni adeguate per poter esercitare anche a casa i trattamenti in maniera corretta, così da proseguire con le terapie riabilitative anche al di fuori della struttura medica. Per contattare il centro riabilitazione della mano del Dott. Giorgio Pajardi è possibile contattare il recapito telefonico 0285994805 o visitare il sito lariabilitazionedellamano.com
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Il percorso manageriale di Alessandro Benetton e le operazioni di 21 Investimenti
Presente in diversi mercati e più settori, 21 Investimenti è diventata nel corso degli anni un modello da imitare: la società fondata da Alessandro Benetton è arrivata infatti a un totale di vendite pari a 1,3 miliardi di euro.
Nadella Group: la soddisfazione di Alessandro Benetton per l’importante cessione
L’operazione Nadella Group rappresenta un esempio illustre di quale sia il modello 21 Investimenti e di come la società guidata da Alessandro Benetton abbia potuto totalizzare nei suoi 25 anni di esistenza vendite per 1,3 miliardi di euro. Ceduta per il 100% ai fondi gestiti da Icg Plg, Nadella Group ha vissuto dal 2014 a oggi un profondo mutamento, trasformandosi da realtà industriale italiana, con tre stabilimenti in tutto il Paese, a player strategico internazionale, grazie ad alcune importanti acquisizioni in Germania e Giappone e alla realizzazione di un nuovo insediamento a Concorezzo (Milano). 21 Investimenti ha infatti contribuito in maniera determinante a questa crescita, manifestatasi anche attraverso un incremento del fatturato, passato a 70 milioni di euro, e dei prodotti in catalogo. La trasformazione di Nadella Group in una “multinazionale tascabile” è uno specchio della filosofia di Alessandro Benetton, basata sull’accelerazione della crescita e sul miglioramento dell’efficienza industriale delle società acquisite nell’ottica di una valorizzazione delle stesse sul mercato. Una strategia efficace sul lungo periodo.
Alessandro Benetton: le principali operazioni di 21 Investimenti negli ultimi 25 anni
Con più di 90 investimenti completati in un quarto di secolo, 21 Partners ha costituito un portafoglio che comprende realtà industriali di media dimensione attive in Italia, Francia, Svizzera e Polonia. Attraverso queste partecipate, la società di Alessandro Benetton opera in diversi settori di mercato: dalla moda (Gianni Chiarini, Philippe Model e, dal 2011 al 2015, Pittarosso) al food (Forno d’Asolo, Ethical Coffee e, fino al 2016, Farnese Vini). 21 Investimenti ha un ruolo attivo anche all’estero: il portafoglio francese comprende infatti DL Software, Impact, Dgf, Daltys, Synerlab, Oberthur, Cleor e Skill & You, mentre quello polacco è costituito da Sare, Apaczka, Red Rubin / Minty dot, Hollywood, Tmx, e Monevia. Dall’unione di queste realtà industriali il gruppo di Alessandro Benetton arriva a vantare un fatturato pari a 1,3 miliardi di euro. La Francia rappresenta il mercato di riferimento con un totale di quasi 745 milioni di euro, seguita dall’Italia (417 milioni di euro) e dalla Polonia (122 milioni di euro). Numeri che rendono 21 Investimenti un modello altamente competitivo a livello internazionale.
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Piani di zona 2018-2020: La nuova programmazione sociale locale
Entro il 30 giugno 2018 l’ATS di Bergamo invierà a Regione Lombardia i Piani di Zona 2018-2020 degli Ambiti Territoriali.
Il Piano di Zona, una sorta di piano regolatore delle politiche sociali, è lo strumento programmatorio attraverso il quale gli Ambiti Territoriali dell’ATS di Bergamo, in forma associata e in collaborazione con altri soggetti che a diverso titolo sono attivi sul territorio, progettano un piano integrato di interventi per realizzare la rete locale di servizi sociali. Questo significa far collaborare e lavorare, in modo coordinato ed efficace per i cittadini, soggetti istituzionali e non, pubblici e privati, per l’attuazione di interventi a favore di anziani, disabili, minori e famiglie, ma anche di interventi relativi a politiche giovanili e prevenzione, disagio adulto, salute mentale.
Una novità significativa per questa nuova triennalità è che i Piani di Zona dovranno ricomprendere nella loro programmazione anche i nuovi provvedimenti nazionali e regionali per il contrasto alla povertà (Re.I-Reddito di Inclusione), per il sostegno a persone affette da grave disabilità ma prive del sostegno familiare (Dopo di Noi) e per il welfare abitativo.
Per i cittadini bergamaschi questa è una notizia importante: basti pensare che nei 243 Comuni del territorio dell’ATS di Bergamo l’investimento per i Servizi Sociali ammonta a più di 140 milioni di Euro all’anno ed è garantita per il 74,06% dai Comuni stessi, per il 10,68% dalla compartecipazione alla spesa da parte del cittadino e solo dal restante 15% da trasferimenti nazionali e regionali a favore dei Comuni associati.
I Comuni dell’ATS di Bergamo hanno aumentato costantemente negli anni la spesa per l’investimento sociale: in dieci anni sono passati da 90 milioni agli attuali 140 milioni di Euro all’anno, registrando un aumento delle risorse allocate nelle aree disabilità, minori e famiglie.
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La massima qualità comincia dai componenti
Varvel, da sempre attenta alla soddisfazione della clientela internazionale, sceglie anelli di tenuta premium a marchio Freudenberg per l’intera gamma di riduttori.
Il Gruppo Varvel, specializzato nell’ideazione, nella produzione e nella commercializzazione di sistemi di trasmissione di potenza, dal 1955 si propone alla clientela internazionale come partner di fiducia per la fornitura di organi di trasmissione per applicazioni di piccola e media potenza.
Da sempre l’azienda si impegna per mantenere il più elevato livello di qualità e lo fa a partire dall’attenta selezione dei fornitori esterni. In quest’ottica Varvel ha scelto come fornitore degli anelli di tenuta un marchio premium del settore, in grado di soddisfare le richieste sempre più articolate del mercato: Freudenberg, storica realtà tedesca specializzata in diversi segmenti della meccanica.
L’anello di tenuta è una parte fondamentale all’interno dei riduttori meccanici, in quanto impedisce la contaminazione e la fuoriuscita del lubrificante indispensabile per il corretto funzionamento di cuscinetti e ingranaggi.
Un anello di tenuta si compone principalmente di 3 parti: un inserto metallico che ne determina la conformazione, la gomma che avvolge l’inserto metallico e che permette il movimento, la molla di tenuta che garantisce l’ermeticità.
All’esterno del riduttore la gomma crea il labbro parapolvere, destinato a proteggere il riduttore dalla sporcizia esterna. All’interno forma invece il labbro principale, a contatto diretto con il lubrificante, su cui preme la molla di trattenuta per evitare la fuoriuscita del lubrificante.
Con il riduttore in funzione si crea un effetto pompaggio che garantisce una buona lubrificazione e il corretto ricambio di lubrificante nella zona di lavoro. In caso di danneggiamento o usura del labbro principale dell’anello di tenuta può generarsi una contaminazione o la perdita del lubrificante.
In generale possono essere davvero numerose le cause di perdita del lubrificante: si stima che i difetti degli anelli di tenuta siano la causa solo del 5% delle perdite a breve termine e solo del 10% di quelle a lungo termine.
Ciò nonostante, proprio l’anello di tenuta è percepito come il punto debole dei riduttori e un difetto di questo elemento rischia di ledere l’immagine del produttore del riduttore.
Oltre a questa percezione diffusa, negli ultimi anni è anche aumentata la richiesta di prestazioni delle trasmissioni meccaniche da parte dei costruttori dei macchinari. Maggiore dinamicità dei movimenti, elevata densità di potenza, maggiori pressioni, cicli di lavoro più impegnativi con frequenti start e stop, nuovi lubrificanti più ecologici ma anche più aggressivi sugli anelli di tenuta, diametri sempre più ridotti, richieste di garanzie sempre maggiori: tutti questi fattori hanno contribuito a rendere ancora più importante la scelta del giusto anello di tenuta, per mantenere alti livelli di prestazione e soddisfare la clientela. Se fino ai primi anni 2000 i riduttori venivano utilizzati su un solo turno giornaliero (per circa 2000 ore all’anno), negli ultimi 15 anni si è arrivati a due o tre turni giornalieri fino a circa 7000-8000 ore di lavoro all’anno: ciò comporta un lavoro molto maggiore in tempi sempre più ridotti, con un conseguente aumento di necessità di sessioni di manutenzione.
Durante il funzionamento del riduttore, l’albero compie un movimento rotatorio e, in funzione della velocità di rotazione, si genera uno sfregamento tra la gomma dell’anello e il metallo dell’albero in rotazione.
Questa frizione genera calore, tanto più elevato quanto più gravosa è la pressione tra la gomma e la superficie dell’albero del riduttore. Se si prende come esempio un anello di tenuta con un albero di 45 mm di diametro che ruota ad una velocità di 3000 rpm, esso genera una coppia di attrito di circa 0,3 Nm, una potenza dispersa di circa 65 W, equivalente ad un calore specifico pari a circa 220 W/cm2 s: tale calore specifico equivale più o meno a 30 volte quello generato da una normale piastra a induzione utilizzata nelle moderne cucine.
È quindi del tutto normale che l’utilizzo del riduttore porti all’usura dell’anello, che prima o poi darà luogo a un trafilamento di olio. L’aumento delle ore di operatività annuali richieste dal mercato porta conseguentemente a un’usura più rapida dell’anello di tenuta.
L’aspettativa di vita media di un anello di tenuta dipende dal tipo di gomma scelta. Per le applicazioni dei riduttori Varvel vengono usati principalmente due tipi di compound: NBR, con una garanzia di funzionamento di circa 3000-5000 ore e FKM (Viton) con un’aspettativa fino a 5000-7000 ore per il viton standard edin alcuni casi con mescole di Viton speciali si poosono raggiungere anche le 20000 ore di vita. Per tutte le applicazioni che prevedono attività caratterizzate da una velocità fino a circa 1500-2000 rpm ed una temepratura di lavoro di circa 80-100°C si utilizza la gomma NBR, dai 2000 ai 3600 rpm ed oltre e con temperature fino a 150°C è impiegato il Viton.
Per rispondere alle esigenze sempre più sfidanti sulle performance del prodotto e per mantenere un’offerta di alto livello, Varvel ha scelto di affidarsi a un’azienda riconosciuta a livello internazionale che fornisce anelli di tenuta di qualità superiore. Negli ultimi anni Freudenberg ha sviluppato soluzioni innovative, come mescole NBR più performanti, nuovi FKM con incrementi significativi della vita della tenuta e nuove configurazioni per il labbro di tenuta al fine di garantire sempre minori attriti e durate di vita superiori.
I materiali scelti possono essere impiegati in applicazioni per l’industria alimentare, in lavorazioni a temperature speciali, in associazione a lubrificanti che rappresentavano una criticità per gli anelli standard: una versatilità e una completezza di servizio che riflettono l’ampiezza delle proposte Varvel e la capacità del Gruppo di trovare sempre la migliore risposta a qualunque domanda in merito alle trasmissioni di potenza.
GRUPPO VARVEL
Dal 1955 il Gruppo Varvel progetta e realizza sistemi di trasmissione di potenza impiegati in numerosi settori dell’industria. “Know-how to do it”: Varvel ha le competenze per soddisfare al meglio le richieste dei clienti. Grazie alla grande esperienza maturata in oltre sessant’anni, Varvel offre alla clientela un’ampia gamma di soluzioni standard e prodotti personalizzati per esigenze specifiche. L’intera gamma di prodotti Varvel è progettata e realizzata in Italia, ma il Gruppo è presente in tutto il mondo con due filiali (una in USA e l’altra in India) e una rete globale con oltre 100 partner commerciali.
Ulteriori approfondimenti sono disponibili al sito www.varvel.com
Dati di contatto per maggiori informazioni:
Varvel Marketing Department – [email protected] – +39 0516721811Ufficio Stampa – Borderline Agency – [email protected] – +39 0514450204
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Trasformare il lusso in un piacere quotidiano: Francesco Pasi svela la camera da letto Ellipse
Verona, Giugno 2018 – Un luogo in cui ringenerarsi e ritrovare se stessi, che strizza l’occhio alle nuove tendenze: questa l’idea di camera da letto per Francesco Pasi, che nella nuova Collezione Ellipse crea un ambiente in cui il luxury design è protagonista.
Naturalezza e pregio del legno si incontrano con i bagliori metallici e raffinati marmi, per un design concept che conquista. Massello di Noce e Palissandro, grintosi inserti di metallo, marmi come il Nero Marquinia, Onice Cappuccino, Calacatta dorato, Emperador dark e light: le possibilità di personalizzazione sono davvero infinite, e soddisfano ogni gusto estetico ed esigenza per uno spazio totalmente made to measure.
Non solo alta ebanisteria e cromature d’effetto: il letto Ellipse, cucito sartorialmente, richiama i dettagli del comò e dei comodini per un’armoniosa continuità stilistica che seduce attraverso le imbottiture laterali in morbido velluto di cotone o pregiate pelli e Nabuk, in coordinato con la panca fondo letto ed il pouf. A completare la collezione abat jour e applique realizzate artigianalmente che possono essere personalizzate nelle finiture del legno, del metallo e del tessuto del paralume.
“L’ellisse, il cui simbolo è protagonista nella maggior parte delle creazioni della nuova collezione, ha un significato molto profondo: non rappresenta solo l’orbita descritta dal moto di un corpo celeste, ma simboleggia l’influenza positiva degli astri nella vita umana” ha affermato Francesco Pasi, titolare dell’azienda. “È stata proprio questa l’ispirazione che ci ha guidati a creare una zona notte preziosa e modulare, capace di far incontrare comfort ed estetica, per un lusso che diventa un piacere quotidiano”.
Francesco Pasi S.r.l.
Via Farfusola, 10
Bonavicina (VR)
[email protected]
T. 045 7103432
www.francescopasi.itPress office Terzomillennium
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T. 045 6050601
www.terzomillennium.net -
A «Il Cielo in terrazza»: Naike, la stella della consolle
È in arrivo una nuova, imperdibile, serata, de «Il Cielo in Terrazza», l’esclusivo format di aperitivi gourmet dedicati a cucina e mixology ospitati ogni giovedì sera dalle 18 sulla terrazza del Ristorante Ezio Gritti e guidati dallo chef e da Giovanni De Lorenzi e Luigi Arcuri, i due bartender di Cielo cocktail bar di Dalmine. Ospite speciale della serata di giovedì 21 giugno sarà la dj e modella Naike.
Eclettica dj e producer internazionale nata a Brescia, Naike è stata allieva del noto dj e docente di sound design Dario Piana, suona nei principali locali italiani, svizzeri, francesi e spagnoli, portando in console oltre al suo indiscusso fascino un sound internazionale inconfondibile. La sua carriera musicale prende il volo nel 2013 dopo una stagione estiva come dj ufficiale per il famoso stilista italiano Roberto Cavalli al Roberto Cavalli Club Cafè di St. Tropez. Da allora, è stata guest dj nelle migliori discoteche italiane ed europee, come: il Privilege di Ibiza, il Nikki Beach Club a St.Tropez, il Tito’s Club di Palma de Mallorca, il Seven Club di Lugano, il PinetaClub di Milano Marittima, il Baia Imperiale di Gabicce Mare e il Number One di Cortefranca. Il suo sound ha conquistato anche l’MTV Club Italia per il noto Sunbreak Malta 2017, evento durante il quale è stata l’unica donna ad esibirsi.
Non solo, Naike è stata dj ufficiale per il 67esimo Festival di Sanremo 2017, per il 72esimo Festival del Cinema di Venezia 2015 e dj ufficiale per il noto brand italiano di gioielli Stroili Oro durante la Vogue Fashion Night’s Out Milano 2016. Tra i suoi ultimi successi come producer si ricordano “Wanna Move“, traccia dalle sonorità house, sulla piattaforma Beatport con l’etichetta italiana Casa Rossa Label e il singolo “Hundred” che figura nella Pacha Ibiza Compilation. Naike inoltre è stata finalista a Miss Italia 2005 e testimonial di noti brand italiani di gioielli e abbigliamento.
Le sue note accompagneranno la serata che vedrà, come da prassi, le straordinarie proposte gastronomiche del cuoco Ezio Gritti, patron dell’omonimo ristorante affacciato su piazza Vittorio Veneto a Bergamo, e le creazioni dei fuoriclasse della mixology Giovanni De Lorenzie Luigi Arcuridi Cielo Cocktail Bar, il locale – laboratorio che ha reso la miscelazione una vera e propria arte.
Gli Aperitivi Gourmet, con il connubio tra mangiar bene e bere bene miscelato, stanno diventando un appuntamento sempre più apprezzato annoverando Bergamo tra le città più glamour d’Italia e d’Europa. Il tutto, grazie alle esperienze gustative uniche che lo “scieff” – semplice, concreto, impegnato, elegante, fantasioso – Ezio Gritti regala ai suoi ospiti e alle incredibili creazioni dei mixologist che con la drink list pensata appositamente per le serate al Ristorante Ezio Gritti contribuiscono a rendere l’atmosfera assolutamente unica. Per gli Aperitivi, infatti, sono proposti in via esclusiva 15 signature cocktail ricreati con distillati premium etecniche di mixology avanzate, e tra questi anche l’«EG», cocktail dedicato a Ezio Gritti a base di Carpano antica formula, Campari Bitter, Cynar, China e oli essenziali di agrumi.
Ma non è tutto: secondo quanto previsto dall’apprezzato format, chi vorrà potrà intrattenersi anche per la cena e per un piacevole after dinner, godendo del panorama mozzafiato offerto dalla terrazza del ristorante, che domina l’elegante Piazza Vittorio Veneto, con uno scorcio sulle mura di Città Alta. E, per finire, eleganza e glamour si ritrovano anche nelle raffinate proposte della Gioielleria Cornali, a testimonianza di come la cucina pulita, diretta, schietta e mirata, semplice e mai banale di Ezio Gritti sia capace di ricercare sublimi sinergie.





