Autore: Andrea Polo

  • Facile.it annuncia l’acquisizione del 100% di MiaCar.it

    Facile.it Broker di Assicurazioni S.p.A (www.facile.it), leader nella comparazione di assicurazioni, prodotti di finanziamento, tariffe energetiche e, in generale, delle principali voci di spesa delle famiglie italiane, ha annunciato oggi l’acquisizione del 100% della società MiaCar (www.miacar.it) primo marketplace italiano di automobili nuove e a KM zero in pronta consegna presso i concessionari ufficiali.

    Con questa acquisizione Facile.it segna un altro momento importante della sua forte espansione, entrando in un nuovo settore strategico che gli consentirà di offrire ai propri utenti un servizio sempre più completo.

    MiaCar.it, azienda fondata nel 2017 da Lorenzo Sistino, che viene riconfermato nel suo ruolo di CEO, è uno dei casi di maggior successo fra le start up italiane nel settore e grazie al suo particolare modello di business – che va dal confronto dei prezzi dei veicoli (nuovi, usati o a KM zero) fino all’acquisto finale – ha saputo guadagnare giorno dopo giorno la fiducia dei consumatori.

    «L’automotive è sempre stato uno dei pilastri dell’economia italiana e lo sarà ancora di più dopo l’esperienza della pandemia visto che, come certificato da diverse analisi, sono molti i nostri connazionali che a seguito di quell’evento hanno intenzione di acquistare un veicolo o viaggiare molto di più in auto», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «Come Facile.it, anche MiaCar rappresenta nel suo settore un esempio eccellente di integrazione fra i canali. Entrambi abbiamo costruito il nostro successo sull’eccellenza tecnologica e l’attenzione per l’utente finale, ecco perché siamo certi che questa acquisizione sarà un ulteriore passo in avanti per il Gruppo».

    Dopo l’acquisizione, per la quale non è stata resa nota la cifra di acquisto, le due aziende uniranno le loro competenze con lo scopo di offrire un portale sempre più efficiente sia ai clienti privati sia ai propri concessionari e partner.

    «Le sinergie possibili con Facile.it sono moltissime», spiega Lorenzo Sistino «il modo di vendere e comprare auto sta cambiando velocemente. I clienti apprezzano la velocità, la trasparenza e la comodità che le nuove tecnologie possono offrire nel processo di scelta e acquisto dell’auto, mentre i concessionari sono sempre alla ricerca di canali nuovi e più efficienti per raggiungere i clienti. Sono convinto che, grazie alla consolidata leadership di Facile.it, potremo raggiungere velocemente importanti traguardi».

     «Nel corso degli anni», conclude Palano «Facile.it ha dimostrato di saper cambiare, espandere il proprio business senza mai smettere di crescere. Siamo particolarmente soddisfatti degli ultimi progetti di integrazione omnicanale, con l’espansione della rete Facile.it Partner, quella di Facile.it Mutui e Prestiti e dei Facile.it Store, tre grandi successi. Con l’acquisizione di MiaCar facciamo un altro passo importantissimo nella strategia di crescita e diversificazione che, sempre con il cliente al centro, portiamo avanti con successo da ormai oltre 10 anni».

  • Turismo: 22 milioni di italiani quest’anno faranno le ferie nel Bel paese

    Quest’anno le ferie saranno nazionali. Sono ben 22 milioni i nostri connazionali che, per le vacanze, hanno scelto di rimanere dentro i confini italiani. A certificare il dato l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*.

    Complici la situazione epidemiologica in miglioramento e la campagna di vaccinazione che ha raggiunto un numero sempre più alto di individui, sono in totale 26 milioni i nostri connazionali che già sanno si concederanno una vacanza estiva.

    A far loro da contraltare, invece, sono i 6,5 milioni di individui che, spinti dalla paura del virus o dall’impossibilità economica a spendere, faranno le ferie a casa propria. 11,5 milioni, infine, gli indecisi.

    Chi parte

    Sono più di 4 milioni e mezzo gli italiani che hanno già prenotato le ferie estive e comunque, tra chi preparerà le valigie, l’84,6% rimarrà in Italia. Come da tradizione il 55% farà le ferie ad agosto, mentre il 36% partirà a luglio. Tanti, quasi 5 milioni, sfrutteranno la calma del mese di settembre e più di 4 milioni di italiani faranno le ferie già a giugno.

    Più di un terzo dei rispondenti si potrà concedere non più di 7 giorni, ma in media si staccherà con 14 giorni di vacanza, alcune volte anche divisi fra più periodi.

    Se lo scorso anno molti dichiaravano avrebbero fatto le ferie in camper o roulotte, la novità dell’estate 2021 – ed è una buona notizia per tutti coloro che vi lavorano – potrebbe essere il boom dei villaggi turistici, nuovamente oggetto di grande attenzione da parte dei villeggianti; sono oltre 3,8 milioni gli intervistati che hanno dichiarato faranno le ferie in quel tipo di struttura.

    Al primo posto nelle intenzioni dei vacanzieri, però, rimane la sistemazione in Hotel e B&B (42%), a seguire la casa in affitto per periodi brevi o medi (33,7%), che ha registrato, rispetto allo scorso anno un boom (era il 22,1% nella rilevazione di maggio 2020).

    Chi non parte o ancora non ha deciso

    Sebbene i numeri siano notevolmente inferiori rispetto a quelli dello scorso anno, va detto che sono tanti anche coloro che quest’anno le vacanze non le faranno affatto; non hanno intenzione di partire circa 6,5 milioni (erano stati oltre 24 milioni a maggio 2020).

    A bloccare i propositi vacanzieri sono la paura del contagio (quasi 2 milioni, in particolare fra i residenti al Sud e nelle Isole) e, soprattutto, le difficoltà economiche (3,2 milioni). Poco meno di 1,5 milioni gli individui che hanno dichiarato di aver scelto di non partire per via delle eccessive restrizioni cui sarebbero costretti a sottostare.

    Sono 11,5 milioni, invece, coloro che ancora non hanno deciso se partire o meno. Anche in questo caso la ragione principale dell’indecisione è legata alle regole e alle limitazioni; il 50% ha dichiarato che prenderà una decisione solo dopo che verranno stabilite regole certe per il periodo estivo, mentre, come recentemente messo in luce dall’indagine di Facile.it, 4 milioni di italiani hanno detto che cambieranno idea solo se il coprifuoco verrà eliminato. Il 28% dei rispondenti, infine, non sa se riuscirà ad avere soldi sufficienti per pagare una vacanza.

    Vacanze, sì… ma dove…e come?

    In particolare, guardando a chi rimarrà in Italia, il 63,8% si sposterà in una località al di fuori della propria regione di residenza. Il 13% degli italiani, invece, opterà per una destinazione estera; in questo caso sembrano essere soprattutto i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni a voler superare i confini nazionali (18%).

    Come nel 2020, anche quest’anno il mezzo preferito dagli italiani per raggiungere la destinazione sarà l’auto di proprietà; 19,3 milioni di individui (il 74,7% dei vacanzieri) si sposteranno con questo veicolo. Ma la quota di mezzi in movimento sulle strade italiane sarà ancora più alta se si aggiungono i circa 1,7 milioni di vacanzieri che useranno auto a noleggio, autobus, camper/roulotte.

    Segnali positivi arrivano sul fronte del trasporto aereo. Cresce la percentuale di chi ha dichiarato che quest’anno si sposterà così; il 17% dei vacanzieri, pari a più di 4 milioni di persone (era l’11% nell’indagine effettuata nel 2020).

    Buone notizie anche per le isole italiane e, più in generale, il trasporto marittimo; saranno oltre 1 milione e mezzo gli individui che raggiungeranno la propria destinazione vacanziera via nave, più del doppio rispetto a quanto rilevato a maggio 2020.

    Questa la fotografia ad oggi, ma interventi come l’ampliamento del bonus vacanze, la decisione sul coprifuoco e sulle regole da seguire per questa estate potrebbero avere un ruolo fondamentale nel determinare quanti italiani si concederanno una vacanza quest’anno.

     

     

     Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • La decisione sul coprifuoco blocca il turismo: 4 milioni di italiani partiranno solo se sarà eliminato

    Si inizia a parlare di vacanze, ma sono ancora molte le incognite sulla prossima stagione estiva, prima fra tutte il coprifuoco: proprio a causa di questa norma quasi 4 milioni di italiani non hanno ancora deciso se fare le ferie o se restare a casa e solo se la limitazione verrà eliminata partiranno. Il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it e realizzata da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*.

    Dalla decisione del Governo su questa limitazione potrebbe quindi dipendere, almeno in parte, il bilancio della stagione estiva 2021 per il settore turistico, comparto che è stato già pesantemente colpito dalla pandemia: secondo i dati di Assoturismo, nel 2020 la perdita economica per l’intero settore, considerando il totale consumi turistici interni, è stimata intorno ai 240 milioni di euro al giorno.

    Guardando più da vicino il campione di rispondenti che, se confermato il coprifuoco, non farà le vacanze, emerge che i più preoccupati dalle limitazioni d’orario sono risultati essere gli uomini (40,8% rispetto al 29,3% del campione femminile).

    Analizzando i rispondenti su base geografica, invece, i più condizionati dalla presenza del coprifuoco sono risultati essere i residenti nelle regioni del Nord Est (43,1%) e del Nord Ovest (37,9%).

    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Mutui under 36: ecco quanto risparmieranno i giovani comprando casa

    Esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale e sostitutiva, onorario notarile ridotto e, per gli immobili soggetti a IVA, un credito di imposta da recuperare attraverso la dichiarazione dei redditi; sono queste, insieme alle modifiche sul Fondo di Garanzia Prima casa, le misure contenute nella bozza del Decreto Sostegni Bis attualmente in discussione e pensate per agevolare gli under 36 nell’acquisto della prima casa. Ma quanto risparmierebbe, nel concreto, un giovane comprando casa? Per rispondere alla domanda Facile.it e Mutui.it hanno fatto alcune simulazioni scoprendo che il vantaggio economico è significativo soprattutto per chi acquista un immobile di nuova costruzione da un’impresa con vendita soggetta a IVA. Ecco perché.

    Se si acquista da un privato

    Quando si compra una prima casa direttamente da un privato, l’acquirente deve pagare l’imposta di registro pari al 2% del valore catastale dell’immobile, l’imposta ipotecaria di 50 euro e quella catastale, sempre pari a 50 euro. A questi costi si aggiunge l’imposta sostitutiva su finanziamenti, pari allo 0,25% del valore del mutuo concesso dalla banca.

    Un under 36 che compra un immobile da 150.000 euro (con valore catastale pari a 77.098 euro), dovrebbe pagare un’imposta di registro pari a 1.542 euro, a cui vanno sommati 100 euro per le due imposte, quella ipotecaria e quella catastale. A questi importi si aggiunge l’imposta sostitutiva sul mutuo che, per un finanziamento da 120.000 euro, è pari a 300 euro.

    Se la bozza del Decreto Sostegni Bis venisse approvata nell’attuale formula, grazie alle esenzioni il risparmio per il giovane acquirente sarebbe di 1.942 euro, a cui si sommerebbe il risparmio ottenuto dalla riduzione dell’onorario del notaio.

    Se si acquista da un’impresa (con vendita soggetta a IVA)

    Un acquirente alle prese con l’acquisto di una prima casa di nuova costruzione da un’impresa, con vendita soggetta a IVA, oltre a sostenere l’imposta di registro (200 euro), quella ipotecaria (200 euro) e quella catastale (200 euro), deve versare l’IVA agevolata al 4% e, in caso di mutuo, l’imposta sostitutiva sui finanziamenti (0,25% del valore concesso).

    Se, ancora una volta, ipotizziamo l’acquisto di un immobile di nuova costruzione del valore di 150.000 euro, il giovane acquirente dovrebbe quindi sostenere una spesa pari a 600 euro per le tre imposte (ipotecaria, di registro e catastale), 6.000 euro di IVA agevolata e 300 euro per l’imposta sostitutiva sul mutuo.

    Secondo l’attuale formulazione della bozza, l’under 36 potrebbe ottenere l’esenzione dalle imposte, con un risparmio di 900 euro, e un credito di imposta di 6.000 euro pari all’IVA sul valore dell’immobile. Il credito non dà luogo a rimborsi ma, come specifica la bozza del decreto “può essere portato in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito, ovvero può essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data dell’acquisto o utilizzato in compensazione”. Anche in questo caso si andrebbe ad aggiungere il risparmio ottenuto grazie alla riduzione dell’onorario del notaio.

    «I giovani hanno tanta voglia di comprare casa, ma spesso devono fare i conti con una disponibilità economica limitata, per questo motivo qualsiasi intervento che riduca le spese a carico di chi vuole acquistare la prima abitazione è positivo», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Nella sua forma attuale la bozza del Decreto porta dei benefici soprattutto ai giovani che scelgono di acquistare un immobile di nuova costruzione; questo potrebbe anche stimolare la domanda di nuove abitazioni ad alta efficienza energetica, con evidenti benefici per l’intero settore immobiliare e, più in generale, per il patrimonio abitativo nazionale.».

  • Mutui: in Veneto aumenta l’importo medio richiesto (+2,6%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i veneti sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 10.200 domande di mutuo raccolte in Veneto tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 2,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 133.220 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che, fra i residenti veneti, chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva in media più di 40 anni, mezzo anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da 21 anni e mezzo a più di 22 anni e mezzo.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale il finanziamento medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+2,6%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    Quella che ha registrato la crescita più importante è Verona, dove l’importo medio richiesto è salito del 7,7%, arrivando a 144.011 euro. Seguono nella graduatoria la provincia di Padova, che ha registrato un aumento del 7,6% rispetto al primo trimestre 2020 (132.278 euro) e quella di Venezia (+3,0%, 133.501 euro).

    Continuando a scorrere la classifica degli aumenti si posizionano le province di Rovigo (+1,5%, 118.975 euro) e Treviso (+0,9%, 131.036 euro).

    Valore in calo, invece, per la provincia di Vicenza, dove l’importo medio richiesto è calato dell’8,5% arrivando a 122.206 euro.

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 veneti su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi tre mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, gli abitanti del Veneto sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di nove aspiranti mutuatari su dieci hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto: il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Veneto è diminuito, passando dal 37% dello scorso anno al 18%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020, si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 10.200 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Veneto nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Covid: 16 milioni di genitori hanno sviluppato nuove paure legate ai figli

    Dalla didattica a distanza alla sospensione di tutte le attività sportive e ludiche, la pandemia ha avuto un impatto significativo anche sulla vita e sulla quotidianità dei più piccoli tanto che oltre 6 genitori italiani su 10, pari a quasi 16,5 milioni di individui, hanno dichiarato di aver sviluppato nuove paure legate ai figli, paure che non avevano prima della pandemia. È questo uno dei dati emersi dall’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta*.

    Le paure più diffuse

    Ma quali sono, nello specifico, le paure che i genitori hanno oggi per i propri figli? Tra coloro che hanno ammesso di avere preoccupazioni che si sono manifestate solo dopo il Covid-19, più di 1 rispondente su 3, pari a oltre 8,5 milioni di individui, ha dichiarato di temere che a causa dei lockdown l’anno trascorso possa avere avuto un impatto psicologico negativo sul proprio figlio.

    Continuando ad analizzare i dati dell’indagine è emerso che più di 1 genitore su 4 (26,8%), vale a dire circa 6,7 milioni di persone, ha ammesso di essere preoccupato che la didattica a distanza possa avere creato lacune nella preparazione scolastica dei figli; pochi meno (6,5 milioni, 26,3%) sono coloro che hanno manifestato la paura che i ragazzi usino i mezzi pubblici considerati come potenziale veicolo di contagio.

    Con il graduale allentamento delle restrizioni, inoltre, gli studenti sono tornati e torneranno sempre più alla quotidianità, sia per quanto riguarda le lezioni in aula che le attività di svago e sportive; questa progressiva normalità dopo più di un anno di limitazioni, però, ha destato in molti genitori nuove paure tanto che, secondo l’indagine di Facile.it, sono più di 4 milioni e mezzo (18,1%) coloro che hanno dichiarato di essere preoccupati che i figli possano incontrare gli amici. Tanti anche gli italiani (circa 3,5 milioni) che addirittura hanno ammesso di aver paura di far rientrare i figli a scuola.

    Ad avere sviluppato nuove paure sono soprattutto le mamme (67,1% vs 64,4% dei papà) e i residenti nel Meridione, dove la percentuale di coloro che ha ammesso di avere preoccupazioni che si sono manifestate solo dopo lo scoppio della pandemia sale al 74,9% (65,8%, invece, il dato a livello nazionale).

    «Questa pandemia ha scatenato paure e incertezze che hanno investito la nostra quotidianità e destabilizzato il “pianificato” futuro» – spiega la Psicologa Raffaela Messina –  «Preoccupante per i genitori è l’impatto che la chiusura della scuola e la didattica on line ha sui bambini di ogni età. La distanza dagli amici, la mancanza di intesa tra i banchi e della parola scambiata con il compagno, hanno reso l’apprendimento una costrizione sterile. Irritabilità, disattenzione e ritiro sociale ne sono il risultato; comportamenti con i quali paure e risorse dei genitori oggi ancor di più devono confrontarsi».

    Le paure più diffuse al Nord, al Centro e al Sud

    Dall’analisi a livello territoriale emerge che, nonostante i genitori del Nord Italia si siano rivelati i meno preoccupati del Paese (59,2% vs 65,8% nazionale), rimane comunque alto fra loro il dato relativo ai possibili risvolti negativi del lockdown dal punto di vista psicologico tanto che, quasi 1 rispondente su 3 (32,3%), ha ammesso apertamente di avere questa paura.

    La preoccupazione nel far rientrare i figli a scuola, invece, è condivisa dal 7,2% degli abitanti del Settentrione, la metà rispetto a quanto rilevato in tutto il Paese (14,2%); stessa considerazione va fatta per la paura che i ragazzi escano di casa, dove la percentuale è pari al 5,8% a fronte del 10,2% registrato a livello nazionale.

    Spostandoci al Centro Italia, dall’indagine è emerso come gli abitanti di quest’area risultino essere i più preoccupati dalle possibili conseguenze negative della didattica a distanza sul percorso formativo degli alunni; se a livello nazionale la percentuale è del 26,8%, nelle regioni del Centro il valore sale fino a raggiungere il 28,3%. La paura che i figli possano incontrare gli amici, invece, è condivisa dai residenti del Centro Italia in percentuale minore rispetto alle altre zone del Paese (14,2% vs 18,1% nazionale).

    È però nel Meridione che si registrano i valori più alti: se a livello nazionale la percentuale di genitori che ha ammesso di aver manifestato nuove paure per i figli a causa della pandemia è pari al 65,8%, al Sud e nelle Isole il valore raggiunge addirittura il 74,9%.

    Gli abitanti di queste aree si dichiarano perlopiù preoccupati che i diversi lockdown possano aver avuto un impatto psicologico negativo sul proprio figlio; ad ammetterlo sono il 37% dei genitori residenti al Sud e nelle Isole, percentuale più alta rispetto a quella nazionale (34,3%).

    Un ulteriore dato interessante emerso dall’indagine è che, tra i residenti di queste aree d’Italia, la percentuale di coloro che hanno paura di far rientrare i figli a scuola, pari al 22,6%, notevolmente superiore rispetto a quella rilevata in tutto il Paese (14,2%).

    Gli abitanti del Meridione e delle Isole si sono rivelati anche maggiormente preoccupati nel far prendere i mezzi pubblici ai figli (34,2% vs 26,3% nazionale).



    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Mutui: in Toscana aumenta l’importo medio richiesto (+2,3%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i toscani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 9.500 domande di mutuo raccolte in Toscana tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 2,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 140.088 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che, fra i residenti toscani, chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva in media più di 41 anni, mezzo anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da più di 22 anni a 23 anni e mezzo.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale il finanziamento medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+2,3%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    Quella che ha registrato la crescita più importante è Firenze, dove l’importo medio richiesto è salito del 7,0%, arrivando a 155.108 euro. Seguono nella graduatoria la provincia di Lucca, che ha registrato un aumento dell’1,6% rispetto al primo trimestre 2020 (140.947 euro), quella di Pistoia (+0,7%, 119.440 euro) e, a pari merito, quelle di Livorno e Prato, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari rispettivamente a 134.917 euro e 135.367 euro, è cresciuto dello 0,3%.

    Valori in calo, invece, per le province di Grosseto, dove l’importo medio richiesto è calato del 2,0% arrivando a 129.048 euro, Pisa (-4,5%, 134.380 euro), Siena (-4,8%, 132.597 euro) e Arezzo, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 116.664 euro, è diminuito del 4,9%.

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 toscani su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi tre mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, gli abitanti della Toscana sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di nove aspiranti mutuatari su dieci hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto: il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Toscana è diminuito, passando dal 38% dello scorso anno al 22%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020, si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 9.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Toscana nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Mutui: in Emilia-Romagna aumenta l’importo medio richiesto (+7,7%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, gli abitanti dell’Emilia-Romagna sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 11.500 domande di mutuo raccolte in Emilia-Romagna tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 7,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 140.542 euro.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che, fra i residenti dell’Emilia-Romagna, chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva in media più di 39 anni e mezzo, un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da più di 21 anni e mezzo a 23 anni.

    Le variazioni provinciali

    A livello regionale il finanziamento medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+7,7%); l’incremento riguarda quasi tutte le province della regione.

    Quella che ha registrato la crescita più importante è Bologna, dove l’importo medio richiesto è salito del 10,6%, arrivando a 153.297 euro. Seguono nella graduatoria la provincia di Ravenna, che ha registrato un aumento del 9,9% rispetto al primo trimestre 2020 (133.274 euro), quella di Ferrara (+7,2%, 117.698 euro) e quella di Rimini (+6,1%, 151.086 euro).

    Continuando a scorrere la classifica dell’Emilia-Romagna, si posizionano le province di Parma (+5,1%, 135.854 euro), Modena (+3,7%, 134.321 euro), Reggio Emilia (+3,2%, 124.217 euro) e Forlì-Cesena (+0,7%, 135.310 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Piacenza, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 116.272 euro, è diminuito dello 0,7%.

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 abitanti dell’Emilia-Romagna su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi tre mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, gli abitanti dell’Emilia-Romagna sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di nove aspiranti mutuatari su dieci hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto: il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Emilia-Romagna è diminuito, passando dal 35% dello scorso anno al 20%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020, si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 11.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Emilia-Romagna nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Mutui: da under 35 una domanda su tre

    Negli ultimi giorni, a seguito delle dichiarazioni di Draghi relative alle misure a sostegno dei giovani che vogliono acquistare casa, si è parlato molto di Under 35; ma quanto pesa oggi questa fascia di richiedenti sul mercato dei mutui? Per rispondere alla domanda Facile.it e Mutui.it hanno analizzato un campione* di circa 120.000 domande di finanziamento scoprendo che, nel primo trimestre dell’anno, quasi 1 richiesta su 3 (32%) è stata presentata da un aspirante mutuatario con meno di 35 anni.

    Mutui Under 35

    Analizzando nel dettaglio i dati dell’osservatorio emerge che dal 2019 a oggi il peso percentuale degli aspiranti mutuatari Under 35 è lievemente cresciuto, passando dal 31% del 2019 al 32% rilevato nel primo trimestre 2021.

    In netto aumento, invece, l’importo medio richiesto da questa fascia di richiedenti: si è passati da 134.257 del 2019 ai 139.634 del primo trimestre 2021, con un incremento del 4%. L’aumento, spiegano gli esperti di Facile.it, è strettamente legato al calo dei tassi che ha consentito ai richiedenti di puntare a cifre più alte rispetto al passato, mantenendo comunque una rata bassa.

    Un altro dato interessante emerso dall’analisi è che i giovani con meno di 35 anni chiedono importi superiori alla media nazionale. Nel primo trimestre 2021, ad esempio, la richiesta media under 35 è risultata superiore dell’1,6% rispetto a quella nazionale; la differenza, però, va letta anche alla luce del peso delle surroghe, prodotto più presente nella fascia over 35 e legato a richieste di finanziamento solitamente di importo più contenuto.

    Focus sui mutui prima casa

    Analizzando le sole richieste di mutuo per la prima casa emerge che il peso percentuale degli under 35 è ancora più elevato e più di 4 richieste su 10 provengono proprio da questa fascia di aspiranti mutuatari.

    Anche in questo caso la quota dei giovani è aumentata negli ultimi 2 anni: nel 2019 gli under 35 rappresentavano il 40% dei richiedenti mutuo per l’acquisto di una prima casa, mentre nel 2020 la percentuale è arrivata al 43% del totale, con un aumento del 7,5%. Valore solo di poco inferiore quello rilevato nel primo trimestre 2021 (42%). L’importo medio richiesto dagli Under 35 è passato da 140.026 euro del 2019 a 144.801 euro nel primo trimestre del 2021, con un incremento del 3,4%.

     

    «Il problema principale cui spesso devono far fronte gli under 35 alle prese con l’acquisto della casa è di non poter contare su sufficienti risparmi per riuscire ad abbassare al di sotto dell’80% la quota di immobile da finanziare tramite mutuo, cosa che rende più complicato e costoso l’accesso al credito», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it.

    A conferma delle parole di Cresto, secondo i dati di Facile.it, nel primo trimestre del 2021 più di 2 aspiranti mutuatari su 3 con meno di 35 anni alle prese con l’acquisto della prima casa hanno chiesto un mutuo con LTV (Loan To Value) superiore all’80%.

    Ad oggi, inoltre, sono poche le banche che offrono mutui con LTV superiore all’80% e, nella maggior parte dei casi, sono più difficili da ottenere e più costosi. La differenza in termini di rata può essere davvero importante; secondo la simulazione* di Facile.it per un mutuo fisso al 70% di importo pari a 180.000 euro, da restituire in 25 anni, il miglior Taeg rilevato online ad aprile è pari a 1,04%, con una rata di 466 euro, mentre per lo stesso finanziamento ma con LTV pari al 100%, il TAEG sale a 2,29% e la rata a 776 euro.

    «Qualsiasi intervento volto a ridurre gli ostacoli che limitano l’accesso al credito da parte dei giovani è ben accetto – conclude Cresto. Il Fondo garanzia prima casa ha già fatto tanto negli ultimi anni e un potenziamento di questo strumento potrebbe dare un ulteriore impulso all’erogazione di mutui ai giovani; ma anche altri interventi, come l’aumento delle agevolazioni destinate a chi acquista la prima casa o l’introduzione di nuove, potrebbero aiutare ad abbassare l’età media dei richiedenti, con evidenti benefici anche dal punto di vista socio-demografico. Non dimentichiamo che l’acquisto dell’abitazione è, per molti, il primo passo per costruire una famiglia e fare dei figli».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 120.000 richieste di mutuo provenienti da richiedenti con età uguale o inferiore a 35 anni raccolte tramite Facile.it e Mutui.it da gennaio 2019 a marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni rilevati il 28 aprile 2021.

  • Mutui: in Campania aumenta l’importo medio richiesto (+4,7%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i campani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 11.100 domande di mutuo raccolte in Campania tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 4,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 133.730 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente campano tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni e mezzo, quasi un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da più di 21 anni a 22 anni e mezzo.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+4,7%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    La provincia che ha registrato la crescita più importante è quella di Napoli, dove l’importo medio richiesto è salito del 5,4%, arrivando a 139.633 euro. Seguono nella graduatoria campana la provincia di Benevento, che ha registrato un aumento del 4,2% rispetto al primo trimestre 2020 (105.171 euro), quella di Caserta (+4,1%, 118.467 euro) e quella di Salerno (+2,5%, 134.756 euro).

    Valore in calo, invece, per la provincia di Avellino, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 107.196 euro, è diminuito del 2,5%.

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 campani su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi 3 mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i campani sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di 9 aspiranti mutuatari su 10 hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Campania è diminuito, passando dal 36% dello scorso anno al 23%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 11.100 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Campania nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Ravenna per le spese di casa

    Quanto costa vivere a Ravenna e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del Facile.it Store di Ravenna (https://www.facile.it/store/ravenna.html), la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere nella città di Ravenna e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    I primi costi presi in considerazione dal comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a marzo 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in provincia di Ravenna occorrevano, in media, 415,37 euro, valore in calo del 5,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Attenzione, però, perché a partire dal 2021 le tariffe sono tornate a crescere tanto che da gennaio a marzo è stato registrato un rincaro del 6,1%.

    Buone notizie arrivano anche dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono diminuite e, a marzo 2021, per assicurare una due ruote a Ravenna e provincia servivano, in media, 225,79 euro, vale a dire il 16,3% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

    Energia e gas

    Una delle voci che più incide sui budget delle famiglie, almeno a livello psicologico, è quella relativa alla bolletta della luce e del gas* e per questo Facile.it ha voluto analizzare quanto spendono, in media, i ravennati. Analizzando la bolletta elettrica e prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia residente a Ravenna e provincia (2.007 kWh) è emerso che la spesa annuale del 2020 è stata pari a circa 359 euro, valore in calo del 13,3% rispetto al 2019. Attenzione però nel 2021 le tariffe dell’energia elettrica sono aumentate; se queste rimarranno invariate, a parità di consumo, quest’anno la spesa totale potrebbe arrivare addirittura a 410 euro, vale a dire il 14,2% in più rispetto al 2020.

    Guardando alla bolletta del gas e prendendo in considerazione i consumi medi di una famiglia di Ravenna e provincia (997 smc), emerge che la spesa media annuale nel 2020 è stata pari a 664 euro, vale a dire il 13,1% in meno rispetto al 2019. Anche sul fronte della fornitura di metano, il 2021 si è aperto con un aumento delle tariffe; in assenza di variazioni e a parità di consumi, il conto finale potrebbe essere più salato e pari a 718 euro, vale a dire l’8,1% in più rispetto al 2020.

    Mutui casa

    Per quanto riguarda il mutuo e analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nel primo trimestre del 2021, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Ravenna hanno chiesto, mediamente, 133.273 euro, vale a dire il 9,9% in più rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2020.

    Analizzando l’identikit del richiedente ravennate emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo nei primi tre mesi dell’anno aveva, all’atto della firma, più di 39 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 70% del valore dell’immobile da acquistare, da restituire in quasi 24 anni.

    Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: il 98% dei richiedenti ravennati ha optato per quello fisso, mentre solo il 2% ha cercato di ottenere il variabile.

    Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, invece, l’importo medio richiesto sale a 140.763 euro; al contrario, l’età media dei richiedenti scende a 37 anni.

    Prestiti personali

    Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel 2020, l’importo medio richiesto in provincia di Ravenna è stato pari a 10.691 euro, vale a dire il 6,9% in più rispetto al 2019; in calo i piani di ammortamento, passati da 61 a 59 rate (pari a più di 4 anni e mezzo), e l’età media dei richiedenti, pari a 42 anni e mezzo (era 43 anni nel 2019).

    Il 2020 è stato segnato dalla pandemia e questo ha avuto dei riflessi anche nel rapporto tra ravennati e credito al consumo; analizzando le ragioni per cui gli abitanti di Ravenna hanno presentato domanda di finanziamento emerge che al primo posto c’è la richiesta di prestiti per ottenere liquidità (24,8%), seguita dai prestiti personali per l’acquisto di auto usate (22,4%) e la ristrutturazione della casa (15%).

    Anche guardando i dati preliminari relativi alle richieste di prestito raccolte online nel primo trimestre 2021 emerge un trend in linea con il 2020, con un aumento dell’importo medio richiesto (di poco superiore a 11.541 euro) e un ulteriore incremento del peso percentuale delle richieste di prestito per liquidità (diventate quasi 1 su 3).

    Facile.it apre il suo primo Store a Ravenna

    Facile.it, il principale comparatore italiano dedicato al risparmio per le spese familiari, ha aperto il suo primo Store a Ravenna. Dopo lo straordinario successo ottenuto dagli altri Facile.it Store presenti in Italia, la web company ha scelto il cuore della città di Ravenna (via Cavour, 37) per inaugurare il suo ventiduesimo Store, il quarto in Emilia-Romagna.

    I Facile.it Store sono luoghi fisici dove i cittadini possono incontrare e affidarsi a consulenti esperti che li guideranno nell’identificazione delle migliori offerte per risparmiare sulle principali voci di spesa familiare, dall’RC auto e moto alle bollette luce, gas e telefonia fino ai prestiti e i mutui.

    Una formula di successo, unica nel suo genere in Italia, che sta crescendo rapidamente; oggi i punti fisici del comparatore sono presenti anche a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino, Bari, Lecce, Salerno, Cagliari, Treviglio e Mestre.

    (*)

    Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 50.346 preventivi auto e 5.749 preventivi moto effettuati a Ravenna e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 marzo 2020 e il 31 marzo 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

     

    Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 800 richieste di mutuo presentate da gennaio-marzo 2020 e 2021 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Ravenna.

     

    Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 1.600 richieste di prestito personale presentate nel 2019, 2020 e da gennaio a marzo 2021 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Ravenna.

     

    Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media composta da 2,7 individui, con un consumo annuo di 2.077 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, è stata considerata una famiglia media composta da 2,6 individui con un consumo annuo di 997 Smc in regime tutelato.

  • Facile.it inaugura cinque nuovi Store

    Continua a gran velocità il percorso di espansione territoriale di Facile.it che, tra aprile e maggio, ha in programma l’inaugurazione di ben 5 nuovi Facile.it Store. Al punto vendita di Ravenna (Via Cavour 37), inaugurato il 13 aprile, si affiancheranno le aperture di Legnano (Corso Magenta 18), Ferrara (Via Bersaglieri del Po 9) e, nelle prossime settimane, quelle di Verona (Via Stella 14) e Vicenza (Corso Palladio 61).

    «Essere presenti in maniera capillare sul territorio italiano è per noi fondamentale», spiega Daniela Zancan, Managing Director Stores & Facile.it Mutui e Prestiti. «Questo ci consente, da un lato, di essere più vicini ai consumatori e comprendere al meglio le loro esigenze, dall’altro di offrire ad un numero sempre maggiore di clienti la possibilità di incontrare un consulente esperto per individuare le migliori soluzioni di risparmio sulle principali voci di spesa familiare.».

    I Facile.it Store sono luoghi fisici dove i cittadini possono affidarsi a consulenti dedicati che li guideranno nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, di finanziamento e utenze domestiche. Una formula di successo, unica nel suo genere in Italia, che sta catturando sempre più l’attenzione anche dei consumatori; secondo i dati di Facile.it, nel 2020, nonostante le limitazioni alla mobilità, sono stati più di 50.000 gli italiani che si sono rivolti ad uno dei Facile.it Store per confrontare e risparmiare su Rc auto e moto, mutui, prestiti e bollette luce e gas.

    Positivi anche i risvolti sul fronte occupazionale; ad oggi i punti fisici a marchio Facile.it contano circa 250 tra dipendenti, consulenti assicurativi e del credito. E proprio in funzione dello sviluppo della propria rete territoriale, l’azienda è alla costante ricerca di professionisti nell’ambito dell’intermediazione assicurativa e della mediazione creditizia.

    «Entrare nella squadra di consulenti Facile.it significa prender parte ad uno dei progetti più innovativi del settore», spiega Angela Giannicola, Direttore Commerciale Stores & Facile.it Mutui e Prestiti. «In vista del nostro piano di espansione cerchiamo sia giovani talentuosi, che potranno crescere e sviluppare nuove competenze, sia professionisti con esperienza, che potranno beneficiare di importanti vantaggi competitivi per raggiungere significative performance qualitative e quantitative».

    I Facile.it Store sono oggi presenti in 21 città italiane: Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino, Bari, Lecce, Salerno, Cagliari, Treviglio e Mestre, cui si aggiungono le 5 nuove inaugurazioni in programma tra aprile e maggio e le numerose previste entro fine 2021.  Agli Store si affiancano le 40 agenzie fisiche a marchio Facile.it Mutui e Prestiti specializzata nell’ambito della mediazione creditizia.

    Le posizioni aperte sono disponibili qui.

  • Ambiente: italiani più attenti al pianeta (anche) grazie alla pandemia

    Come è cambiato il rapporto degli italiani con il pianeta nell’anno della pandemia?  Quali sono le abitudini eco-friendly messe in atto nel 2020 e quali le ragioni per le quali si è (o non si è) attenti all’ambiente? In occasione della Giornata mondiale della Terra, Facile.it presenta i risultati dell’indagine condotta per suo conto dagli istituti di ricerca mUp Research e Norstat: ecco cosa è emerso.

    Più attenti all’ambiente dopo la pandemia

    Analizzando le ragioni per cui gli italiani si dichiarano attenti all’ambiente emerge che una delle motivazioni principali indicata dai rispondenti (59%) è il senso di responsabilità verso i propri figli e la volontà di lasciare un pianeta pulito alle generazioni future. Sono tanti però, il 47% dei rispondenti, coloro che adottano comportamento virtuosi anche (o solo) per ragioni di natura economica; adottare comportamenti ecosostenibili significa per molte famiglie ridurre i costi e risparmiare sulle voci di spesa familiare.

    Il 2020 è stato caratterizzato dall’arrivo del Covid-19 e questo, oltre a stravolgere la quotidianità dei cittadini, ha in molti casi contribuito a cambiare il rapporto degli italiani con l’ambiente; quasi 1 rispondente su 5, pari a 7,2 milioni di persone, ha dichiarato di aver capito quanto è importante rispettare il pianeta solo dopo l’esplosione della pandemia.

    Rimangono una minoranza, ma sono comunque tanti (quasi 2 milioni) i rispondenti che hanno dichiarato di essere del tutto disinteressati alle tematiche della sostenibilità e, per questo, di non avere particolari attenzioni verso il pianeta. Tra questi, più di 1 su 3 ha dichiarato che adottare comportamenti ecosostenibili costi troppo.

    I comportamenti green degli italiani

    Ma quali sono i comportamenti ecosostenibili più diffusi? Al primo posto della graduatoria vi è la raccolta differenziata, attività che – almeno nelle dichiarazioni – viene fatta puntualmente dall’85% dei rispondenti.

    Il secondo comportamento virtuoso è legato all’acqua; dalla chiusura del rubinetto mentre ci si lava i denti all’uso della doccia al posto della vasca da bagno, a volte basta davvero poco per fare qualcosa di concreto per l’ambiente e questo tanti italiani sembrano averlo imparato tanto che il 69% dei rispondenti all’indagine ha dichiarato di essersi impegnato per limitare il più possibile lo spreco di acqua.

    La riduzione dei consumi sembra essere una delle priorità per gli italiani; poco importa che sia per ragioni ambientali o economiche, è comunque bello sapere che il 62% dei rispondenti si sia impegnato ad evitare sprechi di energia elettrica, il 55% abbia ridotto l’uso di carta e il 43% quello del gas. Va detto però che, causa lockdown, nel 2020 abbiamo trascorso molto tempo in casa e questo ha inevitabilmente avuto un impatto sui consumi.

    Se è vero siamo stati un pochino meno bravi sul fronte dei consumi, va detto che, forse proprio grazie ai lockdown, invece, siamo stati più attenti agli acquisti. Il 65% dei rispondenti, ad esempio, ha dichiarato di aver ridotto l’acquisto di prodotti in plastica, mentre più di 1 rispondente su 2 (55%) ha detto di aver privilegiato l’acquisto di prodotti alimentari naturali, bio o a chilometro zero, valore in aumento del 27% rispetto al 2019.

    In crescita anche la percentuale dei rispondenti che hanno acquistato prodotti equo solidali o realizzati con materiali riciclati; nel 2020 sono stati quasi 19 milioni gli italiani, il 19,4% in più rispetto al 2019. Si consolidano anche abitudini come l’acquisto di prodotti sfusi (26% dei rispondenti) e di oggetti di seconda mano (23%).

    Non sorprende inoltre vedere che tanti italiani durante il 2020 hanno scoperto di avere il pollice verde e, per questo, si sono dedicati alla coltivazione di un orto urbano o domestico; quasi 1 rispondente su 4, pari ad oltre 10 milioni di individui, ha detto di aver coltivato direttamente in casa frutti o ortaggi. Una passione che sembra aver conquistato tutti ma, in particolare, le donne e i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni.

    L’attenzione verso l’ambiente passa anche dalle abitazioni. Nonostante le oggettive limitazioni alla mobilità, molti italiani anche nel 2020 non hanno rinunciato a migliorare l’efficienza energetica della propria casa; si va dalla semplice sostituzione di un vecchio elettrodomestico con uno di classe energetica migliore (37%) a interventi più importanti sull’immobile (28%).

     

     

    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta il 15 ed il 16 febbraio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Mutui: in Sardegna aumenta l’importo medio richiesto (+3,2%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i sardi sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 2.700 domande di mutuo raccolte in Sardegna tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 118.562 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it

    Guardando al profilo del richiedente sardo tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 43 anni, un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da 21 anni e mezzo a 23 anni.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+3,2%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    La provincia che ha registrato la crescita più importante è quella di Cagliari, dove l’importo medio richiesto è salito del 6,2%, arrivando a 125.497 euro. Seguono nella graduatoria sarda la provincia di Sassari, che ha registrato un aumento dell’1,0% rispetto al primo trimestre 2020 (114.546 euro), e quella di Sud Sardegna (+0,8%, 116.333 euro).

    Valori in calo, invece, per le province di Oristano, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 97.672 euro, è diminuito dell’1,0%, e di Nuoro (-7,7%, 105.440 euro).

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 sardi su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi 3 mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i sardi sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di 9 aspiranti mutuatari su 10 hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Sardegna è diminuito, passando dal 33% dello scorso anno al 18%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 2.700 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Sardegna nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Mutui: richiesta media in aumento a Catanzaro e Reggio Calabria, in calo nelle altre province

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i calabresi sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 2.000 domande di mutuo raccolte in Calabria tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 105.026 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it

    Guardando al profilo del richiedente calabrese tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni, due anni in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da 20 anni a 21 anni.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in lieve aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+0,6%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    La provincia che ha registrato la crescita più importante è quella di Catanzaro, dove l’importo medio richiesto è salito del 5%, arrivando a 107.657 euro. Segue nella graduatoria calabrese la provincia di Reggio Calabria, che ha registrato un aumento del 2,4% rispetto al primo trimestre 2020 (109.402 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Cosenza, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 102.238 euro, è diminuito dell’1,4%, quella di Vibo Valentia (-2,2%, 104.445 euro) e quella di Crotone, che ha registrato un –7,4% rispetto al 2020 (95.640 euro).

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 calabresi su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi 3 mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i calabresi sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di 9 aspiranti mutuatari su 10 hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Calabria è diminuito, passando dal 29% dello scorso anno al 19%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 2.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Calabria nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Mutui: richiesta media in aumento a Imperia e Genova, in calo a La Spezia e Savona

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i liguri sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 3.900 domande di mutuo raccolte in Liguria tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 125.657 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it

    Guardando al profilo del richiedente ligure tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni e mezzo, più di un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da poco più di 21 anni a più di 22 anni.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in lieve aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+0,5%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    La provincia che ha registrato la crescita più importante è quella di Imperia, dove l’importo medio richiesto è salito del 3%, arrivando a 127.717 euro. Segue nella graduatoria ligure la provincia di Genova, che ha registrato un aumento del 2,8% rispetto al primo trimestre 2020 (118.417 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Savona, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 137.663 euro, è diminuito del 4,6%, e La Spezia, che ha registrato un –5,6% rispetto al 2020 (131.781 euro).

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 liguri su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi 3 mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i liguri sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di 9 aspiranti mutuatari su 10 hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Liguria è diminuito, passando dal 38% dello scorso anno al 18%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 3.900 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Liguria nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Mutui: in Sicilia aumenta l’importo medio richiesto (+3,3%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i siciliani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 6.900 domande di mutuo raccolte in Sicilia tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 3,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 114.690 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che, fra i residenti della Sicilia, chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva in media 41 anni e mezzo, più di un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da più di 20 anni e mezzo a 22 anni.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale il finanziamento medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+3,3%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    Quella che ha registrato la crescita più importante è Messina, dove l’importo medio richiesto è salito dell’8,5%, arrivando a 107.757 euro. Seguono nella graduatoria la provincia di Catania, che ha registrato un aumento del 6,9% rispetto al primo trimestre 2020 (119.302 euro), e quella di Palermo (+3,0%, 121.069 euro).

    Continuando a scorrere la classifica siciliana, si posizionano le province di Agrigento (+0,6%, 95.190 euro) e Caltanissetta (+0,2%, 98.381 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Enna, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 94.236 euro, è diminuito dello 0,9%, quella di Trapani (-3,8%, 105.739 euro) e quella di Siracusa, che ha registrato un –4,1% rispetto al 2020 (109.702 euro).

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 siciliani su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi tre mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i siciliani sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di nove aspiranti mutuatari su dieci hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto: il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Sicilia è diminuito, passando dal 33% dello scorso anno al 19%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020, si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 6.900 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it i Sicilia nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Mutui: nel Lazio aumenta l’importo medio richiesto (+1,9%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i laziali sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 19.600 domande di mutuo raccolte nel Lazio tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 153.613 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che, fra i residenti del Lazio, chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva in media 42 anni, un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da 22 anni a più di 23 anni.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale il finanziamento medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in lieve aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+1,9%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    Quella che ha registrato la crescita più importante è Latina, dove l’importo medio richiesto è salito del 7,5%, arrivando a 129.896 euro. Seguono nella graduatoria la provincia di Frosinone, che ha registrato un aumento del 4,6% rispetto al primo trimestre 2020 (111.626 euro), e quella di Roma (+2,4%, 159.579 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Viterbo, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 108.819 euro, è diminuito dell’1,6%, e Rieti, che ha registrato un –5,6% rispetto al 2020 (104.056 euro).

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 laziali su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi tre mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i laziali sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di nove aspiranti mutuatari su dieci hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto: il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento nel Lazio è diminuito, passando dal 43% dello scorso anno al 26%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020, si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 19.600 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nel Lazio nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Mutui: aumenta l’importo medio richiesto nel primo trimestre (+2,5%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, gli italiani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di circa 90.000 domande di mutuo, ha evidenziato come, tra gennaio e marzo 2021, l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 2,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 137.479 euro.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it

    Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni, quasi un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da poco meno di 22 anni a 23 anni.

    Aumenta il tasso fisso: ritorna in auge il variabile?

    Sebbene le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili; secondo la simulazione di Facile.it, la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale, ma sebbene la distanza sia cresciuta, ad oggi non si è registrata un’inversione di tendenza e più di 9 aspiranti mutuatari su 10 optano ancora per il fisso.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento è diminuito, passando dal 37% dello scorso anno al 22%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di circa 90.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Internet casa: 1 richiesta su 4 è per usare i videogames

    In epoca Covid la linea internet casa è diventata un servizio imprescindibile non solo per lo smart working o la didattica a distanza, ma anche per le attività del tempo libero che, a causa dei lockdown, sono spesso diventate digitali. A riprova di ciò quanto emerso dall’analisi fatta da Facile.it  su un campione di oltre 650.000 richieste* di cambio di fornitore, secondo cui la percentuale degli utenti che ha dichiarato di usare la rete domestica per giocare online è aumentata del 30%, passando dal 16% rilevato nei mesi pre-pandemia al 21% rilevato tra marzo e dicembre 2020.

    Una passione che non sembra arrestarsi e che è proseguita anche nel 2021 tanto che, esaminando le richieste raccolte nel primo trimestre dell’anno, Facile.it ha messo in luce come la percentuale di utenti in cerca di una linea internet casa per giocare online sia addirittura arrivata al 25%.

    L’altra grande novità emersa è che giocare online con smartphone, tablet, PC o console non sembra più essere un’esclusiva dei giovani; se è vero che i richiedenti con età compresa tra i 18 e i 24 anni sono risultati essere la categoria che, in percentuale, usa con più frequenza la rete domestica per il gaming (quasi 1 su 3 nel primo trimestre 2021), sorprende vedere come l’utilizzo di internet per i giochi online sia addirittura raddoppiato tra gli over 55. Nello specifico, tra i richiedenti con età compresa tra i 55 e i 64 anni si è passati dal 9% pre-pandemia al 18% nel 2021, mentre tra gli over 65 la percentuale è cresciuta dal 7% al 15%, chissà se per propria passione o per far felici i nipoti.

    In aumento anche l’uso di Smart TV

    Quella del gaming, però, non è l’unica passione digitale cresciuta nell’ultimo anno; lockdown e limitazioni alla mobilità hanno dato un grosso impulso anche alla fruizione di contenuti tramite Smart TV. A conferma di questo dato, Facile.it ha rilevato un aumento dei richiedenti che hanno dichiarato di usare la linea di casa per guardare film e serie televisive in streaming; si è passati dal 48% del periodo pre-pandemia al 59% del primo trimestre del 2021.

    Come per il gaming online, anche in questo caso l’aumento ha riguardato tutte le fasce di età, seppur con differenze significative. I giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni, ancora una volta, sono risultati essere i richiedenti che con più frequenza si servono della linea dati per questa finalità, con una percentuale passata dal 53% pre-Covid al 62% del primo trimestre 2021.

    L’andamento regionale

    Smart working, DAD, gaming e smart TV; nell’ultimo anno, oltre ad avere una connessione internet, per molte famiglie italiane è diventato fondamentale poter contare su una linea dati sufficientemente veloce e capace di reggere più utenti in contemporanea. Non a caso sono molti i clienti che, non soddisfatti del proprio servizio, hanno scelto di cambiare fornitore; già lo scorso anno un’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat evidenziava come, tra marzo e giugno 2020, l’8,9% degli italiani con un contratto di internet casa avesse deciso di cambiare fornitore, il più delle volte spinto da ragioni economiche (70,8%) o, appunto, perché la linea non era sufficientemente veloce (41,9%).

    Ma quali sono le aree del Paese dove è aumentata la richiesta di attivazione di una nuova linea internet casa o di cambio operatore? Per rispondere alla domanda Facile.it ha analizzato un campione di oltre 90.000 contratti raccolti nel 2020 scoprendo che la regione dove si è registrato l’aumento più significativo è la Sardegna; nell’isola le domande di cambio fornitura o attivazione linea sono aumentate del 15% rispetto al 2019. Seguono nella graduatoria nazionale la Calabria (+9,7%) e le Marche (+7,1%).

     

     

    *L’analisi di Facile.it è stata realizzata su un campione di oltre 650.000 richieste di cambio fornitore o attivazione nuova linea internet casa raccolte online da novembre 2019 a marzo 2021.

    L’indagine mUp Research – Norstat per Facile.it è stata realizzata tramite n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.

  • Facile.it torna on air con Ora mi sento così

    Facile.it, il portale leader in Italia nel confronto delle tariffe, torna in tv con un nuovo spot intitolato Ora mi sento così; al centro della campagna televisiva sono, ancora una volta, i prodotti Rc Auto. Il nuovo spot, in onda da martedì 6 aprile, è firmato dall’agenzia Serviceplan Italia con la regia di Igor Borghi e si avvale della produzione di The Bigmama.

    La scena principale si svolge in un soggiorno dove un uomo, che poco prima di entrare in casa aveva guardato la propria auto in modo perplesso, sta cercando online la polizza assicurativa per il suo veicolo. Mentre naviga in Internet alla ricerca dell’offerta più adatta, il protagonista cambia la propria espressione mostrando allo spettatore un sorriso soddisfatto; è in questo momento che la voce fuori campo dice che l’uomo, in soli tre minuti, ha trovato su Facile.it l’assicurazione Rc Auto più conveniente per lui. Grazie alle offerte presenti sul comparatore, che nello spot appaiono direttamente sullo schermo che guarda il protagonista, l’uomo ha potuto risparmiare fino a 500 euro.

    Il filmato si chiude con il protagonista che, visibilmente felice e soddisfatto dei vantaggi e del risparmio garantiti dal portale, sorride in camera e mostra la sua gioia, trasformando l’ormai celebre formula magica “Facile.it! Facile.it! Facile.it!” in un momento di esultanza liberatoria, il tutto sotto lo sguardo stupito del figlio.

    «In questa nuova campagna televisiva che mantiene comunque i tratti distintivi della nostra comunicazione ADV», ha dichiarato Marco Giorgi, Direttore Marketing di Facile.it, «abbiamo deciso di mostrare concretamente la semplicità d’uso e la convenienza del portale, nostri punti di forza, confermando quanto sia semplice e intuitivo godere delle numerose offerte garantite da Facile.it. Risparmiare, soprattutto in un periodo come quello attuale, può essere motivo di grande gioia ed è una possibilità davvero alla portata di tutti: è questo il messaggio che vogliamo veicolare attraverso lo spot».

    Ad accompagnare la narrazione è questa volta la cover del celebre brano “I’m alive” di Johnny Thunder realizzata dal Maestro Fabio Gargiulo.

    La campagna televisiva sarà in programmazione contemporaneamente con due flight, da 30’’e da 15’’, sulle reti Mediaset, Sky e Discovery e sui principali canali web a cominciare da YouTube e Facebook. La pianificazione media è curata da Heart & Science sigla del gruppo OMG.

    Lo spot è disponibile anche sulla homepage di Facile.it al link: http://www.facile.it/spot-tv.html

    La regia, come detto, è di Igor Borghi e hanno collaborato alla realizzazione della creatività il produttore esecutivo Lorenzo Borsetti, il direttore della fotografia Giacomo Frittelli, il direttore artistico Elena Kratter e il copywriter Vittorio Giannotti.

     

     

     

     

     

    Scheda tecnica:

    Agenzia di comunicazione: Serviceplan Italia

    Chief Creative Officer: Stefania Siani

    Copywriter: Vittorio Giannotti

    Art Director: Elena Kratter

    Head of planning: Luca Tapognani

    Account Manager: Ginevra Galletti

    New Business Director: Ilaria Mosca

    Production: The Bigmama

    Executive Producer: Lorenzo Borsetti

    Producer: Giorgia Salvador

    Director: Igor Borghi

    Dop: Giacomo Frittelli

    Coreografia: Laccio

    Sound/music: Cover realizzata da Fabio Gargiulo per Bkm Production.

    Editor: Davide Guerra

    Post audio: Top Digital

    Post Produzione video: Videozone

    Colorist: Luca Parma

    Set Designer: Andrea Serafini

    Stylist: Silvia Capra

     

  • Spese di casa: ecco i primi aumenti dopo un anno di pandemia

    Come sono cambiate le tariffe delle principali spese familiari dopo un anno dall’inizio della pandemia? L’avvio della campagna vaccinale e il profilasi all’orizzonte di un possibile ritorno alla normalità stanno contribuendo a far aumentare o diminuire alcuni costi? E, anche, cosa è lecito attendersi per il prossimo futuro? Sono queste le domande alla base dell’analisi* che Facile.it ha compiuto su RC auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti correnti, tariffe di telefonia mobile e internet casa confrontando quanto ci costavano a gennaio 2020 e quanto ci costano oggi.  Ecco cosa è emerso.

    Cosa è successo ai mutui

    In contemporanea con lo scoppio della pandemia, si è registrato in Italia un calo dei tassi dei mutui; queste condizioni sono perdurate per tutto il 2020 e ancora oggi gli indici sono mediamente inferiori rispetto a quelli rilevati prima dell’arrivo del Covid. Se si guarda al tasso fisso, per un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni, il Taeg medio è passato dall’1,58% di gennaio 2020 all’1,24% di febbraio 2021.

    Qualcosa però sta cambiando tanto che, nelle ultime settimane, il tasso fisso è tornato a crescere; a marzo 2021 il Taeg medio è salito all’1,35%, vale a dire l’8,9% in più rispetto a febbraio. L’aumento del tasso fisso, spiegano gli esperti di Facile.it, è legato alle previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, alla possibile ripartenza di quella europea e della sua inflazione, aspettative che hanno determinato un aumento dell’IRS, l’indice che guida il tasso dei mutui fissi.

    Più stabile, invece, l’andamento del tasso variabile, calato nel 2020 e ancora oggi fermo su livelli minimi; per la simulazione sopra indicata, il Taeg medio è passato dall’1,08% rilevato a gennaio 2020 all’1,03% di marzo 2021. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili, che negli ultimi anni si era ridotta ai minimi.

    Cosa è successo all’RC auto

    Come è noto, il lockdown, con la conseguente diminuzione delle auto in circolazione e dei sinistri registrati, ha determinato una contrazione delle tariffe assicurative; dopo il crollo di marzo e aprile, e qualche piccolo aggiustamento tra maggio e giugno, in corrispondenza delle prime aperture, i premi medi sono rimasti su livelli estremamente bassi per tutto l’anno e ancora oggi le condizioni sono estremamente favorevoli. Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, il premio medio rilevato a febbraio 2021, pari a 464,09 euro, era inferiore del 13,5% rispetto a quello di febbraio 2020.

    Anche in questo caso, però, qualcosa è cambiato e la curva delle tariffe sembra aver iniziato una inversione di tendenza, tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +1,44%.

    Cosa è successo alle bollette di luce e gas

    Analizzando l’andamento delle tariffe luce e gas del mercato libero emerge che, per il primo semestre del 2020, l’arrivo del Covid ha determinato un calo importante del costo dell’energia. A partire dall’ultimo trimestre dello scorso anno, però, i prezzi sono tornati a salire e oggi le tariffe medie sono addirittura superiori rispetto a quelle rilevate prima dell’inizio della pandemia.

    Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando la media delle tariffe disponibili sul portale, la spesa per la corrente elettrica di una famiglia con un consumo annuo di 2.700 kWh è stata pari, nel primo trimestre 2021, a 47,59 euro al mese, valore in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2020.

    Se si guarda alla bolletta del gas, invece, la spesa media per una famiglia con un consumo annuo di 1400 smc è stata, nel primo trimestre del 2021, pari a 87,62 euro al mese, vale a dire l’1,7% in più rispetto al primo trimestre 2020.

    Anche guardando l’andamento dei prezzi nel mercato tutelato emerge un trend simile; la pandemia ha fatto crollare il costo dell’energia nella prima parte del 2020, ma a partire dalla seconda metà dell’anno ad oggi i prezzi sono progressivamente aumentati.

    Cosa è successo ai prestiti personali

    Andamento opposto per i prestiti personali: il Covid-19 ha avuto un impatto estremamente negativo sul settore e l’esplosione della pandemia ha portato, nella prima metà del 2020, ad un atteggiamento di maggior cautela da parte delle società di credito, che si è tradotto in un aumento dei tassi di interesse e in un irrigidimento dei criteri di valutazione dei richiedenti.

    Dati alla mano, il Taeg medio rilevato online da Facile.it per un prestito di 10.000 euro da restituire in 5 anni è cresciuto del 6% nei primi mesi di pandemia, passando dal 6,25% di gennaio 2020 al 6,63% di giugno 2020, per poi ridursi gradualmente, complici prima l’aumento di fiducia dei consumatori, poi l’arrivo dei primi vaccini e l’approvazione delle misure di stimolo volute dalla Commissione Europea. Grazie a tutto ciò gli indici sono tornati a scendere arrivando, a marzo 2021, a 6,44%.

    Cosa è successo alla telefonia mobile e a quella fissa

    Notizie in chiaroscuro arrivano dal mondo della telefonia. Sul fronte della mobile non sono state rilevate grandi variazioni tra le tariffe proposte da gennaio 2020 ad oggi: l’importo medio è stabile a circa 13 euro al mese per chi cambia operatore o attiva una nuova SIM; è pur vero che ci sono stati alcuni cambiamenti nelle tariffe best price (passata da 4,99 a 5,98 euro/mese) e quelle riservate ad alcuni specifici cambi di operatore (passata, in media, da 6,50 a 7,50 euro/mese).  Va registrato che nell’ultimo anno è aumentato il traffico dati messo a disposizione dagli operatori, passato, in media, dai 50 GB di gennaio 2020 ai 70 GB di marzo 2021.

    Guardando alle tariffe relative al servizio di internet casa, invece, l’analisi di Facile.it ha evidenziato un aumento dei prezzi offerti a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea; si è passati dai 28,18 euro al mese di gennaio 2020 ai 29,68 di marzo 2021, con un rincaro del 5,3%. L’incremento delle tariffe è stato rilevato, in realtà, a partire dalla seconda metà del 2020 e dopo tale data le tariffe sono rimaste stabili.

    Cosa è successo ai conti correnti

    Guardando ai conti correnti disponibili su Facile.it non sono stati rilevati cambiamenti significativi dal punto di vista dei costi. Va detto, però, che l’offerta bancaria è estremamente ampia e non mancano le eccezioni; se continuano ad esistere i cosiddetti conti a zero spese, va comunque evidenziato come anche alcuni istituti che storicamente offrivano la gratuità del servizio hanno cominciato a richiedere un canone fisso.

    Quello che risulta evidente è che gli istituti provino a disincentivare i prelievi di contante (addirittura mettendo un numero massimo di prelievi consentiti) e favorire i pagamenti con carta tramite promozioni che si basano sui meccanismi di cashback. I bonus per l’apertura del conto ci sono ancora, anche se non corposi come lo scorso gennaio.

    Lo scenario dei conti italiani vede oggi alcune tipologie emergenti: pochi conti gratuiti con prelievi a pagamento o pochi prelievi inclusi, conti più tradizionali con alti costi di mantenimento, conti con canoni annui tutto sommato bassi (1/2/3€ al mese), ma con le altre funzionalità gratuite (prelievi, bonifici etc.) e, in ultimo, conti che prevedono l’azzeramento del canone a patto che diventino veicolo di pagamento di utenze, accredito stipendio e via dicendo.  Sono sempre più numerosi, inoltre, gli istituti che cercano di disincentivare conti “fermi” o con eccessiva liquidità, che possono diventare per le banche stesse un vero e proprio onere.

    Cosa è lecito aspettarsi per i prossimi mesi

    Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi sul fronte delle tariffe? Molto, spiegano gli esperti di Facile.it, dipenderà dall’andamento della pandemia, dalla ripresa della fiducia dei consumatori e dal miglioramento della situazione economica. Sul fronte dei mutui, ad esempio, se per il tasso variabile non sono previsti grossi scostamenti, quello fisso potrebbe salire ulteriormente di qualche punto base qualora le aspettative di inflazione dovessero trovare conferma. Se si guarda ai prestiti personali, invece, il miglioramento delle condizioni generali dovrebbe portare ad un aumento del tasso di approvazione delle richieste di finanziamento; non è da escludere, inoltre, un ulteriore calo dei tassi di interesse e un riallineamento con gli indici pre-pandemia.

    L’andamento delle tariffe RC auto è strettamente legato all’andamento della pandemia e delle eventuali restrizioni alla mobilità; con l’aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali, non è da escludere che le tariffe assicurative possano continuare a salire sino a raggiungere i livelli pre-Covid. Va detto, però, che le compagnie assicurative potrebbero scegliere di assorbire parte di questi aumenti e mantenere le tariffe basse sfruttando i risparmi conseguiti nel 2020.

    Non sono invece previsti ulteriori rincari nei prossimi mesi per quanto riguarda le tariffe di telefonia mobile e fissa offerte a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea.

     

     

     

     

    *  RC auto: l’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 8.650.866 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Mutui: media dei Taeg offerti su Facile.it per un mutuo al 70%, importo 125.000 euro da restituire in 25 anni. I tassi sono stati rilevati su nelle date 13 gennaio 2020, 24 febbraio 2021, 25 marzo 2021

    Bolletta luce: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 2700 kWh, fascia mono oraria e potenza 3 kW.

    Bolletta gas: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 1400 smc, zona Nord Orientale.

    Prestiti: media dei Taeg offerti su Facile.it per un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni. Tassi rilevati a gennaio 2020, giugno 2020 e marzo 2021.

    Telefonia mobile e fissa, conti correnti: analisi realizzata sui prodotti in comparazione su Facile.it da gennaio 2020 a marzi 2021.

  • RC auto: in Lombardia premi medi in calo del 15%, ma comincia il rialzo

    La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Lombardia sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 353,59 euro, vale a dire il 15% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Se è vero quindi che, dati alla mano, assicurare oggi un veicolo in Lombardia costa, in media, 63 euro in meno rispetto allo scorso anno, la cattiva notizia è che la curva dei premi sembra essere tornata a salire tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +0,78%.

    I dati emergono dall’analisi di un campione di 1.478.034 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Lombardia tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e delle relative quotazioni offerte sul portale*.

    «Dopo un lungo periodo di costante calo era inevitabile che i premi medi tornassero a crescere», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se l’aumento rilevato a febbraio sia l’inizio di un trend al rialzo che porterà gradualmente le tariffe ai livelli pre Covid o se, invece, si tratti solo di una variazione temporanea. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalle eventuali restrizioni alla mobilità che verranno introdotte».

    L’andamento provinciale

    Guardando i dati a livello provinciale emerge che il calo su base annua dei premi è stato rilevato in tutte le aree lombarde.

    La provincia che ha registrato la riduzione più consistente è Como, dove la tariffa Rc auto media è diminuita del 18,23% rispetto a febbraio 2020; segue, al secondo posto della classifica, Lecco con un calo del 16,58%. Sul gradino più basso del podio si posiziona, staccata di un soffio, Varese, dove il premio medio è sceso del 16,26% rispetto a 12 mesi fa.

    Continuando a scorrere la graduatoria lombarda troviamo le province di Milano (-15,86%), Lodi (-15,54%), Pavia (-15,47%), Monza Brianza (-14,55%) e Bergamo (-14,26%).

    Chiudono la classifica la provincia di Sondrio, dove la tariffa media è scesa del 13,99% rispetto a febbraio 2020, quella di Cremona (-13,62%), quella di Mantova (-12,74%) e quella di Brescia, area dove il premio medio è sceso del 10,35% rispetto a 12 mesi fa.

    Dove assicurare un veicolo costa di più

    Sul podio delle province della Lombardia più costose si posizionano, al primo posto Pavia dove per assicurare un veicolo a febbraio 2021 occorrevano in media 370,82 euro, seguita da Milano (361,46 euro) e Como, con un premio medio pari a 357,22 euro.

    Dove sono scattati gli aumenti

    Se, come detto, le tariffe rilevate lo scorso mese sono nettamente più basse rispetto a quelle del 2020, i dati analizzati da Facile.it hanno rilevato come tra gennaio e febbraio 2021 la curva dei premi sia tornata, seppur lievemente, a salire in molte province lombarde.

    I rincari sono stati registrati in provincia di Bergamo dove la tariffa media è cresciuta, in un solo mese, del 2,57%, seguita da Brescia (+2,32%), Milano (+1,11%), Como (+0,94%), Lodi (+0,60%) e Varese (+0,35%).

    Se, invece, da gennaio a febbraio 2021 i premi medi sono rimasti sostanzialmente stabili nelle province di Mantova e Pavia, variati rispettivamente del +0,07% e del -0,06%, la curva dei premi è rimasta in discesa nella provincia di Monza Brianza (-0,56%), Lecco (-1,13%), Cremona (-2,87%) e Sondrio (-5,25%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 1.478.034 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Lombardia tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Veneto sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021…

    La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Veneto sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 378,05 euro, vale a dire il 14,2% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Se è vero quindi che, dati alla mano, assicurare oggi un veicolo in Veneto costa, in media, 63 euro in meno rispetto allo scorso anno, la cattiva notizia è che la curva dei premi sembra essere tornata a salire tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +1,34%.

    I dati emergono dall’analisi di un campione di 684.275 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Veneto tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e delle relative quotazioni offerte sul portale*.

    «Dopo un lungo periodo di costante calo era inevitabile che i premi medi tornassero a crescere», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se l’aumento rilevato a febbraio sia l’inizio di un trend al rialzo che porterà gradualmente le tariffe ai livelli pre Covid o se, invece, si tratti solo di una variazione temporanea. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalle eventuali restrizioni alla mobilità che verranno introdotte».

    L’andamento provinciale

    Guardando i dati a livello provinciale emerge che il calo su base annua dei premi è stato rilevato in tutte le aree venete.

    La provincia che ha registrato la riduzione più consistente è Padova, dove la tariffa Rc auto media è diminuita del 15,62% rispetto a febbraio 2020; segue, al secondo posto della classifica, Rovigo con un calo del 15,29%. Sul gradino più basso del podio si posiziona, staccata di un soffio, Vicenza, dove il premio medio è sceso del 15,05% rispetto a 12 mesi fa.

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta troviamo le province di Venezia (-14,81%) e Verona (-12,81%).

    Chiudono la classifica la provincia di Treviso, dove la tariffa media è scesa del 12,56% rispetto a febbraio 2020, e quella di Belluno, area dove il premio medio è sceso del 10,28% rispetto a 12 mesi fa.

    Dove assicurare un veicolo costa di più

    Sul podio delle province del Veneto più costose si posizionano, al primo posto Venezia dove per assicurare un veicolo a febbraio 2021 occorrevano in media 400,53 euro, seguita da Treviso (383,21 euro) e Verona, con un premio medio pari a 377,53 euro.

    Dove sono scattati gli aumenti

    Se, come detto, le tariffe rilevate lo scorso mese sono nettamente più basse rispetto a quelle del 2020, i dati analizzati da Facile.it hanno rilevato come tra gennaio e febbraio 2021 la curva dei premi sia tornata a salire in quasi tutte le province venete.

    I rincari più elevati sono stati registrati in provincia di Belluno dove la tariffa media è cresciuta, in un solo mese, del 5,77%, seguita da Venezia (+3,31%), Verona (+2,73%), Treviso (+2,34%) e Padova (+0,25%).

    La curva dei premi è invece rimasta in discesa nella provincia di Vicenza (-0,50%) e Rovigo (-8,29%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 684.275 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Veneto tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RC auto: in Toscana premi medi in calo del 13,4%, ma comincia il rialzo

    La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Toscana sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 507,08 euro, vale a dire il 13,4% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Se è vero quindi che, dati alla mano, assicurare oggi un veicolo in Toscana costa, in media, 78 euro in meno rispetto allo scorso anno, la cattiva notizia è che la curva dei premi sembra essere tornata a salire tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +2,81%. La percentuale fa guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica italiana per l’aumento maggiore delle tariffe in un solo mese.

    I dati emergono dall’analisi di un campione di 596.511 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Toscana tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e delle relative quotazioni offerte sul portale*.

    «Dopo un lungo periodo di costante calo era inevitabile che i premi medi tornassero a crescere», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se l’aumento rilevato a febbraio sia l’inizio di un trend al rialzo che porterà gradualmente le tariffe ai livelli pre Covid o se, invece, si tratti solo di una variazione temporanea. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalle eventuali restrizioni alla mobilità che verranno introdotte».

    L’andamento provinciale

    Guardando i dati a livello provinciale emerge che il calo su base annua dei premi è stato rilevato in tutte le aree toscane.

    La provincia che ha registrato la riduzione più consistente è Prato, dove la tariffa Rc auto media è diminuita del 19,37% rispetto a febbraio 2020; segue, al secondo posto della classifica, Siena con un calo del 16,39%. Sul gradino più basso del podio si posiziona, staccata di un soffio, Lucca, dove il premio medio è sceso del 16,31% rispetto a 12 mesi fa.

    Continuando a scorrere la graduatoria toscana troviamo le province di Arezzo (-14,90%), Firenze (-14,88%), Pistoia (-14,46%) e Massa-Carrara (-12,94%).

    Chiudono la classifica la provincia di Pisa, dove la tariffa media è scesa dell’11,52% rispetto a febbraio 2020, quella di Grosseto (-11,18%) e quella di Livorno, area dove il premio medio è sceso dell’11,01% rispetto a 12 mesi fa.

    Dove assicurare un veicolo costa di più

    Sul podio delle province della Toscana più costose si posizionano, al primo posto Prato dove per assicurare un veicolo a febbraio 2021 occorrevano in media 702,43 euro, seguita da Massa-Carrara (566,94 euro) e Pistoia, con un premio medio pari a 562,33 euro.

    Dove sono scattati gli aumenti

    Se, come detto, le tariffe rilevate lo scorso mese sono nettamente più basse rispetto a quelle del 2020, i dati analizzati da Facile.it hanno rilevato come tra gennaio e febbraio 2021 la curva dei premi sia tornata a salire in quasi tutte le province toscane.

    I rincari più elevati sono stati registrati in provincia di Grosseto dove la tariffa media è cresciuta, in un solo mese, del 6,09%, seguita da Arezzo (+5,77%), Firenze (+5,53%) e Massa-Carrara (+4,94%).

    Continuando a scorrere la graduatoria degli aumenti si posizionano Livorno, dove in un mese il premio medio è cresciuto del 4,65%, Pisa (+4,34%) e Pistoia (+0,17%).

    La curva dei premi è invece rimasta in discesa nella provincia di Lucca (-0,08%), Prato (-1,53%) e Siena (-3,47%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 596.511 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Toscana tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mobilità: 6 italiani su 10 hanno adottato un approccio più sostenibile nell’anno del Covid

    A causa di lockdown, smart working e didattica a distanza, gli spostamenti dei cittadini si sono ridotti drasticamente nel 2020, ma al netto delle limitazioni legate alla pandemia, quasi 6 italiani su 10, pari a circa 26,6 milioni di individui, dichiarano di aver cambiato, se non del tutto almeno in parte, le proprie abitudini in termini di mobilità adottando un approccio più sostenibile per l’ambiente. È questo uno dei dati emersi dalla seconda edizione dell’indagine sui comportamenti ecosostenibili degli italiani condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta*.

    Chi ha cambiato le proprie abitudini

    Quali le scelte di mobilità sostenibile adottate dagli italiani nel 2020? Quasi 1 rispondente su 3 ha dichiarato di aver ridotto l’uso dell’auto favorendo, ad esempio, gli spostamenti a piedi. Non è dato sapere se dietro a questa scelta, fatta soprattutto dai rispondenti con età compresa tra i 18 e i 25 anni (37,4%) e tra i 55 e i 64 anni (38,2%) vi sia la volontà di sfruttare i momenti di libertà per fare una passeggiata, fatto sta che questo comportamento è stato adottato da circa 14,3 milioni di italiani. Circa 1 rispondente su 4 invece, ha dichiarato di aver ridotto l’uso di un mezzo a motore usando, quando possibile, una bicicletta.

    Buone notizie anche riguardo al parco auto e moto circolante in Italia visto che, secondo quanto emerso dall’indagine di Facile.it, il 15,7% dei rispondenti, pari a 6,9 milioni di individui, ha scelto di sostituire il proprio veicolo a motore, sia esso a due o quattro ruote, con uno meno inquinante, mentre il 6,3% dei rispondenti ha ridotto l’uso del proprio mezzo affidandosi a servizi di sharing.

    Forse grazie anche ai contributi statali dedicati, tante persone si sono spostate in monopattino; il 5% dei rispondenti, pari a circa 2,4 milioni di italiani, ha dichiarato di averlo utilizzato, quando possibile, come alternativa all’automobile. Un interesse crescente quello verso i monopattini che, secondo i dati dell’indagine, si sta diffondendo anche nelle regioni del Sud e nelle Isole, dove la percentuale di chi ha scelto questo mezzo per muoversi arriva al 6,6%.

    Chi non ha fatto nulla

    Se da un lato sono davvero tanti gli italiani che hanno messo in atto comportamenti più sostenibili rispetto al passato, dall’altro c’è anche chi, al netto delle limitazioni imposte dalla pandemia, ammette candidamente di non aver fatto alcunché per cambiare le proprie abitudini in termini di mobilità; si tratta di poco meno del 23% del campione intervistato (22,9%), pari a circa 10 milioni di individui.

    Analizzando i dati a livello territoriale emerge che i meno avvezzi al cambiamento sono risultati essere i residenti nelle regioni del Centro Italia, dove la percentuale di chi non ha fatto alcunché arriva al 28,9%; guardando le fasce anagrafiche, invece, la percentuale di chi non ha cambiato le proprie abitudini arriva al 27,8% tra i rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni.

     

    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta il 15 ed il 16 febbraio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • RC auto: in Emilia-Romagna premi medi in calo del 16,5%, ma comincia il rialzo

    La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Emilia-Romagna sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 407,59 euro, vale a dire il 16,5% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Se è vero quindi che, dati alla mano, assicurare oggi un veicolo in Emilia-Romagna costa, in media, 81 euro in meno rispetto allo scorso anno, la cattiva notizia è che la curva dei premi sembra essere tornata a salire tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +1,98%.

    I dati emergono dall’analisi di un campione di 691.474 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Emilia-Romagna tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e delle relative quotazioni offerte sul portale*.

    «Dopo un lungo periodo di costante calo era inevitabile che i premi medi tornassero a crescere», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se l’aumento rilevato a febbraio sia l’inizio di un trend al rialzo che porterà gradualmente le tariffe ai livelli pre Covid o se, invece, si tratti solo di una variazione temporanea. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalle eventuali restrizioni alla mobilità che verranno introdotte».

    L’andamento provinciale

    Guardando i dati a livello provinciale emerge che il calo su base annua dei premi è stato rilevato in tutte le aree dell’Emilia-Romagna.

    La provincia che ha registrato la riduzione più consistente è Forlì-Cesena, dove la tariffa Rc auto media è diminuita del 20,95% rispetto a febbraio 2020; staccata di un soffio Reggio Emilia, al secondo posto della classifica, con un calo del 19,45%. Sul gradino più basso del podio si posiziona Parma, dove il premio medio è sceso del 17,49% rispetto a 12 mesi fa.

    Continuando a scorrere la graduatoria dell’Emilia-Romagna troviamo le province di Ravenna (-17,27%), Rimini (-16,21%) e Modena (-15,83%).

    Chiudono la classifica la provincia di Bologna, dove la tariffa media è scesa del 15,47% rispetto a febbraio 2020, quella di Piacenza (-13,81%) e quella di Ferrara, area dove il premio medio è sceso del 12,38% rispetto a 12 mesi fa.

    Dove assicurare un veicolo costa di più

    Sul podio delle province dell’Emilia-Romagna più costose si posizionano, al primo posto Rimini dove per assicurare un veicolo a febbraio 2021 occorrevano in media 444,91 euro, seguita da Bologna (423,43 euro) e Ravenna, con un premio medio pari a 405,86 euro.

    Dove sono scattati gli aumenti

    Se, come detto, le tariffe rilevate lo scorso mese sono nettamente più basse rispetto a quelle del 2020, i dati analizzati da Facile.it hanno rilevato come tra gennaio e febbraio 2021 la curva dei premi sia tornata a salire in quasi tutte le province dell’Emilia-Romagna.

    I rincari più elevati sono stati registrati in provincia di Ferrara dove la tariffa media è cresciuta, in un solo mese, del 4,88%, seguita da Ravenna (+3,70%), Bologna (+3,38%) e Rimini (+2,33%).

    Continuando a scorrere la graduatoria degli aumenti si posizionano Piacenza, dove in un mese il premio medio è cresciuto del 2,16%, Modena (+1,78%) e Parma (+0,72%).

    La curva dei premi è invece rimasta in discesa nella provincia di Reggio Emilia (-0,38%) e Forlì-Cesena (-1,44%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 691.474 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Emilia-Romagna tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui: 3 su 100 hanno chiesto un finanziamento ecosostenibile

    Il mercato dei mutui “green” sta iniziando a prendere forma anche in Italia; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel corso degli ultimi nove mesi quasi 3 richiedenti su 100 hanno presentato domanda per ottenere un finanziamento “verde” per l’acquisto della casa.

    La percentuale – si legge nell’analisi realizzata su un campione di oltre 75.000 mila richieste di finanziamento raccolte dai due portali tra maggio 2020 e febbraio 2021 – può sembrare bassa, ma è bene considerare che i mutui green sono prodotti principalmente destinati all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica (classi energetiche A o B) e, stando alle ultime stime ufficiali (Fonte: ENEA, 2019), in Italia solo il 10% delle unità abitative rientra in questa categoria.

    «Nonostante il 2020 sia stato un anno complesso per il settore immobiliare, il mercato dei mutui green ha poco per volta iniziato a prendere forma anche in Italia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it «Si tratta ancora di una nicchia, ma le potenzialità di crescita sono davvero importanti, soprattutto se consideriamo che grazie al Superbonus 110% molti edifici miglioreranno la propria classe energetica ampliando così il bacino di immobili che potranno accedere a questo tipo di finanziamento».

    L’interesse degli italiani verso il Superbonus 110% è confermato anche da un recente indagine* condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat, dalla quale è emerso che sono oltre 9 milioni i nuclei familiari italiani che hanno intenzione di approfittare dell’incentivo per riqualificare la propria abitazione.

    Chi ha chiesto un mutuo green

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo dei richiedenti; chi ha presentato domanda per un mutuo green ha cercato di ottenere, in media, 174.151 euro, vale a dire il 32% in più rispetto all’importo medio normalmente richiesto agli istituti di credito per l’acquisto di una casa. Una differenza così elevata è dettata dal fatto che gli immobili oggetto di mutuo green sono principalmente abitazioni in classe energetica A o B e pertanto il loro valore è più alto rispetto ad una in classe energetica compresa tra la C e la G.

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che la regione con la percentuale maggiore di domande di mutui green sul totale richieste è il Trentino-Alto Adige, seguita dal Veneto e dalla Valle d’Aosta.

    Cosa sono e come funzionano i mutui green

    I mutui green, secondo la definizione elaborata dalla Commissione UE insieme alla European Mortgage Federation, sono prodotti destinati a finanziare l’acquisto o la costruzione di abitazioni che abbiano elevate prestazioni energetiche (classe A o B) o a sostenere interventi di riqualificazione che consentano un miglioramento di almeno il 30% delle prestazioni energetiche dell’edificio.

    In Italia i principali istituti di credito hanno iniziato a proporre mutui green, offrendo ai richiedenti una serie di benefici che variano a seconda della banca: si va, ad esempio, dallo sconto sul tasso di interesse, normalmente pari allo 0,10%, sino ai prodotti assicurativi gratuiti o ai servizi consulenza ambientale per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione.

    Tra le ultime novità lanciate in Italia va segnalata quella dei mutui verdi che possono essere richiesti anche per l’acquisto di abitazioni non efficienti dal punto di vista energetico; in questo caso lo sconto sul tasso di interesse non viene concesso all’atto di acquisto della casa, ma solo nel momento in cui l’immobile, a seguito di un intervento di riqualificazione, riesce a salire in classe A o B.

    Dal punto di vista della domanda di finanziamento, è bene ricordare che ci sono alcune differenze rispetto ai mutui tradizionali; in caso di mutuo green per acquisto, è necessario allegare alla richiesta l’attestato di prestazione energetica (APE) che certifichi la classe A o B dell’immobile.

    Se invece si tratta di un mutuo green per ristrutturazione, è necessario dimostrare che l’intervento sull’abitazione consenta di ottenere un miglioramento delle prestazioni energetiche di almeno il 30%. In questo caso alcuni istituti, prima di riconoscere le agevolazioni previste dal mutuo green, potrebbero attendere la fine dei lavori.

     

     

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età compresa fra 18 e 74 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 18 ed il 20 settembre 2020.

  • RC auto: in Puglia premi medi in calo del 12,9%, ma comincia il rialzo

    La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Puglia sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 531,32 euro, vale a dire il 12,9% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Se è vero quindi che, dati alla mano, assicurare oggi un veicolo in Puglia costa, in media, 79 euro in meno rispetto allo scorso anno, la cattiva notizia è che la curva dei premi sembra essere tornata a salire tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +1,03%.

    Guardando i dati in valori assoluti, inoltre, la Puglia risulta essere la terza regione più cara d’Italia per quanto riguarda l’RC auto; per assicurare un veicolo nella regione, a febbraio 2021 occorreva il 14,49% in più rispetto alla media nazionale.

    I dati emergono dall’analisi di un campione di 282.342 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Puglia tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e delle relative quotazioni offerte sul portale*.

    «Dopo un lungo periodo di calo era inevitabile che i premi medi tornassero a crescere», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se l’aumento rilevato a febbraio sia l’inizio di un trend al rialzo che porterà gradualmente le tariffe ai livelli pre Covid o se, invece, si tratti solo di una variazione temporanea. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalle eventuali restrizioni alla mobilità che verranno introdotte».

    L’andamento provinciale

    Guardando i dati a livello provinciale emerge che il calo su base annua dei premi è stato rilevato in tutte le aree pugliesi. La provincia che ha registrato la riduzione più consistente è Bari, dove la tariffa Rc auto media è diminuita del 17,39% rispetto a febbraio 2020; al secondo posto si posiziona Lecce con un calo del 16,52%, seguita da Brindisi, dove il premio medio è sceso dell’11,32% rispetto a 12 mesi fa.

    Continuando a scorrere la graduatoria troviamo le province di Taranto, dove la tariffa media è scesa del 10,63% rispetto a febbraio 2020, e Foggia (-10,54%). Chiude la classifica pugliese la provincia di Barletta-Andria-Trani dove il premio medio è sceso del 10,02% rispetto a 12 mesi fa.

    Dove assicurare un veicolo costa di più

    Sul podio delle province pugliesi più costose si posizionano, al primo posto Foggia dove per assicurare un veicolo a febbraio 2021 occorrevano in media 744,47 euro, seguita da Barletta-Andria-Trani (567,28 euro) e Taranto, con un premio medio pari a 529,06 euro.

    Dove sono scattati gli aumenti

    Se, come detto, le tariffe rilevate lo scorso mese sono nettamente più basse rispetto a quelle del 2020, i dati analizzati da Facile.it hanno rilevato come tra gennaio e febbraio 2021 la curva dei premi sia tornata a salire in alcune aree della Puglia.

    I rincari sono stati registrati in provincia di Taranto dove la tariffa media è cresciuta, in un solo mese, del 4,58%, seguita da Foggia (+2,63%) e Barletta-Andria-Trani (+2,11%).

    La curva dei premi è invece rimasta in discesa nella provincia di Bari (-0,21%), in quella di Brindisi (-1,05%) e in quella di Lecce (-4,15%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 282.342 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Puglia tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RC auto: in Campania premi medi in calo del 12,1%, ma comincia il rialzo

    La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Campania sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 855,88 euro, vale a dire il 12,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Se è vero quindi che, dati alla mano, assicurare oggi un veicolo in Campania costa, in media, 118 euro in meno rispetto allo scorso anno, la cattiva notizia è che la curva dei premi sembra essere tornata a salire tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +2,51%.

    La regione si conferma essere la più cara d’Italia dal punto di vista dell’RC auto; il premio medio rilevato a febbraio 2021 era l’84,42% più alto rispetto alla media nazionale.

    I dati emergono dall’analisi di un campione di 690.460 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Campania tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e delle relative quotazioni offerte sul portale*.

    «Dopo un lungo periodo di costante calo era inevitabile che i premi medi tornassero a crescere», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se l’aumento rilevato a febbraio sia l’inizio di un trend al rialzo che porterà gradualmente le tariffe ai livelli pre Covid o se, invece, si tratti solo di una variazione temporanea. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalle eventuali restrizioni alla mobilità che verranno introdotte».

    L’andamento provinciale

    Guardando i dati a livello provinciale emerge che il calo su base annua dei premi è stato rilevato in tutte le aree campane. La provincia che ha registrato la riduzione più consistente è Avellino, dove la tariffa Rc auto media è diminuita del 13,74% rispetto a febbraio 2020; staccata di un soffio Napoli, al secondo posto della classifica, con un calo del 12,72%. Sul gradino più basso del podio si posiziona Benevento, dove il premio medio è sceso del 9,52% rispetto a 12 mesi fa.

    Chiudono la graduatoria la provincia di Caserta, dove la tariffa media è scesa dell’8,59% rispetto a febbraio 2020, e quella di Salerno (-6,74%).

    Dove assicurare un veicolo costa di più

    Sul podio delle province campane più costose si posizionano, al primo posto Caserta dove per assicurare un veicolo a febbraio 2021 occorrevano in media 929,44 euro, seguita da Napoli (894,38 euro) e Salerno, con un premio medio pari a 682,03 euro.

    Dove sono scattati gli aumenti

    Se, come detto, le tariffe rilevate lo scorso mese sono nettamente più basse rispetto a quelle del 2020, i dati analizzati da Facile.it hanno rilevato come tra gennaio e febbraio 2021 la curva dei premi sia tornata a salire in quasi tutte le province della Campania.

    I rincari più elevati sono stati registrati in provincia di Caserta dove la tariffa media è cresciuta, in un solo mese, del 5,53%, seguita da Salerno (+3,28%) e Napoli (+2,33%).

    Aumento più contenuto, invece, per la provincia di Benevento, dove l’RC auto media è cresciuta dello 0,02%. Unica eccezione è Avellino, area campana che ha registrato un calo della tariffa media tra gennaio e febbraio 2021 (-2,71%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 690.460 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Campania tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate