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  • Eugin Distilleria Indipendente partecipa al Milano White Spirits Festival

    Eugin Distilleria Indipendente, la prima distilleria di gin in Brianza e la terza in Italia a dedicarsi esclusivamente a questo distillato, sarà presente alla quinta edizione del Milano White Spirits Festival di sabato 22 e domenica 23 febbraio.

    Eugin, a poco più di un anno dalla nascita, parteciperà alla manifestazione con i capostipiti della produzione – Eugin N°7 ed Eugin N°9 – e con tre edizioni stagionali, che hanno già valso alla distilleria brianzola numerosi riconoscimenti.

    Di Eugin N°7 e N°9 si è già detto molto: entrambi varianti di London Dry Gin, presentano note prevalenti di ginepro a cui si susseguono quelle degli agrumi e sentori erbacei il primo e note resinose e balsamiche dei germogli di abete bianco il secondo.

    Fortemente legate alla stagionalità, sono invece le tre Limited Edition presenti al Festival: Estate è caratterizzato da botaniche quali fiori di sambuco, borragine ed ortica; un gin insolito, creativo, dai netti sentori di miele di castagno e speziati. Alla terza stagione dell’anno è dedicata la Limited Edition Autunno, riconoscibile per l’abbinamento tra castagne, ginepro, coriandolo, angelica e germogli di abete bianco. Infine, Inverno: l’ultimo nato in casa Eugin è contraddistinto da note di bergamotto biologico, mandarini e clementine; rilascia lentamente, uno ad uno, i sentori e i profumi agrumati per poi dare spazio e voce al bergamotto e al ginepro.

    Eugin Distilleria Indipendente vi aspetta al Milano White Spirits Festival i prossimi 22 e 23 febbraio!

  • Sonni tranquilli e benessere psicofisico grazie a Melatonin & 5HTP Night Recovery Complex di Vitaminity

    Si parla spesso della Melatonina come elemento essenziale per il nostro organismo per avere un sonno tranquillo e riposante e una migliore qualità della vita.

    Vitaminityl’azienda e il marchio italiano che da anni opera nel settore degli integratori – dedica a questo ormone prodotto naturalmente dal nostro organismo il nuovo Melatonin & 5HTP Night Recovery Complex. Si tratta di un integratore sinergico perchè racchiude in un unico prodotto alcuni dei principali estratti vegetali che hanno dimostrato maggiore utilità nel regolarizzare il corretto ciclo sonno/veglia e favorire un naturale benessere mentale contrastando gran parte dei disturbi del sonno. Come in tutti i prodotti Vitaminity, la differenza risiede nell‘alta concentrazione dei principi attivi contenuti.

    Alla base di Melatonin & 5HTP Night Recovery Complex c’è, come ricorda anche il nome del prodotto, la Melatonina in grado di regolare l’equilibrio tra sonno e veglia e favorire quindi un migliore riposo notturno.

    Il secondo importante principio attivo è il 5-HTP (o 5 idrossitriptofano) derivante dall’estratto secco della Griffonia, una leguminosa africana. Questo elemento concorre, insieme alla Melatonina, a favorire il riposo notturno ma ha anche effetti sulla produzione della serotonina e di altri neurotrasmettitori quali dopamina, noradrenalina e beta-endorfine coinvolte tutte in numerose funzioni biologiche fra cui la regolazione del sonno, il tono dell’umore e il controllo dell’appetito.

    Melatonin & 5HTP Night Recovery Complex è quindi l’integratore ideale per raggiungere un maggior benessere psicofisico anche durante il giorno; contiene inoltre la L-Teanina, un aminoacido non proteico in grado di avere sul nostro organismo un’azione sedativa e miorilassante.

    Completano la formulazione gli estratti secchi titolati di Passiflora, Valeriana, Luppolo e Melissa, in grado di alleviare nervosismo, stati ansiosi e disturbi del sonno.

    Si tratta pertanto di un mix completo che racchiude elementi di fondamentale importanza per migliorare la qualità del sonno preservando intatta la performance cognitiva (attenzione, concentrazione ed attività motoria) e il benessere generale.

  • Mostra “Segni e sogni d’alpe. Passione, orgoglio e resilienza”

    “Segni e Sogni d’alpe. Passione, orgoglio e resilienza” è la mostra fotografica, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo che, da venerdì 21 febbraio fino a domenica 17 maggio 2020 ad ingresso libero, racconterà la montagna e la ricchezza del patrimonio gastronomico orobico attraverso l’obiettivo di Marco Mazzoleni nella splendida cornice della Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione in Città Alta di Bergamo.

    In occasione del riconoscimento di Bergamo a “Città Creativa per la Gastronomia – Unesco”, la rete creata nel 2004 dall’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura con lo scopo di promuovere la cooperazione tra le località che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile, la mostra “Segni e Sogni d’alpe. Passione, orgoglio e resilienza” si focalizza sull’attenzione e sulla cura della realtà orobica di conservare e tramandare le tradizioni alle nuove generazioni in modo spontaneo e in maniera rispettosa verso l’ambiente attraverso una selezione straordinaria di 70 foto che parla di paesaggio, cultura gastronomica, tipicità ed eccellenze del nostro territorio (Orobie bergamasche, lecchesi e valtellinesi) e dialoga con il tema del disegno storicizzato del paesaggio. I territori ricchi di storia uniscono l’elevata biodiversità a una produzione agraria di qualità maturata da antiche tradizioni e da un equilibrio tra intervento dell’uomo e natura che conferisce ai luoghi una bellezza fatta di piccoli segni che cambiano al cambiare delle stagioni.

    Cercare, trovare e interpretare questi segni aiuta a comprendere la storia, l’eleganza e la fragilità di un territorio che pur mantenendo un occhio al passato è rivolto al futuro per definire nuovi orizzonti e produrre innovazione e opportunità.

    Il progetto vede il coinvolgimento di tre autori d’eccezione che hanno contribuito con i loro contenuti a sostenere la ricerca fotografica di Marco Mazzoleni: Roberto Mantovani (giornalista e storico dell’alpinismo), Prof. Renato Ferlinghetti (Professore di Geografia dell’Università degli studi di Bergamo) e Francesco Quarna (speaker di Radio Deejay, appassionato di alpinismo).

    La mostra verrà presentata alla stampa giovedì 20 febbraio 2020 alle ore 11 presso la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione di Città Alta di Bergamo.

  • “Restare umani”: tre voci per parlare e cantare di umanità

    Tre differenti punti di vista e tre differenti modi per trattare un tema tanto complesso quanto comune: l’umanità. Questo il tema dell’incontro “Restiamo Umani”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università degli studi di Bergamo nell’ambito delle iniziative di public engagement d’Ateneo. In una società così assuefatta di fronte a immagini di violenza, a notizie quotidiane di razzismo e discriminazioni, cosa vuole dire oggi la parola “umanità”? Come possiamo “restare umani”?

    Attorno a questi temi si confronteranno, giovedì 13 febbraio alle 20.30 nell’Auditorium del Liceo Mascheroni (Via Alberico da Rosciate 21/A Bergamo), Cristiana Ottaviano, docente di sociologia del Dipartimento di scienze umane e sociali dell’Università degli studi di Bergamo, Giorgio Gori, Sindaco del Comune di Bergamo e Alessandro Sipolo, cantautore. Seguirà il concerto di Alessandro Sipolo e la sua band.

    Ingresso libero. Prenotazione consigliata inviando una mail a [email protected]. Su richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

     

    L’evento è realizzato in collaborazione con:  Acli – Molte fedi sotto lo stesso cielo; Associazione Alilò futuro anteriore; Associazione Fior di Loto; Associazione Immaginare Orlando; Associazione La terza piuma; CGIL Bergamo; Chiesa Valdese di Bergamo; CISL Bergamo; Comune di Bergamo – Assessorato alla Pace; Comune di Cologno al Serio; Cooperativa Ruah; Cooperativa sociale SER.eN.A.; Coordinamento provinciale bergamasco degli Enti locali per la Pace; Fondazione Serughetti La Porta; Liceo Mascheroni; Proteo; Rete della Pace di Bergamo; Rete Lenford; UIL Bergamo; UILDM Bergamo.

  • Storie di donne per interrogare la storia, scandire la memoria

    Nella cornice della mostra “Frida e le altre – Storie di donne, storia di guerra: Fossoli 1944”, allestista in collaborazione con Isrec Bergamo fino al 17 febbraio presso il chiostro di Sant’Agostino, l’Università degli studi di Bergamo organizza giovedì 13 febbraio una passeggiata in memoria della deportazione e la tavola rotonda “Storie di donne per interrogare la storia, scandire la memoria”.

    Ritrovo alle ore 17 presso l’ex Caserma Montelungo per la passeggiata verso la sede universitaria di Sant’Agostino dove alle 18 nell’aula 1 si terrà la tavola rotonda con la partecipazione di Elisabetta Ruffini (Isrec Bergamo), Marzia Luppi (Fondazione Fossoli), Valentina Pisanty e Maria Rosa Battaggion (Università degli studi di Bergamo), Rosangela Pesenti (UDI Velia Sacchi).

    Segue una visita alla mostra “Frida e le altre – Storie di donne, storia di guerra: Fossoli 1944” con commento degli studenti universitari che hanno fatto da guida durante il periodo d’apertura dell’esposizione.

     

  • Il Parco Faunistico Le Cornelle inaugura con un fiocco rosa la stagione 2020

    Stupire, emozionare, educare alla meraviglia della natura: è con questo desiderio che Il Parco Faunistico Le Cornelle riapre le sue porte, sabato 15 febbraio 2020, accogliendo i visitatori in uno spazio rinnovato e sempre più attento al benessere animale dove poter conoscere la nuova arrivata, la cucciola di un mese di sitatunga da oggi in cerca di un nome attraverso il contest sulla pagina Facebook del Parco dove chiunque potrà dire la propria fino a giovedì 13 febbraio 2020.

    Una parola d’ordine guida la riapertura 2020 del Parco Faunistico Le Cornelle: medicina preventiva. Anche tra gli animali, infatti, la chiave per vivere una vita in salute è la prevenzione. Da qui la decisione di rinnovare molti degli exhibit del Parco, rispettando quanto previsto dagli standard dell’Associazione Europea Zoo ed Acquari (EAZA) in modo da evitare l’insorgere di patologie negli animali e curando, al tempo stesso, il confort, la sicurezza e la qualità estetica delle strutture.

    Si parte con l’ammodernamento degli spazi dei tapiri, sia interni che esterni. Oltre ai lavori di riscaldamento, è stata ampliata la vasca, luogo particolarmente caro a questa specie, e sono stati piantati alberi ad alto fusto più fitti così da proteggerli dal sole. Gli occhi dei tapiri, infatti, sono molto sensibili ai raggi del sole. Inoltre, per prevenire eventuali patologie ai piedi, è stata aumentata la corteccia al suolo. Così, la coppia e il piccolo cucciolo che risiedono nel Parco, potranno davvero godersi appieno ogni giornata.

    Anche i box delle bongo, antilopi rare, tipiche delle foreste pluviali dell’Africa, sono stati rinnovati seguendo le indicazioni del programma di protezione animale EEP – European Endangered Species Programme – dedicato alle specie a rischio estinzione. Questi mammiferi, a causa della progressiva perdita dell’habitat naturale, si stanno riducendo drasticamente. Una perdita che proprio grazie all’impegno di molti zoo, tra cui Le Cornelle, si sta cercando di arginare. Al Parco, al momento, convivono 3 esemplari di questa specie, due giovani e una anziana e per il benessere della specie sono stati creati dei box singoli molto confortevoli, contornati da piante ad alto fusto, in cui rilassarsi ogni volta in cui lo desiderano.

    Infine, le antilopi sitatunga: il Parco ospita 7 adulti – 2 maschi e 5 femmine – e la cucciola di appena un mese, i cui exhibit sono stati ammodernati per migliorarne il confort. I nuovi box consentono anche di poter “isolare” uno o più esemplari nel caso in cui debbano essere sottoposti a cure particolari. In questo caso, si è seguito il programma di allevamento ESB European Studbook, programma di gestione meno intenso rispetto all’EEP, dedicato a popolazioni da tutelare ma non in pericolo di estinzione.

    Un tema che sta molto a cuore al neo-direttore de Le Cornelle, il dott. Maurizio Oltolina, già veterinario del Parco con esperienza decennale nella cura degli animali, nominato alla direzione lo scorso dicembre. Sua la spiccata sensibilità verso la medicina preventiva, ritenuta fondamentale per garantire una convivenza serena e in salute a tutte le specie del Parco.

    E non è tutto, perché Le Cornelle è sì novità, ma anche grandi classici. Tra questi: il rettilario inaugurato lo scorso anno, in cui ammirare nel loro habitat naturale ricreato in grandi teche riscaldate e contornate da piante, liane, tronchi e ampie vasche d’acqua, 5 specie tra cui: Pitone Reticolato ancestrale, Pitone Reticolato albino, Pitone verde, Varano delle rocce e la rarissima Iguana rinoceronte. E ancora: Pinnawala: l’Oasi degli Elefanti, l’Isola di Aldabra, l’Oasi dei Ghepardi, la coloratissima Selva Tropicale e la Savana. Luoghi in cui la natura si rivela in tutta la sua poliedricità, accompagnando grandi e piccini in un viaggio intorno al mondo da far perdere il fiato.

    «Assicurare il massimo benessere agli animali, ricreare le condizioni più simili a quelle della natura, garantire a ogni specie di sentirsi “come a casa”: è questa la missione primaria per il nostro Parco. Siamo convinti, infatti, che solo mettendo a loro disposizione le migliori cure e attenzioni, potremo contribuire concretamente alla salvaguardia di tanti animali a rischio, favorendo, al tempo stesso, lo sviluppo di un’educazione consapevole e responsabile tra le persone verso il mondo della natura. Per questo, non vediamo l’ora di ospitare anche quest’anno tantissime famiglie e scuole creando percorsi educativi ed esperienziali unici, sia in termini di emozioni che di apprendimento. Buon 2020 al Parco Le Cornelle a tutti!» – dichiara il Dott. Maurizio Oltolina, neo-direttore del Parco.

     

    IL CONTEST SU FB

    Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome alla cucciola di sitatunga avrà la durata di 3 giorni (dal 10 febbraio al 13 febbraio 2020) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, infatti, potrà partecipare alla scelta del nome della piccola commentando il post che la ritrae con la proposta di nome e il vincitore del concorso riceverà un biglietto d’ingresso omaggio fruibile durante la stagione di apertura del Parco. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento al post. Per il post è possibile indicare solo un nome. Lo staff del parco sceglierà tre nomi tra quelli proposti e saranno i fan a votare quello più bello.

    ORARI

    Dal 15 al 29 febbraio, il Parco sarà aperto dalle 9.00 alle 17.00. Per gli orari dei mesi successivi, consultare: https://www.lecornelle.it/informazioni/orari/

    Parco Faunistico Le Cornelle

    Via Cornelle, 16, Valbrembo (BG)

    www.lecornelle.it

  • Metalli Preziosi le Caratteristiche Principali dell’Oro

    I metalli preziosi sono da sempre tra gli elementi più ricercati ed amati dalle persone di ogni epoca, tra questi quello che suscita il maggiore interesse è sicuramente l’oro.
    L’oro oggi non è il metallo più prezioso in termini di valore ma è sicuramente quello a cui la maggioranza delle persone fanno riferimento per la sua storia, la sua diffusione ed i suoi molti utilizzi che lo rendono il più popolare tra i metalli preziosi.
    L’oro è anche la riserva di valore più utilizzata ad ogni livello a partire dalle banche centrali dei paesi sovrani fino ad arrivare al piccolo risparmiatore che lo può acquistare in lingotti o monete da investimento per poi in caso di necessità rivenderlo ad uno dei molti compro oro usato Firenze o di qualsiasi altro luogo.
    I metalli preziosi sono anche asset fondamentali per la stabilità dei mercati azionari di tutto il mondo che nei periodi di crisi rappresentano i porti sicuri per gli investitori privati e istituzionali.
    Il prezioso metallo giallo è anche quello più utilizzato per realizzare gioielli da indossare, in questo caso l’oro viene fuso insieme ad altri metalli più duri in quanto la consistenza dell’oro puro non sarebbe sufficiente a far mantenere le forme ad oggetti che vengono indossati e devono reggere ad eventuali pressioni e urti a cui potrebbero andare incontro.
    Allo stesso tempo la morbidezza dell’oro unita nella giusta proporzione ad altri metalli permettono a chi li realizza di ottenere forme complesse e precise non facili da creare con metalli più duri e meno malleabili.
    I gioielli d’oro al contrario dell’oro fisico da investimento basano il loro fascio anche sul fattore estetico per questo motivo devono essere trattati e nel caso puliti in modo da poter sfoggiare la loro brillantezza.
    Con il passare del tempo e l’utilizzo quotidiano i gioielli d’oro perdano la l’originale brillantezza diventando più opachi e meno luminosi, in alcuni casi sulla superficie comparire macchie verdi che vengono causate dal contatto con altri metalli preziosi e non.
    Per questo motivo si deve procedere periodicamente ad una pulizia e ad una lucidatura ce può essere effettuata anche con semplici metodi come acqua calda e nel caso di sporco di maggiore resistenza anche utilizzando del sapone di marsiglia da sciogliere nell’acqua.
    Importante quando si pulisce o si lucida dei gioielli d’oro è anche utilizzare dei panni morbidi per evitare di provocare dei graffi sulla superficie degli oggetti che potrebbe compromettere la lor brillantezza.

  • 2020 ALLA RICERCA DI DIO: QUALE DIO CERCARE?

    La Chiesa di Scientology di Milano ha ospitato l’incontro nella Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa

    “La società cambia continuamente, l’individuo sembra perso tra valori futili, vacue certezze e notizie che intendono confonderlo. Anche la politica, che in un passato non troppo lontano era terreno di confronto e crescita civile, ora è diventata terra di scontri che spesso esasperano gli animi e dividono sempre più le coscienze. Questa perdita di punti di riferimento costituisce una sfida per tutte le religioni che ora più che mai sono chiamate a unirsi, non per annullarsi l’una nell’altra, ma per cooperare verso mete comuni, quale quella di indicare all’individuo che non è un essere malvagio e che è degno di rispetto, che ha dignità”. Con queste parole di Luigi Brambani portavoce della Chiesa di Scientology, si è aperto l’incontro interconfessionale dedicato alla Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa nella cappella della Chiesa di Scientology di viale Fulvio Testi a Milano.

    Un momento ricco di spunti grazie agli interventi di studiosi, religiosi e laici come Bruno Portigliatti del Centro d’Informazione Buddhista, Luigi Berzano noto sociologo dell’Università di Torino, ma anche parroco di una comunità cattolica nell’astigiano, Elisabetta Ruspini dell’Università Milano-Bicocca, Fabrizio d’Agostini esperto di Scientology e alla conduzione del giornalista Giorgio Boccaccio direttore del mensile “Vivo”.

    “Dal confronto tra punti di vista differenti emerge un’esigenza fortemente condivisa in un panorama religioso sempre più plurale e variegato – ha sottolineato Luigi Berzano –  E questa esigenza è racchiusa nel concetto di Ana-teismo, ossia verso il teismo; verso una nuova ricerca di Dio. Una ricerca che nonostante la propaganda materialista, non è terminata, anzi, sta ritrovando nuova vivacità nell’ambito delle stesse tradizioni religiose, forse anche grazie alle nuove forme di religiosità.”

    La presentazione del libro “Anateismo Contemporaneo” (Ed. Pacini) è stata infatti lo spunto da cui l’iniziativa ha preso vita, motivando una fattiva collaborazione interreligiosa e interdisciplinare in piena adesione allo spirito della Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa attirando l’interesse di un pubblico numeroso, variegato e attento.

    “Il tema è antico quanto la storia dell’umanità, ma la chiave di lettura è completamente nuova ed  è nuovo il desiderio di capire e saperne di più, di superare barriere culturali e teologiche per riportare la ricerca del trascendente al centro della vita quotidiana e della rinascita della società.”

     

    www.scientology.it

    www.scientologyreligion.it

    www.lronhubbard.it

     

     

  • Movie’s Art- l’arte di comunicare con le immagini

    Il progetto MOVIE’S ART intende anzitutto rendere i ragazzi protagonisti di un percorso dinamico, in cui loro stessi possano esprimere idee che poi, grazie al linguaggio cinematografico, vengono rappresentate nel film; il video, in questo modo, diviene una sintesi efficace e coinvolgente del loro pensiero critico. Così facendo i ragazzi, in una prima fase del lavoro, si confrontano e dialogano (con l’obiettivo di scrivere una trama in cui potersi rispecchiare, con la tecnica del “cooperative learning”); poi, da autori, divengono attori, registi, truccatori, operatori di ripresa :
    imparano a conoscere le tecniche cinematografiche e a metterle in pratica per la costruzione del film di cui essi saranno gli assoluti protagonisti, davanti e dietro la macchina da presa. Il fine è la realizzazione di un filmato che verrà poi divulgato attraverso le piattaforme di videosharing in internet (Youtube, Vimeo, Indiechannel, etc…).
    La conoscenza della grammatica del linguaggio audiovisivo è l’elemento necessario per la codifica critica da parte degli utenti. Attraverso il sostegno di esperti del settore oltre alla consapevolezza del messaggio audiovisivo si arriverà anche alla conoscenza dell’utilizzo delle nuove tecnologie audiovisive per la realizzazione di un filmato come, ad esempio, con l’utilizzo di un semplice smartphone e con l’ausilio di software open source di editing e post produzione video.
    www.movieart.info

  • Corso e Manuale di Dizione Italiana a Cagliari

     

    La nostra voce è il canale attraverso il quale ci presentiamo agli altri, il mezzo con cui comunichiamo la nostra persona al mondo. Facciamoci caso. Se una persona è particolarmente timida la sua voce ha un’intensità di volume bassa e l’articolazione delle parole può essere poco chiara e precisa, rispecchiando esattamente la sua personalità. Il lato emotivo di una persona incide sul suo modo di articolare le parole ed emettere i suoni. La rabbia, ad esempio, implica l’aumento del volume delle parole proferite, l’accelerazione del ritmo del discorso, l’uso di toni di diversa estensione e una certa rapidità nel passare da un registro sonoro ad un altro. Ne consegue che le parole dette con rabbia possano essere imprecise, poco comprensibili e che l’ascoltatore focalizzi la sua attenzione sulla modalità piuttosto che sul contenuto del messaggio.  Il controllo delle emozioni è un aspetto strettamente legato all’uso della voce: se la nostra concentrazione si focalizza su ciò che intendiamo dire, pensando di articolare ogni lettera, il messaggio arriva in modo chiaro all’interlocutore. Non è però semplicemente una questione di concentrazione e attenzione: per esplicitare l’intenzione comunicativa attraverso la parola, bisogna conoscere la grammatica della lingua, il lessico del vocabolario di base e l’italiano standard, quindi la corretta pronuncia. 

    La dizione studia la lingua nell’ambito della pronuncia dell’italiano standard, priva degli errori comuni legati alle inflessioni dialettali, alla pronuncia quotidiana, al luogo di origine, ai modi di dire ecc. Gli errori legati alla pronuncia si possono eliminare tramite lo studio, l’acquisizione e la pratica delle regole e degli esercizi di dizione italiana. Queste regole, sebbene possano sembrare esclusivamente teoriche, dipendono da un aspetto fisiologico: il funzionamento dell’apparato fono-articolatorio dell’essere umano. È dunque indispensabile, al fine di un apprendimento  della lingua in tutti i suoi aspetti, avere una conoscenza basilare delle strutture che interagiscono nel periodo che intercorre tra un’idea, e quindi un’intenzione comunicativa, alla pronuncia del messaggio da comunicare. I fattori, legati al suddetto apparato, che influenzano la pronuncia, riguardano i punti di articolazione, le caratteristiche specifiche del nostro alfabeto, la conoscenza dei suoni delle parole, degli accenti, del timbro e dell’estensione della propria voce.

    Per apprendere in modo corretto e stabile la dizione, è altamente consigliabile la frequenza di un corso di dizione italiana tenuto da un professionista che sappia valutare chiaramente le imprecisioni e gli errori degli allievi. Inoltre, un corso di gruppo consente l’apprendimento passivo della materia in esame, tramite l’ascolto e la comprensione degli errori altrui. È forse superfluo dire che la dizione non si applica soltanto in presenza del docente, ma che è necessario esercitarsi quotidianamente per ottenere i giusti risultati, anche utilizzando un manuale di dizione italiana apposito. Gli esercizi sono soltanto un mezzo per raggiungere l’obiettivo di una comunicazione efficace, libera da inflessioni e accenti regionali, che si adatti alle esigenze poste dal contesto in cui si parla e al pubblico a cui ci si rivolge, i quali non devono essere necessariamente inerenti all’ambito lavorativo e professionale di un soggetto. L’unica motivazione fondamentale affinché si stabilisca il giusto approccio alla materia è la volontà di presentarsi agli altri in un modo piuttosto che in un altro.

  • Folla di vip per festeggiare la mostra Dario Fo e l’arte contemporanea a cura di Nugnes e Sgarbi

    Inaugurata ieri sera, giovedì 6 febbraio al Micro di Roma, la mostra Dario Fo e l’arte contemporanea ha aperto con un’affluenza decisamente importante. A presentare l’evento pensato per ricordare il premio Nobel e portare in primo piano l’arte contemporanea, il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes assieme a un nutrito parterre di ospiti. Dal grande Pippo Franco a Carmen Di Pietro, dalla giornalista RAI Antonietta Di Vizia all’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, fino al fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo. Suoi sono gli scatti di repertorio esposti in viale Giuseppe Mazzini 1, a due passi dalla sede della radiotelevisione italiana. Altri due i volti femminili che hanno contribuito al vernissage: Caterina Grifoni, presidente FIDAPA (sez. Spoleto), e Flavia Sagnelli, presidente dell’Ass. Women Empowerment. Tra il pubblico anche la psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e Dino Zoff, leggenda del calcio italiano. Un insieme eterogeneo che ha portato un’esplosione di energia e gioia alla rassegna.

    mostra dario fo
    Nugnes-Franco-Di Pietro-Di Vizia-Dalì-Villa-Grifoni-Sagnelli

    La mostra Dario Fo e l’arte contemporanea

    L’appuntamento, all’insegna della memoria, dell’arte e della leggerezza, propone una visita, un percorso in quella che è stata la vita personale e artistica di Dario Fo. Molte le parole spese sul personaggio e sul desiderio che il suo ricordo resti acceso nel cuore delle persone. La volontà di portare nella sede espositiva autori di autentico talento si può ritrovare nel pensiero stesso del Giullare. Specie quando spiegava anni fa che solo in Italia vi è circa il 70% del patrimonio culturale del teatro mondiale e che, purtroppo, più della metà degli italiani non è neppure informata di quanto possiede, in termini di luoghi e opere di grande valore. «Bisogna che si cominci a insegnare soprattutto ai giovani che il patrimonio culturale non è un inutile fardello, ma è un veicolo determinante per formare le coscienze e il sapere dei nostri connazionali. D’altra parte, un paese senza cultura, non può che sfornare abitanti ottusi e senza prospettive». Con Dario Fo e l’arte contemporanea, dunque, si vuole dare una scossa in questa direzione.

    Gli artisti

    Resteranno esposte fino al 23 febbraio le opere di: Patrizia Almonti, Simoné, Gastone Bai, Eleonora Bottecchia, Nathaly Caldonazzo, Antonello Capozzi, Franco Carletti, Carlito T, Maria Beatrice Coppi, Paola D’Antuono, Virginia Farneti, Monica Ferrari, Nevèl, Francesca Fiore, Elisa Fossati, Dale, Roberto Giacco, Jorge Goncalves Romero, Alessandra Greco, Santiago Harizaj, Stephanie Holznecht, Krzystof Konopka, Pietro Lembo, Anna Maria Maciechowska, Enrica Mancini, Massimo Mariano, Francesco Minopoli, Mattia Montone, Guido Nardo, Päivyt Niemeläinen, Mary Nunziata, Lucio Oliveri, Giovanna Orilia, Giuseppe Pasqualetto, Mauro Pavan, Amelia Perrone, Laura Piacentini, Daniela Poduti Riganelli, Silvia Polizzi, Maria Milena Rocchetto, Antonella Rollo, Laura Ruggiero, Paola Ruggiero, Angelo Scuderi, Gianluca Giuseppe Seregni, Maria Pia Severi, Paolo Uttieri, Maria Ventura, Innocenzo Vigoroso, Domenico Villano, Toni Zarpellon e Aldo Zotich.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere ad [email protected].

  • Medicina d’urgenza: idee ANAAO-ASSOMED per il breve e medio periodo

    Ambito nazionale – Breve periodo

    Nella legge di bilancio è stata aperta la possibilità ai medici specializzandi dell’ultimo anno di accedere ai bandi di concorso in graduatoria separata, con chiamata al conseguimento del titolo, conservando le equipollenze e le affinità previste dalle norme.

    Il Decreto Calabria e la sua Legge di conversione (DL 35/2019 e L 60/2019) hanno previsto l’assunzione a tempo parziale degli specializzandi, garantendo il completamento del percorso formativo della scuola di specializzazione. Attualmente il provvedimento non è operativo, ma recenti rassicurazioni fanno presagire una prossima risoluzione del problema.

    Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale prevede per il Pronto Soccorso una maggiore remunerazione del disagio (indennità di guardia notturna). È stato messo un tetto mensile di 5 notti al mese, che imporrà riorganizzazioni e assunzioni di personale.

    Ambito nazionale – Medio periodo

    Rivedere le equipollenze e la programmazione nazionale dei fabbisogni. Obiettivo è ridurre le equipollenze per indirizzare i medici verso la Medicina d’Emergenza-Urgenza.Troppe discipline hanno accesso al Pronto Soccorso e alla Medicina d’Urgenza senza una reale “vocazione”.

    Questa è una conseguenza della vecchia organizzazione che vedeva i PS privi di un organico proprio, e a turno i medici dei reparti coprivano i turni in PS. Ora la disciplina è strutturata autonomamente e richiede personale dedicato sin dalla formazione specialistica post-laurea.
    É quindi necessario aumentare i contratti e rivedere la distribuzione tra le varie discipline.

    Ambito regionale – Breve periodo

    Regione Lombardia ha inserito nella modifica della Legge 33/2009 approvata nel 2018 un finanziamento aggiuntivo a regime per contratti di formazione medica specialistica. In totale il numero di contratti finanziati è circa la metà di quelli finanziati da altre regioni del Sud e del Nord, sia in termini assoluti che relativi (Tab. 1)1 .

    Occorre quindi premere su Regione Lombardia per ulteriori finanziamenti già dal prossimo anno. In questo ambito l’offerta lombarda di specialisti in Medicina d’Emergenza-Urgenza è ampiamente sotto la richiesta, pertanto occorre aumentare di molto il numero di specialisti da formare (Tab. 2)2.

    Altro elemento di azione: aumentare le dotazioni organiche dei Pronto Soccorso utilizzando le leve delle ultime modifiche normative (Decreto Fiscale e Mille proroghe) e eliminare le forme di contratto flessibile in essere, ormai vietate dal D.lgs. 75/2017.

    La forma ordinaria di rapporto di lavoro è quella di dipendente. Fondamentale e necessaria è anche la piena immissione dei medici di PS (a prescindere dalla specializzazione) nei servizi di emergenza territoriale, laddove ne facciano richiesta.

    Ambito regionale – Medio periodo

    Nella Medicina d’Emergenza-Urgenza non è più accettabile il modello che prevede la contemporanea presenza di chirurgo generale e internista, perché nessuno dei due ha iniziato il proprio percorso pensando a quel tipo di lavoro. Il modello più indicato è quello del medico unico con annesso reparto di degenza. Occorre pensare un percorso di medio periodo in cui si trasformano tutte le strutture di Pronto Soccorso in UOC articolate con postazioni per l’osservazione breve intensiva, con un reparto di degenza di medicina d’urgenza e con la possibilità di presenza di letti monitorizzati in funzione dei volumi e delle funzioni del presidio ospedaliero (hub o spoke secondo i modelli previsti dal DM 70/2015).

    In questo modo i medici avranno più possibilità di gratificazione e crescita professionale, meno tendenza ad abbandonare la disciplina per “fuggire” nei reparti, più possibilità di carriera. I pazienti avranno a disposizione specialisti più competenti, formati e motivati. Dovrà inoltre essere garantita l’attività di soccorso extraospedaliero dei medici certificati AREU che ne facessero richiesta.

    Si propone, sulla scorta di quanto fatto in Regione Toscana, di valutare l’indizione di procedure concorsuali per la copertura di posti a tempo indeterminato nei profili di dirigente medico nella disciplina di Medicina interna ed equipollenti, che prevedano la possibilità di assegnazione temporanea al PS, accompagnata da un periodo di addestramento, per un periodo non inferiore a 2 anni e non superiore a 3 (salvo diversa volontà dell’interessato di prolungare la permanenza)3.

  • RC familiare: oltre 5 milioni di italiani hanno ancora le idee confuse

    Manca poco più di una settimana all’entrata in vigore dell’RC familiare, ma sono ancora molti i dubbi sulla nuova norma; non solo su quali sarebbero i reali benefici economici che potrebbe portare ai consumatori, ma anche su come funzionerà e chi potrà accedere al nuovo sistema. Per sondare il grado di conoscenza della materia, Facile.it ha commissionato un’indagine all’istituto mUp Research che, in collaborazione con Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione nazionale* scoprendo come il 14,1% dei rispondenti assicurati, pari ad oltre 5,5 milioni di individui, abbia apertamente dichiarato di non aver capito come funzioni l’RC familiare.

    Da auto a moto e viceversa

    La fetta più grande di beneficiari della nuova norma saranno, di fatto, le famiglie che hanno un parco mezzi composto da almeno un’auto ed un motoveicolo; in questo caso, per assicurare il veicolo a due ruote o viceversa, i membri potranno utilizzare la classe di merito più favorevole fra quelle maturate da chiunque nel nucleo familiare. Una situazione che, secondo quanto emerso dall’indagine, riguarderà il 18% dei rispondenti, pari a circa 3 milioni di famiglie.

    Curioso notare come, a livello territoriale, in percentuale saranno più i nuclei residenti nel Centro Italia ad approfittare di questa opportunità (25,2%), rispetto a quelli residenti nelle regioni del Nord Est (14,7%).

    Da auto a auto

    L’attuale sistema assicurativo, grazie alla cosiddetta Legge Bersani, consente già ai membri di una famiglia di utilizzare la classe di merito più favorevole maturata su un’automobile per assicurare un’altra auto, ma solo nel caso in cui si tratti di acquisto di un veicolo che entra per la prima volta in possesso della famiglia (indipendentemente dal fatto che il mezzo sia nuovo o usato).

    Con l’RC familiare decade anche questo vincolo e, dal 16 febbraio 2020, data in cui entrerà ufficialmente in vigore la nuova norma, gli automobilisti italiani potranno utilizzare la classe di merito più favorevole per assicurare anche veicoli già di proprietà del nucleo familiare.

    Secondo quanto emerso dall’indagine, questa casistica potrebbe riguardare il 15,5% dei rispondenti, ovvero circa 2,6 milioni di famiglie.

    Ma potranno davvero aderire tutti? In realtà no; non potranno trarre beneficio dall’RC familiare gli assicurati che sono già in prima classe di merito, i nuclei che hanno un solo veicolo e, come indicato dalla norma stessa, tutti gli assicurati che hanno causato nei 5 anni precedenti un sinistro con colpa.

    Gli esclusi

    Continuando a scorrere l’indagine emerge che il 46,9% dei rispondenti, pari a circa 8 milioni di famiglie, ha affermato di non poter aderire al nuovo sistema assicurativo. Tra questi, il campione più numeroso è rappresentato dai nuclei familiari che hanno dichiarato di non poter beneficiare della norma perché in possesso di un solo veicolo; il 30,6% dei rispondenti, pari a 5,2 milioni di famiglie. La percentuale è addirittura superiore tra i residenti al Sud e nelle Isole, dove raggiunge il 38,3%.

    Va fatto notare, però, che il 5,6% delle famiglie intervistate (percentuale che sale sino al 6,3% al Centro Italia) ha dichiarato che, alla luce del potenziale calo del costo dell’assicurazione, ha intenzione di acquistare un veicolo a due o quattro ruote da aggiungere al parco mezzi della famiglia.

    Il 16,3% dei rispondenti all’indagine, pari a circa 2,8 milioni di famiglie, ha invece dichiarato che non approfitterà della nuova norma perché tutti i membri del nucleo familiare sono già in prima classe di merito.

    A questi “esclusi” vanno inoltre aggiunti gli automobilisti che, negli ultimi 5 anni, hanno causato un sinistro con colpa; secondo l’osservatorio di Facile.it si tratta, solo nel 2019, di quasi 1,2 milioni di automobilisti.

     

     

    * Metodologia: n. 801 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta a gennaio 2020.

  • Safer Internet Day: il giorno sulla protezione nel web

    Martedì prossimo è pianificato il Safer Internet Day, dibattito stagionale che avrà luogo a Napoli, presso il Museo Nazionale delle Ferrovie dello Stato di Pietrarsa. Si parla della Giornata mondiale sulla sicurezza su internet, che è stata prodotta dalla Commissione europea nel 2004.

    Nel corso del giorno ci saranno molti spettacoli per interessare gli studenti ad un uso responsabile di internet. Ogni stagione si ha 24 ore interamente uso e consumo della sicurezza sul web, una tematica molto concreto con il rialzo dell’uso di internet da parte del popolo.

    Questa stagione è stata chiamata “Together for a better internet” e avrà al centro gli argomenti sui rischi della rete. La discussione vedrà la partecipazione di oltre 100 paesi del mondo, con al centro i giovani, che hanno ricevuto l’invito a partecipare ai dibatti.

    Ci saranno eventi in condivisione con gli istituti scolastici, con la diretta streaming come annunciato anche da https://www.wolfseo.it/. I contenuti principali saranno la cybersecurity, il cyberbullismo, la protezione.

  • A VENEZIA GLI ENFANT PRODIGE DEL FLAUTO, CONCORSO NAZIONALE DELL’ACCADEMIA VERDI

    Il 7 e l’8 marzo “A tutto flauto”, il concorso nazionale unico nel suo genere ideato dall’Accademia musicale veneziana coi migliori flautisti d’Italia. In giuria i più importanti maestri: Giovanni Mugnolo, Giorgio Blasco, Charina Quintana e la direttrice dell’Accademia Francesca Seri. In palio spartiti musicali e una borsa di studio. “L’obiettivo è valorizzare la scuola flautistica italiana, ricca di giovani talenti”

     

    Il 7 e l’8 marzo l’Accademia musicale Giuseppe Verdi di Venezia organizza, per il quarto anno consecutivo, il concorso nazionale “A Tutto Flauto”, in collaborazione con la nota casa editrice Shott e Universal Edition, e “le città in Festa” del Comune di Venezia, con l’obbiettivo di valorizzare la scuola flautistica Italiana.

    Il concorso è unico nel suo genere e raduna i migliori flautisti della nazione. “In Italia sono più rari i concorsi dedicati ad un solo strumento e sono molto apprezzati dagli specialisti del settore – afferma la direttrice dell’Accademia Verdi, nonché pronipote del famoso compositore Giuseppe Verdi, Francesca Seri – la nostra scuola è ricca di giovani talenti”.

    “A tutto flauto” è aperto anche ai giovanissimi, il concorso propone infatti un’escalation di performance che vanno dalle piccole note della categoria A, attraverso gli studenti più promettenti per arrivare alle esibizioni dei giovani professionisti. Il concorso è aperto anche alle orchestre e ai gruppi di musica da camera. “L’anno passato – continua Seri – abbiamo assistito a più di 100 performance nelle diverse categorie”.

    Le sedi del concorso sono tutte nel centro storico veneziano e il concerto finale, dove si esibiranno i vincitori delle diverse categorie, si terrà domenica 8 marzo presso la prestigiosa aula magna dell’Ateneo Veneto, in Campo San Fantin. La giuria vanta nomi importanti del panorama flautistico italiano ed europeo: il direttore artistico è il maestro Giovanni Mugnolo, docente del Conservatorio di Castelfranco Veneto e il presidente di giuria è il maestro Giorgio Blasco, che per molti anni ha insegnato presso il conservatorio di Trieste, oggi Presidente della “Trieste Flute Association”, da lui fondata nel 2008. Oltre alla presidentessa dell’Accademia organizzatrice del concorso, Francesca Seri, in giuria c’è anche Charina Quintana, docente del Conservatorio Superior de Música de Las Palmas de Gran Canaria.

    Ai vincitori del primo premio assoluto delle categorie dei solisti verranno regalati alcuni spartiti offerti da “Schott Music” e “Universal Edition” e la possibilità di esibirsi al concerto finale del concorso. Tra tutti gli iscritti verrà estratta, inoltre, una borsa di studio (se verranno superate le 50 iscrizioni le borse di studio diventano 2), da 150€ per la Masterclass estiva di flauto traverso che si terrà dal 15 al 19 luglio nella prestigiosa location del Centro Studi Isola di San Servolo a Venezia.

    L’Accademia G. Verdi vanta una lunga tradizione didattica per lo studio del flauto traverso, la fondatrice veneziana Francesca Seri, nota concertista e didatta, ha formato nei 25 anni di attività centinaia di allievi, molti dei quali sono oggi concertisti o a loro volta docenti. La docente Seri supervisiona attualmente una classe di circa 70 allievi e dirige un ensemble di flauti che si esibisce in prestigiosi concerti nel triveneto. Oltre al concorso e alla masterclass estiva, l’Accademia propone ai propri allievi il completamento degli studi sullo strumento con certificazioni Trinity college London che attestano il livello di preparazione degli studenti con parametri europei.

     

    ACCADEMIA G. VERDI L’ Accademia G. Verdi di Venezia è diventata in questi anni punto di riferimento per le attività musicali divulgative dirette ad appassionati di ogni età,  conta 600 associati  che frequentano i corsi e circa 40 docenti collaboratori, con un numero elevatissimo di attività in diversi ambiti e formativi tra cui oltre al teatro musicale, la formazione orchestrale con Orchestra d’archi, Orchestra Pop, Jazz Band, Orchestra di Flauti, Orchestra di Chitarre; la Corale Femminile composta da 40 elementi circa ed un vastissimo settore di formazione individuale sui principali strumenti musicali, percorso certificato da Trinity College di cui l’Accademia è centro d’esame. Il fenomeno Giuseppe Verdi non è da attribuirsi alla fama o notorietà di chi opera all’interno dell’Associazione, ma alla passione, entusiasmo, serietà e professionalità che contraddistingue ogni proposta. I festeggiamenti per i 25 anni di attività proseguiranno per tutto il 2020 con un doppio concerto di Natale, con attività concertistiche e teatrali in diverse location cittadine da gennaio.

  • L’essenza corporea e incorporea di un antico blocco marmoreo mediceo

    Osservando con attenzione il blocco di marmo di genesi medicea denominato “Il Marmo dai 1000 volti” appartenente a Massimo Caramia, si viene immediatamente conquistati e rapiti dalla sua peculiare conformazione genetica. La dottoressa Elena Gollini che supporta Caramia nel portare avanti questo importante progetto di ricerca, ha espresso delle interessanti valutazioni sui preziosi risultati che si stanno progressivamente manifestando e contribuiscono a dare risalto e risonanza al percorso sperimentale. In particolare ha così commentato: “A tutti è capitato almeno una volta di restare dietro una finestra in una giornata nebbiosa, cercando di scorgere e carpire i profili delle cose, di ricordare sembianze, forme, immagini più o meno già viste e conosciute. In quelle occasioni il nostro sguardo attento chiede aiuto alla memoria, perché lo guidi e lo sorregga a spingersi e addentrarsi al di là dell’apparenza, a indagare e analizzare attraverso una fitta coltre virtuale di nebbia che lo avvolge e lo contorna permeante e contestualmente occorre anche essere pronti ad attingere ai ricordi più intimi e reconditi per riscoprire i luoghi dell’anima, quelli che ci appaiono famigliari anche senza averli mai visti prima e conosciuti dal vivo. Il blocco marmoreo riesce a spiazzare l’osservatore, lo rapisce e lo conquista nel profondo e senza riserve, lo sprona e lo incita ad avvinarsi e al tempo stesso ad allontanarsi per ampliare e allargare la prospettiva di veduta panoramica, ad aprire e al contempo a socchiudere gli occhi per mettere a fuoco e focalizzare le immagini impresse all’interno e accertarsi di aver ben compreso e recepito il loro senso ultimo e il loro valore intrinseco. Massimo non è un individualista e aspira a condividere questo altisonante progetto e a metterlo a disposizione, dimostrando un meritevole intento sociale e collettivo nel suo operato. Il blocco lascia emergere e affiorare una sua speciale aura intimistica, componendo delle particolari musicalità e sonorità visive e tattili e suscitando dimensioni e atmosfere velate da una visionarietà soffusa, aulica, suadente che invita a una riflessione non superficiale e non marginale, molto approfondita e ponderata. Il blocco ci offre una visione posta in perfetto equilibrio armonioso tra memoria e realtà, dove coesistono insieme reale e irreale, immersa in una atmosfera protetta e rarefatta, scalfita da un fremito di vita e alimentata da vibrazioni palpabili di energia vitale. Il blocco si colloca sul lungo e articolato percorso di crocevia della memoria che rappresenta la metafora allusiva di un momento unico e irripetibile, che mette in luce ricordi e impressioni appartenenti al nostro passato. Massimo consegna al nostro sguardo un patrimonio di grande potenza e forza comunicativa, che conserva, accoglie e custodisce ricordi e sentimenti pregnanti, con la speranza che vengano concepiti nel modo giusto, con la stessa fierezza e lo stesso orgoglio con il quale un genitore presenta al mondo il proprio figlio. Il blocco di marmo racchiude in sé il tempo e lo ferma, lo blocca, lo cristallizza, interrompendone lo scorrere incessante con la sua alchimia compositiva inconfondibile e inimitabile, che nella sua intensa suggestione espressiva ci fa accostare all’essenza segreta e celata delle cose, quella più genuina e purificata“.

  • Cresime a Roma, il web può dare una mano d’aiuto

    Lo sapevi che oggi i festeggiamenti delle cresime a Roma possono essere organizzati anche online? Merito dei portali web che ti elencano le migliori strutture della Capitale

    Se hai intenzione di organizzare i festeggiamenti per la cresima del tuo bimbo, c’è il web che può darti una mano d’aiuto piuttosto importante. Grazie a Internet e ai portali specializzati, infatti, potrai reperire facilmente un elenco di location perfette per ospitare le cresime a Roma. In queste piattaforme si trova davvero di tutto, dai ristoranti alle ville, passando per altre tipologie di strutture all’aperto, per le discoteche con più sale, e via discorrendo. È una soluzione facile e veloce, che ti farà risparmiare tanto tempo e dunque soldi (oltre alla fatica). Di conseguenza, conviene approfondire immediatamente di cosa si tratta, e come funzionano questi utilissimi siti.

    Organizzare una cresima a Roma online

    Cominciamo subito da un’analisi completa di queste piattaforme, che a dir la verità sono piuttosto semplici da comprendere. Questo per via del fatto che si tratta di un vero e proprio raccoglitore online di opzioni, dunque con una lista di strutture pronte per ospitare i festeggiamenti della cresima dei tuoi bambini. Ognuna di queste location viene organizzata per categorie, il che ovviamente semplifica ancor di più l’esperienza degli utenti interessati. Nella lista qui di seguito, ti proponiamo una serie di soluzioni spesso presenti nei portali specializzati.

    • Ristoranti: un grande classico per le cresime, soprattutto per chi desidera spendere una cifra equa e non troppo alta. È una opzione adatta anche per gli invitati che desiderano fare presto la sera, senza allontanarsi troppo da casa propria.
    • Ville: se hai intenzione di organizzare una festa con tutti i crismi, elegante ma al tempo stesso divertente per gli invitati, allora la villa fa proprio al caso tuo. Spenderai di più, ma avrai la possibilità di goderti un’atmosfera fiabesca, o un ambiente rustico e accogliente, come nel caso dei casali romani.
    • Locali al chiuso: quando arriva il freddo dell’inverno, ma hai comunque bisogno di più spazio, ecco che i grandi locali al chiuso diventano un’opzione quasi obbligatoria. Naturalmente puoi trovare location adatte a tutte le cresime a Roma, da quelle con un’unica sala, fino ad arrivare ai locali con più sale.
    • Location all’aperto o miste: c’è un’altra idea che vogliamo proporti, e si tratta delle location all’aperto, spesso miste. Queste ultime includono infatti una sala al coperto e uno spazio esterno, quindi sono perfette quando il bel tempo comincia a far capolino su Roma, ma è ancora presente il rischio pioggia.

    Fra schede tecniche e preventivi

    I siti web in questione sono molto comodi, anche per un altro motivo: ti danno la possibilità di richiedere un preventivo direttamente online, compilando il form presente sulla scheda tecnica di ogni struttura. Nella scheda potrai trovare tutte le info più importanti su quella location, come la metratura, l’eventuale presenza di spazi al chiuso o in esterna, e molto altro ancora. Poi, quando troverai l’opzione perfetta per te, potrai prenotarla chiamando uno dei numeri disponibili.

  • GioiaPura sceglie Tun2U per le nuove interfacce UX e UI

    GioiaPura, la gioielleria online che vanta migliaia di prodotti originali di oltre 130 marchi internazionali, ha scelto l’e-commerce enabler Tun2U per rinnovare il suo sito. Il risultato? Una piattaforma fruibile ed elegante, dall’interfaccia moderna, che rispecchia l’identità del brand, consentendo all’utente di muoversi in totale libertà.

    Un progetto frutto di un attento studio e di un’accurata pianificazione tra diversi team e figure professionali con un obiettivo comune: ottimizzare la piattaforma, così da offrire una nuova interfaccia utente (UI) e una user experience (UX) a prova di clic.

    Dalla scheda prodotto all’area utente, senza dimenticare il sistema di filtraggio e la fase di checkout, ogni dettaglio è stato esaminato e perfezionato. “Tutti i layout del sito – ha raccontato Paolo Conti, art director di Tun2U – sono stati analizzati in maniera molto approfondita con il team di GioiaPura, tanto da richiedere più revisioni per arrivare al perfetto incontro tra esperienza utente e tutte le necessità tecniche. Si tratta di un sito tanto complesso nella sua realizzazione quanto vincente dal punto di vista della UI e della UX“.

    “Altri dettagli importanti su cui ci siamo soffermati – ha precisato – sono stati sia la ristrutturazione dell’home page che la riorganizzazione totale della scheda prodotto. Da adesso l’utente che si trova su GioiaPura non è costretto necessariamente a passare per la pagina di categoria, ma può scoprire altri prodotti di interesse quasi in ogni sezione, articoli suggeriti e consigliati in base al tipo di navigazione effettuato dal cliente”.

    “È un connubio perfetto tra le best practice adottate dalle piattaforme e-commerce più importanti a livello mondiale – prendendo come riferimento l’esperienza utente più classica e funzionale – e anni di data analysis. Per questo è un sito vincente, non è stato trascurato proprio nulla!”.

    Particolare attenzione, inoltre, è stata posta per la sezione della scontistica e la fase del checkout: la prima è stata migliorata, rendendola più chiara sin da subito, mentre la seconda è stata semplificata al massimo per agevolare l’utente nella conclusione dell’ordine.

    “Dall’integrazione di diversi metodi di pagamento e di spedizione – ha concluso l’art director – al customer care, grazie al quale da oggi si può effettuare il reso in maniera ancora più veloce, ogni sezione del sito è stata ottimizzata nel minimo dettaglio”.

  • Raffaella Di Caprio e Miky Falcicchio per Carla Sanchez: le dichiarazioni di Tommaso Di Tondo

    Raffaella Di Caprio e Miky Falcicchio sono i testimonial della prima campagna pubblicitaria nazionale di Carla Sanchez. Il famoso brand di calzature e borse da donna ha scelto due personaggi famosi per la sua prima campagna pubblicitaria nazionale.

    Raffaella Di Caprio e Miky Falcicchio per Carla Sanchez

    L’affascinante e bravissima attrice della serie tv “Furore 2”, Raffaella Di Caprio, è la protagonista della nuova collezione primavera-estate 2020. Determinazione, personalità, libertà e indipendenza sono le caratteristiche femminili che ispirano la nuova collezione. Raffaella Di Caprio rappresenta a pieno queste peculiarità e l’essenza femminile contemporanea, forte, poliedrica e sognatrice del brand.

    «Questa è la prima campagna pubblicitaria di rilievo nazionale per Carla Sanchez – afferma il titolare e fondatore del marchio Tommaso Di Tondo –, dopo ben 14 anni di attività. La scelta di avere un’attrice italiana come testimonial è stata motivata proprio dal desiderio di sottolineare il valore del Made in Italy, che si distingue sempre dalla manifattura d’importazione per lo stile e la qualità dei materiali utilizzati per la realizzazione dei prodotti calzaturieri».

    Tommaso Di Tondo

    Gli scatti del fashion e street photographer Checco De Tullio racchiudono l’essenza della nuova collezione, che è già disponibile nella boutique di Carla Sanchez e nello shop online, fatta di grande particolarità e grinta che da sempre contraddistinguono il noto marchio di calzature e borse. Una collezione attuale e dinamica che lega creatività, unicità e comfort nello stile.

    Inoltre Carla Sanchez e il fashion testimonial Miky Falcicchio si uniscono per celebrare una nuova e proficua collaborazione, creando la prima capsule collection uomo all’insegna del pragmatismo e del gioco di squadra che celebra i valori, la storia e la cultura dell’Italian Style.

    «È nata subito una bella sinergia – sottolinea Tommaso Di Tondo – tra me e Miky Falcicchio, professionista eccellente e intraprendente con una capacità organizzativa ineccepibile, ed è proprio da questa collaborazione che prende vita l’idea di ampliare gli orizzonti commerciali di Carla Sanchez che, pur restando un brand prettamente femminile, per la prima volta apre con grande orgoglio le porte al mondo maschile presentando la prima linea di calzature per l’uomo».

    L’obiettivo di questa prima collezione di calzature uomo con protagonista Mister Italia 2010 è guardare sempre avanti con fiducia, positività e ottimismo con una campagna che è l’espressione di una modernità che rifiuta le etichette ed esprime l’ethos della bellezza, della forza, dello stile e dell’artigianalità.

    La campagna pubblicitaria è stata interamente organizzata e girata a Trani, come fortemente desiderato dal titolare del brand, la cui proposta è stata accolta con grande entusiasmo da entrambi i testimonial che hanno avuto modo di apprezzare ancora di più la bellezza, il patrimonio artistico e la storia della città pugliese mediante un intenso e suggestivo itinerario fotografico caratterizzato da importanti attrazioni turistiche, come la Cattedrale sul mare e il “Museo delle carrozze” di proprietà della nobile famiglia Telesio.

    LA STORIA DI CARLA SANCHEZ

    Carla Sanchez è un marchio di calzature e borse da donna fondato e guidato da Tommaso Di Tondo. Nasce nel 2006 a Trani e il nome del brand trae origine da un curioso aneddoto legato a una manifestazione fieristica a Madrid durante la quale Di Tondo si avvale della collaborazione dell’interprete “Carlita Sanchez”, una donna di grande bellezza e intraprendenza. Proprio queste caratteristiche ispirano Tommaso, il quale per il suo brand sostituisce il nome “Carlita” con “Carla” per sottolineare l’essenza e il valore del Made In Italy.

    La produzione delle calzature e degli accessori è infatti da sempre affidata ad aziende italiane, per lo più pugliesi, con lo scopo di valorizzare il territorio e garantire costantemente la qualità della manifattura attraverso un’accurata selezione dei fornitori e delle materie prime per soddisfare a pieno qualunque esigenza del mondo femminile, offrendo un’ampia varietà di modelli e colori, pur riuscendo sempre a contenere sempre il costo finale del prodotto.

    Nell’arco di soli tre mesi le calzature “Carla Sanchez” vengono distribuite in più di 50 punti vendita in Puglia. A questo punto Tommaso, entusiasta per la rapida diffusione del brand, punta all’espansione del marchio in Italia. Nell’arco di soli due anni le calzature Carla Sanchez giungono in oltre 500 punti vendita.

    Alla successiva Fiera Internazionale della calzatura di Milano, denominata “Micam”, il brand presenta le sue collezioni, che da quel momento in poi diventano note in tutta Europa.

    Il prossimo obiettivo del titolare del marchio è conquistare il mercato americano.

    Per ulteriori informazioni seguite la pagina Facebook, l’account Instagram e il sito shop di Carla Sanchez.

  • Unibg: conferito il titolo di Professore Emerito a Maurizio Gotti e Antonio Perdichizzi

    Il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini, ha conferito il titolo di “Professore Emerito” ai docenti Maurizio Gotti e Antonio Perdichizzi durante la cerimonia tenutasi in Aula Magna nel pomeriggio di giovedì 6 febbraio alla presenza dei presidi di facoltà e dei direttori dei dipartimenti di Lingue, culture e letterature straniere e di Ingegneria e scienze applicate.

    «Il titolo di Professore Emerito – ha dichiarato il rettoreè un riconoscimento ministeriale prestigioso che non solo onora ufficialmente la carriera e l’apporto professionale dei colleghi, omaggiandoli di un titolo distintivo che certifica i loro meriti, ma traccia anche la storia della nostra università».

    I professori possono essere considerati la memoria viva dell’Ateneo avendolo visto crescere dall’inizio. Gotti, tra i primi laureati a Bergamo nel 1972, è diventato ricercatore e poi, dopo varie esperienze in altri atenei, è tornato all’Università di Bergamo come professore ordinario nel 1996. Perdichizzi invece si è laureato al Politecnico di Milano, dove ha iniziato la sua carriera accademica, proseguita poi all’Università di Brescia per giungere a Bergamo, in qualità di professore ordinario, nel 1990.

    Importante il contributo dei docenti emeriti alla promozione della ricerca scientifico-tecnologica e dei rapporti internazionali per i settori di loro competenza: gli studi linguistici sulle varie strategie discorsive di Gotti e gli studi aerodinamici, termici e sulle energie rinnovabili di Perdichizzi,

    Il tratto che li accomuna, come evidenziato dal rettore, è la grande capacità di scambio che hanno avuto con i loro studenti, “aprendoli alla vita”. «I professori Gotti e Perdichizzi sono “emeriti” proprio per questo: oggi riconosciamo loro il “merito” di aver saputo compiere la loro missione universitaria nel migliore dei modi possibili, ma soprattutto di aver saputo condividere, ricevere e restituire i saperi con passione e con attenzione alle persone e alle loro diverse esistenze. Spero che siano di esempio a molti giovani: l’obiettivo per le nuove generazioni, ma anche per tutti noi, è quello di scoprire e alimentare i propri talenti (qualunque essi siano), per metterli poi al servizio della società intera» ha concluso il rettore che, per la seconda volta nel suo mandato assegna questo titolo (nel 2017 è toccato ai prof. Gianfranco Gambarelli e Marco Masini).

  • KKM Group svela i piani per Enjoy Travel Network

    A qualche mese di distanza dall’operazione che ha visto l’ingresso di KKM Group al 60% nella compagine sociale di Enjoy Travel Network, i tempi sono maturi per annunciare i progetti in cantiere nella spring/summer 2020.

    Il commento di Andrea Cani, Presidente KKM Group

    Andrea Cani, Presidente di KKM Group, dichiara in proposito: “Nei prossimi mesi lanceremo una serie di novità orientate alla crescita, con il duplice obiettivo di migliorare ulteriormente le performance di vendita degli affiliati e ampliare la rete con nuove acquisizioni. A differenza di altri, promuoviamo una visione orizzontale del network come unione di liberi imprenditori: lavoreremo su commerciale, tecnologia e prodotto in un’ottica di continuità con il passato, a cominciare dal mantenimento della governance originaria, rappresentata da Giorgio Zuccati, che rimane Presidente del network. Sul fronte tecnologico e amministrativo continueremo a puntare sulla sinergia con il terzo socio di maggioranza di Enjoy, Roberto Gondoli, e con la sua Partner Solution, società distributrice del gestionale Sfera, specializzata nella progettazione e sviluppo di software per il travel”.

    Le novità

    Tra le novità in programma per i primi mesi del 2020, il lancio di una programmazione trade firmata KKM Group, disponibile in esclusiva per le agenzie Enjoy. “Abbiamo realizzato una serie di prodotti verticali – prosegue Cani – segmentati sulla base della tipologia di esperienze e sulle aspettative degli utilizzatori finali”. Tra le proposte: viaggi per famiglie, per chi parte con gli amici a 4 zampe, per chi desidera imparare l’inglese e per gli appassionati di sport estremi e subacquea. Da segnalare inoltre la nuova linea “Ci Sono Già Stato”, che si concentra su itinerari alternativi e di approfondimento, rivolti a coloro che intendono tornare in una destinazione già visitata, scoprendone un volto inedito.

    Sul fronte commerciale sono in fase di sviluppo strumenti di vendita innovativi, come l’accesso prioritario alla piattaforma Fast, sviluppata per KKM Group da Fast Digital Solution SA, software house facente capo a Davide Volpe. Fast, già disponibile sul portale agenti Enjoy, è un sistema di booking online altamente evoluto che consente di prenotare voli, hotel, escursioni e altri servizi a terra, comprese tutte le “experiences” KKM Group. Oltre agli strumenti tecnologici, il gruppo offre alle agenzie gli innegabili vantaggi derivanti dalla costituzione di un polo d’acquisto di biglietteria aerea sempre più importante.

    KKM Group mantiene anche la collaborazione con Team Valore, consorzio di imprese della distribuzione guidato dal manager Mario Malerba, condividendo lo spirito di condivisione e reciprocità che ne orienta l’attività.

    “KKM Group – commenta il Presidente di Enjoy Travel Network Giorgio Zuccati – ha dato un notevole impulso al network, contribuendo a proiettarlo tra le realtà distributive più innovative e promettenti per il 2020. Siamo certi che nei prossimi mesi riusciremo a raggiungere risultati importanti per i nostri affiliati. Crediamo molto nel progetto e siamo pronti a condividerlo con le agenzie che vorranno farne parte, sia attraverso la formula classica dell’affiliazione, sia attraverso il contratto di fornitura di servizi, soluzione studiata per le realtà che appartengono già ad altre reti”.

  • Piena conferma della certificazione sulla Qualità, a sancire il lavoro svolto da oltre cinquant’anni

    L’ente TUV ha riconfermato la Certificazione UNI EN ISO 9001:2015 per Crei. Da oltre cinquant’anni l’azienda bolognese si distingue per la Qualità delle soluzioni su misura del cliente, grazie a una produzione ad alto contenuto tecnologico

    Una conferma attesa per chi ha fatto della Qualità il proprio biglietto da visita fin dal 1969, anno di nascita di Crei, azienda bolognese specializzata nella produzione di riscaldatori, sonde di temperatura e sistemi scaldanti ad alto contenuto tecnologico. Ribadendo il valore in termini produttivi e gestionali, ha infatti conseguito con pieno successo il rinnovo del certificato UNI EN ISO 9001:2015, il “Sistema Gestione e Qualità” che definisce i requisiti fondamentali per fornire con ripetibilità prodotti e servizi, per riempire di significato l’obbiettivo di accrescere la soddisfazione del cliente.

    Gli accurati controlli effettuati dai Lead Auditor, in tutte le fasi dell’organizzazione interna aziendale, riaffermano l’elevato livello teso al miglioramento continuo delle prestazioni e dei risultati a beneficio della soddisfazione del cliente, attestando di fatto la volontà crescente di creare costante innovazione di tutti i processi aziendali made in Crei, da sempre improntati verso soluzioni personalizzate che si declinano in un percorso di crescita qualitativa costante e altamente specializzata.

    La storia di Crei è una storia di evoluzione e di cambiamenti volti al miglioramento della struttura e della sua organizzazione, all’insegna di una qualità che trova ancora una volta pieno compimento e riconoscimento, nella rinnovata certificazione e nella soddisfazione della clientela nazionale ed estera in continua crescita.

    Crei, già certificata UNI EN ISO 9001:2008, nel 2016 si certifica UNI EN ISO 9001:2015 confermando la vocazione dell’azienda al miglioramento continuo e, come ha commentato il presidente Denis Felletti, “Senza mai sentirsi arrivati, ma pronti a perfezionarsi”.

    La storia dell’azienda che proprio nel 2019 ha soffiato 50 candeline testimonia come la ricerca della qualità abbia rappresentato un punto fermo nel suo mezzo secolo di vita. Nel cuore della Packaging Valley, infatti, Crei negli anni ha costruito la sua esperienza e sviluppato le proprie competenze a stretto contatto con importanti imprese produttrici di macchine automatiche per il confezionamento industriale e l’imballaggio di prodotti alimentari, farmaceutici, cosmetici e tabacco. Questo approccio le ha permesso di creare e condividere nuove soluzioni, fornendo prodotti e servizi di qualità che rispondessero alle necessità dei propri partner.

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  • “L’amore per le parole”

    Domenica 16 febbraio alle ore 19.00 presso Palazzo Siotto, i partecipanti al laboratorio avanzato di lettura espressiva si trasformeranno in traghettatori di emozioni e presteranno la loro voce ad alcuni racconti che hanno come protagonisti i libri e l’amore.
    Vi aspettiamo.

    Diretto da Francesca Saba
    Con Serena Boi, Elisa Casula, Anna Murgia, Barbara Murgia, Pierluigi Petrucci

    DOVE
    Palazzo Siotto, via dei Genovesi 114, Cagliari

    QUANDO
    Domenica 16 Febbraio ore 19.00

    BIGLIETTI
    Intero 5€
    Ridotto soci 3€

    INFORMAZIONI
    [email protected]
    3938256330

    Laboratorio di lettura espressiva

  • COSMOBSERVER e MISSION DARK SKY pubblicano il Bilancio sociale e di missione 2019

    COSMOBSERVER, Il sito di divulgazione scientifica dedicato allo spazio pubblica il suo quinto bilancio sociale e di missione, includendo quello della sua campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY

     

    È stato pubblicato oggi su COSMOBSERVER il Bilancio di missione e sociale congiunto COSMOBSERVER / MISSION DARK SKY 2019.

    Redatto dal fondatore di COSMOBSERVER ed esperto di marketing e comunicazione Emmanuele Macaluso, il bilancio sociale è un documento formale, attraverso il quale si rendono pubblici dati, analisi e risultati ottenuti da un’azienda nell’anno precedente.

    Inserito nell’ambito dell’attività di CSR (Corporate Social Responsability), conosciuta in Italia come Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), il bilancio non prende in considerazione solo i fattori finanziari, ma anche quelli tecnici e sociali. Elementi particolarmente importanti ed evidenti quando si opera nella divulgazione scientifica.

    Il Bilancio di Missione 2019 di COSMOBSERVER è stato redatto sotto la supervisione del Comitato Etico e Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

     

    Il bilancio di missione è stato pubblicato a pochi giorni dalla fine dell’anno di riferimento, e contiene alcune anteprime relative alle prossime attività del progetto di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica.

     

    “Siamo molto soddisfatti della stesura e dei risultati contenuti nel bilancio – ha dichiarato Emmanuele Macaluso durante la conferenza stampa di presentazione, che continua – I risultati ottenuti nel 2019, e ancor prima dalla sua fondazione, da COSMOBSERVER sono veramente importanti. Soprattutto nell’ambito della divulgazione e del coinvolgimento del pubblico, tenendo conto che al contrario di altre realtà del settore, abbiamo deciso di non falsare artificialmente i nostri volumi accedendo a servizi a pagamento sui social. Tutti i dati presenti nel bilancio sono quindi reali e riscontrabili. Le scelte editoriali e di trasparenza che abbiamo sempre adottato ci hanno portato a divenire in pochi anni una realtà credibile nell’ambito della divulgazione scientifica italiana. La stessa pubblicazione del bilancio è da considerarsi un fatto non comune in questo ambiente. Siamo fieri di essere i primi in Italia a perseguire questa strada, e del rapporto che stiamo creando quotidianamente con la platea alla quale comunichiamo e con i nostri partner. La strada è corretta, continueremo a percorrerla con la dovuta determinazione e professionalità.

    Quest’anno, siamo particolarmente fieri di poter inserire nel bilancio di missione di COSMOBSERVER, il bilancio sociale della nostra campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY. La campagna ha raggiunto risultati notevoli nei pochi mesi dal lancio, e siamo sicuri che nei prossimi anni sarà necessario creare un bilancio sociale ad hoc”.

     

    È possibile leggere il Bilancio di Missione 2019 di COSMOBSERVER all’indirizzo http://www.cosmobserver.com/download.htm

     

    Di seguito i contatti di COSMOBSERVER

    Web www.cosmobserver.com

    Blog  http://thecosmobserver.blogspot.it

    E-mail [email protected]

    Instagram www.instagram.com/cosmobserver

    Facebook  www.facebook.com/cosmobserver/

  • Coronavirus: i consigli di S4T

    Le notizie relative alla diffusione del Nuovo Coronavirus si susseguono da giorni e, oltre ad aver destabilizzato l’opinione pubblica globale, hanno già avuto un impatto diretto sul mondo dei trasporti e del turismo, coinvolgendo anche le agenzie di viaggi. Lo dimostra l’ingente flusso di richieste ricevute da S4T, società di consulenza professionale per gli operatori del travel, specializzata proprio in aspetti legali e adempimenti burocratici.

    I suggerimenti di S4T per affrontare il problema del Nuovo Coronavirus

    Il problema più sentito dalla distribuzione è la gestione degli annullamenti da parte dei clienti che temono il rischio contagio, cercando di minimizzare le perdite economiche nel pieno rispetto della normativa. In caso di circostanze straordinarie ed inevitabili, infatti, il Codice del Turismo garantisce al cliente finale il diritto di recedere dal contratto di pacchetto turistico, ottenendo il rimborso integrale dei pagamenti già effettuati e senza corrispondere spese di annullamento.

    Per valutare in modo obiettivo la gravità della situazione, la fonte di riferimento ufficiale è il Ministero degli Affari Esteri che, attraverso il sito Viaggiare Sicuri, aggiorna costantemente le schede Paese di ogni singola destinazione. Considerando il caso specifico, ad oggi la Farnesina raccomanda di evitare tutti i viaggi nella provincia dell’Hubei: ci sono dunque gli elementi per considerare illecita l’applicazione di spese di recesso da parte dei Tour Operator, non solo per i viaggi diretti nella Provincia di Hubei, ma anche in altre destinazioni nelle quali potrebbero essere accertati rischi per la salute.

    In questo scenario, le agenzie di viaggi che operano in regime di intermediazione possono limitarsi a inoltrare agli organizzatori le richieste pervenute dai clienti, fermo restante l’obbligo di adempiere a tutti i doveri precontrattuali e di comportarsi nel rispetto del Codice del Turismo.

    Più complessa la posizione degli organizzatori, tenuti a rimborsare direttamente i clienti: in questo caso, l’unica soluzione è appellarsi ai fornitori e chiedere l’annullamento dei servizi prenotati senza l’applicazione delle penali, puntando sull’eccezionalità della situazione. Diverse compagnie aeree, del resto, hanno già aggiornato le proprie condizioni di trasporto, permettendo cambi e cancellazioni senza spese.

    Un aspetto a cui prestare attenzione, specialmente nel malaugurato caso in cui l’emergenza dovesse procrastinarsi nel tempo, è la data di prenotazione del pacchetto turistico: alcune tipologie di contratti di viaggio contengono una clausola in base alla quale, se alla data della prenotazione la località risulta già oggetto di sconsiglio o avvertimento, il cliente che vorrà annullare il viaggio dovrà comunque pagare le penali, non potendo invocare il venir meno delle condizioni di sicurezza del Paese. Questo vale per la Cina oggi, come per qualunque altra destinazione oggetto alla data odierna di avvertimento.

    Diverso il caso di viaggi verso Myanmar, Vietnam, India e altri Paesi del sud/est asiatico, per i quali, non essendoci avvertimenti o sconsigli, i viaggiatori potranno recedere dal contratto di viaggio solo dietro rimborso all’organizzatore delle spese sostenute.

    Ultimo suggerimento, il buon senso: per non cadere in facili allarmismi è utile prendere le distanze dai toni sensazionalistici di alcuni media e consultare solo fonti ufficiali, come Viaggiare Sicuri e il portale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

  • Sole e Cenere è il singolo d’esordio di Costa

    in promozione radiofonica un brano d’autore di grande maturità

    Sole e cenere sono le dimensioni di fronte cui si trova l’anima quando una  persona amata viene a mancare. Sono da un lato il tentativo di ricomporne l’immagine felice e dall’altro il suo sgretolarsi  in mille pezzi.
    Sono allo stesso momento l’occasione di rovesciare il senso dell’abbandono nella libertà di sbarazzarsi del suo peso e tornare a volare.

    Angelo Costantini in arte Costa 

    Vent’anni di canzoni. Vent’anni in cui le parole hanno percorso note per me indissolubili.
    Affascinato dal canto lirico di mio padre, tenore e appassionato dei classici di musica napoletana, inizio adolescente a scrivere le prime canzoni di matrice romantica.
    Ma presto l’inclinazione mi spinse a trattare tematiche filosofiche e interrogativi intimi tramite l’ormai inseparabile sei corde.

    Iniziarono i primi concerti tra Pescara, Roma e Venezia. Concerti in cui potevo finalmente dare sfogo alla mia libera espressione.
    Dopo una prima demo registrata in uno studio di Venezia, aver partecipato a due edizioni dell’Indipendente Festival e aver vinto una edizione del “Porto Allegro Music Contest”, decido finalmente di intraprendere professionalmente l’avventura di cantautore con una vera produzione che darà vita al mio primo album in uscita per Marzo 2020.

    Ma a breve… ci saranno delle interessanti sorprese!

    https://www.facebook.com/COSTAcantautore/
    https://www.instagram.com/C__O__S__T__A/

    Press, radio, Tv Agency
    DCOD Communication By GB Play
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    [email protected]

  • A Torino una rete di imprenditori e professionisti del mondo green

    “Quella a cui ambiamo è un’evoluzione verde che parta da diversi settori e travolga più persone possibili. Vogliamo creare un movimento di uomini e donne che vivano secondo uno stile più naturale, sano, salubre, e siano responsabili dell’ambiente”. Arriva anche a Torino e in tutto il Nord Italia la rete di imprenditori e professionisti del mondo green ‘Stile naturale’ (https://stilenaturale.com). Tra i suoi promotori c’è Andrea Rotta, ingegnere, autore di libri e imprenditore specializzato nella progettazione di ‘smarthome’, ovvero le case intelligenti a basso consumo energetico, che ha deciso di scendere in campo e di mettersi in gioco per promuovere la filosofia di ‘Stile Naturale’, una rete a brand di imprenditori, professionisti e aziende, tutti accomunati da una fortissima visione di rispetto per il tema dell’ambiente e dell’ecosostenibilità, che si pongono come obiettivo quello di impattare in maniera decisiva su quella che è la più grande emergenza dei giorni nostri: la salute delle persone, la salubrità degli ambienti confinati e la salvaguardia del pianeta.

    Dal 6 all’8 marzo prossimi “Stile naturale” sbarcherà a “Fa la cosa giusta”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in programma a Milano, dove ospiterà il primo “Vertice nazionale su sensibilità ambientale e comfort abitativo”. Uno stand di 120mq, uno dei più grandi dell’intera fiera, si trasformerà così in una vetrina d’eccezione per tutti quegli imprenditori e professionisti che hanno deciso di imboccare la strada della svolta verso la Sostenibilità. Con un pubblico stimato di 65mila persone, “Fa la cosa giusta” rappresenta senz’altro uno degli eventi che meglio incarnano la filosofia ‘green’, intesa non come semplice moda passeggera, ma come impegno concreto e quotidiano. Da 16 anni “Fa la Cosa Giusta” si fa portavoce di stimolare il pensiero critico ed uno stile di vita sempre più sostenibile.

    Divulgare il messaggio del comfort abitativo, per sensibilizzare le persone ad uno stile di vita più sano, pulito e salubre”: sono queste le motivazioni che hanno spinto Rotta ad aderire alla rete di ‘Stile Naturale’. “Il tessuto economico della provincia di Torino – spiega l’imprenditore – è ricco di attività che hanno particolarmente a cuore le problematiche legate alla sostenibilità ambientale e agli stili di vita equilibrati e sani. Abbiamo bisogno di persone che condividano questo nostro sogno, e vogliano essere parte attiva per stimolare l’evoluzione consapevole dei comportamenti di consumo e del rispetto dell’ambiente. Per arrivare a cambiare veramente le cose, è necessaria tanta collaborazione e una forte visione etica, per questo vogliamo riunire visionari green sotto un’unica bandiera, quella di Stile Naturale”.

  • Chi protegge i dati personali? Il caso dell’utente chiamato 155 volte.

    Molto spesso accade che le compagnie telefoniche chiedano agli utenti di acconsentire a fornire il proprio consenso per il trattamento dei dati personali. Solitamente l’acquisizione e la diffusione dei dati degli utenti viene tutelata secondo la normativa vigente. Infatti, le aziende hanno l’obbligo di offrire delle garanzie agli utenti circa la protezione dei loro dati personali.

    Tuttavia, le misure adottate dalle compagnie telefoniche non sempre sono sufficienti. Noto è ormai il caso di un non-cliente chiamato 155 volte da Tim in un mese.

    Su tellows.it, noto sito web che da anni combatte contro le chiamate indesiderate e le truffe telefoniche, ci sono state molte segnalazioni per terrorismo telefonico di numeri telefonici che gli utenti hanno identificato come Tim.

    Il Garante per la privacy è l’autorità di controllo competente per la gestione dei reclami ed eventuali violazioni dei dati personali secondo il regolamento europeo in materia (Gpdr). Pochi giorni fa, Tim è stata sanzionata per illeciti legati all’attività di telemarketing. L’azienda dovrà implementare il sistema di protezione dei dati personali degli utenti ed effettuare gli adeguati controlli sull’operato dei call center.

    Il Garante per la privacy e il reparto speciale della Guardia di Finanza per la tutela della Privacy e Frodi Tecnologiche (NSPFT) sono gli enti responsabili in caso di violazione dei dati personali. Quando un utente sospetta che i suoi dati personali siano stati diffusi e impiegati per scopi diversi rispetto a quelli cui si è dato il consenso può notificare l’illecito al Garante.

    Ci sono anche delle misure preventive che possono essere impiegate singolarmente dagli utenti. Per esempio, l’App tellows identifica il numero chiamante e segnala eventuali numeri sospetti secondo il punteggio attribuito dagli utenti della community.

    Maggiori informazioni a riguardo possono essere trovate all’indirizzo:

    https://blog.tellows.it/2020/02/chi-protegge-i-vostri-dati-155-chiamate-da-parte-di-tim/

    Ulteriori Links:

    Website: https://www.tellows.it

    Blog: https://blog.tellows.it

    Magazine: https://www.tellows.it/c/about-tellows-it/tellows-magazine-italia/

    Android App: https://play.google.com/store/apps/details?id=app.tellows

    iPhone App: https://itunes.apple.com/it/app/tellows-caller-id-block/id1166263660?mt=8

     

     

     

    Contatti:

    Christian Anton

    tellows ltd.

    Eschenring 6

    04828 Bennewitz

     

    Tel.: +49 341- 35540902

    Mobil: 0152 – 28754986

    Fax: +49 341 – 35540902

    E-Mail: [email protected]

    Commercial registry: Magistrates’ Court Leipzig HRB 26291

    Managing director: Stefan Rick

     

    La comunità dei numeri telefonici rende possibile ai consumatori di inserire informazioni e commenti sui numeri utilizzando www.tellows.de, www.tellows.com, www.tellows.co.uk, www.tellows.pl, www.tellows.fr, www.tellows.es e www.tellows.it. In questo modo, tellows può prevenire inganni su altri consumatori.

  • APOSTATI E NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI – UNO STUDIO DI BRYAN R. WILSON

    Per molti anni Bryan R. Wilson (1926-2004) ha condotto studi su Scientology, sul Cristianesimo e su molte altre fedi. Wilson sceglie qui Scientology come esempio di una nuova religione, facendone un paragone con la tradizione cristiana. In Inghilterra Wilson è stato uno dei più conosciuti studiosi delle religioni e fornisce qui di seguito il suo provocante pensiero che stimolerà una discussione.

    Ogni religione che rivendica precise dottrine e pratiche considerate come proprie in modo esclusivo, di tanto in tanto è suscettibile di trovarsi di fronte a ex membri che ritirano la loro alleanza e smettono di aderire alle formalità della fede, per lo meno per quanto riguarda alcuni, forse tutti, i suoi insegnamenti, pratiche, organizzazione e disciplina. L’apostasia è stata un fenomeno comune nella storia delle varie denominazioni della tradizione Giudaico -Cristiana – Musulmana. Ogni nuovo scisma da un’organizzazione religiosa già consolidata sarà probabilmente visto, da coloro da cui gli scissionisti si sono separati, come un caso di apostasia. Ci sono stati casi drammatici su larga scala, come quello conosciuto come “il grande scisma” delle chiese orientali (gli Ortodossi) da quelle occidentali (i Cattolici) e nella nascita del Protestantesimo con la Riforma. (Si deve aggiungere, anche solo come nota, che le parti dissenzienti e che si allontanano hanno non meno spesso accusato di apostasia quelli che rimanevano nell’ente ufficiale nei confronti di qualche standard putativo di fede e pratica).

    Dato il numero di enti religiosi nel regno Cristiano che ha avuto origine da uno scisma, deve essere chiaro che l’apostasia è stata un avvenimento molto diffuso e comune.
    Ciononostante, non tutti gli episodi di apostasia sono sfociati nella formulazione di una parte o setta religiosa deviante e separata. Non si deve considerare una apostasia di tipo minore quella per cui il credente di un tempo rinuncia ai suoi voti e alla sua precedente fedeltà religiosa. Alla fine del diciannovesimo e inizio del ventesimo secolo, in un momento di crisi nel credo Cristiano, ci furono alcuni casi clamorosi di apostasia della Chiesa Cattolica Romana. Fu spiegato che erano avvenuti in quella chiesa a causa del rigore dei suoi requisiti di credo e pratica; a causa della sua resistenza al modernismo e in particolare per aver incoraggiato i più devoti tra i suoi seguaci ad abbracciare gli ordini monastici o le congregazioni.

    Alcune delle sordide storie sulla vita monastica raccontate da suore e monaci apostati, come il clamoroso caso di Maria Monk che fu largamente pubblicizzato, si rivelarono in gran parte inventate, ma furono ampiamente usate come propaganda dai media anti-cattolici del momento. Nell’era attuale di pluralismo religioso, in cui lo spirito ecumenico prevale tra la maggior parte delle confessioni cristiane, e in cui il cosiddetto “cambio” di alleanza da uno di questi movimenti all’altro non è insolito, l’accusa di apostasia si sente molto meno, ma dal 1960, con la nascita nella società occidentale di nuovo movimenti di minoranza che hanno insegnamenti religiosi distintivi e che richiedono un grande senso di impegno specifico, un membro che si allontana viene spesso visto come un apostata, e ancora di più, naturalmente, se quel membro poi procede nel ridicolizzare o criticare aspramente le sue precedenti credenze o nel calunniare coloro che erano una volta i suoi compagni più vicini.

    Negli ultimi decenni, a causa dell’emergere di così tanti enti religiosi che richiedono una forte prova di lealtà ai loro membri, i casi di apostasia sono diventati una questione di considerevole attenzione da parte dei mass media. La storia dell’apostata, in cui è presentato come vittima, viene vista come una buona storia giornalistica, specialmente se questo si offre di “rivelare” aspetti, talvolta segreti, del movimento di cui ha fatto parte. Di conseguenza, gli apostati ricevono forse un’inaspettata quantità di attenzione da parte dei mass media, specialmente quando riescono a presentare la loro precedente fedeltà in termini di vulnerabilità e manipolazione, inganno o coercizione esercitati dai leader e membri del movimento al quale si erano uniti. Poiché questi racconti sono spesso l’unica informazione disponibile al pubblico generico riguardo alle minoranze religiose, e certamente l’informazione più largamente divulgata, l’apostata diventa una figura centrale nella formazione (o formazione negativa) dell’opinione pubblica per quanto riguarda questi movimenti.

    Studiosi interessati alle minoranze religiose, ed in particolare i sociologi, nel cui campo questo soggetto ricade in modo particolare, di solito perseguono le loro inchieste accademiche attraverso una varietà di metodi ben riconosciuti. Raccolgono informazioni non solo da ricerche di archivio e dallo studio di materiali scritti o documenti, ma anche attraverso un’osservazione attiva, interviste, questionari d’inchiesta e direttamente al punto qui trattato, dall’informatore. Gli apostati sono spesso informatori molto volonterosi, ma i sociologi in generale sono molto cauti per quanto riguarda la potenziale fonte di prova. Come ho scritto altrove, discutendo delle tecniche di inchiesta da parte dei sociologi:

    “Gli informatori che sono dei semplici contatti e che non hanno motivazioni personali per quello che dicono, devono essere preferiti a coloro che, per dei loro scopi, cercano di usare il ricercatore. La persona ostile e l’apostata sono in particolare informatori la cui prova va usata con circospezione. L’apostata in generale ha bisogno di auto-giustificazione. Cerca di ricostruire il suo passato, di scusare le sue precedenti affiliazioni e di incolpare quelli che prima erano i suoi compagni più stretti. Non è insolito che l’apostata impari a ripetere una ‘storia di atrocità’ per spiegare come, tramite manipolazione, truffa, coercizione o inganno egli sia stato indotto a unirsi o rimanere all’interno di un’organizzazione a cui egli ora ha rinunciato e che condanna. Gli apostati sensazionalizzati dalla stampa, qualche volta hanno cercato di trarre profitto dalle storie delle loro esperienze vendute ai giornali o prodotte come libri (a volte scritti da “negri”). [Bryan Wilson, The Social Dimensions of Sectarianism, Oxford: Clarendon Press, 1990, p.19.]
    I sociologi e altri studiosi di minoranze religiose sono giunti a riconoscere una particolare costellazione di motivazioni che inducono gli apostati ad assumere delle posizioni in relazione al loro coinvolgimento religioso precedente e al successivo abbandono. L’apostata ha bisogno di affermare la sua credibilità sia riguardo della sua precedente conversione che al suo successivo abbandono. Giustificare se stesso riguardo al suo voltafaccia richiede una spiegazione plausibile sia della sua (spesso improvvisa) aderenza alla fede di un tempo e del suo spesso non improvviso abbandono e condanna di essa. Gli studiosi hanno cominciato a riconoscere la “storia di atrocità” come un genere distintivo dell’apostata, e sono anche giunti a vederlo come una categoria riconoscibile di fenomeni. [A.D. Shupe, Jr., and D. G. Bromley, “Apostates and Atrocity Stories”, in B. Wilson (ed.), The Social Impact of New Religious Movements, New York, Rose of Sharon Press, 1981, pp. 179-215.]Di solito l’apostata si descrive come qualcuno che è stato introdotto alla sua precedente fede in un momento in cui era particolarmente vulnerabile, depresso, isolato, senza supporto sociale ed economico, alienato dalla propria famiglia o da qualche circostanza simile. Ora dipinge i suoi ex compagni come persone che lo hanno convinto usando false affermazioni, inganni, promesse d’amore, supporto, prospettive migliori, aumentato benessere e simili. E l’apostata procede nella sua storia dicendo ora che in realtà essi erano falsi amici, che cercavano solo di sfruttare la sua buona volontà e di ottenere da lui ore di lavoro estenuanti senza alcuna ricompensa, o tutto il denaro o possedimenti egli avesse. Perciò l’apostata si presenta come “una persona che si è salvata”, come qualcuno non responsabile delle sue azioni nel momento in cui è stato introdotto alla sua precedente religione, e come qualcuno che è “tornato in sé” quando se ne è andato. Essenzialmente il suo messaggio è che “data la situazione, poteva accadere a chiunque”. Loro sono completamente responsabili e loro agiscono con premeditazione contro vittime fiduciose ed innocenti. Attraverso una tale rappresentazione del caso, l’apostata trasferisce la responsabilità per le sue azioni precedenti e cerca di reintegrarsi nella più ampia società che egli ora cerca di influenzare contro il gruppo religioso che ha recentemente abbandonato.

    I nuovi movimenti – i cui insegnamenti, pratiche e credo sono relativamente poco conosciuti – e la cui organizzazione è caratterizzata da termini nuovi o riadattati, sono i più suscettibili di sospetto da parte del pubblico; se hanno insegnamenti segreti o non rivelati o se appaiono eccessivamente diligenti nel cercare di fare opera di conversione o se hanno un interesse particolare verso una parte della comunità (ad esempio i giovani, gli studenti, le minoranze etniche, gli immigrati ecc.) o se le promesse di benefici ai credenti eccedono le aspettative giornaliere del pubblico di massa, allora essi possono diventare facilmente oggetto di pubblico disprezzo o perfino di ostilità. Le “storie di atrocità” raccontate dagli apostati, in particolare quando amplificate dalla smania di sensazionalismo della stampa, alimentano queste tendenze e aumentano il valore di notizie relative a ulteriori “storie di atrocità”. I giornali sanno come riassumere storie sensazionali precedenti quando trovano storie di una vena simile riguardo a movimenti particolari – una pratica conosciuta ai sociologi come l’uso del “sommario negativo degli eventi” . [“Questo si riferisce alla descrizione giornalistica di una situazione o di un evento in modo da catturare ed esprimere la sua essenza negativa come parte di una storia discontinua e lenta. Un fatto apparentemente a sé stante viene quindi usato come occasione per fissare nella mente del pubblico un più vasto fenomeno controverso.” — James A. Beckford, Cult Controversies: The Societal Response to New Religious Movements, London, Tavistock, 1985, p. 235.] Con questi mezzi, l’aggiunta drammatica della storia di un apostata viene rafforzata nel suo significato a detrimento di un’inchiesta neutra e obiettiva sui fenomeni religiosi del genere di quelle intraprese da esperti sociologi. Gli enti religiosi contemporanei, operando in un contesto di rapido cambiamento sociale e di cambiamento di percezione delle credenze religiose e spirituali sono spesso particolarmente suscettibili di discredito e travisamento, che deriva dalla circolazione e ripetizione delle storie degli apostati.

    Né il ricercatore sociologico obiettivo, né il tribunale possono prontamente considerare l’apostata come fonte di prova credibile o affidabile. Egli deve sempre essere visto come qualcuno la cui storia personale lo predispone al pregiudizio, sia per quanto riguarda il suo precedente coinvolgimento, che le sue connessioni: ci deve essere il sospetto che la motivazione personale in base alla quale agisce altro non è che un tentativo di discolparsi e riguadagnare l’autostima, dando di sé l’immagine di qualcuno che è stato prima una vittima e poi è diventato un crociato redento. Come molti esempi hanno dimostrato, è probabile che egli sia suggestionabile e pronto ad ampliare o ricamare le sue lamentele per soddisfare quella specie di giornalisti più interessati a scrivere una storia sensazionale che a un’affermazione obiettiva della verità.

    Il lavoro di Bryan Wilson, PhD Membro Emerito del Senato Accademico Università di Oxford Inghilterra, può essere scaricato seguendo questo link: APOSTATI E NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI