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  • Rimozione Tatuaggi e Macchie : A chi affidarsi

    Molto spesso durante il corso della nostra vita, facciamo delle cose per piacerci di più, per far sì che il nostro aspetto migliori. Ad esempio, molte persone al giorno d’oggi scelgono di tatuarsi indelebilmente la pelle: un simbolo, un disegno, una frase o addirittura un ritratto. La scelta del tatuatore e del soggetto del tatuaggio sono molto importanti: un tatuatore alla prime armi potrebbe risultare più economico di uno con anni di esperienza, ma il risultato potrebbe essere decisamente scadente, tanto da costringerti a volerlo rimuovere in un futuro prossimo.

    Grazie alla tecnologia moderna, sono spuntati fuori sempre più centri che attraverso macchinari tecnologici e complessi, riescono a rimuovere i tatuaggi indesiderati attraverso molteplici sedute a base di uno speciale laser che riesce a cancellare l’inchiostro che si trova al di sotto della pelle.

    MEA Centro Rimozione Tatuaggi Roma

    MEA, centro estetico a Roma, effettua Rimozione Tatuaggi Roma: lo fanno seguendo le norme anti covid-19 e seguendo tutte le regole del mestiere. Prenotando un trattamento di rimozione tatuaggi, sarai in grado di cancellare i brutti ricordi del tuo passato. Attraverso questo tipo di trattamento, in diverse sedute (generalmente 7/8 sedute di trattamento) sarai in grado di cancellare i tatuaggi che sono “venuti male” oppure quei tatuaggi che non hanno più senso per te.
    Questo è un servizio molto richiesto, in quanto molte persone ormai si stanno rendendo conto che i tatuaggi fatti molti anni fa hanno diversi tra cui la scomparsa dell’inchiostro, la perdita del senso del motivo del tatuaggio e tanti altri.

    MEA Centro Rimozione Macchie Roma

    Grazie alla tecnologia moderna, sono nati anche dei centri per Rimozione Macchie Roma. Questi centri specializzati, riescono a rimuovere le macchie cutanee che si sono formate sulla pelle delle persone nel corso del tempo.
    Molte persone difficilmente riescono a convivere con i segni lasciati dal tempo, soprattutto quelli lasciati sulla pelle, soprattutto quelli lasciati sulla pelle facciale. Utilizzando queste tecniche moderne, sarai in grado di rimuovere le macchie cutanee che sono comparse durante gli anni.
    Le sedute necessarie sono all’incirca 7/8, e attraverso l’utilizzo di alte tecnologie come il laser, avrai la possibilità di avere una pelle pulita e liscia.

    Le tecnologie del futuro: Rimozione Macchie Roma e Rimozione Tatuaggi Roma

    Dato l’aumento del tasso di “tatuati” in Italia, la medicina estetica sta espandendo i suoi orizzonti creando nuovi clienti e nuovi bisogni: quella della rimozione dei tatuaggi.
    Inoltre, dato l’aumento della tecnologia, i clienti dei centri di medicina estetica stanno aumentando, in quanto permettono alle persone che hanno sempre avuto delle macchie cutanee di risolvere il loro problema.

     

    RomaWebLab | Web Agency Roma

  • La Professione Investigativa : In cosa consiste

    In cosa consiste il lavoro di un Investigatore Privato?

    Oggi andremo a vedere di cosa si occupa un’investigatore Privato Roma e come svolge la sua professione, un’investigatore privato è colui che si mette a disposizione di un privato o di un’azienda per risolvere dubbi che possono essere l’infedeltà del proprio partner, il bullismo od il contro giovani, per quanto riguarda l’ambito del privato mentre i servizi svolti per le aziende sono molteplici come la concorrenza sleale, l’assenteismo o l’abuso dei permessi.

    Dall’incontro con il cliente all’acquisizione delle prove…

    All’inizio del servizio l’Agenzia Investigativa Bologna incontrerà il cliente sia esso un privato sia che il cliente rappresenti un’azienda, dopo il primo colloquio l’investigatore Privato Bologna inizierà con le su indagini, inizierà ad ispezionare ed a raccogliere le prove necessarie al fine dell’indagine, per svolgere la sua professione l’investigatore provato deve esse molto discreto e “silenzioso” nel suo lavoro, ovviamente non deve farsi osservare dalla persona che sta seguendo per la sua indagine privata bologna, più un’investigatore privato è discreto meglio sarà per le indagini perchè risulteranno vere e non influenzate da terze parti così facendo l’investigatore privato potrà raccogliere tutte le prove necessarie per la sua investigazione.

    Le prove sono valide in tribunale?

    Ovviamente tutte le prove raccolte dall’Investigatore Privato a Roma saranno convalidate ed approvate anche in tribunale, L’indagine dell’investigatore privato viene spesso sintetizzata in un report scritto comprensivo di fotografie ed eventuali video allegati. La possibilità di introdurre il materiale in un processo è subordinata al fatto che l’acquisizione sia avvenuta in modo lecito, senza quindi violare la riservatezza altrui. Numerose sentenze hanno infatti stabilito che una prova ottenuta illecitamente non è più prova e non può essere presa in considerazione dal giudice. Si pensi a una foto scattata da un ramo di un albero, in direzione della finestra di un’abitazione privata. Un altro esempio tipico è quello delle email o dei messaggi ottenuti tramite software spia.

     

    Verdile Investigazioni | Agenzia Investigativa Roma

  • Guida alla scelta della tua borraccia riutilizzabile

    La borraccia riutilizzabile è una delle scelte più sensate che puoi fare in nome della difesa dell’ambiente, ne esistono di diversi modelli, più o meno economici. Molte marche oggi ne commerciano grazie alla larga diffusione di cui godono per il loro basso impatto ambientale. (altro…)

  • Serramenti in pvc: una scelta da professionisti per la casa

    Una delle domande più grandi che di solito ci poniamo nel momento di scegliere porte e finestre per la nostra casa è: “Quale materiale è meglio utilizzare?” Molti professionisti del settore suggeriscono i serramenti in PVC, scopriamo perché. (altro…)

  • RSPP: storia del preposto alla sicurezza lavoro

    Sul luogo di lavoro, occorre sempre essere tutelati, la sicurezza è un elemento imprescindibile e, oggi, nelle aziende italiane, la figura chiave per assicurarla è l’RSPP o il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione. Ma chi è esattamente? E che ruolo svolge l’RSPP? (altro…)

  • Storia della TV: il contributo di Federico Motta Editore

    Nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore la trasformazione del piccolo schermo dalla fine degli anni ’30 a oggi.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: le origini della televisione

    È poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale che vede la luce la prima trasmissione televisiva della storia. A New York, nella cornice dell’Esposizione Internazionale del 1939, la NBC, allora azienda radiofonica, manda in onda una raccolta video dei discorsi del Presidente in carica, Franklin Delano Roosevelt. Nel saggio La Televisione, pubblicato da Federico Motta Editore, il noto esperto Aldo Grasso rievoca la storia di uno dei più importanti mezzi di comunicazione di massa. In Europa e in Italia il piccolo schermo inizia a diffondersi solo dopo la fine del conflitto. Diretto da Giuseppe Matteucci, il primo canale televisivo ricevibile sul territorio è Programma Nazionale, che diventerà Rete 1 e infine Rai 1. La prima trasmissione italiana in assoluto è “Arrivi e Partenze”, con un giovanissimo Mike Buongiorno a condurre interviste a personaggi famosi, italiani e non, in luoghi come stazioni, porti e aeroporti. Contenuto nei volumi dell’opera L’Età Moderna di Federico Motta Editore, il lavoro di Grasso affronta poi il periodo di transizione che porterà alla nascita del duopolio Rai – Mediaset a cavallo tra i due secoli.

    Federico Motta Editore: l’evoluzione dei palinsesti

    Grazie al boom economico italiano nel Dopoguerra, gli apparecchi televisivi iniziano pian piano a diventare un elettrodomestico alla portata di tutti. Proprio nel 1961 la Rai, azienda pubblica, inaugura il Secondo Programma. Sono gli anni di trasmissioni come “Carosello” e “Lascia e Raddoppia”, diventate veri e propri cult per gli appassionati. Ma, come si legge nel contributo di Federico Motta Editore, sono anche gli anni in cui si assiste alla nascita delle prime televisioni private. Telebiella e Telemontecarlo sono gli esempi più noti. Si dovranno attendere tuttavia gli anni ’80 per iniziare a parlare delle emittenti private come di una vera alternativa alla TV di Stato. Ed è proprio nel 1980 che nascono le basi dell’attuale Mediaset. Silvio Berlusconi, proprietario di Telemilano (sostituita poi dall’attuale Canale 5), acquisirà tramite la Fininvest anche le neonate Italia 1 e Rete 4. Il nuovo polo televisivo copre diverse fasce di età, dai più piccoli ai meno giovani. Già in quegli anni, si scopre nel lavoro a cura di Federico Motta Editore, la futura Mediaset lancia diverse trasmissioni in onda ancora oggi, come “Striscia La Notizia” e il “Maurizio Costanzo Show”.

  • Alcol e adolescenti: le attività di ricerca dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool

    È una visione a 360° quella dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, che offre alla collettività numerose riflessioni scientifiche sulle problematiche associate all’alcol.

    La storia dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool

    L’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool è un’associazione italiana con sede a Roma: fondata nel 1991 dal sociologo Giuseppe De Rita, Enrico Tempesta e Daniele Rossi, riunisce numerosi esperti sulle tematiche relative al consumo dell’alcol. Si tratta di una vera e propria comunità aperta, che si fa promotrice di studi e ricerche in diversi ambiti, dalla comunicazione alla psicologia. L’approccio adottato prende le sue fondamenta dall’alcologia bio-psico-sociale, fondendo criterio scientifico e umanistico. Lo scopo è ottenere una visione globale del fenomeno del bere, con una particolare attenzione sui giovani, integrando gli sforzi di diverse discipline. Per questo vengono analizzati in relazione alla tematica dell’alcol anche gli aspetti psico-sociali, antropologico-culturali, economici e quelli politico-legislativi. Per raggiungere i suoi obiettivi, l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool mette a disposizione degli esperti un laboratorio scientifico interdisciplinare, che guida progetti, ricerche e comunicazione.

    Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool: struttura e mission

    L’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool possiede anche un laboratorio istituzionale, un organo che si occupa dei rapporti con istituzioni a tutti i livelli e i cui membri vengono convocati quando c’è bisogno di affrontare questioni particolarmente significative. Infine, il Consiglio Direttivo gestisce l’attività ordinaria dell’Associazione, coordinata dall’attuale Segretario Generale, Michele Contel. Grazie alla sua struttura, la realtà è in grado di impegnarsi su più fronti: non solo comunicazione diretta con i consumatori attraverso social e campagne, ma scambi di informazione continui con mass, media, policy makers e rappresentanti dell’industria delle bevande alcoliche. La politica messa in atto dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool è coerente con l’approccio scientifico: affrontare la tematica da più punti di vista in modo tale da promuovere al meglio la cultura del bere responsabile.

  • Lievito Madre: Vantaggi e Ricetta

    Negli ultimi anni si stanno rivalutando parecchio le vecchie tradizioni, prime tra tutte i passatempi e le abitudini legate al cibo: si sta più attenti alle ricette ipocaloriche, si prediligono i cibi fatti in casa piuttosto che quelli già pronti, ci si dedica alle conserve dolci e salate, si sta parecchio attenti agli ingredienti e alle modalità con le quali vengono confezionati gli alimenti che portiamo sulle nostre tavole. Un ingrediente, in particolare, sta prendendo piede in cucina e sta subendo una fase di grande rivalutazione: il lievito madre.

    Vantaggi del lievito madre

    Elemento principale della dieta mediterranea (perché con esso si creavano e si creano anche oggi gli alimenti più importanti della nostra giornata, quali pane e pasta), il lievito fatto in casa ha parecchi vantaggi per la salute ed eclissa decisamente i lieviti tipici come lievito di birra (utilizzato prevalentemente per l’impasto della pizza) e lieviti classici per dolci. Il lievito madre viene usato prevalentemente per creare cibi salati, anche se sempre più spesso si cerca di utilizzarlo anche per i dolci, insieme alle farine integrali e all’olio di oliva o di semi al posto del burro e della margarina, notoriamente ricchi di grassi saturi dannosi per il nostro organismo.

    Ricetta del lievito madre

    Creare un impasto di lievito madre da utilizzare per i nostri manicaretti culinari non è affatto difficile, ecco quindi di seguito la ricetta del lievito madre. Supponiamo il caso in cui vi serva un impasto per pane da 1 kg. Intanto, dovete preparare il vostro lievito madre al meno tre giorni prima. Se si tratta della prima volta, basta mettere in una terrina 100 gr di farina con un cucchiaino di miele. Impastate il tutto, chiudete con un coperchio e lasciate fuori dal frigo per due giorni.

    Nel momento in cui diventa acido, aggiungete 300 gr di farina e acqua tiepida quanto basta e cospargete la ciotola con olio di oliva, così da non fare attaccare l’impasto. Il giorno seguente aggiungete i restanti 700 gr di farina e acqua tiepida e il vostro impasto sarà pronto! Da questo, basterà staccarne una piccola parte, da rimettere nella stessa terrina di prima e che servirà per l’impasto successivo, e via così, per un numero infinito di volte! Questo procedimento vale per tutti gli impasti fatti in casa, soprattutto per pane, pizza e biscotti.

    Unica pecca di questo tipo di procedimento: i tempi di lievitazione! Il lievito madre richiede un tempo superiore di lievitazione, quindi cominciate a preparare i vostri cibi almeno tre, quattro ore prima del previsto. Ne godrete in salute e in relax, perché si sa, la cucina distende i nervi e attenua gli stati di stress!

    Probabilmente, adesso che sai come fare il lievito madre, ti starai chiedendo quali ricette fare per metterti subito alla prova: dai all’ora un’occhiata su DonnaUp per trovare tante interessantissime ricette pensate apposta per te!

  • Confindustria Servizi HCFS: l’intervista radiofonica del Presidente Lorenzo Mattioli

    Lorenzo Mattioli: “Per garantire sicurezza e salubrità c’è bisogno di imprese qualificate e serie”.

    Lorenzo Mattioli

    Il futuro dei servizi integrati ai tempi del Covid-19: il commento di Lorenzo Mattioli

    “Purtroppo ci voleva un’emergenza così grave per farci rendere conto di quanto è importante il mondo che ho l’onore di rappresentare, il mondo dei servizi e in particolare delle imprese di pulizie”: inizia così l’intervista di Lorenzo Mattioli, Presidente di ANIP Confindustria (Associazione Nazionale Imprese di Pulizia e Servizi Integrati) e di Confindustria Servizi HCFS (Hygiene, Cleaning and Facility Services), intervenuto a “Radio Anmil Network” (RAN) per parlare del tema della sanificazione in Italia. “Le nostre realtà stanno facendo uno sforzo straordinario con grande coraggio. Mi riferisco in particolare a quelle imprese che operano nel mondo della sanità: sono loro i nuovi eroi della società attuale”. Una società che a causa del Covid-19 è destinata a cambiare e che dovrà mettere al primo posto i servizi dedicati alla sicurezza: “Non si potrà più fare a meno delle nostre aziende – ha spiegato Lorenzo Mattiolila sanificazione non sarà più un servizio accessorio. A nessuno verrà più in mente di fare una spending review partendo da sanità e servizi di pulizia”.

    Lorenzo Mattioli: l’importanza delle imprese qualificate

    Il futuro prospettato da Lorenzo Mattioli vede dunque un protagonismo accentuato dei servizi a tutela della sicurezza: il manager porta l’esempio di luoghi come stazioni e aeroporti, dove dovranno essere previste figure specializzate proprio nel settore safety. Un comparto che oggi fa gola a molti: “Stiamo vedendo sorgere come funghi imprese improvvisate: tutti vogliono essere sanificatori senza sapere neanche di cosa stanno parlando. È una questione grave: ancora una volta rischiamo la salute dei nostri figli”. In un periodo storico di emergenza sanitaria, il Presidente di Confindustria Servizi HCFS sostiene con forza l’importanza del lavoro svolto dalle imprese qualificate, soprattutto considerando la conoscenza ancora incompleta sul comportamento del virus. Ma per Lorenzo Mattioli c’è bisogno di uno sforzo ulteriore: “Riteniamo che per poter far ripartire il Paese serva sanificare tutti i luoghi pubblici e affollati attraverso una procedura standardizzata dal Ministero, senza lasciare spazio all’improvvisazione: il rischio è ritrovarsi in un Far West dove ognuno fa un po’ quello che gli pare, senza avere la più pallida idea dei protocolli da seguire”.

  • Safety Partner sottolinea la necessità di tutelare la sicurezza dei lavoratori digitali

    Il processo di digitalizzazione sta inesorabilmente trasformando anche il mondo del lavoro, cambiandone tempi, luoghi e modalità: quali benefici porta? E quali rischi può comportare per chi lavora in azienda?

    Milano, novembre 2020 – Nell’era della cosiddetta Gig Economy sono sempre di più i lavoratori digitali, cioè coloro che operano in aziende perlopiù funzionanti tramite piattaforme digitali.

    Già nel 2018 era stata stilata una proposta di legge sul tema delle norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali, che comprendeva sia tutele di tipo previdenziale che di natura assistenziale, che andavano dalla formazione specifica in materia di salute conferita dall’azienda ai suoi operatori fino alla puntuale informazione, da parte del datore di lavoro, circa tutti i possibili rischi in cui il lavoratore può incorrere svolgendo la propria mansione. 

    Veniva richiesta inoltre una disposizione volta a tutelare la dignità e la sicurezza della persona, rendendo più trasparente il mercato e contrastando lo sfruttamento. Le aziende, infine, venivano incaricate di assicurare i propri lavoratori contro le malattie legate alla professione e agli infortuni sul lavoro, oltre a tutelare la maternità, la paternità e a garantire un’adeguata liquidazione.

    L’ente Eu-Osha ha recentemente pubblicato una ricerca sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro al tempo della digitalizzazione, analizzando come l’intelligenza artificiale stia mutando radicalmente le vite e le abitudini dei consumatori, ma anche di coloro che lavorano in aziende operanti tramite piattaforme digitali. 

    Viene mostrato l’impatto delle tecnologie digitali sulla vita dei lavoratori e dei consumatori in un arco temporale che va da oggi al 2025, analizzando l’enorme potenziale della digitalizzazione e come poterlo ottimizzare, mantenendo l’ambiente di lavoro sicuro e con condizioni lavorative sempre migliori.

    Nella ricerca si spiega chiaramente come ancora non sia chiaro né totalmente prevedibile l’effetto che i processi di digitalizzazione, come ad esempio la stampa 3D, l’intelligenza artificiale (A.I.) o i big data avranno nel breve futuro sui lavoratori, ma è importante studiare questa materia per poter garantire agli operatori del settore le tutele adeguate per quanto riguarda la salute e la sicurezza sul lavoro.

    Safety Partner

  • DALL’ESPERIENZA DI DURACELL E MOIGE, IL PROGETTO «HOME SAFE HOME» PIU’ TEMPO IN CASA: ECCO COME RENDERLA PIU’ SICURA PER I BAMBINI Elena Santarelli, ambassador dell’iniziativa: «La casa deve essere…

    Una tecnologia unica sul mercato, lanciata da Duracell, come soluzione per evitare il rischio di ingestione connesso all’uso delle batterie a moneta al litio da 20mm e 10 suggerimenti chiave per rendere la casa a misura di bambino. Il progetto «Home Safe Home», nato dalla collaborazione tra Moige e Duracell, aiuta genitori e nonni a garantire una maggiore sicurezza dei bambini a casa. Un ambiente che con l’arrivo della stagione fredda frequenteranno sempre di più e che, mai come oggi, deve essere sinonimo di sicurezza e protezione. Oggi il progetto si arricchisce ancor di più, con il contributo di Elena Santarelli in qualità di ambassador dell’iniziativa.

     

    La casa è il nostro rifugio, soprattutto durante le stagioni più fredde, quando fuori fa buio presto e passare del tempo tra le mura domestiche diventa la scelta più indicata, specie per i più piccoli e in un periodo particolare come quello attuale. Ma cosa accade se il luogo che ci sembra il più accogliente è, in realtà, anche quello che potrebbe esporci a maggiori rischi? Renderlo sicuro, su tutti i fronti, significa pensare anche agli oggetti più piccoli. Piccoli quanto una batteria a moneta a litio da appena 20 mm. Per questo nasce Baby Secure, la tecnologia sviluppata da Duracell, marca iconica di batterie presente nelle case di milioni di italiani, per elevare il livello di sicurezza dei propri prodotti. E, in collaborazione con Moige – Movimento Italiano Genitori, onlus da sempre attiva nella protezione dei piccoli -, il progetto «Home Safe Home», per rendere la casa davvero a misura di bambino.

    Le batterie a moneta a litio utilizzate per alimentare vari tipi di dispositivi, come i telecomandi per le auto e per la televisione, gli apricancello, gli orologi, le bilance pesapersone e da cucina e molti altri, sono grandi – anzi piccole! – quanto l’esofago dei bambini, e se ingerite accidentalmente possono rimanervi bloccate con conseguenze anche gravi se non si interviene tempestivamente. Si tratta di un tipo di batterie che tra Black Friday, Cyber Monday e Natale alle porte – accompagnate da regali sempre più spesso elettronici – sono e saranno sempre più diffuse nelle nostre case. Per renderle più sicure e prevenire possibili incidenti, Duracell ha sviluppato la Tecnologia Baby Secure: le batterie a moneta a litio da 20mm Duracell sono infatti ricoperte della sostanza più amara al mondo, innocua ma che provoca nei bambini una reazione istintiva e inevitabile che li porta a sputare la batteria immediatamente qualora venisse inavvertitamente messa in bocca. Una tecnologia unica che si aggiunge ad altre funzionalità di sicurezza che queste batterie Duracell hanno, come la confezione anti-apertura a doppio blister impossibile da aprire a mani nude, senza l’utilizzo delle forbici, e alle avvertenze che ricordano ai genitori di tenerle lontane dalla portata dei bambini. «Da sempre l’innovazione in Duracell è orientata tanto alla performance quanto alla sicurezza. Vogliamo offrire ai nostri consumatori non solo le batterie più efficienti e durevoli, ma anche la tranquillità di utilizzare dispositivi sicuri. Soprattutto quando possono finire tra le mani dei bambini. La tecnologia Baby Secure, tuttora l’unica sul mercato, è nata proprio per rendere ancora più sicure le nostre batterie a moneta a litio da 20mm anche quando sono fuori dalla confezione o sono contenute nei dispositivi, ovvero proprio quando il livello di protezione deve essere maggiore – commenta Carmela Izzo, General Manager di Duracell Southern Europe. La prevenzione, del resto, è fondamentale. Per questo il nostro impegno al fianco di MOIGE nel progetto “Home Safe Home” indirizzato a tutti i genitori e nonni perchè rendano le case più sicure per i loro piccoli abitanti».

    L’iniziativa «Home Safe Home» è composta da un’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli che fotografa azioni e percezioni dei genitori italiani in merito alla sicurezza dei figli in casa, e da una breve guida con i suggerimenti principali in merito ai comportamenti e alle misure da adottare per rendere la casa sicura. Lanciata in primavera, diventa un riferimento ancora più utile in questo periodo in cui passiamo sempre più tempo tra le mura domestiche. E si arricchisce di una preziosa voce: quella di Elena Santarelli, bella e amata conduttrice TV, ma soprattutto mamma attenta e premurosa di Giacomo e Greta, scelta da Duracell come Ambassador della campagna.

    «La casa è il luogo in cui trascorriamo più tempo, quello che ci fa sentire sicuri anche quando fuori infuria la tempesta. E le tempeste io ormai le conosco bene. Ho sempre considerato la mia casa come il luogo in cui sentirsi più protetti e al sicuro, specialmente in alcuni momenti difficili della mia vita. E oggi, con la pandemia di Covid-19, la sensazione è un po’ la stessa. Ma perché la casa sia davvero il nostro porto sicuro, dobbiamo prestare attenzione anche alle più piccole cose – dichiara Elena Santarelli. Ho imparato sulla mia pelle, infatti, che i bambini sono curiosi per natura e di conseguenza talmente imprevedibili che anche gli oggetti apparentemente più innocui possono diventare pericolosi. Certo, so bene che noi mamme e papà non possiamo proteggerli da tutto e tutti, ma credo sia giusto fare il possibile per prevenire ogni tipo di incidente. Per questo ho apprezzato particolarmente l’impegno di Duracell nel rendere più sicure, con la nuova tecnologia Baby Secure, le batterie a bottone al litio, sempre più diffuse e potenzialmente pericolose proprio per i più piccoli, così come il progetto Home Safe Home che può aiutare tutti noi genitori a non abbassare mai la guardia su questo tema e a “ripassare” tutti gli accorgimenti pratici per una casa sicura. Quindi grazie Moige e grazie Duracell per aiutarci a proteggere i nostri bambini».

    Dall’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli è emerso, in particolare, che l’82% ha avuto figli a cui è capitato di farsi male in casa, soprattutto nei primi 24 mesi di vita. Tra gli incidenti più comuni, spiccano al primo posto le cadute (49%), seguite da ferite da taglio (21%), ustioni (15%) e ingestione e/o inserimento di oggetti in naso/orecchio (9%). Per aiutare i genitori a minimizzare i rischi in casa, dal progetto «Home Safe Home» è nata una pratica guida in 10 punti: un vademecum con i consigli chiave e gli accorgimenti, grandi e piccoli, che potranno essere utili a tanti genitori e nonni per avere una casa davvero a misura di bambino. Come emerso dall’indagine, infatti, il 92% dei genitori ha già dichiarato di aver preso precauzioni per evitare incidenti domestici: il 72% si è munito di paraspigoli e il 69% ha messo al sicuro prodotti potenzialmente pericolosi come detersivi, medicinali e batterie.

    «La sicurezza dei bambini in casa è un tema molto sentito dai genitori, ma di cui non si parla mai abbastanza e su cui è fondamentale mantenere una sorta di informazione continua, anche perché i pericoli non sono sempre gli stessi ma si adeguano anche al progresso tecnologico. Queste iniziative rientrano pienamente nella nostra missione di protezione dei bambini e supporto alle famiglie, e in questa occasione è stata naturale la nostra collaborazione con Duracell, considerato il suo continuo impegno nell’elevare gli standard di sicurezza dei suoi prodotti per offrire ai genitori innovazioni importanti come la sua ultima Tecnologia Baby Secure, sviluppata proprio per aiutare a prevenire uno dei tanti incidenti che possono verificarsi in casa come l’ingestione accidentale delle batterie a moneta a litio» – dichiara Elisabetta Scala, Vicepresidente Moige – Movimento Italiano Genitori.

     

     

  • Attenzione alla spesa e minor potere d’acquisto: e la “low cost economy” vola anche nel Non Food

    Dai “category killer” ai “brand pandemici”, dall’“affordable luxury” al boom dei “Black Friday” nell’e-commerce: l’Osservatorio Non Food 2020 di GS1 Italy rileva la crescita in Italia della low cost economy nel largo consumo italiano.

    Gli italiani sono sempre più attenti al risparmio, anche quando si tratta di scegliere i beni non alimentari di largo consumo. E questo atteggiamento spinge e sostiene l’affermazione di prodotti e canali che hanno fatto della convenienza il loro punto di forza. Un trend che accomuna gran parte dei 13 comparti merceologici analizzati dall’Osservatorio Non Food 2020 di GS1 Italy, che ne monitora la struttura e l’evoluzione da quasi 20 anni.

    «Da questo rapporto emerge come la “low cost economy” stia ridisegnando non solo il mondo della moda e del tessile, da cui è partita e dove è già molto rilevante, ma come si stia affermando anche in altri comparti, come i giocattoli e la cartoleria, il giardinaggio e la gioielleria» spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. «A livello di domanda, gli shopper preferiscono i prodotti a minor costo o quelli branded ma offerti al miglior prezzo; a livello di offerta si affermano punti vendita focalizzati sulla convenienza (come le grandi superfici e i cosiddetti “category killer”) e catene di negozi nazionali e internazionali che puntano sull’affordable luxury e per cui, visto il successo, è stata coniata la definizione di “brand pandemici”».

    L’edizione 2020 dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy ha analizzato la diffusione della low cost economy nei 13 principali comparti del largo consumo non alimentare in Italia, rilevandone anche le declinazioni specifiche per ogni settore merceologico.

     

    Abbigliamento e tessile: mai più senza “Black Friday”

    Tra i 13 comparti rilevati dall’Osservatorio Non Food 2020 di GS1 Italy sono quelli legati alla filiera del tessile a registrare le maggiori difficoltà e a evidenziare contrazioni delle vendite che proseguono da diversi anni. Solo nel 2019 il comparto abbigliamento e calzature ha chiuso l’anno con un giro d’affari in calo di -2,7% e il tessile casa con un -2,4%. Dietro queste riduzioni del giro d’affari c’è soprattutto il calo progressivo dei prezzi medi, più che quello dei volumi. Per i consumatori la ricerca di acquisti con un elevato rapporto qualità/prezzo e di una possibilità di risparmio è diventata un driver fondamentale: la spesa è sempre più concentrata nei periodi di promozioni (come i “Black Friday”) e nei luoghi di acquisto che permettono di risparmiare (soprattutto punti vendita situati negli outlet e siti specializzati di e-commerce).

     

     

    Calzature: brand low cost nel fisico e prodotti di marca online

    Continua il trend negativo delle vendite di calzature (-13,0% tra 2015 e 2019) e la pesante riduzione dei negozi (888 chiusure nel 2019). Si salvano solo le insegne low cost, i monomarca e le grandi superfici, in particolare alcune insegne di ipermercati che hanno rifatto il look ai propri reparti puntando su brand di massa a prezzi convenienti. La convenienza è uno dei punti di forza che hanno spinto la significativa crescita dell’online (da 9,8% del 2018 a 12,8% del 2019), trainata dalle piattaforme (come ASOS, Amazon e Zalando) slegate da punti vendita fisici e che offrono prodotti branded a prezzi più vantaggiosi.

     

    Spese per la casa: alla ricerca del prezzo migliore (anche per il fai-da-te)

    La crescente attenzione al comfort domestico, la ripresa del mercato immobiliare e la conferma delle agevolazioni fiscali statali per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica continuano a spingere il mercato dei beni destinati a migliorare le abitazioni. E anche in questo caso la ricerca del risparmio è un fenomeno importante. La si riscontra nel comparto dell’edilizia e del fai-da-te, tornato a crescere nel 2019 (+0,3%, per 5,8 miliardi di euro di vendite) anche per la tendenza a realizzare da soli gli interventi sulla casa in una chiave di risparmio economico. I miglioramenti in termini di convenienza, efficienza e sostenibilità generati dall’automazione del punto vendita hanno premiato le grandi superfici specializzate, in crescita annua di +1,5% e con una quota arrivata al 46,2%.

    L’attenzione al risparmio si è fatta sentire anche nel comparto “giardinaggio, tempo libero e autoaccessori”, che nel 2019 ha fatturato 6,3 miliardi di euro, crescendo di +0,5% sull’anno precedente (+7,2% nel quinquennio). In questo settore restano leader indiscussi del mercato i negozi specializzati (come garden center e autofficine), ma perdono quota a favore di altri canali più convenienti, come le grandi superfici specializzate (+2,7% le vendite) e gli ipermercati (+1,3%), che beneficiano delle offerte proposte in alcuni periodi dell’anno (ad esempio mobili e attrezzature da giardino nel periodo pre-estivo). Anche in questo settore prosegue l’espansione dell’e-commerce, utilizzato soprattutto da chi ricerca convenienza economica e comodità di acquisto.

     

    Mobili e arredamenti: cresce il low cost

    Anche il settore dei mobili e dell’arredamento nel 2019 ha aumentato il fatturato (+1,8%), arrivato a 14,9 miliardi di euro, a coronare un quinquennio molto positivo (+8,4%nel 2014-2019). Se i mobilieri restano il luogo d’acquisto principale (48% di quota) perdono però terreno a favore di altri canali più improntati alla convenienza, come internet (+4,3% di fatturato) e le grandi superfici specializzate, come i mercatoni (+0,8%).

     

    Per saperne di più, visiti il sito nonfood.gs1it.org.

     

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    GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

    web: gs1it.org

  • Incrementare l’efficienza della filiera: il 26/11 il webinar gratuito di GS1 Italy

    Si rivolge a produttori, distributori e operatori logistici che mirano ad ottimizzare e rendere più sostenibili i processi lungo tutta la supply chain il webinar gratuito Incrementare l’efficienza della filiera. Standard e processi collaborativi a supporto delle imprese del largo consumo, organizzato da GS1 Italy il prossimo giovedì 26 novembredalle 11.30 alle 13.00.

    Curato da Valeria Franchella, ECR project manager di GS1 Italy, il webinar si focalizzerà sul processo order to cash, condividendo, per ogni sua macro fase, le soluzioni collaborative che GS1 Italy ha messo a punto con le aziende del largo consumo che favoriscono la riduzione dei costi di filiera, un minor impatto ambientale e lo sviluppo della digitalizzazione dei processi: una panoramica “dall’alto” che, mantenendo una visione di sistema, apre le porte a successivi percorsi di approfondimento.

    Per maggiori informazioni e per iscriversi gratuitamente al webinar: https://gs1it.org/chi-siamo/eventi/20201126-ecr-incrementare-lefficienza-della-filiera/

     

  • CUSUMANO L’AUTUNNO SICILIANO PROFUMA DI ROSSO

    Il segno identitario di Cusumano interpreta il Nero D’Avola e il Nerello Mascalese
    in tre diversi territori dell’Isola.

    “Ogni vino nasce in un luogo preciso perché è lì che sappiamo che darà il meglio di sé. Così ognuno può mostrare un carattere riconoscibile e preciso. Proprio come una persona”. Così i fratelli Diego e Alberto Cusumano raccontano l’approccio distintivo all’enologia che si concretizza in 6 tenute in altrettanti territori con caratteristiche specifiche: ciascuna con un’identità precisa dove ogni vitigno si esprime al meglio. Ne sono la conferma i tre vini rossi, Disueri, Benuara e Alta Mora Etna Rosso, selezionati per la tavola autunnale.

    Disueri. Il Nero d’Avola di Tenuta San Giacomo (Butera, CL). A Tenuta San Giacomo la potenza naturale dei vitigni autoctoni e l’eleganza e la freschezza date dall’altitudine e dal terreno calcareo ricco di trubi bianchi trovano la loro perfetta sintesi nel Nero d’Avola. Camminando tra i filari di questo angolo della Sicilia Meridionale, sembra di vedere ovunque torrone bianco: la terra qui è calcarea, riverbera il sole come fosse neve, anche d’estate. Il mare non si vede, ma è vicino (a circa 10 km) e si sente nel vento che soffia tra i filari a 400 metri di altitudine. C’è una forte escursione termica tra il giorno e la notte e questa fa sì che l’uva mantenga una forte acidità. Questo vitigno emblema della Sicilia, in un terreno così particolare, raggiunge una maturazione piena ed equilibrata. In settembre le uve, allevate a spalliera, sono raccolte manualmente, in cassette. Le rese sono basse, frutto di una rigorosa selezione: solo 60 ettolitri per ettaro per il Disueri, un Nero d’Avola in purezza succoso e piacevole.

    Benuara. Il Nero d’Avola incontra il Syrah a Tenuta Presti e Pegni (Monreale, PA). Tenuta Presti e Pegni è la Sicilia dell’immaginario di tutti. Calore e potenza, ma anche grande complessità grazie ai suoi terreni. È questa la casa dei vitigni internazionali di Cusumano, del Syrah soprattutto. Qui i vigneti si trovano su colline esposte al sole dall’alba al tramonto. A rinfrescare l’aria arriva la brezza del mare, a circa 10 km di distanza, che dissipa il calore. Qui i terreni sono argillosi e compatti, fattore che dà maggiore complessità ai vini, a partire dal colore. Ed è proprio al colore di un piccolo fiore rosso che cresce in primavera attorno al Mediterraneo che deve il suo nome il Benuara: il perfetto connubio della potenza tutta siciliana del Nero d’Avola con la complessità del Syrah che nei vigneti di questa tenuta ha trovato una dimora adatta a sviluppare il suo carattere speziato.

    Alta Mora Etna Rosso. Il Nerello Mascalese in purezza dell’Etna. Il più grande vulcano d’Europa, simbolo di una natura emozionante e di una viticoltura antica e ostinata, è il luogo che i fratelli Alberto e Diego Cusumano, insieme al padre Francesco, hanno scelto per creare vini che sappiano esprimere la qualità e il carattere di un territorio unico, dando vita al progetto ALTA MORA. È dal Nerello Mascalese, varietà autoctona coltivata a spalliera e ad alberello ad una altitudine di 600/800m slm, che nasce l’Alta Mora Etna Rosso: le uve sono raccolte manualmente in cassette nella seconda metà di ottobre, tra le Contrade Verzella, Guardiola, Feudo di Mezzo e Solicchiata (Castiglione di Sicilia, CT). Il risultato è un vino rosso elegante sia nel suo aspetto che nel suo sapore.

    I Nero d’Avola Disueri e Benuara sono presentati nel negozio on line Cusumano in una cassa da 3 bottiglie (2 di Disueri 2019 e 1 di Benuara 2017, al link https://shop.cusumano.it/prodotto/i-rossi-x3/) o in una cassa da 6 bottiglie (3 + 3, al link https://shop.cusumano.it/prodotto/i-rossi-x6/), rispettivamente a 33,50 e 67,50 euro. Per quanto riguarda Alta Mora Etna Rosso, sul sito è proposta l’annata 2017 nel formato magnum (1,5 l) in cassetta di legno al costo di 40 euro (https://shop.cusumano.it/prodotto/alta-mora-etna-rosso-2017/).

     

    Disueri

    • Sicilia D.O.C.
    • Uve: Nero d’Avola 100%

    Da una selezione delle uve dei vigneti di Tenuta San Giacomo, un Nero d’Avola succoso e piacevole.

    Benuara

    • Sicilia D.O.C.
    • Uve: Nero d’Avola 70%, Syrah 30%

    Il Nero d’Avola in una veste complessa, raffinata, sposa il Syrah. Eleganza e bevibilità dai vigneti della Tenuta Presti e Pegni.

    Alta Mora Etna Rosso

    • Etna Rosso D.O.C.
    • Uve: Nerello Mascalese 100%

    Nerello Mascalese in purezza, la potenza del vulcano espressa nel suo vitigno principe, figlio di una viticoltura eroica, di montagna.

     

    Tutti i vini Cusumano si avvalgono della certificazione SOStain/VIVA “Sustainable Wine”. Comune denominatore delle diversità e delle unicità dei vini Cusumano, infatti, è l’impegno per una viticoltura sostenibile che nasce dal sentimento e dall’obbligo etico di proteggere le risorse, limitandone lo spreco. Una ricerca che si traduce in azioni conformi al protocollo di SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, attraverso il progetto di sostenibilità V.I.V.A.

     

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    CUSUMANO. Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna.

    www.cusumano.it

    Materiali stampa disponibili al link Google Drive https://drive.google.com/open?id=1mZvHGefy_EXMBzLwdk568GRkOFd0uDMd

     

  • Facile.it: in Lombardia premi medi Rc auto in calo con il Covid (-10,65%)

    Quali sono gli effetti del Covid sul costo delle assicurazioni auto in Italia? Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it la pandemia ha avuto un impatto significativo sul prezzo delle polizze tanto che, ad ottobre 2020, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano in media 384,23 euro, valore in calo del 10,65% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

    Il dato emerge dall’analisi di oltre 1,6 milioni preventivi raccolti in Lombardia da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

    «La pandemia ha inciso significativamente sul costo dell’RC auto», ha spiegato Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «A marzo e aprile i premi medi sono crollati a seguito del blocco della circolazione, del calo di immatricolazioni di nuove auto e di tariffe molto più competitive offerte dalle compagnie assicurative online. Nonostante l’aumento rilevato tra maggio e giugno, legato alla ripresa di circolazione e immatricolazioni, i premi medi sono tornati a scendere da luglio, grazie al miglioramento delle tariffe offerte delle compagnie assicurative che, soprattutto online, hanno scelto di ridurre i prezzi offerti ai clienti in virtù del risparmio ottenuto nel 2020 a seguito del calo complessivo dei sinistri stradali».

    L’impatto delle nuove restrizioni

    Quale potrebbe essere l’andamento dei premi RC auto nei prossimi mesi alla luce delle nuove limitazioni alla mobilità introdotte dal Governo? «Sebbene sia difficile fare previsioni sull’andamento del prezzo dell’RC auto», ha dichiarato Palano «sono bastati pochi giorni dall’entrata in vigore delle nuove restrizioni regionali per determinare un crollo nelle richieste di assicurazioni in Lombardia».

    Facile.it ha evidenziato come tra il 6 novembre, primo giorno dell’entrata in vigore delle nuove regole di chiusura, e il 17 novembre 2020 le richieste di assicurazioni per veicoli a due o quattro ruote provenienti da utenti lombardi siano diminuite del 7%, a fronte di un calo nazionale pari all’1%.

    «Visti questi cali tariffari così importanti» – ha concluso Palano – «è importante che i consumatori cerchino di approfittarne, confrontando le molte offerte presenti sul mercato per beneficiare di prezzi oggi ai minimi storici e garantendosi un risparmio importante, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando».

    L’andamento provinciale

    Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Lombardia ad ottobre 2020 è stato in linea con quello rilevato a livello nazionale (-10,51%) e ha riguardato tutte le aree della regione, seppur con valori differenti.

    La provincia lombarda che ha visto diminuire in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Mantova dove, ad ottobre 2020, il premio medio, pari a 355,43 euro, è sceso del 16,07% rispetto allo stesso mese del 2019.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Lodi, con una diminuzione pari al 14,78% su base annua e con un premio medio stabilizzatosi a 380,39 euro, e quella di Cremona, dove il calo è stato del 13,59%, (premio medio pari a 369,96 euro).

    Calo superiore alla media regionale anche per le province di Lecco (-12,70%, premio medio pari a 351,37 euro), Como (-11,87%, 393,79 euro), Monza e Brianza (-11,08%, 378,80 euro) e Varese (-11,01%, 381,67 euro).

    Valori in calo, seppur in misura minore rispetto alla media lombarda, per le province di Milano (-10,20%, premio medio pari a premio 396,50 euro), Brescia (-9,50%, 369,06 euro), Bergamo (-7,67%, 372,12 euro) e Pavia (-7,02%, 408,89 euro), che è risultata essere la provincia più cara della regione per quanto riguarda l’Rc auto.

    Chiude la graduatoria regionale la provincia di Sondrio, dove la tariffa media è diminuita solo del 6,47% stabilizzandosi a 336,37 euro; gli automobilisti sondriesi possono però consolarsi perché la provincia è la meno cara della Lombardia dove assicurare un veicolo a quattro ruote.

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.360.010 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 ottobre 2019 e il 31 ottobre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Riello UPS per Caimi OPEN LAB: come si protegge un laboratorio all’avanguardia

    Le soluzioni Riello UPS installate per garantire la continuità dei laboratori di acustica inseriti nell’avveneristico progetto OPEN LAB di una delle maggiori aziende del settore dell’arredamento e dei complementi d’arredo.

    Si chiama OPEN LAB ed è un progetto che comprende sette avveniristici laboratori, specificatamente dedicati alla ricerca teorica e applicata in ambito tecnologico, acustico, ai nuovi materiali e alla prototipazione avanzata dei prodotti fonoassorbenti realizzati con le tecnologie Snowsound. È stato realizzato da Caimi nel cuore del proprio headquarter, che oggi raggiunge un’area coperta totale di oltre 10.000 mq e impiega 40 chilometri di cavi elettrici e cavi dati e un ruolo importante per la protezione di questi sistemi è stato giocato dalle soluzioni Riello UPS.

    Per la funzionalità dei nuovi laboratori di acustica tra i più avanzati in ambito internazionale, capaci di espandere la tipologia dell’analisi del campo sonoro all’ambiente reale grazie a un’acustica modificabile in tempo reale e a un sistema di visualizzazione diretta delle onde sonore e per garantire la loro interconnessione, Caimi necessitava infatti di un adeguato e affidabile sistema che garantisse la continuità elettrica.

    La scelta è ricaduta su Riello UPS e Gianni Caimi, AD di Caimi Spa, racconta così i criteri di scelta di un partner in un ambito così strategico per la sicurezza dei laboratori: “Dopo un’attenta valutazione abbiamo deciso di affidarci all’azienda leader nel settore, Riello UPS. Un importante fattore nel dettare la scelta è stato sicuramente la competenza dei tecnici e del reparto commerciale che ci hanno seguito durante la fase di progettazione e messa in funzione della soluzione”.

    Riello UPS per Caimi OPEN LAB

    Un progetto complesso che richiede la massima affidabilità

    Le camere acustiche presenti nei laboratori hanno un peso totale di 270 tonnellate e galleggiano su più strati di sabbie speciali, con densità diverse. Dotato di strumentazioni e attrezzature di ultimissima generazione, in gran parte progettate e realizzate appositamente all’interno dell’azienda, OPEN LAB consentirà molteplici utilizzi e permetterà di sviluppare nuove soluzioni tecniche da applicare a progettazione, produzione e design.

    I tecnici di Riello UPS hanno sviluppato una soluzione personalizzata che ha previsto l’installazione di un sistema composto da due unità della serie Sentryum interconnesse tra di loro e capaci di bilanciare il carico elettrico tra le due macchine e di poterlo spostare interamente su di una in caso di guasto/manutenzione dell’altra.

    I modelli Riello UPS tipo Sentryum S3U, che dispongono anche della certificazione UL/CSA, sono UPS transformer-free con ingresso e uscita trifase, ON LINE a doppia conversione in grado di fornire livelli di disponibilità di energia senza rivali e un’efficienza energetica fino al 95.5% e perfetti per applicazioni “mission-critical” come OPEN LAB. Rispecchiano in pieno la filosofia e l’impegno costante di Riello UPS, che nella fase di progettazione ha scelto un approccio a “Tecnologia Green” per ridurre la dissipazione e le perdite di energia (es. minore emissioni di anidride carbonica per generare energia elettrica), migliorando le performance complessive di efficienza. Gli UPS scelti per questa installazione utilizzando infatti tecnologie e componenti allo stato dell’arte, come per esempio il DSP (Digital Signal Processor), un microprocessore dual core, un inverter IGBT a tre livelli e il controllo risonante.

    Entrambe le unità installate sono dotate di schermo touchscreen per la gestione diretta dall’unità e, grazie alla scheda dedicata “Netman” installata che permette anche il collegamento remoto alle due macchine, è stata garantita anche una completa gestione del carico e della comunicazione tra gli UPS.

    La potenza complessiva dell’impianto installato è di 30KW e permette alla sala CED e a tutti gli apparati elettronici collegati di garantire la continuità elettrica fino a 5 ore in caso di blackout.

    Caimi ha deciso di aprire gratuitamente le porte dei laboratori OPEN LAB costituendo una struttura No Profit messa a disposizione di Università, Istituti di Ricerca, Fondazioni ed Enti che potranno usufruirne per studi e ricerche, soprattutto nel campo del suono e dell’acustica, ma non solo, al fine di individuare nuove soluzioni per il miglioramento della salute e del benessere psicofisico delle persone.

  • Facile.it: in Campania premi medi Rc auto in calo con il Covid (-5,63%)

    Quali sono gli effetti del Covid sul costo delle assicurazioni auto in Italia? Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it la pandemia ha avuto un impatto significativo sul prezzo delle polizze tanto che, ad ottobre 2020, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Campania occorrevano in media 928,16 euro, valore in calo del 5,63% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

    Nonostante questo, però, il valore medio regionale rimane comunque nettamente superiore a quello rilevato nelle altre aree del Paese tanto che, per assicurare un veicolo a quattro ruote ai campani occorre l’88% in più rispetto alla media nazionale.

    Il dato emerge dall’analisi di oltre 621.067 preventivi raccolti in Campania da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

    «La pandemia ha inciso significativamente sul costo dell’RC auto», ha spiegato Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «A marzo e aprile i premi medi sono crollati a seguito del blocco della circolazione, del calo di immatricolazioni di nuove auto e di tariffe molto più competitive offerte dalle compagnie assicurative online. Nonostante l’aumento rilevato tra maggio e giugno, legato alla ripresa di circolazione e immatricolazioni, i premi medi sono tornati a scendere da agosto, grazie al miglioramento delle tariffe offerte delle compagnie assicurative che, soprattutto online, hanno scelto di ridurre i prezzi offerti ai clienti in virtù del risparmio ottenuto nel 2020 a seguito del calo complessivo dei sinistri stradali».

    L’impatto delle nuove restrizioni

    Quale potrebbe essere l’andamento dei premi RC auto nei prossimi mesi alla luce delle nuove limitazioni alla mobilità introdotte dal Governo? «Sebbene sia difficile fare previsioni sull’andamento del prezzo dell’RC auto», ha dichiarato Palano «sono bastati pochi giorni dall’entrata in vigore delle nuove restrizioni regionali per determinare un crollo nelle richieste di assicurazioni in Campania.».

    Facile.it ha evidenziato come tra il 6 novembre, primo giorno dell’entrata in vigore delle nuove regole di chiusura, e il 17 novembre 2020 le richieste di assicurazioni per veicoli a due o quattro ruote provenienti da utenti campani siano diminuite del 6%, a fronte di un calo nazionale pari al -1%.

    «Visti i cali tariffari» – ha concluso Palano – «è importante che i consumatori cerchino di approfittarne, confrontando le molte offerte presenti sul mercato per beneficiare di prezzi oggi ai minimi storici e garantendosi un risparmio importante, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando».

    L’andamento provinciale

    Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Campania ad ottobre 2020, seppur inferiore alla media nazionale (-10,51%), ha riguardato tutte le aree della regione, seppur con entità differente.

    La provincia campana che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Avellino dove, ad ottobre 2020, il calo è stato del 14,06% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 679,15 euro.

    Segue nella graduatoria regionale la provincia di Salerno, dove ad ottobre 2020 la diminuzione è stata del 10,54% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 707,45 euro.

    Calo più contenuto per la provincia di Napoli, dove il premio medio è sceso a 988,00 euro, il 4,26% in meno rispetto allo stesso mese del 2019; nonostante il calo, la provincia campana è risultata essere la più cara d’Italia dove assicurare un veicolo.

    Chiudono la graduatoria regionale la provincia di Benevento, dove il prezzo medio è diminuito del 3,67% stabilizzandosi a 653,97 euro (il più passo della regione) e quella di Caserta (-1,05%), seconda provincia più cara d’Italia con un premio medio pari a 976,96 euro.

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 621.067 preventivi effettuati in Campania su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 ottobre 2019 e il 31 ottobre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • L’Hotel Majestic Roma sceglie Rubinetterie Stella

    L’iconica serie di miscelatori, che prende il suo nome proprio dalla Capitale, impreziosisce le sale da bagno del lussuoso hotel romano.

    Progettato nel 1889 dall’architetto Gaetano Koch, il Majestic Roma è stato il primo hotel costruito nell’esclusiva Via Veneto. La sua eleganza neoclassica e l’inconfondibile linea “a pianoforte” lo rendono una delle residenze più affascinanti della città. Durante gli anni ’60, l’Hotel Majestic Roma, insieme a via Veneto, diventa la location della “Dolce Vita” di Fellini, affermandosi così come luogo iconico e intriso di storia.

    Il sobrio design delle 98 camere si basa sull’utilizzo di linee semplici e curve quasi impercettibili, con pavimenti in parquet wengé in contrasto con gli arredi bianchi lucidati a mano e laccati, che creano una miscela perfetta tra innovazione ed eleganza classica. Infatti, l’hotel presenta una combinazione originale di stili, studiati nel dettaglio, che sovrappone mobili in laccato bianco, marmi di Carrara, soffitti affrescati, ricche texture e uno straordinario uso del colore, per evocare una risposta emotiva in tutti i visitatori.

    Le ristrutturazioni effettuate negli anni hanno preservato l’identità della struttura originale, ma hanno rinnovato alcuni elementi d’arredo. Per le sale da bagno delle sue lussuose camere il Majestic Roma ha scelto proprio Roma, l’iconica serie di miscelatori di Rubinetterie Stella.

    Intramontabile proprio come la città eterna, la collezione – definita da Michele De Lucchi “l’icona indiscussa nel mondo dei rubinetti” – ha saputo accordare il suo fascino alla personalità inconfondibile di un albergo di prima classe.

     

    www.rubinetteriestella.it

  • MedicAir insieme a Hippocrates per la diagnosi e cura della OSAS durante la pandemia da COVID-19

    La collaborazione per diagnosticare i disturbi del sonno durante il COVID-19 in maniera semplice e, soprattutto, sicura

    Milano, novembre 2020. MedicAir Healthcare – con la sua fitta rete di professionisti sanitari dislocati su tutto il territorio nazionale – e Hippocrates Holding, proprietaria di oltre 120 farmacie nel Nord e Centro Italia, hanno avviato un’importante attività di collaborazione per diagnosticare e curare in modo sicuro la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno: questa iniziativa permetterà non solo di ridurre i ricoveri impropri e diminuire i tempi di attesa in ambito diagnostico, ma anche di aumentare l’aderenza alla terapia e migliorare la vita dei pazienti.

    La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è un disturbo che colpisce la popolazione italiana con un’alta frequenza e che può manifestarsi a qualsiasi età. Largamente sottodiagnosticata – a causa della limitata conoscenza della natura del disturbo e della complessità del percorso diagnostico – la sindrome è una patologia correlata all’ostruzione, totale o parziale, delle vie aeree superiori (naso e bocca)

    L’assistenza a domicilio per tutelare la salute degli assistiti affetti da OSAS

    A causa del virus SARS-CoV-2, il 2020 è stato – ed è tuttora – un anno molto complesso, che ha modificato significativamente la quotidianità delle persone. Ora più che mai, in un momento di emergenza sanitaria e crisi economica e umanitaria a livello globale, MedicAir si è attivata per offrire un percorso di valutazione e diagnosi delle apnee ostruttive del sonno, pensato per garantire la piena tutela e sicurezza di tutti i pazienti, soprattutto quelli più fragili

    Per evitare assembramenti e al contempo colmare le distanze in modalità sicura, MedicAir Healthcare si prende cura delle esigenze personali degli assistiti direttamente al loro domicilio attraverso la rete di Hippocrates Holding, Lafarmacia, con l’obiettivo di identificare le soluzioni più innovative e individuare la cura più adatta alla condizione specifica di ciascuno.

    Metteremo a disposizione le competenze dei nostri professionisti che si impegneranno come ogni giorno nel supportare e curare i più vulnerabili, con un servizio a domicilio che sarà ancora più strutturato e capillare. Vorrei che questa volta potessimo affermare di avere imparato delle lezioni. Il COVID-19 ci ha insegnato che il territorio è una risorsa e ci ha dimostrato che l’assistenza deve puntare proprio su di esso”, commenta il Dott. Filippo Moscatelli, Presidente di MedicAir Healthcare.

    E ancora “Anche nella complessa situazione emergenziale, la farmacia si è confermata il primo presidio sanitario per i cittadini. Nella lotta a questa patologia, abbiamo messo a disposizione dei pazienti la nostra rete di farmacisti e collaboratori, in modo tale che possa essere tutelata la sicurezza dei pazienti”, commenta Davide Tavaniello, CEO e founder – con Rodolfo Guarino – di Hippocrates Holding. 

    Il servizio sarà attivo in tutte Lafarmacia.

  • Nuovo programma doccia Gattoni Rubinetteria: tra cromoterapia e getti emozionali

    Per trasformare l’ambiente doccia in un’oasi di benessere, l’azienda novarese propone soluzioni innovative dotate di differenti funzionalità, per soddisfare le esigenze più diverse.

    Per valorizzare con stile lo spazio doccia Gattoni Rubinetteria propone i soffioni di design, declinati in numerose forme e dimensioni, con linee geometriche o morbide, per rispettare le diverse esigenze dell’interior design contemporaneo. Si arricchisce, infatti, la gamma di soffioni in acciaio inox dai volumi essenziali, disponibili nella suggestiva versione ad incasso e nella varianti double jet, a parete ed a soffitto, che offrono la possibilità di selezionare lo zampillo ideale, a pioggia o a cascata.

    Tra le novità 2020 si distingue il soffione a parete con getto a cascata, pensato per favorire la rigenerazione del corpo e per appagare la vista con i suoi tratti squadrati dall’appeal moderno. La bocca, dalle dimensioni generose, dona impagabili momenti di relax, ricreando la sensazione unica di un’autentica cascata d’acqua sulla pelle a casa propria.

    Inoltre, all’interno del programma doccia di Gattoni Rubinetteria, sono protagonisti i soffioni cromoterapici, per una doccia emozionale e benefica sia per il corpo che per la mente. Con il loro design pulito e sobrio e le loro molteplici funzioni, sono la scelta ideale per chi vuole ricreare nel proprio bagno l’atmosfera magica e rilassante della spa. Lo spazio alla personalizzazione è garantito dall’offerta di diversi modelli: versioni quadrate o rettangolari, con sistema di luci led a vista o retro-illuminato, facilmente gestibile attraverso una pratica pulsantiera.

         

    Con le sue collezioni che uniscono estetica e tecnologia, Gattoni Rubinetteria firma uno spazio doccia funzionale, confortevole e dallo stile inconfondibile.

     

    www.gattonirubinetteria.com

     

  • RICERCA ANRA – AON: “REMOTE” O “SMART” WORKING?

    I vantaggi e gli svantaggi delle nuove modalità lavorative secondo gli italiani

    Milano, 20 novembre 2020 – La seconda ondata della pandemia ha prolungato la durata dello smart working allontanando, in particolare in alcune aree d’Italia, la prospettiva di un rientro fisico a pieno regime per tutti i dipendenti.Sono comunque molte le aziende che, negli ultimi mesi, hanno disposto un ritorno in presenza parziale e facoltativo, adeguandosi alle norme di sicurezza. Alla luce di queste nuove considerazioni, si è svolta la seconda fase della ricerca “Le modalità lavorative dopo il lock down: quale Smart Working?”diANRA, Associazione Nazionale dei Risk Manager, e Aon, volta a indagare, dopo la prima survey di marzo, come sia cambiato il rapporto con lo smart working rispetto al periodo di lockdown e fotografando il nuovo approccio del tessuto imprenditoriale italiano alle modalità di lavoro alternativo.

    Tra maggio e settembre, con la possibilità per la maggior parte dei lavoratori di alternare le due modalità lavorative, la percezione dei vantaggi della propria condizione è rimasta pressoché invariata: al primo posto lapossibilità di costruire un migliore equilibrio tra vita privata e professionale (43%), beneficio principale evidenziato soprattutto dalle fasce più giovani e in particolare dagli under 35 (57%). Seguono l’ottimizzazione del tempo (40%) e la possibilità di gestire con più autonomia gli orari e i carichi di lavoro (34%), un aspetto sottolineato più dagli over 56e dal campione maschile, e probabilmente frutto di una visione più pragmatica dell’attività lavorativa.Per gli under 35, inoltre, è stato poi molto rilevante il risparmio economico, al secondo posto con il 44%. Un aspetto la cui importanza è stata sottolineata anche dal genere femminile.
    È interessante notare come, in generale, gli uominiabbiano dato risposte orientate primariamente agli aspetti professionali epragmatici, della quotidianità, mentre le donne abbiano assegnato più rilevanza all’ambito organizzativo/gestionale e al bilanciamento tra vita familiare e lavorativa: per una rispondente su tre una delle conseguenze positive del remote working è stato il minore stress (tra gli uomini l’ha citato solo il 23%). Le donne hanno inoltre riscontrato maggiore facilità di concentrazione sul lavoro, in misura doppia rispetto ai colleghi (18% vs 10%).

    Come nella prima indagine, al primo posto dei risvolti negativi si trova la difficoltà nel limitare le ore trascorse al lavoro, tuttaviala percentuale di chi lo ha indicato come la problematica principale è diminuita sensibilmente, passando dal 58% al 39%. Verosimilmente, si trattava di un aspetto molto meno gestibile durante il lockdown, dove la possibilità di dedicare tempo ad altre attività era stata sostanzialmente annullata e dunque i tempi dedicati al lavoro prolungati ad oltranza.Al secondo e terzo posto si trovano le difficoltà di interazione e confronto con il team di lavoro e/o con i colleghi (33%) e il senso di solitudine (31%), entrambi risaliti di una posizione rispetto alla prima indagine.
    Guardando alle fasce d’età e al genere, lo scenario si fa più variegato: la limitazione delle ore di lavoro è al primo posto delle difficoltà per i lavoratori tra i 36 e i 55 anni e per il campione femminile, mentre, per gli under 35a pesare maggiormentesono la solitudine e il poco contatto con i colleghi (43%). Gli over 56 mettono invece al vertice le difficoltà di interazione con i colleghi (37%), un risultato molto simile a quello registratonel campione maschile (35%).

    CHI È ANRA
    ANRA è l’associazione che dal 1972 raggruppa i risk manager e i responsabili delle assicurazioni aziendali. L’associazione opera attraverso la sede di Milano e vari corrispondenti regionali. ANRA è il punto di riferimento in Italia per diffondere la cultura d’impresa attraverso la gestione del rischio e delle assicurazioni in azienda. Si relaziona con le altre associazioni nazionali di risk manager in Ferma, a livello europeo, e in Ifrima a livello internazionale. ANRA è costituita da Risk Officer, Risk Manager ed Insurance Manager che operano quotidianamente nella professione e che trovano vantaggio nello scambio continuo delle proprie esperienze e nella condivisione di progetti a beneficio dello sviluppo del settore. Complessivamente, le aziende pubbliche e private di cui fanno parte i soci rappresentano un fatturato complessivo di oltre 430 miliardi (pari a circa il 25% del PIL).
    Nella piena convinzione che l’esperienza sia il miglior argomento per diffondere la cultura del risk management, ANRA organizza incontri aperti a professionisti ed aziende su tematiche inerenti al rischio aziendale, corsi di formazione per nuove figure e scambi di esperienze con colleghi stranieri. Nella sua attività di supporto a manager ed imprese, ANRA si appoggia a molti partner, come enti universitari, società di consulenza, compagnie assicurative, broker, società di servizio nell’ambito del rischio d’impresa: con le loro competenze specifiche, tutti questi attori portano valore aggiunto ai membri dell’associazione e alle loro imprese. Dal giugno 2016 ANRA promuove “alp” – ANRA Learning Path – la nuova Accademia ANRA per la formazione dei professionisti della gestione del rischio, riconosciuta e certificata RIMAP a livello europeo. www.anra.it

  • I 6 Passaggi di un investigatore privato

    Cosa fa esattamente un investigatore privato?

    Rivolgersi ad un Investigatore Privato a Roma è sicuramente una scelta non facile, e sicuramente è una scelta che ci mette di fronte parecchi domande: Sarà quello giusto? Mi servirà veramente il suo lavoro? A questo punto entrano in gioco professionalità e discrezione, caratterische fondamentali per un Investigatore Privato Roma.

    Gli step del lavoro di un investigatore privato

    1. Il mandato

    Il lavoro di un investigatore privato inizia non appena gli viene conferito il mandato, che altro non è che il documento che tutela entrambe le parti, una sorta di contratto.

    1. L’analisi e lo studio del lavoro

    Una volta che l’investigatore raccoglie le metriche e le dimensioni necessarie per svolgere l’incarico, è il momento di definire una modus operandi e degli obiettivi.

    1. La pianificazione dell’attività di investigazione privata

    Una volta definiti gli aspetti tecnici e legali, l’investigatore privato procede con l’analisi di fattibilità della strategia investigativa. A questo punto il detective procedere con il sopralluogo dei posti indicati dal cliente, definendo eventuali difficoltà nel pedinamento e nell’appostamento.

    1. L’azione

    La parte pratica inizia in maniera graduale, per evitare che gli sforzi fatti dal detective siano vanificati. La regola numero uno di un pedinamento, è di evitare di essere scoperti. Gli investigatori privati si svolgono il proprio mestiere con l’ausilio delle tecnologie più avanzate, per garantire risultati e professionalità, permettendo al cliente di ottenere il massimo, nel minor tempo possibile e con meno sforzi economici possibili.

    1. Le tecnologie utilizzate dagli investigatori privati

    Quali sono gli strumenti adoperati dai detective privati? Sicuramente una buona macchinetta fotografica è il primo di questi: foto di ottima qualità sono necessarie al fine di fornire prove plausibili. Le fotografie, per essere considerate prove di valore, devono riportare ogni elemento di sospetto.

    1. La relazione finale

    L’ultimo step del lavoro di un investigatore privato è la realizzazione di una relazione del lavoro svolto durante l’indagine. Dal momento che sono state raccolte prove a sufficienza, il detective dà al cliente una relazione ufficiale riportante tutte le prove o gli indizi raccolti.

     

    Verdile Investigazioni | Investigatore Privato a Roma

  • Prestiti: in Puglia quasi 1 domanda su 4 per ottenere liquidità

    Il Covid ha modificato le ragioni per cui i pugliesi si rivolgono ad una società di credito. Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, realizzata su un campione di oltre 6.800 domande di finanziamento raccolte in Puglia*, la prima motivazione per cui nel terzo trimestre 2020 si è chiesto un prestito è stata l’ottenimento di liquidità; in regione quasi 1 richiesta su 4 (24%) è legata a questa finalità.

    «Durante periodi di incertezza come quello attuale», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it «è normale che le famiglie decidano di rimandare progetti importanti, avendo la necessità di maggiore liquidità economica per affrontare imprevisti o difficoltà lavorative».

    Cambiano le priorità dei pugliesi

    Secondo l’indagine di Facile.it, la richiesta media rilevata nel terzo trimestre del 2020 è stata pari a 12.629 euro, valore in aumento del 9,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; il piano di restituzione medio è stato di 63 rate (poco più 5 anni).

    Guardando alle domande di prestito personale presentate in Puglia per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel corso del terzo trimestre dell’anno, è aumentato anche il peso percentuale dei prestiti legati all’acquisto di auto usate, che rappresentano ormai il 22,3% del totale (in aumento di 4,2 punti percentuali rispetto al 2019).

    Di contro, sono diminuite le quote di prestiti per la ristrutturazione casa, stabilizzatasi al 17,4% del totale. A riprova di quanto detto da Giacobbe, sono diminuite anche quelle per l’arredamento, matrimoni e cerimonie, viaggi, con un calo compreso tra 0,5 e 3,3 punti percentuali.

    Identikit del richiedente

    Guardando al profilo sociodemografico dei richiedenti prestito residenti in Puglia emergono dati interessanti; il primo segnale significativo è il calo del peso delle donne che hanno presentato domanda di finanziamento; la percentuale, sebbene storicamente inferiore rispetto a quella maschile, è scesa ulteriormente passando dal 27,3% del totale rilevato nel 2019 al 26% del 2020.

    Analizzando la professione dei richiedenti emerge che, nel 2020, a presentare domanda di prestito è stato, nell’81,3% dei casi, un dipendente privato a tempo indeterminato; in aumento la percentuale di pensionati pugliesi che hanno fatto richiesta per un finanziamento, passata dal 5,5% del 2019 al 7,1% del 2020. Probabilmente a causa dell’incertezza lavorativa cala, invece, la quota dei liberi professionisti e lavoratori autonomi che hanno chiesto un prestito personale, passata dal 10,8% del terzo trimestre 2019 al 5,8% dello stesso periodo del 2020.

    L’andamento provinciale

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto è pari a 12.629 euro, analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Taranto è la provincia pugliese dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (13.825 euro, il 9,5% in più rispetto alla media regionale); seguono nella classifica le province di Bari (13.182 euro) e Lecce (12.650 euro).

    Inferiori al valore medio pugliese, invece, gli importi richiesti a Barletta-Andria-Trani (12.461 euro) e Foggia (11.491 euro); chiude la graduatoria la provincia di Brindisi (11.018 euro).

     

    * L’analisi ha preso in esame un campione di oltre 6.800 richieste di prestito personale presentate tramite Facile.it e Prestiti.it in Puglia tra l’1 luglio 2019 e il 31 settembre 2019 e l’1 luglio 2020 e il 31 settembre 2020.

  • Facile.it: prestiti in Veneto +7,4% importo medio richiesto

    Il Covid ha modificato le ragioni per cui i veneti si rivolgono ad una società di credito. Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, realizzata su un campione di oltre 8.500 domande di finanziamento raccolte in Veneto*, la prima motivazione per cui nel terzo trimestre 2020 si è chiesto un prestito è stata l’acquisto di auto usate; quasi 1 richiesta su 4 (24,5%) è stata presentata per questa finalità, in aumento di 4,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Cambiano le priorità dei residenti veneti

    Secondo l’indagine di Facile.it, la richiesta media rilevata nel terzo trimestre del 2020 è stata pari a 13.050 euro, valore in aumento del 7,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; il piano di restituzione medio è stato di 61 rate (poco più 5 anni).

    Guardando alle domande di prestito personale presentate in Veneto per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel corso del terzo trimestre dell’anno, è aumentato anche il peso percentuale dei prestiti legati all’acquisto di un immobile, (+0,8 punti percentuali rispetto al 2019).

    Di contro sono diminuite le quote di prestiti per la ristrutturazione casa, arrivate a rappresentare il 13,7% del totale e quelle per l’arredamento, scese di 1,9 punti percentuali.

    Identikit del richiedente

    Guardando al profilo sociodemografico dei richiedenti prestito residenti in Veneto emergono dati interessanti; il primo elemento significativo riguarda le domande di finanziamento presentate dalle donne; la percentuale risulta di gran lunga inferiore rispetto a quella degli uomini: 27% contro il 73% del campione maschile.

    Analizzando la professione dei richiedenti emerge che, nel 2020, a presentare domanda di prestito è stato, nel 79,5% dei casi, un dipendente privato a tempo indeterminato; in aumento la percentuale di pensionati veneti che hanno fatto richiesta per un finanziamento, passata dal 4,5% del 2019 all’8% del 2020.

    Probabilmente a causa dell’incertezza lavorativa cala, invece, la quota dei liberi professionisti e lavoratori autonomi che hanno chiesto un prestito personale, passata dal 13,1% del terzo trimestre 2019 al 7,1% dello stesso periodo del 2020.

    L’andamento provinciale

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto è pari a 13.050 euro, analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Belluno è la provincia del Veneto dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (15.508 euro, il 18,8% in più rispetto alla media regionale); seguono nella classifica le province di Rovigo (13.884 euro), Vicenza (13.608 euro) e Venezia (13.387 euro).

    Inferiori al valore medio del Veneto, invece, gli importi richiesti a Padova (12.887 euro) e Verona (12.656 euro); chiude la graduatoria la provincia di Treviso (12.254 euro).

     

     

    * L’analisi ha preso in esame un campione di oltre 8.500 richieste di prestito personale presentate tramite Facile.it e Prestiti.it in Veneto tra l’1 luglio 2019 e il 31 settembre 2019 e l’1 luglio 2020 e il 31 settembre 2020.

  • Facile.it: Superbonus 110%, al Sud più di 1 famiglia su 2 ha intenzione di usarlo

    Sono 21 milioni gli italiani che, secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat*, hanno intenzione di usufruire del Superbonus 110%. Ma se è vero che l’agevolazione ha riscosso interesse in tutte le aree del Paese, è importante notare come questo vari da regione a regione.

    A fronte di una media nazionale pari al 48,6%, i cittadini più interessati ad approfittare del bonus sembrano essere quelli residenti nelle regioni del Sud e delle Isole, dove il 52,7% dei rispondenti ha dichiarato di avere intenzione di usufruire dell’agevolazione; di contro, i “meno interessati” sono risultati essere i rispondenti residenti nel Nord Ovest; qui la percentuale è pari al 45,1%.

    Vivono invece prevalentemente al Nord Est gli italiani che, pur interessati al Superbonus, hanno scelto di rinunciare per l’eccessiva burocrazia connessa alla richiesta (8,7% rispetto al 7,1% rilevato a livello nazionale).

    Geografia degli interventi

    Anche la tipologia di intervento con il quale gli italiani hanno intenzione di accedere al Superbonus 110% varia a seconda della zona di residenza e molto spesso rispecchia le caratteristiche degli immobili tipici dell’una o altra area della nostra nazione.

    Se è vero che l’intervento più diffuso, secondo quanto emerso dall’indagine, sarà l’isolamento termico degli edifici (58,2% di chi intende usufruire il bonus), la percentuale varia significativamente a livello territoriale e raggiunge il suo picco (63,4%) tra i rispondenti residenti nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole, mentre i meno interessati a questi lavori sono risultati essere i residenti nel Nord Ovest (52,1%) che, presumibilmente, hanno in misura maggiore già provveduto a questo intervento nel momento della prima edificazione dell’immobile.

    Le caratteristiche del territorio influiscono in maniera importante sulle tipologie di intervento; non sorprende, ad esempio, vedere come i lavori di miglioramento antisismico siano più diffusi nelle regioni del Centro Italia (10% di chi pensa di utilizzare l’agevolazione), rispetto a quelle del Nord Ovest (2,8%), mentre, la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente con impianti centralizzati per il riscaldamento, raffreddamento o fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione riguarderà in prevalenza il nord del Paese, con percentuali che arrivano al 39,1% tra i rispondenti residenti nel Nord Est e, addirittura, al 45,1% al Nord Ovest.

    Come si usufruirà del Superbonus

    A variare a seconda dell’area di residenza è anche la modalità con la quale gli italiani intendono usufruire del Superbonus. A livello nazionale, il 47,4% ha intenzione di cedere il credito di imposta alla banca o altri soggetti, il 42,5% detrarrà l’importo direttamente dalla dichiarazione dei redditi e il 20% usufruirà dello sconto in fattura, le percentuali cambiano da regione a regione.

    La cessione del credito, ad esempio, sembra interessare in modo particolare i residenti nelle aree del Nord Ovest, dove la percentuale di chi ha intenzione di utilizzarla raggiunge il 53%. La detrazione dalla dichiarazione dei redditi verrà utilizzata più frequentemente nel Centro Italia (45,9%), mentre lo sconto in fattura sarà chiesto prevalentemente nel Centro (27,6%) e al Meridione (23,1%) dove i redditi sono mediamente più bassi che nel resto della nazione.

    Sposandosi lungo lo Stivale, cambia anche la tipologia di immobile sottoposta a intervento. Nelle regioni del Nord saranno interessati dai lavori collegati al Superbonus soprattutto i condomìni (in particolare nel Nord Ovest dove la percentuale raggiunge il 65%). Le case unifamiliari che verranno sottoposte a lavori rientranti nel Superbonus sono ubicate soprattutto nel Sud Italia (37%), mentre le unità immobiliari in case bi o tri familiari oggetto dei cosiddetti lavori trainanti sono presenti prevalentemente nel Nord Est (14,3%).

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età compresa fra 18 e 74 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 18 ed il 20 settembre 2020.

  • Qual è il ruolo dei tarocchi nella cartomanzia?

    La cartomanzia è notoriamente un’arte divinatoria nella quale vengono adoperate delle particolari carte che consentono di scoprirne di più su ciò che accade nella nostra vita. La loro origine è ancora oggi incerta, sebbene le teorie più accreditate sono quelle per le quali i tarocchi ebbero inizio in antico Egitto per poi essere ripresi più in tardi in Cina.

    Originariamente lo scopo di queste carte era prettamente ludico, sebbene pian piano hanno iniziato ad avere una certa valenza anche in ambito esoterico.

     

    Ogni carta raffigura una particolare immagine o simbolo: in particolare il mazzo è composto da 78 carte di cui 22 vengono chiamati arcani maggiori, mentre le rimanenti 56 (dette anche carte napoletane) sono chiamate arcani minori. Riuscire ad interpretare ciò che le carte vogliono dire è compito del cartomante, che legge le carte non solo in base a ciò che raffigurano ma anche in base alla loro posizione.

     

    I motivi per i quali ci si rivolge ad un cartomante

    Quello dei tarocchi è un buonissimo strumento per riuscire ad avere determinate certezze sulla propria vita, su quegli errori che si sono commessi in passato e su eventuali dubbi che riguardano il nostro presente. Ciò può essere relativo alla sfera sentimentale, ma anche a quella lavorativa, economica e salute. Questi sono principalmente i motivi per i quali ci si rivolge a un cartomante, possono esserci anche tanti altri.

    Il cartomante è dunque colui il quale ha la capacità di riuscire ad interpretare correttamente i simboli e tutto quel che le carte rivelano, riuscendo così anche a predire il nostro futuro. Ogni cartomante adotta il proprio metodo e la propria etica in fatto di lettura dei tarocchi, in modo comunque di arrivare alla verità perché l’interpretazione delle carte sia corretta. Ci sono diversi professionisti del settore che effettuano il lavoro di cartomanti 24 su 24 direttamente al telefono.

    Quel che è importante sottolineare è che il cartomante non è un mago, ma semplicemente una persona che conosce bene l’arte divinatoria della cartomanzia ed è perfettamente in grado di leggere ciò che le carte vogliono rivelare.

     

    Il giusto atteggiamento di fronte al cartomante

    Per quel che riguarda l’utente, anche egli deve tenere a mente qualcosa: quando ci si rivolge a un cartomante infatti, è importante mantenere sempre un atteggiamento di fiducia e umile. Al contrario, non bisogna avere un comportamento critico o di sfida nei confronti delle carte nei confronti del cartomante, altrimenti il rischio è quello che il risultato della lettura delle carte possa non essere veritiero.

  • Miriam Serio, Amore Raro

    È in radio e disponibile in digitale il nuovo singolo della cantautrice

    È “Amore Raro” il titolo del nuovo singolo di Miriam Serio  cantautrice pugliese, disponibile in radio e sulle piattaforme digitali . Il testo del brano è stato scritto dalla stessa Miriam Serio, brano composto e arrangiato da Palmiro Nigro che negli anni vanta collaborazioni con Mariella Nava e Mimmo Cavallo.

    Le parole di un testo d’amore vengono sussurrate dal cuore, sta poi all’autore riuscire ad ascoltarle. Immaginate poi se quel cuore viene nascosto e protetto da un’armatura spessa, ma così spessa da non riuscire più a far ascoltare i suoi sussurri, i suoi palpiti, non riuscire più a far sentir bussare il suo battito e poi quando quell’armatura viene tolta e si scava nel profondo dell’anima si riesce a riascoltare il suo dolce sussurro ed a trovare quelle parole, rare, che fanno nascere una canzone.

    Se poi quelle parole sono cantate dalla meravigliosa voce di Miriam Serio allora diventano ancora più vere, ancora più rare.

    Ed è così che è nato il testo di “Amore raro“un brano che riassuma tutte le storie d’amore di cui ho sentito raccontare, – dice Miriam Serio – tanti pezzi di un puzzle meraviglioso alla ricerca di un qualcosa che forse non è concesso a tutti. La donna nasce con il sogno di vivere una favola d’amore e di incontrare un giorno il suo amore raro”.

    Amore raro” non racconta solo il sogno della favola d’amore ma anche le contraddizioni, i limiti e le paure proprie di ogni persona che possono superarsi solo vivendo con la propria altra metà.

    Il videoclip del brano è stato girato da Raffaele Vestito,  nella città di Taranto.

    https://youtu.be/WNUxxwv_G8I

    Miriam Serio, pugliese classe 1984 , con una carriera trentennale, è un’artista poliedrica la cui voce ha incantato le arene dalla Germania alla Florida e la cui infanzia è legata alla Germania, paese rigido e formativo che la porterà a dedicarsi con impegno e costanza allo studio del canto lirico. Tornata in Italia si diplomerà in canto lirico con bacio accademico. Attualmente è Responsabile per la Puglia di Sanremo Junior e Presidente dell’associazione Direzione InCanto dove insegna canto ai propri allievi dando loro la possibilità di calcare palcoscenici importanti, sensibilizzandoli a tematiche sociali rilevanti quali la violenza sulle donne e il suicidio giovanile e organizza concerti di beneficenza a favore del reparto oncologico pediatrico Nadia Toffa dell’Ospedale SS Annunziata di Taranto

    https://open.spotify.com/artist/5t6M2fu4QtnZe4lDtXcRsy

    Isabel Zolli Promotion Agency
    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • Rejecto “Lockdown, odio casa mia!” è il brano d’esordio dell’artista senza volto che anticipa l’album in uscita nel 2021

    L’eclettico cantautore che produce la propria arte in completo anonimato racconta senza filtri il proprio punto di vista sulla pandemia mondiale.

     

     

    “Lockdown, odio casa mia!” di Rejecto inquadra la pandemia che ci ha colpiti come causa scatenante di una condizione che per molti è vissuta come la fine della carriera, della propria attività, della vita. 

    Il singolo è estratto da “Prima, durante e…dopo?”, il primo album dell’artista senza volto. Quattordici brani in quattro quarti con un’attitudine all’hip hop alternativo che ricerca suoni nell’underground e nel mainstream più pop. Un disco che nasce dal bisogno imprescindibile di comunicare gli eventi travolgenti che stiamo attraversando, una situazione mondiale che non ha precedenti nella storia dell’umanità e che ha visto coinvolto, in veste di vittima, proprio il padre dell’artista. 

    «Bassi a 20 hertz, rullanti in sedicesimi, rampe in stile Drone music, registrazioni di noise come la drill inglese, rap sgangherati, messaggi taglienti, nomi e cognomi di delinquenti al secolo santi padroni dell’economia. Un album autentico, senza featuring, né studi di registrazione… solo un homeboy e la sua creatività». Rejecto

    Autoproduzione

    Radio date: 30 ottobre 2020 

     

    Rejecto è un artista italiano che realizza e produce la propria arte in completo anonimato. In uscita nel 2021 il suo primo album alternative hip hop dal nome “Prima, durante e… dopo?”. La composizione del progetto discografico si è rivelata nel tempo molto travagliata.  Il primo brano realizzato nel 2019 era dedicato a Julian Assange, il giornalista australiano fondatore di Wikileaks, detenuto a Londra nel carcere di Belmarsh, per il quale l’America aveva chiesto l’estradizione per sacrificarne la vita. Ma poi il lavoro sull’album ha rallentato la corsa a causa degli eventi che sono letteralmente esplosi intorno all’artista: prima la morte del padre, poi l’esplosione della pandemia. Costretto in casa dal lockdown Rejecto divora di tutto: documentari, libri, interviste, ogni testimonianza che potesse placare il suo dolore e il suo stupore, la sua necessità di far luce e di comprensione, trasformandola in musica. La sua vita, dopo due mesi, viene ulteriormente colpita dalla separazione dalla moglie, che porta via anche il figlio. Rejecto non si ferma, anche se il peso da sopportare, con l’assottigliarsi dei suoi amori è diventato un macigno. Lo salva la sua ironia, la sua musica, la sua voglia di comunicare, la speranza di un mondo migliore, più equo, canalizzando il proprio dolore, metabolizzando la sua catarsi ancora di più. Vede le ingiustizie sociali, le multinazionali arricchirsi, i piccoli imprenditori fallire, gli artisti morire, la democrazia sparire. Chiede aiuto e solidarietà, facendolo con leggerezza e ironia, rap e melodia. L’artista realizza infine circa trenta brani ma decide di pubblicarne solo 14, rispettando la cronologia degli eventi: da quello che era il mondo a novembre del 2019, fino a quello che è diventato nell’estate del 2020. Si chiede allora… che cosa succederà dopo?

    “Prima, durante e… dopo?” è un album di “hip hop alternativo” scritto in solitaria da un unico artista, durante questa pandemia, che ci ha segnato per sempre.

     

    Contatti e social

     

    Instagram https://www.instagram.com/rejectorejecto/?hl=it

    YouTube https://www.youtube.com/c/Rejecto

    Spotify https://open.spotify.com/artist/4MHox5jqVKOj9NRKUegDSf

     

  • Baschira “Il biondo” è il singolo tratto dall’album d’esordio “Zdasdat” del cantautore di origini bolognesi

    Nelle vesti di un “brigante” che invita alla resistenza nei confronti del potere economico e politico, l’artista propone un brano cantautorale anticipando il disco in uscita nella primavera 2021.

    “Il Biondo” è il singolo del cantautore Baschira che anticipa l’uscita dell’album “Zdasdat”, sunto di una commistione di generi fatta di folk, gypsy jazz e cantautorato.

    «”Il Biondo” non è biondo, non è moro, non ha sesso, non è alto, basso, magro o grasso. Non è Trump. Il Biondo è il potere che quotidianamente lasciamo che decida al posto nostro. Tutto ciò che influenza dall’alto le nostre decisioni d’acquisto, il nostro modo di pensare e di comportarci. Noi lo seguiamo, ci lasciamo dirigere con disarmante ingenuità, senza pensarci troppo. Accettiamo passivamente ciò che ci viene raccontato e lo consideriamo fonte di verità assoluta. Ma la mancanza di senso critico è pericolosissima». Baschira

    Il brano racconta la poca convinzione che abbiamo nel credere di essere artefici del nostro destino, e ci sprona a guardare oltre l’apparenza delle cose, analizzandole, considerando gli effetti delle nostre azioni, sul breve e lungo termine. 

    L’album “Zdasdat”, che in dialetto bolognese vuol dire “Svegliati”, è un disco di denuncia, un’esortazione a non restare indifferenti di fronte ai soprusi e a resistere.  Comprende sette tracce in italiano, in uscita la prossima primavera. Quello di Baschira è “denunciare per resistere” ma soprattutto è un invito a rimanere vigili per evitare di assuefarsi agli abusi e di conformarsi a un finto verosimile. 

    Credits

    Scritto, suonato e registrato da Baschira tra la primavera e l’inverno 2019.

    Hanno partecipato agli arrangiamenti: Mauro Rolfini, Francesco Salmaso, Gerryt, Henrik Holm, Bartho Staalman.

    Mixato da Mario da Silva nell’ inverno 2019 presso RPM Studio, Amsterdam.

    Masterizzato da Pietro Rossi a febbraio 2020 presso RedStone Productions, Amsterdam.

    Progetto grafico & Artwork a cura di Baschira 

     

    Etichetta: BellaVezRecords

     

    BIO

    Baschira nasce da un’idea di Davide Cristiani, artista di origine bolognese nato a Molinella, trasferitosi ad Amsterdam dove vive ormai da anni. Nell’autunno del 2019 Baschira, accompagnato da sette musicisti, lavora in studio, insieme a Mario da Silva dell’“RPM Studio”, al mixaggio dei sette brani che andranno a comporre il suo primo album “Zdasdat”, in uscita nella primavera 2021. Tutti i pezzi sono masterizzati dall’ ingegnere del suono e producer Pietro Rossi, al RedStone Productions di Amsterdam. 

    I singoli che precedono l’album sono “Il Biondo” e “A Capo”. A novembre 2020 Baschira è stato ammesso alla seconda fase di selezioni di “Musica contro le mafie”, con il brano “A Capo”.

     

    Perché “Baschira”?

    «Mi ha colpito la pubblicazione di Fedora Servetti Donati “Prospero Baschieri. Contadino capobrigante. Piccola cronaca dell’insorgenza e del brigantaggio (1809-1810) nel cantone di Budrio e dintorni”. Baschira nasce nel 1781 a Cazzano, nel cantone di Budrio, in provincia di Bologna. È un contadino, vive la sua infanzia nei campi. Al suo tempo però, le truppe napoleoniche rastrellavano le campagne e costringevano i giovani ad arruolarsi al loro fianco. Baschira diserta, ben due volte. Reo di essersi opposto alle coscrizioni napoleoniche, sarà considerato, da quel momento, un fuorilegge. Baschira si unisce quindi ad altri disertori, briganti. La sua forma di rivolta consiste, nella pratica, nel bruciare i registri di coscrizione obbligatoria, nell’ appropriarsi dei fucili della guardia nazionale e infine nel consumare un sostanzioso pasto a spese dei ricchi signorotti locali. Baschira non aveva voglia di passare la sua vita in fila, di seguire qualcuno che decidesse per lui e per questo fu considerato un brigante. Sulla sua testa, c’era una grossissima taglia che faceva gola a molti. Passò la sua vita scappando e nascondendosi. Alla fine lo catturarono e l’uccisero ma le sue gesta sono arrivate fino a noi». 

     

    Contatti e social

     

    EPK: baschira.com 

    Spotify: Baschira  

    Soundcloud: Baschira 

    Facebook: @baschira 

    Instagram: baschiramusic   

    Youtube Channel: youtube.com/Baschira 

     

  • Lia Nunziante, personal trainer delle donne

    Una donna per le donne 

    Oggi giorno con estrema facilità, non appena vediamo una donna prodigarsi per le sue simili, siamo soliti dire: una donna per le donne.
    Ma quanta accertabilità abbiamo nell’affermarlo?
    Se parliamo di Lia Nunziante possiamo urlarlo ai quattro venti.
    Affermata personal trainer di una provincia salernitana, si occupa delle donne nella propria totalità da otto anni orsono.

    La sua missione, perché è proprio di questo che parliamo, inizia molti anni fa quando affascinata dal fantastico ma complicato mondo femminile inizia a studiarlo in ogni minimo dettaglio.
    Il suo non si limita ad un semplice lavoro di trainer, anzi potremo osare col dire che quella è solo la punta dell’iceberg.
    Strati e strati di ghiaccio ci sono ai suoi piedi dove sinergicamente lavorano più forze unite per un unico obiettivo: il benessere.

    I suoi studi l’hanno portata e la portano ancora oltre oceano specializzandola nell’allenamento al femminile, fulcro dei suoi stravolgenti risultati.
    Pensate, molto spesso si stenta a credere che le sue guerriere (le piace chiamarle così) ottengano cambiamenti così eclatanti, quasi surreali.

    Lia Nunziante crede fermamente nel potere della mente, tanto è vero che il suo lavoro parte proprio da lì, dal mental-coaching e dall’affiancamento di una figura professionale come quella di una psicologa specializzata nei disturbi alimentari.
    Mette prima ordine nella testa delle sue donne e poi pensa ai loro corpi. Beh certo, ognuna di loro ha obiettivi fisici ben specifici da voler raggiungere, ma il suo fine ultimo è mirare alla cura della salute.
    Come lo si potrebbe fare se non modificando in primis i comportamenti della nostra mente? Lia Nunziante ce lo insegna.
    Le sue donne cambiano totalmente forma mentis ed ognuna di loro ha ben capito che l’allenamento può solo che essere un piacere per noi, non una costrizione. Nessuna di esse affronta percorsi a breve termine, perché inseriscono l’allenamento nel proprio stile di vita.
    Sarà proprio questo il suo segreto? Probabilmente sì.

    La nostra trainer delle donne, si affianca inoltre alla figura di un nutrizionista che collabora in modo decisivo al raggiungimento di un obiettivo delle ragazze.
    L’importanza di agire sulla mente delle sue donne è venuta fuori, in modo particolare, nel periodo di lockdown del nostro Covid 19 quando è stata costretta a chiudere la sua attività.
    Lia Nunziante non ha abbassato la guardia nemmeno per un secondo, appena ha ricevuto la notizia di chiusura ha lavorato a più di 250 programmi tutti in una notte per non abbandonare le sue ragazze che avrebbero dovuto da quel momento allenarsi a casa.
    Ma non è finita qui, sapete?

    Nel giro di poche ore ha coinvolto donne in tutta Italia con allenamenti in live e senza attrezzi e dopo pochi giorni si contavano quasi 1000 donne on line.
    Un risultato pazzesco! Lia Nunziante non si spaventa nei momenti di difficoltà  e continua a motivare le sue donne che non mollano la presa per alcun motivo al mondo.
    Ancora oggi molte di loro preferiscono allenarsi a casa, questo grazie ai suoi allenamenti mirati e personalizzati.
    I risultati si possono ottenere ovunque, basta volerlo..soprattutto quando capisci che l’allenamento è una medicina per tutto.
    Un toccasana per il nostro cattivo umore, un momento di evasione da ansie e stress, un curatore della nostra salute.
    Chi non vorrebbe essere una sua guerriera?
    Allenati con lei direttamente a casa tua.