Gentile redazione,
segnalo che lo scrittore russo Viktor
Erofeev sarà a Venezia lunedì 12 febbraio alle ore
18.00 presso il “Telecom Italia Future Centre” in Campo San Salvador, per
presentare il suo ultimo libro L’enciclopedia dell’anima
russa, descrizione sociale e
indagine intorno all’essenza stessa del suo popolo, pubblicato
dalla casa editrice Spirali.
In un momento in cui l’ex Unione sovietica -in bilico tra
restaurazione e sviluppo, autoritarismo e libertà- si ritrova al centro di varie
importanti questioni, dall’influenza internazionale esterna al riassesto degli
equilibri interni, Erofeev è interlocutore di sicuro interesse per
capire cosa stia succedendo nel paese. «Se si guardano attentamente le
fotografie delle sofferenze russe, ci si rende conto da quale oscurità stia
uscendo il mio Paese. Sembra un invalido. A mala pena si regge in piedi. Non
somiglia agli altri Paesi: dai suoi forni giunge ancora l’odore del pane nero. È
facile scagliargli contro le pietre, e molti lo fanno. Queste pietre gli daranno
il colpo di grazia, o lo trasformeranno nuovamente nell’Impero del pane nero. Ma
né la decomposizione della Russia, né il suo ostracismo, potranno aiutare il
mondo a risolvere i suoi
problemi».
Resto a disposizione
per ogni informazione e porgo cordiali saluti.
Esther Linz
SPIRALI
Edizioni
Corso Vittorio Emanuele, 38 33170 Pordenone
Tel: 0434
– 520000 Fax: 0434 – 248531
E-mail: [email protected]
COMUNICATO STAMPA
VIKTOR EROFEEV A VENEZIA PER PRESENTARE IL SUO ULTIMO
LIBRO
Il celebre scrittore moscovita in Italia per
la presentazione del nuovo libro, un’analisi romanzata della situazione del suo
paese. Erofeev: come cambia la mia Russia affascinante ed
enigmatica
Lo scrittore russo Viktor Erofeev sarà a Venezia
lunedì 12
febbraio alle ore 18.00 presso il “Telecom Italia Future Centre” in Campo
San Salvador 4826,
per presentare il suo ultimo libro L’enciclopedia dell’anima russa,
pubblicato dalla casa editrice Spirali.
Autore di romanzi e racconti, critico
letterario e giornalista molto apprezzato sia in patria che all’estero, Erofeev
raggiunse il successo internazionale nel 1990 grazie al romanzo La bella di
Mosca, tradotto in tutto il mondo, dopo aver subito per anni la censura del
regime. Personalità autorevole e discussa della letteratura russa contemporanea,
è noto per il suo impegno civile a favore dei letterati (è stato protagonista di
una clamorosa lettera di protesta a Putin contro le persecuzioni subite dagli
scrittori russi) ma anche per certe sue pungenti provocazioni
verso il sistema della produzione culturale.
In un momento in cui l’ex Unione sovietica -in bilico tra
restaurazione e sviluppo, autoritarismo e libertà- si ritrova al centro di varie
importanti questioni, dall’influenza internazionale esterna al riassesto degli
equilibri interni, Erofeev è interlocutore di sicuro interesse per capire
cosa stia succedendo nel paese. «Se si guardano attentamente le
fotografie delle sofferenze russe, ci si rende conto da quale oscurità stia
uscendo il mio Paese. Sembra un invalido. A mala pena si regge in piedi. Non
somiglia agli altri Paesi: dai suoi forni giunge ancora l’odore del pane nero. È
facile scagliargli contro le pietre, e molti lo fanno. Queste pietre gli daranno
il colpo di grazia, o lo trasformeranno nuovamente nell’Impero del pane nero. Ma
né la decomposizione della Russia, né il suo ostracismo, potranno aiutare il
mondo a risolvere i suoi problemi».
La descrizione sociale e l’indagine intorno all’essenza stessa
del suo popolo sono i temi attorno a cui ruota l’opera dell’autore, che ha
maturato nel tempo uno stile personale e crudo, ripreso dal linguaggio corrente
anche tramite espressioni da strada, così da poter esprimere al meglio possibile
le peculiarità dell’identità russa. Erofeev fornisce una sua particolare
interpretazione della situazione, sempre sospesa tra realtà concreta e finzione
letteraria; come dice egli stesso: «Si può dire che io vendo l’Oriente
all’Occidente e l’Occidente all’Oriente. Con gli occhi dell’occidentale vedo la
monotona contemplazione dell’Oriente, mi spaventa la sua doppiezza e la sua
misteriosità. Con gli occhi dell’orientale scorgo la consunzione metafisica
dell’Occidente, mi fa ridere il suo attivismo pimpante, mi spaventa l’aspetto
relativistico della scelta».
Oltre all’autore, interverrà la traduttrice del libro, Elena
Corti. Introduzione di Arianna Silvestrini.
Per info: SPIRALI
Edizioni
Corso Vittorio Emanuele, 38 33170 Pordenone
Tel: 0434
– 520000 Fax: 0434 – 248531 E-mail: [email protected]
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