Tag: arte

  • I quadri di Giovanni Manzo al Laboratorio Artistico Maclis di Napoli

    Venerdi’ 14 Giugno 2013, alle ore 19,00, e fino al 17 Luglio, avrà’ luogo, negli spazi del Maclis (Via San Pasquale a Chiaia10, Napoli), con il patrocinio morale del Comune di Napoli, la collettiva di pittura “That’ s Amore” a cura di Valeria Ferronetti.

    Gli artisti Ciro D’ Alessio, Antonio Conte e Giovanni Manzo, esporranno alcuni lavori nell’ ambito del progetto artistico, che li vedrà protagonisti, in contemporanea, al Maclis e nelle sale storiche del Castel dell’ Ovo, a Napoli, nel mese di Luglio.

    Il Laboratorio Artistico Maclis, gestito e diretto da Monica Palumbo, aprirà’ i suoi spazi ai tre giovani artisti napoletani, interpreti di tre differenti modi di dipingere e di intendere colori e forme della propria città.

    “Attimi rubati, scorci di vita cittadina, immagini di barche, pescatori, giochi di bambini, visioni notturne, suggestioni, emozioni, l’incanto di un territorio restituito alla sua città, ai suoi cittadini, questo e molto altro nella mostra “That’s Amore” dice la curatrice Valeria Ferronetti

    G.Manzo “ Da dicembre 2012 a Luglio 2013, sono quattro gli appuntamenti artistici che mi hanno visto protagonista a Napoli ( Frammenti Home Gallery, Al Ciliegina Lifestyle Hotel, Laboratorio Artistico Maclis, Castel dell’ Ovo). Il progetto That’s Amore è un occasione importante per mostrare i miei lavori e ho accolto con sincero piacere l’ invito di Valeria Ferronetti; inoltre incontro , nuovamente, due amici e valenti artisti, Ciro ed Antonio, con i quali ho iniziato la mia carriera artistica. Dopo anni di lavoro, in Europa ed in giro per l’ Italia, ricomincio da dove ho iniziato, Napoli. Un nuovo punto di partenza, che affronto con estrema umilta’ ed entusiasmo, al fine di catturare l’ attenzione del pubblico napoletano e sfatare il falso mito “nemo profeta in patria”.

    ETRA – Valeria Ferronetti – [email protected] – 331 6029838
    Facebook : E T R A – Valeria Polly Ferronetti –
    http://etra-valeriapollyferronetti.tumblr.com/
    Laboratorio Artistico Maclis – Via S. Pasquale a Chiaia 10, Napoli – 081 7648116 –
    [email protected]
    www.maclis.it

    Giovanni Manzo e’ rappresentato a Napoli da Ester Chianelli 3395965176 [email protected]

  • Le opere di Giovanni Manzo in mostra a Place des Vosges

    Napoli 7 Giugno 2013- Quattro oli su tela raffiguranti Marrakesh, Parigi, Venezia e Napoli saranno in esposizione nelle due sedi (20, Places des Vosges e 4,ruedu Pas dela Mule) della Galleria Artima a Parigi.

    Come nasce la collaborazione con questa storica ed importante galleria parigina?

    G.Manzo– “é da ottobre 2008 che, regolarmente, ogni anno, sono a Parigi per partecipare a fiere d’ arte e a competere nel difficilissimo mercato francese, o meglio parigino. Ho un ricordo indelebile degli anni passati al Carousel du Louvre ad Art Shopping (fiera d’ arte contemporanea per artisti emergenti, che si svolge due volte l’ anno) dove entrai in contatto con Editions Braun (Casa editrice specializzata in stampe d’ arte) che tutt’ oggi detiene i diritti di alcune immagini di miei quadri; fino ad approdare alla Bastiglia, dove si svolge la piu’ grande fiera dell’ arte in Europa, con piu’ di 900 artisti partecipanti e relativi stands: una vera e propria battaglia all’ ultimo sangue, attuale scena artistica emergente francese. Non dimentico “Chatou” a nord di Parigi o “Frenchement Art” nella bellissima Villafranche sur mer. Insomma sono stati anni bellissimi, di duro lavoro, sacrifici, lunghissimi viaggi ed amicizie che ancora oggi coltivo. Fu nel 2011 che conobbi, tra i tanti galleristi che visitarono il mio stand, un signore alto e gentile (Nicolas Waltman) che, alla fine del dialogo, mi diede il suo biglietto da visita, rivelandosi il titolare di Galleria Artima.Il resto e’ storia recente”

    Cosa ti aspetti da questa collaborazione ?

    G.Manzo- Spero, prima di tutto, che la mia tecnica pittorica coivolga i collezionisti della galleria; e confido in una collaborazione lunga e duratura, al fine di ottenere un punto importante per la distribuzione dei miei dipinti a Parigi, citta’ che considero centro nevralgico e di prima importanza per l’ arte contemporanea nel mondo.

    Parigi e’ la prima ed unica citta’ europea che ospita i tuoi dipinti?

    G.Manzo- La mia prima esperienza con una galleria estera fu nel 2010 ad Innsbruck Art Fair, dove siglai un contratto con i compratori europei di una galleria americana di Atlanta (DE Fine-Art); inoltre sono rappresentato a Napoli,Ginevra,Zurigo, Barcellona e Bonn; attualmente a Parigi.

    Programmi futuri?

    G.Manzo- E’ appena terminata una personale a Napoli e mi attende, a giorni, una collettiva, di nuovo a Napoli, con due vecchi amici e colleghi.

    Info: www.giovannimanzoarte.com

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  • Venezia apre le porte alla Biennale. Tra i tanti artisti la celebre genovese Milena De Martino

    Venezia ha da poco aperto le porte anche quest’anno alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte. Parallelamente alla Biennale ha inaugurato il Padiglione Tibet, curato da Ruggero Maggi, presso la Chiesa di Santa Marta, dove tra i molti artisti presenti, scopriamo la celebre artista genovese Milena De Martino con l’opera “Espansione”.

    La De Martino, laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università di Genova, ha conseguito un master in filosofia orientale, detto Reiki, iniziando in seguito ad occuparsi sempre più di “Poesia visiva” esponendo in varie gallerie d’Italia. Con l’organizzazione di Promoter Arte di Salvo Nugnes, Milena porta un’opera astratta e materica, che mostra la sua evoluzione artistica, recentemente concentrata su una pittura che lei definisce “Astratto materico informale” e che vede come protagonisti oggetti spaziali come galassie, comete e stelle.

    Durante la sua carriera, la rinomata pittrice ha avuto l’opportunità di incontrare molte celebrità e personaggi di spicco del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo, come Gigi D’Alessio e Antonio Cassano, in sua compagnia, durante il matrimonio di quest’ultimo.

  • Milena De Martino espone al Padiglione Tibet con l’organizzazione di Salvo Nugnes

    Con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes Direttore di Promoter Arte, Milena De Martino porta un’opera astratta e materica al Padiglione Tibet a Venezia, che mostra la sua evoluzione artistica, recentemente concentrata su una pittura che lei definisce “Astratto materico informale” e che vede come protagonisti oggetti spaziali come galassie, comete e stelle.

    Della sua opera l’artista dice: “Io espongo un quadro materico, che chiamo Astratto Materico informale, che è il frutto del mio percorso, mi sono liberata dal sistema raffigurativo della pittura e adesso faccio rilievi, pitto-scultura e così via. Questo perché secondo me la trasformazione della materia ci porta sullo spazio. In particolare l’opera che espongo rappresenta galassie e pianeti, quello che secondo me è molto lontano da noi.”

    La celebre artista genovese, laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università di Genova, ha conseguito un master in filosofia orientale, detto Reiki, iniziando in seguito ad occuparsi sempre più di “Poesia visiva” esponendo in varie gallerie d’Italia.

    Nella foto di repertorio qui riportata possiamo vedere la De Martino in compagnia del celebre attore, registra e produttore cinematografico statunitense Denzel Washington; infatti l’artista nel corso della sua carriera ha avuto la possibilità di conoscere molte celebrità del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’arte.

  • Alessandra Turolli alla Milano Art Gallery inaugura la personale “Panta Rei” organizzata dal manager Salvo Nugnes

    Alla “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” in via Alessi 11 a Milano, la poliedrica Alessandra Turolli inaugura una prestigiosa mostra personale intitolata “Panta Rei” organizzata dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte. Il vernissage si terrà Giovedì 27 Giugno alle ore 18.00, con ingresso libero al pubblico. L’esposizione durerà fino al 15 Luglio 2013.

    Il titolo riprende la dottrina filosofica del “Panta Rei” professata da Eraclito nell’Antica Grecia e conosciuta come la teoria del divenire in un mondo dominato da un flusso perenne, in costante movimento, mutamento e trasformazione. Anche nell’espressione artistica della Turolli è individuabile questo meccanismo di moto perpetuo nell’eterno divenire. L’opera non è una semplice rappresentazione fine a sé stessa, ma diventa un palcoscenico virtuale, uno scenario allegorico di eventi, ogni volta unici ed irripetibili, che cambiano in base allo stato emotivo e alla condizione mentale del momento, nell’attimo fuggente in cui scaturiscono dall’animo dell’artista, che li imprime sulla tela.

    Il tempo perde la sua tipica connotazione distintiva di decorrenza cronologica e si dilata, proiettandosi in una dimensione immaginaria di infinito cosmico. Emergono significative verità esistenziali, la felicità, l’inquietudine, la gioia, la malinconia, i dubbi che simboleggiano la storia umana nella sua quotidianità’. L’arte è concepita come un tramite tra la spiritualità universale e l’interiorità dell’Io. Per la Turolli, è fondamentale lasciare spazio all’inventiva e alla fantasia creativa, per dare voce a un senso di libertà pura e incondizionata, per evadere dalla realtà ed elevarsi verso un progetto supremo di pensiero mistico e spirituale.

    La Turolli spiega “Ogni volta, che mi pongo davanti a una tela bianca seguo la forte passione e l’emozione che il mio cuore richiede. È come un richiamo verso qualcosa che viene dal mio profondo. Entro in un sogno inconsapevole, ancestrale, dove ritrovo me stessa con i colori delle mie speranze, delle mie ansie, delle mie ombre, della mia luce, della poesia e dell’amore“.

  • Hotel Nazionale Roma, a pochi passi dall’arte

    Roma, città eterna, ospita la bellezza nel suo genere. Importanti musei, come quelli Capitolini, i Mercati di Traiano, il Maxxi, Ara Pacis, Polo Museale della Sapienza, Palaexpo e le Scuderie del Quirinale, sono mete ambite dalle migliaia di turisti appassionati di arte e bellezza. Proprio nella notte dei musei, Roma, ha visto un afflusso di 270mila visitatori.

    L’Hotel Nazionale Roma offre la possibilità di soggiornare a pochi passi dalle bellezze della città e dalla storia racchiusa all’interno dei suoi musei.

    Affacciato su Piazza Montecitorio, una delle principali piazze romane, l’Hotel Nazionale Roma offre un ottimo contatto tra le bellezze della città e la tranquillità che ne deriva dai suoi spazi riservati.

    A pochi passi dall’Hotel, infatti, sono situati importanti tesori come il Pantheon, la famosissima Fontana di Trevi, Piazza Spagna, Piazza Navona, Piazza del Popolo e il Vittoriano.

    La posizione strategica, il comfort e l’eleganza degli ambienti offerti fanno dell’Hotel Nazionale Roma un’ottima meta per tutti coloro che vogliono trascorrere qualche giorno immersi nel relax a poca distanza dalle bellezze offerte dalla “Città Eterna” .

    Hotelnazionale.it

  • “Materia, forma e colore”, a Palazzo Margutta, dall’8 al 15 giugno, si incontrano tecniche e stili diversi

    Roma, 30 maggio 2013 – Un confronto costruttivo capace di contribuire alla crescita artistica di chi vi prende parte, sia come autore che come pubblico, e di sviluppare la capacità critica dell’osservatore. Questo l’obiettivo dell’esposizione dal titolo “Materia, forma e colore”, organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’arte” e in programma nella centralissima sede di Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) dall’8 al 15 giugno prossimi (ingresso gratuito).

    La collettiva – che è uno degli appuntamenti più attesi nel calendario della nota galleria romana – mette in campo sei artisti, cinque pittori (tra cui il Maestro Massimo Paterna, scomparso prematuramente da una decina di anni) e uno scultore, che, oltre ad avere origini, esperienze e percorsi formativi diversi, operano utilizzando tecniche, linguaggi stilistici e materiali assolutamente differenti tra di loro diversi e punta, pertanto, a dimostrare la capacità aggregatrice dell’arte, capace di azzerare qualsiasi “distanza” tra pubblico e artista, fino a riuscire, anzi, a creare un ponte tra questi due soggetti. L’esposizione vuole anche essere un omaggio al Maestro Massimo Paterna, scomparso prematuramente da un decennio, che è stato capace di passare dalla figurazione classica all’astrazione pura – utilizzando tecniche diverse, tra cui l’olio, la tempera, l’acrilico, l’inchiostro e la matita – e di attraversare tute le tappe pittoriche ripercorse da questa mostra.

    Raccolte in questa preziosa collettiva e perfettamente amalgamate tra di loro, trovano dunque il proprio spazio tele, dai colori molti intensi o decisamente più tenui ma sempre di enorme impatto visivo, sulle quali le pennellate diventano vere e proprie traiettorie emozionali capaci di spingere lo spettatore in un interminabile viaggio all’interno dell’animo umano, ma anche sculture leggere ed eleganti che sono il segno incisivo del mondo interiore da cui l’artista trae ispirazione e riescono, pertanto, ad evocare un vigore espressivo di grande suggestione.

    Assolutamente diversi tra loro i generi pittorici in esposizione: si passa dal figurativo impressionista al surreale minimalista, dall’Old Master’s painting techniques al mix-pouring, un’evoluzione dell’acqua pesante dei pittori nucleari degli anni ’50, e ancora al dripping, una tecnica veloce che in passato è stata usata anche da pittori del calibro di Pollock. A selezionare gli artisti – che presentano origini, percorsi formativi, esperienze e linguaggi assolutamente differenti tra di loro – Elvino Echeoni, direttore artistico della società Il Mondo dell’Arte che, da anni, propone nella sede espositiva di Via Margutta Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo.

    “In quest’esposizione – ha detto il Maestro Elvino Echeoni, Presidente dell’Associazione Margutta Arte – abbiamo cercato di mettere ancora più in evidenza le differenze stilistiche e tematiche di questi artisti, sia italiani che stranieri, di provenienza, non soltanto culturale, assolutamente diversa. Così facendo siamo riusciti, a mio avviso, a presentare visioni differenti della realtà da cui prendono forma lavori eterogenei ma ugualmente coinvolgenti”.

    L’organizzazione della mostra è stata curata da Il Mondo dell’arte. A prendere parte a questo piacevole confronto artistico: Gianmaria D’Andrea, Tammy Duris, Maurizio Falcocchio, Gabriella Garofano, Victoria Novak e Massimo Paterna.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 8 giugno 2013 dalle 18.30 alle 22.00.

    Gianmaria D’Andrea, alias Giandanix: triestino di nascita e romano d’adozione, è fotografo, curatore, critico d’arte e autore creativo. Per ciò che riguarda la pittura si definisce “amante della pura creatività istintiva”: predilige, infatti, l’uso del dripping, una tecnica veloce usata in passato da artisti del calibro di Pollock. In lui è forte la continua ricerca dell’emozione positiva come rapporto tra opera e osservatore, nonché la creazione di immagini che possano rappresentare l’energia che dà vita al nostro pianeta e agli esseri viventi. Nel 2007 formalizza la tecnica del “mix-pouring”, evoluzione dell’acqua pesante dei pittori nucleari degli anni ’50, ritenendola il miglior procedimento utile a rappresentare fenomeni quali la globalizzazione e i cambiamenti fisico-chimici della materia. Nel 2010 fonda il “Rievoluzionismo” pittorico. Citato dalla stampa specializzata è presente in annuari d’arte moderna e contemporanea. Le sue opere figurano in collezioni private, pinacoteche, raccolte e musei in Italia e all’estero. E’ socio dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna e viene considerato uno dei talenti dal genio creativo e artistico più interessanti dei giorni nostri. (www.giandanix.net e www.gianmariadandrea.it)

    Tammy Duris: Personaggio eclettico, è interessata da ambiti diversi: dalla fotografia alla ceramica, dalla musica al canto, dal disegno alla scultura, che per lei è il mezzo espressivo capace di far esternare al meglio le emozioni interiori. Incoraggiata artisticamente fin da piccola, sul finire degli anni ’80, avrà occasione di seguire molteplici corsi di specializzazione scultorea e di venire in contatto con differenti gruppi d’arte, nonché con importanti galleristi. A Denver, all’inizio degli anni 2000, avrà luogo l’incontro artistico più importante, quello con lo scultore russo Valentie Okorokov, che le farà scoprire l’amore per l’Arte classica e quello per il Rinascimento. Dopo aver studiato in Toscana, oggi vive a Viterbo e riesce a proseguire il percorso artistico iniziato affondando le radici della sua ispirazione nell’arte classica e rinascimentale, senza però rinunciare a un’esternazione simbolica della scultura, che pur non essendo necessariamente figurativa rimane sempre adagiata su temi ben riconoscibili della Storia dell’Arte.

    Maurizio Falcocchio: Fin da giovanissimo coltiva la passione per l’arte in generale e per la pittura in particolare. Per approfondire questi interessi non frequenta soltanto corsi di pittura, ma inizia anche a recarsi presso le botteghe di alcuni artisti contemporanei. La passione e l’amore per la pittura surreale lo porta presto a dar vita a un suo personalissimo stile, che egli stesso definisce “Surreale Minimalista”, in cui le figure geometriche elementari rappresentano in modo essenziale concetti, stati d’animo, frasi, sensazioni e pensieri riscontrabili nella vita di tutti i giorni. L’uso di giochi di equilibrio, simmetrie, contrapposizioni e di una cromaticità semplice risaltano l’aspetto surreale delle opere, manifestando la sensibilità eclettica di questo giovane pittore e donando ai suoi lavori una connotazione moderna e attuale allo stesso tempo.

    Gabriella Garofano: diplomata alla Scuola d’Arte di Napoli e laureata in Conservazione dei Beni Culturali, esprime le sue sensazioni utilizzando tinte forti che, opportunamente accostate tra loro, creano piacevolissimi vortici di colore di grande effetto emotivo. Lo stile geometricamente vivo e suggestivo si esprime, soprattutto, nei volti femminili che rappresentano a pieno l’originalità dell’artista. Attorno al motivo del dipinto ama inserire giochi di colori e luci che si fondano perfettamente tra loro. Lo stile semplice, i colori caldi della pittura ad olio e l’originalità della tecnica utilizzati con maestria fanno dei suoi dipinti una piacevole galleria di sogni e di magistrali interpretazioni della realtà odierna. Ha già preso parte a mostre collettive e realizzato esposizioni personali.

    Victoria Novak: laureatasi all’Accademia di Belle Arti di Krasnodar, in Russia, ha svolto per molti anni con successo la professione di designer d’ interni nella propria città natale. Dopo un breve soggiorno a Malta, si trasferita in Italia dove ha conseguito il Master in Interior Design a Milano presso la “Domus Academy”. L’amore per la cultura e l’arte italiana, e in particolar modo per il Rinascimento, l’hanno spinta a sperimentare e poi ad utilizzare per i suoi dipinti l’Old Master’s painting techniques. Molti suoi lavori sono stati scelti come finalisti in diversi concorsi del 2013, tra cui il dipinto “Falling to Pieces” (finalista nella categoria Ritratto e Figura del 2013), successivamente pubblicato sulla rivista “International Artist”. Ha preso parte a varie mostre in Russia e in Italia. Le sue opere sono presenti in collezioni private sia nel nostro paese che all’estero.

    Massimo Paterna: pittore impressionista-figurativo-informale scomparso prematuramente, Ha preso parte a innumerevoli esposizioni in Italia e all’estero e le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private. E’ presente nei più prestigiosi annuari e cataloghi d’arte moderna. Di lui G. Nasillo scrive: “..avvalendosi di stilemi espressivi personali, egli organizza un discorso grafico-pittorico in cui l’osservatore accorto non potrà non rinvenire risultanze etico-sociali unitamente a dilatate scenografie o primi piani figurali in cui le immagini sanno caricarsi tanto di una grazia soffusa e leggera – come nella disposizione aerata di silfidi e danzatrici – quanto in una incidenza ora lirica, ora trasognata, ora ironico-analitica dei gesti, delle movenze, delle ubicazioni psicologiche, risolte con l’apporto di un neofigurazione che è ad un tempo originale ed estremamente, fluidamente leggibile”.

    Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

    Mostra collettiva degli artisti: Gianmaria D’Andrea, Tammy Duris, Maurizio Falcocchio, Gabriella Garofano, Victoria Novak e Massimo Paterna.

    Vernissage cocktail sabato 8 giugno 2013, ore 18.30 – 22.00.

    La mostra si protrarrà fino al 15 giugno 2013: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (domenica aperto tutto il giorno – lunedì mattina chiuso).

  • “Tragodìa”, al via la IV edizione nel segno dell’arte, del teatro e della cultura


    Siracusa – Prenderà il via domenica 9 giugno la IV edizione di “Tragodìa”, la manifestazione organizzata in concomitanza con il XLIX ciclo degli Spettacoli classici al Teatro Greco, dall’associazione culturale “l’Arco e la Fonte”, con il patrocinio della Fondazione INDA, dell’Assessorato Beni culturali della Provincia di Siracusa e del Comune di Siracusa.

    Il tema scelto – Alétheia, la luce della verità – prende le mosse dal fatto che gli antichi Greci, privilegiando la vista sopra gli altri sensi, collegarono la capacità visiva a quella intellettiva in campo artistico, scientifico e filosofico. Quando, però, l’intensità della visione-intellezione si spingeva a un livello di conoscenza interdetto ai mortali, gli Dei punivano i sapienti per la loro hybris privandoli della vista. Il caso più famoso è quello di Edipo.

    In omaggio all’”Edipo Re” di Sofocle, considerata la tragedia della ricerca della verità ontologica delle cose, quest’anno di scena al Teatro Greco, “Tragodìa” presenta un calendario di quattro eventi culturali, incentrati appunto sul tema della verità che emana una luce rivelatrice e accecante.

    Si parte domenica 9 giugno alle ore 18,30 nel Monastero del Ritiro (Via Mirabella, 31) con l’inaugurazione di “Vividirossi”, mostra personale di arte contemporanea di Annibale Vanetti, a cura di Nino Portoghese e Giuseppe Fornari. La mostra, aperta fino al 7 luglio, potrà essere visitata da martedì a domenica , dalle ore 18,30 alle 22,30.

    Nel corso della inaugurazione sarà rappresentata l’azione scenica “Rubedo”, a cura di Giannella D’Izzia con Lamia Barbara, Marilisa Vergopia e Alessandro Sipione.

    Si proseguirà martedì 11 giugno alle ore 10,00 nella Sala Amorelli di Palazzo Greco (sede INDA) con una Lectio magistralis di Giuseppe Fornari, docente di Storia della Filosofia nell’Università di Bergamo, dal titolo “Edipo: uno e molti”.

    Infine, il 10 e il 17 giugno alle ore 21,00 nella Basilica di San Giovanni alle Catacombe, Maurizio Donadoni porterà in scena gli spettacoli “L’impazienza di Giobbe”, adattamento scenico dal Libro di Giobbe, e “Secretum”, liberamente tratto dall’omonimo libro di Francesco Petrarca.

  • Promoter Arte: proiezione del simbolismo nell’arte informale dell’artista milanese Gabriele Contini

    Gabriele Contini, artista e performer milanese, dopo un iniziale esordio nell’ambito della poesia e della critica artistico letteraria, negli anni ’80 decide di cimentarsi con la pittura e l’arte visiva. Di notevole impatto le sue performance estemporanee nelle quali l’impeto e l’irruenza irrazionale dominano la coreografia rappresentativa creando grande pathos e suggestione emozionale per catturare lo sguardo e coinvolgere l’osservatore. È una pittura gestuale, una pittura d’azione, traslata da un gesto libero in cui il corpo viene posto in primo piano e viene coinvolto durante la realizzazione, con una tecnica esecutiva davvero inconsueta.

    Contini spiega “L’esecuzione è affidata non soltanto alla gestualità del braccio, ma diventa una sorta di azione scenica globale, una scenografia di contorno dove l’arte si unisce in simbiotica armonia alla coreografica drammatizzazione corporale. L’uso contestuale di tecnicismo ed istintività creativa generano delle forme che rispecchiano pienamente l’atto fisico con cui vengono elaborate”.

    Nelle performance di Contini c’è un’atmosfera di intenso misticismo e lo spettatore viene proiettato, quasi catapultato virtualmente nello spazio temporale dell’atto stesso di esecuzione dell’opera. Si genera un processo osmotico in cui si intrecciano l’istintività e l’informale frutto di un simultaneo lavoro mentale e manuale di straordinario effetto in cui l’artista è come un messaggero ispiratore che offre se stesso e le sue rappresentazioni come inno al culto e all’amore per l’arte.

  • Promoter Arte: il linguaggio comunicativo nelle opere di Gabriele Contini

    Gabriele Contini camaleontico artista e performer milanese del panorama contemporaneo si è distinto, nei suoi molti anni di carriera, per il sapiente utilizzo all’interno delle sue originali creazioni, di un linguaggio comunicativo verbale che è diventato una vera e propria connotazione distintiva del suo percorso evolutivo nel mondo dell’arte.

    Le parole sono intese come metafore sociali che accorpate alle immagini in sinergica fusione vengono impresse nelle opere insieme alla matericità dei colori, alle sfumature cromatiche create dai giochi di luce e di chiaro scuro, lasciando emergere profondi messaggi che Contini esprime come se scaturissero dalla voce del suo ego più introspettivo trasformandosi in un urlo che squarciando la tela si diffonde prorompente per risvegliare la mente e il cuore dell’osservatore. Contini dice “è un modo per lasciar trapelare il moto dell’anima che mi guida, è una forma di denuncia accorata con valore etico morale che prende vita e si concretizza attraverso la materializzazione di parole e lettere concepite come metaforici simbolismi connessi alla sfera interiore e spirituale più intima. È come se scrivessi un immaginario diario di bordo in cui la tela rappresenta un foglio bianco da riempire e il pennello è lo strumento per imprimere queste forme d’arte verbali che assumono il significato di cornice ideologica e conferiscono un importante plus valore aggiuntivo all’interpretazione delle mie creazioni“.

    Contini rifugge e detesta tutto ciò che impedisce apertura mentale e respiro dell’anima, dall’autoritarismo bigotto alla superficialità culturale, dal pressapochismo intellettuale al potere incondizionato e sfrenato dell’ossessione al dominio considerati come squallidi sinonimi di una pseudo normalità che la società persegue con ambizione come un effimero miraggio di appagamento esistenziale.