Otoplastica, un intervento di chirurgia estetica semplice ed efficace per ridare autostima.

Una piccola prefazione sull’ anatomia dell’orecchio esterno, per una maggiore comprensibilità di quanto seguirà: “l’orecchio esterno è formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno. Il padiglione auricolare è costituito da cartilagine rivestita dalla pelle strettamente adesa ad una sottostante membrana di tessuto connettivo, il pericondrio. La sua funzione è quella di raccogliere i suoni per inviarli all’interno del condotto uditivo. Il condotto uditivo è una galleria dalle pareti lisce provvista di peli e di ghiandole sebacee e ghiandole ceruminose, il cui secreto ricco di cere ha una funzione protettiva.” (fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Orecchio).

Gli inestetismi riguardanti l’orecchio sono principalmente 2:
– le “orecchie a sventola”
– e la mancanza totale o parziale della parte esterna chiamata padiglione.

Il nome tecnico delle “orecchie a sventola” è: dismorfia dei padiglioni auricolari.
Può anche essere monolaterale, non necessariamente entrambe le orecchie presentano il difetto.
Come già detto è puramente estetico in quanto non viene compromessa la funzionalità uditiva, che può avere un leggero deficit se vi è mancanza totale del padiglione.
Infatti questo ha la funzione di captare le onde sonore e convogliarle, incanalarle all’interno, ove ha sede l’udito vero e proprio formato dal timpano, la coclea, i tre ossicini dal nome simpatico e curioso: martello incudine e staffa ed ovviamente il nervo uditivo.

L’otoplastica, al contrario di altri di chirurgia estetica, può essere effettuato prima del compimento totale della crescita, quindi anche su bambini, dopo i 6-7 anni, in quanto l’orecchio è già completamente sviluppato e non si modifica più nel corso della pubertà, eccezion fatta per eventi traumatici o patologici ovviamente.
L’otoplastica ha come obiettivo principale quello di ridare autostima all’interessato/a facendo cessare le fastidiose battute che incidono molto sulla psiche di chi le deve sentire (mai verbo fu più appropriato) tutti i giorni in modo sistematico e alquanto ripetitivo soprattutto da bambino, quando si è più fragili psichicamente.

L’intervento non lascia cicatrici visibili, in quanto queste sono nella piega posteriore del padiglione auricolare, vicino al cranio.

Gabriele Goldoni

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