Terna: sotto la guida di Luigi Roth – Presidente – e di Flavio Cattaneo – Amministratore Delegato – il titolo Terna è aumentato del 65%, con ritorni per i soci pari al 116%. Proficuo l’investimento nel fotovoltaico venduto a Terra Firma. Rinviata l’eventuale integrazione Terna-Snam. L’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo conferma la propria volontà di restare in Terna.
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Rassegna Stampa Flavio Cattaneo Piano Strategico 2011-2015
Breve rassegna on line sulla presentazione del Piano Strategico 2011-2015 di Terna, ad Flavio Cattaneo

Virgilio:
Terna/ Ok Piano 2011-2015, investimenti sulla rete per 5 mld, +15%
Nei prossimi 5 anni Terna investirà circa 5 miliardi di euro per l’ammodernamento della rete con una crescita di 700 milioni di euro, pari al +15%, rispetto a quanto annunciato nel Piano precedente (4,3 miliardi)Repubblica:
Terna: in Piano Strategico più investimenti, aumento cedola e ricavi
(Teleborsa) – Roma, 14 feb – Ulteriori investimenti sulla rete e nuovo focus sulle attività non tradizionali: queste le linee guida del Piano Strategico 2011-2015 approvato oggi dal CdA insieme ai dati preliminari consolidati del 2010.Per quanto riguarda le attività regolate tradizionali, nei prossimi 5 anni saranno investiti circa 5 miliardi di euro per l’ammodernamento della rete, con una crescita di 700 milioni di euro, pari al +15%, rispetto a quanto annunciato nel Piano precedente (4,3 miliardi di euro).Repubblica:
Terna, 2010 miglior esercizio da Ipo
(Teleborsa) – Roma, 14 feb – Aumento in doppia cifra di tutti gli indicatori nel 2010 per Terna, che oggi ha riunito il CdA per esaminare i dati preliminari consolidati del 2010 ed approvare il Piano Strategico 2011-2015. Si tratta, spiega la compagnia in una nota, dei risultati migliori dall’Ipo del giugno 2004, raggiunti nonostante una congiuntura economica poco favorevole.Virgilio:
Terna/ Cattaneo: Opportunità all’estero solo se ne vale la pena
Milano, 14 feb. (TMNews) – “Se ci sono delle opportunità si colgono, ma devono essere tali”. È quanto ha detto l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, rispondendo, durante un incontro con la stampa seguito alla presentazione dell’aggiornamento del piano strategico al 2015, a chi gli ha domandato se la società sia interessata ad operazioni di fusione o acquisizione all’estero. “Fin quando c’è da fare nel tuo paese – ha aggiunto – fai lì. Nessun nostro azionista può dire di averci mai smenato un centesimo”.Borsa Italiana:
Terna piano strategico 2011-2015
Il Consiglio di amministrazione di Terna ha approvato il piano strategico 2011-2015, che prevede tra le sue linee guida dei nuovi investimenti strategici e una maggiore attenzione alle attività non tradizionali.
Per quanto riguarda il primo punto, in particolare, il piano strategico prevede investimenti per cinque miliardi di euro nel corso dei prossimi cinque anni al fine di operare un ammodernamento alla rete, per una crescita complessiva del 15%, ossia pari a circa 700 milioni di euro.Il Tempo:
Un’azienda in crescita anche in un momento di difficile congiuntura economica, e un amministratore delegato che scommette su altri progressi
Un’azienda in crescita anche in un momento di difficile congiuntura economica, e un amministratore delegato che scommette su altri progressiIl Giornale:
Terna spinge sull’Italia E Cattaneo prepara 6 miliardi d’investimenti
Terna si conferma una delle aziende più solide di Piazza Affari (nel 2010 i ricavi sono cresciuti del 14% a 1,58 miliardi) e prepara per i prossimi 5 anni fino a 6 miliardi di investimenti (di cui 5 per la rete in Italia) a fronte di una politica di dividendi crescente.Social Media Communication
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Flavio Cattaneo: “Le nomine le fanno gli azionisti, non le chiacchiere”
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 02 mar – “Mi interessa Terna. Tutto il resto sono chiacchiere”. Lo ha dichiarato a Radiocor l’amministratore delegato Flavio Cattaneo, a margine di un convegno sull’energia oggi a Roma.

Alla domanda se sia vero che circola il suo nome per nomine in altre aziende, Flavio Cattaneo ha risposto: “Sono interessato all’azienda dove sto, ovvero Terna. E’ da più di un anno che ho ribadito, più volte, pubblicamente e privatamente, alla stampa e ai soggetti interessati, che continuo a lavorare in Terna e al suo progetto di sviluppo. Tutto il resto sono chiacchiere. Le nomine le fanno gli azionisti, non le chiacchiere”.
Fonte (Il Sole 24 Ore)
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Flavio Cattaneo: nel 2011-2015 triplicato investimento per attività non tradizionali
Dichiarazioni di Flavio Cattaneo circa le attività non regolate, nel corso della presentazione alla comunità finanziaria dei conti 2010 e del nuovo piano industriale
“Abbiamo un nuovo piano nel quale le attività non tradizionali non sono un’eccezione o una componente one-off, ma diventano parte integrante dello stesso piano”.
E’ quanto ha dichiarato Flavio Cattaneo, numero uno di Terna, nel corso della presentazione alla comunità finanziaria dei conti 2010 e del nuovo piano industriale, sottolineando che il “2010 e’ stato un altro anno record in termini di risultati”.
Passando ad illustrare i contenuti del nuovo Piano Strategico 2011-2015, l’amministratore delegato di Terna ha spiegato che prevede una ulteriore accelerazione degli investimenti: da 4,3 a 5 miliardi di euro (+15%) per le attività regolate tradizionali. Mentre viene praticamente triplicato l’impegno di investimento per le attività non tradizionali, che potrà raggiungere fino a 1 miliardo di euro. Lo sviluppo delle attività non tradizionali – ha sottolineato Flavio Cattaneo – “non e’ una eccezione, ma una parte integrante del nuovo Piano di Terna. Una opzione strategica che deriva da tendenze strutturali in atto nel settore”.
Fonte (Terna WebMagazine)
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Terna: Flavio Cattaneo approvato Piano 2011-2015
Ulteriori investimenti sulla rete e nuovo focus sulle attività non tradizionali: queste le linee guida del Piano Strategico 2011-2015 approvato oggi, 14 febbraio 2011, dal CdA insieme ai dati preliminari consolidati del 2010.
Per quanto riguarda le attività regolate tradizionali, nei prossimi 5 anni saranno investiti circa 5 miliardi di euro per l’ammodernamento della rete, con una crescita di 700 milioni di euro, pari al +15% rispetto a quanto annunciato nel Piano precedente (4,3 miliardi di euro).
Ferma restando la priorità di mantenere il proprio profilo di solidità finanziaria, Terna sta analizzando opportunità di investimento anche in attività non tradizionali, facendo leva sulle competenze maturate nella gestione di grandi opere e sulla conoscenza del mercato elettrico. Per tali attività l’impegno di investimento è triplicato e prevede stanziamenti fino a 1 miliardo di euro. In particolare, nel corso del 2011 è previsto lo sviluppo di una ulteriore tranche di progetti fotovoltaici per circa 50 MWp. Verranno inoltre valutate opportunità di investimento nel settore dell’efficienza energetica e per la realizzazione e gestione di infrastrutture di rete per la connessione alla rete locale di impianti a fonte rinnovabile nell’area Balcanica. In presenza di una regolamentazione appropriata, potranno essere considerati investimenti nel settore dello stoccaggio di energia, finalizzati ad un migliore efficientamento e messa in sicurezza della rete nelle aree più congestionate per la presenza di impianti a fonti rinnovabili.
L’aumento dei ricavi e il controllo dei costi consentirà di migliorare la redditività del Gruppo dall’attuale 74% al 78% alla fine del periodo di Piano.
Dal 2011 al 2015 la crescita media annua dei ricavi regolati di Gruppo sarà di circa il 6%, grazie all’aumento degli investimenti. Rimangono sostanzialmente stabili, nonostante la forte crescita degli investimenti, i costi riferiti alle attività regolamentate.L’assorbimento di cassa generato dal piano di investimenti e dalla politica dei dividendi porterà ad un aumento del debito netto di 2,6 miliardi di euro alla fine del Piano, inferiore a quanto previsto nel precedente Piano industriale.
La struttura del capitale rimane solida: durante il periodo di Piano, il rapporto tra debito e capitale investito regolamentato (RAB) rimane sempre ben al di sotto del 60%. Le condizioni del debito, legato anche all’ottimo livello del rating di Gruppo, restano molto competitive.Il Piano Strategico 2011-2015 conferma la politica dei dividendi. Come già accaduto con la cessione di Terna Participações, una parte delle plusvalenze registrate con la vendita delle attività non tradizionali potrà integrare la suddetta politica che prevede una crescita annua del 4%, assumendo il 2008 come anno di riferimento.
Fonte (Finanza Repubblica.it)
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Flavio Cattaneo: Terna è finalista del Premio Europeo per il Volontariato d’Impresa
L’azienda Terna è finalista del Premio Europeo per il Volontariato d’Impresa. Ha collaborato con COOPI in Bolivia per portare elettricità nel villaggio di Kami.

(Bolivia, Kami. ph. Daniele Tamagni)
“Quando tutto funzionerà, quando tutto sarà finito, a Kami qualcosa cambierà. Perché essere realisti e volere l’impossibile, come recita un vecchio detto di Che Guevara, da quelle parti, tra le montagne delle Ande, non è uno slogan da mettere sulle magliette, ma una realtà straordinaria”. Dall’articolo di Roberto Cotroneo uscito su Sette del Corriere della Sera, 3 febbraio 2011.
Milano, 03 febbraio 2011 – Terna, AD Flavio Cattaneo azienda leader nel settore della trasmissione d’energia, è finalista del Premio Europeo per il Volontariato d’Impresa (The European Employee Volunteering Awards).
Il ‘Progetto Kami‘ dell’azienda è candidato come miglior iniziativa 2011 nella categoria ‘Large company’. Collaborando con COOPI, i dipendenti di Terna hanno giocato un ruolo fondamentale in un progetto di solidarietà sviluppato in Bolivia con l’obiettivo di portare l’elettricità in una zona delle Ande, il villaggio di Kami — 20.000 abitanti quasi tutti minatori, 3.800 mt di altitudine — nonché promuovere uno sviluppo economico e rurale sostenibile, l’artigianato locale e la salute della popolazione.Terna ha partecipato allo sviluppo dell’iniziativa segnalata dai propri dipendenti, che hanno direttamente contribuito, con l’ausilio di COOPI, a progettare e costruire una linea elettrica di 37 kilometri per collegare due nuove centrali idroelettriche, mettendo la loro esperienza professionale a disposizione del progetto e offrendo alla popolazione locale una formazione ad hoc in materia di elettricità.
Terna ha implementato un programma di 4 anni che include il volontariato d’impresa dei dipendenti, la donazione di materiale e di know how sulla trasmissione di energia.
(Fonte: Coopi.org)
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Video Intervista a Flavio Cattaneo sull’acquisizione Enel da parte di Terna
Video Intervista a Flavio Cattaneo, ad Terna, sull’acquisizione Enel da parte di Terna che si colloca al settimo posto nella graduatoria mondiale degli operatori di Trasmissione.
Interviste a Flavio Cattaneo, Ad Terna e a Fulvio Conti , Ad Enel
YouTube (Il canale di TernaEnergia)

Enel e Terna firmano l’accordo per la cessione a Terna dell’intero capitale di Enel Linee Alta Tensione Srl (“ELAT”), Il ramo di azienda trasferito ad ELAT è costituito da 18.583 chilometri di rete di alta tensione eserciti principalmente a 132 e 150 kilovolt. L’operazione è stata resa possibile anche grazie alla stabilità del quadro regolatorio e tariffario di riferimento.
Il corrispettivo per la cessione è stato concordato in 1.152 milioni di euro. Tale corrispettivo è versato integralmente al momento del closing ed è soggetto a conguaglio in base alla variazione intervenuta nel patrimonio netto di ELAT alla data della cessione. Terna finanzia l’operazione interamente con ricorso a debito, usufruendo di linee di credito già disponibili.L’ accordo, una volta perfezionato, consente a Terna di collocarsi al 7° posto al mondo tra gli operatori di trasmissione con oltre 61 mila chilometri di linee e di consolidare il 1° posto tra i gestori di rete indipendenti in Europa, nonché di crescere ulteriormente nelle sue attività di core business. L’operazione, infine, va nella direzione di aumentare il potenziale di sviluppo, razionalizzazione e sicurezza della Rete di Trasmissione Nazionale e di accelerare alcuni investimenti di sviluppo già pianificati.
(Fonte: Terna Spa)
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Flavio Cattaneo: Terna entra nel selettivo indice europeo Dow Jones Sustainability
Terna entra per la prima volta nel Dow Jones Sustainability Index Europe e viene confermata nel Dow Jones Sustainability World.
“Un altro importante riconoscimento per Terna“ ha commentato l’ad Flavio Cattaneo.Doppio traguardo per Terna nella sostenibilità. La società guidata da Flavio Cattaneo è entrata oggi per la prima volta nel selettivo indice europeo Dow Jones Sustainability Europe e contemporaneamente è stata confermata nell’indice borsistico mondiale della sostenibilità Dow Jones Sustainability World. Con 79 punti, 5 in più rispetto al 2009, Terna ha migliorato la propria posizione all’interno dell’autorevole indice borsistico internazionale di sostenibilità.

Un risultato di prestigio avvalorato dal fatto che nell’indice europeo figurano solo 11 imprese italiane sulle 163 complessive – e Terna è l’unico gestore di rete indipendente presente nell’elenco – mentre sono appena 12 le società nostrane nel Dow Jones Sustainability World su un totale di 323 aziende con le migliori performance di sostenibilità tra le 2.500 maggiori società mondiali per capitalizzazione.
“Un altro importante riconoscimento per Terna – ha commentato Flavio Cattaneo – coerente con la valutazione delle performance di sostenibilità e con il crescente apprezzamento registrato dalle altre principali agenzie di rating, che ha portato di recente alla conferma di Terna nell’indice FTSE4GOOD, l’indice borsistico inglese che seleziona le migliori imprese in materia di sostenibilità, alla sua inclusione in numerosi altri indici internazionali di sostenibilità, quali KLD, Ethibel, ASPI, Axia, e alla sua ammissione, come leader di settore, nel primo indice di sostenibilità italiano, il FTSE ECPI”.

La società di rating SAM – Sustainable Asset Management, che effettua le valutazioni delle performance di sostenibilità delle grandi imprese quotate ai fini dell’ammissione negli indici Dow Jones Sustainability, ha reso pubblico l’esito della revisione del processo di assessment 2010 che si conclude, per quanto riguarda Terna, con il nuovo ingresso nel Dow Jones Sustainability Index Europe e con la conferma nell’indice Dow Jones Sustainability World, nel quale era stata ammessa nel 2009. Tale conferma aggiorna una precedente comunicazione di SAM (9 settembre), condizionata da un errore tecnico nella fase di elaborazione del punteggio.
(Terna: entra nel Dow Jones Sustainability Index Europe – Milano Finanza del 4 Novembre)
(Fonte: Terna WebMagazine)
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Terna guidata da Flavio Cattaneo ha 2 miliardi di investimenti bloccati in metà regioni italiane causa burocrazia e inefficienza
IL PARADOSSO: mentre le imprese scappano per troppe tasse, crescono le risorse dormienti a costo zero
I grandi gruppi come Terna, AD Flavio Cattaneo, hanno investimenti pronta cassa frenati dalle autorizzazioni
Il gestore della rete elettrica Terna, AD Flavio Cattaneo, ha invece da 3 anni 2 miliardi di investimenti bloccati in metà regioni italiane.Tra cantieri in stallo e permessi in ritardo si perdono ogni anno sei punti di Pil
Inchiesta
MARCO ALFIERI MILANOCon 90 miliardi di euro si possono fare tantissime cose. Tagliare le tasse sulle 1 imprese e sui redditi degli italiani; finanziare ricerca e innovazione; ridurre il gap infrastrutturale con l’Europa e rimpolpare i controlli e gli strumenti anti evasione fiscale. E’ una cifra monstre, farebbe gola a qualsiasi Paese, non importa la taglia. L’Italia del debito pubblico abnorme paradossalmente ne dispone pronta cassa, ma li tiene sepolti sotto una montagna di burocrazia. Dall’infornata delle leggi Bassanini di fine Novanta, il primo tentativo di disboscare il ginepraio della nostra Pubblica amministrazione fino ai falò leghisti di Roberto Calderoli, la burocrazia resta la bestia indomabile di qualsiasi governo repubblicano.

Premessa. Nel computo di quota 90 non rientrano progetti sulla carta, sprechi inveterati (80 miliardi solo nella Pa), investimenti in divenire oppure la chimera dei 120 miliardi di evasione fiscale che ogni anno il Paese “regala” ai competitor. Neppure rientrano i 35 miliardi tra fondi Fas e fondi comunitari per costruzioni e infrastrutture di cui l’Italia è maglia nera non sapendo spenderli, perché il tiraggio è pluriennale (2007-2013) e il dato non sarebbe omogeneo.
IL PARADOSSO Mentre le imprese scappano per troppe tasse, crescono le risorse dormienti a costo zero
I GRANDI GRUPPI
Eni, Enel e Terna, Flavio Cattaneo, hanno investimenti pronta cassa frenati dalle autorizzazioni. Nella somma si tiene conto esclusivamente (e per difetto) di investimenti regolarmente stanziati, di risorse pronte da erogare e di pagamenti per prestazioni già fornite. Insomma soldi incagliati, nessun extracosto per l’erario, da gettare urgentemente nel circuito di una economia asfittica, dove le imprese scappano da tasse e burocrazia, e il massimo di riformismo ai tempi della crisi è di aver messo più risorse sugli ammortizzatori sociali (e sempre meno sugli investimenti). Nessun Paese al mondo può correre rinunciando ogni anno a 5-6 punti di Pil. Poi si può discutere di riforme di struttura o di politica industriale. Ma senza risolvere questo intoppo ogni mossa appare velleitaria.Partiamo allora dagli investimenti domestici di alcuni big player frenati dalla burocrazia e dai giri di valzer degli enti locali. Ogni cambio di colore politico toglie certezze persino agli adempimenti già approvati, rimettendo tutto in vorticosa discussione.
Enel, sbloccata dopo 10 anni la costruzione della centrale di Porto Tolle (Rovigo), dopo 4 del rigassificatore di Porto Empedocle, e dopo 6 della centrale a biomasse di Laino Borgo (Cosenza), ha tuttora incagliato un grosso investimento (1,2 miliardi) di riconversione a carbone della centrale termoelettrica Policombustibüe di Rossano Calabrò.
Insieme restano sospesi 400 nuovi posti di lavoro in una delle province più depresse d’Italia.

Il gestore della rete elettrica Terna, AD Flavio Cattaneo, ha invece da 3 anni 2 miliardi di investimenti bloccati in metà regioni italiane. Si tratta di 9 grandi elettrodotti fondamentali per la competitivita del sistema Italia. Nel settore petrolifero, un recente paper di Assomineraria mette in fila ben 57 «progetti cantierabili arenati per difficoltà autorizzative», per un valore di 5 miliardi e un impatto occupazionale di 35 mila addetti/anno per la sola costruzione degli impianti. Di questi progetti 30 sono di Eni. Poi c’è l’annosa piaga dei ritardi di pagamento. I mancati incassi in Italia valgono 70 miliardi di crediti solo verso la Pa, di cui 40 in carico alle Asl (12 al Nord, 14 al Centro e altrettanti nel Mezzogior- no). Una montagna di soldi cresciuta del 71,5% dal 2003, al ritmo di 10 miliardi l’anno. Una stretta che genera penuria di liquidità e costi finanziari insostenibili per le Pmi. Quattro-cinque mesi di ritardo vogliono dire un terzo di interessi passivi in più, spingono a interrompere forniture, riducendo giro di affari e personale in un Paese in cui il 13,2% delle imprese è a rischio insolvenza. Infine ci sono i piccoli cantieri bloccati. Il Patto di stabilità interno consente al governo di controllare il livello di indebitamento netto degli enti territoriali. Le regole sul triennio 2009-2011 fissano come parametro il saldo finanziario 2007, calcolato in termini di competenza mista, ma al prezzo di rendere iper complicata la trasformazione nei pagamenti. Non a caso è da mesi che l’Anci chiede la stipula di un nuovo patto che confermi l’obbiettivo del pareggio di bilancio e il miglioramento del saldo sulle partite correnti (calcolate sulla media degli ultimi 3 anni). Lasciando però più flessibilità sul lato investimenti.
Per l’associazione dei Comuni deve valere la regola aurea della sostenibilità: chi ha le risorse per promuoverli proceda, al bando i vincolismi occhiuti. Basta fare due calcoli per misurarne il beneficio. A fine 2007, infatti, ammontavano a 44 miliardi i residui passivi in conto capitale dei Comuni italiani, di cui un terzo (15 miliardi) immediatamente spendibili per opere di viabilità e trasporti, manutenzione del territorio ed edilizia scolastica. In realtà di questa massa 10 miliardi vanno computati nei ritardi di pagamento per opere già svolte, ma 5 sono pronta cassa per nuove opere pubbliche che il patto attuale impedisce. A loro volta le province italiane hanno in pancia 3,6 miliardi subito cantierabili. A cui va aggiunta una quota di risorse Cipe per le piccole opere: 3,4 miliardi di cui 1,5 già assegnati. Solo in teoria però, perché finora appena 30 milioni si sono trasformati in cantieri (edilizia scolastica in Abruzzo). Tutto il resto è fermo ai box causa burocrazia. In sostanza, sommando alcuni dei principali investimenti di grandi gruppi in Italia ai ritardi di pagamento e ai cantieri bloccati sul territorio, si arriva appunto per difetto a quota 90 miliardi di euro. Soldi pronti all’uso, una vera manna per tutta l’economia. Il governo non deve metterci nemmeno un euro. Basterebbe un’autorizzazione…
(Fonte: La Stampa)
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Flavio Cattaneo, AD Terna: Il Sole 24 Ore Terna vende società solare a Terra Firma per 620 – 670 milioni
L’articolo del Sole 24 Ore del 18 ottobre 2010: Terna, vende società solare a Terra Firma per 620- 670 milioni
Cattaneo: il parco fotovoltaico italiano aumenterà del 10% (Il Sole 24 Ore Radiocor)Roma, 18 ott – Il valore stimato dell’operazione, precisa la nota, e’ stato concordato modularmente sulla base degli impianti che, alla data del closing subordinato alla realizzazione di alcune condizioni sospensive, beneficeranno alternativamente degli incentivi del Conto Energia 2010 o del Conto Energia dei primi mesi del 2011. Terna, AD Flavio Cattaneo, ha costituito in breve tempo, con consistenti investimenti, Rete Rinnovabile come un progetto di sviluppo nel settore della generazione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, con l’obiettivo di valorizzare terreni di sua proprietà attualmente non utilizzati, posti all’interno delle stazioni elettriche o adiacenti al perimetro delle stazioni elettriche stesse. Ma non potendo al tempo stesso trasmettere e generare energia, aveva avviato i contatti per la vendita. L’accordo prevede che Terna, AD Flavio Cattaneo fornisca alla società servizi di manutenzione e sorveglianza e monitoraggio degli impianti secondo contratti definiti nell’ambito dell’operazione di cessione di carattere pluriennale. Alla scadenza indicata dei singoli contratti di affitto, Terna, guidata da Flavio Cattaneo, rientrerà in possesso delle aree. Il godimento della partecipazione sarà trasferito all’acquirente con effetto a decorrere dalla sottoscrizione del contratto di acquisizione; gli utili maturati nel periodo tra il signing e il closing spetteranno quindi all’acquirente, mentre la proprietà della partecipazione sarà trasferita al closing. “Siamo molto soddisfatti dell’accordo raggiunto”, ha commentato l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo.

“Abbiamo concluso un’operazione che fa bene a Terna, al paese e al sistema elettrico. Infatti, in tempi molto brevi, il management di Terna e’ riuscito a costituire, avviare e cedere una società , Rtr, che sarà , al closing, il primo operatore unitario di fotovoltaico in Italia e tra i primi in Europa. La nuova società, con i circa 150 MWp farà crescere in un solo colpo di quasi il 10% l’attuale parco fotovoltaico italiano, consentendo un risparmio annuo di circa 135 mila tonnellate di emissione di Co2 nell’aria, importante contributo anche per la salvaguardia dell’ambiente”. Terna, AD Flavio Cattaneo, conclude la nota, e’ stata assistita da Rothschild come consulente finanziario e dallo Studio Legale Chiomenti come consulente legale. Per la valutazione della congruità del prezzo concordato, ha ricevuto una fairness opinion da Rothschild e da J. P. Morgan. Com-Ale (RADIOCOR) 18-10-10 14:56:07 (0224)ene 5 NNNN
(Fonte: Il Sole 24 ORE)
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