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  • Galleria Marconi partecipa ad Arteknè 2011

    La Galleria Marconi di Cupra Marittima, in occasione di Arteknè (Mostra Mercato Internazionale Arti Contemporanee) che si terrà a Matera dal 26 al 29 maggio 2011, presenta nel proprio stand i lavori di questi artisti: Karin Andersen, Roberto Cicchinè, Peter De Boer, Rocco Dubbini, Armando Fanelli, maicol e mirco, Carla Mattii, Sabrina Muzi, Marco Scozzaro, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati. Alcuni degli artisti della Galleria sono stati inoltre selezionati per la rassegna di Video-arte: Armando Fanelli e Sabrina Muzi. Durante la manifestazione si svolgeranno svariate performance tra cui quelle di Rocco Dubbini, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati.

    Si terrà alle 12 di giovedì 26 maggio, a Palazzo Gattini Luxury Hotel in piazza Duomo a Matera, il vernissage di Artekne, Mostra Mercato Internazionale Arti Contemporanee del Sud Italia, curata da R. Bianchini e Giuseppina Travaglio. Per la terza edizione, la splendida location dell’evento è la città dei Sassi, nel cuore della Basilicata. La mostra mercato resterà aperta fino al 29 maggio con i seguenti orari di visita: giovedì 26 e venerdì 27 dalle 15,30 alle 20,30; sabato 28 dalle 19,30 alle 24; domenica 29 dalle 15,30 alle 19,30 (ingresso 10 euro, ridotto 5 euro). La sera di domenica, alle 20, verrà assegnato il Premio Artekne 2011 all’opera più significativa scelta da una commissione.

    Le stanze del palazzo storico di Matera saranno allestite con le opere proposte dalle gallerie d’arte contemporanea più attive, dal Nord al Sud d’Italia, isole comprese (tra cui la Marconi di Cupra Marittima, la Lem di Sassari, l’Open Space di Catanzaro, il ritrovo di Rob Shazar di Sant’Agata de’ Goti, la Sponge di Pergola, la Vertigoarte di Cosenza, la Video Art Scope di Pescara o la Zoe di Potenza), ma anche da oltre confine, come gli Artisti senza frontiere di Parigi e la Bazis di Cluj-Napoca in Romania.

    EVENTI
    Matera
    “La specularità imperfetta” Antologia di video-arte a cura di R. Bianchini, 26/29 maggio. Palazzo Gattini/ Chiesa di Santa Maria de’Armenis.
    “Sleepers” Personale di Istvan Betuker presentata dalla Galleria White Project. 26/29 maggio. Chiesa Santa Maria de’Armenis.
    “Vue d’artiste” Video arte in Corsica a cura di Annalisa Zarelli 26/29 maggio. Palazzo Gattini
    “Artekne propone” Selezione di giovani artisti. 26/29 maggio. Palazzo Gattini.
    Performance di Rocco Dubbini – 26 maggio. Esterno di Palazzo Gattini
    Performance di Rita Soccio – 26 maggio. Palazzo Gattini
    “Quadri di un’esposizione” Proiezione del film opera prima di Roberto D’Alessandro. 27 maggio ore 21:30. Le Monacelle
    Conferenza di Bol23, presentazione di Lucia Zappacosta, 27 maggio 2011 ore 18,00. Palazzo Gattini
    Performance di Marco Incardona – 27 maggio ore 19,00 e 28 maggio ore 22,00. Palazzo Gattini
    Performance di writing con BOL23 e 2 artisti locali – 28 maggio 2011 ore 20,00. Piazza Duomo.

    PRESS

    “Vita di Diogene”. Proiezione del film di Marcello Tedesco con presentazione di Salvatore Verde. 29 maggio ore 10:30. Le Monacelle
    Performance di Rita Vitali Rosati. 29 maggio. Palazzo Gattini

    in corso a…
    Potenza
    “Contenuti Speciali” Personale di Paola Risoli, vincitrice dell’edizione 2010 di Artekne, presentata dalla Galleria Il ritrovo di Rob Shazar. Dal 7 maggio al 5 giugno 2011. Pinacoteca Provinciale.
    Maratea
    “Fotografia d’autore” Collettiva a cura di Giuseppina Travaglio, dal 14 maggio al 2 giugno 2011. Chiostro Istituto De Pino.

    già conclusi
    Performance dell’artista Giacomo Montanaro, presentato dalla Galleria Il ritrovo di Rob Shazar. 14 maggio ore 20:00. Porto di Maratea.

    Gli artisti, come ogni anno, sono scelti con cura. Lo spessore creativo è quasi sempre accompagnato da una notevole disinvoltura multimediale. Tra gli altri Santiago Sierra, Ciprian Muresan, Regina Josè Galindo, Vanessa Beecroft, Carlos Amorales, Michelangelo Consani, Damir Niksich, Hiwa K, Driant Zeneli. Focus su Mimmo Rubino, Andrea Marcoccia, Giuseppe Restano, Filippo Minelli, Alessandro Di Carlo, Simone Cortese (ilovetu), Carla Mattii, Rocco Dubbini, Pastorello, Marco Purè, e su “Sleepers”, mostra dell’artista rumeno István Betuker. Performance di writing con Bol23, Pietro Maiozzi, uno dei primi writers di Roma, in piazza Duomo.

    La Basilicata è assolutamente centrale nel progetto Artekne. Da Matera a Maratea, di anno in anno, dai Sassi alla straordinaria costa del Tirreno, determinanti sono le visite e la scoperta di una delle terre più intriganti e meno conosciute d’Italia. Si esploreranno i Sassi e si visiterà il parco sculture del Pollino e l’incredibile “calda” di Latronico, il paese delle terme lucane, dei “calanchi”, del pesce fossile e dell’ Earth Cinema di Anish Kapoor. All’interno della zona verde del complesso termale in località Calda è stata realizzata dall’artista internazionale un’opera d’arte dal titolo “Earth Cinema” ossia “cinema di terra”. Composta di cemento è rappresentata da un taglio scavato nella terra (45 metri di lunghezza e 7 di profondità) in cui le persone entrano dai due lati e dentro la quale è una lunga feritoia che permette di vedere all’interno delle viscere del terreno circostante.

    L’evento è stato realizzato con il patrocinio di Regione Basilicata, Apt Basilicata, Provincia di Potenza, Comune di Matera, Comune di Maratea.

  • Burlando & Scherzando, il primo UrbanShow davvero libero

    Genova, 20 maggio 2011
    Claudio Burlando, direttore creativo di Curiositas, ha creato il primo Urbanshow: una campagna istituzionale innovativa concepita come una mostra che si snoda lungo un percorso urbano.
    La mostra raccoglie una collezione inedita di vignette satiriche di sua creazione, presentate attraverso un mezzo di comunicazione tradizionale come il manifesto da affissione.
    La novità consiste nel format: Curiositas ha deciso di investire in una comunicazione che promuove allo stesso tempo la sua immagine istituzionale e una forma di cultura che punta sull’ironia.
    In questo modo la gente può godere liberamente di opere, che di norma non sono disponibili gratuitamente, percorrendo le strade di Genova. Per questo la campagna viene proposta come “Il primo Urbanshow davvero libero”. Questo format di nuova concezione può diventare uno spunto interessante per tutte le aziende che vogliono comunicare in modo innovativo e, perché no, socialmente gratificante. Il concetto di campagna pubblicitaria si trasforma e si rinnova, diventa non solo promozione istituzionale, ma libera divulgazione culturale: l’azienda che comunica sponsorizza con un costo contenuto sia se stessa sia una mostra urbana, di libero accesso a tutti i cittadini.
    Il 23 maggio 2011 Curiositas inaugura il primo Urbanshow con una serie di vignette ispirate da importanti eventi attuali, che lasciano un segno nel mondo della cronaca, dell’attualità e della politica.
    Un percorso interessante, sorprendente e divertente, interpretato con sguardo ironico e un po’ caustico, da un comunicatore che non segue le regole.
    Stile, ironia e piacevole sfida intellettuale: questi sono i punti di forza che caratterizzano la personalità dell’agenzia pubblicitaria Curiositas. Anche nel 2008, per la prima campagna istituzionale, aveva scelto di comunicare in modo libero, puntando sull’autoironia e sulla provocazione giocando sull’omonimia con il presidente della Regione Liguria: “Claudio Burlando si inventa tutto”.
    Oltre alla campagna di affissione, la mostra continua sul sito www.curiositas.it in continuo aggiornamento con “L’ultima di Burlando”; dal sito è inoltre possibile scaricare il catalogo gratuito, che raccoglie tutte le vignette della collezione. Un modo in più per regalare a tutti i visitatori, in questo caso virtuali, un momento che unisce la riflessione all’ironia e all’approfondimento.

    Il catalogo è arricchito dalla presentazione di Ferruccio Giromini, autorevole storico e critico dell’illustrazione che ha commentato e apprezzato lo stile e i contenuti innovativi della campagna:

    “Il buon pubblicitario, in teoria, è un individuo molto creativo. Il pubblicitario medio, in pratica, è uno che studia le campagne dei colleghi famosi e cerca di replicarle fingendo di essere il primo ad averle pensate. Così va il mondo, e non è il caso di scandalizzarsi troppo di fronte al fatto che i più sono i mediocri.
    Ogni tanto però, per fortuna, ci si imbatte in qualcuno che emerge dalla media. È il caso di Claudio Burlando, che già con il nome della sua agenzia – Curiositas – ha voluto e saputo identificare il vero fondamento della propria filosofia di vita e di lavoro. La sorpresa innanzitutto: per sé e per gli altri.
    Alla briosa ricerca di modi sempre nuovi di affrontare la comunicazione, di fatto Burlando non esita a mutare periodicamente anche il suo aspetto fisico esteriore, quale testimonianza lampante che gli piace guardare tutto – perfino se stesso – da sempre nuovi punti di vista. Fare colpo è davvero il suo mestiere, insomma. E il suo estro inesauribile riesce a sorprendere tutte le volte.
    L’ultima trovata è tra le sue più geniali. Dilettandosi nella realizzazione di gustose vignette satiriche, indirizzate tanto alla politica quanto al costume, ha pensato di esporle in maniera inedita: moltiplicate, affisse sui muri di Genova in una mostra del tutto fuori dagli schemi, offerta gratuitamente al divertimento e alla riflessione della città intera. Per suscitare quella benedetta curiosità incrementando nel contempo l’intelligenza e il buonumore. Meglio di così…?”

    Per ulteriori informazioni: 0104694745 – 3383116054 – HYPERLINK “mailto:[email protected][email protected] – www.curiositas.it

  • Galleria Marconi partecipa a Fotografia d’Autore – Maratea (PZ)

    La Galleria Marconi partecipa a Fotografia d’autore con le opere di Karin Andersen, Roberto Cicchinè, Peter De Boer, Armando Fanelli, Carla Mattii, Sabrina Muzi, Marco Scozzaro, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati.

    ” … L’arte è ricerca continua, assimilazione delle esperienze passate, aggiunta di esperienze nuove, nella forma, nel contenuto, nella materia, nella tecnica, nei mezzi. …” – Bruno Munari .

    Sabato 14 maggio alle 18.00, presso Chiostro Istituto De Pino di Maratea (PZ), si inaugura la collettiva Fotografia d’Autore. La mostra è l’anteprima di Arteknè (Mostra Mercato Internazionale Arti Contemporanee) ed è a cura di Giuseppina Travaglio con il Testo critico di Dario Ciferri.
    Gli artisti che espongono sono: Karin Andersen, Giovanni Battimiello, Piero Chiariello, Roberto Cicchinè, Gigi Cifali, Peter De Boer, Danilo De Mitri, Armando Fanelli, Fenis-NòART, Emilio Maroscia, Carla Mattii, Antonio Montano, Sabrina Muzi, Silvestro Reimondo, Stefania Ricci, Mimmo Rubino, Marco Scozzaro, Rita Soccio, Rita Vitali Rosati.

    La parola fotografia deriva da due parole greche: foto (phos) e grafia (graphis). Fotografia significa quindi scrittura (grafia) con la luce (fotos). Verso la fotografia, ruotano molti artisti appartenenti a movimenti diversi (arte concettuale, land art, body art, performance), interessati soprattutto alla critica d’arte, all’indagine estetica e all’approccio strutturalistico, adottando nuovi criteri di lettura e di giudizio che istituiscono legami sempre più stretti fra arte e percezione e arte e psicologia.
    Oggi , più che mai, la fotografia è diventata una vera espressione artistica. è con l’arte Concettuale che la fotografia si stacca da ogni legame con la realtà pittorica e dalla riproduzione della bellezza naturale del paesaggio in sé e per sé, per acquisire gradatamente un linguaggio suo, non legato a tecniche particolari. Oggi con l’avvento del digitale è cambiato in parte il mondo della fotografia. L’analogico e il digitale sono però due correnti di pensiero totalmente differenti dove l’uno non esclude l’altro. Il bravo fotografo è un artista eclettico. Lo stato emozionale di ciascuno crea quell’immagine unica ed irripetibile che si chiama “Opera d’Arte”. Con “Fotografia d’Autore” si vuole rendere omaggio a questa forma di arte . Fotografie essenziali, lente, di ampio respiro, forti, definite, analogiche, digitali che immortalano solo la visione dell’artista, quella piena di stupore che nasce da uno sguardo contemplativo, dalla scoperta di un angolo visivo particolare, da ciò che il fotografo riesce a vedere nel profondo, queste le opere presenti a “fotografia d’autore”

    In occasione dell’ Opening
    14 maggio 2011 ore 20,00

    Performance dell’artista Giacomo Montanaro, presentato dalla Galleria Il ritrovo di Rob Shazar

    Cura Giuseppina Travaglio
    Testo critico di Dario Ciferri
    Maratea Chiostro Istituto De Pino
    Dal 14 maggio al 2 giugno 2011
    Opening: sabato 14 maggio ore 18,00

    Sede della mostra
    Istituto De Pino
    Largo Monastero, 7
    Maratea

    info
    www.artekne.com
    [email protected]

  • La personale di Jana Dolenc in mostra presso la galleria d’arte Paviljon dell’Hit Business Centre a Nova Gorica.

    Sarà inaugurata giovedì 12 maggio 2011 alle ore 20.00 presso la galleria d’arte “Paviljon”, all’interno dell’Hit Business Center di Nova Gorica, la personale della pittrice slovena Jana Dolenc, presentata dal critico d’arte Monika Lazar. La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile fino al 26 giugno 2011, ogni giorno dalle ore 10 alle ore 19.

    Dopo l’ottimo riscontro della mostra sui progetti di comunicazione visiva di Bojan Bole, la galleria d’arte Paviljon, situata all’interno della sede amministrativa del Gruppo Hit a Nova Gorica, si appresta ad inaugurare la sua quattordicesima stagione con la mostra della pittrice slovena Jana Dolenc. L’inaugurazione prevista giovedì 12 maggio 2011 alle ore 20.00 sarà presentata dal critico d’arte Monika Lazar, a cui seguirà l’accompagnamento musicale dell’ottetto “Vrtnica” che in sloveno significa “rosa”, fiore simbolo della città di Nova Gorica, nonché protagonista per tutto il mese di maggio della 6° edizione del “Festival delle rose”. La mostra rientra, infatti, nel calendario della manifestazione organizzata dall’associazione “Amanti delle Rose della Goriška”, con la collaborazione storica del Gruppo Hit, da sempre impegnato in attività legate al territorio.

    Nei quadri di Jana Dolenc natura e musica si fondono nella prospettiva del colore, esaltati dal contrasto fra tinte calde e tinte fredde trasferire su tela in modo astratto lasciando libero spazio all’immaginazione del pensiero. “Nelle sue opere Jana Dolenc non ricerca solo il paesaggio o la natura in generale, non “copia” il visto, ma si tratta di un’espressione più complessa, profondamente ed emotivamente colorata. Il suo mondo di motivi ricopre ogni livello dell’universo umano spaziando tra le diverse emozioni che possono essere generate dagli individui.“ Con queste parole lo storico dell’arte Maja Jerman Bratec ha commentato i quadri di Jana Dolenc che permettono di penetrare nell’universo della pittrice assumendo una prospettiva acuta e sensibile, capace di leggere emozioni e sentimenti che vorticano sotto la superficie formale dell’apparenza.

    La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile fino al 26 giugno 2011, ogni giorno dalle ore 10 alle ore 19.

    Per ulteriori info:

    www.hit.si

    [email protected]

  • 4ª edizione della mostra “Rocca Scannacavalli”.

    Un ideale sentiero dell’arte nei luoghi che furono del poeta dialettale Titta Marini. Dal 13 al 15 maggio, nell’ambito della manifestazione “Fiori e Luci per l’Arte”, il parco “Felice De Sanctis” ospiterà la 4ª edizione di “Rocca Scannacavalli”, mostra di pittura, scultura e artigianato curata da Sharry Ward che vedrà i migliori artisti residenti a Tarquinia presentare le loro creazioni. In uno dei luoghi più suggestivi della città etrusca, dominato dall’imponente mole della chiesa di Santa Maria in Castello, il visitatore ammirerà le sculture di Domenico Narduzzi, Carlo Brignola, Patrizio Zanazzo, Angelino Degli Effetti, Vicenzo Cipicchia e dei fratelli Todini; i quadri di Brian Mobbs, Rosana Liera e Walter Massi; i disegni di Enzo Bocchio. Arricchiranno l’esposizione i laboratori di ceramica e di merletto delle scuole “L’Artistica” e di “Tombolo”. «Il titolo dell’iniziativa è un omaggio al poeta Titta Marini che chiamò questo luogo, ubicato al fianco dell’“ammazzatora”, il mattatoio comunale, Roccascannacavalli. – afferma l’organizzatrice Sharry Ward – Tanti saranno i fili conduttori della mostra, in cui le opere, oltre 300, saranno “incastonate” tra il verde brillante della vegetazione e la nuda roccia della collina tarquiniese».

  • Attraverso i contorni delle cose

    Dopo il successo delle tre collettive Naturacultura, Domenica 8 maggio alle 18.00 la Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta Maria Chiara Calvani e Alba Rossi in una doppia personale dal titolo Attraverso i contorni delle cose, la mostra è a cura di Cristina Petrelli che si occupa anche del testo critico.
    Con Attraverso i contorni delle cose si conclude la rassegna Troppo! La Galleria Marconi esagera!

    “«Quando si volesse innamorare qualcuno, chi sa come si potrebbe fare?» (Novalis – Frammenti)
    Trarre spunto dalle parole di Novalis per cogliere un po’ dell’incanto, del mistero e del desiderio d’abbandono che solo il sentimento amoroso è capace di suscitare. Interrogarsi sull’amore quasi a volerne carpire il senso, comprendere il meccanismo, conoscere la natura.
    Fonte d’ispirazione costante dell’uomo, tale sentimento, in questa doppia personale, arriva ad indossare abiti dalla foggia d’oggetti, permane in voci e note nell’ambiente, rimane avvolto, come stretto nell’impalpabile bava del ragno, negli sguardi indiscreti e nei dettagli minimi che le fotografie racchiudono. Un tema con cui le artiste coinvolte, nonché chi scrive, hanno scelto di confrontarsi nonostante (o forse proprio per questo) l’abuso e la banalizzazione a cui viene quotidianamente sottoposto.
    In “Fall in love” Maria Chiara Calvani si muove all’interno delle dinamiche dell’innamoramento. Estrae stralci di interviste, immagini e registrazioni audio da preziose testimonianze originate da una domanda spiazzante. Racconti privati il cui centro emotivo risiede in oggetti inanimati, alcuni dei quali fisicamente presenti nello spazio espositivo.
    In “Scripts for love stories” Alba Rossi, tra cortocircuiti spaziali e salti temporali, consegna trame per storie mai scritte. L’artista costituisce sequenze che mostrano particolari dotati d’estrema delicatezza, dove compaiono anche i volti di persone a lei care. Nei suoi scatti, stampati in piccole dimensioni, trovano espressione le infinite sfaccettature del sentimento amoroso.
    I due interventi, in maniera diversa, posano la propria attenzione su parti marginali della realtà, finendo per individuare nel frammento l’unità di misura dell’esistenza”.
    (Cristina Petrelli)

    Una nuova rassegna per il sedicesimo anno di attività, in una Galleria Marconi rinnovata nella forma ma fortemente radicata nella sostanza del proprio percorso di ricerca, già questo sembrerebbe Troppo. Ma non ci può bastare. La speranza è lavorare ancora con la coerenza, la testardaggine e la voglia di crescere, restando sempre al passo con i tempi, cogliendo idee e mutamenti della nostra epoca, e anche questo sembrerebbe Troppo. Non c’è arroganza, né immodestia, ma la rassegna 2010 2011 si intitola proprio Troppo! La Galleria Marconi esagera!, perché in un mondo dove la crisi è presente e tocca purtroppo la vita di milioni di persone, dove tutti noi siamo sottoposti a tagli e a restrizioni dei diritti fondamentali, abbiamo avvertito il desiderio di debordare, non solo fisicamente.

    scheda tecnica/technical card

    curatore/curator by Cristina Petrelli
    testo critico/art critic by Cristina Petrelli

    ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
    traduzione di/translation by Patrizia Isidori

    relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
    fotografia/photography Marco Biancucci©
    riprese video/video shooting Stefano Abbadini
    allestimenti/preparation Marco Croci
    progetto grafico/graphic project maicol e mirco
    webmaster: http://www.siscom.it

    dal 8 maggio al 5 giugno
    from 8th may to 5th june
    orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
    opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63012 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703
    e-mail [email protected]
    web http://www.siscom.it/marconi
    blog http://galleriamarconicupra.blogspot.com/

  • Mostra collettiva SENZA TITOLO

    Soqquadro & Vista

    Presentano

    SENZA TITOLO

    Mostra personale

    DURATA: 30 Aprile 2011- 13 maggio 2011

    INAUGURAZIONE: sabato 30 Aprile 2011 h:18.30

    ORARI: dal lunedì al sabato 14.00/19.30

    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)

    CURATRICE: Michela Melis

    INFO: tel. 06.45449756 – cell. 349.6309004 – 333.7330045

    [email protected] [email protected]

    www.soqquadro.eu

    “Vista” è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo. In questo luogo Soqquadro presenta la mostra collettiva “ Senza Titolo”. L’esposizione vuole rappresentare il rifiuto dell’arte di essere circoscritta da una definizione, spiegata con le parole, incanalata dal punto di vista dell’autore; l’arte come libertà del fruitore di interpretare l’opera attraverso la sua esperienza e gli strumenti che ha a disposizione.

    SENZA TITOLO. Potrebbe essere un dettaglio trascurabile, una dimenticanza che l’immagine fa presto ad ingurgitare nei suoi colori e nelle sue forme, un riferimento mancato. Eppure per me e per gli artisti che hanno aderito a questa mostra “senza titolo” significa assenza di etichette, di barriere, di confini, di costrizioni.

    Se ci riferiamo all’arte astratta la mancanza di un titolo è totale rifiuto di ingabbiare il segno e il colore in significati. Se, invece, parliamo di arte figurativa e formale non dare definizione a ciò a cui, comunque, i nostri occhi danno un nome, determina uno stravolgimento del significante che, senza definizione, potrebbe divenire altro da sé. Forse sarebbe banale ricorrere a citazioni di shakespeariana memoria, ma se è vero che “una rosa senza il suo nome avrebbe lo stesso profumo”, possiamo anche pensare che senza un nome, la rosa potrebbe essere solo essenza, senza preamboli. Così l’opera d’arte senza titolo diventa solo essenza delle sensazioni e delle emozioni che l’artista vuole raccontarci, senza suggerirci ciò che solo il nostro umano sentire può trasformare in senso per la nostra vita.

    Cristiana Ardoino: Nelle sue tele colori ed elementi materici si fondono per dar vita ad un’opera unica che si genera senza bisogno di un disegno preparatorio. Nessun tratto di matita precede la stesura del colore che, attraverso spatole usate come fossero pennelli o raschietti, crea piani in cui tele, colori ed elementi materici si fondono per dar vita ad un’opera unica che si genera senza bisogno di un disegno preparatorio. Nessun tratto di matita precede la stesura del colore che, attraverso spatole usate come fossero pennelli o raschietti, crea piani che conferiscono spessore e vita alle tele.

    Giuseppe Basili: “Cerco di vivere il mio tempo, di ascoltare, provocare, stimolare, interagire attraverso un linguaggio pittorico fatto di forti contrasti cromatico/gestuali e di materia tracimante; una materia viva che porti lo spettatore a partecipare all’ opera stessa attraverso la sua interpretazione/reazione; ad avere il desiderio di sfiorarla, amarla, sentirla; a considerarla come fosse L’ALTRO che ci tende la mano e ci invita a comunicare con lui; a realizzare quel “contatto” che altrimenti oggi, a mio avviso, avviene in maniera più virtuale che reale.”

    Gelsomina Catena: “Senza Titolo” rappresenta un viaggio attraverso le emozioni interiori femminili dove i gesti e le mescolanze dei colori si fondono con libertà e raccontano ciò “che le parole non dicono”.

    Marco Del Re: Marco del Re, nasce a Venezia nel 1960.

    Gira intorno alla pittura per timore reverenziale ma durante una visita alla Tate Gallery di Londra viene folgorato e nasce un grande indissolubile amore.

    Pittore sperimentale, nelle tecniche e nelle composizioni, dipinge tele visive, tattili e sonore.

    Dei suoi quadri ama profondamente il pensiero che sta dentro, dietro e oltre al colore.

    Silvio Gatto: Appassionato di architettura, fotografia e pittura, ama l’arte in tutte le sue espressioni. Da dieci anni circa si dedica alla realizzazione di opere pittoriche principalmente su supporti di tela, realizzate con colori acrilici, mettendo in risalto la matericità dell’opera e puntando ad una continua ricerca di nuovi materiali e tecniche di realizzazione per la sua arte.

    Rossella Liccione: L’opera d’Arte è un viaggio verso l’interiorità del suo creatore, è uno sguardo interiore. Così, la ricerca estetica si fa vita e ri-nasce sotto forma di opera: il segno naturale la terra, i paesaggi sono elementi vitali che si trasformano in emozioni pure, un invito a guardare da dentro le cose, dove i sensi e l’armonia interiore sono in perfetto equilibrio e l’artista può comunicare con tutto ciò che la circonda”.

    Valentina Majer: Da diversi anni mi occupo di “riciclo artistico”, ossia del riutilizzo della materia , dai libri usati alle stoffe, per conferirle nuovo significato e una nuova dimensione estetica. Ho utilizzato così nei miei quadri i ritagli di stoffe, tovaglie, lenzuola, e indumenti usati, esaltandone la loro naturale semplicità nel movimento. Trasferisco in questo modo, come in una danza, la forza e l`energia derivata dalla mia emozione. La materia negletta così diventa per me uno strumento espressivo e una nuova forma di linguaggio.

    Rachele Mari-Zanoli: La matericità entra con decisione nelle sue opere: corde, metalli, legni e gesso su tele. Dipinge esclusivamente all’esterno, a contatto con la natura. Sin dalle prime realizzazioni un intenso fil rouge caratterizza il suo operato. Ogni tela è un proseguo di quella precedente, una ricerca ulteriore, un passo in avanti che attinge dal passato, pur non ripetendosi. È unica, è l’oltre. Rachele Mari-Zanoli vive la pittura non soltanto come ricerca interiore e mera rappresentazione. Ma soprattutto come intersoggettività.

    Roberta Sedocco: “La mia espressione dell’arte viene bene rappresentata da questa mostra, niente titoli e definizioni, libertà da schemi e strutture, libera gestualità, ricerca di materiali che si fondono con il colore.”


  • LUMINA – da gioiello a creazione luminosa

    Lo studio di architettura 70m2 dedica anche quest’anno una panoramica sulla
    gioielleria contemporanea, dopo il successo ottenuto dall’evento “Da materia a gioiello”
    nella stagione passata.
    Dal confronto con i partecipanti a quel primo incontro si è fatta subito strada la proposta di
    ripetere l’esperienza, contaminando però maggiormente idee e competenze di due campi
    apparentemente tanto lontani come architettura e oreficeria, che generano talvolta
    risultati in antitesi: l’immenso e il minuto, ma ciò nonostante procedono insieme
    dall’antichità ad oggi, testimoni dirette delle civiltà che le hanno prodotte.
    Lo studio 70m2 ha quindi chiesto a designers di gioielli dall’Italia e dall’estero di
    cimentarsi nella realizzazione di un oggetto luminoso o illuminato, ispirato ciascuno alle
    proprie creazioni, per la decorazione di un ambiente, invece che della persona.
    L’importanza che riveste la presenza della luce in architettura, nel design d’interni come
    nelle discipline orafe è elemento unificatore.
    Nell’affrontare questa “sfida” alcuni creativi hanno mantenuto come finalità primaria
    l’ornamento del corpo, progettando monili che, se non indossati, possono illuminare lo
    spazio circostante appoggiati su appositi supporti, mentre altri hanno costruito vere e
    proprie lampade.
    La perizia artigianale, le capacità scultoree e la cura del dettaglio, qualità che
    caratterizzano la gioielleria contemporanea, si ritrovano in questa raccolta di pezzi unici ed
    inediti, preziosi per la casa.
    La selezione dei migliori lavori costituisce il corpus di questa singolare mostra che, dopo
    l’inaugurazione a Livorno, sarà itinerante.
    Dal 24 maggio all’11 giugno 2011 toccherà Firenze partecipando alla manifestazione
    Florence Design Week e avrà come sede la Scuola di Gioielleria Contemporanea
    Alchimia in Piazza Piattellina 3/r.
    Per conoscere le date e le sedi delle tappe successive invitiamo a consultare il sito
    www.70m2.it o a seguirci su Facebook con i nostri aggiornamenti.

    Periodo: dal 29 aprile al 7 maggio
    Città: Livorno
    Sede: Studio di Architettura 70m2
    Indirizzo: Via Poggiali, 10
    Opening: venerdì 29 aprile ore 18.00.
    Orari: da Lun a Ven 9:30/13 e 16/19:30 | Sab 16/20 | Domenica chiuso
    Info: t/f +39 0586 897477 | www.70m2.it | [email protected]
    Ingresso gratuito
    Periodo: dal 24 maggio all’11 giugno
    Città: Firenze
    Manifestazione: Florence Design Week
    Sede: Alchimia – Scuola di Gioielleria Contemporanea
    Indirizzo: P.zza Piattellina 3/r
    Opening: martedi 24 maggio ore 18:00
    Orari: da Lun a Ven 9/13 e 15/18 | Sab 28 e Dom 29 16/19:30
    Info: t/f 055 223218 | www.alchimia.it | [email protected]
    Ingresso gratuito

    ELENCO PARTECIPANTI:
    Silvia BECCARIA | Giulia BERNINI e Francesca FASTAME | Silvia BRAGAGNOLO | Nicoletta CICALO’
    Corrado DE MEO | Sabina FEROCI | Manuela GANDINI | Angelo LOMUSCIO
    Antonio PICARDI | Maria Grazia PULVIRENTI | Maddalena ROCCO | Chiara SCARPITTI
    Stenia SCARSELLI | Angela SIMONE | Viviana SOLIGO | Maurizio STAGNI | Yuki SUMIYA | Yoko TAKIRAI

  • VIBRAZIONI…IN BIANCO E NERO – GUTAI tra passato e presente

    Yasuo Sumi, Yozo Ukita, LOCO

    3 -19 Giugno 2011
    Tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00

    Presso SPAZIO ARTE DEI MORI
    Venezia Cannaregio 3384/B

    In occasione della Biennale 2011, lo Spazio Arte dei Mori di Venezia presenta Gutai. Vibrazioni in bianco e nero un progetto espositivo originale sulla più importante avanguardia artistica del Giappone contemporaneo, il Gutai.

    L’esposizione propone opere sia storiche sia inedite di due dei principali action-painters fondatori del Gutai, Yasuo Sumi (n. 1925) e Yozo Ukita (n. 1923), performer innovativi e grandi sperimentatori formali tuttora animati da una straordinaria vitalità pittorica, alle quali affianca alcuni lavori della più creativa fra i giovani eredi del movimento, LOCO (n. 1976), discepola prediletta e stretta collaboratrice artistica del massimo maestro Gutai, Shozo Shimamoto.

    Il percorso dell’esposizione intende mettere l’accento su un aspetto particolare del linguaggio Gutai, l’uso del bianco e nero. L’esplosione del colore-luce nello spazio è certamente l’elemento caratteristico che meglio identifica la tradizione Gutai agli occhi del grande pubblico. Tuttavia, le opere in bianco e nero appartengono ai codici espressivi dell’informale giapponese fin dalle origini e anzi, come mettono bene in evidenza le tele esposte in questa nuova mostra, l’uso di una bicromia essenziale, scandita sol dai diversi toni del grigio, la ricerca di figure a macchie e l’espandersi di vibranti matasse di materia scura sono tutti elementi espressivi che rispondono a
    un’esigenza profonda del Gutai. Così come nelle pitture colorate l’espressività della materia prendeva voce attraverso un lacerarsi quasi organicistico delle sostanze pittoriche, parallelamente nelle pitture in bianco e nero, con la loro candida vacuità quasi monocroma, è l’universo oscuro e freddo dei corpi e dei materiali inorganici che acquista realtà e voce. Tramite il bianco e nero l’energia visiva e spirituale del quadro si esprime in un accumularsi e disintegrarsi continuo di detriti, di proiezioni, di lesioni, di raggi e di fasci di particelle oscure, che nel loro statico incanto oscuro sono una testimonianza implicita e drammatica, al pari delle opere più intensamente cromatiche, delle catastrofi che sconvolsero – e ancora oggi tragicamente sconvolgono – il Giappone: gli intrecci e i noduli del bianco e nero esprimono il naufragio dell’umano sceso agli inferi della propria corporeità, nei territori più intangibili dove restano solo le vibrazioni del buio e del nero.

    Il Movimento Gutai, la più importante avanguardia giapponese del dopoguerra, ben presto celebrata in tutto il mondo, venne fondato nel 1954 ad Osaka da Yoshihara Jiro, che sosteneva di dover “ fare una pittura che non si sia mai vista”. “dobbiamo dare alla materia un’occasione per vivere”. e scriveva “in altre parole, tutto ciò che avviene nell’animo umano è concretamente esprimibile attraverso la materia”
    Un’arte che diventava dunque atto di scoperta dell’unità originale dell’Io, in cui lo spirito dell’uomo, le sue aspirazioni intime e la materia si fondevano insieme. Una modalità espressiva in cui la materia, che per gli artefici del gruppo non era solo pittura o calligrafia ma anche azioni eseguite con materiali vari, oggetti, acqua e fango, viene sublimata dallo spirito che le infonde vita. Nella loro opera difatti, spazio, materia e corpo giungevano ad affermare liberamente la propria identità e la propria esistenza. Lo stesso Michel Tapiè, critico d’arte francese propugnatore dell’Informale, fu così interessato alle loro modalità artistiche da voler tenere sott’occhio quel gruppo innovativo, che si muoveva tra movimento gestuale sperimentale concreto, action painting, performance, happening pionieristico ed espressionismo astratto, dove la pittura e l’azione stessa erano concepiti quasi come una creazione pubblica.

    Nelle opere di immediatezza performativa selvaggia di Yasuo Sumi, che vanno dagli anni ’50 fino ad oggi, si vedono gli elementi tipici del movimento Gutai, il flusso energetico del tempo, della presenza e della fisicità oltre ad una notevole forza espressiva e drammaticità. Le esplosioni di colore sulle tele, le carte o le stoffe, diventano gorghi improvvisi ma mai improvvisati, sunto di performance dell’Artista tra calligrafismo e violenza gestuale.

    Nelle opere recenti di Yozo Ukita si ritrovano gli elementi tipici tradizionali del suo periodo Gutai. I materiali e la tecnica utilizzata dall’artista per realizzarle sono tela, chiodi, legno, lastre metalliche ecc.
    Le opere esposte consistono in tele spesse e robuste fissate su pannello e telaio. Sulle tele (pitturate ad olio monocromatico) e` attaccata al centro una lamiera verniciata e curvata regolarmente come un semicilindro ed il risultato è rappresentato da sculture composite costruite in modo artigianale, perché l’artista fa tutto da solo, anche il telaio.

    Nei suoi lavori la giovane artista LOCO testimonia una fantasiosa poliedricità, utilizando tela, carta, e stoffa e passando da raffigurazioni pop, che ricalcano lo stile manga giapponesi, a opere tridimensionali. In altre opere in cui utilizza l’azione della pioggia LOCO si riallaccia direttamente ai maestri Gutai creando interessanti connessioni stilistiche che ritornano agli elementi naturali della loro tradizione.

    Jonathan Sisco, Andrea Mardegan

    L’evento è a cura di SPAZIO ARTE DEI MORI
    Per informazioni:
    www.spazioartedeimori.com
    Per visite su appuntamento:
    +39 3409502943

    Come arrivare allo Spazio Arte dei Mori:
    Linee ACTV 42 e 52 da P.le Roma o Stazione F.S. fermata Madonna dell’Orto.Lo Spazio Arte dei Mori è nel Campo dei Mori, vicino alla Casa del Tintoretto e della chiesa di Madonna dell’Orto. Nel Campo vi sono le antiche statue dei Mori scolpite sulle pareti degli edifici ed è centro folkloristico del Sestiere Cannaregio.

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  • Filippo Biagioli e Andrea Mattiello installazione artistica a Tortona

    NOTES

    BIPERSONALE DI FILIPPO BIAGIOLI E ANDREA MATTIELLO

    11DREAMS Art Gallery

    16 – 30 APRILE 2011

    Tortona ore 18.00

    L’arte nasce come traccia rituale in un percorso nomade e arriva a noi su pareti di roccia, in rilievo, incisa, dipinta con terre, carbone e grassi animali. Dal rito propiziatorio di allora al gesto liberatorio di oggi il passo può essere estremamente breve o lunghissimo a seconda dei punti di vista. Oggi chiamiamo graffito il gesto ribelle nato da mani e menti creative che qualche decennio fa hanno cominciato a coprire di segni e colori tutto ciò che sul loro cammino incontravano. Artisti come Basquiat e Haring – per i quali i riferimenti formali, attraverso Penck, Dubuffet, la Pop Art, Siqueiros, certo Surrealismo, Klee, l’Espressionismo tedesco, Schiele, Ensor, possono arrivare fino alla pittura rupestre – hanno il loro giusto posto nei più grandi musei del mondo.

    Anche la pittura di Filippo Biagioli e Andrea Mattiello può essere ascritta a questo modo di vivere e intendere l’arte che imprigionare in un solo stile può diventare riduttivo; si potrebbe parlare piuttosto di quel modo assai efficace ed energico, istintivo eppure, a volte, quando occorre, esattamente calcolato di coprire una superficie con segni e colori che potremmo definire senza tempo, “stile umano”.

    Quindi, l’arte ha iniziato il suo cammino come impronta su parete (rocciosa). A tutt’oggi vivono quegli animali graffiti che un tutt’uno erano con gli animali veri, o i corpi di quegli ominidi-artisti incisi con pochi energici segni e lontani, nella scala della storia del mondo, quanto per noi lo è ieri l’altro. Ed è la loro vitalità che noi sentiamo, insieme al segno, quanto mai attuale e come grido che rifugge la consuetudine e la noia.

    L’artista Biagioli avanza con la sua Analphabetic Art, non ama indugiare sui propri passi, e di ciò lascia traccia in figure – che con occhi fissi d’intorno tutto vedono – fatte di veloci esperienze, lontane vestigia, possenti frasi, giustapposizioni oniriche. Ha un andamento saltellante, a scatti la sua mano; a tratti, nell’esecuzione dell’opera, repentinamente si dissocia dalla volontà e prosegue per inerzia tracciando linee seghettate e taglienti.

    La pittura di Filippo Biagioli è come un tatuaggio sul muro, sulla tavola, sulla tela o su qualsiasi altra materia. Il segno e il colore, la parola, per la forza e i sentimenti con cui vengono dati, proprio come fa l’inchiostro sulla pelle, non si fermano in superficie; il loro status è essere intrinseca parte visiva e concettuale del supporto: è da questo che – sia esso appunto tela, tavola, muro o carta – il segno trae forza.

    L’arte del graffito, fatta anche di parola, ha il fumetto come altro lato inscindibile e complementare della medaglia. E il fumetto Biagioli lo pratica, si esprime anche attraverso di esso che si confà alla sua indole di artista a tutto campo.

    La notevole varietà di situazioni, un diluvio di ambientazioni non solo fisiche e spaziali, in cui la figura-feto, forma portante e simbolo della pittura di Mattiello è venuta via via a trovarsi, si arricchisce man mano di nuove soluzioni compositive e simboliche. Soprattutto nei Feti e nelle Sirene le emozioni sono palesi, anche se non declamate, come accade in alcuni lavori, da lineamenti espliciti; a volte a possederli è la ritrosia o il dubbio, a volte la collera, altre la malinconia; altre ancora la gioia, come la Sirena che vediamo in un cielo stellato, lei, di un bianco così splendente da poter essere considerata essa stessa una stella alla ricerca di un mare da illuminare, nel quale vivere e nuotare e in cui specchiarsi.

    E’ un lampo che in alcune tele squarcia il cielo e irrompe violentemente nella serenità e immobilità della scena o nella pace meditativa del feto, che è come un fiore ancora da sbocciare, ma che ha in sé la compiutezza e la leggiadria della natura tutta.

    Nella pittura di Andrea Mattiello lo spazio bianco naturale del supporto è vissuto dall’artista non come mancanza di pigmento ma come ricchezza primordiale, tessuto dalle capacità rigenerative senza il quale non potrebbero emergere quei colori che accanto ad esso brillano organizzando nel migliore dei modi il rapporto tra vuoti e pieni.

    E’ questa una mostra in cui il segno, esatto e conciso, si fa messaggio. Le opere di Biagioli e Mattiello, aperte a varie letture e interventi esterni, sono libri ancora non completamente scritti, quindi da ultimare; storie nelle quali il personaggio mancante è proprio lo spettatore, che è chiamato a “fare la sua parte”.

    E’ proprio questo lo spirito dell’esposizione, intitolata NOTES, appunti; appunti di vita…forse; appunti di avvenimenti ancora da tracciare…in parte; appunti che lo spettatore può far diventare racconto…sicuramente.

    La mostra vuole proporre un ruolo del collezionista come parte attiva del processo creativo dell’opera d’arte, non solo nella scelta, ma anche nella composizione dell’opera.

    L’allestimento è significativo, i dipinti sono apposti su teli e sono facilmente removibili. Il collezionista viene dotato di appositi supporti sui quali applicare le opere scelte. Il risultato può rivelarsi sorprendente: è un mosaico le cui tessere (ognuna delle quali è già un’opera d’arte) sono fatte dall’artista, ma l’immagine d’insieme, che varia da individuo a individuo in base alla sua predisposizione e sensibilità, è il frutto della scelta di chi quei dipinti decide di possedere. Tale scelta finale è quella che poi sarà avallata e firmata dall’artista come opera pienamente compiuta.

    11DREAMS