Tag: mostra

  • Naturacultura – Snaturati

    L’Amministrazione Comunale di Cupra Marittima (Assessorato alla Cultura) e la Galleria Marconi, domenica 3 aprile alle 18.00, presentano il terzo appuntamento di Naturacultura, un percorso in tre collettive che si pone l’intento di osservare il controverso e affascinante legame tra arte, uomo e natura.

    La terza tappa di Naturacultura, dal titolo Snaturati, presenta i lavori di Daniele Camaioni, Giulia Corradetti, Rocco Dubbini, maicol e mirco, Ivana Spinelli, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati. A curare l’allestimento dell’evento e i testi della mostra è Gloria Gradassi.

    Quinto appuntamento della rassegna Troppo! La Galleria Marconi esagera!, Naturacultura è un invito a riflettere sul futuro della nostra specie, del nostro mondo e del nostro stile di vita. L’arte osserva la contemporaneità e dà voce e forma a speranze, paure, inquietudini e sogni. Lo sguardo di Naturacultura a tratti è limpido e a tratti onirico, non esiste un percorso unico né una verità assoluta, bensì mille percorsi possibili per ricreare un rapporto di rispetto e un domani sul nostro pianeta, che è anche l’unico che abbiamo a disposizione.

    “La perdita dell’equilibrio tra uomo natura, apre le porte a scenari in cui l’arte rappresenta le derive del presente, tra denuncia, constatazione, ribellione e immaginazione. L’ambiente naturale, originario complemento della vita dell’uomo, ci è escluso e il sistema di produzione- mercificazione globale trasforma gesti semplici come il toccare la terra con le mani, camminare in un bosco, raccogliere le olive in merci da vendere con l’etichetta di esperienze-bio, un vero radical shock!
    Per fortuna siamo anche pieni di contraddizioni e mentre sfruttiamo selvaggiamente il Pianeta decidiamo anche di volerlo curare. Bisogna sapere da che parte stare, qual è l’estremità migliore. Gli artisti in mostra, snaturati per condizione, osservano da posizioni differenti, ponendo la domanda o tentando soluzioni, consapevoli che il potere dell’arte è quello di comunicare ed intervenire in modo simbolico nella realtà. Difendono la natura come qualcosa di sacro, come energia originaria necessaria alla vita dell’uomo (Rocco Dubbini, Daniele Camaioni), denunciano la violenza dell’uomo nei confronti della natura (Rita Vitali Rosati, Rita Soccio), lanciano allarmi (Maicol e Mirco, Ivana Spinelli), o immaginano nuovi mondi per ricreare un’armonia tra natura e tecnologia (Giulia Corradetti).
    Queste diverse visioni costituiscono un’importante testimonianza visiva e rievocano esperienze artistiche radicali e attive che in un momento di emergenza ecologica planetaria tornano ad essere attuali, a riprova che l’arte non finisce dentro l’opera”. (Gloria Gradassi)

    Una nuova rassegna per il sedicesimo anno di attività, in una Galleria Marconi rinnovata nella forma ma fortemente radicata nella sostanza del proprio percorso di ricerca, già questo sembrerebbe Troppo. Ma non ci può bastare. La speranza è lavorare ancora con la coerenza, la testardaggine e la voglia di crescere, restando sempre al passo con i tempi, cogliendo idee e mutamenti della nostra epoca, e anche questo sembrerebbe Troppo. Non c’è arroganza, né immodestia, ma la rassegna 2010/2011 si intitola proprio Troppo! La Galleria Marconi esagera!, perché in un mondo dove la crisi è presente e tocca purtroppo la vita di milioni di persone, dove tutti noi siamo sottoposti a tagli e a restrizioni dei diritti fondamentali, abbiamo avvertito il desiderio di debordare, non solo fisicamente.

    scheda tecnica/technical card

    curatore/curator by Gloria Gradassi
    testo critico/art critic by Gloria Gradassi

    ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
    traduzione di/translation by Patrizia Isidori

    relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
    fotografia/photography Marco Biancucci©
    riprese video/video shooting Stefano Abbadini
    allestimenti/preparation Marco Croci
    progetto grafico/graphic project maicol e mirco
    webmaster http://www.siscom.it

    dal 3 aprile al 1 maggio
    from 3th april to 1th may
    orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
    opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63012 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703
    e-mail [email protected]
    web http://www.siscom.it/marconi
    blog http://galleriamarconicupra.blogspot.com/

  • Galleria Genus presenta Ugo Nespolo: Marilyn – Il sogno infranto

    Sabato 2 aprile alle 17.00 la Galleria d’Arte Genus di San Benedetto del Tronto presenta la personale di Ugo Nespolo. La mostra, intitolata Marilyn – Il sogno infranto ha come tema conduttore una delle figure più importanti del XX secolo: Marilyn Monroe, l’attrice che è entrata nell’immaginario collettivo, diventando un simbolo della sua epoca e un’icona vera e propria per l’arte, la musica e il cinema e la cultura popolare.

    La mostra, che presenta circa 30 opere che Nespolo ha dedicato all’attrice americana, vuole celebrare la figura della Monroe in occasione, dell’ormai prossimo, cinquantesimo anniversario della scomparsa che cadrà nel 2012
    Ugo Nespolo ci racconta il mito di Marylin e lo fa attraverso il suo linguaggio, la sua storia, la sua percezione, ecco che la figura dell’attrice, quella classica che tutti abbiamo davanti agli occhi, si destruttura, si frammenta per dare spazio a nuove idee, forme, in una ricomposizione ricca di colori.
    L’incontro con Marilyn per Nespolo può rappresentare anche un ricongiungimento con le proprie radici di artista, con la pop-art degli inizi, con l’incontro con il linguaggio cinematografico, un nuovo passo nel suo processo di rilettura-scomposizione-reinvenzione dell’arte altrui, che dagli anni ’70 ha attraversato la sua opera.
    Ugo Nespolo è nato a Mosso (Biella) nel 1941 e si é diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è laureato in Lettere Moderne. Esordisce nel panorama artistico nei primi anni ’60, legandosi ad ambienti pop, anche se la sua produzione non si lega mai a un preciso filone, restando sempre improntata una vena ironica e trasgressiva, grazie a un personale senso del divertimento che rappresenta quasi un marchio di fabbrica. Negli anni settanta si avvicina al linguaggio cinematografico sperimentale e inizia una ricerca intorno a materiali inconsueti (alabastro, ebano, madreperla, avorio, porcellana, argento). Gli anni ottanta sono il cuore del “periodo americano”, l’artista trascorre parte dell’anno negli Stati Uniti. Negli anni ‘si avvicina al teatro per cui realizza scene e costumi. Al passaggio del nuovo secolo realizza un suo vecchio sogno, quello di un Atelier.

    È difficile stilare un elenco delle numerose mostre di Ugo Nespolo, quello che segue non può che essere un elenco estremamente parziale:
    · 1969 – VIII Biennale d’Arte Contemporanea “Al di là della pittura” (a cura di Gillo Dorfles, Luciano Marucci e Filiberto Menna). – San Benedetto del Tronto;
    · 1976 – il museo – Museo Progressivo d’Arte Contemporanea – Livorno.
    · 1986 – La bella insofferenza – Genova
    · 1991 – International Ceramic Festival, Ceramic World Shigaraki – Giappone
    · 1992 – A Fine Intolerance Galleria Borghi & C.- New York – USA
    · 1995 – Pictura si instalatu – Bucarest
    · 1998 – Mostra personale – San Benedetto del Tronto
    · 1999 – “Nespolo + Napoli”, – Napoli
    · 2004 – Mostra personale – Vilnius – Lituania,
    · 2004 – Mostra personale – Canton – Cina;
    · 2009 – “Nespolo ritorna a casa” – Biella.

    scheda tecnica
    Artista: Ugo Nespolo
    Curatore: Adele Vagnarelli
    Testo: Dario Ciferri

    Periodo 2 aprile – 1 maggio
    Orari di apertura: mattino 10-12,30 pomeriggio: 17-20
    Chiuso domenica e lunedì mattina

    Info
    Galleria d’Arte Genus srl
    Via M. Curzi
    63039 San Benedetto del Tronto (AP)
    tel 0735 500521
    email [email protected]
    web www.galleriagenus.it

  • Sarà inaugurata a Tarquinia il 26 marzo la mostra “Su il Sipario – Il Teatro a Parigi fra ‘800 e ‘900”.

    Nell’ambito della IV edizione della rassegna Sous le ciel de Paris 2011 – Parigi nel Lazio e di Tarquinia a Porte Aperte, il prossimo sabato 26 marzo alle ore 18,00 a Tarquinia presso la Sala Grande della Biblioteca Comunale sarà inaugurata la mostra Su il sipario – Parigi a teatro. Promossa dal Comune di Tarquinia, organizzata dal Museo Parigino a Roma, a cura di Cesare Nissirio, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia e del Comune di Grenoble, questa mostra dedicata al teatro parigino non pretende di raccontarne la storia ma desidera solo offrire alcune suggestioni, far affiorare ricordi, tentare di far rivivere emozioni che i documenti cercheranno di rendere il più possibile vive. D’altronde una storia lunga come quella della scena parigina non è facile da raccontarsi. Lasciando alle spalle i secoli passati, l’esposizione inizierà il suo percorso dalla fine dell’Ottocento sino alla fine degli anni Settanta, dalle immagini teatrali nelle stampe di Willette, Dillon e Chéret sino alle foto di Réjane, Sarah Bernhardt, Jeanne Moreau, Jean Vilar, Jean Marais, Gérard Philipe, Jean-Louis Barrault, per citare solo alcuni esponenti fra i più famosi di questa vicenda culturale. Senza andare troppo a ritroso è bene ricordare però alcune date fondamentali della sua lunga storia in cui, senza peraltro voler dimenticare Racine e Corneille o Molière, figure come Rostand, Genet, Cocteau, Giraodoux, Anouilh hanno illuminato le pagine: nel 1629 il primo ministro Richelieu creando la centralizzazione culturale, consentiva l’installazione a Parigi di due troupes teatrali fisse; nel 1680 nasceva la Comédie Française, da quel momento unica troupe a carico dello Stato a detenere il monopolio della scena parigina. Essa diventerà nel tempo l’immagine stessa del teatro francese; nel 1791 la Rivoluzione francese proclamava la libertà dei teatri, valida sino al 1815 data dei decreti napoleonici atti ad instaurare la gerarchia dei teatri; nel 1887 Antoine creava il Théâtre Libre, un’autentica svolta, capace di rivoluzionare la scena in tutta la Francia. Il regista, artefice dello spettacolo, costituirà la colonna portante della scena per il futuro; egli si affaccerà ai teatri stranieri, ne accoglierà le opere, renderà più eccitante l’ambiente sino allora appesantito dalla tradizione ottocentesca, dalle strettoie della politica. Il teatro vivrà una nuova stagione, passando dal “boulevard” all’impegno di rinnovamento, aprendo le proprie porte attraverso cui passeranno le diverse tendenze che il neonato secolo imporrà. – nel 1950, dopo le angustie della guerra, appariva Jean Vilar, nominato direttore del T.N.P., il cui avvento segnerà la decentralizzazione del teatro e l’apparizione di una nuova drammaturgia con autori della statura di Adamov, Ionesco, Beckett, Genet. Fra la fine dell’Ottocento e questo secolo, il mutamento ormai avviato e consolidato, offriva allo spettatore parigino una straordinaria ricchezza di generi teatrali e di luoghi, deputati o alternativi, per assistere ad uno spettacolo. A fianco dei prestigiosi teatri come la Comédie Française, risorta dalle sue ceneridopo l’incendio del 1900, o come lo Châtelet o l’Odéon, risaltavano teatri come il Vieux-Colombier, il Théâtre Antoine, il Gymnase o il Sarah Bernhardt oppure come la Michodière, il Marigny, il Théâtre e la Comédie des Champs-Elysées e tanti altri luoghi passati al teatro dal cabaret o dal music-hall. Parigi, regina del teatro in Europa, è detentrice da lungo tempo dello scettro della scena con il piglio regale che le è proprio o con la sfrontatezza trasgressiva della rivoluzionaria che è in lei. Il primato però impegna la capitale francese ad offrire una ricchezza di ingredienti capace di soddisfare le diverse richieste del pubblico. A fare da supporto allo spettacolo sono chiamate l’editoria e la stampa, decise a dividersi il compito di promuovere un’immagine della vita teatrale la più accattivante. In parte il risultato, tutto d’epoca, è in questa mostra.

  • Dalle Antille a Torino: arriva Zemi

    In città i 150 anni dell’Unità d’Italia sono un’occasione straordinaria per scoprire e osservare da vicino un reperto archeologico unico al mondo: lo Zemi del Museo di Antropologia. L’idolo precolombiano, il solo in cotone conservato fino ai giorni nostri, sarà in mostra dall’11 al 25 marzo presso lo storico Palazzo Birago, sede istituzionale della Camera di commercio di Torino. L’esposizione è a ingresso gratuito.

    Zemi nei suoi 70 centimetri di altezza racchiude molti misteri: realizzato in fibre tessili sapientemente intrecciate, contiene alcune ossa di un cranio, intenzionalmente deformato, probabilmente di un personaggio di rilievo. Si tratta di un’eccezionale testimonianza della cultura Taíno, antica popolazione delle Antille ormai scomparsa: qui l’idolo rappresentava un elemento centrale delle cerimonie sacre e, durante i rituali sciamanici, ricopriva poteri magico – religiosi.

    Esposto per la prima volta più di cinquant’anni fa e, poi, in occasione del primo centenario dell’Unità d’Italia, il reperto è stato – e continua ad essere – oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica. La sua importanza è stata riconosciuta dal Musée du Petit Palais di Parigi, dal Bayerisches Nationalmuseum di Monaco di Baviera, dal Liverpool National Museum e dalla Princeton University Press. Nonostante i riconoscimenti, la chiusura del Museo di Antropologia di Torino lo ha costretto, a partire dagli anni Ottanta, al buio dei depositi, che Zemi ha lasciato da poco per presentarsi nuovamente al grande pubblico e agli scienziati.

    Il reperto è stato recentemente sottoposto a studi scientifici non invasivi, come il laser scanner 3D; le analisi hanno fornito informazioni sulla sua struttura interna ed esterna, sullo stato di conservazione e su aspetti legati alla manifattura. Tutti dati che, con approfondimenti sulla misteriosa cultura Taíno, faranno parte dell’esposizione.

    Grazie alla collaborazione con l’agenzia mediaKi (www.mediaki.it) l’evento è promosso anche attraverso un’applicazione per smart-phone: fotografando con un cellulare di ultima generazione il TAG, (simbolo colorato) che si trova sul totem di fronte a Palazzo Birago, i curiosi potranno ricevere anticipazioni sui contenuti della mostra.

    L’inaugurazione dell’evento è prevista il 10 marzo alle ore 18 presso Palazzo Birago, sede istituzionale della Camera di commercio, in via Carlo Alberto 16, a Torino. In occasione della chiusura, il 25 marzo alle ore 16.00 si terrà invece la tavola rotonda “Lo Zemi racconta la cultura taína”, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi, in Via Verdi 8.

    ———————–

    Dalle Antille a Torino: Zemi, l’idolo precolombiano del Museo di Antropologia sarà aperta tutti i giorni con ingresso gratuito dall’11 al 25 marzo, con orario 12 – 19. Per informazioni: Infopoint Camera di commercio di Torino, tel. 011 571 6407, www.to.camcom.it/zemi

    Nell’ambito di: Esperienza Italia

    Con il contributo di: Camera di Commercio di Torino, Università degli Studi di Torino

    Partner tecnico: mediaKi.it – Agenzia Web e Comunicazione online Torino

    Fonte: Camera di Commercio di Torino

  • Galleria Genus: esposizione di Marco Lodola

    La Galleria d’Arte Genus di San Benedetto del Tronto, sabato 26 febbraio alle 17.00, apre un’esposizione dedicata all’opera di Marco Lodola, artista poliedrico che ha saputo mescolare nella sua ricerca linguaggi e suggestioni provenienti dal cinema dalla letteratura, dalla musica, dal design.
    Alcune delle opere che saranno presenti alla Galleria d’Arte Genus sono state esposte dall’artista alla 53ª Biennale di Venezia nel 2009.
    Marco Lodola ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze e Milano, all’inizio degli anni ’80, intorno alla Galleria di Luciano Inga Pin ha promosso la nascita del movimento del nuovo Futurismo.
    La sua ricerca artistica lo porta a sperimentare l’uso di materiali plastici fino ad arrivare all’inserimento della luce stessa all’interno delle sue opere, dando forma alle sue celebri sculture luminose.
    Lodola è un artista riconosciuto in tutto il mondo che ha esposto nelle principali città del pianeta e ha realizzato anche opere per importanti manifestazioni, come la struttura all’ingresso del teatro Ariston di Sanremo in occasione del Festival del 2008.
    Tra le moltissime mostre a cui ha preso parte ricordiamo:

    2010
    • Marco Lodola, Verona, Galleria Allegrini Arte – VIII Salone Internazionale del Lusso
    • Marco Lodola – Futur Amstel, Milano, Amstel Gallery
    2009
    • Marco Lodola, Parigi, Opera Gallery
    • Fiat LUX _ installazione, Torino, Mirafiori MotorvillageCollaudi
    • 53esima Biennale di Venezia , Venezia, Padiglione Italia2008Lodolariston, Sanremo, Teatro Ariston
    2007
    • Lodolandia, Milano, Castello Sforzesco
    2006
    • Singing in the club, Milano, Shenker Culture Club
    • Idee luminose, Firenze, Galleria del Palazzo – Spazio Coveri
    • Lights, Genova, Duplex Art Gallery
    2004
    • Contraluz, Rio De Janeiro, Museo Des Belles Artes
    • Marco Lodola, Anversa, Galerij Serge Scohy
    • Contraluz, Città del Messico, Museo Polyforum
    • Controluce, San Paolo del Brasile, Museu Brasuleiro da Escultura Marilisa Rathsam
    2001
    • Boites a Lumiere, Parigi, Centre culturelle du Pantheon
    2000
    • Marco Lodola, Milano, Galleria Tega, MiART
    • Marco Lodola, Milano, Galleria il Milione
    1999
    • Lodola, Lodeve (Francia), Musee de Fleury
    1994
    • Marco Lodola, Pechino, Galleria Wan-Fung Archivi della Città Proibita
    1987
    • Marco Lodola, Milano, Milano-Fac-Simile
    1985
    • Marco Lodola, Genova, Galleria La Polena

    scheda tecnica

    Artista: Marco Lodola
    Curatore: Adele Vagnarelli

    Ufficio Stampa: Dario Ciferri

    Periodo 26 febbraio – 19 marzo
    Orari di apertura: mattino 10-12,30 pomeriggio: 17-20
    Chiuso domenica e lunedì mattina

    Info
    Galleria d’Arte Genus srl
    Via M. Curzi
    63039 San Benedetto del Tronto (AP)
    tel 0735 500521
    email [email protected]
    web www.galleriagenus.it

  • WOW! World Of Women – Inaugurazione della mostra e conferenza


    Inaugurazione della mostra Sabato 5 Marzo alle ore 11:00
    presso C. Culturale “Leonardo Da Vinci”, San Donà di Piave (VE)

    Sabato 5 Marzo 2011, alle ore 11.00, verrà inaugurata a San Donà di Piave presso il Centro Culturale Leonardo Da Vinci, la mostra contente le foto selezionate del concorso fotografico nazionale WOW – World of Women!
    WOW – World Of Women! è un progetto che vuole accendere i riflettori sulla donna in vari ambiti e in varie età della sua vita. Il bando per la raccolta materiale si è aperto a luglio 2010 ed ha raccolto i lavori di 189 fotografi da tutta Italia, per un totale di oltre 900 fotografie pervenute. Di queste, 40 saranno quelle che verranno scelte e stampate per l’esposizione.

    Visto il tema del concorso l’inaugurazione della mostra non poteva tenersi che in occasione della Festa della Donna. Importante ricorrenza, troppo spesso travisata, ma che dovrebbe far ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche della donna nella società di oggi, ma anche i progressi da fare per quella di domani.

    Le foto selezionate verranno raccolte in un catalogo che sarà disponibile in download gratuito su http://wow.visionionweb.it/

    Centro Culturale Leonardo Da Vinci, Piazza Indipendenza – San Donà di Piave (VE)

    La mostra resterà aperta fino a fine Marzo (escluso il Lunedì), ingresso gratuito.

    Guarda come arrivare

    Conferenza “150 anni di fotografia al femminile” Mercoledì 9 Marzo 20:45

    Nel contesto della mostra e della festa della donna, presso il Centro Culturale Leonardo da Vinci, si terrà la conferenza “150 anni di fotografia al femminile” tenuta da Chiara Tullio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

    La serata sarà impostata come un viaggio fotografico che parte da Clementina Lady Hawarden e Julia Margaret Cameron, passando per Tina Modotti, Diane Arbus, Hellen Levitt, Dorothea Lange, fino ad arrivare a Annabella Rossi, Annie Leibovitz, Letizia Battaglia e Cristina Garcia Rodero.

    Inizio ore 20:45, ingresso gratuito

    Centro Culturale Leonardo Da Vinci, Piazza Indipendenza – San Donà di Piave (VE)

    Guarda come arrivare

    Per info: http://wow.visionionweb.it/ – Marco 328 8761627

    WOW è un evento: Associazione Culturale VISIONI – www.visionionweb.it

  • Naturacultura – Il potere modellante della parola

    Domenica 27 febbraio alle 18.00 la Galleria Marconi e l’Amministrazione Comunale di Cupra Marittima (Assessorato alla Cultura) presentano il secondo appuntamento di Naturacultura, un percorso in tre collettive che si pone l’intento di osservare il controverso e affascinante legame tra arte, uomo e natura.
    Gli spazi della Galleria Marconi per questo appuntamento ospiteranno le opere di Daniele Duranti, Carla Mattii, Sabrina Muzi, Giorgio Pignotti e Giovanni Termini. A curare l’evento e i testi della mostra è Cristina Petrelli.

    Quarto appuntamento della rassegna Troppo! La Galleria Marconi esagera!, Naturacultura è un invito a riflettere sul futuro della nostra specie, del nostro mondo e del nostro stile di vita. L’arte osserva la contemporaneità e dà voce e forma a speranze, paure, inquietudini e sogni. Lo sguardo di Naturacultura a tratti è limpido e a tratti onirico, non esiste un percorso unico né una verità assoluta, bensì mille percorsi possibili per ricreare un rapporto di rispetto e un domani sul nostro pianeta, che è anche l’unico che abbiamo a disposizione.

    “Quanti tipi di realtà esistono? Coriandoli scomposti, petali di un candore asettico, paesaggi dall’essenza indefinibile, dettagli capaci di evocare istinti primordiali e figure che mettono in dubbio la nostra capacità di giudizio. I sensi si attivano. Tatto, vista, udito, consentono al nostro intelletto di elaborare una personale percezione della realtà inserendosi nel complesso e multiforme rapporto esistente tra natura e cultura. Differenti prospettive che scaturiscono dal delicato stato di interdipendenza dinamica che si crea tra l’uomo –inteso come processo sociale- e lo spirito naturale. In tale contesto il lavoro di Daniele Duranti conduce a riflettere sul rapporto tra visione diretta e mediata, soffermandosi sull’equilibrio sottile di realtà e finzione. Un accostamento fra verità ed artificio che nelle opere di Carla Mattii si concentra sugli elementi naturali. Riprodotti artificialmente petali, pistilli e foglie, sono un invito a dare origine a nuove specie organiche che non hanno alcuna possibilità evolutiva. Il rapporto tra limite ed infinito si trasforma, in Sabrina Muzi, in una lotta costante ed insondabile, che trova nella natura un mezzo per esplorare la parte più irrazionale dell’uomo. Una possibilità che Giorgio Pignotti assegna alla figura concentrando l’attenzione sul discorso identitario. Il volto diventa lo strumento mediante il quale interrogarsi sulla capacità di riconoscere chi abbiamo davanti attraverso le caratteristiche fisiche. Le installazioni di Giovanni Termini, sempre sull’orlo del paradosso, riescono invece ad esprimere il contrasto tra l’inarrestabile scorrere dell’esistenza e la tendenza a costruire certezze. Esperienze diverse che rappresentano singole modalità di messa in forma del reale. Un processo di interpretazione che potremmo accostare a quello attuato attraverso il linguaggio il quale ha, nella consuetudine orale, la sua originaria espressione, mentre trova nella scrittura l’articolazione successiva. Il racconto, in questo senso, diventa una fonte ricca e preziosa nella quale immergersi per lasciarsi meravigliare dalle tante ed infinite forme in cui può essere intenso il rapporto tra natura e cultura. Un nesso di relazioni da cogliere affidandosi al potere modellante della parola”. (Cristina Petrelli)

    Una nuova rassegna per il sedicesimo anno di attività, in una Galleria Marconi rinnovata nella forma ma fortemente radicata nella sostanza del proprio percorso di ricerca, già questo sembrerebbe Troppo. Ma non ci può bastare. La speranza è lavorare ancora con la coerenza, la testardaggine e la voglia di crescere, restando sempre al passo con i tempi, cogliendo idee e mutamenti della nostra epoca, e anche questo sembrerebbe Troppo. Non c’è arroganza, né immodestia, ma la rassegna 2010 2011 si intitola proprio Troppo! La Galleria Marconi esagera!, perché in un mondo dove la crisi è presente e tocca purtroppo la vita di milioni di persone, dove tutti noi siamo sottoposti a tagli e a restrizioni dei diritti fondamentali, abbiamo avvertito il desiderio di debordare, non solo fisicamente.

    scheda tecnica/technical card

    curatore/curator by Cristina Petrelli
    testo critico/art critic by Cristina Petrelli

    ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
    traduzione di/translation by Patrizia Isidori

    relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
    fotografia/photography Marco Biancucci©
    riprese video/video shooting Stefano Abbadini
    allestimenti/preparation Marco Croci
    progetto grafico/graphic project maicol e mirco
    webmaster http://www.siscom.it

    dal 27 febbraio al 27 marzo
    from 27thfebruary to 27th march
    orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
    opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63012 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703
    e-mail [email protected]
    web http://www.siscom.it/marconi
    blog http://galleriamarconicupra.blogspot.com/

  • Antonio Scarioni: Azione informale

    Open Art Milano nuova realtà del panorama artistico contemporaneo, è lieta di ospitare dal 1° al 28 Febbraio presso gli spazi di Corso Buenos Aires, la personale “Antonio Scarioni: Azione informale”, a cura di Vera Agosti.
    Una trentina di lavori inediti (2009-2011), che attestano la più recente fase sperimentale dell’artista. Sequenze dal filmato di opere virtuali, ricavate dall’accelerazione-video di dipinti appena realizzati.
    Da qui, una mimesi casuale, che richiama il mistero della natura, costante riferimento della ricerca dell’artista che tenta un gioco di corrispondenze tra i quattro elementi fondamentali: terra, aria, fuoco e acqua.
    Un bagliore assume la forma e la tinta di un lussureggiante fiore tropicale; il blu della profondità degli abissi; il rosso dell’esplosione del fuoco. E ancora l’eternità delle rocce, la vita del sottobosco e l’attività incessante delle cellule, le nebulose che scoppiano nel buio e l’aurora che svela il cielo.

    Biografia
    Antonio Scarioni nasce ad Abbiategrasso nel 1941.
    Frequenta l’Accademia di Brera e gli studi di Attilio Milani e Pietro Plescan.
    Dal 1970 si dedica al collage, alla fotografia e alla serigrafia, innovando alcune fasi del processo serigrafico in campo industriale. Espone dal ’71 presentato da Dino Buzzati.
    Negli anni 90 l’amicizia con Mimmo Rotella, Max Kuatty e Pierre Restany lo spinge a concentrarsi sul metodo del riporto, del calco e dello stacco.
    Prendono avvio i suoi cicli di tele smaterializzate da bagni di coloranti vegetali e chimici. Realizza alcune sculture.
    Nel ’98 espone con Rotella e Kuatty con un testo di Restany.
    In quello stesso anno, Scarioni indaga la fluidodinamica dei colori. Una ricerca che è perfezionata col nome di “smaterie” con la collaborazione critica di Tommaso Trini.

  • Naturacultura – madre terra

    La Galleria Marconi e l’Amministrazione Comunale di Cupra Marittima (Assessorato alla Cultura) domenica 23 gennaio alle 18.00 presentano Naturacultura, un percorso in tre collettive che vuole porre l’attenzione al controverso ed affascinante rapporto tra natura e cultura.
    La prima mostra propone i lavori di Roberto Cicchinè, Paolo Consorti, Armando Fanelli, Giovanni Manunta Pastorello, Josephine Sassu e Gabriele Silvi, a curare l’evento e i testi della collettiva è Dario Ciferri.
    Naturacultura è il terzo appuntamento della rassegna Troppo! (La Galleria Marconi esagera), ed è un invito a riflettere sul futuro della nostra specie, del nostro mondo e del nostro stile di vita. L’arte osserva la contemporaneità e dà voce e forma a speranze, paure, inquietudini e sogni. Lo sguardo di Naturacultura a tratti è limpido e a tratti onirico, non esiste un percorso unico né una verità assoluta, bensì mille percorsi possibili per ricreare un rapporto di rispetto e un domani sul nostro pianeta, che è anche l’unico che abbiamo a disposizione.

    “Le civiltà antiche consideravano la terra come madre, la natura era vista come portatrice di ricchezza e prosperità, fornitrice di messi e cibo. L’umanità ha sempre guardato con nostalgia al ritorno a una mitica età dell’oro in cui la terra elargisca le sue ricchezze senza che l’uomo debba lavorare. Eppure a questa visione idilliaca si è da sempre accostata anche una visione della natura come forza incontrollabile e irrazionale, capricciosa e crudele. L’essere umano da sempre ha lottato con la natura e cercato di asservirla alle sue necessità.
    Natura e cultura si avvicinano e distanziano continuamente, è un rapporto profondo e radicale, l’arte ha attinto e attinge al concetto naturale in modo costante. L’idea di natura non può essere intesa solo come ambiente naturale, perché va a toccare molteplici aspetti, dall’animo umano al cosmo, dall’ecosistema alla vita e alla sofferenza che gli essere viventi subiscono e fanno subire. L’essere umano fa parte di questo complesso intreccio, non può dominare la natura né subirla passivamente. È nella ricerca di un equilibrio con la madre terra che si esplicita la possibilità della vita per l’uomo e per tutte le altre creature che con lui condividono l’universo. Naturacultura racconta tutto questo attraverso i diversi linguaggi dell’arte e i percorsi di ricerca degli artisti che espongono”.
    (Dario Ciferri)

    «[…] che la natura del mondo non è stata per nulla disposta
    dal volere divino per noi: di così grande difetto essa è dotata.
    In primo luogo, di quanto copre l’ampia distesa del cielo,
    una grande parte è occupata da monti e selve
    dominio di belve, la posseggono rupi e deserte paludi
    e il mare che vastamente disgiunge le rive delle terre.
    Inoltre, quasi due terzi il bruciante calore
    e l’assiduo cadere del gelo li tolgono ai mortali.
    Ciò che resta di terra coltivabile, la natura con la propria forza
    lo coprirebbe tuttavia di rovi, se non le resistesse la forza dell’uomo,
    per i bisogni della vita avvezzo a gemere sul robusto
    bidente e a solcare la terra cacciandovi a fondo l’aratro».
    (Tito Lucrezio Caro De rerum natura – Libro V)

    Una nuova rassegna per il sedicesimo anno di attività, in una Galleria Marconi rinnovata nella forma ma fortemente radicata nella sostanza del proprio percorso di ricerca, già questo sembrerebbe Troppo. Ma non ci può bastare. La speranza è lavorare ancora con la coerenza, la testardaggine e la voglia di crescere, restando sempre al passo con i tempi, cogliendo idee e mutamenti della nostra epoca, e anche questo sembrerebbe Troppo. Non c’è arroganza, né immodestia, ma la rassegna 2010 2011 si intitola proprio Troppo (la Galleria Marconi esagera), perché in un mondo dove la crisi è presente e tocca purtroppo la vita di milioni di persone, dove tutti noi siamo sottoposti a tagli e a restrizioni dei diritti fondamentali, abbiamo avvertito il desiderio di debordare, non solo fisicamente.

    scheda tecnica/technical card

    curatore/curator by Dario Ciferri
    testo critico/art critic by Dario Ciferri

    traduzione di/translation by Patrizia Isidori

    relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
    fotografia/photography Marco Biancucci©
    riprese video/video shooting Stefano Abbadini
    allestimenti/preparation Marco Croci
    progetto grafico/graphic project maicol e mirco

    webmaster http://www.siscom.it

    dal 23 gennaio al 20 febbraio
    from 23th january to 20th february
    orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
    opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63012 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703
    e-mail [email protected]
    web http://www.siscom.it/marconi

  • Natale con il botto per “Campobasso fuori le mura”

    I giorni di festa hanno portato il pienone nei saloni della “Città nella Città”, in corso Bucci a Campobasso, dove centinaia di visitatori si sono recati per visitare la mostra fotografica “Campobasso fuori le mura”, inaugurata l’11 dicembre e che resterà aperta fino all’11 gennaio 2011.
    Nelle immagini mai banali e sempre rispondenti ad un’idea di ricerca tematica che le associazioni fotografiche cittadine Camera Chiara e Sei Torri propongono nell’allestimento curato dall’Associazione Culturale NOIDEA, la visione di un capoluogo regionale che cambia e si evolve, urbanisticamente e socialmente, risulta essere un vero e proprio metodo di confronto pubblico su ciò che potrà diventare nei prossimi anni il territorio cittadino nel quale viviamo quotidianamente.
    Più di quaranta i lavori che sono compresi nell’allestimento scenografico decisamente originale che caratterizza la mostra e che continua a riscontrare gli apprezzamenti di quanti, soprattutto in questo periodo natalizio, stanno approfittando del maggior tempo libero a loro disposizione per visitarla.
    “L’apprezzamento della gente comune è quanto mai gratificante, soprattutto per delle associazioni che organizzano eventi di questa portata impiegando risorse umane e professionali qualificate al solo scopo di rendere costruttivo e propositivo il dibattito culturale locale. – dichiara Mariano Perrella, presidente dell’Associazione Culturale NOIDEA – Ciò che rende importante un progetto è proprio la condivisione con il pubblico e, in questo senso, le tantissime impressioni raccolte e lasciate dai visitatori diventano un importante diario di viaggio per noi Associazioni per tracciare la rotta per le nostre future iniziative, ma sono anche una cartina di tornasole di ciò che la gente pensa della propria città”.
    La mostra progettata e organizzata dall’Associazione Culturale NOIDEA si svolge con il patrocinio e il sostegno di tutte le istituzioni locali e durerà fino all’11 gennaio. Questi gli orari di apertura al pubblico: dal lunedì al sabato (ore 16.00-20.00), e la domenica e i festivi (ore 11.00-13.00 e ore 16.00-20.00).
    “A dicembre gli occhi e il cuore avranno una sola destinazione: Campobasso”.