La sicurezza stradale è una realtà, oltre che molto pericolosa, anche particolarmente complessa, composta da molti fattori: dalle infrastrutture carenti ai mezzi di manutenzione altrettanto carenti oltre che dai controlli, spessissimo insufficienti, all’ambiente, all’inquinamento che i mezzi provocano. Fino alla logistica, la “scienza” chiamata a ottimizzare il trasporto di merci e persone snellendo traffico e code, riducendo l’inquinamento. Ad affermalo è il Presidente nazionale di AssoInterforze il Dr. Luca FRONGIA, organismo associativo che tra i suoi impegni istituzionali ha quello prioritario della sicurezza stradale. Questa realtà afferma FRONGIA spesso soffrono di scelte politiche inadeguate e che, altrettanto spesso, soffrono di criticità (frutto delle scelte politiche locali) destinate a influire pesantemente, in negativo, sulla mobilità del Paese a livello nazionale ma anche a livello provinciale.
A ciò sottolinea il Presidente dell’associazione nazionale interforze, nella provincia reatina in particolare nella bassa sabina ci troviamo di fronte all’ennesimo grido d’allarme che lanciamo e che non viene ascoltato dagli enti preposti.
Piu’ specificatamente spiega Frongia , le strade principali della bassa sabina , strade che collegano la capitale fino al capoluogo reatino , si trovano a dir poco in condizioni fatiscenti per utilizzare un termine comune.
In queste fatiscenti strade troviamo di tutto: dalla carenza infrastrutturali cioè inesistente o quasi manutenzione del manto stradale con buche che assomigliano di piu’ a crateri che una persona normale si chiede ma come fa una strada a cedere cosi?…
Inoltre su queste strade – aggiunge sempre il presidente dell’Assointerforze, incontriamo impianti fissi o mobili e strutture che dovrebbero evitare incidenti stradali occultati da sterpaglia varia o non piu leggibili o peggio non per niente istallati in punti cosidetti “black point”.
Altra faccia della medaglia sono i lavori di ripristino di vari scavi fatti su questi tratti e non ripristinati correttamente visto che si formano avallamenti sul manto con dossi e buche.
Oltre a questo troviamo anche “guard rail ovvero New Jersey” fuorilegge in quanto sporgono in modo pericoloso sul tratto di strade oppure sono danneggiati da precedenti urti e non rimossi trasformandosi in un vera e propria lama in caso di incidente o urto di qualche motociclista causandone anche il decesso.
Eppure ad occuparsi della viabilità regionale e provinciale provvedono o dovrebbero, fior di agenzie ed enti tra questi la provincia di Rieti che abbiamo sensibilizzato al problema con una nostra nota due mesi or sono senza mai riceverne riscontro.
Queste agenzie o enti che si dovrebbero occupare di sicurezza stradale “passiva” hanno al loro organico decine di operai e di mezzi a disposizione.
Continuando il nostro viaggio ironizza il Presidente Frongia, tra le strade che percorriamo tutti i giorni ricordando che sono strade principali del reatino ma il problema e riscontrato in tutta la bassa sabina, troviamo cunette ricolme di detriti, paracarri divelti o abbattuti, segnaletica in completo disfacimento, asfalto sbriciolato, frane e chi ha fantasia può immaginare ancora altro la cosa negativa che non è fantasia ma il festival dell’abbandono delle istituzioni. Come dire la strada è di tutti ma ancor di piu’ di nessuno!
Tutte questi aspetti fanno si che la sicurezza stradale si abbassi e poi se ci mettiamo anche la non educazione alla cultura stradale compreso l’arroganza e la prepotenza al volante da parte di certi “piloti automobilisti” ebbene questo è il risultato che la sicurezza sulle strade è inesistente.
Ciò stante – continua il Dott. Frongia alla sicurezza stradale servirebbe anche l’introduzione del reato di ‘omicidio stradale’ che avrebbe l’effetto deterrente a favore di un maggiore rispetto delle regole.
L’introduzione del reato di ‘omicidio stradale’ “è sacrosanta e impedirebbe eccessi di buonismo. Credo che al di là di tutto quello che manca è la cultura della legalità”. La riduzione degli incidenti e delle vittime sulla strada, ha ricordato Frongia, “oltre ad essere un imperativo umano e sociale, ha anche un aspetto economico visto che ogni anno gli incidenti costano 30 miliardi di euro, pari a due punti di pil e che i costi hanno un’incidenza diretta sulle tariffe rc auto”. Per il numero uno dell’Associazione nazionale Interforze, “ci vuole una maggiore certezza nei controlli e nelle sanzioni anche se bisogna ammettere che molti limiti di velocità sono incongrui: a volte si passa da 90 a 50 e 30 chilometri orari nel giro di pochi metri. Inoltre, se le amministrazioni locali pensano di utilizzare i limiti di velocità per incamerare multe e per non essere considerate responsabili degli incidenti non va bene. Occorrono regole corrette e non regole che facilitino le violazioni”.
Dato che le forze dell’ordine svolgono già un lavoro egregio con i mezzi a disposizione, occorre sfruttare al meglio la tecnologia ma in assenza di sanzioni efficaci e rispetto delle regole non si va da nessuna parte”. Se non lo si fa è perché la politica non ha ancora capito quanto sia importante intervenire su questo fronte”.
Una perdita umana sulla strada che sia automobilista o pedone è piu’ forte di un ignorante che non rispetta le regole di educazione e di cultura stradale.
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