Racconto di un viaggio a Istanbul alla scoperta della città
Fino a quando non avevo visitato Istanbul la mia città europea preferita era Parigi, con la sua arte e cultura, la Tour Eiffel, la baguette (che adoro) e i croissant (che divoro)! Dopo questo viaggio il fascino orientale, il calore, i profumi, il cibo e l’atmosfera unica di Istanbul mi hanno portato a prediligere questa metropoli affascinante, qualcosa di unico e irripetibile!
Arrivati all’aeroporto Ataturc di Istanbul, il sig. Erem ci stava già aspettando all’uscita sventolando un cartello con su scritto in mio cognome. Il transfer aeroporto-hotel era incluso nel prezzo, cosa spesso consigliabile se si vuole evitare la cascata di offerte di trasporto che ti arriva dai numerosi autisti turchi all’aeroporto. Dopo un viaggio di mezz’ora siamo arrivati al nostro Hotel a Istanbul centro, erano le ore quattro del pomeriggio.
La posizione dell’Hotel ci colpì subito, infatti eravamo proprio nel cuore della Istanbul vecchia, nel distretto di Sultanahmet. Dalla terrazza dell’hotel abbiamo contemplato il panorama della città godendo subito della magnifica vista sulla moschea blu.
Molte sono le bellezze di Istanbul visitate durante il nostro soggiorno: Hagia Sophia, il Palazzo Topkapi Sarayi, l‘Ippodromo, Yeni Camii, l’antica Yerebatan Sarayi o Cisterna-basilica, costruita da Giustiniano I intorno al 532 per raccogliere le acque.
Altri luoghi di interesse architettonico e culturale visitati nella parte moderna di Istanbul sono la Torre di Galata, eretta dai genovesi nel 1348, il sontuoso palazzo Dolmabahca, residenza principale dei sultani ottomani e i Parchi Yildiz e Gülhane. Tra tutti la moschea Blu è quella che mi ha affascinato maggiormente.
La moschea Blu:
Una delle caratteristiche peculiari della Moschea Blu, già visibile da lontano, sono i suoi sei minareti. È l’unica Moschea a avere 6 minareti, dopo la Moschea della Ka’ba alla Mecca, che ne ha 7. Si racconta che al momento della costruzione dei minareti il Sultano abbia ordinato al suo architetto di costruire minareti d’oro (altin), mentre l’architetto abbia capito di costruire sei (alti) minareti.
Un’altra caratteristica che colpisce dell’esterno è la disposizione delle cupole a cascata che sembrano cadere giù dalla magnifica cupola centrale. E anche gli archi sottostanti le cupole hanno un ulteriore ritmo visivo. Esternamente la Moschea del Sultano Ahmet non ha niente di blu. È chiamata Moschea Blu per le sue oltre 20.000 mattonelle blu di Iznik che decorano il suo interno.
Consiglio ai visitatori
I turisti devono entrare dalla porta di accesso a nord e togliere le scarpe. All’entrata vengono fornite buste di plastica per conservare le scarpe. Inoltre sono richiesti abiti decenti sia per uomini che per donne, le quali devono coprirsi il capo. Ne caso non abbiano un foulard o un fazzoletto all’entrata vengono forniti ampi scialli dai pubblici ufficiali.
Bazar e Hamman
Spezie, specialità gastronomiche e bellissimi souvenir colorati li abbiamo acquistati nei Bazar d’epoca ottomana: il gran Bazar e il Bazar delle spezie d’Istanbul. I colori e i profumi del Bazar delle spezie ci hanno avvolto e incantato e anche l’ospitalità e gentilezza dei turchi ci hanno conquistato.
Un’altra tappa, secondo me , fondamentale per chi visita Istanbul è l’Hamman. È un’esperienza davvero unica, lasciarsi coccolare dai vapori e dai profumi di sapone naturale e farsi fare un robusto massaggio da una delle signore turche esperte nel settore. Alla fine della vacanza, dopo giorni di camminate e mangiate luculliane, questa tappa al bagno turco ti rimette in sesto e ti dà la carica per riprendere il ritmo quotidiano.
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