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  • Flavio Cattaneo: Terna Chiude bilancio 2013, Utili in crescita

    Terna chiude il bilancio 2013 con profitti cresciuti a 514 milioni di euro (+10,8%) e ricavi aumentati a 1,9 miliardi (+5%). Il gruppo, guidato dall’AD Flavio Cattaneo, prevede un piano strategico al 2018 da 3,6 miliardi di investimenti sulla rete e fino a 1,3 miliardi di impegno sulle attività non tradizionali. Per quanto riguarda le attività tradizionali l’81% degli investimenti sarà destinato allo sviluppo delle rete, mentre 200 milioni andranno alla realizzazione di sistemi di accumulo.

    Bonifica frattamaggiore

    Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, chiude il 2013 con ricavi in crescita del 5% a 1.896 milioni di euro e presentando un piano industriale quinquiennale. Lo scorso anno i margini del gruppo sono aumentati del 6,5% a 1,48 miliardi, mentre utili è salito a 514 milioni (+10,8%): sulla scia di questi risultati il cda proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 20 centesimi di euro.

    Intanto il gruppo è già proiettato al futuro con un piano strategico al 2018 che prevede 3,6 miliardi di investimenti sulla rete e fino a 1,3 miliardi di impegno sulle attività non tradizionali. Per quanto riguarda le attività tradizionali l’81% degli investimenti sarà destinato allo sviluppo delle rete, mentre 200 milioni andranno alla realizzazione di sistemi di accumulo: i due siti già in via di realizzazione in Campania avranno, infatti, una capacità di 12 MW ciascuno e a questi se ne aggiungerà un terzo (in via di autorizzazione), a completamento dei progetti previsti dal Piano di sviluppo, per una capacità complessiva di circa 35 MW.

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    I 3,6 miliardi previsti nel Piano strategico rientrano nei complessivi 8,1 mld del Piano di sviluppo 2014, che ha un orizzonte di medio-lungo termine e prevede 5,6 miliardi di investimenti nei prossimi 10 anni. Sulla rete sono stati investiti dal 2005 ad oggi circa 8 miliardi per realizzare 2.500 km di nuove linee e 89 nuove stazioni elettriche: questo sforzo – precisa una nota – ha già prodotto 5,4 miliardi di euro di minori costi per cittadini e imprese, cui si aggiungeranno i 9,7 miliardi di euro di risparmi delle future opere, per un totale di 15 miliardi di risparmi.

    Per quanto riguarda le attività non tradizionali, l’impegno previsto dal Piano industriale è di 1,3 miliardi, di cui un potenziale di 900 milioni di euro in attività di sviluppo di impianti rinnovabili e di infrastrutture elettriche per terzi in Italia e all’estero, oltre all’interessamento ai Paesi del Sud America o ad altre opportunità derivanti dal potenziamento di reti. Oltre 400 milioni sono invece riferiti alle operazioni recentemente annunciate (interconnessione Italia-Francia). Il Piano consente di ridurre di 400 milioni l’incremento dell’indebitamento finanziario rispetto al precedente piano (600 milioni contro 1 mld): la struttura del capitale rimane quindi “solida” – prosegue la nota – e si prevede che il rapporto tra indebitamento netto e rab si manterrà inferiore al 60% in tutti gli anni del Piano.

    FONTE: Repubblica

  • Flavio Cattaneo: “Per il futuro si guarda a Cile e Grecia”

    Terna, risultati 2013: l’utile sale di 513 milioni per 4,3 miliardi di euro complessivi, il dividendo viene confermato. Costruiti 2.500 km di rete, generati risparmi per 5,4 miliardi. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Presentato il Piano strategico da 5 miliardi di investimenti in 5 anni. Per il futuro si guarda a Cile e Grecia”.

    Tralicci e linee elettriche in Alta tensione 380 mila volt

    Terna incassa e rilancia. La società che gestisce la rete di trasmissione dell’energia in Italia vede il proprio utile incrementarsi di 513,6 nel 2013 (+10,8% rispetto al 2012), raggiungendo i 4,3 miliardi complessivi negli 8 anni di vita, e conferma il dividendo per gli azionisti a 0,20 centesimi, destinando una somma ancora superiore al Piano strategico 2014-2018.

    Nei prossimi 5 anni il Gruppo Terna prevede infatti di investire 5 miliardi di euro di cui 3,6 in attività regolate per la sicurezza e l’ammodernamento della Rete elettrica, e dei quali l’81% sarà destinato proprio allo sviluppo della Rete. A quello presentato oggi a stampa e analisti dall’adFlavio Cattaneo e dal presidente Luigi Roth, si aggiunge poi il Piano di Sviluppo più ampio, che prevede investimenti complessivi per 8,1 miliardi di euro, di cui 5,6 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, che saranno destinati alla riduzione delle congestioni interzonali in favore della piena integrazione nel sistema elettrico delle fonti di energia rinnovabile e a garantire sicurezza e qualità del servizio elettrico.

    Foto Cattaneo GIUGNO2013

    Una cifra, otto miliardi, pari a quella già investita dal 2005 ad oggi, che è stata utile a colmare il gap infrastrutturale fra l’Italia e il resto d’Europa attraverso la realizzazione di 2.500 km di nuove linee e 89 nuove stazioni elettriche e a generare per le famiglie e le imprese italiane 5,4 miliardi di risparmi, che saliranno fino a 15 miliardi con i benefici futuri. Terna ha dunque reso possibile una riduzione del costo del servizio di trasmissione, nonostante sia inferiore alla media europea anche la remunerazione degli investimenti e soprattutto mentre è superiore il costo dell’energia: il Pun medio del 2013 costa infatti il 30% in più in Italia, circa 63 euro/MWh contro 42 euro/MWh della media Ue.

    Ecco perché, dovendo importare energia dall’estero perché costa meno, è importante migliorare la rete infrastrutturale. Così come è stato fatto l’anno scorso in Piemonte con la nuova interconnessione capace di scambiare energia con la Francia attraverso una innovativa tecnologia a impatto ambientale zero: l’opera, del valore di oltre 400 milioni di euro, rientra nelle attività di acquisizione previste nel Piano strategico quinquennale, così come il possibile deal di Tamini Group, azienda di Melegnano che produce trasformatori per centrali elettriche e che nel 2012 ha fatturato 130 milioni.

    Oltre alle attività tradizionali e alle acquisizioni, Terna punta anche sulle attività definite non tradizionali, che hanno già generato nel periodo 2005-2013 1,3 miliardi di euro soprattutto grazie alla valorizzazione degli asset in Brasile, primo Paese estero dove il gruppo è andato a fare affari, e alle realizzazione e vendita di impianti per il fotovoltaico. Anche il questo caso il gruppo guidato da tre anni da Flavio Cattaneo (il cui mandato scade quest’anno e potrebbe far finire il manager lombardo nel toto-nomine delle grandi società statali), non si accontenta e rilancia: nel Piano aumenta l’impegno fino a 1,3 miliardi di euro per le attività non tradizionali, con un occhio particolare all’America Latina e soprattutto al Cile. “Stiamo lavorando su Paesi come il Cile – ha detto Cattaneo in conferenza stampa – perché abbina stabilità e prospettive di crescita, con grosse potenzialità su rinnovabili e infrastrutture di trasmissione”.

    Il Cile potrebbe rappresentare dunque il mercato del prossimo futuro, ma c’è anche l’ipotesi Grecia, Paese con caratteristiche da “ri-emergente”, che secondo il Fmi nel 2015 crescerà di quasi il 3%, aprendo spiragli a investimenti stranieri. Come ad esempio quello per partecipare all’asta per la privatizzazione delle rete di trasmissione, che dovrebbe partire entro l’estate di quest’anno: “Siamo interessati – ha detto l’ad Cattaneo -, ma l’asta non è ancora partita; ci sarà comunque una manifestazione di interesse, la Grecia è vicina all’Italia ed è già interconnessa”.

    Cattaneo ha infine elencato tutti gli altri dati relativi al 2013, molto positivi. I ricavi consolidati dell’esercizio ammontano a 1.896,4 milioni di euro e registrano una crescita di 90,5 milioni di euro rispetto al 2012 (+5%). I costi operativi, pari a 415,3 milioni di euro sono sostanzialmente in linea rispetto all’esercizio precedente (-0,5 milioni di euro, -0,1%), pur con una diversa distribuzione delle voci di spesa. L’Ebitda (Margine Operativo Lordo) dell’esercizio si attesta a 1.481,1 milioni di euro, con un incremento di 91 milioni di euro rispetto ai 1.390,1 milioni di euro del 2012 (+6,5%). L’incremento dei ricavi e la sostanziale stabilità dei costi si riflette sull’Ebitda margin che passa dal 77% del 2012 al 78,1% dell’esercizio 2013. Gli ammortamenti dell’esercizio crescono di 22,8 milioni di euro rispetto al 2012, principalmente per l’entrata in esercizio di nuovi impianti. L’Ebit (Risultato Operativo), pertanto, si attesta a circa 1.037,7 milioni di euro, in crescita di 68,2 milioni di euro (+7%) rispetto al 2012. La situazione patrimoniale-finanziaria consolidata al 31 dicembre 2013 rileva un Patrimonio netto di Gruppo in crescita a 2.940,6 milioni di euro (2.788,3 milioni di euro al 31 dicembre 2012). Infine Terna, a fine 2013, ha raggiunto i 3.445 dipendenti.

    FONTE: First Online

  • Flavio Cattaneo: utile a 514 milioni (+10,8%) più che doppio rispetto al 2004

    Bilancio 2013, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, chiude con ricavi in crescita del 5% a 1.896 milioni di euro. Lo scorso anno i margini del gruppo sono aumentati del 6,5% a 1,48 miliardi, mentre l’utile è salito a 514 milioni (+10,8%), più del doppio rispetto all’anno precedente. Il piano strategico quinquennale prevede 3,6 miliardi di investimenti sulla rete e fino a 1,3 miliardi di impegno sulle attività non tradizionali, di cui un potenziale di 900 milioni di euro in attività di sviluppo di impianti rinnovabili e di infrastrutture elettriche per terzi in Italia e all’estero, oltre all’interessamento ai Paesi del Sud America.

    Rete tralicci - Flickr

    Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, chiude il 2013 con ricavi in crescita del 5% a 1.896 milioni di euro e presentando un piano industriale quinquiennale. Lo scorso anno i margini del gruppo sono aumentati del 6,5% a 1,48 miliardi, mentre utili è salito a 514 milioni (+10,8%): sulla scia di questi risultati il cda proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 20 centesimi di euro.

    Intanto il gruppo è già proiettato al futuro con un piano strategico al 2018 che prevede 3,6 miliardi di investimenti sulla rete e fino a 1,3 miliardi di impegno sulle attività non tradizionali. Per quanto riguarda le attività tradizionali l’81% degli investimenti sarà destinato allo sviluppo delle rete, mentre 200 milioni andranno alla realizzazione di sistemi di accumulo: i due siti già in via di realizzazione in Campania avranno, infatti, una capacità di 12 MW ciascuno e a questi se ne aggiungerà un terzo (in via di autorizzazione), a completamento dei progetti previsti dal Piano di sviluppo, per una capacità complessiva di circa 35 MW.

    I 3,6 miliardi previsti nel Piano strategico rientrano nei complessivi 8,1 mld del Piano di sviluppo 2014, che ha un orizzonte di medio-lungo termine e prevede 5,6 miliardi di investimenti nei prossimi 10 anni. Sulla rete sono stati investiti dal 2005 ad oggi circa 8 miliardi per realizzare 2.500 km di nuove linee e 89 nuove stazioni elettriche: questo sforzo – precisa una nota – ha già prodotto 5,4 miliardi di euro di minori costi per cittadini e imprese, cui si aggiungeranno i 9,7 miliardi di euro di risparmi delle future opere, per un totale di 15 miliardi di risparmi.

    Per quanto riguarda le attività non tradizionali, l’impegno previsto dal Piano industriale è di 1,3 miliardi, di cui un potenziale di 900 milioni di euro in attività di sviluppo di impianti rinnovabili e di infrastrutture elettriche per terzi in Italia e all’estero, oltre all’interessamento ai Paesi del Sud America o ad altre opportunità derivanti dal potenziamento di reti. Oltre 400 milioni sono invece riferiti alle operazioni recentemente annunciate (interconnessione Italia-Francia). Il Piano consente di ridurre di 400 milioni l’incremento dell’indebitamento finanziario rispetto al precedente piano (600 milioni contro 1 mld): la struttura del capitale rimane quindi “solida” – prosegue la nota – e si prevede che il rapporto tra indebitamento netto e rab si manterrà inferiore al 60% in tutti gli anni del Piano.

    FONTE: Repubblica

  • Flavio Cattaneo, Terna presenta il nuovo piano Investimenti fino a 2018

    Terna conferma il suo impegno a sostegno della rete e, da qui al 2018, assicurerà 5 miliardi di euro di investimenti, di cui 3,6 miliardi destinati a rafforzare e ammodernare la rete elettrica nazionale.
    Flavio Cattaneo, AD di Terna, assicura un dividendo da 20 centesimi di euro e numeri in crescita, come testimonia il bilancio 2013: Ebitda a quota 1,48 miliardi di euro (+6,5%), ricavi in aumento del 5% (a 1,89 miliardi di euro) e utile netto in rialzo del 10,8%, a 514 milioni di euro, Ebit a 1,03 miliardi di euro, con una crescita del 7 per cento.

    Bonifica frattamaggiore

    Terna conferma il suo impegno a sostegno della rete e, da qui al 2018, assicurerà 5 miliardi di euro di investimenti, di cui 3,6 miliardi destinati a rafforzare e ammodernare la rete elettrica nazionale. Il resto, chiarisce il comunicato diffuso dalla spa dell’alta tensione, andrà a favore delle attività non tradizionali: una pipeline di 400 milioni cumulata nell’arco di piano, a cui si aggiunge un potenziale di 900 milioni di euro di sviluppo in impianti rinnovabili e di infrastrutture elettriche per terzi in Italia e all’estero.

    Flavio Cattaneo

    Con un occhio al Mediteranneo (Grecia e Nord Africa, in particolare), come il numero uno Flavio Cattaneo ha avuto modo di chiarire in audizione al Senato giusto qualche giorno fa.

    Ai suoi azionisti, Cattaneo assicura un sostanzioso dividendo (20 centesimi di euro per azioni in linea con la policy annunciata lo scorso anno, cioè una cedola base di 0,19 euro derivante dalle attività tradizionali più un pay-out del 60% agganciato ai risultati delle attività no core) e numeri in crescita come testimonia il bilancio 2013 appena archiviato: Ebitda a quota 1,48 miliardi di euro (+6,5%), ricavi in aumento del 5% (a 1,89 miliardi dieuro) e utile netto in rialzo del 10,8%, a 514 milioni di euro. I conti illustrati oggi alla comunità finanziaria indicano poi anche un incremento dell’Ebit che tocca gli 1,03 miliardi di euro, con una crescita del 7 per cento.

    Tornando al piano, la spa dell’alta tensione ribadisce il suo sforzo per la crescita della rete cruciale nel garantire la sicurezza del sistema elettrico, lo sviluppo industriale e quello delle rinnovabili. Per questo motivo, nei prossimi 5 anni, l’81% delle risorse sarà assicurato al potenziamento della rete. Duecento milioni andranno invece alla realizzazione dei sistemi di accumulo, secondo una direttrice che ha visto la società giocare un ruolo di primo piano. Gli impianti che la società sta realizzando nel Sud Italia rappresentano, chiarisce la nota, «un primato a livello europeo per capacità e si posizionano fra i primi a livello mondiale». I due siti già in via di realizzazione in Campania avranno una capacità di 12 megawatt ciascuno e a questi si affiancherà un terzo (in fase autorizzativa) in linea con quanto previsto dal piano di sviluppo.

    Quest’ultimo, come ha ricordato l’ad in audizione, prevede investimenti per 8,1 miliardi di euro, di cui 5,6 miliardi nei prossimi dieci anni che serviranno a ridurre gli sbottigliamenti per migliorare l’integrazione delle rinnovabili nel sistema elettrico e garantire la sicurezza del servizio. Quanto alla solidità del gruppo, l’ad assicura che non ci sarà alcuna esigenza di rifinanziamento fino a tutto il 2015 e il rapporto indebitamento netto/Rab resterà inferiore al 60% da qui alla fine del piano.

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Flavio Cattaneo (Terna): Per Sorgente-Rizziconi consegna nel 2015

    Sorgente-Rizziconi, il completamento del nuovo elettrodotto che collegherà Calabria e Sicilia è fissato per giugno del 2015. L’opera strategica, realizzata da Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha previsto un investimento da 700 milioni. Importanti le ricadute sul piano occupazionale: il cantiere impiega ogni giorno 160 addetti per 90 ditte e, una volta completato, risolverà i problemi di tenuta e sicurezza della rete elettrica siciliana, consentendo un abbattimento dei costi dell’energia elettrica.

    Nuova Linea Elettrica Sorgente Rizziconi Flickr

    Il completamento è fissato per giugno del 2015. E a ben vedere la tabella di marcia del cantiere per la costruzione del nuovo elettrodotto da 380 Kv che collegherà Sorgente (sul lato siciliano) e Rizziconi (su quello calabrese) conferma che i tempi dovrebbero essere rispettati. A quel punto saranno passati quasi cinque anni dall’autorizzazione da parte del ministero dello Sviluppo economico e quasi nove anni dall’avvio dell’iter complessivo, ma ben 12 anni da quando l’opera è stata inserita per la prima volta nel Piano di sviluppo della rete elettrica nazionale. Opera, si ricorderà, contestata da comitati locali e dai deputati grillini presenti all’Assemblea regionale siciliana, i quali hanno posto il problema anche nelle commissioni di merito: sul punto sono arrivati i chiarimenti di Terna che però ha difeso il progetto già autorizzato su cui sta andando avanti.

    L’elettrodotto Sorgente-Rizziconi è un’opera strategica su cui Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha investito 700 milioni e ha già avuto ricadute sul piano occupazionale: il cantiere impiega mediamente ogni giorno 160 addetti, per una punta massima di 90 ditte e una volta completato, sostengono i tecnici, l’elettrodotto risolverà definitivamente i problemi di tenuta e sicurezza della rete elettrica siciliana e consentirà, secondo alcuni, un abbattimento dei costi dell’energia elettrica che oggi ammontano a circa 600 milioni l’anno, quota che pesa sulle bollette di tutti gli italiani.

    Secondo stime, poi, il ritardo nella realizzazione è già costato oltre 4 miliardi di euro. «Il nuovo collegamento e gli interventi ad esso correlati – si legge nel recente rapporto sull’energia pubblicato dal dipartimento regionale competente guidato da Maurizio Pirillo – garantiranno una maggiore sicurezza della connessione della rete elettrica siciliana a quella peninsulare, favorendo gli scambi di energia con evidenti benefici in termini di riduzione dei vincoli per gli operatori del mercato elettrico e di maggiore concorrenza.

    La realizzazione del collegamento è particolarmente importante poiché favorirà anche la produzione nella rete siciliana di un maggior numero di impianti da fonte rinnovabile». Perché, si legge ancora nel rapporto 2013 della Regione siciliana, l’isola è interessata ora da «problemi di sicurezza di esercizio del sistema elettrico con prevedibili sempre maggiori condizionamenti agli operatori nel mercato elettrico, in relazione allo sviluppo delle fonti rinnovabili».

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Flavio Cattaneo, ecco il “colosso” elettrico di Terna sotto il mare

    Sicilia e Calabria presto collegate, arriva il Ponte sotto lo Stretto, il “colosso” elettrico di Terna sotto il mare. L’elettrodotto Sorgente-Rizziconi sarà il cavo sottomarino più lungo al mondo: 38 km di collegamenti su un totale di 105 km di nuove linee elettriche. L’opera consentirà un risparmio annuale di 600 milioni di euro e una considerevole riduzione dei rischi di blackout. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Una priorità nazionale da 700 milioni di euro”.

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    Numeri impressionanti per il Ponte sotto lo Stretto. Già, proprio così, sotto lo Stretto, come precisa il quotidiano “LiveSicilia”. Aspettando lo strombazzato collegamento autostradale fra Messina e Reggio Calabria, ecco che l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi che collegherà la Sicilia con la Calabria è finalmente una realtà prossima.

    L’Autorità per l’Energia elettrica e per il Gas del resto ha inserito l’opera nell’elenco di quelle prioritarie per tutto il territorio nazionale, destinata a rendere meno fragile la rete elettrica nazionale e soprattutto un risparmio sulle bollette. Dicevamo dei numeri.

    Il Ponte sotto lo Stretto prevede 38 km di collegamenti sottomarini su un totale di 105 k m di nuove linee elettriche (mentre saranno 170 i km di vecchi cavi elettrici che saranno demoliti, per un totale di 270 tralicci eliminati); 700 i milioni di euro che verranno investiti complessivamente (e 350 quelli che verranno impiegati in Sicilia); 150 le imprese coinvolte nella realizzazione della struttura; ben 13 Comuni interessati e un totale di 1151 edifici che non si troveranno più posti nelle vicinanze di un elettrodotto a causa proprio della nuova opera; oltre 600 i milioni di euro che ogni anno saranno risparmiati quando il Ponte sotto lo Stretto sarà operativo.

    Un altro dato emblematico e che dà la dimensione dell’opera come sottolinea giustamente “LiveSicilia” sta nel fatto che questo Ponte, che si spingerà fino ad una profondità di 370 metri sotto il livello del mare, sarà il cavo sottomarino a corrente alternata più lungo del mondo. I vantaggi per la Sicilia sono evidenti: primo perché con questo collegamento i rischi di blackout elettrici si ridurranno notevolmente; secondo perché la regione isolana secondo quanto riferisce il “Rapporto mensile sul sistema elettrica” di dicembre 2013 ogni anno esporta un miliardo di kilowattora, export che ora sarà ancora più agevola realizzare.

    Infine, Terna. Questo Ponte sotto lo Stretto rappresenta per l’azienda guidata da Flavio Cattaneo una sorta di antipasto per un programma di investimenti che realizzerà in Sicilia nei prossimi anni. In calendario ci sono infatti lavori per un miliardo di euro per rendere più efficiente la rete elettrica.

    FONTE: Terna

  • Flavio Cattaneo: Anci-Terna, protocollo d’intesa localizzazione delle opere elettriche

    Terna e Anci hanno firmato un protocollo per condividere la localizzazione delle opere elettriche sul territorio, al fine di armonizzare le necessità del sistema elettrico con quelle della tutela dell’ambiente e del territorio a livello comunale. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Con questo accordo Terna e Anci avviano insieme un percorso di collaborazione che riconosce al territorio un ruolo di assoluta centralità nello sviluppo infrastrutturale di cui il paese ha bisogno, in linea con la politica di Terna da sempre centrata sullo sostenibilità dei propri investimenti sulla rete”.

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    Condividere la localizzazione delle opere elettriche sul territorio attraverso una sempre maggiore armonizzazione fra gli interventi di sviluppo di Terna e gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale dei comuni. Questo l’obiettivo del protocollo di intesa firmato da Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna, e Piero Fassino, presidente dell’Anci.

    Terna e Associazione dei Comuni lavoreranno insieme per armonizzare le necessità del sistema elettrico con quelle della tutela dell’ambiente e del territorio a livello comunale. Terna prevede 8 miliardi di investimenti nel prossimo decennio, con circa 3 miliardi già in corso di realizzazione nei 250 cantieri attualmente aperti su tutto il territorio nazionale, che danno lavoro ogni giorno a 4.000 persone e 750 ditte.

    Saranno istituiti specifici tavoli di concertazione tra i Comuni e Terna, relativi alle singole opere per consentire la partecipazione anche degli altri enti pubblici interessati. “Con questo accordo – ha commentato Flavio Cattaneo – Terna e Anci avviano insieme un percorso di collaborazione che riconosce al territorio un ruolo di assoluta centralità nello sviluppo infrastrutturale di cui il paese ha bisogno, in linea con la politica di Terna da sempre centrata sullo sostenibilità dei propri investimenti sulla rete”.

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Flavio Cattaneo, Nuovi reattori tri-monofasi attivi nella stazione Udine Ovest

    Stazione di Udine Ovest, completata l’installazione di nuovi reattori tri-monofasi da 400 kV, opera che rientra nel piano nazionale per la gestione della Rete elettrica nazionale. Questa importante novità tecnologica, realizzata in tempi record da Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, permetterà di ottenere notevoli vantaggi tecnici ed economici.

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    Importante novità tecnologica per la stazione elettrica di Udine Ovest. Dal 22 febbraio scorso, infatti, sono attivi i nuovi reattori tri-monofasi da 400 kV, una realizzazione che rientra nel piano nazionale, di estrema importanza per la gestione della Rete elettrica nazionale anche dal punto di vista economico oltre che tecnico.

    La messa in opera dei nuovi reattori ha comportato, oltre al fatto di svincolare Terna dalla centrale di Torviscosa, una serie di vantaggi: lo spostamento dell’arrivo linea 132kV “Udine RFI” che interferiva con l’area di installazione dei reattori stessi; la possibilità tecnica di poter tener conto dei futuri stalli linea del collegamento Udine Ovest – Redipuglia; una maggior sicurezza anche per il vicino edificio che ospita la sede UI FVG grazie alla realizzazione di muri parafiamma nelle celle di ciascun reattore.

    La messa in esercizio dei nuovi reattori è avvenuta con una settimana circa di anticipo rispetto al previsto (data limite 28 febbraio) nonostante condizioni meteo particolarmente avverse. Questo è stato possibile grazie ad una seria di accorgimenti, sempre nel pieno rispetto delle norme di sicurezza: tettoie e opere provvisionali di protezione; prolungamento dell’orario lavorativo nelle ore serali (anche con l’ausilio di illuminazione artificiale) e nei fine settimana. Il tutto coordinato, progettato, gestito con la professionalità dei tecnici Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo.

    FONTE: Terna

  • Flavio Cattaneo, Terna, Moody’s migliora l’outlook

    Moody’s l’agenzia di rating americana, promuove le società italiane, migliorandone l’outlook e confermandone i rating. Tra i gruppi che beneficiano della revisione dell’outlook sul merito di credito dell’Italia anche Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo. Gli esperti hanno, inoltre, confermato a “Baa1” il rating sul debito a lungo termine di Terna, azienda tra gli emittenti non speculativi.

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    *** Moody’s promuove le società italiane, migliorato outlook anche su Intesa Sanpaolo e Unicredit
    Molte le aziende e i gruppi italiani che hanno beneficiato della mossa di Moody’s. L’agenzia di rating ha migliorato l’outlook su banche, assicurazioni, aziende, città e regioni italiane, confermandone i rating, a seguito della “stabilizzazione del merito di credito” dell’Italia presa lo scorso 14 febbraio, con il miglioramento delle prospettive sul rating Baa2 del debito sovrano del Paese.

    Gli esperti hanno alzato l’outlook da negativo a stabile su Acea, Compagnia Valdostana delle Acque, Snam e Terna. Prospettive migliorate a stabile da negativo anche su Cassa depositi e prestiti, Assicurazioni Generali, UnipolSai Assicurazioni, Unipol Gruppo Finanziario, Allianz, Poste Italiane, Atlantia e altre sei banche: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Imi, CariFirenze, Cariparma e UniCredit Leasing.

    Moody’s ha alzato le prospettive anche su 19 tra città, province e regioni italiane, confermandone il rating. Eccezion fatta per Napoli e la regione Molise i cui outlook restano negativi: ad incidere le incertezze sui bilanci regionali e della sanità per il Molise e per Napoli la “persistente” incertezza sul futuro anche alla luce dei dubbi della Corte dei Conti sul piano del Comune.

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    FONTE: Finanza.com

    *** Terna, Moody’s migliora l’outlook

    L’agenzia Moody’s ha migliorato le prospettive sul rating di Terna, portandole da “Negative” a “Stabili”, in seguito alla stessa indicazione fornita sul debito sovrano della Repubblica Italiana. Gli esperti hanno confermato a “Baa1” il rating sul debito a lungo termine di Terna, che conferma l’azienda tra gli emittenti non speculativi.

    FONTE: Soldi Online

    *** Moody’s rivede outlook Generali, utility

    Prospettive rating da negative a stabili in scia a Italia

    Tra i gruppi che beneficiano della revisione da ‘negativo’ a ‘stabile’ dell’outlook (prospettive) sul merito di credito dell’Italia ci sono anche il gruppo assicurativo Generali e le utilities Snam, Terna, Acea e Cva (Compagnia Valdostana delle Acque). E’ quanto comunica l’agenzia di rating americana.

    FONTE: Ansa

  • Flavio Cattaneo: Terna e Anci hanno siglato un accordo di collaborazione

    Sviluppo sostenibile delle infrastrutture elettriche, Terna e Anci hanno siglato un accordo di collaborazione. Obiettivo principale del Protocollo di Intesa, firmato da Flavio Cattaneo, AD di Terna, e Piero Fassino, Presidente Anci, è condividere la localizzazione delle opere elettriche sul territorio italiano attraverso una sempre maggiore armonizzazione fra gli interventi di sviluppo di Terna e gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale dei Comuni. L’impegno di Terna, sia sul dispacciamento, sia sulla rete dal 2005 ad oggi, ha prodotto 5,4 miliardi di euro di risparmi per cittadini e imprese.

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    Perché questo accordo è importante? Terna e Anci – in un’ottica di sviluppo sostenibile e con l’obiettivo di accelerare la realizzazione di interventi strategici – lavoreranno insieme per armonizzare le necessità del sistema elettrico con quelle della tutela dell’ambiente e del territorio a livello comunale, per la localizzazione delle opere di sviluppo della rete elettrica di trasmissione, per le quali Terna ha già investito circa 8 miliardi di euro dal 2005 ad oggi costruendo 2.500 km di nuova rete e 84 nuove stazioni elettriche, ed altrettanti investimenti prevede nel prossimo decennio, con circa 3 miliardi di euro già in corso di realizzazione nei 250 cantieri attualmente aperti su tutto il territorio nazionale, che danno lavoro ogni giorno a 4.000 risorse e 750 ditte. Un impegno, quello di Terna, sia sul dispacciamento sia sulla rete che complessivamente, dal 2005 ad oggi, ha prodotto 5,4 miliardi di euro di risparmi per cittadini e imprese.

    L’accordo prevede, in particolare, l’istituzione di un Tavolo Permanente di Coordinamento fra Anci e Terna, per definire specifici strumenti utili nella fase di concertazione tra la Società e i Comuni sul percorso e la realizzazione delle opere previste dal Piano di Sviluppo di Terna. Saranno, inoltre, istituiti specifici tavoli di concertazione tra i Comuni e Terna, relativi alle singole opere per consentire la partecipazione anche degli altri enti pubblici interessati.

    Con questo Protocollo d’Intesa, Terna e Anci si impegnano a consultarsi periodicamente per:
    • promuovere insieme l’attività di concertazione preventiva delle opere sul territorio con il coinvolgimento diretto dei Comuni;
    • sottoscrivere con i Comuni interessati uno specifico Protocollo d’Intesa relativo alla localizzazione di massima delle opere;
    • realizzare azioni congiunte per informare i cittadini dei territori coinvolti dagli interventi del Piano di Sviluppo della rete elettrica nazionale e per un reciproco scambio di dati tra Terna e Anci;
    • favorire la massima condivisione con le popolazioni interessate delle infrastrutture elettriche da realizzare.

    “Con l’accordo – ha commentato Flavio Cattaneo Terna e Anci avviano insieme un percorso di collaborazione che riconosce al territorio un ruolo di assoluta centralità nello sviluppo infrastrutturale di cui il Paese ha bisogno, in linea con la politica di Terna da sempre centrata sullo sostenibilità dei propri investimenti sulla rete. E dire sostenibilità significa soprattutto creare valore per l’ambiente e i territori in cui Terna opera. Per questo, conclude Cattaneo, è fondamentale condividere fin dall’inizio le varie problematiche connesse con una nuova opera, in modo da snellire ed accelerare tutto il processo ed arrivare a localizzazioni delle opere rispettose delle esigenze del sistema elettrico e di quelle del territorio e dell’ambiente”.

    “L’ANCI – ha sottolineato Piero Fassino – ha condiviso la proposta di collaborazione avanzata da Terna, nell’auspicio che il percorso intrapreso insieme faciliti il dialogo con il territorio e con gli enti locali, ovvero l’ascolto reale dei fabbisogni dei Comuni, nell’ambito di una pianificazione strategica di notevole impatto a livello locale come quella delle infrastrutture di trasmissione e dispacciamento elettriche. Ciò non soltanto per trovare un terreno di confronto e concertazione sulle eventuali criticità che potranno emergere nella localizzazione delle infrastrutture, ma per contenere impatto degli interventi sui territori, favorendo a livello locale l’armonizzazione tra pianificazione elettrica, urbanistica, territoriale, ambientale e paesaggistica, facilitare il coordinamento locale delle politiche di efficienza energetica e delle diverse progettualità, rappresentare le istanze delle amministrazioni comunali nella loro veste di produttore di energia da fonti rinnovabili, sensibilizzando affinché non vi siano colli di bottiglia nella rete di immissione”.

    FONTE: Orizzonte Energia