A partire dagli anni ’80 è stato più volte dimostrato che le attività di analisi dei dati realizzate attraverso soluzioni di Business Intelligence conferiscono all’azienda un importante vantaggio competitivo, grazie a dei tempestivi ed efficaci processi di decision-making.
In un periodo di recessione come quello attuale, ottimizzare le risorse ed eliminare gli sprechi è diventato essenziale per la maggior parte delle aziende che tentano di sopravvivere e che vedono la Business Intelligence come un modo per ridurre i costi. Spesso però, le attività di analisi dei dati vengono intraprese prendendo in considerazione ambiti troppo ampi della struttura aziendale, cosa che conduce ad avere a che fare con una mole di dati enorme, difficile e molto onerosa da gestire.
Per evitare che le attività di Business Intelligence si trasformino in un consistente dispendio di risorse economiche, occorre allocare il proprio budget in modo ottimale, seguendo delle semplici direttive.
La prima cosa da fare è realizzare un progetto: occorre stilare una lista di tutte le possibili iniziative realizzabili. All’interno dell’elenco è bene che siano presenti progetti di diversa entità, da quelli che coinvolgono piccoli segmenti dell’impresa a quelli più generali. E’ importante non fossilizzarsi su un solo grande obiettivo, ma diversificare le attività al fine di ottenere una gestione più fluida e dinamica, oltre che un basso livello di costo.
E’ inoltre essenziale rimanere concentrati sull’obiettivo finale, piuttosto che sul metodo per raggiungerlo. Mano a mano che i software acquistano sempre maggior importanza all’interno della gestione aziendale, spesso si tende a dimenticare che le persone fisiche che lavorano all’interno di un’impresa hanno una sensibilità di interpretazione del dato che un computer non potrà mai avere. Le attività di analisi dei dati basate sull’utilizzo di software sono molto importanti e forniscono informazioni preziose al management, ma è l’interpretazione personale che può fare la differenza tra una decisione corretta e una più imprecisa. E’ quindi consigliabile diversificare la natura dei progetti, cercando di impiegare la tecnologia e il “fattore umano” in modo bilanciato e, laddove possibile, complementare.
In conclusione, in un periodo di recessione nessuna impresa può permettersi di sprecare risorse in enormi progetti di Business Intelligence. Con un approccio basato sul buon senso e sfruttando le giuste tecnologie integrate con l’attività di personale qualificato, i dati possono fluire attraverso il tessuto aziendale ad un costo molto inferiore
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