La Romagna è una fascia costiera della penisola italiana ormai divenuta celeberrima, perché capace di divenire, con i suoi divertimenti, le sue serate e le sue località famose ed attrezzatissime, una delle mete principali del turismo, per quanto riguarda non solo i viaggiatori italiani, bensì anche quelli provenienti da molte altre città europee.
E’ in terra romagnola, infatti, che è possibile staccare dagli stress della quotidianità, accostandosi a cittadine amene e suggestive, come San Mauro Pascoli, dove è possibile rilassarsi in riva al mare, o immergersi nella cultura, prima di ritirarsi in uno dei tanti Hotel a San Mauro, indicati da GuidaHotel, portale ideato per raccogliere le migliori soluzioni in fatto di alloggi sulla costa adriatica, nelle proprie pagine.
Si parlava di cultura. E ce n’è tanta nel comune di San Mauro: a partire dal legame con il poeta Giovanni Pascoli, ma senza dimenticare la storia di questo splendido comune. San Mauro Pascoli deve la sua origine a zingari o avanzi di invasioni barbariche, ivi stabilitisi, benché ciò sia provato solo da una rimostranza fatta dagli abitanti di S. Mauro a Clemente VIII nel 1596 e dall’essere stati, questi abitanti, sempre chiamati per disprezzo “zingari” dai loro vicini di Savignano. Nel 1191 è nominato per la prima volta come “Fundum Sancti Mauri” ed esisteva già una chiesa dedicata a S. Mauro, vescovo di Cesena. Nel 1371 è detto “Villa Sancti Mauri” munita di una piccola rocca e di 37 focolari. Nel 1378 faceva parte del territorio di Savignano, col quale fu sempre in lotta, assieme a Donigallia, Giovedia ed altre terre alla destra dell’Uso.
Successivamente fu “tomba” dei Malatesta, quindi tornò a dipendere da Savignano come appodiato. Papa Pio II concesse (e poi tolse per punizione) il “Castrum Sancti Mauri et tenuta lovediae” ad Antonello Zampeschi, signore di Forlimpopoli, per l’aiuto ricevutone contro i Malatesta. Passò poi a Girolamo Riario quindi, nel 1484, di nuovo agli Zampeschi finché, nel 1491, l’intervento dei Cesenati condusse all’occupazione e distruzione della Rocca.
Nel 1504 Giulio II riconsegnò San Mauro alla famiglia Zampeschi poi, nel 1590, il territorio passò definitivamente alla Camera Apostolica. Verso la fine del XVII secolo il Castello fu nuovamente distrutto e San Mauro ancora una volta aggregata a Savignano fino al 1827, anno in cui il Cardinale legato ne dispose la separazione, erigendolo a comune autonomo. Nel 1932 la denominazione del comune venne modificata con regio decreto: San Mauro di Romagna divenne San Mauro Pascoli.
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