Sesso nello spazio:fantasia o realtà?

Oggi Wired.it – la guida online ai temi dell’innovazione e del futuro del nostro pianeta –dedica un ampio servizio al sesso nello spazio, un argomento che tra studi scientifici e leggende metropolitane, solletica la fantasia degli umani poiché a oggi tutti negano che siano mai avvenuti rapporti sessuali cosmici.
Wired.it, con il suo inconfondibile approccio curioso e mai scontato ai temi di attualità, ha raccolto e pubblicato – http://www.wired.it/news – il parere di alcuni esperti che da diverse prospettive spiegano rischi e opportunità di questa attività nello spazio.

«Non è per timidezza, piuttosto perché la faccenda è delicata» spiega a Wired.it Enza Piccolella, immunologa del dipartimento di biologia dell’uomo nello spazio dell’Università della Sapienza di Roma, che sta conducendo una ricerca di base sull’immunodeficienza degli austronauti.«Visto il numero ancora esiguo di viaggi nello spazio e di astronauti in orbita disponibile per le ricerche – dice Piccolella – è ancora difficile condurre test biologici sistematici su vari livelli per avere risultati comprovati sui rischi di un atto sessuale per la coppia umana e per la prole che potrebbe essere concepita».
Sempre affrontando la questione da un punto di vista scientifico, Ruper Gerzer, Direttore dell’Institute of Aerospace Medicine di Colonia in Germania mette in guardia: «Il vero tabù è l’embriogenesi. Non si possono fare esperimenti di sesso tra gli esseri umani nello spazio se prima non sappiamo come potrebbe svilupparsi l’embrione umano e dagli studi effettuati su altri mammiferi, come i ratti, possono risultare delle anomalie»

In attesa che la scienza dia il via libera, i più audaci stanno lavorando a progetti creativi, ma sempre partendo da basi scientifiche. E’ il caso del fiorentino Daniele Bedini, architetto aerospaziale, che sta sviluppando il prototipo di un modulo gonfiabile – l’I-MOD – per camere da letto spaziali, con tanto di finestre oblò e letto matrimoniale, nelle quali i turisti potranno passare una notte in orbita, a 500 km dalla Terra. Un modulo reale che dovrebbe raggiungere la International Space Station.

Dando per scontato che due innamorati siano riusciti a entrare in una camera da letto in orbita dentro una navicella spaziale, che tipo di romanticismo si possono aspettare? Il problema principale è senza dubbio la mancanza di gravità che può rendere molto difficile l’attrazione tra due corpi e trasformare persino un bacio in un’impresa tragicomica.
Per ovviare a tutto ciò Vanna Bonta – attrice, scrittrice e poetessa di fantascienza – ha testato la 2Suit, una speciale tuta spaziale biposto che consente di chiudere insieme con una zip due “astronauti innamorati”. E per rilanciare la sensualità un’attenzione speciale Bonta la riserva anche al look della donna, grazie all’invenzione di scarpette da Cenerentola stellare con un tacco sexy che all’occorrenza si ritrae come uno zoom.

Nello speciale live domani, Wired.it affronta la questione anche da un punto di vista scientifico, approfondendo in modo serio le conoscenze della biologia umana in ambienti estremi come lo spazio, con il contributo di scienziati della Nasa che spiegano i problemi legati alla gravidanza, alla virilità e al passaggio di fluidi.

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