Tag: sostenibilità

  • MAI: casa in legno per la sostenibilità edilizia

    Sicuramente il materiale cardine sul quale sia sono basate molte tipologie costruttiva è stato il legno che nel corso degli anni oltre ad aver subito una forte rivalorizzazione ha permesso di produrre una nuova tipologia abitativa di abitazioni in legno completamente made in Italy e utilizzabile tecnicamente in tutto il territorio grazie all’adattabilità e alla resistenza a diversi agenti atmosferici e terresti.

    Questa tipologia abitativa completamente costruita, elaborata e progettata in Italia ha preso il nome di “Mai”, acronimo che indica il Modulo Abitativo Ivalsa che per l’appunto è stato progettato dai ricercatori dell’istituto Ivalsa (ossia l’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree) del Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con il Ceii, centro Europeo di impresa e innovazione del Trentino e con Habitech-Dttn, ovvero il Distretto Tecnologico Trentino per l’energia e l’ambiente.

    Un modulo abitativo tra le case bioedilizia che ha già ricevuto importanti riconoscimenti a livello mondiale con l’assegnazione della certificazione Leed ( acronimo per Leadership in energy and environmental design) secondo lo standard sviluppato dall’Us green building council che oltre a valutare le metodologie edilizie prende in considerazione anche le materie prime e il loro ciclo di lavorazione.

    Il modulo abitativo Ivalsa tecnicamente consiste in un’abitazione modulare dotata di due stanze da letto, un bagno, una cucina un soggiorno, il tutto all’interno di 33 metri quadri più altri 16 applicabili all’esterno mediante le terrazze. Tutte le stanze sono organizzate e suddivise in 5 moduli prefabbricati e trasportabili in maniera autonoma l’uno dall’altro. Un’abitazione ad alto livello di componibilità ma soprattutto con dei parametri di efficienza energetica elevatissimi che fanno raggiungere un livello encomiabile di sostenibilità ed efficienza molto superiore a quello delle normali case prefabbricate legno.

    Inoltre diventa un elemento fondamentale il fatto che le varie componenti quando unite tra loro vanno a formare un edificio completamente finito completo di pavimenti ed impiantistica e di rivestimenti interni. Ma è proprio dal punto di vista dell’efficienza energetica che il progetto Ivalsa diventa veramente innovativo: il legno infatti proviene da foreste italiane del Trentine gestite in maniera sostenibile ed eco compatibile mentre le stanze sono interamente progettate secondo i criteri delle case passive che non hanno bisogno di impiantistica per il riscaldamento. Inoltre la costruzione delle fondamenta con pannelli antisismici fa si che questa tipologia di abitazione sia una valida alternativa al cemento anche nelle zone sismiche e ad alto rischio idrogeologico. Inoltre i rivestimenti interni sono dotati di protezione ignifuga e le facciate dell’edificio sono composte in modo da garantire ventilazione e impermeabilità all’intero edificio anche in caso di forti piogge o in situazioni di intensa umidità. Anche la copertura del tetto dell’abitazione entra a pieno diritto nella sostenibilità dell’edificio, il tetto è infatti ricoperto con un impianto solare termico non solo per la produzione di energia ma anche per la produzione di acqua calda necessaria.

    Passando all’interno l’arredamento della casa è interamente prodotto con legno naturale e materiali di riciclo privi di prodotti, o trattamenti, tossici.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Poszione srl

    Lead Generation

  • UN SISTEMA DI ANCORAGGIO STUDIATO PER RIDURRE I COSTI DI SMALTIMENTO FUTURI

    Un’energia che guarda davvero al futuro, verde oggi, sostenibile domani, anche in fase di dismissione dell’impianto. È la filosofia che sta alla base di questa soluzione di impianto studiata da New Light per ridurre al minimo l’impatto di questo impianto, sia dal punto di vista dei materiali, che dei costi di demolizione a fine vita impianto.

    Si tratta di un impianto a terra, voluto da un committente che cercava per una porzione di terreno collocata ai piedi delle Dolomiti Bellunesi, una forma di investimento certa, ecologica, intelligente.

    New Light, grazie anche alla sensibilità dimostrata dal cliente, ha scelto quindi di individuare una soluzione di progetto in grado di preservare quanto più possibile l’ambiente in cui effettuare l’installazione dell’impianto.

    Per evitare la cementificazione del terreno, al posto delle platee in calcestruzzo generalmente impiegate per ancorare questo genere di impianto, i progettisti New Light hanno scelto una soluzione alternativa: strutture in acciaio infisse nel terreno. In questo modo è stato possibile fissare l’impianto al terreno tramite delle perforazioni dentro le quali sono state posizionate le strutture e fissate poi con malta cementizia e sabbia, riducendo del 90% l’utilizzo di cemento rispetto a quello che sarebbe derivato dall’utilizzo delle classiche platee.

    Un altro accorgimento progettuale importante riguarda il posizionamento degli inverter: data la piccola dimensione dell’impianto i progettisti non hanno ritenuto sensato ed esteticamente corretto realizzare un manufatto per l’alloggio dei componenti elettrici (inverter, quadri, trasformatori).Hanno scelto quindi la posa dei componenti in campo, selezionando un modello di inverter dotato di trasformatore di isolamento interno, adatto per la posa in esterno.

    L’impianto infine è stato dotato, oltre che di sistema di telecontrollo del rendimento a distanza, anche di un sistema d’allarme a maggiore tutela dell’integrità d’impianto.

    I pannelli montato sono stati selezionati per le straordinarie prestazioni di rendimento oltre che per le garanzie (maggiori della media)sul prodotto e sul rendimento fornite dal produttore.

    DATI IMPIANTO:

    Committente: E&N Energia e Natura
    Potenza: 30,15 kW

    Mq impianto: 750 mq circa
    Moduli FV: 134 moduli fotovoltaici S-energy 225 PA8
    Inverter: 6 SMA SMC 5000A-IT
    Ubicazione: Ponte nelle Alpi (BL)
    Data entrata in esercizio: 10 novembre 2010


    IL PUNTO DI VISTA DELL’AZIENDA:

    “ È importante, soprattutto per noi che operiamo nelle green energies, avere un approccio mentale, (oltre che tecnico) davvero rivolto alla sostenibilità se vogliamo consolidare una nuova coscienza ecologica nel consumatore. È giusto cavalcare l’onda della convenienza economica, ma allo stesso tempo noi di New Light crediamo nell’obbligo morale che ci deriva dall’operare in questo settore. Per questo cercare soluzioni su misura, per noi non è un semplice modo di dire per attirare clienti.

    In questo caso ad esempio, il cantiere non presentava alcun tipo di problematica tecnica o esecutiva, ma la soluzione da noi individuata, pali infissi su una dimensione di impianto ridotta, ha comportato una complessità logistica, richiedendo l’intervento e la gestione di 3 imprese specializzate ( perforazioni, lavori edili e meccanici, lavori elettrici). Avremmo potuto accontentarci di una soluzione molto più semplice nell’immediato, che avrebbe lasciato in eredità al nostro cliente un prato coperto di cemento e costi di smaltimento a fine impianto di gran lunga maggiori. Solo che efficienza di impianto ed ecologia per New Light non sono concetti astratti”

  • Ufficio sostenibile: con la carta riciclata si può!

    Carta, stampe, cartucce, toner tutto viene utilizzato in gran quantità all’interno di qualsiasi ufficio senza riporre particolare attenzione al risparmio energetico e ad evitare inutili sprechi. Eppure bastano veramente pochi gesti poche piccole attenzioni quotidiane per rendere l’ufficio un luogo piacevole in cui passare la giornata e in cui rispettare e tutelare l’ambiente in tutte le sue forme.

    Già da tempo è ben noto l’uso di carta riciclata che ormai ha raggiunto un tal punto di tecnologia applicata da avere pochissime differenze rispetto alla carta normalmente utilizzata per stampe e produzione documentale. Inoltre già da tempo molte mail aziendali hanno inserito in calce il cosiddetto “messaggio ecologico” che intima di stampare la mail sono nel caso la copia cartacea fosse veramente indispensabile ai fini del lavoro. Inoltre anche l’introduzione della posta elettronica certificata, anche negli enti pubblici ha permesso di limitare notevolmente la mole di carta necessaria alle singole attività d’ufficio come la carta per fotocopie. Molte altre sono poi le tecniche utilizzate per il risparmio energetico come la limitazione delle stampanti, che ora in molte aziende risultano essere una per piano anziché una per postazione, le aree ristoro una aziendale anziché diverse nell’azienda e molte altre piccole attenzioni che riscuotono il loro successo anche nel settore dei consumi.

    Può succedere in alcuni casi che i prodotti provenienti dal riciclaggio abbiano un costo più alto, ma oramai questa evenienza è abbastanza rara visto che alcune aziende hanno rielaborato le tecnologie in modo da ottenere prodotti di ottima qualità con un prezzo praticamente pari a quello del prodotto proveniente da cellulosa nuova. Inoltre utilizzare prodotti provenienti da riciclaggio o provenienti da una lavorazione ecologica fa bene anche al benessere dei lavoratori che all’interno dell’ufficio passano ben quaranta ore settimanali e più limitando il contatto con sostanze nocive e favorendo il benessere psico fisico.

    Se nel caso dell’ufficio con la collaborazione diretta e costante dei lavoratori si possono ottenere ottimi risultati in tutti i fronti più difficile è conciliare l’attività industriale con la sostenibilità e ‘ecologia. Nell’industria infatti la carta viene maggiormente utilizzata per l’imballo, utilizzo che ne rende più difficoltoso il limite nel senso che mentre una mail può essere o meno stampata per spedire o trasportare un elettrodomestico non sui può assolutamente prescindere dall’imballo dello stesso. Ora però l’evoluzione tecnologica della carta ha permesso di arrivare alla produzione carta da imballo resistenti e riutilizzabili che nulla hanno da invidiare alle scatole nuove ogni volta. Ci sono però delle caratteristiche a cui la carta in generale deve rispondere. Innanzitutto una carta per essere definita ecologica deve rispondere ad alcuni particolari requisiti ossia essere realizzata con un basso apporto idrico e un limitatissimo consumo energetico, con minime emissioni sia nell’acqua che nell’aria ma soprattutto per far nascere della carta ecologica è obbligatorio che venga impiegata esclusivamente carta da macero.

    Attualmente infatti risulta essere questo il metodo più ecologico e a minor impatto ambientale per produrre carta, certo è che però la ricerca in tale settore è in continua evoluzione e costante crescita per elaborare delle soluzioni che possano permettere di ridurre al minimo le emissioni nell’’ambiente, ma anche per limitare l’utilizzo della carta laddove non sia strettamente necessario.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Web tv

  • Giardino verticale: la rivoluzione del verde

    Nasce il primo giardino verticale, rivoluzione dell’architettura green e del risparmio energetico, attraverso progetti innovativi e studi botanici. Sviluppato da un’idea originale e intuitiva dell’architetto francese Le Corbusier è stata sviluppata dal botanico Patrick Blanc e ha insita dentro sé molti concetti innovativi sia per la progettazione sia per l’ecologia e le linee da seguire in questo senso. Proprio nel rispetto per l’ambiente e nella sua tutela e rivalorizzazione è nato il giardino verticale situato all’interno di un Centro Commerciale di Rozzano, ideato e progettato dall’architetto Francesco Bollani con la fruttuosa collaborazione di uno studio di architettura di Montpellier e con la ditta Peverelli, e rappresenta la parete verde più ampia in Italia.

    Costruito attraverso la composizione di quarantaquattromila piantine di duecento specie diverse si sviluppa per ben 1.250 metri quadri di verde, innovazione, risparmio energetico e soprattutto bellezza. In un momento storico in cui la preservazione dell’ambiente e le forme sperimentali di tutela ed eco sostenibilità sono all’ordine del giorno questa parete rappresenta una vera e propria rivoluzione nel settore che, auspicalmente, verrà presa come esempio per molte altre e per sviluppare una forma di tutela bella e naturale. Molti sono i punti a favore di questa bioarchitettura: il bilanciamento termico dell’edificio grazie alla protezione dai raggi solari e il conseguente risparmio energetico, la riduzione delle polveri sottili e l’assorbimento di CO2, la riduzione di rumori ambientali quindi l’isolamento acustico dall’esterno. Inoltre il giardino verticale può essere smontato e ricollocato con facilità, a differenza di pareti fisse e murarie.

    Come già detto più di duecento sono le piante utilizzate per comporre la parete che spaziano dalle sempreverdi alle piante fiorite che conferiscono un aspetto suggestivo e festoso all’insieme grazie alla varietà di colore che variano dal rosa, giallo, rosso, bianco e blu su base di muschio che dona compattezza e solidità. Inoltre il substrato a grande capacità idrica permette di irrigare con facilità e contenendo i costi. Un effetto cromatico unico che rispetta tutti i canoni della sostenibilità ambientale che tanto si vanno espandendo: bellezza, facilità di manutenzione e costi contenuti di composizione e installazione.

    Proprio le piante, dopo il fotovoltaico e l’eolico, stanno divenendo infatti la nuova frontiera dell’energia rinnovabile come aveva anticipato e auspicato l’architetto e artista austriaco Friedrich Hundertwasser. Nella sua visione ideale dell’ufficio infatti l’originale architetto vedeva un ambiente che favoriva la creatività e immerso nella natura, come un grande bosco.

    Un ufficio deve avere aria naturale, non è possibile che delle finestre non si possano semplicemente aprire neanche se entra aria cattiva. Non deve essere installato un impianto di riscaldamento centralizzato o un impianto di aria condizionata a direzione centralizzata, che funziona quindi soltanto se non c’è nessuna finestra aperta. Deve avvenire un ricambio d’aria regolato in modo naturale. Si può ottenerlo, per esempio, ricoprendo ambienti d’ufficio con tetti d’erba. Sotto un tetto d’erba non ci sono mal di testa. Le persone che lavorano in quest’ufficio stanno, naturalmente, molto meglio che se avessero un triste tetto senza piante, che si ripercuote sull’anima e sulla testa. Al posto di tende e veneziane devono esserci delle piante che stanno alle finestre. Penso a un semplicissimo adattamento della finestra, uno scaffale per le piante, una specie di scaffalatura per libri.” Una visione molto originale e idealistica che, sebbene non possa essere colta nella sua completezza, può certamente fornire interessanti spunti e idee per le architetture del futuro.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Posizionamento garantito

  • Flavio Cattaneo: Terna entra nel selettivo indice europeo Dow Jones Sustainability

    Terna entra per la prima volta nel Dow Jones Sustainability Index Europe e viene confermata nel Dow Jones Sustainability World.
    “Un altro importante riconoscimento per Terna“ ha commentato l’ad Flavio Cattaneo.

    Doppio traguardo per Terna nella sostenibilità. La società guidata da Flavio Cattaneo è entrata oggi per la prima volta nel selettivo indice europeo Dow Jones Sustainability Europe e contemporaneamente è stata confermata nell’indice borsistico mondiale della sostenibilità Dow Jones Sustainability World. Con 79 punti, 5 in più rispetto al 2009, Terna ha migliorato la propria posizione all’interno dell’autorevole indice borsistico internazionale di sostenibilità.

    dow jones

    Un risultato di prestigio avvalorato dal fatto che nell’indice europeo figurano solo 11 imprese italiane sulle 163 complessive – e Terna è l’unico gestore di rete indipendente presente nell’elenco – mentre sono appena 12 le società nostrane nel Dow Jones Sustainability World su un totale di 323 aziende con le migliori performance di sostenibilità tra le 2.500 maggiori società mondiali per capitalizzazione.

    “Un altro importante riconoscimento per Terna – ha commentato Flavio Cattaneo – coerente con la valutazione delle performance di sostenibilità e con il crescente apprezzamento registrato dalle altre principali agenzie di rating, che ha portato di recente alla conferma di Terna nell’indice FTSE4GOOD, l’indice borsistico inglese che seleziona le migliori imprese in materia di sostenibilità, alla sua inclusione in numerosi altri indici internazionali di sostenibilità, quali KLD, Ethibel, ASPI, Axia, e alla sua ammissione, come leader di settore, nel primo indice di sostenibilità italiano, il FTSE ECPI”.

    Flavio Cattaneo

    La società di rating SAM – Sustainable Asset Management, che effettua le valutazioni delle performance di sostenibilità delle grandi imprese quotate ai fini dell’ammissione negli indici Dow Jones Sustainability, ha reso pubblico l’esito della revisione del processo di assessment 2010 che si conclude, per quanto riguarda Terna, con il nuovo ingresso nel Dow Jones Sustainability Index Europe e con la conferma nell’indice Dow Jones Sustainability World, nel quale era stata ammessa nel 2009. Tale conferma aggiorna una precedente comunicazione di SAM (9 settembre), condizionata da un errore tecnico nella fase di elaborazione del punteggio.

    (Terna: entra nel Dow Jones Sustainability Index Europe – Milano Finanza del 4 Novembre)

    (Fonte: Terna WebMagazine)

    Social Media Communication
    Phinet
    Roma Italia
    Alessandra Camera
    [email protected]

  • Siemens Italia protagonista alla Social Media Week

    Siemens da sempre sensibile ai nuovi trend e allo sviluppo dei nuovi canali comunicativi, partecipa in qualità di partner all’evento “Social Media Week”.
    Oltre a sottolineare i successi di alcuni progetti d’eccellenza, in quest’occasione l’azienda ha presentato i risultati di un’analisi sulla percezione del tema della sostenibilità urbana da parte di blog, forum, siti e social media.

    “I social media possono essere un valido veicolo di informazione e rafforzamento del posizionamento di Siemens in Italia” – dice Silvia Petrella, direttore della Comunicazione di Siemens Italia – “Siemens è inoltre interessata a utilizzare il mezzo digitale per rafforzare il marchio e individuare nuovi linguaggi e modalità di comunicazione”.

    I risultati del monitoraggio online collocano Siemens Italia in posizione particolarmente brillante: al terzo posto assoluto tra le aziende maggiormente presenti nelle conversazioni on line relative a questi temi, alle spalle solamente di un operatore energetico e di una multinazionale consumer in termini di eco-sostenibilità. Gli ottimi risultati raggiunti a livello quantitativo trovano conferma anche dal punto di vista qualitativo: il monitoraggio evidenzia infatti una percezione di Siemens come realtà tra le più innovative in questo ambito, rispetto alle concorrenti dirette e più in generale rispetto a tutte le altre attive nel nostro Paese.

    Il progetto si colloca nell’ambito di uno più ampio sulla sostenibilità delle città che ha l’obiettivo di comunicare il portafoglio ambientale della società. “Siemens fornisce un contributo decisivo per una maggiore sostenibilità ambientale. Grazie a prodotti e soluzioni del più grande portafoglio ambientale esistente al mondo – circa un quarto del portafoglio globale -, si colloca come il partner tecnologico ideale per città sostenibili” continua Silvia Petrella. “Per comunicare questa straordinaria offerta Siemens Italia ha dato vita a un innovativo progetto che si propone di illustrare il suo impegno nell’ambito della sostenibilità ambientale. È nato, così, qualche mese fa “Eco & the City“, un roadshow che raggiungerà le più importanti città del nostro Paese”.

    Nel corso dei cinque giorni della Social Media Week è intervenuto Marco Bosi, Development & Sustainability Manager di Siemens Italia all’interno del focus dedicato alle metropoli del futuro durante il quale si è parlato di tecnologia e di sviluppo partecipato.
    “La città ideale nella realtà non esiste. La città ideale è una città migliore rispetto a quella in cui viviamo, e una città migliore è quella che riesce a rispondere alle nuove sfide”, ha spiegato Marco Bosi. “È necessario utilizzare tecnologie adatte a soddisfare i criteri di eco-sostenibilità urbana. La città sostenibile diventa così l’integrazione di soluzioni che concorrono ad un unico obiettivo. Siemens, grazie ad una strategia ripensata alla luce dei megatrend, ha ormai abbandonato completamente la dimensione consumer, per puntare allo sviluppo delle energie rinnovabili”.

    Nell’anno fiscale 2009 il portfolio ambientale di Siemens ha registrato un fatturato di circa 23 miliardi di euro, diventando così il maggior fornitore a livello mondiale di tecnologia eco-compatibile. Nello stesso periodo i prodotti e le soluzioni Siemens hanno consentito ai clienti di ridurre le emissioni di CO2 di 210 milioni di tonnellate, l’equivalente delle emissioni di CO2 di New York, Tokio, Londra e Berlino.

    Per ulteriori informazioni:

    Business Press
    Silvia Sala, Barbara Caremi, Cristiana Rovelli, Matteo Bovio
    [email protected]
    tel + 39.02.72585.1

  • Siemens annuncia il primo ordine della turbina a gas da record

    Dopo una fase di sviluppo di circa dieci anni, Siemens presenta la Classe H, la nuova generazione di turbine a gas super efficienti in termini di bassi consumi energetici.
    Il primo cliente è Florida Power & Light, produttore di energia leader negli Stati Uniti.
    A partire dal 2013, almeno sei delle “turbine da guinness” che ridurranno di un terzo l’utilizzo di combustibili fossili all’interno di una centrale elettrica a ciclo combinato, saranno operative in Florida. Con l’upgrade delle proprie centrali elettriche, Florida Power & Light otterrà un risparmio netto di circa 1 miliardo di dollari lungo l’intero ciclo di vita delle turbine. “La Classe H è un capolavoro di ingegneria e un modello di efficienza energetica. Con questo prodotto top di gamma in cui siamo i primi al mondo, “traghetteremo” le compagnie elettriche statunitensi verso la trasformazione di energia promossa dal Presidente Barack Obama. Presto ci sposteremo anche verso altri paesi,” ha dichiarato Peter Löscher, Presidente e CEO mondiale di Siemens.

    Lo scorso aprile in Iowa, nel corso di una visita ad uno stabilimento Siemens di pale eoliche, il Presidente Obama ha esortato gli Stati Uniti a giocare un ruolo di maggior rilievo nel settore delle energie rinnovabili e nell’utilizzo sostenibile delle risorse naturali. Se paragonata alle soluzioni attualmente installate all’interno di centrali elettriche a ciclo combinato, la nuova generazione di turbine a gas di Siemens consuma un terzo in meno di gas naturale ed emette un terzo in meno di CO2, generando al contempo la stessa quantità di energia. Le emissioni di CO2 sono inferiori di ben il 75% rispetto alle centrali elettriche a carbone. Queste nuove turbine possono inoltre passare dalla fase di standby allo startup in soli 5 minuti e raggiungere l’operatività a massima potenza in soli 15 minuti. Sono necessari solo alcuni minuti per passare da massima a metà potenza o viceversa, consentendo alle turbine di adattarsi in modo ottimale alle variazioni naturali, aumentando rapidamente le modalità di alimentazione della rete da fonti eoliche o solari. Siemens prevede che il mercato mondiale della Classe H totalizzi almeno dieci turbine annue nel medio periodo.

    La turbina Classe H raggiunge un’efficienza da record di oltre il 60%. In media le centrali elettriche a ciclo combinato negli Stati Uniti convertono attualmente meno del 40% dei gas di scarico in elettricità. Dotare tutti gli impianti a ciclo combinato del Paese con le turbine di Classe H di Siemens produrrebbe un’energia equivalente aggiuntiva pari ai consumi annuali di 25 milioni di americani senza aumentare le emissioni di CO2. Questa energia addizionale corrisponderebbe ad un valore commerciale di 40 miliardi di dollari.

    Sono oltre 800 i dipendenti Siemens che hanno preso parte allo sviluppo di questo capolavoro di ingegneria, per il quale componenti del peso di svariate tonnellate ed elementi minuscoli sono stati assemblati con la massima precisione. Una turbina Classe H è composta da oltre 7.000 pezzi singoli e raggiunge performance in output pari a oltre 1.200 macchine sportive ad alta prestazioni. Ogni turbina a gas da 60-Hertz ordinata per Florida Power & Light pesa 280 tonnellate: leggermente di più di un Airbus A340-300 con 300 passeggeri a bordo, serbatoio e stiva pieni. Le turbine sono lunghe 11 metri e hanno un diametro di circa cinque metri.
    Il modello più grande attualmente disponibile pesa 444 tonnellate: quanto un Airbus A380 con serbatoio pieno, ed è in grado di generare energia sufficiente per fornire il fabbisogno energetico di 2,2 milioni di persone.
    Le temperature all’interno della camera di combustione raggiungono i 1.500° Celsius, mentre la distanza tra le pale e la struttura centrale è sottile quanto una cartolina. Alcune parti delle pale della turbina girano ad una velocità che supera i 1.700 km all’ora, quindi oltre la velocità del suono.
    L’utilizzo della lettera “H”, nel gergo tecnologico delle turbine, indica la classe di efficienza più elevata attualmente disponibile.

    Le turbine a gas fanno parte del portfolio ambientale di Siemens. Nell’anno fiscale 2009 l’azienda ha registrato un fatturato di circa 23 miliardi di euro, diventando così il maggior fornitore a livello mondiale di tecnologia eco-compatibile. Nello stesso periodo i prodotti e le soluzioni Siemens hanno consentito ai clienti di ridurre le emissioni di CO2 di 210 milioni di tonnellate, l’equivalente delle emissioni di CO2 di New York, Tokio, Londra e Berlino messe insieme. L’obiettivo è di ridurre le emissioni annuali di CO2 nel 2011 di almeno 300 milioni di tonnellate – l’equivalente delle emissioni di CO2 generate da New York, Tokyo, Londra, Singapore, Hong Kong e Roma insieme.

    A questo link è possibile scaricare del materiale fotografico: http://www.siemens.com/energy-pictures/sgt5-8000h

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  • Siemens presenta la nuova turbina eolica direct drive SWT-3.0-101: eccellenti performance con la metà dei componenti

    Il settore Energy di Siemens, in occasione della European Wind Energy Conference and Exhibition di Varsavia (EWEC 2010), ha presentato la nuova turbina eolica Direct Drive SWT-3.0-101, la quale è già, da oggi, disponibile in commercio.
    La 3.0 – 101 DD introduce la tecnologia direct drive a magneti permanenti nel catalogo prodotti Siemens. Uno dei risultati di questa innovazione tecnologica è la minore necessità di manutenzione oltre ad un aumento della profittabilità per i clienti. Il tutto è possibile grazie al minor numero di componenti e parti rotanti della nuova turbina. In aggiunta il rapporto fra la potenza nominale (3 MW) e il diametro del rotore (101 m) rappresenta un ottimo compromesso per il mercato Italiano. La nuova turbina eolica direct drive SWT-3.0-101 è attualmente disponibile per progetti onshore e offshore in tutto il mondo.

    “La nostra nuova turbina eolica SWT-3.0-101 offre il 25% in più di energia rispetto a quella attuale da 2,3 MW, pur pesando di meno ed essendo dotata della metà dei componenti”, ha affermato Henrik Stiesdal, CTO della Business Unit Wind Power di Siemens. “Con questa nuova turbina ci siamo posti il duplice obiettivo di ridurre la complessità e di ottenere maggiori affidabilità e profittabilità per i nostri clienti. Guardando allo scenario futuro della produzione di energia, siamo convinti che la nostra nuova turbina eolica direct drive si rivelerà un investimento affidabile”.

    La nuova SWT-3.0-101 è caratterizzata da una nuova tecnologia drive train senza moltiplicatore di giri e da un generatore sincrono compatto eccitato da magneti permanenti. Il generatore della prima macchina prototipo, installata nel 2009 in Danimarca, è stato prodotto dalla Business Unit Large Drives, parte del settore Industry di Siemens. I maggiori vantaggi di questa tecnologia sono rappresentati dal design semplice e robusto e dal fatto che non sia necessaria energia per l’eccitazione. Il risultato è un’elevata efficienza anche a carichi ridotti.

    Con una lunghezza pari a 6,8 metri e ad un diametro di soli 4,2 metri, la navicella può essere trasportata utilizzando veicoli standard comunemente disponibili nei principali mercati. “La navicella della SWT-3.0-101 pesa solo 73 tonnellate, quindi meno di quella della nostra turbina eolica standard da 2.3 MW”, ha aggiunto Henrik Stiesdal. “Eppure, nonostante il design compatto, abbiamo comunque scelto di dare ai nostri tecnici un maggiore spazio in cui operare, considerata la riduzione radicale del numero dei componenti”.

    Tutti i principali componenti della turbina, ad eccezione della navicella, sono il risultato di un adattamento dell’attuale portfolio di Siemens. Attraverso l’utilizzo di una componentistica collaudata, Siemens è stata in grado di eliminare i tipici rischi potenzialmente associati all’introduzione sul mercato di un prodotto altamente innovativo.

    “Le performance del nostro primo prototipo installato lo scorso anno sono state eccellenti”, prosegue Henrik Stiesdal. Il prossimo passo vedrà l’installazione nel 2010 della serie zero con un massimo di dieci turbine eoliche SWT-3.0-101 in varie parti del mondo. È previsto che la produzione seriale entri in commercio a partire dal 2011. “Come già avvenuto con le turbine precedenti, daremo il via ad un programma ramp-up controllato con la SWT-3.0-101”, aggiunge Stiesdal. “L’attenzione che poniamo nell’introduzione di nuovi prodotti sul mercato riduce i rischi per i nostri clienti e aumenta l’affidabilità e la profittabilità della nostra tecnologia”.

    Le turbine eoliche fanno parte del portfolio ambientale di Siemens. Nell’anno fiscale 2009, il fatturato derivante da tale portfolio ha registrato un totale di circa 23 miliardi di euro, attestando Siemens quale primo fornitore al mondo nell’offerta di tecnologie ecofriendly. Considerando lo stesso periodo, i prodotti e le soluzioni Siemens hanno permesso ai clienti di ridurre le proprie emissioni di CO2 di 210 milioni di tonnellate, una cifra che corrisponde alla somma delle emissioni annuali di New York, Tokyo, Londra e Berlino.

    Materiale fotografico disponibile al link:
    http://www.siemens.com/press/en/presspicture/index.php?view=list&division=&tag=soere20091205

    Per informazioni stampa Siemens:
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  • Lo shop online di ALIVESHOES al suo debutto: da oggi è possibile indossare arte, moda e contribuire ad un’economia sostenibile

    NEW YORK, LONDRA, MILANO, AMSTERDAM — 27 Aprile 2010

    Dopo il lancio del portale online il 12 aprile www.aliveshoes.com, ALIVESHOES oggi apre le porte all’unica vera esperienza olistica di arte, moda, ecologia e sostenibilità sul Web.

    ALIVESHOES è un progetto che mira ad integrare il mondo dell’arte contemporanea , quello della moda e quello della sostenibilità a 360 gradi.

    ALIVESHOES è un progetto ideato e realizzato da un gruppo di giovani imprenditori creativi: “introdurre un approccio completamente nuovo al mondo del business, che parli della realtà di oggi e non del passato e sia rivolto verso nuove frontiere che ci attendono da oggi al 2012”, dichiara il fondatore del progetto Luca Botticelli.

    Il progetto ALIVESHOES prevede la realizzazione di installazioni artistiche uniche e originali create da alcuni dei più talentuosi artisti internazionali.

    La scelta degli artisti è stata curata dalla giovane critica e curatrice d’arte contemporanea Camilla Boemio.

    Ogni installazione è composta solo ed esclusivamente da scarpe – da qui il nome “ALIVESHOES”.

    Le installazioni artistiche saranno tutte temporanee e sono realizzate sia in contesti urbani che naturalistici, e comprendono anche video artistici e performance live. Dopo un breve periodo di vita le installazioni verranno smontate e le scarpe utilizzate per l’opera d’arte, in edizione limitata, verranno messe in vendita sul sito www.aliveshoes.com.

    ALIVESHOES rappresenta un approccio del tutto nuovo alle performance artistiche: permette di percepire e usufruire dell’arte contemporanea in tutta la sua potenza espressiva nella vita di tutti i giorni. Indossare un pezzo di una grandiosa opera d’arte non era mai stato possibile, fino ad ora!

    I brand come li avevamo conosciuti sono morti, l’Arte ha ucciso la Moda intesa come fenomeno di omologazione di massa.

    Ogni paio di scarpe ALIVESHOES onora la tradizione del Made in Italy nella manifattura delle calzature prestando particolare attenzione alla qualità dei materiali. Ogni scarpa è realizzata a mano utilizzando materiali ecologici e processi sostenibili.

    Ad oggi sono state realizzate 11 opere che verranno esposte sul sito nelle prossime settimane e successivamente messe in vendita.

    Oltre ad arte e moda il progetto ALIVESHOES coinvolge anche altri ambiti particolarmente importanti a livello globale: dall’ecologia alla tecnologia fino all’economia sostenibile. Le scarpe infatti sono realizzate con materiali ecologici e processi di manifattura eco-sostenibili.

    Il Web inoltre è il mezzo principale per comunicare il nostro messaggio, ci rende capaci di divulgare la nostra arte e di mettere in comunicazione l’artista con chi acquista un frammento dell’opera, ovvero un paio di ALIVESHOES.

    Il sito www.aliveshoes.com diventa museo, punto di incontro e punto di discussione grazie alle illimitate possibilità offerte dai social network (Facebook, Twitter e YouTube e altri).

    ALIVESHOES inoltre contribuisce allo sviluppo dell’economia globale partecipando a programmi di sponsorizzazione con alcune delle Charity più celebri a livello internazionale: gli utenti possono scegliere di effettuare donazioni a enti benefici, in aggiunta ad un cifra base a copertura del costo delle ALIVESHOES .

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  • Soluzioni italiane alla Fiera di Hannover 2010: Siemens ospita Zenith Automazione

    • Italia “Paese Partner” della Fiera di Hannover 2010
    • Zenith Automazione unico solution partner italiano presso lo stand Siemens
    • soluzioni software e sistemi per l’efficienza energetica

    L’edizione 2010 della Fiera di Hannover vedrà direttamente coinvolta l’Italia in qualità di “Paese partner”, e fornirà quindi alle aziende della Penisola una grande opportunità per presentare il potenziale tecnologico italiano nei settori dell’automazione industriale, degli azionamenti ed elettrotecnico.

    E’ in questo contesto che Siemens, presente all’edizione 2010 della Fiera di Hannover presso i Padiglioni 9 e 17 (Industrial Software), ospiterà, oltre a due Solution Partner tedeschi, anche il Solution Partner italiano Zenith Automazione.

    L’azienda di Mornago (VA), nata nel 1995, vanta una collaborazione ventennale e di successo con Siemens Italia. La presenza alla Fiera di Hannover sarà l’occasione per rafforzare il proprio ruolo di Solution Partner per le tecnologie Simatic e Simatic IT, così come di Solution Partner Specialist per i prodotti WinCC e Simatic PCS 7.

    La Fiera 2010, il cui focus sarà “Efficienza – Innovazione – Sostenibilità”, costituirà il punto di partenza per valorizzare il ruolo dei Solution Partner quali integratori in ambito industriale con una profonda conoscenza di prodotti e tecnologie del settore Industry di Siemens.
    In particolare, Siemens mostrerà soluzioni innovative in ambito di automazione e drive, in grado di produrre una maggiore efficienza energetica, così come tool di analisi e prodotti per la riduzione del consumo di energia, dei costi e delle emissioni di CO2.

    Siemens presenterà anche nuovi modi per ottimizzare la produttività, sia nel corso della fase di funzionamento continuo sia durante la fase iniziale di progettazione dell’impianto.

    Per ulteriori informazioni:

    Business Press
    Silvia Sala, Barbara Caremi, Cristiana Rovelli, Matteo Bovio
    [email protected]
    tel + 39.02.72585.1