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  • Terna, l’AD e DG Stefano Donnarumma: “Pronti a investire 4 miliardi nel Mezzogiorno sulle rinnovabili”

    Per favorire l’integrazione delle rinnovabili, il Paese deve adeguare ulteriormente le proprie infrastrutture. Le risorse messe in campo da Terna andranno principalmente al Sud. Stefano Donnarumma, AD e DG del Gruppo, lo ha detto in occasione di un recente convegno organizzato da Merita.

    Stefano Donnarumma

    Stefano Donnarumma: "Per abilitare la transizione necessario sviluppare le infrastrutture"

    "Nei prossimi 5 anni Terna investirà fino a 4 miliardi nelle regioni del Sud Italia. Si tratta complessivamente del 36% dei nostri investimenti, e non è un caso". A parlare è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma. Lo scorso 4 aprile il manager ha preso parte come relatore a "Il ruolo del Mezzogiorno per la sicurezza energetica italiana ed europea", evento promosso dall’associazione Merita in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. Focus del convegno, svoltosi a Napoli e trasmesso in streaming, il contributo che il Meridione può offrire alla strategia energetica nazionale ed europea in vista delle sfide che attendono il Paese. "Per abilitare la transizione energetica e favorire lo sviluppo delle rinnovabili – ha detto Stefano DonnarummaTerna ha previsto nel suo Piano di Sviluppo decennale oltre 18 miliardi di investimenti". Il motivo di una tale portata di risorse è presto detto: le infrastrutture, soprattutto nel Mezzogiorno, vanno ulteriormente sviluppate per consentire un’integrazione efficiente delle fonti alternative.

    Stefano Donnarumma: "Pandemia un test, su rinnovabili raggiunti target 2030"

    Il rischio è di trovarsi impreparati di fronte agli ormai repentini cambiamenti di scenario. Il Covid-19, ricorda Stefano Donnarumma, si è rivelato un vero e proprio stress test per la rete elettrica italiana. A causa delle restrizioni, durante i primi mesi della pandemia il calo dei consumi è arrivato infatti oltre il 40%: "In quei giorni la produzione da energie rinnovabili è arrivata al 50-55%, ovvero il target che dovremo raggiungere al 2030. Il test ha funzionato, ma ha inciso sui costi del dispacciamento e della gestione in sicurezza del sistema durante quei momenti". Continuare ad ammodernare le infrastrutture risulta quindi un passaggio fondamentale. Come ormai è necessario, aggiunge, iniziare a discutere seriamente di storage energetico: "Quando si parla di infrastruttura per le rinnovabili, si deve parlare di accumuli: senza questi è impossibile effettuare una transizione energetica con l’elettrico come veicolo trainante". L’attenzione di Terna è rivolta tuttavia anche allo sviluppo di un settore industriale in linea con gli obiettivi strategici: "Componentistica di potenza, trasformatori, cavi, tecnologie digitali: l’intento fondamentale è evitare che si debba diventare dipendenti dall’estero anche di altri prodotti". La transizione energetica ha sì un costo, conclude Stefano Donnarumma, ma si tratta in realtà di un investimento: "L’esempio più lampante negli Stati Uniti, con il Green Deal americano che ha stanziato qualcosa come 4mila miliardi di dollari per trasformare un Paese che sicuramente non ha problemi di dipendenza energetica. Eppure si avviano verso quella direzione".

  • NASCE “ROVERE50” IN CASA MAARMO, IL TERMOARREDO CHE SEMBRA UN PANNELLO IN LEGNO

    “Rovere50” ricalca in tutto e per tutto un asse di quercia. E’ il nuovo modello di termoarredo in marmo riciclato realizzato dall’impresa pordenonese. Per ogni pezzo venduto viene piantato un nuovo albero. Pezzato “E’ il nostro omaggio al mondo della natura”.

     

    VILLOTTA DI CHIONS (PN) – VITTORIO VENETO (TV). Grande novità in casa Maarmo. L’azienda produttrice di termoarredo di design situata a Villotta di Chions (PN) lancia sul mercato un nuovo modello. Si chiama “Rovere50” e nasce dalla collaborazione con un’azienda locale del settore legno. Dopo aver omaggiato Venezia nel 2021 con un modello recante il simbolo di una gondola veneziana, il ferro da prua, ora si passa a tutt’altro ambito.

    Il 2022 inizia con un tributo al mondo della natura ed in particolare agli alberi e ai boschi. “Rovere50” infatti è il nuovo termoarredo di design che assomiglia in tutto e per tutto ad un asse di rovere. Lo stampo è stato ricavato da una tavola in legno di una quercia di 50 anni. “In collaborazione con un’azienda del territorio – spiega Gianpaolo Pezzato, il Responsabile Divulgatore di Maarmo – abbiamo fatto stagionare pazientemente quest’asse di rovere per far emergere le venature. Dopo giorni di prove e studi dall’asse grezzo, con scalpello e olio di gomito, come per una scultura, siamo riusciti ad arrivare allo stampo definitivo”. Da questo vengono realizzati i termoarredi, che sono in realtà in marmo riciclato, ma con l’aspetto esterno del rovere. Ad alimentazione elettrica, idronica o ibrida, sono realizzati in 2 formati (30×110 cm; 40×160 cm). 

    Anche “Rovere50”, come tutti i modelli di Maarmo, è prodotto in materiale completamente riciclato, ricavato dagli scarti delle lavorazioni del marmo senza necessità di un ulteriore consumo di energia. L’impegno nell’adottare una logica produttiva ad “impatto zero” continua anche nelle altre iniziative intraprese dall’azienda. Per ogni termoarredo venduto, infatti, l’azienda si impegna a piantare un nuovo albero. Un contributo per un mondo più verde.

    “Rovere50” è realizzato in 5 diverse finiture. Cadore, dai toni chiari, luminosi, morbidi, avvolgenti che richiamano lo stile e la semplicità dei boschi del Cadore. Dolomite, in cui la venatura bianca si combina con il colore della roccia per un effetto chiaro scuro sorprendente, tanto quanto le Dolomiti. Cansiglio: una tonalità profonda e rilassante, a ricordare la quiete e l’ombra ai bordi di un ruscello. Foresta Nera, in cui magia e mistero si intrecciano lungo le calde venature che promettono un rifugio sicuro dopo una lunga giornata di lavoro. Infine Tinta unita, lineare e pulito, con un segno leggero ed elegante. 

    La nuova linea è stata sviluppata negli ultimi mesi da MAARMO, azienda con sede produttiva nel pordenonese ed un laboratorio di Ricerca & Sviluppo a Vittorio Veneto (TV). “Rovere50 dà vita al legno con colori e venature naturali, attraverso una lavorazione a metà tra industria e sartoria – aggiunge Pezzato – è un racconto unico e originale nel quale coesistono diverse atmosfere: suggestiva e tattile nelle riproduzioni del legno, innovativa e dinamica”.

     

    SCHEDA TECNICA DEL PRODOTTO – Rovere50

    Dimensioni e potenza

    Formato piccolo

    Dimensione: 30 x 110 cm

    Elettrico: 350 WATT

    Ibrido: 350/300 WATT

    Idronico: 300 WATT

     

    Formato grande

    40 x 160 cm

    Elettrico: 1000 WATT

    Ibrido: 1000/850 WATT

    Idronico: 850 WATT

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: MAARMO

    Maarmo nasce nel 2017 e realizza termoarredi di design con processi produttivi improntati a riciclo e sostenibilità. La sede produttiva dell’impresa da settembre 2021 si trova a Villotta di Chions (PN). Una divisione ricerca e sviluppo opera a Vittorio Veneto (TV). Il 2021 ha visto il rafforzamento della compagine societaria, con l’ingresso di nuovi imprenditori sia dell’area pordenonese (Alain Bottos, Stefano Mascarin e Andrea Del Ben), che dell’area trevigiana (Marco Caliandro e Gianpaolo Pezzato), per sostenere il progetto di crescita e sviluppo in Italia e nei mercati esteri. Ad oggi l’azienda impiega 7 persone, oltre ad alcuni fornitori artigiani esterni, ed ha avviato collaborazioni con architetti e designer di tutta la Penisola. Maarmo punta sulla sostenibilità come valore fondante dell’intera attività produttiva. La materia prima utilizzata per i radiatori è ricavata infatti dagli scarti di marmo, senza necessità di uno processo di trattamento specifico e pertanto senza un ulteriore consumo di energia. Tutti i termoarredi, sia la versione elettrica che idronica, a fine vita, una volta tolti gli elementi strutturali riscaldanti (ad esempio il rame o le resistenze elettriche) possono essere rimacinati per rientrare nel ciclo produttivo. In questo senso Maarmo agisce creando flussi circolari di materia, capaci di rigenerarsi. Inoltre, essendo tutti i processi produttivi eseguiti a basse temperature, le quantità di energia usate sono minime. Per chiudere il ciclo green, per ogni radiatore venduto l’azienda pianta un albero grazie alla partnership con la piattaforma Treedom. Maarmo parteciperà a “Klimahouse 2022”, fiera delle ultime novità in campo delle tecnologie per la casa, prevista a dal 18 al 21 maggio a Bolzano. E’ stata selezionata tra le più innovative aziende a livello nazionale. Per maggior informazioni www.maarmo.com

     

    SCHEDA di approfondimento: LA REALIZZAZIONE DEL TERMOARREDO IN MARMO RICICLATO 

    Maarmo come materia prima riutilizza e ricicla gli scarti della lavorazione del marmo, recuperati grazie ad un certosino lavoro di selezione nelle cave dell’area veronese e senza necessità di una fase di trattamento specifico . La formula ha permesso di generare una linea di termoarredi di design, che non necessita di una fase di cottura, ma di una dolce fase di stagionatura, che dura dalle quarantotto alle settantadue ore. Si passa poi alla verniciatura, realizzata esclusivamente con vernici a base d’acqua. Il processo produttivo parte dalle farine ricavate da polvere di marmo di scarto. Vengono lavorate come fossero farine di grano. All’interno di grandi impastatrici, vengono miscelate ad acqua e altri additivi naturali. Ne deriva un prodotto semiliquido somigliante a yogurt. Questo viene steso manualmente su dei pannelli e all’interno di esso vengono posate le canalette per il passaggio dell’acqua calda (termoarredo idronico) oppure le resistenze elettriche (termoarredo elettrico). Una volta composto, il termoarredo viene fatto stagionare per almeno 3 giorni, per una completa solidificazione del materiale. Non avviene nessuna fase di cottura dunque, ma solo una lenta stagionatura in un’apposita stanza mantenuta a temperatura costante durante l’inverno. D’estate invece la stagionatura avviene all’aria aperta, senza alcun dispendio energetico. Una volta stagionato, il termoarredo viene poi verniciato utilizzando esclusivamente vernici a base d’acqua ed è così pronto per la consegna al cliente. Materia prima riciclata, basso utilizzo di energia e componenti naturali: sono questi gli elementi “green” che contraddistinguono la produzione di questi termoarredi.

  • Orologi cronografo: perché sceglierli? – Capital Time

    L’orologio negli anni è diventato un accessorio di moda irrinunciabile. Resta comunque valida la sua funzione principale, ossia misurare il tempo: ecco perché è bene scegliere un orologio cronografo secondo Capital Time, che dal 1988 realizza e vende orologi da polso.

    Milano, aprile 2022. Tutti gli orologi da polso possono mostrare l’ora; tuttavia misurare con esattezza un determinato lasso di tempo è una funzione tipica di un cronografo, che grazie a uno o due pulsanti può avviare, arrestare e azzerarne il conteggio. Proprio per questo, si tratta di accessori estremamente utili in moltissime situazioni differenti, come ben sanno gli esperti di Capital Time

    Il funzionamento di tutti gli orologio cronografo sullo shop online di Capital Time è semplice: la lancetta dei secondi si muove e si arresta premendo il tasto a ore 2 del quadrante; premendo invece il secondo tasto, posto a ore 4, si azzera il conteggio. 

    Un’altra peculiarità di alcuni cronografi rispetto a un normale orologio è la scala tachimetrica, espressa in chilometri orari e riportata sulla ghiera esterna, che serve per effettuare misure su distanze fisse. 

    La misurazione precisa del tempo che un cronografo da polso riesce a effettuare trova numerosi campi d’applicazione quotidiani, come ad esempio:

    • calcolare la velocità di crociera media dell’auto: infatti facendo partire il cronografo una volta iniziato il percorso, basterà arrestarlo al termine del primo chilometro per sapere quanti se ne percorrerebbero in un’ora mantenendo la vettura a un’andatura costante, facendo collimare la lancetta con il valore riportato sulla scala tachigrafica;
    • misurare il tempo medio sul giro, utile specialmente per ciclisti, podisti o corridori: basterà stoppare e azzerare il cronografo ogni volta che il percorso sarà concluso per avere una stima della propria rapidità;
    • calcolare quanti oggetti si riescono a produrre in un’ora, sempre grazie alla scala tachimetrica: infatti, bloccando i secondi una volta finito il primo manufatto e andando a leggere il numero in corrispondenza sulla ghiera esterna, si saprà quanti se ne realizzeranno in un’ora di lavoro. 

    Se vi interessa scoprire dei modelli di orologi cronografo adatti a ogni esigenza, potete cercare ciò che più fa per voi esplorando lo shop online di Capital Time

  • MANIFATTURIERO, PIU’ DELLA META’ DELLE AZIENDE CREDONO NELLA CRESCITA PER IL PROSSIMO TRIENNIO

    Indagine 2022 di Fòrema sulle aziende venete con focus sul metalmeccanico e il manifatturiero. Nonostante la crisi delle materie prima e i primi segnali di inflazione, nella metà dei casi ci si attende una fortissima crescita nel prossimo triennio. Esplode la ricerca di tecnici del digitale per sviluppare e gestire il flusso della produzione

     

    PADOVA. Digital transformation e green revolution: sono questi i due trend a guidare il mondo dell’impresa nel 2022. Sul primo fronte le aziende venete hanno iniziato a lavorare e ad investire da molto tempo. Sulla sostenibilità invece si è partiti più di recente ed è questo il focus per i prossimi anni. Il dato è emerso da uno studio condotto da Fòrema, ente di formazione di Assindustria VenetoCentro diretto da Matteo Sinigaglia. La ricerca, coordinata da Roberto Baldo, responsabile attività finanziate di Fòrema, è stata realizzata su di un campione di 172 aziende venete (piccole, medie e grandi). 

    Il momento storico è complicato. A causa della crisi nel reperimento delle materie prime molti settori industriali stanno rallentando la produzione. Lo scenario si complica per la coda lunga della crisi pandemica e i primi segnali di inflazione, in mercati resi incerti dalla guerra in corso. 

    Per questo, nel sondaggio è stata chiesta una previsione su come cambierà – o non cambierà – l’azienda nei prossimi tre anni, in termini di attività, funzioni e relazioni organizzative. Nel complesso, il 30% dei rispondenti (la stragrande maggioranza appartenente al settore industriale e metalmeccanico) prevede un aumento delle attività e il 17% si aspetta un cambiamento radicale dell’azienda, contro un 16% che si aspetta una struttura organizzativa sostanzialmente simile a quella attuale. In termini assoluti prevale l’aspettativa di prossime modifiche a processi, attività e modelli di lavoro (15%), e solo il 2% dichiara di non essere in grado di fare previsioni. Le grandi aziende prospettano trasformazioni più radicali rispetto alle piccole e medie imprese, sia in termini quantitativi (aumento di funzioni/attività o focalizzazione) che qualitativi (nuovi processi e relazioni).

    Per affrontare la situazione, le aziende puntano a nuove professionalità. In molti stanno assumendo nuovi Chief Technology Officer-IT manager, tecnici capaci di individuare le migliori tecnologie da applicare ai prodotti o ai servizi che l’azienda produce, ma anche i Digital manufacturing manager, profili che nei processi produttivi sappiano usare le innovazioni. Su tutte, però, emerge l’attenzione per figure capaci di riprogettare e pianificare la produzione e la gestione dei flussi di materiali in ingresso e in uscita sulle linee produttive,: in questo periodo di crisi dei costi dei materiali sono figure fondamentali per mantenere redditizio il ciclo produttivo.

    In tema di digitalizzazione, il 52% delle aziende dichiara di aver già realizzato interventi formativi per adeguare le competenze tecniche e comportamentali in ambito digitale. Solo il 25% dichiara azioni scarse o nulle in quest’ambito. I processi di digitalizzazione dunque hanno coinvolto la maggior parte delle aziende intervistate, anche se questi processi riguardano prevalentemente i settori della progettazione e direzionale e in minor parte i profili più operativi.

    Sul tema della sostenibilità invece sono un po’ diverse. Meno della metà delle aziende, ovvero il 42% del campione, dichiara di aver realizzato azioni specifiche per dotarsi di competenze per una maggiore sostenibilità d’impresa. Di questo 42%, solamente il 15% parla di azioni complete e concluse, il restante 27% invece parla di azioni incomplete. Il campione di aziende che invece dichiara di non aver ancora fatto assolutamente nulla in tema di sostenibilità si attesta al 37%. 

     

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

     

    FÒREMA – Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e  metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

  • Erika Arzu, Colpa Mia

    in promozione il singolo della cantante

    Il singolo della cantante sarda in promozione . 
Un brano che scorre, si fa ascoltare dalle sonorità attuali, caratterizzato da un giusto mix che amalgama la bella voce di Erika con un arrangiamento efficace che rende la canzone fruibile e immediata. 
L’area di azione e quella del Pop Italiano , ma di quel pop che negli ultimi anni ha subito delle trasformazioni, rendendosi attuale nel sound grazie anche alle contaminazioni che i giovani artisti, inevitabilmente, assorbono in questo nuovo mondo che viaggia velocissimo grazie anche alle nuove tecnologie che hanno essenzialmente accorciato le distanze.
    La parte testuale esamina un argomento ben preciso, quello dell’auto critica, del porsi delle domande per valutare, correggere ed andare avanti.
    “A volte nella vita bisogna ammettere le proprie colpe sia nei rapporti personali che in generale nella vita”.
    È questo il messaggio che ci trasmette Erika Arzu, con il suo debutto discografico. Il brano dal titolo “Colpa mia” che è anche accompagnato da uno splendido videoclip girato nella sua terra natale, la Sardegna.

    Dopo una gavetta musicale fatta di concerti, serate, concorsi musicali Erika si affaccia al mondo discografico con questo brano che è una riflessione sui rapporti interpersonali.
    A volte ammettere le proprie colpe è assolutamente giusto, ma spesso la colpa non è solo di se stessi ma anche di altri.
    Solitamente quando le cose nella vita non riescono bene c è spesso l’ abitudine di incolpare tutti ma a volte per cambiare delle abitudini che non ci sono gradite bisogna guardare avanti ed ammettere le proprie colpe.

    https://m.facebook.com/profile.php?id=100005590423040
    https://music.apple.com/it/album/colpa-mia-single/1586952909

  • Con VIVA Sustainable Cielo e Terra disegna un futuro sempre più green

    Dopo l’ottenimento della certificazione Bcorp prosegue l’impegno della casa vicentina per la sostenibilità attraverso l’applicazione del disciplinare del Ministero della Transizione Ecologica sviluppato per misurare le prestazioni della filiera vite – vino

     

    Conciliare le esigenze commerciali di produzione con lo sviluppo di un modello di business sostenibile. È un impegno reale per Cielo e Terra, azienda vicentina nata nel 1908 e che oggi è composto dall’unione della famiglia Cielo e dei viticoltori delle Cantine dei Colli Berici. L’azienda vicentina ha avviato da diversi anni un percorso orientato al rispetto dell’ambiente e dei consumatori finali.

    Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp che ne ha attestato l’operatività secondo i più alti standard di performance sociale e ambientale, Cielo e Terra

    ha anche aderito con il marchio premium Bericanto a 1% for the Planet, creata nel 2002 da Craig Mathews e Yvon Chouinard (fondatore di Patagonia), per favorire l’incontro e la cooperazione tra le organizzazioni attive nella difesa del pianeta. Un impegno, quello dell’azienda vicentina, verso la natura e la collettività che non si è arrestato ma che anzi prosegue con responsabilità attraverso l’adesione a Viva Sustainable, il disciplinare del Ministero della Transizione Ecologica sviluppato per misurare le prestazioni di sostenibilità della filiera vitivinicola mediante il calcolo di indicatori specifici del settore. Nello specifico il disciplinare permette di sviluppare un’analisi a partire da 4 fattori – Aria, Acqua, Territorio e Vigneto – per poi definire le azioni da compiere per migliorare la sostenibilità dell’azienda.

    Cielo e Terra ha concluso la raccolta e analisi dei dati su 3 fattori – Aria, Acqua, Territorio – ottenendo, a marzo 2022, la certificazion di organizzazione che consentirà all’azienda di definire le azioni da compiere per migliorare la propria sostenibilità.

    La nostra aziendaspiega Giampietro Povolo, responsabile Finance e Operation – non gestendo direttamente le fasi di campagna, ha sviluppato solamente i primi tre indicatori ottenendo feedback interessanti che ci saranno molto utili nella pianificazione delle nostre strategie in termini di sostenibilità”. Il riscontro più positivo è stato registrato a livello di carbon footprint che ha confermato l’efficacia dell’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate e l’efficienza degli impianti di imbottigliamento. Le fasi più critiche invece sono risultate essere quelle legate alla distribuzione dovuta alla capillare presenza sul mercato estero e alla filiera degli acquisti con particolare riferimento al packaging. Aspetti su cui l’azienda è già al lavoro per ridurre l’impatto degli imballaggi dei prodotti di Cielo e Terra attraverso la selezione di carta, tappi in sughero FSC e altri materiali riciclabili.

    “La collaborazione con 1% for the planet – sottolinea Pierpaolo Cielo, responsabile commerciale marketing – nasce dalla volontà di legare i nostri marchi più rinomati a progetti solidali che valorizzino oltre ai nostri vini il nostro impegno verso le tematiche sociali più importanti dei nostri tempi; l’ambiente, l’acqua e la formazione delle nuove generazioni. Facilitare l’accesso all’acqua salva la vita e libera donne e bambini soprattutto da un gravame quotidiano”.

    Con queste strategie e questo approccio, Cielo e Terra, che ha sfiorato i 60 milioni di fatturato nel 2021 con oltre 37 milioni di bottiglie vendute, si afferma sempre di più come un player di mercato socialmente responsabile, consapevole del proprio ruolo strategico poiché da questo momento fino ai prossimi decenni, la prosperità della vita sul pianeta e la salute degli ecosistemi dipenderanno sempre di più dalla capacità delle aziende di operare un cambiamento profondo. Un percorso e un processo di cui l’azienda vicentina è da anni protagonista con i propri brand attraverso lo sviluppo e il sostegno di progetti solidali: Amref Health Africa (Defrà), Onepercentfortheplanet.org (Bericanto), Murialdo world onlus (Bellastoria), Winetowater.org (Cielo). Un progetto quest’ultimo attraverso cui l’azienda ha da poco donato 11.500 euro in Ucraina, sostenendo la popolazione colpita dalla guerra attraverso la fornitura di dispositivi di purificazione dell’acqua, indispensabili per evitare malattie ed epidemie.

     

     

    Cielo e Terra nasce nel 1908,  nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto, Casa Defrà. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme ai soci delle Cantine dei Colli Berici unitisi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999. Oggi l’azienda che conta 3000 ettari di vigneto tra Vincenza e Verona, è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla trasparenza e alla sostenibilità. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • Mutui fissi 100% under 36 a rischio stop

    Secondo l’analisi di Facile.it, l’aumento dei tassi registrato nelle ultime settimane potrebbe determinare un importante stop all’erogazione dei mutui under 36 a tasso fisso.

    La motivazione – spiegano gli esperti di Facile.it – risiede nella norma che regola l’accesso al Fondo Garanzia Prima casa; secondo la legge, per i giovani che accedono alla garanzia statale il tasso effettivo globale (TEG) proposto dalle banche non può essere superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) stabilito su base trimestrale da Banca d’Italia.

    Dati alla mano, il TEGM valido fino a fine giugno è pari a 1,99%, soglia che ha spinto diverse banche a fermare l’erogazione di mutui fissi 100% i cui TEG, a causa dell’aumento in corso dei tassi di interesse, tendono a superare il limite imposto.

    «La norma, nata come strumento a difesa dei giovani, si sta trasformando in un ostacolo», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Il cortocircuito nasce dal fatto che il TEGM oggi in vigore è stato calcolato sulla base dei tassi riferiti al periodo ottobre-dicembre 2021, quando le condizioni di mercato erano nettamente più basse. Con l’aumento dei tassi fissi rilevato nelle ultime settimane, oggi diverse banche faticano a stare sotto la soglia legale e pertanto non possono più proporre mutui 100% under 36 a tasso fisso. Se gli indici continueranno a salire, questo tipo di offerte potrebbe presto scomparire.».

    In questo periodo, sottolineano dal comparatore, l’unica alternativa per i giovani rimane quella dei mutui 100% a tasso variabile, dove gli indici proposti dalle banche sono ancora ampiamente inferiori ai valori soglia imposti dalla legge.

    Lo stop all’erogazione dei mutui fissi under 36 con Fondo Garanzia prima casa sarebbe un danno per l’intero mercato se si considera che nel primo trimestre 2022, secondo i dati dell’Osservatorio Facile.it – Mutui.it*, quasi il 66% delle richieste presentate da giovani con meno di 36 anni era legata alla garanzia statale.

    *L’analisi è realizzata su un campione di oltre 118.000 richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it nel primo trimestre dell’anno.

  • Come trovare il sistema di climatizzazione perfetto per te

    Le aziende di assistenza condizionatori Roma, a causa dell’inarrestabile aumento delle ricerche e degli acquisti che, da parte degli utenti, stanno avvenendo su Internet, si sono completamente lanciate per offrire i propri servizi attraverso Internet e il comfort che significa non dover passare negozio per negozio alla ricerca del modello perfetto e l’azienda più fidata era chiaro che, prima o poi, avrebbe prevalso. I sistemi di climatizzazione più richiesti sono i condizionatori Daikin, tuttavia, trovare il budget perfetto non è sempre facile. Pertanto, ti forniremo una serie di suggerimenti che dovresti prendere in considerazione prima di decidere.

    Prima di contrarre il servizio e procedere con l’installazione dell’aria condizionata, la prima cosa da tenere a mente è che l’informazione è alimentazione. Pertanto, fai qualche ricerca su Internet sui vari modelli esistenti, etichette di efficienza energetica, tecnologia Inverter, ecc. Tutto questo, insomma, per avere un’idea approssimativa di ciò che è meglio per te. Allo stesso modo, è anche conveniente tenere a mente le caratteristiche della tua casa e le tue esigenze specifiche.

    D’altronde, seppur sia vero che, oggi, ci sono tante piattaforme di pagamento sicure affidabili, vale la pena fare una piccola ricerca sull’azienda che vi ha proposto quell’inconfutabile offerta di condizionamento.

    Pensa che, se non hai problemi a fornire i tuoi dati personali e bancari, non dovrebbero averne quando si tratta di offrire informazioni. Allo stesso modo, non fa male cercare in Internet le opinioni di altri utenti che hanno già appaltato i servizi in questione dall’azienda per scoprire se è degno della vostra fiducia.

    Se tutto va come previsto e procedi all’acquisto di un condizionatore Samsung ad esempio, non dimenticare di richiedere la fattura con IVA inclusa poiché è l’unico modo che, in caso di problemi, la riparazione sarà coperta dalla garanzia del prodotto.

    Inoltre non è superfluo anche richiedere la ricevuta bancaria della transazione e, insomma, qualsiasi documento ufficiale che possa essere utile in un dato momento. Inoltre, pensa che, se si opta per un marchio di riconosciuto prestigio piuttosto che uno nuovo o sconosciuto, è più che probabile che il prezzo sarà più caro ma, quindi, il servizio post vendita sarà migliore.

  • Esposizione itinerante “La Fantasia della Carità – Opere di Fabio Agliardi”

    In occasione del secondo anniversario della scomparsa dell’artista Fabio Agliardi (13 aprile 2020), Fondazione Creberg dona i quindici monumentali pannelli che compongono la raccolta “La Fantasia della Carità” a formazioni sociali del territorio per la collocazione in luoghi simbolici.

    Nel corso dell’anno 2019, in collaborazione con Fondazione Creberg, l’artista bergamasco Fabio Agliardi realizzò quindici pannelli di grandi dimensioni che illustrano le sette opere di misericordia corporale e le sette opere di misericordia spirituale, con un ultimo dipinto che raffigura la sorprendente novità, la quindicesima opera di misericordia (“La Cura della Casa Comune”), indicata da Papa Francesco nel suo messaggio del 1° settembre 2016 per la giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato.

    In ogni tela, accanto alla simbologia astratta di singoli gesti rappresentativi delle opere di misericordia, Fabio Agliardi raffigurò – su input dei Curatori, Angelo Piazzoli e Tarcisio Tironi – un dettaglio relativo a luoghi o monumenti del territorio bergamasco, cari all’artista, espressivi per la miglior comprensione del dipinto stesso e della relativa opera.

    Come noto, terminata la realizzazione dell’imponente ciclo pittorico e alla vigilia della partenza del percorso espositivo itinerante in luoghi iconici della nostra provincia, Fabio Agliardi ci lasciò la sera del 13 aprile 2020, Lunedì dell’Angelo, non superando gravi complicazioni derivanti da infezione da virus Covid 19; egli rappresenta dunque una delle vittime della terribile epidemia che così duramente ha colpito Bergamo e i nostri territori.

    “Vedendo l’armonia e la grande significatività delle opere che l’artista ci ha lasciato– spiega Angelo Piazzoli, Presidente della Fondazione Credito Bergamasco – penso che in questo suo grande cimento finale Fabio Agliardi sia riuscito a realizzare compiutamente la funzione che Papa Giovanni Paolo II assegna all’arte e agli artisti, il rendere percepibile all’uomo il mondo dello spirito, trasferendo in formule significative ciò che è ineffabile.”

    E’ terminato l’itinerario espositivo che ha consentito al pubblico di visitare in presenza, nel corso degli anni 2020 e 2021, la mostra “La fantasia della Carità” nelle tre sedi di Romano di Lombardia (presso la Basilica di San Defendente, in collaborazione con MACS), a Grumello del Monte (con il sostegno di Grumello Arte) e in Bergamo Alta, presso la Chiesa di Sant’Andrea (grazie al fattivo apporto di don Giovanni Gusmini). Grande il successo di pubblico e rilevante l’apprezzamento, sia per la esposizione in presenza (oltre novemila visitatori), sia per la mostra virtuale (realizzata dalla Fondazione con un video caricato su YouTube e sempre visibile) che ha sfiorato le seimila visualizzazioni.

    Le 15 quindici monumentali opere, costituenti la raccolta, sono state acquisite da Fondazione Creberg, grazie alla sensibilità della famiglia dell’artista che ha dato seguito ad una intesa verbale intercorsa a suo tempo tra Fabio Agliardi e Angelo Piazzoli.

    In occasione del secondo anniversario della scomparsa dell’artista, Fondazione Creberg dona le opere ad enti e associazioni del territorio che, a giudizio della Fondazione stessa, siano particolarmente meritevoli o per esercizio di una particolare opera di misericordia (raffigurata nel dipinto donato) o per rilevanza del ruolo sociale e civile svolto nella comunità.

    “Al termine delle tappe di mostra – aggiunge Angelo Piazzoli – doniamo i quindici dipinti realizzati da Fabio Agliardi sul tema della misericordia e acquisiti dalla Fondazione a qualificati enti operanti nel campo della solidarietà, della sussidiarietà e della cultura, con i quali abbiamo collaborato sostenendo nel tempo le loro meritorie attività sociali e solidali.”

    “Cito in primo luogo l’Associazione Cure Palliative (per l’ Hospice di Borgo Palazzo), l’Associazione Paolo Belli (per la Casa del Sole di Bergamo e per il Servizio di Accoglienza nel Reparto Ematologico dell’ Ospedale Papa Giovanni di Bergamo), i Frati Cappuccini di Bergamo (per la Mensa dei Poveri), il Patronato San Vincenzo e la Caritas Diocesana di Bergamo, l’ AIDO Provinciale di Bergamo, la Comunità don Milani di Sorisole (in ricordo di don Fausto Resmini), l’Istituto Palazzolo di Grumello del Monte, il Comune di Albino.

    “In campo culturale – prosegue il Presidente della Fondazione – abbiamo individuato soggetti quali il M.A.C.S. di Romano di Lombardia (partner decennale di nostre iniziative espositive), il Museo della Basilica di Clusone, la Parrocchia Sant’Andrea Apostolo in Bergamo Città Alta (sede della Cappellania della nostra Università). Un dipinto – con il particolare dedicato alle chiese di Brusaporto, luogo di residenza dell’artista – non poteva che essere assegnato alla locale Parrocchia che ha assicurato alla famiglia la pubblica esposizione dello stesso. Infine, il quindicesimo dipinto (“La cura della casa comune”) viene da noi donato a “L’Eco di Bergamo”, nel ricordo del nostro comune Fondatore Niccolò Rezzara, per l’ultracentenario ruolo di informazione – svolto in favore della comunità e del territorio bergamasco – accentuato, in senso sociale e civile, durante le fasi della pandemia in corso”.

    Le opere sono in corso di consegna alle varie Associazioni e Istituzioni con le prescritte formalizzazioni.                                      “La mostra “La fantasia della Carità” – conclude Angelo Piazzoli – richiama alla nostra memoria la persona e l’attività di Fabio Agliardi attraverso opere monumentali, che mai avremmo pensato avrebbero costituito un mirabile testamento spirituale e artistico; la loro donazione a formazioni sociali e la loro collocazione in luoghi pubblici lascerà un segno diffuso della mostra e dei suoi intenti culturali in località del territorio ove le opere di carità vengono quotidianamente declinate nella vita reale. Il messaggio che ci trasmettono è ancora più forte e di grande attualità, per le angosciose e difficili evenienze di questo periodo, richiamandoci alla pratica quotidiana delle opere di misericordia come strumento di attenzione, di condivisione, di aiuto e di solidarietà.”

  • Andrea Mascetti: investimenti e progetti di Fondazione Cariplo in ambito culturale, l’intervista

    “L’Ordine” intervista Andrea Mascetti: il coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo parla delle iniziative dell’ente esprimendo la propria vision sulla cultura oggi.

    Andrea Mascetti

    La cultura salverà il mondo e pure il Pil: intervista ad Andrea Mascetti

    La cultura spinge il Pil. Andrea Mascetti, in qualità di coordinatore della commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, lo spiega in un’intervista pubblicata su “L’Ordine” lo scorso 27 marzo: “Nel 2020 la filiera culturale italiana valeva 84,6 miliardi di euro, ovvero il 5,7% del valore aggiunto, capace di attivare più di 230 miliardi (i dati sono del rapporto annuale di fondazione Symbola e Unioncamere, “Io sono cultura 2021″”)”. In questa direzione si muove Fondazione Cariplo: basta guardare ai numeri. Dal 1991 sono 35.000 le iniziative sostenute in materia di Beni Culturali per un impegno complessivo di oltre 3 miliardi: “Noi, come Fondazione Cariplo, facciamo filantropia nella misura in cui aiutiamo chi offre dei servizi culturali analizzando la realtà contemporanea”. Diversi gli esempi riportati da Andrea Mascetti tra cui i bandi “Per il libro e la lettura” e “La bellezza ritrovata”. Il primo nasce per andare incontro alle fasce più giovani della popolazione proponendo la lettura come pratica quotidiana cui viene invitata una sempre più ampia base sociale. Il secondo punta a creare attraverso progetti e finanziamenti “nuove sintesi comunitarie proprio tramite i servizi culturali”.

    Andrea Mascetti: la cultura dà lavoro, dà reddito

    “Fare” economia con la cultura e rendere sostenibile il patrimonio culturale Italiano: nell’intervista a “L’Ordine” Andrea Mascetti sottolinea l’impegno di Fondazione Cariplo anche nel formare i futuri professionisti della cultura: “Abbiamo contribuito per esempio a spostare la Scuola di restauro di Botticino a Milano. Il tema della formazione dei giovani in un ambito come il restauro è fondamentale per il rilancio della cultura, così come tutti gli altri corsi di formazione di tecnici e operatori dei beni artistici e culturali”. In quest’ottica la cultura diventa sostanzialmente anche economia: “Ci sono migliaia e migliaia di persone che lavorano nella cultura e nei servizi legati alla cultura, è davvero un mondo infinito. Stiamo ragionando anche con realtà come il Teatro alla Scala o le Gallerie d’Italia, che hanno realizzato un master proprio per la gestione del patrimonio artistico”. La cultura, come osserva il coordinatore della commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo Andrea Mascetti, porta lavoro, reddito e “crea una grande filiera economica che, di fronte alla perdita di capacità di altri settori, dovrebbe diventare un centro nevralgico dell’Italia di oggi”. Fondazione Cariplo si propone inoltre come suggeritrice di buone pratiche: “La nostra speranza è che i progetti di questi bandi vengano accolti e fatti propri anche dalle istituzioni come strumenti attivi, innescando così una politica diffusa su queste questioni”.

  • Guida del serramentista: com’è fatta una finestra di casa?

    La finestra è un elemento architettonico che permetta la visibilità, il passaggio di luce e calore e la ventilazione degli ambienti interni. È importante per il comfort della nostra abitazione, quindi, nel momento in cui si vanno a sostituire i vecchi serramenti è bene sapere cosa stiamo acquistando. (altro…)

  • Cos’è un file SVG e come lo usiamo nel web?

    Cos’è un file SVG? Con la diffusione di internet e l’uso del web per la promozione di attività e imprese professionali, anche le persone comuni si trovano alle prese con problemi di natura tecnica propri della piattaforma. Vediamo di rispondere insieme a questa domanda. (altro…)

  • Davide Mugo, Come Johnny Cash

    il singolo ispirato dal grande artista

    Come Johnny Cash è il nuovo singolo di Davide Mugo prodotto dalla Ghiro Records.
L’artista con questo brano compie un viaggio interiore raccontando se stesso senza filtri, come se volesse svelare una parte di sé che normalmente nasconde nella vita privata .

    Dice Davide : “ Ho sempre ascoltato e cantato ogni genere musicale, da quella popolare a quella sacra, dal rock al soul, dal canto in coro a quello da solista oltre che esperienze in band e come cantautore”.

    In questi percorsi intrapresi spesso l’artista si interfaccia con le opere di Johnny Cassh e ne rimane letteralmente affascinato dalla sua voce, dal suo sound e dalla caratteristiche dello straordinario personaggio. 
Quello però che lo colpisce di più sono i testi del grande artista, la sua grande capacità di raccontare attraverso le sue canzoni.
    Continua Davide: ”Ho cominciato a capire veramente chi fosse Johnny Cash quando ho approfondito i suoi testi ricercando le traduzioni e seguendo in modo naturale anche una mia fase di crescita artistica e personale, mi sono ritrovato ad affermare , vorrei essere come lui”.

    Davide Mugheddu in arte Davide Mugo nasce nel 1978 a Ozzero, un piccolo paese nell’hinterland milanese.
Lombardo di nascita ma con origini sarde.
Sviluppa una passione per la musica ed in particolare per il canto, mettendo in mostra le sue doti canore fin dalla più tenera età.
    Questa passione crescerà nel corso degli anni portandolo a scoprire una predisposizione alla scrittura.
    Si esibisce per tredici anni cantando con una formazione corale di musica popolare, la Corotrecime Città di Abbiategrasso che arricchisce il suo bagaglio personale di esperienze sia con lo studio sia con l’esecuzione in coro e da solista di canti popolari.
    Comincia a farsi conoscere negli ambienti milanesi grazie ai propri testi che in principio sono parodie di brani famosi ma che in seguito diventano personalissimi , introspettivi ed emozionanti, raccontando storie di vita quotidiana.
    Tra i primi lavori inediti ci sono inni per squadre di calcio e rielaborazioni di brani di pubblico dominio come, ad esempio, l’applicazione di un testo alla famosissima melodia del “Silenzio”.
    L’incontro con il compositore Antonello Pitzianti è una vera e propria svolta artistica e adotta Davide Mugo come nome d’arte .
    Sulle Scale è il suo primo singolo pubblicato dalla Ghiro Records.

    https://www.instagram.com/davide_mugo/
    https://m.facebook.com/DavideMugo1978/
    https://youtube.com/user/dmugo1978

  • Parti per le vacanze senza pensieri: collega l’impianto d’allarme alla centrale operativa

    Facili da installare e da collegare alla Centrale Operativa, i sistemi di allarme CIVIS proteggono l’abitazione 24/7

    Milano, aprile 2022 – La paura che ladri professionisti e abili rapinatori possano entrare negli appartamenti e svaligiare la casa, rubando oggetti di valore, gioielli, contanti e ricordi preziosi, è purtroppo sempre più frequente. Per questo motivo moltissime persone si sentono costrette a rinunciare a un weekend fuori porta o a una vacanza, in modo da non lasciare la propria abitazione incustodita. Ma niente paura, CIVIS – azienda leader nel settore della vigilanza e della videosorveglianza – offre la soluzione ideale: i sistemi di allarme, che si collegano direttamente alla Centrale Operativa monitorata costantemente dalle Guardie Giurate CIVIS. In questo modo, è possibile sentirsi più liberi di lasciare temporaneamente la propria casa in totale tranquillità, sapendo di affidarla in buone mani. 

    Come funzionano questi allarmi? I sistemi antintrusione sono davvero molto semplici da utilizzare e assolutamente affidabili: 

    • vengono installati sulla base di un’analisi del rischio che i tecnici di CIVIS eseguono in seguito a un sopralluogo nell’abitazione;
    • permettono di collegarsi sia in modalità wireless che con protocolli Voip con le Centrali Operative di CIVIS, che monitorano l’abitazione 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, intervenendo immediatamente in caso di sospetta intrusione e allertando le Forze dell’Ordine;
    • in caso di impianto wifi non sono necessarie opere murarie.

    Hai già un allarme installato nella tua abitazione? In questo caso, possiamo intervenire collegandolo alla nostra Centrale Operativa per garantirne la massima efficienza. 

    I vantaggi

    Spesso accade che i ladri impegnati a svaligiare un’abitazione sentano suonare l’allarme ma non se ne preoccupino, poiché consapevoli che esso non è collegato ad alcuna centrale e dunque non c’è il rischio che possa arrivare la polizia e sorprenderli in flagrante.

    Con i nostri impianti di allarme, questo non sarà più possibile, perché la centrale operativa a cui il sistema è collegato segnalerà immediatamente l’allerta: quando scatterà l’allarme, le pattuglie di CIVIS si recheranno immediatamente sul posto, secondo le procedure concordate con il cliente. In più, se è evidente che i ladri stanno commettendo un furto, verranno subito allertate le Forze dell’Ordine.

    Un ulteriore vantaggio è anche la riduzione dei falsi allarmi, poiché la centrale operativa sarà in grado di riconoscere un reale pericolo da un allarme che scatta per errore, tramite le telecamere che vengono costantemente monitorate dal personale specializzato.

    Il collegamento dei dispositivi antifurto alla centrale operativa è dunque la scelta più sicura, che ti permetterà di partire senza pensieri: attiva il sistema di allarme CIVIS e goditi le vacanze di Pasqua in totale tranquillità. Le nostre Centrali Operative non vanno mai in vacanza!

     

    CIVIS

    Via Piero della Francesca, 45
    20154 – Milano
    +39.02.3180731
    [email protected]

  • LOGISTICA 4.0, NUOVO SORTER PER L’HEADQUARTER DI BRACCHI

    Raddoppiata la capacità di lavorazione sui container grazie all’ultima tecnologia nelle procedure automatizzate. Le altre innovazioni del colosso della logistica bergamasco: il sistema di pallet shuttle di Bassano ed il sistema automatico rilevazione peso e misure per la gestione pallet di Oppeano. L’amministratore delegato, Umberto Ferretti: “Garantiremo spedizioni sempre più rapide e una gestione dei colli ancora più precisa”

     

    Un innovativo sorter logistico a Fara Gera d’Adda, nel cuore dell’headquarter nel Bergamasco, con la nascita di una nuova porzione automatizzata di magazzino per lo smistamento delle merci. Ma anche il sistema pallet shuttle di Bassano del Grappa, nel Vicentino e la novità dei controlli fotografici sui pallet ad Oppeano, nel Veronese. 

     

    Il Gruppo Bracchi (158 milioni di vendite nel corso del 2021, 600 dipendenti tra le sedi italiane e quelle di Germania, Polonia e Slovacchia) accelera nel percorso di innovazione tecnologica e punta sulla logistica 4.0 in questo momento chiave per il mondo dei trasporti, alle prese con i temi dell’aumento globale dei prezzi delle materie prime e della manodopera. 

     

    La scelta strategica più importante è stata quella di investire in un nuovissimo sorter logistico nei magazzini bergamaschi. È stato installato un sistema di smistamento di colli che, grazie a rulliere motorizzate, cinghie a sollevamento pneumatico e nastri trasportatori bidirezionali con tappeti lisci: rappresenta la migliore tecnologia ad oggi esistente sul mercato per chi si occupa di logistica. Il ruolo di questo macchinario è quello di alleggerire il lavoro umano nelle fasi di scarico dei container quando si è di fronte a colli sfusi, che vengono aperti sulla rulliera per lavorarne il contenuto di dettaglio e successivamente per essere riuniti in pallet mono-referenza pronti per la messa a stock. Operazioni che prima venivano svolte a mano e che ora vengono realizzate direttamente dal sorter, capace di identificare ogni singola scatola associata ad un codice e darne il “disco verde” anche sul contenuto. A regime, il macchinario è capace di lavorare più di 500 colli all’ora. Se prima per scaricare un container erano necessarie quattro ore, adesso, nello stesso tempo, se ne gestiranno almeno due, con la certezza di aver cancellato ogni errore umano nell’iter. 

     

    L’amministratore delegato di Bracchi, Umberto Ferretti, commenta così l’investimento. “La tecnologia permette alle operazioni logistiche di essere sempre più precise e veloci, ma anche di aumentare la sicurezza degli operatori”, dice. “Con queste innovazioni siamo sicuri di aver intrapreso una strada che porterà a miglioramenti nel nostro servizio: automatizzando procedure che altrimenti sarebbero a rischio di errore umano garantiremo performance sempre migliori”.

     

    La novità arriva in un gruppo che poteva già vantare nella sede di Bassano del Grappa (nel Vicentino) di un sistema di pallet shuttle all’avanguardia per la gestione della logistica food & beverage. Qui è stato infatti realizzato un blocco di scaffalature a stoccaggio intensivo di 840 metri quadri, per una capacità di oltre 3.000 posti pallet. Un sistema che richiede un intervento minimo da parte degli operatori dal momento che è proprio la navetta automatica a eseguire i movimenti all’interno dei canali delle scaffalature, guidata via wi fi e tablet.

    Da evidenziare infine anche la tecnologia presente nei magazzini di Oppeano, nel Veronese, dedicati al mondo del fashion e dell’arredo, dove i pallet in uscita sono controllati da speciali telecamere che rilevano la dimensione dei colli e la confrontano con pesi e misure dichiarati. Così, si ha la certezza che i dati prima del caricamento siano assolutamente corretti e certificati.

     

     

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

    LA STORIA DI BRACCHI. Bracchi viene fondata nel 1928 come azienda di trasporto locale. Negli anni ha ampliato la sua presenza affermandosi come realtà di rilievo prima a livello nazionale e poi, con l’ampliamento del proprio network logistico e i primi investimenti nel trasporto marittimo e aereo, in Europa e nel mondo. L’espansione della propria flotta mezzi ed i progetti di logistica integrata e in outsourcing hanno permesso all’azienda di imporsi in settori di nicchia altamente strategici, in cui è leader europeo da oltre 40 anni. All’headquarter di Fara Gera d’Adda (in provincia di Bergamo), dove vengono coordinate tutte le operazioni a livello nazionale ed europeo, si sono presto aggiunte le filiali estere di Bracchi con sede a Lublin in Polonia, Levice e Kostolné Kračany in Slovacchia, dedicati alla logistica e alla distribuzione di ascensori e consumer goods nell’Est Europa, e di Ettenheim in Germania: un polo logistico di 44.000 metri quadri di superficie coperta, dotato delle tecnologie più avanzate e in una posizione strategica per la gestione del traffico europeo. Il 2018 segna un nuovo importante traguardo: l’acquisizione di Bas Group, realtà storica di Bassano del Grappa, nel Vicentino, formata da quattro aziende di trasporti e logistica specializzate nei più vari settori, dal food al beverage, dal fashion all’e-commerce che condividono con Bracchi un approccio orientato al cliente e una forte attitudine all’innovazione. Nel 2020 è la volta di Peterlini, azienda con sede in provincia di Parma specializzata nel trasporto tecnico eccezionale fino a 100 tonnellate. Grazie a queste acquisizioni Bracchi consolida la sua leadership ampliando la propria offerta a nuovi business strategici e aree geografiche, operando nei settori industriale, agricolo, ascensoristico, chimico e della cosmesi, fashion, food & beverage, e-commerce, retail & Gdo. Oggi Bracchi lavora su dodici poli logistici e sette filiali regionali per un totale di 300.000 metri quadri di magazzini complessivi, gli occupati sono circa 600 presenti nei diversi stabilimenti. Nel 2021 il gruppo ha chiuso con vendite a 158 milioni di euro, in crescita sui 142 milioni del 2020. 

  • Se le Riunioni Periodiche della Sicurezza non servono a niente, che fare?

    E’ importante che il RLS giunga preparato alla riunione annuale predisponendo una lista dei punti da discutere (sembra impossibile che non li abbia, ad esempio: chiarimenti, approfondimenti e aggiornamenti del documento di valutazione dei rischi; attuazione del programma degli interventi di prevenzione; programmi e corsi di informazione ed addestramento per i lavoratori; relazione sanitaria sullo stato di salute complessivo dei lavoratori fino alla segnalazione di specifici problemi di sicurezza rilevati in azienda). (altro…)

  • ON-OFF di OMBG. Il comfort termostatico in un pulsante

    Basta un semplice gesto per beneficiare della miscelazione termostatica.

    Gestire il flusso dell’acqua è naturale e rilassante, proprio come abbandonarsi a una doccia rigenerante alla giusta temperatura. OMBG srl conferma la sua eccellenza nel settore della miscelazione termostatica dotando i suoi dispositivi del meccanismo On-Off, soluzione volta a ottimizzare funzionalità e comfort a tutto vantaggio dell’utente finale.

    Attraverso un semplice pulsante, realizzato in ottone, è possibile beneficiare con sicurezza e praticità dei vantaggi assicurati dai miscelatori termostatici OMBG. L’acqua stessa determina il buon funzionamento di un meccanismo agile ed intuitivo: si apre e si chiude, la sua portata è predefinita, quindi non è possibile, e nemmeno necessario, regolarla. A riprova dell’attenzione ad ogni dettaglio costruttivo, inoltre, il bottone che aziona il flusso è una cartuccia facilmente sostituibile e caratterizzata da un doppio sistema di pulizia anticalcare che si attiva ogni volta venga azionata.

    La gamma On-Off è disponibile per molteplici modelli di miscelatori termostatici a incasso per doccia e vasca ed è abbinata a O-Box, la scatola di fissaggio che agevola l’installazione e l’eventuale manutenzione del prodotto.

    www.ombg.net

     

  • Ambiente, diritti umani e futuro: nasce “La Svolta”, iniziativa editoriale di Pietro Colucci

    Pietro Colucci: l’iniziativa cross-mediale “La Svolta” per promuovere uno sviluppo che unisca crescita economica e sostenibilità ambientale, tutela dei diritti e innovazione tecnologica.

    Pietro Colucci

    Pietro Colucci presenta “La Svolta”: i dettagli del progetto

    Incentrata sul fattore della cross-medialità, “La Svolta” si propone come quotidiano di informazione online, periodico di approfondimento cartaceo e community attiva sui social media. L’iniziativa nasce da un’idea dell’imprenditore Pietro Colucci, Direttore Editoriale della testata, insieme alla Direttrice Cristina Sivieri Tagliabue e a Roberto Coizet, fondatore di Edizioni Ambiente, casa editrice specializzata nella cultura della sostenibilità. L’obiettivo è ricondurre l’attenzione sull’importanza di uno sviluppo “che sappia coniugare crescita economica e sostenibilità ambientale, in un quadro di tutela dei diritti e di futuro industriale ispirato all’innovazione tecnologica”, ha commentato Pietro Colucci in merito. Informazione e formazione accompagnate da una grande interazione con i lettori, in un progetto che si focalizza su questioni di primaria rilevanza come l’ambiente, i diritti umani e le prospettive sul futuro: temi trattati con un’attenzione particolare verso l’innovazione, il mondo dei giovani e le trasformazioni socio-economiche odierne.

    Informazione e formazione per la transizione ecologica: le parole di Pietro Colucci

    “Credo fermamente che l’attuale transizione ecologica possa realizzarsi solo se accompagnata da un’adeguata informazione e formazione”, ha aggiunto Pietro Colucci presentando la testata giornalistica. Sono questi, pertanto, i significati alla base de “La Svolta”: “Abbiamo condiviso e sostenuto, assieme a Cristina Tagliabue e Roberto Coizet, la nuova iniziativa de ‘La Svolta’ per continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica ed il mondo delle Imprese”. “La Svolta”, Società Benefit, è partecipata da Sostenya, azionista di controllo del Gruppo Innovatec, che opera nel settore della sostenibilità e della clean technology. Al Gruppo fa capo inoltre Edizioni Ambiente, storica casa editrice impegnata sui temi connessi alla sostenibilità ambientale. La promozione del progetto è iniziata a febbraio a Milano: come evidenziato da Pietro Colucci, per il lancio sono stati realizzati 10 tram personalizzati.

  • Massimo Malvestio: l’intervista di “Focus Risparmio”

    Praude Asset Management Ltd, una storia di passione per la performance: l’intervista di “Focus Risparmio” all’avvocato Massimo Malvestio, fondatore e Presidente del Comitato per gli Investimenti.

    Massimo Malvestio

    Hermes Linder, l’avvocato Massimo Malvestio: dal lancio una performance superiore al 600%

    Finanza e avvocatura si sono intrecciate per oltre 30 anni nel percorso professionale di Massimo Malvestio, oggi alla guida di Praude Asset Management Ltd, società di gestione patrimoniale che ha fondato nel 2009 a Malta. “Sono stato un grande amico di Mario Zarattini e ancora prima che si trasferisse a Lugano e fondasse la sua banca molti erano i progetti nel campo finanziario di cui abbiamo discusso insieme”, ricorda in un’intervista a “Focus Risparmio” dello scorso novembre: “Poi decisi di prendere un’altra strada e l’attività di avvocato mi ha impegnato a tempo pieno, non abbastanza però da farmi perdere una passione che nel tempo, dati i risultati, ha dovuto quasi obbligatoriamente trovare una forma più compiuta”. In qualità di Presidente del Comitato per gli investimenti di Praude Asset Management Ltd Massimo Malvestio ha coordinato il lancio di Hermes Linder, fondo che nel 2017 ha vinto il prestigioso Thomson Reuters Lipper Award nella categoria European Small Cap: “È nato dalle pressioni della mia cerchia di amici che con notevole insistenza mi chiedevano consigli. Nel tempo è cresciuto fino ad avere la forma e la dimensione di oggi. Abbiamo un track record di strategia che parte nel 2004 con una performance dal lancio superiore al 600% e con un rendimento composto dell’11,85%. Il 2021 si sta rivelando uno dei migliori anni di sempre. A fine ottobre il fondo segna +33,76% da inizio anno. Il fondo è gestito da Praude, che conta su tre collaboratori full time basati a Malta, società in cui metto soprattutto a disposizione l’esperienza accumulata negli anni e ricopro il ruolo di Presidente del comitato investimenti”.

    Massimo Malvestio: quello che a noi interessa è fare una buona gestione

    Massimo Malvestio nell’intervista definisce Hermes Linder “un fondo super-value, small-cap long only che fa dell’arbitraggio legale e della profonda conoscenza dell’ambiente economico, finanziario e regolamentare in cui si muove il suo punto di forza”. Non ha nessun benchmark e “investe prevalentemente in Italia e Germania entrambe sopra il 20%”. Non solo: “Ha posizioni significative anche in altri Paesi europei come Olanda, Austria, Svizzera e Irlanda. I titoli principali sono tenuti in portafoglio per un tempo medio maggiore rispetto alla media degli UCITS”. La “spiccata” filosofia value investing, aggiunge l’avvocato, lo rende “un fondo che può legittimamente essere definito “old economy” in cui i settori energia, trasporti, costruzioni, industria e finanza sono molto rappresentati, ma questa non è una scelta ideologica”. Hermes Linder infatti si fonda sostanzialmente sullo studio congiunto dei dati finanziari, dei piani industriali e del contesto normativo a cui è esposta l’azienda: “Questo determina le azioni del team di gestione, e non il settore di appartenenza. L’arbitraggio legale è un altro punto cardine, in quanto permette operazioni opportunistiche che negli anni hanno garantito il successo della performance”. Infine Massimo Malvestio evidenzia come il fondo sia cresciuto per masse ma anche attraverso il passaparola: “Quello che a noi interessa è fare una buona gestione. Il primo e più importante sottoscrittore del fondo Hermes Linder sono io stesso”.

  • Quanti sono i casi di malasanità in Italia? La risposta dello Studio Legale Scaramuzzo

    Nonostante l’evoluzione delle linee guida e i protocolli divenuti via via più stringenti, la percentuale dei casi di malasanità registrati in Italia e nel mondo è mediamente piuttosto alta: gli esperti dello Studio Legale Scaramuzzo fanno il punto della situazione. 

    Milano, aprile 2022 Nei Paesi membri dell’Unione Europea l’incidenza dei casi di malasanità registrati dall’OMS oscilla tra l’8 e il 12% dei ricoveri. Non si dispone di dati certi relativi alla sola Italia, anche se diverse indagini segnalerebbero come superata la soglia dei 300.000 casi all’anno, distribuiti lungo tutta la Penisola con una concentrazione maggiore nelle aree più carenti di strutture e personale sanitario. 

    Gli esperti dello Studio Legale Scaramuzzo si occupano dal 1999 di sostenere i cittadini vittime di casi di malasanità. Riceve nelle sedi di Milano, Napoli e Roma e si rende disponibile a raggiungere su tutto il territorio nazionale i clienti impossibilitati a spostarsi. Infatti, se circa il 45% del totale dei casi di malasanità si registra nelle regioni del Sud, il 23% avviene nelle regioni del Centro e il restante 32% nelle regioni del Nord.

    Per ciò che riguarda, più nello specifico, le motivazioni alla base di questi numeri, troviamo al primo posto errori nel corso di interventi chirurgici – circa il 39% dei casi totali – seguiti da diagnosi errate, errate terapie ed errate gestioni dei parti. Piuttosto allarmante anche il numero di casi di infezioni ospedaliere, 530.000 al giorno secondo le stime disponibili, pari al 6% del totale dei ricoveri. Un dato da non sottovalutare poiché conduce a circa 6.000 decessi all’anno, oltre ad allungare i tempi di degenza, ampliarne i costi e favorire danni e disabilità permanenti altrimenti evitabili. 

    Il tasso di mortalità in Italia riconducibile alla malasanità è nel complesso inferiore alla media europea, pur rimanendo su numeri molto elevati. Si calcolano infatti 42.000 decessi all’anno imputabili a mancanze ed errori all’interno del sistema sanitario. Le origini del problema sono principalmente da ricondurre a carenze strutturali, mancanza di posti letto e personale sanitario in numero insufficiente a garantire turni adeguati, con ricadute inevitabili, causa eccessiva stanchezza e stress, sulle prestazioni e l’attenzione necessaria a evitare errori.

  • Toosh: la boutique milanese del cashmere

    Toosh, realtà italiana specializzata nella produzione e vendita di prodotti in tessuti pregiati, propone sciarpe e stole di alta qualità in puro cashmere, misto cashmere/seta, vicuña e altri filati nobili realizzate attraverso l’impiego di metodi di produzione innovativi e brevettati. 

    Milano, aprile 2022 Toosh, raffinato ed elegante showroom nel cuore di Milano, si distingue nell’ambito della moda di lusso per la realizzazione di sciarpe e stole in cashmere, seta e altri filati nobili e dal gusto ricercato, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e all’impiego di tecniche di produzione tessile all’avanguardia e brevettate

    Questa realtà italiana, la cui sede produttiva si trova invece a Parè (CO), nasce da una lunga esperienza nella lavorazione di fibre nobili come il cashmere, la seta e la vigogna. L’obiettivo è quello di proporre ai propri clienti dei prodotti di altissima qualità e curati nei minimi dettagli, originali e di buon gusto: dei piccoli gioielli in cashmere da portare al collo, con cui dare un twist al proprio outfit, impreziosendolo in una semplice mossa! 

    Tante colorazioni e fantasie tra cui scegliere, ma anche molte trame da abbinare ai look nelle più svariate occasioni e in tutte le stagioni: twill, garza, voile, diamantina, tartan e masai sono quelle tra cui optare sulla base dei propri gusti ed esigenze. Oltre ai disegni e alle tonalità presenti sul sito è possibile richiedere la personalizzazione su misura delle stole, facendo domanda per una fantasia specifica o una precisa nuance (comunicando il codice Pantone o portando direttamente in showroom il capo che si desidera abbinare alla sciarpa così da trovare la sfumatura più indicata). Se non sapete quali sono i colori che vi donano maggiormente, potrete avvalervi della consulenza dei professionisti di Toosh per individuare le colorazioni che fanno parte della vostra palette in base ai principi dell’armocromia!

    Le sciarpe di Toosh vengono prodotte seguendo un metodo di lavorazione brevettato, lo stesso che consente la realizzazione di uno dei prodotti di punta del brand: l’Eco-shahtoosh®, la versione sostenibile e moderna dell’antica stola indiana shahtoosh, oggi illegale a causa dei metodi cruenti con cui la lana shahtoosh veniva ricavata dalle capre Chiru. Questa tecnica di produzione, in grado di replicare fedelmente le caratteristiche dello shahtoosh, consente di lavorare a livello industriale anche le fibre più delicate di cashmere extrafine; il risultato è un filato pregiato ma allo stesso tempo resistente e durevole nel tempo. Altro fiore all’occhiello della produzione Toosh sono le sciarpe in vicuña: realizzate con un filato estremamente pregiato e raffinato, in grado di conferire eccezionale morbidezza e leggerezza, rappresentano sicuramente una rarità che il brand può vantare di offrire ad un pubblico di classe. 

    Le sciarpe Toosh vengono create nel totale rispetto dell’ambiente, non solo evitando l’inutile spreco di materiale, ma utilizzando anche esclusivamente materie prime naturali e sostenibili, così come scongiurando la presenza di sostanze nocive e tossiche. Il brand segue infatti la filosofia della Slow fashion, una moda che evita gli sprechi e si impegna a proporre solo prodotti realizzati con materiali di qualità, seguendo metodi produttivi che tutelano l’ambiente e la manodopera. 

    Cosa aspetti? Dai un’occhiata allo shop www.toosh.it o visita lo showroom in via Vivaio 4 a Milano!

  • Arteriopatia, donato al Centro Antidiabetico di Cava de’ Tirreni dispositivo di ultima generazione

    Quando i cittadini raccolgono le forze e le energie in favore del prossimo nulla è impossibile. Attraverso una raccolta di beneficenza è stato possibile donare al Centro Antidiabetico cavese un importante dispositivo computerizzato per la prevenzione del diabete. La dimostrazione del dispositivo è avvenuta il 7 aprile presso la struttura del II livello di Diabetologia, Distretto 63 Cava de’ Tirreni – Costa d’Amalfi ospitata presso l’ospedale cittadino.

    La consegna, avvenuta già lo scorso mese, è stata celebrata il 7 aprile con una dimostrazione da parte dell’equipe medico, che si è riunito per dare prova di questa importante donazione. Protagonisti dell’evento l’associazione “Exedra – Justhelp.It” rappresentata dalla coordinatrice Annalisa Milione, la cooperativa sociale “Cava Felix” presieduta da Emiliano Sergio, l’associazione “#SeidiCavaSe” rappresentata da Maria Silvestri. Presenti anche il primario del Reparto di Endocrinologia e Diabetologia, la dottoressa Raffaella Fresa e la dottoressa Mariana Di Filippi, responsabile dell’Ambulatorio Piede Diabetico.

    “La missione dell’associazione Exedra è quella di supportare Enti ed organizzazioni con ogni mezzo possibile. – ha detto Annalisa Milione – Ogni piccolo contributo è importante e se ognuno dà il proprio supporto si possono realizzare grandi progetti ogni giorno. Ringrazio tutti i membri dell’associazione per il contributo che offrono ogni giorno per la nostra città e per gli Enti del territorio”. I fondi sono stati raccolti nel corso di una cena di beneficenza intitolata “FelixMas” che si è tenuta il 22 dicembre dello scorso anno. In quell’occasione si è riusciti a raccogliere 1000 euro con cui è stato acquistato il dispositivo per la prevenzione del piede diabetico.

    “La nostra è una struttura di II livello – ha affermato la dottoressa Fresa – che attua una prevenzione su varie complicanze del diabete. Oltre all’Ambulatorio del Piede Diabetico applichiamo anche uno screening su larga scala. Abbiamo un percorso anche dedicato alle donne. Siamo inoltre i referenti per la Rete Diabetologica Pediatrica delle due Università di Napoli. Si tratta di servizi che mettiamo a disposizione non solo dei cittadini di Cava ma di tutta l’Asl di Salerno. Afferiscono al nostro Centro circa 700 persone possono quindi avvalersi di moltissime competenze specifiche”. “L’arteriopatia periferica è una complicanza del diabete. – ha detto la dottoressa Di Filippi – Il misuratore automatico permette di ridurre di molto i tempi di calcolo: non richiede personale addestrato e può essere usato su larga scala su moltissimi pazienti. Possiamo applicare insomma in modo diffuso e universale lo screening sull’arteriopatia dei pazienti afferenti al Centro”.

    “Siamo felici di aver fatto anche stavolta qualcosa di bello e di utile per il territorio. – ha spiegato Emiliano Sergio di Cava Felix – Per noi è fondamentale fare rete per aiutare chi ha più bisogno e lanciare un ottimo messaggio ai giovani, nostri coetanei”.

  • Mutui: in Sicilia scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Sicilia è scesa a poco più di 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, quasi 42 anni. La prima casa, invece, i siciliani la comprano, in media, a 36 anni; erano 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 9.000 richieste di mutuo raccolte in Sicilia* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 48% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 30%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari siciliani hanno cercato di ottenere, in media, 114.572 euro, valore in linea con quanto richiesto lo scorso anno, mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 155.128 euro (-8%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 79% (era il 72% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 22 a 24 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Enna, dove l’importo medio richiesto è salito del 9,4%, arrivando a 103.334 euro, seguita da Trapani (+4,4%, 111.484 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria siciliana si posizionano Palermo (+2,1%, 123.776 euro), Messina (+1,7%, 109.251 euro), Agrigento (+1,2%, 96.129 euro) e Ragusa dove la cifra media è in linea con quanto richiesto lo scorso anno (+0,2%, 106.099 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Siracusa, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022, pari a 108.422 euro, è diminuito dell’1%, quella di Catania (-5%, 117.018 euro) e quella di Caltanisetta, che ha registrato un -10,4% rispetto al 2021 (88.243 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Sicilia anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 71% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 14 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, poco più di 36 anni, e ha chiesto 117.620 euro da restituire in 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 9.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Sicilia nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Municipia S.p.A., Gruppo Engineering: sicurezza stradale, l’apporto della società

    Il valore delle nuove tecnologie per la sicurezza stradale nei progetti di Municipia S.p.A., partner per la trasformazione digitale dei Comuni di ogni dimensione.

    Municipia S.p.A.

    Municipia S.p.A.: sicurezza stradale, le nuove tecnologie a servizio del territorio

    La società del Gruppo Engineering lo sperimenta quotidianamente al fianco di Comuni di ogni dimensione: le nuove tecnologie possono giocare un ruolo fondamentale per la sicurezza stradale. Municipia S.p.A. progetta e sviluppa tecnologie hardware, software e IoT per aiutare a realizzare progetti di Smart Mobility, Smart Parking e City Logistics per una gestione più efficace dei processi di business (BSS) e operativi (OSS) della mobilità. Ripianificare i sistemi di mobilità in modo razionale, efficiente e sostenibile nel contesto profondamente dinamico in cui si sviluppa oggi è infatti uno dei compiti a cui la Pubblica Amministrazione locale è chiamata a rispondere con efficacia e rapidità. Le soluzioni proposte da Municipia S.p.A. ottimizzano l’accesso ai servizi, la sicurezza stradale e l’impatto ambientale della mobilità urbana attraverso l’evoluzione organica dei processi, delle infrastrutture e dei servizi tecnologici di gestione e controllo. Nell’ambito della sicurezza stradale, in particolare, le nuove tecnologie possono contribuire al monitoraggio e alla prevenzione permettendo di ridurre ulteriormente il rischio di incidenti stradali, tutelare pedoni e ciclisti e limitare l’impatto della mobilità sull’ambiente circostante.

    Municipia S.p.A.: agire sulla sicurezza stradale vuol dire investire sulla tutela dei cittadini

    L’impegno di Municipia S.p.A. sul fronte della sicurezza stradale emerge in particolare nel Progetto Sicurezza Milano Metropolitana: lanciato nel 2020 dalla Città Metropolitana di Milano, si distingue per essere uno dei progetti integrati di Smart City più imponenti d’Europa per la riduzione dell’incidentalità, a tutela di pedoni e ciclisti e non solo. Tra gli obiettivi principali rientrano anche la tutela del territorio, la cura dell’ambiente e il contrasto a reati come l’abbandono dei rifiuti. Il progetto prevede un piano pluriennale di interventi e attività realizzati da Municipia S.p.A. e Safety21 a partire da soluzioni basate sulle più avanzate tecnologie digitali. Telecamere smart attive 24h/7 installate in maniera capillare su strade e zone a maggior traffico cittadino, illuminazione a led per i passaggi pedonali, innovativi sistemi di controllo per i limiti di velocità: strumenti IoT gestiti da una piattaforma capace di eseguire una "analisi intelligente della scena". E a un anno dall’avvio, i dati dell’analisi condotta dalla Polizia Metropolitana restituiscono i benefici che ne sono derivati: basti pensare che, sui tratti stradali interessati dal Progetto, l’80% dei cittadini che ha commesso un’infrazione oggi è molto più incline a rispettare i limiti. "Agire sul tema della sicurezza stradale, con le implicazioni anche sociali che ha sull’intera comunità, vuol dire investire in maniera decisa sulla tutela dei cittadini", ha sottolineato in merito il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani esprimendo la vision della società.

  • La storia di Gruppo Riva tra crescita, investimenti ed espansione internazionale

    Gruppo Riva: dal 1954 a oggi il percorso del primo produttore siderurgico italiano è stato caratterizzato da importanti traguardi. La storia, la crescita internazionale e le privatizzazioni estere.

    Gruppo Riva

    La nascita di Gruppo Riva

    Nato nel 1954 dall’iniziativa di Emilio Riva, pioniere della siderurgia in Italia nel dopoguerra, Gruppo Riva è oggi il primo produttore siderurgico italiano e tra i principali gruppi europei nel settore dell’acciaio. È specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi con acciaierie ad arco elettriche e in oltre 60 anni di attività ha attuato strategie di espansione raggiungendo i più importanti Paesi europei. Oggi il Gruppo conta sull’operato di oltre 5.000 dipendenti e su 21 siti produttivi dislocati tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada: a livello europeo mantiene più del 10% della quota di mercato nei prodotti “lunghi”. Da sempre elevati standard produttivi e una strategia costante di crescita e di investimenti guidano la filosofia aziendale. Ogni anno Gruppo Riva realizza infatti un significativo programma di investimenti finalizzato a migliorare e sviluppare gli aspetti qualitativi della produzione, dei prodotti e dei processi, delle condizioni di sicurezza negli stabilimenti e della compatibilità ambientale.

    Gruppo Riva: la crescita internazionale

    È negli anni ’70 che Gruppo Riva, nonostante la crisi petrolifera mondiale e la conseguente battuta d’arresto della siderurgia europea, effettua i primi importanti investimenti a livello internazionale. Inizialmente acquisisce una quota di minoranza, e successivamente il pieno controllo, della Siderúrgica Sevillana in Spagna; nel 1974 costituisce in Canada, a Montreal, la Associated Steel Industries (ASI); mentre quattro anni più tardi diventa il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina. Nel 1988 avviene la privatizzazione, con l’acquisto di una quota di maggioranza, dell’ALPA (Aciéries et Laminoirs de Paris), società con un impianto di produzione in Francia, a Gargenville. L’anno successivo la produzione d’acciaio raggiunge così 3,2 milioni di tonnellate (di cui 2,1 milioni in Italia e 1,1 milioni in Spagna e Francia) e la produzione di laminati arriva a coprire circa il 10% della produzione di tondo per cemento armato dell’intera Comunità europea. Tocca poi a Belgio e Germania: Gruppo Riva rileva il laminatoio belga n.3 di Charleroi, dotato di una capacità produttiva di 750mila tonnellate l’anno, mentre a Berlino acquisisce gli impianti Brandenburger Elektrostahlwerke e Hennigsdorfer Elektrostahlwerke.

  • Euphemia moltiplica le occasioni di incontro con gli agenti di viaggio

    Ancona, Milano e Roma, parte da queste tre tappe il tour di Euphemia per incontrare gli agenti di viaggio della Penisola e presentare il proprio modello di business che garantisce, oltre a flessibilità e azzeramento dei costi fissi, anche vantaggi esclusivi: supporto back-office qualificato, possibilità di selezionare in completa autonomia i fornitori e disponibilità di locali fisici nei quali incontrare i clienti.

    Le parole di Ezio Barroero, Presidente Lab Travel Group

    Ezio Barroero, Presidente Lab Travel Group, dichiara: “Oggi gli agenti di viaggio stanno attraversando un momento delicato, stretti tra la spinta delle OLTA verso il consumatore e le politiche commerciali di alcuni tour operator che riducono le commissioni e guardano a loro volta alla vendita diretta. Noi continuiamo fermamente a credere nel loro ruolo: sono gli unici garanti della qualità e della sicurezza del prodotto per il cliente finale e gli unici in grado di fare la differenza rispetto all’omologazione industriale verso cui si sta orientando il mercato. Per questo tendiamo loro la mano proponendo un modello di business che li mette finalmente al centro e permette loro di occuparsi a tempo pieno di quello che sanno fare meglio: coltivare le relazioni con i clienti, organizzare e vendere viaggi”.

    A chi si rivolge Euphemia

    Marchio di Lab Travel Group, Euphemia si rivolge esclusivamente ad agenti di viaggio con esperienza pluriennale e con un pacchetto di clienti consolidato. In cambio offre la garanzia di massima libertà operativa, riponendo totale e incondizionata fiducia nell’attività del Personal Voyager. Quest’ultimo, oltre a non subire alcun tipo di ingerenza nel suo lavoro, può contare su un team di professionisti pronti a supportarlo in tutte le attività collaterali: rapporti commerciali con i fornitori, amministrazione, aspetti legali, assicurazioni, tecnologia e marketing. L’altra grande differenza è la presenza delle filiali sul territorio, che spesso sono ricavate all’interno degli stessi locali nei quali l’agente operava prima di entrare a far parte di Euphemia.

    Dalla parte dell’agente

    “Tutto il fatturato di Lab Travel Group dipende esclusivamente dalle vendite dei Personal Voyager – conclude Barroero – quindi per noi è fondamentale supportarli ed agevolarli. In questi due anni i nostri agenti hanno dimostrato grande resilienza, sviluppando nuovi prodotti e cogliendo tutte le opportunità possibili per soddisfare la domanda di viaggi dei loro clienti. Essere dalla parte dell’agente significa prima di tutto essere al servizio del suo ruolo di consulente: un’attività che passa dalla contrattualizzazione dei fornitori, senza alcuna imposizione di soluzioni standardizzate, preferenziali o alternative. É certamente difficile, ma è l’unico modo per crescere e i numeri ci stanno dando ragione”.

  • al parco faunistico le cornelle una dolce sorpresa pasquale

    Dopo i due cuccioli di Canguro rosso e Wallaby, il Parco dà il benvenuto a una piccola antilope Bongo (Tragelaphus eurycerus isaaci). Le cure del personale e gli spazi studiati ad hoc per ciascuna specie hanno portato alla nascita di numerosi piccoli nell’ultimo anno.

    Un’altra sorpresa inaspettata al parco Le Cornelle per celebrare insieme l’arrivo della Pasqua. Insieme al coniglietto pasquale, al cioccolato e a tanta allegria, una piccola di antilope Bongo ha fatto capolino a metà della scorsa settimana ma è già pronta a dare il proprio personale benvenuto a tutti i visitatori del parco, che siano essi grandi o piccini. La piccola antilope, infatti, è venuta al mondo con tutto l’entusiasmo che caratterizza la nascita di una specie così rara.

    La piccola di bongo è parte di un gruppo ristretto di esemplari, composto da mamma Maliki, papà Curry e dalla sorella Olimpia. La piccola e la sorellina, nata l’anno scorso, si sono già incontrate e durante il giorno condividono l’exibit insieme alla madre. Per incontrare suo padre la piccola dovrà aspettare ancora qualche settimana. La giovane antilope alla nascita pesava 10 kg ma purtroppo, subito dopo il parto ha mostrato difficoltà ad alzarsi in piedi. In questa specie i piccoli si devono alzare pochi minuti dopo il parto per poter prender subito il colostro (il primo latte), al fine di assumere gli anticorpi dalla madre, se ciò non accade i piccoli rischiano di morire.  I veterinari del parco si sono subito accorti delle difficolta della piccola e in breve tempo sono intervenuti separando momentaneamente la piccola dalla madre e applicando una speciale fasciatura alle zampe posteriori della neonata. Grazie a questo intervento la piccola è riuscita ad alzarsi e ad assumere correttamente il colostro. Due giorni dopo la nascita la fasciatura è stata rimossa e la piccola bongo ha mostrato immediatamente di reggersi sicura sugli arti. Un inizio in salita ma che grazie alla dedizione e alla competenza del personale del parco, ha avuto un lieto fine.

    I bongo sono rare antilopi tipiche delle foreste pluviali dell’Africa, gli esemplari in cattività sono inseriti in programmi EEP – European Endangered Species Programme, portato avanti dagli zoo europei con il fine di tutelare le specie a rischio estinzione. Questi mammiferi dalle lunghe corna e dal bellissimo manto striato – sono proprio queste loro caratteristiche ad attrarre i cacciatori – stanno progressivamente perdendo il loro habitat naturale a causa principalmente della deforestazione ad opera dell’uomo. L’impegno di Le Cornelle, insieme a diversi altri parchi faunistici, è quello di contribuire alla tutela di questi animali, arginandone ed evitandone l’estinzione.

    La piccola e le oltre 120 specie presenti al parco sono pronte ad accogliere i visitatori per trascorrere insieme momenti di allegria e spensieratezza durante le festività pasquali!

    ORARI E MODALITÀ INGRESSO MESE DI APRILE

    Il Parco Faunistico Le Cornelle è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00; per accedere al parco nei giorni 17-18-24-25 aprile e 1° maggio è obbligatorio acquistare il biglietto online.

    IL CONTEST SU FB

    Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome alla cucciola di bongo avrà la durata di 3 giorni (dal 17 aprile al 19 aprile 2022) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, infatti, potrà partecipare alla scelta del nome commentando il post dedicato con la proposta di nome. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento ai post. Per ogni post è possibile indicare solo un nome. Nel caso in cui più fan proponessero il nome che sarà poi scelto dallo staff del Parco per la cucciola, vincerà il contest colui che lo ha postato per primo, farà fede la data e l’ora riportate nel post presente sulla pagina del parco.

  • AirCell di Pharmaflex è l’evoluzione del Memory Foam nei cuscini ortopedici e memory  

    Cos’è il Memory Foam

    Non lo sanno in molti, ma il memory foam come tecnologia è stato inventato dai ricercatori della NASA nel 1966 per essere impiegato nella costruzione dei sedili, per garantire ai piloti il massimo della comodità possibile durante i lunghi viaggi e addestramenti cui dovevano sottoporsi.

    Ben più note sono invece le proprietà di questo materiale, una schiuma poliuretanica che, grazie alla sua elasticità, è in grado di adattarsi alle forme di chi vi si appoggia, offendo un supporto personalizzato.

    Come spesso succede, dall’uso “spaziale” il memory foam è diventato un oggetto d’utilizzo comune, venendo utilizzato per selle, sedie, supporti medici, cuscini e materassi.

     

    I difetti del Memory Foam

    Vi sono però delle problematiche che il memory foam standard non è in grado di risolvere, particolarmente per l’uso nel sonno: sebbene siano capaci di tornare sempre alla forma iniziale, i cuscini memory possono metterci anche qualche secondo a effettuare questo “reset”, risultando quindi meno piacevoli; tendono inoltre a deformarsi con il tempo (tanto più presto quanto più sono economici). Infine, le versioni non traspiranti tendono ad accumulare calore e a racchiudere l’aria calda e l’umidità tra il cuscino e la pelle, con il risultato che spesso vengono dismessi in estate.

      

    AirCell di Pharmaflex

    Pharmaflex è un’azienda italiana specializzata nella realizzazione di Cuscini Ortopedici a densità variabile di ultima generazione, strutturati su 5 strati. Per la realizzazione dei suoi prodotti, classificati come dispositivi medici e rigorosamente Made in Italy, impiega una formula innovativa che ha chiamato “AirCell”, uno standard che ha richiesto 5 anni di ricerche e test di sviluppo.

     

    La struttura a 5 Strati

    Al loro interno, i cuscini ortopedici Pharmaflex alternano strategicamente strati di poliuretano di diverse densità, ognuno studiato per conseguire un beneficio preciso.

     

    1. Strato 1: AirCell, una formula a cellule aperte, completamente permeabile all’aria, di densità 45 kg/m3 (maggiore rispetto al memory foam comune da 30-40 kg/m3).
    2. Strato 2: Per la decontrazione muscolare.
    3. Strato 3: favorisce il distanziamento tra le vertebre C1 e C7, riducendo compressione e schiacciamento.
    4. Strato 4: ha funzione di ventilazione, per conservare la freschezza in estate e il calore d’inverno. Impedisce inoltre la formazione di muffe, acari e batteri.
    5. Strato 5: AirCell. Un ulteriore strato della speciale formula di Pharmaflex completa la struttura per massimizzare il comfort.

       

    Pharmaflex Cervical, Cuscino Cervicale

     

    Best Seller e prodotto di punta di Pharmaflex è “Cervical”, un Cuscino Ortopedico Cervicale con design di tipo “a doppia onda”, con due lati di altezza differente (11 e 13cm) atti ad accogliere il capo sia se si dorme a faccia in su che di lato. 

    Cervical, dopo aver ricevuto la certificazione ufficiale di Dispositivo Medico di Classe-1, è stato fatto testare a numerosi specialisti del settore, come fisioterapisti e ortopedici, che hanno confermato la sua indicazione per la risoluzione dei dolori cervicali (alcune delle recensioni si trovano su Youtube), che ha poi trovato riscontro nelle vendite e nelle recensioni dei clienti.

     

    Altri modelli di cuscini Pharmaflex

    La linea Pharmaflex comprende inoltre guanciali specifici contro i reflussi gastrici notturni e la plagiocefalia nei neonati, un cuscino per bambini e un cuscino “standard”, tutti prodotti al 100% in Italia.

     

    Federe in Fibra di Carbonio

    Anche la federa di questi cuscini rappresenta un’innovazione: realizzata fibra in carbonio anallergica, ha proprietà isolanti, antivirali e antibatteriche, ed è anche in grado di frenare l’inquinamento elettromagnetico, disperdendo le cariche elettrostatiche (mantenere gli elettronici lontani mentre si dorme rimane comunque un’idea saggia!)

      

    Vendere in rete un prodotto da “toccare con mano”

    Essendo al momento disponibili solo online, è difficile saggiare la particolare consistenza di questi innovativi cuscini. L’azienda, consapevole di quanto questo aspetto sia importante nella commercializzazione di un prodotto del genere, ovvia al problema proponendo una formula per provarlo con reso gratuito e ritiro a casa entro 30 giorni, oltre a una garanzia di 2 anni per garantire la massima tranquillità ai clienti.

     “Il sonno rappresenta il 30% dell’esistenza e influenza significativamente il resto della nostra giornata”.

    Anche se la fascia di prezzo può sembrare medio-alta, nella sua comunicazione Pharmaflex ricorda che il sonno rappresenta il 30% dell’esistenza e influenza significativamente il resto della nostra giornata. Pharmaflex Cervical si ripropone di risolvere le sintomatologie cervicali mentre si sta dormendo: se si compara al costo delle terapie manuali o antidolorifiche, il prezzo appare quindi del tutto ridimensionato; soprattutto se si considera che queste terapie spesso portano beneficio nel breve termine ma non risolvono definitivamente i sintomi.

      

    Consultando il sito Pharmaflex.com si nota quanto l’azienda si spenda molto per illustrare le caratteristiche tecniche dei propri prodotti, ma c’è una cosa che non si può scoprire finché il cuscino non arriva a casa: è davvero comodo! È quasi incredibile poterlo strizzare e stringere forte tra le braccia per poi vederlo tornare in un istante alla forma originaria… Provare per credere. 

  • bambini e trombosi: una relazione pericolosa ancora troppo sconosciuta

    I fattori di rischio della Trombosi nei bambini sono difficili da riconoscere, più complessi e meno noti rispetto ai fattori di rischio negli adulti ma con Scienza e Buonsenso è possibile prevenire infarto, ictus, embolia anche nei bambini, malattie molto gravi, che tutti conoscono, causate da una Trombosi, ovvero dalla formazione di coaguli all’interno di vene e arterie che ostacolano o impediscono la circolazione del sangue.

     La Trombosi è un evento raro tra i bambini, 1 caso per 100.000 ma negli ultimi 20 anni il numero di casi di Trombosi in bambini ospedalizzati è decuplicato, arrivando a toccare un’incidenza di 1 caso ogni 200 bambini ricoverati (fonte: https://www.trombosiinfantili.info/).

    Per affrontare questo tema emergente ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus dedica l’11° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi, in programma mercoledì 20 aprile 2022, alla Trombosi nei bambini e alle sue conseguenze. “I casi di Trombosi infantile in Italia spiega la presidente di ALT Lidia Rota Vender – sono registrati dal R.I.T.I. il Registro Italiano delle Trombosi Infantile sostenuto da molti anni da ALT che crede nell’importanza di mettere a fattor comune i dati raccolti da medici e specialisti di diversa provenienza e formazione, coinvolti ogni giorno nella cura e nell’assistenza a bambini affetti da patologie trombotiche”.

    Un registro che vede l’Italia tra i primi Paesi al mondo a raccogliere e condividere casi di Trombosi neonatale e pediatrica, da 0 a 18 anni, su una piattaforma digitale “L’obiettivo del registroaggiunge il prof. Paolo Simioni, Professore Ordinario di Medicina Interna c/o Dipartimento di Medicina-DIMED, Università degli Studi di Padova e  Presidente Associazione GIRTI ODV(Associazione Gruppo Italiano per il Registro della Trombosi Infantile) – è quello di valutare la rilevanza clinica del problema, definire le caratteristiche epidemiologiche della Trombosi Infantile, promuovere la ricerca italiana sul tema, migliorare l’assistenza ai bambini affetti da Trombosi attraverso lo sviluppo di protocolli diagnostici e terapeutici dedicati e creare un network di medici esperti che possa divenire un punto di riferimento”.

    I fattori di rischio della Trombosi nei bambini sono difficili da riconoscere, più complessi e meno noti rispetto ai fattori di rischio negli adulti. Le malattie trombotiche possono dipendere da difetti della coagulazione del sangue, congeniti o acquisiti e sono la risultante dell’associazione di più fattori di rischio. La tendenza a sviluppare Trombosi (trombofilia) può essere dovuta a: una carenza qualitativa o quantitativa di una o più delle proteine che normalmente nel nostro organismo hanno attività anticoagulante (ATIII, proteina C ed S anticoagulanti); un aumento dei fattori procoagulanti o mutazioni genetiche. Ma ci sono anche fattori acquisiti che possono facilitare l’insorgenza di una Trombosi. Questi includono: infezioni, malattie infiammatorie, oncologiche, croniche, malattie della coagulazione del sangue, alcuni medicinali, sovrappeso, sedentarietà, immobilizzazione o prematurità. Ma il fattore di rischio maggiore è rappresentato dalla presenza di un catetere venoso centrale (90% nel neonato, oltre 50% nel bambino) (i focus a cura degli specialisti sono online sul sito www.trombosi.orghttps://www.trombosi.org/wp-content/uploads/2022/04/Interviste-medici-RITI-WEB-1.pdf ).

    Mai come in questi casi la conoscenza e l’informazione sono fondamentali, perché gli eventi trombotici nel bambino così come nell’adulto possono essere evitati fin da subito con il corretto stile di vita: alimentazione ricca di frutta e verdura, adeguata idratazione e costante attività fisica; periodici follow-up e regolare impiego di terapia farmacologica quando è necessaria.

    È non solo il Buonsenso a prevenire la Trombosi ma è anche la Scienza che permette di effettuare una diagnosi precoce e ridurre il rischio di Trombosi infantili. L’11° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi rappresenta un’occasione di informazione per riflettere e anche per condividere storie di Trombosi infantile attraverso la sezione RACCONTA LA TUA STORIA del sito www.trombosi.org. Obiettivo: diffondere la conoscenza sui fattori di rischio e sintomi delle malattie cardiovascolari da Trombosi affinché nessuno un giorno possa dire “…io non lo sapevo”.

    Contributi scientifici e storie di trombosi sono pubblicate sul sito www.giornatatrombosi.it

    LINK DI RIFERIMENTO:

    Sito Istituzionale ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus http://www.trombosi.org/

    Sito Giornata per la Lotta alla Trombosi http://www.giornatatrombosi.it

    Pagina Facebook ALT https://www.facebook.com/ALTonlus/

    Profilo Instagram https://www.instagram.com/?hl=it

    Canale YouTube https://www.youtube.com/user/ALTonlus

    ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus è un’Associazione libera, indipendente e senza fini di lucro. Dal 1987 è impegnata a livello nazionale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi – Infarto cardiaco, Ictus cerebrale, Embolia Polmonare, Trombosi arteriosa e venosa, nel sostegno finanziario alla ricerca scientifica interdisciplinare e nella specializzazione di giovani medici e infermieri. Realizza campagne educative mirate a combattere i principali fattori di rischio e a creare consapevolezza sui sintomi precoci delle malattie che la Trombosi determina. Dal 1995 rappresenta l’Italia in EHN, network europeo di 27 associazioni e fondazioni dedicate alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Per informazioni: www.trombosi.org ɪ Tel. +39. 02.58.32.50.28 ɪ email [email protected]

  • Cortona On The Move AlUla, la prima esposizione fotografica ad AlUla, giunta al termine. I fotografi che hanno preso parte alle residenze d’artista presenteranno le loro opere in Italia.

    Conclusa il 31 marzo 2022 la prima edizione Cortona On The Move AlUla, l’esposizione fotografica che ha creato uno scambio interculturale tra Italia e Arabia Saudita, riunendo 19 artisti locali, regionali e internazionali nell’ambito di AlUla Arts Festival e registrando oltre 6 mila visitatori.  Parte della manifestazione Cortona On The Move AlUla, le residenze di artista hanno visto la partecipazione di sei fotografi che, in continuità con le iniziative svolte in loco, saranno invitati a presentare le  loro opere in Italia.

    La mostra fotografica site-responsive è stata inaugurata il 9 febbraio nel villaggio di AlJadidah nell’antica città desertica di AlUla e si è conclusa il 31 marzo. AlJadidah è un’oasi di arte e creatività, una zona recentemente trasformata e parte del percorso di rinascita e valorizzazione della tradizione artistica di area storica, sede di 7000 anni di civiltà.

    Cortona On The Move AlUla, la prima edizione internazionale della mostra di fotografia in Arabia Saudita, dal titolo “Past Forward – Time, Life and Longing”, è stata co-curata da Arianna Rinaldo, curatrice e direttore artistico di Cortona On The Move dal 2012 al 2021, e dall’artista visiva e curatrice saudita Kholood AlBakr. I 18 progetti in mostra sono stati selezionati per la loro capacità di mettere a fuoco il flusso del tempo in tutte le sue forme. Un flusso narrato attraverso tre filoni “Time, Life and Longing” interpretati dalle opere dei 19 fotografi locali, regionali e internazionali. Un percorso di visita suggestivo e affascinante: le opere sono state esposte nei cortili, nelle stanze di case disabitate e lungo le mura di AlJadidah e raccontate al pubblico durante le visite guidate in inglese e arabo che si sono svolte nei fine settimana.

    Oltre alle installazioni fotografiche, al tour e ai talk con i fotografi ed esperti di fotografia, Cortona On The Move AlUla ha offerto un programma di Residenze d’Artista curato da Paolo Woods – direttore artistico di Cortona On The Move – e rivolto a fotografi provenienti dall’Arabia Saudita e da altri Paesi del mondo: Olanda, Slovacchia e Italia.  I sei fotografi selezionati (Awoiska van der Molen, Eleonora Paciullo, Martin Kollar, Hayat Osamah, Huda Beydoun e Hussain AlSumayn) sono stati affiancati per 21 giorni da fotografi professionisti e curatori internazionali in sessioni intensive di formazione.

    Durante la loro residenza ad AlUla, i fotografi hanno creato progetti ispirati all’ambiente, alla cultura e alla comunità locale, che saranno presentati a luglio in Italia durante i giorni di apertura di Cortona On The Move 2022.

    “Cortona On The Move AlUla è stata una manifestazione capace di favorire un confronto continuo di ricerche ed esperienze tra due realtà culturali uniche. Attraverso le foto esposte sui muri e nei cortili di AlJadidah e le residenze d’artista, abbiamo instaurato e costruito un dialogo non solo con il luogo ma soprattutto con la comunità locale, fino a diventare parte di essa. L’impatto generato è stato fortissimo e credo che questo sia stato il successo più grande di Cortona On The Move AlUla” – afferma Veronica Nicolardi, Direttore di Cortona On The Move.

    Commentando il programma di residenza, Nora AlDabal, Direttore delle arti e della pianificazione creativa della RCU, ha dichiarato: Il programma di residenza per artisti Cortona On The Move si affianca ai nostri altri progetti di residenza che sono il fulcro della visione di AlUla: accogliere artisti di tutte le discipline e di tutte le aree geografiche per interagire con la nostra cultura ed essere ispirati dai nostri paesaggi. I fotografi vengono regolarmente da tutto il mondo per catturare i siti spettacolari di AlUla, e c’è già una vivace comunità di fotografi qui. Siamo lieti di poter formalizzare questa pratica con una residenza che si estenderà poi in Italia e i cui risultati saranno apprezzati da un pubblico globale”.

    La Royal Commission for AlUla

    La Royal Commission for AlUla (RCU) è stata istituita con decreto reale nel luglio 2017 per preservare e sviluppare AlUla, una regione nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, di straordinaria importanza naturale e culturale. Il piano a lungo termine di RCU delinea un approccio responsabile, sostenibile e sensibile allo sviluppo urbano ed economico, che preserva il patrimonio naturale e storico della zona e definisce AlUla come un luogo desiderabile per vivere e lavorare, e da visitare. Il progetto comprende una vasta gamma di iniziative nei settori dell’archeologia, del turismo, della cultura, dell’istruzione e delle arti, che riflettono l’impegno a soddisfare la diversificazione economica, l’empowerment della comunità locale e le priorità di conservazione del patrimonio del programma Vision 2030 del Regno dell’Arabia Saudita.

    AlUla

    Situata a 1.100 km da Riyadh, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, AlUla è un luogo di straordinario dove si trova un ricco patrimonio naturale e culturale. Un’area vasta che copre 22.561 km² e comprende una lussureggiante valle di oasi, imponenti montagne di arenaria e antichi siti dei regni Lihyan e Nabatei risalenti a migliaia di anni fa. Il sito più noto di AlUla è Hegra, il primo patrimonio mondiale dell’UNESCO dell’Arabia Saudita. Antica città di 52 ettari, Hegra era la principale città meridionale del regno nabateo. Oggi vi si trovano da 111 tombe ben conservate, molte delle quali presentano facciate elaborate ritagliate dagli affioramenti di arenaria che circondano le mura dell’antico insediamento urbano. Le ricerche attuali suggeriscono che Hegra fosse l’avamposto più meridionale dell’Impero Romano dopo che i romani conquistarono il regno Nabateo nel 106 d.C. Oltre a Hegra, AlUla ospita l’antica Dadan, la capitale dei regni Dadan e Lihyan, una delle città più sviluppate del I millennio a.C. della penisola arabica. E Jabal Ikmah, una biblioteca a cielo aperto di centinaia di iscrizioni e scritti in molte lingue diverse. Altri luoghi di interesse: AlUla Old Town, un labirinto di oltre 900 case di mattoni di fango risalenti al 12° secolo, la ferrovia di Hijaz e il forte di Hegra, siti chiave nella storia e nelle conquiste di Lawrence d’Arabia.

    Cortona On The Move

    Cortona On The Move nasce nel 2011 da un’idea dell’Associazione Culturale ONTHEMOVE il cui obiettivo è quello di diffondere e promuovere la fotografia contemporanea alla ricerca di nuove visioni e forme originali di comunicazione visiva. Al centro dell’interesse del festival c’è la narrazione documentaria contemporanea, con particolare attenzione all’incessante evoluzione del linguaggio visivo: Cortona On The Move è quindi divenuta un punto di riferimento internazionale. Questa filosofia continuerà a permeare la ricerca e sarà sempre più rivolta alla produzione e alla realizzazione di contenuti originali e inediti. Il festival diventa così protagonista della produzione fotografica a livello internazionale e punto di riferimento per fotografi, curatori, autori, critici e per un vasto pubblico. Cortona On The Move celebra la creatività attraverso le immagini, condivide storie, sviluppa competenze e arricchisce la vita dei visitatori. Il tutto si svolge nella cittadina medievale di Cortona, della quale il festival valorizza il patrimonio artistico fin dalla sua prima edizione: troviamo qui la Fortezza del Girifalco, una struttura fortificata di origine medicea che domina Cortona, molti edifici storici e suggestivi spazi all’aperto. Una cornice che contribuisce a dare ricchezza ed espressività alle opere fotografiche.