Tag: sostenibilità

  • I forni professionali Valoriani protagonisti alla fiera ISH di Francoforte

    La collaborazione con i suoi distributori è sempre stata uno dei punti di forza di Refrattari Valoriani, gli ha consentito di esportare con professionalità e passione i suoi forni a legna in ogni angolo del mondo. Recentemente il distributore tedesco ha partecipato alla fiera ISH di Francoforte, Fiera leader internazionale per Il Mondo del Bagno, Tecnica degli Edifici, delle Energie Rinnovabili, dell’Energia e della Climatizzazione: protagonisti della sua esposizione i Forni Valoriani

    Il mese scorso si è tenuta a Francoforte l’esposizione ISH a Francoforte un barometro che misura l’andamento economico per i settori degli impianti igienico-sanitari, di riscaldamento e di condizionamento. Tra i 2355 espositori, produttori o rivenditori autorizzati provenienti da tutto il mondo anche il distributore tedesco di Refrattari Valoriani, La Bottega Toscana, che ha partecipato esponendo i forni in vero cotto refrattario della famosa azienda Toscana.

    Con più di duecentomila visitatori l’ISH rappresenta una vetrina internazionale in materia di futuro, efficienza, sostenibilità e design, caratteristiche alle quali i forni a legna Valoriani rispondono pienamente. Un’ulteriore occasione per testimoniare al mondo gli alti standard di efficienza e funzionalità per cui i forni a legna, professionali e non, con marchio Valoriani sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

    Valoriani interpreta ancora una volta il ruolo di grande interprete perché i suoi forni sanno coniugare design, efficienza e funzionalità come pochi altri sanno fare, mantenendo intatti i legami con la tradizione, l’artigianalità e l’eccellenza delle materie prime utilizzate. Questo si è reso possibile grazie all’intraprendente spirito sempre del distributore dei forni a legna Valoriani in Germania che si è fatto carico della cura e dell’allestimento dell’esposizione.

  • LPR Italia ottiene l’importante certificazione PEFC

    Landriano, 13 aprile 2011 – LPR Italia mette a segno un nuovo e importante risultato: l’ottenimento della certificazione PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification) che garantisce che i pallet sono fabbricati e riparati con legno proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile. La filiale italiana di LPR, seconda azienda in Europa di pallet-pooling, si aggiunge così alle altre sedi già in possesso di questa certificazione.

    “Questo riconoscimento attesta l’impegno e l’attenzione che LPR ripone nei confronti della difesa dell’ambiente già a partire dall’elemento di base, il pallet in legno, che deve essere prodotto rispettando rigidi requisiti di sostenibilità” ha dichiarato Fabio Benazzo, Direttore Generale di LPR Italia. “Crediamo fermamente che bilanciare l’impatto ambientale sia un nostro dovere e questa certificazione è solo la più recente evidenza dell’impegno nei confronti dell’ambiente e di una supply chain sostenibile da parte di un’azienda da sempre molto attenta a questi principi”.

    La certificazione PEFC (Programma per il Riconoscimento di Schemi di Certificazione Forestale) assicura che il legno utilizzato per la realizzazione di prodotti legnosi provenga da foreste gestite in modo sostenibile a livello ambientale, economico e sociale. Questo comporta, fra l’altro, che la quantità di legname tagliato non sia mai superiore alla quantità che cresce in foresta e che dopo il taglio gli alberi vengano ripiantati o vengano aiutati a rinnovare naturalmente. Garantisce inoltre che siano rispettati i diritti e il benessere dei lavoratori, delle popolazioni locali e dei proprietari forestali, e che venga incoraggiato lo sviluppo locale, dal quale dipende il benessere e la sopravvivenza del bosco stesso.

    Da sempre attenta alla sostenibilità ambientale, LPR è impegnata nella riduzione programmata dei gas serra. Con l’aiuto dell’Agenzia francese per l’Ambiente ed il Controllo dell’Energia (ADEME) ha effettuato una mappatura dell’impronta di carbonio, analizzando i gas serra generati dalle attività condotte in Europa e che comprendono la produzione dei pallet, la gestione dei depositi, le attività di smaltimento, il trasporto e altre ancora.

    Rilevanti le conclusioni: innanzitutto, il pallet-pooling emette circa il 50% in meno di gas serra rispetto ad altri sistemi di gestione pallet – in particolare l’interscambio – perché vi è una maggiore razionalizzazione del sistema di trasporto. I pallet in legno emettono inoltre molto meno gas serra rispetto a quelli in plastica, poiché il legno, a differenza della plastica, non è prodotto a partire dal petrolio, fonte non rinnovabile, e il processo di produzione consuma una minore quantità di energia. Infine, il legno è l’unico materiale con un’impronta di carbonio pari a zero. Questo avviene poiché nel corso della sua crescita un albero assorbe tutte le emissioni di gas serra prodotte da un pallet in legno durante il suo ciclo di vita, condizione imprescindibile è che il legno di cui è fatto provenga da foreste gestite in maniera sostenibile.

    Riduzione programmata dei gas serra, una suppy chain efficiente ed eco-compatibile e ora la certificazione PEFC: un’attività sempre più sostenibile per clienti sempre più attenti all’impatto sull’ambiente.

    Maggiori informazioni sono disponibili, anche in italiano, all’indirizzo www.lpr.eu

    LPR è una società specializzata nel pallet-pooling per la grande distribuzione e il settore dei beni di largo consumo (FMCG). Il Gruppo opera in tutta Europa, garantendo ai partner e ai destinatari europei dei propri clienti un servizio completo. Con oltre 40 milioni di movimenti pallet l’anno in tutta Europa, il Gruppo LPR ha un fatturato di oltre 100 milioni di euro. Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo www.lpr.eu.

    Per informazioni commerciali: +39 0382 1938003 + [email protected]

    Per informazioni :

    Diana Guarnieri TT&A – Theodore Trancu & Associates [email protected] Tel: 02.58 45 70 1, Fax: 02.58 45 70 70

  • Flavio Cattaneo (Terna) ponte elettrico sottomarino tra Capri e Ischia

    “Prosegue l’impegno di Terna per collegare le isole italiane alla penisola”. Lo ha dichiarato Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna, illustrando il Progetto Insula, progetto per cui sono stati investiti oltre 1.4 miliadi di euro, a margine della cerimonia di inaugurazione del nuovo SA.PE.I., il cavo sottomarino più profondo e tecnologicamente avanzato al mondo. “Sono parte integrante del Progetto – ha proseguito l’AD Flavio Cattaneo – il collegamento tra Isola d’Elba e Toscana e l’anello elettrico sottomarino che unirà Capri e Ischia”.

    Terna realizzerà un cavo elettrico sottomarino a 132 kV tra Piombino e Porto Ferraio che collegherà l’Isola d’Elba alla terraferma. L’elettrodotto, in autorizzazione e per il quale Terna prevede un investimento di circa 50 milioni di euro, sarà lungo circa 39 km, dei quali 33 sottomarini e 6 in cavo interrato. Il collegamento permetterà di gestire in sicurezza il servizio elettrico dell’isola assicurando una maggiore riserva energetica, soprattutto durante i periodi estivi quando il fabbisogno energetico dell’isola raggiunge i 40 MW. Oltre alla realizzazione del collegamento sottomarino, il progetto di Terna prevede un potenziamento della linea elettrica esistente a 132 kV S. Giuseppe – Porto Ferraio, i cui lavori sono già in corso.


    Terna prevede inoltre di realizzare un sistema di cavi sottomarini, per un totale di 90 km, che collegherà tra loro e alla terraferma le isole di Capri e Ischia per un investimento complessivo di circa 130 milioni di euro. La prima tratta dell’anello tra Torre Annunziata e Capri, lungo circa 30 km, è in fase autorizzativa. Obiettivo dell’intervento è quello di rendere più sicuro il sistema elettrico delle isole che per la scarsa affidabilità dei sistemi di produzione di energia elettrica attualmente in uso e per l’assenza di un collegamento con la rete continentale sono a rischio di black out, soprattutto nel periodo estivo. L’opera consentirà, inoltre, un risparmio per il sistema di circa 15 milioni di euro l’anno e un risparmio di CO2 in atmosfera di circa 127.000 tonnellate l’anno.

    (Fonte: Terna Sala Stampa)

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  • Siemens presenta la nuova turbina eolica senza moltiplicatore di giri per velocità di vento moderato-basse

    La nuova turbina SWT-2.3-113 è caratterizzata da un innovativo concept a presa diretta che utilizza un generatore compatto con tecnologia a magneti permanenti, i cui maggiori vantaggi sono rappresentati da un design semplice ed estremamente efficiente facendo a meno del moltiplicatore di giri e avendo il 50% in meno di componenti rotanti. Il risultato è un’elevata efficienza anche a carichi ridotti. Con una capacità di 2.3 megawatt (MW) e un diametro del rotore di 113 metri, la nuova turbina eolica è progettata per massimizzare la produzione di energia nei siti in cui la velocità di vento è moderato-bassa. La turbina SWT-2.3-113 è equipaggiata con le nuove pale Siemens B55 Quantum che incrementano l’efficienza e ottimizzano le performance. Un prototipo di questa nuova macchina è stato installato in Olanda a Marzo.

    La SWT-2.3-113 è la seconda turbina eolica senza moltiplicatore di giri prodotta da Siemens. Così come la SWT-3.0-101 e la turbina eolica Direct Drive 3-MW lanciate sul mercato nell’aprile del 2010, la nuova SWT-2.3-113 è dotata della metà dei componenti richiesti da una convenzionale turbina eolica, e da un minor numero di parti mobili. “I primi prototipi della nostra turbina SWT-3.0-101 sono in funzione da più di un anno e stanno superando con successo tutte le aspettative in termini di affidabilità e performance”, ha affermato Henrik Stiesdal CTO della Business Unit Wind Power di Siemens. “Il design della nuova SWT-2.3-113 si basa sulla stessa piattaforma della rivoluzionaria turbina eolica SWT-3.0-101 che abbiamo presentato l’anno scorso. La nuova SWT-2.3-113 beneficia dell’esperienza accumulata sino ad ora”, ha aggiunto Stiedsal. “Con la sua comprovata struttura leggera è un investimento sicuro e proficuo. Inoltre, grazie a questa innovativa tecnologia non solo la necessità di manutenzione è minore, ma la profittabilità per i nostri clienti aumenta”.

    Siemens ha presentato inoltre Quantum Blade, una nuova generazione di pale rotore, più leggere e con una prestazione maggiore dei precedenti modelli. La nuova pale B55 Quantum utilizzata per la turbina SWT-2.3-113, misura 55 metri di lunghezza e dispone di riprogettate sezioni di radice e di punta che utilizzano profili “flat-back” disegnati da Siemens per fornire una maggiore portanza minimizzando gli effetti scia. L’estremità della pala è stata ridisegnata per limitare il carico e ridurre i livelli di rumore, che – stimato ad un valore di soli 105 decibels (dB) – rende la SWT-2.3-113 una delle più silenziose turbine eoliche in commercio.

    Ad oggi, Siemens ha installato e messo in servizio un totale di cinque turbine eoliche senza moltiplicatore di giri SWT-3.0-101 in Danimarca e Norvegia. Ulteriori progetti per turbine eoliche Direct Drive sono stati pianificati negli Stati Uniti, in Danimarca e in Germania. Oltre a queste due nuove turbine di, rispettivamente, 3 MW e 2,3 MW di potenza, ulteriori turbine sono già in fase progettuale. “Quest’anno presenteremo la nostra turbina eolica Direct Drive 6-MW, progettata principalmente per le grandi centrali eoliche offshore”, ha dichiarato Stiesdal.

    Le turbine eoliche fanno parte del portfolio ambientale di Siemens. Nell’anno fiscale 2010, il fatturato derivante da tale portfolio ha registrato un totale di circa 28 miliardi di euro, attestando Siemens quale primo fornitore al mondo nell’offerta di tecnologie ecofriendly. Considerando lo stesso periodo, i prodotti e le soluzioni Siemens hanno permesso ai clienti di ridurre le proprie emissioni di CO2 di 270 milioni di tonnellate, una cifra che corrisponde alla somma delle emissioni annuali di Hong Kong, Londra, New York, Tokyo, Delhi e Singapore.

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    Siemens rappresenta una delle più importanti multinazionali operanti a livello mondiale. Presente in oltre 190 paesi con circa 405.000 collaboratori, un fatturato 2009/10 di 76 miliardi di Euro e un utile netto di 4,1 miliardi di Euro, Siemens opera nei settori industria, energia e sanità, e si distingue da oltre 160 anni per innovazione, qualità, affidabilità, eccellenza delle proprie soluzioni e per l’importante presenza sul mercato internazionale. Siemens è il più importante fornitore a livello globale di tecnologie ecosostenibili, grazie alle quali ha generato un fatturato di circa 28 miliardi di Euro, più di un terzo del proprio fatturato totale. In Italia Siemens possiede cinque stabilimenti produttivi e sei centri di ricerca e sviluppo, alcuni dei quali sono centri di eccellenza mondiale. Siemens in Italia, che ha chiuso l’esercizio 2009/10 con un fatturato di 2,5 miliardi di Euro e ordini per 2,6 miliardi di Euro, costituisce una delle maggiori realtà industriali attive nel nostro Paese.
    www.siemens.it

    Tra i principali fornitori mondiali di prodotti, soluzioni e servizi per la generazione, la trasmissione e distribuzione di energia e di apparecchiature e sistemi per l’industria dell’Oil&Gas, il Settore Energy di Siemens offre soluzioni specifiche orientate a migliorare l’efficienza e aumentare la produttività degli impianti. Il Settore investe, in particolare, nello sviluppo di tecnologie capaci di valorizzare le fonti di energia rinnovabili e ridurre le emissioni di CO2. Con circa 88.000 collaboratori nel mondo, il Settore Energy di Siemens ha chiuso l’anno fiscale 2010 con un fatturato di circa 25,5 miliardi di Euro, ha ricevuto nuovi ordini pari a circa 30 miliardi di euro, con un guadagno di 3,6 miliardi di euro.
    www.siemens.it/energy

  • Flavio Cattaneo: Terna Recuperato 83% rifiuti

    Il trattamento e il corretto riciclo dei rifiuti testimoniano l’efficacia delle iniziative di Terna per il sostegno dell’ambiente

    “La sostenibilità e l’impegno ambientale – ha dichiarato Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna – sono al centro della nostra strategia aziendale. È parte integrante della nostra politica il riciclo e un corretto trattamento dei rifiuti”.

    E’ vero che la produzione del servizio di trasmissione dell’energia non richiede input materiali rilevanti e non comporta il trattamento di considerevoli quantitativi di rifiuti. Ma è pur sempre un servizio di trasmissione che implica la realizzazione e la manutenzione di una dotazione di beni capitali quali linee elettriche (tralicci, conduttori, isolatori), stazioni di trasformazione (trasformatori, interruttori, altre apparecchiature di stazione) e sistemi di controllo.

    I dati – ha proseguito l’AD Flavio Cattaneovedono una percentuale di recupero dei rifiuti per il riciclo attorno all’83%”.
    Per fare un esempio, la riduzione dei quantitativi di olio contenente PCB (policlorobifenili) è risultata in linea con il piano di smaltimento in particolare, con un anticipo di un anno rispetto agli obblighi di legge, tanto che non risultano apparecchiature contenenti oli con PCB superiori a 500 ppm (parti per milione). Terna, poi, non utilizza materie prime, ma apparecchiature elettriche e altri elementi che vengono combinati per essere funzionali al servizio di trasmissione. Spiccano le quasi 6500 tonnellate di acciaio, le 2224 di alluminio, o le 494 di porcellana.
    A partire dalla fine del 2009 è stato infine introdotto l’uso di carta ecologica per la stampa negli uffici di Terna, a partire dalla sede centrale.

    Fonte: (Terna WebMagazine)

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  • Flavio Cattaneo: Terna si aggiudica “l’argento” nella classifica internazionale “Electricity” di SAM.

    Terna lascia il “bronzo” e si aggiudica “l’argento” con 79 punti nella classifica internazionale “Electricity” di SAM.

    Il Gruppo Terna, primo operatore indipendente in Europa e settimo al mondo per chilometri di linee gestiti con oltre 62 mila km di linee in Alta tensione su tutto il territorio italiano ha vinto l’argento della Silver Class di SAM.

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    Il premio è stato attribuito da Sustainable Asset Management, che ogni anno valuta le performances di sostenibilità delle maggiori aziende del mondo per l’inclusione negli indici Dow Jones Sustainability.

    “Questo riconoscimento. reso noto oggi con il Sustainability Yearbook 2011 – ha dichiarato l’AD di Terna Flavio Cattaneo – conferma l’impegno di Terna per l’ambiente in un mercato come quello attuale in cui la crescente domanda di Energia dei cosiddetti Paesi Emergenti, una sempre maggiore attenzione al riscaldamento globale e la conseguente necessità di ammodernamento della rete elettrica mondiale, sta cambiando lo scenario delle Utilities elettriche”.

    La regolamentazione e le questioni ambientali sono argomenti destinati a rimanere al centro delle agende dei Consigli di Amministrazione delle Utilities Elettriche. Per le aziende del settore, questo trend stimola la domanda di energia rinnovabile e distribuita consentendo una diversificazione delle fonti di combustibile e di servizi energetici. Quindi, le compagnie elettriche hanno la responsabilità di migliorare l’efficienza energetica sia dal lato dell’offerta che della domanda per ridurre gli impatti ambientali.

    Fonte: (Terna WebMagazine)

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  • Sostenibilita’: Flavio Cattaneo con la liberazione del falco pellegrino Terna inaugura nuove iniziative

    Con il progetto ‘Nidi sui tralicci’, la società che gestisce le linee elettriche ad alta tensione, ha installato sui propri tralicci del Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna oltre 500 nidi artificiali per la nidificazione dei rapaci. E con ‘Birdcam’ ha acceso le webcam sull’attività riproduttiva di alcune specie di uccelli. E così ogni anno oltre 1.000 nuovi nati prendono il volo.

    Può suonare strano ma anche le linee elettriche possono contribuire positivamente alla tutela della biodiversità. Lo dimostrano le iniziative sostenute da Terna in collaborazione con l’associazione Ornis Italica.

    Con il progetto ‘Nidi sui tralicci’, la società che gestisce le linee elettriche ad alta tensione, ha installato sui propri tralicci del Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna oltre 500 nidi artificiali per la nidificazione dei rapaci. E con ‘Birdcam’ ha acceso le webcam sull’attività riproduttiva di alcune specie di uccelli. E così ogni anno oltre 1.000 nuovi nati prendono il volo.
    Il 16 febbraio 2011 nel Parco della Riserva Naturale Valle dell’Aniene è stata liberata una splendida femmina di falco pellegrino di circa 2 anni, reduce da un periodo di cure e rieducazione al volo presso la Riserva Naturale del Lago di Vico.

    Il falco pellegrino è un rapace che, assieme a gheppi, assioli e ghiandaie marine, sceglie i nidi artificiali posti sui tralicci dell’alta tensione di Terna e monitorati dai ricercatori dell’associazione ornitologica Ornis italica per riprodursi. Contrariamente a Pellegrina, la femmina liberata un anno e mezzo fa, questo esemplare non era inanellato, ossia monitorato, al momento del suo ritrovamento: non si tratta quindi di una figlia di Aria e Vento, la coppia ‘storica’ di falchi che nel 2005 ha scelto come dimora il tetto della Facoltà di Economia dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma e seguita da anni grazie ad una webcam.
    Il successo di questa iniziativa che offre la possibilità di seguire in diretta, 24 ore su 24 (www.birdcam.it), la vita all’interno di un nido fornendo alla comunità scientifica una serie di informazioni altrimenti difficili da reperire, ha spinto Terna e Ornis italica a potenziarla ulteriormente.

    Fonte (AdnKronos)

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  • Una vita…ad impatto zero!

    Sfogliando i giornali o i siti web specializzati in news ecologia, guardando la tv, ci sarà sicuramente capitato di vedere strazianti immagini di strade sepolte dalla spazzatura, petroliere che rappresentano dei veri e propri disastri ambientali, morie insolite di animali, sacchetti di plastica che non smettono di mietere vittime negli oceani e molto altro. Di certo non si può restare insensibili a tali disagi e bisogna, ognuno nel suo piccolo, tentare di essere il più “ecosostenibili” possibile.

    Certo non tutti possono attualmente permettersi di installare un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione o cambiare totalmente regime energetico per la propria casa e ufficio. Però un piccolo sforzo lo possiamo fare tutti a partire dalla differenziazione dei rifiuti. In alcune zone è già attivo il servizio porta a porta però ovviamente nelle grandi città si richiede uno sforzo aggiuntivo alla cittadinanza con la differenziazione volontaria su base di informazioni eco dei vari tipi di rifiuto e la deposizione delle varie buste in cassonetti differenziati posti lungo le strade. E’ importante attuare la differenziazione per non trovarsi sommersi dai rifiuti come è successo in alcune zone italiane ma soprattutto per permettere il riciclaggio della maggior quantità possibile di materiale. Proprio nel riciclaggio e quindi nella lunga vita dei materiali si basa il principio della sostenibilità. E proprio perché la sostenibilità deve divenire una delle linee guida per il nostro futuro è importante che i nostri sforzi siano ponderati e vadano nella giusta direzione.

    Importante è stata in Italia la messa al bando dei sacchetti di plastica con la loro graduale sostituzione da parte di sacchetti in stoffa o materiali comunque riutilizzabili che quindi vanno a diminuire un grosso fattore di inquinamento. Non solo le buste in plastica però sono fattore di emergenza ambientale ma vi è bisogno di un’attenzione ai piccoli sprechi più eco sostenibile in tutti i sensi che vada a cambiare in meglio le nostre abitudini come il consumo delle bottiglie in plastica, e di tutti quei suppellettili che ci possono servire durante il giorno come piatti bicchieri etc.

    Una recente inchiesta del Research Agency di Stoccolma ha però evidenziato come le donne riescano ad assumere più facilmente uno stile di vita ecologico e ,come di fondo lo stile di vita degli uomini sia più “inquinante” di quello delle donne. La presente ricerca ha evidenziato come le donne siano tendenzialmente meno predisposte a inquinare tramite il mezzo di trasporto e quindi come siano portate a utilizzare un mezzo di trasporto pubblico, non inquinante o andare a piedi molto più degli uomini.

    Da tale indagine emerge come uno dei fattori fondanti di tale differenza sia la passione maschile per le moto e i motori in genere che li spinge ad espandere questo atteggiamento a tutti gli ambiti inclusa l’ecologia informatica. Un differenza che si stima attorno al 14% e che porta le donne ad avere un’attenzione particolare anche per quanto riguarda il monitoraggio degli sprechi domestici e la loro mitigazione.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • Terna, Flavio Cattaneo: due volontari entrano in contatto con Padre Serafino

    Due volontari che lavorano per Terna entrano in contatto con Padre Serafino, missionario salesiano nella cittadina boliviana di Kami, e progettano con lui di riqualificare una linea elettrica.

    « Il progetto KAMI – sottolinea durante la presentazione del volume l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo – è una straordinaria intuizione di imprenditoria sociale. Dare un’opportunità di sviluppo a un Paese lontano ci riempie d’orgoglio».

    Due volontari che lavorano per Terna entrano in contatto con Padre Serafino, missionario salesiano nella cittadina boliviana di Kami, e progettano con lui di riqualificare una linea elettrica. E il compito non è semplice: lunga 37 km, tra i 2.660 m e i 4.200 metri di altitudine. La società Terna si appassiona al progetto e mette a disposizione i materiali e le competenze necessarie ai lavori. Il libro Kami, un testo fotografico accompagnato da “appunti di viaggio”, edito da Silvana Editoriale è la documentazione dell’intera operazione. Oltre a Terna, ai suoi tecnici/volontari e a Padre Serafino, entrano in gioco Coopi, una delle più grandi ong italiane, l’università Luiss (le autrici degli “appunti di viaggio” sono due giovani studentesse della Luiss Writing School) e Daniele Tamagni, giovane promessa della fotografia italiana. Si tratta di un’operazione – dicono gli organizzatori – in cui “la sostenibilità promossa da una grande azienda si incontra con la solidarietà di un missionario, in un’ottica che guarda con speranza al futuro e alla condivisione delle competenze”.

    (Fonte: la Repubblica.it)

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  • L’elettrodotto della solidarietà nato sulle Ande grazie a Terna, AD Flavio Cattaneo (Il Giornale)

    In un villaggio minerario della Bolivia, a Kami, l’intuizione di un salesiano viene realizzata da un gruppo di volontari sostenuti dalla società italiana Terna: 37 chilometri di rete elettrica entro il 2011 consentiranno alla gente di migliorare la loro vita, oggi molto dura.

    Kami è un piccolo villaggio delle Ande boliviane, a 4 mila metri di altezza. Lo abitano soprattutto minatori, con le loro famiglie: uomini che estraggono un metallo, il tungsteno, calandosi in piccolissimi cunicoli scavati nella montagna, a mezzo chilometro sotto terra. Situazioni di lavoro difficilissime e la vita media è di 30 anni.

    In questo villaggio qualcosa e’ cambiato, grazie alla realizzazione di un miracolo: un elettrodotto.
    Tutto comincia quando padre Serafino Chiesa, il salesiano responsabile della missione di Kami, si convince che ripristinare una vecchia centrale idroelettrica in disuso può migliorare le condizioni di vita della gente.
    In questo sogno credono in pochi, all’inizio: i volontari della ong internazionale COOPI, coordinati da Efrem Fumagalli e Giampiero Fantini e Adriano Selva, tecnici della società Terna, che si occupa di reti per la trasmissione dell’energia elettrica. I due collaborano a titolo personale, studiano le necessità tecniche del progetto, ridisegnano ex novo la linea.
    Il gruppo spontaneo riesce a coinvolgere nell’impresa, con uno straordinario passaparola, amici, colleghi e pensionati anche di altre aziende.
    La svolta, però, arriva quando Fantini e Selva convincono il Gruppo italiano Terna a sostenere il progetto.

    Il risultato e’ una nuova linea elettrica lunga 37 chilometri, che colleghera’ entro il 2011 le centrali di Quehata e Chinata alla rete boliviana, diventando il motore di uno sviluppo sostenibile per tutta l’area.
    Questa incredibile storia è raccontata ora in un libro: «Kami, la missione dell’energia» (Silvana Editoriale), presentato recentemente all’ateneo romano della Luiss.
    L’iter della linea elettrica immaginata dal missionario salesiano e realizzata grazie ad uno straordinario impegno viene ricostruito attraverso fotografie e appunti di viaggio, immagini e parole, descrizioni e suggestioni.
    Si tratta di un innovativo progetto di collaborazione tra impresa e accademia, che si rivolge al mondo della cultura puntando sul contributo di alcuni giovani cui è stata offerta la possibilità di raccontare, attraverso immagini e parole, la storia della linea elettrica di Kami così come l’hanno vista e vissuta sul campo.
    Ne è nata un’opera in cui il percorso fotografico, tracciato dagli scatti del talento emergente Daniele Tamagni, si interseca con il racconto dello scrittore Roberto Cotroneo e con gli appunti di viaggio delle due studentesse della LWS-LUISS Writing School, Florinda Martucciello e Irene Salvadorini.

    «Il progetto – sottolinea durante la presentazione del volume, Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Ternaè una straordinaria intuizione di imprenditoria sociale. Dare un’opportunità di sviluppo a un Paese lontano ci riempie d’orgoglio».
    Per l’azienda, sottolinea il manager, non si tratta di cercare opportunità di business, ma del modo per dare possibilità ai giovani «di emergere, avendo una vetrina a disposizione».
    Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss, racconta dell’entusiasmo con il quale l’università ha risposto alla richiesta di Terna di scegliere due studenti dei corsi creativi per i testi del libro. Le due prescelte sono partite per la Bolivia, hanno affiancato il fotografo e hanno vissuto, dice Celli, « un’esperienza molto bella e difficile: si sono messe alla prova e il risultato è stato eccellente, con un racconto di viaggio molto intenso, molto coinvolgente».

    Fonte (il Giornale)

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