Uno street artist russo ha avuto un’idea davvero fuori dal comune, quella di rivalutare e dare un’anima a molte strutture abbandonate che spesse volte diventano un indecoroso arredo urbano che trasmette fatiscenza e abbandono.
Gli elementi presi e riadattati da Nikita Nomerz fanno parte della sua personale collezione denominata “Living Walls”, in cui l’artista mira ad offrire una singolare e soprattutto innovativa chiave di lettura dei paesaggi desolati delle periferie.
I suoi interventi artistici hanno una doppia valenza, un po’ quella di diffondere ed esprimere la propria arte e un po’ quella di incoraggiare gli interventi di restauro e di rivalutazione di questi edifici o elementi architettonici.
Il lavoro iniziale parte da una considerazione e studio dei vari elementi architettonici che diventano un’ispirazione per Nikita, il quale reinterpreta il luogo dandogli un volto e quindi un’anima.
Le finestre diventano occhi, i cornicioni sopracciglia e i tetti copri capi dalle forme più disparate ed originali che fanno da contorno all’opera.
Le imperfezioni ed i danni del tempo sono usati con perizia e trasformati in particolari somatici per comporre le espressioni del viso come rughe, facce severe, rabbiose o malinconiche.
La fonte di ispirazione di questo artista sono l’osservazione degli spazi e degli oggetti urbani che attirano la sua attenzione e che sono desiderosi di ricevere un’anima, quella che dal tempo del loro abbandono gli è stata tolta e più restituita.
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