Si è dimostrato carico di cautela il tono di riapertura del mercato dei metalli dedicati all’industria, precauzione assolutamente ragionevole in seguito ai ribassi sofferti negli ultimi giorni. La tendenza vincente è senza dubbio quella che punta ad evitare movimenti di grande importanza in relazione ai dati del Pil derivanti dalla Cina in particolar modo per quel che riguarda la chiusura del terzo trimestre ed il rallentamento degli scambi. Ormai stanno andando via via indebolendosi gli entusiasmi e la carica fornita poco tempo fa dagli alleggerimenti messi in moto da Fed, Bce e Banca del Giappone; i provvedimenti hanno fatto il loro dovere ma ora la forza incomincia a svanire ed ha fame di una realtà maggiormente concreta che l’intero orizzonte della macroeconomia, allo stato attuale delle cose, non è in grado di fornire in alcun modo. Si è pronti quindi, come il più delle volte accade in tali frangenti, a favorire la ricerca nuove strategie maggiormente compatibili con il panorama odierno dei mercati e quindi utili a favorire un nuovo flusso di euforia sul mercato dei metalli. In un periodo straordinariamente votato all’incertezza come quello che stiamo vivendo oggi, un importante fattore per la stabilità deriva certamente dalla tendenza, da parte della maggioranza degli “acquisti a prezzi contenuti”, nel monetizzare i propri guadagni. Interessante in questi ultimi periodi analizzare la condizione relativa rame e acciaio, mentre quest’ultimo riscontra un consumo in ripresa in prevalenza grazie all’industria che realizza macchine di precisione e guide per macchine utensili, il primo sosta attualmente in attesa di una fase consolidamento in relazione ai prossimi dati relativi il Pil della Cina.