L’incontro magico: Pasta di Gragnano e Colatura di Alici di Cetara

Mangiare si sa…oltre che una necessità, è anche una passione!
Ed è specialmente in questo periodo, negativamente caratterizzato dallo scandalo degli additivi chimici e dei prodotti sintetici, che si va sempre più alla ricerca di prodotti naturali, certificati e forti di una tradizione ormai secolare…

come la Pasta di Gragnano, prodotto unico al mondo per la sua storia, famosa sin dagli inizi dell’Ottocento e rinomata anche per il paese da cui la pasta prende il nome, ancora oggi detentore dei segreti di una tradizione pastificia le cui radici si perdono nella notte dei tempi…

Solo i grani più duri vengono lavorati con l’acqua e trafilati a bronzo dalle mani sapienti dei pastai gragnanesi per essere poi essiccati al sole….il clima di Gragnano e le conoscenze professionali fanno il resto ed il risultato è una pasta di elevata qualità e dal sapore unico.

Si risale molto più indietro nel tempo se si cerca invece di scoprire le radici storiche di un altro prodotto particolarissimo e anch’esso unico nel suo genere: la colatura di alici di Cetara, la cui preparazione era già descritta nel manuale gastronomico latino di Apicio, redatto intorno alla seconda metà del XIII secolo. La lavorazione era fatta da alcuni monaci cistercensi che abitavano nell’antica canonica di San Pietro a Tuczolo, vicino ad Amalfi.

Ed è per questo che ancora oggi a Cetara, nella Costiera Almafitana, la colatura di alici rimane il piatto forte del cenone di Natale e il processo di lavorazione di tale prodotto è rimasto intatto nei secoli:
le alici impiegate vengono pescate nei pressi della Costiera nel periodo che va dal 25 marzo (festa dell’Annunciazione) al 22 luglio (festa di Santa Maria Maddalena): private della testa e delle interiora sono tenute dentro dei contenitori pieni di sale marino per una giornata intera; successivamente vengono trasferite in piccole botti di castagno o di rovere alternate a strati di sale e pressate con dei pesi: il liquido da esse prodotto a seguito della pressione, di colore ambrato e di profumo gradevole, viene raccolto e conservato in grossi recipienti di vetro ed esposto alla luce del sole. Dopo 4 o 5 mesi di riposo del prodotto, il liquido viene filtrato attraverso setacci di lino e confezionato, pronto per l’utilizzo.

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