Autore: Andrea Polo

  • Pulizie di casa: in bolletta ci costano oltre 230 euro l’anno

    A breve cambieranno le tariffe dell’energia elettrica nel mercato tutelato; in attesa di sapere come varieranno le bollette, Facile.it ha analizzato i consumi dei principali elettrodomestici per la pulizia di casa scoprendo che solo per lavatrice, asciugatrice, ferro da stiro, aspirapolvere e scopa a vapore, arriviamo a spendere oltre 230 euro all’anno.

    E con le grandi pulizie di primavera ormai alle porte, è bene sapere quali sono gli elettrodomestici che consumano di più e come risparmiare; ecco l’analisi di Facile.it.

    Lavatrice

    Il primo elettrodomestico finito sotto la lente di Facile.it è la lavatrice. Per l’analisi il comparatore ha preso in considerazione la tariffa dell’energia elettrica del mercato tutelato (aggiornata al primo trimestre 2024) pari a 0,25 euro al kWh*. Quanto ci costa in elettricità una lavatrice? Considerando un nuovo modello da 9kg in classe energetica E (nuova etichetta energetica), ogni lavaggio ci costa circa 22 centesimi di euro in energia; può sembrare poco, ma se facciamo una lavatrice ogni due giorni spenderemo circa 40 euro l’anno, ma se le lavatrici sono una al giorno, o più, allora dobbiamo mettere in conto di superare gli 80 euro.

    Due consigli fondamentali per risparmiare: il primo è di fare lavatrici solo a pieno carico, così da ottimizzare la spesa e ridurre il numero di lavaggi, il secondo è di evitare lavaggi a temperatura troppo elevata se non strettamente necessario. Infine, se avete una tariffa energetica bioraria, ricordatevi di attivare l’elettrodomestico solo durante le ore serali o nel weekend, altrimenti pagherete una tariffa più alta.

    Asciugatrice

    Il secondo elettrodomestico analizzato non poteva che essere l’asciugatrice. Guardando l’etichetta energetica si scopre che un modello in classe A++ da 9 Kg consuma circa 1,6 kWh per ogni ciclo di asciugatura, valore che in bolletta si traduce in una spesa di circa 40 centesimi di euro. Questo significa che per far andare l’asciugatrice una volta ogni due giorni spenderemo quasi 75 euro all’anno di energia elettrica, ma che diventano oltre 150 se la facciamo una volta al giorno.

    Il consumo è elevato, quindi è bene adottare alcune buone pratiche; la prima è quella di centrifugare bene i capi in lavatrice prima di passarli all’asciugatrice, questo ci consentirà di ridurre i tempi di asciugatura e, di conseguenza, i costi. La seconda è di usarla a pieno carico, ma senza esagerare; troppi panni potrebbero ridurne l’efficienza e far salire la spesa.

    Ferro da stiro

    Ultimo passaggio per i nostri panni, prima di riporli nell’armadio, è la stiratura. Ma quanto ci costa in bolletta il ferro da stiro? L’elettrodomestico, va detto, è molto energivoro e, normalmente i consumi variano tra i 1,8 e i 2,6 kWh. Esistono molti tipi di ferro (compatto, con caldaia, con generatore di vapore, ecc), pertanto il primo suggerimento è di scegliere quello più adatto alle esigenze della nostra famiglia. Un ferro da stiro con consumo pari a 2,2 kWh ci costa in bolletta circa 60 centesimi di euro all’ora. Ecco quindi che, se dedichiamo 2 ore a settimana a questa attività, la spesa annuale sarà di circa 58 euro, ma in caso di famiglia numerosa e più ore trascorse a stirare, il conto può salire velocemente.

    Per risparmiare, il primo suggerimento è di utilizzare il ferro quando si hanno più indumenti da stirare; riscaldare l’acqua costa, meglio consumarla tutta. E ancora, è sconsigliabile lasciare il ferro attaccato più del necessario, sarebbe solo uno spreco di energia. Infine, attenzione alla manutenzione e, in particolare, alla formazione del calcare, che non solo potrebbe far aumentare i consumi, ma anche ridurre la qualità del risultato.

    Aspirapolvere

    L’aspirapolvere è un indispensabile alleato quotidiano per le pulizie di casa, ma quanto ci costa in elettricità? I modelli sul mercato sono diversi, così anche i consumi; un aspirapolvere a filo può consumare 1 kWh, questo significa che per ogni ora di utilizzo spendiamo circa 25 centesimi di euro. Un paio d’ore a settimana, per tutto l’anno, ci costerebbero quindi circa 26 euro in bolletta.

    Per risparmiare, il primo consiglio è di ridurre il tempo di utilizzo eliminando i momenti in cui lo lasciamo accesso senza usarlo, ma attenzione anche al continuo alternarsi di spegnimento e riaccensione; insomma, meglio spostare i mobili prima di iniziare a passare l’elettrodomestico. La funzione Turbo va usata solo se e quando serve (ad esempio per i tappeti, ma non per il pavimento o il parquet) e, naturalmente, occhio al filtro; se pulito consente un gran risparmio.

    Scopa a vapore

    Dopo aver aspirato il pavimento, cosa c’è di meglio di una scopa a vapore per rimuovere lo sporco e igienizzarlo a dovere? Anche per questo elettrodomestico esistono diverse versioni – con caldaia, con filo, senza filo ecc. – ma se prendiamo in considerazione un modello da 1.500 watt dobbiamo sapere che, per ogni ora di utilizzo, ci costerà circa 40 centesimi di euro. Per un anno di lavaggi con scopa a vapore, un paio d’ore a settimana, spendiamo circa 40 euro in energia elettrica.

    Funzionando ad acqua, il rischio principale per questo elettrodomestico è che la formazione di calcare possa ridurne l’efficienza e, di conseguenza, far salire i consumi; il consiglio principale è di fare manutenzione regolare all’elettrodomestico e di utilizzare l’acqua più adatta secondo quanto riportato nel libretto di istruzioni.

    * Tariffa mercato tutelato per una famiglia tipo con consumo 2.700 kWh

  • Gianluca Carrera è il nuovo Chief Product Officer di Facile.it

    Facile.it, azienda leader nell’intermediazione e comparazione online, annuncia oggi la nomina di Gianluca Carrera a Chief Product Officer.

    Carrera avrà la responsabilità della direzione della Divisone Prodotto di Facile.it e si occuperà della strategia di sviluppo dell’offerta della Tech Company sui diversi canali di vendita, il miglioramento dell’esperienza utente, la valorizzazione dei dati e il lancio di nuovi prodotti/funzionalità cross Industry.
    Nel suo ruolo, il manager guiderà una squadra che oggi conta già più di 20 persone.

    Gianluca Carrera porta in Facile.it una lunga esperienza maturata in ambito tech nel Regno Unito, negli Stati Uniti d’America ed in Belgio. Ha ricoperto posizioni senior in società quali Yahoo, Pubmatic, Rewards e Dunnhumby specializzandosi nella creazione e gestione di prodotti digitali, piattaforme e big data.

    Laureato in Scienze Statistiche e Finanziarie all’università Cattolica, ha conseguito due diplomi all’MIT con focus su innovazione e strategia, e su business digitali. Dal 2015 Carrera è mentore della società di venture capital Techstars e nel 2017 è stato inserito nella lista dei Top 50 Boldest Thought Leaders in Europe di TechTour; nel 2018, è stato riconosciuto come Top Data Influencer da DataIQ.

    «Sono felice dell’arrivo in Facile.it di un professionista di grande esperienza come Gianluca Carrera», commenta Maurizio Pescarini, CEO di Facile.it. «Il suo ingresso testimonia il costante impegno e l’attenzione che poniamo all’innovazione e al potenziamento dei nostri prodotti intesi come combinazione di offerta, processi, interfaccia utente e tecnologia. Ogni mese più di 4 milioni di italiani ci scelgono per risparmiare sulle principali voci di spesa famigliare e vogliamo offrire loro un’esperienza utente sempre migliore ed efficace. Le grandi capacità di Gianluca, la sua spinta innovativa e il suo background internazionale saranno un acceleratore di valore per tutta l’azienda.».

    «Sono estremamente felice di unirmi al team di Facile.it. Ammiro e condivido appieno la missione di “rendere più facile la vita di tutti i giorni”, assistendo i nostri utenti in decisioni spesso complesse e poco intuitive. Porterò con grande entusiasmo la mia esperienza ventennale nel mondo digitale, orgoglioso di poter contribuire al successo di quella che già oggi è una delle maggiori società tecnologiche italiane», dichiara Gianluca Carrera, CPO di Facile.it.

  • Prestiti cure mediche: in Lombardia chiesti in media 6.565 euro

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Lombardia, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 4,6% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 6.565 euro.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    Identikit del richiedente lombardo

    Come detto, chi in Lombardia, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 6.565 euro da restituire in poco più di 51 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti lombardi si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, quasi 46 anni, valore significativamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Lombardia (41 anni).

    Andando più nello specifico, quasi 1 domanda su 4 (24,8%) arriva da richiedenti lombardi con età compresa tra i 45-54 anni, seguiti da coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (20,4%); al terzo posto, invece, si posizionano i soggetti con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (19,3%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 44,4% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale nettamente più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Lombardia, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 29,4%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai lombardi che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,3%, valore salito al 10,6% nel 2023, in aumento del 14%.

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 79.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Lombardia.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

     

  • Prestiti cure mediche: in Veneto chiesti in media 6.551 euro

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Veneto, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 5,11% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 6.551 euro.

    A fronte di una media nazionale del 4,70%, il Veneto risulta essere la quarta regione in Italia per incidenza dei prestiti destinati a pagare le cure mediche sul totale delle richieste.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    Identikit del richiedente veneto

    Come detto, chi in Veneto, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 6.551 euro da restituire in poco meno di 52 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti veneti si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, quasi 46 anni, valore significativamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Veneto (41 anni).

    Andando più nello specifico, più di 1 domanda su 4 (26,7%) arriva da richiedenti veneti con età compresa tra i 45-54 anni, seguiti da coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (20,3%); al terzo posto, invece, si posizionano i soggetti con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (19%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 44,5% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale nettamente più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Veneto, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 27,8%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai veneti che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,3%, valore salito al 10,9% nel 2023, in aumento del 17%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 29.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Veneto.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

     

  • Prestiti cure mediche: in Liguria chiesti in media 6.271 euro

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Liguria, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 5,12% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 6.271 euro.

    A fronte di una media nazionale del 4,70%, la Liguria risulta essere la terza regione in Italia per incidenza dei prestiti destinati a pagare le cure mediche sul totale delle richieste.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    Identikit del richiedente liguri

    Come detto, chi in Liguria, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 6.271 euro da restituire in poco più di 52 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti liguri si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, poco più di 47 anni, valore significativamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Liguria (43 anni).

    Andando più nello specifico, più di 1 domanda su 4 (28,1%) arriva da richiedenti liguri con età compresa tra i 45-54 anni, seguiti da coloro che hanno tra i 55 e i 64 anni (22,3%); al terzo posto, invece, si posizionano i soggetti con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (17,4%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 42,1% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Liguria, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 30,5%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai liguri che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,6%, valore salito al 11,1% nel 2023, in aumento del 16%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 10.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Liguria.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

     

  • Furti in casa: solo il 13% si tutela con una assicurazione

    La paura dei furti in casa è una delle fobie più diffuse tra gli italiani e, con le vacanze pasquali alle porte, il timore aumenta. Non a caso, come emerso dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, più di 7 italiani su 10 hanno adottato sistemi di sicurezza per proteggere al meglio la propria abitazione.

    Una voglia di proteggersi più che comprensibile se si considerano i numeri ufficiali legati ai furti in casa denunciati alle autorità; più di 15 ogni ora, pari ad oltre 133.000 in un anno. Ma quali sono i sistemi di sicurezza più utilizzati nelle case degli italiani?

    I sistemi di sicurezza più diffusi

    La soluzione più comune è quella di installare una porta blindata, scelta fatta da più di 21 milioni di italiani. Quasi 1 italiano su 3, pari a circa 13,7 milioni di individui, ha invece deciso di proteggere la propria casa installando un impianto di allarme, soluzione particolarmente diffusa nelle regioni del Nord Ovest dove la percentuale di chi ha dotato la propria abitazione di questo sistema arriva a sfiorare il 40%.

    Il 23% dei rispondenti, invece, ha deciso di proteggere la propria casa con un impianto di video sorveglianza, mentre circa 9 milioni di italiani hanno scelto di aumentare la sicurezza della propria abitazione installando le inferriate alle finestre.

    Il 18% dei rispondenti ha dichiarato di aver montato un videocitofono, uno spioncino digitale o un video doorbell – dispositivi tecnologici che consentono di vedere, e in alcuni casi anche registrare, chi c’è dall’altro lato della porta – mentre circa 6 milioni di persone hanno deciso di affidare la sicurezza dei propri beni preziosi ad una più tradizionale cassaforte. Circa il 4%, infine, ha scelto di proteggere l’abitazione tramite vigilanza privata.

    Le polizze contro i furti, cosa sono…

    Tanti italiani hanno adottato uno o più sistemi di sicurezza, ma sono pochi quelli che hanno scelto di tutelare l’abitazione con una assicurazione contro i furti in casa; appena il 13% dei rispondenti secondo quanto emerso dall’indagine commissionata da Facile.it.

    «Si tratta di coperture assicurative da aggiungere alle cosiddette polizze casa multirischio», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «e tutelano gli assicurati in caso di furto in appartamento, rimborsando, nei limiti dei massimali, il valore dei beni sottratti. Polizze di grande utilità soprattutto se confrontate con i prezzi; per l’aggiunta della garanzia contro i furti i costi partono da circa 3 euro al mese.».

    In particolare – spiegano da Facile.it – questo tipo di polizza rimborsa ai proprietari non solo il valore dei beni sottratti, ma anche gli eventuali danni a mobili, infissi, sistemi di sicurezza e beni causati durante l’effrazione. Attenzione, però, perché per alcune tipologie di oggetti, come i gioielli, le opere d’arte e gli strumenti musicali, alcune compagnie richiedono la sottoscrizione di una copertura aggiuntiva, mentre altre non li tutelano o, ancora, lo fanno ma con una copertura limitata.

    … quanto costano…

    Come detto, le polizze contro i furti sono garanzie accessorie delle polizze casa, pertanto è necessario sottoscrivere questo prodotto assicurativo per poi aggiungere la copertura contro i ladri. I costi partono da circa 3 euro al mese, ma possono arrivare anche a 20 euro al mese in base al massimale che viene scelto.

    E proprio il massimale – vale a dire il rimborso massimo che la compagnia garantisce in caso di furto – è uno degli aspetti più importanti da guardare quando si sottoscrive questo tipo di polizza. Il consiglio è di selezionare un massimale che sia in linea con l’effettivo valore degli oggetti da proteggere; sovrastimare i beni rischierebbe di far lievitare il costo della polizza, ma senza un effettivo beneficio, mentre sottostimarli ci esporrebbe al rischio di ricevere un indennizzo non sufficiente a coprire i danni reali.

    … e quando non coprono

    Attenzione, inoltre, alle eventuali esclusioni, vale a dire quelle condizioni per cui, anche se la polizza è attiva, la compagnia non rimborsa. In caso di furto, ad esempio, molte compagnie rimborsano solo se in presenza di segni di effrazione, mentre se agevoliamo il compito dei ladri andando via di casa con porte o finestre aperte, potremmo non ottenere il rimborso.

    Ancora, la polizza potrebbe non rimborsare se il furto è stato agevolato da lavori manutenzione straordinaria all’abitazione, se commesso da coinquilini o familiari o se l’assicurato lascia disabitato l’immobile per più di 45 giorni.

    Infine, occhio ai sistemi di sicurezza, che devono essere in funzione al momento del tentativo di furto altrimenti l’assicurazione potrebbe non rimborsare; insomma, se siete tra i milioni di italiani che hanno protetto l’abitazione con un sistema di allarme, ricordatevi di attivarlo prima di uscire di casa!

     

     

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 21 ed il 22 febbraio 2024 attraverso la somministrazione di n.500 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • 16 milioni hanno subito un danno all’auto mentre era parcheggiata

    Sono poco più di 16 milioni gli italiani che nell’ultimo anno si sono trovati con l’auto danneggiata dopo averla lasciata parcheggiata. Oltre alla rabbia la spesa visto che, secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti mUp Research e Norstat*, il danno complessivo stimato è pari ad oltre 13 miliardi di euro.

    Nel 70% dei casi si è trattato dell’urto da parte di un altro veicolo, mentre in oltre 1 caso su 4 (26,7%) il danno è derivato da un atto vandalico, nel 12,4%, si legge nell’analisi, da un tentativo di furto del veicolo o di oggetti contenuti in esso.

    L’entità del danno subito

    L’entità media del danno subito ha sfiorato i 730 euro, anche se emergono delle differenze a livello territoriale. Se nel Sud/Isole il valore è stato inferiore alla media e pari a circa 564 euro, nel Nord Ovest ha raggiunto gli 830 euro e addirittura gli 874 euro nel Nord Est.

    Alla domanda Come ha provveduto a pagare il danno?, quasi 1 italiano su 2 (42,9%) ha risposto di aver deciso di lasciare l’auto danneggiata senza ripararla, percentuale che raggiunge il 53,5% tra i 45-54enni. In quasi 1 caso su 3 (32,9%), invece, si è pagato di tasca propria, dato da leggere anche alla luce del fatto che più di 1 italiano su 2 abbia dichiarato di non avere una polizza che lo tutelasse da quel tipo specifico di danno, come ad esempio una kasko completa, la copertura contro atti vandalici o quella furto e incendio.

    Non solo danneggiati, ma anche danneggiatori

    Gli italiani, però, non solo si sono visti danneggiare la propria auto, ma hanno causato a loro volta dei problemi agli altri automobilisti tanto che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it, sono più di 3 milioni e mezzo (9%) gli individui che hanno ammesso, in fase di manovra o parcheggio, di aver urtato un’altra vettura senza che il proprietario fosse presente.

    La percentuale quasi triplica tra i 18-24enni raggiungendo addirittura il 26,1%, mentre cala al 5,5% tra gli automobilisti appartenenti alla fascia 55-64 anni e al 4% tra i 45-54enni.

    Una volta urtato un altro veicolo cosa hanno fatto? Sebbene 7 su 10 (70,2%) si siano comportati in maniera corretta, fermandosi per attendere il proprietario del veicolo o lasciando un biglietto con i propri contatti, circa 767.000 persone (22,1%) sono andate via senza lasciare alcun riferimento; la percentuale sale al 27,2% tra il campione maschile. Il 5,9%, invece, ha ammesso che sarebbe voluto andare via ma, a causa testimoni, è dovuto rimanere.

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 13 ed il 15 febbraio 2024 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

     

  • Prestiti cure mediche: in Calabria chiesti in media 5.690 euro

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Calabria, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 4,4% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.690 euro.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    I lunghi tempi di attesa nella sanità pubblica sono confermati da una recente indagine commissionata da Facile.it** a mUp Research, che ha rilevato come, in Italia, l’attesa media sia arrivata a circa 77 giorni, valore che al Sud e nelle Isole sale addirittura a 85 giorni.

    Identikit del richiedente calabrese

    Come detto, chi in Calabria, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 5.690 euro da restituire in 49 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti calabresi si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, poco più di 46 anni, valore più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Calabria (43 anni).

    Andando più nello specifico, quasi 1 domanda su 4 (24%) arriva, a pari merito, da richiedenti calabresi con età compresa tra i 35-44 anni e 45-54 anni; seguono i soggetti con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (18%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 42,9% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 25,2%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai calabresi che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,3%, valore salito al 10,8% nel 2023, in aumento del 16%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 11.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Calabria.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Sicilia: chiesti in media 5.321 euro per pagare le cure mediche

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Sicilia, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato quasi il 4% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.321 euro.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    I lunghi tempi di attesa nella sanità pubblica sono confermati da una recente indagine commissionata da Facile.it** a mUp Research, che ha rilevato come, in Italia, l’attesa media sia arrivata a circa 77 giorni, valore che al Sud e nelle Isole sale addirittura a 85 giorni.

    Identikit del richiedente siciliano

    Come detto, chi in Sicilia, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 5.321 euro da restituire in 47 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti siciliani si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, quasi 47 anni, valore nettamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Sicilia (43 anni).

    Andando più nello specifico, quasi 1 domanda su 4 (23,3%) arriva da richiedenti siciliani con età compresa tra i 45-54 anni; seguono coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (22%) e i soggetti con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (21,9%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 34,8% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 24,5%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai siciliani che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,6%, valore salito all’11,1% nel 2023, in aumento del 15,6%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 31.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Sicilia.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Prestiti cure mediche: in Campania chiesti in media 5.632 euro

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Campania, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 4,5% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.632 euro.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    I lunghi tempi di attesa nella sanità pubblica sono confermati da una recente indagine commissionata da Facile.it** a mUp Research, che ha rilevato come, in Italia, l’attesa media sia arrivata a circa 77 giorni, valore che al Sud e nelle Isole sale addirittura a 85 giorni.

    Identikit del richiedente campano

    Come detto, chi in Campania, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 5.632 euro da restituire in 49 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti campani si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, poco più di 45 anni, valore più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Campania (42 anni).

    Andando più nello specifico, quasi 1 domanda su 4 (23,1%) arriva da richiedenti campani con età compresa tra i 45-54 anni; seguono coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni (21,1%), mentre al terzo posto si posizionano i soggetti con un’età compresa tra i 35 e i 44 anni (20,8%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 35,4% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 22,6%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai campani che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,65%, valore salito all’11,09% nel 2023, in aumento del 15%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 37.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Campania.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Prestiti cure mediche: in Toscana chiesti in media 6.349 euro

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Toscana, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 4,8% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 6.349 euro, valore in lieve aumento (+2,6%) rispetto a quanto rilevato nel 2022.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    I lunghi tempi di attesa nella sanità pubblica sono confermati da una recente indagine commissionata da Facile.it** a mUp Research, che ha rilevato come, in Italia, l’attesa media sia arrivata a circa 77 giorni, valore che al Centro sale a 81 giorni.

    Identikit del richiedente toscano

    Come detto, chi in Toscana, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 6.349 euro (+2,6%) da restituire in quasi 52 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti toscani si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, poco più di 48 anni, valore significativamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Toscana (43 anni).

    Andando più nello specifico, più di 1 domanda su 4 (27,4%) arriva da richiedenti toscani con età compresa tra i 55-64 anni, seguiti a breve distanza da coloro che hanno tra i 65 e i 74 anni (24,5%); al terzo posto, invece, si posizionano i soggetti con un’età compresa tra i 35 e i 44 anni (19%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 46,9% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Toscana, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 30,9%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai toscani che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,20%, valore salito al 10,49% nel 2023, in aumento del 14%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 20.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Toscana.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Facile.it: congedo parentale anche alle coppie omogenitoriali

    Un sostegno concreto per i neogenitori, indipendentemente dal sesso, dall’identità di genere, dall’orientamento sessuale e dallo stato civile; è questa l’ultima novità lanciata da Facile.it, che ha deciso di estendere il congedo parentale anche ai genitori non biologici di coppie omogenitoriali, garantendo loro 30 giorni retribuiti per stare al fianco del partner e del neonato, da utilizzare entro il compimento dei 3 anni del bambino.

    «Estendere le nostre politiche in materia di neo genitorialità anche alle coppie omogenitoriali è stata una scelta del tutto naturale», spiega Alessandro Tallia, Chief of Human Resources, Legal and General Services di Facile.it. «L’attenzione verso i dipendenti è da sempre una delle priorità dell’azienda e ci sforziamo quotidianamente non solo di offrire loro strumenti concreti per conciliare vita professionale e privata, ma anche per eliminare qualsiasi tipo di discriminazione sui luoghi di lavoro. L’arrivo di un figlio è un momento speciale nella vita di ciascuno e vogliamo che tutti possano vivere appieno e in serenità questo evento».

    La novità va ad arricchire le numerose iniziative di welfare dedicate alle persone che lavorano in Facile.it. Dal 2023 l’azienda ha lanciato, sotto il nome di (R)evolution, una serie di progetti, disegnati sulla base della mansione svolta dal dipendente e pensati per aiutare a conciliare vita lavorativa e privata, come ad esempio l’incremento dei giorni di ferie a disposizione ogni anno, l’attivazione di un sostegno psicologico finanziato per chi ne fa richiesta, l’estensione dello smart working fino al 100% e una grande flessibilità dell’orario lavorativo.

    Fiore all’occhiello di questo progetto sono le numerose iniziative dedicate ai neogenitori, tra cui l’estensione della paternità retribuita fino a 30 giorni, un bonus economico per le neomamme e il riconoscimento di una parte dello stipendio variabile anche durante la maternità.

    L’attenzione verso i dipendenti, e più in generale verso le tematiche della parità di genere, sono testimoniate dai riconoscimenti che l’azienda ha ricevuto nel corso degli anni come, ad esempio, la certificazione Great Place to Work, quella sulla parità di genere da parte dell’organismo Dnv Business Assurance Italy srl e il Bollino Etico Sociale da parte di Featuring S.r.l. Società Benefit.

    Iniziative di welfare tutt’altro che semplici o scontate visto che la società, fondata nel 2011 e ormai leader nella comparazione di prezzi di assicurazioni, prestiti, mutui, tariffe internet casa, energia, telefonia e noleggio auto conta ormai, fra dipendenti e collaboratori oltre 3.000 persone nelle diverse sedi presenti sul territorio.

  • Bollette: nel 2023 in Trentino-Alto Adige -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Trentino-Alto Adige con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 675 euro per la bolletta della luce e 976 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Se sul fronte dell’energia elettrica gli abitanti del Trentino-Alto Adige sono tra i più fortunati d’Italia, avendo avuto la terza bolletta più “leggera”, va molto peggio per il gas dal momento che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato della Penisola.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno gli abitanti del Trentino-Alto Adige hanno pagato, mediamente, 1.651 euro a famiglia (erano 2.362 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come Bolzano sia stata l’area dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.505 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 808 euro. Più leggero il conto pagato a Trento, area dove sono stati messi a budget, mediamente, 636 euro per un consumo medio rilevato di 1.973 kWh.

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati e la classifica non cambia. Gli abitanti di Bolzano, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 1.184 euro a fronte di un consumo di 1.272 smc. Bolletta più bassa a Trento, dove sono stati messi a budget per il gas 938 euro (1.008 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 6.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Trentino-Alto Adige (consumi pari, a livello regionale, a 2.093 kWh per l’energia elettrica e 1.049 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: nel 2023 in Sardegna -34% per l’elettricità

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Sardegna con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 914 euro per la bolletta della luce, vale a dire il 34% in meno rispetto all’anno precedente.

    Il conto fa guadagnare alla Sardegna il primo posto nella classifica delle regioni dove si è speso di più per l’elettricità; è bene ricordare che in molte parti della regione non è attivo il riscaldamento con gas di città, situazione che spesso viene compensata utilizzando dispositivi elettrici con conseguenti forti impatti sui consumi.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Guardando all’energia elettrica, in quali province si è speso di più?

    Analizzando i dati su base locale è emerso come Cagliari sia stata l’area sarda dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.937 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 947 euro. Seguono Sud Sardegna (920 euro, 2.852 kWh) ed Oristano (883 euro, 2.739 kWh).

    Chiudono la graduatoria Sassari (879 euro, 2.726 kWh) e, a brevissima distanza, Nuoro, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.719 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (877 euro).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 18.000 richieste di fornitura luce raccolte nel 2023 in Sardegna (consumi pari, a livello regionale, a 2.835 kWh per l’energia elettrica), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Mutui: secondo le previsioni i primi cali attesi da maggio

    Giovedì si terrà la riunione della BCE e sebbene la maggior parte degli analisti non si aspetti un taglio dei tassi, sarà importante vedere quali segnali lancerà al mercato Christine Lagarde. In attesa dell’evento, Facile.it ha analizzato i futures sugli Euribor – che rappresentano le aspettative di mercato – scoprendo che le rate potrebbero iniziare a diminuire tra maggio e giugno, ma il calo sarà modesto, compreso tra i 14 e i 22 euro circa per un mutuo variabile medio.

    «L’Euribor spesso tende ad anticipare le mosse della BCE e a variare in funzione delle aspettative future, pertanto sarà fondamentale vedere quali messaggi arriveranno dalla Banca Centrale», spiegano gli esperti di Facile.it «L’impressione generale è che la discesa sarà più lenta rispetto a quanto si aspettavano i mercati a inizio anno. Chi ha un mutuo a tasso variabile dovrà stringere i denti ancora per un po’ o valutare opzioni come la surroga per abbassare le rate.».

    Le previsioni degli esperti e le richieste dei mutuatari

    Per la sua analisi, Facile.it ha preso in esame un mutuo medio* variabile (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) sottoscritto a gennaio 2022, la cui rata è arrivata, a febbraio 2024, a circa 751 euro dai 456 euro iniziali. Continuando a scorrere i futures (aggiornati al 28 febbraio 2024) emerge che l’Euribor a 3 mesi dovrebbe scendere a circa il 3% entro la fine dell’anno e arrivare attorno al 2,65% entro giugno 2025; se così fosse, la rata scenderebbe di 67 euro entro dicembre 2024, arrivando ad un calo di 100 euro a giugno 2025.

    Per quanto riguarda la richiesta di mutui, analizzando quelli destinati all’acquisto della prima casa, secondo l’osservatorio** di Facile.it, chi ha presentato domanda di finanziamento nei primi due mesi del 2024 ha puntato ad ottenere, in media, 136.523 euro da restituire in 25 anni, valori in linea con quelli rilevati a inizio 2023. Stabili anche l’LTV (il rapporto tra il valore del mutuo e quello dell’immobile) pari al 71%, e il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo (circa 187.000 euro).

    L’unico dato peggiorato è l’età media di chi ha presentato domanda di finanziamento per l’acquisto della prima casa, aumentata di quasi un anno e arrivata a poco più di 37 anni e mezzo. L’aumento è ascrivibile al calo del peso percentuale degli under 36 sul totale richiedenti, passato da 53% del 2023 al 49% del 2024.

    L’offerta ed i tassi

    Sul fronte dell’offerta, Facile.it ha rilevato che nei primi due mesi dell’anno le condizioni proposte dalle banche sono state nel complesso favorevoli, in particolare per i tassi fissi, con indici in costante calo; le migliori offerte*** per un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), partono da un TAN fisso pari al 2,87%, vale a dire una rata di 589 euro; a gennaio 2024 la miglior rata era pari a 604 euro.

    Stabili, invece, i tassi variabili, che restano sensibilmente più costosi rispetto a quelli fissi, con i migliori TAN che partono dal 4,66%, pari ad una rata di 705 euro. La distanza tra tassi variabili e fissi ha spinto la quasi totalità dei richiedenti, più di 9 su 10, a scegliere questa seconda opzione.

    Il calo dei tassi fissi continua ad essere un’opportunità per coloro che vogliono provare ad approfittare della surroga, che nei primi due mesi del 2024 ha rappresentato un quarto della domanda totale di mutui (25%), in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando era pari al 17%.

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Osservatorio realizzato su un campione di oltre 150mila richieste di mutuo raccolte online da Facile.it e Mutui.it a gennaio-febbraio 2023/2024.

    *** Simulazioni effettuate su Facile.it in data 21 febbraio 2024.

  • Bollette: nel 2023 in Abruzzo -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Abruzzo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 735 euro per la bolletta della luce e 847 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno gli abruzzesi hanno pagato, mediamente, 1.582 euro a famiglia (erano 2.275 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, emerge come Pescara e Chieti, a pari merito, siano state le aree abruzzesi dove le bollette sono state più pesanti; in entrambe le province il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.358 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 760 euro. Segue Teramo (732 euro, 2.270 kWh).

    Chiude la graduatoria L’Aquila, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.111 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (681 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Se nel 2023 sul fronte dell’elettricità gli abitanti di L’Aquila sono stati i più fortunati, la situazione cambia per la fornitura di gas dal momento che hanno pagato il conto più salato: mediamente, 990 euro (a fronte di un consumo medio di 1.064 smc). Seguono Teramo (815 euro, 876 smc) e Pescara, area dove le famiglie hanno speso, in media, 805 euro (865 smc).

    Chiude la classifica regionale Chieti, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 768 euro (825 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 14.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Abruzzo (consumi pari, a livello regionale, a 2.280 kWh per l’energia elettrica e 910 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • 550mila ragazzi hanno subito atti di cyberbullismo

    1,2 milioni di italiani hanno subito un atto di revenge porn, 550mila ragazzi con età compresa tra 18 e 24 anni sono stati vittima di cyberbullismo; sono questi alcuni dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, che più in generale ha anche evidenziato come quasi 1 italiano su 3, vale a dire 13 milioni di persone, sia stato vittima, almeno una volta, di un crimine informatico.

    Sebbene il problema riguardi tutte le fasce della popolazione, l’indagine ha evidenziato come la percentuale di chi è stato colpito da un crimine informatico aumenti tra i più giovani, toccando il picco tra i 18-24enni, fascia nella quale la percentuale di vittime raggiunge il 35%.

    Se può non sorprendere che il reato informatico più diffuso sia l’accesso non autorizzato a strumenti di pagamento personali (oltre 6 milioni e mezzo di italiani), è dal secondo posto di questa spiacevole classifica che si comincia a delineare l’immagine di un cybercrime sempre più pericoloso e organizzato.

    Il secondo reato più comune è il furto di identità; quasi 2,5 milioni di italiani si sono visti rubare la propria identità, immagine o quella dei familiari, poi usata da terzi per atti illegali. Continuando a scorrere i dati, si legge che quasi 2,3 milioni di persone, hanno dichiarato di essere stati vittima di diffusione non autorizzata di materiale digitale proprio o dei figli.

    Cyberstalking, cyberbullismo e revenge porn sono fenomeni molto diffusi, ma che colpiscono in misura maggiore i più giovani. Sono circa 1,5 milioni gli italiani che hanno subito cyberstalking e se a livello nazionale la percentuale è pari al 3,4% dei rispondenti, tra i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni si arriva fino al 7,1% .

    Trend analogo per il cyberbullismo; le vittime sono 1,3 milioni, ma la percentuale passa dal 3,2% del campione nazionale ad addirittura il 13,1% tra i ragazzi 18-24enni (vale a dire 550.000 individui). E non va meglio per il revenge porn; 1,2 milioni di vittime, ma ancora una volta la percentuale passa dal 2,8% nazionale a oltre il 7% tra gli under 24.

    Le polizze contro i crimini informatici: come funzionano

    L’aumentare dei rischi online e del cybercrime ha spinto le compagnie assicurative a proporre polizze specifiche, eppure, sono ancora pochi i privati che hanno scelto di sottoscrivere questo tipo di copertura; solo il 3% secondo quanto emerso dall’indagine.

    «Le polizze contro il cybercrime», sostiene Andrea Ghizzoni, Managing Director Assicurazioni di Facile.it, «sono di certo piuttosto nuove per il nostro Paese, ma i numeri dimostrano che sono ormai necessarie.»

    Ma come funzionano questi prodotti? In sostanza forniscono agli assicurati supporto di natura tecnica, economica e legale. Dal punto di vista tecnico offrono software specifici per difendere i dispositivi digitali usati dagli assicurati, proteggere i dati personali e valutare eventuali situazioni di rischio, sino a mettere a disposizione specialisti che possono intervenire per far rimuovere dal web contenuti dannosi per l’assicurato.

    Ma non solo, chi sottoscrive quel tipo di polizza gode di protezione giuridica con legali professionisti che intervengono in caso di danni subiti online dall’assicurato – tanto sui social network quanto sui siti di e-commerce – o, più in generale, problemi dovuti alla diffusione impropria di contenuti personali, si può arrivare anche al rimborso di eventuali perdite economiche subite.

    Ultimo, ma non meno importante, le polizze offrono alle vittime anche un sostegno di natura psicologica, che si traduce con la copertura dei costi connessi al supporto psicologico in casi di violenza online come, ad esempio, il cyberbullismo, il cyberstalking e il revenge porn.

    Benefici notevoli se confrontati coi costi; il prezzo di queste coperture, disponibili come prodotti indipendenti o, in alcuni casi, collegate a polizze RC casa, parte da appena 60 euro l’anno.

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 13 ed il 15 febbraio 2024 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Piemonte: bollette in calo del 34% per l’elettricità e del 27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Piemonte con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 718 euro per la bolletta della luce e 941 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Sul fronte dell’elettricità i piemontesi sono stati tra i più fortunati d’Italia, avendo avuto la quarta bolletta più “leggera” della Penisola.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i piemontesi hanno pagato, mediamente, 1.659 euro a famiglia (erano 2.378 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come Asti sia stata l’area piemontese dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.481 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 800 euro. Seguono Biella (765 euro, 2.371 kWh), Alessandria (761 euro, 2.359 kWh), Novara (756 euro, 2.345 kWh) e Cuneo, area dove sono stati messi a budget, mediamente, 749 euro per un consumo medio rilevato di 2.321 kWh.

    Continuando a scorrere la classifica si posizionano Vercelli (725 euro, 2.247 kWh) e Verbano-Cusio-Ossola (715 euro, 2.216 kWh). Chiude la graduatoria Torino, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.146 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (692 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Gli abitanti di Biella, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 1.185 euro a fronte di un consumo di 1.274 smc. Seguono Alessandria (1.148 euro, 1.234 smc), Asti (1.138 euro, 1.223 smc), Vercelli (1.137 euro, 1.222 smc), Verbano-Cusio-Ossola (1.030 euro, 1.107 smc) e Cuneo, area dove le famiglie hanno speso, in media, 1.020 euro (1.096 smc).

    Chiudono la classifica regionale Novara (984 euro, 1.057 smc) e, ancora una volta, Torino, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 846 euro (909 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 67.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Piemonte (consumi pari, a livello regionale, a 2.226 kWh per l’energia elettrica e 1.011 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: nel 2023 nel Lazio -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti nel Lazio con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 789 euro per la bolletta della luce e 619 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Sul fronte del gas i laziali sono stati tra i più fortunati d’Italia, avendo avuto la terza bolletta più “leggera” della Penisola.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i laziali hanno pagato, mediamente, 1.408 euro a famiglia (erano 2.042 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, emerge come Frosinone sia stata l’area laziale dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.683 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 865 euro. Segue Latina (857 euro, 2.658 kWh).

    Valori inferiori alla media regionale per Roma (778 euro, 2.411 kWh) e Viterbo (769 euro, 2.384 kWh). Chiude la graduatoria Rieti, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.344 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (756 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che, anche sul fronte del gas, i residenti di Frosinone sono i più sfortunati tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato; mediamente, 828 euro a fronte di un consumo di 890 smc. Seguono le province di Rieti (771 euro, 829 smc), Latina (684 euro, 735 smc) e Viterbo, area dove le famiglie hanno speso, in media, 672 euro (722 smc).

    Chiude la classifica regionale Roma, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 596 euro (641 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 90.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 nel Lazio (consumi pari, a livello regionale, a 2.447 kWh per l’energia elettrica e 665 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

     

  • Umbria: bollette luce -34%; -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Umbria con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 793 euro per la bolletta della luce e 808 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Sul fronte dell’energia elettrica gli umbri sono stati tra i meno fortunati d’Italia, avendo avuto la quarta bolletta più pesante della Penisola.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno gli umbri hanno pagato, mediamente, 1.601 euro a famiglia (erano 2.308 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come Perugia sia stata l’area umbra dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.499 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 806 euro. Più leggero il conto pagato a Terni, area dove sono stati messi a budget, mediamente, 753 euro per un consumo medio rilevato di 2.336 kWh.

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati e, in questo caso, la classifica cambia. Gli abitanti di Terni, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 811 euro a fronte di un consumo di 872 smc. Bolletta leggermente più bassa a Perugia, dove sono stati messi a budget per il gas 807 euro (867 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 9.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Umbria (consumi pari, a livello regionale, a 2.459 kWh per l’energia elettrica e 868 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: nel 2023 nelle Marche -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti nelle Marche con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 750 euro per la bolletta della luce e 867 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i marchigiani hanno pagato, mediamente, 1.617 euro a famiglia (erano 2.325 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, emerge come Fermo sia stata l’area marchigiana dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.722 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 878 euro. Seguono Pesaro e Urbino (776 euro, 2.406 kWh) e Macerata (736 euro, 2.283 kWh).

    Chiudono la graduatoria Ascoli Piceno (721 euro, 2.236 kWh) e, a brevissima distanza, Ancona, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.231 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (719 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati e dall’analisi emerge che, anche sul fronte del gas, la classifica provinciale non cambia. I residenti di Fermo sono stati i più sfortunati tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 1.013 euro a fronte di un consumo di 1.089 smc. Segue Pesaro e Urbino (917 euro, 985 smc).

    Valori inferiori alla media regionale per Macerata (867 euro, 932 smc) ed Ascoli Piceno (839 euro, 902 smc). Chiude la classifica regionale Ancona, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 805 euro (865 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 20.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 nelle Marche (consumi pari, a livello regionale, a 2.325 kWh per l’energia elettrica e 932 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Lombardia: in calo del 34% la bolletta della luce; -27% per quella del gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Lombardia con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 755 euro per la bolletta della luce e 968 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Sul fronte del gas i lombardi sono stati tra i meno fortunati d’Italia, avendo avuto la seconda bolletta più pesante della Penisola, dopo il Trentino-Alto Adige.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i lombardi hanno pagato, mediamente, 1.723 euro a famiglia (erano 2.283 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, emerge come Mantova sia stata l’area lombarda dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.803 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 904 euro. Seguono Cremona (838 euro, 2.599 kWh) e, a pari merito, Varese e Brescia, entrambe aree dove sono stati messi a budget, mediamente, 802 euro (2.487 kWh).

    Continuando a scorrere la graduatoria lombarda si posizionano Pavia (791 euro, 2.452 kWh), Como (780 euro, 2.420 kWh), Monza e Brianza (758 euro, 2.350 kWh), Lodi (750 euro, 2.327 kWh), Bergamo (741 euro, 2.297 kWh), Lecco (719 euro, 2.228 kWh) e Milano, provincia dove si sono spesi, mediamente, 713 euro per un consumo medio rilevato di 2.212 kWh. Chiude la classifica Sondrio, area che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.056 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (663 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Gli abitanti di Varese, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 1.120 euro a fronte di un consumo di 1.204 smc. Seguono le province di Pavia (1.117 euro, 1.200 smc), Como (1.099 euro, 1.181 smc), Mantova (1.079 euro, 1.160 smc), Cremona (1.019 euro, 1.095 smc) e Lecco, area dove le famiglie hanno speso, in media, 1.018 euro (1.094 smc).

    Bollette inferiori alla soglia psicologia dei mille euro per Monza e Brianza (999 euro, 1.074 smc), Sondrio (983 euro, 1.056 smc), Lodi (972 euro, 1.045 smc), Brescia (962 euro, 1.034 smc) e Bergamo, dove sono stati messi a budget, mediamente, 955 euro (1.026 smc). Chiude la classifica Milano, con una bolletta media di “solo” 838 euro (901 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 200.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Lombardia (consumi pari, a livello regionale, a 2.341 kWh per l’energia elettrica e 1.040 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    Immagine © photoiron

  • Eugenio De Marco è il nuovo Direttore di Facile.it Partner

    Facile.it, azienda leader nell’intermediazione e comparazione online, annuncia oggi la nomina di Eugenio De Marco a Direttore della rete Facile.it Partner.

    L’ingresso di De Marco rientra all’interno di un più ampio processo di riorganizzazione della rete di intermediari assicurativi che fa capo a Facile.it e che oggi conta più di 2.000 collaboratori in tutta Italia.

    De Marco, a riporto diretto di Maurizio Pescarini, CEO di Facile.it, avrà la responsabilità della direzione di Facile.it Partner, dello sviluppo e del consolidamento di tutta la rete, del rapporto con gli intermediari e del coordinamento del team di oltre 70 account a supporto dei collaboratori.

    Manager con esperienza pluriennale nel settore dei servizi finanziari e assicurativi, prima come consulente e successivamente con ruoli di crescente responsabilità nell’ambito dello sviluppo del business e della gestione di canali distributivi innovativi digitali e phygital, De Marco ha ricoperto il ruolo di Managing Director di YOLO group spa dove ha contribuito al disegno ed allo sviluppo di una rete intermediari dotata di una piattaforma tecnologica proprietaria, focalizzata sulla distribuzione di prodotti danni motor e non motor.

    «Sono felice di dare il benvenuto ad Eugenio nella squadra di Facile.it; la sua conoscenza del settore assicurativo e il forte background in ambito insurtech sono elementi preziosissimi per una realtà come la nostra e sono sicuro potranno contribuire concretamente al successo di Facile.it Partner», commenta Maurizio Pescarini, CEO di Facile.it. «La rete Facile.it Partner rappresenta un’eccellenza del settore e negli anni ha saputo garantire grande valore sia agli intermediari che ne sono entrati a far parte, sia alle compagnie assicurative che lavorano con noi; vogliamo continuare a crescere in questa direzione e ritengo che Eugenio sia la persona giusta per aiutarci a raggiungere gli obiettivi prefissati».

    «Sono molto contento ed orgoglioso di raccogliere questa nuova sfida professionale» afferma Eugenio De Marco, Direttore di Facile.it Partner. «Facile.it rappresenta un unicum in termini di innovazione dei modelli distributivi di prodotti assicurativi, finanziari e utilities e la rete di intermediari Facile.it Partner è uno dei suoi fiori all’occhiello; non vedo l’ora di iniziare questo emozionante percorso mettendo al servizio del team e dei nostri intermediari le mie competenze.».

  • Bollette: nel 2023 in Emilia-Romagna -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Emilia-Romagna con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 762 euro per la bolletta della luce e 958 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Sul fronte del gas gli emiliano-romagnoli sono stati tra i meno fortunati d’Italia, avendo avuto la terza bolletta più pesante della Penisola.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno gli emiliano-romagnoli hanno pagato, mediamente, 1.720 euro a famiglia (erano 2.469 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come Piacenza sia stata l’area dell’Emilia-Romagna dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.457 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 792 euro. Seguono Modena (785 euro, 2.433 kWh), Ravenna (784 euro, 2.430 kWh), Parma (771 euro, 2.390 kWh) e Ferrara, area dove sono stati messi a budget, mediamente, 768 euro (2.381 kWh).

    Valori inferiori alla media regionale per Rimini (762 euro, 2.362 kWh) e, a pari merito, Forlì-Cesena e Reggio Emilia, entrambe province dove si sono spesi, mediamente, 753 euro per un consumo medio rilevato di 2.336 kWh. Chiude la classifica Bologna, area che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.294 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (740 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Gli abitanti di Ravenna, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 1.040 euro a fronte di un consumo di 1.118 smc. Seguono le province di Modena (1.020 euro, 1.096 smc) e Ferrara (1.017 euro, 1.093 smc).

    Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Parma (958 euro, 1.030 smc), Piacenza (957 euro, 1.028 smc), Bologna (949 euro, 1.020 smc) e Forlì-Cesena, area dove le famiglie hanno speso, in media, 947 euro (1.018 smc). Chiudono la classifica Rimini (902 euro, 969 smc) e Reggio Emilia, con una bolletta media di “solo” 890 euro (956 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di quasi 80.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Emilia-Romagna (consumi pari, a livello regionale, a 2.364 kWh per l’energia elettrica e 1.030 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Tecnologia: 5 MLN considerano la AI una minaccia, quasi 13 MLN hanno subito un crimine informatico

    Nella nostra quotidianità si sente parlare sempre più spesso di intelligenza artificiale (AI), ma cosa ne pensano gli italiani? Secondo un’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti mUp Research e Norstat, quasi 5 milioni di persone la considerano come una minaccia.

    Minaccia o opportunità?

    Dallo studio – realizzato su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – emerge come tra i più giovani prevalga l’idea che questa scienza possa essere un’opportunità; se a livello nazionale il 34,5% vede dei vantaggi nell’utilizzo dell’AI, la percentuale sale al 40,4% tra i 25-34enni e addirittura al 53,5% tra gli appartenenti alla fascia 18-24 anni. Al contrario, al crescere dell’età crescono anche i dubbi: dopo i 55 anni circa il 18% degli intervistati la considerano solamente come una minaccia.

    Ma quali sono i rischi collegati all’intelligenza artificiale che più preoccupano gli italiani? Il 52,6% degli intervistati teme che l’AI possa essere sfruttata da malviventi per azioni fraudolente e il 39,6% che diventi incontrollabile dall’uomo. Pochi meno (39%) coloro che pensano che l’informazione online possa essere invasa da contenuti falsi creati dall’intelligenza artificiale, mentre più di 5,6 milioni temono che gli possa far perdere il lavoro, paura riscontrata soprattutto tra i più giovani; nel sotto campione 18-24 anni, più di un 1 individuo su 5 ammette di avere questa preoccupazione.

    I crimini informatici più diffusi

    Oltre all’intelligenza artificiale anche la tecnologia in generale si sta evolvendo sempre di più e con questo anche i possibili rischi. Dall’analisi è emerso che quasi 13 milioni di italiani sono stati vittima di un crimine informatico almeno una volta nella vita. Andando nel dettaglio, oltre 6 milioni e mezzo di individui hanno subito un accesso non autorizzato agli strumenti di pagamento personali, mentre quasi 2,5 milioni di persone si sono visti rubare la propria identità/immagine (o quella dei famigliari) per poi essere usata da terzi per atti illegali.

    Quasi 2,3 milioni, invece, sono stati vittima della diffusione non autorizzata di materiale digitale proprio o dei figli, mentre pochi meno – 2,2 milioni – sono coloro che hanno subito un furto di identità con la conseguente sottoscrizione di contratti a loro nome. Moltissime anche le vittime di cyberstalking (quasi 1,5 milioni), cyberbullismo (circa 1,3 milioni) e revenge porn (quasi 1,2 milioni).

    Polizze contro i crimini informatici

    Se gli attacchi informatici si evolvono, lo fa anche il mondo assicurativo tanto che sul mercato sono disponibili polizze in grado di tutelare il contraente, e anche i famigliari, da alcuni dei problemi che possono insorgere. Più di 6 italiani su 10 (61,4%), però, non sono a conoscenza dell’esistenza di questi prodotti e, anche tra chi li conosce, solo il 3% ha sottoscritto un’assicurazione del genere.

    Tra chi non ha una copertura contro i crimini informatici, quasi 1 su 3 (37,7%) è intenzionato a farla, percentuale che raggiunge addirittura il 43% tra i 25-34enni.

    «Sul mercato sono disponibili prodotti in grado di tutelare dai rischi che possono insorgere quando si utilizzano Internet e i dispositivi digitali», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Le garanzie incluse vanno dalla rimozione dei contenuti lesivi dai social network alla copertura delle spese legali nel caso di un procedimento penale per reato commesso terzi utilizzando la nostra identità fino all’assistenza psicologica in caso molestie o attacchi subiti online. Benefici enormi se confrontati col prezzo tutto sommato risibile di queste coperture».

    I prezzi delle polizze

    Sono diverse le compagnie che offrono polizze dedicate alla sicurezza digitale delle famiglie; in alcuni casi queste coperture vengono inserite all’interno di assicurazioni multirischio per la casa, in altri vengono proposte come prodotti indipendenti. I prezzi sono accessibili: si va, per le coperture base, dai 60 euro l’anno, fino ad arrivare, a seconda della politica di ciascuna compagnia assicurativa e delle garanzie aggiunte, a superare i 160 euro.

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 13 ed il 15 febbraio 2024 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Bollette: nel 2023 in Puglia -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Puglia con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 762 euro per la bolletta della luce e 724 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i pugliesi hanno pagato, mediamente, 1.486 euro a famiglia (erano 2.146 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, emerge come Lecce sia stata l’area pugliese dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.521 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 813 euro. Seguono Bari (784 euro, 2.430 kWh) e Brindisi (779 euro, 2.416 kWh).

    Valori inferiori alla media regionale per Taranto (740 euro, 2.296 kWh) e Barletta-Andria-Trani (696 euro, 2.159 kWh). Chiude la graduatoria Foggia, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (1.951 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (629 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che se sul fronte dell’elettricità i residenti di Foggia sono i più fortunati, va molto peggio per il gas tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 881 euro a fronte di un consumo di 947 smc. Seguono Lecce (749 euro, 805 smc), Bari (718 euro, 772 smc) e, a brevissima distanza, Brindisi, area dove le famiglie hanno speso, in media, 716 euro (769 smc).

    Chiudono la classifica regionale Taranto (643 euro, 691 smc) e Barletta-Andria-Trani, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 592 euro (636 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 30.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Puglia (consumi pari, a livello regionale, a 2.362 kWh per l’energia elettrica e 778 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: nel 2023 in Liguria -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Liguria con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 642 euro per la bolletta della luce e 728 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Sul fronte dell’elettricità i liguri sono stati i più fortunati d’Italia, avendo avuto la bolletta più “leggera” della Penisola.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i liguri hanno pagato, mediamente, 1.370 euro a famiglia (erano 1.970 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come Imperia sia stata l’area campana dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.245 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 724 euro. Segue, a brevissima distanza, La Spezia (720 euro, 2.234 kWh).

    Chiudono la graduatoria Savona (629 euro, 1.951 kWh) e Genova, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (1.909 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (616 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Gli abitanti di La Spezia, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 808 euro a fronte di un consumo di 868 smc. Seguono le province di Savona (798 euro, 858 smc) e Genova (706 euro, 759 smc).

    Chiude la classifica regionale Imperia, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 646 euro (694 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 25.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Liguria (consumi pari, a livello regionale, a 1.991 kWh per l’energia elettrica e 782 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Prestiti: erogato oltre 1 miliardo di euro per pagare le cure mediche

    Oltre 1 miliardo di euro; è questo, secondo le stime di Facile.it, il valore dei prestiti personali erogati agli italiani nel 2023 per far fronte alle spese mediche. La salute ha un costo e chiedere un finanziamento per sostenere le spese sanitarie è pratica sempre più diffusa tanto che, lo scorso anno, il peso percentuale di questi prestiti è aumentato del 6,6% rispetto al 2022.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    Identikit del richiedente

    Dall’analisi, realizzata su un campione di oltre 400.000 domande di finanziamento raccolte online da Facile.it e Prestiti.it*, emerge una doppia tendenza; se, come detto, il peso percentuale delle domande di prestiti destinati alla sanità è aumentato del 6,6%, dall’altro l’importo medio richiesto è calato leggermente (-4%), arrivando, in media, a circa 6.152 euro.

    Visti i tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica, che secondo un’indagine commissionata da Facile.it**, a settembre 2023 erano pari a circa 77 giorni, la diminuzione dell’importo richiesto può essere letto sia in relazione col fatto che ci si rivolga alla sanità privata anche per visite o esami mediamente meno costosi, sia in relazione all’incremento dei tassi di interesse che hanno reso i finanziamenti più cari; nel 2022 il Taeg medio riservato a chi ha sottoscritto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,41%, valore salito al 10,86% nel 2023, in aumento del 15,4%.

    Diminuisce, di contro, la durata media del finanziamento, passata da 56 mesi a 50 mesi, vale a dire poco più di 4 anni.

    Se si guarda al profilo del richiedente si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente 46 anni e mezzo, età più alta se confrontata con quella di chi richiede finanziamenti per scopi diversi e che supera di oltre 4 anni l’età media di chi si rivolge, in generale, ad un istituto di credito (42 anni).

    Quasi 1 domanda su 4 (24,9%) arriva da richiedenti della fascia anagrafica 45-54 anni; seguono coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (20,9%), mentre al terzo posto si posizionano i soggetti con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (18,6%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 42,8% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale molto più elevata rispetto alle richieste di prestito totali, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 28,2%.

    Guardando, infine, alle differenze geografiche emerge come, se a livello nazionale l’incidenza dei finanziamenti destinati alle cure mediche è pari al 4,70% del totale delle richieste di prestiti, le regioni dove il peso percentuale è maggiore sono la Sardegna (5,33%), le Marche (5,14%) e la Liguria (5,12%).

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 400.000 richieste di prestiti personali raccolte da Facile.it e Prestit.it nel 2022 e 2023.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Bollette: nel 2023 in Veneto -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Veneto con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 814 euro per la bolletta della luce e 944 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Sul fronte del gas i veneti sono stati tra i più sfortunati d’Italia, avendo avuto la quarta bolletta più pesante della Penisola, a pari merito con il Friuli-Venezia Giulia.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i veneti hanno pagato, mediamente, 1.758 euro a famiglia (erano 2.527 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, emerge come Rovigo sia stata l’area veneta dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.727 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 879 euro. Seguono Verona (834 euro, 2.585 kWh), Treviso (832 euro, 2.580 kWh) e, a brevissima distanza, Padova, area dove sono stati messi a budget, mediamente, 828 euro per un consumo medio rilevato di 2.566 kWh.

    Valori inferiori alla media regionale per Vicenza (801 euro, 2.485 kWh) e Venezia (786 euro, 2.436 kWh). Chiude la graduatoria Belluno, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.050 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (661 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che, anche sul fronte del gas, i residenti di Rovigo sono i più sfortunati tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 997 euro a fronte di un consumo di 1.071 smc. Seguono le province di Belluno (986 euro, 1.060 smc), Verona (962 euro, 1.034 smc) e Treviso, area dove le famiglie hanno speso, in media, 947 euro (1.018 smc).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si posizionano Padova (944 euro, 1.014 smc) e Vicenza (933 euro, 1.003 smc). Chiude la classifica Venezia, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 915 euro (983 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 90.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Veneto (consumi pari, a livello regionale, a 2.525 kWh per l’energia elettrica e 1.014 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Sicilia: nel 2023 bollette in calo del 34% per l’elettricità e 27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Sicilia con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 825 euro per la bolletta della luce e 598 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Se sul fronte del gas i siciliani sono i più fortunati d’Italia, avendo avuto la bolletta più “leggera” in assoluto, va molto peggio per l’elettricità dal momento che, lo scorso anno, hanno pagato il secondo conto più salato della Penisola.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i siciliani hanno pagato, mediamente, 1.423 euro a famiglia (erano 2.068 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come Siracusa sia stata l’area siciliana dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.739 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 883 euro. Seguono Trapani (868 euro, 2.690 kWh), Ragusa (865 euro, 2.6823 kWh) e Palermo, area dove sono stati messi a budget, mediamente, 864 euro per un consumo medio rilevato di 2.679 kWh.

    Valori inferiori alla media regionale per Catania (811 euro, 2.516 kWh), Caltanissetta (784 euro, 2.431 kWh), Agrigento (776 euro, 2.406 kWh) e Messina (730 euro, 2.265 kWh). Chiude la graduatoria Enna, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.141 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (690 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Gli abitanti di Caltanissetta, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 782 euro a fronte di un consumo di 840 smc. Seguono le province di Enna (760 euro, 817 smc), Palermo (618 euro, 664 smc) e Ragusa, area dove le famiglie hanno speso, in media, 613 euro (659 smc).

    Continuando a scorrere la graduatoria siciliana si posizionano Agrigento (578 euro, 621 smc), Catania (575 euro, 618 smc), Messina (567 euro, 609 smc) e Trapani (556 euro, 598 smc). Chiude la classifica Siracusa, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 473 euro (508 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 35.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Sicilia (consumi pari, a livello regionale, a 2.557 kWh per l’energia elettrica e 643 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.