Autore: _eva_

  • Napoli: ultimi giorni di apertura per la mostra “Antonio Ligabue”

    NAPOLI. Ultimi giorni di apertura per la mostra “Antonio Ligabue”. Chiuderà domenica 18 febbraio l’esposizione ospitata nella Cappella Palatina del Castel Nuovo – Maschio Angioino, che per il grande successo si è rivelata un evento di punta della stagione culturale, tanto che l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e Alessandro Nicosia, organizzatore della mostra e presidente di Cor, avevano già prorogato l’evento di un mese.

    L’esposizione, curata da Sandro Parmiggiani e da Sergio Negri (e con la collaborazione della Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri), ha presentato, attraverso oltre ottanta opere, tra cui cinquantadue oli, sette sculture in bronzo, una sezione dedicata alla produzione grafica con otto disegni e quattro incisioni e, una sezione introduttiva sulla sua incredibile vicenda umana, un excursus storico e critico sull’attualità dell’opera dell’artista, che rappresenta ancora oggi una delle vette più interessanti dell’arte del Novecento.

  • Premio Napoli 2017. I nove finalisti incontrano ‘i mille’ della giuria popolare

    Mille lettori in cerca di autori. Partirà venerdì 20 ottobre il ciclo di incontri che vedrà protagonisti in diversi luoghi della città, fino al 24 novembre, i nove finalisti (per le sezioni narrativa, poesia e saggistica) della 63° edizione del Premio Napoli, lo storico riconoscimento letterario che sarà assegnato martedì 19 dicembre al Teatro Mercadante. A scegliere i vincitori tra i candidati, designati a giugno dalla giuria tecnica presieduta da Domenico Ciruzzi e coordinata da Edoardo Sant’Elia, sarà la giuria popolare, che quest’anno ha raggiunto un incoraggiante traguardo: circa 1000 i ‘giudici lettori’ presenti su tutto il territorio italiano e più di 5000 le copie tra saggi, romanzi e sillogi poetiche, consegnate dalla Fondazione ai singoli giudici e a comitati di lettura, coordinati da Argia Di Donato. “Un premio letterario oggi più che mai non può chiudersi in una roccaforte elitaria – ha dichiarato Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Napoli –  ma deve calarsi nella realtà della quale è espressione, con partecipazione e antenne sensibili: per questo ho deciso di ripristinare con vigore la giuria popolare”. Sarà lo scrittore Giuseppe Montesano, autore del volume Lettori Selvaggi (Giunti), ad aprire la manifestazione con un doppio appuntamento in programma il 20 ottobre. L’autore napoletano, candidato nella categoria saggistica, dialogherà con gli studenti del Liceo Brunelleschi di Afragola (ore 10), e con il pubblico a Palazzo Reale di Napoli (ore 17), sede della Fondazione Premio Napoli, ente morale che incoraggia la produzione culturale italiana e favorisce e il dibattito civile. Dalle stazioni dell’arte ai licei, dalle chiese ai teatri: aprire i luoghi della città ai suoi lettori e promuovere il dibattito con i cittadini. E’ questo l’obiettivo degli appuntamenti a cadenza settimanale, organizzati da Carmen Petillo con le tre terne di finalisti dell’edizione del premio 2017. Lunedì 30 ottobre (ore 17) a Palazzo Reale e martedì 31 ottobre (ore 17) Giancarlo Alfano incontrerà il pubblico. Lunedì 6 novembre la stazione dell’Arte della metropolitana di Municipio (ore 17) accoglierà Davide Rondoni, che martedì 7 novembre (ore 10) dialogherà anche con gli studenti della Scuola Militare ‘La Nunziatella’. Martedì 7 novembre sarà anche il giorno di Donatella Di Pietrantonio alla Chiesa dell’Immacolata a Pizzofalcone (ore 16), che successivamente incontrerà gli allievi dell’Istituto Pontano mercoledì 8 novembre (ore 10). Il Teatro Area Nord (giovedì 9 novembre ore 16.30), il Liceo Mercalli (venerdì 10 novembre ore 10) e la Villa Fernandez di Portici (venerdì 10 novembre ore 17) vedranno invece protagonista lo scrittore Andrej Longo. Venerdì 17 novembre sarà invece il turno di Bruno Cavallone, con un doppio appuntamento nell’Aula Pessina della Federico II (ore 10) e nella Biblioteca Castel Capuano ‘Alfredo de Marsico’. Si ritorna alle stazioni dell’Arte della Metropolitana di Montecalvario con Andrea Inglese (domenica 19 novembre ore 10), che lunedì 20 novembre (ore 9) terrà una conferenza con i ragazzi della Federico II nell’aula 1 della sede di Corso Umberto. Gli incontri si chiuderanno venerdì 24 novembre con Giuliano Tabacco, che nella mattinata (ore 10) discuterà del suo libro con gli alunni del Liceo Umberto e nel pomeriggio (ore 17) sarà ospite dell’Associazione M.Rosaria Sifo Ronga. Gli ultimi lettori a dialogare con gli autori saranno i detenuti della casa circondariale di Poggioreale (lunedì 18 dicembre ore 10) e del centro penitenziario di Secondigliano (martedì 19 dicembre ore 10).

  • Marco Revelli ospite alla Fondazione Premio Napoli con il suo saggio “Populismo 2.0”

    Ultimo incontro estivo per La Fondazione Premio Napoli, che giovedì 29 giugno alle ore 18, nella sede della Fondazione a Palazzo Reale (Piazza Plebiscito,1  Napoli) ospiterà la prima presentazione campana del saggio “Populismo 2.0” (Einaudi), di Marco Revelli, grande storico, sociologo e politologo italiano.

    Il populismo si è manifestato in forme molto diverse nel corso della storia, tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. E anche oggi, la nuova disseminazione populista in Europa e negli Stati Uniti presenta differenze interne notevolissime, quelle che passano ad esempio tra la vittoria di Donald Trump e l’ascesa di Marine Le Pen. Ma un denominatore comune c’è: il populismo è sempre indicatore di un deficit di democrazia, cioè di «rappresentanza». Un deficit «infantile», per così dire, per i populismi delle origini, sintomo di una democrazia non ancora compiuta; e un deficit «senile», quando cresce il numero di cittadini che non se ne sentono più «coperti». Il populismo attuale – questa la tesi centrale del libro – è del secondo tipo: rappresenta una sorta di «malattia senile della democrazia». Il sintomo di una crisi di rappresentanza che si estende alla forma democratica stessa. È il segno più preoccupante del rapido impoverimento delle classi medie occidentali sotto il peso della crisi economica; ma anche della sconfitta storica del lavoro e delle sinistre che lo rappresentarono nel cambio di paradigma socio-produttivo che ha accompagnato il passaggio di secolo.

    Insieme all’autore, ne discuteranno: Domenico Ciruzzi (Presidente della Fondazione Premio Napoli), Massimo Adinolfi (editorialista de Il Mattino), Pasquale Beneduce, (Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale), Costanza Boccardi (Teatri Uniti), Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli), Alfredo Guardiano (Consigliere della Corte di Cassazione), Raffaele Marino (Magistrato).

     
  • “Giù le mani dal Vesuvio” prima presentazione del nuovo romanzo di Michele Serio

    Che cosa hanno in comune la geologia e la letteratura? Lo scopriremo lunedì 26 giugno alle ore 17,30 al Pan | Palazzo delle Arti di Napoli, durante la prima presentazione nazionale del nuovo romanzo di Michele Serio, “Giù le mani dal Vesuvio” (Ed. Cento Autori), realizzata in collaborazione con l’Ordine dei Geologi della Campania e l’Assessorato al turismo e alla cultura del Comune di Napoli.

    Genny Scognamiglio è un diciannovenne balbuziente e imbranato. Ma a sorpresa viene incaricato dal Procuratore Generale per indagare su alcuni omicidi misteriosi che insanguinano Napoli. Il ragazzo accetta l’incarico per intascare il denaro promessogli. Ma Genny non può sapere che un’organizzazione filo araba agisce in città e che ben presto si ritroverà, suo malgrado, al centro di un intrigo internazionale. Tra la paura dell’eruzione del Vesuvio e quella di un attentato terroristico Genny viene coinvolto in una girandola di avventure a volte drammatiche, a volte grottesche, ritrovandosi assieme ai suoi amici sul bordo del cratere del vulcano dove spera di salvare se stesso e la città ma dove sa che tutto potrebbe accadere, anche l’Apocalisse.

    A raccontarci le divertenti e dissacranti avventure contenute in “Giù le mani dal Vesuvio”, saranno Valerio Caprara, critico cinematografico, Francesco Russo, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Edoardo Sant’Elia, giornalista Rai e scrittore, con la partecipazione di Nino Daniele, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Napoli. La lettura di alcuni brani tratti dal romanzo, è affidata a Franco Javarone, attore e pittore napoletano.

  • Annunciati i finalisti della 67esima edizione del Premio Napoli

    Sono nove i finalisti della Fondazione Premio Napoli selezionati dalla giuria tecnica (composta da Franco Arminio , Stefano Balassone, Rosanna Cioffi, Massimo Fusillo, Chiara Ghidini,  Antonio Gnoli, Alfredo Guardiano, Eugenio Lucrezi, Sergio Moccia , Bruno Moroncini , Monica Ruocco , Pasquale Sabbatino e Paola Villani), presieduta da Domenico Ciruzzi e coordinata da  Edoardo Sant’Elia. Sono stati scelti per la sezione “Narrativa”: Donatella Di Pietrantonio, L’arminuta (Enaudi), Andrea Inglese, Parigi è un desiderio (Ponte alle Grazie), Andrej Longo, L’altra madre (Adelphi); nella categoria “Poesia”: Davide Rondoni, La natura del bastardo, (Mondadori), Francesco Scarabicchi, Il prato bianco (Einaudi) e Giuliano Tabacco, La grande mappa (Transeuropa). Per quanto concerne la “Saggistica”, sono stati designati: Giancarlo Alfano, L’umorismo letterario (Carocci), Bruno Cavallone, La borsa di Miss Flite (Adelphi), Giuseppe Montesano, Lettori selvaggi (Giunti).

    I nomi dei finalisti sono stati annunciati, nel corso di una conferenza stampa – tenutasi ieri, martedì 20 giugno, nella sede di Palazzo Reale –  da Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli, Alfredo Contieri, vicepresidente, Edoardo Sant’Elia, coordinatore della giuria tecnica, Alfredo Guardiano e Eugenio Lucrezi, componenti della giuria tecnica e Argia di Donato, coordinatrice della giuria popolare.

     

  • Fondazione Premio Napoli: domani i finalisti della 67esima edizione

    CONFERENZA STAMPA

    LA FONDAZIONE PREMIO NAPOLI ANNUNCIA
    I FINALISTI DELL’EDIZIONE 2017

     

    Martedì 20 giugno ore 11.30
    Sede Premio Napoli – Palazzo Reale – Ingresso da piazza Trieste e Trento

     

    La Fondazione Premio Napoli, nel corso di una conferenza stampa, che si terrà martedì 20 giugno, alle ore 11.30 nella sede di Palazzo Reale, annuncia i nove finalisti dell’edizione 2017, la 63esima, e gli eventi che promuoverà nei prossimi mesi. Interverranno:  Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli, Alfredo Contieri, vicepresidente della Fondazione Premio Napoli, Edoardo Sant’Elia, scrittore, coordinatore della giuria tecnica del Premio Napoli,  Alfredo Guardiano e Eugenio Lucrezi, componenti della giuria tecnica e Argia di Donato, coordinatrice della giuria popolare.

  • Anteprima del cofanetto dvd con contenuti extra di “Lascia stare i santi”

    Finalmente anche nelle librerie “Lascia stare i santi”: il cofanetto (con dvd, cd e booklet) del film di Gianfranco Pannone, corredato da contenuti extra,  sarà presentato in anteprima,  martedì 20 giugno alle ore 19, alla libreria IoCiSto (Via Cimarosa, 20 – Napoli). Interverrà l’autore del documentario, Gianfranco Pannone, Arturo Lando, Coordinatore del master di “Cinema e tv” dell’Università Suor Orsola Benincasa e il critico cinematografico Alberto Castellano. Modera la giornalista Désirée Klain.

    Ad aprire la serata saranno Margaret Ianuario e Daniele Barone con le loro tammurriate. In chiusura Gianni Aversano canterà un motivo devozionale, accompagnato solo dalla sua chitarra.

    Accolto con entusiasmo alla Festa del Cinema di Roma 2017 e vincitore del Premio Mario Gallo della Cineteca di Calabria, il film è un percorso tra passato e presente nella fede religiosa popolare, realizzato con la preziosa complicità dell’etnomusicologo e musicista Ambrogio Sparagna e prodotto dall’“Istituto Luce Cinecittà”. Ad essere narrata, da Nord a Sud, è quell’Italia in bianco e nero e a colori che non riconosciamo più: dove esiste una religiosità fatta non solo di processioni e messe solenni, ma soprattutto di condivisione, con le voci narranti degli attori Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, che leggono Pasolini, Silone, Gramsci, Scotellaro, Lomax, Dolci, De Seta.

    Un viaggio in Italia lungo un secolo nella devozione religiosa popolare. Santi antichi e più recenti, madonne bianche e nere, processioni devozionali…, sono espressioni di un bisogno di sacro in apparenza molto lontano da noi, ma che così lontano non è.

    Ancora oggi, specie nel Sud Italia, ma con “isole” anche al Nord, la fede popolare è un fatto concreto, che trova la  massima espressione nel canto, nella musica. E i suoni proposti in questo film da Ambrogio Sparagna ne sono una chiara testimonianza.

    Il prezioso repertorio dell’Archivio Luce, composto di documentari e cinegiornali d’epoca, asseconda questo viaggio nel mondo della religione popolare, che Gianfranco Pannone, con sguardo laico, rimescola in un percorso emozionale tra passato e presente

  • Vito Nocera presenta il suo nuovo libro “L’imprevisto del futuro. Breve viaggio politico tra diritti e robot” alla Fondazione Premio Napoli

    “L’imprevisto del futuro. Breve viaggio politico tra diritti e robot” (Il Quaderno Edizioni) è l’ultimo lavoro editoriale di Vito Nocera,  tra i fondatori di Democrazia Proletaria, Rifondazione Comunista e, dal 2005 al 2010 capogruppo nel Consiglio Regionale della Campania. Un uomo che ha partecipato attivamente allo sviluppo sociopolitico di Napoli e che, con il suo nuovo libro, vuole dare un ulteriore apporto positivo alla cultura della nostra città.

    La prima presentazione italiana si terrà mercoledì 7 giugno 2017, alle ore 17, nella sede della Fondazione Premio Napoli a Palazzo Reale (Piazza Plebiscito, 1)

    Con semplicità e garbo in questo breve “viaggio” Vito Nocera racconta luoghi, esperienze, universi sociali cruciali per l’area napoletana e per l’intero Paese. Ne descrive con efficacia e dolcezza la realtà e i problemi, la condizione odierna e la storia.

    E ai protagonisti cede la parola con umiltà collocandosi al lato; in primo piano gli operai dell’Alfa Fiat di Pomigliano, i disoccupati organizzati, gli intellettuali napoletani e gli artisti del Beggar’s Theatre, il teatro dei mendicanti, i volontari dell’Associazione “Figli in Famiglia” nella grande e difficile periferia di S. Giovanni a Teduccio. E ancora i militanti impegnati nella vertenza e nel processo Isochimica ad Avellino e i ragazzi del Forum giovanile di Torre del Greco, che si interrogano su Internet e democrazia.

    Un prezioso e sintetico lavoro di inchiesta che analizza, scavando con rara abilità, nel profondo, realtà a mezza strada tra passato e futuro.

    A farci immergere nelle pagine del testo di Nocera, saranno Domenico Ciruzzi, Presidente della Fondazione Premio Napoli, tra l’altro autore della prefazione del testo. Introduce Ernesto Paolozzi, docente di storia e filosofia. Interviene Antonio Bassolino, presidente della Fondazione Sudd, Simone Oggionni, dirigente Mpd, Arturo Scotto, deputato. Seguiranno le testimonianze di Mariano Bauduin, regista del Beggar’s Theatre, Mattia Paio (Forum giovani Torre del Greco), Gino Monteleone (Movimento Lotta per il Lavoro), Nello Niglio (operaio Alfa Romeo). Modera Carlo Porcaro, giornalista. Sarà presente l’autore.

    “Che cosa troveremo nel nuovo millennio?A questo interrogativo Italo Calvino in Lezioni americane rispose che vi troveremo quello che riusciremo a portarvi. È ciò che Vito Nocera sostanzialmente ci trasmette prima facie  con questo suo ultimo proficuo saggio sul presente politico, riuscendo come sempre ad essere analista e mediatore tra realtà apparentemente e falsamente inconciliabili. La Napoli di sotto, scevra da luoghi comuni e letture tramandate, e quella residuale ma essenziale Napoli borghese davvero illuminata. E con lo stesso stile, dialettico, descrive la realtà della grande fabbrica di Pomigliano, pure non priva di contraddizioni, e affronta, conversando con ragazzi giovanissmi e impegnati, il grande tema del rapporto tra Internet e la democrazia.”

    (cit. Prefazione Domenico Ciruzzi)

  • Solide radici per un territorio fragile

    In occasione della “Giornata Mondiale della Terra”
    I maggiori esperti delle scienze atmosferiche, climatologiche, geologiche e agrarie
    si confronteranno in Campania nel convegno:
    “Solide radici per un territorio fragile”

    Sabato 22 aprile 2017 (dalle ore 9)/Palazzo Reale di Portici/Sala cinese
    Evento organizzato dall’Ordine dei Geologi della Campania
    In collaborazione con Epson meteo, meteo.it, scientificast.it e Italian Climate Network.

    Con l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo
    e la MEDAGLIA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Una tavola rotonda unica in Italia, che per la sua importanza scientifica e divulgativa, ha ricevuto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e e la MEDAGLIA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA : in occasione della “Giornata Mondiale della Terra” sabato 22 aprile, a partire dalle 9, alla Reggia di Portici (tra arte e natura), i maggiori esperti delle scienze atmosferiche, climatologiche, geologiche e agrarie si confronteranno in Campania e in diretta streaming sui principali canali di comunicazione nazionale, nel corso del convegno “Solide radici per un territorio fragile”; evento organizzato dall’Ordine dei Geologi della Campania, in collaborazione con Epson meteo, meteo.it, scientificast.it e Italian Climate Network.

    Durante la manifestazione, che durerà un’intera giornata, si discuteranno diversi temi di attualità, come gli ultimi strumenti scientifici a disposizione per la riduzione del rischio, ma anche l’ottimizzazione della cooperazione tra i professionisti del settore, gli scenari futuri legati al cambiamento climatico, nonché la corretta informazione, prima-durante-dopo le emergenze, soprattutto schivando distorsioni giornalistiche e bufale mediatiche.

    “Solo dalla consapevolezza e dalla conoscenza – spiega Francesco Russo, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania – può rinascere il desiderio e la capacità di prendersi nuovamente cura del nostro territorio, la casa in cui viviamo, contrastando il dissesto idrogeologico con una capillare opera di prevenzione e adeguando il territorio e le opere infrastrutturali alle condizioni climatiche di crescente complessità. Una partita difficile, giocata su un territorio fragile, dove è necessario fare da subito squadra mettendo in campo tutte le professionalità legate alla geologia, all’agronomia e, alla meteorologia, facendole cooperare in totale sinergia”.

    La diffusione della conoscenza dei fenomeni atmosferici e del territorio, insieme con la corretta gestione agraria di boschi, pascoli, prati, seminativi, può, infatti, contribuire in maniera attiva, concreta e determinante, al superamento di questa fragilità. “In un territorio fragile come il nostro – aggiunge ancora il Presidente Russo – bisogna essere consapevoli che non si può attendere una catastrofe per parlarne”.

    A moderare gli incontri sarà Serena Giacomin, meteorologa del Centro Epson Meteo. “Inutile ripetere i disastrosi fatti di cronaca – spiega – o fare la conta angosciante delle vittime. Occorre invece chiedersi che cosa possiamo fare concretamente, da oggi, per ridurre le perdite umane in caso di frane, alluvioni o smottamenti. Come possiamo ridurre il rischio? Quale è la soluzione per mettere in sicurezza i nostri concittadini?”.

    “La tutela del territorio deve essere affrontata da tutte le figure professionali – spiega Vincenzo Giovine, vicepresidente del Consiglio Nazionale Geologi – che possono, con un’azione sinergica, contribuire a divulgare una cultura dell’ambiente, volta a ridurre l’incidenza dei fenomeni di dissesto idrogeologico che gravano su un territorio fragile come quello italiano”.

    Dunque i professionisti non parleranno d’ispirazioni, né di teorie, ma di responsabilità verso il proprio Paese e di una messa in pratica edificante, basata sulle solide radici della conoscenza. “Aggiungerei che bisognerebbe discutere anche della competenza – dice Filippo Thiery, meteorologo del programma di divulgazione scientifica Geo su Rai3 -non ci mancano certamente gli strumenti e le basi per fare prevenzione e per gestire questo territorio fragile, si tratta solo di innaffiare e concimare un apparato radicale già molto strutturato. Ma dobbiamo piantare solide basi della cultura e della consapevolezza del rischio, portando questi temi in cima all’agenda politica del paese”. Parla di “arte della comunicazione del rischio” Carlo Cacciamani, direttore del servizio Idro-Meteo-Clima di ARPA Emilia Romagna, secondo il quale: “gli ingredienti fondamentali per la gestione del rischio meteo-idrogeologico, in un paese fragile e in un clima in continuo mutamento, devono subito essere messi a disposizione: strumenti tecnologici di monitoraggio, di previsione e diffusione delle informazioni, iniziative per la formazione dei cittadini, passione e cuore”.

    Questioni da affrontare subito perché: “il cambiamento del clima ha già evidenziato un aumento dei fenomeni meteo estremi – spiega il professore di Fisica del Clima, Claudio Cassardo – come ondate di calore, episodi di forti precipitazioni, siccità. Noi viviamo su un territorio fragile anche a causa dell’enorme e smodato consumo di suolo e del vistoso aumento di infrastrutture costose e sensibili dell’ultimo secolo. Così come ad un’abitazione servono fondamenta solide per rimanere in piedi anche su terreni fragili (come la sabbia), così noi esseri umani necessitiamo di basi culturali solide per capire ed affrontare le problematiche del territorio nel quale viviamo, anche alla luce del clima che cambia. Adattamento, in fondo, significa anche questo”.

    “Unire le tre Scienze – dice il promotore dell’evento Domenico Sessa – vuol dire far sentire una voce più forte, questo evento, che ha ricevuto tanti consensi, deve essere un trampolino di lancio verso nuovi orizzonti professionali”.

    Il convegno si terrà nella Sala Cinese di Palazzo Reale a Portici, l’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui principali canali di comunicazione nazionale. Sarà possibile partecipare da remoto avanzando domande e

    dubbi, ai quali risponderanno gli esperti. Nel pomeriggio, sempre in diretta streaming, verranno piantati gli alberi della conoscenza, le cui radici saranno il simbolo di stabilità e sicurezza del territorio.

     

    Ufficio stampa “Ordine dei Geologi della Campania”

    Désirée Klain
    Mail: [email protected]
    (mobile) + 39-345-4259681
    (tel-fax) +39 081-403255

  • Dallo Stato sociale allo Stato penale

    “Decreto Minniti, riforma del diritto e del processo penale: il definitivo tentativo di criminalizzare il dissenso, l’emarginazione e la povertà?”


    Lunedì 10 aprile ore 17
    Fondazione Premio Napoli – Palazzo Reale – Piazza del Plebiscito 



    Proseguono gli incontri della Fondazione Premio Napoli 2017 con “Dallo Stato sociale allo Stato penale”. Un tavolo di confronto pubblico, che si terrà lunedì 10 aprile alle ore 17, nella sede di Palazzo Reale, per aprire una riflessione su che cosa significhi parlare di sicurezza, in una fase storica nella quale la crisi dello stato sociale è sotto gli occhi di tutti. Nel corso del dibattito si parlerà delle riforme in materia penale e delle politiche sicuritarie nell’ottica dello Stato di eccezione, partendo dall’analisi del “Decreto Minniti”, sia dal punto di vista giuridico, che da quello sociale e culturale; ne discuteranno: Domenico Ciruzzi (Presidente Fondazione Premio Napoli), Raffaele Del Giudice (vicesindaco di Napoli), Nino Daniele (assessore alla Cultura e al Turismo del Comune Napoli), Alfredo Guardiano (consigliere della Corte di Cassazione), Giovanni Verde (ex componente del CSM), Francesco Forzati (Docente di diritto penale Università “Federico II” di Napoli), Vito Nocera (scrittore e già consigliere regionale), Mario Barone (presidente di Antigone Napoli), Gaia Bozza (Giornalista per Fanpage), Maurizio Braucci (scrittore), Alfonso De Vito (attivista movimenti sociali), Aboubakar Sumahoro (della rete antirazzista). Interverranno anche rappresentanti di associazioni e movimenti sociali.

    Désirée Klain
    Ufficio stampa


    Fondazione Premio Napoli 2017
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