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  • Cattaneo Flavio: Terna chiude in positivo i primi nove mesi del 2013

    Terna chiude in positivo i primi nove mesi del 2013, con un utile netto di 411,6 milioni (+15,8%), con ricavi pari a 1,4 mld di euro (+7,9%) e un Ebitda a 1,132 miliardi (+10,1%). Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Questi risultati sono la dimostrazione del livello di eccellenza raggiunto dalla squadra di Terna che ci ha permesso di conseguire buoni risultati e di continuare il nostro lavoro al servizio delle famiglie e delle imprese italiane. Terna prosegue con il Piano di investimenti per lo sviluppo della rete elettrica italiana e delle interconnessioni transfrontaliere e guarda a tutte le opportunità per una crescita organica, sia in Italia che all’estero”.

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    Terna, crescono gli utili e i ricavi nei nove mesi

    Positivi i primi nove mesi del 2013 di Terna. L’utility italiana ha chiuso il periodo con un profitto di 411,6 mln di euro (+15,8%) e con ricavi pari a 1,4 mld di euro (+7,9%).

    L’Ebitda (Margine Operativo Lordo) si attesta a 1.132,7 milioni di euro, con un incremento di 103,7 milioni di euro (+10,1%) rispetto ai primi nove mesi del 2012 mentre l’Ebit (Risultato Operativo) si attesta a 810,7 milioni di euro, in crescita di 92,6 milioni di euro (+12,9%) rispetto ai primi nove mesi del 2012, dopo aver scontato ammortamenti per 322 milioni di euro.

    Deliberato un acconto sul dividendo 2013 di 7 centesimi di euro per azione, che verrà messo in pagamento a decorrere dal 21 novembre 2013.

    “Questi risultati sono la dimostrazione del livello di eccellenza raggiunto dalla squadra di Terna – afferma l’Ad Flavio Cattaneo – che, pur in una congiuntura economica non favorevole, ci ha permesso di conseguire buoni risultati e di continuare il nostro lavoro al servizio delle famiglie e delle imprese italiane, le quali grazie al lavoro di Terna negli ultimi otto anni hanno beneficiato di minori costi per oltre 5 miliardi di euro. Ma bisogna lavorare ancora molto, anche per dare un contributo alla ripresa economica del Paese, perciò Terna prosegue con il Piano di investimenti per lo sviluppo della rete elettrica italiana e delle interconnessioni transfrontaliere – continua Cattaneo – e guarda sempre a tutte le opportunità per una crescita organica, non solo nelle attività tradizionali, ma anche in quelle non tradizionali, sia in Italia che all’estero”.

    FONTE: Repubblica

    Terna: +15,8% utile netto 9 mesi a 411,6 mln, +10,1% Ebitda

    Terna ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un utile netto di 411,6 milioni, in crescita del 15,8% rispetto ai 355 milioni dello stesso periodo del 2012. Lo comunica la società aggiungendo che l’ebitda si attesta a 1,132 miliardi con un incremento del 10,1% e l’ebit è cresciuto del 12,9% a 810,7 milioni.

    I ricavi dei primi 9 mesi sono pari a 1,4 miliardi, in progresso del 7,9% rispetto all’analogo periodo del 2012.

    Nel terzo trimestre i ricavi ammontano a 482,4 milioni (+9,1%), mentre l’ebitda si attesta a 400 milioni (+11,3%) e l’utile netto di periodo risulta pari a 147,9 milioni, in aumento del 10,7% rispetto al terzo trimestre 2012. I risultati dell’utile sono superiori al consensus raccolto da Radiocor.

    FONTE: Il Sole 24 Ore

    Terna: Cattaneo, guardiamo a opportunità crescita in Italia e estero

    “Questi risultati sono la dimostrazione del livello di eccellenza raggiunto dalla squadra di Terna che, pur in una congiuntura economica non favorevole, ci ha permesso di conseguire buoni risultati e di continuare il nostro lavoro al servizio delle famiglie e delle imprese italiane, le quali grazie al lavoro di Terna negli ultimi otto anni hanno beneficiato di minori costi per oltre 5 miliardi di euro”.
    L’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, commenta i risultati dei 9 mesi aggiungendo: “Ma bisogna lavorare ancora molto, anche per dare un contributo alla ripresa economica del Paese, percio’ Terna prosegue con il Piano di investimenti per lo sviluppo della rete elettrica italiana e delle interconnessioni transfrontaliere e guarda sempre a tutte le opportunità per una crescita organica, non solo nelle attivita’ tradizionali, ma anche in quelle non tradizionali, sia in Italia che all’estero’.

    FONTE: Corriere

  • Flavio Cattaneo: siamo società che interessa e piace

    Piazza Affari, il titolo Terna vola e supera quota 3,60 euro, toccando il nuovo massimo storico. L’AD della società Flavio Cattaneo: “Evidentemente siamo una società che interessa e piace”,”in termini di total shareholder return da sei anni siamo il miglior titolo d’Europa tra le utility”.

    Foto Cattaneo GIUGNO2013

    Terna: Cattaneo, titolo ai massimi? Siamo società che interessa e piace

    “Evidentemente siamo una società che interessa e piace”. Risponde così l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, a Radiocor, alla domanda sull’andamento del titolo Terna che ha toccato nuovi massimi a oltre 3,60 euro, in giornate di rumors e ipotesi. La società è, infatti, sotto i riflettori per le prossime decisioni del Governo sulla cessione di una quota o sull’ipotesi di far confluire la quota di Cdp in Cdp Reti insieme a Snam.

    FONTE: Corriere

    Terna: Cattaneo, titolo ai massimi? Siamo societa’ che interessa e piace -2-

    Nel corso di un’audizione al Senato sui prezzi dell’energia, Cattaneo ha parlato del buon andamento della società e del titolo tornando a criticare alcuni provvedimenti come la Robin tax. “I provvedimenti presi, come la Robin tax, ci hanno penalizzato sia dal punto di vista del valore che gestionale e dei rapporti internazionali. Terna è la prima società per presenza di fondi internazionali, parliamo tanto di attrarre investimenti…questo non ha certo favorito”. “Nel momento in cui lo Stato ha individuato un regime di tassazione – ha aggiunto – deve mantenerlo, non si possono cambiare le regole del gioco mentre si sta giocando. Questo non significa non venire incontro alle esigenze dello Stato ma lo Stato ragiona in termini di cassa e non di bilancio. Si può ragionare insieme. Le regole si possono cambiare ma all’interno di un quadro internazionale e non in corsa”. Terna oggi è ai massimi storici, ha evidenziato Cattaneo, “e in termini di **total shareholder return** da sei anni siamo il miglior titolo d’Europa tra le utility”. Ma questo non contrasta con le critiche a provvedimenti come la Robin tax: “L’economia italiana non è solo Terna, gli interventi hanno un effetto moltiplicatore. Il valore di un’azienda è sempre teorico finchè non la devi vendere ma quando si deve fare cassa forse si vale di più”.

    FONTE: Corriere

    Terna: Cattaneo, titolo ai massimi? Siamo società che interessa e piace

    “Evidentemente siamo una società che interessa e piace”. Risponde così l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, a Radiocor, alla domanda sull’andamento del titolo Terna che ha toccato nuovi massimi a oltre 3,60 euro, in giornate di rumors e ipotesi. La società è, infatti, sotto i riflettori per le prossime decisioni del Governo sulla cessione di una quota o sull’ipotesi di far confluire la quota di Cdp in Cdp Reti insieme a Snam.

    FONTE: Borsa Italiana

  • Cattaneo Flavio, Titolo Terna a Piazza Affari vola e supera quota 3,60 euro

    Terna ha toccato il nuovo massimo storico a Piazza Affari dove ha chiuso a +0,89%, a 3,62 euro.
    L’AD di Terna, Flavio Cattaneo, ha commentato la performance del titolo: «Evidentemente siamo una società che interessa e piace. In termini di total shareholder return da sei anni siamo il miglior titolo d’Europa tra le utility».

    Bonifica frattamaggiore

    Terna ha toccato il nuovo massimo storico in Borsa dove ha chiuso a +0,89%, a 3,62 euro (il precedente massimo si era registrato lo scorso 8 maggio a 3,59 euro).

    E l’amministratore delegato della spa dell’alta tensione, Flavio Cattaneo, ha commentato cosi la performance del titolo, interpellato dall’agenzia Radiocor a margine di un’audizione al Senato sui prezzi dell’energia. «Evidentemente siamo una società che interessa e piace», ha spiegato il manager che, davanti ai senatori, ha parlato del buon andamento del gruppo ed è tornato a criticare alcune decisioni assunte dal governo come la Robin tax.

    «I provvedimenti presi, come la Robin tax – ha detto l’ad – ci hanno penalizzati sia dal punto di vista del valore che gestionale e dei rapporti internazionali. Terna è la prima società per presenza di fondi internazionali, parliamo tanto di attrarre investimenti…questo non ha certo favorito». Per Cattaneo, «nel momento in cui lo Stato ha individuato un regime di tassazione, deve mantenerlo, non si possono cambiare le regole del gioco mentre si sta giocando.

    Questo non significa non venire incontro alle esigenze dello Stato ma lo Stato ragiona in termini di cassa e non di bilancio. Si può ragionare insieme. Le regole si possono cambiare ma all’interno di un quadro internazionale e non in corsa». Il numero uno si è poi soffermato sui risultati raggiunti dal gruppo e ha ricordato che «in termini di total shareholder return (Tsr) da sei anni siamo il miglior titolo d’Europa tra le utility ». Dal novembre 2005, la società ha fatto registrare un Tsr del 196% ed è risultata la migliore tra i principali peers. Inter vendo in commissione, l’ad ha quindi rammentato gli utili conseguiti dalla spa dell’alta tensione tra il 2005 e il 2013: il contributo generato dalle attività regolamentate è stato pari a 3 miliardi di euro, mentre le attività non tradizionali hanno prodotto, nello stesso arco di tempo, proventi netti complessivi (utili e plusvalenze) per circa 1,3 miliardi di euro.

    Nel triennio 2010-2012, poi, gli investimenti annui sono stati quasi cinque volte superiori a quelli del 2005, anno della separazione dall’ex monopolista e, dal 2005 a oggi, si è registrata una crescita media annua del 30% per il capex. Con 1,9 miliardi di risparmi per il sistema elettrico derivante dalle principali opere entrate in esercizio e 3,3 miliardi di riduzione dei costi di dispacciamento nel periodo 2009-2013. Davanti ai senatori, Cattaneo ha infine chiarito la composizione della tariffa dell’energia elettrica precisando che il “peso” di Terna in bolletta, all’interno della fetta riservata ai servizi di rete (il 15% del totale), è del 3 percento.

    FONTE: Terna

  • Flavio Cattaneo, Terna leader di sostenibilità per gli Indici Stoxx Esg

    Terna si conferma, per il terzo anno consecutivo, leader della sostenibilità. La società, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è l’unica utility italiana presente nei tre indici di sostenibilità che compongono l’indice generale (tra 1.800 aziende quotate a livello mondiale) degli Stoxx Global Esg Leaders Indices. Oltre alla presenza negli Stoxx Esg, Terna è nel Dow Jones Sustainability Indices e negli indici internazionali FTSE4Good, ECPI, MSCI, ASPI Eurozone, Ethibel oltre che negli indici italiani FTSE ECPI Italia SRI Benchmark e Italia SRI Leaders.

    Pale eoliche

    Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, si conferma leader di sostenibilità. Dopo le conferme giunte nei giorni scorsi da Dow Jones, ecco arrivare per il terzo anno consecutivo il riconoscimento dagli Stoxx Global Esg Leaders Indices. Si tratta di un attestato importante in quanto questi indici sono realizzati dalla società Stoxx Limited che, sulla base delle performance di sostenibilità, seleziona 313 aziende tra i 1.800 titoli presenti nel paniere internazionale di partenza, lo Stoxx Global 1800 Index. Terna è una delle 104 aziende a livello mondiale – e unica utility italiana – che possono vantare l’inclusione in tutti e tre gli indici, a testimonianza della solidità del suo impegno e di un’eccellenza su tutti i fronti della sostenibilità. Sono in totale cinque le aziende italiane in tutti e tre gli indici mentre si riducono a nove (erano 13 nel 2011 e 10 nel 2012), compresa Terna, le aziende italiane incluse nello Stoxx Global Esg Leaders.

    In particolare, per ottenere l’accesso o la conferma negli indici ESG Leaders, una società deve performare in almeno uno dei tre ambiti di analisi – ambientale, sociale e di governance – ed essere quindi inclusa nel relativo indice: lo STOXX Global Environmental Leaders, lo STOXX Global Social Leaders o lo STOXX Global ESG Governance Leaders. Oltre alla presenza negli STOXX ESG, Terna è nel Dow Jones Sustainability Indices e negli indici internazionali FTSE4Good (Global e Europe), ECPI (Ethical Global, Euro, EMU), MSCI (Global e Europe Sustainability), ASPI Eurozone, Ethibel (Excellence, Sustainability Europe) oltre che negli indici italiani FTSE ECPI Italia SRI Benchmark e Italia SRI Leaders, gli unici elaborati a partire dalle sole società quotate alla Borsa Italiana.

    FONTE: Terna

  • Terna ora legale: in 7 mesi minori consumi per circa 570 milioni di kilowattora

    Torna l’ora solare. Secondo quanto rilevato da Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, durante il periodo di ora legale, grazie a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 568,2 milioni di kilowattora, un valore pari al consumo medio annuo di elettricità di 210.000 famiglie. In termini di costi, l’Italia ha risparmiato con l’ora legale 93,7 milioni di euro. Dalla home page del sito Terna, www.terna.it , è visibile la “curva di carico” che rappresenta l’andamento del consumo di energia elettrica in Italia in tempo reale.

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    Dopo 120 giorni di ora legale, nella notte fra sabato 26 e domenica 27 ottobre torna l’ora solare: alle ore 03.00 si dovranno spostare un’ora indietro le lancette degli orologi. L’ora legale tornerà il prossimo 30 marzo 2014.

    Secondo quanto rilevato da Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, durante il periodo di ora legale, iniziato il 31 marzo 2013, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 568,2 milioni di kilowattora (613 milioni di kWh il minor consumo del 2012), un valore pari al consumo medio annuo di elettricità di 210.000 famiglie.

    Nei mesi di Aprile e Ottobre si è registrato, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità.

    In termini di costi, l’Italia ha risparmiato con l’ora legale 93,7 milioni di euro, considerando che per il cliente finale 1 kilowattora è costato, nel periodo in esame, in media circa 16,49 centesimi di euro al netto delle imposte. Nel dettaglio, a marzo si è avuto un risparmio di 7 milioni di kWh, ad aprile di 149 milioni di kWh, a maggio di 81 milioni di kWh, a giugno di 31 milioni di kWh, a luglio di 30 milioni di kWh, ad agosto di 32 milioni di kWh, a settembre di 81 milioni di kWh e ad ottobre di 158 milioni di kWh.

    Nel 2012 il risparmio è stato pari a 102 milioni di euro poiché il costo medio di 1 kilowattora era di 16,65 centesimi di euro.

    Dal 2004 al 2013 il risparmio complessivo del Paese è stato di circa 6 miliardi e 170 milioni di kilowattora, pari ad un valore di circa 900 milioni di euro.

    Dalla home page del sito Terna, www.terna.it , è visibile la “curva di carico” che rappresenta l’andamento del consumo di energia elettrica in Italia in tempo reale.

    FONTE: Terna

  • LifeGate premia Terna come “Ambasciatore di Impatto Zero®”

    LifeGate, il primo network media e advisor in Italia per lo sviluppo sostenibile, ha premiato con il titolo di “Ambasciatore di Impatto Zero®” quattordici aziende per l’impegno concreto a favore dell’ambiente, tra cui spicca Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare quattordici realtà eccellenti, in veri e propri ambasciatori della sostenibilità in grado di sensibilizzare i propri stakeholder verso le tematiche ambientali. Grazie a questo progetto, ad oggi, sono stati compensati 160 milioni di Kg di CO2 e tutelati 70 milioni di mq di foreste in Italia e nei Paesi di via di sviluppo.

    LIFEGATE

    LifeGate, il primo network media e advisor in Italia per lo sviluppo sostenibile, ha premiato con il titolo di “Ambasciatore di Impatto Zero®” quattordici aziende tra le quali spicca anche la presenza di Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, promossa a leader assieme a Abb, Arval, Biosline, Bracco, Comfort Zone, Davines, F.lli Francoli, Guna, Kerakoll, Longo Speciality, Malesci, Ricola, Saponificio Gianasso (I Provenzali).

    L’iniziativa di LifeGate è nata con l’obiettivo di trasformare quattordici realtà eccellenti, presenti sul mercato italiano, in veri e propri ambasciatori della sostenibilità in grado di sensibilizzare i propri stakeholder verso le tematiche ambientali. A questo fine LifeGate ha selezionato le aziende che, più di altre, hanno saputo mettere in atto un percorso concreto di sostenibilità, non solo aderendo al progetto Impatto Zero® di LifeGate, ma anche attraverso una politica industriale attenta all’ambiente e un impegno nel diffondere questi valori a dipendenti e fornitori. Per questo, come sottolineato dal direttore scientifico ing. Simone Molteni, si è deciso di “premiare l’impegno di chi contribuisce a diffondere consapevolezza e incentivare le altre imprese a fare altrettanto”.

    Del resto stiamo parlando di un Premio importante. Lanciato nel 2002, Impatto Zero® è il progetto di LifeGate che concretizza, per primo in Italia, gli intenti del Protocollo di Kyoto: propone iniziative e progetti di riduzione delle emissioni di CO2 e di compensazione dell’impatto ambientale di qualsiasi attività mediante crediti di carbonio provenienti da interventi di creazione e tutela di foreste in crescita Italia e nel Mondo.

    Dalla sua nascita ad oggi i prodotti entrati sul mercato con il marchio Impatto Zero® sono oltre 400 milioni, per un valore economico di oltre 3 miliardi di Euro. Sono stati compensati 160 milioni di Kg di CO2, pari all’impatto medio di 245.200 persone, e tutelati 70 milioni di mq di foreste in Italia e nei Paesi di via di sviluppo, pari a 6.500 campi da calcio.

    FONTE: Terna

  • Flavio Cattaneo Sostenibilita, Terna confermata leader per gli Indici Stoxx Esg

    Terna leader di sostenibilità per il terzo anno consecutivo per gli Indici Stoxx Esg. La società è l’unica utility italiana presente nei tre indici di sostenibilità che compongono l’indice generale, tra 1.800 aziende quotate a livello mondiale. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Terna, una delle 104 aziende a livello mondiale, e unica utility italiana, che possono vantare l’inclusione in tutti e tre gli indici, a testimonianza della solidità del suo impegno e di un’eccellenza su tutti i fronti della sostenibilità”.

    Impegno di Terna

    Terna confermata leader di sostenibilità dagli indici Stoxx Esg

    Unica utility italiana nei tre indici sostenibilità del generale

    A pochi giorni dalle conferme negli indici di sostenibilità di Dow Jones, la sostenibilità di Terna ottiene un ulteriore riconoscimento dagli Stoxx Global ESG Leaders Indices. Per il terzo anno consecutivo – si legge in una nota della società – Terna è presente in questi indici realizzati dalla società Stoxx Limited che, sulla base delle performance di sostenibilità, selezionano 313 aziende tra i 1.800 titoli presenti nel paniere internazionale di partenza, lo Stoxx Global 1800 Index. Terna è una delle 104 aziende a livello mondiale – e unica utility italiana – che sono incluse in tutti e tre gli indici, a testimonianza della solidità del suo impegno e di un’eccellenza su tutti i fronti della sostenibilità.

    FONTE: Il Mondo

    Terna negli indici Stoxx Esg per la sostenibilità

    Sulla base delle performance di sostenibilità, gli indici selezionano 313 aziende tra i 1.800 titoli presenti nel paniere internazionale di partenza, lo Stoxx Global 1800 Index – Terna è una delle 104 aziende a livello mondiale, e unica utility italiana, inserita in tutti e tre i listini.

    Terna rientra per il terzo anno consecutivo negli Stoxx Global Esg Leaders Indices. Si tratta di indici realizzati dalla società Stoxx Limited che, sulla base delle performance di sostenibilità, selezionano 313 aziende tra i 1.800 titoli presenti nel paniere internazionale di partenza, lo Stoxx Global 1800 Index.

    “Terna è una delle 104 aziende a livello mondiale, e unica utility italiana, che possono vantare l’inclusione in tutti e tre gli indici, a testimonianza – si legge in un comunicato dell’azienda – della solidità del suo impegno e di un’eccellenza su tutti i fronti della sostenibilità”.

    Sono in totale cinque le aziende italiane in tutti e tre gli indici, mentre si riducono a nove (erano 13 nel 2011 e 10 nel 2012), compresa Terna, le aziende italiane incluse nello Stoxx Global Esg Leaders. A fine mattinata il titolo di Terna guadagna lo 0,3% a Piazza Affari.

    FONTE: First Online

    Terna: Confermata leader di sostenibilità dagli indici Stoxx Esg

    La società è l’unica utility italiana presente nei tre indici di sostenibilità che compongono l’indice generale

    A pochi giorni dalle conferme negli indici di sostenibilità di Dow Jones, la sostenibilità di Terna ottiene un ulteriore riconoscimento dagli STOXX Global ESG Leaders Indices. Per il terzo anno consecutivo infatti Terna è presente in questi indici realizzati dalla società STOXX Limited che, sulla base delle performance di sostenibilità, selezionano 313 aziende tra i 1.800 titoli presenti nel paniere internazionale di partenza, lo STOXX Global 1800 Index. Terna è una delle 104 aziende a livello mondiale – e unica utility italiana – che possono vantare l’inclusione in tutti e tre gli indici, a testimonianza della solidità del suo impegno e di un’eccellenza su tutti i fronti della sostenibilità. Sono in totale 5 le aziende italiane in tutti e tre gli indici mentre si riducono a 9 (erano 13 nel 2011 e 10 nel 2012), compresa Terna, le aziende italiane incluse nello STOXX Global ESG Leaders. Questi indici si caratterizzano per la trasparenza nei criteri di selezione, basati su indicatori suggeriti dall’EFFAS (European Federation of Financial Analysts Societies) e dalla DVFA (Society of Investment Professionals in Germany), e nei punteggi attribuiti dall’agenzia di rating Sustainalytics alle società esaminate. In particolare, per ottenere l’accesso o la conferma negli indici ESG Leaders, una società deve performare in almeno uno dei tre ambiti di analisi – ambientale, sociale e di governance – ed essere quindi inclusa nel relativo indice: lo STOXX Global Environmental Leaders, lo STOXX Global Social Leaders o lo STOXX Global ESG Governance Leaders. Oltre alla presenza negli STOXX ESG, Terna è nel Dow Jones Sustainability Indices e negli indici internazionali FTSE4Good (Global e Europe), Ecpi (Ethical Global, Euro, EMU), Msci (Global e Europe Sustainability), Aspi Eurozone, Ethibel (Excellence, Sustainability Europe) oltre che negli indici italiani Ftse Ecpi Italia SRI Benchmark e Italia SRI Leaders, gli unici elaborati a partire dalle sole società quotate alla Borsa Italiana.

    FONTE: Il Velino

  • Flavio Cattaneo, Accumulare energia, un nuovo business tutto italiano

    Energia, al via i primi progetti di Terna per accumulare energia in eccesso e rilasciarla quando occorre, grazie all’utilizzo di due diverse tecnologie. Gigantesche batterie conserveranno l’energia prodotta “fuori tempo” da fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico. Un affare a livello mondiale tra i 6 e i 7 miliardi di Euro. Approvati i primi due progetti presentati da Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo.

    Pale eoliche

    Pensate alla batteria di una macchina, ma molto, molto più grande, come una villetta familiare. Dimensioni a parte, la funzione è la stessa: accumulare energia in eccesso e rilasciarla quando occorre. Dopo tanti record negativi collezionati dall’economia italiana, c’è un settore che potrebbe farci guadagnare un primato assoluto in tutto il mondo.

    Un settore, per ora, di nicchia ma dalle prospettive quanto mai decisive per lo sviluppo del settore dell’energia. Tanto che i due italiani dell’elettricità, Terna ed Enel, hanno deciso di scommetterci per tempo.

    Suscitando molte aspettative in tutta la filiera dell’indotto, visto che secondo le proiezioni dei tecnici, il suo consolidamento potrebbe creare un business dal valore di 1 miliardo e mezzo all’anno, soltanto nella prima fase. Di cosa si tratta? Dal punto di vista tecnico si chiamano “sistemi di accumulo”.

    Non è una novità degli ultimi anni: sono sempre stati utilizzati per creare piccole riserve di energia. Ma nelle ultime stagioni è diventata di stretta attualità con lo sviluppo delle fonti rinnovabili, visto che l’eolico è una energia intermittente, mentre il fotovoltaico funziona solo durante le ore diurne.
    Il problema che si crea è quello di conservare l’eccesso di energia prodotta nei momenti di punta per evitare che vada dispersa o addirittura non utilizzata. Così come avviene in alcune aree del nostro meridione, dove è più elevata la presenza di impianti di rinnovabili. Uno spreco doppio, visto quello che i cittadini pagano in bolletta (circa sei miliardi all’anno per il solo fotovoltaico) per lo sviluppo delle energie green.

    Sia il ministero dello Sviluppo economico sia l’Autorità per l’energia hanno concesso agli operatori un ulteriore riconoscimento per tutti gli investimenti che verranno realizzati.

    Per le utility italiane un’occasione da non perdere per incrementare il giro d’affari e per porsi una volta tanto all’avanguardia in Europa in un settore dalle grandi prospettive e possibili guadagni: secondo gli esperti di Anie, la federazione legata a Confindustria che raccoglie le imprese elettrotecniche ed elettroniche, il business a livello mondiale, al momento, vale tra i 6 e i 7 miliardi.
    La prima a partire è stata Terna che ha già ottenuto le autorizzazioni per i primi due progetti. Il primo, per una potenza di 12 megawatt, verrà realizzato in provincia di Benevento: si tratta del primo impianto di queste dimensioni in Europa, cui faranno seguito altri due impianti, tutti con una tecnologia giapponese che si basa sui Sali di sodio e zolfo, per un totale di 35 megawatt di potenza, 240 megawatt di capacità di accumulo, per un totale di 150 milioni di investimenti.

    Cifre che possono sembrare ancora esigue, ma non lo sono se confrontate a quanto sta avvenendo nel resto del mondo. Visto che nessuno sta investendo nel settore come le imprese italiane. Terna ha fatto domanda per installare un secondo tipo di batterie: se quelle al sodio e zolfo sono “energy intensive” nel senso che accumulano grandi quantità di energia che rilasciano poi sul lungo periodo, l’altro progetto del gruppo guidato da Flavio Cattaneo prevede un investimento nella tecnologia delle batterie al litio.

    Si tratta di elementi “power intensive” nel senso che sono in grado di assorbire e rilasciare energia in tempi brevissimi. In questo caso il piano di Terna, prevede la realizzazione, in Sicilia e Sardegna di 40 megawatt complessivi, progetto sperimentale alla prima applicazione a livello mondiale per la gestione della sicurezza della rete elettrica.

    Altrettanto ambizioso è il piano di sviluppo di Enel, che possiede il primo (e attualmente unico) sistema di accumulo in esercizio in Italia, all’interno del progetto Isemia.
    Altri tre sistemi sono in fase di installazione all’interno di un piano finanziato al 50% dal ministero dello Sviluppo Economico e per il restante 50 da fondi comunitari per complessivi 8 milioni. Senza contare che Enel, disponendo di una rete di distribuzione capillare sul territorio con l’esclusione delle grandi città controllate dalle utility locali, guarda con interesse anche allo sviluppo delle auto elettriche, perché per la ricarica avranno bisogno di “batterie” che prenderanno il posto dei distributori.

    Ma lo sviluppo dei sistemi di accumulo non riguarda solo le utility quotate. Sistemi di accumulo di piccole dimensioni potrebbero avere uno sviluppo di rilievo nei prossimi anni legato al fotovoltaico domestico. Secondo uno studio citato sempre da Anie, la diffusione massiva di questa tecnologia – con la finalità di trattenere l’energia in eccesso generata durante il giorno permettendo di utilizzarla di notte – potrebbe incrementare l’autoconsumo dell’energia fotovoltaica dal 30 al 70%, con un risparmio per il sistema elettrico fino a 500 milioni all’anno.

    Diffusione delle batterie che verrà facilitata nei prossimi anni dalla riduzione dei costi delle batterie, che dovrebbero scendere del 50% nei prossimi 35 anni.

    FONTE: Terna

  • Flavio Cattaneo: Terna selezionata tra le migliori aziende al mondo

    Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, selezionata tra le migliori aziende al mondo per creazione di valore dagli analisti del Boston Consulting Group. Il report annuale 2013, che considera1616 società, analizza gli ultimi cinque bilanci, mette in evidenza un interessante mix tra risultati aziendali in un panorama di leggera ripresa e la valutazione dei mercati che scommettono sulle società più promettenti.

    Bonifica frattamaggiore

    La ripresa è all’orizzonte, anzi in alcune parti del mondo (Usa, Giappone e Brasile) è già realtà, come riporta “Il Mondo” nella consueta analisi delle migliori aziende nel mondo secondo un parametro degli analisti di Boston Consulting Group, e cioè in termini di creazione di valore.

    Il report, che considera gli ultimi cinque bilanci, mette in evidenza un interessante mix tra risultati aziendali in un panorama di leggera ripresa e la valutazione dei mercati che scommettono sulle società più promettenti. Tra le 1616 società prese in considerazione spicca la leadership di una società farmaceutica, l’americana Pharmacyclics, con un incremento del valore annuo del 109% e 4 miliardi di dollari di capitalizzazione a fine 2012. Ma andando più a fondo nell’analisi dei grandi gruppi, quelli con maggiore capitalizzazione , un valore di mercato a 50 miliardi di dollari (137 società esaminate), si vede come primeggino aziende di Paesi emergenti: il colosso cinese della rete e della telefonia Tencent ad esempio precede la brasiliana AmBev, leader nelle bibite, mentre al terzo posto brilla la farmaceutica danese Novo Nordisk che addirittura precede un altro colosso, Samsung, quest’ultimo davanti alla Apple. O come Great Wall, cinese, che nell’automotive stacca anche Volkswagen, solo undicesima.

    Ci sono anche esempi che hanno fruttato notevolmente in Borsa. Negli ultimi anni ad esempio è triplicato il denaro degli investitori che hanno creduto in Lululemon Athletica, retailer nordamericano dell’abbigliamento. O come Hyundai, nota casa automobilistica coreana.

    Tra le italiane (le uniche selezionate nel report Bcg sono state Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, Tod’s, Pirelli e Luxottica) spicca la performance di DiaSorin, azienda leader nella medical technology, quinta nella rispettiva classifica.

    FONTE: Terna

  • Flavio Cattaneo: New York, nuova tappa roadshow

    New York è la nuova tappa del roadshow a cui ha partecipato Flavio Cattaneo, AD di Terna. Il roadshow, partito la scorsa settimana da Londra, ha l’obiettivo di allargare ulteriormente la base azionaria della società ai fondi internazionali. Gli investitori che hanno puntato su Terna hanno guadagnando oltre il 240% dall’Ipo (inclusi i dividendi). Prossima tappa del roadshow sarà Boston.

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    Dalle vicende italiane, almeno geograficamente, si sta tenendo il più possibile lontano. Lui una rete scorporata ce l’ha già e l’operazione è riuscita bene.

    E’ quella elettrica, non telefonica, ma il modello Terna sta funzionando bene. Soprattutto all’estero, dove il numero uno di Terna, Flavio Cattaneo, ha ripreso a muoversi.

    Domenica il manager è volato a New York per una nuova tappa del roadshow partito la scorsa settimana da Londra, con l’obiettivo di allargare ulteriormente la base azionaria della società ai fondi internazionali.

    Attualmente i portfolio manager stranieri hanno in mano il 41% del capitale di Terna, sul 48% detenuto dagli istituzionali (a inizio 2013 era pari al 43%), mentre i circa 200 fondi italiani che sono soci del gruppo sono fermi al 7%.

    Ci sono poi circa 100 mila piccoli risparmiatori a cui fa capo ben il 22% del capitale.

    Il roadshow non è destinato a loro, ma ai big che cercano dividendi e da cui Cattaneo di contro si attende una stabilità nell’investimento. Per ora Terna li ha ricompensati guadagnando oltre il 240% dall’Ipo (inclusi i dividendi) ed è la carta su cui punta il numero uno per convincere gli americani a puntare qualche fiche in più sull’azienda. Per ora sta cercando a New York, ma poi passerà alla ricca e vicina Boston.

    FONTE: Terna